Una Strategia Energetica Nazionale: Prima l'Italia

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Una Strategia Energetica Nazionale: Prima l'Italia
Associazione Energia
                            Ecologia Economia

Una Strategia Energetica Nazionale: Prima           l’Italia

                  Francesco Oriolo

      Conferenza “Strategie energetiche a confronto.
       La COP 21 e il Piano Energetico di Trump”
 Martedì, 23 maggio 2017, ore 17,Circolo Arci Pisanova, Pisa
Una Strategia Energetica Nazionale: Prima l'Italia
“Una Strategia Energetica Nazionale: Prima l’Italia”
significa, per me, attuare la visione di politica energetica
dei due ex- Presidenti del Consiglio Prof Romano Prodi
e Prof Mario Monti che in più occasioni hanno espresso
coraggiosamente le loro posizioni:

                  “Perché importare petrolio e metano invece di
                  aumentare la produzione interna”?
                   Quel mare di petrolio che giace sotto l’Italia
                  Articolo di Romano Prodi su Il Messaggero del
                  18 maggio 2014
                  Come i governi precedenti anche l’attuale
                  governo non sa dove trovare i soldi per fare
                  fronte ai suoi molteplici impegni. Eppure una
                  parte modesta ma non trascurabile di questi
                  soldi la può semplicemente trovare
                  scavando – non scherzo – sotto terra.
Una Strategia Energetica Nazionale: Prima l'Italia
“Il settore energetico ha un ruolo fondamentale
                     nella crescita dell’economia del Paese, sia come
                     fattore abilitante (avere energie a costi
                     competitivi, con limitato impatto ambientale e
                     con elevata qualità del servizio é una condizione
                     essenziale per lo sviluppo delle imprese e per le
                     famiglie), sia come fattore di crescita in sé
                     (pensiamo ad esempio al potenziale della Green
                     economy). Assicurare un’energia più competitiva
                     e sostenibile é dunque una delle sfide più rilevanti
                     per il futuro del nostro Paese.” MiSE, 14 mar 2013
Il Prof Monti aveva avuto il coraggio di varare la SEN con 4 obiettivi:
1) riduzione dei costi energetici
2) raggiungimento e superamento delle mete ambientali
europee
3) sicurezza dell’approvvigionamento
4) sviluppo industriale del settore
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La SEN-2013, con fuoco incrociato di interessi, non ebbe
fortuna. I buoni propositi del Prof Monti richiedevano
un successore che le attuasse come ha fatto il Presidente
Obama nel suo primo mandato. Dopo il Prof Monti viene
perseguita una politica energetica ondivaga con i molti buoni
propositi della “legge Sblocca Italia 14/11/ 2014” e grande
delusione e depressione con la “legge di Stabilità 28/12/2015” ,
lotta continua tra Presidente del Consiglio e Governatori regionali,
Sindaci, comitati locali, pretori, No TAP e Referendum No TRIV.
A Ravenna il 29-31 marzo 2017 si é tenuta l’Omc (Offshore
Mediterranean Conference, uno degli eventi internazionali più
importanti dell’upstream petrolifero). Dal Sole 24 ore ” L’argomento
comune di gran parte delle discussioni delle compagnie petrolifere non
è dove sono i giacimenti (pare che l’Italia sia piena di riserve nascoste
da scoprire) bensì dove il contesto sociale consente di usare le risorse.
In altre parole: dove si può investire e dove al contrario i comitati
Nimby impediscono de facto di usare le risorse.”
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L’Accordo di Parigi e i suoi sviluppi
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COP21 Salvate la nostra sorella Terra
           …., non solo riconosciamo il nostro ruolo
           nell'aver creato il problema ma che ci
           assumiamo anche la responsabilità di
           fare qualcosa in proposito. " Bisogna
           agire ora, mettendo da parte gli interessi
           di breve termine. Siamo l'ultima
           generazione a poter salvare il pianeta

               serve un accordo il più vincolante
              possibile, altrimenti rischia di
              essere scritto sulla sabbia. Una
              sfida che riguarda tutti noi, i nostri
              figli e i nostri nipoti: il futuro del
              pianeta.
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I colloqui sul clima di Parigi devono
               concordare un accordo vincolante per
               garantire un progresso per limitare il
                        riscaldamento globale

               Obama e Xi promettono di lavorare
               insieme per applicare l’accordo di
               Parigi. Un accordo che rafforza la
               cooperazione globale tra Pechino
               e Washington.

Accordo di collaborazione e commerciale
tra Cina e USA, firmato dal Presidente
Trump (maggio 2017)
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Si può prestare attenzione alla crescita
                economica senza per questo trascurare
                l'ambiente. Il nostro paese è stato fra i
                primi al mondo a ridurre i consumi
                energetici dell'economia negli ultimi anni e a
                ridurre in modo considerevole le emissioni di
                gas a effetto serra,…. , ma al tempo stesso ha
                raddoppiato il suo Pil.

                     COP 22
 La COP22, tenutasi a Marrakech, il 7-19 Novembre
2016 è stata dominata dall’ombra dell’elezione di
Trump a presidente degli USA. Essa ha influito
sull’andamento dei lavori e sulle conclusioni
raggiunte e soprattutto sul punto più importante:
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il monitoraggio. La COP 22 di Marrakech, non ha preso
nessuna decisione operativa, ma ha elaborato solo una
bozza dove sono definite un insieme di regole condivise
per valutare l’efficacia delle politiche nazionali sul clima e
misurare i tagli delle emissioni. La versione definitiva
sarà approvata nel 2018 alla COP 23 e non sarà applicata
fino alla COP 24.

G20 Dal Sole 24 Ore 18-3-2017
“I ministri finanziari e i banchieri centrali riuniti oggi a
Baden Baden (Germania) per il G20 non hanno raggiunto
alcun nuovo accordo a favore del libero scambio,
rompendo con una tradizione decennale di rifiuto del
protezionismo e di approvazione del commercio aperto.
(sparisce la tradizionale frase: i partner ribadiscono la
loro opposizione al protezionismo).
“Il comunicato finale del G20 non contiene inoltre
riferimenti al cambiamento climatico né agli impegni presi
Una Strategia Energetica Nazionale: Prima l'Italia
per misurare i tagli alle emissioni a seguito dell’accordo
di Parigi. Secondo varie fonti, a esercitare pressione in tal
senso sarebbero stati gli USA e l'Arabia Saudita”.
 Il presidente Trump ha dettata la nuova agenda
del G20: scompaiono dalle dichiarazioni finali la
condanna al protezionismo e la lotta al
cambiamento climatico.
 Cosa dirà al G7 di Taormina?
 L'irritazione della Germania che non ha digerito la nuova
linea sul commercio e della Francia per gli impegni
sottoscritti ("priorità assolutamente essenziali nel mondo
attuale“) a Parigi per combattere il cambiamento climatico.
L’UE persiste nel suo Clean Energy Package, con sfide e
obiettivi vincolanti al livello UE al 2030:
- Efficienza energetica: obiettivo UE riduzione di consumi
del 30% ( risparmi annui 1,5%)
- Rinnovabili: obiettivo UE penetrazione FER al 27%
sui consumi finali
- Emissioni gas serra: : obiettivo UE taglio emissioni gas
serra del 40% vs 1990
●La Cina emette una quota del 26% di gas serra e
s’impegna a ridurre le proprie emissioni dopo il 2030
● L’India non rinuncia all’uso del carbone
● I Paesi firmatari degli impegni della COP 21, fino
al 2024 possono non fare niente, perché i loro
impegni sono non vincolanti e non potranno
essere monitorati
● L’Italia si é comportata da prima della classe alla
COP21 anche quando non ne ha le capacità,
seguendo l’UE e l’egemonia della Germania.
Analizziamo i dati sui consumi energetici per alcuni Paesi:
Energia primaria consumata per fonti nel 2014 nelle
   maggiori aree economiche in Mtep (Elaborazione dati BP)
 Fonti          USA              Cina             EU               Germania        Italia
energia
primaria
 Carbone        453.4    19.7%   1962.4   66.0%   264.3    15.7%   77.4    24.9%   13.5     9.1%
 Gas naturale   695.3    30.2%    166.9   5.6%    358.9    21.2%   63.8    20.5%   51.1     34.3%

 Petrolio       836.1    36.3%   520.3    17.5%   613.1    36.3%   111.5   35.9%   56.6     38.0%
 Nucleare       189.8     8.2%    28,6    1.0 %   205.1    12.2%   22.0    7.1%     0.0     0.0%
 Idro            59.1     2.6%    240.8   8.1 %   129.2     7.6%    4.6    1.4%    12.9     8.7%
Rinnovabili      65.0     2.9%    53.9    1.8%     18.1     7.0%   31.7    10.2%   14.8     9.9%
 Totale         2298.7   100%    2972.1   100%    1653.4   100%    311.0   100%    148.9    100%

 La Cina utilizza per circa il 70% combustibili a basso
 costo, come carbone ed energia nucleare; gli USA, che
 solo dopo il boom dello shale gas hanno ridotto la quota
 del carbone, coprono con carbone e nucleare circa
il 30% del fabbisogno. L’UE raggiunge appena il
28% (16% carbone e 12% energia nucleare) di
combustibile a buon costo; il surplus statunitense
di carbone ha preso la via dell’Europa per
sostituire il più costoso gas naturale europeo, con
un aumento della produzione elettrica da carbone
di oltre il 10% nel 2012.
 “ Nel 2012 in Europa, i prezzi dell’energia per
l’industria (tasse incluse) sono risultati circa il
doppio di quelli USA e il 60% superiori a quelli
cinesi”.

Vantaggio competitivo del costo dell’energia di
Cina e USA rispetto all’UE. Lo stesso svantaggio
competitivo si registra, all’interno dell’UE, tra
Germania ( 32% tra carbone e nucleare) e l’Italia,
che usa (solo il 3,5% di carbone).
L’alto costo dell’energia, oltre ad incidere sui
costi dei prodotti, ha conseguenze economiche
sull’area che diventa non più attrattiva per le
industrie ad alta intensità energetica: chimica
petrolchimica, alluminio, cemento, acciaio, carta,
vetro, ecc.. “L’energia a basso costo dà agli Stati
Uniti un enorme vantaggio competitivo che si
somma agli altri fattori che li rendono un Paese
ideale per realizzare un investimento industriale,
tra cui un mercato del lavoro flessibile e
qualificato, disponibilità di risorse manageriali,
un fisco non oppressivo e un ambiente
“business-friendly.” Già prima di Trump.
La politica energetica proposta dal
        Movimento 5 Stelle
Programma Energetico nazionale PEM5S

“Il PEM5S si fonda su due obiettivi principali:
l’efficienza energetica con l’adozione di un target
di risparmio sui consumi finali di energia rispetto
al livello 2014 e la completa uscita dalle fonti
fossili entro il 2050. Dopo aver valutato le differenze
tra gli Scenari ipotizzati e quanto effettivamente
registrato sull’andamento dei consumi e della
produzione Energetica nel corso del tempo, il gruppo
di lavoro “PEM5S” non ha fondato gli obiettivi di
lungo periodo su previsioni della popolazione e del
Prodotto nazionale poiché il raggiungimento degli
obiettivi è ritenuto necessario indipendentemente
dai livelli che le due variabili assumeranno nel
corso del tempo”. “Oggi per la prima volta succede
qualcosa che distanzia noi dagli altri partiti politici,
anni luce. Oggi qui si aprono le porte del futuro”. La
rivoluzione del M5S non riguarda semplicemente
i contenuti del PEM5S , ma anche le modalità con
cui nasce: tavoli tecnici, confronti con i portavoce
regionali, incontro con esperti infine l’approdo alla
piattaforma Rousseau
"Veni, Vidi, Web“ .
Il capogruppo Roberto Fico, rispondendo alle domande dei
cronisti sulla distanza tra PEM5S e quello del presidente
Tramp, dice: “Se investi in petrolio, carbone e
trivellazioni sei anti-storico, ma almeno Trump dice
quello che vuole fare, in Italia negli ultimi 30 anni
siamo stati non solo anti-storici, ma anche truffatori,
perché con le tasse abbiamo finanziato gli
inceneritori”.
Il PEM5S, secondo Beppe Grillo collegato telefonicamente alla
                dice “è un passaggio di civiltà, è il
conferenza stampa,
nostro sogno, quello di poter arrivare a muovere
tutta la mobilità con un altro tipo di concezione.
Non abbiamo bisogno di gasdotti e trivellazioni,
abbiamo bisogno di intelligenza”. In “Memoriale del
Convento” di José Saramago , una macchina volante
(l'uccellaccio) é mossa dalla misteriosa potenza di migliaia
di “volontà” umane. Il M5S ha fatto uno sforzo
enorme a scrivere il PEM5S, ma i limiti derivano
da "Veni, Vidi, Web“ e dalla democrazia diretta
PEM5S
PEM5S
PEM5S
PEM5S
PEM5S
La politica energetica americana
I risultati ottenuti dalla Presidenza Obama sono
stati certamente positivi almeno fino al 2014. Le
industrie che avevano già de-localizzato nella
petrolchimica, nelle raffinerie e nell’attività
manifatturiera ritornano a casa (USA). Esempio
tipico é la scelta della Methanex di trasferire parte
della produzione del metanolo dal Cile a Geismar
in Luisiana (USA), costruendo due impianti per la
produzione di metanolo da gas naturale. Essi
hanno una capacità produttiva superiore ai 2 Mt di
metanolo e sono entrati in produzione nel 2015 (in
UE 2,6 Mt di MeOH prodotte nel 2013). Il
Presidente Obama ha attuato “The Energy Policy
Act of 2005” e ha scelto per il mix tecnologia non
costosa.
Costo delle diverse opzioni energetiche per ridurre la CO2 in atmosfera
http://www.green4sea.com/wp-content/uploads/2016/01/ExxonMobil-Outlook-for-
Energy-2016_01.pdf
“The Energy Policy Act of 2005” prevedeva forti
investimenti in R&D ed innovazione. Poi la svolta
nel 2014 sulla via di Parigi. Nonostante
considerasse una catastrofe irreversibile il
riscaldamento globale e condividesse la situazione
drammatica descritta dall’ IPCC- ONU
(Intergovernmental Panel on Climate Change- ONU) ,
ha fatto poco per attuare una politica vincolante
sui cambiamenti climatici.
 Il cambio di strategia nel 2014 da parte del Presidente
Obama con il “Clean Power Plan” e la “Federal Carbon
tax”, non ha ottenuto gli stessi risultati, ma una sonora
bocciatura dalla Corte Suprema e dalla Camera dei
rappresentanti. Questa ha giudicato, in modo bipartisan, la
“carbon tax” “devastante per l’economia americana”.
La amministrazione Obama ha perseguito
nell’ultimo biennio una politica che ha fortemente
penalizzazato il settore del carbone e anche
dell’energia nucleare, a favore delle energie
rinnovabili con normative, sussidi federali e
priorità di dispacciamento .
 Il costo dell’energia e gli effetti sull’economia
erano considerati secondari dalla precedente
Amministrazione (Obama) rispetto agli effetti dei
cambiamenti climatici. Infatti, nel “Climate Action
Plan” del 2013 si stabiliva a priori l’obiettivo di
raddoppiare per il 2030 la produzione di elettricità
da FER e una riduzione della CO2 del 32%
rispetto a quelle del 2005 nelle centrali elettriche
alimentate con combustibili fossili.
Inoltre tramite l’EPA (Environmental Protection Agency)
sono state emesse norme a favore delle rinnovabili e
penalizzanti per le centrali elettriche tradizionali.
 “America first, America first“ di Donald Trump
Il Personaggio lasciamolo alla   Rivista

    An America First Energy Plan
“L’energia è una parte essenziale dello stile di
vita americana ed è alla base dell’economia
mondiale. L’Amministrazione Trump si impegna
a politiche energetiche che ridurranno i costi per
gli americani laboriosi e a massimizzare l’uso
delle risorse americane, liberandoci dalla
dipendenza dal petrolio straniero”.
La visione e gli obiettivi del piano energetico di
Trump sono chiari e rimangono nel solco storico
della politica energetica e ambientale del Partito
Repubblicano, con un ritorno alla “Energy Policy
Act 2005” del presidente George W. Bush.
Entrambi i Presidenti, in campo energetico, sono
sostenitori del libero mercato e sono convinti che
debba essere il mercato a stabilire quale fonte
energetica segnerà il futuro degli USA e non le
normative complesse e le onerose scelte per
contrastare il riscaldamento globale, come é
avvenuto in UE con il protocollo di Kyoto.
Rimane irrisolto un problema: chi paga i costi
ambientali (noti come “costi esterni” o
“esternalità ambientali”) che attualmente non
sono inclusi nel prezzo???

Secondo il Premio Nobel Stiglitz, la soluzione per
proteggere l’ambiente è semplice: far pagare alla
gente per intero il costo di ciò che fa, vale a dire
farla pagare se inquina. Per controllare le emissioni di
anidride carbonica, il sistema migliore sarebbe quello
che tutti i Paesi del mondo introducessero la stessa
imposta sul contenuto di carbonio e cioè sul petrolio, sul
carbone e sul gas proporzionale alle emissioni che
generano e ogni Paese la riscuotesse come una specie
d’IVA.
Strategie energetiche a confronto
Nel contrastare il cambiamento climatico si sta affermando
un pensiero unico, per cui l’energia del futuro é rinnovabile
o non sarà. ( Vedi PEM5S)

A questo pensiero unico, il Presidente Trump risponde
che ” Per troppo tempo, siamo stati trattenuti dalle
normative onerose sulla nostra industria energetica.” e
“togliere questi vincoli sarà molto utili ai lavoratori
americani, aumentando i salari di oltre 30 miliardi di
dollari nei prossimi 7 anni”.

La politica energetica dell’UE, alla COP 21, è stata da
prima della classe, con un approccio molto formale e
calato dall’alto, con obiettivi assunti in modo unilaterale
che non tengono conto della ricaduta del costo d’impatto
ambientale sulla competitività delle sue imprese e sulla
ricchezza del cittadino europeo; punta ad una riduzione
del 40% delle emissioni di gas serra rispetto ai livelli
del 1990, a raggiungere una quota del 27% di energie
rinnovabili e a migliorare del 27% l’efficienza energetica.

Dalla lettura del PEM5S et al. emerge una strategia di
cambiamento radicale e non riformista del sistema
socioeconomico con misure di austerità dei servizi
energetici, che porta ad un risparmio energetico forzato:
non c’é spazio per il mercato e ai prezzi non viene
riconosciuta alcuna funzione locativa. Pianificazione
dall’alto.

Ma anche la visione dell’UE prevede un mercato che nei
fatti é poco libero , condizionato da normative a favorire
delle energie rinnovabili, sussidi e priorità di
dispacciamento e il provato e fallimentare ETS
“European Union Emission Trading Scheme”
L’approccio del M5S et alii é di tipo rigidamente
pianificatore , con una volontà politica che prevale sulle
scelte individuali e come individui dobbiamo ringraziare
la piattaforma Rousseau che assicura “il massimo che
questo Paese può sperare....”.

  Noi esamineremo in modo sintetico cosa questi
    piani comportano per il settore energetico.

Il presidente Trump intende abolire tutte le regole e le
precedenti direttive Presidenziali che si oppongono
all’estrazione dei combustibili fossili. Inoltre non seguirà
l’accordo di Parigi (COP 21) firmato da Obama, rendendo
ancora più vano un trattato che non prevede sanzioni. Un
trattato
senza sanzioni per i firmatari che non lo rispettano,
secondo il premio Nobel Jean Tirole, “le promesse si
rivelano quelle che realmente sono:parole al vento”.

La nuova Amministrazione, non potendo annullare
l’Accordo firmato dal presidente Obama, seguirà la via già
percorsa da George W. Bush che non ha dato esecuzione
al protocollo di Kyoto firmato dal presidente Clinton.

La nuova Amministrazione rottamerà i decreti
presidenziali sull’ambiente, non inasprirà i limiti alle
emissioni degli autoveicoli e concederà maggiore libertà
di emissioni di gas serra al settore degli idrocarburi , del
carbone e dell’industria pesante.
“Il PEM5S dovrà avere effetto sul sistema energetico (SE) a
partire dal 2020, ma già
NELL’ARCO DI UNA LEGISLATURA (5 ANNI) sarà possibile
azzerare il consumo di carbone, con la chiusura delle 14
centrali italiane e chiudere gli inceneritori.”

Il pragmatismo dell’Amministrazione Bush, perseguito da
Obama fino al 2014, ha raggiunto a consuntivo odierno
ottimi risultati sui temi: energia e ambiente.

Gli USA hanno raggiunto gli obiettivi di riduzione delle
emissioni di gas serra di circa 17% rispetto ai valori del
2005 e il contributo di tutte le rinnovabili (escluso
l’idroelettrico) é solo il 3% dei consumi totali di energia. Il
contributo del
fotovoltaico (nel mix elettrico) é solo di circa 1% in USA,
contro il 7.9% dell’Italia e il 7.0 della Germania. Questo
primato italiano a livello mondiale é costato 12,5 miliardi
di euro di incentivi nel 2016 (fonti Assoelettrica), che
corrisponde a circa a 200 euro per ogni cittadino italiano.

Dal confronto tra i risultati raggiunti a consuntivo nel 2012
dagli USA e dall’UE28 emerge che le scelte dei primi
hanno raggiunto obiettivi superiori e a minor costo
rispetto all’UE. Nel 2012, con una crescita del PIL negli
Stati Uniti del +2%, le emissioni di gas serra sono
diminuite del 4% e sono scese di oltre il 12% dal 2005,
mentre nel 2012 l’UE28 ha avuto un calo del PIL di -0.3
(recessione economica) e le emissioni sono diminuite solo
dell -1.6% .

Gli USA hanno puntato per ridurre le emissioni di CO2
sulla R&D e l’innovazione e non sui complessi meccanismi
di gestione delle emissioni, come il fallimentare ETS, in
attuazione del Protocollo di Kyoto. Un confronto diretto dei
dati a consuntivo permette di valutare: la distruzione
creatrice del mercato e la solerzia della burocrazia dell’UE.

L’abbondanza di shale gas, la concorrenza, il progresso
tecnologico e l’innovazione hanno fatto la differenza
rispetto ai miliardi di euro spesi in sussidi alle FER, con
una politica energetica condizionata da motivi ambientali
e non da una visioni di sviluppo economico e industriale
durevole.
Indipendenza energetica

“L’amministrazione Trump s’impegna in politiche
energetiche che ridurranno i costi per gli americani
laboriosi e a massimizzare l’uso delle risorse americane,
liberandoci dalla dipendenza dal petrolio straniero. Inoltre
vanno sfruttate le riserve nazionali di shale gas, petrolio e
carbone, in particolare quelle delle terre federali che gli
americani possiedono, i cui profitti saranno utilizzati per
costruire infrastrutture (strade, ponti, scuole , ecc.)”. Nel
2015, gli USA sono stati il primo produttore mondiale di
petrolio: hanno estratto 12,7 Mbbl/giorno rispetto ai 7,2
Mbbl/d del 2009, con una crescita nel periodo del 72%.
Nello stesso anno hanno prodotto 677,3 Gmc di gas,
pari al 22% dell’estrazione mondiale di gas
naturale, con un incremento del +5,4% rispetto al
2014. L’indipendenza dal petrolio in regime di
libera concorrenza, sotto l’Amministrazione
Obama, é passata dal 38% al 63% e quella dei
consumi totali di energia dal 77% del 2009 all’86%,
mentre l’Italia e la Germania raggiungono
attualmente rispettivamente solo il 23% e il 37%
del consumo domestico totale di energia.
In Italia diverse multinazionali del petrolio hanno
rinunciato all’attività di Esplorazione&Produzione
(E&P) con gravi danni all’immagine del Paese.
Sono scappate dall’Italia: la Rockhopper per il
giacimento Ombrina di fronte l’Abruzzo (arbitrato,
Amsterdam contro lo Stato Italiano per circa 160
milioni di euro); la Shell nel golfo di Taranto
(addio a 2miliardi di investimenti), la Transunion e
l’irlandese Petroceltic per fare R&E in acque
internazionali al largo delle Tremiti e la Global Med
bloccata dal TAR del Lazio per le concessioni di R&E in
mare in Calabria ( grande vittoria dei sindaci della mia zona e
del Governatore regionale Oliverio)
L’Italia è il quarto Paese europeo per riserve accertate di
idrocarburi convenzionali, con circa 223 Gmc di gas
naturale e 100 Mt di petrolio. Se a questi si aggiungono le
riserve convenzionali stimate si hanno altri 170 Gmc di
gas e circa 120 Mt di petrolio. A parere unanime dei
geologi, nel sottosuolo italiano ci sono le condizioni di
trovare risorse impressionanti di idrocarburi, stimate in
base alle caratteristiche geomorfologiche dei terreni dei
giacimenti provati e simile a quelli scoperti a Cipro .
Le alternative in campo
● soluzione Trump

● accettare la politica schizofrenica sul gas e il
doppiopesismo dell’UE (Nord Stream e Sud Stream)

● fare i primi della classe nell’attuazione degli impegni
COP 21, quando non ce lo possiamo permettere

● PEM5S: Web Pianificatore e democrazia diretta

● Raggiungere obiettivi SEN varati dal Prof Monti

● SEN-2017??: gasdotto East-Med da Israele ( offshore
Leviatan) a Cipro- Grecia- Italia. Il ministro Calenda ha
annunciato che il progetto ”East-Med é tanto strategico
per noi che verrà presentato ai ministri del G7 come asse
di sviluppo della strategia complessiva del Mediterraneo”
Carbone. La politica del presidente Obama ha
penalizzato e demonizzato il settore del carbone,
attualmente in crisi per la concorrenza dei basi costi
dello shale gas e per le severe e punitive regole fissate
dall’EPA. ll presidente Donald Trump ha firma l'ordine
esecutivo (28/3/2017) per rafforzare l'industria del carbone
con l’obiettivo di sollevare l’industria del carbone e
investire sul carbone pulito. Con ripresa della vendita di
carbone dalle terre federali, innalzamento dei i limiti di
CO2 sulle centrali elettriche e il ritorno al ruolo storico
dell’EPA. Per esempio la Voelstalpine Texas LLC, nelle
acciaierie americane utilizza (come energia) il metano,
invece di carbone come in Austria, con una riduzione
delle emissioni di CO2 del 40%. Il prossimo passo sarà
l’utilizzo dell’idrogeno, che se prodotto da piccoli
reattori nucleari ad alta temperatura e da solare a
concentrazione é rinnovabile (cioè il bilancio tra CO2
prodotto e consumato é quasi nullo).
La tecnologia di cattura, stoccaggio e utilizzo del
diossido di carbonio ha fatto notevoli progressi e
il diossido di carbonio da materiale nocivo può
diventare materia prima per produrre metanolo e
combustibili liquidi mediante idrogenazione
catalitica. La gassificazione del carbonio e
l’idrogenazione del syngas per produrre metanolo
e combustibili liquidi é una realtà in Cina e in altri
Paesi. La visione di George Olah, premio Nobel
della chimica, sviluppata in “The Methanol
Economy” sta già mettendo robuste radici in
Cina, in Israele, Islanda e negli USA e la nuova
Amministrazione potrebbe investire nella
produzione competitiva d’idrogeno per elettrolisi
ad alta temperatura o mediante cicli termochimici
con reattori di piccola taglia HTGR e il solare a
concentrazione, per produrre metanolo da
miscelare con la benzina fino allo 85% in volume
per ottenere benzine M85. Così gli USA, con gli
impianti Methanex realizzati o pianificati per la
produzione di metanolo, potrebbero raggiungere
la dipendenza dall’importazione d’idrocarburi
durante l’amministrazione Trump.
 Nel PEM5S il carbone in Italia é vietato anche
nella calza della Befana e di metanolo e nuovi
combustibili non c’é traccia. L’elettricità passa dal
22% del 2014, al 32% nel 2030 e 65% nel 2050 ??
Gas naturale & petrolio.
“L’Amministrazione        Trump     abbraccerà     la
rivoluzione dello “shale oil and gas” per creare
posti di lavoro e per dare prosperità a milioni di
americani. Dobbiamo approfittare di circa 50
miliardi di dollari di riserve di gas e petrolio non
sfruttate, in particolare quelle nelle terre federali
che gli americani possiedono”. E’ chiara
l’intenzione di avviare E&P d’idrocarburi nei
territori federali, ma avrà difficoltà a rovesciare i
limiti imposti da una ferrea disciplina ambientale
dell’Amministrazione Obama, che ha imposto il
divieto permanente di trivellazione per estrarre
idrocarburi     in   vaste     aree   dell’Artico   e
dell’Atlantico. Quest’ultimo divieto potrà essere
annullato solo dalla Corte Federale. L'American
Petroleum Institute ha affermato che la nuova
normativa firmata da Trump aiuterà a continuare
un boom energetico nazionale che "aiuta i
consumatori americani, i lavoratori e l'ambiente".
La rivoluzione tecnologica dello shale gas in USA ha
portato a un sistema produttivo, basato su oltre 4000
compagnie che agiscono in regime di libera concorrenza
e sono le condizioni di mercato, che ne condizionano la
sua produzione e i prezzi (crisi prezzo petrolio).
Quando i prezzi crollano alcune società vanno in banca
rotta, come é avvenuto nel 2015 in USA a circa 42
società e i loro giacimenti di idrocarburi non
convenzionali    sono passati a società più solide. La
rivoluzione tecnologica dello shale gas in USA ha
portato a un sistema produttivo di oltre 4000 compagnie
che agiscono in regime di libera concorrenza. Nel 2013
in USA sono stati messi in produzione circa 7000
pozzi di shale gas, contro 3900 pozzi di petrolio e
gas convenzionale nel resto del mondo
(condizioni difficilmente realizzabili in altre aree e
soprattutto in Europa). Il presidente Trump ha
autorizzato, nei primi 100 giorni, il proseguimento
dei lavori e completerà la costruzione degli
oleodotti di Keystone XL e Dacota Access,
bloccati dall’amministrazione Obama, a seguito di
accanite e violenti opposizioni alle fonti fossili e
allo stesso concetto di oleodotto (vedi M5S et
alii). Gli USA hanno un’esperienza di gestione di
ben 120 mila miglia di oleodotti. Il trasporto di
greggio via oleodotti é a minor costi e rischi
rispetto a quello su rotaia o via nave. Il prof
Edward Hirs (Economia Energetica dell’Università di
Huston) sulla rivista Energia, sostiene che detto
oleodotto elimina la necessità di trasportare il
greggio per ferrovia, una tipologia di trasporto
spesso causa di incidenti e di gravi danni per
l’ambiente. La realizzazione di questi oleodotti darebbe
un valido contributo alla sicurezza energetica nazionale e
all’affrancamento delle importazioni dall’OPEC.
Con l’eliminazione delle importazioni dall’OPEC
verrebbe meno una delle ragioni alla base della
partecipazione statunitense alle guerre in M. O.
In Italia la produzione degli idrocarburi sono in calo e
la fuga delle società con licenze di la R&E e E&P.
Senza         E&P le risorse non diventeranno mai
approvvigionamenti. “Perchè importare petrolio e
metano invece di aumentare la produzione
interna?” Romano Prodi. La produzione domestica di
d’idrocarburi potrebbero raddoppiare entro pochi anni,
se la politica creasse le condizioni per la ripresa
dell’attività di E&P, fermando la fuga degli investimenti
e il ritorno delle compagnie petrolifere ad investire in
Italia.
Speriamo che la SEN-2017 porti avanti la visione dei
Proff. Prodi e Monti, facendo proprio i 4 obiettivi della
SEN-2013:
1) riduzione dei costi energetici; 2) raggiungimento e
superamento delle mete ambientali europee; 3) sicurezza
dell’approvvigionamento;4) sviluppo industriale del
settore energetico
Consumi energetici italiani

http://www.eniscuola.net/wp-content/uploads/2016/03/scenario_energia_italia2016.pdf
Costi di generazione delle fonti e delle tecnologie
LCOE (levelized cost of energy)

www.assocarboni.it/.../RSE_Energia_ELETTRICA_ANATOMIA_DEI_ COSTI.pdf
Energia Nucleare

Il presidente Trump, durante la campagna
elettorale, si é espresso per eliminare tutti i sussidi
federali a tutte le fonti d’energia.
E’ un passo importante per rendere libero e
competitivo il mercato energetico statunitense,
perché con l’amministrazione Obama é stato
condizionato da troppi vincoli ed é asimmetrico,
poiché a priori si conosceva la fonte vincitrice: le
energie rinnovabili.
 Le altre fonti energetiche non potevano
competere, perché le energie rinnovabili hanno
ricevuto grandi incentivi finanziari, vantaggi
normativi e priorità di dispacciamento.
Il presidente Trump é “ favorevole all’energia
nucleare, fortemente favorevole all’energia
nucleare” e cercherà di consolidare ed
incrementare l’attuale generazione elettronucleare
che oggi copre circa il 19% dell’elettricità generata.
Le norme restrittive dell’EPA, il mercato
asimmetrico di Obama e il vantaggio competitivo
alle rinnovabili hanno portato alla chiusura di 5
centrali nucleare ed altre avrebbero chiuso anche
con la certificazione valida per l’esercizio,
rilasciata dall’ente di controllo (NRC). Inoltre il
presidente Obama ha accantonato il problema
dello stoccaggio e sistemazione definitiva delle
scorie radioattive; ha bloccato illegalmente la
realizzazione del sito di stoccaggio definitivo di
Yucca Mountain. La proposta di bilancio di Trump
con + 11,3 di budget nazionale per la Nuclear
Security per la gestione e sistemazione definitiva
delle scorie nucleari, quando le altre attività del
DOE hanno avuto un taglio del -17,9%.
L’ amministrazione Obama ha rallentato o bloccato i
finanziamenti alla R&D per chiudere il ciclo di
combustibile nucleare, con impianti per il riciclo del
combustibile esaurito, il bruciamento degli attinidi e gli
scarti di lavorazione di materiale fissionabile,
provenienti dal settore civile e militare.
 La R&D e innovazione in campo nucleare é andata
avanti, in questi ultimi otto anni, grazie all’iniziativa
privata. La società TerraPower, fondata da Bill Gates,
sta progettando un reattore veloce, refrigerato a sodio di
IV Generazione che usa le scorie radioattive e l’ uranio
impoverito, denominato “ Traveling Wave Reactor,
TWR”. ll primo prototipo, con una potenza elettrica di
600MW sarà costruito in Cina con la collaborazione
della cinese “China National Corporation” e della
giapponese Toshiba.
Il finanziamento previsto dall’amministrazione Trump
potrebbere chiudere il problema dello stoccaggio delle
scorie radioattive e rendere robusto il settore nucleare,
avviando il decommissioning della centrali nucleari
fuori servizio, attività già finanziata con gli
accantonamenti degli esercenti e con risorse finanziarie
già spendibili. Queste risorse finanziarie sono adeguate
per la maggior parte degli impianti ed accantonate dagli
esercenti di centrali elettronucleari per la chiusura,
messa in sicurezza, smantellamento e restituzione del sito
nucleare per altre attività. Il Presidente Trump sta
cercando con il primo piano finanziario di dare da
subito un nuovo impulso al settore, perché
avrebbe un effetto trainante a costo zero per il
settore con l’ industria del decomissioning. Il
rafforzamento dell’industria nucleare americana é
necessario per attuare i progetti previsti da
“Energy Policy Act 2005” e rallentati o messi nel
cassetto dall’amministrazione Obama, come i
reattori ad alta temperatura per la produzione di
idrogeno , mediante elettrolisi ad alta temperatura
e cicli termochimici. Produrre idrogeno a prezzi
competitivi da energia nucleare e da solare a
concentrazione é l’obiettivo prioritario degli USA
da realizzare entro il prossimo decennio ed é la
chiave per il riciclo della CO2 e la produzione di
MeOH/DME e combustibili liquidi sintetici per la
mobilità sostenibile.
Il PEM5S non cita l’energia nucleare, ma il
capogruppo Fico ha annunciato l’abbandono
dell’importazioni di energia nucleare.
L’Italia partecipa solo alla realizzazione del
prototipo ALFRED (Advanced Lead Fast Reactor
European Demonstrator), nel sito di Mioveni un in
Romania e l’Ansaldo coordina un consorzio di
aziende e di enti di ricerca europee. La Polonia
ha aderito alla “NGNP Industry Alliance” o
Alliance , fondata da 11 società (Entergy, Areva,
Westinghouse, Dow Chimical, ConocoPhillips,
etc.) , che prevede di costruire e di esercire un
prototipo di HTGR per dopo il 2021 e la Polonia si è
candidata a costruire il primo reattore sul territorio
nazionale per la gassificazione del proprio carbone. La
Germania con qualche anno di ritardo ha proposto un
progetto europeo, nell’ambito, del programma “the
European Nuclear Cogeneration Industrial Initiative
(NC2I) “ sugli HTGR e nel 2016 l’UE ha firmato un
accordo di collaborazione con il Governo degli USA,
chiamato GEMINI.

Energie rinnovabili
 Dimenticare i sussidi federali per il mezzo miliardo di
pannelli solari del programma della candidata Clinton,
perché anche le energie rinnovabili dovranno
competere sul libero mercato.
Le energie rinnovabili non saranno penalizzate da
Trump, continueranno a conservare ancora vantaggi,
con fondi già approvati dal Congresso. Per esempio,
l’eolico dove la velocità del vento é buona e durevole
continuerà ad andare a gonfie vele, anche con Trump
(businessman).
Il problema energetico potrà avere una
soluzione sostenibile, se si punterà sulla scienza
e l’innovazione tecnologica. La sinergia tra le
fonti primarie e un suo saggio utilizzo potrà
soddisfare sia le esigenze dei paesi del G20 che la
grande richiesta di energia di chi ancora non
ha accesso al mercato dell’energia (Paesi poveri).
RIFLESSIONI CONCLUSIVE
- presunta superiorità etica dell’EU rispetto
all’Amministrazione Bush, che non ha seguito il
protocollo di Kyoto, ma ha puntato su R&D e
innovazione
- America First ha scandalizzato l’élite ecologista,
cosmopolita e “politically correct”
- Costruzione di Nord Stream 2, adesione forzata a
Gemini , scontro con la Turchia e politica di
austerità imposta ai Paesi deboli. “La Germania,
caso unico al mondo, rifiuta gli stimoli e scarica
l’onere delle correzioni sui Paesi deboli” Stiglitz
 - Prima l’Italia: cancellazione di Sud Stream,
costruzione nell’isola di Veglia (Croazia) di un
rigassificatore di LGN cofinanziato al 50% dall’UE
No R&E e E&P e fuga di multinazionali petrolifere
già autorizzate con lotti per R&E e E&P, politica
ondivaga e No TAP …., i NIMBY, ecc.
- Politica energetica dell’UE in tilt: il decollo del
gasdotto russo-turco ha messo in fibrillazione la
Commissione europea che sta cercando di
rimettere in circolo combinazioni di vecchi
progetti e nuove iniziative (TAP, East-Med, isola
Veglia, ecc.) nell’intendo di bloccare possibili
espansioni del Turkish Stream al di là delle
frontiere comunitarie e dei Balcani. Nel 2015 la
Turchia importava il gas russo a 12$ per MBTU, a
fronte ai 14$ pagati per il gas iraniano e azero,
con il nuovo gasdotto verrà a costare tra 10-11 $
per MBTU. La realizzazione di Turkish Stream é la
porta di accesso per la Russia in Europa,
porta che difficilmente le contromosse della
Commissione Europea potrà chiudere.
- La Turchia diventa l’hub del sud-est del
Mediterraneo e l’Italia dovrebbe prendere
atto, se non vuole vedere svanire il sogno di
hub del Sud dell’UE.
La Germania e la Turchia si sono sfilate dal
transito tramite Ucraina (transito strategico
per l’UE), che veniva a costare il 20% in più
rispetto a Nord Stream.
- Prima il Sud d’Europa: il cerino in mano
rimane all’Italia, alla Grecia, Bulgaria,
Romania e Paesi balcanici serviti dalla
fatiscente Trans-Balkan Gas Pipeline con
circa 18 Gmc.
L’Italia ha bisogno di gas meno costoso per
difendere lo sviluppo della propria industria
manifatturiera come la Germania e il gas
sicuro può venire solo da Sud-Est (con un
partenariato forte con la Russia), con
almeno 20-40 Gmc di gas russo via Sud.
 Quello via Ucraina é più costoso e a rischio e
tende a lievitare a seguito dell’aumento delle
tasse di transito nel 2016 e la tendenza ad
aumentarle da parte di Kiev e nel 2019 scade il
contratto di transito tra Kiev e Mosca.
- Prima L’Italia. Se l’Italia metterà a sistema la
visione dei Proff Monti e Prodi, sfruttando a
pieno tutte le sue risorse di idrocarburi e si
attrezzerà come Olanda-Germania potrà
aspirare a diventare l’ HUB di gas e MeOH del
Sud Europa e altrimenti sarà stato un sogno
svanito e la realtà la condannerà alla
marginalità sia nel transito di idrocarburi che
nello sviluppo socio economico. Addio lavoro
qualificato per i giovani.
 - Consenso sociale. Il discorso del governatore
Emiliano per l’ inaugurazione del nuovo acquedotto
Basilicata-Salento presenta elementi di riflessione:
“Quando si realizzano grandi opere, il sacrificio
dell’ambiente è quasi inevitabile. Però è richiesta dal
basso, condivisa dalla popolazione e chi la realizza ha la
massima cura nel costruirla - qui sono stati espiantati
oltre 2000 ulivi e trasferiti con grande attenzione - questa
ha una grande comprensione da parte del territorio. La
popolazione comprende il sacrificio che c'è da fare e ne
sostiene la realizzazione, nonostante i disagi del cantiere”

                  Che fare?
Il mio sogno é che l’area del Centro-Sinistra presenti
un piano energetico simile a quello della Germania da
contrapporre alla Paleoenergia del M5S.
Bibliografia
 - An America First Energy Plan/whitehouse.gov
 https://www.whitehouse.gov/america-first-energy
 - Sintesi PEM5S-movimanto5stelle.it
 www.movimento5stelle.it/.../presentazione%20PEM5S_DEF.pdf
  - Programma Energetico M5S

http://www.movimento5stelle.it/parlamento/PROGRAMMA%20ENERGETICO%20M5SOK.pdf- -
Energy Consumption in the EU down to its early 1990s level
 ec.europa.eu/eurostat/web/products…/-/8-09022015-AP
 - L. Maugeri, “La rivoluzione nel gas; addio ai monopoli e prezzi bassi”, La Repubblica, 2 Nov 2015
 www.repubblica.it/.../la_rivoluzione_nel_gas_addio_ai_monopoli_e_prezzi_ bassi_ovunque-126517699/
 - MISE, “Bilancio Gas Naturale”
 dgsaie.mise.gov.it/dgerm/bilanciogas.asp
 - R. Prodi, “Forniture di gas, Italia all'angolo con l'accordo Mosca-Berlino, Il Messagero,28 giu 2015
 - Direttiva2009/72/CE e Direttiva2009/72/CE, relativa a norme comuni per il mercato interno
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 - UE, Trattati consolidati carta dei diritti fondamentali, Marzo 2010
http://europa.eu/pol/pdf/consolidated-treaties_it.pdf
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 - T. Fanelli, Europa insicura, Quale Energia, novembre/dicembre 2014
 - Scaroni, La politica energetica che non c’é, 2014. http://www.enerblog.it/tag/paolo-scaroni/
 - G.A. Olah, et al., Beyond Oil and Gas: The Methanol Economy, second ed. Wiley-VCH, Weiheim,
2009
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