IL FUTURO POSSIBILE

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consumatori il mensile dei soci coop Prodotti Coop: buoni sicuri e con lo sconto Dal5novembreunanuovapromozionepertutti iconsumatori:prezzitagliatidel25%sugliarticoli confezionatiamarchio.Bastafarelaspesa ilmercoledìnegliipereilvenerdìneisuper 40 ILFUTURO POSSIBILE Il Rapporto Coop 2014 conferma la crisi della nostra economia. Ma indica anche come esista un percorso per superare le difficoltà consumatori il mensile dei soci coop coop adriatica edizione veneto n° 8 ottobre 2014

IL FUTURO POSSIBILE

Condizioni della promozione: L’ offerta “ChiamaTutti 360”, sottoscrivibile tra il 06/10/14 ed il 19/11/14, prevede 360 minuti di chiamate nazionali, verso numeri fissi e mobili, 360 SMS nazionali e 1 Giga di traffico internet nazionale ogni 30 giorni.

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11 La tecnologia al servizio di chi è? DI MARIO TOZZI 23 Il mercato dell'obesità DI EUGENIO DEL TOMA 26 Integratori Coop, l'offerta si allarga 28 Col videoproiettore il cinema è in casa DI CLAUDIO STRANO 4 Lettere a Consumatori 6 Un altro anno di crisi DI DARIO GUIDI 9 La vignetta DI ELLE KAPPA 12 I vent'anni di Fairtrade 20 Coop online, sconti e novità 17 ParmigiananondiParma DI MASSIMO MONTANARI 30 Tra polpo e lasagnette DI HELMUT FAILONI 34 Liguria,gioiellidascoprire DI GIUSEPPE ORTOLANO 36 Nozze senza... oneri DI M. CIRRI E F. SOLIBELLO 36 Mostre, libri e dischi IntervistaaKalàscima DI G.

OLDRINI E P. PACODA Mensile della Cooperazione di Consumatori 40127 Bologna, Viale Aldo Moro,16 Tel. 051.6316911 | Telefax 051.6316908 redazione@consumatori.coop.it Reg.Trib. Bologna 3/8/82 n. 5005 Iscrizione Roc 29/8/01 n. 1040 Copia singola euro 0,34 Abbonamento annuo euro 3,10 Direttore responsabile Dario Guidi Redazione Daniele Moltrasio (vicedirettore) Daniela Dalpozzo, Silvia Fabbri, Alberto Martignone, Alessandro Medici, Andrea Pertegato, Silvia Pizzorno, Marisa Pecere, Silvia Sacchetti, Claudio Strano. Progetto grafico Glifo associati/Plumdesign Impaginazione e grafica Ilde Ianigro Responsabile della pubblicità Lorenza Corazzari Stampa Coptip (Modena) Coop Editrice Consumatori 40127 Bologna, Viale Aldo Moro,16 Tel.

051.6316911 | Telefax 051.6316908 C. F., P. IVA e Iscrizione al Registro delle Imprese di Bologna n. 03722150376 Iscrizione all’albo delle Cooperative a mutualità prevalente n. A108296 Coop Editrice Consumatori Consiglio di amministrazione: Massimo Bongiovanni (presidente) Enrico Migliavacca (vicepresidente) Gianna Brunelli, Mauro Bruzzone, Stefano Dalla Casa, Edwin Ferrari, Alberto Martignone, Alessandro Medici, Daniele Moltrasio. Consegnato alle poste a partire dal 10/10/2014. Il numero di settembre è stato stampato in 2.167.332 copie Associato USPI, Unione stampa periodica italiana Questa rivista è stata stampata su carta 100% ecologica che ha ottenuto il marchio Ecolabel dell’Unione Europea riservato ai prodotti a minor impatto ambientale Cooponline, scontie novità Il sito di vendite on line compie un anno e propone nuove occasioni di convenienza.

Arrivano i pneumatici (anche ricostruiti) e... Unaltroannodicrisi.Macol2015...

I dati del Rapporto Coop 2014 su consumi e distribuzione. Tante cifre negative, ma anche un percorso possibile per invertire la rotta 12 Ivent'annidiFairtrade Importante traguardo per il commercio equo e solidale nel nostro paese. Un settore che continua a crescere 6 20 consumatori sommario seguici su facebook e su www.consumatori.e-coop.it Le pagine di ProdottiCoop:buoni sicurieconlosconto DI FRANCESCA CAVAZZA VeneziaGiudecca supertuttonuovo DI ROSANNA BEVAR Raccogli l’olio usato nel negozio di Vittorio DI LINA SINI 40 42 44 coopadriatica Coop AdriaticaNumero Verde800857084

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4 consumatori ottobre 2014 RISPONDE CLAUDIO MAZZINI responsabile sostenibilità, innovazione e valori di Coop Italia: StandoaidatipubblicatiloscorsomesealSana,ilSalone internazionale del Biologico e del Naturale, che si è tenuto a Bologna, quello del biologico è un mercato che resisteallacrisi,nonsoloperchécresceilvaloredellevendite ma anche perché aumenta il numero delle famiglie chescegliequestiprodotti.

Il consumatore del biologico li ritiene infatti più sicuri ed ottenuti con un sistema produttivo che rispetta l’ambiente. Senza dimenticare che, diversamente da alcuni anni fa, oggi i consumatori acquistano i prodotti biologiciperchéliconsideranobuoniedilorogusto. Ovviamente non mancano i pericoli legati al successo: parliamodicosiddetti"Ecofurbi",comevengonodefiniti in gergo quei soggetti che cercano di eludere le rigorose maglie della certificazione per inserirsi in un settore in crescitaespacciandoperbiologicoqualcosachenonloè. Dunqueèchiarocheperilconsumatorechevuoleacquistarebiologicoèfondamentaleaffidarsiachioffrelemassime garanzie sulla qualità, sulla filiera produttiva e sulle certificazioni.

È in questo contesto che si inseriscono “a pienotitolo”iprodottibiologiciamarchioCoop.

La maggior parte di questi fanno parte della linea viviverde, mentre altri sono inseriti in altri "mondi" come il crescendo(babyfood)edilSolidal. IprodottibiologiciCoopsonopresentiinnumerosemerceologie, con l’obiettivo di consentire, a chi lo desidera, di poter coprire tutte le occasioni di consumo con prodotti bio. Ricordiamo le più significative: latte, conserve difrutta,uova,alimentiinfanzia,yogurt,pastadisemola, Coop,tuttelegaranzie deiprodottibio oli da olive, miele, piatti pronti surgelati ecc. Tuttavia circail50%dellanumericatotaleècostituitadafreschissimi, in particolareortofrutta.

Il prodotto biologico Coop risponde a tutti i valori trasversali del prodotto Coop ovvero buono, sano, sicuro, etico, rispettoso dell’ambienteed economico.

A partire dal maggio del 1999, prima tra i distributori, Coop ha scelto di assoggettarsi volontariamente al regime di controllo previsto per i produttori. Coop pertanto, come tutti gli altri attori della filiera riceve gli auditdiunentedicertificazioneaccreditatodalMinistero, il Consorzio per il Controllo del Prodotto Biologico, il quale periodicamente controlla tutta la movimentazione del prodotto a marchio Coop biologico, oltre ad autorizzare le etichette dei nuovi prodotti di cui verifica l’idoneità.

I prodotti biologici a marchio Coop, oltre ad essere conformi a quanto previsto dalla legislazione comunitaria, offrono le garanzie derivanti dalle verifiche di tipo chimico,fisico,microbiologico,organoletticoenutrizionale cheCoop svolge. In aggiunta Coop effettua, sui fornitori e sul prodotto biologico a proprio marchio, attività di controllo che affiancano ed integrano quanto già è svolto dagli enti di certificazione del biologico. Per i fornitori c'è una rigorosa procedura di ingresso; poi seguono controlli periodici con verifiche ispettive “dedicate” (con un apposito sistema che approfondisce gli aspetti legati al controllo dellematerieprime).Leispezionieleverificheanalitiche coinvolgono tutta la catena di fornitura fino ad arrivare, secondo la tipologia delle materie prime e del tipo di rischio, alla verifica dellesingoleaziendeagricole.

Ho sentito del successo che i prodotti biologici incontrano, anche se spesso si legge di truffe o di certificazioni false. Coop che tipo di controlli esercita sui suoi prodotti bio? RENATA PALMERINI - PESCARA e cuoce in una ventina di minuti, potendolo così vendere caldo in qualsiasi momento. Non può essere messo in vendita insieme al pane fresco ma confezionato con un'etichettasullanaturadelprodotto.Questopanesesiricongelaacasa,vapoirigeneratoinfornogiàcaldoa180gradi. Pane surgelato Compero il pane al supermercato sulla cui etichetta è scritto “ottenuto da pane parzialmente cotto surgelato”.

Posso poi congelare la parte rimasta in freezer? L’indirizzo per scrivere a questa rubrica è: redazione Consumatori, viale Aldo Moro, 16, 40127 Bologna fax 051 6316908, oppure, redazione@consumatori.coop.it GIANNI BELGRANI - CREMONA Qualsiasi prodotto scongelato non può essere ricongelato a meno che non ci sia di mezzo un processo di cottura: un pesce scongelato e poi cotto lo si può ricongelare senzaproblemaequindivaleancheperilpaneprecotto.Il pane precotto una volta scongelato lievita in poco tempo

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5 Cervicale e agopuntura Ho 52 anni e da diverso tempo soffro di dolori cervicali, a volte con giramenti di testa e nausea. Cerco di fare un po’ di movimento ma sono poco costante. Ho fatto diverse cure e massaggi. Ho fatto una Risonanza Magnetica che non ha rivelato particolari problemi. Non ho mai provato l’Agopuntura e vorrei sapere se nel mio caso può essere indicata. FRANCESCA P. - IMOLA RispondeilDott.EnricoMontanari,DirettorescientificodellarivistaElisirdiSaluteeResponsabile ServiziodiTerapiadeldolore–Agopunturadell'Azienda SanitariadiBologna(Distrettopianuraovest): Gentile Francesca, come medico che si occupa da molti anni di dolore cronico, naturalmente, prima di poterle dare un consiglio adeguato e specifico, è necessaria una visita medica accurata.

Posso comunque dirle che nella stragrande maggioranza delle situazioni di dolore cervicale la sintomatologia è provocata da mialgie e contratture muscolari che, in generale, possono essere affrontate, con ottima probabilità di miglioramento, con un trattamento di Agopuntura ed eventualmente sedute di Terapia manuale effettuate da fisioterapisti esperti.

Queste forme di dolore cronico hanno come origine le posture scorrette, i movimenti ripetitivi, e lo stress quotidiano che si ripercuote prevalentemente proprio sui muscoli del collo e del dorso, provocando dolore muscolare a volte con vertigini e nausea. D’altra parte, anche nel suo caso, la Risonanza Magnetica ha constatato prevalentemente, come lei ha riferito, la “rettilineizzazione” che è proprio un indicatore della tensione muscolare cronica. Anche l’attività fisica regolare moderata e le terapie termali possono essere utili per attenuare i sintomi e ridurre lo stato di stress generale che spesso affligge la vita di tutti i giorni.

ELISIR DI SALUTE PER I SOCI COOP Elisir di Salute è una rivista bimestrale, del cui direttore in questa pagina ospitiamo un intervento, dedicata all’informazione su tutti gli aspetti legati alla salute, scritta direttamente da medici, ricercatori e studiosi. Alcuni fra i numerosi temi trattati sono la medicina, l’alimentazione corretta e gli stili di vita, la psicologia, l’ambiente e l’ecologia.

I soci Coop possono abbonarsi annualmente a un prezzo agevolato di 14 euro, anziché 18 euro. Sul sito www.elisirdisalute.it è possibile sottoscrivere l’abbonamento tramite pagamento con carta di credito oppure effettuando il pagamento, presso gli uffici postali, sul c/c postale n. 000054500160 intestato a DOCMED srl Via degli Orti, 44 - 40137 Bologna. Per informazioni: tel. 051.307004 (dal lun. al ven. dalle 9 alle 12,30) - info@elisirdisalute.it FUPRIMOPRESIDENTEDICOOP ADRIATICA AddioaPieroRossi cooperatore che guardava al futuro È scomparso il 4 settembre Piero Rossi, primo presidente di Coop Adriatica e artefice della nascita della Cooperativa con la fusione, nel 1995, di Coop Emilia Veneto con Coop Romagna Marche.

Nato a Bologna nel ‘32, Rossi si era insediato alla guida dell’allora Coop Emilia-Veneto il 15 febbraio dell’85, dopo aver ricoperto anche l’incarico di direttore commerciale di Coop Italia. Guidò Coop Adriatica per 13 anni, fino all’ottobre del ’98, in un periodo di forte cambiamento dei consumi, di trasformazione e di massima crescita per la Cooperativa, negli anni in cui si sviluppò la rete degli ipercoop. Fu lui a promuovere e portare a termine l’unificazione, accompagnandola nei primi, delicati, anni di vita: “Un grande cooperatore – lo ricorda l’attuale presidente di Coop Adriatica Adriano Turrini – che ha saputo guidarci con competenza, lungimiranza e determinazione anche in momenti difficili e complessi.

Un uomo ed un dirigente profondamente legato ai valori di democrazia, giustizia sociale e solidarietà”. L’8 settembre la sede della Cooperativa a Villanova di Castenaso ha ospitato la camera ardente; le tre parole che hanno fatto da filo conduttore all’orazione funebre sono state modernità, riformismo e passione. Alla cerimonia hanno partecipato i principali esponenti del mondo cooperativo.

Per ricordare l’impegno e la passione di Rossi, Coop Adriatica e Fondazione Unipolis attiveranno una borsa di studio a suo nome.

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Dati, cifre e tabelle che spiegano la difficile situazione sociale ed economica del nostro paese, il Rapporto Coop 2014 su Consumi e distribuzione, presentato nei giorni scorsi a Milano, ne contiene davvero tanti. E ovviamente ve li racconteremo in dettaglio. Ma vogliamo partire da una considerazione del presidente di Coop Italia, Marco Pedroni. Una considerazione che non si limita a fotografare le difficoltà, ma provaaindicarealcunispiraglidi(cauto) ottimismo per il futuro: “Dopo anni di crisi economica e sociale e nonostante le notizie ancora negative di questi mesi, come Coop pensiamo che il 2015 possa essere l’anno della inversione diquestotrend.Apattoche,comegiàavvenutocon ilprovvedimentodelgovernodegli80euroinbusta paga a milioni di italiani, si operino scelte di rafforzamento della domanda interna, sostenendo in particolare il potere di acquisto delle classi più deboli.

Servono investimenti strutturali, politiche di riattivazionedelcreditoalleimprese,unanuovaondatadiliberalizzazioniafavoredeiconsumatori.Sesaràcosìsi può invertire la tendenza, si può ritrovare quel segno I dati del Rapporto Coop 2014 su Consumi e distribuzione Continuano le difficoltà per il nostro paese. Persi 230 miliardi in sette anni e disoccupazione ancora in aumento. Ma il lieve aumento dei consumi e del risparmio delle famiglie dicono che è possibile invertire la tendenza. A patto che... di dario guidi un al tro anno d i cri s i ma col 201 5 s i può cambiare 6 economia

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più”cheaiutiarompereunclimadisfiduciaepessimismo.Maoccorredeterminazioneenuoviconcreti passiinquelladirezionegiustaecondivisibilechesin quiilgovernohatentatodiimboccare.Iltemadiuna redistribuzione del reddito, di aiutare le famiglie che hanno meno è decisivo per rilanciare i consumi e il mercatointerno.Nonsiescedalledifficoltàpensando chebastil’export.Esuivincolieuropeioccorreoperareperunalororiduzione”. Ilrisparmiotornaacrescere Si potrebbe dire, dunque, che esiste un percorso per unfuturopossibile.Questoancheperchécisonodati del Rapporto Coop che evidenziano come, dopo i cali nel 2011 (-0,3%), nel 2012 (-4%) e nel 2013 (-2,6%), quest’anno i consumi delle famiglie torneranno a crescere anche se solo di un modesto 0,2%.

L’altro dato incoraggiante è che le famiglie italiane hanno ripreso a risparmiare. La propensione al risparmio (in percentuale sul reddito disponibile) che erarisalitaal13%nel2013(control’11,4%del2012), nel 2014 arriverà al 13,5%. Cosa significa questo? Che, anche nelle difficoltà (che hanno comportato modificheprofondeallesceltedispesacheraccontiamo nell’articolo che segue), le famiglie hanno potuto ritornare a mettere da parte un po’ di soldi come forma di tutela di fronte prospettive quanto mai incerte.Sirisparmiapensandoalfuturodeifigli(21%), pereventualiemergenzelegateallagestionedellacasa di proprietà (16%), per integrare la pensione (13%), perproblemidisaluteodiperditadellavoro(10%).

È però chiaro che l’aumento del risparmio (dunque di denaro che c’è) è strettamente legato anche alla dimensione psicologica e alla percezione della realtà esterna. Il 91% delle famiglie giudica negativamente lo stato di salute dell’economia del paese, ma solo il 49% giudica negativamente la propria condizione economica. Le nuvole sono in casa, ma molto di più fuori. Dunque nell’incertezza, gli italiani si tutelano. Maselapercezionesullaprospettiva2015migliorasse,anchesuiconsumiesull’economiapotrebbederivarnequalchesegnopositivo.

7 consumatori ottobre 2014 La fotografia del 2014 NeldescrivereloscenarioattualePedroniinsistepoi su un altro punto urgente: “La deflazione, cioè il calodeiprezzi,cheperl’alimentareIstathastimatonel -0,7% (ma che per Coop è di -1,2%) può essere un grave pericolo. Troppa inflazione è negativa, ma la deflazione è altrettanto pericolosa, nel senso che può alimentare un avvitamento che trascina verso ilbassotuttal’economia.Ènecessariocheleautorità politiche e monetarie italiane ed europee agiscano tempestivamente. Un po’ di inflazione serve per garantirelosviluppo”.

Se guardiamo ai dati del nostro rapporto – spiega ilvicepresidentedell’Associazionedellecooperative diconsumatori(Ancc-Coop),Enrico Migliavacca – possiamo dire che nel 2014 la caduta del paese è rallentata, ma la ripresa ancora non c’è.

È come se ci fossimofermatisull’orlodiunprecipizio”.Dacuioccorrereallontanarsiinfretta. Del resto il Rapporto Coop certifica che dall’inizio della crisi ad oggi il paese ha perso 230 miliardi. Si tratta di 2.700 euro in meno all’anno per ogni italiano. Gli occupati sono calati dal 55% al 48% sulla popolazione in età lavorativa, mentre i disoccupati sono passati dal 4% al 9%. La pressione fiscale è aumentatadi2puntidiPil(piùdi30miliardi),maciò 2011 2012 2013 2014* Prodotto interno lordo 0,5 -2,4 -1,9 -0,2 Consumi delle famiglie -0,3 -4,0 -2,6 0,2 Prezzi al consumo 2,8 3,0 1,2 0,4 Tasso di disoccupazione 8,4 10,7 12,2 12,5 Indebitamento netto (in % del Pil) -3,8 -3,0 -3,0 -3,0 Debito pubblico (in % del Pil) 1,2 2,5 2,3 2,2 *Previsioni Fonte: Elaborazioni REF Ricerche per Coop Come va l'economia in Italiadati in % 2.700 euro all'anno in meno per ciascun italiano 07 08 09 10 11 12 13 14 15,3 14,9 14,1 12,2 11,8 11,4 13 13,5 Le famiglie tornano a risparmiare propensione al risparmio in % del reddito disponibile Fonte: REF Ricerche su dati Istat continua a pagina 8 >

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Un esercito di disoccupati Tasso di disoccupazione dati I° trimestre, vol % Fonte: REF Ricerche su dati Istat 8 primo piano economia nonostanteildebitocomplessivodelloStato,chenel 2007 era al 103,3% sul Pil, ora è arrivato al 135,2% (il peggioramento c’è anche in tutti gli altri paesi europei). Particolarmente difficile la situazione al sud. Infatti nelle regioni meridionali le percentuali risultano sempre molto più negative rispetto al resto del paese (disoccupazione al 21,7% contro il 10,3% del centro-nord).

Consumatori che cambiano Ma lasciamo questi dati e torniamo a quel percorso di ricerca verso un futuro possibile.

Detto di ciò che si auspica possa arrivare dalla politica e dagli scenari economici generali, ci sono poi anche una serie di cambiamenti di cui il mondo della grande distribuzione (e in primo luogo Coop che si conferma il leader nazionale con una quota del 15% del mercato) è chiamatoatenercontoperessereinsintoniaconciò chefamiglieeconsumatorichiedono. “Lagrandedistribuzioneviveanch’essaunmomento di difficoltà – spiega Pedroni – per la prima volta il 2014 si chiuderà con un calo delle superfici di vendita complessive (-0,2%). Nel primo semestre 2014 c’è una diminuzione anche nelle vendite (che colpisce anche i discount).

Questo trend è il frutto non solo di tagli e rinunce quantitative da parte dei consumatori, ma anche di nuove modalità di acquisto:siacquistanoprodottimenocostosi,piùprodotti di marca del distributore (il Prodotto Coop per esempio continua a crescere), più prodotti in promozione, ecc. Spendere meno non vuol dire però (fortunanatamente) abbassare la ricerca della qualità e della salubrità del cibo. Ricordiamo che le vendite di prodotti biologici continuano ad aumentare, così come quelle di prodotti etnici o del commercio equo; in generale cresce l’attenzione per il cibo e per la cucina, soprattutto da parte dei giovani.

Dunque nonsonotaglilineari.

Tuttigliacquistiviainternetsonoincrescita,+20% nel2013conungirod’affaridi11,6miliardi.Gliacquisti alimentari online sono una quota ancora minima,maperdiversiserviziallapersona,periviaggi, per le tecnologie, come per abbigliamento e calzature siamo ormai a cifre importanti. Quasi il 70% degli italiani prende informazioni su internet prima di effettuare un acquisto. Sono mutamenti di fondo da cuinonsipuòprescindere”. Cosa farà Coop E dunque Coop cosa metterà in campo di fronte a questecose?

Indico tre elementi, tra i tanti su cui stiamo lavorando, tenendo anche conto del fatto che l’esperienza recente dimostra come le promozioni tradizionali funzionino sempre meno per migliorare le vendite – spiega ancora Pedroni – Punteremo ancora di più sullaconvenienzadeiprezziascaffale;lepromozioni andrannosemprepiùnelladirezionediconsentireal consumatore di scegliere i prodotti su cui applicare lo sconto; lavoreremo con le industrie di marca per modificare il sistema dei rapporti contrattuali e semplificareerenderepiùflessibilel’offerta.Infine,vogliamo continuare a far crescere i nostri prodotti a marchio: oggi il 27,6% di ciò che vendiamo è a marchio Coop, contro una media del mercato italiano del 18,6%.

Vogliamo rapidamente superare il 30% perchéilprodottoCoopèpernoilasintesidiquelloche vogliamooffrireatutti:convenienzasenzarinunciare a qualità, salubrità e sicurezza. Si tratta di valori che devonosempreessereaccessibiliatutti,senononsaremmo la Coop. La ricerca di una via d’uscita dalla crisi deve avvenire tenendo insieme questo binomio pernoiimprescindibile:qualitàeconvenienza”. 2004 2014 4,6 13 10,3 21,7 12 miliardi € Vendite 8,2 milioni di soci 1.200 negozi 1,7 milioni mq superficie vendita 55.000 addetti I numeri Coop nel 2013 Centro-Nord Mezzogiorno

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9 consumatori ottobre 2014 Ecco come gli italiani hanno riorientato la loro spesa. La priorità va alla casa e... agli smartphone. Dall'automobile alla sanità invece sono tanti i segni meno LA VIGNETTA DI ELLEKAPPA Tagliinfamiglia Il Rapporto Coop 2014 su Consumi e distribuzione, calcola che i consumi delle famiglie siano calati di 100 miliardi dal 2007 ad oggi. Dunque la torta complessiva è più piccola. E questo non è una sorpresa. Ma è importante scoprire che è cambiata anche la misura delle diverse fette che compongono la torta, dove le fette rappresentano di volta in volta le spese per casa, alimentazione, vestiti, viaggi, sanità, ecc.

Gli italiani hanno infatti ridefinito le loro priorità e adeguato i budget per trovare il punto di equilibrio possibile. Così, come spiega il responsabile dell’ufficio studi di Ancc-Coop, Albino Russo, si scopre che a far la parte del leone sono le spese per l’abitazione che valgono il 40% del budget familiare, con un aumento del 20% sul 2007. “Si spende di più per la casa – spiega Russo -, anche se il valoredimercatodellecaseècalatodel10%negliultimi4anni.Ma dato che circa l’80% di famiglie italiane è proprietaria si capisce come questa voce resti centrale. In realtà il numero di compravenditeèdinuovoinaumento,segno che il mercato si sta muovendo, ma dove c’è il boom più importanteènelleristrutturazioniperle quali,nel2014,sispenderanno33 miliardidieuro(conunavariazionedipiù148%sul2010)”.

Selacasarestailcentrodellavita, in declino è invece l’automobile. Si comprano meno auto, ma non sono certo i trasporti pubblici a beneficiare di questo stato di cose. Il fatto è che ci si sposta meno. E in più, in grandi città come Milano e Roma iniziano a prenderepiedeformedicondivisione della vettura che non prevedono laproprietà.Parliamodelcarsharing (80 mila abbonati a Milano) e del noleggio (200 mila noleggi al mese sempre a Milano). Anche per abbigliamento e calzature calano gli acquisti (-6,7% continua a pagina 11 >

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10 primo piano economia in casa si parla di cibo e cucina Anche se gli italiani spendono sempre meno per i loro acquisti alimentari (il calo è stato del 13% rispetto al 2007) la cucina e il cibo sono l’argomento preferito di cui si parla e di cui anche ci si prova ad occupare praticamente. La pensa così il 44%, al punto che la cucina ha scavalcato nelle preferenze musica, cinema e sport. Dire cucina vuol dire tempo passato in casa, con amici e familiari. I programmi tv che ne parlano sono decine e su you tube come sui social network si trovano migliaia di ricette, cui si aggiungono i blog che danno consigli e via dicendo.

Ciò vuol dire anche attenzione al gusto, al benessere e alla qualità. Se infatti i volumi complessivi degli acquisti calano, ci sono però segmenti nei quali l’andamento è opposto. Se per i cibi biologici si spendevano 375 milioni di euro nel 2007, nel 2014 si arriverà a 720 milioni. Aumentano vegani e vegetariani che secondo alcune stime sono ormai il 7% della popolazione. Crescono così in modo esponenziale le vendite di prodotti a base di cereali alternativi al grano come kamut e soia. E lo stesso avviene per i prodotti senza glutine (più 32,1% nel 2014). non è un paese per giovani L’Italia non è un paese per giovani.

Dal rapporto Coop.2014 su consumi e distribuzione arrivano conferme impressionanti su quello che è uno dei punti di debolezza più evidenti se si vuole davvero costruire un futuro. Infatti, oltre al dato sulla disoccupazione giovanile (che supera il 40%) emerge come nel corso degli anni il reddito delle famiglie sotto i 35 anni abbia subito un peggioramento del 17% dal 2004 ad oggi, mentre per le famiglie sopra i 65 anni c’è stato un aumento del 41%. Lo stesso se si parla di ricchezza: se per le famiglie sotto i 35 anni l’indice è 100, per quelle sopra i 65 anni l’indice è 142. Cifre che dicono come i meccanismi consolidati nel tempo (come quelli legati al sistema pensionistico), uniti agli effetti della crisi, penalizzino in modo molto più forte le fasce di età più giovani.

Il che non vuol dire che anche tanti pensionati se la passino male. Ma certo, pensando al domani e al costruire prospettive di sviluppo per il paese, riuscire a fare scelte che sostengano i più giovani è decisivo. 00 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 11 12 13 412 420 424 421 434 431 449 458 476 464 467 498 491 458 Spesa sanitaria: -40 euro in due anni Euro/anno pro capite per spesa sanitaria privata Fonte: Unipol-Censis su dati Istat Italia Francia Regno Unito Spagna Germania 2 1,7 1,6 1,5 1,5 Italiani innamorati di Facebook Numero medio di ore al giorno, trascorse dagli utenti sul social Fonte: REF Ricerche su dati Global web index, dicembre 2013 45mln gli smartphone in Italia 30mln Iscritti a Facebook

11 consumatori ottobre 2014 nel 2013) e la moda passa molto dal web, con la crescita dei grandi portali di vendite on line dove si va a cercare l’affare a prezzi scontati. Cala anche la spesa per mangiare fuori casa (il 67% degli italiani dichiara di aver ridotto le uscite), a vantaggio del ritrovarsi in casa con gli amici e la famiglia. Nella parata di segni meno c’è anche la sanità, con 3 italiani su 10 che hanno tagliato le spese in questo campo: nel 2011 eravamo a 498 euro a testa, che sono diventati 458 nel 2013. E ovviamente a calare sono anche le spese per cinema (meno 330 mila visitatori nei primi sei mesi 2014), stadi e teatro.

Il tutto viene sostituito dallo stare più tempo in casa, accontentandosidinavigareinrete(oltrea guardare ancoratantatv).Gliitaliani sono primatisti europei con 2 ore di Facebook e social media al giorno. L’insieme dello stare su Internet invece di ore ne vale quasi 5 di cui 2 su apparati mobili, come smartphone e tablet. E qui veniamo proprio a parlare di chi da questi anni di crisi esce come vincitore. Sono proprio questi apparati digitali che ci tengono sempre connessi e che hanno cambiato la vita di milioni di persone. “Gli smartphone in Italia sono infatti 45 milioni - spiega Russo - E se la vendita di questi oggetti continua a crescere, cala invece la vendita di tutti gli altri apparati elettronici che da questi oggetti vengono sostituiti, vista la quantità di funzioni e attività che possiamo svolgere col nostro “telefonino””.

Quiparliamodeglieffettidellarivoluzione digitale che si stanno dispiegando in tutto il mondo. Ogni giorno 9 milioni di nuovi oggetti vengono connessi alla rete. Nel 2020 saremo a 50 miliardi di oggetti connessi. Il mondo va veloce...

Lo sospettavamo: la via tecnologica alla risoluzione dei problemi dell'umanitàèsolounescamotagepernoneffettuaredeiseriripensamentisul nostro modo di vivere e sulle nostre abitudini mentali. Ne abbiamo continue confermeanchenellavitaquotidiana,comeciricordanoanchealcunelettere che ricevo dai lettori di "Consumatori". Prendiamo il caso degli elettrodomesticiedell'usofinaledell'energia,chedovrebbeessereormairivoltoverso consumi sempre minori e efficienze sempre maggiori. Questo, alla fine, dovrebbe tradursi in una minore quantità di emissioni inquinanti e, tendenzialmente,inunguadagnoancheinterminieconomiciperletaschedeiclienti.

Inrealtà,nonsembrachelecosevadanoesattamentecosì. L'esempio dei lettori è calzante: se acquisto un elettrodomestico di classe A, per ogni stella di incremento, registriamo un aumento di prezzo di un paio di centinaia di euro (se parliamo, per esempio, di un frigorifero; ma il meccanismo è lo stesso pure per lavatrice e addirittura per la tv). Mentre quello che si riescearecuperareattraversoilminor consumo energeticoèdicirca un 10% di quella spesa in più all'anno. Però un frigorifero moderno non dura certoquantoduravauno"vecchio":possiamoarrivareaprevedereunadecina dianni,almassimo,controoltre20.Comeadire,che,perprimacosa,rimaneil dubbiochesiapossibilerecuperarequell'incrementodiprezzo.E,lastbutnot least, la certezza che ci voglia più energia per costruire, e smaltire a fine vita, dueotreelettrodomesticialpostodiuno.

  • Dubbiseri:l'efficientamentoenergeticorispondeaunagiustaesigenzadiconsumaremenoenergiaeinquinaremeno,osiamosempredifronteallelogiche meramentecommercialichesitraduconoinunmaggioreguadagnosoloperle aziende?Unpo'lastessacosaèaccadutaperleautovetture:tuttoquantosi è risparmiato in consumi per l'autotrazione in senso stretto si è tramutato in potenzautilizzabileperaccessoriormaidiventatiindispensabili:climatizzatore,trazioneintegrale,farialogenieccetera.Consumiamomenocarburanteper chilometro,masprechiamo più energia cheinpassato. È la cosiddetta via tecnologica allo sviluppo sostenibile: che importa se le risorsemostranoilimitifisicidelpianeta,tantoc'èla tecnologia che ci salverà. Ma come faremo a fabbricare oggetti e meccanismi tecnologicamenteavanzati,unavoltachesarannoesauritiimateriali?Vogliodire,ilrame percondurrel'elettricitàsiesauriràprestoepotremmomagaritrovareunaltro metallo. Che, però, alla fine, si esaurirà anch'esso e così via. E l'obsolescenza pianificataèlostrumentoprincipeperalimentareunaspiralediconsumisenzafine.Quandosiprogettaecostruisceunapparecchioounoggetto,l'ultima cosacuisipensaèchedebbadurare,anzi:siipotizzachesiacondannatoinevitabilmenteaesseresostituitoinpochissimotempo.Maquestoèilproblema della tecnologia attuale, esclusivamente al servizio del mercato e non del benessereedelmiglioramentodellecondizionidivitadegliumani.
  • La tecnologia al servizio di chi è? di Mario Tozzi primo ricercatore Cnr - Igag e conduttore televisivo un pianeta da difendere

12 primo piano solidarietà 12 continua a pagina 14 > Si chiama commercio equo e solidale ed è quella cosa che consente di garantire ai contadini ed ai produttori di paesi lontani e spesso lasciati ai margini dai processi commerciali globalizzati, di vedersi riconosciuto un prezzo giusto per il loro lavoro, di sostenere le comunità locali, promuovendo insieme ad un lavoro dignitoso, diritti, istruzione e rispetto dell’ambiente. In Italia, proprio in questo mese di ottobre, il commercio equo certificato, compie 20 anni di vita, raccontati dal marchio e dall’attività di Fairtrade. Parliamo di una di quelle attività che, nonostante la crisi economica che ormai da diversi anni colpisce le famiglie italiane, continua a crescere comevolumiefatturato.InItalia,nel 2013,Faitradeharegistratovenditeper76,3milionidieuro,conun più 16,7% sul 2012.

Dal 2007 ad oggi il fatturato è sostanzialmenteraddoppiato.IprodotticheFairtrade certifica per il mercato italiano sono più di 600: la parte del leonelafannobanane(24milioni di euro), i prodotti a base di cacao (quasi 10 milioni di euro), il caffè (7 milioni) ma con il contorno di tante altre cose, dal tè (4 milioni dieuro)aifiori(3,9milioni),dalla fruttaseccaalmiele,dallozuccheroalrisoadaltritipidifrutta. Quello di Fairtrade è un successo importante che conferma come, anche in questi anni difficili, siano in atto mutamenti nella consapevolezza dei consumatori italiani, che comunque decidono di acquistare prodotti che propongono un contenuto etico importante.

E si tratta di una realtà che (come spieghiamo nell’apposita scheda) i soci e clienti Coop conoscono molto bene, dato che Coop ha, da diversi anni, una sua ad ottobre Occhio agli sconti e alle iniziative Fairtrade celebrerà i suoi vent'anni di attività dall'11 al 26 ottobre con la campagna "The power of you" che sarà visibile sul Web e sui social media, oltre che nelle stazioni e in altri luoghi delle più grandi città italiane. Questa campagna sui 20 anni si aggiunge a "La spesa giusta", l'iniziativa che da diversi anni propone momenti informativi uniti a offerte e sconti proprio sui prodotti a marchio Fairtrade.

Ovviamente anche Coop aderisce a "La spesa giusta", per cui dal 9 al 22 ottobre negli ipermercati e dal 16 al 29 ottobre nei supermercati ci saranno promozioni che riguarderanno in particolare la linea Solidal Coop.

fairtrade 20 anni di commercio equo la solidariet à d ivent a adul t a di dario guidi Nonostante la crisi il fatturato di questi prodotti continua a crescere di doppia cifra: 76 milioni di euro nel 2013. Ma rispetto ad altri paesi si può fare molto di più. Pastore: "La sensibilità dei consumatori sta cambiando, ma c'è ancora tanto da fare"

13 13 SeFairtradeItaliacompievent’anni,l’impegnoCoop sul fronte del commercio equo risale quasi alla stessa data, nel senso che il primo prodotto equosolidale a marchio Coop, era caffè, il caffè “per la solidarietà”, arrivò nel 1995.

Coop è stata la prima catena della grande distribuzione a muoversi e ad avviareunpercorsosuquestastrada.Aquelprimo passo é infatti seguito un lungo cammino: ricordiamo i primi tè, il pallone da calcio “senza sfruttamento”; poi via via l’aggiunta di altre referenze sino al 2002 con la nascita di una linea di prodotti Solidal Coop quasi tutta certificata Fairtrade. Poi si va al 2005 quando arrivarono i prodotti tessili in cotone (polo, camicie, pantaloni), quindi nel 2007 le rose dal Kenya e nel 2013 la scelta di convertire tutto il tè a marchio Coop nella linea Solidal. Tappe importanti, dato che la linea Solidal Coop oggi conta più di 40 referenze ed ha un fatturato di 29 milioni di euro (sui 76 complessivi di Fairtrade)conunacostantecrescitanelcorsodegli anni, anche se ovviamente esistono ancora ampi margini per ulteriori progressi.

LacrescitadellalineaSolidaleilrapportoconFairtrade – spiega il responsabile di questo settore per Coop Italia, Vladimiro Adelmi – sono frutto di un impegno, costruito negli anni, con scelte che hanno incontrato il favore dei consumatori. Sostenere il commercio equo, per noi che siamo cooperative, è una scelta coerente e naturale. Ed è importante che si comprenda sempre più, anche di fronte alla crisi di questi anni, che favorire un commercio trasparente, fondato sul rispetto delle regole e dei diritti è importante non solo per i produttori che vivono nei paesi più poveri, ma lo è anche per noi, perché stimola un’economia di mercato più sana, che crea un legame tra chi produce e chi acquista, centrata sulla fiducia e la creazione di valore per tutti e non sul solo profitto per pochi.” Solidal Coop, storia di un successo La linea di prodotti a marchio che ha più di 40 referenze "Prodotti di qualità per un'economia più sana" consumatori ottobre 2014 Foto archivio Fairtrade Italia

linea di prodotti Solidal tutta certificataFairtrade. “Arriviamo a tagliare il traguardo dei 20 anni di attività – spiega il direttore di Fairtrade Italia, Paolo Pastore – con risultati davvero positivi che confermano come crescano i cittadini attenti a ciò checonsumanoeche,neiprodotti col nostro marchio, vedono un giusto mix tra qualità, valori etici, rispetto dei diritti e prezzo. Dunqueèunapluralitàdifattoricheci consente di avere i risultati di cui stiamo parlando, partendo dal fatto che la qualità e la bontà sono fondamentali. In più va ricordato che il 53% di ciò che vendiamo viene da coltivazioni biologiche, cosa che costituisce un altro puntodiforzasemprepiùapprezzato”.

Certo il prodotto che viene dal commercio equo costa un po’ di più di quello delle filiere tradizionali (mediamente un 10- 15%), ma i suoi contenuti valgonoampiamentequestadifferenza. “Quando si compra un prodotto col nostro marchio si compra anche una storia. È la storia di persone e comunità che hanno lavorato e coltivato la terra, che hanno realizzato così una possibilità di emancipazione e di riconoscimento dei propri diritti. Questo grazie anche a chi questi prodotti li acquista. E far conoscere queste storie è una parte sempre più importante del lavoro legato al commercio equo”. Del resto anche chi segue questa rivista ne dovrebbe sapere qualcosa, visto che più volte ci è capitato di parlare della vita di chi coltiva quello che poi diventa il Tè Solidal Coop o il cotone che finisce nella borsa riutilizzabile per fare la spesa o ancora le banane, i succhi di frutta e il caffè.

Storie che spaziano tra Asia, Sud America, Africa e addirittura Oceania (sono 31 in tutto i paesi con cui opera Fairtrade). Storie lontane migliaia di chilometri, ma anchesimilineiproblemi,nellafatica.Maancheesoprattuttosimili nei risultati positivi che questi anni ci hanno consegnato, a certificare il senso di questa attività che ha consentito a centinaia di migliaia di persone di migliorare le propriecondizionidivita. Come già accennato la parte del leone nel commercio Fairtrade la fanno i prodotti, cosiddetti excoloniali, come caffè, tè, banane e ananas, cacao, zucchero, frutta secca, cotone e spezie, proprio perché tipici di quello che era il commercio tra le colonie e i paesi europei.

Ma nel corso degli anni, si è cercato di allargare la gamma come dimostra l’arrivo dei 14 primo piano solidarietà Informazioni più dettagliate sulle convenzioni e su tutti i vantaggi riservati ai soci le trovi sul sito www.e-coop.it. Ricorda di portare sempre con te la Carta Socio Coop.

SKIPASS 2014 XXI Salone del turismo e degli sport.invernali Convenzioni Anche quest’anno i soci Coop possono usufruire di uno sconto speciale per visitare Skipass, il salone del turismo e degli sport invernali in programma a ModenaFiere da giovedì 30 ottobre a domenica 2 novembre (orari 9,30- 19,30). La fiera della montagna si prepara a celebrare la stagione invernale con un carico di novità e tante proposte per le vacanze sulla neve: soggiorni e offerte low cost nelle località sciistiche di Alpi e Appennini, attrezzatura e abbigliamento sportivo per vivere la montagna, e tante proposte per il freestyle, il freeride e l’outdoor.

Gratuitamente a disposizione del pubblico sono numerose strutture e attività, per adulti e bambini: la scuola di sci e di snowboard sulla neve vera, la pista di fondo e il pattinaggio sul ghiaccio, la parete di arrampicata, il materassone gonfiabile e, per la prima volta, una pista rail per chi desidera misurarsi con lo snowboard e lo sci freestyle. Assistenza e attrezzatura per tutte le attività sono fornite dalla fiera.

In calendario, come ogni anno, ci sono grandi eventi dedicati al mondo della neve e agli appassionati della montagna come la Festa degli Azzurri - il tradizionale appuntamento con gli atleti della Federazione Italiana Sport Invernali -, il campionato assoluto di boulder e spettacolari competizioni di snowboard e sci freestyle con atleti di calibro internazionale. E ancora, esibizioni, contest, video premiere, premiazioni e aperitivi aperti al pubblico. Per i soci Coop: € 10,00 per ingresso giovedì e venerdì, € 12,00 per ingresso sabato e domenica anziché € 15,00. Gratuito per bambini da 0 a 6 anni.

Presentare la carta Sociocoop con un documento d’identità, agevolazione estesa ad un accompagnatore. ModenaFiere 30 ottobre - 2 novembre Info e biglietti: www.skipass.it

La storia di Fairtrade nel mondo L’avventura di Fairtrade nel mondo comincia nel 1988 in Olanda quando, con il marchio Max Havelaar, l’agenzia di Sviluppo “Solidaridad” comincia a commerciare prodotti sulla base di regole nuove, che partono proprio dal riconoscimento dei diritti di chi questi prodotti coltiva. Nel corso degli anni l’esperienza si allarga da altri paesi (Lussemburgo nel 1992, Austria nel 1993, Danimarca nel 1994, Stati Uniti e Canada nel 1996).

In Italia si parte appunto nel 1994, con quella che allora è la Fondazione Transfair Italia. Col 2002 arriva in tutto il mondo il marchio ci certificazione Fairtrade, lo stesso che ancor oggi troviamo su tutti i prodotti.

In Italia parte dal 2004 l’esperienza di “Io faccio la spesa giusta” che ancor oggi, nel mese di ottobre, vede iniziative e promozioni dedicate al commercio equo. Il fatturato dell’attività di Fairtrade Italia passa dai 20 milioni di euro del 2003 ai 76,3 milioni del 2013. A livello mondiale l’attività di Fairtrade, che è il marchio etico più riconosciuto al mondo, riguarda 30 mila prodotti certificati con un fatturato di 5,5 miliardi di euro. Gli agricoltori coinvolti sono 1 milione e 400 mila in 74 paesi, mentre le vendite avvengono in 125 nazioni diverse. Nel 2013 le vendite hanno registrato un più 15%.

15 palloni da calcio a marchio etico (chehannoconsentitodicombattere una delle più odiose forme di sfruttamento verso i bambini in diversi paesi asiatici) o le rose che vengono coltivate in Kenia. I prodottiFairtradefinisconoin5.000 punti vendita italiani (di cui più di1.000sonoCoop).

Se negli ultimi anni la crescita di Fairtrade è stata forte e costante, cosa aspettarsi per il prossimo futuro? “Le chiavi del nostro lavoro sono tre – spiega ancora Paolo Pastore -. La prima resta quella di un’ulteriore crescita della consapevolezza tra i consumatori, che li porti a privilegiare il contenuto etico e qualitativo dei nostri prodotti. Poi c’è un secondo aspetto che è legato alla rete commerciale. Oggi la nostra presenza è concentrata nel centro nord dell’Italia,doveilpubblicoèbeneomale già abituato a trovarci. Invece nel sud siamo ancora poco presenti e dunque dobbiamo lavorare, e siamo già impegnati in questo senso, per costruire intese con gli operatori commerciali di questi territori e far arrivare ai consumatori i nostri prodotti.

Il terzo tassello per aumentare i volumi del commercio equo è invece legato alconsiderareciòcheimportiamo non solo come prodotto finito, ma anche come possibile base o ingrediente per fare altri prodotti. Faccio alcuni esempi. Un produttore di biscotti o di cereali, come già successo in altri paesi europei, può decidere che tutto il cacao o lo zucchero utilizzato nelle sue linee di produzione sia Fairtrade. Un approccio di questo tipo ci consentirebbe di aumentare notevolmente le quantità e quindi di sviluppare le possibilità di lavoro nei paesi d’origine. Spero che anche in Italia, a cominciare da Coop, possano nascere a breve progettiinquestosenso”.

Un ulteriore fronte di evoluzione nell’attività di Fairtrade è legata consumatori ottobre 2014 continua a pagina 17 >

16 primo piano solidarietà dall'india il tè solidal coop qualità e benefici per chi produce Tra i tanti casi che si potrebbero descrivere relativi al commercio equo, ci pare particolarmente significativo quello legato al tè Solidal Coop. Intanto perché lo sbocco di questo progetto è che buona parte dei tè Coop (dall’English breakfast all’Earl grey, dal tè verde a quello alla pesca e al limone, oltre ai deteinati) fanno ora parte della linea Solidal, con una scelta importante di promozione di questo marchio.

Tutti questi tè nascono nella piantagione Korakundah Tea Estate, situata nei Monti delle Nilgiri nell’India del Sud sopra i 2.000 metri.

L’altitudine rallenta la crescita della pianta e ne arricchisce la percezione fruttata e l’aroma floreale dell’infuso. I raccolti, a queste altezze, sono inferiori, motivo per cui il Tè Solidal Coop rientra in una fascia di tè di qualità più pregiata. In più la coltivazione e la successiva lavorazione seguono i principi dell’agricoltura biologica, che evita lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali e vieta l’aggiunta di aromi artificiali. Dunque è chiaro che parliamo di prodotti di qualità in grado di reggere ottimamente il confronto sul mercato anche se costano mediamente tra il 35 e il 50% in meno rispetto ad altre marche leader.

Ma se il tè che sorseggiamo è ottimo, cosa significa invece per le comunità locali dell’India poter accedere alla certificazione Fairtrade?.

Intanto c’è un prezzo minimo garantito e non sottocosto (come invece a volte avviene in mercati dove vale solo la legge del prezzo più basso); in più c’è una durata garantita della relazione commerciale e non ci si basa su acquisti temporanei. Poi c’è l'impegno verso la comunità che prevede il coinvolgimento diretto dei lavoratori nell'azienda attraverso un comitato (Joint Body), eletto democraticamente, che gestisce l'utilizzo delle risorse da investire in progetti sociali, sanitari e di sviluppo.

Sono poi vietati il lavoro forzato e il lavoro minorile di bambini sotto i 15 anni. I ragazzi di età superiore ai 15 anni non possono lavorare se ciò può compromettere la loro salute o l'istruzione.

I lavoratori hanno il diritto di costituire o aderire a un sindacato indipendente, eleggere i propri rappresentanti e sviluppare i propri programmi. Gli stipendi devono essere pari o superiori alla media regionale o al salario minimo in vigore. Devono essere stabilite le misure di salute e sicurezza al fine di evitare infortuni sul lavoro. Sono previste vaccinazioni collettive di tutti i lavoratori e di tutte le loro famiglie per il virus dell’epatite B e del tifo. È garantita la pensione a tutti coloro che hanno completato i 30 anni di servizio. Poi c’è stato l’acquisto di un autobus scolastico per il servizio di trasporto dei bambini in età scolare dei villaggi vicini, la costruzione di laboratori di Chimica, Biologia e Fisica per le scuole superiori e la costruzione della casa di accoglienza per bambini indigenti e lontani da casa.

Per garantire a bambini e ragazzi di studiare informatica ed avere un accesso alla rete Internet sono stati acquistati 12 computers. Infine viene garantito l’approvvigionamento di gas per cucinare a tutti i lavoratori.

È chiaro che anche piccole cose possono risultare molto importanti, specie laddove manca quasi tutto. Ma il bello dell’utilizzare prodotti Solidal Coop e Fairtrade sta proprio nel sapere che il nostro acquisto, nel suo piccolo, ha una valenza concreta che migliora la vita di tante persone.

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