CRI TI INCA RTE10 - Alterazioni Video

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CRI TI INCA RTE10 - Alterazioni Video
Comune di Ravenna            Presidente onorario           Amministrazione
Sindaco                      Andrea Emiliani               Responsabile amministrativo
Fabrizio Matteucci           Presidente                    Lara Savorelli
Assessore alla Cultura       Uber Dondini
Alberto Cassani                                            Monica Arceri,
Dirigente servizio turismo   Consiglio d’Amministrazione   Paola Lontani,
e attività culturali         Rosetta Berardi               Simona Marangoni
Maria Grazia Marini          Lanfranco Gualtieri           Bookshop
                             Antonio Panaino               Tiziana Cicognani,
                             Vittorio Pranzini             Maria Santolini
                             Direttore                     Allestimento, sorveglianza e
                             Claudio Spadoni               custodia
                             Collezioni permanenti         Franco Cirella, Carmelo Corazza,
                             Conservatore                  Mauro Focaccia, Emanuela Folli,
                             Nadia Ceroni                  Roberto Gabelli, Agostino Melandri,
                                                           con il supporto di
                             Archivio e documentazione     Giuseppe Arnò, Luca Comanducci
                             Marisa Bruno
                                                           Collaborano all’attività istituzionale
                             Centro internazionale         del MAR
                             di documentazione             Cecilia Benzoni, Davide Caroli,
                             sul mosaico                   Daniele Torcellini
                             Curatore
                             Linda Kniffitz
                             Sara Andruccioli,
                             Chiara Pausini
                             Esposizioni temporanee
                             Responsabile
                             Claudia Casali
                             Esperto attività museali
                             Alberta Fabbri
                             Sezione didattica
                             Filippo Farneti
                             Ufficio Relazioni esterne e
                             promozione
                             Francesca Boschetti,
                             Nada Mamish
CRI TI INCA RTE10 - Alterazioni Video
Critica in Arte               Mostra                                   Catalogo
3 critici per 3 artisti       a cura di                                a cura di
Progetto ideato da            Claudia Casali                           Claudia Casali
Claudio Spadoni
                              Segreteria organizzativa                 Testi, apparati e redazione
con il patrocinio di          Davide Caroli                            Claudia Casali
Regione Emilia-Romagna        con la collaborazione di
Provincia di Ravenna          Virginia Laghi                           Traduzioni
                                                                       David Smith
Enti promotori                Responsabile amministrativo
Comune di Ravenna             Lara Savorelli                           Crediti fotografici
Assessorato alla Cultura                                               Olimpia Lalli per la foto di Misses,
Museo d’Arte della città di   Segreteria amministrativa                Chiara Lecca,
Ravenna                       Monica Arceri, Paola Lontani,            Ezio Manciucca
                              Simona Marangoni
                                                                       Si ringraziano
                              Sezione didattica                        Galleria Fumagalli, Bergamo
                              Filippo Farneti                          Giuseppe e Simonetta Casarotto
                                                                       Paolo Curti e Annamaria
                              Ufficio relazioni esterne e promozione   Gambuzzi
                              Francesca Boschetti,                     Marco Ghigi
                              Nada Mamish                              Barbara Maccaferri
                              Supporto tecnico all’allestimento        Un particolare ringraziamento a
                              Davide Caroli,                           Germano Gentilini
                              Mauro Focaccia                           Antonio Gramentieri
                              con la collaborazione di                 Annamaria Maggi
                              Roberto Gabelli                          Moki, Marco Piffari
                              Progettazione immagine coordinata e      Maria Katia Tufano
                              grafica materiali promozionali           Con il contributo di
                              Filippo Farneti
                              Bookshop
                              Monica Arceri, Tiziana Cicognani,
                              Maria Santolini
                              Sorveglianza e accoglienza sale
                              espositive
                              Euro&Promos Group, Udine
                              Assicurazioni
                              Ina Assitalia, Ravenna
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                             l Comune di Ravenna attraverso l’Assessorato alla Cultura promuove il
                             quarto ciclo espositivo di Critica in Arte, progetto dedicato ai giovani
                             artisti, organizzato ed allestito negli spazi del MAR Museo d’Arte della
                             città. Come già accaduto lo scorso anno, anche per questa edizione si è
                             consolidata la sinergia con il Festival Ammutinamenti, creando un lega-
                     me importante tra realtà che operano nel settore della danza e in quello delle
                     arti visive, con la particolare attenzione al lavoro dei giovani artisti. Il quarto
                                                  appuntamento di Critica in Arte vede protagonisti
                                                  artisti che utilizzano poetiche, procedure e linguaggi
                                                  diametralmente opposti che li distinguono a livel-
                                                  lo nazionale ed internazionale. Chiara Lecca lavora
–– Fabrizio Matteucci Sindaco di Ravenna sulla sottile linea della percezione, dell’intreccio tra
–– Alberto Cassani Assessore alla Cultura mondo animale ed umano, del primordiale e del
                                                  quotidiano; Ettore Favini si mette in gioco speri-
                     mentando una sorta di laboratorio ambientale attraverso il metodo walden;
                     Alterazioni Video sono invece un collettivo, noto a livello internazionale, carat-
                     terizzato per lo più da indagini socio-culturali e politiche. In tutti e tre i casi è
                     l’uomo posto al centro della scena e l’arte ne filtra le sensazioni, i disagi, le in-
                     quietudini fornendo uno sguardo privilegiato sulla realtà che ci circonda. Le tre
                     mostre testimoniano l’attenzione della città di Ravenna ai temi della contem-
                     poraneità e ai nuovi linguaggi dell’arte contemporanea, elementi fondamen-
                     tali per una città candidata ad essere Capitale Europea della Cultura nel 2019.
                     Un particolare ringraziamento va a coloro che si sono adoperati nella riuscita
                     di questo significativo progetto, segno di un impegno che Ravenna pone nei
                     confronti della cultura in toto, supportando le tante sinergie culturali che si
                     possono e devono creare all’interno della città. ––

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           iunto alla quarta edizione, Critica in Arte intende confermarsi come
           un appuntamento autunnale, ormai tradizionale per il MAR, Museo
           d’Arte della città di Ravenna, dedicato all’ultima generazione arti-
           stica. A maggior ragione se si considerano i precedenti di No border,
           manifestazione anche questa riservata ai giovani, e sia pure con-
cepita con una formula diversa. S’è già scritto in una precedente occasione
come Critica in Arte, intendendo evidenziare il ruolo, la fisionomia del criti-
co, insieme alla figura dell’artista da lui prescelto, non rappresenti semplice-
mente un’incursione nel multiforme panorama della
creatività giovanile per offrire, nel corso degli anni,
uno spaccato significativo dello ‘stato’ dell’arte del
nostro tempo. Ponendo in eguale rilievo la funzione
del critico, vengono contestualmente documentate
le propensioni, le attitudini, le modalità con cui la                            critica in arte
critica d’oggi si confronta con le vicende dell’arte. Si
parla, dunque, di identità e ruolo della critica, oltre                   3 critici per 3 artisti
che dei diversi linguaggi attraverso i quali gli artisti            –– Claudio Spadoni Direttore MAR
della sua stessa generazione si esprimono. Per quan-
to concerne gli artisti non è difficile cogliere un’attenzione molto diffusa a
temi di stringente attualità e di interesse ormai universale. Vale a dire un
rinnovato impegno non solo di documentazione ma spesso di esplicita par-
tecipazione emotiva a motivi sociali, ambientali, ecologici, politici nel senso
più pieno del termine. Certo, col ricorso al più largo ventaglio di possibilità
espressive quale da tempo è entrato nella pratica corrente, e dunque ancor
più caratterizzate da una specificità di accenti che garantisce appunto l’iden-
tità d’ogni singolo artista.
Lo si può ben constatare in Chiara Lecca, presentata da Claudia Casali, nella
sua ispirazione al mondo animale e alla natura. Così come nel collettivo mi-
lanese, ma attivo anche a New York e Berlino, di Alterazioni Video, presentato
da Camilla Boemio, nel suo uso alternativo della comunicazione su temi di
arte-politica, arte e impegno sociale. E su tematiche del territorio e dell’am-
biente è incentrato il lavoro di Ettore Favini, presentato da Lorenzo Giusti.
Queste nuove proposte di Critica in Arte giungono dunque come ulteriori oc-
casioni di una verifica condotta sull’ultima generazione, che si affianca, nella
sua proiezione sul presente, agli scandagli condotti sul passato dalle mostre
storiche che il MAR, fin dalla sua costituzione poco meno di un decennio fa,
ha prefigurato come linea programmatica. ––

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indice contents
                   crediti credits – p. 6-7
                      acapulco – p. 9-39
              camilla boemio – p. 40-41
                 enrico sgarbi – p. 42-45
chi è who is Alterazioni Video – p. 46-47

   acapulco
                   – a cura di curated by

                          camilla
                          boemio
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             lavori delle Alterazioni Video si posizionano in un mosaico nel quale la storia dell’arte ufficiale
             e tradizionale si amalgama con una visione poliedrica dell’arte contemporanea nella quale
             confluiscono: cinema, architettura e grafica. Le opere della collezione, rese duttili, vengono
             sospese in un cortocircuito come fossero materiali digitali della rete in grado di mutare forma
             e contesto. L’immaginario classico rinascimentale viene ricontestualizzato in chiave pulp.
             Una trasformazione nella quale tuffatori coraggiosi si lanceranno tra le onde di Acapulco
      fiduciosi in una rinascita. Una scelta non anacronistica nella quale ho subito percepito le basi
      della mia trasversale ricerca che abbraccia tracce e percorsi da Aby Warburg ad Eugenio Battisti, a
                                                      retaggi storici assemblati con i linguaggi internazionali
                                                      del contemporaneo. Sono gli elementi quotidiani e non
ACAPULCO. Un anti – rinascimento                      ufficiali ritenuti “popolani” a creare le radici storiche,
debordante di immagini                                a sedimentare la cultura; ed è questo percorso filmico
–– di Camilla Boemio                                  rappresentato con uno story board ad accompagnarci
                                                      nel pensiero mai interrotto tra tradizione volgare e
                                                      cultura ufficiale. Lo spirito di analisi arriva ad utilizzare
      un genere della poetica volgare popolare italiana per raccontare un “fotoromanzo” in un modo
      brillante, per dimostrare che la tradizione sapeva raccontare la quotidianità senza scendere a
      compromessi con il potere. Costruire una grande farsa nella quale i protagonisti assoluti sono i
      visitatori ed il loro pensiero, in cui risiedono principi ed immaginari integri, nei quali le società
      democratiche impostano i cardini fondamentali. Spaziare tra il sacro e il profano, la cultura “alta” e
      la cultura popolare, quella ufficiale e tradizionale e quella underground - controcultura; assemblando
      tutte queste parti emerge una visione “altra” dell’ arte. Ri - dimostrando che esiste sempre una
      visione “anti” dell’arte. Un “counter - renaissance” *contemporanea nella quale elementi distanti,
      e a primo acchito non appaganti, confluiscono rendendo le gesta leggendarie dei protagonisti della
      pinacoteca, quotidiane relazioni il cui perno diviene il film sensuale che racconta le avventure
      amorose del dandy dal “pullover d’ oro”: il Guidarelli. Le Alterazioni Video ci incoraggiano a guardare
      sotto il coperchio, mostrando la tremenda attrazione verso il consumo del mito, l’accettazione del
      significato come fatto determinato, come figura autonoma. Ogni personaggio mostra di essere
      formato attraverso una concatenazione di codici separati, alcuni sono significanti o agenti della
      differenza (maschio - femmina - giovane vecchio - ricco - povero), altri operatori di un richiamo
      a più generale conoscenza (il loro ruolo esercitato nella storia dell’arte: papi, nobili, nobildonne,
      pastori, frati) fino ad arrivare ad un cambiamento di direzione nel quale le figure cambiano l’entità
      primaria. Da uno stile all’altro, da una tematica allegorizzante a una profana, dal simbolismo
      alla decorazione, dall’enfasi religiosa al realismo illustrativo, realizzano uno scarto, una seconda
      opzione nella quale paiono incarnare una fisionomia contemporanea. Una manipolazione degli
      stereotipi nella quale un fumetto incalzante crea un repertorio di nuove immagini in un luogo della
      fantasia, il cui contenuto mitico diventa “cultura comune”. Il mito è ideologia, il cui contenuto
      è portatore dell’importanza dell’ordine; sovvertire questo ordine incontestabile apre prospettive:
      antimoralistiche, anti-sintetizzanti, anti-intellettualistiche, antiautoritarie. L’impatto narrativo di
      queste immagini funziona nell’ensemble generale nel quale emergono come significanti importanti
      per il risultato semantico. L’adattamento delle immagini allo spazio, inteso come luogo, diventa
      essenziale. I lavori incominciano in una parete e finiscono ai margini del pavimento, assemblandone
      i quadri preesistenti, o continuando sulla parete adiacente rispetto a quella da cui cominciano. Gli
      oggetti sono inclinati dal pavimento verso la parete; oppure incominciano stendendosi sul piano
      orizzontale solo per curvarsi, seguendo l’angolo, e arrampicarsi lungo il piano verticale. Perduti i
      limiti dei confini della narrazione, straripa un’ossessiva presenza filmica delle immagini. Un tutt’uno
      narcotizzante. Risultato di un’indimenticabile mostra strutturata in due complesse installazioni
      che dialogano, ed un film nel quale l’“imagerie” della fiaba rinascimentale diviene traslata nel più
      naturale racconto retrò di Debord, trasformando la percezione temporale ed il linguaggio.

       * Termine usato inizialmente in relazione a Shakespeare da Theodore Spencer nel 1938, e divenuto il titolo dell’importante
       libro di Hiram Haydn (The counter – renaissance, New York, 1950) che sarà a sua volta ripreso e analizzato con spunti
       dirompenti da Eugenio Battisti (L’Antirinascimento, 1962).

                                     40       criticainarte–acapulco. Un anti - rinascimento debordante di immagini
a
                lterazioni Video’s works take their place in a mosaic where official and traditional
                art history is amalgamated with a polyhedral vision of contemporary art in which
                cinema, architecture and graphics converge. The works in the collection, rendered
                ductile, are suspended in a short-circuit as if they were digital materials from the web,
                capable of altering form and context. The classic renaissance collective imagination is
                re-contextualised in a pulp key. A transformation in which courageous divers plunge
   into the waves at Acapulco, trusting in a rebirth. A not anachronistic choice in which I at once
   perceived the bases of my across the board research that embraces traces and itineraries from Aby
   Warburg to Eugenio Battisti, to historical legacies assembled with the international languages of
                                                 the contemporary.
                                                 It is the everyday and unofficial elements held to be
ACAPULCO. A counter-renaissance
                                                 “of the people” that create historic roots, cause the
overflowing with images                          sedimentation of culture; and it is this filmic course
–– by Camilla Boemio                             represented with a storyboard that accompanies us
                                                 in the never interrupted thought between common
                                                 tradition and official culture. The spirit of analysis
   comes to employ a genre of popular and vulgar Italian poetics to brilliantly recount a “picture
   story” in order to demonstrate that the tradition could deal with the everyday without stooping to
   compromises with power. To build up a great farce in which the undisputed leading players are the
   visitors and their thought that contains intact principles and imaginations in which democratic
   societies set the fundamental cornerstones. To range between the sacred and the profane, “high”
   culture and popular culture, the official and traditional and the underground-counterculture;
   assembling all these parts there emerges an “other” vision of art. Once more demonstrating that
   an “anti” vision of art always exists. A contemporary “counter-renaissance”* in which distant
   elements, not at once satisfying, converge and turn the legendary deeds of the picture gallery
   heroes into everyday relations whose hub becomes the sensual film about the amorous adventures
   of a dandy in a “golden pullover”: Guidarelli. Alterazioni Video encourage us to look beneath the lid,
   showing the tremendous attraction of the consumption of myth, the acceptance of the signified
   as determined fact, as autonomous figure. Each character shows that he has been formed through
   a concatenation of separate codes, some of them signifiers or agents of difference (male-female-
   young-old-rich-poor), others operators of a call to more general knowledge (their role in the history
   of art: popes, noblemen, noblewomen, shepherds, friars) to the extent of arriving at a change
   of direction in which the figures change the primary entity. From one style to the other, from
   an allegorising theme to a profane one, from symbolism to decoration, from religious emphasis
   to illustrative realism they create a discard, a second option in which they appear to embody
   a contemporary physiognomy. A manipulation of stereotypes in which a pursuing comic strip
   creates a repertoire of new images in a place of the imagination whose mythical content becomes
   “popular culture”. Myth is ideology whose content is bearer of the importance of order. Subverting
   this incontestable order opens up perspectives: anti-moralistic, anti-synthesising, anti-intellectual
   and antiauthoritarian. The narrative impact of these images functions in the general ensemble in
   which they emerge as important signifiers for the semantic result. Adaptation of the images to
   the space, understood as place, becomes essential. The works begin on a wall and end up at the
   margins of the floor, assembling their pre-existing pictures or continuing on the wall adjacent to
   their starting point. The objects slope from floor to wall or they begin by extending themselves on
   the horizontal plane only to curve, following the angle, and climb up the vertical plane. With the
   boundaries of narration lost, an obsessive filmic presence of the images overflows. A narcotising
   whole. The outcome of an unforgettable exhibition structured in two complex installations in
   mutual dialogue and a film in which the imagerie of the renaissance fable is translated into the
   most natural retro tale of Debord, transforming temporal perception and language.

    * Term first used in relation to Shakespeare by Theodore Spencer in 1938 and borrowed for the title of Hiram
    Haydn’s important book (The Counter-Renaissance, New York, 1950) which was in turn reprised and analysed
    with explosive ideas by Eugenio Battisti (L’Antirinascimento, 1962).

                                                                              41
s
                 eguono alcune considerazioni critiche sulla poetica e sulle opere di Alterazioni Video. At-
                 traverso una serie di scritti “in presa diretta” le scelte, le indecisioni, le paure, le ansie e la
                 pochezza artistica di questo collettivo di artisti internazionali emergono in tutta la loro
                 dilaniante verità.
                 Attenti! L’esperienza italiana può diventare esperienza globale.
                 ASPETTANDO LO TSUNAMI, parliamone.
     “…bello eh quando ti alzi al mattino con quell’ansia che ti strozza la gola, quel vuoto che avverti, ma
     chi sei? cosa fai? quando realizzi che sei un fallito che vuol fare l’artista... bello eh?!? quel panico che
                                                      ti fa scoppiare la testa....
                                                      ...ti alzi e non riconosci niente torno ... la testa? com’è la
AQUI SE TOCA EL FUNDO!                                testa in quei momenti? bello eh ?.... ”*.
                                                      Aspettando lo Tsunami si è manifestato come prodot-
Cronistoria di un clamoroso                           to artistico molto avanzato sotto il profilo linguistico e
fallimento estetico                                   tecnologico, frutto di un intenso “processo d’infusione”
–– di Enrico Sgarbi                                   nell’attuale contesto culturale, sociale, politico, nonché
                                                      risultato di un de-fatigante disimparare a memoria la
                                                      più alta tradizione artistico - letteraria del Novecento
     (…).
     “...da grande voglio fare tutto quello che voglio, voglio essere come gli eroi della tivù... ” (A. Came-
     rini, TV baby, 1976)
     Attraverso l’uso originalissimo di nuove tecnologie e un plurilinguismo allucinato il web tv live
     show di Alterazioni Video non tradisce indecisioni nel perseguire innovative strategie di insinua-
     zione nel reale. L’uso di riferimenti esplicitamente “bassi”, volgari fino al blasfemo, osceni fino al
     pornografico serve a questo collettivo di randagi addomesticati dalle buone letture per: 1) cercare
     di creare un’atmosfera ironica e irriverente; 2) per mettere a disagio e quindi a “fare da commento”
     all’insulsaggine della cultura in cui siamo più o meno consapevolmente immersi; 3) la cosa più
     importante di questi tempi: per essere semplicemente realistici.
     Alterazioni Video riscatta così, senza volerlo, il miglior repertorio di stereotipi offerto dalla comuni-
     cazione di massa e diffonde in rete la sua prima diretta mondiale mettendo in scena un inevitabile,
     sonoro, clamoroso fallimento stagliato su di un nauseante sottofondo d’imbarazzo intestinale. In-
     servibile come format per la tv generalista, Aspettando lo Tsunami interpreta le paure, le ansie e le
     contraddizioni di una nuova generazione di giovani artisti “grassa e disperata” che ha letteralmente
     fagocitato tutte le precedenti, dalla Pepsi generation alla Mtv generation.
     Cavalcare uno streaming on line è uno sport estremo!
     “La televisione è sempre stato un sistema comunicativo centralistico. Il modello di relazione tra emit-
     tente e ricevente è sempre stato unidirezionale con effetto passivizzante sui riceventi-telespettatori
     […]” 1.
     “ […] Che devi fare quando la rivolta postmoderna diventa un’istituzione della cultura pop?”2.
     (…) L’onda è ancora debole, per molti impercettibile, ma la notizia è di quelle da non sottovalutare:
     “signore e signori... sta arrivando lo Tsunami”.
     PER UNA ESTETICA BASTARDA! Amare considerazioni critiche sulla poiesis di AV
     Il collettivo artistico Alterazioni Video è portatore sano di una nuova, potentissima infezione este-
     tica.
     L’estetica bastarda
     L’estetica bastarda ha trasformato l’intera produzione di Alterazioni Video in una profondissima
     metafora del mondo contemporaneo. (…) Truffando, raggirando, circuendo chiunque a 360° at-
     torno a loro il branco si è presto riciclato in s.r.l., i randagi in imprenditori. Così facendo Alterazioni
     Video si è ripulita e resa credibile per accedere al mondo dell’arte contemporanea che gli ha aperto
     le porte della Biennale di Venezia e di alcune altre sedi prestigiose in cui è solita celebrarsi.

      ACAPULCO BABY Inevitabili assurdità nel confronto con la storia
      La blasfemia non è blasfemia, l’osceno non è osceno, la volgarità non è volgarità, il disgusto non è
      disgusto, l’imbecillità non è imbecillità.
      Ricordare è una ginnastica per fannulloni, soprattutto di questi tempi gonzi. Quando poi l’attività

                                  42      criticainarte–aqui se toca el fundo!
del ricordare si risolve in un esercizio di zapping in ciabatte e canottiera (macchiata) allora è me-
glio riscrivere tutto daccapo.
La psicadelia può diventare la forma più avanzata di conoscenza sintetica del mondo.
Un gruppo di tuffatori professionisti che si esibisce diverse volte al giorno tuffandosi da altezze
variabili (fino a 35 metri di altezza) in un’insenatura larga pochi metri e profonda ancora meno è
una delle attrazioni turistiche più apprezzate.
E’ come in un fotoromanzo a colori in cui nessuno fa come se fosse a casa propria. L’imbarazzo è
crescente eppure non succede niente, niente di niente.
Sapessi come soffro, sapessi come mi sento male. Questa estate sulla spiaggia di Acapulco ho
sentito una fitta allo stomaco, una fitta fortissima e ho creduto che fosse la fine. Ci sono voluti
quattro vodke lisce, poi ho iniziato a vedere tutto diversamente inclinato e non è che mi sia sen-
tito meglio. Ho iniziato a considerare le cose sotto una diversa luce negli occhi.
La figura del pornodivo (o della pornodiva) ha iniziato ad emergere negli anni settanta, con il
sorgere dell’affare della pornografia legalizzata in diverse nazioni. Erano gli anni di Gola profonda
e Linda Lovelace era una delle prime attrici di genere pornografico a diventare famosa per la sue
toccanti interpretazioni. Dopo Lovelace, diversi altri attori si conquistarono i favori del pubblico di
genere: si possono ricordare, tra gli altri, John Holmes, Veronica Hart, Amber e Ginger Lynn. In Italia,
la svedese Marina Lotar fu la prima pornodiva, poi nei primi anni ottanta salirono alla ribalta, tra le
altre, Moana Pozzi, Ilona Staller (Cicciolina), Lilli Carati, Barbarella. In molti casi, queste pornodive
erano tanto celebrate che i loro nomi divennero familiari anche al pubblico disinteressato alla
pornografia.
In seguito, il mercato del porno ha continuato a crescere e diversificare la propria offerta con la
conseguenza che molti pornodivi sono noti solo a un pubblico di nicchia. Tuttavia, restano casi
di attrici e attori particolarmente note al grande pubblico, come Jenna Jameson nonché, in Italia,
Selen, Eva Henger e Rocco Siffredi. La fama di personaggi come Selen, Henger e Siffredi ha consen-
tito loro di conquistarsi uno spazio nell’ambiente dello spettacolo anche dopo aver abbandonato
l’hardcore.
Chiedendoci poi se tutti noi, anziché osservare il tratto, leggere il mondo attraverso la lente am-
bigua di un’opera o la ricerca spaziale di un’installazione siamo stati drogati da queste cifre che,
consapevoli o meno, ci turbinavano nel cervello e ci annebbiavano lo sguardo.
Il loro messaggio implicito è: fan culo il contesto.
Diceva quello di guardarsi dai randagi. I randagi vanno errando. Errano in continuazione e siamo
noi a farne le spese.

1 M. PASQUINELLI, Media Activism, Strategie e pratiche della comunicazione indipendente, 2002,
Roma, Derive Approdi, pp. 27-28
2 D.F. WALLACE, Tennis, tv, trigonometria e tornado (e altre cose divertenti che non rifarò mai più),
1999, Roma, Minimum Fax

                                                                       43
w
                       hat follows is a number of critical considerations on the poetics and works of
                       Alterazioni Video. Through a series of “live” writings the choices, fears, anxieties
                       and artistic paucity of this international artists’ collective emerge in all their
                       lacerating truth.
                       Watch out! The Italian experience may become global experience.
                       WAITING FOR THE TSUNAMI, let’s talk about it.
   “…great isn’t it when you get up in the morning with that anxiety that chokes you, that emptiness you
   feel, but who are you? what do you do? when you realise you’re a failure who wants to be an artist…
                                                 great, isn’t it? that head-splitting panic... you get up
                                                 and don’t recognise anything around you... your head?
AQUI SE TOCA EL FUNDO!                           how’s your head in those moments? great, eh?... ”*.
Chronicle of a clamorous                         Waiting for the Tsunami appeared as a highly advanced
aesthetic failure.                               artistic product from a linguistic and technical angle,
                                                 fruit of an intense “process of infusion” in the current
–– by Enrico Sgarbi
                                                 cultural, social and political context as well as the
                                                 result of a wearing unlearning by heart of the highest
   artistic-literary tradition of the twentieth century (…).
   “...when I grow up I want to do everything I want, I want to be like TV heroes...”
   (A. Camerini, TV baby, 1976)
   Through the very original use of new technologies and a hallucinated multilingualism, Alterazioni
   Video’s web tv live show evinces no indecision in pursuing innovative strategies of insinuation
   into the real. The use of explicitly “low” references, vulgar to the point of blasphemy, obscene to
   the point of pornography, is employed by this collective of strays domesticated by good reading
   in order 1) to try and create an ironic and irreverent atmosphere, 2) to make people uneasy and
   therefore “comment” on the dullness of the culture in which we are more or less aware of being
   immersed, and 3) the most important thing in these times: to be simply realistic.
   Thus without wanting to Alterazioni Video redeems the best repertoire of stereotypes offered by
   mass communication and broadcasts its first world live show on the web, staging an inevitable,
   resounding, clamorous failure set against a nauseating backdrop of intestinal embarrassment.
   Useless as a format for generalist TV, Waiting for the Tsunami interprets the fears, anxieties and
   contradictions of a new “fat and desperate” generation of young artists that has literally absorbed
   all the previous ones, from the Pepsi generation to the Mtv generation.
   Riding online streaming is an extreme sport!
   “Television has always been a centralistic communication system. The model of the relationship
   between broadcaster and receiver has always been unidirectional with the effect of rendering the
   receiver-viewer passive […]”1.
   “[…] What do you have to do when the post-modern revolt becomes an institution of pop
   culture?”2.
   (…) The wave is still weak, imperceptible to many, but the news should not be underestimated:
   “ladies and gentlemen... the Tsunami is coming”.
   TOWARDS A BASTARD AESTHETIC! Bitter critical considerations on the poiesis of AV
   The artists’ collective Alterazioni Video is a healthy bearer of a new, very powerful aesthetic
   infection.
   The bastard aesthetic
   The bastard aesthetic has transformed Alterazioni Video’s entire production into a very profound
   metaphor of the contemporary world.
   (…) Swindling, conning, entrapping everyone around them through 360°, the pack was soon
   recycled into a limited company and the strays into entrepreneurs. In this way Alterazioni Video
   cleaned up its act and made itself credible for access to the world of contemporary art, such as the
   Venice Biennale and other prestigious venues where that world usually celebrates itself.
   ACAPULCO BABY Inevitable absurdities with regard to history
   Blasphemy is not blasphemy, the obscene is not obscene, vulgarity is not vulgarity, disgust is not
   disgust, imbecility is not imbecility.
   Remembering is a gymnastic exercise for layabouts, especially of these foolish times. And when

                                  44      criticainarte–aqui se toca el fundo!
the act of remembering is resolved in the practice of zapping, wearing slippers and a (stained)
undershirt, then it’s better to rewrite everything from the top.
Psychedelia may become the world’s most advanced form of synthetic knowledge.
A group of professional divers who give several performances a day, diving from heights up to 35
metres into an inlet a few metres wide and less deep. This is one of the best appreciated tourist
attractions.
It’s like in a colour photo-romance where nobody behaves as if they were at home. Embarrassment
increases but nothing happens, nothing at all.
If you knew how much I suffer, if you knew how bad I feel. This summer on the beach at Acapulco
I had a stabbing pain in my stomach, really strong, and I thought it was all up. It took four straight
vodkas, then I started to see everything sloping in a different way, but it wasn’t that I felt any
better. I began to see things under a different light in my eyes.
The figure of the porn star (be it he or she) first emerged in the 70s with the rise of the legalised
pornography business in various countries. Those were the years of Deep Throat, and Linda
Lovelace was the first actress in the pornography genre to become famous for her touching
interpretations. After Lovelace many other actors won the favour of the genre public, including
John Holmes, Veronica Hart, Amber and Ginger Lynn. In Italy the first porn star was Marina Lotar,
from Sweden. Then others stepped into the spotlight in the early 80s, such as Moana Pozzi, Ilona
Staller (Cicciolina), Lilli Carati and Barbarella. In many cases these porn stars became so celebrated
that their names were familiar even to a public without interest in pornography. The pornography
market subsequently grew and diversified, with the consequence that many stars are known
only to a niche public. Nonetheless, there are cases in which actors and actresses have remained
particularly well known to the public at large, such as Jenna Jameson and, in Italy, Selen, Eva
Henger and Rocco Siffredi. The fame of the latter allowed them to take a place in show-business
even after giving up hardcore.
So we ask ourselves whether all of us, instead of observing the trait, interpreting the world through
the ambiguous lens of a work or the spatial research of an installation, have been drugged by
these ciphers which, consciously or not, whirl around our brain and mist up our eyes. Their implicit
message is: screw the context.
We were told to watch out for strays. Strays go wandering. They stray from the path in continuation,
and at our expense.

1 M. PASQUINELLI, Media Activism, Strategie e pratiche della comunicazione indipendente, 2002,
Rome, Derive Approdi, pp. 27-28
2 D.F. WALLACE, Tennis, tv, trigonometria e tornado (e altre cose divertenti che non rifarò mai più),
1999, Rome, Minimum Fax

                                                                 45
chi è who is Alterazioni Video (Paololuca Barbieri Marchi, Alberto Caffarelli, Matteo Erenbourg, Andrea Masu, Giacomo Porfidi)
colletivo nato a Milano nel 2004, vive e lavora a New York, Milano e Berlino
group born in Milan in 2004, lives and works in New York, Milan and Berlin

mostre personali solo exhibitions
2010
– Critica in Arte, curated by C. Boemio, project                           – T.I.C.A.B. Tirana International Contemporary Art
  devised by C. Spadoni, Ravenna, MAR Museo                                  Biannual, curated by STEALTH.unlimited,
  d’Arte della città                                                         Tirana (AL), Hotel Dajti
                                                                           – Up Against The Wall, curated by R. Pinto,
– Violent Paintings, Brescia, Fabio Paris Art Gallery
                                                                             Athens (G), Ileana Tounta Contemporary
2009                                                                         Art Center
– I would prefer not to, Milano, Prometeo Gallery                          – Hyperlucid, curated by D. Quaranta,
                                                                             Prague (CZ), Prague Biennale 4, Karlin Hall
2008
                                                                           – Green Platform, curated by L. Giusti,
– DEA, curated by J. Hill, Taipei (Taiwan - PRC),
                                                                             Firenze, CCCS Centro Culture Contemporanee
 Chi Wen Gallery
                                                                             La Strozzina
2007
– Concrete Island (Incompiuto Siciliano),                                  2008
 Roma, VM21artecontemporanea                                               – Pixxelpoint, International New Media Art Festival,
– Incompiuto Siciliano, New York (USA),                                     curated by D. Quaranta, Nova Gorica (SLO),
  The Italian Academy, Columbia University                                  Kulturni Dom
– The aesthetics of drugs (DEA Project),                                   – Videoreport Italia 2006_07, curated by
  Reggio Emilia, Dispari&Dispari Gallery                                     A. Bruciati, Monfalcone, GC.AC
– Night talk of the forbidden city,                                          Galleria Comunale d’Arte Contemporanea
  Shanghai (PRC), DDM Warehouse Gallery                                    – The Video Lounge, curated by Latitudes
                                                                             (Max Andrews & Mariana Cánepa Luna),
                                                                             Turin, Artissima 15, The International Fair
mostre collettive group exhibitions                                          of Contemporary Art
2010                                                                         Galleria Comunale d’Arte Contemporanea
– Ailati, curated by L. Molinari, Venezia,                                 – Manifesta 7, The European Biennial of
  Padiglione Italiano, 12th                                                  Contemporary Arts, curated by A. Budak,
  International Architecture Exhibition, Arsenale                            Trentino - South Tyrol,
– DWELLING IN TRAVEL, curated by                                             Manifattura Tabacchi Rovereto
  K. Anguelova - A. Wiarda, Plovdiv (BG),                                  – Museum in the Street, curated by Z. Badovinac
  Art Today Association                                                      nd Bojana Piškur, Ljubljana (SLO),
– 21x21, 21 Artisti per il 21° secolo, curated                               Moderna Galerija
  by F. Bonami, Torino, Fondazione Sandretto                               – Industrial Lies, curated by G. De Donà,
  Re Rebaudengo                                                              Reggio Emilia, Dispari&Dispari Gallery
– Ibrido, Genetica delle forme d’arte, curated
  by G. Di Pietrantonio - F. Garutti, Milano,                              2007
  PAC Padiglione d’Arte Contemporanea                                      – 52° International Art Exhibition, Think with the
                                                                             senses - Feel with the mind, Venice Biennial,
2009                                                                         curated by R. Storr, Venezia
– SZHKB - Shenzhen & Hong Kong Bi-city                                     – Forms of Resistance, Artists and the desire for
  Biennale of Urbanism\Architecture, curated by                              social change from 1871 to the present,
  O. Ning - B. Galilee, Shenzhen (PRC)                                       curated by M. Scotini, Eindhoven (NL),
– Symphony n°1, in collaboration with Ragnar                                 Van Abbemuseum
  Kjartansson, curated by B. Casavecchia                                   – Laws of Relativity, curated by A. Colin
  C. Corbetta, New York (USA), PERFORMA 09,                                  E. Sorokina, Guarene d’Alba (Cn),
  Performance Space 122                                                      Palazzo Re Rebaudengo
– Mnemosine – L’Atlante dell’immagini,                                     – Remote Control, curated by W. Teo - Ella Liao,
  curated by C. Boemio, Pesaro,                                              Shanghai (PRC), MoCA
  Centro Arti Visive Pescheria

                                         46      criticainarte–chi è alterazioni video
bibliografia bibliography
2010
– C. Boemio, Alterazioni video in Critica in Arte,
  exhibition catalogue, Renna, MAR Museo
  d’Arte della città
– F. Bonami, 21X21. 21 artisti per il 21° secolo,
  exhibition catalogue, Torino, Fondazione
  Sandretto Re Rebaudengo
– G. Di Pietrantonio - F. Garutti, Ibrido, Genetica
  delle forme d’arte, exhibition catalogue, Milano,
  PAC Padiglione d’Arte Contemporanea,
  Cinisello Balsamo, Silvana Editoriale

2009
– C. Boemio, MNEMOSYNE - L’ Atlante
  dell’immagini, exhibition catalogue, Pesaro,
  Centro Arti Visive ex Pescheria
– L. Giusti, Green Platform, exhibition catalogue,
  Firenze, CCCS Centro Culture Contemporanee
  La Strozzina
– F. Pietropaolo, Alterazioni Video,
  in “Art in America”, june-july
– A. Fiorillo, I monumenti allo spreco diventano
  monumenti veri, in “Il Venerdì di Repubblica”,
  august 14

2008
– F. Gallanti, Incompiuto siciliano, in “Abitare”,
  october
– A. Budak, Manifesta 7 the European Biennial of
  Contemporary Arts, exhibition catalogue,
  Trentino Alto Adige - Südtirol, Cinisello Balsamo,
  Silvana Editoriale
– D. Gianella - M.C. Piccioli, Junkbuilding, Milano,
  Triennale Bovisa

2007
– La Biennale di Venezia. 52 Esposizione
  Internazionale d’Arte. Pensa con i sensi, senti con
  la mente. Arte al presente, exhibition catalogue,
  Venezia, Marsilio

                                                        47
Nessuna parte di questo catalogo può essere riprodotta o
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                                  meccanico o altro senza l’autorizzazione scritta dei proprietari
                                  dei diritti.

                                  Il Museo d’Arte Città di Ravenna è a disposizione degli eventuali
                                  detentori di diritti che non sia stato possibile rintracciare.

                                  Questo catalogo è stampato su carta 100% naturale
                                  Revive Pure White Offset

                                                                        – finito di stampare
                                                                             nel mese di
                                                                      ottobre 2010 presso la
48   criticainarte–alterazioni video                                  Litografia Stampare srl
                                                                           di Cesena - FC
                                                                      www.stamparesrl.it
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