POLITICA AGRICOLA - euroregione - Consiglio regionale del Piemonte

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POLITICA
AGRICOLA
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                                                 SOMMARIO

4.1. Consiglio dei Ministri: 4.1.1 Sessione del Consiglio Agricoltura del 29 novembre 2010: 4.1.2 Sessione del

Consiglio Agricoltura del 14 dicembre 2010; 4.1.3 Sessione del Consiglio Agricoltura del 24 gennaio 2011. 4.2.

Notizie: 4.2.1 Pubblicità dei prodotti agricoli europei all’estero: la Commissione UE approva nuove misure; 4.2.2

Mercato del latte e latticini: recenti disposizioni adottate dalla Commissione UE; 4.2.3 Redditi agricoli: incremento

del 12,3% nel 2010; 4.2.4 PAC (Politica agricola europea): nuova serie di proposte della Commissione UE per

migliorare la comunicazione sulle peculiarità degli alimenti di origine agricola; 4.2.5 Settore apistico: la

Commissione UE conferma l’urgenza di altre azioni a tutela delle api; 4.2.6 Le produzioni agricole e alimentari a

“chilometro zero” possono contribuire positivamente al potenziamento della PAC: questo il parere del Comitato delle

Regioni; 4.2.7 Negoziazioni commerciali multilaterali: lenta ripresa, ma ottimismo per il raggiungimento di un’intesa

nel 2011; 4.2.8 Carne di maiale: sostegno della Commissione UE allo stoccaggio privato per tutelare i produttori in

crisi. 4.3. Normativa.
POLITICA AGRICOLA

4.1. CONSIGLIO DEI MINISTRI

4.1.1 SESSIONE DEL CONSIGLIO AGRICOLTURA DEL 29 NOVEMBRE 2010

Si è svolta a Bruxelles il 29 novembre 2010, la sessione del Consiglio Agricoltura, durante la quale non sono stati
raggiunti importanti risultati, ma si è svolto uno scambio di pareri relativamente a una comunicazione sul futuro della
PAC all’orizzonte 2020.
Riportiamo le conclusioni del Comunicato Stampa 16912/10 (Presse 320):
PUNTI DISCUSSI
PESCA
Possibilità di pesca per determinati stock di acque profonde per il 2011 e 2012
I ministri hanno raggiunto un accordo politico sulle possibilità di pesca per determinati stock di acque profonde per il
2011 e 2012 (14628/10) in base a un compromesso della presidenza, elaborato d’intesa con la Commissione,
concernente un progetto di regolamento che fissa per il 2011 e 2012 i TAC e i contingenti per i determinati stock di
acque profonde, come taluni squali di profondità, il pesce sciabola nero (Aphanopus carbo), il granatiere
(Coryphaenoides rupestris), i berici (Beryx spp) e le musdee (Phycis blennoides). Il Consiglio adotterà questo
regolamento, previa messa a punto da parte dei giuristi/linguisti, in una delle prossime sessioni.
I principali elementi del compromesso della presidenza approvato dalla Commissione sono i seguenti:
- per quanto riguarda gli squali di profondità, nelle acque dell’UE e nelle acque internazionali delle zone V, VI, VII,
VIII, IX, X e nelle acque internazionali della zona XII, è stato approvato un TAC zero per il 2011 e 2012. Inoltre per
il 2011 sono autorizzate catture accessorie sino al 3% dei contingenti del 2009; tuttavia per il 2012 non sono più
consentite catture accessorie; as regards roundnose grenadier (Coryphaenoides rupestris):
- per quanto concerne il granatiere (Coryphaenoides rupestris):
* le zone di gestione attuali sono mantenute;
* una flessibilità nei due sensi dell’8% al massimo è mantenuta tra le zone Vb, VI, VII e le zone VIII, IX, X, XII e
XIV;
* i TAC approvati per questa specie sono riportati nella tabella in appresso;
- per quanto riguarda l’occhialone (Pagellus bogaraveo), l’8% al massimo dei contingenti nelle acque dell’UE e nelle
acque internazionali della zona IX può essere pescato nelle acque dell’UE e nelle acque internazionali delle zone VI,
VII e VIII;
- per quanto concerne le musdee (Phycis blennoides), è autorizzata una flessibilità nei due sensi sino all’8% al
massimo tra le zone V, VI e VII e le zone VIII e IX.
Per stock di acque profonde o pelagici si intendono gli stock catturati in acque situate al di là dei principali fondali
della piattaforma continentale. Essi vivono sulla scarpata continentale o nelle montagne sottomarine. Queste specie
hanno una crescita lenta e vivono a lungo, il che le rende particolarmente vulnerabili all’attività di pesca. Le
conoscenze scientifiche sulla longevità e la crescita di queste specie, benché non consentano ancora di valutare
pienamente lo stato degli stock, stanno lentamente migliorando, permettendo cosí di rendere più mirate le misure
proposte. A tale riguardo la Commissione e il Consiglio hanno convenuto di migliorare la pubblicazione dei dati
necessari agli organismi scientifici per progredire nella valutazione degli stock di specie di acque profonde. A questo
proposito la Commissione avvierà studi nel 2011 al fine di sviluppare attrezzi più rispettosi dell’ambiente e più
selettivi.
Allo scopo di garantire la sostenibilità delle risorse, nell’Unione europea la pesca di specie di acque profonde è
disciplinata dal 2003 in termine di totali ammissibili di catture (TAC) per specie e per zona e in termini di sforzo di
pesca massimo che può essere esercitato nell’Atlantico nordorientale. Le possibilità di pesca per le specie di acque
profonde sono decise ogni due anni in funzione del ritmo di effettuazione delle valutazioni scientifiche degli stock.

                          euroregione - Febbraio 2011 - Anno XXVI (nuova serie) - N° 1 - p. 3
POLITICA AGRICOLA

Il Consiglio internazionale per l’esplorazione del mare (CIEM) fornisce ogni due anni un esame approfondito dello
stato biologico degli stock di acque profonde. Il parere più recente e del giugno 2010. Questa proposta di fissazione
delle possibilità di pesca è basata sull’ulteriore esame effettuato nel luglio 2010 dal Comitato scientifico, tecnico ed
economico per la pesca (CSTEP) a seguito dei lavori svolti dal CIEM. Entrambi gli esami rivelano che la maggior
parte degli stock di acque profonde si trovano in una situazione precaria, e che per garantirne la sostenibilità le
possibilità di pesca per tali stock dovrebbero essere ridotte fino a quando l’evoluzione della loro entità mostri un
andamento positivo.
A norma dell’articolo 43, paragrafo 3, del trattato, il Consiglio è tenuto ad adottare, su proposta della Commissione,
le misure relative alla fissazione e alla ripartizione delle possibilità di pesca per gli stock di acque profonde.
UE/Norvegia – consultazioni annuali per il 2011
Il Consiglio ha effettuato uno scambio di opinioni sulle consultazioni annuali tra l’UE e la Norvegia in virtù
dell’accordo bilaterale sulla pesca che hanno concluso.
I ministri sono stati informati dei risultati del primo ciclo di consultazioni per il 2011 svoltosi a Bruxelles dal 16 al 19
novembre 2010. Il secondo ciclo si terrà dal 29 novembre al 3 dicembre 2010 a Bergen (Norvegia).
I due punti principali di queste consultazioni sono la definizione dei totali ammissibili di catture (TAC) per gli stock
del mare del Nord gestiti congiuntamente e gli scambi reciproci di contingenti. Questo accordo è subordinato a un
accordo bilaterale globale soddisfacente. Lo scambio reciproco di contingenti deve essere in equilibrio generale in
tutto l’accordo. La forte riduzione del TAC per il melù rende difficile per l’UE trovare elementi di scambio in
contropartita dei contingenti più elevati per il merluzzo artico proposti dalla Norvegia.
L’UE e la Norvegia hanno firmato un accordo bilaterale sulla pesca nel 1980. L’accordo concerne gli stock comuni
nel mare del Nord, alcuni gestiti congiuntamente, altri no. I TAC annuali sono stabiliti assieme dall’UE e dalla
Norvegia per gli stock comuni gestiti congiuntamente.
Vi sono piani di gestione congiunta a lungo termine per il merluzzo bianco, l’eglefino, l’aringa e il merluzzo
carbonaro e i principi di base di un piano di gestione a lungo termine per la passera di mare. Nel gennaio 2010 è stato
concluso con la Norvegia un accordo decennale sullo sgombro che include il reciproco accesso al mare del Nord.
AGRICOLTURA
Non iscrizione dell’1,3-dicloropropene nell’allegato I della direttiva 91/414
Una proposta di decisione concernente la non iscrizione dell’1,3-dicloropropene nell’allegato I della direttiva 91/414
è stata presentata ai ministri affinché sia adottata (13450/10), tuttavia il Consiglio non è stato in grado di raggiungere
una maggioranza qualificata a favore o contro la decisione.
Poiché il Consiglio ha concluso i suoi lavori su tale questione, la Commissione è ora autorizzata a portare a termine il
processo decisionale relativo alla proposta.
Nelle riunioni svoltesi il 9 luglio 2010 il Comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali non è
riuscito a raggiungere la maggioranza qualificata necessaria per esprimere un parere favorevole o contrario sulla non
iscrizione dell’1,3-dicloropropene nell’allegato I della direttiva 91/414. In mancanza di un parere spetta al Consiglio
deliberare sulla proposta della Commissione entro un termine di tre mesi.
La direttiva 91/414/CEE riguarda l’immissione in commercio dei prodotti fitosanitari. L’1,3-dicloropropene è una
delle sostanze contemplate dal programma che si svolge in un periodo di dodici anni per l’esame graduale delle
sostanze attive immesse sul mercato. Dal 2007 è stato deciso di non includere questa sostanza nell’allegato I (in cui
sono elencate le sostanze attive di cui è autorizzato l’inserimento tra i prodotti fitosanitari) della direttiva 91/414, a
causa in particolare di preoccupazioni relative al rilascio nell’ambiente di notevoli quantitativi di impurezze
policlorurate note e non note, per le quali non si disponeva di informazioni, come pure della mancanza di conclusioni
definitive della valutazione dei rischi per i consumatori e del rischio, per gli animali e altri organismi viventi non
bersaglio, di una possibile contaminazione delle acque sotterranee.
Per quanto riguarda questa sostanza è stato presentato un nuovo fascicolo nel 2008, che è stato valutato dallo Stato
membro relatore designato (Spagna) e dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA). Le conclusioni sulla
valutazione dei rischi per questa sostanza (30 settembre 2009) mostrano che tutte le informazioni fornite non
consentono di eliminare l’insieme delle preoccupazioni specifiche per le quali è stata inizialmente decisa la non
iscrizione.

                          euroregione - Febbraio 2011 - Anno XXVI (nuova serie) - N° 1 - p. 4
POLITICA AGRICOLA

Opportunità e fattibilità della presentazione di una proposta legislativa per conferire all’EFSA il diritto a
percepire tasse
Il Consiglio ha svolto uno scambio di opinioni in merito a una relazione della Commissione sull’opportunità e la
fattibilità della presentazione di una proposta legislativa per conferire all’Autorità europea per la sicurezza alimentare
(EFSA) il diritto a percepire tasse (14198/10).
Alcune delegazioni hanno espresso il parere secondo cui l’EFTA, a causa del crescente carico di lavoro, potrebbe
percepire tasse a condizione che la natura progressiva di queste ultime non svantaggi le piccole e medie imprese
(PMI) che presentano domande di autorizzazione. Il Parlamento adotterà parimenti una posizione su questa relazione.
Conformemente al regolamento 178/2002 “Legislazione alimentare generale”, la Commissione ha pubblicato, dopo
aver consultato l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), gli Stati membri e le parti interessate, una
relazione in cui illustra la propria posizione sull’opportunità e la fattibilità di presentare una proposta per
l’imposizione di tasse da parte dell’EFSA. La relazione tiene conto dell’esperienza acquisita dall’Autorità nel gestire
il proprio carico di lavoro, soprattutto alla luce del crescente onere di lavoro e dell’aumento del numero di domande
in diversi settori, come le indicazioni sulla salute, gli additivi per mangimi, gli aromi, ecc.
Una delle opzioni esaminate nella relazione prende in considerazione l’introduzione di tasse progressive per i
richiedenti dei settori in cui l’autorizzazione è concessa a un titolare specifico e non è generica, come gli organismi
geneticamente modificati (coltivazione) e gli alimenti e i mangimi geneticamente modificati, gli additivi alimentari, le
dichiarazioni, i nuovi alimenti o i prodotti fitosanitari. In tale contesto dovrebbe essere esaminata anche la questione
di un potenziamento dei servizi forniti ai richiedenti.
La valutazione d’impatto avviata dalla Commissione terrà conto delle osservazioni formulate dagli Stati membri,
dalle parti interessate e dall’EFSA nonché delle osservazioni e dei commenti evidenziati nella relazione. La
valutazione prenderà in considerazione anche altre aree della politica dell’UE, cosí come le pratiche di altre agenzie
di regolamentazione dell’UE. Essa dovrà determinare l’impatto economico e l’incidenza sul bilancio dei vari tipi di
tasse sulle imprese (incluse le PMI). E’ altresì importante valutare l’impatto che il sistema di tasse avrebbe sul
funzionamento generale e sull’efficienza dell’EFSA.
Il futuro della PAC all’orizzonte 2020
Il Commissario Dacian Ciolos ha presentato ai ministri la comunicazione della Commissione sulla PAC verso il 2020.
Il Consiglio ha successivamente effettuato un primo scambio di opinioni (16348/10).
In linea generale la maggior parte degli Stati membri ha accolto con favore la comunicazione, rilevando che essa
fornisce un’utile base per le discussioni.
Il Consiglio ha incaricato i suoi organi preparatori di svolgere un esame approfondito della comunicazione e ha preso
atto dell’intenzione della presidenza belga di tenere un primo dibattito orientativo nella sessione del Consiglio del 13
dicembre. La futura presidenza ungherese ha confermato il suo impegno a proseguire i lavori al fine di elaborare
conclusioni del Consiglio sostenute da tutte le delegazioni, in vista della loro adozione nel marzo 2011. La
Commissione dovrebbe presentare le sue proposte legislative sulla PAC all’orizzonte 2020 nel luglio 2011.
Il Consiglio ha discusso i diversi aspetti della riforma nel corso delle ultime cinque presidenze.
Più di recente una discussione organizzata dalla presidenza ha avuto luogo durante la riunione informale dei ministri
dell’agricoltura svoltasi a La Hulpe il 21 settembre 2010. Nel corso di tale discussione sono stati confermati i
vantaggi di una struttura a due pilastri per la PAC, con una flessibilità sufficiente in entrambi i pilastri. E’ inoltre
emerso che la riforma dovrebbe prevedere in particolare un migliore equilibrio tra il sostegno dei redditi e la
rimunerazione della fornitura di beni pubblici, e dovrebbe tenere maggiormente conto della diversità delle agricolture
europee (15339/10).
Il Parlamento europeo (PE) ha adottato una relazione elaborata di sua iniziativa sulla PAC post 2013 e sul suo legame
con la strategia Europa 2020. Durante la conferenza sul dibattito pubblico in cui sono stati sintetizzati i risultati di
un’ampia consultazione pubblica svolta nel luglio 2010, la maggior parte dei pareri espressi ha convenuto che la
futura PAC dovrebbe rimanere una politica comune forte imperniata su due pilastri.

                          euroregione - Febbraio 2011 - Anno XXVI (nuova serie) - N° 1 - p. 5
POLITICA AGRICOLA

La comunicazione stabilisce che la PAC deve essere riformata al fine di:
     •     affrontare meglio le seguenti sfide: sicurezza alimentare, cambiamenti climatici e gestione sostenibile delle
           risorse naturali, protezione degli spazi naturali e mantenimento dell’economica rurale;
     •     aiutare il settore agricolo a diventare più competitivo e a far fronte alla crisi economica e all’instabilità
           crescente dei prezzi franco azienda;
     •     rendere le misure più eque, più “verdi”, più efficaci ed efficienti e più comprensibili.
I principali elementi della PAC che la comunicazione propone di modificare sono i seguenti:
* i pagamenti diretti agli agricoltori rispecchieranno meglio il servizio pubblico da questi fornito, contribuiranno a
sostenere il settore agricolo anche nelle zone più svantaggiate e saranno ripartiti in modo più equo e mirati agli
agricoltori in attività;
* gli strumenti di gestione del mercato saranno semplificati;
* la politica in materia di sviluppo rurale sarà imperniata sul miglioramento della competitività e la promozione
dell’innovazione;
* saranno introdotti nuovi strumenti per aiutare gli agricoltori a far fronte alla volatilità dei prezzi e dei redditi.
In base alle valutazioni d’impatto in fase di realizzazione la Commissione svilupperà ulteriormente gli orientamenti
enunciati nella comunicazione al fine di elaborare le proposte legislative attese per il luglio 2011. La nuova
legislazione risultante dalla riforma della PAC dovrebbe entrare in vigore entro il 2014.
Sistema di consultanza aziendale
I ministri sono stati informati dal Commissario Ciolos in merito alla recente relazione della Commissione sul sistema
di consulenza aziendale (SCA) (16611/10).
Il Consiglio ha incaricato i suoi organi preparatori di esaminare la relazione. Su tale base, la presidenza belga ha
annunciato che intende tenere una discussione sullo SCA il 6 dicembre.
Gli Stati membri sono tenuti a istituire un sistema di consulenza per gli agricoltori in materia di gestione delle terre e
delle aziende. Lo SCA costituisce un elemento essenziale della riforma della politica agricola comune (PAC) del
2003 ed è stato introdotto nel 2007. Esso è stato instaurato nel quadro del sistema di condizionalità, in virtù del quale
il sostegno concesso nell’ambito della PAC viene versato nella sua integralità solo se gli agricoltori soddisfano
determinati criteri in materia di ambiente, sicurezza alimentare, salute e benessere degli animali. Lo SCA è anzitutto
uno strumento inteso ad assistere gli agricoltori perché soddisfino questi criteri, evitando in tal modo le sanzioni
finanziarie previste nell’ambito della condizionalità.
Il regolamento n. 73/2009 stabilisce che la Commissione deve presentare al Consiglio una relazione sull’applicazione
dello SCA, corredata se necessario di proposte adeguate. Questa relazione afferma che la fase di avviamento ha
richiesto sforzi considerevoli, soprattutto da parte degli Stati membri che in passato disponevano di pochi servizi di
consulenza. Per altri Stati membri la creazione di uno SCA ha richiesto piuttosto un coordinamento dei servizi
esistenti.
Inoltre, con l’emergere di nuove sfide, dai servizi di consulenza ci si aspetta oggi di più rispetto al 2003. Lo SCA
dovrebbe dunque sviluppare in modo attivo e includere nel suo ambito di competenza aspetti che vanno oltre i
requisiti giuridici legati alla condizionalità. La Commissione formula pertanto raccomandazioni agli Stati membri al
fine di:
     •     orientare meglio le consulenze;
     •     sottolineare il ruolo di “consulente generico” dei consulenti SCA, che ove necessario orientano gli
           agricoltori verso consulenti specializzati;
     •     promuovere lo SCA per mezzo di misure specifiche e fare in modo che anche le piccole aziende vengano
           raggiunte;
     •     migliorare la gestione dello SCA e fare in modo che le conoscenze in materia di condizionalità vengano
           condivise fra gli operatori.

                          euroregione - Febbraio 2011 - Anno XXVI (nuova serie) - N° 1 - p. 6
POLITICA AGRICOLA

VARIE
PESCA
Piani di ricostruzione a lungo termine nel settore della pesca
Il Consiglio è stato informato del parere della Commissione circa l’adozione di piani di gestione a lungo termine nel
settore della pesca in base al nuovo quadro istituzionale instaurato dopo l’entrata in vigore del trattato di Lisbona. I
piani di gestione pluriennali sono diventati uno strumento essenziale per la gestione degli stock ittici e per consentire
all’industria della pesca di pianificare meglio le sue attività.
La Commissione ha proposto riunioni trilaterali per consentire al Consiglio, alla Commissione e al Parlamento
europeo di discutere le questioni procedurali relative a tali piani.
AGRICOLTURA
Conferenza internazionale dedicata alle attività didattico-educative sul tema del benessere degli animali
I ministri sono stati informati dalla presidenza in merito alle conclusioni della conferenza dedicata alle attività
didattico-educative sul tema del benessere degli animali, svoltasi a Bruxelles il 1º-2 ottobre 2010 (16849/10). La
conferenza ha esaminato i fondamenti scientifici e i valori che guidano le attività didattico-educative sul tema del
benessere degli animali, i metodi d’insegnamento su questo tema e il ruolo dei media al riguardo. La conoscenza della
zootecnia svolge altresí un ruolo importante in questo processo.
Conferenza sulla revisione del regime fitosanitario europeo
La presidenza ha informato il Consiglio in merito alla conferenza sulla revisione del regime fitosanitario europeo
svoltasi a Bruxelles il 28 settembre 2010 (16857/10). Sono stati presentati i risultati della valutazione del regime
fitosanitario comunitario e le raccomandazioni formulate nella relazione di valutazione per la nuova legislazione in
materia fitosanitaria. In base alle conclusioni della conferenza la Commissione dovrebbe elaborare una valutazione
d’impatto dei miglioramenti che essa vorrebbe proporre per questo regime.
Bilancio 2011
I ministri sono stati informati dalla Commissione sulla procedura di bilancio 2011 e le spese a titolo della PAC
(16932/10). Se il bilancio non è adottato al 1º gennaio 2011, si applicherà il sistema dei “dodicesimi provvisori”. Ciò
avrebbe varie conseguenze per le spese a titolo della PAC, e comporterebbe in particolare ritardi nel rimborso di
talune spese dichiarate dagli Stati membri alla Commissione, come i pagamenti diretti.
Conferenza sull’agricoltura, la sicurezza alimentare e i cambiamenti climatici
La delegazione olandese ha informato i ministri delle conclusioni della conferenza sull’agricoltura, la sicurezza
alimentare e i cambiamenti climatici svoltasi all’Aia dal 30 ottobre al 5 novembre 2010 (16777/10). La conferenza
era intesa a definire una tabella di marcia corredata di azioni concrete che correlino gli investimenti, le politiche e le
misure concernenti l’agricoltura con il passaggio verso una crescita a bassa emissione di CO2 e resistente ai
cambiamenti climatici, 80 paesi hanno partecipato alla conferenza. Tra due anni sarà organizzata in Vietnam una
conferenza sullo stesso tema per valutare l’attuazione della tabella di marcia.
Obiettivi e calendario della presidenza francese del G20 nel settore agricolo
La delegazione francese ha informato il Consiglio della sua intenzione di inserire il problema della volatilità dei
mercati agricoli nel programma della sua presidenza del G20 (16955/10). Tale programma è in linea con le
raccomandazioni formulate dal G20 di Pittsburg nel 2009 per far fronte all’eccessiva volatilità dei prezzi dei prodotti
di base, compresi i prodotti agricoli di base. Le conclusioni del vertice del G20 del novembre 2010 a Seul hanno
identificato la sicurezza alimentare come una delle principali sfide in materia di sviluppo. Una riunione dei ministri
dell’agricoltura del G20 è prevista a Parigi nel 2011.
Durante la presidenza francese del G20 sarà posto l’accento su quattro temi principali: i) trasparenza dei mercati; ii)
comportamento etico dei mercati; iii) coordinamento internazionale della gestione delle crisi; iv) strumenti per la
copertura dei rischi legati alla volatilità dei prezzi.
La delegazione francese ha espresso la speranza che l’UE sia in grado di trasmettere un messaggio coordinato su
questi temi e ha invitato la Commissione e gli Stati membri a cooperare strettamente a tal fine. La delegazione
ungherese e la Commissione hanno manifestato il loro sostegno alle proposte francesi per la presidenza del G20 nel
settore dell’agricoltura, sottolineando l’importanza di un approccio coordinato.

                          euroregione - Febbraio 2011 - Anno XXVI (nuova serie) - N° 1 - p. 7
POLITICA AGRICOLA

Etichettatura privata
La delegazione italiana ha informato i ministri dell’attuale progetto di testo sull’etichettatura dei prodotti alimentari
che potrebbe rendere difficile per i produttori alimentari aggiungere una marcatura specifica sui prodotti
commercializzati nei supermercati.

                                                    ***** *** *****

4.1.2 SESSIONE DEL CONSIGLIO AGRICOLTURA DEL 13-14 DICEMBRE 2010

Si è tenuta a Bruxelles dal 13 al 14 dicembre 2010 l’ultima sessione del Consiglio Agricoltura sotto la Presidenza
belga.
Principali risultati del Consiglio:
Per quanto riguarda la pesca, il Consiglio ha raggiunto un accordo politico unanime sulle possibilità di pesca per il
2011 per alcuni stock ittici, per le navi dell’UE, nelle acque dell’Atlantico, della Manica e del Mare del Nord nonché
per alcuni stock ittici nel Mar Nero.
Per quanto attiene all’agricoltura, il Consiglio è stato informato in merito ai rapporti contrattuali nel settore del latte e
dei prodotti lattiero-caseari. Inoltre sono state presentate ai ministri la relazione trimestrale sul mercato dei prodotti
lattiero-caseari e la relazione sull’evoluzione della situazione del mercato e delle condizioni relative alla soppressione
progressiva del sistema di quote latte.
Durante la colazione i ministri hanno discusso sul futuro della PAC, in particolare su come destinare in modo più
mirato i fondi della PAC agli agricoltori in attività.
I ministri sono stati inoltre informati in merito alla politica di qualità dei prodotti agricoli. Infine il Consiglio ha avuto
un dibattito orientativo sul tema della comunicazione sulla PAC verso il 2020.
Riportiamo le conclusioni del Comunicato Stampa 17836/10 (Presse 347):
PUNTI DISCUSSI
PESCA
Totali ammissibili di catture (TAC) e contingenti per il 2011
Il Consiglio ha raggiunto un accordo politico unanime sulle possibilità di pesca nel 2011 per le navi dell’UE nelle
acque dell’Atlantico, della Manica e del Mare del Nord (16068/10) sulla base di un compromesso della presidenza
elaborato d’accordo con la Commissione. Il Consiglio adotterà questo regolamento, previa messa a punto da parte dei
giuristi/linguisti, in una delle prossime sessioni.
Il compromesso è stato stilato tenendo presenti alcuni precisi orientamenti:
      - non sono state autorizzate deroghe in caso di sussistenza di piani di gestione a lungo termine;
      - sono adottate misure graduali al fine di raggiungere il rendimento massimo sostenibile per tutti gli stock
           entro il 2015.
La seguente tabella riporta i valori indicativi dei principali TAC per il 2011 rispetto a quelli del 2010 e alla proposta
della Commissione.
La Commissione ed il Consiglio riconoscono che i rigetti di pesce costituiscono uno spreco di risorse naturali ed un
grave problema nelle attività di pesca mondiali ed europee. I rigetti diffusi danneggiano gli ecosistemi marini e la
solidità finanziaria delle imprese che operano nel settore della pesca e sono da evitare sotto il profilo etico.
La Commissione ed il Consiglio si impegnano a ridurre i rigetti adesso e nella prospettiva di una riforma della
politica comune della pesca. Accolgono con favore iniziative degli Stati membri ed opereranno in stretta
collaborazione con questi ed altri al fine di risolvere tale problema, anche mediante prove di sistemi di gestione
alternativi, attività di pesca pienamente documentate o una gestione attraverso lo sforzo di pesca. La Commissione ed
il Consiglio attendono con interesse l’esito di iniziative quali la gestione dei contingenti di cattura al fine di ottenere
dal CSTEP una valutazione dell’efficacia di tale iniziativa riguardo alla riduzione dei rigetti e della mortalità globale
per pesca.

                           euroregione - Febbraio 2011 - Anno XXVI (nuova serie) - N° 1 - p. 8
POLITICA AGRICOLA

La Commissione, prendendo atto del perpetuarsi della scarsità degli stocki merluzzo bianco di cui al regolamento
(CE) n. 1342/2008 e della mancanza di prove riguardo ad una riduzione dei tassi di mortalità per pesca, procederà ad
un riesame di tutti i fattori pertinenti relativi alle attività di pesca che interessano gli stock di merluzzo bianco in
questione. Il riesame comprenderà le misure stabilite ai sensi del regolamento summenzionato, la loro attuazione ed i
relativi effetti, comprese le misure di riduzione dei rigetti e le misure relative alla gestione degli stock di merluzzo
bianco decise dagli Stati membri, nonché l’applicazione dei limiti dello sforzo di pesca. Il riesame comprenderà gli
aspetti scientifici e di controllo e richiederà la presentazione dei dati pertinenti da parte degli Stati membri. La
Commissione richiederà la consulenza del CSTEP riguardo al riesame e consulterà i soggetti interessati mediante i
consigli consultivi regionali. La Commissione si impegna a convocare una conferenza per discutere i risultati di tali
consultazioni.
Oltre alle possibilità di pesca per il 2011 per il Mar Nero, su cui i ministri hanno raggiunto un accordo politico in
questa sessione del Consiglio, erano già state adottate le possibilità di pesca per il 2011 per il Mar Baltico e quelle per
il 2011/2012 per determinati stock di acque profonde, rispettivamente il 26 ottobre e il 29 novembre 2010.
A norma dell’articolo 43, paragrafo 3 del trattato, il Consiglio è tenuto ad adottare, su proposta della Commissione, le
misure relative alla fissazione e alla ripartizione delle possibilità di pesca.
Poiché le disposizioni vigenti nel settore della proposta sono applicabili fino al 31 dicembre 2010, ad eccezione di
alcune limitazioni dello sforzo di pesca che sono applicabili fino al 31 gennaio 2011, il regolamento si applica a
decorrere dal 1º gennaio 2011.
Opportunità di pesca per il 2011 nel Mar Nero
I ministri hanno raggiunto un accordo politico su un regolamento che stabilisce, per il 2011, le possibilità di pesca
applicabili nel Mar Nero per alcuni stock ittici (17003/10) sulla base di un compromesso della presidenza, elaborato
d’accordo con la Commissione.
Il Consiglio adotterà questo regolamento, previa messa a punto da parte dei giuristi/linguisti, mediante procedura
scritta.
Il punto principale del compromesso della presidenza approvato dalla Commissione è una riduzione del 10% del
totale ammissibile di catture (TAC) dell’UE nel Mar Nero per il rombo chiodato e lo spratto.
Una tabella contenuta nel Comunicato stampa riporta i valori indicativi dei principali TAC per il 2011 nel Mar Nero
rispetto a quelli del 2010 e alla proposta della Commissione.
Il Consiglio e la Commissione hanno convenuto che è opportuno stabilire misure adeguate, come programmi
d’ispezione e parametri di riferimento, per far fronte alle dichiarazioni inesatte e dalla pesca illegale del rombo
chiodato nel Mar Nero. Siffatte misure dovrebbero essere elaborate nel 2011 dagli Stati membri interessati di
concerto con la Commissione.
Inoltre il Consiglio e la Commissione hanno convenuto che si debba istituire una cooperazione regionale per la pesca
nel Mar Nero per promuovere una gestione sostenibile degli stock in tale zona e che prenderanno misure in
conformità con le rispettive competenze.
Infine, il Consiglio invita la Commissione a proporre la fissazione di una taglia minima per lo sbarco e di una
dimensione minima delle maglie delle reti per la pesca del rombo chiodato nel Mar Nero, sottolineando al contempo
che i livelli dei TAC stabiliti nel regolamento per il 2011 sono stati fissati in modo da tener conto del mantenimento
dell’applicazione delle disposizioni nazionali in vigore in Bulgaria e Romania in tale materia.
A norma dell’articolo 43, paragrafo 3 del trattato, il Consiglio è tenuto ad adottare, su proposta della Commissione, le
misure relative alla fissazione e alla ripartizione delle possibilità di pesca nel Mar Nero.
Poiché le disposizioni vigenti sono applicabili fino al 31 dicembre 2010, il regolamento si applica a decorrere dal 1º
gennaio 2011.

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POLITICA AGRICOLA

AGRICOLTURA
Rapporti contrattuali nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari
I ministri sono stati informati in merito a una proposta di regolamento recante modifica al regolamento (CE) n.
1234/2007 per quanto riguarda i rapporti contrattuali nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caserari (17582/10).
La maggioranza delle delegazioni ha accolto favorevolmente la proposta della Commissione, sottolineando la misura
che consente ai produttori di raggrupparsi per negoziare e stabilire contatti con le aziende lattiero-casearie. E’ stata
inoltre rilevata l’importanza del ruolo delle organizzazioni interprofessionali e di un’accresciuta trasparenza. Tuttavia
alcuni Stati membri hanno rammentato l’opportunità di assicurare in ogni caso il corretto funzionamento del mercato
unico.
Il Consiglio ha preso atto della proposta e ha incaricato i suoi organi preparatori di esaminarla in modo approfondito.
In questo contesto il Consiglio ha preso atto delle informazioni fornite dalla futura presidenza ungherese, secondo cui
il gruppo di lavoro competente avvierà l’esame in gennaio e uno scambio di opinioni è previsto durante il Consiglio
Agricoltura e pesca di marzo.
La proposta della Commissione fa seguito alla relazione e alle raccomandazioni del Gruppo ad alto livello (GAL) sul
latte e alle conclusioni della presidenza al riguardo, appoggiate da un’ampia maggioranza di delegazioni (14186/10).
In tali conclusioni si invitava la Commissione a presentare entro la fine dell’anno la sua risposta alle prime tre
raccomandazioni del GAL concernenti:
     •     il rafforzamento delle relazioni contrattuali tra produttori di latte e aziende lattiere,
     •     i poteri di contrattazione collettiva dei produttori,
     •     il ruolo eventuale delle organizzazioni interprofessionali nel settore lattiero-caseario,
e a reagire rapidamente alle raccomandazioni del GAL in materia di trasparenza.
Per quanto riguarda le relazioni tra produttori di latte e aziende lattiere, la concentrazione a livello di offerta è spesso
molto inferiore alla concentrazione esistente a livello di trasformazione. Ne risulta uno squilibrio del potere
contrattuale rispettivo di questi due settori. La proposta prevede il ricorso opzionale a contratti per la consegna di
latte crudo, che dovrebbero essere stipulati in anticipo, per iscritto, tra gli agricoltori e le latterie e in cui dovrebbero
essere precisati alcuni elementi chiave, come il prezzo, i tempi e il volume delle consegne, nonché la durata del
contratto.
Per riequilibrare i poteri contrattuali si propone inoltre di consentire agli agricoltori di negoziare collettivamente le
condizioni contrattuali, incluso il prezzo, tramite le organizzazioni di produttori.
La proposta prevede una base giuridica in tal senso da incorporare nella normativa agricola e per non destabilizzare la
situazione attuale propone di fissare un limite quantitativo.
Le organizzazioni interprofessionali raccolgono intere sezioni o la totalità della filiera: agricoltori, trasformatori,
distributori e dettaglianti. Possono svolgere un ruolo utile nella ricerca, nel miglioramento della qualità e nella
promozione e diffusione delle buone pratiche nei metodi di produzione e di trasformazione. Si propone di applicare al
settore lattiero-caseario, con gli adattamenti del caso, le norme delle organizzazioni interprofessionali in vigore nel
settore ortofrutticolo: si contribuirebbe cosí a migliorare la conoscenza e la trasparenza della produzione e del
mercato.
In risposta alla crisi del settore lattiero-caseario nel 2009, la Commissione ha istituito nell’ottobre dello stesso anno
un Gruppo ad alto livello sul latte per discutere gli accordi a medio e lungo termine per il settore lattiero-caseario,
dato che le quote lattiere scadranno il 1º aprile 2015. Il Gruppo ha pubblicato la sua relazione a metà giugno,
raccomandando varie misure: quelle per le quali la Commissione ha presentato questa proposta ed altre riguardanti gli
strumenti di mercato, la qualità e l’etichettatura nonché l’innovazione e la ricerca (11935/10 + 11758/10).
Situazione del mercato lattiero-caseario
Il Consiglio ha preso atto della relazione trimestrale della Commissione sul mercato lattiero-caseario (17244/10),
presentata dal Commissario per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, Dacian Cioloș.
La situazione del mercato lattiero-caseario dell’UE è molto più florida quest’anno rispetto all’anno scorso. I prezzi
versati ai produttori sono saliti rispetto ai bassi livelli record della primavera del 2009; il prezzo medio ponderato UE
è aumentato regolarmente (32,5% c/kg per il settembre 2010 rispetto a 27 c/kg a metà del 2009) ed è più elevato di
qualsiasi prezzo medio mensile tra il 2003 e il 2006 (solo durante l’aumento dei prezzi del 2007 è stato raggiunto un
prezzo simile). Una recentissima tendenza alla stagnazione dovrebbe essere seguita attentamente.

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POLITICA AGRICOLA

I prezzi medi dei prodotti lattiero-caseari continuano ad essere largamente al di sopra dei livelli di intervento. In
queste ultime settimane si è osservata una tendenza a un lieve indebolimento dei prezzi UE per i prodotti lattiero-
caseari, con alcune eccezioni. I prezzi mondiali continuano a situarsi a livelli storicamente elevati, senza tener conto
dell’impennata dei prezzi del 2007.
La produzione di latte dell’UE ha subito un incremento costante dalla primavera, e i livelli cumulativi per il periodo
gennaio-settembre 2010 sono superiori dello 0,8% rispetto allo stesso periodo del 2009. Questo incremento della
produzione di latte si è tradotto principalmente in prodotti a valore aggiunto (come yogurt e formaggio) che hanno
registrato un aumento dei livelli di produzione in linea con una buona domanda, mentre i prodotti lattiero-caseari
(burro, latte scremato in polvere e latte intero in polvere) hanno registrato un calo dei livelli di produzione. Rispetto
ai livelli delle quote, dalle prime stime risulta che le consegne di latte da aprile a settembre 2010 sono inferiori del 6%
alle quote per l’UE-27.
Le scorte pubbliche di burro e latte scremato in polvere sono diminuite: restano solo 190.000 tonnellate di latte
scremato in polvere, 94.000 delle quali sono previste per il programma a favore degli indigenti nel 2011, e 1.500
tonnellate di burro, anch’esse destinate a tale programma.
In risposta alla crisi del settore lattiero-caseario, la Commissione si è impegnata nel maggio 2009 a riferire ogni tre
mesi circa la situazione di questo mercato.
Condizioni per estinguere gradualmente il regime delle quote latte
Il Consiglio ha preso atto delle informazioni fornite dalla Commissione sull’andamento della situazione dei mercati e
sulle conseguenti condizioni per estinguere gradualmente il regime delle quote latte (17243/10).
Tra il 2007 e il 2009 il settore lattiero ha attraversato un periodo di forte volatilità dei prezzi. Da allora la situazione
del mercato è migliorata e le prospettive sono in linea di massima positive. In generale, il settore lattiero sta
gradualmente andando verso un maggiore orientamento al mercato.
Nella maggior parte degli Stati membri ci si sta avviando verso la graduale estinzione del regime delle quote latte
(“atterraggio morbido”). I due principali indicatori (prezzi delle quote e livello di produzione rispetto alle quote) sono
ben orientati nella maggior parte degli Stati membri. Ad eccezione di tre Stati membri (DK, NL e CY) in cui restano
elevati, i prezzi delle quote latte sono molto bassi: in alcuni Stati membri sono già pari a zero e nella maggior parte
degli altri stanno diminuendo, con la previsione di raggiungere lo zero nel 2015. Nella maggior parte degli Stati
membri le quote latte non servono più a limitare la produzione e in molti di essi l’orientamento al mercato è già il
principio guida. Stando cosí le cose, la relazione conclude che non c’è motivo di rivedere le decisioni prese
nell’ambito della verifica dello stato di salute della PAC per quanto riguarda il graduale aumento delle quote e la fine
del regime delle quote il 1º aprile 2015.
Tuttavia, per sensibilizzare e responsabilizzare maggiormente gli operatori della filiera lattiero-casearia in modo che
tengano meglio conto dei segnali del mercato e adeguino l’offerta alla domanda, bisognerebbe rafforzare la
trasparenza, come è stato raccomandato dal Gruppo ad alto livello sul latte.
Il 20 novembre 2008 i ministri dell’agricoltura dell’UE hanno raggiunto un accordo politico sulla verifica dello stato
di salute della PAC. Sono state proposte condizioni per estinguere gradualmente il regime delle quote latte entro
aprile 2015.
E’ stato assicurato un “atterraggio morbido” mediante aumento delle quote dell’1% ogni anno tra il 2009/10 e il
2013/14. Per l’Italia, è stato introdotto immediatamente nel 2009/10 l’aumento del 5%. Nel 2009/10 e nel 2010/11 gli
agricoltori che superano le rispettive quote latte di oltre il 6% dovranno pagare un prelievo superiore del 50% rispetto
alla normale sanzione.
Il regolamento n. 1234/2007 che istituisce un’unica organizzazione comune dei mercati (OCM) prevede all’articolo
184 che una prima relazione sulle condizioni per estinguere gradualmente il regime delle quote latte debba essere
presentata dalla Commissione entro il 31 dicembre 2010. Una seconda relazione dev’essere presentata entro il 31
dicembre 2012.

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POLITICA AGRICOLA

Pacchetto qualità
Il Consiglio ha preso atto delle informazioni della Commissione su un “pacchetto qualità” composto di:
      •    una proposta di regolamento su una politica di qualità dei prodotti agricoli (17672/10);
      •    una proposta di modifica del regolamento n. 1234/2007 sull’OCM unica (17677/10).
Varie delegazioni si sono compiaciute delle proposte della Commissione sottolineandone l’importanza al fine di
mantenere la diversificazione delle attività agricole nelle zone rurali rafforzando il riconoscimento dei prodotti
agricoli tradizionali.
Il Consiglio ha preso atto delle proposte e ha incaricato i suoi organi preparatori di sottoporle a un esame
approfondito.
Le conclusioni del Consiglio del 22/23 giugno 2009 sulla qualità dei prodotti agricoli hanno definito i seguenti
orientamenti strategici:
      •    migliorare la comunicazione tra produttori, acquirenti e consumatori sulle qualità dei prodotti agricoli,
      •    rendere più coerenti gli strumenti della politica di qualità dei prodotti agricoli dell’Unione europea,
      •    ridurre la complessità del sistema allo scopo di agevolare per agricoltori, produttori e consumatori la
           comprensione e l’uso dei vari regimi e delle diciture riportate in etichetta.
Su questa base, la Commissione ha messo a punto il “pacchetto qualità”, costituito da una serie di proposte dirette a
istituire una politica di qualità dei prodotti agricoli coerente e finalizzata ad aiutare gli agricoltori a comunicare
meglio le qualità, le caratteristiche e le proprietà dei prodotti agricoli ai consumatori.
La politica di qualità dei prodotti agricoli rientra nella politica agricola comune (PAC) ed è un elemento chiave per
gli obiettivi definiti nella comunicazione della Commissione sulla PAC verso il 2020 (16348/10 – vedi prossimo
punto), come la diversificazione delle attività agricole.
Le proposte prevedono una precisazione e semplificazione delle attuali procedure per i regimi di qualità già in vigore.
Inoltre la Commissione propone il potenziamento del regime sulle specialità tradizionali garantite che, insieme alle
denominazioni di origine e indicazioni geografiche protette, costituisce l’elemento principale della politica della
qualità dei prodotti dell’UE.
Inoltre, mediante la modifica del regolamento n. 1234/2007, la Commissione propone una semplificazione delle
norme di commercializzazione e l’ulteriore sviluppo delle indicazioni facoltative di qualità.
La Commissione ha adottato un Libro verde sulla qualità dei prodotti agricoli nell’ottobre 2008 e ha lanciato
un’ampia consultazione pubblica. Il Consiglio Agricoltura e pesca del dicembre 2008 ha preso atto delle opinioni
preliminari delle delegazioni sulla qualità dei prodotti agricoli. Dando seguito alla cosa, la presidenza ceca ha ospitato
una conferenza sulla qualità dei prodotti agricoli a Praga il 2/3 marzo 2009. Il risultato della consultazione pubblica
ha fornito insieme ai risultati della conferenza la base per la comunicazione della Commissione che è stata adottata il
28 maggio 2009. In risposta a tale comunicazione la presidenza ceca ha organizzato un dibattito e nel Consiglio
Agricoltura e pesca del 22/23 giugno 2009 sono state adottate conclusioni del Consiglio (10722/09) che invitano la
Commissione a sondare il terreno per eventuali iniziative legislative.
La PAC verso il 2020
Il Consiglio ha avuto un dibattito orientativo sulla comunicazione della Commissione intitolata “La PAC verso il
2020: rispondere alle future sfide dell’alimentazione, delle risorse naturali e del territorio” (16348/10).
Il dibattito, strutturato sulla base di un questionario della presidenza (17459/10), si è incentrato su una produzione
alimentare efficiente, che è il primo dei tre obiettivi principali per la PAC futura individuati nella comunicazione
della Commissione.
Per garantire una produzione alimentare efficiente, secondo molte delegazioni sarà necessario che la PAC sostenga in
qualche misura i redditi agricoli e offra una rete di sicurezza di misure di mercato intese ad aiutare gli agricoltori a far
fronte a situazioni di crisi. I pagamenti della PAC dovrebbero anche essere considerati una compensazione per le
norme più esigenti che gli agricoltori dell’UE devono rispettare rispetto a quelle applicabili nei paesi terzi. Al tempo
stesso la PAC deve migliorare la competitività del settore agricolo, in particolare promuovendo l’innovazione, la
ricerca e la formazione. La percentuale di valore del settore agricolo nella filiera alimentare dovrà parimenti essere
aumentata. Infine le delegazioni hanno preso in considerazione una compensazione per difficoltà di produzione in
zone soggette a vincoli naturali, necessaria per il mantenimento dell’attività agricola in tutta l’Unione europea e per la
tutela della diversità dei paesaggi agricoli.

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POLITICA AGRICOLA

La prossima presidenza ungherese organizzerà altri due dibattiti orientativi su questa comunicazione nel gennaio e
febbraio del 2011. Questi dibattiti saranno incentrati sugli altri due obiettivi principali della futura PAC individuati
dalla Commissione nella sua comunicazione, ovvero:
     •   una gestione sostenibile delle risorse naturali e un’azione per il clima,
     •   uno sviluppo territoriale equilibrato.
La prossima presidenza ungherese utilizzerà i risultati di queste discussioni per preparare conclusioni del Consiglio
appoggiate da tutte le delegazioni che possano essere adottate nel marzo 2011.

Per alimentare il dibattito la presidenza ha inoltre organizzato una colazione di lavoro per discutere il concetto di
“agricoltore in attività” utilizzato nella comunicazione della Commissione.
Nel corso dello scambio di opinioni preliminare sulla comunicazione della Commissione nell’ultimo Consiglio
“Agricoltura” la maggioranza degli Stati membri ha in generale accolto favorevolmente il documento e ha rilevato
che esso costituisce una buona base di discussione.
Il Consiglio ha discusso vari aspetti della riforma nel corso di cinque presidenze successive, il Parlamento europeo
(PE) ha adottato una relazione elaborata di sua iniziativa sulla PAC post 2013 e sul suo legame con la strategia
Europa 2020. In luglio la conferenza sul dibattito pubblico ha concluso che la maggior parte dei pareri espressi ha
convenuto che la futura PAC dovrebbe rimanere una politica comune forte imperniata su due pilastri. Inoltre nel
corso della riunione informale dei ministri dell’agricoltura svoltasi a La Hulpe il 21 settembre 2010 è stata
confermata l’opportunità di una struttura a due pilastri per la PAC, con una flessibilità sufficiente in entrambi i
pilastri. E’ altresí emerso dalle discussioni che la riforma dovrebbe prevedere in particolare un migliore equilibrio tra
il sostegno dei redditi e la rimunerazione della fornitura di beni pubblici, e dovrebbe tenere maggiormente conto della
diversità delle agricolture europee (15339/10).
La comunicazione della Commissione delinea le opzioni esistenti e apre il dibattito con il Consiglio, il Parlamento e
le parti interessate. Sulla base dell’esito del dibattito istituzionale, si prevede che la Commissione presenti le proposte
legislative sulla PAC verso il 2020 nel luglio del 2011.
VARIE
Settore delle carni suine
Il Consiglio è stato informato dalla delegazione belga in merito alle principali conclusioni della giornata di riflessione
sul tema “Il settore delle carni suine all’orizzonte 2020”, svoltasi a Bruxelles il 3 dicembre 2010. Esperti nazionali del
settore hanno esplorato le buone prassi da estendere a livello di UE in una prospettiva a lungo termine.
Nel quadro dell’attuale discussione sul futuro della PAC, questa giornata di riflessione ha messo in evidenza le
opportunità e i pericoli cui il settore delle carni suine si trova confrontato. Per molte delegazioni un primo passo
potrebbe essere la creazione di un gruppo permanente di follow up in questo settore. Poiché la futura presidenza
ungherese considera il settore delle carni suine una delle sue priorità, la questione potrebbe essere discussa
nell’ambito del CSA (17727/10).
ALTRI PUNTI APPROVATI
AGRICOLTURA
Etichettatura per i vini
Il Consiglio ha deciso di non opporsi all’adozione di un regolamento della Commissione che modifica la direttiva
2007/68/CE della Commissione per quanto riguarda le prescrizioni relative all’etichettatura per i vini (14664/10)

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POLITICA AGRICOLA

4.1.3 SESSIONE DEL CONSIGLIO AGRICOLTURA DEL 24 GENNAIO 2011

Si è svolta a Bruxelles il 24 gennaio 2011 la prima sessione del Consiglio Agricoltura sotto la Presidenza ungherese.
I Principali risultati del Consiglio:
La presidenza ungherese ha presentato in una seduta pubblica il suo programma di lavoro nei settori dell’agricoltura e
della pesca per i prossimi sei mesi.
Il Consiglio è stato informato di una comunicazione relativa alla salute delle api.
I ministri hanno proceduto al loro secondo dibattito politico su una comunicazione intitolata “La PAC verso il 2020”.
Infine i ministri sono stati informati circa la situazione del mercato delle carni suine nell’EU, l’attuale situazione della
diossina in Germania e i mercati agricoli internazionali.
PUNTI DISCUSSI
Programma di lavoro della Presidenza
Il signor Sàndor Fazekas ha effettuato una breve presentazione del programma di lavoro della presidenza ungherese
nei settori dell’agricoltura e della pesca (5449/11).
Le priorità della presidenza ungherese nell’ambito della politica agricola si concentreranno principalmente sul futuro
della politica agricola comune (PAC) verso il 2020. Il dibattito politico sul futuro della PAC è il principale punto
all’ordine del giorno della presente sessione del Consiglio (cfr. sotto) e sarà anche il punto principale delle sessioni
del Consiglio di febbraio e marzo. Per quanto riguarda le iniziative legislative, la presidenza intende proseguire i
lavori sul “pacchetto qualità” e sul “pacchetto latte” ed anche sulla proposta relativa alla contrattualizzazione nel
settore del latte. Il follow-up dell’allineamento della legislazione PAC con il trattato di Lisbona costituirà altresì un
aspetto qualificante della presidenza.
Nei settori alimentare, veterinario e forestale l’accento sarà posto sulle informazioni sui prodotti alimentari per i
consumatori, e la presidenza cercherà di raggiungere un accordo definitivo sui nuovi alimenti. Un’altra priorità sarà
una modifica della legislazione sulla febbre catarrale degli ovini e sulla salute delle api in merito a cui la presidenza
preparerà conclusioni (cfr. sotto). La presidenza ha sottolineato l’importanza di formulare un quadro politico per una
gestione sostenibile delle foreste in tutta Europa.
Le priorità per la politica della pesca si concentreranno sulla riforma della politica comune della pesca (PCP) per la
quale saranno presentate proposte legislative durante questo semestre. Per quanto riguarda le norme orizzontali in
materia di pesca, la presidenza ungherese cercherà di adottare la proroga della legislazione transitoria sulle misure
tecniche. Infine, incoraggiare la conclusione di accordi di partenariato di pesca con paesi terzi è un aspetto importante
che la presidenza vorrebbe sviluppare.
Salute delle api
I ministri sono stati informati di una comunicazione della Commissione relativa alla salute delle api (17608/10).
Numerosi Stati membri hanno messo in risalto l’importanza delle api nell’agricoltura dell’UE ed hanno accolto
favorevolmente le azioni proposte nella comunicazione. Talune delegazioni hanno ribadito l’importanza di tenere
conto delle spese specificità nazionali e di attenersi alla sussidiarietà per qualunque azione in materia di apicoltura.
La comunicazione contempla tutti gli aspetti della salute delle api, tra cui la salute animale, i medicinali veterinari e la
ricerca, e chiarisce le questioni cruciali connesse alla salute delle api e le principali azioni che la Commissione
intende adottare per affrontarle. La comunicazione individua azioni da avviare sollecitamente, quali la creazione di un
laboratorio comunitario di riferimento, e questioni da affrontare a più lungo termine relativamente al rafforzamento
del monitoraggio delle malattie delle api o al miglioramento dell’accessibilità dei prodotti medicinali veterinari per
api.
La popolazione di api dell’UE (Apis mellifera) svolge un ruolo essenziale sia nell’impollinazione, sia nella
produzione di miele e di altri prodotti dell’apicoltura. L’UE ha pertanto stabilito talune norme armonizzate per
proteggere e mantenere la salute delle api, mentre gli Stati membri possono disciplinare altri aspetti dell’apicoltura e
delle attività connesse.
Recentemente, si è registrato un aumento della mortalità delle api in numerosi paesi all’interno e all’esterno dell’UE.
Il Consiglio “Agricoltura e Pesca” ha preso atto, il 13 luglio 2009, delle preoccupazioni espresse dalla delegazione
slovena e condivise da molte delegazioni per quanto riguarda le serie difficoltà cui è confrontato il settore
dell’apicoltura nel mondo e soprattutto in Europa (11829/09).

                          euroregione - Febbraio 2011 - Anno XXVI (nuova serie) - N° 1 - p. 14
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