EAST COAST NEW YORK . PHILADELPHIA WASHINGTON . CONTEA AMISH 15 - 24 ottobre 2019

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EAST COAST NEW YORK . PHILADELPHIA WASHINGTON . CONTEA AMISH 15 - 24 ottobre 2019
EAST COAST
NEW YORK . PHILADELPHIA
 WASHINGTON . CONTEA AMISH
            15 – 24 ottobre 2019
EAST COAST NEW YORK . PHILADELPHIA WASHINGTON . CONTEA AMISH 15 - 24 ottobre 2019
PIANO VOLI:
     15/10 Venezia – Philadelphia 11:55 – 15:50
23/10 New York – Venezia 16:30 – 11:00 (+1) con scalo

         I DATI TECNICI IN PILLOLE:
                massimo 16 partecipanti
  spostamenti interni in treno e in comodi van privati
                       voli di linea
                hotel 4* e country hotel
                     4 cene incluse
       visite guidate da storico dell’arte italiano

      GLI INGREDIENTI DEL VIAGGIO:
              architettura contemporanea
                       grandi musei
                     storia americana
                 urbanistica innovativa
                        jazz & co.
                    storia degli Amish
             città storiche e rinnovamento

                                           IL NOSTRO
                                          ITINERARIO
EAST COAST NEW YORK . PHILADELPHIA WASHINGTON . CONTEA AMISH 15 - 24 ottobre 2019
il racconto
Ci sono città che sono nel cuore di molte persone, e certamente New
York è tra queste: uno dei nostri grandi amori, effettivamente, condiviso
con milioni di persone di ogni cultura, religione e provenienza. Ma ci
sono anche i piccoli colpi di fulmine che ti sorprendono
irrimediabilmente, e Philadelphia per noi è stato esattamente questo. Sarà
per l’aria da vecchia Inghilterra mescolata alla più rampante modernità
statunitense, sarà per l’eleganza delle sue piazze contornate da ristoranti
francesi, sarà per una collezione, la Barnes Foundation, di livello
mondiale, e con un capolavoro, La gioia di vivere di Henri Matisse, di
quelli che da soli varrebbero il viaggio, visto che sicuramente è tra le
opere chiave della rivoluzione artistica del ‘900.
Dopo Philly, come la chiamano affettuosamente gli abitanti, ci
sposteremo a Washington, per completare un percorso iniziato con la
Campana della Libertà nei giorni precedenti, scoprendo da vicino
l’epicentro del potere USA, tra Campidoglio e Casa Bianca, memoriali a
Lincoln e allo stesso Washington, senza dimenticare un museo, la
National Gallery, fitto di opere di primissimo livello, immancabili per gli
amanti dell’arte. Solo per darvi un’idea qui sono conservate, tra quadri
di Antonello da Messina e Botticelli, Leonardo e Raffaello, Van Gogh e
Monet, ben quattro capolavori di Jan Vermeer!
E last but not least, come direbbero gli americani, dopo un passaggio nella
contea Amish, uno dei gruppi religiosi più studiati di occidente, con il
loro caparbio rifiuto della modernità, arriveremo a New York. Qui vi
faremo scoprire o riscoprire i grandi musei, come il Metropolitan e il
Guggenheim, e i classici senza tempo, tra cui Central Park, il Chrysler
Building e il ponte di Brooklyn, ma cercheremo anche di farvi conoscere
le ultime novità della città che più di ogni altra cambia di continuo,
passeggiando tra Hudson Yard e la High Line, e consigliandovi i ristoranti,
i cocktail bar panoramici e i jazz club più autentici nelle zone
“rampanti”, come Williamsburg o Hell’s Kitchen, perché New York,
semplicemente, non smette mai di stupire e di far innamorare…
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il diario di viaggio

15 ottobre:                               18 ottobre:
     ore 9.45 ritrovo in aeroporto             in mattinata visita della
     per il volo di andata                     National Gallery di
     all’arrivo a Philadelphia                 Washington
     trasferimento in città e prima            nel primo pomeriggio
     passeggiata nella zona di Old             trasferimento a Lancaster e
     City                                      visita della contea Amish
     pernottamento a Philadelphia              pernottamento in country hotel
     in hotel 4* e cena in ristorante          e cena in ristorante tradizionale
16 ottobre:                               19 ottobre:
     in mattinata visita                       in mattinata trasferimento a
     dell’Independence National                New York
     Historical Park                           prima passeggiata nella zona di
     nel primo pomeriggio visita               Midtown
     della Barnes Foundation                   pernottamento a New York in
     tempo libero per visitare la città        hotel 4* e cena in ristorante
     cena libera e pernottamento in
                                          20 ottobre:
     hotel 4*
                                               visita della pinacoteca del
17 ottobre:                                    Metropolitan Museum
     in mattinata trasferimento in             pomeriggio libero per visitare
     stazione e treno per                      le altre sezioni del Museo o per
     Washington DC                             una passeggiata autonoma a
     nel pomeriggio visita del                 Central Park
     National Mall                             pernottamento in hotel 4* e
     pernottamento a Washington in             cena libera
     hotel 4* e cena in ristorante
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21 ottobre:                                del MoMA: in entrambi non
     in mattinata visita della High        sono ammesse visite guidate)
     Line e di Hudson Yard                 nel pomeriggio visita di
     tempo libero per il pranzo al         Downtown e del ponte di
     Chelsea Market                        Brooklyn
     pomeriggio libero per visitare        pernottamento in hotel 4* e
     Soho, il Greenwich Village e          cena libera
     Nolita
     pernottamento in hotel 4* e      23 ottobre:
     cena libera                           in mattinata visita del
                                           Guggenheim Museum
22 ottobre:                                trasferimento in aeroporto
     mattina libera libero (vi             volo di rientro (con arrivo in
     consigliamo una visita della          Italia il giorno seguente)
     splendida Frick Collection o
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cosa vedremo:
  luoghi storici

Independence National Historical Park Philadelphia: semplicemente il luogo più
importante della storia moderna americana, visto che qui, nell’Independece Hall, è stata
pronunciata la Dichiarazione di Indipendenza del 1776 (quella del celebre 4 luglio, per
intendersi), con tanto di campana autentica che aveva suonato all’epoca per radunare i
cittadini per la lettura della Carta. Sullo stesso parco inoltre si affacciano diversi altri edifici
storici, tra cui la Carpenters’ Hall (stabile che ospitò la più antica corporazione americana
e il primo Congresso Continentale, primo passo verso la successiva guerra di
Indipendenza) e la Congress Hall, sede, ovviamente, del Congresso USA negli anni in cui
Philadelphia fu capitale del paese. Insomma, gli Stati Uniti sono nati esattamente qui!
National Mall Washington: se nella tappa precedente avevamo scoperto i luoghi dove il
potere politico statunitense aveva mosso i propri, decisivi, passi, è ovviamente a
Washington che quel potere è diventato “grande”. Il viale di circa 3 km di lunghezza detto
appunto National Mall si estende dal Campidoglio al memoriale dedicato a Lincoln,
ospitando al suo interno anche i monumenti dedicati ai veterani del Vietnam, a quelli della
II guerra mondiale, a Martin Luther King e, ovviamente, a Washington stesso. Sullo stesso
viale inoltre si trovano i musei di storia naturale, di storia americana, della storia sui nativi
americani e l’Air & Space Museum, oltre alla spettacolare National Gallery of Art. E se il
posto vi sembra già abbastanza importante così, sappiate che a pochissimi passi si trova,
oltre ad altri due memoriali, a Jefferson e a Roosvelt, la Casa Bianca, vero epicentro dei
moderni Stati Uniti.
Contea Amish: il solo fatto che questa comunità religiosa abbia uno dei suoi gruppi più
numerosi in questa zona, a poche ore di auto da New York o da Washington, può sembrare
incredibile. Se si pensa poi che rifiutano televisione, elettricità e gas, che hanno una media
di 7 figli per famiglia e che tendono a spostarsi su carretti trainati da cavalli, di cui sono
grandi allevatori, il contrasto risulta ancor più evidente. Noi avremo modo di immergerci
nell’Amish Country di Lancaster proprio passando dalla capitale Usa alla città della
modernità per eccellenza, e una volta qui vi racconteremo storia, pensiero ed evoluzione
di questi lontani eredi degli anabattisti europei.
Downtown Manhattan: l’abbiamo messa qui, tra i luoghi storici, perché è la zona più
antica di New York, quella dove era stata fondata la vecchia New Amsterdam, e perché
qui si concentrano posti che la storia l’hanno vista succedere. Battery Park, da dove le
truppe britanniche partirono per lasciare gli Stati Uniti al termine della guerra di
indipendenza, Wall Street, dove si ergeva la palizzata che difendeva i confini della
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neonata colonia olandese e divenuto poi epicentro dell’economia mondiale, e,
ovviamente Ground Zero, oggi totalmente ricostruita con interventi architettonici
spettacolari ma che resterà per sempre il punto in cui la storia mondiale recente è
irrimediabilmente e drammaticamente cambiata. Il memoriale all’11 settembre continua
a commuovere e le due enormi fontane poste dove stavano le fondamenta delle Torri
gemelle sono un monito continuo.
Lasceremo Downtown attraversando l’East river in traghetto per goderci infine lo skyline
più celebre al mondo dalla base dell’iconico ponte di Brooklyn, miracolo ingegnieristico
della sua epoca che costò molte vite ma che è diventato uno dei simboli statunitensi più
noti e amati.
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cosa vedremo: architettura
 contemporanea e urban life
Old City Philadelphia: un incrocio di vie in cui sembra di passeggiare nella Londra di
inizio ‘900, tra case basse e vicoli inaspettati, diventati oggi una delle zone più cool della
città. Elfreth’s Alley ad esempio è un agglomerato di 32 case risalenti al 1702, una vera
rarità negli USA, mentre a poca distanza si trova l’abitazione di Betsy Ross, ossia colei che
nel 1776 cucì la prima bandiera americana. Noi la scopriremo a piedi, lasciandovi anche
il tempo per godervi i suoi piccoli negozi alla moda e i suoi locali, sospesi tra tradizione
e innovazione.
Downtown Philadelphia: l’altra faccia della medaglia rispetto a Old City è fatta di viali
larghi e imponenti, grattacieli come il Comcast Technology Center e ristoranti alla moda.
Ma anche qui l’aria vecchio stile della città continua a farsi sentire, in particolar modo nel
municipio in stile Napoleone III, della fine del XIX secolo, e intorno a Rittenhouse Square,
incantevole piazza circondata da edifici inizio ‘900 che ha tutto l’aspetto di un centro
cittadino “all’europea”, molto distante dalla spezzettata urbanistica tipica delle metropoli
americane. A breve distanza da qui si allarga il parco cittadino appoggiato sul fiume
Schuylkill, dove si trovano, a pochi passi l’uno dall’altro, il Museo della scienza, la Barnes
Foundation e il Philadephia Museum of Art, oltre a due mansion, Lemon Hill e Mount
Pleasant, risalenti alla fine del XVIII secolo, quando quest’area era una zona di campagna.
Midtown Manhattan: semplicemente New York. Quasi tutto quello che viene in mente
appena si nomina la Grande Mela è qui: l’Empire State Building, il Chrysler, Grand Central
Station, Bryant Park, Times Square, il Rockfeller Center, la porzione più lussuosa di Fifth
Avenue, Tiffany, il MoMA, la Public Library e Radio City Hall si trovano tutti in quest’area,
che ovviamente sarà la prima che inizieremo a scoprire. E cercheremo di farvela
apprezzare non solo attraverso i suoi simboli più noti, ma portandovi alla scoperta degli
edifici che hanno fatto la storia dell’architettura contemporanea, da Mies Van der Rohe a
quelli realizzati negli anni ’70, dalle recenti creazioni di Renzo Piano a quelle di sir
Norman Foster, passando dalle zone più affollate agli angoli più nascosti. Ebbene sì, anche
qui, dove tutto è iper-famoso, dove anche se non siete mai stati avrete la sensazione di
muovervi in un luogo conosciuto, grazie alle migliaia di film e di libri che qui sono stati
ambientati, ci sono piccoli segreti tutti da scoprire… che poi sono quelli che di New York
ti fanno innamorare irrimediabilmente.
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Flatiron district ed Empire State Building: forse una delle zone di Manhattan che
preferiamo, e non solo per il celebre palazzo a forma di ferro da stiro, con tutta la sua
eleganza Beaux-Arts. Davanti a lui un piccolo parco, Madison Square Park, spesso sede
di installazioni artistiche strabilianti, e a pochi passi Union Square, altro spazio verde
creato, come il precedente, dall’intersezione di Broadway con una delle Avenue verticali,
dove ogni due giorni si svolge il mercato degli agricoltori dei dintorni di New York. E
ancora, sempre in zona, una delle librerie più famose della città, uno splendido cocktail
bar frequentato solo da veri newyorkers, il nostro bar panoramico preferito per la
spettacolare vista sull’Empire State Building. Eh già, il vecchio simbolo cittadino ancora
non cede a nessun’altro il suo scettro, e resta sempre il grattacielo più amato su cui
“arrampicarsi” per ammirare Manhattan dall’alto. A voi la scelta su quando sia meglio
andarci: se di giorno la fila è assicurata ma la vista spazia da Central Park alla Statua della
Libertà, la sera troverete meno ressa e un incredibile sfavillio delle mille luci di New York.
Per noi è una decisione impossibile da prendere, in entrambi i casi si tratta di uno
spettacolo mozzafiato!!!
High Line e Hudson Yard: ed eccoci alle ultime novità newyorkesi. Se la High Line,
vecchia ferrovia sopraelevata trasformata in una bellissima passeggiata pedonale, è ormai
diventata uno dei simboli cittadini, è tutta l’aerea ad essere in continua trasformazione.
Qui sono stati realizzati gli splendidi edifici firmati da Frank O. Gehry, Jean Nouvel e Zaha
Hadid, qui si trova il Chelsea Market, ex fabbrica di biscotti trasformata in un luogo dove
sono presenti ristoranti di ogni angolo del pianeta, e sempre qui è stata aperta la nuova
sede, disegnata da Renzo Piano, del Whitney Museum. Ma fino a qui vi stiamo
raccontando di cose quasi “vecchie” per New York, visto che alcune di queste
realizzazioni hanno già più di dieci anni! Quello che quasi certamente non avete visto,
anche se siete già stati in città, è la zona di Hudson Yard, con le sue strabilianti nuove
costruzioni, a cominciare dallo Shed, centro culturale letteralmente avvolto da un guscio
retrattile, e dal surreale Vessel, una specie di alveare di acciaio e bronzo alto 46 metri e
composto da 2500 gradini che portano a 80 terrazze panoramiche. Inaugurato a marzo
sta già dividendo l’opinione pubblica tra fan sfegatati e critici impietosi! Siamo curiosi di
sapere la vostra opinione…
Soho, Greenwich Village, East Village e Nolita: mete imperdibili per gli amanti dello
shopping questi quarteri formano la fascia che si trova tra midtown e downtown.
Caratterizzate da case basse con le tradizionali scale antincendio sulle facciate, sono tra
le zone più amate della città. Se Soho è diventata sede di tutte le firme più famose del
mondo, a Greenwich Village l’atmosfera meno turistica ha creato il terreno più adatto ai
piccoli grandi nomi della moda e della ristorazione locale. L’altro Village invece è da
sempre uno dei luoghi per eccellenza del jazz e del blues nonché il posto perfetto per
passeggiare in un clima meno metropolitano e più umano, mentre Nolita è da qualche
anno sempre più di tendenza, con locali alternativi, boutique minuscole e vere e proprie
chicche per intenditori (di occhiali da sole vintage, di cashmere, di scarpe etc…). E in
zona, per gli amanti dell’architettura contemporanea, ancora tanto da scoprire, dalla sede
del New Museum disegnata dallo studio vincitore del premio Pritzker SANAA, ad un
edicio abitativo firmato da Herzog & De Meuron, le nuove stelle del variegato panorama
delle archistars mondiali.
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Central Park: semplicemente uno dei parchi urbani più belli del mondo. Sembra
incredibile che una città così frenetica e inglobante sia riuscita a preservare negli anni
un’area così grande nel suo stesso cuore, ma i newyorkesi non potrebbero vivere senza il
loro parco, che affollano per fare jogging, per pranzare sulle sue innumerevoli panchine,
per prendere il sole o solo per passeggiare. Noi amiamo fare qui il Sunday Brunch, in un
ristorante appoggiato sul lago interno, ma anche semplicemente girare con il naso all’insù
tra alberi secolari e scoiattoli, “inciampando” di tanto in tanto in stravaganti musicisti o
artisti di strada, e cercando la nostra strada per arrivare negli angoli più celebri, come lo
Strawberry Field dove campeggia la scritta Imagine in omaggio a John Lennon, o le statue
dedicate all’eroico cane Balto, ad Hans Christian Andersen o ad Alice nel paese delle
meraviglie. Fine ottobre poi potrebbe già essere il momento per il foliage, quando larghe
aree del parco si colorano di rosso, giallo e arancione, rendendo ancor spettacolare questo
luogo ormai parte della coscienza collettiva di tutti noi…
Brooklyn, Queens, Williamsburg & co.: è che a New York il tempo sembra non bastare
mai, quindi di solito si fa molta fatica a uscire da Manhattan. Ma se siete esploratori per
vocazione o se avete già fatto conoscenza con la città, i quartieri dall’altro lato dell’East
River potrebbero fare al caso vostro. Noi semplicemente li adoriamo. Da dove cominciare?
Forse da Dumbo, la zona sotto il ponte di Brooklyn con le sue spiaggette di ciottoli con
vista panoramica e i suoi ex magazzini trasformati in bellissimi negozi, o dal bellissimo
giardino botanico fiancheggiante Prospect Park, di solito stupendo in questa stagione.
Oppure potete decidere di perdervi felicemente a Brooklyn Heights, dove troverete la casa
di Truman Capote e un piccolo parco da cui apprezzare una delle migliori viste su
Downtown, o a Park Slope, tra splendide case inizio ‘900 che vi daranno l’idea di essere
in un’altra città, pur mantenendo ben viva la straordinaria vitalità locale. Spostandovi più
a nord incontrerete Williamsburg, il nuovo quartiere alla moda di New York, dove tutto
profuma di ultimissima tendenza, dai ristoranti orientali ai negozi, dalle terrazze dove bere
un aperitivo con vista città ai murales pacifisti, e poi Long Island City, con il nuovo MoMA
PS1, sede distaccata del museo di Manhattan che ospita mostre di artisti giovanissimi,
concerti ed happening. La lista delle cose da fare e vedere “di qua dal fiume” sarebbe
ancora molto ampia, e noi stessi stiamo finendo di scoprire questo variegatissimo mondo
che da l’idea di non finire mai di cambiare, di muoversi e di stupire chi ci si avventura…
cosa vedremo:
                                                              i grandi musei
Barnes Foundation, Philadelphia: nata nel 1922 per volontà dell’imprenditore
farmaceutico Albert C. Barnes, conta oltre 4000 oggetti, di cui oltre 900 dipinti. In questa
enorme collezione spiccano i ben 181 Renoir, seguiti da un’impressionante raccolta di 69
Cézanne, 59 Matisse e 46 Picasso, acquistati anche grazie all’amicizia con Gertrude Stein.
Tra i pezzi più clamorosi il ritratto della “rossa” di Henri Tolouse Lautrec, il Bateau-atelier
di Monet, i Giocatori di carte di Cézanne e il Ritratto del postino Roulin di Van Gogh, ma
soprattutto Le bonheur de vivre di Henri Matisse, capolavoro tra i più dirompenti della sua
epoca e realizzato nel 1906, quando Picasso stava ideando Les demoiselles d’Avignon,
dando vita ad un confronto a distanza da cui nasceranno le prime Avanguardie
novecentesche. Due quadri che già da soli varrebbero il viaggio, secondo noi.
National Gallery of Art, Washington: la pinacoteca più “fornita”
degli Stati Uniti è una incredibile carrellata di capolavori, tale da
rendere difficile anche provare a fare un elenco degli autori qui
ospitati. Proviamo a scegliere alcuni capolavori da nominarvi, anche
se davvero si tratta di una nostra personalissima e piccolissima
selezione: la Madonna Benson di Antonello da Messina,
l’Adorazione dei Magi di Botticelli, il Ritratto di Ginerva de’ Benci di
Leonardo, San Giorgio e il drago di Raffaello e ben quattro opere di
Jan Vermeer. Come direbbe un noto attore in un’altrettanto nota
pubblicità: what else?
Metropolitan Museum, New York: altro super-museo, altra pinacoteca incredibile.
Caravaggio e Tiziano, Rembrandt e Mantegna, Rubens e Vermeer, Monet e Picasso,
Hopper e David sono solo alcuni dei grandi nomi che ci vengono in mente di primo
acchito, e tutti con capolavori fondamentali. Ma cercheremo di farvi scoprire anche i
piccoli tesori meno famosi, tra Ingres e i pastelli di Degas e Manet, Böcklin e Redon,
Moreau e Daumier, in un percorso che vi racconterà tutta la storia della pittura occidentale
dal medioevo al ‘900. E in più, per chi vuole, le altre sezioni di questo incredibile museo,
tra cui vi consigliamo caldamente le collezioni africane e dell’Oceania, persiane ed
egiziane. Potrebbe non bastarvi una vita per scoprire tutti i capolavori di questo luogo, ma
da qualche parte bisognerà pur cominciare, no?

Guggenheim Museum, New York: l’edificio è forse il più noto capolavoro di Frank Lloyd
Wright, e già di per sé varrebbe la pena di arrivare fin qui per il “contenitore”. Ma non che
il “contenuto” sia da meno. Non aspettatevi le infinite collezioni di altri musei, ma la
qualità delle opere novecentesche è da far girare la testa: Kandinsky tra i più belli che
avrete mai visto, innanzitutto, ma anche veri e propri pezzi da novanta di Manet e Degas,
Rousseau e Van Gogh, Courbet e Monet, senza contare due tra i quadri più sconvolgenti
di Picasso. Il tutto impreziosito da mostre temporanee sempre di grande livello.

gli altri: durante il viaggio avrete un po’ di tempo libero in ogni città, in modo che possiate
dedicarvi a ciò che più vi interessa. Tra i musei che non visiteremo insieme vi consigliamo
quindi il Philadelphia Museum of Art, con due opere di Jeronimus Bosch e una notevole
serie di capolavori rinascimentali e ottocenteschi, e a Washington la Phillips Collection,
sede de La collezione dei canottieri di Renoir e il National Air and Space Museum, forse il
più importante al mondo dedicato ad aereonautica e astronavi. Per quanto riguarda New
York la lista sarebbe interminabile, ma non possiamo non nominare almeno il MoMA,
autentica icona mondiale, con le già nominate Demoiselles d’Avignon di Picasso e opere
imperdibili di quasi tutti gli artisti “celebri” del’900 e la Frick Collection, casa-museo
newyorkese a nostro avviso semplicemente imperdibile.
le cose non dette
cocktail bar & jazz club: non bisogna essere Jay Gatsby per apprezzare la vita notturna di
queste grandi città, che anzi, a nostro modo di vedere, è una delle cose da conoscere per
“entrare” nell’anima statunitense. Che preferiate il jazz o il blues, o che siate amanti dei
musical, New York è senza dubbio il posto migliore del mondo per soddisfare ogni vostro
gusto. Cercheremo di aiutarvi a districarvi tra le mille proposte che animano le sere della
città che non dorme mai: sappiamo come provare a spendere di meno per vedere uno
spettacolo di Brodway e conosciamo i templi del jazz più noti così come i club più piccoli
e “intriganti”, come quelli dove suonano per lo più eccellenti artisti giapponesi o quelli
più tradizionali nei sottoscala del Village. Ma secondo noi non dovreste perdervi
nemmeno qualcuno degli innumerevoli cocktail bar: anche qui ce n’è davvero per tutti i
gusti, dai secret bar dove si entra solo se si conosce la parola segreta a quelli con terrazze
panoramiche perfetti per il tramonto, dai posti dove avventurarsi alla scoperta di sapori e
profumi nuovi a quelli dove la tradizione è sacra. Non vi sveliamo i nomi perché sono i
nostri piccoli segreti, ma promettiamo che durante il viaggio non vi faremo mancare tutti
i consigli di cui avrete bisogno…
cucina e ristoranti: avete voglia di provare la sempre più di moda cucina peruviana?
Oppure preferite provare la zuppa giapponese più in voga degli ultimi anni? Volete
sperimentare le piccantissime preparazioni della Cina del nord o deliziarvi con gli
avvolgenti gusti mediorientali? Oppure siete più tradizionalisti e volete provare il miglior
hamburger della città o le celebri bistecche americane? Comunque non vi preoccupate,
nelle grandi città statunitensi si trova davvero di tutto e ormai a ottimi livelli e decisamente
per tutte le tasche. L’ultima tendenza newyorkese? L’anguria affumicata servita come se
fosse un prosciutto! Stranezze a parte, “giocare” con i sapori è uno dei divertimenti più
intriganti delle serate americane e anche qui non vi faremo mancare i nostri suggerimenti.
shopping: altra esperienza immancabile negli States, sia che vogliate infilarvi in un grande
centro commerciale tipo Macy’s (più economico) o Bloomingdale (più lussuoso), sia che
preferiate girare tra le migliaia di piccoli negozi. Due su tutti? Art in the age of Mechanical
Reproduction a Philadelphia, un posto dove si vende qualsiasi cosa collegata alla
produzione di cocktail, dagli utensili agli aromi naturali, e la Magnolia Bakery di New
York, resa celebre dalla serie tv Sex in the City, un autentico must cittadino…
Il pacchetto, comprensivo di voli American Airlines come da programma
(quotazione valida con un minimo di 10 partecipanti, da riconfermare in caso
contrario), alloggio 8 notti in hotel 4* e country hotel, 4 cene, ingressi ai musei
previsti nel programma, trasferimenti interni in treno e con minivan privati,
visite guidate condotte da storico dell’arte italiano, assicurazione medico-
bagaglio, ha un costo di 2880 euro a persona in camera doppia con almeno 16
partecipanti (dai 12 ai 15 di 3090 euro, dagli 8 agli 11 di 3190 ).

Sconto con tessera “viaggi” de laformadelviaggio: 20 euro.
Supplemento camera singola: 980 euro.
Supplemento camera twin (doppia con letti separati): 180 euro.

Assicurazione annullamento, opzionale e da richiedere al momento dell’iscrizione.

L’acconto del 25% va versato al momento dell’iscrizione.

NB: non sono inclusi nella quota i trasferimenti da e per l’aeroporto di Venezia, le tasse
aeroportuali (circa 90 euro a persona), i pranzi e le cene non indicate, i biglietti di ingresso
a monumenti e musei non menzionati nel programma di viaggio, eventuali mance e
quanto non specificato nelle voci precedenti. Si prega inoltre di notare che al momento
della partenza verrà formata una cassa comune destinata a mance, eventuali ingressi non
menzionati nel “diario di viaggio” e benzina dei van, per un ammontare di circa 50 euro
a testa.

Il programma potrà subire piccole variazioni indipendenti dalla volontà
dell’organizzazione.
L’agenzia di viaggi laformadelviaggio.it srl ricorda che il viaggiatore è tenuto ad informarsi
sui documenti necessari per l’espatrio e sulla loro validità.

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di ratifica ed esecuzione della Convenzione Internazionale relativa al contratto di viaggio
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