Interferometria radar satellitare, intervista al professore Nicola Casagli

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Interferometria radar satellitare, intervista al professore Nicola Casagli
Interferometria        radar
satellitare, intervista al
professore Nicola Casagli
Il   presidente   della   Regione   Toscana,   Enrico   Rossi,   ha
annunciato che metterà a disposizione delle amministrazioni
pubbliche e delle società di gestione delle infrastrutture
autostradali e ferroviarie in Toscana un sistema di
monitoraggio, unico in Italia, che utilizza l’interferometria
radar satellitare che la Regione ha sviluppato a partire dalla
fine del 2016, grazie alla collaborazione con l’Università di
Firenze, con il Consorzio Lamma (consorzio pubblico tra la
Regione Toscana e il Consiglio Nazionale delle Ricerche) e il
Dipartimento Nazionale della Protezione Civile.

“Si tratta di un monitoraggio volto al presidio territoriale
ed alla prevenzione” – afferma il professore Nicola Casagli
ordinario di Geologia Applicata dell’Università di Firenze –
“in quanto ogni dodici giorni, squadre di esperti vengono
inviate nelle aree dove si sono verificate le anomalie, al
fine di monitorare lo stato di salute dell’area ed attuare le
eventuali misure preventive. Il metodo nasce come misura
preventiva per i fenomeni di dissesto”.

Radar al servizio della sicurezza:
analisi tecnica
La tecnica utilizzata, denominata Permanent Scatterers (PS),
risale alla fine degli anni ’90, ed è stata sviluppata dal
Politecnico di Milano e dalla sua spin-off Telerilevamento
Europa. Essa consente, attraverso particolari elaborazioni
delle immagini radar provenienti dai satelliti, di misurare
gli spostamenti del suolo ad alta precisione. I punti in cui
possono essere effettuate misurazioni – denominati Permanent
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Scatterers o semplicemente PS – corrispondono in genere a
manufatti o affioramenti rocciosi, ovvero a punti con risposta
stabile alle microonde (emesse dal radar). La particolare
tecnica di elaborazione dei dati – basata sull’interferometria
– consente di analizzare il segnale retrodiffuso eliminando
gli effetti della topografia, dell’atmosfera e del rumore,
consentendo così di misurare gli spostamenti del PS con la
precisione del mm. Nella stragrande maggioranza dei casi non
si tratta di deformazioni dei fabbricati, ma si tratta
semplicemente della risposta passiva della struttura al
movimento del terreno.

Fino al 2016 la tecnica veniva utilizzata dalle pubbliche
amministrazioni ma anche dai gestori delle infrastrutture per
produrre mappe degli spostamenti dei PS, con scale di colore
rappresentanti movimenti verso l’alto e verso il basso,
unitamente alle serie temporali degli spostamenti in un dato
periodo di misurazioni. Si trattava quindi di una restituzione
statica, corrispondente a una sorta di monitoraggio del
territorio a ritroso nel tempo.

Grazie all’introduzione dei satelliti Sentinel (1A e 1B) è
stato possibile fare un salto di qualità nell’utilizzo
operativo della tecnica, consentendo un vero e proprio
monitoraggio del territorio in continuo. “L’idea che avemmo, a
seguito del lancio dei satelliti Sentinel, fu quella di
elaborare i dati – disponibili gratuitamente sul sito
dell’Agenzia Spaziale Europea – ad ogni passaggio (6 giorni)
del satellite ottenendo di fatto un servizio di monitoraggio.
I dati una volta scaricati sono subito analizzati e ad ogni
due passaggi del satellite (6 giorni + 6 giorni), viene emesso
un bollettino dall’Università alla Regione Toscana in cui
vengono evidenziate eventuali anomalie, a cui segue un
immediato sopralluogo.

Il sopralluogo viene convocato dalla Regione Toscana ai Geni
Civili, poi agli Uffici tecnici comunali ed ai ricercatori
dell’Università in affiancamento ai tecnici della Regione e
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talvolta vi partecipa il primo responsabile di protezione
civile a base comunale, il Sindaco”.

Qual è la formazione richiesta per partecipare al sopralluogo?
“Il personale universitario di supporto alla Regione deve aver
seguito uno specifico percorso: dopo il percorso ordinario di
laurea, si entra a far parte del gruppo di ricerca mediante il
dottorato (PhD). Il gruppo di ricerca è un Centro di
Competenza delle Protezione Civile nazionale e ha una
specifica esperienza nell’applicazione delle conoscenze
tecnico-scientifiche sul campo; per questo motivo, dopo il
percorso ordinario di formazione, anche gli studenti
partecipano attivamente ai sopralluoghi, al fine di formarsi
in ambito applicativo e di interpretazione dei dati“.

Quali sono i vantaggi nell’impiego dei dati provenienti dai
satelliti Sentinel?
“Non trascurabile l’aspetto economico, i dati sono distribuiti
e scaricabili gratuitamente, pertanto si ha un abbattimento
del costo commerciale. A livello operativo è possibile
rivisitare la medesima area ogni 6 giorni, quindi un arco
temporale di osservazione più ristretto e che consente un
maggiore dettaglio, rispetto al passato”.

Qual è l’estensione dell’area      controllata   soggetta   al
monitoraggio in continuo?
“I punti sotto controllo su tutta la Regione Toscana sono poco
meno di due milioni: più precisamente 1.800.000 suddivisi in
circa 900.000 in orbita ascendente ed altrettanti in orbita
discendente. Dal metodo non si determina il vettore
spostamento (in quanto ci sono solo due distinte linee di
vista dei satelliti), pertanto occorre un’analisi critica del
dato ottenuto, a cui noi abbiamo dato il nome di radar-
interpretazione: nel caso ad esempio di fenomeni di subsidenza
da pompaggio lo spostamento è verticale, mentre nel caso di
una frana il movimento è in genere lungo la massima pendenza
del versante, quindi le misurazioni degli spostamenti vanno
proiettate sulla presunta direzione del moto“.
In che modo vengono esplicitati i dati raccolti dal
monitoraggio in continuo?
“Attraverso questo progetto si fornisce al contempo un
prodotto ed un servizio. Il prodotto ‘Mapping’ corrisponde
appunto a delle mappe con la velocità media annua dei PS, in
cui sono evidenziate le zone che si muovono più di 1 cm/anno,
classificate in funzione degli elementi a rischio presenti
nell’area (infrastrutture, edifici, beni culturali ecc..),
considerando una pericolosità unitaria in quanto l’accadimento
è certo. Ciò consente di avere una valutazione speditiva di
rischio con cadenza annuale.

Si parte, per quanto concerne la Toscana, da un’approfondita
conoscenza territoriale pertanto è semplice identificare il
grado di esposizione unitamente al tipo di sopralluogo che
deve essere condotto.

Il servizio ‘Monitoring’ corrisponde all’emissione di un
bollettino cadenzato ogni 12 giorni, a cui seguono
sopralluoghi nelle aree in cui sono riscontrate anomalie”.
Riscontro di un’anomalia evidenziata dalla serie temporale di spostamento del PS.

Cos’è un’anomalia?
“L’anomalia consiste nel discostamento dal trend usuale di
movimento: ad esempio un elemento che prima era fermo ed ha
iniziato a muoversi, oppure un elemento che si muoveva ad una
velocità costante ed ha subito una accelerazione o una
decelerazione“.

Anomalie classificate per tipologia di dissesto individuate in Toscana

C’è stata la dichiarazione del Presidente della Regione
Toscana, di mettere a disposizione il progetto per il
monitoraggio delle infrastrutture a seguito di quanto accaduto
a Genova, in che modo questo progetto può essere sviluppato
per adattarlo al controllo delle infrastrutture?
“I satelliti Sentinel-1 hanno media risoluzione, che consente
una precisione nella georeferenziazione dei PS di 7 x 2 m.
Per migliorare densità dei PS occorre utilizzare satelliti ad
alta risoluzione, tipo Cosmo-SkyMed dell’Agenzia Spaziale
Italiana (4 x 1 m) che usano la banda X, ideale per monitorare
infrastrutture come ponti, viadotti ed edifici. Per i dissesti
(frane, cedimenti, subsidenze etc.) è preferibile usare la
banda C di Sentinel-1, con una lunghezza d’onda maggiore che
consente di apprezzare spostamenti più elevati. Bisogna tenere
conto anche del tempo di rivisitazione sulle stesse aree,
Cosmo-SkyMed garantisce un intervallo di osservazione di 16
giorni, ben superiore ai 6 giorni di Sentinel-1.

L’ideale sarebbe l’integrazione di entrambe le tecnologie per
un piano di monitoraggio continuo che sia ottimale sia per i
dissesti del terreno che delle deformazioni dei fabbricati”.

 Chi è Nicola Casagli?
                      Professore ordinario di geologia applicata all’Università di
                                                Firenze.
                         Esperto di rischi geologici, instabilità del terreno,
                      tecnologie di monitoraggio, caratterizzazione e modellazione
                                           geologico-tecnica.
                             Presidente del Centro per la Protezione Civile
                         dell’Università di Firenze e membro della Commissione
                                        Nazionale Grandi Rischi.
                      Vicepresidente dell’International Consortium on Landslides e
                        dell’International Consortium on Geo-disaster Reduction.
                     Responsabile del World Centre of Excellence on Landslide Risk
                         Reduction dell’International Programme on Landslides.
                        Fondatore della Cattedra UNESCO per la prevenzione e la
                            gestione sostenibile del rischio idrogeologico.
                             Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana.
                         È autore di oltre 500 pubblicazioni scientifiche e ha
                                depositato quattro brevetti industriali.
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