COMITATO SCIENTIFICO | 1 - ILGIORNALEDIKINETÈS ANNOV RIVISTA TRIMESTRALE GENNAIO 2021 - KINETÈS

Pagina creata da Serena Pellegrini
 
CONTINUA A LEGGERE
COMITATO SCIENTIFICO | 1 - ILGIORNALEDIKINETÈS ANNOV RIVISTA TRIMESTRALE GENNAIO 2021 - KINETÈS
Comitato Scientifico | 1

Il Giornale di Kinetès       Anno V
Rivista trimestrale    Gennaio 2021
COMITATO SCIENTIFICO | 1 - ILGIORNALEDIKINETÈS ANNOV RIVISTA TRIMESTRALE GENNAIO 2021 - KINETÈS
2 | Sommario

  Il Giornale di Kinetès
  Rivista trimestrale di Arte, Cultura e Governance del Patrimonio Culturale

  Tutti gli articoli della rivista sono sottoposti alla valutazione preventiva di referees
  anonimi (double blind peer rewiew).

  In copertina
  «Procida», ph. Wolfgang Drewes © https://www.drewes.at/

  © Copyright 2021 by Kinetès-Arte.Cultura.Ricerca.Impresa.

  ISSN 2532-9642

  Realizzazione editoriale e progetto grafico
  Kinetès Edizioni

  Via Salvator Rosa, 27
  82100 Benevento
  www.kinetes.com
  info@kinetes.com

  Tutti i diritti sono riservati. Tutti gli articoli possono essere riprodotti con l’unica
  condizione di mettere in evidenza che il testo riprodotto è tratto da «Il Giornale
  di Kinetès».

                                                                    Il Giornale di Kinetès    Anno V
                                                                    Rivistra trimestrale Gennaio 2021
COMITATO SCIENTIFICO | 1 - ILGIORNALEDIKINETÈS ANNOV RIVISTA TRIMESTRALE GENNAIO 2021 - KINETÈS
Comitato Scientifico | 3

Il Giornale di Kinetès       Anno V
Rivista trimestrale    Gennaio 2021
COMITATO SCIENTIFICO | 1 - ILGIORNALEDIKINETÈS ANNOV RIVISTA TRIMESTRALE GENNAIO 2021 - KINETÈS
4 | Sommario

               Il Giornale di Kinetès    Anno V
               Rivistra trimestrale Gennaio 2021
COMITATO SCIENTIFICO | 1 - ILGIORNALEDIKINETÈS ANNOV RIVISTA TRIMESTRALE GENNAIO 2021 - KINETÈS
Comitato Scientifico | 5

DIRETTORE RESPONSABILE                 COMITATO SCIENTIFICO
ROSSELLA DEL PRETE                     PATRIZIA ASPRONI
Università degli Studi del Sannio      Presidente Museo Marino Marini, Firenze
                                       PATRIZIA BATTILANI
                                       Università di Bologna
                                       GAETANO CANTONE
                                       Istituto Italiano per lo Sviluppo del Territorio
                                       CRISTINA CENEDELLA
                                       Direttore Museo dei Martinitt e delle Stelline, Milano
DIRETTORE DI REDAZIONE                 LORENZO CINATTI
                                       Soprintendente Scuola di Musica di Fiesole,
LUCREZIA DELLI VENERI
                                       Università di Firenze
Centro di Ricerca Kinetès
                                       AUGUSTO CIUFFETTI
                                       Politecnico delle Marche
                                       FRANCESCO COTTICELLI
                                       Università degli Studi di Napoli “Federico II”
                                       RICCARDO DE LUCA
                                       Regista e Autore Teatrale
                                       PAOLOGIOVANNI MAIONE
                                       Conservatorio di Musica S. Pietro a Majella, Napoli
COMITATO DI REDAZIONE                  FEDERICO MARAZZI
LEONARDO CANTONE                       Università Suor Orsola Benincasa, Napoli
EUGENIO DELLI VENERI                   ANTONIO MINGUZZI
VERDIANA PERROTTA                      Università del Molise
ALESSIA RICCI                          ROBERTO PARISI
                                       Università del Molise
                                       ROSSANO PAZZAGLI
                                       Università del Molise
                                       GAETANO SABATINI
                                       Università Roma Tre
                                       LUDOVICO SOLIMA
                                       Università degli Studi della Campania "Luigi
                                       Vanvitelli"
                                       GIULIANO VOLPE
                                       Consigliere del Ministro dei BACT per la formazione
                                       e la ricerca
                                       ILARIA ZILLI
                                       Università del Molise

 Il Giornale di Kinetès       Anno V
 Rivista trimestrale    Gennaio 2021
COMITATO SCIENTIFICO | 1 - ILGIORNALEDIKINETÈS ANNOV RIVISTA TRIMESTRALE GENNAIO 2021 - KINETÈS
6 | Sommario

                     EDITORIALE
                     Covid-19 e crisi del turismo. Una riflessione sul futuro
                     delle città d’arte e di cultura
               10    GUIDO BORÀ

                     FOCUS
                     A (lui) gli occhi, please! Il genio incontenibile di un
                     attore di razza superiore ed unica: Gigi Proietti
               24    GIULIO BAFFI

                     NEWS
                     L’Hackathon longobardo: un innovativo modello di
                     partecipazione attiva per l’aggiornamento del Piano
                     di Gestione
               32    ARIANNA PETRICONE, MARTINA RAMELLA GAL

                     APPROFONDIMENTI
                     Marina Corazziari. Sogni rubati al mare
               50    CRISTINA VANNUZZI LANDINI
                     La bellezza, una speranza aperta nel cuore del Bel
                     Paese
               57
                     FILIPPO CANNIZZO
                     Educare alla “cura” del Paesaggio: l’impegno di
                     Italia Nostra
               64    MARIA ROSARIA IACONO
                     I-Portunus e Italian Council: strumenti di
                     finanziamento in Europa e in Italia a sostegno della
                     mobilità artistica
               73    GIOVANNA CALABRESE
                     “Benevento Città Spettacolo” (1980-2020):
                     quarant’anni di un festival teatrale
               81    PIER PAOLO PALMA
                     La Via Appia, ovvero la scrittura in pietra
               111   AGLAIA MCCLINTOCK

                                             Il Giornale di Kinetès    Anno V
                                             Rivistra trimestrale Gennaio 2021
Sommario | 7
                                       BORGHI D'ITALIA
        Procida e la fierezza di un microcosmo salato
                                     nell’area flegrea.
                                    RAFFAELLA SALVEMINI     118

                                                 MUSEI
              Il futuro (che è già presente) del Madre
                                          LAURA VALENTE 130

                                                MOSTRE
                          Tra Antonio Marras e Aspesi:
 l’Archivio di Stato di Napoli narra la storia della seta
                                       CANDIDA CARRINO 144

                                                   LIBRI
     Francesco Cotticelli e Paologiovanni Maione, a
     cura di, Storia della musica e dello spettacolo a
                   Napoli. Il Seicento, Turchini Edizioni,
                                  Napoli 2020, pp. 1920. 150
                                           MARIA VENUSO

       Rosario De Iulio e Mariagrazia Russo, a cura di,
           La valorizzazione del patrimonio culturale:
               una risorsa per l’Europa, Tuga Edizioni,
                         Bracciano (RM) 2020, pp. 187.
                                      ANTONIO CIASCHI 154

                               IN VIAGGIO CON EDWIGE
                                              Namaste
                                           /na·ma·sté/
                                      CLARISSA FATTORUSO 158

Il Giornale di Kinetès       Anno V
Rivista trimestrale    Gennaio 2021
8 | Comitato Scientifico

                           Il Giornale di Kinetès    Anno V
                           Rivistra trimestrale Gennaio 2021
Focus | 23

Il Giornale di Kinetès       Anno V
Rivista trimestrale    Gennaio 2021
24 | Focus
             A (LUI) GLI OCCHI, PLEASE!
             IL GENIO INCONTENIBILE DI UN ATTORE DI RAZZA
             SUPERIORE ED UNICA: GIGI PROIETTI

                                     di Giulio Baffi

             La grande auto nera e solenne che attraversa la città
             silenziosa. Al lato due file di motociclette della Polizia
             Urbana della capitale. I pochi passanti sui
             marciapiedi della insolitamente deserta Via del Corso
             si fermano e salutano. Qualcuno fa il segno della
             Croce, qualcuno si lancia nel gesto di un saluto
             familiare, quasi allegro, ma trattenuto e appannato
             dalla malinconia. Forse avrebbe avuto piacere a
             vedere la sua amata città in questa sua ultima
             passeggiata, ricordando gli applausi a cui era
             abituato, i sorrisi, le strette di mano, le richieste di selfie
             che sempre ed in gran quantità gli riservava quel suo
             pubblico, amato e riamato con la passione dei
             prediletti.

             Gigi Proietti si allontana così da noi e dal suo tempo,
             lo guardiamo come attraverso le lenti di un
             cannocchiale rovesciato e intanto, invece, la sua
             immagine cresce e si dilata nello spazio e nella
             memoria e il suo sorriso sembra esplosione familiare
             ed amica. Altre volte, tante volte, così l’abbiamo visto
             e applaudito. Così è la vita di un attore. E quella di

                                      Il Giornale di Kinetès    Anno V
                                      Rivistra trimestrale Gennaio 2021
Focus | 25
Gigi Proietti non fa eccezione, se non per la sua
enorme presenza nel mondo dello spettacolo italiano
tra teatro, cinema e televisione. Versatile come
pochi, capace di recitare, cantare, mimare, mettere
in scena, insegnare, scrivere, inventare, il suo grande
successo lo ha reso volto familiare per un pubblico
enorme, personaggio prediletto per tanti. Attore e
capocomico di grande coraggio e di geniali
intuizioni. Che non sono certo caratteristiche da poco
e costituiscono l’eccezionalità del suo percorso e la
ricchezza della sua carriera, il motivo del suo enorme
successo di pubblico, l’affetto grande e profondo di
una gran parte del mondo dello spettacolo. Giovane
di età, di formazione e di comportamenti, di quelli
cioè che l’hanno seguito nelle sue scelte e di quelli
che con lui hanno imparato ad amare il lavoro nel
complesso        segmento       dell’universo-spettacolo.
Dentro questo mondo lui si è mosso con coraggio e
passione partendo alla conquista di spazi fisici e
mentali, disponibile all’eresia ed attento all’ortodossia
di umori, di amori, di invenzioni, modellandosi
addosso personaggi imprevisti e imprevedibili,
comportamenti esemplari, umori dispari per
sentimenti e passioni. Capace di sorprendere sempre,
lontano dalla prevedibilità, attore d’irresistibile
fascino, uomo di naturale e forte simpatia, è morto a
ottant’anni, nel giorno del suo compleanno. Era nato
infatti il 2 novembre del 1940 nel cuore della Roma
antica, in Via Giulia. La scuola, il liceo, l’università,
sono state le tappe obbligate, come l’oratorio in cui
già sembrava il più dotato tra i suoi compagni per
ironia e rapido coraggio allo scherzo. Oggi che
Proietti non c’è più, i cronisti più pigri lo ricordano in
qualche film e citano certi suoi personaggi, inventati
alla grande, ma in qualche modo facili da ricordare
nel percorso segnato dal suo grande talento che gli
permetteva di saltare in alto più di altri, come un
atleta della parola e del gesto. Il battesimo del teatro
glielo diede Giancarlo Cobelli, un grande regista
capace di invenzioni magnifiche e di provocazioni
eccellenti che insegnava nel CUT romano, un Centro
Universitario Teatrale tra i tanti che in quegli anni, era
l‘inizio degli anni Sessanta, andavano cercando e

Il Giornale di Kinetès       Anno V
Rivista trimestrale    Gennaio 2021
26 | Focus
             proponendo talenti e percorsi non necessariamente
             ortodossi per i linguaggi del palcoscenico. È in
             quell’incubatore intelligente che Proietti recita
             Aristofane e Durrenmatt, e intanto canta e suona nei
             night romani cercando anche di guadagnare
             qualcosa con il doppiaggio, meta di tanti attori e per
             lui territorio di altra invenzione, e di permanenza poi
             lungo tutta la vita. Con quella sua voce tanto
             riconoscibile eppure tanto capace di rimodellarsi su
             quella di altri attori ben famosi del gran mondo del
             cinema e su temperamenti di personaggi mai
             cancellati dalla memoria di noi spettatori innamorati.

             Il Teatro Stabile di Roma lo seduce con la non facile
             scrittura di Pistilli, di Gozzi, di Shakespeare. E quella
             passione per il mondo irresistibile del Bardo, nata
             presto e alimentata con tanto lavoro, non lo lascerà
             mai come un motivo silenzioso vissuto per intere
             giornate, settimane, mesi, anni, fino a quando, non
             riuscirà a vedere la costruzione di quel Globe Theater
             realizzato in pochi mesi - era il 2003 - all’interno dei
             giardini di Villa Borghese e diretto per diciassette anni.
             Qui la sua idea di insegnante per giovani talenti ed il
             suo percorso d’eredità felice si è dipanato ed è
             cresciuto.

             Ma prima furono gli anni lieti e faticosi delle rinunce e
             dei sogni difficili del “Teatro del 101”, insieme ad
             Antonio Calenda, Genny Gazzolo, Piera Degli Esposti,
             Paila Pavese, amici inseparabili diventati presenza
             forte nella sua vita colta e coraggiosa, studiando
             come mettere in scena il teatro difficile di Bertolt
             Brecht, di Jean Genet, di Boris Vian, di Corrado

                                    Il Giornale di Kinetès    Anno V
                                    Rivistra trimestrale Gennaio 2021
Focus | 27
Augias, di Apollinaire, di Picasso, di De Rojas. Romano
nelle ossa, nell’ironia beffarda e nella parlata, salta
ogni ostacolo, cercando la scrittura delle
drammaturgie del mondo con Moravia e
Gombrowitz, e ancora con il non facile “Coriolano” di
Shakespeare,        con      scelte     dichiaratamente
d’impegno sociale, se non politico, che in quella fine
degli anni Sessanta erano, per il pubblico dell’Italia
borghese di quel tempo, segno inquietante di
un’avanguardia culturale.

E fu il tempo della televisione, dell’amicizia con Ugo
Gregoretti, altro spirito inquieto per intelligenza
d’invenzioni, e con il suo “Circolo Pickwick”, dei
“Grandi camaleonti” di Federico Zardi. E fu la
scoperta dei versi impertinenti di Petrolini, che
l’alimentarono poi per tutta la vita, e quella della
commedia       musicale      chiamato     dai    grandi
Garinei&Giovannini a sostituire Domenico Modugno
in “Aleluja brava gente” al fianco di Renato Rascel,
inventando e cantando per veleggiare, al cinema,
verso il “Brancaleone alle crociate” di Monicelli e il
“Bubù di Montparnasse” di Bolognini.

Se il cinema apre volentieri le porte al talento di
Proietti la televisione le porte le spalanca, e lo
introduce nel suo salotto buono, affidandogli
personaggi che gli italiani hanno amato per decenni.
Come quel Maresciallo Rocca entrato a fare parte
della quotidiana avventura domestica nazionale,
cerniera generazionale dello spettacolo televisivo,
modello di comportamento e di invenzione, ma
soprattutto personaggio simpatico oltre ogni dire, non
meno del suo Bruno Palmieri, giornalista protagonista
di “Una pallottola nel cuore”. È in questa capacità di
lasciare che gli modellassero quei suoi personaggi,
rendendolo capace di modellarli a sua volta
sull’immaginario di migliaia di italiani e mantenendo
sempre ben alto il livello di riflessione civile, che Proietti
ha vinto questa ed altre sue battaglie, scommesse,
creazioni, in una misura che mai, nemmeno per un
momento, sceglieva lo sconto facile e l’ammiccare
equivoco. Ma certo è stato il suo “Kean” a dargli la
misura della gran fatica da “mattatore” già

Il Giornale di Kinetès       Anno V
Rivista trimestrale    Gennaio 2021
28 | Focus
             conquistata con le strepitose performances di “A me
             gli occhi please”, e poi di tante “Serata d’onore”
             richieste, attese, regalate ad un pubblico in delirio di
             affetto e di stupito divertimento e condensate in
             televisione nelle costruzioni magnifiche dello storico
             “Cavalli di battaglia” in cui è riuscito a condensare gli
             umori di una vita d’attore straordinario e regista di
             teatro e di lirica per titoli e messe in scena
             appassionanti che, in macchiette strepitose, ha colto
             l’eredità di Petrolini, di Fabrizi, di Sordi, di Trilussa e di
             Gioacchino Belli, e di tanti geniali protagonisti dello
             spettacolo e della cultura impertinente di una
             intelligenza geniale e caustica. Fu il “Gastone”
             languido e snob, fu il protervo “Nerone”, fu “Meo
             Patacca” e “Gaetanaccio” a farlo eroe di un popolo
             stupito per amore e risate.

             Ma se dovessi dire chi mi viene in mente se chiudo gli
             occhi e ripenso al Proietti gentile che ho incontrato
             tante volte in teatro, mi balza agli occhi il volto
             rimbambito di quel nonno che prova a raccontare
             una fiaba di cui non regge il fil e s’incaglia e s’affanna
             a rincorrere il filo del racconto e l’intreccio impossibile
             in una iperbolica rincorsa di Pinocchi, Biancaneve,
             Cappuccetti e lupi altrettanto scimuniti. Gran fatica
             d’attore, tante volte richiesta, tante volte concessa,
             tante volte applaudita. Personaggio creato chissà
             quando e ripetuto inventando sempre nuovi percorsi,
             ma eguale ogni volta. Soggiogato dal quel suo ritmo
             perfetto, dai tempi comici ipnotici, dalla tenera
             cattiveria di quel suo scombinato racconto. Me lo
             cerco ogni volta che il cuore e il desiderio divertito mi
             spinge nei territori disegnati da Proietti, generoso
             come pochi, amico in trionfo sui social, forte nei

                                      Il Giornale di Kinetès    Anno V
                                      Rivistra trimestrale Gennaio 2021
Focus | 29
segmenti magnifici del suo delirio incontenibile
d’attore di una razza superiore ed unica, di una
scuola grande che ha fatto grande questi suoi anni di
spettacolo, lasciando al suo pubblico lo stupore e
l’amore che si avvertivano in silenzio, come un
sussulto, tra le strade semideserte della sua città…
mentre il feretro avanzava, scortato dalla guardia
d’onore a testimoniare l’orgoglio e l’affetto del suo
pubblico sterminato.

Giulio Baffi
Giornalista e docente, Giulio Baffi è presidente dell’Accademia
delle Belle Arti e presidente dell’Associazione Nazionale Critici di
Teatro. Componente del CdA della Fondazione Eduardo De
Filippo e direttore artistico dell’Ente Teatro Cronaca, collabora
come critico teatrale con “la Repubblica - Napoli”.

Il Giornale di Kinetès       Anno V
Rivista trimestrale    Gennaio 2021
168 | In viaggio con Edwige

                              Il Giornale di Kinetès    Anno V
                              Rivistra trimestrale Gennaio 2021
Puoi anche leggere