Riccio di mare: ricerca e gestione della risorsa - Fondazione ...
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Riccio di mare: ricerca e gestione della risorsa di Gianni Brundu, Simone Farina, Ivan Guala, Stefano Guerzoni, Stefania Pinna Il riccio di mare nella tradizione (kina) e in vari Paesi europei, tra l’ausilio di una canna e uno “spec- locale della Sardegna cui la Francia e l’Italia. In Sardegna, chio”, un cilindro a cui venivano tolti Il riccio di mare è considerato una la pesca del riccio di mare Para- i due fondi e su uno dei quali veniva prelibatezza in varie parti del mon- centrotus lividus è un’attività che fissato un vetro. do ed esistono lunghe tradizioni di fa parte della tradizione culturale La pesca veniva esercitata in consumo di gonadi di riccio in molte e gastronomica. In passato veniva prevalenza per uso personale o “fa- culture asiatiche, principalmente in svolta da piccole imbarcazioni oppu- migliare”, interessava quantitativi di Giappone (chiamato uni), ma anche re direttamente dalla riva a piedi, in prodotto molto ridotti, soprattutto in Alaska, Cile, Nuova Zelanda zone rocciose e poco profonde, e con a causa delle limitazioni dovute alla Sebbene esistano ancora aree poco sfruttate, oggi in Sardegna il riccio di mare Paracentrotus lividus continua ad essere soggetto a forte pressione di pesca. L’attività di prelievo è teoricamente limitata a catture di taglie superiori a 5 cm di diametro da novembre ad aprile, ma tali regole gestionali non sembrano essere sufficienti a rendere l’attività sostenibile, anche per una sostanziale assenza di controllo efficace. 102 IL PESCE, 2/20
Sulla base della grande importan-
za che il riccio riveste nella tradizione
gastronomica e culturale della Sar-
degna, a partire dagli anni duemila
la Fondazione IMC (International
Marine Centre – Parco scientifico e
tecnologico della Sardegna, sede di
Oristano) studia l’ecologia del riccio
di mare e stima periodicamente,
assieme al CNR, lo stato della risor-
sa. Secondo i dati raccolti durante
diverse campagne di monitoraggio
svolte nell’Area Marina Protetta
Tavolara-Punta Coda Cavallo tra il
2008 e il 2018 la risorsa è diminuita
del 45%.
Il declino è ancora più marcato
in altre aree protette, ad esempio
nell’AMP Penisola del Sinis-Isola
di Mal di Ventre, dove l’abbondanza
dei ricci è calata di ben il 70% negli
ultimi 15 anni. Confortanti sono
solo i dati provenienti dal Parco
Nazionale dell’Asinara, dove la
Riccio di mare Paracentrotus lividus in una prateria di Posidonia oceanica
popolazione di ricci è leggermente
(Area Marina Protetta “Tavolara – Punta Coda Cavallo”; photo © Simone
aumentata in virtù del divieto totale
Farina).
di prelievo.
La diminuzione del numero di
metodologia e agli attrezzi utilizzati. e, qualche volta, al collasso delle ricci lungo le coste sarde non è solo
Un’altra limitazione è rappresentata popolazioni naturali. Un classico un campanello d’allarme lanciato
dalla scarsità di aree costiere rocciose esempio di un andamento di questo dagli istituti di ricerca e dagli enti
e poco profonde in cui tale pratica tipo si è avuto in Cile, dove dai primi amministratori che si occupano di
poteva essere effettuata o al fatto che anni 70 la pesca della specie Loxe- gestione della pesca, ma sono gli stessi
una pesca di questo tipo poteva essere chinus albus interessava le regioni pescatori, come diretti interessati, ad
svolta solamente durante giornate meridionali del paese per soddisfare accorgersi del problema e a cercare
di mare calmo, in assenza di onde. il mercato locale. Dalla seconda metà alternative. Negli ultimi anni la dimi-
La situazione è decisamente degli anni ‘70, con l’esportazione nuzione del numero di ricci in alcune
cambiata e la specie P. lividus è sot- del prodotto sui mercati asiatici, si zone della Sardegna meridionale ha
to pressione da diverse decadi per è passato a sfruttare le regioni più spinto infatti i pescatori del Caglia-
soddisfare la domanda del mercato settentrionali, causando il completo ritano a dirigersi verso zone in cui
locale sempre più in crescita. esaurimento e declino della specie. i ricci erano più abbondanti, come
L’aumento della pressione di In alcune zone del Mar Mediter- ad esempio la costa del Sinis nell’O-
pesca ha determinato il perfezio- raneo si è arrivato al collasso delle ristanese, provocando una serie di
namento delle metodologie e delle popolazioni naturali e alla necessità conflitti e scontri con i pescatori lo-
attrezzature utilizzate: imbarcazioni di vietare completamente la pesca da cali. Si tratta di una sorta di “guerra
pratiche e veloci, mute subacquee, parte degli enti governativi, come è tra poveri” che si ripresenta oramai
maschere e snorkel, fino all’impie- successo a Malta. da anni puntualmente all’inizio della
go di bombole e autorespiratore. Al giorno d’oggi in Sardegna, stagione di pesca.
Questa recente modernizzazione, e sebbene esistano ancora aree poco Molto spesso i conflitti hanno ri-
il conseguente aumento del pescato sfruttate, il riccio di mare P. lividus guardato anche pescatori della stessa
a fini commerciali, ha naturalmente è soggetto a forte pressione di pesca. zona ma che operano in maniera
avuto effetti negativi sulla stabilità L’attività di prelievo è limitata a differente, tra chi ad esempio pesca
delle popolazioni di riccio di mare catture di taglie superiori a 5 cm con l’ausilio di una imbarcazione
lungo le coste. di diametro da novembre ad aprile di appoggio e chi no, oppure tra chi
e numero di licenze di pesca, ma pesca in apnea e chi con le bombole
Il problema della sovrappesca tali regole gestionali non sembrano (secondo gli apneisti pescare i ricci
In generale, la pesca del riccio di essere sufficienti a rendere l’attività con le bombole rende la pesca inso-
mare tende a svilupparsi e ad au- sostenibile, anche per una sostanzia- stenibile). In casi come questi, non
mentare sempre di più fino al declino le assenza di controllo efficace. riuscendo a trovare un accordo tra
IL PESCE, 2/20 103loro, i pescatori arrivano molto
spesso ad accusare gli enti regionali
di mancanza di autorità e di incapa-
cità ad arginare i conflitti e a trovare
soluzioni adeguate.
Allevamento del riccio di mare,
l’echinocoltura
Oggigiorno la ricerca scientifica pro-
va a mitigare il problema del depau-
peramento degli stock ittici di specie
marine preda di un eccessivo sforzo
di pesca cercando nell’allevamento
una possibile soluzione. Attualmente
esistono diverse specie ittiche consu-
mate dalla popolazione umana che
provengono per lo più da attività di
acquacoltura piuttosto che da cattu-
Riccio di mare Paracentrotus lividus allo stadio larvale, l’echinopluteo (photo ra da banchi naturali. È ad esempio
© Fondazione IMC). il caso del Salmone atlantico (Salmo
Ciclo di allevamento del riccio di mare per il mercato
o a scopi di ripopolamento
L’allevamento del riccio di mare inizia dagli individui adulti riproduttori, i quali vengono pescati da banchi naturali
con lo scopo di garantire la variabilità genetica. Dalla fertilizzazione della cellula uovo (gameti femminili) con gli
spermatozoi (gameti maschili) si sviluppa un embrione che nel giro di un paio di giorni si trasforma nella tipica larva
echinoide, l’echinopluteo. A questo punto inizia la fase di allevamento larvale, durante la quale l’echinopluteo è
capace di nuotare attivamente e di alimentarsi di microalghe. Durante questa fase, che dura circa un mese (14-30
giorni) a seconda della dieta che viene somministrata (qualità e quantità di alimento) e delle condizioni di mante-
nimento, la larva si accresce e va incontro ad una serie di cambiamenti morfologici e strutturali, fino ad acquisire
l’attitudine alla metamorfosi e a trasformarsi in animale bentonico (che vive a contatto col fondale marino). Gene-
ralmente in echinocoltura si utilizza un biofilm di microalghe (diatomee) come fattore di stimolo alla metamorfosi,
che rappresenterà anche l’alimento per il futuro riccio giovanile. Tuttavia possono essere utilizzati anche altri fattori
di stimolo, come ad esempio la macroalga Ulvella lens oppure l’acqua di mare precedentemente “condizionata” con
ricci adulti. Una volta metamorfosate, le post-larve sviluppano l’apparato digerente in circa 8 giorni, quindi diventano
ricci giovanili del tutto simili agli adulti e in grado di alimentarsi di macroalghe. Durante questa fase la crescita è ab-
bastanza veloce e nell’arco di circa un
anno i giovani individui raggiungono
la taglia adatta (15 mm di diametro
esclusi gli aculei) per il loro rilascio
in ambiente naturale durante attività
di ripopolamento attivo della specie.
Alimentati con macroalghe e mante-
nuti in buone condizioni ambientali,
i ricci si accrescono di circa 10 mm
all’anno e raggiungono la taglia com-
merciale nell’arco di 3-5 anni dalla
riproduzione. L’ultima fase prima
dell’immissione sul mercato è il finis-
saggio delle gonadi, durante la quale
la dieta viene integrata con proteine
animali e si simulano le condizioni
ambientali invernali, che favoriscono
lo sviluppo delle gonadi. Questa fase
dura circa 2-3 mesi.
104 IL PESCE, 2/20ATTREZZATURE AUTOMAZIONE INDUSTRIA ALIMENTARE
CARRELLO RIBALTATORE
Esemplare di riccio di mare Paracentrotus lividus due giorni dopo la meta-
morfosi larvale (photo © Fondazione IMC).
TERMOFORMATRICE
salar), per il quale la FAO riporta eccetto che per il sistema digerente,
una produzione in acquacoltura il quale viene sviluppato in circa 8
pari a più di 2 milioni di tonnellate giorni.
nel 2017, contro appena poco più Una volta che il riccio sviluppa il
di 2.000 tonnellate provenienti da sistema digerente inizia a pascolare
attività di pesca (meno dello 0,1% sul fondo, bruca le alghe e altri
rispetto alla produzione totale). organismi marini di cui si nutre, e
Anche la produzione di mitili risulta si accresce di circa 1 cm all’anno, TERMOSIGILLATRICE
per lo più proveniente da attività di raggiungendo la taglia commerciale
acquacoltura (96%) piuttosto che (5 cm di diametro esclusi gli aculei)
dalla pesca (4%). in circa 5 anni.
A differenza di queste specie, Durante il ciclo vitale, le prin-
l’allevamento dei ricci di mare, cipali limitazioni per lo sviluppo
l’echinocoltura, è un’attività anco- dell’allevamento sono rappresentate
ra poco sviluppata, soprattutto in dagli elevati tassi di mortalità che si
Europa, e per quanto riguarda la verificano nelle fasi larvali e post-
specie P. lividus, principalmente a larvali, dalla scarsa percentuale di
causa di elevate mortalità e di scarsi larve che riesce a metamorfosare con
tassi di crescita. successo in animale giovanile, e dai
Il ciclo vitale del riccio di mare tempi di accrescimento fino al rag-
(si veda box di approfondimento) giungimento della taglia commerciale
presenta due principali fasi, una piuttosto lunghi.
FRIGGITRICE GRIGLIATRICE
fase larvale planctonica e una fase L’IMC ha sviluppato e condotto
bentonica. La fase planctonica diversi progetti di ricerca incentrati
inizia subito dopo la riproduzione proprio sulla riproduzione e l’alle-
e dura poco meno di un mese. In vamento di P. lividus, con l’obiettivo
questo periodo la larva del riccio di aumentare le conoscenze relative
(echinopluteo) è capace di nuotare a questa attività e contribuire ad
attivamente nell’acqua e di alimen- incentivarne lo sviluppo.
tarsi di microalghe (fitoplancton), Nell’ambito di questi progetti, si
subisce una serie di cambiamenti sono testate diverse metodologie di
morfologici e strutturali che culmina allevamento durante la fase larvale,
con l’attitudine alla metamorfosi. A cercando di individuarne una che
questo punto la larva si trasforma in arrecasse il minor disturbo possibi-
animale bentonico, che vive cioè a le agli animali. Essendo organismi
stretto contatto col fondale marino. molto delicati, infatti, ogni minima
In questa fase post-larvale il riccio manipolazione fisica può danneggia-
è del tutto simile all’animale adulto, re le larve e provocarne la morte.
Tel. (+39) 0521 836670
IL PESCE, 2/20 info@cavallimpm.it
www.cavallimpm.itgracilis) si sono rivelate particolar-
mente favorevoli per la crescita e la
sopravvivenza delle larve.
Inoltre, è stato evidenziato che
l’acqua di mare in cui venivano
mantenuti precedentemente dei ricci
di mare adulti era un efficace fattore
di stimolo per la metamorfosi larvale,
a causa di specifici segnali chimici
rilasciati dagli individui adulti che
le larve riescono a percepire.
Una volta aver prodotto gli indi-
vidui giovanili, le ricerche condotte
all’IMC si sono focalizzate sull’accre-
scimento, cercando di individuare
condizioni di mantenimento che
Esemplari giovanili di riccio di mare Paracentrotus lividus alimentati con la
ottimizzassero il tasso di crescita di
lattuga di mare (Ulva lactuca); (photo © Fondazione IMC).
questi animali.
Le sperimentazioni hanno di-
Una buona ed efficace metodolo- pravvivenza degli animali, siano essi mostrato che la densità influenza la
gia di allevamento è stata individuata terrestri o acquatici, sono influenzate crescita dei giovanili, in particolare
mantenendo le larve in un sistema principalmente dalla quantità e dalla meno animali sono presenti per
statico senza aerazione, alimentando qualità di alimento. Sono state testate unità di volume e maggiore sarà
secondo precisi quantitativi di cibo diverse specie di microalghe sommi- la loro velocità di crescita. Ai fini
richiesti dalle larve ed effettuando un nistrate come diete monospecifiche di una eventuale produzione, tut-
ricambio idrico solamente quando la o come mix di due o più specie (7 tavia, bisogna considerare che il
qualità dell’acqua iniziava a diminu- diete in totale); due di queste diete mantenimento di una bassa densità
ire. Successivamente, i ricercatori si in particolare (Dunaliella tertiolecta di ricci apporta benefici in termini
sono focalizzati sulla dieta, in quanto come dieta monospecifica e un mix di di aumento del tasso di crescita, ma
è ben noto che la crescita e la so- Dunaliella tertiolecta e Chaetoceros anche svantaggi come una maggiore
Ricci e cambiamento climatico: che collegamenti ci sono?
Gli oceani stanno diventando più acidi. Circa un quarto del diossido di carbonio CO2 emesso nell’atmosfera è
attualmente trattenuto dagli oceani, dove reagisce con l’acqua di mare e forma l’acido carbonico. L’acidificazione
dei mari è osservata e monitorata attraverso la misura di livelli di pH. Dai tempi preindustriali, il pH medio delle
acque superficiali dei mari è sceso da 8,21 a 8,10 e, nonostante la variazione possa sembrare bassa, essa corri-
sponde ad un aumento del 30% di acidità, che potrebbe aumentare di ulteriori 0,3 unità di pH alla fine del secolo.
A questo ritmo si creerebbe un oceano ad un livello di acidità più alta e mai registrata negli ultimi 100 milioni di
anni. L’attuale tasso di variazione dell’acidità è circa 50 volte più veloce rispetto a qualsiasi cambiamento climatico
storico noto, rendendo difficile l’adattabilità della vita marina a queste nuove condizioni. In condizioni acide gli ioni di
carbonato diventano meno abbondanti, e questo limita la capacità di animali invertebrati, come ad esempio vongole,
ricci, ostriche e cozze, di costruire le proprie conchiglie e i propri scheletri. Il plancton inoltre, che costituisce la
base della catena alimentare oceanica e l’alimento durante la prima fase vitale di moltissimi organismi bentonici,
ha molte difficoltà ad adattarsi a queste nuove condizioni. In un effetto a cascata questo porterà ad un’alterazione
degli ecosistemi, minacciando i prodotti ittici di tutto il mondo. Un esempio di effetto negativo dell’acidificazione
è già stato osservato per alcune specie di ostriche, le cui larve non riescono a svilupparsi in modo appropriato a
valori di acidità maggiori del normale. Ma i cambiamenti nella chimica degli oceani vanno oltre. Gli animali marini
usano segnali chimici per percepire il proprio ambiente naturale e localizzare prede e predatori, e ci sono prove
che questa loro capacità sia già stata in parte compromessa. La progressiva acidificazione degli oceani aiuterebbe
quindi a sviluppare scenari di disordini trofici e per questo i suoi effetti vanno quantificati per una corretta ge-
stione della pesca locale. I ricercatori dell’IMC hanno portato avanti uno studio per stimare il grado di influenza
dell’acidificazione del Mar Mediterraneo sull’interazione naturale predatori-ricci. Ricci esposti a condizioni di pH
più basso (acqua più acida), come previsto nello scenario di acidificazione degli oceani del prossimo futuro, po-
trebbero infatti risultare più fragili nella loro struttura fisica (esoscheletro), e di conseguenza potrebbe diminuire
la loro capacità di difesa dai predatori rendendoli più vulnerabili.
106 IL PESCE, 2/20necessità di volumi di produzione e durante questi anni si sono rivelati
una maggiore quantità di alimento molto utili e positivi (oggetto di di-
(a bassa densità il singolo individuo versi articoli scientifici pubblicati su
consuma più alimento). riviste internazionali e divulgati a
In concomitanza con queste spe- congressi nazionali e internazionali),
rimentazioni si è portata avanti an- ma non tanto da poter affermare che
che una linea di ricerca per valutare la produzione in cattività di ricci di
la vulnerabilità del riccio di mare ai mare da immettere direttamente sul
cambiamenti climatici (si veda box mercato sia economicamente sosteni-
di approfondimento). bile. Secondo i dati ottenuti, infatti,
L’IMC cerca di sviluppare tec- risulta che siano necessari almeno 3-5
nologie e protocolli con lo scopo di anni affinché un riccio raggiunga la
rendere l’allevamento un’attività taglia commerciale, durante i quali
sostenibile. Per questo, anche per è necessario un enorme dispendio di
il riccio di mare, è stato testato l’al- energia e di lavoro manuale per man-
levamento in un sistema cosiddetto tenere buone le condizioni dell’acqua
integrato (Integrated Multi-Trophic di allevamento. Ad aumentare i costi
Aquaculture, IMTA) che, a differen- si aggiunge anche la grandissima
za dei sistemi di allevamento tradizio- quantità di alimento (macroalghe o
nali, è caratterizzato dalla produzio- eventualmente mangimi artificiali)
ne contemporanea di diverse specie che ogni singolo riccio consuma.
commerciali appartenenti a diversi
livelli della catena alimentare. Il ripopolamento attivo,
Nei sistemi IMTA, generalmente, una possibile soluzione
è presente una specie (pesce o gam- al declino degli stock ittici
bero) al vertice che viene alimentata La produzione di individui adulti
con mangimi naturali o artificiali, da immettere direttamente nel mer-
mentre le altre specie vengono ali- cato, tuttavia, non è l’unica finalità
mentate a cascata sfruttando i reflui dell’allevamento, in quanto animali
derivanti dalla produzione della giovanili prodotti in cattività pos-
specie al vertice. sono essere utilizzati anche per il
Nel caso del riccio di mare ripristino di popolazioni impoverite
all’IMC, la specie al vertice era rap- e/o in forte declino, ad esempio a
presentata dal muggine da bottarga causa della pesca eccessiva. Risultati
Mugil cephalus riprodotto in catti- positivi di ripopolamento sono stati
vità e alimentato con mangimi artifi- recentemente ottenuti con diverse
ciali. L’acqua reflua derivante dalla specie di pesci, anche se la maggior
sua produzione, particolarmente parte delle volte gli animali allevati
ricca di sostanze chimiche disciolte in cattività non sopravvivono quan-
come azoto e fosforo, rappresentava do vengono rilasciati in ambiente
poi un ottimo mezzo in cui produrre naturale.
micro- e macroalghe, ossia il cibo Essendo nati e cresciuti in am-
naturale per i ricci durante le fasi bienti controllati con la finalità
larvali e giovanili, rispettivamente. principale di massimizzare la crescita
In questo modo, quindi, è stato pos- e la sopravvivenza, generalmente
sibile allevare contemporaneamente gli animali allevati in cattività non
più specie commerciali, il muggine da sono capaci di riconoscere i propri
bottarga, il riccio di mare e le macro- predatori o non riescono a difen-
alghe introducendo dall’esterno nel dersi da essi, per cui diventano
sistema esclusivamente il mangime facili prede quando sono rilasciati
per il muggine. in ambiente naturale. Spesso non
Dal punto di vista della soste- sono capaci di procacciarsi il cibo
nibilità ambientale questo tipo di in quanto sono sempre stati abituati
sistema permette inoltre di non a riceverlo passivamente dagli alle-
rilasciare nell’ambiente circostante vatori, sono poco competitivi con i
sostanze come l’azoto e il fosforo che, propri conspecifici (ad esempio nel
in quantità elevate, rappresentano caso di animali territoriali), oppure
delle fonti di inquinamento. esibiscono un comportamento loco-
I risultati ottenuti dall’IMC motorio improprio.
IL PESCE, 2/20Una stella marina Marthasterias glacialis che si sta avvicinando a dei ricci di mare (Area Marina Protetta “Tavolara
– Punta Coda Cavallo”); photo © Fondazione IMC.
Nel caso del riccio di mare, il la prima volta il comportamento naturale di una popolazione. Infatti,
comportamento locomotorio è un di ricci giovanili prodotti e allevati non avrebbe alcun senso realizzare
aspetto fondamentale per la soprav- in cattività e lo ha confrontato con un ripopolamento attivo di ricci in
vivenza, soprattutto nei confronti quello dei ricci naturali. un area dove la disponibilità larvale
dei predatori naturali (orate, sara- In questo studio si è riscontrato è già elevata.
ghi, donzelle, ma anche molluschi come i ricci di mare nati in cattività È anche necessario accertarsi che
e stelle marine). Generalmente i abbiano una reattività in ambiente il declino della popolazione sia dovu-
ricci si difendono nascondendosi naturale ridotta del 30% rispetto to realmente ad un elevata pressione
tra gli anfratti delle rocce oppure ai ricci selvatici. Una volta messi in di pesca e non ad altre cause naturali
coprendosi con sassi, conchiglie o mare i ricci allevati impiegano un po’ come la predazione.
qualsiasi altro materiale che trovano di tempo prima di reagire e sono più Gli studi dell’IMC hanno eviden-
nel fondale marino. lenti nel movimento (3,8 cm/minuto ziato che all’interno delle riserve
Ai fini di un’eventuale azione di di velocità contro i 5,5 cm/minuto marine, dove la fauna ittica è effi-
ripopolamento, quindi, è fondamen- dei ricci selvatici). cacemente protetta, le popolazioni
tale che i ricci allevati in cattività Questo risultato suggerisce l’uti- dei ricci diminuiscono per via della
si comportino allo stesso modo dei lità di sviluppare delle procedure di pressione predatoria da parte dei
propri conspecifici “naturali”, cioè acclimatazione che aumentino le per- pesci. Per questo, un ripopolamen-
devono essere in grado di cercarsi at- formance dei ricci allevati quando to attivo potrebbe essere utile solo
tivamente l’alimento, ma soprattutto immessi in natura, e che aumentino di in zone depauperate a causa della
devono trovare un efficace rifugio conseguenza le possibilità di successo elevata pressione di pesca.
contro i predatori immediatamente dei programmi di ripopolamento. L’introduzione di nuovi indivi-
dopo il rilascio in mare. Prima di procedere con un’azione dui, inoltre, è un discorso molto con-
Vista l’importanza del compor- di ripopolamento, però, è opportuno troverso perché può causare proble-
tamento locomotorio per l’efficacia e fondamentale fare altre conside- mi ambientali o di diversità genetica.
di un’azione di ripopolamento attivo razioni. Innanzitutto è necessario L’utilizzo di un numero inadeguato
della specie, l’IMC ha filmato per conoscere il tasso di reclutamento di “genitori” o la riproduzione tra
108 IL PESCE, 2/20individui introdotti e nati dagli stessi Vi è quindi una chiara intera- ruolo ecologico fondamentale per la
genitori può ridurre drasticamente zione tra la pressione dei predatori, biodiversità.
il livello di diversità genetica e la l’abbondanza dei ricci di mare e la In certe zone del mondo è stato
dimensione della popolazione gene- struttura della comunità di alghe, osservato come la rimozione di
ticamente utile. Questo si traduce in che a sua volta sostiene la vita di centinaia di migliaia di ricci abbia
una riduzione della fitness, cioè della numerosissime altre specie. determinato un rapido cambiamento
capacità riproduttiva degli individui, L’alterazione dell’abbondanza di della composizione algale e della co-
compromettendo la sopravvivenza una di queste popolazioni da parte munità di pesci e invertebrati marini
futura delle popolazioni. di fattori esterni, come ad esempio che le abitano.
Da un punto di vista conserva- la sovrappesca di pesci o ricci, può In definitiva, la crescente pressio-
zionistico, l’introduzione in natura causare conseguenze sulle altre po- ne globale sui ricci di mare, non solo
di individui prodotti in cattività po- polazioni e portare ad uno squilibrio mette in pericolo la sopravvivenza
trebbe anche indebolire gli ecosistemi degli ecosistemi costieri con effetti della specie, ma provoca anche de-
costieri e la biodiversità. negativi sulla biodiversità. gli effetti a cascata che influenzano
La specie di riccio P. lividus è A questo proposito, è noto negativamente la struttura e il fun-
controllato principalmente da pesci come in molte aree costiere del Mar zionamento degli ecosistemi marini
predatori come saraghi e orate, Mediterraneo le interazioni trofiche costieri.
specie target della pesca artigianale, predatore-riccio sono state seria- Gianni Brundu
ma esistono anche altri predatori, ad mente alterate dalla sovrappesca Simone Farina
esempio molluschi e stelle marine, il locale. Ivan Guala
cui effetto sulle popolazioni è ancora A partire dagli anni ‘60, la man- Stefano Guerzoni
poco conosciuto. La popolazione di canza di saraghi e orate a causa della Stefania Pinna
ricci poi, tramite l’attività di pascolo, sovrappesca, e il conseguente incre- Fondazione IMC
regola l’abbondanza e la composizio- mento dei ricci, hanno contribuito al Centro Marino
ne delle macroalghe che crescono sul progressivo declino di Cystoseira, Internazionale
fondale marino. un gruppo di alghe che riveste un www.fondazioneimc.it
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