Sicurezza sul lavoro nei boschi privati - Rapporto 2002-2008
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> Studi sull’ambiente > Bosco e legno
02 > Sicurezza sul lavoro
09 nei boschi privati
Rapporto 2002–2008
Economia
forestale
Svizzera> Studi sull’ambiente > Bosco e legno
> Sicurezza sul lavoro
nei boschi privati
Rapporto 2002–2008
A cura dell’Ufficio federale dell’ambiente UFAM
Berna, 2009Nota editoriale Editore Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) L’UFAM è un Ufficio del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC). Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (Suva), Economia forestale Svizzera (EFS), Servizio per la prevenzione degli infortuni nell’agricoltura (SPIA) Autori Markus Breitenstein, Ruedi Burgherr, Martin Büchel, Hanspeter Egloff, Daniela Jost, Patrick Rhyner, Othmar Wettmann Redazione by the way communications AG, Berna Traduzione Enzo Remondini , Basilea Coordinamento UFAM Martin Büchel e Daniela Jost, Divisione Foreste Indicazione bibliografica Breitenstein M. et al. 2009: Sicurezza sul lavoro nei boschi privati. Rapporto finale 2002–2008. Studi sull’ambiente n. 0902. Ufficio federale dell’ambiente, Berna. 73 p. Grafica e impaginazione Ursula Nöthiger-Koch, 4813 Uerkheim Foto di copertina UFAM/AURA Scaricamento www.umwelt-schweiz.ch/uw-0902-i (la versione cartacea non è disponibile) Codice: UW-0902-I La presente pubblicazione è disponibile anche in tedesco e francese (UW-0902-D/F). © UFAM 2009
> Indice 3
> Indice
Abstract 5 4.6 Modifiche del diritto 55
Prefazione 7 4.6.1 Attestato di formazione 55
Riassunto 8 4.6.2 Disposizione penale 57
1 Mandato e organizzazione del progetto 11 5 Controllo dei risultati 58
2 Situazione di partenza 13 6 Prospettive 61
3 Obiettivi 14 Allegati 62
A1 Unità formative per motoseghisti 62
A2 Moduli della formazione minima in materia di
4 Misure 15 sicurezza per gli operai forestali 65
4.1 Miglioramento/Promozione della formazione 15 A3 Motivi per cui non sono state prese in considerazione
4.1.1 Stato dei corsi e loro finalità 15 alcune proposte contenute nelle prese di posizione
4.1.2 Formazione minima in materia di sicurezza 19 cantonali sul concetto di una formazione minima
4.1.3 Centri di formazione forestali regionali 23 in materia di sicurezza 67
4.1.4 Sistema di garanzia della qualità per corsi A4 Criteri di qualità per gli enti organizzatori di corsi con
che prevedono l’impiego della motosega 33 uso di motosega 68
4.1.5 Semplificazione del pagamento dei contributi A5 Presentazione dei corsi nel calendario Internet 69
pubblici per i costi dei corsi 36 A6 Dati raccolti in occasione del progetto pilota 70
4.1.6 Calendario dei corsi in Internet 38 A7 Riconoscimento/Registrazione degli enti organizzatori
4.1.7 Strumenti per l’individuazione dei pericoli e di moduli (elenco dei criteri) 72
pianificazione delle misure negli eventi formativi
in campo forestale 41
4.1.8 Presentazione Power Point «Sicurezza sul lavoro Indici 73
nei boschi privati» 44 Figure 73
4.1.9 Offerta formativa nei centri di formazione Tabelle 73
agricola (impatto, motivazione) 44
4.2 Campagna «Sicurezza sul lavoro nei boschi
privati» 45
4.2.1 Concetto della campagna 45
4.2.2 Informazione dei media all’avvio della campagna 46
4.2.3 Moltiplicatori e attività d’informazione 46
4.3 Inclusione della sicurezza sul lavoro nella
strategia per la gestione delle catastrofi 51
4.4 Seminario concernente la sicurezza sul lavoro
nel bosco 53
4.5 Studio sul bosco privato 54> Abstract 5 > Abstract This report describes how the Work Safety Working Group has implemented the Keywords: mandate for the improvement of work safety in the private forest issued by the Federal Work safety, Council in 2002. It provides a short presentation of all of the measures implemented Private forest, and explains how the measures were carried out, the partners involved in the process Regional training support and the reasons for their involvement. Particular emphasis is given to the Waldwirt- centres, schaft Schweiz (Association of Swiss Forest Owners) pilot project «Regionale Ausbil- Power saw and logging work dungsstützpunke» («Regional Training Support Centres»). The report concludes with a brief examination of the outlook for the future which shows how the measures that have been introduced must be developed further to ensure that work safety for people without formal training who work with power saws and on logging sites can be im- proved with sustained success. Der vorliegende Bericht beschreibt, wie die Arbeitsgruppe Arbeitssicherheit den ihr im Stichwörter: Jahr 2002 übertragenen Auftrag des Bundesrates, die Arbeitssicherheit im Privatwald Arbeitssicherheit, zu verbessern, ausgeführt hat. Er stellt sämtliche realisierten Massnahmen kurz vor und Privatwald, zeigt auf, wie die Umsetzung erfolgt ist, welche Partner dabei miteinbezogen worden Regionale Ausbildungs- sind und warum. Einen speziellen Stellenwert wird dem Pilotprojekt «Regionale Aus- stützpunkte, bildungsstützpunke» von Waldwirtschaft Schweiz beigemessen. Abschliessend zeigt Motorsäge- und Holzernte- ein kurzer Ausblick, wie die eingeleiteten Massnahmen weitergeführt werden müssen, arbeiten damit die Arbeitssicherheit für forstlich ungelernte Personen, die Motorsäge- und Holzerntearbeiten ausführen, erfolgreich und nachhaltig verbessert werden kann. Le présent rapport décrit les travaux du groupe de travail chargé en 2002 par le Conseil Mots-clés: fédéral d’améliorer la sécurité au travail dans les forêts privées. Il présente brièvement Sécurité au travail, l’ensemble des mesures prises, décrit leur mise en œuvre et explique quels partenaires Forêt privée, ont été impliqués et pourquoi. Une importance particulière est accordée au projet pilote Centres de formation régionaux, « Centres de formation régionaux » lancé par Economie forestière suisse. En conclu- Travaux à la tronçonneuse et sion, le rapport offre un aperçu de la manière dont les mesures introduites devraient récolte du bois être poursuivies afin que la sécurité au travail soit améliorée efficacement et durable- ment pour les personnes sans formation forestière effectuant des travaux à la tronçon- neuse et la récolte du bois. Il presente rapporto descrive l’attività del gruppo Sicurezza sul lavoro nell’ambito del Parole chiave: mandato ricevuto nel 2002 dal Consiglio federale per il miglioramento della sicurezza sicurezza sul lavoro, sul lavoro nel bosco privato. Inoltre, presenta una breve rassegna delle misure adottate bosco privato, con le relative modalità di attuazione, indica i partner coinvolti e illustra le ragioni della centri di formazione forestale loro partecipazione. Particolare attenzione è riservata al progetto pilota «Centri di regionali, formazione forestale regionali» dell’associazione Economia forestale Svizzera. Infine, taglio del legname con la spiega brevemente come dare seguito alle misure adottate, per migliorare in modo motosega, efficace e duraturo la sicurezza sul lavoro delle persone impegnate nel taglio e nella raccolta del legname raccolta del legname senza avere una specifica formazione forestale.
> Prefazione 7 > Prefazione Nel dicembre 1999, l’uragano Lothar ha arrecato ai boschi della Svizzera danni di una gravità inusitata, distruggendo oltre 12 milioni di m³ di legname. Nel 2000, a seguito una serie di infortuni verificatisi durante i lavori di sgombero nei boschi, sono perite 16 perso- ne. Di queste, 10 erano agricoltori che gestivano di persona il proprio bosco, pur non disponendo di una formazione forestale. Il presente rapporto è frutto della collaborazione di quattro partner che, su mandato del Consiglio federale, hanno realizzato misure volte a migliorare la sicurezza sul lavoro nel bosco privato: l’Ufficio federale dell’ambiente, l’Istituto nazionale svizzero di assicurazio- ne contro gli infortuni, l’associazione Economia forestale Svizzera e il Servizio per la prevenzione degli infortuni nell’agricoltura. Il rapporto presenta i provvedimenti che il Gruppo sicurezza sul lavoro (GSL), appositamente formato, ha introdotto, coordinato e attuato per il settore del bosco privato tra il 2002 e il 2008. Inoltre, informa su come si è riusciti a sensibilizzare a questa tematica i diversi destinatari e a motivare nuovi partner alla collaborazione. In tal modo è stato compiuto un ulteriore passo in avanti sia per la sicurezza sul lavoro nel bosco privato, in particolare per la raccolta del legname, sia per la riduzione della frequenza degli infortuni in cui sono coinvolte persone prive di una formazione forestale. Il rapporto propone altresì misure da realizzare in futuro al fine di garantire all’attività del GSL un successo duraturo. Questo rapporto vuole anche essere un resoconto stilato dal gruppo di lavoro per il Dipar- timento dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC). Con decisione del 20 febbraio 2002, il Consiglio federale ha incaricato il DATEC di attuare le misure proposte dal GSL allo scopo di migliorare la sicurezza sul lavoro nei boschi azien- dali e privati. Due delle cinque misure dovevano essere inserite nella prevista revisione parziale della legge forestale. Nella sessione invernale del 2007 e in quella primaverile del 2008, il Parlamento ha tuttavia deciso di non entrare in materia al riguardo. A tutt’oggi, rimangono pertanto ancora da stabilire le modalità di attuazione del mandato del Consiglio federale del 2002 per quel che riguarda le due misure sopra menzionate (attestato di forma- zione o di esperienza e misure promozionali vincolate a lavori eseguiti in modo competente e conforme alle norme di sicurezza). Le altre tre misure, introdotte nel quadro della legisla- zione vigente, sono state in gran parte attuate. Le scelte effettuate saranno perseguite con coerenza, le attività finora svolte saranno rego- larmente sottoposte alla verifica dei risultati raggiunti e, se necessario, potenziate. Un’informazione mirata e adeguata ai diversi destinatari sarà decisiva per garantire il successo del progetto. Per questo è necessario acquisire la collaborazione di altri moltipli- catori e partner (ad esempio associazioni professionali e di settore, acquirenti di motoseghe, mercati della costruzione e dell’hobbistica, ecc.). Siamo convinti che questo nostro impe- gno contribuirà a rendere sempre più sicuri i lavori legati all’uso della motosega e alla raccolta del legname nel bosco privato. Andreas Götz Vicedirettore Ufficio federale dell’ambiente (UFAM)
Sicurezza sul lavoro nei boschi privati UFAM 2009 8 > Riassunto Situazione di partenza/Caratteristiche del problema Quasi il 30 per cento dei boschi svizzeri appartiene a privati. Il gruppo di gran lunga più numeroso tra i proprietari di bosco privati è costituito da agricoltori che spesso lo gestiscono di persona i loro boschi, molte volte senza alcuna formazione professionale specifica. Nelle aziende e nelle imprese forestali le prescrizioni vigenti in materia di sicurezza sul lavoro, emanate in base alla legge sull’assicurazione contro gli infortuni dall’Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (Suva), sono rispettate come misura preventiva. Lo stesso non si può dire per i privati che lavorano nel bosco: in questo caso mancano le necessarie basi legali. Nel 2000 è stato insediato il gruppo Sicurezza sul lavoro (GSL) con l’obiettivo di verificare la necessità di ulteriori prescrizioni in materia di lavori di raccolta del legna- me. Esso è composto da rappresentanti dell’associazione Economia forestale Svizzera (EFS), della Suva, del Servizio per la prevenzione degli infortuni nell’agricoltura e dell’allora Ufficio federale dell’ambiente, delle foreste e del paesaggio, l’odierno Ufficio federale dell’ambiente (UFAM). Nel giugno 2001, il GSL ha approvato un rapporto all’attenzione del Consiglio federale, in cui proponeva un pacchetto di misure volte a migliorare la sicurezza sul lavoro nei boschi privati svizzeri. Sintesi delle misure più importanti adottate tra il 2002 e il 2008 per migliorare la sicurezza sul lavoro nei boschi privati Diverse misure decise dal Consiglio federale il 20 febbraio 2002 riguardano la forma- zione delle persone che lavorano con la motosega senza una preparazione in campo forestale. Nel 2003, un comitato di esperti, dopo aver fatto il punto della situazione dei corsi sull’uso della motosega e per boscaioli, ha stabilito quali unità formative dovesse- ro obbligatoriamente rientrare in una formazione minima in materia di sicurezza nei lavori eseguiti con la motosega nei boschi. È stato così definito il concetto di formazio- ne minima in materia di sicurezza per coloro che, senza una preparazione specifica, eseguono lavori di raccolta del legname nei boschi. Questo concetto si articola in corsi a struttura modulare e comprende le due specializzazioni di taglio del legname e di esbosco, nonché le attività legate all’uso di trattori forestali e di argani. Al fine di garantirne l’elevata qualità, i moduli della formazione per la sicurezza sono stati inte- grati nella struttura modulare Bosco e, quindi, possono essere organizzati solo da operatori controllati e accreditati dalla Commissione per il controllo della qualità nel settore forestale (CQF). Le esperienze precedenti hanno mostrato che le informazioni riguardanti i corsi esisten- ti erano insufficienti e non abbastanza diffuse. Spesso, per le persone interessate l’iscrizione risultava molto dispendiosa e complicata. Al fine di migliorare questa situazione, EFS ha lanciato il progetto pilota «Centri di formazione forestali regionali »
> Riassunto 9 con l’intento di verificare se detti centri fossero in grado di ottenere i risultati auspicati e di fornire una risposta alle problematiche emerse. L’analisi dettagliata del numero di corsi organizzati nel quadro del progetto pilota e dei loro partecipanti permette di constatare che, con la loro offerta di corsi qualitativamente validi e facili da raggiungere, i centri di formazione forestali regionali rispondono a un reale bisogno. L’attuazione del progetto pilota ha permesso di stabilire i requisiti che i docenti e le infrastrutture devono soddisfare, i corsi richiesti e chi li frequenta e quali altri temi riscuotono l’interesse dei partecipanti. L’analisi fornisce, inoltre, indicazioni sui canali utilizzati dai partecipanti per informarsi sui corsi e per iscriversi. A questo proposito, Internet si è dimostrato un mezzo di comunicazione molto efficace. Per contro, sono rimaste senza risposta alcune domande sul numero (capacità) e la diffusio- ne (posizione) dei centri di formazione forestali regionali. Un altro elemento decisivo per una maggiore sicurezza nei lavori di raccolta del legna- me nei boschi privati è costituito dall’introduzione di un sistema di garanzia della qualità per i corsi che prevedono l’uso della motosega. Solo una formazione di buon livello garantisce a chi frequenta i corsi il raggiungimento degli obiettivi e la conoscen- za dei limiti e delle lacune da colmare. Il GSL e la CQF hanno elaborato congiuntamen- te un sistema di garanzia della qualità per i corsi che prevedono l’uso della motosega. Ora, per questi corsi la CQF fornisce anche il marchio di qualità «Accreditato dalla CQF». Se un operatore della formazione professionale desidera ottenere tale marchio per i suoi corsi sull’uso della motosega, deve accertarsi che soddisfino i criteri di qualità fissati e, se ciò non è il caso, apportare le modifiche necessarie. Dopodiché, può presentare una domanda di riconoscimento alla CQF. Il marchio rappresenta un’indicazione utile per chi intende scegliere un corso: se quest’ultimo è accreditato dalla CQF, l’utente sa, ancor prima di averlo iniziato, quali sono i criteri seguiti dall’operatore nell’impostarlo e che cosa ci si può aspettare frequentandolo. La rielaborazione della comunicazione dell’UFAM, in quanto autorità esecutiva, ai richiedenti (in sostituzione della Circolare n. 3) ha permesso di semplificare il paga- mento dei contributi pubblici per i costi dei corsi. La comunicazione contiene anche una nuova disposizione secondo la quale, a partire dal 1° gennaio 2009, la Confedera- zione finanzierà unicamente i corsi per operai forestali relativi all’uso di motosega muniti del marchio «Accreditato dalla CQF». La campagna «Sicurezza sul lavoro nei boschi privati» ha l’obiettivo di sensibilizzare i proprietari di bosco privati (essenzialmente agricoltori) sui pericoli potenziali legati ai lavori con la motosega e alla raccolta del legname eseguiti senza alcuna formazione forestale. La campagna si propone inoltre di richiamare l’attenzione dei destinatari sulla piattaforma Internet www.corsiboscaioli.ch (inaugurata nel gennaio 2006 e con un’offerta di corsi di facile accesso) e motivarli alla frequenza. La campagna è stata lanciata il 18 gennaio 2006 con una conferenza stampa nell’allora centro di formazione forestale regionale di Bowil. Tutto il materiale informativo può essere scaricato da Internet oppure ordinato utilizzando la hotline. È stato possibile coinvolgere appieno nella campagna diversi importanti moltiplicatori e partner (mondo dell’agricoltura, Comuni). Con altri partner potenziali (assicurazioni,
Sicurezza sul lavoro nei boschi privati UFAM 2009 10 mercati della costruzione, venditori di motoseghe) si sta attualmente discutendo quali potrebbero essere le forme più efficaci di collaborazione. Il GSL ha partecipato attivamente alla revisione del manuale sui danni da tempesta e ha esaminato tutte le misure collegate alla sicurezza sul lavoro e alla salvaguardia della salute nella gestione dei danni nei boschi privati. Nel mese di maggio 2007, si è svolto ad Annecy (Francia) un seminario internazionale sul tema «Sicurezza nelle operazioni forestali – Cambiamenti, tendenze e progressi». Lo scambio di esperienze a livello internazionale ha prodotto raccomandazioni concre- te, rivolte alle persone e ai Paesi che vi hanno partecipato. Lo studio sul bosco privato in Svizzera e sui suoi proprietari, pubblicato nel 2005 dalla cattedra di politica ed economia forestale del PF di Zurigo, ha compiuto un’analisi esauriente sull’argomento che dovrebbe condurre a una migliore comprensione di questa categoria di proprietari, dal momento che ne traccia l’identità e ne presenta le aspettative nei confronti della società, dell’economia e della politica. Non da ultimo, dovrebbe anche fornire indicazioni su come migliorare in modo duraturo la sicurezza sul lavoro nei boschi aziendali e privati. Conclusione Le misure finora attuate rappresentano un primo importante contributo al miglioramen- to della sicurezza sul lavoro e della salvaguardia della salute nei boschi privati. Affin- ché i risultati ottenuti conservino la loro efficacia anche in futuro, è indispensabile che l’impegno sia mantenuto e, in determinati settori, sviluppato o esteso (coinvolgimento di altri moltiplicatori e partner). La rete dei centri di formazione forestali regionali e l’offerta formativa devono essere potenziate allo scopo di garantire a tutti coloro che svolgono lavori con motoseghe e di raccolta del legname un accesso ai corsi quanto più semplice, rapido e non burocratico. La piattaforma e il calendario dei corsi in Internet servono da supporto all’intervento in questo settore. Un’informazione regolare, mirata e adeguata ai destinatari è decisiva perché il progetto abbia un successo duraturo. Si prevede perciò di dare continuità all’informazione e di acquisire nuovi moltiplicatori, quali ad esempio le associazioni professionali e i mercati della costruzione. Dopo che la proposta di revisione parziale della legge federale sulle foreste è stata accantonata (e non è quindi possibile prevedere l’introduzione entro breve tempo di una formazione uniforme a livello svizzero sulla sicurezza degli operai forestali), si è reso necessario utilizzare meglio le disposizioni di legge vigenti a livello federale. A questo scopo, il GSL lavora con l’UFAM per elaborare una raccomandazione che promuova l’attuazione a livello cantonale della formazione per la sicurezza (rielaborazione della Circolare n. 5). Inoltre vengono analizzate, distinte per priorità e, attuate nei prossimi anni le indicazioni emerse dal workshop dell’UFAM (maggio 2008) rivolto ad associa- zioni e istituzioni selezionate allo scopo di arrivare a un’elaborazione congiunta di nuove misure nel settore della sicurezza sul lavoro nei boschi privati.
1 > Mandato e organizzazione del progetto 11
1 > Mandato e organizzazione del progetto
Dopo i danni di una gravità inusitata arrecati al bosco dall’uragano Lothar il
26 dicembre 1999, il Consiglio federale ha deciso il 16 febbraio 2000 di incaricare il
Dipartimento dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC)
di verificare se fossero necessarie ulteriori prescrizioni in materia di sicurezza per i
lavori di raccolta del legname. Questo mandato fu conferito in occasione del messaggio
concernente i provvedimenti intesi a far fronte ai danni arrecati alle foreste dall’uragano
Lothar. Sotto l’egida dell’allora Direzione federale delle foreste (D + F, l’odierna
divisione Foreste), in seno all’allora Ufficio federale dell’ambiente, delle foreste e del
paesaggio UFAFP (l’odierno Ufficio federale dell’ambiente UFAM), è stato insediato il
Gruppo sicurezza sul lavoro (GSL) del quale facevano parte le seguenti organizzazioni
e associazioni: l’Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (Suva),
l’associazione Economia forestale Svizzera (EFS) e il Servizio per la prevenzione degli
infortuni nell’agricoltura (SPIA). Il gruppo di lavoro ha preso in esame il mandato del
Consiglio federale e nel giugno 2001 ha redatto alla sua attenzione un rapporto in cui
proponeva l’attuazione di un pacchetto di misure. Il pacchetto comprendeva sia misure
che richiedevano un’integrazione o una modifica della legislazione sia misure realizza-
bili nell’ambito della legislazione vigente.
Il Consiglio federale, con decisione del 20 febbraio 2002 e su proposta del DATEC del
22 gennaio 2002, ha preso atto del rapporto «Arbeitssicherheit bei Holzerntearbeiten»
(pubblicato in tedesco) del gruppo di lavoro e ha incaricato detto dipartimento di inseri-
re le proposte di modifica della legge forestale (LFo) e dell’ordinanza sulle foreste
(OFo) nella prevista revisione parziale della legge forestale nonché di dare attuazione
alle tre misure realizzabili senza adattamento o modifica della legislazione.
a) Le due misure seguenti richiedevano un adeguamento o un’integrazione della legi-
slazione forestale vigente.
1. Attestato di formazione e di esperienza
Si prevedeva di inserire nella legge forestale una nuova disposizione secondo la
quale i lavori di raccolta del legname e quelli svolti con motosega nei boschi, die-
tro compenso o a titolo privato, avrebbero potuto essere eseguiti unicamente dai
titolari di un attestato di formazione o di esperienza. Quest’ultimo avrebbe potuto
essere conseguito frequentando i corsi per boscaioli offerti nell’economia foresta-
le. La disposizione avrebbe dovuto essere inserita, ad esempio, nell’articolo 21
(autorizzazione di abbattimento) della vigente legge forestale.
2. Misure promozionali vincolate a lavori eseguiti in modo competente e con-
forme alle norme di sicurezza
La Confederazione avrebbe versato aiuti finanziari e indennità (le cosiddette mi-
sure promozionali) qualora il beneficiario avesse potuto dimostrare di aver esegui-
to i lavori in modo competente e conforme alle norme di sicurezza. L’attuazioneSicurezza sul lavoro nei boschi privati UFAM 2009 12
di questa misura richiedeva l’adeguamento dell’articolo 35 della LFo e dell’arti-
colo 39 dell’OFo.
Le proposte di modifica della legge forestale e dell’ordinanza sulle foreste, volte a
migliorare la sicurezza sul lavoro nei boschi aziendali e privati, sono state inserite
dall’allora D + F nella prevista revisione parziale della legge forestale.
b) Il Consiglio federale aveva inoltre deciso di attuare le tre misure seguenti, la cui
realizzazione sarebbe stata possibile senza alcuna modifica della legge.
1. Migliorare la formazione nell’uso della motosega a chi appartiene a categorie pro-
fessionali non forestali che lavorano con questo attrezzo. Al momento dell’acquis-
to di una motosega, gli acquirenti privati avrebbero dovuto ricevere anche una do-
cumentazione informativa relativa alla sicurezza sul lavoro.
2. Elaborare, per l’allora D+F, una strategia di gestione delle catastrofi che indicasse
come reagire a una nuova tempesta e che contemplasse la sicurezza sul lavoro
come un punto centrale della sua applicazione.
3. Realizzare uno studio sui proprietari privati di bosco, ossia un’inchiesta rappre-
sentativa che permettesse sia di tracciare l’identità dei proprietari dei boschi priva-
ti svizzeri sia di conoscere gli aspetti caratteristici e il loro legame con il bosco.
Inoltre lo studio doveva spiegare il comportamento di questi proprietari nei con-
fronti del bosco e la loro utilizzazione dello stesso, fare il punto sulla formazione
e chiarire l’atteggiamento dei proprietari di bosco privati nei confronti della sicu-
rezza sul lavoro al fine di scoprire le cause di diversi modi di agire.
Le misure realizzabili senza adeguamento della legislazione furono attuate sotto la
guida della D + F, che fu di nuovo affiancata da un gruppo di lavoro in cui sedevano
rappresentanti della Suva, di EFS e dello SPIA. Il gruppo di lavoro era composto dalle
seguenti persone:
Signor Martin Büchel (responsabile) UFAM
Signora Daniela Jost UFAM
Signor Othmar Wettmann Suva
Signor Ruedi Burgherr SPIA
Signor Hanspeter Egloff EFS
Signor Markus Breitenstein Breitenstein Forstservice GmbH
Dapprima, il GSL ha dovuto occuparsi delle misure proposte e della loro attuazione.
Per mettere a punto le necessarie basi decisionali e le linee conduttrici del progetto,
furono affidati diversi incarichi agli esperti del gruppo di lavoro e, laddove necessario,
ad altri esperti. L’UFAM, in qualità di Ufficio federale competente, ha valutato queste
proposte al suo interno autorizzandone la successiva realizzazione. Il gruppo di lavoro
ha coordinato l’intera messa a punto e l’attuazione delle misure proposte, ad esempio il
progetto pilota «Centri di formazione forestali regionali» dell’EFS e la campagna
d’informazione «Sicurezza sul lavoro nei boschi privati», concepita e realizzata dalla
ditta by the way communications ag di Berna. In questa occasione, il GSL ha assunto
funzioni sia di consulenza che di guida e di controllo. Il gruppo di lavoro si è incontra-
to, in media, sette volte l’anno, normalmente a Olten, con riunioni perlopiù di mezza
giornata.2 > Situazione di partenza 13
2 > Situazione di partenza
Un’attenta analisi degli infortuni avvenuti dopo l’uragano Lothar ha rivelato che gli
incidenti mortali si sono verificati più che altro nei boschi aziendali e privati. Fra le
vittime degli incidenti mortali vi erano dieci agricoltori. Nella maggior parte dei casi
erano coinvolte persone che lavoravano saltuariamente nel bosco o prive di formazione
forestale.
Un buon 70 per cento della superficie boschiva in Svizzera è di proprietà di enti di
diritto pubblico, quali ad esempio Comuni, corporazioni, Confederazione e Cantoni.
Circa 3200 aziende e imprese forestali pubbliche gestiscono questo bosco cosiddetto
pubblico. I collaboratori di tutte queste aziende, i prestatori d’opera, sono obbligatoria-
mente assicurati presso la Suva contro le conseguenze degli incidenti sul lavoro e delle
malattie professionali.
Il restante 30 per cento scarso della superficie boschiva svizzera è costituito da boschi
che appartengono a circa 250 000 proprietari privati. Il gruppo di gran lunga più
numeroso è formato dagli agricoltori (circa 90 000 in attività), che dispongono di oltre
la metà dell’intera superficie forestale privata. Molto spesso questi proprietari
gestiscono il loro bosco per conto proprio. Se, ad esempio, un agricoltore subisce un
incidente svolgendo lavori di raccolta del legname nel suo bosco, la sua assicurazione
privata copre le spese che ne conseguono (assicurazioni private). Non esiste una
statistica uniforme che riporti in forma dettagliata tutti questi incidenti.
Intensi sforzi pluriennali volti a promuovere la sicurezza sul lavoro hanno portato negli
ultimi 15 anni circa a una netta diminuzione del numero di incidenti in cui sono coin-
volti i lavoratori forestali. Basandosi sulla legge sull’assicurazione contro gli infortuni
(LAINF) e, in parte, sulle leggi forestali cantonali, la Suva è riuscita a imporre, a titolo
preventivo, il rispetto delle prescrizioni in materia di sicurezza sul lavoro nella raccolta
del legname da parte delle aziende e imprese forestali. Per proteggere i privati che
lavorano nel bosco mancano le basi legali e, pertanto, non è possibile imporre a questo
gruppo di persone il rispetto preventivo delle suddette prescrizioni.
Tuttavia, l’aspetto giuridico rappresenta solo una parte del problema. L’opera d’infor-
mazione e sensibilizzazione dei gestori di boschi aziendali e privati sui pericoli di
intrinseci alla raccolta del legname, specialmente dopo le tempeste, deve essere miglio-
rata e intensificata. A questo proposito, va potenziata anche la formazione delle persone
prive di preparazione professionale specifica. Il mandato del 20 febbraio 2002 del
Consiglio federale è formulato in modo estensivo e tiene conto sia dei chiarimenti
giuridici e degli adeguamenti sia delle misure per la riduzione della frequenza degli
infortuni nei lavori di raccolta del legname nei boschi aziendali e privati che possono
essere attuate senza dover modificare la legislazione.Sicurezza sul lavoro nei boschi privati UFAM 2009 14
3 > Obiettivi
La decisione del 20 febbraio 2002 del Consiglio federale dovrebbe permettere, una
volta attuata, di raggiungere i seguenti obiettivi generali:
> prevenire gli infortuni, soprattutto nei boschi aziendali e privati;
> promuovere la sicurezza e la salute dei lavoratori dipendenti e indipendenti nonché
delle persone senza attività lucrativa nell’esecuzione di lavori forestali e, in partico-
lare, nella raccolta del legname;
> ridurre i costi causati da infortuni avvenuti durante i lavori di raccolta del legname.
Suddividendo questi obiettivi generali in obiettivi parziali si ottengono tre gruppi
tematici.
1. Obiettivi parziali di tipo giuridico
Vanno create le basi giuridiche per poter far rispettare in via preventiva le disposi-
zioni in materia di sicurezza da parte dei proprietari di bosco privati e da chi lavora
nei boschi aziendali e privati.
2. Sensibilizzazione e formazione
I proprietari di bosco privati e chi lavora nei boschi aziendali e privati vengono sen-
sibilizzati ai pericoli dei lavori di raccolta del legname, specialmente in situazioni
eccezionali causate dalla presenza di legname da tempesta. Si migliora la loro for-
mazione affinché la raccolta del legname avvenga in conformità con le norme di si-
curezza.
3. Disponibilità di basi informative
È necessario disporre di basi informative sui proprietari di bosco privati e su chi la-
vora nei boschi aziendali e privati per poter differenziare l’approccio a questi gruppi
di persone.
Tutte le misure decise dal Consiglio federale, raccolte dal GSL e presentate nel suo
rapporto del 2002, sono state articolate secondo questi tre obiettivi parziali, valutate,
correlate ai singoli gruppi di destinatari e giudicate sotto l’aspetto dell’attuabilità.
Infine, sono state distinte per priorità a seconda dell’urgenza della loro attuazione.4 > Misure 15
4 > Misure
4.1 Miglioramento/Promozione della formazione
4.1.1 Stato dei corsi e loro finalità
4.1.1.1 Situazione di partenza
Diverse misure decise dal Consiglio federale riguardano la formazione delle persone
che lavorano con la motosega senza avere una preparazione professionale in ambito
forestale. Per disporre di basi informative e per preparare l’attuazione delle misure
previste in campo formativo, nel 2003 il GSL ha promosso un’inchiesta scritta per
stabilire il punto della situazione per quel che riguarda i corsi sull’uso della motosega e
i corsi per boscaioli in diversi settori professionali.
L’inchiesta era rivolta a diverse associazioni e istituti di formazione nell’economia
forestale, nell’agricoltura, nell’edilizia e nel settore del giardinaggio. I questionari sono
stati inviati anche ai servizi di soccorso e ai venditori di motoseghe.
Scopo dell’inchiesta era trovare risposta alle seguenti domande:
> Chi organizza corsi sull’uso della motosega e sulla raccolta del legname?
> Qual è l’offerta formativa?
> Quali sono gli obiettivi e i contenuti dei corsi?
> Quanto costano i corsi e quali sono le modalità d’iscrizione?
> Come è garantita la qualità formativa?
> Come sono presentati i corsi?
L’inchiesta doveva fornire anche un’informazione aggiornata sulla formazione minima
prescritta in alcuni Cantoni per poter svolgere lavori che richiedono l’uso della motose-
ga nei boschi.
4.1.1.2 Risultati dell’inchiesta
Poiché ai destinatari dell’inchiesta era stata data l’assicurazione scritta che i loro dati
sarebbero stati trattati in modo strettamente confidenziale, i risultati furono raccolti in
un rapporto non destinato alla pubblicazione.
Le informazioni più significative di questo rapporto sono riassunte qui di seguito.Sicurezza sul lavoro nei boschi privati UFAM 2009 16 In Svizzera, 60 ditte e istituzioni diverse offrono lezioni singole o corsi completi in cui Operatori della formazione si insegna come usare la motosega. professionale Soltanto nell’economia forestale e nell’agricoltura sono presenti 50 operatori della for- mazione professionale, costituiti per la maggior parte dai servizi forestali cantonali e da scuole d’agricoltura, oltre che da qualche ditta privata. Molti di loro acquistano i corsi da EFS, mentre molti altri organizzano i corsi autonomamente. Al di fuori dell’economia forestale e dell’agricoltura sono ovviamente molto poche le ditte e le istituzioni che offrono corsi sull’uso della motosega. L’offerta complessiva consiste in 24 diversi corsi e formazioni, la cui durata varia, da Offerta formativa e contenuti un settore professionale all’altro, da alcune lezioni a due settimane. Questa offerta è accessibile solo a una parte dei potenziali interessati. Formazioni di base su temi relativi alla sicurezza sul lavoro e all’uso della motosega hanno una durata che, a seconda dei settori professionali e degli operatori della forma- zione, può variare da mezza giornata fino a tre giorni. Se i corsi di base insegnano anche come abbattere gli alberi, normalmente la loro durata può variare da tre a dieci giorni. EFS, numerosi Cantoni e alcune scuole d’agricoltura organizzano corsi di base della durata di cinque giorni per insegnare l’uso della motosega nei boschi. A questi corsi possono partecipare tutte le persone interessate che ricevono anche una formazione su come abbattere gli alberi in condizioni facili. Gli obiettivi e i contenuti dei corsi, a parte poche eccezioni, sono indicati solo appros- simativamente o mancano del tutto. Generalmente l’iscrizione avviene direttamente presso l’operatore che organizza il Corsi: iscrizione e costi corso cui si desidera partecipare. Le condizioni per la partecipazione e la disponibilità sono molto diverse da caso a caso e, talvolta, comportano lunghi tempi di attesa per gli interessati. I corsi hanno costi che dipendono, tra l’altro, dalla loro durata nonché dai contributi cantonali e federali, i quali divergono notevolmente da un settore professionale all’altro e da Cantone a Cantone. Per questo motivo, spesso gli operatori della formazione non sono in grado di indicare prezzi fissi. Nella maggior parte dei casi i partecipanti cono- scono il prezzo preciso del corso solo una volta che l’hanno terminato. Complessivamente, gran parte dei corsi è priva di standard di qualità e non conosce Garanzia di qualità controlli indipendenti. Gli operatori della formazione possono perciò impostare e orga- nizzare corsi sull’uso della motosega secondo criteri del tutto soggettivi. Pochissimi operatori hanno un programma di formazione e di aggiornamento per i loro docenti. Inoltre, in alcuni corsi i progressi nella formazione vengono controllati sulla base di domande orali e del lavoro eseguito, rinunciando in genere a una verifica vera e propria e a una valutazione della competenza. Per contro, la maggior parte degli opera-
4 > Misure 17
tori della formazione registra la frequenza del corso nel certificato rilasciato ai parteci-
panti.
La maggior parte degli operatori fa conoscere la propria offerta formativa principal- Divulgazione dei corsi
mente attraverso i servizi forestali cantonali e le guardie forestali. Alcuni Cantoni
diffondono l’informazione sui corsi anche nel Foglio ufficiale, nella stampa specializ-
zata e in Internet.
La maggioranza degli intervistati del settore forestale e agricolo ha espresso i seguenti Osservazioni e desideri delle
desideri in relazione a una formazione minima nell’uso della motosega per persone persone interrogate
prive di competenza specifica:
> maggiore informazione e sensibilizzazione delle persone interessate in relazione ai
pericoli propri dei lavori nei boschi;
> organizzazione di un corso della durata di due o tre giorni in cui si insegni a usare la
motosega, ma non come abbattere gli alberi;
> organizzazione di un corso della durata minima di cinque giorni in cui si insegni a
usare la motosega e ad abbattere gli alberi.
Anche persone di altri rami professionali desiderano una migliore formazione nell’uso
della motosega.
In 16 Cantoni la legge forestale prescrive una formazione o almeno un apposito attesta- Formazione minima prescritta
to di esperienza per operai forestali che eseguono lavori di raccolta del legname con la dalla legge nei Cantoni
motosega. In tutti gli altri Cantoni, al momento in cui si è svolta l’inchiesta, non esiste-
vano ancora specifiche disposizioni in merito.
La definizione e l’attuazione delle basi legali sono molto diversificate. La competenza
acquisita da coloro che hanno superato i corsi viene verificata solo in 11 Cantoni su 16.
Nella maggior parte dei casi, gli operai forestali devono poter dimostrare di possedere
l’attestato grazie a una certificazione scritta dell’autorità o a una registrazione nel
libretto del corso.Sicurezza sul lavoro nei boschi privati UFAM 2009 18
4.1.1.3 Finalità e misure
Sulla base dei risultati dell’inchiesta, il GSL ha definito le condizioni quadro per
l’attuazione del pacchetto di misure decise dal Consiglio federale nell’ambito della
formazione nell’uso della motosega.
Tab. 1 > Organizzazione dei corsi e operatori della formazione professionale
Finalità Misure
Organizzazione dei corsi e operatori della formazione professionale
Gli enti organizzatori dei corsi in cui si lavora con la Definire gli standard di qualità per il riconoscimento.
motosega rispettano gli standard minimi di qualità. Elaborare una procedura di riconoscimento.
Costituire un’istanza di riconoscimento.
Le informazioni sui corsi pervengono agli interessati. Costituire un sistema informativo comune.
Divulgare le informazioni.
I corsi sono chiaramente strutturati e organizzati in Informazioni chiare sugli operatori della formazione, sull’offerta
modo efficiente. formativa, sui destinatari e sui costi dei corsi.
Vigilanza sull’attuazione delle basi giuridiche.
Offerta formativa e contenuti
L’offerta formativa è adeguata all’uso della motosega Verificare l’offerta formativa esistente per i motoseghisti ed
nei settori professionali interessati. elaborare le basi formative minime adeguate ai diversi destina-
tari.
Istituire i corsi mancanti e integrare quelli insufficienti nei settori
professionali interessati.
Gli obiettivi dei corsi e i loro contenuti sono definiti con Far descrivere con precisione gli obiettivi dei corsi e i loro
chiarezza. contenuti dagli operatori della formazione.
Definire esattamente le competenze.
Le persone interessate possono verificare autonoma- Elaborare un test di autovalutazione.
mente le loro competenze e i loro bisogni formativi. Divulgare attraverso il sistema informativo.
Prova di competenza e certificato
Le persone che, dietro compenso, abbattono alberi con Definire una prova di competenza per ogni settore d’impiego.
la motosega ed eseguono lavori di esbosco devono Costituire un sistema di controllo (integrazione nella CQF).
aver sostenuto una prova di competenza.
Chi ha superato la prova di competenza riceve il Elaborare un certificato unitario.
certificato. Integrare le informazioni sulle basi giuridiche.
Finanziamento
Il sistema di concessione dei contributi è semplice. Verificare le possibili forme di semplificazione presso chi versa i
contributi.
Gli operatori della formazione indicano ai partecipanti Chiarire le possibilità.
costi fissi per i corsi. Verificare le conseguenze.4 > Misure 19
4.1.2 Formazione minima in materia di sicurezza
4.1.2.1 Situazione di partenza
La decisione del Consiglio federale prevede che, oltre a migliorare con un’adeguata
offerta di corsi la formazione per l’uso della motosega da parte dei non professionisti in
campo forestale, si devono anche porre le basi per l’introduzione, prevista dalla legge,
di un attestato di formazione ed esperienza. L’attestato dovrebbe essere acquisito da
tutte le persone prive di formazione forestale di base che eseguono, dietro compenso,
lavori di raccolta del legname nei boschi.
Alla luce di queste considerazioni, è stato necessario definire in via prioritaria il tipo di
formazione più adatto per ciascun tipo di lavoro con la motosega. Il GSL ha incaricato
a questo scopo un comitato di esperti composto da rappresentanti dell’UFAM, della
Suva, dello SPIA nonché da esperti formatori di EFS e del Centre de formation profes-
sionnelle forestière (CFPF).
Il loro compito prioritario era la messa a punto di una formazione minima in materia di
sicurezza nei lavori con la motosega nei boschi.
4.1.2.2 Unità formative per motoseghisti
Per poter lavorare in piena sicurezza con la motosega, una persona deve disporre delle
competenze di base presentate nella tabella 2 con le unità formative 1a-2. Per eseguire i
lavori di raccolta del legname nei boschi sono necessarie invece, a seconda dei settori
di attività, le competenze delle unità formative da 3 a 6. La frequenza di un’unità
formativa presuppone l’acquisizione delle competenze previste dalle unità precedenti.
L’acquisizione delle conoscenze e delle capacità necessarie richiede una formazione di
una certa durata. Le nozioni apprese vanno poi applicate nella pratica e consolidate.
Le informazioni dettagliate sulle unità formative sono presentate nell’allegato A1.
Tab. 2 > Unità formative per l’uso della motosega e per il suo impiego nella raccolta del legname
Unità formativa Durata della formazione Conoscenze e capacità
1a ½ giornata Basi generali per motoseghisti (prescrizioni sulla sicurezza e sulla conoscenza degli attrezzi)
1b ½ giornata Affilare la catena della motosega con la lima rotonda
1c ½ giornata Lavori di regolazione del motore della motosega e servizio guasti
2 ½ giornata Lavoro con la motosega sul legno massiccio
3 2 giorni Lavoro con la motosega su alberi a terra
4 2 giorni Abbattimento di alberi in condizioni facili (caso normale, metodo per legname di piccole dimensioni, metodo a lamelle)
5a 5 giorni Abbattimento di casi speciali 1 (tacca di direzione larga, tacca di direzione profonda, taglio a punta)
5b 4 giorni Abbattimento di casi speciali 2 (ad esempio, controcorrezione laterale degli alberi, «metodo Godi», taglio a V)
6 1 giorno Lavorare con il legname da tempestaSicurezza sul lavoro nei boschi privati UFAM 2009 20
Il programma di formazione all’uso della motosega, ripartito secondo unità coordinate
tra loro, consente l’applicazione di queste ultime anche per la formazione all’uso della
motosega, perlomeno nel livello di base, in rami e settori di attività diversi.
A seconda dei settori professionali si rendono, tuttavia, necessari specifici adattamenti
delle unità formative. Ad esempio, gli operai edili dovrebbero seguire una formazione
che tenga conto delle condizioni del loro abituale luogo di lavoro (e non del bosco).
Tab. 3 > Fabbisogno formativo per lavori con la motosega in diversi rami e settori di attività
Rami e settori di attività Formazione di base Formazione
supplementare
Durata della formazione ½ g. ½ g. ½ g. ½ g. 2 g. 2 g. 5 g. 4 g. 1 g.
Unità formativa 1a 1b 1c 2 3 4 5a 5b 6
Hobbistica e giardinaggio1 x X x
Commercio del tondame1 x X x
Segherie1 x X x
Carpenteria1 x X
Ingegneria civile1 x X x x x
Programmi di attività
Pompieri x X
Manutenzione di parchi e giardini x X
Cura degli alberi x X x
Aziende ferroviarie x X x x
Centrali elettriche x X x x
Manutenzione delle strade x X x
Attività agricola senza raccolta di legname nei boschi x X x x
Lavori nei boschi senza formazione forestale di base x X x
Economia forestale2 x
Formazione minima necessaria per motoseghisti ⌧ Utile aggiornamento per motoseghisti
1
Queste unità formative possono richiedere adeguamenti specifici per il settore.
2
I corsi interaziendali, che si svolgono durante la formazione forestale di base, durano complessivamente 30 giorni.
Nella formazione forestale di base i corsi interaziendali di taglio hanno una durata di sei
settimane. In questi corsi, oltre alle unità elencate nella tabella 2, si insegnano anche le
prescrizioni per la classificazione del tondame, l’organizzazione del taglio, l’arrampi-
carsi con i ramponi, la riparazione delle catene e l’esecuzione dei lavori secondo un
metodo.4 > Misure 21
4.1.2.3 Concetto di formazione per lavori di raccolta del legname
Le unità formative per motoseghisti sono servite al comitato di esperti come base per la
messa a punto della formazione minima necessaria per persone prive di competenze in
campo forestale, che svolgono lavori di raccolta del legname nei boschi.
Poiché in questi lavori vengono utilizzati solitamente anche trattori forestali e argani il
cui impiego, senza la necessaria formazione, può essere all’origine di gravi incidenti, il
GSL ha deciso di inserire anche questa attività nel concetto di formazione in materia di
sicurezza.
Questa formazione deve aiutare le persone interessate a migliorare le condizioni di
sicurezza sul lavoro e a imparare a valutare meglio le proprie capacità e i propri limiti.
Essa non va intesa in alcun modo come sostitutiva di una valida formazione forestale di
base.
Il concetto della formazione minima in materia di sicurezza ha una struttura modulare e
comprende le due specializzazioni del taglio del legname e dell’esbosco (cfr. Fig. 1).
La formazione relativa al taglio del legname dura in tutto dieci giorni e si compone dei
due moduli, ciascuno della durata di cinque giorni, «Basi di taglio del legname» e
«Taglio del legname per avanzati». Il secondo modulo deve essere portato a termine
entro cinque anni dalla frequenza del primo.
La formazione relativa all’esbosco dura in tutto nove giorni e comprende il modulo
della durata di cinque giorni «Basi di taglio del legname» (come sopra) e poi il modulo
di quattro giorni «Esbosco del legname a traino e con l’argano». Il secondo modulo
deve essere portato a termine entro cinque anni dalla frequenza del primo.
L’esatta descrizione dei moduli formativi si trova nell’allegato A2.
Fig. 1 > Presentazione schematica della formazione minima in materia di sicurezza destinata a persone
prive di una formazione forestale di base
Specializzazione Specializzazione
taglio del legname esbosco
Entro cinque anni Holzhauerei
Taglio Esbosco
dalla frequenza rdel
Fortgeschrittene
legname per del legname
in materia di sicurezza
Formazione minima
del primo modulo (5 Tage)
avanzati (5 giorni) a traino (4 giorni)
Grundlagen
Basi dider
taglioHolzhauerei
del legname
Inizio
(5(5Tage)
giorni)Sicurezza sul lavoro nei boschi privati UFAM 2009 22
Al termine di ciascun modulo i partecipanti devono sostenere una prova di competenza.
Chi la supera riceve, per il modulo portato a termine, un attestato di capacità sul quale è
riportata la competenza acquisita.
Per poterne garantire la qualità, questi moduli della formazione in materia di sicurezza
sono inseriti nella struttura modulare Bosco e possono quindi essere organizzati unica-
mente da operatori la cui formazione professionale è stata controllata e accreditata dalla
Commissione per il controllo della qualità nel settore forestale (CQF).
Per coloro che già in precedenza hanno frequentato un corso di taglio del legname o di
esbosco o che dispongono di una corrispondente esperienza pratica sono state fissate le
seguenti disposizioni:
> un corso di taglio del legname della durata minima di cinque giorni e un corso di
esbosco della durata minima di tre giorni, entrambi frequentati negli ultimi cinque
anni, possono essere riconosciuti dagli operatori della formazione come equipollenti
ai moduli della formazione in materia di sicurezza;
> anche un attestato scritto di esperienza, rilasciato dal servizio forestale cantonale, è
equipollente al modulo «Basi di taglio del legname» o al modulo «Esbosco del leg-
name a traino». L’attestato deve certificare l’esecuzione, con appositi veicoli, di la-
vori di taglio del legname o di esbosco per una durata minima di 100 giorni oppure
l’allestimento o l’esbosco di una quantità di legname pari a 250 m³ negli ultimi cin-
que anni;
> chi ha già portato a termine con successo una formazione minima riconosciuta dal
Cantone, non è tenuto a dimostrare le competenze richieste per la specifica specializ-
zazione (taglio o esbosco): l’attestazione cantonale è riconosciuta come equipollente.
4.1.2.4 Consultazione e raccomandazione
Nell’autunno 2004, l’UFAM ha sottoposto il «Konzept für eine minimale Sicherheits-
ausbildung für Waldarbeiter» (pubblicato in tedesco) al parere degli ispettori forestali
cantonali e dei responsabili cantonali della formazione nel settore forestale.
Dai pareri inoltrati risultava che i Cantoni erano sostanzialmente favorevoli
all’introduzione di una formazione uniforme in materia di sicurezza, nonostante avesse-
ro avanzato diverse proposte di modifica. Inoltre, alcuni Cantoni avevano espresso
scetticismo riguardo all’attuazione politica del concetto.
Sulla base dei pareri pervenuti, il concetto di formazione fu corretto e, nell’agosto
2005, approvato dal GSL. Nell’autunno 2005, l’UFAM, in una lettera ai Cantoni, ha
raccomandato l’attuazione di una formazione uniforme per la sicurezza degli operai
forestali a livello cantonale e, allo stesso tempo, ha indicato i motivi per i quali alcune
proposte contenute nei pareri non erano state prese in considerazione nella stesura
definitiva del concetto (cfr. allegato A3).
Tenuto conto del fatto che era in corso la revisione parziale della legge forestale, è
comprensibile che i Cantoni non abbiano introdotto modifiche delle loro disposizioni di
legge che potevano rivelarsi premature. Per questa ragione, alla fine del 2007 il concet-
to relativo alla formazione in materia di sicurezza era stato attuato solo nel Cantone
Ticino.4 > Misure 23
4.1.3 Centri di formazione forestali regionali
4.1.3.1 Situazione di partenza
Negli anni ‘90, il progetto PROFOR ha apportato un sensibile miglioramento alla
formazione delle persone con un’occupazione stabile nel bosco. Soprattutto l’impiego
di unità formative mobili (Mobi) ha reso possibile per molti operai forestali e agricolto-
ri, impossibilitati a lasciare il luogo di lavoro, la frequenza di corsi sull’uso della moto-
sega e di corsi per boscaioli.
Un ostacolo alla partecipazione ai corsi è rappresentato, tuttavia, dall’ancora insuffi-
ciente divulgazione dell’informazione sull’offerta formativa. Le informazioni sui corsi
sull’uso della motosega e per boscaioli vengono divulgate perlopiù attraverso i servizi
forestali cantonali e la stampa specializzata nei settori forestale e agricolo, raggiungen-
do quindi solo una parte dei destinatari. L’impossibilità, dovuta a ragioni di carattere
organizzativo e amministrativo, di indicare agli interessati le date precise e, talvolta,
anche i costi esatti dei corsi costituisce un’ulteriore complicazione. Infine, l’offerta
formativa disponibile per motoseghisti che non abbattono alberi è lacunosa e molto
diversa da regione a regione.
Ne consegue che chi desidera seguire un’attività formativa, spesso non conosce le
modalità di partecipazione a un determinato corso.
Per migliorare la situazione descritta, l’UFAM ha incaricato l’associazione Economia
forestale Svizzera di realizzare un progetto pilota con centri di formazione forestali
regionali.
Per centri di formazione forestali regionali si intendono aziende forestali ben impiantate
nella regione che dispongono di docenti adeguatamente formati e le infrastrutture
necessarie per organizzare dei corsi.
Obiettivi del progetto pilota sono migliorare la diffusione delle informazioni sui corsi,
adeguare l’offerta formativa alle esigenze e facilitare a tutti gli interessati la partecipa-
zione ai corsi.
4.1.3.2 Quadro del progetto
Il progetto pilota deve fornire una risposta alle seguenti domande:
> I centri di formazione forestali regionali corrispondono a un bisogno? Perché? A quali domande il progetto
> A quali requisiti (criteri) deve rispondere un centro di formazione regionale (posi- deve fornire una risposta?
zione, infrastruttura, capacità minima, ecc.)?
> Questi centri di formazione forestali regionali devono essere accreditati e sottoposti a
regolari verifiche? Da parte di chi?
> Quali competenze (formazione, aggiornamento, accreditamento, ecc.) devono avere i
docenti che insegnano in un centro di formazione forestale regionale?
> Quali tipi di corsi sono richiesti e chi li richiede?Puoi anche leggere