SLOVENIA E CROAZIA TRA VERDE E MERAVIGLIE NASCOSTE - Travel Design Studio
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SLOVENIA E CROAZIA | 15 gennaio 2020 | Rif. 3539 ATL
SLOVENIA E CROAZIA
TRA VERDE E MERAVIGLIE NASCOSTE
8 – 14 MAGGIO 2020, 7 giorni - 6 notti
In Slovenia si riscopre l’atmosfera familiare delle Alpi arricchita da boschi verdeggianti che ricoprono gran parte del
territorio. Vicino al confine triestino, il paese nasconde nelle sue viscere un sistema di grotte carsiche lungo chilometri,
creato dall’azione lenta e incessante dei fiumi. È un paese dove la natura è la padrona indiscussa, come in Croazia
con il suo Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice. Tuttavia, certo è che Ragusa e Spalato, Pola e Rovigno, Fiume e
Parenzo, le mura e i palazzi veneziani e i grandi edifici della romanità imperiale, non possono che suscitare rammarico
per aver perduto all’Italia tesori di tanta grandezza.
1° giorno, venerdì 8 maggio 2020: Cernusco sul Naviglio > Grotte di San Canziano > Ljubljana
Ritrovo dei signori partecipanti di primo mattino a Cernusco sul Naviglio e partenza in pullman privato per la Slovenia. Visita alle
Grotte di San Canziano (416 km, 4h30’), patrimonio Unesco dal 1986, e proseguimento per la capitale Ljubljana (78 km, 1h).
Discesa in hotel, sistemazione nelle camere riservate e cena.
2° giorno, sabato 9 maggio 2020: Ljubljana > Bled e Gola di Vintgar > Ljubljana
Prima colazione e cena in hotel.
In mattinata partenza per Bled (54 km, 45’) e visita al centro storico e al suggestivo castello che sorge su un’isoletta nel centro
del lago. Nel pomeriggio proseguimento delle visite con la Gola di Vintgar (5 km, 10’), che con i suoi 1,6 km di lunghezza, si snoda
tra le possenti pareti verticali dei monti Hom e Boršt ed è attraversata dal fiume Radovna con cascate, cateratte e rapide. Rientro
in hotel a Ljubljana.
Il Castello di Bled è il più antico in territorio sloveno e sorge su una roccia a strapiombo sul lago. Nel cortile superiore si
trova la cappella, che è il nucleo più antico della struttura, mentre in quelle che erano le abitazioni oggi c’è un museo che
testimonia gli usi e i costumi della vita nel castello. Nei mesi estivi si svolgono tornei di tiro con l’arco e concerti di musica
classica.
3° giorno, domenica 10 maggio 2020: Ljubljana > Zagabria
Prima colazione e cena in hotel.
Mattinata dedicata alla visita di Ljubljana e, a seguire, continuazione per la Croazia con sosta fotografica al Castello di Otocec.
Arrivo a Zagabria e visita della capitale (148 km, 2h). Discesa in hotel e sistemazione nelle camere riservate.
Lubiana, dalla parola slava Luba che significa amore. Secondo il mito greco, Giasone e gli Argonauti, trovato il Vello d'oro
nella Colchide, anziché il Mar Egeo avrebbero per errore navigato il Danubio, la Sava a la Ljubljanica fino alle sorgenti, dove
smontarono la loro nave per poterla trasportare fino al mare. al fine di ritornare a casa. Presso Lubiana, gli Argonauti trovarono
un grande lago abitato da un mostro. Questo mostro è il drago che si trova ancora sullo stemma della città. E sul Ponte dei
Draghi, lo Zmajiski Most.
Territorio colonizzato successivamente dai veneti, dagli Illiri Yapodi e dai celti Taurisci. I Romani vi costruirono nel I secolo a.C.
il castrum di Aemona, distrutto nel 452 dagli Unni di Attila, e poi anche dagli Ostrogoti e dai Longobardi. Nel 1278 la Carniola
passa agli Asburgo: Luvigana, da adesso Laibach, apparterrà alla casa d'Austria fino al 1918, salvo la breve parentesi
napoleonica. Dopo la I guerra mondiale, con il collasso dell'Impero Austro-Ungarico, Lubiana passa al Regno di Jugoslavia e
nel 1941, durante la II guerra mondiale, è annessa dall'Italia. Occupata dai nazisti nel 1943, nel maggio 1945 è liberata dalle
armate di Tito. Il 25 giugno 1991 Lubiana diventa capitale della Slovenia indipendente, che aderirà all'Unione europea nel
2004. Nonostante la comparsa di grandi edifici, soprattutto nei dintorni, Lubiana mantiene intatto il suo centro storico, dove
si mescolano lo stile architettonico barocco e l’Art nouveau. Barocche sono molte chiese e la fontana di Robba in piazza Mestni
Trg disegnata sul modello di Piazza Navona, Art nouveau sono le facciate in piazza Prešeren e il Ponte dei Draghi.
Da vedere in città il castello di Lubiana del XII secolo, antica residenza dei margravi di Carinzia, la Cattedrale di San Nicola,TRAVEL DESIGN STUDIO | VIAGGI A MISURA DI GRUPPO
dalla cupola verde e dalle due torri, la chiesa di San Pietro, la Chiesa francescana dell'Annunciazione, il Triplo Ponte, il Ponte
dei Draghi, la chiesa delle Orsoline, l'edificio della società filarmonica del 1702 e la casa di Cankar.
Zagabria. In croato Zagreb, è la capitale e la maggiore città della Croazia.
L’area di Zagabria è stata abitata sin dal Neolitico. All’epoca romana risalgono le ben conservate vestigia di Andautonia.
Nel 1094 il re d’Ungheria Ladislao eresse una sede vescovile sulla collina di Kaptol. Sulla vicina collina di Gradec si sviluppò,
nel contempo, un’altra comunità.
Durante il XIV secolo e quello successivo, Gradec e Kaptol cercarono costantemente di danneggiarsi a vicenda. Durante queste
lunghe dispute, la città vescovile scomunicò gli abitanti di Gradec, che reagirono incendiando la rivale. Gradec e Kaptol
divennero un’unica città, Zagabria, all’inizio del XVII secolo.
Durante gli anni della II guerra mondiale, dal 1941 al 1945, Zagabria fu la capitale dello Stato Indipendente di Croazia retto
dai fascisti di Ante Pavelić. Al termine della guerra la città fu inglobata nella RFS di Jugoslavia fino al 1991 quando Franjo
Tuđman dichiarò l’indipendenza della Croazia.
4° giorno, lunedì 11 maggio 2020: Zagabria > Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice > Plitvice
Prima colazione e cena in hotel.
Partenza per Plitvice (140 km, 2h15’) e intera giornata dedicata alla visita del più famoso parco naturale del Paese.
Discesa in hotel e sistemazione nelle camere riservate.
Parco Nazionale dei laghi di Plitvice. Il parco si estende nel complesso montuoso di Lička Plješivica, in un territorio
di fitte foreste, ricco di corsi d’acqua, laghi e cascate.
Il parco occupa una superficie di 33.000 ha e comprende 16 laghi, collegati fra loro da cascate. All’interno del parco, nei cui
boschi vivono centinaia di specie di farfalle e uccelli, orsi bruni, cinghiali, lupi, linci e caprioli, si trovano anche numerose grotte.
I laghi sono formati dal Fiume Bianco e dal Fiume Nero, che confluiscono nel fiume Korana. Le acque di questi fiumi sono
ricche di carbonati di calcio e magnesio, che, precipitando formano degli sbarramenti che crescono al ritmo d’un centimetro
l’anno. Quando la pressione dell’acqua corrente rompe questi argini, apre nuovi percorsi e fa dei laghi di Plitvice un ambiente
in continua evoluzione. Lonely PlanetTM include i laghi di Plitvice tra i dieci più insoliti del pianeta.
5° giorno, martedì 12 maggio 2020: Plitvice > Fiume > Abbazia
Prima colazione e cena in hotel.
Partenza per Fiume (174 km, 2h30’) e visita del suo centro storico e della vicina Abbazia (16 km, 30’).
Discesa in hotel e sistemazione nelle camere riservate.
Fiume. In croato Rijeka. Anticamente abitata dai Liburni illirici, dopo la conquista romana la città divenne Tarsatica. Nel
medioevo la città passò sotto i Franchi, al vescovo di Pola, poi agli ungheresi prima di finire all’Austria degli Asburgo nel 1471.
Fu Stato libero dal 1920 al 1924 e appartenne al Regno d’Italia dal 1924 al 1945, per poi passare alla Jugoslavia e nel 1991
alla Croazia. Durante questi passaggi la città mutò più volte nome, chiamandosi prima Vitopolis, poi Szentvit, Flumen, San Vito
al Fiume, in tedesco Sankt Veit am Flaum, fino all’attuale Rijeka, che non è altro che la traduzione croata dell’italiano fiume.
Alla fine della I guerra mondiale in Italia la questione di Fiume ebbe molta risonanza e si sviluppò, specie fra i reduci, un forte
movimento annessionista che considerava mutilata la vittoria qualora non si fosse ottenuta l’annessione all’Italia della città.
Così, il 12 settembre 1919, 2.500 volontari, nazionalisti ed ex-combattenti italiani, guidati da Gabriele D’Annunzio, occupò la
città proclamando la Reggenza Italiana del Carnaro e dando alla città una costituzione innovativa di stampo socialista, che
ottenne anche l’appoggio di Lenin. Il trattato di Rapallo tra i regni d’Italia e di Jugoslavia riconobbe Fiume come stato libero e
indipendente, ma D’Annunzio negò validità al trattato e rifiutò di lasciare la Reggenza. Fiume fu attaccata dal Regio Esercito il
mattino della vigilia di Natale e i legionari furono allontanati. Un nuovo trattato sancì l’annessione di Fiume all’Italia. Dopo il 8
settembre 1943 Fiume fu occupata dai tedeschi e il 3 maggio 1945 liberata dall’esercito titino. La grande maggioranza della
popolazione italiana esodò dalla città fra il maggio del 1945 e il 1948 e Fiume venne ripopolata con abitanti provenienti dalle
più disparate regioni della nuova Jugoslavia.
Abbazia. La città, il cui nome in croato è Opatija, è una delle più grandi località turistiche della Croazia. Il nome deriva
dall’antica abbazia benedettina di S. Giacomo della Preluca, nominata per la prima volta nel 1453. Oltre ad offrire ai visitatori
spiagge e lungomare tipici, Abbazia è ricca di storia, influenzata da numerose correnti artistiche come l’arte barocca, classica
e liberty che si riflettono soprattutto nell’architettura dei palazzi. Attrazioni famose sono la villa Angioina, una villa
splendidamente decorata circondata da un grande giardino, e la statua della ragazza con il gabbiano, situata sul lungomare e
diventata oggi il simbolo della città. La città è ricca di numerose chiese e di eleganti Hotel che in passato hanno ospitato i
membri più illustri dell’aristocrazia asburgica.
6° giorno, mercoledì 13 maggio 2020: Abbazia > Pola > Rovigno > Portorose
Prima colazione e cena in hotel.
Mattinata dedicata alla visita delle città di Pola (100 km, 1h30’) e Rovigno (43 km, 1h), ex territori italiani prima di passare alla
Jugoslavia e poi alla Croazia. Proseguimento per Lipica (112 km, 1h45’) per assistere allo spettacolo dei cavalli di razza lipizzana,
tipici di questa regione, presso una scuderia. Sistemazione nelle camere riservate in hotel a Portorose.
Rovigno. In croato Rovinj. Dal latino volgare rubinus, rosso, dal colore delle spiagge di roccia calcarea, oggi bianche, ma un
tempo rosse per la forte presenza di Bauxite nel terreno. Città di origini pre-romane, appartenne per secoli alla Serenissima
Repubblica di Venezia. Dopo la caduta di quest'ultima e la parentesi napoleonica, passò all’Impero Austro-Ungarico, fino alla
fine della I guerra mondiale, fu poi italiana fino al 1947, quando fu ceduta alla Repubblica Federale di Jugoslavia. La
popolazione di lingua italiana è attualmente intorno al 12%. In origine la penisola su cui sorge il centro cittadino era un'isola,
cinta da una spessa muraglia e da torrioni e separata dalla terraferma da un canale, interrato nel 1763.
7° giorno, giovedì 14 maggio 2020: Portorose > Cernusco sul Naviglio
Prima colazione in hotel. Partenza per il rientro a Cernusco sul Naviglio (408 km, 4h).
TRAVEL DESIGN STUDIO | 15 gennaio 2020 | pagina 2 di 3TRAVEL DESIGN STUDIO | VIAGGI A MISURA DI GRUPPO
QUOTA INDIVIDUALE DI PARTECIPAZIONE
BASE 30 PERSONE € 960
SUPPLEMENTO CAMERA SINGOLA € 240
QUOTA GESTIONE PRATICA €50
Le quote comprendono:
✓ trasferimenti in pullman privato GT per tutta la durata del tour;
✓ sistemazione in hotel 3/4 stelle con trattamento di mezza pensione;
✓ guide locali parlanti italiano a Ljubljana, Zagabria, Fiume, Abbazia, Pola e Rovigno;
✓ ingressi ai siti in programma;
✓ spettacolo dei cavalli a Lipica;
✓ assicurazione sanitaria e bagaglio.
Le quote non comprendono:
pasti non menzionati nel programma;
bevande;
mance e facchinaggi;
tasse di soggiorno, da pagare in loco;
tutto quanto non espressamente indicato alla voce la quota comprende.
Assicurazioni facoltative:
assicurazione annullamento viaggio Globy Giallo: a partire da € 40 a persona
Documenti necessari per i cittadini italiani adulti e minori:
Carta d’identità valida per l’espatrio senza timbro di rinnovo.
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contenuti e dei termini contrattuali, così come richiesto dalle normative vigenti.
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Patrimoni dell’Umanità UNESCO (World Heritage)
La Convenzione sul Patrimonio dell’Umanità, adottata dalla Conferenza generale dell’UNESCO il 16 novembre
1972, ha lo scopo di identificare e mantenere la lista di quei siti che rappresentano delle particolarità di
eccezionale importanza da un punto di vista culturale o naturale e possiedono valore di universalità, unicità
e insostituibilità.
Al 20 agosto 2019, la lista include 1.121 siti in 167 paesi dei 193 che hanno ratificato la Convenzione.
TRAVEL DESIGN STUDIO | 15 gennaio 2020 | pagina 3 di 3Puoi anche leggere