"GENITORI CONSAPEVOLI" - Incontro di informazione sulla prevenzione del bullismo e del cyberbullismo - Direzione Didattica Statale
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DIREZIONE DIDATTICA STATALE IV CIRCOLO
“DON GIUSEPPE DIANA”
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sito web http://www.quartocircologiugliano.gov.it
«GENITORI CONSAPEVOLI»
Incontro di informazione sulla prevenzione del bullismo e del cyberbullismo
a.s. 2018/2019Già dal 2007 il MIUR si è occupato del fenomeno
del bullismo e del Cyberbullismo e nell’aprile del
2015 ha emanato le “LINEE DI ORIENTAMENTO
PER AZIONI DI PREVENZIONE E DI CONTRASTO
AL BULLISMO E AL CYBERBULLISMO” che hanno
ricevuto ulteriore impulso dall’attuazione della
legge 107/2015.
a cura della docente Enrica Della Ragione 3Legge 29 maggio 2017, n. 71 Disposizioni a tutela dei minori per
la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo
• Ciascun minore ultraquattordicenne (o i suoi genitori o chi
esercita la responsabilità del minore) che sia stato vittima di
cyberbullismo può inoltrare al titolare del trattamento o al
gestore del sito internet o del social media un'istanza per
l'oscuramento, la rimozione o il blocco dei contenuti diffusi
nella rete. Se entro 24 il gestore non avrà provveduto,
l'interessato può rivolgere analoga richiesta al Garante per la
protezione dei dati personali, che rimuoverà i contenuti entro
48 ore.
• piano di azione integrato per il contrasto e la prevenzione del
cyberbullismo attraverso campagne di informazione e di
sensibilizzazione sul fenomeno del cyberbullismo.
• il MIUR adotta delle linee di orientamento per la prevenzione
e il contrasto del cyberbullismo nelle scuole, anche
avvalendosi della collaborazione della Polizia postale e delle
comunicazioni.
a cura della docente Enrica Della Ragione 5• Ogni istituto scolastico individua fra i docenti un referente con il
compito di coordinare le iniziative di prevenzione e di contrasto del
cyberbullismo
• Verrà promosso un ruolo attivo degli studenti e di ex studenti in
attività di peer education, nella prevenzione e nel contrasto del
cyberbullismo nelle scuole.
• I servizi territoriali, con l'ausilio delle associazioni e degli altri enti che
perseguono le finalità della legge, promuovono progetti personalizzati
per sostenere le vittime di cyberbullismo e a rieducare, anche
attraverso l'esercizio di attività riparatorie o di utilità sociale, i minori
autori di cyberbullismo.
• Il dirigente scolastico che venga a conoscenza di atti di cyberbullismo
informa tempestivamente i genitori dei minori coinvolti. I regolamenti
scolastici dovranno prevedere esplicite sanzioni disciplinari,
commisurate alla gravità degli atti compiuti.
• Per i minori autori di atti di cyberbullismo, fra i 14 e i 18 anni, se non
c’è querela o denuncia per i reati di cui agli articoli 594, 595 e 612 del
codice penale, scatta l'ammonimento: il questore convoca il minore
insieme ad almeno un genitore.
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A partire da queste premesse, è importante
ricordare che il bullismo
non è un conflitto fra coetanei
il conflitto, come può essere un litigio, è
episodico, avviene in determinate circostanze e
può accadere a chiunque, in qualsiasi tipo di
relazione
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COSA FARE??
Importante è
• CONOSCERE IL FENOMENO
• INFORMARSI SUGLI «STRUMENTI» A DISPOSIZIONE
PER AFFRONTARE IL FENOMENO DEL BULLISMO E
DEL CYBERBULLISMO
• INFORMARE I FIGLI DELLA POSSIBILITÀ DI
RIVOLGERSI A TELEFONO AZZURRO, chiamando il
numero 1.96.96, oppure attraverso la chat, attiva tutti
i giorni dalle 16.00 alle 20.00, accedendo al sito
www.azzurro.it e cliccando su “ch@tt@ con Telefono
Azzurro!”
a cura della docente Enrica Della Ragione 21• CREDERE NEI BAMBINI ma tenere a mente che si
potrebbe non conoscere l’intera verità
• PARLARE IN CASA di bullismo e cyberbullismo in modo
che i bambini siano più preparati a riconoscerli e s
denunciare eventuali episodi , anche quando sono
coinvolti solo come testimoni
• EVITARE SPEDIZIONI «PUNITIVE» in casa dei genitori del
possibile bullo. Litigi tra i genitori, di solito, fanno
deteriorare la situazione , e non facilitano.
I genitori del bullo ascolteranno una versione differente
dal loro figlio e saranno spinti dal desiderio di proteggerlo;
è comprensibile.
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Come può un genitore accorgersi se il
proprio figlio è vittima di bullismo e/o di
cyberbullismo?
In generale, è importante che i genitori prestino attenzione ad alcuni campanelli di
allarme. Per il bullismo, tra gli altri:
• ha lividi, ferite, tagli e graffi per i quali non riesce a fornire una spiegazione;
• non invita a casa i compagni di classe o i coetanei e raramente trascorre del tempo
con loro;
• smette di andare su Internet o controlla i propri profili sui social network in
continuazione;
• ha paura di andare a scuola, negli altri luoghi di aggregazione che prima
frequentava abitualmente o su Internet;
• richiesta frequente di soldi o oggetti
• possibili campanelli di allarme sono mal di stomaco o mal di testa frequenti prima
di andare nei luoghi di aggregazione dove gli episodi avvengono (scuola,
palestra…), così come gli sbalzi di umore, facilità di irritazione o scatti d’ira.
• Rispetto ai comportamenti, ancora, possono essere campanelli di allarme anche le
frequenti richieste di denaro in casa (o l’uso della carta di credito senza il permesso
dei genitori) così come gli improvvisi cali, ad esempio, nel rendimento scolastico.
a cura della docente Enrica Della Ragione 26Come può un genitore accorgersi se il
proprio figlio è un bullo?
Anche il genitore di un ragazzino che mette in atto comportamenti “da
bullo” può notare alcuni campanelli di allarme:
• Apparente spavalderia, in genere hanno difficoltà relazionali e/o
sono spesso aggressivi non solo verso i compagni, ma anche verso
gli adulti, di cui - con difficoltà - riconoscono l’autorità.
• Queste difficoltà relazionali in alcuni casi rientrano in veri e propri
disturbi della condotta.
• Spesso, inoltre, le difficoltà relazionali si associano ad uno scarso
rendimento scolastico.
Altri campanelli di allarme possono essere
• la presenza troppa assidua su Internet
• il possesso di oggetti (cellulare, soldi, etc.) di cui il genitore non
riesce a comprendere la provenienza.
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COMPUTER ED VIDEOTELEFONINO SONO DISPOSITIVI ELETTRONICI
LASCIANO UN’IMPRONTA CHE PUÒ ESSERE RINTRACCIATA DALLE FORZE
DI POLIZIA.
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Cosa bisogna aspettarsi dalla scuola?
Misure che dicano NO al bullismo e al
cyberbullismo, sia in fase preventiva che
sanzionatoria , secondo una prospettiva di
intervento educativo e mai punitivo.
L’approccio più efficace è, comunque, quello di
affrontare proattivamente i problemi che si
presentano tra gli alunni, che coinvolgano tutti,
allievi, genitori, insegnanti e non, in un dialogo ed in
una cooperazione che ponga fine al problema e
prevenga da nuovi episodi.
Punire sembra la via più diretta, ma potrebbe
rivelarsi la meno efficace.
a cura della docente Enrica Della Ragione 39Sul sito della nostra scuola è presente una
sezione con diversi aggiornamenti dedicata
all’argomento ; inoltre è possibile connettersi
alla piattaforma ministeriale Generazioni
Connesse, ricca di materiale e attività anche
per le famiglie
a cura della docente Enrica Della Ragione 40GENERAZIONI CONNESSE
• http://www.generazioniconnesse.it/site/it/helpline/
• GENITORI
http://www.generazioniconnesse.it/site/it/areagenitori/
• http://www.azzurro.it/sostegno
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La Helpline 1.96.96 è attiva 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno; la chat dal
lunedì al venerdì (8-22) e sabato e domenica (8-20). Entrambe forniscono un
aiuto immediato e competente su questioni quali:
• Uso sicuro di Internet e social network
• Adescamento online/grooming
• Pedopornografia
• Cyberbullismo
• Sexting, pornografia e sessualità online degli adolescenti
• Gioco d’azzardo online
• Violazione della Privacy
• Furto d’identità in rete
• Esposizione a contenuti nocivi online
• Dipendenza da Internet
• Esposizione a siti violenti, razzisti, che invitano al suicidio o a
comportamenti alimentari scorretti(pro-anoressia e pro-bulimia)
• Dipendenza da shopping online
• Videogiochi online no adatti ai ragazzi
a cura della docente Enrica Della Ragione 43Modello per la segnalazione/reclamo
in materia di cyberbullismo
(ai sensi dell’art. 2, comma 2, legge 29 maggio 2017, n. 71, Disposizioni a tutela dei minori per la
prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo)
Al Garante per la protezione dei dati personali
Inviare all’indirizzo e-mail: cyberbullismo@gpdp.it
Il/La sottoscritto/a ______________________________(1), nato/a a ___________________________,
il _______________, residente a __________________, via/p.za _____________________________,
tel. _____________, e-mail/PEC ___________________ [inserire recapiti ai quale si può essere contattati e
selezionare, di seguito, l’opzione pertinente],
minore ultraquattordicenne,
ovvero
in qualità di esercente la responsabilità genitoriale sul minore ____________________, nato a
_______________ il _________________.
SEGNALA
1. di essere stato/a vittima ovvero che il minore sul quale esercita la responsabilità genitoriale è stato vittima di
cyberbullismo [eliminare la locuzione che non interessa]. In particolare, i comportamenti posti in essere,
realizzati per via telematica e di seguito sinteticamente descritti, consistono in [selezionare la/e fattispecie
rilevanti]
pressione
aggressione
molestia
ricatto
ingiuria
denigrazione
diffamazione
furto d’identità
alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati
1 a cura della docente Enrica Della Ragione
Avvertenza: la segnalazione o il reclamo può essere presentata direttamente anche da minori d’età ultraquattordicenni ovvero da chi esercita 44
la responsabilità genitoriale. Pertanto si prega il segnalante/reclamante di fornire le pertinenti informazioni.Di seguito alcuni dei più diffusi social network e app abbastanza utilizzati tra i bambini/adolescenti, che pure
costituiscono uno strumento “valido” per cyberbullizzare ; sono tutti nomi, oltre Facebook, Instagram ,che
per lo più non dicono nulla ai genitori, ma che sono diffusissimi tra i giovani:
• TIK TOK ( che ha sostituito Musical.ly) è un’applicazione mobile che permette agli utenti di guardare
clip musicali, brevi clip e video con effetti speciali. Inoltre c’è la possibilità di creare i propri video
musicali e condividere le proprie performance tramite i propri canali social.
• TINDER Un’applicazione che viene utilizzato per ricerca partner o appuntamenti È molto facile che
adulti e minori possano incontrarsi tra loro a causa del rilevamento di posizione geografica.
• BLENDR: Una applicazione usata per il flirt e incontrare nuove persone attraverso servizi di
localizzazione GPS. È possibile inviare messaggi, foto, video. Non ci sono requisiti di autenticazione,
predatori sessuali possono contattare minori, i minori possono incontrarsi con gli adulti.
• SNAPCHAT ,un'applicazione per inviare foto e video che si autodistruggono. Il suo successo è tale che
già viene paragonato a quello di WhatsApp. è l’app numero # 1 utilizzata per il sexting (neologismo
utilizzato per indicare l’invio di messaggi, testi e/o immagini sessualmente espliciti, principalmente
tramite il telefono cellulare),
• KIK MESSENGER, abbreviato Kik - simile al Messenger - è un'applicazione di messaggistica istantanea
per smartphone. L'applicazione è disponibile, gratuitamente, per la maggior parte dei dispositivi mobili
• VOXER che trasforma il vostro cellulare in un walkie-talkie
• ASK.FM/ FORMSPRING, social network di tipo Q&A (in italiano domande e risposte).
a cura della docente Enrica Della Ragione 45APP pericolose a cura della docente Enrica Della Ragione 46
COSA CONTROLLARE
• PEGI Pan European Game Information ed è il sistema
europeo di classificazione dei videogiochi
i numeri: 3+, 7+, 12+ e via dicendo indicano
l’età minima consigliata (non la difficoltà del gioco)
prendendo in esame una serie di caratteristiche (segnala per
esempio la presenza di violenza, linguaggio scurrile, droga e
alcool, discriminazioni di genere o razza, riferimenti sessuali, e
così via)
a cura della docente Enrica Della Ragione 47a cura della docente Enrica Della Ragione 48
INVITARE I PROPRI FIGLI A:
UN DECALOGO DA SEGUIRE
COSE DA NON FARE
• offendere gli altri
• nascondere ai genitori che qualcuno ti fa male
• dire bugie
• trattare male un compagno che ti sta antipatico
• approfittarsi dei compagni più deboli
COSE DA FARE
• raccontare sempre tutto ai genitori
• raccontare i comportamenti prepotenti, se ne sei vittima, se ne sei testimone, e se ne vieni a
conoscenza
• difendere, se possibile , i compagni vittime di prepotenze
• trattare tutti i compagni allo stesso modo
• cercare l’aiuto degli insegnanti, del personale non docente, di altri compagni se qualcuno ti
minaccia
(Il sopraindicato decalogo - per i giovanissimi - è tratto dal sito della Polizia di Stato - sezione
dedicata al bullismo)
a cura della docente Enrica Della Ragione 49Puoi anche leggere