Coop e Greenpeace Impegno per una soluzione "Detox"

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Coop e Greenpeace
Impegno per una soluzione «Detox»

Gennaio 2013

1. La campagna Detox di Greenpeace

Greenpeace esorta tutti i produttori di capi d’abbigliamento a impegnarsi a favore di un futuro
senza sostanze tossiche e a collaborare con tutti i fornitori per impedire il rilascio nell’ambiente
di sostanze chimiche pericolose da parte dei loro prodotti risp. della loro catena di approvvi-
gionamento tessile. A tal fine dovranno:
- Definire obiettivi per il futuro: definire chiare regole per aziende e fornitori che favorisca-
  no il passaggio da sostanze chimiche tossiche a sostanze chimiche innocue nell’ambito di
  scadenzari chiari e realistici.
- Passare dalle parole ai fatti: reagire di fronte alla gravità della situazione, passando effet-
  tivamente all’azione e prendendo misure appropriate in loco. Le sostanze chimiche più
  dannose vanno trattate con priorità e bandite con effetto immediato.
- Dare un esempio di transparenza: le aziende dovranno rendere di dominio pubblico i dati
  relativi ai propri fornitori, permettere la visione della loro lista RSL (relativa a sostanze limi-
  tatamente utilizzabili) e indicare quali sono le sostanze chimiche dannose all’ambiente e al-
  la salute tuttora rilasciate dai rispettivi fornitori sul loro cammino verso una produzione puli-
  ta. Dopotutto, la luce solare è un potente disinfettante!
- Lanciare dei trend: una volta avviato l’impegno, le aziende influenti avranno anche il pote-
  re di promuovere il cambiamento nell’intero settore dell’abbigliamento sportivo e della moda
  collaborando con altre ditte.

2. L’impegno di Coop

Questo impegno vale per la pratica della protezione ambientale dell’intera azienda (del grup-
po) nonché per l’intera gamma di tessili, indumenti e calzature prodotti per le marche proprie.

2.1 Sostanze chimiche pericolose
In sintonia con il programma sostenibile nel lungo periodo di Coop, il gruppo risconosce che il
rilascio su scala industriale di qualsiasi sostanza chimica pericolosa dev’essere urgentemente
impedito. Per «qualsiasi sostanza chimica pericolosa» si intendono tutte le sostanze che pos-
siedono di per sé caratteristiche pericolose. Fra queste rientrano: sostanze persistenti (difficil-
mente degradabili) bioaccumulabili e tossiche (cosiddette sostanze PBT); sostanze molto per-
sistenti e altamente bioaccumulabili (sostanze vPvB); sostanze cancerogene, mutagene e
compromettenti la riproduzione (cosiddette sostanze CMR), fattori di disturbo ad azione endo-
crina (EDs) oppure sostanze con altre caratteristiche altrettanto preoccupanti. La relativa lista
con le sostanze chimiche pericolose che Coop intende bandire con la massima priorità com-
prende gli 11 gruppi di sostanze chimiche riassunti più sotto al capoverso 3.4. Questo elenco
si basa sulla «lista di candidati» SVCH dell’ECHA (agenzia europea per le sostanze chimiche)
(Tale lista verrà in futuro verificata regolarmente).

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2.2 Prevenzione
Coop basa la propria strategia di prevenzione su soluzioni che mirano fin dall’inizio alla rinun-
cia all’impiego di tali sostanze e non in primo luogo al rimedio o alla gestione dei rischi. In caso
contrario, le sostanze incriminate dovranno essere sostituite da sostanze chimiche innocue. In
taluni casi occorre trovare soluzioni alternative non provenienti dall’ambito della chimica, p.es.
una rivalutazione del design del prodotto o del fabbisogno di sostanze chimiche dovuto alla
funzione.

2.3 Principio della prevenzione
Coop si attiene al principio della prevenzione. Ciò significa che occorre prendere misure pre-
ventive senza aspettare fino a quando vengano presentate le prove scientifiche definitive per i
nessi causali tra una determinata sostanza (o la sua attività) e i relativi danni. Il principio si
basa sul presupposto che alcune sostanze pericolose non possano essere rese innocue
dall’ambiente naturale nel quale vengono liberate (cioè non esistano per queste sostanze pos-
sibilità d’impiego «ecologiche»/sicure o valori limite di rilascio). Per questo occorre prevenire
un danno grave o irreversibile anche se non vi è ancora una prova scientifica di tale danno. Il
principio della prevenzione viene applicato in tutti gli acquisti da parte di Coop.

2.4 Zero emissione di sostanze nocive
Coop si impegna di ridurre gradualmente a zero, entro gennaio 2020, l’emissione delle so-
stanze chimiche pericolose in questione. Le sostanze rilevanti devono essere bandite comple-
tamente dal ciclo di vita dei prodotti e da tutti i procedimenti di produzione relativi alla produ-
zione e all’utilizzo di tutti i tessili, capi d’abbigliamento e calzature prodotti per le marche prorie
Coop. Ciò include anche tutti i nostri fornitori o stabilimenti per tutte le nostre marche e azien-
de licenziatarie proprie e vale anche verticalmente fino alle loro catene d’approvvigionamento.
Per «Zero emissione di sostanze nocive» si intende l’eliminazione di tutte le emissioni in tutti i
modi possibili e immaginabili (rilascio, secrezione, calo di peso/volume ecc,) da parte dei no-
stri prodotti o della nostra catena di approvvigionamento. «Eliminazione» o «zero emissione»
equivale a «non riscontrabile allo stato attuale della tecnica». Sono unicamente accettabili i
valori di sottofondo da sempre presenti in natura.

2.5 Trasparenza per l’opinione pubblica
La trasparenza nei confronti dell’opinione pubblica (principio del diritto a sapere) è definita da
una prassi che concede ai membri della società civile l’accesso a informazioni di rilevanza
ambientale – in questo caso in particolare a informazioni sull’utilizzo e la secrezione di sostan-
ze chimiche. Queste informazioni si basano sulle quantità comunicate delle sostanze chimiche
pericolose che sono giunte nell’ambiente. Le comunicazioni devono avvenire sostanza per
sostanza, stabilimento per stabilimento, almeno una volta all’anno (p.es. tramite una piatta-
forma online).

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2.6 Cambiamento di sistema
Coop si impegna inoltre a sostenere il cambio sistemico (nel senso più ampio sociale e politi-
co) al fine di ridurre entro (al massimo) una generazione l’emissione di sostanze chimiche pe-
ricolose (in relazione alle catene di approvvigionamento e dei cicli di vita dei prodotti) a zero.
Per «una generazione» si intende in generale un arco di tempo che va dai 20 ai 25 anni. Que-
sto impegno comprende anche investimenti sostenibili che dovrebbero indurre l’industria, il
governo, la scienza e la tecnologia a compiere un cambiamento sistemico e di cambiare il
sistema nell’intero ramo in modo da raggiungere tale obiettivo.

2.7 Azione comune
La scadenza 2020 richiede anche un’azione comune dell’intero ramo nonché tanto impegno
da parte delle autorità e di altri stakeholder. Per questo motivo Coop collaborerà in questo
campo con altre aziende del settore dell’abbigliamento, con altre marche che vendiamo, con i
fornitori di stoffe, con l’industria chimica in senso più ampio, con organizzazioni non governati-
ve e con altri stakeholder, al fine di raggiungere insieme l’obiettivo.
Coop intende questo impegno come una visione a lungo termine. L’applicazione pratica dovrà
tuttavia avvenire fra breve con l’aiuto del seguente catalogo di misure specifico di Coop:

3. Il catalogo di misure di Coop

3.1 Presentazione della catena di approvvigionamento
Secondo l’impegno di Coop alla trasparenza nei confronti dell’opinione pubblica in merito alle
sostanze chimiche che trovano impiego all’interno della catena di approvvigionamento globale
e nei prodotti del gruppo, Coop prende le seguenti misure:
- A fine aprile 2013, Coop pubblicherà la propria lista RSL aggiornata (sulle sostanze utiliz-
  zabili in maniera limitata) che verrà poi aggiornata a cadenza annuale.
- Nel Rapporto di sostenibilità e sul sito web, Coop darà un resoconto sui propri sforzi per
  eliminare l’impiego di sostanze chimiche pericolose dalla catena di fornitura.
- Entro la fine del 2013, Coop approverà un nuovo standard minimo per tessili della marca
  propria Coop per i quali richiederà la rinuncia a sostanze chimiche pericolose lungo la cate-
  na nonché un programma di test coerente per l’identificazione di residui nonché un rigido
  regolamento di sanzioni nei confronti dei fornitori in caso di infrazioni.
- Coop renderà di dominio pubblico dati relativi all’emissione di sostanze chimiche pericolose
  nella propria catena di approvvigionamento comunicando il grado d’impiego di sostanze
  chimiche nei singoli stablimenti e pubblicando dati relativi alle secrezioni, che andranno resi
  pubblici gradualmente tramite un procedimento per gradi (processo di presentazione IPE).
  Verranno avviate le seguenti misure:
  - Entro fine giugno 2013 dovranno essere pubblicati i dati di almeno 5 aziende subfornitri-
     ci cinesi.
  - Entro dicembre 2013 vi si aggiungeranno almeno altre 5 aziende subformitrici cinesi (ol-
     tre alle aziende menzionate al punto i.) nonché almeno 5 altri siti in altre parte del «Sud
     del mondo» (quindi 15 stabilimenti in totale entro la fine del 2013).

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- A tal fine andrà impiegata una piattaforma (utilizzo della piattaforma dell’Institute of Pu-
     blic and Environmental Affairs (IPE) e della griglia di raccolta dati concordata con lo
     stesso istituto (oppure una griglia equivalente). La piattaforma offre piena trasparenza in
     termini di stabilimenti (quindi in termini dei sati e dei dati delle singole succursali) e copre
     come minimo le 11 sostanze chimiche pericolose che vanno eliminate per prime ai sensi
     del capoverso 3.4.).

3.2 Politica per l’eliminazione degli APEO
Abiamo riconosciuto i pericoli che risiedono in tutti gli alchilfenoletossilati (APEO), per cui rico-
nosciamo l’importanza prioritaria di una messa al bando di queste sostanze dalla nostra Sup-
ply Chain globale. Vi sono varie modalità di contaminazione della catena di approvvigiona-
mento con APEO (incluse le formule chimiche), per cui miglioreremo in collaborazione con
altre marche attive in tutto il mondo sia la formazione che gli audit della nostra Supply Chain.
Inoltre faremo in modo che anche i nostri subornitori ricevano le ultime informazioni relative
agli APEO. In tale contesto segnaleremo in particolare dove vi è il rischio che gli APEO pos-
sano intrufolarsi in maniera non documentata nelle formule chimiche dei subfornitori, contami-
nandole. Inoltre, Coop incoraggerà le altre marche che l’azienda propone a rinunciare agli
APEO in tempi brevi.
Oltre a queste misure, Coop sosterrà la messa al bando degli APEO mediante le seguenti
azioni:
- Avvio di un’inchiesta che determini se i relativi requisiti vengano attualmente rispettati
  e pubblicazione di un rapporto sui risultati. Al tempo stesso, le formule nei nostri contratti
  di fornitura andranno rielaborate (entro il 2013) in modo tale che vengano utilizzate al 100%
  solo formule chimiche prive di APEO.
- Collaborazione con la nostra Supply Chain e altre aziende leader mondiali del settore al
  fine di garantire che i valori limite più bassi nei nostri programmi di test rispecchino anche i
  valori limite tecnologici più comuni.

3.3 Politica per l’eliminazione dei idrocarburi perfluorati (PFC)
In sintonia con il principio di prevenzione e in base al potenziale pericolo insito in tutti i PFC,
Coop si impegna con effetto immediato a non acquistare più idrocarburi perfluorati per i pro-
dotti di marca propria Coop. Inoltre, Coop incoraggerà le altre marche che l’azienda propone
a rinunciare a loro volta ai PFC in tempi brevi. La messa al bando dell’impiego di qualsiasi tipo
di PFC nei prodotti da noi acquistati/venduti viene sostenuta dalle seguenti misure:
- Una verifica della totalità dei prodotti da noi acquistati/venduti entro il 1° aprile 2013 al fine
  di garantire la totale assenza di PFC nei nostri prodotti.
- Implementazione di un sistema che garantisca che tutti i PFC siano totalmente scomparsi
  dalla nostra catena di approvvigionamento.
- Collaborazione a livello di partnership con la nostra catena approvvigionamento e altre
  aziende leader mondiali del settore con l’obiettivo di accelerare il passaggio a tecnologie
  prive di PFC.

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3.4 Obiettivi da perseguire per altre sostanze chimiche pericolose
Coop si impegna a verificare regolarmente, almeno ogni 12 mesi, i dati scientifici relativi alle
sostanze chimiche impiegate nell’industria tessile e dell’abbigliamento, al fine di limitare o im-
pedire l’impiego di ulteriori sostanze chimiche qualora vi siano nuove conoscenze circa i loro
effetti.
Per questo riconosciamo la necessità di provare e comunicare all’opinione pubblica che ab-
biamo bandito dal nostro assortimento gli 11 gruppi di sostanze chimiche pericolose ritenuti
prioritari. Inoltre abbiamo fissato chiare tappe intermedie nell’ambito della rinuncia a ulteriori
sostanze chimiche. Fra gli 11 gruppi di sostanze chimiche prioritarie figurano: 1. Alchilfenoli 2.
Ftalati 3. Sostanze a effetto ignifugo bromate o clorate 4. Coloranti azoici 5. Composti orga-
nici di stagno 6. Sostanze chimiche perfluorate 7. Clorobenzeni 8. Solventi contenenti cloro
9. Clorofenoli 10. Paraffine clorate a catena corta 11. Metalli pesanti quali cadmio, piombo,
mercurio e cromo (VI). Inoltre, nell’ambito della totale eliminazione di queste sostanze entro il
1° gennaio 2020, verrà avviata l’introduzione di sostanze chimiche innocue entro il 2015.
Vogliamo inoltre fare in modo che i nostri sforzi avvengano nell’ambito di una strategia che
inglobi l’intero settore. Solo in questo modo potremo garantire che simili sostanze chimiche
vengano impiegate nei nostri prodotti in maniera responsabile e in sintonia con gli impegni di
cui sopra, specialmente nell’ottica di un approccio della pericolsoità inerente. Pertanto Coop si
impegna a collaborare all’ulteriore registrazione dell’inventario chimico del settore nonché alla
compilazione di una lista nera di sostanze pericolose, basandosi su una metodica di screening
che tenga conto della pericolosità inerente delle sostanze.
Le singole misure di cui sopra vengono verificate e valutate da Coop a intervalli regolari, al-
meno una volta all’anno.

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