Il rischio da stress lavoro correlato: dall'inquadramento normativo ad una

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Il rischio da stress lavoro correlato: dall'inquadramento normativo ad una
“Il rischio da stress lavoro correlato:
dall’inquadramento normativo ad una
        proposta metodologica”

Angela Goggiamani
Settore Infortuni e Malattie Professionali
Sovrintendenza Medica Generale – INAIL
Benedetta Persechino
Dipartimento Medicina del Lavoro - INAIL
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                       Dipartimento di Medicina del Lavoro
Il rischio da stress lavoro correlato: dall'inquadramento normativo ad una
Il coinvolgimento dell’Inail

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Il rischio da stress lavoro correlato: dall'inquadramento normativo ad una
Il Rapporto Assicurativo

• LE PARTI
         – L’assicurazione (INAIL)
         – Il datore di lavoro
         – L’assicurato

• L’OGGETTO
         – (IL RISCHIO) di avere un infortunio o di
           contrarre una malattia (professionale)

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STRESS e SALUTE DEL LAVORATORE

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Il rischio da stress lavoro correlato: dall'inquadramento normativo ad una
INFORTUNIO SUL LAVORO

Rischio • Causa Violenta in Occasione di
             Lavoro
             – STRESS LAVORO-CORRELATO: rapine,
               coinvolgimento in incidenti mortali o in eventi di
               particolare drammaticità ecc.

Danno      • Disturbo acuto da stress
Psichico   • Disturbo post-traumatico da stress

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“MOBBING” E “STRESS”
       SUL POSTO DI LAVORO

             COMPETENZA INAIL

    Come malattia professionale?

… dalla fine degli anni ’90 i primi casi di denunce di
  “MOBBING” … (ILVA di Taranto e Genova)…

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MALATTIA PROFESSIONALE

Rischio

Danno
Psichico
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… FONTI DI RISCHIO

                               compiti esorbitanti
                                   squilibrio
                           responsabilità/competenze

       inattività forzata,                           ambiguità e conflitti
 privazione strumenti di lavoro                            di ruolo

                                    Ecc.            compiti dequalificanti
       svuotamento
                                                  e scarsa varietà del lavoro
       delle mansioni
                                                   marginalizzazione ecc.……

“mobbing strategico”                                       “stress
                                                      lavoro-correlato”
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Il rischio da stress lavoro correlato: dall'inquadramento normativo ad una
LA “COSTRITTIVITA’ ORGANIZZATIVA”
   Disfunzioni dell’Organizzazione del Lavoro
       L’insieme delle decisioni ed azioni
  intraprese nell’ambito dell’organizzazione e
   gestione del lavoro che possono produrre
         danni psico-fisici al lavoratore

 Il rischio che assume rilevanza assicurativa Inail non è
 soltanto quello collegato alla nocività delle lavorazioni
       ma anche quello riconducibile alla attività ed
                all’organizzazione aziendale
               (cosiddetti “rischi psico-sociali”)

da circolare INAIL n. 71 del 17 dicembre 2003
vedi sentenza del TAR del Lazio n. 5454 del 4 luglio 2005,
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e successiva decisione del Consiglio di Stato n. 1576 del 17 marzo 2009
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Il rischio da stress lavoro correlato: dall'inquadramento normativo ad una
PRINCIPALI SITUAZIONI DI
         “COSTRITTIVITÀ ORGANIZZATIVA”
• Marginalizzazione dalla attività lavorativa
• Svuotamento delle mansioni
• Mancata assegnazione dei compiti lavorativi, con inattività
forzata
• Mancata assegnazione degli strumenti di lavoro
• Ripetuti trasferimenti ingiustificati
• Prolungata attribuzione di compiti dequalificanti rispetto al
profilo professionale posseduto
• Prolungata attribuzione di compiti esorbitanti o eccessivi anche
in relazione a eventuali condizioni di handicap psico-fisici
• Impedimento sistematico e strutturale all’accesso a notizie
• Inadeguatezza strutturale e sistematica delle informazioni
inerenti l’ordinaria attività di lavoro
• Esclusione reiterata del lavoratore rispetto ad iniziative
formative, di riqualificazione e aggiornamento professionale
• Esercizio esasperato ed eccessivo di forme di controllo
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            da circolare   INAIL n. 71 del 17 dicembre 2003
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ITER DIAGNOSTICO DELLA MALATTIA PROFESSIONALE DA
          COSTRITTIVITÀ ORGANIZZATIVA

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MALATTIE PROFESSIONALI
  manifestatesi e denunciate nel periodo 2006-2010
  -per gestione-
                                    dal RAPPORTO ANNUALE INAIL 2010

La percentuale dei casi riconosciuti come malattia
professionale da stress lavoro-correlato si attesta intorno
al 10-12% dei casi denunciati
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LO STRESS: RISCHIO PSICOSOCIALE

• L’Organizzazione Internazionale del Lavoro (1986)
 definiva i rischi psicosociali in termini di interazioni
 fra contenuto del lavoro, organizzazione e gestione
    dell’attività lavorativa, condizioni ambientali ed
  organizzativa da un lato e competenze e necessità
                   dei lavoratori dall’altro

   • Cox & Griffiths (1995) li qualificavano come
    aspetti della pianificazione, organizzazione e
  gestione del lavoro, e relativi contesti sociali ed
  ambientali che potenzialmente possono causare
          danni psicologici, sociali o fisici”
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A LIVELLO EUROPEO

• PARLAMENTO EUROPEO: DIRETTIVA COMUNITARIA
  n. A5-0283/2001
• COMMISSIONE EUROPEA (marzo 2002)
• ACCORDO EUROPEO SULLO STRESS DA LAVORO
  (8 ottobre 2004)
• ACCORDO INTERCONFEDERALE DI RECEPIMENTO …
  (9 giugno 2008)

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PARLAMENTO EUROPEO:
 DIRETTIVA COMUNITARIA n. A5-0283/2001

   “… considerando che gli studi e l’esperienza
empirica convergono nel rilevare un chiaro nesso
tra, da una parte, il fenomeno del mobbing nella
   vita professionale e, dall’altra, lo stress o il
 lavoro ad elevato grado di tensione, l’aumento
 della competizione, la riduzione della sicurezza
   dell’impiego nonché l’incertezza dei compiti
  professionali, … che tra le cause del mobbing
vanno ad esempio annoverate le carenze a livello
  di organizzazione lavorativa, di informazione
              interna e di direzione;

             Sovrintendenza Medica Generale
                                                  %
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PARLAMENTO EUROPEO:
   DIRETTIVA COMUNITARIA n. A5-0283/2001

 “… che problemi organizzativi irrisolti e di lunga
durata si traducono in pesanti pressioni sui gruppi
  di lavoro e possono condurre all’adozione della
 logica del “capro espiatorio” … che i problemi di
        mobbing sul posto di lavoro vengono
probabilmente ancora sottovalutati in molti settori
                all’interno dell’UE…

Esorta … “
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COMMISSIONE EUROPEA (marzo 2002)

   “… la strategia comunitaria per la salute e la
    sicurezza sul luogo di lavoro deve pertanto
  accompagnare tali trasformazioni e tali nuove
esigenze al fine di promuovere un vero benessere
  sul luogo di lavoro che sia tanto fisico quanto
     psicologico e sociale, e che non si misura
  semplicemente con l’assenza di infortuni o di
             malattie professionali …”

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STRESS E LAVORO
STRESS OCCUPAZIONALE
Interazione degli stressors lavorativi con le
caratteristiche del lavoratore
(suscettibilità e predisposizione individuale)

“RAPPORTO   EURISPES 2002”
Routine e Superlavoro
SONO LE PRINCIPALI CAUSE DELLO STRESS LAVORATIVO

In Italia lo stress colpisce oltre 40% dei lavoratori

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ACCORDO EUROPEO SULLO STRESS DA LAVORO
                       (8 ottobre 2004)

Introduzione
Lo stress da lavoro è stato identificato a livello
europeo, nazionale ed internazionale come elemento
di preoccupazione sia per gli imprenditori che per
i lavoratori

Lo stress può potenzialmente colpire qualsiasi
posto di lavoro e qualunque lavoratore,
indipendentemente dalla grandezza dell’impresa, dal
settore di attività o dal tipo di relazione contrattuale
o di lavoro

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ACCORDO EUROPEO SULLO STRESS DA LAVORO
                      (8 ottobre 2004)

Introduzione

Affrontare il problema dello stress da lavoro può
portare ad una maggiore efficienza e ad una
migliore salute e sicurezza sul lavoro, con il
conseguente beneficio economico e sociale per
le imprese, per i lavoratori e per l’intera
società

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ACCORDO EUROPEO SULLO STRESS DA LAVORO
                      (8 ottobre 2004)

Obiettivo

-  aumentare la consapevolezza e la comprensione
degli imprenditori, dei lavoratori e dei loro
rappresentanti sullo stress da lavoro
- portare la loro attenzione sui segnali che possono
indicare problemi relativi allo stress da lavoro
- fornire agli imprenditori e ai lavoratori una
guida per identificare e prevenire o gestire i
problemi derivanti dallo stress da lavoro

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ACCORDO EUROPEO SULLO STRESS DA LAVORO
                       (8 ottobre 2004)

Descrizione dello stress

Lo stress è una condizione, accompagnata da
sofferenze o disfunzioni fisiche, psichiche, psicologiche
o sociali, che scaturisce dalla sensazione individuale
di non essere in grado di rispondere alle richieste
o di non essere all’altezza delle aspettative

Lo stress non è una malattia, ma un’esposizione
prolungata ad esso può ridurre l’efficienza nel lavoro e
può causare malattie

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ACCORDO EUROPEO SULLO STRESS DA LAVORO
                      (8 ottobre 2004)

Identificare i problemi
… può richiedere l’analisi di elementi quali l’organizzazione
del lavoro e dei suoi processi (accordi sul tempo di lavoro,
grado di autonomia, incontro tra capacità dei lavoratori e
requisiti del lavoro, carico di lavoro, eccetera), le
condizioni lavorative ed ambientali (esposizione a
comportamenti offensivi, rumore, calore, sostanze
pericolose, eccetera), la comunicazione (incertezza sulle
aspettative del lavoro, prospettive occupazionali,
cambiamenti futuri, eccetera) e fattori soggettivi
(pressioni emotive e sociali, sensazione di inadeguatezza,
percezione di mancanza di sostegno, eccetera).
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Il coinvolgimento dell’Inail

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      Dipartimento di Medicina del Lavoro
D.M. 11 dicembre 2009

   Sovrintendenza Medica Generale
  Dipartimento di Medicina del Lavoro
IN AMBITO PREVENZIONALE

DECRETO LEGISLATIVO N. 81/2008
   “Nuovo Testo Unico sulla sicurezza …”

Art. 28: OGGETTO DELLA VALUTAZIONE DEI RISCHI

comma 1 “ … deve riguardare tutti i rischi per la
sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli
riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi
particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress
lavoro-correlato, secondo i contenuti dell’accordo
europeo dell’8 ottobre 2004…”

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IN AMBITO PREVENZIONALE
       … il decreto 106 del 3 agosto 2009
art. 6 m-quater)
-(la Commissione consultiva permanente per la salute e
sicurezza sul lavoro)- elabora le indicazioni necessarie alla
valutazione del rischio da stress lavoro-correlato

art. 28 1-bis)
“La valutazione del rischio da stress lavoro-correlato di cui … e
il relativo obbligo decorre dalla elaborazione delle predette
indicazioni e comunque, anche in difetto di tale
elaborazione, a far data dal 1°agosto 2010”

articolo 12 comma 8 DEL DECRETO LEGGE n. 78 del 31 maggio
2010 e la legge di conversione , con modificazioni: 31
Dicembre 2010 Sovrintendenza Medica Generale
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Indicazioni della Commissione Consultiva
  Circolare Min. Lavoro 18 novembre 2010

• Quadro normativo di riferimento, finalità e struttura
  del documento
• Definizioni e indicazioni generali
• Metodologia
• Disposizioni transitorie e finali

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                Dipartimento di Medicina del Lavoro
Indicazioni della Commissione Consultiva
       Circ. Min. Lav. 18 novembre 2010

• Il percorso metodologico indicato nel
  documento rappresenta il livello minimo di
  attuazione dell’obbligo di valutazione del
  rischio da stress lavoro-correlato per tutti i
  datori di lavoro pubblici e privati

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              Dipartimento di Medicina del Lavoro
La tempistica …
• La data del 31 Dicembre 2010 deve essere
  intesa come la data di avvio delle attività di
  valutazione ai sensi delle citate indicazioni
  metodologiche.
• La programmazione temporale delle suddette
  attività di valutazione e l’indicazione del
  termine finale di espletamento delle stesse
  devono essere riportate nel DVR.

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             Dipartimento di Medicina del Lavoro
La tempistica …
• I datori di lavoro che, alla data dell’approvazione di
  tali indicazioni metodologiche, abbiano già effettuato
  la valutazione del rischio da stress lavoro-correlato
  coerentemente ai contenuti dell’Accordo europeo
  dell’8 ottobre 2004…non debbono ripetere l’indagine
  ma sono unicamente tenuti all’aggiornamento del
  DVR, nei casi previsti dall’articolo 29 comma 3 del
  D.lgs 81/2008, secondo le indicazioni della Lettera
  Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche
  Sociali (G.U. n. 304 del 30/12/2010).
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Il monitoraggio …
• La Commissione Consultiva elaborerà una
  relazione entro 24 mesi dalla approvazione
  delle indicazioni metodologiche, allo scopo di
  valutarne l’efficacia e per eventuali
  integrazioni, a seguito di monitoraggio sulle
  attività realizzate. Le modalità di
  effettuazione di tale monitoraggio saranno
  definite dalla Commissione Consultiva.

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METODOLOGIA VALUTATIVA

   VALUTAZIONE OGGETTIVA

    AZIONI CORRETTIVE

 VALUTAZIONE SOGGETTIVA

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    Dipartimento di Medicina del Lavoro
Metodologia
• Due fasi:
  – 1) Preliminare necessaria (rilevazione di
    indicatori oggettivi e verificabili, ove possibile
    numericamente apprezzabili)
  – 2) Valutazione approfondita eventuale da
    attivare se la valutazione preliminare rivela
    elementi di rischio da stress lavoro correlato e le
    misure di correzione adottate a seguito della
    stessa, dal datore di lavoro, si rivelano
     inefficaci

                 Sovrintendenza Medica Generale
                Dipartimento di Medicina del Lavoro
INDICATORI
EVENTI SENTINELLA                          FATTORI DI CONTESTO
Infortuni, malattie,                 Ruolo nell’organizzazione,
turnover, provvedimenti disciplinari autonomia, controllo,
 ecc.                                conflitti interpersonale,
                                     sviluppi di carriera

  FATTORI DI CONTENUTO
  DEL LAVORO
  Ambienti di lavoro e attrezzature,
  carichi e ritmi di lavoro, orario di lavoro
  e turni, corrispondenza tra competenza
  e requisiti professionali
                     Sovrintendenza Medica Generale
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Metodologia: I fase

• Indicatori oggettivi appartenenti
  quanto meno a tre distinte famiglie:
  – I. Eventi sentinella
    • quali ad esempio:
       • indici infortunistici;
       • assenze per malattia;
       • turnover;procedimenti e sanzioni;
       • segnalazioni del medico competente;
       • specifiche e frequenti lamentele formalizzate
         da parte dei lavoratori….
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              Dipartimento di Medicina del Lavoro
Metodologia: I fase
• Indicatori oggettivi
                                                         •   Occorre sentire i
   – II. Fattori di contenuto del
                                                             lavoratori e/o il
     lavoro:                                                 RLS/RLST
     • quali ad esempio:
                                                         •   La scelta delle
        • ambiente di lavoro e                               modalità tramite cui
          attrezzature,                                      sentire i lavoratori è
                                                             rimessa al datore di
        • carichi e ritmi di lavoro,                         lavoro, anche in
        • orario di lavoro e turni,                          relazione alla
                                                             metodologia di
        • corrispondenza tra le
                                                             valutazione adottata
          competenze dei
          lavoratori e i requisiti
          professionali richiesti.
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                   Dipartimento di Medicina del Lavoro
Metodologia: I fase
• Indicatori oggettivi                                    •   Occorre sentire i
                                                              lavoratori e/o il
   – III. Fattori di contesto del                             RLS/RLST
     lavoro:                                              •   La scelta delle
     • quali ad esempio:                                      modalità tramite cui
         • ruolo nell’ambito                                  sentire i lavoratori è
           dell’organizzazione;                               rimessa al datore di
         • autonomia decisionale e                            lavoro, anche in
           controllo;                                         relazione alla
         • conflitti interpersonali al                        metodologia di
           lavoro;                                            valutazione adottata
         • evoluzione e sviluppo di
           carriera,
         • comunicazione….
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                    Dipartimento di Medicina del Lavoro
INDICATORI / LE COSTRITTIVITA’ INAIL *

EVENTI SENTINELLA *
•Ripetuti trasferimenti ingiustificati

FATTORI DI CONTESTO *

•Marginalizzazione dalla attività lavorativa
•Impedimento sistematico e strutturale all’accesso a notizie
•Inadeguatezza strutturale e sistematica delle informazioni
inerenti l’ordinaria attività di lavoro
•Esclusione reiterata del lavoratore rispetto ad iniziative
formative, di riqualificazione e aggiornamento professionale
•Esercizio esasperato ed eccessivo di forme di controllo

                   Sovrintendenza Medica Generale
                  Dipartimento di Medicina del Lavoro
INDICATORI / LE COSTRITTIVITA’ INAIL *

FATTORI DI CONTENUTO
DEL LAVORO *

•Svuotamento delle mansioni
•Mancata assegnazione dei compiti lavorativi,
con inattività forzata
•Prolungata attribuzione di compiti dequalificanti
rispetto al profilo professionale posseduto
•Prolungata attribuzione di compiti esorbitanti o eccessivi
anche in relazione a eventuali condizioni di handicap
psico-fisici

                  Sovrintendenza Medica Generale
                 Dipartimento di Medicina del Lavoro
Metodologia
• Se dalla valutazione preliminare non emergono elementi di
  rischio da stress lavoro-correlato tali da richiedere il ricorso ad
  azioni correttive il datore di lavoro dovrà darne conto nel DVR e
  prevedere un piano di monitoraggio

•    Se invece dalla valutazione preliminare emergono elementi di
    rischio da stress lavoro-correlato tali da richiedere il ricorso ad
    azioni correttive si procede alla pianificazione e alla adozione
    degli opportuni interventi correttivi e se gli stessi risultano
    inefficaci si passa alla valutazione approfondita

• Valutazione approfondita: prevede la valutazione della
  percezione soggettiva dei lavoratori tramite diversi strumenti
  quali ad esempio questionari, focus group ecc.

                      Sovrintendenza Medica Generale
                     Dipartimento di Medicina del Lavoro
Metodologia II fase

• Valutazione approfondita: prevede la
  valutazione della percezione soggettiva dei
  lavoratori tramite diversi strumenti quali ad
  esempio questionari, focus group ecc.

               Sovrintendenza Medica Generale
              Dipartimento di Medicina del Lavoro
METODOLOGIE/
   DIBATTITO/RICERCA/
                                  STRUMENTI                                           ATTIVAZIONE
        PROPOSTE
                                                              LINEE DI                 GRUPPI DI
     METODOLOGICHE
                                                                                        LAVORO/
                                                            INDIRIZZO
                                                                                   LINEE DI INDIRIZZO
                                                       (INIZIATIVE, DECRETI)

                                   ENTI DI
                                 UNIFICAZIONE

                                                                                 COORDINAMENTO
                 ENTI PUBBLICI
                                                                                    TECNICO
                  DI RICERCA                                REGIONI                 REGIONI
    CORSI
DI FORMAZIONE

                                                                                      STRUMENTI/
                                                                                      SOFTWARE/
                                                                                      QUESTIONARI
  ENTI PRIVATI
 DI FORMAZIONE                                                       SOCIETA’ DI
                                 D. Lgs 81/08                        CONSULENZA
                                   e s.m.i.
              SOCIETA’
            SCIENTIFICHE
                                                                                       LINEE DI
                                                                 ASSOCIAZIONI/        INDIRIZZO
                                                                    ORDINI
                                                                 PROFESSIONALI
DIBATTITO

                            Sovrintendenza Medica Generale
                           Dipartimento di Medicina del Lavoro
EVOLUZIONE DELL’APPROCCIO ALLA TUTELA DELLA
                                                     SALUTE E SICUREZZA IN ITALIA

                                        T.U. 51/1904            DPR 547/55            L. 300/70        DLgs 277/91        DLgs 81/08 e s.m.i.
                                                                                                                          D.Lgs 106/09
Richiesta di competenze professionali

                                        Artt 437 e 451 C.P      DPR 303/56            L. 833/78        DLgs 626/94
                                                                                                                          Circolare del Ministero
                                        Art. 2087 C.C.          T.U. 1124/65                                              del Lavoro e delle
                                                                                                                          Politiche Sociali 18/11/10
                                        Art. 32 Costituzione

                                                                                                                                                       Bisogno di multidisciplinarietà
                                                                                                                              FASE V
                                                                                                          FASE IV
                                                                                       FASE III                      Dimensione sociale
                                                                                                                     impatto economico
                                                                    FASE II
                                                                                                              VALUTAZIONE DEL RISCHIO
                                          FASE I                                                                 Benessere organizzativo

                                                    Approccio previdenziale, curativo, Approccio partecipativo, preventivo,
                                                         risarcitorio, repressivo         multidisciplinare, gestionale

                                                    PRESUNZIONE DEL RISCHIO                VALUTAZIONE DEL RISCHIO
                                                         Prevenzione tecnica                    Sicurezza globale
                   Fine’800                                  1955              1960                1980                2000                     2010
IL PERCORSO METODOLOGICO
VALUTAZIONE DEL RISCHIO DA STRESS LAVORO-
        CORRELATO: QUALI CRITERI?

  Approccio sostenibile dalle organizzazioni

   Ruolo centrale delle figure chiave della sicurezza e salute
   sul luogo di lavoro

    Utilizzo di piattaforme validate

   Approccio globale alla valutazione e gestione del rischio

  Adattabilità a diversi settori produttivi
Identificare le caratteristiche principali di una
valutazione adeguata del rischio stress-lavoro
correlato

   Fornire una guida alla valutazione del rischio
basata sul modello Management Standards
dell’HSE, contestualizzato al quadro normativo
italiano ed europeo e raccordato con le
esperienze      del    “Coordinamento       Tecnico
Interregionale della prevenzione nei luoghi di
lavoro” e del “Network Nazionale per la
Prevenzione Disagio Psicosociale nei luoghi di
lavoro” sulla specifica tematica, nell’ottica di
offrire all’utenza un “metodo unico integrato”
che valorizzi i punti di forza delle tre esperienze
metodologiche
  Fornire ai Datori di Lavoro, dirigenti, preposti,
figure della prevenzione e lavoratori gli
strumenti per una collaborazione finalizzata a
pianificare una valutazione del rischio efficace
per l’azienda
ADATTAMENTO ITALIANO DELLA METODOLOGIA HSE

    Gruppo “Advisory”                                   ISPESL
                                                    gruppo di lavoro
      internazionale

                              Analisi degli indicatori
                             di valutazione oggettiva e
                                 contestualizzazione            Metodo di traduzione
Traduzione, validazione                                           back-translation
  e standardizzazione
    del modello HSE

                        Validazione Indicator             Pre-testing      Focus group
                         Tool e verifica dei
                       management standards

                                                              Somministrazione della
                                                                 versione italiana
         Testing del
                                 Disseminazione
          modello
VALIDAZIONE ITALIANA DEL QUESTIONARIO
                         MODELLO MANAGEMENT STANDARDS HSE

        Questionario strumento indicatore
Il Questionario è già stato validato in Inghilterra da parte dell’HSE
 (Edwards et al., 2008), che ne ha confermato le sue caratteristiche
        psicometriche in termini di validità e attendibilità.

                                                           Adattamento
                                                             italiano

                                                                            Campione Æ 75 aziende
                                                                         (23,7% pubbliche,73.3% private)
                                                                         rappresentative dei macro-settori
                                                                               di attività economica

                                                             6378 questionari raccolti
                                                       ™ Analisi statistica Æ conferma dell’attendibilità
FASI DEL PROCESSO DI VALUTAZIONE E GESTIONE DEL
        RISCHIO STRESS LAVORO CORRELATO
NELL’ADATTAMENTO ITALIANO DELLA METODOLOGIA HSE
PREPARAZIONE
                                                 DELL’ORGANIZZAZIONE

1) Costituzione del Gruppo di Gestione della Valutazione:
 (Datore di Lavoro o dirigente ad hoc delegato dal datore di lavoro, RLS/RLST, RSPP, ASPP e
  MC) Ha l’obiettivo di programmare e coordinare lo svolgimento dell’intero processo valutativo.

2) Sviluppo di una strategia comunicativa e di coinvolgimento del personale

3) Sviluppo del piano di valutazione del rischio
Rilevazione indicatori oggettivi e verificabili e
                                     ove possibile numericamente apprezzabili
                                     LISTA DI CONTROLLO

La Lista di Controllo consente di rilevare i
seguenti parametri:

                                               TABELLA DEI LIVELLI DI RISCHIO

                                               1) RISCHIO NON RILEVANTE         ≤ 25%

                                               2) RISCHIO MEDIO >25% o ≤ 50%

                                               3) RISCHIO ALTO       >50%
Valutazione della
                                          percezione soggettiva dei
                                      CONTROLLO lavoratori

              DOMANDA                                       SUPPORTO
         Questionario-strumento
               indicatore

9 Scheda di rilevazione dati socio demografici
                                          RUOLO
solo per aziende con >50 lavoratori

9 35 items

riguardanti le condizioni di lavoro ritenute potenziali
              RELAZIONI
cause di stress all’interno dell’azienda, che
                                                          CAMBIAMENTO
corrispondono alle sei dimensioni organizzative
definite dal modello Management Standards HSE
6 DIMENSIONI
                                 CHIAVE

 DOMANDA      Carico di lavoro, organizzazione del lavoro ambiente di lavoro

CONTROLLO     Autonomia dei lavoratori sulle modalità di svolgimento della
              propria attività lavorativa

 SUPPORTO     L’incoraggiamento, il supporto e le risorse fornite dall’azienda,
              dal Datore di Lavoro e dai colleghi

 RELAZIONI    Promozione di un lavoro positivo per evitare i conflitti ed
              affrontare comportamenti inaccettabili

  RUOLO       Consapevolezza del lavoratore relativamente alla posizione che
              riveste nell’organizzazione

CAMBIAMENTO   In che misura i cambiamenti organizzativi, di qualsiasi entità,
              vengono gestiti e comunicati nel contesto aziendale.
MODULARITA’ DELLA FASE DI APPROFONDIMENTO
    IN BASE ALLA DIMENSIONE AZIENDALE

  Aziende          Questionario-Strumento
con più di 50     Indicatore con dati socio
 dipendenti              demografici
                                                Focus Group di
                                               approfondimento
  Aziende         Questionario- Strumento
 tra 10 e 50     Indicatore senza dati socio
 dipendenti              demografici

                     Focus Group di
Aziende tra 6           valutazione
e 9 dipendenti                o
                  Questionario-Strumento
                         indicatore

                  (con i limiti metodologici
                   della loro applicazione )

Aziende fino a
 5 dipendenti             Riunione
DALLA VALUTAZIONE PRELIMINARE ALLA VALUTAZIONE
APPROFONDITA: per una più efficace gestione del rischio stress

                  VALUTAZIONE PRELIMINARE                                   Si desidera ottenere una
                                                                             valutazione del rischio
                     LISTA DI CONTROLLO                                        stress più accurata

                                                                  Se non c’è accordo
    RISCHIO                                                   sull’attribuzione dei valori
      NON                           RISCHIO                    degli indicatori oggettivi
   RILEVANTE                       MEDIO/ALTO

                                                                              INTERVENTI:
                        pianificazione e adozione                            - tecnici
  RISULTATO                                                  esempi         - organizzativi
                          di interventi correttivi
  riportato nel                                                            - procedurali
      DVR                                                                 - comunicativi
                                                                         - formativi
                         valutazione dell’efficacia
                         degli interventi correttivi

 previsione di                                                         Se non c’è accordo
   piano di                se                      se                    sugli interventi
 monitoraggio           efficaci                inefficaci             correttivi da attuare

                                            VALUTAZIONE APPROFONDITA
                                        QUESTIONARIO STRUMENTO INDICATORE
Manuale
  scaricabile
 direttamente
dalla homepage
PORTALE DEDICATO ALL’IMPLEMENTAZIONE
   DELLA PROPOSTA METODOLOGICA

                            DATI
                          RACCOLTI

                       SOFTWARE
                       SPECIFICO

                            AREA SPECIFICA:
                             3 STRUMENTI
                                ONLINE
Valutazione preliminare - Lista di controllo

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Carlo Biachi

Mario Rossi SpA
   12345678910
Valutazione approfondita – Questionario Strumento Indicatore
Valutazione approfondita – Questionario Strumento Indicatore: Report
Valutazione approfondita – Questionario Strumento Indicatore: Report
Valutazione approfondita – Questionario Strumento Indicatore: Report
Autonomia dei lavoratori sulle
         CONTROLLO                          modalità di svolgimento della
                                              propria attività lavorativa

                                                      Condizioni / Stati ideali
         Standard
                                                         da conseguire

   che il lavoratore abbia potere               richieste, da parte dell’azienda al
decisionale sul modo di svolgere il          lavoratore, conseguibili e realizzabili
proprio lavoro                               nell’orario di lavoro

  che esistano sistemi, a livello locale,      attività lavorativa concepita sulla base
per rispondere ai problemi individuali.      delle competenze del lavoratore

                                                adeguata attenzione alla gestione dei
                                             problemi legati all’ambiente in cui i
                                             lavoratori svolgono la loro attività
Interventi Correttivi

Secondo l’Accordo Quadro Europeo per prevenire, eliminare e
ridurre condizioni di stress lavoro-correlato risulta necessario
adottare azioni correttive di tipo collettivo, individuale o la
combinazione di entrambi i livelli.

Secondo la Commissione Consultiva le azioni correttive sono
riconducibili ad interventi di tipo:

ORGANIZZATIVO                                     PROCEDURALE

                           COMUNICATIVO

  FORMATIVO                                         TECNICO
ESEMPI DI INTERVENTI CORRETTIVI DI TIPO ORGANIZZATIVO

              Adottare un codice etico e di comportamento e
     Gestire eventuali comportamenti prevaricatori o illeciti sul lavoro

       Predisporre un Documento che contenga regole trasparenti
         per l’avanzamento di carriera in coerenza con i contratti

Adeguare le risorse strumentali ed umane allo svolgimento delle mansioni,
    Gestire adeguatamente i carichi di lavoro, gli orari e i turni di lavoro
ESEMPI DI INTERVENTI CORRETTIVI DI TIPO COMUNICATIVO

        Diffondere l’organigramma, le procedure e gli obiettivi
    dell’azienda attraverso un sistema di comunicazione aziendale

               Effettuare riunioni tra dirigenti e lavoratori

Favorire la partecipazione decisionale dei lavoratori alle scelte aziendali
ESEMPI DI INTERVENTI CORRETTIVI DI TIPO FORMATIVO

Predisporre un piano formativo per la crescita professionale dei lavoratori

   Effettuare formazione specifica su aspetti riconducibili alla Salute e
                          Sicurezza dei lavoratori
ESEMPI DI INTERVENTI CORRETTIVI DI TIPO PROCEDURALE

Definire adeguatamente le attività ed i compiti che ogni lavoratore
                           deve svolgere

  Definire adeguatamente i ruoli e le responsabilità dei lavoratori

 Garantire ai lavoratori la possibilità di comunicare con i superiori
ESEMPI DI INTERVENTI CORRETTIVI DI TIPO TECNICO

    Garantire ai lavoratori la possibilità di comunicare con i superiori

Gestire le fonti di stress riconducibili all’ambiente fisico di lavoro ed alle
                             attrezzature di lavoro
GRAZIE PER L’ATTENZIONE!
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