INTRODUZIONE al 3 INCONTRO - Coordinamento - Aias-sicurezza

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INTRODUZIONE al 3 INCONTRO - Coordinamento - Aias-sicurezza
Coordinamento

INTRODUZIONE al 3° INCONTRO
INTRODUZIONE al 3 INCONTRO - Coordinamento - Aias-sicurezza
SISTEMI DI SICUREZZA, AFFIDABILITA’
        E VALUTAZIONE DEL RISCHIO NEGLI IMPIANTI DI PROCESSO

Nei precedenti 2 incontri sono state introdotte le Norme internazionali
serie IEC 61508 e 61511, che costituiscono il percorso obbligato che
conduce alla stima di alcuni importanti parametri di affidabilità dei
componenti utilizzati nei sistemi di sicurezza.
Abbiamo parlato di rischio “accettabile” o “tollerabile”.
Nell’industria di processo si utilizzano sempre più sistemi strumentali
di sicurezza, e cioè sistemi basati sui concetti di sicurezza funzionale
declinati dalla norma tecnica IEC 61508.
Nell’incontro odierno si intende approfondire l’applicazione dei principi
della SICUREZZA FUNZIONALE per l’implementazione dei Sistemi
Strumentali di Sicurezza e dell’Analisi dei Guasti nell’industria di
processo, sempre finalizzati al miglioramento del livello di sicurezza
nella progettazione, gestione e manutenzione degli impianti.
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SISTEMI DI SICUREZZA, AFFIDABILITA’
       E VALUTAZIONE DEL RISCHIO NEGLI IMPIANTI DI PROCESSO
E’ stato introdotto il percorso procedurale per
arrivare, per mezzo della valutazione dei
rischi e applicando i principi ella sicurezza
funzionale, alla riduzione del rischio di
processo,    agendo      sulla  probabilità  di
accadimento dello scenario incidentale e
sulla mitigazione delle conseguenze.
Si è parlato di esempi pratici di analisi dei
rischi, applicazione di sistemi integrati di
sicurezza e livelli indipendenti di protezione.
Analisi LOPA(Layers Of Protection Analysis),
Albero degli eventi (Event tree), Albero dei
guasti e Analisi SIL …….

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SISTEMI DI SICUREZZA, AFFIDABILITA’
         E VALUTAZIONE DEL RISCHIO NEGLI IMPIANTI DI PROCESSO

Il rischio è correlato alla frequenza di accadimento di un
evento pericoloso, nonché alla gravità delle sue
conseguenze.
In particolare, il rischio legato a un processo
industriale è il prodotto della probabilità di
un guasto per la gravità delle conseguenze
associate a tale guasto

                           Il livello di integrità della sicurezza (Safety
                           Integrity Level – SIL) è un indice di
                           affidabilità che esprime, in termini numerici,
                           la capacità di un sistema strumentale di
                           sicurezza di eseguire la funzione di sicurezza
                           alla quale è deputato.
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SISTEMI DI SICUREZZA, AFFIDABILITA’
             E VALUTAZIONE DEL RISCHIO NEGLI IMPIANTI DI PROCESSO

         Sicurezza
                                      Affidabilità della funzione di sicurezza
        funzionale
               limitare i guasti sistematici (errori di progettazione, bachi nel
                software) – IEC 61508;
               prevenire i guasti occasionali      -   IEC 61511.

   LIVELLO DI INTEGRITA’ DELLA SICUREZZA                  SIL            RRF          PFD
                    (SIL)
                                                            1          10÷100       0,1÷ 0,01
     FATTORE DI RIDUZIONE DEL RISCHIO
                   (RRF)                                                             0,01÷
  e PROBABILITA’ DI GUASTO SU RICHIESTA                     2         100÷1000
                                                                                     0,001
                   (PFD)
                                                                                     0,001÷
                                                            3        1000÷10000
                                                                                     0,0001
 Un allarme con una PFD pari a 10E-2 (PFD =
  0,01) riduce il rischio complessivo dell’impianto                                 0,0001÷
  almeno di un fattore RRF pari a 100.                      4        10000÷100000
                                                                                    0,00001
                                                                                              5
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SISTEMI DI SICUREZZA, AFFIDABILITA’
          E VALUTAZIONE DEL RISCHIO NEGLI IMPIANTI DI PROCESSO

    Analisi dei rischi
   in funzione della probabilità di accadimento della causa iniziatrice:
         valuta il rischio iniziale di processo (Art.17 T.U. D.Lgs.81/08),
         definisce i livelli di protezione indipendenti (IPL) per portare il rischio iniziale
          al di sotto della soglia di rischio accettabile

    La riduzione del rischio è eseguita in modo iterativo
 Se il livello di rischio tollerabile non è immediatamente
  raggiunto, occorre introdurre ulteriori livelli di protezione
 Ogni livello corrisponde a un sistema in grado di esplicare la
  propria funzione di:
     controllo del processo (BPCS),
     monitoraggio (allarme),
     sicurezza (SIS)
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SISTEMI DI SICUREZZA, AFFIDABILITA’
    E VALUTAZIONE DEL RISCHIO NEGLI IMPIANTI DI PROCESSO
RIDUZIONE DEL RISCHIO OTTENUTA GRAZIE ALLA SICUREZZA FUNZIONALE

                                           Il sistema strumentale di
                                           sicurezza adottato deve
                                           essere    in   grado     di
                                           GARANTIRE NEL TEMPO
                                           un fattore di riduzione
                                           del rischio pari a 100,
                                           tale cioè da mantenere il
                                           livello di rischio residuo
                                           al di sotto della soglia di
                                           rischio accettabile.
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IL RISCHIO INDUSTRIALE NEGLI IMPIANTI DI PROCESSO

Il rischio Industriale CHIMICO O AMBIENTALE, diversamente dai rischi naturali, ha la
particolarità di essere generato da una Sorgente esistente sul territorio: l’insediamento
produttivo.

I Fattori positivi sono:
• La potenziale sorgente di rischio è facilmente individuabile poiché coincide con
   l’insediamento produttivo;
• L’intensità massima sviluppabile (magnitudo) da un insediamento produttivo a seguito di un
   evento incidentale è teoricamente quantificabile.

I Fattori negativi possono individuarsi in:
• La magnitudo non è qualcosa che può essere misurato ma deve essere stimata (molto
   complesso);
• Non è possibile rappresentare gli impianti per classi omogenee: ogni impianto è un mondo a
   sè stante;
• Non si può definire un tempo di allerta contrariamente ad esempio al rischio idrogeologico;
• Nel caso di rischio da trasporto non esiste neppure una definizione a priori del sito incidentale.
• In genere la velocità di svolgimento dell’evento incidentale è superiore a quella di altri
   rischi (problema sui tempi di intervento e sulle modalità della gestione dell’emergenza)
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IL RISCHIO INDUSTRIALE NEGLI IMPIANTI DI PROCESSO
                                  Descrizione del rischio
I processi industriali che richiedono l’uso di sostanze pericolose, in condizioni anomale
dell'impianto o del suo funzionamento, possono dare origine a eventi incidentali - emissione di
sostanze tossiche o rilascio di energia - di entità tale da provocare danni immediati o differiti per la
salute umana e per l’ambiente, all’interno e all’esterno dello stabilimento industriale.
Per rischio industriale si intende la possibilità che in
seguito a un incidente in un insediamento industriale
si sviluppi un incendio, con il coinvolgimento di
sostanze infiammabili, una esplosione, con il
coinvolgimento di sostanze esplosive, o una nube
tossica, con il coinvolgimento di sostanze che si
liberano allo stato gassoso, i cui effetti possano
causare danni alle persone ed alle cose (all’interno ed
all’esterno del perimetro di Stabilimento), alla
popolazione o all’ambiente.
Gli effetti di un incidente industriale possono essere mitigati dall'attuazione di piani di
emergenza adeguati, sia interni sia esterni. Questi ultimi prevedono misure di autoprotezione e
comportamenti da fare adottare alla popolazione.
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IL RISCHIO INDUSTRIALE NEGLI IMPIANTI DI PROCESSO
                                L'incidente di Seveso
                         Il 10 luglio 1976, nello stabilimento della società Icmesa di
                         Meda, in Lombardia, un reattore destinato alla produzione di
                         triclorofenolo perde il controllo della temperatura. L'apertura
                         delle valvole di sicurezza evita l'esplosione del reattore, ma l'alta
                         temperatura provoca una modifica della reazione in atto con la
                         formazione di una sostanza classificata in seguito come diossina.

La diossina rilasciata in aria forma una nube tossica che i venti
spostano verso Cesano Maderno, Desio e Seveso, il Comune più
colpito da questo incidente, tra i più gravi mai registrati in Europa.
L’incidente ha gravi effetti sulla salute dei lavoratori e degli abitanti
della zona esposti alla nube tossica: la maggior parte di loro riporta
infiammazioni agli occhi.
Alcune persone subiscono degenerazioni della pelle – la cosiddetta
cloracne – e gli effetti sulla salute generale sono ancora oggi
oggetto di studio. La nube tossica ha ripercussioni anche di tipo
ambientale con la contaminazione del territorio circostante.
                                                                                           10
IL RISCHIO INDUSTRIALE NEGLI IMPIANTI DI PROCESSO

                                 Analisi di Rischio
L’Analisi di Sicurezza
                                 Analisi delle Conseguenze

                         L’analisi di rischio ha la necessità di conoscere le
                         sorgenti di rischio, in particolare se trattasi di:
                         • Sorgente tecnologica: Strumentale e Algoritmica
Analisi di Rischio         (Hardware e Software);
                         • Gestionale, organizzativa;
                         • Umana (Fattori Umani)

                                    L’analisi delle conseguenze presuppone
Analisi delle Conseguenze           invece    la  conoscenza  delle diverse
                                    vulnerabilità in funzione delle diverse
                                    tipologie d’evento.

                                                                           11
IL RISCHIO INDUSTRIALE NEGLI IMPIANTI DI PROCESSO

Cos’è la “Sicurezza di Processo “ ?
Non tutti i pericoli sono uguali o possono provocare
conseguenze analoghe. I pericoli sulla sicurezza personale o
professionale, come scivolamenti, cadute, tagli o incidenti con
veicoli, solitamente coinvolgono un lavoratore a livello
personale.
D’altra parte, i pericoli riguardanti la sicurezza dei processi
possono provocare gravi incidenti che comportano il rilascio di
materiali potenzialmente pericolosi, incendi ed esplosioni o
entrambi.

Gli incidenti relativi alla sicurezza di processo posso avere
degli effetti catastrofici e possono provocare lesioni multiple
e morte, oltre a danni economici, ai beni societari ed anche
danni ambientali.
Gli incidenti sulla sicurezza di processo possono danneggiare
i lavoratori che operano all’interno di uno stabilimento ma
anche le persone che risiedono in prossimità dello stesso.
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IL RISCHIO INDUSTRIALE NEGLI IMPIANTI DI PROCESSO

Cos’è la “Sicurezza di Processo “ ?
Questo è il motivo per il quale la gestione della sicurezza dei processi si
focalizza: sulla progettazione e sulla costruzione degli impianti, sulla
valutazione dei pericoli, sull’investigazione di incidenti, sulla gestione delle
modifiche, sulle ispezioni, sulle verifiche, sulla manutenzione delle
apparecchiature, su efficaci controlli ed allarmi del processo, sulle procedure
operative e di manutenzione, sull’addestramento del personale e sui fattori
umani.
                                                                    Un’analogia
Il professor Andrew Hopkins della National University australiana suggerisce il seguente
esempio per evidenziare la differenza fra la sicurezza personale e la sicurezza di
processo. Un importante aspetto della sicurezza nelle compagnie aeree è quello delle
lesioni riportate dal personale addetto al servizio bagagli – per esempio, strappi
muscolari e mal di schiena (sicurezza personale).
Ma nessuna compagnia aerea avrebbe mai pensato che gli sforzi attuati per ridurre questi
danni potrebbero migliorare la sicurezza dei voli (equivalenti alla sicurezza di processo).
Per gestire questi temi sono richieste altre attività e programmi.
                                                                                       13
IL RISCHIO INDUSTRIALE NEGLI IMPIANTI DI PROCESSO

La “Sicurezza di Processo “ : lo sapevi?
Buone prestazioni in materia di sicurezza personale non garantiscono una buona
sicurezza di processo. Mentre vi è molto in comune, es. una buona cultura della sicurezza
e attitudine, buone prestazioni in tema di sicurezza del processo richiedono una profonda
conoscenza dei rischi specifici connessi alle sostanze chimiche che vengono utilizzate o
stoccate e delle operazioni che vengono condotte su un particolare impianto.
Le misure di sicurezza tradizionali es. indici infortunistici quali quelli relativi al numero di
incidenti, alla loro gravità ed ai giorni di assenza dal lavoro possono NON essere
indicatori di una buona performance della sicurezza di processo.

Cosa puoi fare ?
 Capire i pericoli specifici delle sostanze presenti nel tuo impianto e le tue
  responsabilità nella movimentazione sicura degli stessi.
 Capire i pericoli specifici associati alla produzione, stoccaggio, riconfezionamento,
  trasporto o altre attività condotte sul tuo impianto.
 Capire il tuo ruolo nell’attività di sicurezza di processo, incluse le analisi dei rischi ad
  esso associati, alla gestione delle modifiche, alla segnalazione ed alla investigazione di
  incidenti, alla manutenzione ed alle verifiche ed alla applicazione di procedure e di
  pratiche di lavoro sicuro.                                                               14
Parte tecnica-impiantistica                         IL RISCHIO INDUSTRIALE NEGLI IMPIANTI DI PROCESSO

                              Identificazione degli incidenti      Analisi storica
                                        ipotizzabili                                     Lista di controllo
                                                                                                                     Studi di dettaglio
                                                                                                                (HAZOP, FMEA, What if, etc.)

                              Valutazione della probabilità        Analisi di affidabilità
                                    di accadimento                  (Alberi di guasto)
                                                                                                                      Schema generale di uno
                                                                                                                    studio di analisi incidentale
                                                                                                                        e valutazione delle
                                                                   Dati Impianto
                                                                                                                           conseguenze
                                  Ricostruzione scenari
                                       incidentali                                         Dati del sito e
                                                                                           meteoclimatici
                                                                                                              Effetti domino
Parte predittiva

                               Stima delle frequenze degli         Albero degli eventi
                                         scenari

                                                                                                               Termini di sorgente
                              Valutazione delle conseguenze          Modellistica di simulazione                        Distribuzione degli effetti fisici
                                                                                                                                               Distanze di danno
IL RISCHIO INDUSTRIALE NEGLI IMPIANTI DI PROCESSO
 Fasi dell’analisi degli eventi incidentali
           Identificazione degli                       Analisi storica
                                                                                 Lista di controllo
           incidenti ipotizzabili                                                                              Studi di dettaglio
                                                                                                          (HAZOP, FMEA, What if, etc.)

                                                                                 ricognizione generale di tutti i possibili
                                                                                 eventi non desiderati (eventi iniziatori)

                                                   Esperienza storica
                                                   incidentale (tenendo
                                                   presenti le caratteristiche
                                                   specifiche dello
                                                   stabilimento)
Si attua attraverso la ricerca e l’analisi delle
possibili cause iniziatrici di un evento                                 Check list di processo
incidentale (top event).
Prende in considerazione cause interne                                            Analisi dettagliata dell'impianto e del processo per
all’impianto ed esterne, di origine naturale o                                     l’individuazione di tutti i sistemi, sottosistemi e
antropica                                                                              componenti che possono avere un ruolo
                                                                                        nell'innesco e sviluppo di un incidente
IL RISCHIO INDUSTRIALE NEGLI IMPIANTI DI PROCESSO

Fasi dell’analisi degli eventi incidentali

 Valutazione della probabilità                 Analisi di affidabilità
       di accadimento                           (Alberi di guasto)

                                  Analisi di affidabilità che considerino: guasti
Consiste nelI’individuazione     casuali, modi comuni di guasto, indisponibilità
 delle sequenze incidentali       per manutenzione, prove per componenti in
connesse al top event e nella                   attesa, errori umani
                                   dal D.P.C.M. 1989 > CEI EN 61511 fino alla
stima delle frequenze attese
                                     recente L.G. CEI N° 65-186:2019 per
                                        l’applicazione delle CEI EN 61511
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Fasi dell’analisi degli eventi incidentali
                                                           Dati Impianto
             Ricostruzione scenari                                         Dati del sito e
                  incidentali                                              meteoclimatici

                                                                                             Effetti domino

                                                         E’ necessario definire i parametri che determinano la dinamica
Consiste     nell’individuazione    delle    possibili     del top event. Tra questi:
evoluzioni incidentali alternative prevedibili per
l'impianto a seguito di un determinato top event.         Durata del fenomeno (anche sulla base della disponibilità di
                                                           sistemi di rilevazione e dei tempi di intervento)
In linea di massima, tutti gli incidenti iniziano con
una perdita di contenimento di una sostanza.              Presenza di fonti di innesco
In funzione delle modalità con cui questa avviene,        Disponibilità di mezzi di protezione o altri mezzi di
dell’apparecchiatura coinvolta e delle circostanze         mitigazione presenti nell’impianto
al contorno, l’evento incidentale può evolversi           Condizioni climatiche
secondo un diverso scenario.
                                                          Possibili effetti domino
Possibili evoluzioni incidentali a seguito di un rilascio di sostanze

            In fase di vapore/gas                      Bifase
                   (polveri)                                                In fase liquida
                                                  liquida/vapore

Ad alta velocità
                               A bassa velocità          Spray        Sul suolo                       Su acqua
     (Jet)

                                                                                  Fluidi insolubili                 Fluidi solubili

                                                                      Formazione di pozza

                                                                            Evaporazione

                     Formazione di                    Formazione di
  Torcia                 nube                               nube                                                 Dispersione o emulsione
                        tossica                        infiammabile                                                   liquido-liquido

                                                                                           Combustione

               Rilascio di sostanze                  Incendio                           Esplosione
                     tossiche
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Gli scenari incidentali                               Rilascio di sostanze pericolose
                                    In fase liquida

                Sul suolo (pozze)                             In acqua

                                          Fluidi insolubili            Fluidi solubili

       Dispersione         Evaporazione                            Dispersione liquido-
                                                                         liquido

                               Evaporazione da        Emulsione liquido-
                                   liquido                 liquido
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  Gli scenari incidentali                            Rilascio di sostanze pericolose in atmosfera
                    Classificazione di Pasquill                                         Le classi di stabilità atmosferica

                                             Gradiente termico verticale     In generale, condizioni di instabilità si verificano quando il sole scalda il terreno,
      Grado di stabilità          Classe                                     provocando moti convettivi turbolenti; condizioni di stabilità si instaurano di notte.
                                                      (oC/100m)
                                                                             Più le condizioni sono stabili, minori sono i moti convettivi che diluiscono la nube e
Instabilità forte                   A                   +4                                                                            Nuvolosità del cielo
                                                                             Vento              Irraggiamento solare (W/mq)
                                                                                                                                             notturno
                                                                                                                                      Fraz. di copertura del cielo
Esempio:                                                                     Velocità              Forte Moderato Debole
                                                                                                                                                 (ottavi)
                                                                           a 10 m (m/s)             >600 300÷600  4/8
IL RISCHIO INDUSTRIALE NEGLI IMPIANTI DI PROCESSO

  Fasi dell’analisi degli eventi incidentali

                     Stima delle frequenze degli                                           Albero degli
                               scenari                                                        eventi

Le probabilità di accadimento dei diversi scenari dipendono in
varia misura dalle proprietà del fluido rilasciato, dalle condizioni
                                                                          è una rappresentazione grafica delle ramificazioni
di temperatura e pressione, dall’entità del rilascio e dalle
                                                                          logiche che partendo dal top event conducono a tutti
condizioni ambientali e sono desumibili da pubblicazioni.
                                                                          gli scenari possibili.
La frequenza di ogni scenario è complessivamente data dalla               Ad ogni nodo di diramazione si effettua una stima
combinazione fra la frequenza attesa per il top event (ottenuta           probabilistica    fra    le   possibili     alternative.
dall’albero di guasto) e la probabilità dello scenario stesso.            Componendo le probabilità assegnate ad ogni
                                                                          percorso si individua la probabilità di accadimento di
   Ai fini della valutazione dello stato di sicurezza dell’impianto gli   ciascuno degli scenari alternativi (in termini di
        scenari incidentali individuati dovranno essere presi in          frequenza attesa in eventi/anno).
   considerazione, indipendentemente dalla loro probabilità di
                    accadimento (DPCM 31/3/1989).
IL RISCHIO INDUSTRIALE NEGLI IMPIANTI DI PROCESSO

Fasi dell’analisi degli eventi incidentali
          Valutazione delle                                                                  modello sorgente

            conseguenze                             Modellistica di simulazione                  modello di trasmissione
                                                                                                      modello di valutazione delle
                                                                                                             conseguenze

Consiste nella determinazione degli effetti degli                  Modelli previsionali deterministici che simulano il
                                                                   comportamento dell’impianto ed i fenomeni fisici che si
 scenari ipotizzati, ed in particolare:
                                                                   manifestano durante l’incidente e la loro evoluzione nel
Nell’Analisi delle modalità di evoluzione dell’evento             tempo e forniscono una stima dell'intensità dell'effetto in
 incidentale, in termini di energia (incendi, esplosioni)          funzione della distanza dalla sorgente e del tempo.
 e di concentrazioni di sostanze tossiche o inquinanti              Sono composti da tre modelli parziali, che descrivono
                                                                   quantitativamente:
Nella Valutazione degli effetti (danni) su uomo, cose e
                                                                   la sorgente (caratterizzazione del termine di sorgente);
 ambiente avendo nel contempo informazioni sul
                                                                   la trasmissione dell'effetto           fisico      (stima        della
 contesto ambientale nel quale gli eventi possono
                                                                   distribuzione degli effetti fisici);
 produrre conseguenze negative (DPCM 31/3/1989).
                                                                   i danni su persone, cose e ambiente (aree di danno)
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Le distanze (o aree) di danno                   Modello di valutazione delle conseguenze
I risultati forniti dai modelli di trasmissione possono essere riportati su
mappe degli effetti che descrivono in termini spaziali gli effetti fisici
dell’incidente Ciò può essere realizzato definendo dei valori-soglia e
costruendo curve di iso-irraggiamento (incendi), isobare (esplosioni), iso-
concentrazione (rilasci tossici) per ciascuno di questi valori.
Sulla base di tali mappe si valutano le conseguenze degli eventi identificati,
in termini di danni immediati o differiti (decesso, ferimento, avvelenamento o
ricovero ospedaliero) sui lavoratori, sulle popolazioni, sull'ambiente e sulle
strutture (D.P.C.M.1989).
I diversi livelli di danno sono identificati attraverso la definizione di valori soglia. Per ciascun livello viene definita la
corrispondente distanza di danno riferita allo scenario considerato, ossia la distanza dalla sorgente a cui si verifica
ciascun livello di danno (o le aree di danno su apposite mappe delle conseguenze)

La normativa specifica esplicitamente che la determinazione delle distanze di danno deve essere
condotta dal fabbricante con procedure analitiche dettagliate (D.M. 1998)
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Stima dei danni
Nell’ambito della normativa italiana, D.M. 9 maggio 2001, relativa all’analisi di Rischio da
Incidente Rilevante, si richiede di individuare quattro aree di rischio circostanti l’impianto:

•   alta letalità                        In modo analogo, per quanto riguarda i rischi da
•   inizio letalità                      incendio o esplosione, si definiscono i livelli di
•   danni irreversibili                  irraggiamento e sovrappressione che delimitano le
•   danni reversibili alle persone.      aree suddette.

Il D.M. 9 maggio 2001 prescrive ( RISCHIO d’AREA ) :
6.2     Determinazione delle aree di danno
6.2.1 Valori di soglia
Il danno a persone o strutture è correlabile all’effetto fisico di un
evento incidentale mediante modelli di vulnerabilità più o meno
complessi.
Ai   fini  del    controllo   dell’urbanizzazione, è   da    ritenere
sufficientemente accurata una trattazione semplificata, basata sul
superamento di un valore di soglia, al di sotto del quale si ritiene
convenzionalmente che il danno non accada, al di sopra del quale
viceversa si ritiene che il danno possa accadere.
                                                                                             25
IL RISCHIO INDUSTRIALE NEGLI IMPIANTI DI PROCESSO

                                           Sintesi degli eventi incidentali
Le Norme vigenti riguardanti i “Criteri dati e informazioni per la redazione e la
valutazione del rapporto di sicurezza” prescrivono che le risultanze del
procedimento analitico di valutazione delle conseguenze siano riassunte in una
tabella o quadro sinottico, esplicitando la congruenza dei risultati con i criteri e
requisiti di sicurezza presi a riferimento dal gestore nel proprio SGS
                                      RIEPILOGO EVENTI INIZIALI E SCENARI INCIDENTALI

                                                                            CONDIZIONI
                                                                                                        DISTANZE DI DANNO
 EVENTO     FREQ.ZA        SCENARIO      MODELLO                         METEOROLOGICHE
 INIZIALE   (occ./anno)     INCIDEN      SORGENTE      FREQ.ZA
                                                       (occ./anno)
                              TALE                                                Classe di
                                                                     Velocità                  I zona       II zona
                                                                                   stabilità                          III zona (m)
                                                                     del vento                   (m)           (m)
                                                                                 atmosferica
IL RISCHIO INDUSTRIALE NEGLI IMPIANTI DI PROCESSO

Sintesi degli eventi incidentali – Aree di Danno - ESEMPIO – Z.I. TERMOLI (CB)
                           TABELLA DEGLI SCENARI INCIDENTALI IN CASO DI RILASCIO TOSSICO
                  Distanze di danno in metri per le classi di stabilità atmosferica D (5m/sec) ed F (2m/sec)
                         (I° Zona – di sicuro impatto === II° Zona – di danno === III° Zona – di attenzione)

    P.E.E. 2008 – Prefettura di CAMPOBASSO
                                                                                I^      II^    III^     I^      II^    III^
                                                                               Zona    Zona    Zona    Zona    Zona    Zona
                                                                               LC50    IDLH    LOC     LC50    IDLH    LOC
   Stabilimento   Evento                       Descrizione
                                                                               (D-5)   (D-5)   (D5)    (F-2)   (F-2)   (F2)

                    9      Rilascio di ammoniaca – gruppo frigorifero           2       21      70       4      63     300

                    10     Rilascio di acido acetico da serbatoio S-45         b.p.     15     158     b.p.    76      475

                           Rilascio di HCl 33%: Serbatoio 02
                    10                                                          5       30      86      13     93      330
                           S-157
    FIS   SpA
                   14a1    Rilascio di dimetilsolfato da serbatoio 02 S-169     6       12      45      38      70     260

                   14a2    Rilascio di dimetilsolfato da mandata pompa PCI-1    10      22      54      18      37     193

                           Rilascio di ammoniaca-tubazione distribuzione
                   15a                                                           -       -      57       -      58     110
                           utilities
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Sintesi degli eventi incidentali – Aree di Danno - ESEMPIO – Z.I. TERMOLI (CB)

                                                     Rappresentazione grafica

                                                      Tipi di rilascio - Sostanze

                                                        Perimetro di rilascio
                                                        del TOP EVENT della
                                                        singola sostanza

                                                    Classe Meteo : F con 2 m/sec
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Ingegneria dell'affidabilità
La responsabilità di un progettista dell'affidabilità è aumentare l'affidabilità e la sicurezza di un
componente in servizio. Inoltre, gli ingegneri dell'affidabilità lavorano insieme al team di
progettazione, ispezione e manutenzione per identificare i guasti e le loro cause. Gli strumenti
comuni utilizzati dagli ingegneri dell'affidabilità durante l'intero ciclo di vita delle apparecchiature
includono:
• Tecniche di analisi dei rischi
• Esperimenti esplorativi
• Test di vita accelerata
• Modellazione
• Tecniche di controllo dei processi
• Test di prodotto e di processo
• Analisi delle cause principali
• Modalità di errore e analisi degli effetti
• Analisi dei dati sul campo
Inoltre, ci si aspetta che i tecnici dell'affidabilità siano in grado di allineare le prestazioni delle
apparecchiature agli obiettivi aziendali, identificare i rischi e le modalità di guasto, stimare la durata
e le prestazioni rimanenti e ridurre al minimo la variabilità.
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Responsabilità comuni di un progettista dell'affidabilità
I Progettisti dell'affidabilità sono tenuti a:

 Notificare alla direzione le ispezioni e le raccomandazioni imminenti, le carenze nei
  processi e le azioni correttive.
 Utilizzare strumenti statistici e di probabilità per le valutazioni dei rischi e dei rischi
  di processo.
 Rispettare gli standard e le specifiche che definiscono i requisiti per la progettazione, la
  costruzione, l'ispezione, il test, la disattivazione e l'integrazione di nuovi componenti
  con l'infrastruttura di invecchiamento.
 Analizzare e interpretare i dati di affidabilità e fornire consigli su come i dati possono
  essere utilizzati per misurare e migliorare le prestazioni e l'affidabilità.
 Comprendere il valore dell'affidabilità e come creare un business case
 Stabilire le priorità di test, ispezione e manutenzione e raccomandare la frequenza con
  cui devono essere eseguite queste procedure.
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Altre Responsabilità comuni di un progettista dell'affidabilità:

 Sviluppare strategie per la pianificazione, l'ispezione e il mantenimento
  dell'affidabilità delle risorse durante l'intero ciclo di vita dell'apparecchiatura.
 Misurare e segnalare gli indicatori chiave di performance.
 Comprendere il valore dell'investimento in affidabilità e come costruire un
  business case da presentare ai proprietari dell'azienda.
 Cambiamento radicale e pesante (cioè cambiamento nei processi, nelle
  strategie, ecc.).
 Restare informato sui nuovi processi e in via di sviluppo.
 Gestire la cronologia delle apparecchiature e i registri di ispezione e
  manutenzione. I dati devono essere archiviati in un sistema centralizzato di
  gestione della manutenzione del computer. Le modifiche ai dati possono
  essere apportate solo in un sistema di database master
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Certificazione e formazione

Un tecnico certificato per l'affidabilità mira al miglioramento delle
prestazioni e gestisce la sicurezza, l'affidabilità e la manutenzione delle
risorse durante tutto il ciclo di vita del componente.
Sono prese in considerazione per la certificazione una combinazione di
esperienza lavorativa professionale e formazione. Ecco una panoramica di
argomenti specifici che un tecnico dell'affidabilità deve conoscere per la
certificazione.
   Gestione dell'affidabilità
   Probabilità e statistiche per l'affidabilità
   Affidabilità nella progettazione e nello sviluppo
   Modellazione e previsioni dell'affidabilità
   Test di affidabilità
   Manutenibilità e disponibilità
   Raccolta e utilizzo dei dati
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    Affidabilità delle apparecchiature - STRATEGIE e METODI
   Strategia per ottimizzare l'affidabilità delle apparecchiature

L'affidabilità delle apparecchiature viene misurata in termini di qualità,
prestazioni e produttività.
L'obiettivo di un programma di affidabilità delle apparecchiature è
monitorare efficacemente apparecchiature, procedure e dati che coprano
la durata delle apparecchiature.
I vantaggi di un programma di affidabilità includono
l'eliminazione degli arresti imprevisti, la riduzione delle perdite
di produzione che si verificano tra l'avvio e il funzionamento e
l'estensione della durata dell'asset. Inoltre, l'azienda in genere
sperimenta una riduzione dei costi di riparazione e manutenzione,
una riduzione dei ritardi e un aumento della sicurezza.
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Metodi per garantire l'affidabilità delle apparecchiature                              (1)
Oltre alle pratiche ingegneristiche sopra descritte, ci sono altri tre componenti essenziali
per l'affidabilità delle apparecchiature: manutenzione, ispezione e tecnologia.

1) Manutenzione
La manutenzione può essere suddivisa in tre categorie: manutenzione
preventiva, predittiva e correttiva. Vengono adottate misure preventive per
eliminare le attività di ispezione e riparazione non necessarie. La manutenzione
predittiva comporta generalmente tecniche di ispezione non distruttive per
monitorare la manutenzione dell'apparecchiatura. La manutenzione correttiva
comporta la riparazione o la sostituzione dei componenti per ripristinare le
condizioni operative dell'apparecchiatura. Collettivamente, queste attività
devono essere gestite in un programma di manutenzione centrato
sull'affidabilità ben sviluppato.
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Metodi per garantire l'affidabilità delle apparecchiature                             (2)
2) Ispezione
Le tecniche di test non distruttivi (NDT) vengono ampiamente utilizzate durante
tutto il ciclo di vita delle apparecchiature per individuare e monitorare i meccanismi di
danno. Inoltre, l'ispezione svolge un ruolo importante in qualsiasi programma di
affidabilità delle apparecchiature. Alcuni metodi NDT comuni utilizzati nell'industria
petrolifera e chimica includono test radiografici, test ad ultrasuoni, test
elettromagnetici e molti altri. Quando si seleziona un metodo NDT, si dovrebbero
prendere in considerazione diverse ipotesi, tra cui il tipo di danno, ubicazione del danno
(esterno o interno) e le dimensioni, la forma e l'orientamento della sorgente di danno.
Inoltre, ci sono altri due tipi di ispezione che forniscono informazioni sull'affidabilità e
sulla durata residua delle apparecchiature. Questi includono ispezioni basate sul
rischio (RBI) e valutazioni di idoneità al servizio (FFS). In parole povere, lo scopo
della RBI è identificare e comprendere il rischio al fine di ridurre l'incertezza sulle
condizioni delle apparecchiature. Le valutazioni FFS vengono eseguite per determinare se
un componente è adatto per un servizio continuo e per quanto tempo residuo.
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Metodi per garantire l'affidabilità delle apparecchiature        (3)

3) Tecnologia

Nuovi progressi tecnologici, come i sensori, saranno in grado di
migliorare notevolmente l'affidabilità complessiva del sistema.
I sensori possono fornire dati sulle prestazioni e le condizioni
dell'apparecchiatura in tempo reale per prendere decisioni migliori
per la manutenzione preventiva, predittiva e correttiva.
Ing.Arch.Vincenzo De Lisio
Coordinatore AIAS MOLISE
Cell +39 335 5389267
Tel. +39 0874 493979
Email: vincenzodelisio@virgilio.it

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