UNIVERSITY REPORT 2019 - U N I VERSITY QUANTO VALE IL TITOLO DI STUDIO NEL MERCATO DEL LAVORO? - The Adecco Group

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UNIVERSITY REPORT 2019 - U N I VERSITY QUANTO VALE IL TITOLO DI STUDIO NEL MERCATO DEL LAVORO? - The Adecco Group
UNIVERSITY REPORT
       2019

          UNIVERSITY

QUANTO VALE IL TITOLO DI STUDIO
  NEL MERCATO DEL LAVORO?

           presentato da
UNIVERSITY REPORT 2019 - U N I VERSITY QUANTO VALE IL TITOLO DI STUDIO NEL MERCATO DEL LAVORO? - The Adecco Group
INDICE

INTRODUZIONE										3

1.    STATO DI SALUTE DELL’ISTRUZIONE IN ITALIA				           4
2.    ISTRUZIONE E OCCUPAZIONE IN ITALIA					                 6
3.    L’OCCUPABILITÀ IN USCITA DALL’UNIVERSITÀ				            11
4.    QUANTO VALE IL LIVELLO DI ISTRUZIONE?				               14
5.    QUANDO LO STUDIO INIZIA A RENDERE?				                  16
6.    QUAL È L'IMPATTO DEL TITOLO DI STUDIO SULLA CARRIERA?   21
7.    QUALE FACOLTÀ FREQUENTARE?						25
8.    QUALE TIPOLOGIA DI ATENEO FREQUENTARE?			               27
9.    I MIGLIORI ATENEI PER CARRIERA E GUADAGNO			            30
10.   UNIVERSITY PAYBACK INDEX							34

NOTA METODOLOGICA								36
GLOSSARIO										37
UNIVERSITY REPORT 2019 - U N I VERSITY QUANTO VALE IL TITOLO DI STUDIO NEL MERCATO DEL LAVORO? - The Adecco Group
INTRODUZIONE

    In Italia solo il 18,7% della popolazione ha un titolo di studio universitario, contro il
    34,9% medio dei paesi OECD. Se si considerano i giovani (25-34 anni) si sale al 26,9%
                                 contro il 42,6% della media OECD1.
    “Questi bassi livelli d’istruzione terziaria possono essere in parte dovuti a prospettive
    insufficienti di lavoro e a bassi ritorni finanziari in seguito al conseguimento di un titolo
                        di studio terziario”. (OECD, EDUCATION AT GLANCE)

                                              Ma è proprio così?
    Lo University Report è uno studio di carattere divulgativo sul “valore retributivo e di carriera”
    dell’Istruzione in Italia, con focus specifico sulla formazione universitaria. Lo studio quest’ anno è stato
    sviluppato col supporto di Spring Professional, società di consulenza internazionale appartenente
    a The Adecco Group, specializzata nella ricerca e selezione di personale qualificato oltreché nella
    valutazione dei migliori professionisti presenti sul mercato del lavoro.

    Il presente report nasce grazie alla rilevazione continua degli stipendi dei lavoratori italiani sviluppata
    dall’Osservatorio JobPricing a partire dal 2014. Il Database di riferimento è costituito da oltre 400mila
    dipendenti di aziende private (Operai, Impiegati, Quadri e Dirigenti), dal quale sono stati estrapolati
    per essere analizzati 79.254 profili di lavoratori laureati. Nello specifico, abbiamo considerato la RAL
    (Retribuzione Annua Lorda, relativa alla sola parte fissa del salario) per verificare se e quali correlazioni
    esistano fra titolo di studio conseguito, università frequentata, carriera lavorativa e stipendio.

    Obbiettivo dello University Report è dare un contributo, basato su dati oggettivi, all’importantissimo e
    mai concluso dibattito sul valore ed il senso dell’istruzione “terziaria”:

                 CONVIENE O NO CONSEGUIRE UNA LAUREA?

                 MEGLIO IL PUBBLICO O IL PRIVATO?

                 STUDIARE AL NORD O AL SUD FA DIFFERENZA?

                 QUANTO TEMPO OCCORRE PER RIENTRARE DELL’INVESTIMENTO NELL’ISTRUZIONE
                 TERZIARIA?

                 QUALE UNIVERSITÀ SCEGLIERE PER AVERE LE MIGLIORI POSSIBILITÀ DI CARRIERA E GLI
                 STIPENDI PIÙ ELEVATI?

                 COME SIAMO MESSI NEL CONFRONTO CON L'ESTERO?

    Mentre il report viene pubblicato, molti giovani e le loro famiglie sono di fronte a un dilemma cruciale
    per il loro futuro: continuare gli studi e frequentare l’università, oppure no? Come ogni anno, anche
    quest’anno ci auguriamo di offrire uno strumento utile per prendere la decisione migliore.

    1
        Dati OECD aggiornati al 2017

3
1. STATO DI SALUTE
                             DELL’ISTRUZIONE IN ITALIA
    Il quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell'istruzione e della
    formazione ("ET 2020") è un forum che si propone di migliorare i sistemi di istruzione e
    formazione dei paesi membri della UE, stimolando e favorendo la cooperazione fra di loro
    in questi ambiti, al fine di garantire ai cittadini europei una prospettiva di apprendimento
    permanente, che sia funzionale alla crescita economica e all’occupabilità.
    Su queste basi, entro il 2020, nell’ambito delle attività del quadro strategico sono stati definiti
    alcuni target da raggiungere a livello europeo in termini di accessibilità all’istruzione ed alla
    formazione, di durata degli studi, di tasso di abbandono e di livelli occupazionali per livello
    di istruzione.
    Per quanto concerne l’Italia, purtroppo, rispetto agli obbiettivi fissati dal piano ET 2020, sono
    stati ad oggi accumulati ritardi anche molto significativi. In particolare, tre aspetti paiono
    particolarmente critici:

    1. L’Italia spende mediamente meno degli altri Paesi per l'istruzione: sia in dollari U.S.
       (dato 2017)equivalenti per studente (il 28% in meno dei paesi OCSE), sia in percentuale al
       PIL (3,9% del PIL, contro il 5% medio dei Paesi industrializzati e il 4,6% dell’Unione Europea)2.
    2. In Italia il tasso di abbandono prematuro di istruzione e formazione è superiore al
       resto della UE (14,5% in crescita3 contro il 10,6% medio europeo in calo).
    3. Il nostro Paese continua ad avere la maglia nera per numero di NEET, i giovani tra 20
       e 34 anni che non studiano e non lavorano: nel 2018 erano il 28,9%, a fronte di una media
       europea del 16,5%4.

    IN ITALIA I GIOVANI TRA I 20 E I 34 ANNI CHE NON STUDIANO E NON LAVORANO
          (NEET) SONO QUASI IL DOPPIO DI QUELLI MEDI DEGLI ALTRI PAESI MEMBRI
                                                                 DELLA UE.

    Come detto in precedenza, l’OECD conferma un tasso piuttosto basso di istruzione terziaria
    in Italia, a confronto con gli altri paesi. 18,7% di laureati: tra tutti i paesi solo il Messico è
    posizionato più in basso dell’Italia, con una media OECD del 34,9%.
    La situazione è identica considerando i giovani fra i 25 e 34 anni, ossia la fascia di età dove
    si concretizza il percorso di studi universitario.

    2
      OCSE: Education at a Glance 2018
    3
      European Commission: Education and Training Monitor 2018
    4
      Eurostat: https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php/Statistics_on_young_people_neither_in_employment_nor_in_
    education_or_training

4
Grafico 1.1: percentuale di persone con educazione terziaria (25-34 anni) - Confronto fra paesi - Anno 2017

    Canada                                        60,9
    Lithuania                                     55,6
    Slovenia                                      53,8
    Ireland                                       53,5
    Australia                                     51,5
    Switzerland                                   50,2
    Israel                                        48,0
    United States                                 47,8
    Sweden                                        47,4
    Netherlands                                   46,6
    Denmark                                       46,6
    Belgium                                       45,7
    France                                        44,3
    New Zealand                                   44,1
    Poland                                        43,6
    Estonia                                       43,0
    Spain                                         42,6
    OECD - Average                                42,6
    Luxembourg                                    42,6
    Greece                                        42,5
    European Union 23 members in OECD             42,0
    Latvia                                        41,6
    Austria                                       40,3
    Slovak Republic                               35,1
    Portugal                                      34,0
    Czech Republic                                33,8
    Germany                                       31,3
    Hungary                                       30,2
    Chile                                         29,9
    Italy                                         26,9
    Mexico                                        22,6

    Fonte: Database OECD

LA PERCENTUALE DI LAUREATI IN ITALIA
(18,7%) È FRA LE PIÙ BASSE D’EUROPA
    E IL NOSTRO PAESE RISULTA AL
PENULTIMO POSTO FRA I PAESI OECD
PER LAUREATI NELLA FASCIA DI ETÀ FRA
        I 25 E I 34 ANNI (26,9%).

5
2. ISTRUZIONE E
                             OCCUPAZIONE IN ITALIA

    Nel mercato del lavoro italiano, dove, come noto, il livello della disoccupazione è piuttosto
    elevato in generale, la situazione si esaspera in mancanza di titolo di studio o comunque
    in presenza di titoli di studio di basso livello. Come evidenziato nelle tabelle sottostanti, il
    livello di disoccupazione fra coloro che non hanno titoli o arrivano al massimo alla licenza
    elementare è quasi 4 volte superiore a quello dei laureati. Se si considerano invece coloro
    che hanno la licenza di scuola media inferiore, la differenza con i laureati scende a circa 3
    volte e si attesta a circa 2 volte per i diplomati.

    Tabella 2.1: tasso di occupazione e tasso di disoccupazione (15-64 anni) – Anno 2018

                                                                TASSO DI                   TASSO DI
                    LIVELLO DI ISTRUZIONE
                                                              OCCUPAZIONE              DISOCCUPAZIONE
      licenza di scuola elementare, nessun titolo di studio        47,6%                      17,5%
                     licenza di scuola media                       57,5%                      12,7%
                             Diploma                               73,4%                      8,9%
                      laurea e post-laurea                         83,5%                      4,6%
                             TOTALE                                67,6%                      9,8%

    Fonte: ISTAT – Sistema informativo I.Stat

    Tabella 2.2: tasso di occupazione e tasso di disoccupazione giovanile (25-34 anni) – Anno 2018

                                                                TASSO DI                   TASSO DI
                    LIVELLO DI ISTRUZIONE
                                                              OCCUPAZIONE              DISOCCUPAZIONE
      licenza di scuola elementare, nessun titolo di studio        58,1%                      24,3%
                     licenza di scuola media                       66,6%                      19,2%
                             Diploma                               72,0%                      13,2%
                      laurea e post-laurea                         69,6%                      10,8%
                             TOTALE                                69,9%                     14,5%

    Fonte: ISTAT – Sistema informativo I.Stat

6
Se la disoccupazione in Italia è un problema, quella giovanile ha livelli senz’altro intollerabili
    (14,5% secondo i dati ISTAT, tasso relativo a lavoratori tra i 25 e i 34 anni).

    Anche in questo caso il titolo di studio fa la differenza, ove si pensi che il tasso di disoccupazione
    giovanile è di circa il 40% inferiore alla media per i laureati (10,8%) e che già la differenza fra
    chi ha la laurea e chi ha il diploma è piuttosto significativa, pari al 22%, a sfavore dei secondi.

    Il problema, per altro, denota un’evoluzione storica preoccupante, visto che, come si evince
    dal grafico sottostante, in un decennio, dal 2008 al 2018, la disoccupazione fra i giovani
    è raddoppiata. Ma anche qui, la laurea si è dimostrata la “barricata” più solida visto che in
    questo caso il trend è stato ancora quello di un notevole peggioramento, con una crescita del
    20% circa del tasso di disoccupazione, ma indubbiamente molto inferiore a quello generale.

    Grafico 2.1: tasso di disoccupazione giovanile – Classe d’età tra i 25 e i 34 anni – Differenza 2008-2013-2018

                                     2008                   2013                2018

             28,0
                    24,3
                                     21,6
                                            19,2
                                                                               14,9                 16,5
                                                           13,6 13,2                                       14,5
      12,3                                                                            10,8
                               8,9                                       8,3
                                                   5,7                                        7,3

     Licenza di scuola           Licenza di              Diploma            Laurea e                Totale
    elementare e nessun        scuola media                                post laurea
       titolo di studio

    Fonte: ISTAT – Sistema informativo I.Stat

         FRA 2008 E 2018 LA LAUREA SI È DIMOSTRATA LA “BARRICATA” PIU’ SOLIDA
       PER CONTRASTARE LA CRESCENTE DISOCCUPAZIONE GIOVANILE: MENTRE IL
       NUMERO DI DISOCCUPATI FRA I 25 E I 34 ANNI È RADDOPPIATO, QUELLO DEI
                                 LAUREATI È CRESCIUTO “SOLO” DEL 20%.

    In termini comparativi la situazione italiana appare ancora più preoccupante. Come si
    evidenzia nei grafici sottostanti il nostro posizionamento rispetto agli altri paesi dell’OECD è
    tutt’altro che lusinghiero.

7
Grafico 2.1: tasso di disoccupazione giovanile - Confronto fra paesi - Anno 2017

    Greece                                        25,4
    Spain                                         13,9
    Italy                                         13,7
    Turkey                                        13,1
    Slovenia                                       8,8
    Portugal                                       8,1
    Denmark                                        7,8
    Korea                                          6,6
    European Union 23 members in OECD              6,2
    France                                         5,8
    Mexico                                         5,7
    OECD - Average                                 5,7
    Finland                                        5,6
    Slovak Republic                                5,5
    Canada                                         5,0
    Luxembourg                                     4,8
    Sweden                                         4,8
    Belgium                                        4,7
    Latvia                                         4,6
    Switzerland                                    4,5
    Ireland                                        4,2
    Australia                                      4,1
    Israel                                         3,8
    Austria                                        3,7
    Poland                                         3,2
    Estonia                                        3,0
    Norway                                         2,9
    Lithuania                                      2,8
    Germany                                        2,8
    United States                                  2,8
    United Kingdom                                 2,7
    Netherlands                                    2,7
    Japan                                          2,6
    New Zealand                                    2,6
    Hungary                                        2,4
    Iceland                                        1,9
    Czech Republic                                 1,6

     Fonte: Database OECD

    Il problema della disoccupazione fra i giovani ha la sua faccia più dura nei c.d. NEET (Not in
    Education, Employment or Training), ossia quei giovani che al momento non risultano impegnati
    in un percorso di studi o formazione ed in alcun tipo di lavoro. In Italia, sono circa un milione
    e 328mila persone, pari come si è già detto al 28,9%, con un tasso circa doppio di quello
    medio UE. In un decennio la situazione si è notevolmente aggravata ed oggi si contano oltre
    330mila NEET in più che nel 2008.

8
Grafico 2.3: NEET (giovani tra 15 e 34 anni non occupati e non in istruzione e formazione) – Dati in migliaia di
    unità - Differenza 2008-2013-2018

                         2008                        2013                           2018
                                                                                                                1.550
                                                                                                                        1.328

                                                                                                         996

                            689                          734
                                                                636
                     531            568
                                                 384
                                                                               81    127 123

                nessun titolo di studio,               diploma                    laurea e                     totale
                  lcenza di scuola                                               post-laurea
                 elemetare e media

    Fonte: ISTAT – Sistema informativo I.Stat

    Anche in questo caso, un livello di istruzione terziaria si rivela comunque la miglior difesa.
    Secondo l’ANPAL5, infatti, la distribuzione per titolo di studio “mostra una predominanza di
    NEET in possesso del diploma (49%), seguono i giovani con basso livello di istruzione e con
    al massimo la licenza media (40%). Decisamente più bassa la quota di NEET in possesso della
    laurea (11%)”.

                   IN ITALIA I “NEET” SONO OLTRE 1.330.000 GIOVANI, DEI QUALI,
                                SECONDO ANPAL L’11% CIRCA SONO LAUREATI.

    Questi dati risultano interessanti se messi a confronto con un altro fenomeno caratteristico,
    che ISTAT ha messo in evidenza nel suo Rapporto Annuale 2018, quello c.d. della percezione
    di “sovra-istruzione”. L’istituto di statistica nazionale rileva, infatti, che il 32,4% dei giovani e
    il 41,2% dei diplomati “dichiara che per svolgere adeguatamente il proprio lavoro sarebbe
    sufficiente un livello di istruzione più basso a quello posseduto …”. Questa percezione negativa
    del rapporto fra istruzione e tipo di mansioni lavorative risulta essere al massimo grado fra
    i diplomati liceali e i laureati in discipline socioeconomiche e giuridiche ed è potenziata in
    modo piuttosto importante in presenza di due ulteriori condizioni: 1) l’assunzione mediante
    contratti di lavoro non subordinati a tempo pieno; 2) l’ingresso nel mondo del lavoro per
    mezzo di un’intermediazione non formale (parenti, conoscenze, etc.) e canali non strutturati.
    Dati questi ultimi che pongono in modo significativo il tema dell’orientamento professionale,
    che risulta a tutt’oggi una criticità nota del nostro sistema educativo e del modello di ingresso
    dei giovani nel mondo del lavoro.

    5
      I NEET IN ITALIA, La distanza dal mercato del lavoro ed il rapporto con i Servizi Pubblici per l’Impiego, NOTA STATISTICA n.1/18 a cura di
    Anpal Servizi

9
Grafico 2.4: Diplomati e laureati di 15-34 anni sovraistruiti per tipo di diploma – 2° Trimestre 2016 – Valori
     Percentuali

                           50,1

                                   41,3                    40,8                       40,2
                                                                           37,3                          38,2

                                                                                                                                 22,5
                           Liceo

                                    Qualifiche triennali

                                                                                                                                 Tecnico scientifiche
                                                           Professionale

                                                                           Tecnico

                                                                                                         Umanistiche e servizi
                                                                                     Socio-economiche
                                                                                          e giuridiche

     Fonte: ISTAT – Rapporto Annuale 2018 (Rilevazione sulle Forze di Lavoro)

        FRA I 15 E I 34 ANNI IL 38,5% DEI LAVORATORI DIPLOMATI O LAUREATI PENSA
            DI SVOLGERE UN LAVORO PER CUI SAREBBE NECESSARIO UN LIVELLO DI
                               ISTRUZIONE INFERIORE A QUELLO POSSEDUTO.

10
3. L’OCCUPABILITÀ
                      IN USCITA DALL’UNIVERSITÀ
     La questione occupazionale, come si è visto, assume una dimensione importante soprattutto
     in uscita dal mondo scolastico. Ma quanto tempo ci vuole per un neolaureato per trovare
     lavoro?

     L’Indagine sulla condizione occupazionale dei Laureati di AlmaLaurea, giunta alla sua XXI
     edizione nel 2019, fornisce indicazioni precise in merito

     Grafico 3.1: Laureati degli anni 2007-2017 intervistati ad un anno dal conseguimento del titolo: tasso di
     disoccupazione per tipo di corso. Anni di indagine 2008-2018 (valori percentuali)

                      Primo livello                                     Secondo livello

           2017       15,9                                     2017       15,8
           2016       17,4                                     2016       17,1
           2015       20,8                                     2015       20,0
           2014       23,4                                     2014       21,0
           2013       26,1                                     2013       23,4
           2012       26,6                                     2012       22,7
           2011       23,0                                     2011       20,0
           2010       19,5                                     2010       18,9
           2009       16,4                                     2009       16,7
           2008       15,2                                     2008       15,3
           2007       11,2                                     2007       10,4

                  Magistrali biennali                              Magistrali a ciclo unico

           2017       15,6                                     2017       16,5
           2016       16,4                                     2016       19,2
           2015       19,8                                     2015       21,6
           2014       20,6                                     2014       24,4
           2013       22,2                                     2013       30,1
           2012       22,9                                     2012       24,4
           2011       20,7                                     2011       20,8
           2010       19,6                                     2010       18,6
           2009       17,7                                     2009       16,5
           2008       16,2                                     2008       13,7
           2007       10,8                                     2007       8,6

     Fonte: XXI Indagine - Condizione occupazionale dei Laureati - Rapporto 2019 - AlmaLaurea

11
Grafico 3.2: Laureati degli anni 2007-2017 intervistati ad un anno dal conseguimento del titolo: tasso di
     disoccupazione. Anni di indagine 2008-2018 (valori percentuali)

                      Primo livello                                     Secondo livello

           2013       6,5                                      2013       6,8

           2012       6,7                                      2012       6,8

           2011       7,8                                      2011       8,5

           2010       9,1                                      2010       9,1

           2009       8,9                                      2009       8,5

           2008       7,8                                      2008       7,6

           2007       6,0                                      2007       5,7

                  Magistrali biennali                              Magistrali a ciclo unico

           2013       6,9                                      2013       7,2

           2012       6,9                                      2012       7,5

           2011       8,9                                      2011       8,7

           2010       9,7                                      2010       8,2

           2009       9,2                                      2009       7,3

           2008       8,5                                      2008       5,3

           2007       5,9                                      2007       5,8

     Fonte: XXI Indagine - Condizione occupazionale dei Laureati - Rapporto 2019 - AlmaLaurea

     Per quanto concerne la situazione ad un anno dalla laurea, la situazione appare in
     miglioramento: il tasso di disoccupazione è passato dal 26,6% del 2012 al 15,9% del 2018
     per i laureati di primo livello, dal 22,7% al 15,8% per i laureati di secondo livello. Gli andamenti
     sono conformi allo stato dell’economia, che ha visto una fase recessiva nel quinquennio 2008-
     2012, per poi stabilizzarsi e migliorare leggermente negli anni successivi.
     A cinque anni dal conseguimento dalla laurea, diventano solamente 7 su 100 i laureati in
     condizione di disoccupati (disoccupazione del 6,5% per i laureati di primo livello, 6,8% per i
     laureati di secondo livello).

         SU 100 LAUREATI SOLO 17 DOPO UN ANNO DAL CONSEGUIMENTO DELLA
       LAUREA NON HANNO ANCORA TROVATO UN POSTO DI LAVORO. Il NUMERO SI
                     RIDUCE A 7 DOPO 5 ANNI DALL’USCITA DALL’UNIVERSITÀ.

12
Tabella 3.1: laureati di primo livello e magistrati biennali dell’anno 2017 intervistati a un anno dal conseguimento
     del titolo: valutazione della probabilità di lavorare. Anno di indagine 2018 (modello di regressione logistica)

     GRUPPO DISCIPLINARE (POLITICO-SOCIALE = 0)                                                              Exp(b)

     Agraria e veterinaria                                                                                    1,674
     Architettura                                                                                             1,414
     Chimico-farmaceutico                                                                                     3,058
     Economico-statistico                                                                                     1,842
     Educazione fisica                                                                                        1,269
     Geo-biologico                                                                                            1,211
     Giuridico                                                                                                0,737
     Ingegneria                                                                                               4,393
     Insegnamento                                                                                             1,876
     Letterario                                                                                               0,833
     Linguistico                                                                                              1,302
     Medico/professioni sanitarie                                                                             3,204
     Psicologico                                                                                              0,420
     Scientifico                                                                                              4,242

     Fonte: XXI Indagine - Condizione occupazionale dei Laureati - Rapporto 2019 - AlmaLaurea
     N.B 1,674 associato a Agraria e veterinaria (Exp(b) indica che i laureati di primo livello hanno la probabilità di
     lavorare superiore del 67,4% rispetto ai laureati con indirizzo politico-sociale

     Valutando poi quali sono le facoltà per le quali, a un anno dal conseguimento della laurea,
     un neolaureato ha probabilità di ricollocarsi, scopriamo che i laureati in ingegneria, in ambito
     scientifico e medico/professioni sanitarie risultano essere i più favoriti, mentre al contrario i
     meno favoriti sono i laureati dei gruppi disciplinari psicologico, giuridico e letterario.

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4. QUANTO VALE IL LIVELLO DI
                             ISTRUZIONE?
     Appurato che l’istruzione di livello terziario costituisce nei fatti un differenziale competitivo
     importante per un giovane che ricerca lavoro, è lecito chiedersi se essa rappresenti anche
     un vantaggio in termini di carriera e di stipendio: esiste una differenza retributiva tra chi è
     laureato e chi non lo è? Di seguito, abbiamo messo a confronto le retribuzioni medie di chi
     ha conseguito e di chi non ha conseguito un titolo di studio universitario:

                                             Tabella 4.1: Retribuzione media (RAL, VAR, RGA) 2018 - Laureati vs. non laureati6

                          LIVELLO DI ISTRUZIONE                                    RAL             VAR                 RGA
                                 Non laureati                                   € 27.723          € 1.453          € 29.176
                                    Laureati                                    € 39.697          € 2.586          € 42.283

     Come si evince dalla tabella 4.1, la differenza media fra queste due categorie di lavoratori
     è di circa 12.000 euro annui (lordi) se consideriamo la RAL, che diventano 13.100 euro se si
     considera l’intero pacchetto retributivo (RGA), comprensivo cioè di eventuali premi variabili
     aggiuntivi rispetto alla retribuzione fissa.
     Entrando nel dettaglio dei livelli di scolarizzazione, appare evidente la correlazione fra titolo
     di studio e valore medio delle retribuzioni: in altre parole, migliore è il titolo di studio
     ottenuto, maggiore è la retribuzione percepita.
     Fra i non laureati si registra una significativa differenza tra “estremi”: lavoratori che hanno
     portato a termine il percorso scolastico fino alla scuola media superiore (RAL pari a 30.097
     euro) presentano una media retributiva di quasi il 17% superiore a quella dei lavoratori che
     invece hanno terminato la sola scuola dell’obbligo (RAL pari a 25.352 euro). In una situazione
     intermedia si collocano i lavoratori che hanno conseguito un diploma professionale.

                                                              Tabella 4.2: Retribuzione Media (RAL) 2018 per livello di istruzione

                                      LIVELLO DI ISTRUZIONE                                                 RAL 2018
                                         Scuola dell'obbligo                                                € 25.352
                                 Diploma di scuola professionale                                            € 26.695
                                    Diploma di media superiore                                              € 30.097
                                           Laurea triennale                                                 € 29.717
                                          Master di I livello                                               € 41.242
                                          Laurea magistrale                                                 € 41.629
                                          Master di II livello                                              € 46.763

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         RAL: Retribuzione Lorda annua; VAR: Retribuzione Lorda Variabile annua; RGA: RAL + VAR

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Analizzando gli stipendi dei lavoratori in possesso di una laurea, appare evidente come il
     completamento del ciclo di studio universitario, almeno con il conseguimento di un master di
     primo livello o della laurea magistrale, sia un fattore decisivo in termini retributivi. Infatti, se
     la laurea triennale garantisce una retribuzione analoga a quella dei diplomati, intorno ai
     30.000 euro lordi annui, con il master di primo livello e la laurea magistrale la retribuzione si
     colloca intorno ai 41.000 euro lordi annui, con una crescita di oltre il 35%7.

     Grafico 4.1: Trend RAL 2014-2018 per livello di istruzione
                                                                                                                      3,9%
                           3,5%

                                                                          2,1%

                                                         0,4%
                                                                                         0,2%

                         Laurea                       Master di                       Laurea                      Master di
                        triennale                      I livello                     magistrale                    II livello

     Negli ultimi 5 anni la RAL media italiana è cresciuta in maniera molto contenuta: +2,1%. Come si
     può notare dal grafico 4.1 le dinamiche retributive nella famiglia dei lavoratori con istruzione
     universitaria appaiono molto varie: le retribuzioni dei laureati magistrali e dei possessori di
     master di primo livello sono state di fatto stagnanti, mentre sono cresciute in modo molto più
     veloce del mercato nel suo complesso sia le retribuzioni dei laureati triennali, che quelle di
     coloro in possesso di master di secondo livello o del dottorato di ricerca.

         STUDIARE PAGA: CHI HA UN’ISTRUZIONE UNIVERSITARIA GUADAGNA MEDIAMENTE
         DI PIÙ DI CHI NON HA UN TITOLO DI STUDIO ACCADEMICO. INOLTRE, TANTO PIÙ
          ALTO È IL TITOLO DI STUDIO TERZIARIO TANTO PIÙ ALTA È LA RETRIBUZIONE.

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        Si tenga presente che le lauree triennali sono state introdotte nell’ordinamento universitario non molti anni fa; di conseguenza questa
     categoria è composta quasi esclusivamente da persone giovani, a differenza degli altri livelli di istruzione che includono lavoratori di ogni
     fascia d’età. Inoltre, dal punto di vista dei trend, le retribuzioni dei laureati triennali sono quelle che negli ultimi 5 anni hanno registrato
     l’andamento migliore: +3,5%, contro + 2,1% medio delle retribuzioni italiane.

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5. QUANDO LO STUDIO INIZIA A
                          RENDERE?
     Secondo il rapporto 2019 di AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati,
     l’investimento nello studio universitario comincia “a rendere” in modo significativo entro i 5
     anni dal conseguimento del titolo, quando la retribuzione netta raggiunge un livello pari al
     18-21% circa superiore a quella di ingresso, sia per le lauree di primo livello sia per le lauree
     di secondo livello. Ad oggi, tuttavia, sembrerebbe, stando sempre ai dati del rapporto, che
     le retribuzioni d’ingresso siano considerevolmente più basse di 10 anni fa (fra il 6% e il 12% in
     meno in base al livello di istruzione), seppure in trend positivo dopo il crollo tra 2011 e 2013.

     Grafico 5.1 - Laureati degli anni 2007-2017 intervistati ad un anno dal conseguimento del titolo: retribuzione
     mensile netta per tipo di corso. Anni di indagine 2008-2018 (valori rivalutati in base agli indici Istat dei prezzi
     al consumo; valori medi in euro)

                       Primo livello                                         Secondo livello

        2017      € 1.169                                        2017      € 1.232
        2016      € 1.119                                        2016      € 1.167
        2015      € 1.128                                        2015      € 1.177
        2014      € 1.101                                        2014      € 1.156
        2013      € 1.031                                        2013      € 1.080
        2012      € 1.025                                        2012      € 1.051
        2011      € 1.081                                        2011      € 1.091
        2010      € 1.177                                        2010      € 1.147
        2009      € 1.256                                        2009      € 1.180
        2008      € 1.302                                        2008      € 1.237
        2007      € 1.328                                        2007      € 1.310

                   Magistrali biennali                                  Magistrali a ciclo unico

        2017      € 1.224                                        2017      € 1.258
        2016      € 1.166                                        2016      € 1.171
        2015      € 1.179                                        2015      € 1.167
        2014      € 1.155                                        2014      € 1.138
        2013      € 1.086                                        2013      € 1.044
        2012      € 1.060                                        2012       € 991
        2011      € 1.095                                        2011      € 1.059
        2010       € 1.150                                       2010      € 1.118
        2009      € 1.178                                        2009      € 1.181
        2008      € 1.238                                        2008      € 1.235
        2007      € 1.318                                        2007      € 1.266

     Fonte: XXI Indagine - Condizione occupazionale dei Laureati - Rapporto 2019 - AlmaLaurea

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Grafico 5.2 - Laureati degli anni 2007-2017 intervistati ad un anno dal conseguimento del titolo: retribuzione
     mensile netta per tipo di corso. Anni di indagine 2008-2018 (valori rivalutati in base agli indici Istat dei prezzi
     al consumo; valori medi in euro)

                       Primo livello                                          Secondo livello

        2013      € 1.418                                         2013      € 1.459

        2012      € 1.374                                         2012      € 1.430

        2011      € 1.392                                         2011      € 1.421

        2010      € 1.385                                         2010      € 1.402

        2009      € 1.368                                         2009      € 1.363

        2008      € 1.387                                         2008      € 1.396

        2007      € 1.427                                         2007      € 1.475

                   Magistrali biennali                                   Magistrali a ciclo unico

        2013      € 1.468                                         2013      € 1.455

        2012      € 1.444                                         2012      € 1.402

        2011      € 1.436                                         2011      € 1.384

        2010      € 1.417                                         2010      € 1.356

        2009      € 1.383                                         2009      € 1.309

        2008      € 1.414                                         2008      € 1.357

        2007      € 1.489                                         2007      € 1.535

     Fonte: XXI Indagine - Condizione occupazionale dei Laureati - Rapporto 2019 - AlmaLaurea

     I dati dell’Osservatorio JobPricing risultano coerenti con questo quadro generale.

     Analizzando l’andamento delle retribuzioni nel tempo e differenziando per titolo di studio, si
     può osservare come, innanzitutto, la forbice tra le retribuzioni di laureati e non laureati sia
     molto sottile nella fascia fra i 15-24 anni, ma poi cresca costantemente nelle successive fasce
     d’età.

     Tabella 5.1: Retribuzione media (RAL) 2018 per classe di età anagrafica - Laureati vs. non laureati

           LIVELLO DI ISTRUZIONE              15-24 anni         25-34 anni           35-44 anni        45-54 anni

                 Non laureati                   € 22.547           € 24.767            € 27.403          € 29.601
                   Laureati                     € 25.190           € 30.432            € 38.385          € 48.302
                 Differenza %                    11,7%              22,9%               40,1%              63,2%

17
La differenza nella classe di età 15-24 anni è riconducibile al fatto che i laureati entrano
     stabilmente nel mercato del lavoro spesso non prima dei 25-26 anni, mentre chi ha un diploma
     o un titolo inferiore (scuola dell’obbligo o diploma di qualifica professionale) al raggiungimento
     dei 24 anni ha già acquisito probabilmente un certo numero di anni di lavoro, che possono
     implicare anche scatti retributivi e aumenti contrattuali.

     Grafico 5.3: Differenza retributiva (RAL) 2018 tra laureati e non laureati per fascia di età anagrafica

                                                                                      63%

                                                                    40%

                                                  23%

                                12%

                             15-24 anni        25-34 anni       35-44 anni        45-54 anni

     Il gap a favore dei laureati, che già pare significativo nella fascia fra i 25 ed i 34 anni, au-
     menta sensibilmente dopo i 35 anni, che rappresentano il momento in cui si concretizzano a
     livello professionale gli anni di studio universitari: il possesso di un titolo di studio di maggiore
     prestigio, infatti, come si dirà meglio nel prossimo capitolo, incide molto sulle opportunità di
     carriera e di sviluppo professionale (sono laureati il 58% dei dirigenti e il 55% dei quadri) e di
     conseguenza sulle prospettive di guadagno.

           INTORNO AI 35 ANNI I LAUREATI HANNO UN SALTO RETRIBUTIVO MOLTO
        SIGNIFICATIVO CHE LI PORTA IN MEDIA A RETRIBUZIONI DEL 40% SUPERIORI A
                                          QUELLE DEI NON LAUREATI.

     È interessante sottolineare come negli ultimi 5 anni la differenza retributiva fra laureati e non
     laureati sia di fatto rimasta analoga in tutte le fasce d’età ad esclusione degli over 45 dove
     invece si è ridotta (credibilmente in funzione delle dinamiche di pensionamenti, da un lato, e
     compressione verso il basso delle retribuzioni dirigenziali, dall’altro).

18
Grafico 5.4: Differenza retributiva (RAL) tra laureati e non laureati per fascia di età anagrafica - Confronto
     2014-2018
                                                                                                                         77% 76%
                  2014
                  2015                                                                                                              70%
                  2016                                                                                                                    66%
                  2017                                                                                                                          63%
                  2018
                                                                                    47%
                                                                                          42% 41% 41%
                                                                                                      40%

                                               28%
                                                     24%
                                                           22% 22% 23%

          11% 10% 10%    12%
                      9%

               15-24 anni                            25-34 anni                           35-44 anni                          45-54 anni

     Approfondendo ulteriormente il confronto fra le retribuzioni di chi è in possesso di istruzione
     terziaria e chi no, si può osservare che la progressione dello stipendio è in generale molto
     forte per tutti i livelli di istruzione terziaria, ad eccezione della laurea triennale, che ha una
     dinamica analoga a quella del diploma8. Il multiplo retributivo nel passaggio dalla fascia
     25-34 a quella dei 45-54, come evidenziato sotto, è del 13% in presenza di sola istruzione
     obbligatoria ed arriva ad oltre il 116% per chi ha un master di 2° livello. “Inoltre, secondo
     AlmaLaurea9, “si osserva che, a parità di ogni altra condizione, le lauree di secondo livello
     mostrano maggiori opportunità occupazionali ad un anno dal titolo”.

     Tabella 5.2: Retribuzione media (RAL) 2018 per classe di età anagrafica e livello di istruzione

             LIVELLO DI ISTRUZIONE                         25-34 anni             35-44 anni               45-54 anni                     GAP

                Scuola dell'obbligo                         € 23.376                € 25.190                 € 26.448                  13,1%
         Diploma di scuola professionale                    € 23.981                € 25.854                 € 28.452                  18,6%
           Diploma di media superiore                       € 25.725                € 29.459                 € 34.095                     2,5%
                  Laurea triennale                          € 27.820                € 32.079                 € 34.998                  25,8%
                  Master di I livello                       € 32.653                € 40.661                 € 59.330                  81,7%
                 Laurea magistrale                          € 31.369                € 38.924                 € 48.650                  55,1%
                  Master di II livello                      € 34.026                € 46.876                 € 73.752                  116,8%

     8
       Si noti in proposito che in questo cluster d’analisi per gli over 45 ci si riferisce necessariamente al solo diploma universitario introdotto nel
     1990 e non alla laurea triennale dell’attuale ordinamento.
     9
       AlmaLaurea - XXI Indagine Condizione occupazionale dei laureati 2019

19
IN GENERALE LA LAUREA TRIENNALE PUÒ FAVORIRE L’INGRESSO NEL MONDO
       DEL LAVORO RISPETTO AD ALTRI TITOLI DI ISTRUZIONE TERZIARIA; TUTTAVIA LE
       PROSPETTIVE DI CRESCITA RETRIBUTIVA DURANTE LA CARRIERA SONO MOLTO
     INFERIORI (25,8%) A QUELLE DELLA LAUREA MAGISTRALE (55,1%) O DI UN MASTER
       (FINO AL 116,8%) E DI FATTO ALLINEATE A QUELLE DI UN DIPLOMA SUPERIORE
                                                       (32,5%).

     Grafico 5.5: Gap retributivo 45-54 anni vs. 25-34 anni per livello di istruzione - Confronto 2014-2018

                                                                                                              117%
                                 2014                  2018
                                                                                                        94%
                                                                               82%

                                                                                         67%

                                                                         53%                   55%
                                                         42%
                                         37%
                                               33%
                         26%                                   26%
                               19%
        10% 13%

        Scuola         Diploma di       Diploma di       Laurea         Master di       Laurea         Master di II
      dell'obbligo       scuola            media        triennale        I livello     magistrale        livello
                      professionale      superiore

     Le serie storiche degli ultimi 5 anni, infine, evidenziano come il master (tanto di 1° che di 2°
     livello) sia il titolo di studio per il quale la crescita media della retribuzione non solo risulta
     essere la più elevata in assoluto, ma sia anche quella che ha avuto il trend migliore.

20
6. QUAL È L'IMPATTO DEL TITOLO DI
              STUDIO SULLA CARRIERA?
     Le differenze fra laureati e non possono essere ulteriormente approfondite con esiti interessanti
     laddove si prendano in considerazione le qualifiche professionali dei lavoratori.

     Come evidenziato nella tabella sottostante, analizzando gli stipendi in funzione dei livelli di
     istruzione e dell’inquadramento contrattuale, si osservano variazioni minime in tutte le qualifiche:
     che tu sia dirigente, quadro, impiegato o operaio, la laurea non ti garantisce uno stipendio
     sensibilmente più alto del tuo collega non laureato col medesimo inquadramento.

                         Tabella 6.1: Retribuzione media (RGA) 2018 per inquadramento - Laureati vs. Non laureati

          LIVELLO DI ISTRUZIONE               DIRIGENTI           QUADRI           IMPIEGATI           OPERAI

                Non laureati                   € 97.892          € 54.161           € 30.490          € 24.768
                  Laureati                    € 102.775          € 54.116           € 31.641          € 25.255
                Differenza %                     5,0%              -0,1%              3,8%               2,0%

                                 Tabella 6.2: Retribuzione media (RAL) 2018 per inquadramento e livello di istruzione

              LIVELLO DI ISTRUZIONE                  DIRIGENTI        QUADRI          IMPIEGATI         OPERAI

                Scuola dell'obbligo                  € 96.537         € 51.726        € 29.823         € 24.729
          Diploma di scuola professionale           € 103.391         € 54.676        € 30.465         € 24.992
            Diploma di media superiore               € 97.800         € 54.286        € 30.621         € 24.754
                 Laurea triennale                    € 92.796         € 51.043        € 28.636         € 23.740
                 Master di I livello                € 103.638         € 54.560        € 31.614         € 24.131
                 Laurea magistrale                  € 102.954         € 54.353        € 32.491         € 26.083
                 Master di II livello               € 106.391         € 55.164        € 32.703         € 25.935

21
Ciò che cambia, come si è già detto in precedenza e come evidenziato nel grafico 6.1, è
     tuttavia l’accessibilità alle posizioni che garantiscono inquadramenti superiori e quindi stipendi
     più alti. Si può, infatti, notare come la percentuale di Dirigenti e Quadri sia considerevolmente
     più elevata tra i laureati (in particolare se in possesso di laurea magistrale o master) e come
     tra i non laureati la percentuale di Dirigenti e Quadri si fermi intorno al 5%.

     Se è vero, pertanto, che, una volta raggiunto un determinato livello di carriera, il titolo di
     studio non impatta sulla retribuzione in modo significativo, allo stesso tempo è chiaro che
     l’istruzione terziaria è un potente facilitatore di carriera, che consente prospettive economiche
     decisamente migliori.

     Grafico 6.1: Composizione % 2015-2016-2017 - Dirigenti + Quadri vs. Impiegati + Operai per livello di istruzione

                    100%           99%                                                           % Dirigenti + Quadri
                                                94%          94%
                                                                                                 % Impiegati + Operai

                                                                                          73%
                                                                           70%

                                                                                                        58%

                                                                                                  42%

                                                                     30%
                                                                                    27%

                                           6%           6%
               0%             1%

             Scuola          Qualifica      Diploma     Laurea       Master di      Laurea        Master di
           dell'obbligo      di scuola     di media    triennale      I livello    magistrale      II livello
                           professionale   superiore

     Fonte: Elaborazione JobPricing su dati ISTAT - Indagine Trimestrale sulle Forze di Lavoro

22
UN TITOLO DI STUDIO TERZIARIO, NELLA MISURA IN CUI FACILITA LA CARRIERA,
         È UN VEICOLO PER RAGGIUNGERE STIPENDI MAGGIORI: CON LA LAUREA
        (MAGISTRALE) SI HA UNA PROBABILITÀ 4 VOLTE SUPERIORE AL DIPLOMA DI
       DIVENTARE QUADRO O DIRIGENTE, CON IL MASTER ADDIRITTURA DI 7 VOLTE.

     Il fatto che la laurea sia remunerata meglio di livelli di istruzione inferiori per quanto significa-
     tivo, non fa del nostro paese un’eccellenza a livello mondiale. Secondo l’OECD, infatti, su 34
     paesi mappati l’Italia si posiziona al 25° posto per differenza retributiva tra laureati e diplo-
     mati, con un valore inferiore anche alla media OCSE (153,1) ed anche a quello dei paesi UE
     (149,4). Questo dato negativo, per altro, si aggrava ulteriormente se si considerano solo i
     giovani fra i 25 ed i 34 anni.

23
Grafico 6.2: Indice retributivo di lavoratori laureati (full-time) - Lavoratori nella fascia di età 25-64 anni -
     Retribuzione lavoratori diplomati = 100 - Anno 2017

     Grafico 6.3: Indice retributivo di lavoratori laureati (full-time) - Lavoratori nella fascia di età 25-34 anni -
     Retribuzione lavoratori diplomati = 100 - Anno 2017

     Chile                   232,9                              Chile                   195,7
     Mexico                  201,8                              Mexico                  181,7
     Hungary                 189,9                              Turkey                  166,6
     Czech Republic          180,1                              Ireland                 160,8
     Lithuania               176,6                              Hungary                 159,8
     Turkey                  171,9                              Lithuania               158,2
     Slovenia                169,7                              United States           153,3
     Portugal                169,1                              Portugal                149,1
     United States           168,4                              Czech Republic          148,5
     Slovak Republic         166,4                              Germany                 145,2
     Germany                 161,8                              France                  141,8
     Israel                  159,4                              Israel                  139,1
     Ireland                 158,2                              Poland                  138,9
     Poland                  157,6                              OECD - Average          136,3
     OECD - Average          153,1                              Slovenia                135,3
     EU 22 members in OECD   149,4                              United Kingdom          134,5
     Netherlands             147,0                              Slovak Republic         133,4
     Latvia                  145,9                              EU 22 members in OECD   133,2
     Switzerland             145,6                              Spain                   131,6
     France                  145,0                              Luxembourg              130,6
     United Kingdom          144,5                              Netherlands             130,2
     Spain                   144,4                              Switzerland             130,1
     Austria                 143,0                              Latvia                  129,3
     Canada                  142,3                              Estonia                 126,8
     Luxembourg              142,2                              Greece                  125,7
     Korea                   140,9                              Belgium                 124,9
     Italy                   137,2                              Austria                 123,5
     Greece                  136,3                              Canada                  122,9
     Finland                 136,3                              Korea                   121,5
     Belgium                 135,9                              Finland                 121,3
     Australia               131,5                              Denmark                 117,1
     Estonia                 128,8                              Australia               114,1
     New Zealand             127,4                              Italy                   114,1
     Denmark                 125,6                              New Zealand             112,9
     Sweden                  122,9                              Sweden                  109,9
     Norway                  119,8                              Norway                  105,5

     Fonte: Database OECD
     N.B. per alcuni paesi il dato riportato è riferito all’anno 2014 o 2015 (ove non presente il dato 2016) – Il dato
     relativo all’Italia fa riferimento al 2014

       L’ITALIA È NELLE ULTIME POSIZIONI DELL’OECD PER DIFFERENZIALE RETRIBUTIVO
         FRA LAUREATI E DIPLOMATI. STUDIARE CONVIENE, MA MENO CHE ALL’ESTERO.

24
7. QUALE FACOLTÀ FREQUENTARE?

     Laurearsi da quanto si è detto fin qui è conveniente. Ma qual è il miglior percorso di studi da
     affrontare per massimizzare il ritorno di questo importante investimento di tempo e di denaro?

     Abbiamo già detto delle prospettive occupazionali rispetto alla facoltà e di come siano le
     c.d. materie STEM quelle che offrono prospettive migliori da questo punto di vista.

     A livello economico questo dato si conferma, con un’unica eccezione rappresentata dalle
     scienze economiche e da quelle politiche e sociali che, per quanto richiedano maggiori sforzi
     per entrare nel mondo del lavoro, poi, nel percorso di carriera, paiono garantire prospettive
     retributive di tutto rispetto.

                       Tabella 7.1: Retribuzione media (RAL) 2018 per classe di età anagrafica e per facoltà/disciplina

                                                                                                              da 25-34
                                ATENEO                               25-34 anni 35-44 anni 45-54 anni
                                                                                                               a 45-54
     Ingegneria Chimica e dei Materiali                               € 30.590   € 48.602       € 60.703          98%
     Scienze chimiche                                                 € 29.375   € 40.347       € 54.514          86%
     Scienze economiche                                               € 31.431   € 44.030       € 56.375          79%
     Ingegneria Meccanica, Navale, Aeronautica e Aerospaziale         € 30.966   € 39.161       € 55.285          79%
     Ingegneria Gestionale                                            € 32.014   € 42.254       € 56.953          78%
     Scienze politiche e sociali                                      € 28.549   € 39.665       € 50.060          75%
     Ingegneria civile e Architettura                                 € 28.319   € 36.335       € 46.697          65%
     Scienze statistiche                                              € 31.576   € 41.330       € 51.953          65%
     Scienze giuridiche                                               € 34.656   € 40.588       € 56.790          64%
     Scienze mediche                                                  € 32.746   € 50.206       € 52.867          61%
     Lingue e letterature straniere moderne                           € 25.543   € 29.425       € 40.675          59%
     Scienze storiche e filosofiche                                   € 25.620   € 32.497       € 39.342          54%
     Scienze biologiche                                               € 35.782   € 36.117       € 50.711          42%
     Ingegneria Informatica, Elettronica e delle Telecomunicazioni    € 30.234   € 34.972       € 41.760          38%
     Scienze matematiche e informatiche                               € 28.383   € 31.957       € 38.310          35%
     Scienze pedagogiche e psicologiche                               € 25.507   € 28.037       € 33.345          31%
     Scienze fisiche                                                  € 34.425   € 38.750       € 40.724          18%

     N.B. per le facoltà di Ingegneria Nucleare, Scienze agrarie e veterinarie, Scienze della terra, Scienze dell'antichità,
     filologico-letterarie e storico-artistiche, non si è raggiunta una numerosità significativa per la pubblicazione dei
     dati

     Analizzando il livello retributivo di ingresso nel mondo del lavoro, le facoltà che premiano
     maggiormente sono Scienze Biologiche, Scienze Giuridiche e Scienze Fisiche. Il percorso di
     carriera determina invece un incremento retributivo particolarmente significativo per le facoltà
     di Ingegneria Chimica e dei Materiali, Scienze Chimiche e Scienze Economiche.

25
Grafico 7.1: Retribuzione media (RAL) dei laureati tra i 25 e i 34 anni per facoltà/disciplina

       Scienze biologiche                                              35.782   €
       Scienze giuridiche                                              34.656   €
       Scienze fisiche                                                 34.425   €
       Scienze mediche                                                 32.746   €
       Ingegneria Gestionale                                           32.014   €
       Scienze statistiche                                             31.576   €
       Scienze economiche                                              31.431   €
       Ingegneria Meccanica, Navale, Aeronautica e Aerospaziale        30.966   €
       Ingegneria Chimica e dei Materiali                              30.590   €
       Ingegneria Informatica, Elettronica e delle Telecomunicazioni   30.234   €
       Scienze chimiche                                                29.375 €
       Scienze politiche e sociali                                     28.549   €
       Scienze matematiche e informatiche                              28.383   €
       Ingegneria civile e Architettura                                28.319   €
       Scienze storiche e filosofiche                                  25.620   €
       Lingue e letterature straniere moderne                          25.543   €
       Scienze pedagogiche e psicologiche                              25.507   €

            LA MAGGIOR CRESCITA RETRIBUTIVA UNA VOLTA GIUNTI ALLA MATURITÀ
      PROFESSIONALE È ASSOCIATA A STUDI DI INGEGNERIA, CHIMICA ED ECONOMIA.

     Grafico 7.2: Crescita retributiva della Retribuzione media (RAL) per facoltà/disciplina (da 25-34 anni a 45-54
     anni)

       Ingegneria Chimica e dei Materiali                                 98,4%
       Scienze chimiche                                                   85,6%
       Scienze economiche                                                 79,4%
       Ingegneria Meccanica, Navale, Aeronautica e Aerospaziale           78,5%
       Ingegneria Gestionale                                              77,9%
       Scienze politiche e sociali                                        75,3%
       Ingegneria civile e Architettura                                   64,9%
       Scienze statistiche                                                64,5%
       Scienze giuridiche                                                 63,9%
       Scienze mediche                                                    61,4%
       Lingue e letterature straniere moderne                             59,2%
       Scienze storiche e filosofiche                                     53,6%
       Scienze biologiche                                                 41,7%
       Ingegneria Informatica, Elettronica e delle Telecomunicazioni      38,1%
       Scienze matematiche e informatiche                                 35,0%
       Scienze pedagogiche e psicologiche                                 30,7%
       Scienze fisiche                                                    18,3%

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8. QUALE TIPOLOGIA
                    DI ATENEO FREQUENTARE?
                                            PUBBLICO vs. PRIVATO

     Scegliere il giusto percorso di laurea è il primo step, ma anche decidere dove frequentare
     l’università non è una questione secondaria: in primo luogo, vale la pena di spendere di più
     per le rette delle università private rispetto a quelle pubbliche?

     La risposta a un simile dilemma si fonda su due elementi: probabilità di trovare un impiego
     a fine studi e ritorno dell’investimento in termini di carriera e di guadagni attesi.

     Abbiamo confrontato i valori retributivi provenienti dalle università statali, private e dai
     politecnici, in termini aggregati; il risultato relativo alla RAL - Retribuzione Annua Lorda - è
     il seguente:

                                             Tabella 8.1: Retribuzione media (RAL) 2018 per tipologia di università

                      TIPOLOGIA DI UNIVERSITÀ                                              RAL

                          Università private                                            € 44.566
                           Università statali                                           € 39.056
                              Politecnici                                               € 42.707

     I dati ci dicono che aver frequentato una università privata dà un ritorno economico
     superiore del 14% rispetto all’aver frequentato un ateneo statale e del 4% rispetto all’aver
     frequentato un politecnico.

       I LAUREATI IN ATENEI PRIVATI HANNO IN MEDIA STIPENDI SUPERIORI RISPETTO A
           CHI HA CONSEGUITO IL DIPLOMA DI LAUREA IN UNIVERSITÀ PUBBLICHE.

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NORD vs. SUD

     Un altro dato interessante da indagare, anche alla luce del noto fenomeno “migratorio”
     degli studenti universitari dal Sud al Nord del Paese, è quello che concerne la collocazione
     geografica delle università: chi studia al Nord ha effettivamente migliori chance di guadagno
     una volta entrato nel mondo del lavoro?

     Si evince dai dati raccolti (tabella 5.1) che chi ha frequentato un’università del Nord guadagna
     mediamente il 10% in più rispetto a chi ha frequentato un ateneo al Sud e Isole, mentre i valori
     retributivi medi di Nord e Centro Italia sono molto più vicini.

                          Tabella 8.2: Retribuzione media (RAL) 2018 per collocazione geografica dell’università

                        SEDE DELL’UNIVERSITÀ                                            RAL

                                Nord                                                 € 41.155
                               Centro                                                € 39.933
                             Sud e Isole                                             € 37.424

                      LE UNIVERSITÀ DEL NORD SONO PIÙ REMUNERATIVE
                                 DI QUELLE DEL CENTRO E DEL SUD.

     Come è abbastanza scontato attendersi, sia per quanto detto sopra, sia (soprattutto)
     per i migliori tassi di occupazione, il “movimento” di laureati da Sud verso Nord è molto
     significativo. In particolare, il 65% di chi consegue la laurea nel Sud e Isole si sposta poi a
     lavorare nel Centro (21%) o nel Nord Italia (44%).

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Grafico 8.1: Mobilità dei laureati in aziende di altri territori

     94%                   26%                                    44%
         5%                   71%                                       21%

                  1%                       3%                                          35%

      SEDE DI LAVORO DI    SEDE DI LAVORO DI                     SEDE DI LAVORO DI
     CHI HA FREQUENTATO   CHI HA FREQUENTATO                    CHI HA FREQUENTATO
        L’UNIVERSITÀ AL      L’UNIVERSITÀ AL                       L’UNIVERSITÀ AL
           NORD               CENTRO                                SUD E ISOLE

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9. I MIGLIORI ATENEI PER
                                          CARRIERA E GUADAGNO
     Dopo aver chiarito che, da un punto di vista retributivo, privato è meglio di pubblico e Nord è
     meglio di Sud, proviamo a fornire indicazioni sugli Atenei che possono garantire uno stipendio
     futuro elevato (e quali conseguentemente uno stipendio più ristretto).

     A tal fine abbiamo preso in considerazione 40 atenei italiani, verificando per ognuno di essi
     il livello retributivo medio dei primi 10 anni di carriera di un laureato.

     Grafico 10.1: Retribuzione media (RAL) 2018 (in migliaia di euro) dei laureati tra i 25 e i 34 anni per Ateneo e
     scostamento dalla media dei laureati

     Università Commerciale Luigi Bocconi                                     € 34.856   14,5%
     LUISS Libera università internazionale degli studi sociali Guido Carli   € 33.653   10,6%
     Politecnico di Milano                                                    € 32.769   7,7%
     Università Cattolica del Sacro Cuore                                     € 32.383   6,4%
     Università degli Studi di Siena                                          € 31.743   4,3%
     Politecnico di Torino                                                    € 31.543   3,6%
     Università degli Studi di Padova                                         € 31.297   2,8%
     Università degli Studi di Roma Tor Vergata                               € 31.121   2,3%
     Università degli Studi di Brescia                                        € 31.114   2,2%
     Università degli Studi di Genova                                         € 31.111   2,2%
     Università degli Studi di Pisa                                           € 31.001   1,9%
     Università degli Studi dell'Aquila                                       € 30.992   1,8%
     Università degli Studi di Parma                                          € 30.855   1,4%
     Università degli Studi di Palermo                                        € 30.812   1,2%
     Università degli Studi di Udine                                          € 30.804   1,2%
     Politecnico di Bari                                                      € 30.714   0,9%
     Università degli Studi della Calabria                                    € 30.647   0,7%
     Università degli Studi di Napoli Federico II                             € 30.561   0,4%
     Università di Roma La Sapienza                                           € 30.555   0,4%
     Università degli Studi di Trieste                                        € 30.529   0,3%
     Università degli Studi di Milano Bicocca                                 € 30.515   0,3%
     Università degli Studi di Bergamo                                        € 30.492   0,2%
     Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia                         € 30.480   0,2%
     Università Politecnica delle Marche                                      € 30.479   0,2%
     Alma mater studiorum Università di Bologna                               € 30.477   0,1%
     Università degli Studi di Pavia                                          € 30.439   0,0%
     Università degli Studi di Catania                                        € 30.382   -0,2%
     Università degli Studi di Verona                                         € 30.315   -0,4%
     Università degli Studi di Firenze                                        € 30.246   -0,6%
     Università degli Studi di Milano                                         € 30.192   -0,8%
     Università degli Studi di Napoli Parthenope                              € 30.141   -1,0%
     Università degli Studi Roma Tre                                          € 30.108   -1,1%
     Università degli Studi di Torino                                         € 30.034   -1,3%
     Università degli Studi di Bari                                           € 29.742   -2,3%
     Università degli Studi di Trento                                         € 29.720   -2,3%
     Università degli Studi di Ferrara                                        € 29.650   -2,6%
     Università Ca Foscari di Venezia                                         € 29.513   -3,0%
     Università degli Studi di Cagliari                                       € 29.292   -3,7%
     Università degli Studi di Messina                                        € 28.974   -4,8%
     Università degli Studi di Perugia                                        € 28.893   -5,1%

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Si può osservare come, nella prima fase di carriera lavorativa (dai 25 ai 34 anni), i primi
     4 atenei sono privati, e precisamente la Bocconi (34.900 euro), la LUISS (33.700 euro), il
     Politecnico di Milano (32.800 euro), e l’Università Cattolica del Sacro Cuore (32.400 euro).
     Alla maggior parte delle università analizzate è associato un valore iniziale di carriera
     tra i 30.000 euro e i 31.500 euro, mentre fanalino di coda sono le università di Messina e
     Perugia, con una RAL media dai 29.000 euro in giù.

     Tabella 10.1: Retribuzione media (RAL) 2018 per fascia di età anagrafica e per ateneo - Valori in migliaia di
     euro
                                                                                                           da 25-34
                                  ATENEO                            25-34 anni   35-44 anni   45-54 anni
                                                                                                            a 45-54
     Università Cattolica del Sacro Cuore                              32,4         43,0         59,2        83%
     Università Commerciale Luigi Bocconi                              34,9         45,8         61,9        74%
     LUISS Libera università int. degli studi sociali Guido Carli      33,7         42,1         58,2        73%
     Università degli Studi di Verona                                  30,3         38,7         50,8        68%
     Università degli Studi di Bergamo                                 30,5         38,8         50,9        66%
     Università degli Studi di Brescia                                 31,1         40,2         51,7        66%
     Università degli Studi di Milano                                  30,2         39,0         50,0        65%
     Università degli Studi di Parma                                   30,9         39,9         51,0        65%
     Università di Roma La Sapienza                                    30,6         38,7         50,3        65%
     Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia                  30,5         41,0         50,1        64%
     Politecnico di Torino                                             31,5         41,4         51,7        64%
     Università Ca Foscari di Venezia                                  29,5         39,5         48,3        64%
     Università degli Studi di Perugia                                 28,9         38,1         47,1        63%
     Università degli Studi di Trento                                  29,7         37,6         48,3        62%
     Università degli Studi di Pavia                                   30,4         39,2         49,3        62%
     Politecnico di Milano                                             32,8         42,5         52,9        62%
     Alma mater studiorum Università di Bologna                        30,5         38,7         49,2        61%
     Università degli Studi di Trieste                                 30,5         38,6         49,0        61%
     Università degli Studi Roma Tre                                   30,1         39,0         48,0        60%
     Università degli Studi di Padova                                  31,3         40,5         49,7        59%
     Università degli Studi di Pisa                                    31,0         39,6         49,2        59%
     Università degli Studi di Torino                                  30,0         37,5         47,3        58%
     Università degli Studi di Genova                                  31,1         38,8         48,6        56%
     Università degli Studi di Roma Tor Vergata                        31,1         39,8         48,4        56%
     Università degli Studi di Siena                                   31,7         38,8         51,7        55%
     Università degli Studi di Catania                                 30,4         36,4         46,9        55%
     Università degli Studi di Ferrara                                 29,6         40,0         45,8        54%
     Università degli Studi di Bari                                    29,7         36,4         45,9        54%
     Università degli Studi di Cagliari                                29,3         36,2         45,1        54%
     Università degli Studi dell'Aquila                                31,0         37,4         47,2        52%
     Università Politecnica delle Marche                               30,5         38,7         46,4        52%
     Università degli Studi di Firenze                                 30,2         37,1         45,6        51%
     Università degli Studi di Udine                                   30,8         37,9         46,3        50%
     Università degli Studi di Messina                                 29,0         36,5         43,4        50%
     Università degli Studi di Napoli Federico II                      30,6         38,0         45,8        50%
     Università degli Studi di Palermo                                 30,8         37,2         46,0        49%
     Politecnico di Bari                                               30,7         37,4         45,0        47%
     Università degli Studi di Milano Bicocca                          30,5         37,8         44,7        46%
     Università degli Studi di Napoli Parthenope                       30,1         36,9         44,0        46%
     Università degli Studi della Calabria                             30,6         36,8         44,0        44%

     Si è analizzato poi l’andamento della retribuzione nel corso della carriera lavorativa e,
     in particolare, l’incremento che si registra tra il primo e l’ultimo step di carriera preso in
     considerazione.

31
Anche da questo punto di vista, le università private si mantengono ai primi posti della
     classifica: la crescita retributiva più consistente è rilevata per la Cattolica, i cui laureati
     quasi raddoppiano la loro retribuzione al raggiungimento e consolidamento nella fascia
     tra i 45 e i 54 anni (+83%); anche i "bocconiani" presentano una crescita media consistente
     (+74%), così come i laureati della LUISS Guido Carli (+73%).

                                                       Tabella 10.2: Composizione % di profili per inquadramento e per ateneo

                                      ATENEO                                 Dirigenti         Quadri          Impiegati
     Università Commerciale Luigi Bocconi                                      22%               31%              47%
     LUISS Libera università int. degli studi sociali Guido Carli              15%               30%              55%
     Politecnico di Milano                                                     14%               28%              58%
     Università Cattolica del Sacro Cuore                                      13%               27%              60%
     Università degli Studi di Pavia                                           13%               29%              58%
     Università di Roma La Sapienza                                            12%               32%              56%
     Università degli Studi di Milano                                          11%               28%              61%
     Università degli Studi di Padova                                          11%               21%              68%
     Università degli Studi di Siena                                           11%               23%              65%
     Università Ca Foscari di Venezia                                          11%               23%              66%
     Università degli Studi di Genova                                          11%               30%              59%
     Università degli Studi di Torino                                          11%               28%              61%
     Università degli Studi di Parma                                           10%               22%              67%
     Università degli Studi di Napoli Federico II                              10%               32%              58%
     Università degli Studi di Brescia                                         10%               18%              72%
     Università degli Studi di Trieste                                          9%               27%              64%
     Alma mater studiorum Università di Bologna                                 9%               22%              69%
     Università degli Studi di Pisa                                             9%               27%              64%
     Università degli Studi di Perugia                                          9%               18%              73%
     Università degli Studi di Bari                                             9%               25%              66%
     Politecnico di Torino                                                      8%               27%              65%
     Università degli Studi di Firenze                                          8%               25%              67%
     Università degli Studi dell'Aquila                                         8%               19%              73%
     Università degli Studi di Bergamo                                          8%               18%              74%
     Università degli Studi di Palermo                                          7%               34%              59%
     Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia                           7%               21%              72%
     Università degli Studi di Cagliari                                         7%               24%              70%
     Università Politecnica delle Marche                                        7%               27%              66%
     Università degli Studi di Roma Tor Vergata                                 7%               25%              68%
     Università degli Studi di Udine                                            6%               18%              75%
     Università degli Studi di Napoli Parthenope                                6%               20%              74%
     Università degli Studi di Ferrara                                          6%               14%              80%
     Politecnico di Bari                                                        6%               23%              71%
     Università degli Studi di Catania                                          6%               25%              70%
     Università degli Studi di Trento                                           5%               19%              76%
     Università degli Studi di Verona                                           5%               17%              78%
     Università degli Studi di Milano Bicocca                                   4%               17%              79%
     Università degli Studi di Messina                                          4%               24%              72%
     Università degli Studi Roma Tre                                            4%               25%              71%
     Università degli Studi della Calabria                                      3%               21%              76%

32
Questo dato, come evidenziato nella tabella 10.2, appare coerente con la composizione
     occupazionale dei laureati delle università “top”, che non a caso sono anche quelle che pre-
     sentano il maggior numero di dirigenti e di quadri fra gli ex-alumni.

33
10. UNIVERSITY
                                   PAYBACK INDEX

     Per dare una misura della “convenienza” dello studio universitario, l’Osservatorio JobPricing
     elabora ogni anno un indice denominato University Payback Index (U_P_I), che esprime il
     numero di anni necessari per ripagare gli investimenti sostenuti.

     Per calcolare questo indice si considera in primo luogo il costo totale sostenuto nell'arco
     del periodo universitario, composto dalle due voci seguenti:

     •   COSTI UNIVERSITARI: sono le spese sostenute dallo studente per completare un corso di
         studi in un arco standard di cinque anni, determinato dalle tasse universitarie e dai costi
         del materiale didattico (libri, pc e altri accessori). Tali informazioni hanno come fonte il
         MIUR (Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca) e IlSole24Ore.it
     •   MANCATO INTROITO: è la retribuzione che lo studente avrebbe guadagnato occupando
         un posto di lavoro a tempo pieno, anziché frequentare l'università nei cinque anni di studio
         presi come riferimento (si è considerata la RAL media di un non laureato under 24).

     In secondo luogo, per ogni anno di lavoro si determina il beneficio economico derivante dal
     possesso di un titolo di studio universitario. Tale benefico viene calcolato come differenza
     tra:

     •   la retribuzione media del profilo laureato in uno specifico ateneo (già illustrata nei capitoli
         precedenti);
     •   la retribuzione a parità di età di un profilo non laureato.

     Anno dopo anno, il costo sostenuto inizialmente per l'università viene colmato dai benefici
     retributivi derivanti dal possesso di una laurea; l'U_P_I esprime il numero di anni in cui questo
     costo totale viene “riassorbito”, cioè pareggiato.

     Sono stati calcolati nello specifico due diversi indici U_P_I: uno relativo agli studenti fuori
     sede, che hanno costi superiori per effetto del trasferimento, ed uno relativo agli studenti che
     non devono far fronte a questa spesa.

     Scopriamo così che per recuperare a livello economico il mancato guadagno e l'investimento
     fatto per completare il percorso di studi universitario è necessario un intervallo di tempo che
     va dai 13 ai 20 anni, a seconda dell'ateneo frequentato. Per gli studenti fuori sede, poi, l'U_P_I
     è mediamente più elevato di 1 o 2 anni.

34
Come evidenziato nella tabella che segue, l’ateneo più performante, con un U_P_I (per i lavora-
 tori in sede) di poco superiore ai 13 anni, è il Politecnico di Milano, seguito dalla Bocconi e dal
 Politecnico di Torino. A fondo classifica l’Università degli studi di Messina, che fa un po’ peggio
 degli atenei di Cagliari e di Bari e registra un U_P_I (per i lavoratori in sede) di oltre 19 anni.

                                                                              Tabella 10.1: U_P_I 2018 per ateneo

                                                                                                   U_P_I (fuori
                                              ATENEO                           U_P_I (in sede)
                                                                                                     sede)
     Politecnico di Milano                                                           13,4              14,7
     Università Commerciale Luigi Bocconi                                            13,9              15,0
     Politecnico di Torino                                                           14,3              15,5
     Università Cattolica del Sacro Cuore                                            14,5              15,9
     Università degli Studi di Padova                                                15,0              15,5
     Università degli Studi di Brescia                                               15,1              15,6
     LUISS Libera università internazionale degli studi sociali Guido Carli          15,1              16,5
     Università degli Studi di Roma Tor Vergata                                      15,2              16,8
     Università degli Studi di Siena                                                 15,3              16,4
     Università degli Studi di Pisa                                                  15,3              16,4
     Università degli Studi di Parma                                                 15,4              16,4
     Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia                                15,4              16,1
     Università degli Studi di Genova                                                15,7              16,4
     Università di Roma La Sapienza                                                  16,1              17,9
     Università degli Studi di Pavia                                                 16,2              17,0
     Università Politecnica delle Marche                                             16,2              17,3
     Università degli Studi di Bergamo                                               16,2              17,6
     Università degli Studi di Ferrara                                               16,3              17,6
     Università degli Studi dell'Aquila                                              16,3              17,3
     Università degli Studi Roma Tre                                                 16,3              18,1
     Università degli Studi di Trieste                                               16,4              17,5
     Alma mater studiorum Università di Bologna                                      16,4              17,8
     Università degli Studi di Napoli Federico II                                    16,4              17,3
     Università degli Studi di Udine                                                 16,5              17,4
     Università degli Studi di Milano                                                16,6              18,3
     Università degli Studi di Verona                                                16,6              17,7
     Politecnico di Bari                                                             16,6              17,9
     Università degli Studi di Palermo                                               16,7              17,4
     Università Ca Foscari di Venezia                                                16,8              17,8
     Università degli Studi di Milano Bicocca                                        16,8              18,8
     Università degli Studi della Calabria                                           17,2              17,9
     Università degli Studi di Firenze                                               17,4              19,1
     Università degli Studi di Torino                                                17,5              19,1
     Università degli Studi di Napoli Parthenope                                     17,6              18,6
     Università degli Studi di Trento                                                17,8              19,0
     Università degli Studi di Catania                                               17,8              18,9
     Università degli Studi di Perugia                                               18,1              19,0
     Università degli Studi di Bari                                                  18,6              20,0
     Università degli Studi di Cagliari                                              19,3              20,1
     Università degli Studi di Messina                                               19,3              21,0

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