Tecniche fondamenTali per l'operaTore boschivo - informa plus
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Autori Luciano Martarelllo, Arturo Millesi, Renzo Rey, Nevio Yeuillaz, Giancarlo Zorzetto - Struttura forestazione e sentieristica - Regione Autonoma Valle d’Aosta (Quart). Ruggero Marazzato, Tiziano Martin - Settore Gestione Proprietà Forestali Regionali e Vivaistiche - Regione Piemonte (Vercelli). Giuseppe Salvo - Dipartimento Agricoltura, Turismo e Cultura - Servizio Politiche della Montagna e della Fauna Selvatica - Regione Liguria (Genova). Serge Kieffer - Centre Forestier de la Région Provence-Alpes-Côte d’Azur (La Bastide des Jourdans). Jean-François Beccu - Centre de formation professionnelle et de promotion agricole de Savoie et du Bugey - Reinach Formation (La Motte Servolex). Vincent Pagès - Centre de Formation Professionnelle Forestière - Chambre de Commerce et de l’industrie de la Drôme (Châteauneuf du Rhône). Laurent Latchoumy, Christophe Bedouin, Baptiste Colliard - Institut des Sciences de l’Environnement et des Territoires d’Annecy (Poisy). Paolo Cielo - Associazione Istruttori Forestali (Torino). Collaboratori Pierpaolo Brenta - Istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente S.p.A (Torino). Elisabetta Bottinelli, Jenny Hugonin, Elena Pittana - Raggruppamento temporaneo (Quart). Coordinamento editoriale e revisione dei testi Jean-Claude Haudemand, Giancarlo Zorzetto - Struttura forestazione e sentieristica - Regione Autonoma Valle d’Aosta (Quart). Marilena Destefanis - Settore Gestione Proprietà Forestali Regionali e Vivaistiche - Regione Piemonte (Vercelli), Valerio Motta Fre - Settore foreste - Regione Piemonte (Torino). Vincent Tondeur - Centre Forestier de la Région Provence-Alpes-Côte d’Azur (La Bastide des Jourdans). Baptiste Colliard - Institut des Sciences de l’Environnement et des Territoires d’Annecy (Poisy). Dirigente responsabile Luigi Bianchetti - Struttura forestazione e sentieristica - Regione Autonoma Valle d’Aosta (Quart). REALIZZAZIONE E GRAFICA Tipografia Testolin Bruno - Loc. Condemine, 13 - Sarre www.tipografiatestolin.com Fotografie Fotografie degli Autori, Archivio Struttura forestazione e sentieristica Regione Autonoma Valle d’Aosta. Stampato nel febbraio 2015
PREMESSA
Nell’ambito della valorizzazione e della gestione del
patrimonio forestale, un aspetto fondamentale è rap-
presentato dalla corretta esecuzione degli interventi e,
nello specifico, delle operazioni fondamentali che co-
stituiscono l’utilizzazione forestale: l’abbattimento delle
piante, l’allestimento, il concentramento, l’esbosco e
l’accatastamento del legname.
Questo sia per perseguire in modo chiaro e coerente
gli obiettivi gestionali, assicurando la sostenibilità delle
funzioni attribuite al bosco, sia per una migliore valoriz-
zazione del prodotto legno.
Alla base di tali principi si pone un’adeguata formazione
di chi opera quotidianamente e concretamente in bo-
sco (in particolare il boscaiolo), in modo che egli sappia
utilizzare correttamente e in sicurezza le attrezzature e
le macchine, abbia conoscenza di adeguate tecniche
operative e, nel contempo, sia in grado di organizzare
in modo razionale le fasi lavorative.
In tale contesto un importante supporto didattico è co-
stituito da questo manuale, realizzato in seno al proget-
to di cooperazione transfrontaliera InForma. Si tratta di
un testo condiviso tra i centri di formazione delle regioni
francesi e, per il versante italiano, dai settori regionali
forestali del territorio di cooperazione Alcotra, il qua-
le rappresenta un importante passaggio nel percorso
di equiparazione dei corsi di formazione forestale e del
loro reciproco riconoscimento a livello transfrontaliero.INDICE
1. INTRODUZIONE 7
2 . ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO
2.1 Lavorare in sicurezza
9
2.2 Orografia: valutazione stazionale
2.3 Localizzazione depositi di legname
2.4 Schema organizzativo
2.4.1 Definizione punto di partenza
2.5 Formazione della squadra e metodo di lavoro
2.5.1 Disposizione della squadra
3.EQUIPAGGIAMENTO PERSONALE
3.1 D.P.I. Dispositivi di protezione individuale
15
3.1.1 Casco (completo di visiera e cuffie)
3.1.2 Pantaloni antitaglio
3.1.3 Guanti
3.1.4 Calzature di sicurezza
3.2 Ulteriore abbigliamento
3.2.1 Ghette
3.2.2 Giacca da lavoro
4.ATTREZZI
4.1 Cintura di lavoro
19
4.2 Roncola
4.3 Accetta
4.3.1 Rimozione del manico
4.3.2 Sostituzione del manico
4.3.3 Infissione dei cunei
4.3.4 Sistemazione di un manico allentato
4.4 Mazza a cuneo
4.5 Giratronchi
4.6 Leva di abbattimento
4.7 Zappino
4.8 Cunei di abbattimento
4.8.1 Cunei in alluminio
4.8.2 Cunei in plastica
4.9 Cunei spaccalegna
4.10 Rotella metrica (nastro metrico) auto avvolgente
4.11 Morsetto di affilatura
4.12 Serratronchi
4.13 Paranco
4.13.1 Funi metalliche per il paranco
4.14 Gancio di abbattimento
4.15 Fune a strozzo
4.16 Carrucola di rinvio
4.17 Fasce (cinture) di ancoraggio
4.18 Gancio di attacco
4.19 Morsetto di aggancio rapido o raccordo serrafuni
4.20 Gancio a coda di porco e gancio ad ancora
3INDICE INDICE
5.MOTOSEGA
5.1 Parti principali
37 7.ABBATTIMENTI
7.1 Esame della pianta
65
5.1.1 Barra di guida e stella di rinvio 7.2 Scelta della direzione di caduta
5.1.2 Catena 7.3 Taglio dei contrafforti radicali
5.1.3 Fermo catena (perno blocca catena) 7.4 Tacca di direzione
5.1.4 Marmitta o silenziatore 7.5 Cerniera
5.1.5 Dispositivo di avviamento 7.6 Taglio di abbattimento
5.1.6 Leva di bloccaggio dell’acceleratore 7.7 Caso normale
5.1.7 Acceleratore 7.8 Tipi di taglio di abbattimento
5.1.8 Interruttore 7.8.1 Taglio a ventaglio semplice
5.1.9 Dispositivo di mezza accelerata 7.8.2 Taglio a ventaglio semplice contrario
5.1.10 Starter 7.8.3 Taglio a ventaglio tirato con controllo
5.1.11 Serbatoio carburante e tappo 7.8.4 Taglio a ventaglio tirato con controllo contrario
5.1.12 Impugnatura anteriore (a mano sinistra), impugnatura posteriore (a mano destra), 7.8.5 Taglio del cuore
sistema antivibrazioni 7.8.6 Taglio con listello
5.1.13 Paramano con freno catena 7.9 Casi speciali
5.1.14 Vite tendicatena 7.9.1 Caso tacca profonda (taglio a triangolo)
5.1.15 Carter copripignone 7.9.2 Caso cerniera larga
5.1.16 Frizione 7.9.2.1 Caso pianta inclinata nella direzione opposta a quella di caduta
5.1.17 Vite di regolazione dell’olio 7.9.2.2 Caso pianta inclinata di lato rispetto alla direzione di caduta
5.1.18 Carburatore 7.9.3 Caso abbattimento di piante di piccolo diametro con utilizzo di leva di abbattimento
5.1.19 Candela 7.9.4 Caso taglio di punta
5.1.20 Filtro dell’aria 7.9.5 Caso pianta marcia
5.2 Uso 7.9.6 Caso pianta secca
5.2.1 Avviamento a freddo 7.9.7 Caso pianta marcia con 2-4 cm di legno sano sulla circonferenza e pendente
5.2.2 Avviamento a caldo all’opposto rispetto alla direzione di caduta
5.3 Manutenzione 7.9.8 Caso tacca rovesciata
5.3.1 Manutenzione giornaliera 7.9.9 Caso pianta appoggiata
5.3.2 Manutenzione periodica 7.9.9.1 Metodo del perno
5.4 Individuazione dei guasti 7.9.9.2 Metodo per pianta appoggiata di piccolo diametro
5.4.1 Verifica della candela 7.9.10 Taglio di cedui per legna da ardere
5.4.2 Sostituzione del cordino di avviamento
8.SRAMATURA 101
6.CATENA DELLA MOTOSEGA
6.1 Composizione
55 8.1 Sramatura con accetta
8.2 Sramatura con motosega
8.2.1 Regole fondamentali
6.2 Dente tagliente
8.2.2 Metodi di sramatura
6.2.1 Forme diverse di dente tagliente
8.2.2.1 Metodo scandinavo per conifere
6.2.2 Varie angolazioni delle tre forme di dente più usate
8.2.2.2 Metodo del colmo (a sommità)
6.2.2.1 Angolo laterale di un dente a mezzo scalpello
8.2.2.3 Sramatura di piante con rami grossi e resistenti
6.2.2.2 Angolo di affilatura di un dente a mezzo scalpello
6.2.2.3 Angolo di taglio
6.3 Limitatore di profondità
9.SEZIONATURA
9.1 Tronchi senza tensione
109
6.4 Affilatura della catena 9.1.1 Taglio verticale semplice
6.4.1 Affilatura semplice 9.2 Tronchi in tensione
6.4.2 Affilatura completa 9.2.1 Taglio verticale doppio
6.5 Tensione corretta della catena 9.2.2 Taglio circolare
6.5.1 Problematiche con una tensione non corretta della catena 9.2.3 Taglio a chiusura
6.6 Acquisto di una catena 9.2.4 Taglio circolare aperto
6.7 Passo della catena 9.2.5 Taglio a V
9.3 Grossi diametri
4 5INDICE 1 INTRODUZIONE
10. USO DEL PARANCO
10.1 Abbattimento con paranco
113 La realizzazione del presente ma- reciproco delle competenze e del-
10.1.1 Abbattimento con paranco con forza semplice nuale rientra tra le attività previ- le qualifiche degli operatori e in
10.1.2 Abbattimento con paranco con forza raddoppiata ste dal progetto di cooperazione generale il mestiere del boscaiolo
10.2 Messa a terra di un pianta incastrata con uso del paranco
10.2.1 Caso della rotazione transfrontaliera Alcotra InForma nei confronti di decisori, opinione
10.2.2 Caso del traino - “Iniziative di cooperazione per pubblica e giovani. In particolare il
10.3 Rotazione di tronchi con paranco
la formazione forestale professio- progetto prevede:
11. SCORTECCIATURA
11.1 Scortecciatura manuale
123 nale nello spazio alpino transfron-
• l’analisi dello stato dell’arte del-
11.1.1 Scorzatoio taliero franco-italiano / Initiatives
11.2 Scortecciatura meccanica
la formazione professionale fo-
de coopération pour la formation
restale, dei profili professionali,
12. ESBOSCO
12.1 Sistemi di esbosco
127 forestière professionnelle dans l’e-
degli standard, delle qualifiche e
12.2 Attrezzatura space alpin transfrontalier franco-i-
dei percorsi formativi nell’area di
12.3 Esbosco con zappino talien”.
12.3.1 Tirare in avanti progetto e in altri paesi europei di
12.3.2 Spostare di lato Negli anni 2013-2015 il progetto riferimento;
12.3.3 Ruotare
12.3.4 Uso dello zappino per esbosco nell’avvallamento coinvolge partner istituzionali terri-
• l’identificazione dei punti in co-
12.4 Esbosco con trattore forestale e argano toriali e centri di formazione fore-
12.4.1 Ripartizione del lavoro mune, delle eccellenze e delle
12.4.2 Gestualità convenzionale per l’esbosco stale lungo la frontiera franco-italia-
lacune in relazione ai possibili
12.4.3 Pericoli in fase di esbosco na. In particolare il Settore Foreste
12.4.4 Scelta delle linee di esbosco sviluppi della professione del bo-
della Regione Piemonte svolge il
12.4.5 Esbosco di toppi singoli scaiolo e dell’imprenditore fore-
12.4.6 Sistema “choker” ruolo di capofila unico del proget-
12.4.7 Protezione delle piante durante l’esbosco stale;
12.4.8 Aggiramento di ostacoli
to, mentre gli altri partner italiani
12.4.9 Impiego di carrucola per la deviazione del carico sono le Regioni Liguria e Valle d’A- • la definizione, la sperimentazione
12.4.9.1 Metodo della trazione doppia con carrucola
osta e l’Associazione Istruttori Fo- e la valutazione di percorsi for-
12.4.9.2 Carrucola di deviazione
12.5 Accatastamento del legname restali. Sul versante francese sono mativi coordinati;
12.5.1 Piazzale di deposito coinvolti i centri di formazione fo-
12.5.2 Accatastamento con piante d’appoggio • la diffusione dei risultati del pro-
12.5.3 Protezione delle piante d’appoggio restale di Châteauneuf du Rhône, getto e la loro comunicazione per
12.5.4 Accatastamento senza piante d’appoggio de La Bastide des Jourdans, de La
12.5.4.1 Appoggio a toppo di sostegno la sensibilizzazione degli operato-
12.5.4.1 Appoggio a incastro Motte-Servolex e di Poisy. ri del settore, dei decisori politici
13. RISALITA DELLE PIANTE CON RAMPONI
13.1 Equipaggiamento
153 L’obiettivo del progetto è quello di e dell’opinione pubblica sul ruolo
13.1.1 Imbragatura rafforzare e rinnovare l’offerta for- sociale del boscaiolo, sul poten-
13.1.2 Cordino o longe di posizionamento mativa forestale professionale se- ziale occupazionale del settore e
13.1.3 Ramponi
13.2 Preparazione alla risalita condo linee guida condivise e co- sull’importanza della formazione
13.3 Tecniche di risalita ordinate tra partner transfrontalieri come fattore strategico di svilup-
BIBLIOGRAFIA 159 e di promuovere il riconoscimento po e sicurezza sul lavoro.
6 7Uno dei risultati del progetto è co- esame l’organizzazione del lavoro
stituito da questo manuale, realiz-
zato in accordo tra tutti i partner
in bosco, le principali tecniche uti-
lizzate per l’abbattimento piante e 2 ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO
con il coordinamento della Struttu- l’allestimento del legname con mo-
ra forestazione e sentieristica della tosega e l’esbosco del legname
Regione Autonoma Valle d’Aosta. con mezzi terrestri, le attrezzature
manuali e meccaniche utilizzate in
Il volume costituisce l’evoluzione e
bosco, i dispositivi di protezione in-
l’aggiornamento di analoghi docu-
dividuale.
menti utilizzati nelle singole regio-
ni o nei vari centri di formazione, Si rinvia invece a testi specifici per
di cui tiene in considerazione le quanto attiene altre modalità di
esperienze formative maturate ne- esbosco e l’utilizzo di macchine
gli anni. Stampato in due versioni complesse di recente introduzione
in italiano e francese, prende in nel settore forestale.
8 9Organizzare correttamente il lavoro Per aumentare la sicurezza di per- Per ogni fase di lavoro le procedure schivo analizzi con cura le condi-
in bosco è fare di tutto per poter sone e cose occorrono: operative e le tecniche sono state zioni orografiche su cui si trova ad
operare: formulate tenendo conto delle indi- operare per poter individuare con
• un’accurata valutazione del ri-
cazioni per la sicurezza. occhio critico i rischi che l’ambien-
• in condizioni di sicurezza per schio;
te può trasmettere durante i lavori,
prevenire infortuni e altri peri- • operatori adeguatamente for-
coli per la salute, preservando mati;
2.2 Orografia: valutazione permettendogli quindi di scegliere
la propria integrità psicofisica e
• accordi con gli enti competenti
stazionale le tecniche operative che meglio si
adattano al luogo e che possano
quella degli altri operatori;
(gestori linee, ecc…); Le caratteristiche del terreno (ri- minimizzare il rischio di incidenti.
• senza guasti e incidenti tecnici;
• misure di sicurezza adegua- lievo, pendenza, corsi d’acqua, Non è possibile stabilire con asso-
• nel rispetto del patrimonio fore- te (segnalazioni, sbarramenti, rocciosità, ecc…) ove è ubicato luta certezza se e quando è pos-
stale e della sua capacità di rin- eventuali comunicati stampa, il bosco sono una delle cause di sibile intervenire qualora le con-
novazione; ecc…). difficoltà e pericolo che incontra dizioni morfologiche e ambientali
• in modo redditizio; Prima di dare inizio ai lavori di taglio il boscaiolo nello svolgimento del rendano il lavoro particolarmente
• nel rispetto della normativa vi- è quindi necessario: proprio lavoro e influenzano forte- pericoloso. Sarà cura dell’operato-
gente in ogni Stato e Regione. mente la redditività delle utilizza- re, in funzione delle sue conoscen-
• assimilare bene lo schema del
Data l’estrema varietà di territori zioni boschive. Un fatto è tagliare ze e della sua esperienza valutare
taglio;
e di boschi, interessati da vari tipi piante su terreni regolari e pianeg- di volta in volta se e come agire.
• controllare che l’equipaggia- gianti, tutt’altra cosa è invece la- Qualora l’operatore valuti che non
di taglio, non è possibile stabilire
mento e l’attrezzatura siano vorare in forte pendio, in mezzo a sussistano condizioni di lavoro or-
per l’organizzazione del lavoro uno
completi, efficienti e a norma di roccioni, in vicinanza di strapiombi. dinarie, si confronterà con le pro-
schema fisso. È però necessario
legge (indispensabile per lavora- Un errore che non avrebbe nessu- prie figure di riferimento per con-
evidenziare alcuni aspetti che de-
re bene e ridurre il rischio infortu- na conseguenza nel primo caso, cordare la modalità operativa da
vono essere considerati affinché il
ni); potrebbe essere molto grave nel utilizzare.
boscaiolo conosca le problemati-
che e le possa affrontare. • segnalare la presenza del can- secondo. Occorre quindi verificare con un
tiere, delimitare gli accessi e in- Circostanze che possono essere attento sopralluogo preliminare la
formare dei pericoli verso terzi; sottovalutate o trascurate lavoran- presenza di strade, piste, valloni,
2.1 Lavorare in sicurezza • prendere accordi coi colleghi do in pianura sono viceversa molto percorsi di esbosco con trattore,
per una migliore organizzazione importanti in montagna. ostacoli, strapiombi ecc…; questo
La sicurezza è al primo posto e del lavoro; Analogamente occorre valutare permette di evidenziare i pericoli e
consiste:
• organizzare la gestione delle con attenzione le condizioni me- organizzarne la gestione e inoltre
• nel prevenire infortuni a sé, ai emergenze. teorologiche (temperatura, vento, di stabilire la direzione d’esbosco, i
propri compagni e ai fruitori pioggia, neve, ghiaccio, ecc…) limiti e i mezzi utilizzabili.
del bosco estranei al cantiere che, mutando nel tempo, posso-
(escursionisti, cacciatori, ecc...); Lavorare in sicurezza è no essere causa di pericolo e che
• nel ridurre i rischi per la zona
fondamentale per diminuire il rendono il rischio variabile anche
circostante (viabilità, linee elettri- rischio di incidenti repentinamente.
che, condutture dell’acqua e del Alla luce di tali considerazioni è
gas, ecc...). fondamentale che l’operatore bo-
10 112.3 Localizzazione depositi di • una migliore visione d’insieme e
legname ordine sul piazzale di deposito.
In sede di sopralluogo preliminare 2.4 Schema organizzativo
devono essere localizzate le zone
dove accatastare il legname. Si- Per poter organizzare il lavoro e
stemando il legname in conformità ridurre le problematiche che si po-
alla sua classificazione (legname trebbero presentare nel cantiere è
da opera, da ardere, ecc…), si ot- opportuno redigere uno schema
tiene ordine e visione d’insieme, con le indicazioni necessarie, che
agevolando il successivo trasporto prenda in considerazione i seguen-
dei diversi assortimenti (suddivisio- ti aspetti:
ne per lunghezza, specie, ecc…). • confini del lotto;
L’individuazione preventiva dei • individuazione e localizzazione
piazzali d’accatastamento è de- dei rischi specifici del cantiere
terminante per la scelta delle linee con informazione agli operatori;
d’esbosco. Occorre che la scelta • piste, strade, sentieri (eventuali
sia fatta prima di iniziare i lavori in segnalazioni e/o sbarramenti); Punto iniziale e del lavoro Affioramento roccioso
modo che all’atto dell’abbattere si Direzione di abbattimento Zona a forte rinnovazione
• canaloni e percorsi per trattore o Cataste legname da opera Viabilità con direzione di soccorso
abbiano le idee chiare sulla direzio- Cataste di legname da ardere Sentiero
altri mezzi di esbosco;
ne di uscita del legname, fatto che Apprestamenti di cantiere Limite di esbosco
facilita il lavoro successivo soprat- • luoghi per l’accatastamento del Dotazione di pronto soccorso Avvallamento
Punto per soccorso con elicottero Via di esbosco con trattore
tutto se si allestiscono assortimenti legname; Segnalazione lavori/sbarramento accesso Nord
piuttosto lunghi e quindi difficili da • punto di partenza del lavoro;
ruotare in bosco nel senso della • disposizione della squadra e de-
lunghezza. E’ altresì importante lo- finizione dei ruoli; 2.4.1 Definizione punto di quando, scendendo col prosie-
calizzare i depositi in modo tale da • limiti di esbosco;
partenza guo dei lavori, la si raggiungerà,
limitando così inutili spostamenti
ridurre gli spostamenti del materia- La zona di partenza deve essere
• eventuali allestimenti di cantiere dell’operatore lungo la massima
le durante la fase di esbosco e che valutata di volta in volta in funzione
(box, cartellonistica, sbarramen- pendenza;
essi siano facilmente accessibili del tipo di esbosco, della viabilità,
ti, ecc…);
con i mezzi adeguati al trasporto dell’orografia della zona e della ti- • man mano che il lavoro procede
del legname. • luogo di ritrovo giornaliero; si può avvallare il legname già al-
pologia del bosco.
• percorsi per l’eventuale soccor- lestito;
so via terra; Ad esempio, dovendo esboscare
La corretta localizzazione dei piaz- a valle via terra, in una fustaia, i la- • non ci sono cataste che impac-
zali di deposito permetterà: • eventuale punto di soccorso ae- ciano l’esbosco;
vori iniziano dalle quote maggiori in
reo;
• il mantenimento del valore del quanto: • è più facile calare gli attrezzi a
legname; • verifica della copertura telefonica;
• la pianta che cadendo scivo- una quota inferiore che non por-
• la riduzione dei danni al popola- • eventuale predisposizione di co- tarli in alto (es. paranco).
la lungo il pendio verrà allestita
mento restante; municazioni radio.
12 132.5 Formazione della squadra Le squadre numerose e con spe-
e metodo di lavoro cializzazione dei lavoratori (alcuni
operatori abbattano e altri srama- 3 EQUIPAGGIAMENTO PERSONALE
E’ vietato eseguire lavori no) hanno come ulteriori effetti ne-
in bosco da soli gativi quelli di:
• aumento della monotonia del la-
Squadra di due persone 3.1 D.P.I. Dispositivi di re contrassegnati con pittogram-
voro che, diventando ripetitivo,
L’esperienza insegna che un lavoro ma “motosega”.
individuale di taglio e allestimento
comporta una minor attenzione, Protezione Individuale
da cui maggiori rischi; La dotazione completa di DPI per il
effettuato da gruppi di due perso- Gli infortuni da taglio e da traumi boscaiolo è costituita da:
• maggior vicinanza degli opera-
ne è ottimale in bosco. possono essere prevenuti e/o ri-
tori con possibile aumento del • casco di protezione completo
Ogni operatore procede in modo rischio di incidenti e riduzione dotti di entità utilizzando un abbi-
di otoprotettori e visiera;
autonomo e indipendente all’ab- della produttività. gliamento adeguato (DPI). Anche
battimento e alla sramatura del- l’insorgenza di danni da rumori o • pantaloni antitaglio;
Per le fasi di esbosco il numero
la singola pianta. Gli operatori si vibrazioni, spesso sottovalutati dai
di operatori va valutato di volta in • guanti;
mantengono, però, ove possibile a boscaioli perché non sono di im-
volta in funzione delle attrezzature • calzature di sicurezza antitaglio;
distanza visiva o a portata di voce mediata percezione, può essere
utilizzate, del volume di legname e
e collaborano in caso di necessità. prevenuta con il corretto impiego • abbigliamento ad alta visibili-
della morfologia del terreno.
Ciò comporta maggior sicurezza dei dispositivi di protezione indivi- tà (obbligatorio o facoltativo in
perché in due vi è: duale (DPI). base alla normativa e/o all’atti-
• collaborazione; 2.5.1 Disposizione della squadra Si deve evidenziare che l’utilizzo vità).
• condivisione di attrezzatura co- E’ sempre prudente, su un pendio, dei DPI non impaccia i movimenti Il mercato dei DPI è in continua
mune (es. paranco); disporre la squadra in una fascia e non rallenta affatto le lavorazio- evoluzione e offre dispositivi sem-
orizzontale, in modo che nessu- ni, mentre può realmente ridurre pre più evoluti dal punto di vista
• riduzione dei tempi di esposizio-
no lavori a una quota superiore a il rischio di infortuni e ridurne la prestazionale e della comodità di
ne agli effetti nocivi dell’utilizzo
quella ove operano gli altri. A que- gravità. È però necessario che gli impiego.
della motosega (rumore, vibra-
sto proposito è bene sottolinea- operatori siano correttamente in-
zioni, fumi, polveri, ecc…) se ci si
re la pericolosità insita in squadre formati e formati sulle modalità
alterna nelle varie fasi di lavoro;
troppo numerose, dove vi è la ten- d’uso e manutenzione degli stessi,
• minor rischio di incidenti; denza a lavorare serrati. Essere a come indicato dai costruttori, affin-
• immediata possibilità di aiuto e una distanza di sicurezza legata ché assicurino la massima efficacia
soccorso. all’altezza delle piante da abbat- prevista.
tere e alla morfologia del terreno
L’uso dei DPI è obbligatorio per
Squadre di tre o più persone evita pericoli e perdite di tempo.
legge. Tutti i DPI devono esse-
L’operatore che a ogni abbatti-
Nel caso di un gruppo di tre o più re marcati CE in osservanza della
mento deve fare spostare i colleghi
persone, è più difficile mantenere il normativa di riferimento. I DPI per
tende naturalmente a ridurre la sua
controllo della situazione durante l’utilizzo della motosega e muniti di
attenzione sulle norme di sicurezza
le fasi di taglio e allestimento. dispositivo antitaglio devono esse-
e diminuisce il ritmo di lavoro.
14 153.1.1 Casco (completo di visiera e 3.1.2 Pantaloni antitaglio 3.1.3 Guanti pali cause di infortunio derivanti dal
cuffie) I pantaloni antitaglio insieme al ca- Oltre a proteggere le mani da urti,
lavoro in bosco con la motosega.
Esistono materiali di nuova tecno-
Il casco, completo di visiera e cuf- sco sono indispensabili per pro- escoriazioni e schiacciamenti, i
logia che permettono un’aerazione
fie, è indispensabile per protegge- teggere l’operatore da ferite. guanti hanno la funzione specifica
migliore del piede e sono più leg-
re l’operatore da ferite, cadute di di attutire le microvibrazioni della
La loro peculiarità consiste nell’es- geri e flessibili pur garantendone la
materiale dall’alto (es. rami), proie- motosega che causano danni seri
sere realizzati con uno strato pro- funzione di stabilità e di sicurezza.
zioni (es. schegge), urti e disturbi alla circolazione sanguigna del-
tettivo superficiale, generalmente
all’udito. le mani, lesionando i capillari per
realizzato in materiali elasticizzati
Negli ultimi anni, sono stati prodot- cui il sangue non riesce a circolare
e/o antiabrasivi con rinforzi nelle
ti caschi dal design moderno alta- normalmente. Esistono dei model-
aree di maggior usura, e da una
mente performanti, con aperture li di guanti con protezione antita-
imbottitura interna costituita da
per la ventilazione, scanalature glio per motosega sul dorso della
fasci di fibre tessili che in caso di
integrate per il deflusso dell’acqua mano sinistra. Il mercato offre nu-
contatto con la catena della moto-
piovana e con una protezione an- merosi modelli realizzati con mate-
sega bloccano il rocchetto.
tiurto maggiorata. riali naturali abbinati a tessuti anti-
Negli ultimi anni l’utilizzo di mate-
La visiera riduce la possibilità di fe- taglio disponibili in versioni adatte
riali innovativi permette di rendere
rite e traumi agli occhi a causa di al lavoro estivo o invernale.
tale capo confortevole e leggero,
schegge e segature prodotte du-
garantendo sicurezza. A secondo
rante le fasi lavorative.
dei modelli sono presenti inserti di
Le cuffie servono a prevenire i
colore riflettente che aumentano la
danni da esposizioni prolungate a
visibilità dell’operatore e imbottitu-
dB (decibel) eccessivi; hanno una
re aggiuntive.
duplice funzionalità: quella di ab-
bassare i dB a soglie sopportabili
dall’orecchio umano e allo stesso
tempo non impedire l’ascolto di al-
tri segnali acustici (voci dei compa-
gni, rumori esterni).
3.1.4 Calzature di sicurezza
La calzatura antinfortunistica è quel
tipo di indumento idoneo a proteg-
gere il piede durante il lavoro. La
protezione dei piedi è importante
sia per la loro incolumità sia per
garantire una buona stabilità del la-
voratore. In particolare le calzature
dovranno proteggere dalle princi-
16 173.2 Ulteriore abbigliamento 3.2.2 Giacca da lavoro
3.2.1 Ghette
Per il lavoro in bosco si può utilizza-
re una giacca da lavoro con inserti
4 ATTREZZI
Le ghette sono un accessorio che ad alta visibilità per migliorare la si-
serve a proteggere le gambe da curezza degli operatori durante le
urti e tagli; in caso di presenza di lavorazioni soprattutto in presenza
neve ne impediscono l’ingresso di sottobosco fitto, di popolamenti
Per una buona esecuzione e orga- 4.1 Cintura di lavoro
nizzazione del lavoro e per ridurre
negli scarponi difendendo dall’u- densi, di ridotta visibilità per fattori La cintura del boscaiolo deve co-
i rischi di infortuni è importante ef-
midità e dal freddo. Si differenziano ambientali. stituire un supporto agevole per
fettuare una buona manutenzione
dagli stivali perché non compren- tutti i piccoli attrezzi che sono di
e conservazione degli attrezzi.
dono la scarpa ma solo il gambale. uso continuo, in modo da ridurre
Per una corretta manutenzione
Il loro vantaggio è quello di poter gli spostamenti e consentire una
si devono rispettare i seguenti
essere messe e tolte senza inte- maggior flessibilità operativa. La
consigli di carattere generale:
ressare la calzatura; si applicano dotazione completa comprende:
• al termine della giornata di lavo-
quando sono necessarie e vengo- cuneo, chiave-candela, lime, cac-
ro o comunque prima di iniziare
no riposte quando non servono. Le ciavite, roncola e rotella metrica.
l’attività occorre controllare l’effi-
ghette moderne sono realizzate in
cacia e l’integrità degli attrezzi;
tecnofibre e utilizzano accorgimen-
• ungere le parti e gli attrezzi di
ti tecnologici per la chiusura quali
metallo con prodotti adeguati;
velcro, elastici, bottoni automatici,
• lasciar asciugare gli oggetti in
lampo, cavetti d’acciaio e clip.
cuoio e in materiale sintetico
(a temperatura moderata), poi
spazzolarli;
• trattare le parti in cuoio con un
olio specifico;
• depositare e custodire l’attrez-
zatura in luoghi idonei.
4.2 Roncola
Considerando il pericolo Le dimensioni e le forme in com-
che ne deriva, le parti mercio variano notevolmente, oc-
taglienti delle attrezzature corre scegliere un modello non
e dell’equipaggiamento vanno troppo ingombrante e pesante: un
adeguatamente coperte tagliente di 25-30 cm può soddi-
durante il trasporto e il sfare gli scopi.
deposito Nell’attività in bosco questo attrez-
zo è indispensabile in molteplici la-
vorazioni, quali:
18 19occhio
• le cure colturali; • affilare la roncola tenendola fer- lama / tagliente
• per pulire il piede del fusto dal ma col ginocchio, con una mor-
terriccio; sa o altro;
• per tagliare i rami che potrebbe-
ro impedire il transito e la visio-
ne ottimale dell’operatore;
• per il taglio di arbusti;
• per liberare la barra di guida
quando questa rimane incastra-
ta in qualche taglio (es. rami);
• per passare catene e funi sotto
ai tronchi nelle fasi di concen-
tramento ed esbosco;
manico
• per l’accatastamento della le-
gna da ardere serve come
“braccio allungato” (permette di
agganciare i pezzi senza piega- Manutenzione e affilatura
re lesivamente la schiena). • affilare l’accetta con lima piatta,
guardamano mola o smerigliatrice a nastro
4.3 Accetta (attenzione a non surriscaldare
• per evitare tagli in caso di sci- In commercio si trovano accette di il tagliente);
tagliente volamento, non si deve affilare varie forme e grandezze, ma una • fissare l’accetta;
vicino all’impugnatura; del peso di 1,2/2 Kg è adatta alla
impugnatura • in posizione seduta fra le co-
punta • affilare allontanando le mani dal maggior parte delle lavorazioni da sce;
tagliente; effettuare in bosco. Particolare
• per terra con il ginocchio e
• per favorire il distacco della attenzione si deve porre durante
una mazza;
lama dal legno dare sempre al l’acquisto dell’attrezzo accertan-
dosi che il manico sia ben allineato • con una morsa;
tagliente un profilo convesso;
con il tagliente e che le due parti • impugnare la lima con la mano
Manutenzione • affilare bene la parte curva;
siano saldamente fissate. destra (o sinistra se mancini);
per motivi di sicurezza, l’affilatura • togliere le bave con la cote;
L’accetta viene usata essenzial- • tenere ferma una mano sull’oc-
e la manutenzione variano in fun- • controllare che il guardamano chio dell’accetta in modo che
mente per sramare piante con pic-
zione delle lavorazioni. Durante sia sempre ben fissato. funga da perno;
coli rami e per scortecciare, ma è
l’affilatura è obbligatorio utilizzare i
utile anche per altri lavori: formare • con l’altra mano si tiene la lima
guanti. DURANTE L’USO L’OPERATORE
le specchiature ai lati della cerniera dalla parte del manico passan-
DEVE FARE ATTENZIONE
Manutenzione e affilatura per il controllo delle fibre, percuo- dola sul filo (il manico protegge
A PORTARE I COLPI DAL CORPO
• utilizzare una lima; tere i cunei per l’abbattimento di la mano dell’operatore dal ta-
VERSO L’ESTERNO
piccole piante, ecc.... gliente dell’accetta);
20 21• a ogni colpo sollevare legger- • scegliere il manico controllando
mente la mano-perno per dare l’andamento delle fibre;
al tagliente la forma convessa • con una lima da legno adattare il
corretta; manico alla forma dell’occhio;
• il manico inserito deve sporge-
re dall’occhio di circa 1 cm. Qui
verrà inserito il cuneo per fissare
il tagliente;
• il manico inserito non deve la-
• togliere le bave con la cote.
sciare spazi vuoti nell’occhio;
dovessero rimanere degli spazi
TAGLIANDO, L’OPERATORE DEVE 4.3.1 Rimozione del manico vuoti, prima di inserire il cuneo
FARE ATTENZIONE A UTILIZZARE Per una corretta manutenzione, va segare il manico diagonalmen-
L’ACCETTA ALLONTANANDOLA tolto un manico vecchio non più te, per poter mettere un cuneo
DAL CORPO performante. Generalmente basta complementare.
lasciare l’accetta 2-3 giorni a sec-
SI DEVE FARE MOLTA ATTENZIONE Infine bisogna controllare che il
care su di una fonte di calore (fare
CHE IL TAGLIENTE SIA BEN FISSO manico e il filo siano allineati. Qua-
attenzione che il tagliente non sia
lora si riscontri un disallineamento
a contatto con delle fiamme libere
NON SRAMARE O SCORTECCIARE bisogna correggere con una raspa
che lo danneggerebbero).
DALLO STESSO LATO DELLE GAMBE l’alloggiamento del manico.
DELL’OPERATORE Se la sostituzione deve essere fat-
ta durante le lavorazioni si procede
MAI SRAMARE O SCORTECCIARE nel modo seguente:
A CAVALCIONI DELLA PIANTA • segare il manico a circa 8 cm
dall’occhio;
• con un seghetto a mano incide- 4.3.2 Sostituzione del manico
re il legno residuo tutt’intorno, Sostituendo il manico occorre fare
per circa 0,5 cm di profondità molta attenzione a inserirlo dalla
vicino all’occhio; parte giusta. Bisogna fare attenzio-
4.3.3 Infissione dei cunei
• con la roncola fendere e stac- ne a due possibili riferimenti:
Anche durante l’infissione dei cu-
care la parte incisa, riducendo • la punta più acuminata del ta-
nei occorre apprestare i seguenti
il diametro, finché resti solo un gliente deve essere rivolta verso
accorgimenti:
moncone centrale; il manico;
• per migliorare l’effetto del cuneo
• su di una superficie d’appoggio • l’eventuale marchio sul tagliente
si deve accorciare la sua punta
stabile appoggiare la parte me- deve essere sul lato destro.
di circa 1 cm;
tallica e sfilare il moncone bat- Altri accorgimenti da prendere du-
tendolo col martello. • tagliare il cuneo preciso della
rante la sostituzione del manico
larghezza giusta;
sono i seguenti:
22 23• inserirlo; 4.3.4 Sistemazione di un manico deve limare solo quando è mol- 4.5 Giratronchi
• fenderlo in tre parti con la ron- allentato to danneggiato ma facendo at-
Viene usato per girare i tronchi ab-
cola; Durante le lavorazioni può capita- tenzione di non dargli il filo;
battuti, per consentire di finire la
• inserire i tre cunei ottenuti, bat- re di dover sistemare un manico • limare le bave sul dorso; sramatura o per far ruotare le pian-
tendoli con un martello alterna- allentato; in questo caso occorre te che si sono impigliate allo scopo
• verificare l’assenza di fessure
tivamente; procedere nel modo seguente: di farle cadere. E’ caratterizzato da
sul manico.
• segare a 3-5 mm dal manico le • afferrare l’estremità del manico e un lungo manico (che può essere
parti sporgenti; disporre il tagliente verso il bas- in legno, in alluminio o in fibra ultra-
• inserire i cunei interamente; so; SI DEVE FARE MOLTA ATTENZIONE leggera) che ne consente un buon
• usando un secondo martello, • battere sull’estremità del manico CHE L’ATTREZZO effetto leva. L’attrezzo deve essere
spingere i cunei all’interno per con un martello o con un’altra SIA BEN FISSO AL MANICO robusto in tutte le sue parti.
circa 5 mm. accetta; E CHE QUESTO
• inserire meglio i cunei; NON PRESENTI CREPE artigli
Qualora si usassero cunei differen-
ti occorrerà eseguire le procedure • se necessario, segare la parte di
appropriate al materiale. manico eccessivamente spor-
gente e inserire saldamente dei
Il manico deve essere ben nuovi cunei.
fissato in modo che aderisca rinforzi in
completamente all’occhio ferro
dell’accetta 4.4 Mazza a cuneo
La mazza, che pesa in media 3,5-
4 kg, serve per battere i cunei
nell’abbattimento, per spaccare i
toppi di legna da ardere e, quan-
do necessario, per piantare pali. La
testa deve essere sufficientemen- gancio
te ampia da permettere di battere
agevolmente i cunei.
Attenzione che, al momento manico
dell’acquisto o quando si deve
cambiare il manico, la parte a
cuneo sia allineata a quest’ultimo cuneo
e che sia ben ferma; altrimenti
allinearla e inserire dei cunei.
testa
Manutenzione
• il cuneo non deve essere troppo
tagliente per non indebolirsi, si manico
occhio
24 25Manutenzione 4.6 Leva di abbattimento 4.7 Zappino Manutenzione
• verificare periodicamente che il Solitamente usata al posto del gi- Si utilizza soprattutto durante l’e- • qualora lo zappino sia munito
manico, i giunti e i rinforzi non ratronchi e del cuneo per l’abbat- sbosco e l’accatastamento per la di “mosca”, provvedere alla sua
siano fessurati, nel caso lo fos- timento e la rotazione di piante di movimentazione dei tronchi. Può riparazione presso un fabbro;
sero sostituirli prima di un nuo- piccolo diametro. essere però usato anche per l’av- • qualora lo zappino sia sprov-
vo uso; Usato in diradamenti e in giovani vallamento del legname o come visto di “mosca”, provvedere
• affilare dall’esterno la punta del fustaie o comunque in tagli dove giratronchi. Si può presentare in all’affilatura della punta con lima
gancio se smussata. possa sostituire il giratronchi. Si varie forme ma tutte derivanti da piatta o mola;
trova in commercio in varie forme un’unica base, con la punta che • verificare che il manico non sia
e materiali. deve avere un angolo rispetto al fessurato e qualora lo fosse so-
SI DEVE FARE MOLTA ATTENZIONE
manico di 40-45° in modo da age- stituirlo con lo stesso procedi-
CHE IL MANICO piatto per uso volare sia la penetrazione nel legno mento di quello dell’accetta;
NON PRESENTI CREPE a leva
sia il distacco dell’attrezzo.
• verificare attentamente che il
OCCORRE CONTROLLARE PRIMA In alcuni casi, lo zappino presen- manico sia ben fissato.
DI TIRARE CHE IL GANCIO FACCIA ta una particolare forgiatura della
BENE PRESA punta, detta “mosca”, che facilita
IL GIRATRONCHI DEVE ESSERE l’ancoraggio nel legno. CONTROLLARE SEMPRE CHE LA
USATO DA UN SINGOLO OPERATORE gancio PUNTA ABBIA FATTO BENE PRESA
PRIMA DI TIRARE
TENERE SEMPRE UNA GAMBA
ARRETRATA, PRONTA A FARE LO ZAPPINO DEVE ESSERE USATO
DA SUPPORTO QUALORA SI manico DA UN SINGOLO OPERATORE
VERIFICASSE UN QUALSIASI TENERE SEMPRE UNA GAMBA
CEDIMENTO ARRETRATA PRONTA A FARE
SUPPORTO QUALUNQUE SIA
L’OPERAZIONE CHE SI EFFETTUA
ferro curvo occhio
manico
punta / mosca
Manutenzione
• non richiede particolari inter-
venti se non l’affilatura della
punta del gancio se si smussa
e il raddrizzamento delle parti
deformate.
26 274.8 Cunei di abbattimento Manutenzione
Servono per sbilanciare la pianta • con coltello o raspa eliminare le
da abbattere e favorirne la caduta. bave in modo che possano pe-
Sono generalmente costruiti in al- netrare bene nel taglio.
luminio o plastica, in modo tale da
avere un peso ridotto e non pro- 4.9 Cunei spaccalegna
vocare danni alla catena della mo-
Vengono impiegati principalmente
tosega. Ne esistono in commercio
per fendere i toppi destinati a legna
di diversi tipi, dimensioni e formati. ruotandolo in modo da separare da ardere.
le parti; 3. Infilare l’anello sul legno
anello Costruiti generalmente in ferro,
• se l’anima si rompe nel cuneo, • ingrossare lo spigolo del legno
sono da preferirsi quelli dotati di
inserto in legno battendolo con un ferro piatto,
per facilitarne la rimozione si una scanalatura laterale, soprat-
suggerisce di porlo vicino a una un martello o il dorso della ron-
tutto se si lavora legna verde, per
fonte di calore, il legno si ritrae e cola in modo che non esca ai
facilitarne la penetrazione.
fuoriesce. Non porlo a contatto primi colpi;
cuneo cavo con la fiamma viva che potrebbe • adattare l’anima nel cuneo di al-
in alluminio
fondere l’alluminio. luminio facendo attenzione che
l’inserto non tocchi il fondo per
2. Rimozione dell’anello
evitare che rimbalzi ogni volta
4.8.1 Cunei in alluminio • con l’accetta eliminare le fibre
che viene colpito e che si rompa
Quelli in alluminio sono costituiti da che circondano l’anello;
facilmente, meglio lasciare 2-6
un inserto in legno intercambiabile • con l’accetta (o con una mazza) mm dal fondo. Manutenzione
(anima) e da un cuneo in alluminio; appoggiandosi su un supporto
• limare la parte tagliente se mol-
hanno generalmente una durata solido battere centralmente sulla
più lunga. punta dell’inserto in legno finché
4.8.2 Cunei in plastica to danneggiata;
non si libera l’anello. Questa tipologia di cuneo è for- • eliminare le sbavature dalla te-
Manutenzione mata con una plastica più o meno sta in modo che possa penetra-
dura; la durezza aumenta la fragilità re nella spaccatura più a fondo
• rimuovere schegge e fibre spez-
soprattutto a basse temperature. I e per evitare la proiezione di
zate;
vantaggi di questi ultimi consistono schegge di metallo durante la
• accorciare l’inserto se dovesse percussione.
nella leggerezza, nel costo ridotto
toccare il fondo del cuneo;
e nella scarsa manutenzione.
• limare con lima piatta bave o
spigoli vivi.
Sostituzione dell’inserto
in legno
1. Estrazione dell’inserto dal cuneo
• afferrare l’inserto o il cuneo e
batterlo su una superficie solida
28 294.10 Rotella metrica (nastro • pulire l’interno quando lo spor- 4.12 Serratronchi 4.13 Paranco
co impedisce il corretto funzio-
metrico) auto avvolgente namento della molla di richia-
Si utilizza in fase di abbattimento L’utilizzo del paranco è di grande
Questo strumento permette la per evitare la scosciatura o la rot- utilità, per esempio negli abbat-
mo;
misurazione della lunghezza dei tura del tronco. timenti speciali che richiedono
• oliare il perno centrale; precisione, per far cadere piante
toppi contestualmente alla fase di La cinghia in poliestere è di facile
• per sostituzione e riparazione manutenzione, inoltre resiste più incastrate riducendo i rischi d’in-
sramatura e alla sezionatura della
del nastro, seguire le istruzioni del nylon ai raggi solari ed è più fortunio e/o danneggiamenti, per
pianta. Grazie a un apposito gan-
della casa costruttrice. idrofuga. spostare o ruotare tronchi di gros-
cio di svolgimento e a una molla
di richiamo, il nastro può essere se dimensioni.
Manutenzione
agganciato in testa ai toppi e fa- È presente sul mercato in for-
• custodirla con cura attenendosi
cilmente staccato e riavvolto rima- me, potenze e peso variabili. Una
alle indicazioni della casa co-
nendo a distanza. Sono reperibili forza di trazione media (12 – 15
struttrice;
sul mercato rotelle metriche di va- kN/1200-1500 kg) è quasi sem-
• se è bagnata farla asciugare pre sufficiente soprattutto se si di-
ria lunghezza.
lontano da fonti di calore; spone dei mezzi per raddoppiarla:
• cambiarla se presenta strappi, morsetto di aggancio rapido, car-
tagli parziali o scuciture, apren- rucola di rinvio, gancio a coda di
do il dispositivo di tensione e porco o ad ancora.
inserendo la cinghia nuova; Il paranco è dotato di marcia avanti
• oliare di tanto in tanto l’inter- e retromarcia; la fune può scorrere
no del dispositivo di tensione nei due sensi a seconda della leva
4.11 Morsetto di affilatura in corrispondenza dei tre punti utilizzata.
Strumento di estrema praticità so- marcati all’esterno;
prattutto in bosco per l’affilatura
Manutenzione • provvedere al controllo dell’effi-
della catena della motosega. Fis- leva di retromarcia
cienza in riferimento alla norma-
• pulire bene il nastro togliendo sato su un ceppo o su un tronco leva di avanzamento
tiva vigente. levetta apertura
lo sporco e soprattutto la resi- serve a tener ferma la barra di gui-
ganasce
na che facendo spessore rende da permettendo l’affilatura a due
difficile il rientro del nastro; mani.
• controllare la corretta tensione La parte anteriore funge da punto
della molla: a tensione comple- di riferimento per l’angolo di affila-
ta, il nastro deve prolungarsi an- tura della catena.
cora per un paio di giri del tam-
buro, al fine di evitare la rottura
della parte terminale;
gancio d’ancoraggio cassa
• ruotare la cassa della molla in
senso rispettivamente orario o
antiorario per aumentare o ri-
durre la tensione; leva di trazione allungabile
30 31I paranchi hanno generalmente 4.13.1 Funi metalliche per il paranco
una sicurezza alla base della leva Sono in acciaio e di diametro va-
di avanzamento; essa serve per riabile a seconda dei modelli di pa-
impedire che, forzando sulla leva ranco. Per facilitare il lavoro è con-
di avanzamento per effettuare tra- veniente avere una fune da 30 m,
zioni eccessive, il paranco si dan- sufficiente per risolvere molti casi e
neggi. Il meccanismo di sicurezza una prolunga da 20 m a disposi-
è dato da copiglie poste alla base zione per necessità superiori.
della leva stessa, che si rompono
se sovraccaricate. 4.16 Carrucola di rinvio
Manutenzione
4.14 Gancio di abbattimento
Utile per lavorare in sicurezza e per
Molto utile per piante medie e pic-
• occorre curarne la pulizia dell’in- raddoppiare la potenza del paran-
cole perché evita la salita dell’ope-
terno eliminando il materiale che co. Deve essere dimensionata in
ratore per agganciare la pianta in
penetra con la fune e, eventual- funzione della forza di trazione del
alto.
mente ingrassarlo (attenzione a paranco.
non smontare il meccanismo di Sulle carrucole devono comparire
trazione, ma sollevare solo il co- le quattro indicazioni seguenti:
perchio); 1. produttore/distributore;
Manutenzione 2. sforzo massimo consentito per
• controllare periodicamente l’in-
tegrità delle copiglie di sicurez- • raddrizzare le pieghe che si for- trazione al suolo (2 F = sforzo di
za e sostituirle all’occorrenza. mano; trazione su entrambi i capi della
• togliere i fili sporgenti usando un Manutenzione fune);
pezzo di legno; • controllo visivo del gancio per 3. carico massimo consentito per
• lavare con prodotti adeguati le appurare che non sia fessurato sollevamento (2 F);
funi molto sporche; o rotto; 4. diametro massimo consentito
• affilare la punta dall’esterno se è della fune;
• controllare che i ganci siano
smussata. 5. campi d’impiego consentiti:
efficienti e ben fissati e che il
• chiocciola = bassa velocità
dispositivo antisgancio sia fun-
(es. paranco);
zionante;
4.15 Fune a strozzo • tartaruga = esercizio non conti-
• provvedere al controllo dell’ef- nuo (es. argano su trattore);
Sostituisce il gancio di abbattimen-
ficienza e all’eventuale sostitu- • lepre = alta velocità ed esercizio
to per piante di grosso diametro e
zione delle funi in riferimento alla continuo (es. teleferica).
per abbattimenti che richiedono la
normativa vigente.
massima sicurezza. È costituita da
una fune con un apposito gancio.
Richiede la normale manutenzione
(in riferimento alla normativa vigen-
copiglia
te) da farsi per le funi in acciaio.
32 33Manutenzione 4.19 Morsetto di aggancio 4.20 Gancio a coda di porco e
• non farle asciugare vicino a fonti rapido o raccordo serrafuni gancio ad ancora
di calore;
Viene fissato alla fune per far da Si utilizzano per ancorare il capo
• lavarle con acqua senza additivi supporto alla carrucola mobile. È della fune del paranco alla cintu-
chimici; importante che si adatti al diame- ra di ancoraggio del medesimo
• evitare il contatto con elementi tro della fune affinché non scivoli e (o eventualmente a qualche altro
taglienti e con solventi; che sopporti un carico adeguato a supporto).
Manutenzione • riporle senza annodarle; quello del paranco.
Questi ultimi due attrezzi servono
• seguire le indicazioni del co- • prima dell’uso verificare sempre ganascia mobile per il montaggio del paranco in tra-
struttore. che l’attrezzatura sia idonea in spinotto zione doppia (vedi il capitolo 10).
base alle indicazioni del costrut- staffa con foro
tore e in riferimento alla norma- d’ancoraggio
4.17 Fasce (cinture) di tiva vigente (che non presentino
ganascia
e spina
ancoraggio indurimenti, che il rivestimento fissa
esterno non sia danneggiato o
Necessarie per ancorare il paranco
deteriorato e/o che non vi sia-
e la carrucola di rinvio. Sono co- piastra
no danni visibili all’anima interna laterale
struite in fibre sintetiche e si pre-
ecc..). Qualora necessario, so-
sentano o piatte con due asole alle molla
stituire le fasce.
estremità, oppure a forma anulare
e sezione pseudo circolare; queste
ultime, oltre ad avere portate ele- 4.18 Gancio di attacco
vate, sono anche molto manegge- Manutenzione
Utile per facilitare e rendere sicu-
voli e leggere.
ri gli agganci tra fune e prolunga, • pulire esternamente;
Il mercato offre svariati modelli dif- tra fune e gancio di abbattimento o
ferenti in lunghezze e portate. fune a strozzo. • controllare che non vi siano fes-
sure o deformazioni.
Di facile montaggio è disponibile
per funi di diverso diametro.
Non richiede manutenzione.
Manutenzione
• mantenere efficienti e lubrificati i
perni;
• a seconda dei modelli:
• controllare e pulire la gana-
sce e sostituirle quando sono
consumate;
• cambiare le molle allentate.
34 355 MOTOSEGA
Di fondamentale importanza è ac-
quistare la motosega da rivenditori
autorizzati e che offrano il servizio
di assistenza, per risparmiare tem-
po e denaro in caso di guasti.
Al momento dell’acquisto, la mo-
tosega deve essere completa di:
• libretto di istruzioni in lingua ita-
liana;
• chiave multiuso per candela;
• copribarra;
• ingrassatore;
La motosega rappresenta uno • chiavi e cacciavite per tutti i dadi
strumento importantissimo per le e le viti visibili dall’esterno;
lavorazioni in bosco. È fondamen-
• lista pezzi di ricambio.
tale scegliere quella più adatta alle
proprie esigenze, che permetta di
poter operare in modo efficiente,
efficace e in sicurezza.
5.1 Parti principali
Nel descrivere la motosega è im-
In commercio esistono molte ditte
portante evidenziare le principali
produttrici di motoseghe che offro-
parti da cui è composta, affinché
no vari modelli altamente perfor-
l’operatore possa comprenderne
manti per uso professionale e per
il funzionamento e possa provve-
uso semiprofessionale, con carat-
dere alla manutenzione dei piccoli
teristiche che a seconda dell’ope-
guasti che rendono il lavoro più dif-
ratore e dell’impiego cui sono de-
ficoltoso e più pericoloso.
stinate possono essere considerati
pregi o difetti. Generalmente è pre-
feribile orientarsi su modelli di me- Le componenti con funzione
dia potenza, in quanto facilmente antinfortunistica vengono
adeguabili ai diversi e più comuni contrassegnate nel testo
contesti in cui ci si trova a operare. con il simbolo
36 374
2 5.1.1 Barra di guida e stella di rinvio 5.1.2 Catena
3
In commercio esistono due tipolo- La catena è l’organo tagliente ed
5 13 14 15 gie di barre di guida: è formata da singoli elementi chia-
• barra di guida con punta rinfor- mati maglie che si differenziano per
zata in acciaio speciale (“blinda- forma e funzione in maglie taglienti,
ta”); maglie di guida e maglie di unione
1 (vedi capitolo 6).
• barra di guida con stella di rinvio.
6 Il mercato offre molti tipi di catena
12 La barra di guida con punta rin-
11 7 con passi standard, utilizzabili per
10 9 8 forzata in acciaio speciale pre-
motoseghe di marche e modelli
senta una maggiore robustezza,
differenti.
23 16 ma perde circa il 10% di potenza
22 21 20 del motore, aumenta la tendenza
19 18 17 al rimbalzo e la punta penetra più
difficilmente.
Le parti principali della motosega 13. Carter copri filtro La barra di guida con stella di rinvio
sono le seguenti: 14. Impugnatura anteriore (o tubo- produce meno attrito, la catena e la
1. Stella di rinvio lare o a mano destra) barra stessa si consumano meno
• fissa riducendo anche le emissioni so-
15. Paramani con freno catena
• sostituibile nore. Si sfrutta meglio la potenza 5.1.3 Fermo catena (perno blocca
16. Fermo catena (o perno bloc- del motore e si riduce la tenden- catena)
2. Barra di guida ca catena) za al rimbalzo; risulta però essere Ha la funzione di bloccare la cate-
• a punta rinforzata in acciaio
17. Vite tendicatena più delicata della precedente in na in caso di sua rottura o fuori-
(detta “blindata”)
18. Cilindro quanto facilmente danneggiabile, uscita dalla barra di guida, impe-
• a punta con stella di rinvio
19. Carter copripignone ad esempio se serrata nel taglio di dendo in tal modo possibili lesioni
3. Marmitta / silenziatore abbattimento o di sezionatura.
20. Sistema antivibrazioni all’operatore.
4. Impugnatura cordino di avvia-
mento 21. Vite di regolazione minimo
meccanico / Carburazione
5. Leva di bloccaggio dell’acce-
22. Paramani posteriore barra di guida con stella di rinvio
leratore
6. Acceleratore 23. Impugnatura posteriore (o a pi-
stola o a mano destra)
7. Interruttore / Starter
Dispositivo di mezza accelerata
8. Serbatoio carburante e tappo VERIFICARE SEMPRE barra di guida con stella di rinvio
9. Carter del ventilatore con di- QUOTIDIANAMENTE E PRIMA DI sostituibile
spositivo di avviamento OGNI UTILIZZO CHE I DISPOSITIVI DI
SICUREZZA SIANO INTEGRI
10. Linea di mira
ED EFFICIENTI
11. Serbatoio dell’olio
barra di guida blindata
12. Catena
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