Definizione della struttura del database necessario per organizzare i dati raccolti - MEDOCC

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              Università degli Studi di Palermo
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                                                  Capitolo 6
Definizione della struttura del database necessario per
                             organizzare i dati raccolti

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6.1     Struttura del Database
     Le considerazioni metodologiche sviluppate nei capitoli precedenti hanno
evidenziato come in tutte le fasi di monitoraggio atmosferico sia necessario
disporre di una notevole mole di dati di natura acustica, territoriale, urbanistica,
meteorologica, ecc., indispensabili per poter analizzare i molteplici fenomeni da
analizzare. Poiché l'estensione delle aree oggetto di studio è notevole, la ge-
stione di tali dati richiede la realizzazione di archivi strutturati, gestibili con
strumenti informatici, ed interfacciabili con supporti di tipo cartografico.
     Le conseguenze di decisioni che riguardano importanti progetti, in particolare
progetti pubblici quali le infrastrutture di trasporto, dipendono fortemente dalle ca-
ratteristiche ambientali, sociali ed economiche dell'area interessata dal progetto. È
pertanto necessario organizzare, gestire e rappresentare convenientemente le infor-
mazioni spaziali ai fini di poter effettuare un'analisi territoriale e di renderla comuni-
cabile.
     E' quindi importante realizzare un archivio strutturato di informazioni, ossia
un database, riferite al territorio in esame, mediante cartografie di scala oppor-
tuna e contenenti i risultati dei rilevamenti in campo. Il complesso delle infor-
mazioni così organizzato è comunemente indicato con il termine sistema infor-
mativo territoriale.
     Una metodologia molto usata per strutturare un tale sistema informativo con-
siste nel discretizzare il territorio in cellule elementari, a cui siano associabili i
dati di interesse per lo studio. Questo sistema, accurato nell'attribuzione territo-
riale dell'informazione, può essere criticato per la difficile rappresentazione gra-
fica. Ad esempio un dato puntuale viene individuato come presenza o assenza
nell'ambito di una cella, ma è raramente situabile all'interno di essa.

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     Il livello di definizione spaziale è evidentemente funzione della tipologia
d'opera e del subsistema da monitorare. Ad esempio, l'impostazione di una cam-
pagna di monitoraggio acustico richiede preferibilmente uno sviluppo su carte a
scala 1:1000. Analoghe considerazioni sulla scala della rappresentazione si appli-
cano all'uso dei modelli di calcolo per la previsione degli impatti, che richiede la
conoscenza di informazioni sulla conformazione orografica del territorio, sul tipo
di copertura del suolo, sulle caratteristiche del tessuto edificato e sull'andamento
plani-altimetrico del tracciato.
     Nella redazione dello studio è opportuno disporre della seguente documenta-
zione:
  - mappe topografiche, tipicamente ottenute con rilevamento aerofotogramme-
      trico;
  - carte generali dell'utilizzo del territorio che mostrino le localizzazioni
      residenziali, commerciali e industriali, gli edifici pubblici (scuole, ospedali,
      chiese, ecc.), le aree a verde pubblico, ecc.; queste mappe sono in genere
      disponibili presso gli uffici urbanistici regionali, provinciali, o comunali;
  - mappe che illustrino le infrastrutture di trasporto di superficie, in particolare
      le strade, autostrade e ferrovie di accesso al porto;
  - informazioni sulla densità di popolazione, desumibili ad esempio dal censi-
      mento.
      Le informazioni utilizzate in questa fase dello studio, organizzate nel data-
base per il trattamento statistico dei dati, possono essere desunte dagli elaborati
già esistenti, dai fotopiani in scala 1:10000, dai Piani Regolatori Generali, dal
progetto esecutivo e dai fotopiani in scala 1:1000.
      Il Sistema Informativo Geografico (GIS) proposto deve essere in grado di
trattare sia la parte geografica che la parte descrittiva dei dati territoriali attra-
verso particolari procedure di gestione delle basi di dati (DBMS) che permettano
l'integrazione fra attività di pianificazione territoriale ed attività di verifica e di
valutazione ambientale vere e proprie. Il Sistema dovrà essere strutturato in
moduli, in grado di gestire uno spettro amplissimo di applicazioni specifi-
che per i temi trattati.
      La gestione del database prevede, oltre le funzioni di acquisizione, di di-
gitalizzazione ed "editing" dei dati, la sovrapposizione topologica di informa-
zioni geografiche diverse e di elaborazione per ottenere indici e sintesi ambien-
tali estremamente utili per le valutazioni d'impatto. A queste si aggiungono le
funzioni di presentazione dei risultati che consentiranno la produzione di elabo-
rati grafici.
      I dati andranno organizzati secondo una struttura ad alberi e matrici. Dovrà
essere possibile personalizzare la lettura del territorio, in base al calcolo e la rap-
presentazione cartografica di dati, indici, selezioni, aggregazioni.
      Il sistema informativo territoriale deve essere capace, come uno zoom, di
restringere l'area in esame sempre più, man mano che si procede lungo l'iter pro-
gettuale, aumentando il livello di dettaglio. Il sistema informativo è strettamente
collegato al database, in quanto durante il suo funzionamento esegue diverse ope-
razioni sui dati, quali:

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      -   scrittura e lettura dei dati;
      -   modifica dei dati;
      -   ricerca;
      -   compattamento;
      -   concatenazione.
       Spesso conviene realizzare un archivio con diverse modalità operative (query) in
funzione del tipo di ricerca che s'intende effettuare, in modo tale che l'utente ottenga
una risposta più rapida ottimizzando la ricerca e scegliendo l'archivio più appropriato
alle proprie esigenze. Le tecniche di rappresentazione costituiscono la base per effet-
tuare l'interpretazione dei dati e le simulazioni.
       Gli indicatori scelti per questa fase di studio sono raggruppabili nei 5 seguenti
comparti:
      -   le caratteristiche morfologiche del terreno, la copertura del suolo e la pre-
          senza di ostacoli che, come già detto, influiscono sulla propagazione del
          suono e sulla diffusione di sostanze in atmosfera;
      -   la distribuzione degli edifici e la densità di popolazione che influiscono
          sulla zonizzazione acustica e sul limite di esposizione al rumore;
      -   la distribuzione delle sorgenti di inquinanti atmosferici con le quantità di
          elementi chimici diffusi in atmosfera;
      -   le sorgenti di rumore, stazionarie e mobili, presenti nel territorio che influi-
          scono sui valori d'immissione sonora;
      -   composizione chimica e biologica dei campioni d'acqua prelevati riferiti al
          luogo di prelievo;
    Il database comprende, per ciascuna zona di studio, le informazioni strutturate nel
modo seguente:
      -   ostacoli (edifici, cavalcavia);
      -   numero di edifici residenziali interni alle fasce di estensione 0÷50, 50÷100,
          100÷250 m rispetto alla linea di delimitazione del porto;
      -   volume lordo degli edifici residenziali presenti entro le fasce di astenzione
          suddette;
      -   sorgenti stazionarie (attività industriali, artigianali, commerciali, turismo e
          attività ricreative, parcheggi, altre);
      -   sorgenti mobili (navi, viabilità urbana, strade locali);
      -   appartenenza delle aree acusticamente omogenee interne a ciascuna zona
          progressiva ad una delle classi previste dal Decreto del 14.11.1997, sulla
          base di criteri di zonizzazione indicati dallo stesso Decreto.
      Gli indicatori scelti per individuare il grado di antropizzazione delle zone
oggetto di studio sono costituiti dal numero di edifici residenziali presenti e dal vo-
lume lordo edificato relativo a edifici residenziali.
      Per una determinazione ambientale completa è necessario, inoltre, rilevare i para-
metri meteorologici che possono produrre significative alterazioni nella propagazione del
suono, ossia:

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      -       la temperatura dell'aria (°C);
      -       l'umidità relativa (%);
      -       la velocità e la direzione del vento (m/s);
      -       il gradiente verticale di temperatura (°C/m).

6.2           Organizzazione dei dati e della cartografia
      Il primo passo da effettuare è un'analisi preliminare dell'area nel suo complesso
e dei dati disponibili, che definisca una gerarchia territoriale e una gerarchia dei dati.
      La definizione di una gerarchia territoriale richiede di individuare le aree mi-
nime, le più piccole unità di territorio che l'utente ha bisogno di considerare per la
valutazione in esame. Per definire le aree minime si esaminano, sovrapponendoli, sia
i confini amministrativi che quelli definiti da mappe tematiche, e si considera la scala
dei dati e degli obiettivi della valutazione, arrivando a definire aree minime di
dimensioni anche diverse tra loro.
L'analisi preliminare dei dati ha come scopo la scelta dei dati che si vogliono consi-
derare. Di fatto, possono essere disponibili molti dati, ma non sempre completi,
omogenei, chiari: risulta indispensabile selezionare quelli che sono sia utilizzabili
che d'interesse nel caso in esame. I dati vengono quindi organizzati gerarchicamente,
individuando i settori di analisi e i loro attributi. Per esempio il settore qualità dell'a-
ria può essere suddiviso in micro- e macro-inquinanti, con, rispettivamente, Pb, As,
Composti Organici Volatili, e SO2, NO2, polveri ecc..
      È importante prevedere che i dati possano risiedere anche al di fuori della banca
dati, in altre banche dati autonome. Il collegamento al GIS deve essere bidirezionale,
consentendo sia l'importazione (dal GIS alla banca dati) di una struttura territoriale,
sia l'esportazione (dalla banca dati al GIS) di dati e risultati per dar loro una rap-
presentazione geografica.
      Tra la caratteristiche generali che la banca dati dovrà avere si segnalano, ai
fini di una comunicazione efficace:
          -     la facilità d'uso,
          -     il mantenimento della struttura gerarchica dei dati,
          -     la possibilità di documentare i passi dell'analisi e le fonti dei dati, in
                modo da garantire la trasparenza,
          -     la ripetibilità, ossia la possibilità di ripetere facilmente l'analisi se qual-
                che dato o qualche operazione vengono cambiate.
      Le informazioni raccolte, catalogate e georeferenziate, possono essere
messe a disposizione di operatori del settore mediate la consultazione di un sito
web all'uopo realizzato.
      Nel sito WEB potrebbero essere rese disponibili, oltre che le informazioni
relative ai soggetti della rete e al ruolo che essi svolgono nella gestione e nello
sviluppo del Sistema, tre tipologie di informazioni di carattere ambientale: meta-
dati, dati di sintesi sullo stato, dati analitici (banche dati).
      I metadati forniscono informazioni relative ai riferimenti, alle caratteristi-
che, all'ubicazione e alla disponibilità dei dati ambientali veri e propri, in modo

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sintetico e facilmente consultabile. I dati di sintesi sullo stato rappresentati essen-
zialmente da indicatori e indici (opportune aggregazioni di dati elementari).
      L'utilizzo di indicatori, soprattutto di natura statistica, è in generale la rispo-
sta all'esigenza di alimentare la base conoscitiva con elementi caratterizzati da
elevato contenuto informativo.
      Tali elementi conoscitivi sono stati organizzati in modo da stabilire un rac-
cordo sistematico e ciclico tra descrizione degli stati (di qualità delle matrici am-
bientali) e quella degli eventi e fattori che su di essi incidono (sia in funzione tur-
bativa, sia riparatrice).
      I dati analitici sono costituiti principalmente da banche dati con i contenuti
già descritti.

6.3      Progetto S.I.T. per la Sicilia
       L'Assessorato Territorio ed Ambiente della Regione Siciliana, riconoscendo
che la informazione territoriale è alla base del governo del territorio, ha da tempo
implementato e aggiornato il Sistema Informatico Territoriale Regionale (SITR),
il cui scopo è tenere aggiornati e di rendere disponibili informazioni geografiche
pertinenti, per la formulazione, l'attuazione, il monitoraggio e la valutazione delle
scelte di politica regionale nei diversi tematismi presenti nel SITR.
       Il monitoraggio del territorio comprende anche la componente Ambiente e
all'interno di questa, la conoscenza delle attività connesse al settore dei trasporti
che contribuiscono al degrado ambientale del territorio.
       Da qui la proposta della costituzione, con la collaborazione del Dipartimento
Regionale Trasporti dell'Assessorato Turismo, Comunicazioni e Trasporti, di una
"Componente Trasporti e Mobilità" in seno al SITR regionale esistente.
       Gli scopi della Componente sono diversi:
-     certificare gli strati informativi relativi alle infrastrutture di trasporto;
-     contribuire alla definizione dei modelli concettuali per la gestione e
      l’aggiornamento dei dati e curare l’implimentazione delle informazioni, me-
      diante l’acquisizione di banche-dati disponibili presso Enti (Regioni, Comuni,
      ANAS, Ferrovie dello Stato, Aziende di trasporto pubblico) e la promozione
      di specifiche campagne di indagine. Inoltre la Componente ha la funzione di
      fornire un supporto conoscitivo alle decisioni programmatorie e gestionali in
      materia di servizi ed infrastrutture di trasporto;
-     monitorare la programmazione e la realizzazione di opere e di interventi infra-
      strutturali di interesse regionale o sovraregionale;
-     fornire un servizio informativo, distribuendo dati relativi alla domanda ed
      all’offerta di trasporto nell’ambito regionale ed elaborando rappresentazioni
      cartografiche inerenti a tematismi di settore.

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    La struttura della base dati della Componente dovrà essere articolata in:
1. dati relativi alla domanda di trasporto, che comprendono:
    -   le origini e le destinazioni degli spostamenti, sistematici e non, delle per-
        sone, ricavabili oltre che dalle fonti statistiche ufficiali anche
        dall’applicazione di modelli per l’individuazione dei generatori ed attrat-
        tori di mobilità;
    -   la frequentazione dei differenti sistemi di trasporto;
    -   il traffico veicolare;
    -   la movimentazione delle merci;
2. dati relativi all’offerta di trasporto:
    -   le caratteristiche geometrico-funzionali delle infrastrutture e delle reti di
        trasporto di interesse regionale;
    -   i percorsi e le frequenze dei servizi di trasporto pubblico (ferrovie, autoli-
        nee e navigazione).
    La caratteristica principale dell'attività proposta è quella di essere di tipo
dinamico e multifunzionale, grazie alle possibilità offerte dalle tecnologie delle
telecomunicazioni e dall'utilizzo di soluzioni informatiche in grado di fornire dati
di qualsivoglia natura in tempo reale, direttamente o indirettamente correlati agli
impatti ambientali.
    La realizzazione dell'intero sistema permetterà alla Regione di acquisire, ge-
stire ed utilizzare per le future attività di pianificazione, un insieme di dati utili
alla valorizzazione delle potenzialità territoriali sotto l'aspetto sia produttivo che
di salvaguardia dell'ambiente, con speciale riferimento ai problemi delle aree a ri-
schio presenti nell'isola.
    In tal senso l'intervento promuove l'integrazione a livello regionale delle
azioni già in atto in Sicilia, i cui flussi informativi possono costituire una base
conoscitiva parallele da collocare, tramite le risorse comuni del sistema, in un
unico momento applicativo e razionale.
    Più in dettaglio, dalla realizzazione del Sistema Informativo si otterranno i
seguenti risultati:
•   facile reperimento e consultazione di tutti i dati acquisiti nel tempo dalle reti
    di monitoraggio e dalle rilevazioni censuarie; questi dati saranno disponibili
    sia in forma elementare che sintetizzati tramite funzioni statistiche;
•   disponibilità, in qualsiasi momento, di un quadro complessivo, esauriente e di
    facile consultazione della situazione ambientale presente e passata e delle sue
    tendenze evolutive;
•   possibilità di simulare particolari situazioni ambientali per poterne verificare i
    probabili impatti;
•   possibilità di interscambio dei dati, opportunamente sintetizzati, con i Mini-
    steri competenti e vari enti locali tramite collegamenti in rete;
•   possibilità di accesso a banche dati esterne per l'integrazione dei dati disponi-
    bili;

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•   diffusione verso il pubblico dei dati disponibili, opportunamente elaborati a
    seconda dei differenti livelli di specializzazione dell'utenza, tramite una inter-
    faccia di facile usabilità;
•   afferimento di tutte le reti regionali di interesse ambientale al Sistema
    Informativo Regionale Ambientale
    Il primo step di realizzazione della Componente Trasporti e mobilità potrebbe
riguardare proprio il trasporto marittimo sul quale, in seno ai progetti PORT NET
MED PLUS e REPORTS, la Regione sta raccogliendo ed organizzando una im-
portante banca dati aggiornata.
In particolare, già adesso, sono immediatamente implementabili tematismi circa:
l’offerta di trasporto via mare (rotte, compagnie di navigazione esercenti, fre-
quenze dei servizi offerti, tipologie di navi utilizzate, ecc),
le caratteristiche delle strutture portuali a servizio di passeggeri e merci, con rife-
rimento anche alla security ed alla safety,
la presenza ed i flussi di merci movimentate dalle strutture retroportuali (centri
intermodali, autoporti ,ecc),

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Capitolo 6............................................................................................................ 181
Definizione della struttura del database necessario per organizzare i dati raccolti
............................................................................................................................. 181
    6.1         Struttura del Database ............................................................................. 0
    6.2         Organizzazione dei dati e della cartografia......................................... 184
    6.3         Progetto S.I.T. per la Sicilia ................................................................ 184

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