IL COPARENTING AND FAMILY RATING SYSTEM E IL LAUSANNE TRILOGUE PLAY: L'OSSEREVAZIONE DIRETTA DELLE INTERAZIONI FAMILIARI - Silvia Mazzoni
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• Silvia Mazzoni
IL COPARENTING AND • Professore Associato
FAMILY RATING SYSTEM E • Sapienza Università di Roma
IL LAUSANNE TRILOGUE • Dipartimento di Psicologia Dinamica,
Clinica e Salute
PLAY:
L'OSSEREVAZIONE DIRETTA
DELLE INTERAZIONI
FAMILIARIPrincipi teorici e loro influenza sui metodi per l’osservazione e valutazione dei figli nel contesto delle relazioni familiari
• Il bambino ha competenze relazionali multipersonali fin dalla
nascita e in tutte le fasi evolutive può condurre lo psicologo o
lo psicoterapeuta verso la conoscenza delle dinamiche
interpersonali che regolano le relazioni genitori-figli (Andolfi).
• Il Gruppo di Losanna (Fivaz-Depeursinge, Philipp, 2015, Favez
et Al., 2012; Fivaz-Depeursinge, Lavanchy-Scaiola, Favez,
2013) ha dimostrato ampiamente – attraverso le ricerche
condotte nell’ultimo ventennio –:
1- Le competenze • che il bambino già a 3 mesi condivide l’esperienza nel
contesto delle interazioni familiari e non è coinvolto solo
relazionali in relazioni diadiche;
• che la famiglia funzionale collabora nel co-costruire
multipersonali del
l’esperienza arrivando a condividere anche significati e
affetti (intersoggettività collettiva);
• che il bambino attua un monitoraggio emotivo e
bambino cognitivo sia per le relazioni alle quali partecipa
direttamente, sia per quelle che osserva rimanendo in
posizione di terzo
• che in base a tale monitoraggio prende iniziative volte a
moderare o riparare eventuali errori interattivi - come il
conflitto o l’evitamento della comunicazione – che
impediscono la condivisione dell’esperienza a livello
familiare e il senso di sicurezza che deriva dalla
soddisfazione della motivazione all’affiliazione al gruppo
famiglia (Lichtenberg, Lachmann, Fossage, 2011).• Quando la famiglia è funzionale, sia lo stile cogenitoriale
(Mc Hale, 2007) che la coordinazione familiare
definiscono un ambiente di accudimento (DC 0-5, 2018)
indispensabile per lo sviluppo della regolazione emotiva e
delle competenze sociali. Lo stile cogenitoriale e la
2- Dimensioni per la coordinazione familiare funzionali non sono correlati a
disadattamento evolutivo (Mc Hale, Kuester, 2000).
funzionalità del • Le principali dimensioni per differenziare la funzionalità
dalla disfunzionalità della coppia genitoriale (analisi
contesto di fattoriale realizzata con i dati del Coparenting and Family
Rating System -McConnell, Kerig, 2002)- sono:
accudimento del • l’armonia familiare – che deriva dalla cooperazione e
bambino (DC 0 to 5): dal calore sia tra genitori e figli che tra i genitori -;
• la discrepanza genitoriale – che deriva dai livelli simili
LO STILE o differenti di investimento e calore genitoriale dei
due genitori-
COGENITORIALE • l’ostilità- competizione – che deriva dalla frequenza
di schermaglie verbali e di iniziative genitoriali
sovrapposte e non coordinate tra genitori -.• Quando la famiglia è funzionale si osserva un’alleanza
familiare collaborativa caratterizzata da coesione. Il figlio
comunica con entrambi i genitori ed è disponibile
all’interazione di gruppo.
• Quando la coesione e la coordinazione familiare sono
disfunzionali, emergono forme definite di coinvolgimento dei
figli in triangolazioni disfunzionali che corrispondono alle triadi
rigide individuate a livello clinico (Minuchin):
• triangolazione escludente – in cui un genitore riesce a
3- IL BAMBINO E LA coinvolgere il figlio in un’alleanza che non favorisce e
sostiene la relazione con l’altro genitore il quale viene
COPPIA: LE escluso o si autoesclude -;
• triangolazione bambino al centro – in cui il figlio
rappresenta il polo principale di attenzione e attraverso di
TRIANGOLAZIONI lui soltanto passa la comunicazione familiare (il figlio
diviene un “prodigio” o un “capro espiatorio”) -;
• triangolazione competitiva – in cui ciascun genitore attrae
il figlio in alleanze che rappresentano vere e proprie
coalizioni contro l’altro genitore (il figlio fa il “pendolo” e
spesso propone una sorta di “doppio-gioco” rispetto alle
richieste dei genitori) - (Minuchin 1974; Minuchin,
Nichols, Lee, 2007, Kerig, 1995; Cooper, Holman,
Braithwaite, 2016; Fivaz-Depeursinge, Philipp, 2015).• Il bambino è predisposto fin dalla nascita a relazioni intersoggettive ed è
altruista verso l’adulto soprattutto se lo vede in difficoltà (Tomasello, ).
• Dalla ricerca: tra i 2 e i 6 anni i bambini tendono a confortare o
distrarre un genitore triste o arrabbiato, intervengono in un
conflitto tra la madre e un estraneo, rispondono ad un genitore
che gli chiede cosa debba decidere, in caso di depressione
materna, vengono «ingolfati» dall’affetto e dai bisogni di
dipendenza delle madri
• Dalla ricerca: tra i 5 e i 10 anni sono stati documentati patterns in
cui i figli vengono usati come confidenti dei genitori, oppure i
4- Le INVERSIONI DI
genitori li descrivono come amici intimi ai quali viene richiesto
supporto emotivo
• Il bambino è predisposto a diverse forme di inversione del ruolo
RUOLO intergenerazionale:
• parentificazione – in cui è il figlio a prendersi carico dei bisogni
emozionali del genitore -;
• adultizzazione – in cui genitori e figli si comportano come se
fossero pari -;
• sposificazione – in cui il figlio compensa l’insoddisfazione di un
genitore rispetto al partner – (Kerig, 2005).
• Le inversioni di ruolo si basano sulla regolazione dei confini e quindi
dell’intimità e del potere decisionale nella famiglia (Emery):
• Intimità, definita dalla quantità e qualità di informazioni su di sé
condivise nella relazione
• Potere decisionale, definito sulla negoziazione delle decisioni che
regolano le relazioniUNA CONVERGENZA CON LA DIAGNOSI DI DISTURBO DELLA RELAZIONE DIAGNOSTIC CLASSIFICATION 0 to 5
CARATTERISTICHE PER LA FUNZIONE DI ACCUDIMENTO
• Quando non è stato possibile stabilire una relazione positiva con entrambi i
genitori (equidistanza), si possono osservare relazioni con la madre o con il
padre definibili come affinità o alleanza con un genitore, oppure come
estraneazione o alienazione rispetto ad uno dei genitori. È possibile
operazionalizzare tali caratteristiche relazionali sulla base dell’osservazione o
dell’ascolto dei figli:
• Equidistanza. Il figlio apprezza entrambi genitori ed esprime un chiaro ed
inequivocabile desiderio di prossimità e di sicurezza con entrambi;
5- I RAPPORTI • Affinità con un genitore. Il figlio mostra un’aperta preferenza per un
genitore in ragione della condivisione di interessi, del temperamento, del
GENITORE - FIGLIO
genere o dell’età di quest’ultimo, ma al contempo desidera continuare a
mantenere la prossimità anche con l’altro genitore.
• Alleanza con un genitore. Il figlio mostra una costante preferenza per un
NEL CONTESTO
genitore, spesso limitando la prossimità con l’altro, nei confronti del
quale non esprime un completo rifiuto, ma la resistenza al contatto e
un’ambivalenza che alterna sentimenti di rabbia, tristezza e amore.
DELLE RELAZIONI • Estraneazione da un genitore. Il bambino manifesta rifiuto ed è
estraniato rispetto alla relazione con un genitore, spesso in conseguenza
di una storia di comportamenti connessi alla ostilità, la violenza, l’abuso,
FAMILIARI
la negligenza e la trascuratezza, oppure all’uso di sostanze del genitore
rifiutato. Questi figli tendono a giustificare la loro resistenza, ma a volte
manifestano interesse e speranza verso un cambiamento che riattivi il
rapporto.
• Alienazione vs un genitore. Il figlio si oppone fermamente e mostra un
completo rifiuto nei confronti di un genitore che esprime in modo
ipercritico e fermo, spesso senza una giustificazione commisurata a tale
posizione e senza apparente senso di colpa o ambivalenza. Le opinioni ed
i sentimenti negativi del bambino sono grossolanamente distorti e le
reazioni esagerate e il suo allontanamento rappresenta una risposta
disfunzionale. Si verifica frequentemente nelle controversie ad alta
conflittualità ed é poco frequente nella popolazione di bambini con
genitori separati.• Attraverso l’osservazione diretta o la
trasmissione delle memorie
familiari, i figli costruiscono
7- I figli sono rappresentazioni della relazione
competenti della coppia genitoriale e delle
relazioni di ciascun genitore con i
nell’osservazione nonni e con gli zii
• Il bambino nel setting terapeutico
delle relazioni fornisce un «ponte
intergenerazionale» che introduce
multigenerazionali nella storia familiare (Andolfi)I CRITERI DI VALUTAZIONE CLINICA
PER LE COMPETENZE GENITORIALI E COGENITORIALI
(McHale)
Adattamento individuale di entrambi i genitori:
storie individuali, Valutazione di personalità, Adult Attachment Interview
Sistemi di credenze circa le relazioni genitori-figli passate e quelle future:
storia familiare dei genitori (genogramma); competenze genitoriali
Qualità della relazione di coppia e le rappresentazioni del NOI: storia della coppia e del conflitto,
storia della cogenitorialità, Lausanne Trilogue Play, Coparenting and Family Rating System
Il bambino e la coppia:
anamnesi dalla nascita, Child behavior Check List, Stili di Coinvolgimento nelle relazioni familiari• REPRESENTED FAMILY: come
ciascun individuo narra le
relazioni familiari e
VALUTAZIONE DELLE genitore/figlio
RELAZIONI
FAMILIARI: QUALE • PRACTISING FAMILY: come la
PORTA DI ENTRATA? famiglia mette in atto la
regolazione reciproca delle
interazioni familiariLTP e CFRS in CTU
LTP: metodologia di osservazione diretta
delle interazioni familiari, centrata su un
compito strutturato
Cosa si osserva
• Coordinazione familiare
e Alleanza familiare
• Parenting
• Coparenting
• Stile di coinvolgimento
del figlio
SCUOLA ROMANA LTP• Valutare la qualità della coordinazione familiare
mostrata dai membri durante l’interazione triadica
• Individuare l’ALLEANZA FAMILIARE, vale a dire lo
schema familiare che regola i rapporti tra le due sub-
unità (strutturante ed evolutiva) riferendosi ai modelli
OBIETTIVO DELLA di intersoggettività implicita ed esplicita
PROCEDURA • Valutare lo stile di coparenting
• Valutare lo stile interattivo del/dei figlio/figli
SCUOLA ROMANA LTPAlla famiglia viene proposto un GIOCO
con delle regole precise, esplicitate
nella CONSEGNA con l’obiettivo di
giocare tutti insieme come una
“squadra”, condividendo il piacere e il
divertimento
Successivamente, si osserva la
LTP: CHE COS’ E’? relazione diadica del/dei figlio/i con
ciascun genitore
Strumento di osservazione
MACROANALITICO
SCUOLA ROMANA LTPSCUOLA ROMANA LTP
SCUOLA ROMANA LTP
E’ suddiviso in 4 parti, legate tra loro da
transizioni che delineano il passaggio da
IL GIOCO
una parte all’altra
Per ogni parte vengono valutati 4 livelli
funzionali della famiglia rispetto a ogni
configurazione relazionaleSCUOLA ROMANA LTP
• Parte 1: due + uno (M-F +P)
• Parte 2: due + uno (P-F +M)
LE PARTI • Parte 3: tre insieme (M-F-P)
• Parte 4: due + uno (M-P +F)• Oggi facciamo un gioco che facciamo sempre con le famiglie: è un gioco
strutturato nel senso che dovrete seguire le regole che vi darò. Useremo le
costruzioni e l’obiettivo è quello di divertirvi giocando insieme come una
squadra.
• Il gioco funziona così: inizialmente uno dei due genitori giocherà con (NOME
FIGLIO) e l’altro resterà semplicemente presente (o parteciperà osservando ).
• Dopo di che è necessario che vi diate un’indicazione per cambiare di ruolo;
quindi il genitore che prima osservava giocherà con (NOME FIGLIO) e chi prima
giocava si limiterà ad osservare (o sarà semplicemente presente).
• Dopo di che vi dovrete dare un’altra indicazione per cui giocherete tutti
insieme.
• Quando lo riterrete opportuno vi darete un altro segno: mamma e papà
CONSEGNA LEGO parleranno tra loro e (NOME FIGLIO) continuerà a giocare.
• Infine, quando pensate di aver portato a termine tutte e quattro le parti del
gioco, ci farete un cenno per segnalarci che avete finito.
• Quindi il gioco è composto di quattro parti:
• Nella prima parte un genitore gioca e l’altro osserva;
• Nella seconda parte i genitori si scambiano di ruolo;
• Nella terza parte giocherete tutti insieme;
• Nella quarta parte i genitori parleranno tra di loro e … giocherà da solo.
• Ci vorranno 15-20 minuti in tutto e l’obiettivo generale è quello di divertirvi
giocando insieme con le costruzioni. Deciderete voi quale genitore inizierà per
SCUOLA ROMANA LTP primo e ci farete un cenno quando avete finito.• Mattoncini colorati perché adatti
a bambini di entrambi i sessi e a
diverse età.
• Alcuni pupazzi raffiguranti animali
o personaggi, al fine di
promuovere la creazione di
MATERIALI storie.
• Non fornire troppi giocattoli per
mantenere l'obiettivo di gioco e
per evitare il rischio di
confusione.
SCUOLA ROMANA LTP• Le caratteristiche dei bambini (età, eventuale disturbo di
sviluppo o ritardo cognitivo) e le esigenze cliniche possono
orientare lo psicologo nella formulazione delle
convocazioni, nell’arredo del setting e nella scelta dei
materiali.
• Quando i bambini sono piccoli: tavolo basso e sedioline
sulle quali i bambini si possano sistemare e muovere più
comodamente. È importante che tutte le sedie siano della
stessa altezza.
MATERIALI • Evitare di dare pezzi troppo grossi a bambini grandi o
troppo piccoli a bambini di età prescolare. Se sono
presenti più figli, generalmente si raccomanda di scegliere
il materiale in base all’età del figlio più piccolo per
agevolarne la partecipazione.
• I bambini con deficit specifici necessitano di materiali
adeguati che dovranno essere decisi dal clinico rispetto
alle capacità del bambino.
SCUOLA ROMANA LTP• Oggi facciamo un gioco che facciamo sempre con le famiglie: è un gioco
strutturato nel senso che dovrete seguire le regole che vi darò. Vi chiediamo di
scrivere insieme una storia a partire da questa traccia: questo fine settimana
(NOME FIGLIO) rimane solo e deve organizzare il week-end.
• Il gioco funziona così: inizialmente uno dei due genitori giocherà con (NOME
FIGLIO) e l’altro sarà semplicemente presente (o parteciperà osservando).
• Dopo di che è necessario che vi diate un’indicazione per cambiare di ruolo;
quindi il genitore che prima osservava giocherà con (NOME FIGLIO) e chi prima
giocava si limiterà ad osservare (o sarà semplicemente presente).
• Dopo di che vi dovrete dare un’altra indicazione per e tutti insieme
continuerete il racconto.
CONSEGNA
• Quando lo riterrete opportuno vi darete un altro segno: mamma e papà
parleranno tra loro e (NOME FIGLIO) continuerà il racconto.
• Infine, quando penserete di aver portato a termine tutte e quattro le parti del
NARRATIVA gioco, ci farete un cenno per segnalarci che avete finito.
• Quindi il gioco è composto di quattro parti:
• Nella prima parte un genitore gioca e l’altro osserva;
• Nella seconda parte i genitori si scambiano di ruolo;
• Nella terza parte giocherete tutti insieme;
• Nella quarta parte i genitori parleranno tra di loro e … finirà la storia.
• Ci vorranno 15-20 minuti in tutto e l’obiettivo generale è quello di costruire
insieme una storia. Deciderete voi quale genitore inizierà per primo e ci farete un
cenno quando avete finito.• Fornire più fogli e anche più
penne, in modo
apparentemente casuale, in
modo che sia possibile
osservare chi decide di
scrivere, se viene scritta una
MATERIALI sola storia e se scrive sempre la
stessa persona.
SCUOLA ROMANA LTP• Partecipazione: I MEMBRI DELLA FAMIGLIA
SONO DISPONIBILI AD INTERAGIRE TUTTI
INSIEME? I GENITORI SONO IN GRADO DI
INCLUDERSI NEL GIOCO?
• Organizzazione: I MEMBRI DELLA FAMIGLIA
I RISPETTANO IL LORO RUOLO? I GENITORI SI
DANNO RECIPROCAMENTE TEMPO E SPAZIO?
4 LIVELLI I FIGLI EVIDENZIANO UN MANCATO RISPETTO
DEI CONFINI GENERAZIONALI OPPURE SI
FUNZIONALI
EVIDENZIA INVERSIONE DI RUOLO,
ADULTIZZAZIONE O SPOSIFICAZIONE?
• Attenzione Focale: I MEMBRI DELLA FAMIGLIA
SONO FOCALIZZATI SULL’ESPERIENZA DEL
GRUPPO OPPURE SONO ORIENTATI SUGLI
OGGETTI (QUALCUNO GIOCA DA SOLO)?• Contatto affettivo: I MEMBRI DELLA FAMIGLIA
POSSONO OCCASIONALMENTE CONDIVIDERE
LE EMOZIONI STIMOLATE DAL GIOCARE
INSIEME?
• In sintesi: I GENITORI POSSONO DEFINIRE UNA
CORNICE PER UNA COORDINAZIONE DELLE
INTERAZIONI FAMILIARI ANCHE SE HANNO
I 4 LIVELLI UNA RELAZIONE DI COPPIA CONFLITTUALE?
RIESCONO A METTERE UN CONFINE TRA I
FUNZIONALI RUOLI CONIUGALI E QUELLI COGENITORIALI?
• NEL RISPETTO DEI PRINCIPI
DELL’AFFIDAMENTO CONDIVISO, SI TRATTA DI
DOMANDE IMPORTANTI CHE RENDONO L’LTP
MOLTO UTILE PER RISPONDERE AI QUESITI
ANCHE RIFERENDOSI AD UN METODO
ATTENDIBILEI LIVELLI FUNZIONALI
Partecipazione Organizzazione Attenzione focale Contatto Affettivo
SI SI Il focus SI
Sono tutti inclusi Sono tutti nel Sono tutti in
dell’attenzione
nell’interazione? proprio ruolo? contatto affettivo?
è condiviso?
ALLEANZA COLLABORATIVA
SCUOLA ROMANA LTPCODIFICA DELL’INTERAZIONE
L’interazione di gioco viene videoregistrata e
codificata da giudici esperti secondo due letture:
LETTURA LETTURA
FUNZIONALE E STRUTTURALE
CLINICA
L’utilizzo congiunto delle due letture permette di
avere sia una descrizione narrativa sia una codifica
standardizzata che utilizza criteri macroanaliticiMISURARE LA COORDINAZIONE
FAMILIARE
La coordinazione familiare in base a 4 funzioni
“gerarchicamente” interconnesse:
Partecipazione
(inclusione/esclusione),
Organizzazione
COORDINAZIONE
(rispetto dei ruoli), FAMILIARE
Focalizzazione (attenzione condivisa)
Contatto affettivo
(mantenimento del contatto emotivo).
SCUOLA ROMANA LTP
29ALLEANZE FAMILIARI
A. Cooperative---B. In Tensione------C. Collusive---D. Disturbate
Sufficientemente buone Problematiche
>--------------------------------------------------------- à-------------------------------------------------- à
FUNZIONZLITA’ VS DISFUNZIONALITA’
Lavorare insieme e aiutarsi // > Ampiezza del conflitto familiare
reciprocamente
SCUOLA ROMANA LTP• Calore familiare: i genitori sono positivi sia
reciprocamente che nei confronti del figlio;
• Investimento: i genitori sono entrambi coinvolti
Gli studi di McHale nell’interazione con il figlio oppure si evidenzia
discrepanza di coinvolgimento
hanno permesso di far • Cooperazione: i genitori lavorano congiuntamente in
emergere le seguenti relazione al figlio.
condizioni, necessarie • Centralità del bambino vs centralità del genitore: fattore
relativo al genitore che dirige o che segue le iniziative del
per la valutazione figlio
dello stile di • Competizione: i genitori competono per far prevalere
ciascuno la propria funzione genitoriale
coparenting • Schermaglie verbali (ostilità): presenza di ostilità
evidenziata da sarcasmo, squalifica etc.• coparenting con bambino al centro: bassa
cooperazione, basso calore e basso
3 tipi di stili di antagonismo, alti livelli di centralità del
bambino;
coparenting • coparenting competitivo: basso calore, bassa
cooperazione e alto antagonismo;
DISFUNZIONALE • coparenting escludente: basso calore, bassa
cooperazione e basso antagonismo, ma
forte squilibrio nei livelli di investimento
dei genitori.• La dinamica legata alla cogenitorialità ostile-competitiva,
specie se compare precocemente nel ciclo di vita familiare,
può essere una forza distruttiva nella famiglia, conducendo
sintomi internalizzanti, associati di solito con il conflitto
coniugale.
Effetti degli stili di • Parimenti, discrepanze significative nell’impegno
cogenitoriale, che sottintende una mancanza di impegno
coparenting reciproco nella genitorialità, generano nel bambino
sentimenti di tristezza e vuoto che investono la sua
sull’adattamento percezione di questa lacuna familiare.
del bambino
• Infine, l’armonia che implica calore e intimità tra i membri
del gruppo familiare, può dotare i bambini di un senso di
benessere e di un insieme di capacità adattive, senza il
bisogno di affidarsi all’internalizzazione o
all’esternalizzazione difensiva (McHale e Rasmussen, 1998).• Stile interattivo coinvolto: il bambino si mostra connesso con
entrambi i genitori, adeguatamente impegnato in conformità con
lo stadio di sviluppo e con la specifica parte del LTP.
• Stile interattivo disimpegnato: il bambino è disconnesso dai genitori,
ritirato (gioca da solo) o mostra un’iperacquiescenza (utilizza un
Codifica doppio registro: sottomissione verso l’esterno ma copertamente
mantiene la propria attenzione sugli oggetti).
degli stili • Stile interattivo ipercoinvolto: il bambino appare eccessivamente
interattivi impegnato, porta avanti l’interazione utilizzando tattiche di
confronto-animazione in una posizione di inversione di ruolo.
del bambino • Stile interattivo mutevole: alternanza dei vari stili interattivi del
bambino all’interno di una determinata parte. Questa tipologia di
stile interattivo non può essere assegnata al bambino dai
codificatori nella I e nella II parte del LTP, ma solo nella III e
nella IV.IL BILANCIO DELLE RISORSE E DELLE VULNERABILITA’ NELLA DIAGNOSI RELAZIONALE PER LE FAMIGLIE SEPARATE • ALLEANZA FAMILIARE – PARENTING – COPARENTING- TRANSIZIONI – RIPARAZIONI – STILE DI COINVOLGIMENTO DEL BAMBINO • Grado di cooperazione della famiglia nel condividere un obiettivo: AL DI LA’ DEL CONFLITTO ARGOMENTATO DAGLI ADULTI, NELL’INTERAZIONE CON I FIGLI SI ATTIVA UN COMPORTAMENTO COOPERATIVO? • Lettura della complessità delle relazioni coparentali: CIO’ CHE OSSERVIAMO APPARE CONNESSO ALL’EVENTO SEPARATIVO OPPURE E’ CONNESSO ALLA STORIA DELLA COGENITORIALITA’? • Caratteristiche delle relazioni che ciascun genitore stabilisce con il figlio: I GENITORI HANNO RUOLI COMPLEMENTARI O SIMMETRICI? • Nel LTPc si osserva come ciascun genitore rispetta il proprio ruolo e sostiene l’altro nel suo o lo ostacola, mettendo in atto strategie competitive o addirittura distruttive, quale ruolo gioca il figlio e come ogni genitore agisce nel facilitare o al contrario ostacolare la relazione con l’altro genitore: AL DI LA’ DEL CONFLITTO, I GENITORI OSSERVANO IL COMPITO CRUCIALE DI FAVORIRE E SOSTENERE LA RELAZIONE DEL FIGLIO CON L’ALTRO GENITORE? • Conflittualità: C’E’ UN EFFETTO SPILLOVER DEL CONFLITTO NELLA FUNZIONE COGENITORIALE E GENITORIALE? QUALE RUOLO ASSUME IL FIGLIO RISPETTO AL CONFLITTO GENITORIALE? (EQUIDISTANTE? AFFINE A UN GENITORE? ALLEATO? ESTRANIATO? ALIENATO?) • Transizioni: una messa in atto in laboratorio di un compito cruciale delle famiglie separate • Nella situazione sperimentale è possibile osservare i tentativi che tutti i partecipanti fanno per raggiungere un obiettivo, come si coordinano, come “sbagliano” nel coordinarsi e come riparano gli errori: SEBBENE LA FAMIGLIA DEBBA DIVENIRE BINUCLEARE, SI PUO’ FAR RIFERIMENTO OCCASIONALMENTE AL SENSO DEL NOI FAMILIARE?
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