WEBINAR "ETICHETTA AMBIENTALE PRODOTTI VITIVINICOLI" - 28 ottobre 2021 - Confagricoltura Asti
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Il programma
Introduzione ai lavori
Federico Castellucci, Presidente FNP vitivinicola
Sessione I: Il quadro normativo sull’etichettatura ambientale
Gloria Chiappini, Area Sviluppo Sostenibile ed Innovazione
Sessione II: Domande e risposte
Gloria Chiappini e Palma Esposito
Sessione III: L’etichetta nutrizionale del vino
Palma Esposito, Area Politiche Europee e Internazionali, Competitività,
Centro Studi
2Sessione I: Il quadro normativo sull’etichettatura
ambientale
Gloria Chiappini – Area Sviluppo Sostenibile e InnovazioneArgomenti trattati
La normativa europea e nazionale in materia di etichettatura ambientale degli imballaggi:
- Articolo 8 - Direttiva 94/62/Ce sui rifiuti di imballaggio e nella Decisione 97/129/CE
- Articolo 219, comma 5 del DLgs 152/2006 (TUA) come modificato dal D.Lgs. N.116/2020
La nota del Mite prot. 52445 del 17 maggio 2021
https://www.mite.gov.it/sites/default/files/archivio/allegati/rifiuti/2021_17mag_nota_etiche
tta_imballaggi.pdf
Il lavoro svolto da CONAI sul tema dell’etichettatura ambientale
https://www.etichetta-conai.com/
con particolare riferimento a:
• Linea guida all’etichettatura ambientale obbligatoria
• FAQ
• Video
4La normativa europea e nazionale in materia di etichettatura ambientale
Articolo 8 Marcatura e sistema di identificazione Articolo 219 comma 5, in grassetto le modifiche apportate dal D.lgs. n.
Testo vigente 116/2020
Direttiva 94/62/CE
1. Il Consiglio, conformemente alle condizioni previste dal trattato, decide 5. Tutti gli imballaggi devono essere opportunamente etichettati secondo le
non oltre due anni dall'entrata in vigore della presente direttiva in merito modalità stabilite con decreto dalle norme tecniche UNI applicabili e in
alla marcatura degli imballaggi. conformità alle determinazioni adottate dalla Commissione dell'Unione
europea, per facilitare la raccolta, il riutilizzo, il recupero ed il riciclaggio degli
2. Per facilitare la raccolta, il reimpiego e il recupero, compreso il imballaggi, nonché per dare una corretta informazione ai consumatori sulle
riciclaggio, l'imballaggio deve indicare, ai fini della sua identificazione e destinazioni finali degli imballaggi. Il predetto decreto dovrà altresì prescrivere
classificazione da parte dell'industria interessata, la natura del materiale/ l’obbligo di indicare, ai fini della identificazione e classificazione
dei materiali di imballaggio utilizzato/i, sulla base della decisione dell’imballaggio da parte dell’industria interessata, la natura dei materiali di
97/129/CE della Commissione (1). imballaggio utilizzati sulla base della decisione 97/1129/Ce.
▼B 3. Gli imballaggi devono essere muniti dell'opportuna marcatura I produttori hanno, altresì, l'obbligo di indicare, ai fini della identificazione e
apposta sull'imballaggio stesso o sull'etichetta e deve essere chiaramente classificazione dell'imballaggio, la natura dei materiali di imballaggio
visibile e di facile lettura. La marcatura deve essere duratura e permanere utilizzati, sulla base della decisione 97/129/CE della Commissione.
anche all'apertura dell'imballaggio.
➢ Pur essendo un obbligo europeo, la sua obbligatorietà non è stata ancora armonizzata
rispetto alla tipologia di informazioni da fornire;
➢ l’obbligo europeo prevede solo l’indicazione della natura del materiale di imballaggio
secondo la decisione europea;
➢ Il recepimento italiano prevede un comma composto da 2 periodi diversi.
5Le tempistiche, la norma salva scorte e le sanzioni
Il comma 5 dell’articolo 219 contiene due tipi di adempimenti:
• Le modifiche apportate dal. D.lgs. 116/2020 sono entrate in vigore il 26 settembre
2020
Sulla sospensione dell'applicazione del presente comma sono intervenuti:
• l’ art. 15, comma 6, D.L. 31 dicembre 2020, n. 183, convertito, con modificazioni,
dalla L. 26 febbraio 2021, n. 21 (Decreto Milleproroghe 2021 che ha sospeso solo il
primo periodo al 31 dicembre 2021)
• l’ art. 39, comma 1-ter, D.L. 22 marzo 2021, n. 41, convertito, con modificazioni,
dalla L. 21 maggio 2021, n. 69. (Decreto Sostegni che dal 22 MAGGIO 2021 ha
uniformato la sospensione di entrambi i periodi del c. 5 al 31 dicembre 2021 e
introdotto la norma Salva scorte)
6. Fino al 31 dicembre 2021 è sospesa l'applicazione dell'articolo 219, comma 5, del decreto legislativo 3
aprile 2006, n. 152. I prodotti (= imballaggi*) privi dei requisiti ivi prescritti e già immessi in commercio o
etichettati al 1° gennaio 2022 possono essere commercializzati fino ad esaurimento delle scorte.
* CHIARIMENTO DEL MITE AL MOMENTO SOLO A LIVELLO INFORMALE
SANZIONE (secondo periodo comma 3 art. 261 TUA) : “a chiunque immette sul mercato interno imballaggi
privi dei requisiti di cui all’articolo 219, comma 5 del TUA” sia applicata “la sanzione amministrativa
pecuniaria da 1.500 e 40.000 euro”.
AC 291 – Recepimento Direttiva SUP – la sanzione amministrativa pecuniaria da 1000 a 10.000 € 6ETICHETTATURA AMBIENTALE: c. 5 art 219 del TUA
PRIMO PERIODO
Tutti gli imballaggi devono essere opportunamente etichettati secondo le modalità stabilite dalle
norme tecniche UNI applicabili e in conformità alle determinazioni adottate dalla Commissione
dell'Unione europea, per facilitare la raccolta, il riutilizzo, il recupero ed il riciclaggio degli
imballaggi, nonché per dare una corretta informazione ai consumatori sulle destinazioni finali
degli imballaggi.
MITE:
l’obbligo di etichettatura ricade anche sugli utilizzatori di imballaggi in quanto le
informazioni previste per una corretta etichettatura degli imballaggi sono molto spesso
condivise tra il produttore e l’utilizzatore dell’imballaggio stesso, in ragione del suo effettivo
utilizzo (es. grafica contenuti, forma, layout da stampare o riprodurre sul packaging). Tale
modus operandi viene disciplinato attraverso accordi commerciali e contrattuali che ne
definiscono le responsabilità e gli oneri ricadenti sugli stessi in maniera condivisa.
CONAI:
• Si applica a tutti gli imballaggi destinati al consumatore finale (B2C)
• Sono esclusi gli imballaggi destinati agli usi professionali (B2B)
• Vi è libertà di scegliere i modi e la forma per etichettare basta assicurare l’obiettivo
informativo
• Il richiamo alle norme UNI è generico e a carattere volontario
• Il richiamo alle determinazioni adottate dall’Unione europea al momento è solo la
Decisione 1997/129/CE
• Il richiamo alle informazioni sulle destinazioni finali degli imballaggi sono quelle che
comunicano il corretto conferimento dell’imballaggio a fine vita (es. Raccolta differenziata.
Verifica le disposizioni del tuo Comune) 7ETICHETTATURA AMBIENTALE: c. 5 art 219 del TUA
SECONDO PERIODO
I produttori hanno, altresì, l'obbligo di indicare, ai fini della identificazione e
classificazione dell'imballaggio, la natura dei materiali di imballaggio utilizzati, sulla
base della decisione 97/129/CE della Commissione
MITE:
spetta ai produttori di imballaggi identificare correttamente il materiale di
imballaggio in funzione della codifica alfa numerica prevista dalla Decisione
97/129/Ce, avendo contezza dell’effettiva composizione dell’imballaggio, sia
esso finito che semilavorato, e garantire una informazione completa e idonea a
favore di tutti i soggetti della filiera;
CONAI:
• Si applica a tutti gli imballaggi (primari, secondari e terziari) immessi al
consumo in Italia (B2B e B2C)
• Solo relativamente all’apposizione dei codici di identificazione del materiale
sulla base della decisione 97/129/CE, l’obbligo è espressamente in capo ai
produttori.
• Qualora la decisione 1997/129/CE non preveda specifiche identificazioni di
polimeri plastici nella composizione dell’imballaggio, si può volontariamente
ricorrere alle norme UNI 8Alla luce della normativa e del lavoro di CONAI emerge che…
Va fatta una prima analisi interna con la suddivisione degli imballaggi utilizzati in ordine a:
1. Tipologia di imballaggio (corpo principale dell’imballaggio, componenti: etichetta, tappo,
fascetta, ecc.)
2. Materiale (acciaio, vetro, plastica, plastica compostabile, carta, legno)
3. Destinazione d’uso dei prodotti immessi al consumo (se mercato estero o italiano)
4. Destinazione d’uso degli imballaggi in base al loro uso (B2B o B2C)
9COSA E’ UN IMBALLAGGIO
ART. 218 TUA (Definizioni)
imballaggio: il prodotto, composto di materiali di qualsiasi natura, adibito a contenere determinate merci, dalle materie
prime ai prodotti finiti, a proteggerle, a consentire la loro manipolazione e la loro consegna dal produttore al consumatore o
all'utilizzatore, ad assicurare la loro presentazione, nonché gli articoli a perdere usati allo stesso scopo
imballaggio per la vendita o imballaggio primario: imballaggio concepito in modo da costituire, nel punto di vendita,
un'unità di vendita per l'utente finale o per il consumatore
imballaggio multiplo o imballaggio secondario: imballaggio concepito in modo da costituire, nel punto di vendita, il
raggruppamento di un certo numero di unità di vendita, indipendentemente dal fatto che sia venduto come tale all'utente
finale o al consumatore, o che serva soltanto a facilitare il rifornimento degli scaffali nel punto di vendita. Esso può essere
rimosso dal prodotto senza alterarne le caratteristiche
imballaggio per il trasporto o imballaggio terziario: imballaggio concepito in modo da facilitare la manipolazione ed il
trasporto di merci, dalle materie prime ai prodotti finiti, di un certo numero di unità di vendita oppure di imballaggi multipli
per evitare la loro manipolazione ed i danni connessi al trasporto, esclusi i container per i trasporti stradali, ferroviari
marittimi ed aerei
11COSA E’ UN IMBALLAGGIO
Guida CONAI
https://www.conai.org/wp-content/uploads/2020/07/Conai-Liste-Imballaggi-3.pdf
12COSA E’ UN IMBALLAGGIO
Guida CONAI
13COSA E’ UN IMBALLAGGIO
Guida CONAI
1415
COSA E’ UN IMBALLAGGIO
Guida CONAI
16Materiale di imballaggio e sua codifica
17Decisione 1997/129/CE del 28 gennaio 1997
La codifica degli Imballaggi
Si compone di 4 articoli e 7 allegati:
• istituisce la numerazione e le abbreviazioni su cui si basa il sistema di identificazione che
descrive la natura del o dei materiali di imballaggio utilizzati, e specifica quali materiali sono
soggetti a tale sistema di identificazione.
• precisa la definizione di imballaggio « composto»: l'imballaggio costituito da materiali
diversi che non è possibile separare manualmente, ognuno dei quali non superi una
determinata percentuale del peso dell'imballaggio, che verrà stabilita, in conformità con la
procedura di cui all'articolo 21 della direttiva 94/62/CE. Potenziali deroghe per alcuni
materiali possono essere stabilite in base alla stessa procedura.
• Introduce negli allegati la numerazione e le abbreviazioni del sistema di identificazione per
ciascun materiale di imballaggio, precisando che il loro uso sarà volontario fino a che non
viene attivata una procedura ad hoc da parte della Commissione europea.
ALLEGATO I per la plastica ALLEGATO IV per il legno
ALLEGATO II per la carta e cartone ALLEGATO V per i materiali tessili
ALLEGATO III per i metalli ALLEGATO VI per il vetro
ALLEGATO VII per i composti
18Decisione 1997/129/CE del 28 gennaio 1997
La codifica degli Imballaggi
19Decisione 1997/129/CE del 28 gennaio 1997
La codifica degli Imballaggi
20Norme UNI applicabili
Secondo le linee Guida CONAI sono facoltative e sono:
21Destinazione d’uso dei prodotti immessi al consumo (se mercato estero o italiano):
IMBALLAGGI E PRODOTTI IMBALLATI DESTINATI ALL’ESPORTAZIONE
22Imballaggi e prodotti imballati destinati all’esportazione
Secondo il Mite
Con riferimento agli imballaggi destinati all’esportazione, la nota ministeriale li esclude
dall’obbligo di etichettatura, in quanto gli obblighi di cui al comma 5 articolo 219 del TUA
si riferiscono solo a imballaggi immessi al consumo nel territorio nazionale, prodotti,
riempiti e importati nel territorio nazionale.
La motivazione risiede nel fatto che, sebbene sia un obbligo europeo, la sua obbligatorietà
non è stata ancora armonizzata rispetto alla tipologia di informazioni da fornire, pertanto in
attesa di un coordinamento con la normativa europea gli imballaggi destinati a Paesi terzi, in
tutta la logistica pre-export, dovranno essere accompagnati da idonea documentazione
che ne attesti la destinazione, oppure da documenti di trasporto e/o schede tecniche che
riportino le informazioni di composizione.
23Destinazione d’uso dei prodotti immessi al consumo (se mercato estero o italiano):
IMBALLAGGI IMMESSI AL CONSUMO NEL TERRITORIO NAZIONALE, PRODOTTI, RIEMPITI O
IMPORTATI NEL TERRITORIO NAZIONALE
24CASO: Imballaggi immessi al consumo nel territorio nazionale, prodotti, riempiti o importati
nel territorio nazionale
In questo caso si possono verificare 3 situazioni:
1. Gli imballaggi importati
2. Gli imballaggi destinati al B2B
3. Gli imballaggi destinati al B2C
Secondo CONAI:
Canale B2B: imballaggi che tal quali o sotto forma di prodotti preconfezionati sono ceduti al
professionista (persona fisica o giuridica che agisce nell’esercizio della propria attività
imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale, ovvero un suo intermediario)
Canale B2C: imballaggi che tal quali o sotto forma di prodotti preconfezionati sono ceduti in
vendita o anche a titolo gratuito al consumatore (persona fisica che agisce per scopi estranei
all’attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale eventualmente svolta)
25Gli imballaggi importati
Ai fini della Guida CONAI l’importazione ai fini della gestione ambientale degli imballaggi
equivale alla produzione di imballaggi a meno che l’impresa estera che non ha obblighi diretti
non intenda in via facoltativa sostituirsi ai clienti italiani negli adempimenti previsti dalle
disposizioni consortili nominando un rappresentante fiscale ai sensi dell’art. 17 del Dpr 633/72
(disciplina dell’IVA).
Quindi l’importatore di imballaggi è considerato come produttore di imballaggi per cui ha
l’obbligo di :
identificare correttamente il materiale di imballaggio in
funzione della codifica alfa numerica prevista dalla Decisione
97/129/Ce, avendo contezza dell’effettiva composizione
dell’imballaggio, sia esso finito che semilavorato, e garantire
una informazione completa e idonea a favore di tutti i
soggetti della filiera
26Gli imballaggi destinati al B2B
Mite:
nel caso imballi per il trasporto o imballaggio terziario (film per pallettizzazione, pallet,
scatole o interfalde in cartone ondulato) si considera ottemperato l’obbligo di identificazione
del materiale di composizione dell’imballaggio, anche nel caso il produttore di imballaggi
inserisca tali informazioni sui documenti di trasporto che accompagnano la merce, o su altri
supporti esterni, anche digitali.
CONAI:
Gli imballaggi destinati al B2B, ad esempio gli imballaggi destinati ai professionisti, o gli
imballaggi da trasporto o legati alle attività logistiche o di esposizione, dalla nostra lettura del
testo di legge, possono non presentare le informazioni relative alla destinazione finale degli
imballaggi, ma devono obbligatoriamente riportare la codifica dei materiali di composizione
in conformità alla Decisione 129/97/CE.
Tutte le altre informazioni restano, tuttavia, volontariamente applicabili.
27Gli imballaggi destinati al B2C (linee guida CONAI) Per gli imballaggi costituiti da più componenti è necessario fornire informazioni legate all’etichettatura ambientale per ogni componente separabile manualmente del sistema di imballo, preferibilmente su ogni componente. Laddove non sia possibile la codifica su ogni componente per motivi di spazio o per altri motivi tecnologicamente significativi è possibile riportarla sul corpo principale o sull’imballo di presentazione Si considera separabile manualmente una componente che l’utente può separare completamente (salvo eventuali residui irrisori di materiale che possono restare adesi dopo la separazione), e senza rischi per la sua salute e incolumità, dal corpo principale con il solo utilizzo delle mani e senza dover ricorrere a ulteriori strumenti e utensili. 28
Gli imballaggi destinati al B2C (linee guida CONAI)
COMPONENTI NON SEPARABILI
MANUALMENTE (ETICHETTE, ADESIVE,
TAPPI, CHIUSURE NON SEPARABILI E
FINESTRE
Ove possibile, si può apporre la sola codifica
identificativa del materiale come da
Decisione 129/97/CE anche sulle
componenti non separabili manualmente,
ma, su queste, non va riportata l’indicazione
sulla raccolta.
INFORMAZIONI OBBLIGATORIE:
1. La codifica identificativa del materiale di imballaggio secondo la Decisione
129/97/CE
2. Le indicazioni sulla raccolta quando non indicate sull’imballaggio di presentazione
esterno. Si suggerisce:
• di indicare la formula “Raccolta (famiglia di materiale prevalente in peso)”
• oppure
• di indicare la famiglia di materiale prevalente in peso, accompagnata dalla
formula “Raccolta differenziata”, e di invitare il consumatore a verificare le
disposizioni del proprio Comune.
29Gli imballaggi destinati al B2C (linee guida CONAI)
QUALI IMBALLAGGI POSSONO ESSERE CONFERITI IN RACCOLTA DIFFERENZIATA?
Gli imballaggi possono essere conferiti in raccolta differenziata, siano essi riciclabili o non allo
stato delle tecnologie attuali, ferme restando le buone regole per una raccolta differenziata di
qualità.
La valutazione della riciclabilità dell’imballaggio rientra tra le informazioni aggiuntive che
l’azienda può scegliere di apporre sul pack, ma prescinde dalle informazioni in merito al
conferimento dell’imballaggio.
Unica eccezione a questa regola riguarda gli imballaggi composti (e/o con componenti di
diverso materiale non separabili manualmente) a prevalenza carta, con percentuale di
materiale cellulosico inferiore al 60% del peso totale, una percentuale che compromette la
riciclabilità dell’imballaggio, annullandola, con ovvie conseguenze di impatto ambientale.
30Gli imballaggi destinati al B2C (linee guida CONAI)
IMBALLAGGIO COMPOSTO o MULTISTRATO
costituito da materiali diversi che non è possibile separare manualmente (Decisione 1997/129/CE)
Ai fini della corretta identificazione dei
materiali di imballaggi composti o
multistrato, si ritiene che, laddove il peso
del/i materiale/i secondario/i sia inferiore
al 5% del peso totale del pack, l’imballaggio
sia considerato alla stregua di un
imballaggio monomateriale ed etichettato
in funzione del materiale prevalente in
peso.
Diversamente le codifiche saranno quelle
previste all’Allegato VII della Decisione
129/97/CE se trattasi di un imballaggio
composto, o la codifica “7” come da Allegato
I se l’imballaggio e un multistrato in plastica.
Tale soglia e applicata anche nei casi di
imballaggi in cui siano presenti più materiali
secondari e uno di questi ha peso < 5%:
tale materiale non e considerato ai fini Es. Tappo in plastica e alluminio a prevalenza
dell’identificazione. alluminio con plastica maggiore del 5% : C/ALU 90
LA SOGLIA DEL 5% PRENDE SPUNTO DALLA DECISIONE (UE) 2019/66531Criticità e chiarimenti del Mite prot. 52445 del 17 maggio 2021
• Imballaggi neutri, con particolare riferimento a quelli da trasporto
Con riferimento agli imballaggi finiti e venduti direttamente dal produttore, neutri, privi di
grafica o stampa (sacchettame trasparente, incarti non personalizzati) o imballi per il
trasporto o imballaggio terziario (film per pallettizzazione, pallet, scatole o interfalde in
cartone ondulato), viene consentita - tramite la nota ministeriale – una possibile
alternativa alla tradizionale etichettatura da apporre sull’imballaggio stesso.
Infatti, per gli imballaggi citati, si considera ottemperato l’obbligo di identificazione del
materiale di composizione dell’imballaggio, anche nel caso il produttore di imballaggi inserisca
tali informazioni sui documenti di trasporto che accompagnano la merce, o su altri
supporti esterni, anche digitali.
Le motivazioni che hanno portato a questa interpretazione afferiscono al fatto che vi sono
criticità di tipo economico e strutturale ad indicare i materiali utilizzati per l’imballaggio
stesso, oltre al fatto che in molti casi potrebbe essere un semilavorato destinato a subire
trattamenti e/o accoppiamenti.
32Criticità e chiarimenti del Mite prot. 52445 del 17 maggio 2021
• Imballaggi di piccole dimensioni, multilingua e di importazione;
Con riferimento a:
- flussi di beni preconfezionali di origine estera,
- imballi di piccola dimensione (capacità minore di 125 ml o superficie maggiore deve
essere minore 25 cm2)
- o con spazi stampati limitati e sugli imballaggi con etichettatura multilingua, in cui è noto
a monte il mercato di destinazione
è consentita una modalità alternativa.
Tramite la nota ministeriale viene consentito il ricorso a strumenti digitali (come App, QR
code, codice a barre, o se non sono percorribili queste strade la messa a disposizione di tali
informazioni sui siti internet) di supporto che rendano possibile una comunicazione corretta e
completa anche al consumatore finale con costi di sviluppo più contenuti per le imprese.
Ricorso al digitale.
Con la nota ministeriale, al fine di adempiere all’obbligo informativo, viene anche
consentito privilegiare strumenti di digitalizzazione delle informazioni (APP, QR code, siti
internet) in coerenza con il processo di innovazione tecnologica e semplificazione, anche
previsto all’interno del PPNR.
33ESEMPI - LINEA GUIDA CONAI
34BOTTIGLIA CON TAPPO
GL 73 SE VETRO DIVERSO
35BOTTIGLIA CON TAPPO
36TAPPO in SUGHERO
37ASTUCCIO
38SCATOLA
39CASSETTA E PALLET
40I CASI DI SUCCESSO PER CONAI
41I CASI DI SUCCESSO PER CONAI
42I CASI DI SUCCESSO PER CONAI
43QUALCHE ESEMPIO REALE….
44QUALCHE ESEMPIO REALE….
Confezione di bottiglie in tetrapak con sleeve in plastica
45ETICHETTA AMBIENTALE PRODOTTI
VITIVINICOLI
FAQ
Gloria Chiappini – Palma EspositoTEMI • LE SCORTE • LE RESPONSABILITA’ • LE INDICAZIONI OBBLIGATORIE • ETICHETTATURA DI BOTTIGLIA DI SPUMANTE • TAPPI • RICORSO AL DIGITALE • FAQ CONAI
Iniziamo dalle scorte….
Le BOTTIGLIE con etichetta non conforme in commercio dopo il 1
gennaio devono essere ri-etichettate?
E le BOTTIGLIE delle annate precedenti etichettate ed invendute?
Le ETICHETTE in magazzino non aderenti alla nuova normativa
devono essere eliminate?
E gli altri imballaggi?
6. Fino al 31 dicembre 2021 è sospesa l'applicazione dell'articolo 219, comma 5, del decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152. I prodotti (= imballaggi*) privi dei requisiti ivi prescritti e già
immessi in commercio o etichettati al 1° gennaio 2022 possono essere commercializzati fino ad
esaurimento delle scorte.
* Chiarimento del Mite al momento solo informaleFAQ CONAI sulle scorte…. Gli imballaggi prodotti prima dell’entrata in vigore dell’obbligo di etichettatura ambientale ma commercializzati in data postuma, così come le scorte di magazzino, devono essere adeguati o sono esclusi dall’obbligo? Possono essere venduti eventuali stock e rimanenze entro un certo periodo? Il 21 maggio 2021 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge di conversione n. 69, del decreto legge 22 marzo 2021 n. 41, cosiddetto DL Sostegni. Tra le modificazioni apportate nell’iter di conversione del decreto, è compresa anche la sospensione dell’obbligo di etichettatura ambientale degli imballaggi fino al 31 dicembre 2021, nonché la possibilità per gli operatori del settore di commercializzare i prodotti privi dei nuovi requisiti di etichettatura ambientale già immessi in commercio o già provvisti di etichetta fino a esaurimento scorte.
Responsabilità…
E' necessario chiarire "chi fa cosa".
Lasciare la possibilità di "condividere l'onere" dell’obbligo tra
produttore e utilizzatore di imballaggio non è corretto…
MITE (NOTA CHIARIMENTI prot. 52445 del 17 maggio 2021) :
- l’obbligo di etichettatura ricade anche sugli utilizzatori di imballaggi in quanto le informazioni previste per una corretta
etichettatura degli imballaggi sono molto spesso condivise tra il produttore e l’utilizzatore dell’imballaggio stesso, in ragione
del suo effettivo utilizzo (es. grafica contenuti, forma, layout da stampare o riprodurre sul packaging). Tale modus operandi
viene disciplinato attraverso accordi commerciali e contrattuali che ne definiscono le responsabilità e gli oneri
ricadenti sugli stessi in maniera condivisa.
- spetta ai produttori di imballaggi identificare correttamente il materiale di imballaggio in funzione della codifica alfa
numerica prevista dalla Decisione 97/129/Ce, avendo contezza dell’effettiva composizione dell’imballaggio, sia esso finito
che semilavorato, e garantire una informazione completa e idonea a favore di tutti i soggetti della filieraIndicazioni obbligatorie
Come si configurano visivamente le indicazioni obbligatorie e su quali
imballaggi (cartoni vino, shopper vino…) ?
Regola: Chiedere ai produttori di
imballaggi e concordare tutte le
informazioni (anche sulla raccolta)Indicazioni per una bottiglia di vino spumante… Bottiglia Tappo Capsula Gabbietta
Tappi Codice relativo ai tappi tecnici (DIAM etc) ok FOR51? spetta ai produttori di imballaggi identificare correttamente il materiale di imballaggio in funzione della codifica alfa numerica prevista dalla Decisione 97/129/Ce, avendo contezza dell’effettiva composizione dell’imballaggio, sia esso finito che semilavorato, e garantire una informazione completa e idonea a favore di tutti i soggetti della filiera.
Supporto digitale
Richiesta informazioni su QR code (dimensioni) e sito web
Ricorso al digitale (NOTA CHIARIMENTI prot. 52445 del 17 maggio 2021) :
Con la nota ministeriale, al fine di adempiere all’obbligo informativo, viene anche
consentito privilegiare strumenti di digitalizzazione delle informazioni (APP, QR code, siti
internet) in coerenza con il processo di innovazione tecnologica e semplificazione, anche
previsto all’interno del PPNR.FAQ CONAI sul ricorso al digitale È obbligatorio apporre l’etichettatura sull’imballaggio o si possono veicolare al consumatore finale queste informazioni anche attraverso canali digitali (ad esempio specifiche App, QR Code, ecc)? Per rendere più facilmente disponibili e consultabili le informazioni ambientali obbligatorie circa la composizione e – qualora si tratti di imballaggi destinati al consumatore finale – la corretta gestione a fine vita del packaging, si suggerisce di prevedere chiare indicazioni sul packaging o sul punto vendita, riguardo alle modalità mediante le quali il consumatore può ricercarle tramite gli strumenti digitali o i siti web.
FAQ CONAI aspetti generali L’etichettatura ambientale deve avere una grandezza minima? Dal punto di vista grafico, non vi sono disposizioni da seguire obbligatoriamente. Si presuppone tuttavia che, oltre ad essere chiara, non fuorviante e facilmente comprensibile da qualsiasi consumatore, l’etichettatura debba essere ben leggibile. Pertanto si suggerisce di fare riferimento a quanto già regolato in tal senso nel settore alimentare, dal Regolamento UE 1169/2011, art. 13 nell’ambito del quale si prevede che le informazioni siano riportate sul pack in caratteri la cui parte mediana (altezza della x), è pari o superiore a 1,2 mm. Qualora l’imballaggio abbia invece una superficie maggiore che misuri meno di 80 cm2, l’altezza della x della dimensione dei caratteri può essere pari o superiore a 0,9 mm.
FAQ CONAI aspetti generali La codifica alfa-numerica è già apposta sull’imballaggio, può non essere riportata anche in etichetta? L’etichettatura ambientale può essere apposta/stampata/impressa direttamente sul packaging, oppure su un supporto nel caso sia previsto nel sistema di imballo (es. etichetta). È possibile che la codifica identificativa dell’imballaggio sia riportata in un punto differente rispetto alle indicazioni per la raccolta. E’ obbligatorio apporre le informazioni in etichetta, o possono essere riportate su altre componenti dell’imballaggio? Le etichettature ambientali (almeno la codifica alfanumerica come da Decisione 129/97/CE) delle diverse componenti separabili manualmente che costituiscono l’unità di vendita dovrebbero essere apposte su ciascuna componente. Quando ciò non è possibile, possono essere apposte o sul corpo principale del sistema di imballo, o sull’etichetta o su altra componente che renda facilmente visibile l’informazione al consumatore finale.
FAQ CONAI aspetti generali In che lingua deve essere riportata l’etichettatura ambientale? L’obbligo è in vigore per gli imballaggi immessi al consumo sul territorio nazionale, pertanto le informazioni devono essere riportate in italiano, al fine di essere comprensibili da tutti. Inoltre, si segnala che le indicazioni sulla raccolta differenziata degli imballaggi applicabili in Italia, potrebbero non essere valide per altri Paesi.
FAQ CONAI – separatori in cartoncino Nel caso di alveari, separatori in cartoncino teso 100% riciclato, quali sono gli obblighi di etichettatura se destinati al B2B? Ai sensi del decreto legislativo del 3 settembre 2020, tutti gli imballaggi sono sottoposti all’obbligo di etichettatura. Gli imballaggi destinati al B2B devono obbligatoriamente ripotare la codifica dei materiali di composizione in conformità alla Decisione 129/97/CE. Tutte le altre informazioni sono volontariamente applicabili. Nel caso di imballaggi in carta, cartoncino, o cartone ondulato, si fa riferimento all’Allegato II della decisione 129/97/CE.
FAQ CONAI - TAPPI Dove conferire un tappo costituto da sughero/legno e plastica? Nel caso di un imballaggio composto, costituito prevalentemente da sughero/legno con plastica (>5%), si segnala che l’Allegato VII non prevede codifiche identificative per questo tipo di imballaggi, pertanto si consiglia di adottare la codifica identificativa degli imballaggi in sughero/legno. In merito alle indicazioni per il conferimento dell’imballaggio a fine vita, nel caso di un tappo in sughero/legno con plastica (>5%), non compostabile ai sensi della UNI EN 13432 e non conferibile nella raccolta differenziata per rifiuti organici, è opportuno indicare al consumatore di verificare con il proprio Comune come conferirlo in maniera corretta (che, nel caso di un imballaggio in legno, sarà presso l’isola ecologica). Se, invece, il tappo è a prevalenza plastica con sughero/legno (> 5%), anche in questo caso la Decisione 129/97/CE non prevede codifiche specifiche per questo tipo di composti, pertanto si suggerisce di adottare la codifica identificativa degli imballaggi in plastica e di conferire il tappo nella raccolta differenziata per gli imballaggi in questo materiale.
FAQ CONAI -COLLARINI I collarini delle bottiglie devono essere etichettati? I collarini delle bottiglie sono imballaggi, quindi sono sottoposti all’obbligo di etichettatura ambientale e possono essere conferiti in raccolta differenziata in base al materiale prevalente.
FAQ CONAI -ETICHETTE Come si identifica una bottiglia di vetro che prevede una etichetta in carta non separabile manualmente? I sistemi di imballaggio che prevedono un corpo principale e altre componenti accessorie non separabili manualmente, devono riportare obbligatoriamente la codifica identificativa del materiale del corpo principale, e le indicazioni sulla raccolta (che seguono il materiale del corpo principale). Ove possibile, si può apporre la sola codifica identificativa del materiale come da Decisione 129/97/CE anche sulle componenti non separabili manualmente, ma, su queste, non va riportata l’indicazione sulla raccolta. Pertanto, in questo caso, andrà etichettata la bottiglia di vetro con la codifica GL 70 o GL 71 o GL 72, a seconda del colore, e le indicazioni sulla raccolta. L’etichetta in carta, invece, non essendo separabile manualmente, può facoltativamente essere etichettata con la relativa codifica (es. PAP 22).
FAQ CONAI –DI APPROFONDIMENTO
https://www.etichetta-conai.com/faqs/
Come si identifica una bottiglia di vetro verniciata?
Nel caso di imballaggi in vetro verniciato, si prevede la codifica identificativa relativa al
colore della bottiglia priva di trattamento, secondo il relativo Allegato VI che prevede
codifiche identificative per gli imballaggi di vetro di colore trasparente, verde e marrone.
Per gli imballaggi in vetro di colore diverso rispetto a quelli considerati nell’Allegato VI, si
ritiene opportuno utilizzare il codice GL 73, ovvero la prima numerazione disponibile e che
non identifica alcun colore specifico e che quindi si può adottare in questi casi.
È obbligatorio apporre l’etichettatura ambientale su un imballaggio venduto
all’estero e rivenduto in Italia tramite il canale e-commerce?
Ai sensi del decreto legislativo del 3 settembre 2020, tutti gli imballaggi immessi al consumo
in Italia sono sottoposti all’obbligo di etichettatura.
Pertanto, nel caso di imballaggi destinati al mercato italiano si devono prevedere
obbligatoriamente le informazioni di etichettatura ambientale.FAQ CONAI – DI APPROFONDIMENTO Come comportarsi nel caso di un imballaggio composto 50% plastica e 50% materiale diverso da quelli di imballaggio (es. gomma, lattice,…)? A parità di materiale di composizione di un imballaggio, il principio che viene applicato è quello di verificare caso per caso, se ad uno dei materiali che costituiscono l’imballaggio è applicato il Contributo Ambientale CONAI, in funzione del quale possa essere etichettato, e quindi gestito in quello specifico flusso. Se il Contributo Ambientale CONAI è applicato alla plastica, si invita a fare riferimento all’Allegato I della Decisione 129/97/CE relativo agli imballaggi in plastica: https://www.etichetta-conai.com/documenti/decisione-129-97-ce/. Tale imballo è conferibile nella raccolta differenziata per imballaggi in plastica. In caso contrario, se non è quindi applicato il Contributo Ambientale CONAI, poiché lattice/gomma non rientrano tra i materiali di imballaggio annoverati nella decisione 129/97/CE, non sono previste codifiche identificative per gli imballaggi costituiti da questo materiale. Materiali non inclusi
FAQ CONAI –DI APPROFONDIMENTO Come trattare colle, adesivi e inchiostri? Qualora l’imballaggio sia realizzato con uno dei materiali di imballaggio (acciaio, alluminio, carta, legno, plastica, vetro), accoppiato o trattato con un altro materiale, diverso da quelli di imballaggio (es. colle, adesivi, inchiostri), è sempre da considerarsi monomateriale. Ad esempio, un imballaggio in HDPE con uno strato di inchiostro e l’uso di colle che hanno peso superiore al 5% del peso totale dell’imballaggio, riporterà la sola codifica prevista per gli imballaggi monomateriali in HDPE.
Dichiarazione nutrizionale ed elenco degli
ingredienti nell’etichetta del vino
Palma Esposito
Responsabile nazionale settori vitivinicolo e olivicoloIndicazioni obbligatorie – Riforma PAC
NOVITA’→ Modificato art. 119 del Reg (UE) n. 1308/2013
(Indicazioni obbligatorie per l’etichettatura dei vini) con
aggiunta di indicazioni previste da Reg (UE) n. 1169/2011
• Dichiarazione nutrizionale
• Elenco degli ingredienti
• Il Termine minimo di conservazione nel caso di
prodotti vitivinicoli dealcolati e aventi un titolo alc.
inferiore al 10 %.
Entrata in vigore 2 anni dopo l’entrata
in vigore della riforma della PACProposta di autoregolamentazione Modifica annunciata da tempo Lobby europea molto efficace
Dichiarazione nutrizionale
In deroga la dichiarazione nutrizionale sull'etichetta può
essere limitata al valore energetico riportato, che può
essere espresso mediante il simbolo (E) per l'energia.
In tali casi, la dichiarazione nutrizionale completa è
fornita per via elettronica mediante indicazione
sull'etichetta o sull'imballaggio.
Tale dichiarazione nutrizionale non figura insieme ad altre
informazioni inserite a fini commerciali o di marketing e
non vengono raccolti o tracciati dati degli utenti.
Previsto già nel regolamento baseDichiarazione nutrizionale
Elenco degli ingredienti In deroga l'elenco degli ingredienti può essere fornito attraverso strumenti elettronici identificati mediante indicazione sull'etichetta o sull'imballaggio. In tali casi: a) non sono raccolti o tracciati dati degli utenti; b) l'elenco degli ingredienti non figura insieme ad altre informazioni inserite a fini commerciali o di marketing; e c) l'indicazione delle informazioni sugli allergeni figura direttamente sull'imballaggio o su un'etichetta a esso apposta. con la parola «contiene» seguita dal nome della sostanza allergenica
Elenco degli ingredienti –Atti delegati Atti delegati La Commissione adotterà dei regolamenti specifici (atti delegati) per le norme relative all'indicazione e alla designazione degli ingredienti. Reg. (UE) n.1169/2011 prevede che alcuni additivi e coadiuvanti tecnologici possano non essere indicati in etichetta Occorre valutare bene la lista di ingredienti
Termine minimo di conservazione per i vini
dealcolati
Prodotto vitivinicolo
• "dealcolizzato" → titolo alcolometrico effettivo del prodotto
non è superiore a 0,5 % vol., o
• "parzialmente dealcolizzato" → il titolo alcolometrico
effettivo del prodotto è superiore a 0,5 % vol. ed è inferiore al
titolo alcolometrico effettivo minimo della categoria che
precede la dealcolizzazione.
Se prodotto dealcolizzato e titolo alcolometrico effettivo minimo
< 10°% allora obbligo termine minimo di conservazione
Per le seguenti categorie di prodotti vitivinicoli
(Vino, V. Spumante, V.S di qualità, V S di qualità
del tipo aromatico, V S gassificato, V Frizzante e
VF gassificato)Gestione scorte e entrata in vigore Consentita la continuazione della commercializzazione delle scorte di vini prodotti ed etichettati prima dell’entrata in vigore della normativa fino a esaurimento. Concesso tempo sufficiente per adeguarsi ai nuovi requisiti di etichettatura prima che divengano applicabili Entrata in vigore due anni dopo l’entrata in vigore del Regolamento su OCM unica (giorno successivo alla pubblicazione nella GUUE→ fine 2021→ 2023.
GRAZIE PER L’ATTENZIONE Contatti: vegetali@confagricoltura.it areambiente@confagricoltura.it
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