Progetto di gestione collaborativa 2021-2022 - Comune di ...

Pagina creata da Federico Lombardi
 
CONTINUA A LEGGERE
Progetto di gestione collaborativa 2021-2022 - Comune di ...
Progetto di gestione collaborativa 2021-2022

1.     Premessa

L’obiettivo di questo documento è quello di operare una sintesi rispetto ad un lungo e
complesso lavoro di analisi, discussione, coprogettazione ed elaborazione di proposte rispetto
ad alcune domande fondamentali: chi gestirà Salus Space? Con quali regole? Con quale modello
di partecipazione? Sarà sostenibile economicamente? Su quali valori si fonderà?
A queste domande cercheremo di dare una risposta, proponendo un piano di gestione, che
parte da una scelta calibrata del “modello di governance collaborativa”.

Durante il percorso di implementazione del progetto i partner hanno affrontato più volte e a
diversi livelli il tema della governance di Salus Space. Le riflessioni hanno riguardato tutti i
componenti dell'ecosistema che nelle varie fasi sono intervenuti: partner, stakeholder, living
community e working community.
Tutto il percorso si è articolato su un quadro valoriale condiviso che ha portato alla formulazione
di un testo base della Carta dei valori. Stante la forte partecipazione della comunità al percorso
Salus Space è fondamentale costruire una ‘partnership solida e di lungo periodo’ con una
condivisione di ruoli e responsabilità a seconda della mission istituzionale dei singoli soggetti e
delle loro specifiche competenze.
La definizione di un innovativo modello di governance collaborativa di Salus Space è il primo
grande tema che è stato oggetto di studio e riflessione, grazie anche all’apporto scientifico
dell’Università ed un’ampia e articolata discussione interna con i partner del progetto.
Solo dopo aver condiviso questo modello e averlo analizzato in tutti i suoi aspetti è stato
possibile redigere una proposta di piano di sostenibilità economica, sociale ed ambientale
che risponde a specifici indicatori di risultato (outcomes) nel breve, medio e lungo periodo. Il
piano di sostenibilità è stato articolato ‘per comparti’ e secondo un approccio per fasi per ogni
singola attività prevista, dall’accoglienza alla convivialità, dalla formazione all’organizzazione di
attività culturali di vario genere, alla realizzazione degli orti con finalità produttive e didattiche.
La scelta operata, al fine di ottimizzare i processi decisionali ed i costi, è stata quella di prevedere
una gestione integrata e sistemica, ove tutte le attività economiche sono riconducibili ad un
unico fondo di dotazione in cui confluiranno spese e ricavi, con una condivisione di
responsabilità e di rischi in misura commisurata.
Il modello prescelto, che sarà oggetto della sperimentazione, è dunque quello di “gestione
collaborativa” con più soggetti del Terzo Settore a seguito di un percorso di coprogettazione e
con un’assunzione di responsabilità da parte dei gestori nel concorso ai costi e ai rischi della
gestione.
Progetto di gestione collaborativa 2021-2022 - Comune di ...
L’innovatività del progetto Salus Space richiede un modello di governance altrettanto innovativo,
che dovrà esser articolato e dettagliato per le singole attività previste. A partire da una visione
complessiva del ‘modello’ Salus Space, le diverse attività dovranno contribuire alla sostenibilità
economica, sociale ed ambientale di Salus Space nel suo insieme, fornendo servizi e attività a
seconda dei diversi target di riferimento che sono stati identificati in fase di progettazione e
implementazione ‘partecipata’ del progetto. Salus Space richiede – per sua natura – di affrontare
nuove sfide sociali combinando politiche pubbliche e imprenditorialità di carattere sociale in
un’ottica inclusiva dei diversi soggetti coinvolti capaci di apportare competenze specifiche. Per
realizzare questi obiettivi risulta fondamentale costruire una partnership pubblico-privato-
sociale.

Nella stesura di questo documento sono state recepite in particolare le indicazioni emerse dalla
prima fase di coprogettazione nel WP4, ed in particolare i deliverable contenenti le linee guida
per la progettazione architettonica prodotti da ICIE, e le Linee guida condivise per la Governance
del progetto (D 4.1.5 – Ces.co,com,) ai primi studi prodotti da Microfinanza per la stesura del
Piano di sostenibilità (D 7.4.1), nonché la documentazione elaborata da ASP Città di Bologna in
merito alla Carta dei Valori ed alle regole di convivenza collaborativa della futura comunità di
abitanti (D 6.1.1).

Il piano gestionale dovrà contemplare un Piano di monitoraggio e valutazione per valutare in
itinere, in linea con l’impianto valutativo già adottato nel corso della prima fase del progetto
Salus Space, il successivo andamento sperimentale del progetto ed un intenso lavoro di rete a
partire dai prossimi mesi, per accompagnare il processo gestionale rafforzando le relazioni
economiche e sociali con il Quartiere e l’intero territorio cittadino.
Ciò sarà garantito dall’amministrazione comunale, che svolgerà un ruolo di supervisione,
attivazione delle risorse del territorio ed attrazione di nuovi finanziamenti, per il progressivo
consolidamento della struttura organizzativa in previsione della costituzione di un nuovo
soggetto giuridico (pubblico-privato) che potrà diventare il futuro gestore.
Ciò che si avvia nei prossimi mesi sarà un'importante fase di sperimentazione, alla quale tutti i
partner del progetto sono chiamati a collaborare, secondo le competenze e le possibilità di
ciascuno, con l’obiettivo di fornire una risposta collettiva alla sfida posta dall’Unione Europea
attraverso lo strumento dinamico della coprogettazione, che è alla base del progetto.
Progetto di gestione collaborativa 2021-2022 - Comune di ...
2.     L’organigramma di Salus Space e le sue componenti

La coprogettazione con i partner del progetto, sin dalle fasi iniziali, si è basata su una visione
policentrica, ma fortemente integrata di servizi o funzioni, che devono essere riportate anche nel
piano finanziario ad uno specifico “centro di costo”. Le attività sono state concepite fortemente
correlate tra loro e interdipendenti; ciò si evince anche dal modello prescelto di governance
collaborativa proposto da Ces.co.com. Il termine utilizzato è “ecosistema”, nel senso che
ciascuna attività fornisce un contributo specifico rispetto a suoi obiettivi e modalità operative,
ma nessuna può prescindere dalle altre, dal punto di vista economico e gestionale, in quanto
l’ecosistema Salus Space si compone come un mosaico. Un altro termine che è stato spesso
utilizzato per descrivere questa unitarietà è “Hub di servizi”.
Ciò è ben evidente nel presente schema, elaborato da ICIE all’interno del WP4, che rappresenta
l’organigramma funzionale:
3.     Le tre fasi di Salus Space: l’importanza della gradualità e adattività del processo

Nel valutare il modello organizzativo e gestionale del futuro ecosistema di Salus Space non si
può prescindere dall’andamento dei cantieri di rigenerazione urbana. Tutte le attività di
progetto, in particolare la formazione (WP5) e la “creazione della comunità” (WP6), hanno dovuto
allinearsi con i tempi imposti delle procedure di gara, dalle attività di bonifica ambientale e dai
cantieri di ricostruzione, adattando le previsioni in corso d’opera; non ultima l’emergenza
sanitaria da Covid19. Si tratta di un processo riflessivo e adattivo, che ha già dato prova di
resilienza e capacità di produrre soluzioni creative sempre nuove.

Ciò che inizialmente appariva come una criticità, ovvero l’allungamento dei tempi di cantiere e la
impossibilità di realizzare nei tempi previsti l’edificio polifunzionale, vero e proprio cuore del
progetto, si è rivelata un’opportunità per sperimentare il modello di governance e testare la sua
efficacia, in modo più graduale.

Il progetto che prevedeva inizialmente solo due fasi (preparazione e gestione) è stato rimodulato
introducendo una fase intermedia di sperimentazione. Le tre fasi del progetto sono state
illustrate al pubblico nel corso dei 3 giorni del Welfare, la manifestazione che è stata realizzata a
Palazzo Re Enzo lo scorso anno (maggio 2019) e sono state approvate dal Segretariato UIA.

                PREPARAZIONE                 SPERIMENTAZIONE             GESTIONE

             Nov. 2017 – Dic. 2020        Gen. 2021 – Dic. 2022        da Gen. 2023

Il cantiere di rigenerazione sarà completato entro dicembre 2020; pertanto si stima che nel mese
di gennaio 2021 si possa inaugurare il complesso di Salus Space ed avviare la fase di
sperimentazione, ovvero la gestione transitoria che verrà attuata con la partecipazione attiva
dei partner del progetto UIA di Salus Space.

Per questa fase si è stimata una durata approssimativa di 24 mesi, periodo in cui ci auspichiamo
che possa essere completato l’edificio polifunzionale che ospiterà le principali attività
economiche che saranno nel frattempo avviate negli edifici temporanei.
Ci soffermeremo su questo scenario, che dal punto di vista architettonico corrisponde alla
configurazione, già nota:
Componenti:

●    Centro Studi (Think Tank) con sala convegni e uffici
●    Co-working
●    Punto ristoro (blocco container 1)
●    Spazio polifuzionale per attività teatrali e di comunità (blocco container 2)
●    Atelier artiigianale (blocco container 3)
●    Orti di Salus Space: didattico, ricreativo e produttivo
●    Residenze collaborative (alloggi di transizione)
●    Attività di locazione turistica (affitti brevi)
●    Portierato sociale (contenente l’info-point e l’angolo della storia)
4.     I tre pilastri della governance collaborativa

Vale la pena sintetizzare, da un punto di vista metodologico, i principi guida della governance
collaborativa, enunciati nel deliverable D 4.1.5. perché sottendono aspetti organizzativi e
gestionali che saranno trattati nei paragrafi successivi:

a)      la combinazione di partecipazione e capacitazione: il modello di governance proposto
si basa sull’impegno e capacità dei singoli cittadini di prendere decisioni significative attraverso
un processo decisionale collettivo, legando l’azione con la discussione e viceversa. Inoltre, i
processi partecipativi e di capacitazione si basano su di una combinazione di supporto ed
autonomia, che risulta dal riconoscimento delle competenze e responsabilità di ciascuno nel
realizzare obiettivi comuni;
b)      la dimensione “sperimentale”, che implica il riconoscimento di azione e riflessione
insieme come un modo per sperimentare nuove idee e pratiche adatte al contesto, attraverso un
processo ricorsivo di definizione di obiettivi provvisori e revisione, basato sul mutuo
apprendimento tra attori diversi e su una idea di governance multilivello e policentrica. Inoltre, il
processo decisionale si basa su esperienze concrete degli attori coinvolti ed un processo
riflessivo di apprendimento in grado di generale nuove possibilità. Un approccio sperimentale,
infine, implica una “responsabilità dinamica”, in quanto si collega a contesti, cambiamenti che
possono avvenire e nuovi apprendimenti;
c)      governance orientata ai beni comuni: i beni comuni (materiali ed immateriali) sono una
risorsa che risulta da un processo e sono generati e ri-generati attraverso pratiche sociali e
relazioni basate sul concetto di reciprocità.

In questo modello, il ruolo della Comunità degli abitanti non dovrà e non potrà essere solamente
quello di una mera platea di beneficiari o fruitori di servizi, ma si dovrà innescare un
meccanismo di partecipazione e co-responsabilizzazione della Comunità, che porterà a
rafforzare il senso di appartenenza e la motivazione a co-costruire insieme alle istituzioni
pubbliche e ai gestori privati gli strumenti per creare un luogo collettivo di benessere sociale,
economico ed ambientale, frutto della collaborazione di tutti.
Uno strumento possibile di empowerment comunitario, con modalità da esplorare e definire,
sarà certamente da una parte quello dei “patti di convivenza collaborativa”, sottoscritti da
Comune, Gestore e ospiti e dall’altra i Patti collaborazione che possono essere stipulati tra l’
Amministrazione e cittadini attivi, siano essi sia coloro che si troveranno a formare la cosiddetta
“Comunità degli abitanti” (si veda nelle pagine che seguono) che tutti quei cittadini che, finora,
hanno fornito il loro attivo supporto allo svolgimento del progetto mediante la partecipazione al
Gruppo di Valutazione Partecipata e al Gruppo della Redazione partecipata.
4.1. Strumenti e processi di co-progettazione e decisionali
L’implementazione di una governance collaborative a Salus Space può essere sostenuta da
alcuni strumenti previsti da progetto ed altri che sono già stati adottati dal Comune e che fanno
ormai parte di una pratica diffusa di collaborazione alla elaborazione di idee e progetti e alla loro
stessa implementazione.

a) strumenti previsti da progetto

      Carta dei valori: grazie ad un percorso partecipato sono stati discussi e condivisi alcuni
       valori di fondo cui la comunità degli abitanti potrà ispirarsi. La Carta dei valori, stabilendo
       una cornice valoriale comune, può facilitare la convivenza dentro a Salus Space, favorendo
       la definizione di un “campo di regole” aperto che con il mutare della comunità nel tempo
       può essere rivisto e riadattato.
      Regole della convivenza collaborativa: un insieme di regole che, avendo sempre come
       cornice la carta dei valori, possono favorire il co-abitare.

Entrambi gli strumenti sono funzionali ad una gestione costruttiva dei conflitti, ad un processo di
co-decisione e collaborazione e sono orientati a promuovere una responsabilità sociale condivisa.

b) strumenti già esistenti che il Comune di Bologna potrà utilizzare

      I patti di collaborazione: basati sul riconoscimento dell’autonomia civica e della
       sussidiarietà orizzontale, potranno favorire partnership per la co-gestione di iniziative,
       attività, spazi anche con il coinvolgimento dei cittadini.
      Bilancio Partecipativo: prevede la possibilità di definire in modo partecipato le priorità di
       utilizzo di una risorsa pubblica. Il percorso partecipato previsto dal BP potrà favorire
       l’emersione di idee e progetti collegati a Salus Space.

Entrambi gli strumenti potranno favorire la crescita di un senso di appartenenza a “Salus Space
come progetto di comunità”.

c) Oltre agli strumenti prima menzionati, va ricordato l’Ufficio Reti e lavoro di comunità del
Quartiere Savena e il ruolo che potrà ricoprire sia nel facilitare la connessione tra il Quartiere, la
città e la “vita dentro Salus Space”, sia nella messa a sistema delle diverse risorse presenti in
Quartiere (come ad esempio progetti già in essere, anche frutto di percorsi partecipati)
favorendo così un sistema di opportunità di cui Salus Space è parte.
5.     L’ecosistema: attori, ruoli e relazioni per una governance collaborativa

Di seguito vengono presentati gli attori e le loro relazioni, spiegando per ciascuno di essi il ruolo
e sottolineando alcuni aspetti chiave. Rispetto allo schema contenuto nelle Linee guida per la
governance collaborativa è stata effettuata un’ulteriore semplificazione, al fine di rendere il
modello più leggero, ma il modello potrà essere ulteriormente articolato.
Ci soffermeremo dunque sui 3 organismi fondamentali.

A)     Comitato di indirizzo e monitoraggio

È un comitato presieduto dal Comune di Bologna, che avrà un ruolo di supervisione e
coordinamento. La presenza dell’Ufficio Reti e Lavoro di Comunità del Quartiere Savena svolgerà
una funzione di raccordo con i servizi del territorio e con i soggetti del Terzo Settore. I rapporti
con il Segretariato UIA saranno assicurati dall’Unità Relazioni e Progetti internazionali e da una
relazione costante con l’assessore di riferimento.

Al Comitato parteciperanno di diritto tutti i partner del progetto, compresi coloro che non
saranno coinvolti nella gestione diretta dei servizi. Potranno prendervi parte anche altri
stakeholder significativi del territorio (Local Stakeholder Group), ed i soggetti che gestiranno
attraverso convenzioni una quota degli alloggi.

Un ruolo importante all’interno del Comitato verrà riconosciuto ai rappresentanti della Comunità
degli abitanti (vedi punto C) così come ai cittadini referenti della redazione partecipata e del
gruppo di valutazione partecipata, che si sono costituiti all’interno del progetto. I rappresentanti
degli abitanti e dei cittadini potranno dunque partecipare agli incontri del Comitato ed avanzare
proposte di collaborazione che entreranno a far parte integrante dell’ecosistema di Salus Space.

B)     Cabina di regia, che svolgerà una funzione di coordinamento e di raccordo tra le diverse
attività legate alla programmazione e la gestione di Salus Space, nel rispetto delle indicazioni
generali fornite dal Comitato di indirizzo e monitoraggio;

C)     Soggetto Gestore

Si ipotizza - tra i partner di progetto disponibili ad assumere responsabilità dirette nella
sperimentazione - la costituzione di una Associazione temporanea di scopo (ATS) che svolga
una funzione di gestione e coordinamento di tutte le attività economiche e sociali che sono
previste dal progetto europeo.
Il ruolo del soggetto gestore e, in specifico, del capofila dell’ATS, è quello di individuare,
nell’ambito dell’accordo di ATS, un referente responsabile per ogni attività e coordinare la
gestione delle attività secondo un approccio integrato nel rispetto del quadro valoriale che guida
Salus Space. All’interno di questo schema ogni soggetto potrà contribuire secondo le proprie
competenze, svolgendo un ruolo attivo nella gestione dei servizi e attività i cui costi e ricavi
dovranno essere ricondotti a una gestione centralizzata (per necessarie ragioni di copertura di
costi fissi, servizi trasversali, e di coordinamento complessivo della struttura). Una ipotesi di
piano finanziario è stata elaborata per ogni singola sotto-attività; in base al risultato ottenuto da
queste prime proiezioni finanziarie è stato costruito uno scenario complessivo che copre tutto il
periodo della sperimentazione (24 mesi). Il piano di ricerca delle risorse aggiuntive potrà
contemplare diversi strumenti (progettualità nazionali ed europee, fundraising per le attività
economiche riconducibili a una logica di impresa o all’organizzazione di eventi etc.).
Sarà necessario prevedere nella Convenzione che disciplinerà i rapporti tra amministrazione e
soggetto gestore, l’erogazione da parte dell’Amministrazione di un contributo per costituire il
fondo di dotazione iniziale per contribuire ai costi di avvio (allacciamento utenze,
manutenzione ordinaria, completamento degli arredi, costi del personale, ecc), nonché a
copertura dei mancati ricavi, tenuto conto dell’inserimento progressivo degli ospiti negli alloggi e
la eventuale erogazione di ulteriori contributi per il periodo della sperimentazione a copertura di
mancati ricavi per cause indipendenti dal soggetto gestore e di ulteriori contributi nel periodo di
sperimentazione con la finalità di compensare il Soggetto gestore per i servizi sussidiari resi
all’amministrazione comunale, a copertura di eventuali morosità o ad integrazione dei
contributi/canoni di persone e nuclei ospiti, a copertura di eventuali scostamenti rispetto ai
ricavi previsti nel Piano economico finanziario per eventi e situazioni non imputabili alla gestione
dell’ATS.

L’affidamento della gestione sperimentale collaborativa mediante convenzione a partner di
progetto - sia come logica prosecuzione della coprogettazione che in virtù dell’obbligo assunto
nei confronti della Commissione Europea di garantire un periodo di sperimentazione,
monitoraggio e valutazione dopo l’apertura – trova fondamento giuridico-amministrativo in un
Accordo per la gestione collaborativa, sottoscritto dall’amministrazione comunale con tutti i
partner, si configura come una prosecuzione del progetto, ovvero come Addendum al
“Partnership Agreement”.

Il Soggetto Gestore avrà piena autonomia organizzativa e gestionale, ma dovrà mantenersi
rispettoso dei principi contenuti nella “Carta dei valori” e recepire le indicazioni che emergeranno
all’interno del Comitato di indirizzo e monitoraggio e contribuire ad alimentare il lavoro di
valutazione del percorso Salus Space, al fine di garantire un percorso congruo con i principi
fondanti del progetto. Secondo le proprie esigenze potrà infine affidare a soggetti esterni
(subcontraenti) alcune prestazioni minori, come ad esempio i lavori di pulizia, la gestione della
lavanderia, ecc., ma avrà anche l’impegno di impiegare in via prioritaria il personale
appositamente formato all’interno del progetto per svolgere alcune funzioni, come l’attività
ristorativa e ricettiva, la manutenzione del verde, ecc.

Ruolo della Comunità degli abitanti

L’attore principale di Salus Space, come già è stato detto, è costituito dalla “Comunità degli
abitanti”, composta da diverse persone e gruppi sociali che vivranno e collaboreranno all’interno
di Salus Space:

Living community: i futuri abitanti delle residenze temporanee che saranno selezionati
attraverso un avviso pubblico per la manifestazione di interesse e successivi colloqui
motivazionali dell’Agenzia per l’Abitare di ASP. Tra questi una quota di due appartamenti
saranno affidati ad ERGO per ospitare 8 studenti universitari ed una seconda quota di 4
appartamenti sarà destinata a progetti di resettlement e corridoi umanitari, per ospitare 12-16
rifugiati e/o richiedenti asilo. Infine un appartamento sarà destinato ai lavoratori (working
community). Complessivamente le residenze potranno ospitare fino ad 80 persone, senza
considerare la struttura ricettiva.

Working community: i futuri lavoratori di Salus Space, che saranno selezionati dal soggetto
gestore dando la precedenza a coloro che si sono formati all’interno del progetto (WP5). I
lavoratori costituiranno una équipe professionale multidisciplinare che, oltre a garantire il
funzionamento delle attività di Salus Space, potrà svolgere mansioni anche verso l’esterno, quali
piccole riparazioni, lavori di giardinaggio, attività di animazione artistica, ecc.
L’accompagnamento di Microfinanza, partner del progetto, potrà sostenere il percorso di
costituzione di una micro-impresa sociale.

Abitanti del Quartiere: i cittadini interessati a partecipare alla vita di Salus Space saranno
accompagnati nel percorso di organizzazione in un comitato o associazione, che potrebbe
chiamarsi “Amici di Salus Space”. La formalizzazione potrà avvenire in modo graduale e dovrà
esser autonoma. In questa realtà confluiranno anche i gruppi informali che si sono costituiti
all’interno del progetto: la “redazione partecipata” e la “valutazione partecipata”.

I rappresentanti designati dalla Comunità degli abitanti e dai gruppi di cittadini che hanno
partecipato al percorso partecipano alla Comitato di indirizzo e monitoraggio e svolgono una
funzione essenzialmente consultiva, portando le istanze e proposte della Comunità e
proponendo iniziative dal basso. La Comunità potrà svolgere alcuni compiti operativi con piena
autonomia decisionale, purché all’interno del quadro valoriale del progetto e in accordo con il
Comitato di Indirizzo ed il soggetto Gestore, ad esempio, i cittadini potranno realizzare eventi,
gestire in modo partecipativo alcuni spazi per realizzare attività comunitarie (come uno spazio-
bimbi, l’angolo della storia, attività culturali, corsi, eventi ecc).
A supporto del processo di “engagement” e di “empowerment di comunità” sarà prevista una
figura di “Community manager” per l’accompagnamento della comunità, sia all’interno della
“living community” sia in relazione con l’esterno. Questa figura professionale, unitamente ad un
mediatore culturale, saranno selezionati attraverso una procedura ad evidenza pubblica gestita
dall’Area Welfare, che utilizza i fondi del PON Inclusione Sociale. All’interno di questo servizio è
stato previsto di far proseguire l’attività di comunicazione partecipata avviata all’interno del
progetto in quanto costituisce un aspetto innovativo e in grado di coinvolgere in modo attivo
molti cittadini.

6.     Un approccio per fasi

Un modello di governance così articolato e complesso come quello che è stato ipotizzato si
articola in fasi progressive, dettate dalla contingenza del momento.

1, Sottoscrizione dell’Accordo per la gestione collaborativa/Addendum al Partnership Agreement
da parte di tutti i partner del progetto Salus Space;
2. Costituzione del soggetto gestore (ATS) con alcuni partner interessati a partecipare alla
gestione collaborativa;
3. Sottoscrizione della Convenzione tra Comune di Bologna e ATS;
4. Pubblicazione da parte di ASP Città di Bologna dell’Avviso Pubblico per la manifestazione di
interesse ed i successivi colloqui motivazionali con i candidati;
5. Costituzione degli organismi di gestione: Comitato di indirizzo e monitoraggio e Cabina di
Regia;
6. Avvio della fase operativa con personale ‘dedicato alla gestione di Salus Space’ con risorse a
valere su un fondo di dotazione iniziale messo a disposizione dell’ATS da utilizzare secondo
procedure definite nella convenzione con l’Amministrazione;
7. Inserimento nuovi abitanti e apertura spazio accoglienza e spazio ristoro;
8. Raccolta dati, analisi costi e ricavi delle attività avviate per avere utili riferimenti per la
sostenibilità delle diverse attività e fattibilità delle attività imprenditive – a carattere sociale – che
potranno essere realizzate all’interno di Salus Space; Raccolta dati su produzione energetica, per
ragionare sui possibili sviluppi;
9. Contemporanea fattibilità di impresa sociale per quelle attività economiche che si
dimostreranno più mature e idonee a essere sviluppate in ottica di impresa;
10. Redazione del “Final Qualitative Report” per la Commissione Europea e elaborazione di
proposte per la costituzione di una nuova figura giuridica per la Fase di Gestione.
7.     Progetto orti e azione pilota FoodE

Un’attenzione specifica merita la componente degli orti di Salus Space, in quanto sarà inclusa
nella gestione dell’ATS ma avrà una propria autonomia finanziaria che le deriva da un altro
progetto europeo in corso di implementazione, con il coordinamento scientifico del
Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari, partner del progetto Salus Space. Il
progetto Salus Space prevede la progettazione e realizzazione un sistema di orti (produttivo,
didattico e ricreativo), attraverso il coinvolgimento diretto dei cittadini che hanno seguito il
corso di orticoltura urbana finanziata dal progetto. La gestione degli orti coinvolgerà richiedenti
asilo/rifugiati con competenze adeguate e vedrà un ruolo attivo nella gestione della Associazione
Aquaponic Design APS che collabora attivamente con il Dipartimento e vede la presenza di
giovani neo-laureati e docenti universitari. La Associazione farà parte integrante dell’’ecosistema
di Salus Space, e parteciperà al tavolo di coordinamento.

L’obiettivo degli orti, nel medio-lungo periodo, è quello di generare nuove forme di imprenditoria
sociale, attraverso la realizzazione di un sistema alimentare innovativo per la produzione di
cibo a livello locale e regionale (Local Regional Food System) grazie al progetto europeo FoodE,
coordinato dal Dipartimento. Si tratta di un progetto Horizon 2020 che vede la partecipazione di
numerosi partner europei e che prevede nell’area del Quartiere Savena la realizzazione di attività
educative con le scuole (per circa 250 studenti), la costituzione di un “stakeholder panel” (con
altri soggetti, come l’associazione Campi Aperti e la cooperativa Arvaia) e l’avviamento di attività
imprenditoriali che potranno offrire opportunità lavorative a persone in condizione di fragilità.
La scelta specifica dell’Azione Pilota verrà stabilita sulla base di un concorso di idee aperto agli
studenti internazionali promosso dall’Università di Bologna (Urban Farm) e successivi momenti
di consultazione/coprogettazione con i cittadini e le associazioni del territorio. Questa fase
progettuale è già stata avviata e si concluderà entro dicembre 2020; seguirà dalla fase di
implementazione. Tra le possibilità, la realizzazione di un giardino pensile (Roof-top garden) sul
terrazzo della palazzina storica, moduli per la coltivazione indoor, orti verticali, ecc. Non è
esclusa la collaborazione con imprese nel settore dell’Acquaponica e alcune realtà come Casa
Gianni, situata nelle immediate vicinanze ed il vivaio Cesari Garden.

Il terreno per la realizzazione dell’orto produttivo è stato concesso dalla proprietà del terreno,
Angela srl, che ha sottoscritto un contratto di comodato gratuito con l’Amministrazione
Comunale, valido fino al 31.12.2030.
Altro tema interessante, connesso al progetto FoodE, è la realizzazione di corridoi ecologici
ciclo-ortivi, di cui un segmento potrebbe essere costituito dal percorso che collega gli orti di via
Mondolfo con quelli di Salus Space, che è stato presentato al Bilancio Partecipativo 2020 e che
sarà sottoposto al voto dei cittadini.
8.     Dal Think Tank al Centro Studi

Il “Think Tank sul Welfare interculturale”, nato durante il progetto, oltre a monitorare e valutare
la fase di sperimentazione e la fase di implementazione di Salus Space, si potrà evolvere nella
direzione di un Centro Studi permanente sull’innovazione sociale e il welfare interculturale di
comunità, con una valenza internazionale. Si prevede che si realizzino le seguenti attività:

a) attività seminariali e giornate di studio, anche in raccordo con dipartimenti universitari ed altri
centri studi, nazionali e internazionali;
b) in modo particolare durante la fase di sperimentazione di Salus Space (ma anche
successivamente), si potranno promuovere dei laboratori di ricerca partecipativa che possono
prevedere il coinvolgimento, oltre che dei referenti delle attività che si svolgeranno dentro a
Salus Space e della “working community” e della “living community”, anche di studenti e dei
cittadini già coinvolti nel Comitato, per favorire, anche sulla base dell’attività di monitoraggio e
valutazione, momenti di riflessione e rilettura delle pratiche promosse dal progetto, un
confronto anche tra casi, e individuare ulteriori temi da sviluppare tramite il Centro Studi.
c) complementare alla precedente attività, si potranno prevedere anche tirocini universitari
d) si potrà prevedere infine nel periodo estivo una attività formativa intensiva sul modello delle
Summer School.

9.     Piano economico-finanziario

Il partner del progetto incaricato di redigere il piano economico, Microfinanza ha realizzato
alcune proiezioni sulla scorta dei dati raccolti in coprogettazione che sono stati verificati con i
futuri soci dell’ATS. Si tratta di previsioni che dovranno essere verificate costantemente in
itinere, al fine di redigere un Business Plan definitivo. Le stime dei costi e dei ricavi, per ciascun
centro di spesa, sono riportati nell’Allegato A2.

ALLEGATI

A1. Dossier sull’Abitare
A2. Piano economico-finanziario
Puoi anche leggere