TEATRO ASTRA Stagione 2017.2018 - Fondazione Teatro Piemonte ...

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TEATRO ASTRA Stagione 2017.2018 - Fondazione Teatro Piemonte ...
UNA DELLE ULTIME SERE DI CARNOVALE di Carlo Goldoni - regia Beppe Navello / PEPE fotografia

con il sostegno di
                                                                                                                           Stagione 2017.2018
                                                                                                                   TEATRO ASTRA

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TEATRO ASTRA Stagione 2017.2018 - Fondazione Teatro Piemonte ...
 
  
Collettore  di  idee  e  di  progetti,  casa  di  giovani  soggetti  così  come  dei  migliori  centri  di  cultura  teatrale  italiani  ed  
internazionali:   in   questo   consiste   il   progetto   artistico   della   Fondazione   Teatro   Piemonte   Europa,   testimoniato  
ancora  una  volta  dall’articolazione  del  cartellone  2017-­‐2018,  giocato  su  generi  estremamente  eterogenei  e  che  
arrivano  ad  abbracciare  forme  artistiche  trasversali,  dalla  danza  alla  musica  al  circo  contemporaneo.  
L’azione  della  Fondazione  Teatro  Piemonte  Europa,  fin  dalle  sue  origini  protagonista  della  vita  culturale  cittadina  
per   rilevanza   ed   esperienza   maturata   nel   settore   dello   spettacolo,   opera   su   versanti   diversificati   e  
complementari.   Da   un   lato   è   segnata   da   una   forte   partecipazione   a   progetti   internazionali   e   a   significative  
collaborazioni   nazionali,   dall’altra   è   interessata   a   sviluppare   una   specifica   attenzione   alla   realtà   territoriale,  
dando   spazio   e   opportunità   all’attività   di   soggetti   produttivi   piemontesi,   a   partire   da   quelli   realizzati   dalla  
propria,  e  ormai  affermata,  compagnia  di  giovani  artisti.  
In   tale   contesto   l’importante   lavoro   della   Fondazione   si   concentra   sullo   spettacolo   dal   vivo   e   rappresentato  
attraverso   il   versante   della   tradizione,   ma   declinato   anche   nelle   più   nuove   tendenze   della   ricerca   e   della  
contaminazione  tra  i  generi  che  caratterizzano  la  creazione  contemporanea.  
Dalla  drammaturgia  alla  danza,  agli  spettacoli  musicali,  l’incontro  tra  le  arti  si  sviluppa  all’interno  di  un  percorso  
che  propone  un’offerta  artistica  ampia   e  articolata,  frutto  della   capacità  di  intrecciare  importanti   relazioni  con  
strutture  artistiche  di  primo  piano,  e  con  un’apertura  significativa  al  contesto  europeo,  come  d’altronde  iscritto  
nella   vocazione   istituzionale   dell’ente,   che   per   questa   stagione   trova   nella   Francia   un   territorio   privilegiato   di  
esplorazione  e  scoperta  della  scena  teatrale  oltre  confine.    
Il  radicamento  e  l’integrazione  territoriale  sono  invece  ben  rappresentati,  oltre  che  dalla  programmazione  delle  
numerose  realtà  piemontesi  e  torinesi,  dall’intensa  attività  che  ha  trasformato,  da  alcuni  anni,  il  Teatro  Astra  in  
un   vero   e   proprio   centro   di   aggregazione   sociale,   di   discussione,   di   confronto,   punto   di   riferimento   per   il  
territorio.  
La   Regione   Piemonte   rinnova   dunque   il   sostegno   alla   progettualità   e   ai   programmi   artistici   della   Fondazione,  
nell’ambito  delle  proprie  politiche  culturali,  volte  in  particolare  alla  promozione  di  un  sistema  regionale  di  cui  il  
Teatro   Piemonte   Europa,   per   la   qualificata   e   articolata   attività   produttiva,   formativa   e   di   ospitalità,   è  
componente  essenziale.  
  
                                                                                     L’Assessora  alla  Cultura  e  al  Turismo  
                                                                                             della  Regione  Piemonte
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Assessora alla Cultura

La Fondazione Teatro Piemonte Europa presenta la nuova stagione con un cartellone
che come di consueto è ricco di produzioni realizzate in casa, di prime assolute, di
importanti collaborazioni con altri Enti teatrali italiani e di sinergie con realtà territoriali
importanti.
Un cartellone importante al quale si aggiunge ovviamente l’attenzione che viene
dedicata all’Europa, uno dei temi che da sempre costituisce la cifra progettuale del TPE
e che quest’anno vede in particolare evidenza la produzione francese.
Tutti questi fattori costituiscono un patrimonio consolidato della Fondazione TPE che
festeggia il decennale della propria attività avviata nel 2007 e si conferma in grado di
offrire ai cittadini una programmazione di qualità, riservando nello stesso tempo un
rilevante spazio alle produzioni della creatività giovane, con il ricco programma del
progetto “vivaio” e alla trasversalità ormai essenziale nelle arti performative con la
rassegna d’eccellenza Palcoscenico Danza, curata da Paolo Mohovich.
Di tutto questo lavoro vanno ringraziati il direttore Beppe Navello, le compagnie, gli
artisti, i tecnici e tutti i collaboratori della Fondazione TPE che lavorano giorno dopo
giorno per rendere possibile la magia del palcoscenico.

                                                                                    Francesca Leon

          Via San Francesco da Paola, 3 - 10123 Torino - tel. +39.011.01124717/24718/24797 - fax +39.011.01124776
                                     e-mail: segreteria.assessoreleon@comune.torino.it
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La Fondazione CRT per la Fondazione TPE: oltre 700.000
euro per la creatività giovanile
E quest’anno un grande appuntamento alle OGR: la Festa della
Danza di Blanca Li

Torino, 13 giugno 2017 - Da oltre dieci anni la Fondazione CRT
sostiene la Fondazione TPE, con il duplice scopo di arricchire l’offerta
culturale torinese e di valorizzare la creatività e la crescita professionale
dei giovani artisti. Complessivamente, la Fondazione CRT ha destinato
più di 700.000 euro al Teatro Astra e al Festival Teatro a Corte, che
porta sul palco il meglio dell’innovazione europea. Quest’anno la
Fondazione CRT arricchisce il cartellone di una grande novità,
nell’ambito del progetto OGR: la Festa della danza di Blanca Li.

La Fondazione CRT non ha solo contribuito alle attività del TPE
attraverso le tradizionali modalità erogative, ma ha anche avviato
un’importante collaborazione nello sviluppo di meccanismi di raccolta
fondi - con l’obiettivo negli anni di raddoppiare le donazioni - che hanno
coinvolto il pubblico nel sostegno delle giovani compagnie teatrali del
territorio.

Tale modalità di cui la Fondazione CRT è stata pioniera, in linea con le
direttive del MiBACT, ha contribuito al riconoscimento della Fondazione
Teatro Piemonte Europa come Teatro di Rilevante Interesse Culturale,
collocandolo tra i primi d’Italia. Il sostegno della Fondazione CRT al
sistema culturale di Torino, del Piemonte e della Valle d'Aosta è intenso
e capillare: in oltre venticinque anni di attività, la Fondazione CRT ha
destinato all’arte e alla cultura circa mezzo miliardo di euro, con lo
scopo promuovere in modo diffuso la crescita e lo sviluppo del territorio.

www.fondazionecrt.it
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La Compagnia di San Paolo per le realtà d’eccellenza dello spettacolo dal vivo

La Compagnia di San Paolo nel riconoscere alla cultura un ruolo fondamentale nello sviluppo
sociale ed economico di un territorio, nella formazione dell’identità del territorio stesso e della
crescita individuale e collettiva, ha individuato alcune realtà di eccellenza del Piemonte e della
Liguria, riconoscendo a esse la funzione di punto di riferimento e di irradiazione nel panorama
dello spettacolo dal vivo.
Sono realtà di alto livello che possiedono caratteristiche e peculiarità quali la continuità e la
qualità dell’attività artistico-culturale svolta, il ruolo di preminenza e l’autorevolezza all’interno
del sistema culturale di appartenenza, l’integrazione con strutture e attività del sistema stesso e il
radicamento territoriale.
La Compagnia di San Paolo sostiene l’attività istituzionale di queste realtà nella crescente
volontà di supportare la creazione di scenari fertili per lo sviluppo culturale del territorio.
L’obiettivo è quello di sostenere queste istituzioni, da un lato riconoscendo loro il lavoro fatto
fino ad ora, dall’altro stimolandoli a procedere con una solida progettualità volta a ottenere un
impatto profondo e radicato sul sistema culturale attraverso una ragionata e attiva
programmazione delle attività e quindi con un’auspicata ricaduta favorevole sull’intero territorio.
                                !                                                                  !
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INTESA SANPAOLO SOSTIENE LA STAGIONE 2017/2018
                                   DEL TEATRO PIEMONTE EUROPA

Intesa Sanpaolo, assecondando una lunga e consolidata tradizione, è attivamente impegnata nel
campo dell’arte e della cultura, nella radicata consapevolezza che il ruolo di un’impresa bancaria di
rilevanza nazionale sia quello di concorrere non solo alla crescita economica, ma anche, e
inscindibilmente, a quella culturale e civile del Paese.
Tale impegno si è tradotto nell’elaborazione di numerose iniziative culturali sia proprie che in
partnership con importanti Istituzioni ed Enti locali. Da qui la volontà di collaborare con la
Fondazione Teatro Piemonte Europa con il sostegno alla nuova stagione teatrale 2017/2018.
L’impegno della banca per la diffusione della cultura teatrale si esplicita anche nel supporto alle
stagioni teatrali del Piccolo Teatro Grassi e del Teatro Parenti di Milano, del Teatro Regio di
Torino, nonché nella collaborazione ultradecennale col Teatro alla Scala, nel cui ambito si colloca
anche il progetto ScalaUNDER30.

Da ultimo, l’impegno di Intesa Sanpaolo si esprime anche attraverso:
    l’opera di salvaguardia del patrimonio storico-artistico del Paese, con il progetto Restituzioni:
     un programma di restauro di opere d’arte di destinazione pubblica promosso e gestito in
     collaborazione con gli organismi di tutela competenti e le Soprintendenze territoriali;

    la valorizzazione del cospicuo e prestigioso patrimonio storico, artistico, architettonico e
     archivistico del Gruppo, con l’intento di condividerlo con la collettività. Di qui la creazione di
     una rete di poli museali e culturali: le Gallerie di Piazza Scala a Milano, le Gallerie di
     Palazzo Leoni Montanari a Vicenza e le Gallerie di Palazzo Zevallos Stigliano di Napoli.
     Sono tutti luoghi di fruizione dell’arte e di produzione della cultura, riuniti sotto il nome di
     Gallerie d’Italia.

Per informazioni
Intesa Sanpaolo
Ufficio Media Attività Istituzionali, Sociali e Culturali
0287962641
stampa@intesasanpaolo.com
STAGIONE TPE 2017.2018

La Stagione TPE 2017.2018 manifesta fn dalle prime tappe i segni inequivocabili della nostra vocazione istituzionale: quello
dell’attenzione all’Europa, con molti sguardi rivolti alla Francia e alla sua civiltà teatrale (per la prima volta dedichiamo in
esclusiva alla cugina d’Oltralpe il nostro spazio internazionale, con ben sette spettacoli francesi o ispirati alla Francia e un
abbonamento speciale riservato a questo percorso). Quello delle nostre produzioni, costruite insieme alla compagnia di
giovani artisti che da qualche anno inanellano un successo dietro l’altro, consacrati per sempre dall’indimenticabile, lungo
cantiere creativo de I Tre Moschettieri: a loro e a giovani danzatori emergenti dedichiamo quest'anno uno spazio particolare
e privilegiato con i dodici spettacoli del “Vivaio”, allestimenti realizzati da loro in autonomia. Infne il segno della
trasversalità delle forme e dei percorsi praticati, dalla danza alla musica al circo contemporaneo; e in questo senso la
collaborazione con Paolo Mohovich per la sua vivacissima rassegna Palcoscenico Danza, si conferma come un’irrinunciabile
risorsa del nostro territorio nel dialogo internazionale.
Il cartellone, invitando i migliori centri di cultura teatrale italiana come il Teatro Stabile di Genova, quello di Napoli, di
Catania, di Brescia, oltre che grandi compagnie private, offrirà ai nostri abbonati un panorama ricco di proposte e di
interpreti, dai Sei personaggi pirandelliani con Eros Pagni a I promessi sposi con Michele Sinisi, dalla testimonianza civile di
Claudio Fava alla sempiterna attualità di Shakespeare, alle incursioni letterarie e radiofoniche di Alberto Gozzi, all'Agatha
Christie di Andrea Borini, alla Marilyn di Argia Coppola e Cristina Pezzoli, alla Lady Macbeth di Michele De Vita Conti e
Maria Alberta Navello, a Paola Minaccioni, a Lucilla Giagnoni, agli immancabili Beltramo, Insegno, Iossetti e i giovani di
Onda Larsen cresciuti nella nostra bottega. Un palinsesto di oltre quaranta spettacoli da ottobre a maggio, con due eventi
del festival Teatro a Corte che intersecheranno la stagione e che non si potranno perdere: il weekend che ricorderà
l’apertura di Venaria Reale nel 2007 con una creazione acrobatica nel cielo della Reggia oltre che uno spettacolo equestre e
la festosa, immensa Fête de la Danse di Blanca Li, a festeggiare con Fondazione CRT le nuove OGR.
Sarà, tanto per cambiare, un anno bellissimo che sconfnerà per metà del 2018 nel nuovo progetto triennale che la nostra
condizione di Teatro di Rilevante Interesse Culturale ci impone di presentare al Ministero; e pur con i limiti di attenzione al
bilancio che ci siamo imposti, cercando di sfruttare al meglio le molte riserve produttive che abbiamo messo in magazzino,
proiettiamo la nostra immaginazione a salvaguardare i risultati di fdelizzazione del pubblico e di crescita nell’attenzione
nazionale e internazionale ottenuti negli anni che abbiamo alle spalle. Nessuna realtà teatrale italiana ha conosciuto una
crescita esponenziale come la nostra, dal nulla a un posto nei primi venti teatri del Paese. E’ stato possibile grazie ai
compagni di strada che hanno creduto in noi, al Mibact, alla Regione Piemonte, al Comune di Torino, oltre che a Fondazione
CRT, Compagnia di San Paolo e, da quest'anno, Intesa Sanpaolo. Chiediamo loro di continuare a crederci per un futuro
prossimo di nuovi, grandi risultati artistici.

Beppe Navello
Direttore Fondazione Teatro Piemonte Europa
COMUNICATO STAMPA

                              IN STAGIONE 42 SPETTACOLI / 178 ALZATE DI SIPARIO
                                  15 PRODUZIONI di cui 12 IN PRIMA ASSOLUTA

La terza Stagione TPE nella veste di Teatro di Rilevante Interesse Culturale, riconoscimento ministeriale che pone
Fondazione Teatro Piemonte Europa insieme ad altri diciotto teatri italiani tra le eccellenze del panorama nazionale,
presenta, tra ottobre 2017 e maggio 2018, un cartellone ftto di proposte, classici, innovazione, danza e circo
contemporaneo, dedicate all’affezionato pubblico di abbonati e spettatori in continua crescita.
Quindici produzioni, di cui dodici al debutto, quarantadue spettacoli per oltre centosettanta alzate di sipario in quattro
location, tra cui la Reggia di Venarla, già protagonista, negli anni nel programma del Festival Teatro a Corte. Lavanderia a
Vapore di Collegno è ormai consolidata scelta per diversi spettacoli proposti nell’ambito della rassegna Palcoscenico Danza:
un segnale di sinergia con le realtà più affni sul territorio. Novità e ritorni molto attesi sono solo due degli aspetti che
caratterizzano una stagione che propone: prosa contemporanea, grandi classici, danza, teatro europeo d’innovazione,
incursioni nel mondo della musica e nuove suggestioni di circo contemporaneo. Diretta da Beppe Navello, la Stagione TPE
2017.2018 è realizzata grazie al contributo del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, di Regione
Piemonte, Città di Torino, Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT e Intesa Sanpaolo.

Le produzioni: Goldoni, Frayn, Agatha Christie, Fellini, Céline, Savinio, Carol Oates e… Il Vivaio
Tre allestimenti per 3 Travestimenti (1 / 26 novembre), progetto e regia di Alberto Gozzi che propone tre rifessioni sull’Italia
attraverso i radiodramma di Fellini nei primi anni Quaranta, la letteratura e gli eccessi di Céline negli anni Cinquanta e il
surrealismo di Savinio che irrompe nella consolidate compostezza del salotto borghese. Love is Blonde (30 novembre / 3
dicembre), scritto da Argia Coppola con la regia di Cristina Pezzoli, è il primo adattamento teatrale del famoso romanzo
americano Blonde di Joyce Carol Oates, sulla vita controversa di Marilyn Monroe, realizzato grazie al sostegno di
Fondazione CRT. L’ospite inatteso (9 / 21 gennaio), regia di Andrea Borini, è un testo per le scene di Agatha Christie con
un’intrigante struttura narrativa a scatole cinesi. Io, me e Lupin (6 / 9 marzo) è un’esilarante commedia di Onda Larsen,
compagnia di giovani cresciuti artisticamente in TPE che sono stati promossi defnitivamente quest’anno tra le nuove
produzioni della Fondazione.
Dopo il successo della scorsa stagione, torna in scena all’Astra, per poi viaggiare in tournée dal Nord al Sud d'Italia, la
commedia di Carlo Goldoni Una delle ultime sere di Carnovale (10 / 11 marzo) con la regia di Beppe Navello e interpretata da
13 attori della compagnia di TPE. Il clamoroso successo della scorsa stagione ci ha indotto a riprendere il divertente Rumori
Fuori Scena (19 dicembre / 7 gennaio) con Claudio Insegno, Andrea Beltramo e Carlotta Iossetti nello stesso periodo
natalizio. Ci piacerebbe farlo diventare un rito da repertorio, come accade con questo testo in molti teatri d'Italia e del
mondo, per consolidare la fdelizzazione del nostro pubblico.
Un altro atteso ritorno è lo spettacolo Lady Macbeth (9 / 10 dicembre), diretto da Michele De Vita Conti e interpretato da
Maria Alberta Navello che, dopo l’incursione nella Stagione TPE, continuerà la sua tournée a Milano e a Parigi.
Nell’ottica di prestare particolare attenzione nei confronti della creatività giovanile, non solo attraverso il sostegno a
compagnie del territorio, ma attraverso il consolidamento di una compagnia stabile di attori, scenograf, costumisti e tecnici
under 35, TPE ha deciso di affdare loro un progetto autonomo, assicurando un piccolo contributo produttivo alle creazioni
pensate, costruite e portate avanti da loro in oltre cinquanta giornate dal 26 marzo al 13 maggio 2018. Dodici sono gli
spettacoli selezionati, di cui, un’ospitalità Maleducazione Transiberiana di Davide Carnevali (17 / 22 aprile); tre spettacoli
che fanno parte della rassegna Palcoscenico Danza, Permutazioni (20 aprile) serata realizzata a partire dal bando
internazionale promosso da Zerogrammi per giovani coreograf; Made 4 You (3 maggio) che propone Mariano Alessio Di
Stefano con uno spettacolo ideato per la compagnia Eko Dance International Project; e infne una proposta degli Off
Beat.Lab di Padova danza, otto danzatori impegnati in un trittico di nuove creazioni di Sharon Fridman, Valerio Longo e
Paolo Mohovich; la serata sarà aperta da un artista presentato in collaborazione con Festival Interplay, 3x8 Trittico d’autore
(11 maggio).

Otto spettacoli di prosa sono prodotti direttamente da TPE, Pronti a tutto di Stefania De Ruvo (26 / 31 marzo), Casa di Lydia
Thompson (3 / 8 aprile), La voce umana di Jean Cocteau (3 / 8 aprile), Terzetto spezzato di Svevo (10 / 15 aprile), The
Possible di Neil Laute (17 / 22 aprile), La purga di Georges Feydeau (24 / 29 aprile), Casanova alla luna piena di Gianluigi
Pizzetti (1 / 6 maggio), The Yalta Game di Brian Friel (8 / 13 maggio), in collaborazione con Saveria Project e il patrocinio
dell'Ambasciata d’Irlanda.

Marco Plini, Paola Minaccioni, Eros Pagni, Lucilla Giagnoni, Michele Sinisi…
Sono solo alcuni dei nomi dei protagonisti delle ospitalità di Stagione TPE 2017.2018, che si avvale anche quest’anno di
numerose collaborazioni con alcuni dei più importanti teatri italiani. Marco Plini, porta in scena l’ultima tragedia di
Shakespeare (1607), l’opera più politica e una delle meno rappresentate del Bardo, Coriolano (10 / 12 novembre). Paola Rota
raccoglie i personaggi di Paola Minaccioni nati in tv, al cinema o alla radio in un un viaggio sul tema dell’identità: Dal vivo
sono molto meglio (17 / 19 novembre). In occasione della giornata nazionale contro la violenza sulle donne Club le Boomers
in collaborazione con Biblioteche Civiche porta in scena Lavitachedura (25 novembre), un gruppo di donne che vogliono
parlare di sé, della propria età, della necessità di ridefnirsi. Lucilla Giagnoni invita a rifettere con Furiosa Mente (2 / 3
dicembre) di connessioni dinamiche tra la mente e il mondo circostante. Un atteso ritorno quello di Eros Pagni, elogiato
dalla critica e prodotto dal Teatro Stabile di Genova e dal Teatro Stabile di Napoli, con la regia di Luca De Fusco: Sei
personaggi in cerca d'autore (24 / 28 gennaio), rivisitazione dell’opera di Luigi Pirandello, nel segno di una rifessione sulla
natura di due linguaggi, quello teatrale e quello cinematografco. Ancora grandi classici con Michele Sinisi, regista de I
promessi sposi (1 / 4 febbraio), per ripensare la storia come palinsesto inesauribile di relazioni umane. Un’altra importante
ospitalità è quella del Teatro Stabile di Catania, Il Giuramento (16 / 18 febbraio), racconto di Claudio Fava messo in scena
da Ninni Bruschetta su uno dei dodici professori universitari su milleduecentotrentotto che il 13 novembre 1931 rifutarono
di giurare fedeltà al fascismo. Giancarlo Sepe con Amletò (gravi incomprensioni all'Hotel du Nord) (23 / 25 marzo) ambienta
nella Francia del 1939, con interazioni di musica e danza, la tragedia del principino danese angustiato e depresso. Il deserto
dei Tartari (12 / 15 aprile) di Dino Buzzati, con la regia di Paolo Valerio, dal Teatro Stabile del Veneto, porta in scena uno dei
romanzi più amati del Novecento italiano, già reinventato dalla visionaria fantasia cinematografca di Valerio Zurlini. In
occasione della Festa della Liberazione d’Italia, il cartellone TPE propone Carlo Ettore Maria e la Repubblica. Storia d’Italia
dal 1945 a oggi (25 / 27 aprile), un racconto che, attraverso l’evocazione della storia di Italia dal 1945 a oggi, si fa
strumento di ricordo, ma anche di apprendimento, sogno, coraggio, pensiero e azione. Super! (4 / 6 maggio) è un progetto di
scrittura collettiva di Tedacà e Compagnia Dei Demoni, una metafora che parla di potere, di equilibri, di cambiamenti, di
rivoluzioni possibili e impossibili. La Stagione si conclude con Rosi D’Altavilla, l’amore oltre il tempo (11 / 12 maggio), un
viaggio nella canzone napoletana nel periodo del Cafè Chantant e del varietà, con Alessandro Panatteri e Paolo Vanacore.

Il teatro europeo
Il circo contemporaneo è sempre vivacemente presente nei cartelloni di TPE. Inaugura questa Stagione la nuova mirabolante
creazione dei francesi di IETO, già invitati più volte nonché protagonisti di alcune edizioni del Festival Teatro a Corte.
Quattro performer in scena nel nuovo L’instinct du déséquilibre (26 / 29 ottobre) esprimono il loro concetto di disequilibrio e
instabilità, tra colpi di scena e numeri mozzafato. Numero chiave della performance ideata da Raphaëlle Boitel è il cinque:
5èmes Hurlants (23 / 24 febbraio), cinque artisti, cinque personaggi per cinque visioni diverse che attraverso l’esibizione
trasmettono diverse emozioni del quotidiano, spettacolo in collaborazione con Palcoscenico Danza. Un carattere
coinvolgente contraddistingue Extrême Night Fever (16 / 17 marzo), uno spettacolo che è soprattutto una festa unica da
vedere, da ascoltare, da danzare e da vivere, il Cirque Inextremiste sorprenderà il pubblico.

La danza
Nove appuntamenti, sette dei quali in prima nazionale, di cui tre dedicati ai giovani inseriti nella rassegna del Vivaio e un
grande evento di teatro europeo, appartengono tra febbraio e aprile al programma della decima edizione di Palcoscenico
Danza, cartellone d’eccellenza diretto da Paolo Mohovich distribuito tra il Teatro Astra, la Lavanderia a Vapore di Collegno e
la Reggia di Venaria. Apre la rassegna una giovane compagnia torinese composta da artisti italiani e stranieri, guidata da
Pompea Santoro, Eko Dance International Project, che con la coreografa di Paolo Mohovich, porta in scena in prima
assoluta MessiaHaendel (8 / 10 febbraio). Ananke (3 marzo), ispirato al mito della necessità dell'armonia cosmica, è messo
in scena da una nuova formazione palermitana, Palermo in danza. Un'altra prima nazionale è Siena (22 marzo), con la
coreografa di Marcos Morau per la compagnia Veronal, una delle formazioni più apprezzate della scena internazionale. Due
potenti interpreti: l'eclettica coreografa e danzatrice spagnola Ingrid Magrinyà in scena con Milki Lee, offre un bellissimo
duetto di forte fsicità, Manos que se buscan (5 aprile), alla Lavanderia a Vapore. La decima edizione della rassegna si chiude
nella Cappella di Sant’Uberto alla Reggia di Venaria, scenario ideale per uno spettacolo che gioca con il barocco e il rock,
con la corte e la strada, attraverso la danza e la ricerca estetica, riscrivendo il minuetto con linguaggio contemporaneo:
Barrock (15 aprile)

Le attività di Stagione TPE 2017.2018 saranno intervallate durante tutto l’anno, come di consueto, da momenti di
formazione per il pubblico, laboratori destinati a professionisti ed amatori, workshop ed attività di approfondimento sulla
messinscena, realizzati in collaborazione con l’Università degli Studi di Torino, l’Accademia Albertina di Belle Arti, UniTre –
Università della Terza Età, Alliance Française di Torino, il Circolo dei lettori, RAI e i rappresentanti di realtà sociali e politiche
operanti sul territorio.
Il già consolidato sodalizio con Alliance Française di Torino ha portato nella programmazione due eventi offerti
gratuitamente al pubblico, Antigone (6 dicembre) di Jean Anouilh, e Itinéraires parallèles (15 / 16 maggio) realizzato con gli
allievi del laboratorio di teatro in francese, Théatre à la coq.

I Tre Moschettieri, l’avventura continua
Il segno che hanno lasciato i personaggi de I Tre Moschettieri è talmente indelebile, che all’AstraCafé, durante tutta la
stagione, TPE ha immaginato otto incontri con gli interpreti dei Moschettieri, quelli che ancora oggi fans entusiasti
riconoscono per strada chiamandoli con i nomi dei personaggi. Con qualche spezzone di spettacolo e di backstage, gli attori
ricostruiranno per un numero limitato di spettatori l’empatica atmosfera che ha decretato nel 2016 un successo lungo tre
mesi: I Tre Moschettieri, l'avventura continua (28 ottobre / 24 marzo)

Informazioni per il pubblico: tel. +39 011.5119409
info@fondazionetpe.it - www.fondazionetpe.it - @StagioneTPE

UFFICIO STAMPA FONDAZIONE TEATRO PIEMONTE EUROPA
Daniela Rullo tel. +39 011.5119409 cell. +39 347.2222976 e-mail: daniela.rullo@fondazionetpe.it
CIE IETO

26-29 ottobre 2017 TEATRO ASTRA Sala Grande

L’INSTINCT DU DESEQUILIBRE
CREAZIONE COLLETTIVA CON SEBASTIEN BRUN, FNICO FELDMANN, ITAMAR GLUCKSMANN, ALYS MARCHI
REGIA CHRISTIAN COUMIN
CREAZIONE LUCI, DIREZIONE TECNICA, SCENE, DIREZIONE SUONO E LUCI PATRICE LECUSSAN / MUSICHE ORIGINALI MAXIME DENUC
DIFFUSIONE VIRGINIE MOY, OLIVIER BOURREAU
PRODUZIONE IETO IN COPRODUZIONE CON ARCHAOS, POLE CIRQUE MÉDITERRANÉE-MARSEILLE, CARRÉ MAGIQUE LANNION TRÉGOR, PÔLE NATIONAL DES ARTS
DU CIRQUE EN BRETAGNE-LANNION, FESTIVAL PERPLX – MARKE KORTRIJK, PARC DE LA VILLETTE, PARIS, LA PASSERELLE-SCENE NATIONALE DE GAP ET DES ALPES
DU SUD, GAP, PRONOMADE(S)-HAUTE GARONNE

Il ritorno del circo contemporaneo dei giovani francesi di IETO, compagnia più volte ospite di TPE al Teatro Astra o al
Festival Teatro a Corte e garanzia di qualità per l’accuratezza e la spettacolarità delle loro creazioni. Quattro fgure in uno
spazio vuoto, senza nessun appiglio. Uno spazio che può essere utilizzato per creare una performance stabile, solida ed
equilibrata o per imbarcarsi invece furiosamente in un percorso instabile, insolito e ignoto. E poiché secondo IETO
l'immobilità non esiste o è di scarso interesse, e l'uomo è sbilanciato di sua natura, è obbligatorio il sentiero da percorrere
per i quattro artisti/acrobati: tra colpi di scena e acrobazie mozzafato, scopriremo di essere creature traballanti e
trasandate, spinte dalle ambizioni ma minate dall'instabilità, alla ricerca di quell’appoggio che fa immaginare l'improbabile
e tentare l'impossibile.

ALBERTO GOZZI – produzione TPE / prima assoluta

1-26 novembre 2017 TEATRO ASTRA Sala Côté Court

3 TRAVESTIMENTI
DRAMMATURGIA E REGIA ALBERTO GOZZI
CON ELENI MOLOS, ANNA MONTALENTI, GIANLUIGI PIZZETTI, MATTEO ROMOLI
SCENE E COSTUMI BARBARA TOMADA / LUCI MAURO PANIZZA / VIDEO FRANCESCO GHISI
PRODUZIONE FONDAZIONE TEATRO PIEMONTE EUROPA

FELLINI RADIOSHOW          DAGLI SKETCH DI FEDERICO

Chiromanti truffaldine, topi d’albergo, autori squattrinati in cerca di una battuta che faccia ridere, innamorati litigiosi e
venditori di sogni sono solo alcuni dei tanti personaggi in campo nelle cento e più scenette che Fellini scrisse fra il 1942 e il
1943, gli anni della sua intensa collaborazione al Marc’Aurelio. Intorno a quella rivista, satirica ma non troppo cattiva,
ruotava allora una buona parte del futuro cinema italiano, da Zavattini a Mario Bava, da Camerini a Ettore Scola. Al cinema
Federico ci pensava ma non aveva ancora incominciato a farlo: il suo cinema erano, per il momento, le vignette ironiche e
corpose che sfornava con esuberanza – schizzi di personaggi impazienti di entrare in un racconto. Prima di approdare allo
schermo, alcuni di essi transiteranno per lo studio radiofonico grazie a questi brevi copioni che, rivisitati oggi, non
documentano solo l’apprendistato di un maestro, ma anche un’Italia grottesca con venatura di surreale che ha ancora
qualcosa da dirci.

CELINE SUL METRO         DA COLLOQUI CON IL PROFESSOR Y

Anni Cinquanta. Lo scrittore è reietto (non maledetto, avrebbe più appeal), disprezzato ed emarginato. I francesi, e in
particolare gli intellettuali, non gli perdonano il suo ancora bruciante passato di collaborazionista, fascista, razzista e di
altro ancora. Ma dal buio del pozzo in cui è sprofondato, Céline non si difende, attacca: è ancora nel catalogo di Gaston
Gallimard (per quanto in penombra) ed è uno dei grandi scrittori del secolo XX, anche se non lo si vuole dire. Decide di
parlare, di trovare visibilità e per farlo sceglie la forma dell’intervista. Ma l’intervistatore che si inventa è del tutto
improbabile: un sedicente professor Y che subito si rivela inconsistente, ambiguo e malevolo. Sulla scena, il dialogo e
l’azione assumono la forma di una clownerie senza freni, nella quale un Céline torrentizio mette nel mirino la letteratura,
Gallimard, i romanzi patacca, la musica, la società di massa e, non ultimo, anche se stesso.

MAISON SAVINIO         DAI RACCONTI TUTTA LA VITA

Per un'onorata famiglia borghese, il salotto è il sigillo della sua rispettabilità ma anche molto di più; fra quei mobili che
hanno assorbito gli umori e gli amori delle generazioni circolano le storie e defagrano le rivelazioni di un passato che si
riverbera sul tempo presente. Nel teatro domestico che nasce da questi racconti, le barriere del tempo sono del tutto
impalpabili e le identità provvisorie; così, una moglie può trasformarsi in una madre; un padre in un assassino; un bravo,
onesto zio in un subdolo seduttore. A loro volta, gli oggetti, liberati dalla zavorra della logica più banale, acquistano la
parola e incidono sulla trama teatrale così come sulla vita degli uomini. Nella scrittura di Savinio, il Surrealismo (di cui fu
uno dei più laici esponenti) si rivela un veicolo maneggevole che viaggia nell'inconscio di una borghesia piccina, ma che
riesce a diventare sublime nel suo ridicolo disorientamento.

SHAKESPEARE / MARCO PLINI

10-12 novembre 2017 TEATRO ASTRA Sala Grande

CORIOLANO
DI WILLIAM SHAKESPEARE
REGIA DI MARCO PLINI
CON MARCO MACCIERI NEL RUOLO DI CORIOLANO E CON LUCA CATTANI, GIUSTO CUCCHIARINI, CECILIA DI DONATO, MARCO MERZI, VALERIA PERDONÒ
AIUTO REGIA THEA DELLA VALLE E ANGELA RUOZZI / DISEGNO LUCI FABIO BOZZETTA / COSTUMI NUVIA VALESTRI
VIDEO EDITING E SHOOTING SAMUELE HUYNB HONG / I COSTUMI DEI SENATORI ROMANI SONO ABITI LUIGI BIANCHI SARTORIA, MANTOVA
PRODUZIONE CENTRO TEATRALE MAMIMÒ CON IL SOSTEGNO DELLA FONDAZIONE I TEATRI

L’ultima tragedia di Shakespeare (1607), è sicuramente l’opera più politica e una delle meno rappresentate del Bardo.
Sessant’anni fa (1957), Giorgio Strehler ne fece una mastodontica messinscena al Piccolo Teatro, perfetta macchina
metaforica sul potere, tema tra i più cari al drammaturgo inglese. L'adattamento del testo per questa produzione sottolinea
il legame con il presente.
La tragica vicenda del generale Caio Marzio, detto Coriolano, è infatti legata al destino di Roma, città in espansione in cui le
istituzioni democratiche sono ancora fragili ed emergono nuove forze popolari. Coriolano, cresciuto in una gens romana,
vittorioso contro i Volsci, è il candidato ideale per la carica di console. Ma è un conservatore, disprezza il popolo ed è
apertamente ostile ai tribuni, nuovi magistrati eletti in rappresentanza delle istanze popolari. La sua intransigenza lo mette
in confitto con loro che riescono a farlo esiliare. Tradito da Roma, tradirà a sua volta, alleandosi con i nemici Volsci e
marciando contro Roma. Soltanto la madre Volumnia convincerà il guerriero a frmare la pace e salvare Roma dalla
distruzione. Ma verrà poi ucciso dall’invidia di Aufdio, capo dei Volsci, perché traditore dell'alleanza.

PAOLA MINACCIONI / PAOLA ROTA / ARTISTI RIUNITI

17-19 novembre 2017 TEATRO ASTRA Sala Grande

DAL VIVO SONO MOLTO MEGLIO
SCRITTO DA PAOLA MINACCIONI CON ALBERTO CAVIGLIA E CLAUDIO FOIS
REGIA PAOLA ROTA
MUSICHE LADY COCO
PRODUZIONE ARTISTI RIUNITI

Dal vivo sono molto meglio raccoglie tutti i personaggi di Paola Minaccioni nati in tv, al cinema o alla Radio ed è un viaggio
in cui siamo portati a indagare sul tema dell’identità, per esplorarla e rispondere alla domanda che tutti ci facciamo: “Chi
siamo davvero?”. Una surreale sequenza di personaggi che incarnano i dubbi, le paure e le nevrosi dell’attrice, cerca di
consegnarci una risposta a questa domanda, con uno spettacolo fuori dagli schemi che ci invita a rifettere su noi stessi e a
interpretare l’assurdità della società in cui viviamo. Dal vivo sono molto meglio è un fusso di coscienza leggero e irriverente
con cui Paola Minaccioni ci conduce in un universo comico e paradossale. Donne dipendenti dai social network, improbabili
venditrici, raffnate poetesse, badanti e inappuntabili manager, rapper incredibili. Sembrerà strano ma vivono tutte dentro di
lei e in fondo sono lo specchio delle nostre nevrosi e dell'assurdità della nostra epoca. Paola Minaccioni si nasconde e allo
stesso tempo si rivela dietro le sue incredibili maschere, guidata dalle note di Lady Coco, melodico contrappunto a
un’esperienza teatrale unica. Ma raccontare uno spettacolo che cambia di sera in sera è impossibile, si può capire solo dal
vivo. Dal vivo infatti è molto meglio!
SCT CENTRE / CLUB LE BLOOMERS in collaborazione con BIBLIOTECHE CIVICHE

25 novembre 2017 TEATRO ASTRA Sala Grande – fuori abbonamento

LAVITACHEDURA
PROGETTO TEATRALE A CURA DI SCT CENTRE E ASSOCIAZIONE LE BLOOMERS
REGIA ESTHER RUGGIERO
CON OSCAR FERRARI, FEDERICA TRIPODI E DUE ATTORI IN VIA DI DEFINIZIONE
E CON PAOLA BALLESIO, PAOLA BRIGNOLE, LILIANA CHIAPPERO, MARIA PIA COLAFRANCESCO, MICÈ DE MARIA, GIANFRANCA DELMINIO, MIRESI FISSORE,
CATERINA FORABOSCO, ADRIANA GANDIGLIO, CINZIA GAZA, TERRY GESSES, LUCIA LANINO, ANNA MARTINO, ANNA MARIA MINA, AGATA MILONE, LUISELLA
MORANDI, DIANA NICASTRO, VILMA RAIMONDI, CESI RAMELLA, MARIA GRAZIA SALMASI, FRANCA SCOPPA, GIULIANA SIMONATO, PATRIZIA VARETTO
DRAMMATURGIA EMANUELA CURRAO, ESTHER RUGGIERO E FEDERICA TRIPODI
ALLESTIMENTO E IMMAGINI SCENICHE VINCENZO CARUSO / CONSULENZA SCENOGRAFICA FRANCESCO FASSONE

Invecchiare non è un accidente. E’ una necessità della condizione umana: ed è l’anima a volerlo. L’invecchiamento è inscritto
nella nostra fsiologia; eppure, il fatto che la vita umana duri a lungo dopo l’età feconda e ben oltre il periodo di funzionalità
dei muscoli e di acuità dei sensi ci rende perplessi. Per questo motivo si sente il bisogno di idee immaginative capaci di
aggraziare il diventare vecchi e di parlare alla vecchiaia con l’intelligenza che essa si merita. James Hillman

A queste rifessioni è ispirato lo spettacolo: frutto di un percorso teatrale intrapreso con un gruppo di donne che vogliono
parlare di sé, della propria età, della propria necessità di ridefnirsi o forse di non defnirsi affatto, è un’esplorazione
immaginifca della vita oltre l’età adulta. Come dice Thomas Stearns Eliot: “I vecchi dovrebbero essere esploratori”, noi
siamo naviganti in un oceano di contromaree, di correnti improvvise verso arcipelaghi indefniti, improvvisi e inaspettati.
Quattro attori e un coro per cantare il viaggio, un dialogo tra generazioni, perché vecchiaia, giovinezza, maturità, non sono
concetti assoluti, sono mondi che si delineano e si trasformano nel loro intrecciarsi e confrontarsi, nell’abitare insieme
l’oceano che tutti ci contiene.

ARGIA COPPOLA / CRISTINA PEZZOLI – produzione TPE

30 novembre - 3 dicembre 2017 TEATRO ASTRA Sala Côté Court

LOVE IS BLONDE          L’ALTRA MARILYN
studio
DI ARGIA COPPOLA
BASATO SUL ROMANZO BLONDE DI JOYCE CAROL OATES
CAST IN VIA DI DEFINIZIONE
REGIA CRISTINA PEZZOLI
DRAMATURG GABRIELE SCARFONE
SUPERVISIONE AL PROGETTO CARLOTTA BRENTAN / DIRETTORE DELLO SVILUPPO DRAMMATURGICO STEVE HUGHES / GRAFICA FRANCESCA MACRÌ
PRODUZIONE FONDAZIONE TEATRO PIEMONTE EUROPA
SPETTACOLO REALIZZATO CON IL SOSTEGNO DI FONDAZIONE CRT

E’ il primo adattamento per la scena del famoso romanzo americano Blonde di Joyce Carol Oates, sulla vita controversa di
Marilyn Monroe. Pubblicato nel 2000, fnalista al Premio Pulitzer e vincitore del National Book Award nel 2004, si ispira al
mito dell’Attrice Bionda. La Oates ha garantito gli esclusivi diritti di messa in scena di Blonde in Italia e negli Stati Uniti ad
Argia Coppola nel 2014 e poi nel 2016.
Love is Blonde, intrecciando fatti realmente accaduti a fnzione, propone temi eternamente attuali come l’amore, il sesso, la
morte, l’appartenenza, e il tentativo di una donna di farsi strada all’interno di una società dominata da uomini, in un
contesto come quello di Hollywood: un viaggio tumultuoso attraverso la creazione del mito di Marilyn, attraverso le sue
relazioni intense con Joe Di Maggio, Arthur Miller e JFK, con la madre e con il padre misterioso. Essere amate e accettate,
ed essere immortali, questa è la storia di Love is Blonde, del prezzo che siamo disposti a pagare per soddisfare i desideri più
profondi. Storia di tragici abusi e solitudine o favola trionfante di vita immortale?

Una versione work in progress di Love is Blonde è stata presentata all’Università di Oxford nel Settembre 2014, all’interno del contesto
universitario e performativo 3rd Global Conference: Time, Space & Body. Il testo ha ricevuto la sua prima lettura pubblica con ottimi
riscontri di pubblico nel Novembre 2014. È stato in progressivo e continuo sviluppo, ed è stato selezionato per una Industry Reading a
New York nel settembre 2017.
LUCILLA GIAGNONI / CTB CENTRO TEATRALE BRESCIANO

2-3 dicembre 2017 TEATRO ASTRA Sala Grande

FUORIOSA MENTE
DI E CON LUCILLA GIAGNONI
COLLABORAZIONE AI TESTI MARIA ROSA PANTE'
MUSICHE ORIGINALI PAOLO PIZZIMENTI / LUCI SCENE E VIDEO MASSIMO VIOLATO
DIREZIONE TECNICA CESARE AGONI / SEGRETERIA ARTISTICA ELISA ZANINO / FOTO DI SCENA UMBERTO FAVRETTO
UFFICIO STAMPA SILVIA VITTORIANO / UFFICIO COMUNICAZIONE SABRINA ORIANI
SI RINGRAZIA PER LA COLLABORAZIONE LA FONDAZIONE NUOVO TEATRO FARAGGIANA, DANIELA FALCONI, ADRIANA BOSCHIGLIA
PRODUZIONE CTB CENTRO TEATRALE BRESCIANO

“C’è un tempo per nascere e un tempo per morire; un tempo per distruggere e un tempo per costruire. Noi stiamo vivendo
uno dei grandi sogni dell’umanità, da sempre, il sogno della Torre di Babele: essere in contatto con tutto il pianeta, creare
una grande rete di connessioni e di conoscenze. Un’occasione epocale: essere cittadini del mondo. È necessario avere
strumenti adatti per leggere questa complessità. Lo strumento più potente ed effcace è il nostro cervello, che si è evoluto
per metterci in relazione con noi stessi, con gli Altri e con la Natura.
Uno dei rischi è confondere reale e virtuale. C’è il tempo per prendere coscienza e scegliere, anche se scegliere vuol dire
combattere una battaglia. La battaglia è la condizione dinamica della nostra esistenza. E il primo e vero campo di battaglia
è sempre la nostra Mente: per muoverci con sapienza dobbiamo avere la vigilanza, la forza e la compassione dei “guerrieri”.
Nel Baghavadgita, prima della battaglia, il dio Krishna mostra al guerriero Arjuna come è regolata la sua Mente. Solo
osservando quel campo di battaglia interiore Arjuna comprende che cosa deve fare”. Lucilla Giagnoni

ANOUILH / THÉÂTRE À LA COQ / ALLIANCE FRANÇAISE DE TURIN

6 dicembre 2017 TEATRO ASTRA Sala Côté Court – ingresso gratuito

ANTIGONE
TRATTO DAL TESTO DI JEAN ANOUILH / TRADUZIONE ITALIANA DI ANDREA RODIGHIERO
ADATTAMENTO E REGIA DI CLAIRE DUBOS
CON MATTIA LENZI, SILVIA PASQUETTAZ, CLAIRE DUBOS, TESSA PIRILLO, EMANUELE CIARDO, LUCA SECCATORE, CARLO ZEVI
MUSICHE ESEGUITE DAL VIVO DA REBECCA CASTAGNOLI, CAROLA PANTAROTTO
PRODUZIONE THÉÂTRE À LA COQ

Ispirandosi alla tragedia greca di Sofocle, il drammaturgo francese Jean Anouilh riscrive il mito femminile di Antigone tra il
1941 e il 1942, adattandolo alla situazione storica di allora: l'occupazione nazista in Francia e il regime collaborazionista di
Vichy. Il confitto fra Antigone e Creonte può essere inteso come un confronto dialettico fra gli ideali della Resistenza
francese e le ragioni del collaborazionismo. Si ritrova nel testo di Anouilh il contrasto tra Antigone e Creonte, tra legge
naturale e legge umana, tra re e suddito, tra famiglia e stato. Antigone, già icona dell'emancipazione femminile, diventa
anche simbolo della necessaria ribellione contro un potere e contro le leggi inaccettabili.

L'Antigone de Sophocle, lue et relue, et que je connaissais par coeur depuis toujours, a été un choc soudain pour moi pendant
la guerre, le jour des petites affches rouges. Je l'ai réécrite à ma façon, avec la résonance de la tragédie que nous étions alors
en train de vivre. Jean Anouilh
MICHELE DE VITA CONTI / MARIA ALBERTA NAVELLO - produzione TPE

9-10 dicembre 2017 TEATRO ASTRA Sala Côté Court

LADY MACBETH SCENE DA UN MATRIMONIO
UN PROGETTO DI MICHELE DE VITA CONTI E GIAN MANUEL RAU
SCRITTO E DIRETTO DA MICHELE DE VITA CONTI
CON MARIA ALBERTA NAVELLO
SCENE LUCIA MENEGAZZO / COSTUMI BRIGIDA SACERDOTI / LUCI MAURO PANIZZA
PRODUZIONE FONDAZIONE TEATRO PIEMONTE EUROPA

Quello tra Lady Macbeth e suo marito è l’unico matrimonio davvero funzionante in Shakespeare, dice con ragione
molta della critica uffciale. Un’unione fatta di amore, ambizione, attrazione e certamente, complicità. Fino ad un
certo punto, fno a quando lei, come potrebbe capitare e capita in molti matrimoni, non vede un lato di lui che la
delude profondamente. Fino a quando Shakespeare smette di mostrarceli in scena assieme. Fino a quando lei si
suicida. La nostra protagonista spiega e analizza con macabra ironia tutto questo ed altro, come una ricercatrice di
laboratorio, costretta in una sorta di limbo, forse quello cui sono condannati i suicidi, dove rivive la sua storia
d’amore e la scompone per il pubblico. Lo fa in modo crudo e crudele. Prima di tutto con sé stessa. Più che scene da
un matrimonio, autopsia di un matrimonio. Dopo Orson Welles, Mia Martini e Poe, nella nostra serie di monologhi
dedicati a quello che ci piace chiamare Voodoo Teatrale, tentiamo adesso un esperimento un po’ diverso con un
arcinoto personaggio scespiriano, trattandolo come persona reale. In fondo, pensiamo, i personaggi di Shakespeare
sono talmente radicati nel nostro immaginario e nella nostra cultura, che non è troppo azzardato dire che sono, a
tutti gli effetti, parte della nostra Storia.

CLAUDIO INSEGNO / ANDREA BELTRAMO / CARLOTTA IOSSETTI - produzione TPE

19 dicembre 2017 - 7 gennaio 2018 TEATRO ASTRA Sala Grande

RUMORI FUORI SCENA
DI MICHAEL FRAYN / REGIA CLAUDIO INSEGNO
CON ANDREA BELTRAMO, CLAUDIO INSEGNO, CARLOTTA IOSSETTI
E CON DANIELA DE PELLEGRIN, ETTORE LALLI, FABRIZIO MARTORELLI, GUIDO RUFFA, LIA TOMATIS, CARLOTTA VISCOVO
SCENE FRANCESCO FASSONE / COSTUMI BARBARA TOMADA / MUSICHE JACOPO FIASTRI
LUCI MAURO PANIZZA / ASSISTENTE ALLA REGIA ELENA ORMEZZANO
PRODUZIONE FONDAZIONE TEATRO PIEMONTE EUROPA

Il successo dello scorso anno ci ha indotto a riprendere il divertentissimo Rumori Fuori Scena con Beltramo-Insegno-Iosetti e
la compagnia di TPE. Ci piacerebbe farlo diventare un rito da repertorio, come accade con questo testo in molti teatri
d'Italia e del mondo, per consolidare la fdelizzazione del nostro pubblico. Uno spettacolo nello spettacolo con protagonista
una stravagante compagnia teatrale alle prese con una rappresentazione: se nel primo atto gli spettatori si trovano ad
assistere alla prova generale della pièce che si regge su un perfetto meccanismo di equivoci e accenti farseschi, nel secondo,
dopo il felice debutto, la scena si capovolge. Il pubblico è invitato a sbirciare dietro le quinte, dove s’imbatterà nelle ripicche
e nei litigi tra gli attori che condizionano il loro comportamento sul palcoscenico, rendendo lo spettacolo assurdamente
esilarante. Un irresistibile pastiche d’interruzioni, errori, isterie, confitti, tensioni e rappacifcazioni cui s’intreccerà anche
qualche intrallazzo amoroso che rischia di rovinare la rappresentazione. Solo nel terzo atto, quando ormai la messinscena
sembra irrimediabilmente compromessa, tutto culmina nel lieto fne.
AGATHA CHRISTIE / ANDREA BORINI – produzione TPE / prima assoluta

9-21 gennaio 2018 TEATRO ASTRA Sala Grande

L’OSPITE INATTESO
DI AGATHA CHRISTIE / TRADUZIONE EDOARDO ERBA
REGIA ANDREA BORINI
CON DARIA PASCAL ATTOLINI, GIUSEPPE NITTI, GISELLA BEIN, STEFANO MORETTI, ANDREA ROMERO, SILVIA IANNAZZO, RICCARDO DE LEO, MATTEO ROMOLI,
ALESSANDRO MERINGOLO
SCENE FRANCESCO FASSONE / COSTUMI BARBARA TOMADA
PRODUZIONE FONDAZIONE TEATRO PIEMONTE EUROPA

L’ospite inatteso, è un’opera per certi versi inconsueta nella produzione di Agatha Christie, e chiuse nel 1958 un decennio
ricco di successi teatrali. Non è un testo tratto da uno dei celebri romanzi della scrittrice, bensì un’opera originale, e più che
un giallo classico, con un delitto e un relativo assassino da scoprire, è un racconto “hitchcockiano”, basato sulla suspense,
con una superba struttura narrativa a scatole cinesi. L’ignaro ospite inatteso del titolo arriva di notte in una villa a chiedere
aiuto dopo un incidente stradale, trova un cadavere su una sedia a rotelle e la bella moglie di fanco con una pistola in
mano. Da questo momento si troverà in mezzo a una serie sempre più complicata di personaggi e situazioni dove niente è
come sembra, fno all’ultima scena. Questo intreccio, semplice solo all’apparenza, è l’occasione per uno sguardo su una
famiglia disfunzionale, sui rapporti di coppia pieni di ombre e sulla natura doppia dell’uomo, nonché per una sottile e
sarcastica critica verso le istituzioni dello stato. Ma ciò che affascina in questo testo è il divertimento del gioco del teatro,
con un rimescolamento di generi, dal giallo al melò non disdegnando la comicità, sorretto da un gioco corale di attori,
chiamati a interpretare personaggi all’apparenza convenzionali, ma che in realtà sfuggono continuamente alla loro
defnizione, come l’epoca in cui fu concepito, dove sotto un apparente perbenismo si insinuavano nuovi fermenti e insane
passioni. Ne L’ospite inatteso c’è tutto questo e anche di più, sotto la semplice forma di un dramma poliziesco, ma c’è
soprattutto tanto potenziale per emozionare e divertire il pubblico; ci proveremo.

PIRANDELLO / EROS PAGNI / LUCA DE FUSCO
TEATRO STABILE DI NAPOLI / TEATRO STABILE DI GENOVA

24-28 gennaio 2018 TEATRO ASTRA Sala Grande

SEI PERSONAGGI IN CERCA D'AUTORE
DI LUIGI PIRANDELLO
REGIA LUCA DE FUSCO
CON EROS PAGNI, ANGELA PAGANO, GAIA APREA, PAOLO SERRA, ANITA BARTOLUCCI, GIACINTO PALMARINI, ENZO TURRIN, GIANLUCA MUSIU, ALFONSO
POSTIGLIONE, PAOLO CRESTA, FRANCESCA DE NICOLAIS, ALESSANDRA PACIFICO GRIFFINI E CON ALTRI ATTORI IN VIA DI DEFINIZIONE
SCENE E COSTUMI MARTA CRISOLINI MALATESTA / LUCI GIGI SACCOMANDI / MUSICHE ORIGINALI RAN BAGNO
REGISTA ASSISTENTE ALESSANDRA FELLI / SCENOGRAFO ASSISTENTE DAVIDE AMADEI
COPRODUZIONE TEATRO STABILE DI NAPOLI, TEATRO STABILE DI GENOVA

Luca De Fusco si misura con Sei personaggi in cerca d’autore portando avanti il discorso sulla contaminazione tra cinema e
teatro che in questi ultimi anni ha contraddistinto la sua attività registica: “lo spettatore vede gli attori compiere delle
azioni e contemporaneamente li vede ripresi dalle telecamere in diretta e proiettati sulla scenografa. È come se assistesse a
due spettacoli, uno teatrale e uno cinematografco. Restano quindi le piccole fgure reali viste ad occhio nudo, come sempre
a teatro, ma appaiono anche dei giganti onirici proiettati su velari o sulle pareti fsiche del teatro. Riletto in questo modo, il
capolavoro pirandelliano si rivela anche una rifessione sulla natura di due linguaggi, quello teatrale e quello
cinematografco, il cui confronto si affacciava prepotentemente alla ribalta negli anni della stesura del testo. In quegli stessi
anni Pirandello descriveva la natura del linguaggio flmico come linguaggio visionario. Ed in effetti i sei personaggi saranno
presentati non come fantasmi, ma come vere e proprie visioni”.
MICHELE SINISI / ELSINOR CENTRO DI PRODUZIONE TEATRALE

1-4 febbraio 2018 TEATRO ASTRA Sala Grande

I PROMESSI SPOSI
DI ALESSANDRO MANZONI
ADATTAMENTO E REGIA MICHELE SINISI
COLLABORAZIONE ALLA SCRITTURA SCENICA FRANCESCO M. ASSELTA
CON DILETTA ACQUAVIVA, STEFANO BRASCHI, GIANNI D'ADDARIO, GIANLUCA DELLE FONTANE, GIULIA EUGENI, FRANCESCA GABUCCI, CIRO MASELLA, STEFANIA
MEDRI, GIUDITTA MINGUCCI, DONATO PATERNOSTER, MICHELE SINISI
SCENE FEDERICO BIANCALANI / COSTUMI GDF STUDIO / AIUTO REGIA ROBERTA ROSIGNOLI, NICOLO’ VALANDRO / AIUTO COSTUMISTA ELISA ZAMMARCHI
DIREZIONE TECNICA ROSSANO SIRAGUSANO
PRODUZIONE ELSINOR CENTRO DI PRODUZIONE TEATRALE

Mettere in scena uno dei pilastri della nostra cultura, signifca assumersi la responsabilità di lavorare su un materiale
conosciutissimo, fare i conti con i grandi maestri del passato, ma anche, e soprattutto, condividere con il pubblico un
immaginario comune, ricreando quasi un rito collettivo dove torna la memoria degli anni di scuola, in cui il suono della
campanella scandiva il tempo delle lezioni.
In più, secondo Michele Sinisi, il teatro consente di dare forma corporea alla letteratura e quindi ci riconnette con l’indagine
manzoniana sulle costanti umane, sul senso della Storia e sul rapporto del singolo con gli eventi che lo travalicano: i
personaggi sono di una tale vitalità da generare estreme semplifcazioni o stereotipi (Don Abbondio, Perpetua,
Azzeccagarbugli sono entrati nel linguaggio comune) e quella vitalità è valore aggiunto per pensare la Storia come relazione
tra umani, per guardarla con occhi contemporanei proprio come è accaduto a Manzoni. Del resto è classico ciò che è
inesauribile, non cristallizzabile, mai completamente rischiarabile.

CLAUDIO FAVA / NINNI BRUSCHETTA / TEATRO STABILE CATANIA

16-18 febbraio 2018 TEATRO ASTRA Sala Grande

IL GIURAMENTO
DI CLAUDIO FAVA
REGIA NINNI BRUSCHETTA
CAST IN VIA DI DEFINIZIONE
PRODUZIONE TEATRO STABILE CATANIA

“Il mio testo teatrale racconta di uno di quei dodici professori universitari su milleduecentotrentotto che il 13 novembre
1931 rifutarono di giurare fedeltà al fascismo. Si chiama Mario Carrara e fa il medico legale. Nella vita di Carrara, vedovo
solitario, ironico e inacidito al tempo stesso, c'è l'università che per lui è esercizio del dubbio volterriano. C'è la fantesca
Tilde che lo accudisce, lo sfotte, lo scuote. E c'è il carcere dove Carrara da vent'anni va ad ascoltare, a lenire, a curare
solitudini. Attorno a lui corre l'Italietta conformista dei primi anni del fascio, gli studenti con la tessera del Guf cucita nella
tasca dei pantaloni, il fnto perbenismo, la carriera, le conversazioni vaghe e discrete dei colleghi, le brume umide di una
città del nord… Finché accade qualcosa. Lentamente attorno a sé Carrara percepisce l'agonia di un'Italia in cui molti
capiscono cosa sta accadendo ma pochi scelgono di stare dalla parte giusta. Quando il rettore gli comunica data e
prescrizioni del giuramento - fedeltà al re e al duce - Carrara capisce di non poterlo fare. Mentre gli altri professori
pronunciano il loro giuramento, vedremo Carrara attraversare i camminamenti del carcere in cui ha sempre lavorato da
medico legale: questa volta da detenuto. Non ha giurato. Non poteva. Non potrà mai più”. Claudio Fava

Il giorno dopo le cattedre dei reprobi verranno immediatamente riassegnate. Nessuno dei nuovi docenti si tirerà indietro. Alla
storia resteranno solo i nomi dei dodici che seppero dire di no a Mussolini. Mario Carrara fu uno di loro.
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