COVID-19 UN ANNO DOPO - Agopuntura Milano

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COVID-19 UN ANNO DOPO - Agopuntura Milano
COVID-19 UN ANNO DOPO

                                                    Dott. Fabio Lodo                                           Facebook
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Abstract
La pandemia da Covid-19 rappresenta una sfida per la medicina occidentale e per la medicina cinese oltre che per
l’umanità più in generale. Durante l’ultimo anno si sono accumulate esperienze che ci permettono di riflettere sul ruolo
passato e futuro della medicina cinese nella salute dell’uomo e il nostro ruolo come medici afferenti a questa
tradizione. Le circostanze attuali ci forniscono l’opportunità di cambiare il nostro punto di vista e di pensare ad una
medicina cinese più ampia, al servizio di tutti, che possa contribuire ad un futuro più sicuro per tutti i nostri pazienti.

Medicina cinese e patologie infettive
Da sempre la medicina cinese ha fornito all’uomo un considerevole supporto nella prevenzione e nel trattamento di
innumerevoli patologie, prime fra tutte quelle infettive. Questa arte medica non ha mai cercato soluzioni semplici in
un farmaco miracoloso ma si è contraddistinta per la ricerca di un metodo in grado di spiegare l’evoluzione della
malattia e che permettesse di adottare una terapia ragionata.

Scuola da Freddo e Scuola da Calore
L’idea principale alla base della Medicina Cinese riguardo l’interpretazione di una patologia infettiva risiede nella
penetrazione all’interno del corpo di una delle sei energie climatiche esterne. Queste energie patogene possono
diventare eccessive, Xie Qi 邪氣, penetrare nel corpo e dare origine ad una malattia. Nei testi classici della medicina
cinese come il Neijing 黃帝內經 (circa 200 a.C.) il fattore patogeno Freddo rivestiva un ruolo di primo piano come
causa di malattia. Queste idee vennero sviluppate ulteriormente nel Trattato delle Malattie da Freddo (Shang Han Lun
傷寒論 200 d.C.).

Furono necessari tredici secoli perché una nuova idea iniziasse a prendere forma. Intorno al 1500 d.C. alcuni medici
iniziarono a descrivere le malattie febbrili come mutate rispetto al passato, accusando le formule classiche - usate
efficacemente per molti secoli – di non essere più adatte al loro trattamento. Il motivo venne identificato nella
presenza di un nuovo fattore patogeno prevalente che nelle epoche precedenti sembrava essere molto più raro: il
Calore.

Da allora il trattamento delle malattie infettive con la medicina cinese si è diviso tra queste due correnti di pensiero
concettualmente contrapposte: la Scuola da Freddo e la Scuola da Calore.

La prima descrive la penetrazione nel corpo del patogeno Freddo, la sua evoluzione nel corpo e le sue trasformazioni.
La seconda inquadra una progressione simile ma causata da un patogeno di natura differente: il Calore. I metodi di
trattamento delle due Scuole, prevalentemente erboristici, seguono due strategie che possiamo generalmente
definire opposti.

Nel mondo, ancora oggi, chi si occupa di fitoterapia cinese sceglie generalmente di allinearsi ad una di queste scuole di
pensiero. Chi accorda la preferenza alle Scuola da Freddo utilizza prevalentemente formule classiche derivate dallo
Shang Han Lun. I medici che seguono la Scuola da Calore scelgono di appoggiarsi alle formule nate in epoche più
moderne che raggiunsero la completezza nel trattato Wen Bing Tiao Bian 溫病條辨 (Trattato delle Malattie da Calore
1798 d.C.).

Quale metodo è più efficace?
E’ possibile definire una delle due scuole con il suo rispettivo metodo superiore all’altra? Nel tentativo di dare una
risposta a questa eterna domanda è ragionevole spostare il punto di osservazione dalla domanda stessa al motivo per
cui è stata posta.

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La fortuna che abbiamo noi oggi è quella di essere in un punto di osservazione privilegiato della storia. Il tempo
presente ci aiuta offrendoci numerosi strumenti di riflessione. Alla luce delle conoscenze moderne è lecito chiederci se
fossero davvero cambiate le malattie o piuttosto fosse cambiata la prospettiva dei medici che le osservavano. E
ancora, se fosse cambiata la natura delle patologie o piuttosto la popolazione su cui esse esprimevano i loro effetti.

L’osservazione della curva demografica cinese mostra come nei periodi di pace e prosperità la popolazione abbia
seguito una tendenza alla crescita con un andamento non lineare iniziato durante la dinastia Ming. Nulla accade per
caso. Una nuova idea nasce generalmente da un nuovo stimolo. Una nuova teoria nella medicina cinese nasce e
guadagna popolarità per rispondere a nuove necessità di tipo clinico.

Se confrontiamo la nascita e lo sviluppo delle idee più innovative all’interno della medicina cinese relativamente al
trattamento delle malattie infettive e le confrontiamo con la curva di crescita demografica possiamo trovare alcune
interessanti associazioni. I periodi di forte crescita della popolazione sono stati seguiti dallo sviluppo di idee riguardo
la diagnosi e il trattamento di patologie da Calore che, in alcune centinaia di anni, acquisirono una forma completa nel
Trattato delle Malattie da Calore – Wen Bing Tiao Bian.

E’ lecito ipotizzare che lo sviluppo di pensieri nuovi possa essere in qualche modo correlata agli incrementi della
popolazione e al conseguente impatto della densità di popolazione stessa sull’effettiva possibilità di propagazione
delle epidemie.

Figura 1: Popolazione demografica cinese e idee a confronto. Shang Han Lun: trattato delle Malattie da Freddo; Wen Yi Lun:
trattato sulle Epidemie da Calore; Wen Bing Tiao Bian: Grande Trattato sulle Malattie da Calore. Wang Lu: medico (dinastia Ming).

Secondo lavori recenti che confermano il modello classico Kermack-McKendrick (1927) di propagazione di epidemia, al
crescere della densità della popolazione si assiste ad una crescita del numero dei contagiati secondo un andamento
non lineare. (Li et al, 2018)

Sulla base di questi dati è ragionevole ipotizzare che i nostri colleghi del passato stessero osservando gli effetti su larga
scala di malattie infettive epidemiche che in epoche precedenti potevano sviluppare solo dei focolai autolimitanti a
causa della minor densità di popolazione.

La teoria sembrerebbe nascere da un bisogno pratico e svilupparsi a supporto dell’attività clinica. I nostri colleghi del
passato descrivevano ciò che vedevano e cercavano di trovare soluzioni efficaci ai problemi della loro attività clinica
quotidiana. Non è un caso che nel 200 d.C., anni in cui la popolazione cinese totale non superava i 59 milioni e si
moriva di fame e freddo il paziente che più frequentemente richiedeva l’aiuto di un medico era verosimilmente un
paziente defedato per il quale un algoritmo tipo Scuola da Freddo poteva sembrare particolarmente adatto.

Secoli dopo, con l’incremento della popolazione e il conseguente incremento dei pazienti colpiti dalle malattie
epidemiche, il medico si è trovato di fronte a nuove necessità cliniche legate al cambiamento della tipologia del

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paziente che più frequentemente richiedeva il suo aiuto: probabilmente uomini e donne in età riproduttiva. Questo
soggetto aveva una costituzione più forte e permetteva un approccio differente.

Sembra ragionevole considerare il cambiamento del fenotipo clinico prevalente legato alla nuova densità di
popolazione come un fattore rilevante all’origine dello sviluppo del filone di pensiero che oggi definiamo come Scuola
da Calore. Questo approccio storico, umanistico, antropologico ci permette forse di fare più chiarezza sulla grande
diatriba Freddo-Calore e trasportarla da un contesto teorico – utile alle speculazioni filosofiche – ad uno pratico, utile
all’uomo.

La scelta del trattamento
Scuola da Freddo e da Calore si completano e si rispettano abitando la stessa tradizione. E’ interessante notare come
già nel Trattato delle Malattie da Freddo fossero menzionate le patologie primitivamente da Calore e fossero descritte
formule erboristiche di natura fredda, adatte a trattare patologie caratterizzate da grandi manifestazioni da calore.

Viceversa nel Trattato delle Malattie da Calore la prima formula descritta è Guizhi Tang, formula emblematica per il
trattamento delle malattie da Freddo che origina e viene ampiamente utilizzata all’interno del Trattato delle Malattie
da Freddo.

Quindi se ci chiediamo quale Scuola sia migliore, la risposta ci obbliga ad un ragionamento che non ammette
scorciatoie. La scelta dipende dall’intensità del perverso, dalla forza del corretto, dalla stagione, dalla costituzione
individuale. Un buon medico deve essere in grado di analizzare e trattare la risultante di tale interazione scegliendo
l’algoritmo di trattamento più adatto al caso. Solo così starà seguendo la via di ogni medico scrupoloso del passato
indipendentemente dalla “Scuola”, dal periodo storico e dalla longitudine di appartenenza.

Covid-19: Freddo o Calore?
Il College di Medicina Cinese di Pechino ha definito il Covid-19 come una patologia da Calore esterno. Il dibattito
riguardo la correttezza di questa affermazione infiamma lo scontro tra sostenitori della scuola da Freddo e della scuola
da Calore.

Viviamo certamente in un momento interessante della storia. Abbiamo a disposizione una quantità di informazioni
che ci mettono nella posizione privilegiata di poter attingere da differenti fonti e perfezionare le nostre conoscenze.
Oggi possiamo contare sull’esperienza della medicina cinese ma abbiamo anche a disposizione la tecnica e gli
strumenti della nostra moderna biomedicina. Questa situazione ci permette di delineare alcune interessanti analogie.

Sette secoli fa, nella regione dell’attuale Nanchino nasceva un uomo che sarebbe diventato medico e che ebbe
un’intuizione molto interessante riguardo alle nuove epidemie che stavano flagellando la Cina di allora.
Wang Lu 王履 (王安道,明 1332-1391)correlò le nuove malattie epidemiche non tanto ad un patogeno Calore, ma ad
un fattore esterno in grado di slatentizzare un calore già presente nelle profondità del nostro organismo. Un calore
endogeno accumulato attraverso comportamenti errati come gli eccessi alimentari, la privazione di sonno, il consumo
eccessivo di bevande fermentate. Tutti fattori in grado di consumare il nostro Yin Qi 陰氣 con conseguente
predisposizione allo sviluppo di manifestazioni di calore.

Idee antiche e moderne a confronto
L’idea di Wang Lu è interessante perché suggerisce un cambiamento del comune punto di vista. Wang Lu sposta
l’attenzione dalla natura del patogeno (Freddo 寒, Calore 溫熱, Pestilenza 疫氣) alla reazione tra il patogeno stesso e
le caratteristiche energetiche dell’organismo.

Per quello che sappiamo noi oggi uno dei problemi clinici principali del Covid-19 è la reazione con il nostro sistema
immunitario. Il riconoscimento del virus da parte della nostra immunità naturale è in grado di innescare un processo
infiammatorio anomalo responsabile dei casi più gravi di danno d’organo e complicanze trombotiche. (Marini et al,
2020)

Meccanismi infiammatori e calore latente
I soggetti più a rischio di sviluppare una risposta infiammatoria anomala sembrano essere proprio coloro che
mostrano livelli basali di infiammazione superiori alla norma come i pazienti affetti da ipertensione arteriosa, obesità,
diabete. Queste frequenti condizioni cliniche sono note per l’associazione con elevati livelli di infiammazione. (ECDC,
2020)

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Il processo di invecchiamento ma anche la dieta, cosa mangiamo e quando lo mangiamo, l’attività fisica, lo stile di vita,
la qualità del sonno, sono tutti fattori in grado di influire sui livelli di infiammazione cronica.

Questi comportamenti, quando corretti, sono generalmente protettivi nei confronti dello sviluppo di malattie croniche
e associati con una riduzione della morbilità e mortalità per tutte le cause. Tuttavia le circostanze attuali ci
suggeriscono un loro ulteriore ruolo nella protezione dallo sviluppo di complicanze gravi in corso di infezione da
coronavirus.

Curiosamente sembra che molti fattori noti alla medicina cinese per depauperare lo Yin siano in grado di incrementare
i nostri livelli di infiammazione. Non per nulla la scuola della Tonificazione dello Yin nasce con Zhu Danxi 朱丹溪
(1281-1358), di cui Wang Lu era forte sostenitore.

La riduzione dei livelli basali di infiammazione si può ottenere attraverso la costanza di piccoli gesti quotidiani come
l’attenzione per la dieta, una buona attività fisica ed il controllo dello stress. La tradizione medica cinese ci viene in
aiuto con un consistente bagaglio di proposte che vengono raccolte sotto il nome di Yang Sheng 養生, l’arte di
coltivare la vita che merita oggi una particolare attenzione.

La situazione attuale restituisce importanza all’attenzione cinese per le abitudini salutari che per quanto vengano
generalmente riconosciute come importanti, tendiamo troppo spesso a trascurare.

Malattie da Calore oggi: il caso dei coronavirus
I Coronavirus appartengono alla ampia famiglia Coronaviridae che comprende virus ad RNA che possono essere isolati
in diverse specie animali in cui causano patologie respiratorie, gastrointestinali, epatiche. (Perlman et al, 2009)
Nell’essere umano sono responsabili di un ampio spettro di patologie che vanno dal raffreddore comune e infezioni
delle vie aeree superiori a patologie respiratorie più gravi. Le stime suggeriscono che il 2% della popolazione è
portatore sano di coronavirus e che questi virus sono responsabili del 5-10% delle infezioni respiratorie acute
nell’uomo. (Chen et al, 2020)

SARS-CoV-2 è il terzo coronavirus responsabile di una malattia grave per l’uomo a diffusione mondiale nelle ultime
due decadi dopo SARS-CoV e MERS-CoV, a cui appare strutturalmente e funzionalmente strettamente correlato.
(Wiersinga et al, 2020)

Studi epidemiologici e virologici hanno suggerito che la trasmissione del virus avviene principalmente attraverso il
contatto stretto con soggetti infetti tramite goccioline respiratorie (droplets) con un periodo di incubazione stimato in
media di 5-6 giorni dall’esposizione, ma che può arrivare fino a 14 giorni. (WHO, 2020)

Covid-19: evidenze cliniche

La maggior parte dei soggetti affetti da COVID-19 sviluppa una forma di malattia lieve, senza evidenza di polmonite
(40%), o moderata con presenza di polmonite virale, ma senza necessità di supporto con ossigeno (40%). Il 15% dei
soggetti circa manifesta un quadro clinico grave di polmonite interstiziale che richiede supporto con ossigeno e il 5%
dei pazienti una malattia critica con comparsa di insufficienza respiratoria e ARDS ed eventualmente sepsi e shock
settico, insufficienza multiorgano, complicanze trombotiche, cardiache e neurologiche. (Novel Coronavirus Pneumonia
Emergency Response Epidemiology Team, 2020)

Sintomi comuni in pazienti ospedalizzati includono febbre (70-90%), tosse stizzosa (60-86%), dispnea (53-80%), astenia
(38%), mialgie (15-44%), nausea/vomito o diarrea (15-39%), cefalea, debolezza muscolare (25%) e rinorrea (7%).
Anosmia o ageusia interessano tra il 64 e l’80% dei casi e possono essere l’unico sintomo di presentazione nel 3% dei
pazienti. I soggetti infetti possono inoltre presentare anche un quadro clinico non caratteristico caratterizzato dai soli
sintomi gastrointestinali. (Wiersinga et al, 2020)

Secondo la letteratura, dei pazienti ospedalizzati il 17-35% è stato trattato in Terapia Intensiva per grave insufficienza
respiratoria ipossiemica e di questi pazienti il 29-91% ha richiesto ventilazione invasiva. Oltre all’insufficienza
respiratoria, i pazienti ospedalizzati possono sviluppare insufficienza renale acuta (9%), alterazioni epatiche (19%),
alterazioni della coagulazione (10-25%) e shock settico (6%) (Wiersinga et al, 2020)

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I bambini hanno sintomi indicativamente più lievi e limitati alle vie aree superiori e più raramente richiedono
ospedalizzazione; tuttavia, una piccola percentuale di bambini ricoverati per COVID-19 ha sviluppato quadri clinici
gravi con necessità di ricovero In Terapia Intensiva. (Götzinger et al, 2020).

Alcune alterazioni laboratoristiche, seppur aspecifiche, sono caratteristiche dell’infezione: l’aumento degli indici di
infiammazione, di lattico deidrogenasi e creatinchinasi, la presenza di linfopenia e di coagulopatia e l’elevazione dei D-
dimeri.

Adesso sappiamo che COVID-19 si presenta come una malattia sistemica che danneggia l’endotelio vascolare e in cui
la risposta immunitaria esuberante dell’ospite risulta responsabile dei danni tissutali e di insufficienza multiorgano. Il
distress respiratorio in questi pazienti sembrerebbe essere causato da un importante insulto vascolare e un danno
endoteliale sproporzionati, in grado di alterare la vasoregolazione polmonare, promuovere il mismatch ventilazione-
perfusione e la trombogenesi. (Marini et al, 2020)

Covid-19: Impatto sanitario e gestione risorse
Nonostante gli sforzi fatti per potenziare la rete ospedaliera in Lombardia e nelle altre regioni d’Italia, si è
rapidamente creato un grave squilibrio tra le necessità cliniche della popolazione e la disponibilità̀ effettiva di risorse
erogabili che ha investito tutti i contesti di cura, ma, per le particolari caratteristiche di questa pandemia, ha avuto un
impatto maggiore sui reparti di Terapia Intensiva.

La pandemia da COVID-19 è stata causa di un ingente numero di pazienti critici con insufficienza respiratoria acuta che
ha rapidamente superato la disponibilità delle risorse intensive, rendendo queste ultime inadeguate e le decisioni di
triage più complesse.

Lo scenario della pandemia, assimilabile all’ambito della “medicina delle catastrofi”, ha reso necessario implementare
i consueti criteri di accesso alle cure intensive di appropriatezza clinica e di proporzionalità̀ delle cure con
l’introduzione di criteri aggiuntivi di “giustizia distributiva” e di “appropriata allocazione di risorse sanitarie limitate”.
(SIAARTI, 2020)

Covid-19: Impatto sociale e psicologico
Parallelamente al rischio biologico legato al COVID-19 è stato descritto un crescente problema sociale e psicologico. La
pandemia ha ampiamente modificato il nostro stile di vita e ha portato con sé incertezze, preoccupazioni finanziarie e,
non per ultimo, il distanziamento sociale, incrementando i livelli di stress, ansia, paura, tristezza e solitudine.
I sondaggi attuali mostrano un notevole aumento del numero di adulti che segnalano sintomi di stress, ansia e
depressione durante la pandemia, rispetto ai sondaggi precedenti alla pandemia. Inoltre, disturbi della salute mentale,
tra cui ansia e depressione, sembrerebbero essere peggiorati.

Il possibile ruolo della medicina cinese
La Medicina Cinese oggi ha un ruolo marginale nel campo della salute rispetto al passato, rimanendo prevalentemente
orientata al trattamento del benessere.

Le circostanze attuali straordinarie legate alla pandemia da coronavirus ci obbligano a riflettere sulle opportunità che
questa medicina può offrire alla nostra realtà come medici e pazienti.

Quello che sicuramente possiamo aspettarci dal futuro è la comparsa di nuove epidemie. La presente ci ha trovato
impreparati, tanto come medicina cinese che come medicina occidentale. Questo ci suggerisce la necessità di
pianificare una strategia che ci permetta di essere pronti per le prossime.

La pandemia da Covid-19 ha prodotto un grande impatto sul Sistema Sanitario di tutti i paesi con cui è entrata in
contatto, creando carichi ospedalieri spesso insostenibili ed evidenziando l’importanza della medicina del territorio. La
nostra medicina moderna offre grandi possibilità nella cura del singolo individuo ma entra in naturale affanno nella
gestione di un numero inatteso di malati in grado di saturare le sue possibilità di gestione.

Con queste premesse la medicina cinese può rappresentare un ottimo strumento aggiuntivo nel percorso di cura del
paziente, offrendo il meglio delle sue potenzialità all’interno del sistema moderno che si basa sul metodo occidentale.

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La qualità di questo supporto può dipendere da figure professionali altamente qualificate come i medici occidentali
con una formazione completa in medicina cinese. Questi possono intervenire sul territorio offrendo un supporto
medico afferente alla tradizione cinese ma al contempo senza sottovalutare sintomi che possano suggerire la
necessità di una prosecuzione di cure a livello ospedaliero. In questo modo la qualità del sistema assistenziale viene
arricchito dall’esperienza del metodo proprio medicina cinese senza che il paziente si trovi mai privato di una
valutazione medica occidentale.

Il problema essenziale in Italia del medico che si occupa di medicina cinese è la conoscenza della fitoterapia cinese, la
possibilità di approvvigionamento dei fitoterapici stessi e, naturalmente, la confidenza con diagnosi e trattamento. È
verosimile che se desideriamo che la medicina cinese abbia un ruolo maggiore nel processo di cura dei nostri pazienti
questi siano i nodi maggiori da sciogliere nei prossimi anni.

Sulla base della bibliografia internazionale e dell’esperienza personale è stato possibile distinguere tre istanti in cui la
medicina cinese può, con tecniche differenti, offrire un supporto alla medicina occidentale nel trattamento
dell’infezione.

Fase di prevenzione
Una popolazione sana riduce la diffusione del patogeno. Purtroppo non esistono formule magiche che possano essere
universalmente valide per proteggerci da un nuovo agente infettivo. Secondo la medicina cinese l’utilizzo di sostanze
toniche è controindicato nelle infezioni attive mentre l’impiego di sostanze adatte ad attaccare il perverso è
controindicato nella fase di prevenzione. Con queste premesse è difficile trovare una formula che possa essere
generalmente utilizzata in prevenzione. Tuttavia l’agopuntura può avere un ruolo in questa fase, associata a formule
erboristiche basate sulla costituzione individuale. L’esperienza di alcuni autori ci permette di suggerire un possibile
approccio:

    •    Agopuntura: ST-36 Zu San Li + M-HN-3 Yin Tang (Deadman et al, 2020)
    •    Fitoterapia: Gan Cao Gan Jiang Tang (Huang et al, 2020)

La medicina cinese ci insegna a lavorare sulla prevenzione in modo da rinforzare il nostro Qi corretto per arrivare al
momento dello scontro nella migliore forma possibile. La medicina occidentale stessa suggerisce alcuni
comportamenti che possono essere d’ispirazione e che possono essere generalmente consigliati ai pazienti. Possiamo
considerarle una forma di Yang Sheng in chiave moderna occidentale, consigliabile a tutti i pazienti.
    •    Dormire a sufficienza.
    •    Fare un'attività fisica regolare.
    •    Mangiare sano. Dieta equilibrata, evitare cibo eccessivamente elaborato e zuccheri raffinati. Limitare la
         caffeina.
    •    Evitare tabacco, alcol e abusi farmacologici preventivi.
    •    Limitare il tempo davanti allo schermo.
    •    Rilassarsi e ricaricarsi: tai-chi, yoga, meditazione, musica o lettura. Scegliere quella più adatta al paziente.
    •    Mantenere una routine regolare.
    •    Limitare l'esposizione ai media.
    •    Tenersi occupati per gestire le forme ansiose.
    •    Concentrarsi su pensieri positivi.
    •    Sfruttare la spiritualità come supporto psicologico.
    •    Stabilire priorità.
    •    Creare connessioni con gli amici.
    •    Fare qualcosa per gli altri.

Fase di infezione
In questo settore la medicina cinese potrebbe offrire un grande aiuto, soprattutto nelle fasi iniziali di malattia.
L’impiego ragionato di un supporto fitoterapico può contribuire al trattamento domiciliare dei casi lievi di infezione,
riducendo il tasso di evoluzione sfavorevole e auspicabilmente riducendo l’impatto dell’epidemia sul Sistema Sanitario
Nazionale.

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Questa modalità di impiego della medicina cinese può essere estesa oltre i confini delle situazioni straordinarie. Chi si
occupa di medicina cinese deve essere in grado di fornire un supporto in situazioni come nella comune influenza
stagionale in modo da creare una realtà ordinaria che possa essere di concreto supporto in caso di eventi straordinari
come le pandemie.

Il ruolo del medico occidentale che si occupa di medicina cinese rappresenta una sicurezza per il paziente che riceve
una valutazione e trattamento sul territorio in quanto può evidenziare per tempo la necessità di una prosecuzione
delle cure ospedaliere per i casi meno favorevoli.

Nell’ultimo anno la Cina ha dichiarato di aver utilizzato con successo nel trattamento dell’infezione numerose formule
provenienti sia dalla Scuola da Calore che da quella da Freddo e sono stati proposti punti di agopuntura per il
trattamento dell’infezione attiva. (Sun et al, 2020) (Chen et al, 2020)

E’ possibile tentare una semplificazione affermando che nei casi di clinica sovrapponibile ad un quadro di invasione di
Vento-Freddo la scelta è stata orientata su formule della famiglia Mahuang 麻黃, non utilizzabile in italia, sostituibile
nella nostra clinica con formule della famiglia Guizhi 桂枝 adattando i dosaggi. Nei casi invece mostranti sintomi che
depongono per un’invasione di Vento-Calore una delle formule più utilizzate è stata Lian Hua Qing Wen 蓮花清瘟,
anche questa non utilizzabile in Italia, seguita da Yin Qiao San 銀翹散. Preparati in parte sostituibili con formule della
famiglia Chaihu 柴胡. (Huang et al,2020)

La maggior parte dei prodotti consigliati dalle linee guida cinesi per il trattamento del Covid-19 non sono utilizzabili in
Italia. Per quanto sia possibile riadattare le formule basandosi sui prodotti disponibili, le possibilità terapeutiche della
medicina cinese nel nostro paese in questa fase dell’infezione sono ad oggi piuttosto limitate.

Fase post-infettiva: la convalescenza
Dopo l’infezione è comune poter identificare nei pazienti segni di vuoto di Qi che possono essere efficacemente
trattati con agopuntura e fitoterapia oppure piccole manifestazioni di vuoto energetico associate a forme di calore
residuo che possono essere efficacemente corretti mediante agopuntura. E’ importante in questa fase prendere in
considerazione gli aspetti mentali ed includerli nel trattamento, con particolare attenzione ai punti Gui 鬼穴 e ai punti
Benshen 本神 (BL-42, 44, 47, 49, 52) nei confronti dei quali la tradizione attribuisce una particolare valenza sullo Shen.
(Ye et al, 2020)

Fase post-infettiva: quando i sintomi persistono
La maggior parte delle persone che hanno la malattia da Covid-19 guarisce completamente entro poche settimane.
Tuttavia alcune persone, anche quelle che hanno sviluppato forme lievi di malattia, continuano a manifestare sintomi
dopo il loro recupero iniziale. Questa condizione è stata chiamata Sindrome post-COVID o "Long-COVID". (Lopez-Leon
et al, 2021)

I segni e sintomi più comuni che persistono nel tempo includono:
          • Stanchezza
          • Fiato corto
          • Tosse
          • Dolori articolari
          • Dolore al petto

Altri segni e sintomi a lungo termine possono includere:
         • Dolore muscolare o mal di testa
         • Battito cardiaco veloce o martellante
         • Perdita dell'olfatto o del gusto
         • Problemi di memoria, concentrazione o sonno
         • Eruzione cutanea o perdita di capelli

La Lombardia è stata una regione duramente colpita dal coronavirus e a distanza di un anno ho avuto l’occasione di
trattare numerosi pazienti che lamentavano sintomi ascrivibili alla Sindrome post-Covid-19.

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COVID-19 UN ANNO DOPO

Nella mia esperienza l’agopuntura si è rivelata una tecnica efficace per il trattamento dei sintomi persistenti da Covid-
19. In particolare per dolori articolari, la tosse, la stanchezza, la sensazione di fiato corto, le forme ansiogene reattive
post-traumatiche, problematiche di concentrazione, memoria e ritmi del sonno. La stessa agopuntura nella mia
esperienza si è dimostrata meno soddisfacente nel trattamento dell’anosmia e ageusia post-infettiva.

Basandomi sull’esperienza personale vorrei condividere alcuni spunti sul trattamento di questa sindrome. Questi
suggerimenti non devono essere intesi come sostituti di una necessaria diagnosi energetica ma possono
rappresentare utili punti di partenza o spunti di riflessione.

    •    Stanchezza: sempre utile la scelta di punti dall’azione poco specifica ma estesa come St-36, CV-6, CV-12, CV-
         17, GV20 utile associazione a prodotti fitoterapici tonici del Qi come Si Jun Zi Tang.

    •    Fiato corto: utile tonificazione del Qi di Polmone e Rene, sblocco del Qi di Polmone. Considerare punti come
         Gb-21, Bl-13, Bl-23, CV-4, Ki-6. Se il polso è filiforme e accompagna evidenti segni di vuoto energetico, utile
         considerare un supporto erboristico come Sheng Mai San.

    •    Tosse: solitamente forme irritative residue, considerare la tonificazione del Qi del Polmone e gli aspetti
         mentali. Lu-7 è un punto singolo generalmente efficace sia in casi di vuoto che di pienezza. Utile la coppia
         Sheng Jiang + Gan cao come tisana per armonizzare Ying e Wei Qi 營衛不和.

    •    Dolori articolari: di comune osservazione sono le recrudescenze di lombalgia, dorsalgia o cervicalgia post-
         infettiva. Il trattamento con agopuntura è decisamente efficace, soprattutto se basato su una diagnosi di
         meridiano seguita da terapia con un generoso impiego di punti locali. La ricerca dei punti Ashi è importante
         ed è spesso necessaria una stimolazione attenta e più intensa rispetto alle normali forme di dolore cronico.

    •    Dolore al petto: frequentemente dolori di parete anteriori che rispondono spesso bene al trattamento
         posteriore delle linee tendino-muscolari di Taiyang con agopuntura e coppettazione. Utile l’aggiunta di GB-
         21, SJ-15, Lu-1 e l’esplorazione delle linee anteriori di Ren-mai e canale di Rene.

    •    Mal di testa: la diagnosi e il trattamento non differiscono dalla normale cefalea. E’ ragionevole aspettarsi
         componenti tensive.

    •    Battito cardiaco veloce o martellante: utile impiego di Ht-5, Pc-6, CV-15, considerare gli aspetti mentali,
         indagare sempre la possibilità di danno d’organo (ECG, ecografia).

    •    Perdita dell’olfatto e del gusto: nei casi lievi o moderati l’agopuntura sembra offrire un contributo nel
         recupero funzionale. Nelle forme gravi il contributo dell’agopuntura potrebbe essere scarso. Considerare
         impiego di punti locali come M-HN-3 Yintang, Bl-2, LI-20, GV-23, GV-26, CV-23, CV-24. Eventualmente punti
         jing distali 井穴 come Bl-67, Sp-1 nelle forme da pienezza.

    •    Problemi di memoria, concentrazione o sonno: frequentemente legati ad un calore vuoto da consumo dello
         Yin 陰氣, è indispensabile una diagnosi individuale ma sempre considerare lo stato del Sangue e del calore
         residuo come possibile fattore precipitante. Sp-6, Sp-10 ed eventuali formule toniche per il Sangue come Si
         Wu Tang oppure Tian Wang Bu Xin, più indicata per un calore da vuoto di Yin con fuoco residuo.

    •    Eruzione cutanea: a distanza dall’infezione attiva si tratta solitamente di un Calore residuo intrappolato,
         spesso nel canale Shaoyang. Utile considerare la coppia Sj-5 e GB-31 oltre ai punti locali in dispersione.

    •    Perdita di capelli: M-HN-1 Si Shen Cong, GV-20 e Lv-3 per l’azione locale, sul Sangue e l’impiego del tragitto
         interno del canale di Fegato. Indispensabile la diagnosi differenziale: grande vuoto di Qi e Sangue che non
         nutrono i capelli (supportare Polmone e Milza), grande pienezza calore che brucia in alto seccando i capelli
         (disperdere con punti distali o punti Luò), accumulo di umidità che fa cadere i capelli (aiutare la Milza nella
         funzione di separazione, considerare l’utilizzo del fuoco Yang del Rene), etc.

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COVID-19 UN ANNO DOPO

Conclusioni
La patologia da Covid-19 e i suoi effetti sul singolo malato e sull’intera società sono ancora oggi oggetto di studio. La
medicina occidentale si è trovata in difficoltà nel trattamento di questa malattia nuova e ancora oggi poco conosciuta.
La medicina cinese può contare su una consistente esperienza nel trattamento di malattie come questa, basata su
migliaia di anni di lotta alle patologie infettive febbrili.

Ad un anno di distanza dall’inizio della pandemia i fatti ci obbligano a riflettere sulle opportunità presenti e future
offerte dalla medicina cinese nel processo assistenziale globale e sul nostro ruolo di medici appartenenti a questa
tradizione.

La situazione attuale getta le premesse per una collaborazione tra le due medicine che si realizzerà se la medicina
occidentale saprà integrare elementi estranei alla propria tradizione e se la medicina cinese sarà in grado di offrire un
supporto che sia all’altezza delle aspettative. La cultura dell’altro non toglie nulla, ma porta molto.

Il nostro ruolo come medici occidentali che si occupano di medicina cinese è sicuramente privilegiato in questa
mediazione. Se le opportunità offerte alla medicina cinese dalla situazione attuale verranno sfruttate dipenderà
almeno in parte dal ruolo che ciascuno di noi sceglierà di ricoprire.

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