Chi ride ultimo parodia satira umorismi - (veni mecum) - Compalit
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Associazione di Teoria e Storia Comparata della Letteratura
Università degli Studi di Napoli Federico II
Dipartimento di Studi Umanistici
Chi ride ultimo
parodia satira umorismi
XIII Convegno Annuale Compalit
Napoli, 16-18 dicembre 2015
a cura di e di
Francesco de Cristofaro Elisabetta Abignente
Giovanni Maffei Antonio Bibbò
Ugo M. Olivieri Ludovico Brancaccio
Federico Bertoni Emanuele Canzaniello
Silvia Albertazzi Carmen Gallo
Clotilde Bertoni Ida Grasso
Stefano Ercolino Fausto Greco
Giulio Iacoli Gennaro Schiano
Guido Mazzoni Marco Viscardi
Mauro Pala
in collaborazione connotissime di Bergson, Pirandello, Freud. Come è
noto, il riso può essere molla di forme di comicità di
Questo
Questo convegno.
convegno. senso univoco e lineare quanto di tipi di umorismo
che intrecciano in nodi inestricabili ilarità e pathos;
può tradursi in sarcasmo mirato e aggressivo, come
C
hi ride ultimo probabilmente non ha capito la in ironia profonda e sfrangiata, il cui senso più
battuta : così recita, con scintillante wit, una profondo resta indefinito, così da porre all’interpre-
legge di Murphy. Può essere; ma può anche tazione una sfida sempre aperta; può veicolare una
darsi che chi ride ultimo rida male, producendo morale condivisa ma anche scardinare del tutto i suoi
sfrigolii o fischi: come nel siciliano risu di babbaluci, dogmi. Di volta in volta è risultato castigo, presa di
macabro e ilare, carnevalesco e tremendo. distanza, ma anche espressione di una
Quest’anno, per la prima volta in assoluto, il identificazione sotterranea; conferma di una
convegno annuale dell’Associazione di Teoria e Storia mentalità dominante ma anche infrazione delle sue
Comparata della Letteratura sbarca all’Università regole; scompiglio carnevalesco e circoscritto,
degli Studi di Napoli Federico II. Lo fa rendendo autorizzato dalle gerarchie, ma anche forma di
omaggio, nel ventennale della scomparsa, a un trasgressione estrema e persino rivoluzionaria;
indimenticabile maestro dell’accademia napoletana, replica meccanica di tipi di ilarità già collaudati ma
Giancarlo Mazzacurati; e scegliendo un argomento anche scatenamento di nuovi linguaggi, generi, modi
che gli era molto caro, l’umorismo. Tutte le forme dell’espressione; forma di intrattenimento soffice e
dell’umorismo: dalla parodia alla satira, dal pastiche disimpegnato, ma anche strategia per affrontare e
all’antinarrazione. E tutti i linguaggi, che sono poi il esorcizzare la morte.
lievito del nostro immaginario: il romanzo, la
A
caricatura, la poesia, il cinema, il teatro, il graphic ltrettanto vario, instabile, contraddittorio il suo
novel, il fumetto, la televisione, perfino il web. ruolo in ambito artistico e più specificamente
letterario. Il riso ha istituito generi sempiterni e
I
l programma di Chi ride ultimo prevede tre dense sconvolto il sistema dei generi. Ha ispirato forme
giornate di lavori, per un totale di 125 relazioni, 9 eterogenee di parodia, pastiche, riscrittura,
delle quali plenarie, e le altre 116 distribuite in 16 attraversamento intertestuale, da quelle più
panel: dallo sternismo all’ironia asiatica, dallo spoof parassitarie a quelle più inventive e innovatrici. Ha
movie alla satira in versi, dalle riscritture del sacro avuto in epoche diverse articolazioni satiriche, ora
alle teorie bachtiniane, dalla parodia sulla scena alle morbide, accomodanti, congeniali alle istituzioni e al
irrisioni tra i banchi, dall’attuale satira politica al riso potere, ora dissacranti, spregiudicate, sovversive;
dianoetico e apocalittico... Inoltre, una serata con ora legate a codici cristallizzati, ora promotrici di
alcuni autori di Blob, la trasmissione che ha imposto codici nuovi. Ha animato tipologie e tecniche di
sul piccolo schermo la regola dell’attrazione, e con antinarrazione, per lo più irriducibili ai generi
Massimo Bucchi, illustratore ufficiale dell’evento (e consolidati.
autore dell’immagine della locandina, ove maliarde
R
dalle madornali calzature protestano: yes we can iflettere su questo ventaglio così ampio e
can); un ricordo di Paolo Zanotti firmato da Antonio frastornante di possibilità significa
Scurati; un seminario conclusivo intorno alla lezione e ripercorrere la tradizione – cogliendo le
al lascito intellettuale di Giancarlo Mazzacurati. costanti di lungo corso come le sterzate decisive – e
riflettere sulle permanenze e le novità del panorama
L
e funzioni molteplici e le ambivalenze del riso attuale: ad esempio chiedersi fino a che punto il riso
sono state ampiamente indagate: dalle teorie sia oggi reazione effettiva a una situazione di crisi, e
classiche a quelle settecentesche, dalle se e quanto ricada piuttosto in convenzioni e canoni
riflessioni sui passaggi dalla Stiltrennung già inflazionati; se sia soprattutto conferma
(separazione degli stili) alla Stilmischung rassicurante delle aspettative, o se ancora abbia il
(mescolanza degli stili), alle sistematizzazioni potere di destabilizzarle; e distinguere tra le
impennate davvero nuove – che caratterizzanosoprattutto il lavoro di certi registi teatrali e pamphlet, vignette: che, se paiono collocarsi fuori del
cinematografici – e le novità più propagandate che campo letterario, in effetti spesso ne riprendono i
effettive lanciate sul mercato letterario. modelli, solo in forme più elastiche; o vi introducono
le ispirazioni non finzionali della cronaca giornalistica.
Il convegno segue tre direzioni di base, a loro volta
3
divise in due articolazioni ulteriori. La derisione come antinarrazione.
L’antinarrazione è il principio che ha
1 Forme della parodia e suoi diversi
orientamenti. La tensione parodica ha
proceduto da sempre lungo sensi grosso
modo opposti: a volte un gioco intertestuale
ravvicinato e almeno in apparenza tutto concentrato
scompigliato in tempi diversi le più varie forme
d’arte, da quelle letterarie a quelle teatrali e
cinematografiche. Due le linee: a) I volti molteplici
dell’antiromanzo. Il principio ironico e digressivo
nell’antiromanzo può comportare la disintegrazione
su se stesso; a volte lo sviluppo verso invenzioni della logica mimetica; ma a volte invece (è il caso di
nuove, tese a esprimere contenuti spiazzanti, ancora Sterne) sostiene approcci realistici dei più nuovi e
inammissibili per le regole o la mentalità del tempo. pungenti; b) L’antinarrazione principio di spettacolo.
a) La parodia come riscrittura. Nel solco del grande Dal teatro di varietà a quello delle avanguardie, dal
studio di Genette sulla “letteratura al secondo grado” cinema dei surrealisti o di Buñuel all’Hellzapoppin
(1982), ci si interrogherà sulla parodia, che deforma hollywoodiano fino a Paolo Poli o al Quartetto Cetra,
singoli testi, e sul pastiche, che prende invece di mira la sovversione dell’impianto narrativo classico è stata
interi generi. Tali palinsesti sono a volte sempre una forma decisiva di provocazione degli
incomprensibili senza la conoscenza del modello spettatori, a volte funzionalizzata al semplice
(che possono finire persino per plagiare, con intrattenimento ludico, a volte tale da alterare
ricadute giudiziarie: vedi il caso D’Annunzio / totalmente l’orizzonte della ricezione.
Scarpetta), a volte sono ugualmente fruibili. La
casistica è ampia, e trova i suoi momenti fondativi nel Compalit 2015 si tiene nell’Università degli Studi di
costituirsi dell’eroicomico e nel geniale ribaltamento Napoli Federico II, esattamente vent’anni dopo la
ideologico della Pamela di Richardson operato da scomparsa di un maestro che vi insegnò per tanto
Fielding; b) La parodia come reinvenzione. tempo, Giancarlo Mazzacurati: straordinario studioso
Vi sono casi in cui il modello da dissacrare è solo lo di modalità di scrittura ironiche, dissacranti,
spunto, e può sparire nelle pieghe di un nuovo anticonvenzionali, capaci di stravolgere le logiche
autonomo universo immaginario. Così avviene, letterarie classiche, dal Rinascimento, a Sterne, a
paradigmaticamente, in Joseph Andrews dello stesso Pirandello e Svevo. Per Mazzacurati, a cui il nostro
Fielding, ma anche in alcuni esperimenti delle convegno è idealmente dedicato, l’ironia era un
Avanguardie e dell’OuLiPo, o nel postmoderno e modo di essere, di sostenere un costante ruolo
dintorni (ad es. Foe di Coetzee). critico e polemico nei confronti delle istituzioni e della
società civile, come in generale di esercitare un
2
Forme della satira tra fiction e non-fiction. approccio penetrante e doloroso alla realtà.
Non solo la satira può assumere gradi e toni
molto disparati, da quelli massimamente
congeniali a quelli massimamente ostili al potere, ma
può ispirare le più diverse forme dell’arte.
a) La satira letteraria. La satira è principio fondante
di generi come l’epigramma, il poema didascalico, il
conte philosophique, il romanzo utopico (o
antiutopico o distopico): generi spesso longevi, che
anche in epoca contemporanea rinascono attraverso
rifioriture e recuperi vari; b) La satira fuori dei generi
letterari. Nella modernità la satira trova il suo
territorio privilegiato nel giornalismo, con articoli,Compalit.
L’Associazione per gli Studi di Teoria e Storia comparata della Letteratura nasce nel 1993, e
raduna, oltre ad esperti di Critica letteraria e Letterature comparate, anche tutti coloro che sono
interessati alla dimensione comparatistica degli studi umanistici. Quanto c’è di comune e di
integrabile nell’espressione letteraria e artistica di età e di ambiti geografici anche distanti, di là
dalle specifiche identità di lingua, di storia e di cultura, è il territorio elettivo della comparatistica,
interessata ai codici, ai generi, alle tradizioni, ai miti che hanno valicato i confini dell’origine e della
differenza, stabilendo modelli di ampia fruibilità e rinnovando le possibilità di confronto e di studio
sistematico nel campo non solo letterario, ma estetico e in generale delle forme artistiche.
Travalicando le tradizionali suddivisioni disciplinari, l’Associazione promuove la comparazione dei
saperi letterari in un disegno di ricerca e di insegnamento capace di rinnovare in modo
significativo anche la didattica superiore secondaria. Il direttivo attuale è formato da Federico
Bertoni (presidente), Clotilde Bertoni (vice-presidente), Giulio Iacoli (tesoriere), Stefano Ercolino
(segretario), Silvia Albertazzi, Guido Mazzoni, Mauro Pala.
Between.
Between.
..
Anche gli Atti di Chi ride ultimo saranno ospitati da Between, la rivista internazionale semestrale
peer-reviewed e open access dell’Associazione italiana di teoria e storia comparata della
letteratura (Fascia A nella classificazione ANVUR). Between cerca di reagire al sentimento di crisi
– disciplinare, forse, ma ancor di più culturale e storica – che coinvolge gli studi letterari e
umanistici in genere, in Italia e in altri Paesi ‘occidentali’. La reazione passa attraverso il confronto
tra modelli e proposte in continua evoluzione, tra le prospettive locali e quelle internazionali, tra
gli strumenti letterari e quelli di altri domini del sapere per i quali la letteratura può rivelarsi
un’insospettabile risorsa. La rivista ha l’ambizione di rappresentare un osservatorio aggiornato e
un luogo d’incontro in cui mettere a frutto i metodi e le ricerche a cui la comparatistica italiana
partecipa e che contribuisce a sviluppare. In tal senso, il suo nome vuole alludere anche a
un’auspicabile funzione di trait d’union fra l’Italia e gli altri Paesi europei ed extraeuropei: tanto
quelli nei quali gli studi di letterature comparate vantano già una consolidata tradizione; quanto
quelli in cui la disciplina, affermatasi più di recente, si dimostra tuttavia particolarmente dinamica
e capace di entrare in relazione con gli aspetti vitali della società e della cultura.
Come da tradizione, nel convegno di Compalit verranno presentati i numeri di Between del 2015: il
fascicolo monografico su Censura e autocensura coordinato da Antonio Bibbò, Stefano Ercolino e
Mirko Lino e quello scaturito da Compalit XII, tenutosi l’anno scorso a Bologna e organizzato da
Federico Bertoni intorno al tema L’immaginario politico. Impegno, resistenza, ideologia.Le
Le relazioni
relazioni
plenarie. plenarie.
Le sessioni plenarie di Chi ride ultimo si svolgeranno presso l’Aula Magna dell’Accademia
Pontaniana mercoledì 16 dicembre alle 9, giovedì 17 alle 15 e venerdì 18 alle 15. Quest’anno
Compalit ha invitato uno dei massimi critici letterari viventi, Thomas G. Pavel: ci parlerà di riso e
compassione. Maurizio Bettini, da sempre particolarmente sensibile alle relazioni tra antico e
moderno, esplorerà l’universo della satira greco-romana, mostrando come si sia sempre riso
degli dèi; discorso affine, ma concentrato su secoli più vicini, sarà condotto da Stefano Manferlotti.
Antonio Gargano proporrà una modellizzazione della satira in versi attraverso il Cinquecento
italiano, il Seicento spagnolo e il Settecento inglese. Della questione del “ridere in lingue altrui”
tratterà, mettendo a fuoco tre casi esemplari di metà Novecento, l’intervento di Gabriele Frasca.
Volte specialmente al contemporaneo saranno anche le relazioni di Marina Guglielmi (che parlerà
di fumetto e graphic novel), di Vincenzo Maggitti, esperto di intersezioni tra linguaggio letterario e
linguaggio filmico, e di Massimo Fusillo, che interrogherà l’estetica del pastiche e la complessità
intermediale in Povera piccina di Patrick Dennis. Compalit 2015 sarà anche l’occasione per una
piccola festa di congedo dall’Università: quella di Maria Teresa Giaveri, già curatrice di Compalit
2008 (vd. Oriente e Occidente, a cura di F. de Cristofaro, G. Episcopo e M. Salvioli, Between, 2,
2011). La sua relazione su umorismo, passione e pudore inaugurerà il convegno.
II relatori.
relatori.
Maurizio Bettini insegna Filologia Classica all’Università di Siena, dove dirige il Centro “Antropologia e
Mondo antico”. Dal 1992 tiene seminari presso la University of California at Berkeley. Con Einaudi cura
la serie “Mythologica”, presso Il Mulino la collana “Antropologia del Mondo Antico”. Collabora con la
pagina culturale di Repubblica. Pubblicazioni recenti: Vertere. Antropologia della traduzione nella
cultura antica, Einaudi 2012; Elogio del politeismo. Quello che possiamo imparare oggi dalle religioni
antiche, Il Mulino 2014; Il dio elegante. Vertumno e la religione romana, Einaudi 2015.
Gabriele Frasca insegna Letterature Comparate e Media Comparati all’Università degli Studi di Salerno.
Le sue ultime pubblicazioni sono: la raccolta di versi Rimi (Einaudi 2012), il romanzo Dai cancelli
d’acciaio (Luca Sossella 2011), il videodramma Nei molti mondi (a firma della sua band/factory
ResiDante, Luca Sossella 2014) e il saggio La letteratura nel reticolo mediale. La lettera che muore
(Luca Sossella 2015). Ha tradotto opere di Samuel Beckett e Philip K. Dick.
Massimo Fusillo insegna Critica Letteraria e Letterature Comparate all’Università dell’Aquila. I suoi
principali lavori, tradotti in molte lingue, sono: Il romanzo greco: polifonia ed eros (Marsilio 1989); La
Grecia secondo Pasolini. Mito e cinema (Carocci 2007); L’altro e lo stesso. Teoria e storia del doppio
(nuova edizione Mucchi 2012); Estetica della letteratura (Il Mulino 2009); Feticci. Letteratura, cinema,
arti visive, Il Mulino 2012. Insieme a Piero Boitani ha diretto la Letteratura Europea (Utet 2014). È
membro dell’Executive Council dell’International Association of Comparative Literature.Antonio Gargano insegna Letteratura spagnola presso l’Università di Napoli Federico II, dove ha a lungo ricoperto anche la cattedra di Letterature Comparate. Tra i suoi volumi più recenti, Le arti della pace. Tradizione e rinnovamento letterario nella Spagna dei re cattolici (Liguori 2008; tradotto in spagnolo nel 2012) e La sombra de la teoría. Ensayos de literatura hispánica del ‘Cid’ a ‘Cien años de soledad’ (Ediciones de la Universidad de Salamanca 2007). Ha curato “Dificil cosa el no escribir sátiras”. La sátira en verso en la España de los Siglos de Oro (Editorial Academia del Hispanismo 2012) e “Però convien ch'io canti per disdegno”. La satira in versi tra Italia e Spagna dal Medioevo al Seicento (Liguori 2012). Maria Teresa Giaveri, già docente di Letteratura francese e di Letterature comparate all’Università di Napoli L’Orientale, di Pisa e di Torino, è membro dell'Accademia delle Scienze di Torino. Studiosa di genesi testuale (cfr. L'"Album de Vers anciens" di Paul Valéry. Studio sulle correzioni edite e inedite, Padova 1969), è fra i massimi esperti di Valéry, al quale ha dedicato tra l’altro La caccia magica (Guida 1985) e Le vieil homme (Bulzoni 1984), oltre all’edizione genetica de Il cimitero marino (Il Saggiatore 1984); recentemente ne ha curato le Opere per “I Meridiani”. Nella stessa collana aveva edito, nel 2000, i Romanzi e Racconti di Colette. Marina Guglielmi insegna Letterature comparate all’Università di Cagliari. Esperta di riscritture serie e parodiche (cfr. Le discontinuità del racconto. Riscritture, manipolazioni, traduzioni, Lithos 2012), di traduzioni intra e intersemiotiche e di intersezioni tra storia letteraria e geografia, ha recentemente curato con Giulio Iacoli Piani sul mondo. Le mappe nell’immaginazione letteraria (co-curatrice, insieme a Giulio Iacoli; Quodlibet 2012). È fondatrice e membro del comitato di direzione di Between. Vincenzo Maggitti ha conseguito il dottorato di ricerca in Letterature Comparate a Roma ed è stato a lungo lettore di italiano presso l’Università di Stoccolma. Si occupa della relazione fra linguaggi artistici, in particolare cinema e letteratura. Ha pubblicato una monografia sull’argomento ( Lo schermo fra le righe. Cinema e letteratura del Novecento, Liguori 2007) e diversi articoli su riviste letterarie specialistiche (“Letterature d'America”, “Contemporanea”, “Arabeschi”, “Annali d’Italianistica”). Stefano Manferlotti insegna Letteratura inglese all’Università di Napoli Federico II, dove per molti anni ha insegnato anche Letterature comparate. Fra le sue pubblicazioni Antiutopia. Huxley, Orwell, Burgess (Sellerio 1984), Dopo l’Impero. Romanzo ed etnia in Gran Bretagna (Liguori 1995), Amleto in parodia (Bulzoni 2005), Shakespeare (Salerno Editrice 2010), Cristianesimo ed Ebraismo in Joyce (Bulzoni 2014). Ha recentemente curato La malattia come metafora nelle letterature dell’Occidente (Liguori 2014). Ha tradotto opere di Dickens, Chesterton, Huxley, Orwell e altri. Dirige per Liguori la collana di studi inglesi Il Leone e l’Unicorno e la collana di letteratura comparata L’armonia del mondo. Thomas G. Pavel insegna Comparative Literature all'University of Chicago. Studioso di fama internazionale, ha offerto un contributo decisivo alla riflessione sui rapporti tra universi fittizi e universi di riferimento, sull'ontologia dei personaggi e il valore della verità nella finzione (vedi soprattutto Fictional Worlds, Harvard University Press, 1986; trad. it. Mondi di invenzione. Realtà e immaginario narrativo, Einaudi 1992). Il suo saggio di morfologia storica comparata La pensée du roman (Gallimard 2003) è stato recentemente tradotto in italiano con alcune modifiche sostanziali e con il titolo Le vite del romanzo (Mimesis 2014).
Presidenti e coordinatori. Le sessioni plenarie di Compalit 2015 saranno presiedute da Giancarlo Alfano (docente alla Federico II e co-curatore di Decameron e Promessi Sposi per la BUR; coordinatore de La satira in versi, Carocci 2014; di prossima uscita un suo volume sull’umorismo); Paolo Amalfitano (Università L’Orientale di Napoli; fondatore e animatore, da 28 anni, dell’Associazione Sigismondo Malatesta; autore de L’armonia di Babele, Quodlibet 2014); Arturo De Vivo (latinista, tra i massimi specialisti di Ovidio, Seneca e Tacito; co-autore del manuale Letteratura latina, nuova edizione Carocci 2015; Prorettore dell’Università di Napoli Federico II); Arturo Mazzarella (docente di Letterature comparate presso l’Università di Roma Tre, autore di una serie di saggi assai innovativi e incisivi pubblicati da Bollati Boringhieri, da La grande rete della scrittura, 2006, a Il male necessario, 2014); Andrea Mazzucchi (filologo, editore di testi danteschi e di tradizione dantesca, esperto dei rapporti fra testo e immagine nel Medioevo, coordinatore del CdL Magistrale in Filologia Moderna del Dipartimento di Studi Umanistici della Federico II), Pierluigi Pellini (italianista, francesista e comparatista all’Università di Siena, esperto delle poetiche e delle realizzazioni del realismo e del naturalismo, coordinatore delle Opere di Zola nei “Meridiani”). Moderatori dei sedici panel del convegno (divisi in undici sessioni parallele) sono Sergia Adamo, Silvia Albertazzi, Daniele Balicco, Clotilde Bertoni, Federico Bertoni, Antonio Bibbò, Francesco Paolo Botti, Daniela Brogi, Francesco de Cristofaro, Flora de Giovanni, Stefano Ercolino, Flavia Gherardi, Giulio Iacoli, Donatella Izzo, Giovanni Maffei, Donata Meneghelli, Guido Mazzoni, Giuseppe Merlino, Ugo M. Olivieri, Mauro Pala, Niccolò Scaffai, Michele Stanco. Compalit Scuola. Tra i panel ospitati nelle sessioni parallele ce n’è uno un po’ particolare, poiché prosegue l’impegno di Compalit in un campo strategico come quello dell’insegnamento. Se alle lacune della didattica universitaria ha provato a porre rimedio il recente manuale curato da Francesco de Cristofaro (Carocci, Roma 20152) e comprendente capitoli di Elisabetta Abignente, Antonio Bibbò, Emilia Di Rocco, Irene Fantappiè, Massimo Fusillo, Giulio Iacoli, Chiara Lombardi, Camilla Miglio, Ugo M. Olivieri e dello stesso de Cristofaro, all’ordine del giorno esiste anche un problema, solo in apparenza secondario, di formazione pre-universitaria. Ovviamente le Letterature comparate sono assenti dai curricula scolastici, ma è già dai tempi del meritorio e ormai leggendario Il materiale e l’immaginario di Remo Ceserani e Lidia de Federicis (di cui si sta oggi approntando una nuovissima edizione) che il paradigma conoscitivo di questa disciplina sembra aver attecchito anche al livello della scuola secondaria. Sono in molti a pensare che sia giunto il momento di metterne a frutto il sapere antigerarchico e rizomatico in tutti i luoghi della formazione; anche in reazione a spinte autarchiche o troppo storicistiche. Al progetto di Compalit Scuola lavorano fra gli altri Emanuela Bandini, Giulio Iacoli, Orsetta Innocenti, Attilio Scuderi.
Blob,
Blob, sotto sotto
il pelo dellailtelevisione.
pelo della televisione.
Tra i diversi eventi di Chi ride ultimo è previsto un incontro con tre autori di Blob, intitolato Le
immagini che non immagini. Sul palco del cinema Astra, Simona Buonaiuto e Vittorio Manigrasso –
nonché, in asincrono sul grande schermo, il padre di tutti i Blob e Fuori Orario, Enrico Ghezzi –
illustreranno la poetica del programma televisivo che ha rivoluzionato la sintassi dell’audiovisivo
(e non solo quella), eleggendo il “montaggio delle attrazioni” a principio euristico di un bricolage
intuitivo, in grado di sprigionare significazioni illegittime. Scorreranno intanto sullo schermo le
“eccentriche visioni” di un montaggio inedito, realizzato in esclusiva per noi. Registi dell’incontro,
programmato nell’orario storico di Blob, saranno Gennaro Carillo ed Ettore Massarese.
Premio Paolo Zanotti.
Il premio ha lo scopo di ricordare e promuovere l’opera di Paolo Zanotti (1971-2012), scrittore,
saggista, editor, insegnante di scrittura creativa, ricercatore e docente in varie università in Italia e
all’estero. Tra i suoi studi, Il giardino segreto e l’isola misteriosa (Le Monnier 2001) e Dopo il
primato. La letteratura francese dal 1968 a oggi (Laterza 2012). All’esordio romanzesco con
Bambini bonsai (Ponte alle Grazie 2010), è seguita la pubblicazione postuma de Il testamento
Disney (Ponte alle Grazie 2013). Critici e lettori lo hanno giudicato una delle voci più significative
della sua generazione e tra le più promettenti della nuova narrativa. Il premio viene conferito
annualmente a una tesi magistrale, o equiparata, in studi letterari (per il 2015 l’ambito prescelto
è Il gioco e l’avventura). La cerimonia di quest’anno prevede anche l’omaggio di un romanziere e
studioso che fece un breve ma significativo tratto di strada con Paolo: Antonio Scurati.
Effetto Mazzacurati.
Giancarlo Mazzacurati non c’è più da vent’anni. Ma per quanto ci abbia lasciato troppo presto,
l’“effetto Mazzacurati” si era ormai innescato: un po’ come quell’Effetto Sterne che funge da titolo
di un’avventura critica collettiva da lui stesso guidata nel 1990. Nell’équipe di quella ricerca
figuravano due suoi allievi allora già maturi, Matteo Palumbo e Antonio Saccone, oggi professori
ordinari di Letteratura italiana e di Letteratura italiana contemporanea alla Federico II, e una
giovanissima promessa della critica letteraria, Clotilde Bertoni. Saranno loro a ricordare e
approfondire il Mazzacurati comparatista e studioso della tradizione umoristica europea, in
particolare tra Settecento inglese e Ottocento italiano: un Mazzacurati considerato nella doppia
veste di autore di saggi raffinati, dalla natura “strabica”, e di commentatore puntuale di testi – dei
loro filamenti più sottili e delle irradiazioni di senso più sorprendenti.di misurare, guardando insieme alla
Le
Le sessioni
sessioni
parallele. parallele.
morfologia e alla sociologia, le modalità e la
qualità dei commerci tra arti diverse e
differentemente canonizzate nel sistema
culturale (e nella “società dello spettacolo”):
da un lato una letteratura ormai priva d’aura,
A volte deturnano. dall’altro non solo il film, ma il complesso dei
La parodia su tutti gli schermi generi, delle tecniche e delle ‘maniere’
dell’audiovisivo – fiction tv, spot pubblicitari,
chair Federico Bertoni, Francesco de Cristofaro video musicali, webseries, teleteatro e
giovedì h 9 videoteatro, e quel che resta del “varietà”.
Rocco Coronato, Il limite e la pazienza.
Nel Novecento della letteratura massificata e
Shakespeare spalla di Totò – Veronica
divorata dagli altri media, i classici hanno
Chiarenza, Il cavaliere dalla triste figura nel
trovato un ottimo modo per sopravvivere: tempo della parodia: Franco, Ciccio e Cervantes
massificarsi e lasciarsi divorare dagli altri – Mirta Cimmino, Il romanzo sgangherabile:
media; provocando, nello stesso tempo, uno Manzoni per quartetti e per terzetti – Armando
scoronamento dei propri miti e del proprio Rotondi, The Rocky Horror (Picture) Show:
linguaggio; disautomatizzando i meccanismi parodia camp del gotico tra Mary Shelley, J. B.
connaturati in ogni finzione; virando Priestley e James Whale – Pierpaolo Martino, “I
decisamente al riso e alla comicità di want to be a pop idol”. Oscar Wilde tra parodia e
situazione. Così il museo diviene bazar, l’arte reinvenzione glam in “Velvet Goldmine” di Todd
(già privatizzata dalle élites culturali) torna di Haynes – Dario Tomasello, Ascesa e caduta di
pubblico dominio, i buoni e cattivi sentimenti un mostro: variazioni parodiche su “Lolita” –
trascolorano in sentimenti del contrario; e il Antonio R. Daniele, Meccanismi iperparodici,
piacere del testo si riattiva. In particolare, è dalla narrazione al cinema: “La panne” di
stato il cinema il luogo di queste manovre Dürrenmatt fra Ettore Scola e Alberto Sordi –
stranianti e talvolta attualizzanti: Luigi Franchi, Libertà per Jorge da Burgos!
dall’eccentrica mise-en-abyme di To Be or not Quando la riscrittura parodica compie il tragitto
To Be di Lubitsch allo slapstick universalmente inverso: “Il nome della rosa” di Jean-Jacques
efficace del Frankenstein Junior di Mel Brooks, Annaud e “La rosa e il suo doppio” di Loriano
dallo Shakespeare dada di Totò al Chisciotte Macchiavelli – Giacomo Tinelli, L’umorismo
opaco di Cinico TV. Un’analisi ideologica –
stralunato di Franchi & Ingrassia, dal
Andrea Bernardelli, L’anti-eroe dai mille volti. La
sopraffino vampirismo di Polanski all’horror
migrazione di un dispositivo narrativo dalla
pecoreccio e giovanilistico di Scary Movie. letteratura alla serialità televisiva – Mauro Giori,
Riattraversare comparativamente questi e altri La parodia tra parassitismo, iconoclastia e
campioni dello “spoof movie” dà modo autorizzazione nel rapporto tra fumetto
innanzitutto di verificare, attraverso gli effetti pornografico e cinema.
di divertissement e di détournement, la tenuta Proponente: Francesco de Cristofaro.
che contraddistingue anche nella modernità
avanzata i procedimenti della narrativa,
nonché la consapevolezza che si presume nel
cosiddetto ‘grande pubblico’. Consente inoltreCerti Con
Con Dio
Dio oo contro
contro Dio
Dio ma
ma mai
Certi romanzi
romanzi mai
senza Dio. Come si ride nelle
senza Dio. Come si ride nelle
chair Scritture
Scritture ee nelle
nelle Ri-Scritture
Flora de
chair Flora de Giovanni,
Giovanni, Stefano
Stefano Ercolino
Ercolino
mercoledì h 15 Ri-Scritture
mercoledì h 15
chair
chair Silvia
Silvia Albertazzi,
Albertazzi, Francesco
Francesco Paolo
Paolo Botti
Botti
Certi
Certi romanzi
romanzi,, lo lo sappiamo,
sappiamo, assumono
assumono lenti, lenti, giovedì h 9
occhiali, giovedì h 9
occhiali, cannocchiali per servirsi di
cannocchiali per servirsi di una
una
doppia
doppia vista,
vista, una
una bifocalità
bifocalità artificiale
artificiale ee di di L’eredità culturale
culturale della
della religione
religione nella nella
secondo L’eredità
secondo grado, a tratti genialmente illegittima.
grado, a tratti genialmente illegittima. moderna vita secolare trova
moderna vita secolare trova nell’ironia, nellanell’ironia, nella
Quello
Quello che che spesso
spesso ne ne èè venuto
venuto fuori
fuori èè lo lo satira e nella parodia esiti inesauribili di
sguardo dell’umorista nelle letterature satira e nella parodia esiti inesauribili di
sguardo dell’umorista nelle letterature rappresentazione artistica:
rappresentazione artistica: forme forme espressive
espressive
occidentali:
occidentali: dal dal bestiario
bestiario della
della caricatura
caricatura in in ee discorsive
discorsive elaborate
elaborate in in varianti
varianti molto
molto
Balzac,
Balzac, bestiario e caricatura del giornalismo
bestiario e caricatura del giornalismo diverse nell’Occidente
nell’Occidente cristiano
cristiano –– dove dove sono
sono
stesso, diverse
stesso, all’ironia
all’ironia di
di Nabokov
Nabokov contro
contro tutti
tutti ii diventate sintomatiche a partire
diventate sintomatiche a partire soprattutto soprattutto
filistei in Lolita , comédie humaine américaine, dall’Illuminismo
filistei in Lolita, comédie humaine américaine,
ee alle dall’Illuminismo –– ee in in altri
altri contesti
contesti religiosi,
religiosi,
alle invenzioni
invenzioni sconcertanti
sconcertanti ee caustiche
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quali quello ebraico, che hanno sviluppato
quello ebraico, che hanno sviluppato
Elias
Elias Canetti,
Canetti, José
José Saramago,
Saramago, Michel rappresentazioni
Houellebecq.
Michel rappresentazioni dello dello spirito
spirito assolutamente
assolutamente
Houellebecq. Passando
Passando per per alcuni
alcuni momenti
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peculiari. La distinzione tra
La distinzione tra sentimento
sentimento
fondazione dell’attitudine e delle premesse religioso
fondazione dell’attitudine e delle premesse
per religioso ‘sincero’
‘sincero’ ee sovversione
sovversione satirica satirica haha
per un un umorismo
umorismo occidentale:
occidentale: Voltaire
Voltaire primaprima ee senso, però, solo a un livello
senso, però, solo a un livello superficiale: superficiale:
Nietzsche
Nietzsche poi, due campioni del riso, il primo
poi, due campioni del riso, il molte
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primo molte riscritture
riscritture umoristiche
umoristiche di di narrazioni
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impostato l’intero
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rapporto tra tra riso
riso ee religiose
religiose sono immerse nella retorica,
sono immerse nella retorica, nelnel
potere
potere nella modernità, e il secondo per aver
nella modernità, e il secondo per linguaggio
scosso
aver linguaggio ee nel nel simbolismo
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testi sacri
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scosso l’Albero
l’Albero della
della scienza
scienza concon una
una risata.
risata. commentari.
commentari. Né Né può
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tropi religiosi essere interpretata
tropi religiosi essere interpretata come mero come mero
Claudia Esposito, Parodia e istanze
Claudia Esposito, Parodia e istanze gioco
metanarrative gioco intertestuale,
intertestuale, oo un un omaggio
omaggio colto colto aa
metanarrative in in Jane
Jane Austen
Austen –– Roberta
Roberta credi e tradizioni divenuti obsoleti con
Colombi, Lenti, occhiali, cannocchiali: lo sguardo credi e tradizioni divenuti obsoleti con
Colombi, Lenti, occhiali, cannocchiali: lo sguardo l’avvento
dell’umorista.
dell’umorista. Corrispondenze
Corrispondenze europee
europee –– l’avvento delladella società
società laica.
laica. Ci Ci si
si propone
propone
Michela Lo Feudo, Balzac à la charge: scrittura insomma
insomma di rintracciare i diversi “modi
di rintracciare i diversi “modi didi
Michela Lo Feudo, Balzac à la charge: scrittura ridere” presenti nelle
nelle tradizioni
tradizioni culturali
culturali legate
legate
giornalistica
giornalistica ee teoria
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della caricatura
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della “Comédie humaine” – Andrea Chiurato, aa fedi
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della “Comédie humaine” – Andrea Chiurato, esplicite letture comiche della religione, le
Ridere
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Lolita, ridere
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di Lolita
Lolita –– Jelena
Jelena esplicite letture comiche della religione, le
Reinhardt, Le maschere grottesche di Elias commistioni paradossali
commistioni paradossali di di miti
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Reinhardt, Le maschere grottesche di Elias secolari. Le scritture bibliche, ma anche
Canetti:
Canetti: monadi
monadi senza
senza porte
porte né
né finestre
finestre –– Nicola
Nicola secolari. Le scritture bibliche, ma anche
Bottiglieri, L’asino che vola – Maria Silvia ebraiche, coraniche, hindu,
ebraiche, coraniche, hindu, buddiste, buddiste,
Bottiglieri, L’asino che vola – Maria Silvia
Assante, Don’t let me laugh, o dell’ironia in scintoiste, sono
scintoiste, sono tuttora
tuttora una una straordinaria
straordinaria
Assante, Don’t let me laugh, o dell’ironia in
Voltaire,
Voltaire, Sciascia
Sciascia ee Bernstein
Bernstein –– Paolo La Valle,
Paolo La Valle,
fonte di ispirazione per la letteratura,
fonte di ispirazione per la letteratura, dove dove
Riso e potere. José Saramago e
Riso e potere. José Saramago e l’umorismol’umorismo l’esuberanza comica spesso si manifesta
l’esuberanza comica spesso si manifesta
contro
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regime –– Valentina Sturli, Imprecare,
Valentina Sturli, Imprecare, precisamente nella nella libertà
libertà di di accostare
accostare ee
provocare,
precisamente
provocare, predicare: parodia ee critica
predicare: parodia critica sociale
sociale combinare generi, forme e ideologie
combinare generi, forme e ideologie diverse. diverse.
nell’opera di Michel Houellebecq
nell’opera di Michel Houellebecq. .David Matteini, Sade in Italia: desacralizzare della produzione umoristica, parodica e
l’arte – Carolina Pernigo, Strategie dell’ironia satirica italiana a firma femminile, per buona
nei “Diari di Adamo ed Eva” di Mark Twain – parte ancora “sommerso” (mancano edizioni
Florian Mussgnug, Apocalyptic Laughter: critiche e commentate dei testi, cos come
Darwinian Divergence – Stefania Rutigliano, mancano indagini puntuali di carattere
Tradizione ebraica e invenzione parodica nello storico-critico), in modo da restituire voce a
schnorrer di Israel Zangwill – Luigia Tessitore, quelle donne che, in letteratura, hanno scelto
“La messa bianca degli eretici”: liturgia e satira
di servirsi del riso come dispositivo
nella poesia di Walter Mehring – Alfredo
anticanonico mediante cui alterare e ribaltare
Palomba, Per “amore dell’Uomo e in lode di
Dio”: onanismo e religiosità sotto la lente il sistema dei valori tradizionali.
dell’eroicomico nel giovane Dylan Thomas –
Arianna Marelli, Modeste Proposte Metafisiche. Mariella Muscariello, Anche le donne leggevano
Manganelli alle prese con la satira – Paola Di Sterne: le “Novelle gaje” di Neera – Mariangela
Gennaro, Exultemus et laetemur: riscritture Tartaglione, Il riso come antidoto al “pericolo
angloamericane della storia di Cristo – Eleonora roseo”: la narrativa della Marchesa Colombi –
Federici, Feminist Laughters: Angela Carter’s Beatrice Seligardi, Satira e umorismo fra parola
Rewriting of the Sacred Texts in “The Passion of e immagine in Lalla Romano e Sophie Calle.
New Eve” – Alessandro Cinquegrani, Ironia o Proponenti: Mariella Muscariello e Mariangela
persuasione? La scelta di Emmanuel Carrère nel Tartaglione.
“Regno” – Chiara Ghidini, “L’ABC del funerale”:
umorismo e satira sul rito funebre nel Giappone
contemporaneo. Gli esperimenti satirici
Proponenti: Paola Di Gennaro, Chiara Ghidini e nell’Italia del dopoguerra
Florian Mussgnug.
chair Daniele Balicco, Guido Mazzoni
giovedì h 9
Donne di spirito. Umorismo,
parodia, satira al femminile Nel clima spesso asfittico della scena culturale
italiana ufficiale del Novecento alcune riviste
chair Sergia Adamo, Mauro Pala hanno rappresentato degli spazi aperti,
mercoledì h 15 laboratori di libera critica e sperimentazione
per scrittori e artisti. Durante il fascismo era
Dagli anni ’70 dell’Ottocento, con il diffondersi spettato soprattutto a riviste come “Bertoldo”
dei periodici e delle riviste femminili, il riso, o “Marc’Aurelio” il compito di mettere in
nelle sue forme più disparate, diventa una risalto contraddizioni e meschinità della
delle possibili variazioni su cui le intellettuali dittatura attraverso un immaginario satirico
italiane accordano la loro produzione surreale e stralunato, distinto dalla
letteraria, con manifestazioni carsiche e tradizionale satira politica. Il panel si propone
spesso in ombra – che si propagano fino ai di esplorare strategie editoriali e modalità
giorni nostri (si pensi a Franca Rame, espressive delle riviste che continuano questa
Rossana Campo, Luciana Littizzetto) – e con linea alternativa della satira nel dopoguerra:
incursioni in generi e codici fluidi e molteplici ci si concentrerà in particolare sul mondo
(fiction, saggistica, teatro). Intento del panel creativo della rivista “Il Caffè” di Gian Battista
è, dunque, fare luce sul vistoso fenomeno Vicari, cui collaborarono intensamente figuredecisive quali Maccari, Delfini, Wilcock e Celati. medioevale in generale, un’immagine più
Degli ultimi due autori si esplorerà anche il profonda e complessa. Ci si propone, quindi,
forte impegno nella narrativa d’invenzione e di tracciare una fenomenologia della parodia
nella saggistica militante. nelle opere letterarie del Medioevo
muovendosi su due direttrici: da un lato
AnnaLisa Vitolo, “Ristorarci dalla sordida l’analisi della coesistenza o del conflitto di
ignoranza”: politica, immagini e il Maccari de “Il sistemi e livelli di cultura diversi nei generi
Caffè” – Anna Palumbo, “Una strana gioia analizzati, dall’altro l’elaborazione di un
buffonesca”: Antonio Delfini e “Il Caffè” – Eloisa repertorio delle procedure formali e tematiche
Morra, Gianni Celati al “Caffè”. Storia di un impiegate per la realizzazione del
esordio (1965-1978) – Nunzia Palmieri, Il travestimento comico.
“nonsense” come manuale di sopravvivenza –
Katia Trifirò, L’abominevole favola del progresso. Alice Colantuoni, Testi e strumenti: letture del
I mostri di Wilcock, tra comicità e orrore. comico e del parodico nella tradizione delle
Proponenti: Eloisa Morra e Anna Palumbo. chansons de geste – Paolo Di Luca, L’epica
parodiata: dalla “Chanson de Roland” al
“Voyage de Charlemagne” – Oriana Scarpati, Il
Forme della parodia nel Medioevo romanzo francese e la lirica in lingua d’oc dei
secoli XII e XIII. Prime tracce di parodia – Danilo
chair Flavia Gherardi, Niccolò Scaffai Marino, Le forme della parodia nella letteratura
venerdì h 9 araba medievale. L’hashish o l’ebbrezza ridicola.
Proponenti: Paolo Di Luca e Oriana Scarpati.
“La parodia non è soltanto la versione
caricaturale dello stile e dei contenuti di opere
serie, ma rappresenta la relazione artistica La progenie di Tristram Shandy.
che meglio consente l’esercizio dello spirito Ascendenze e discendenze
critico nei confronti delle strutture di potere o
di un’ideologia dominante” (Massimo sterniane nella prosa narrativa
Bonafin). Ciò appare particolarmente veritiero
per la letteratura medioevale, nell’ambito della chair Giuseppe Merlino, Ugo M. Olivieri
quale la parodia è sempre espressione di un mercoledì h 15
sistema socio-culturale alternativo. Dalla lirica
trobadorica, che convive fin dalle origini col Canone o morfologia: in questa dialettica vive
proprio controtesto osceno, al romanzo il riferimento all’opera sterniana di scrittori e
cortese, i cui valori aristocratici vengono teorici della letteratura, quando si tratta di dar
rovesciati en miroir nell’universo borghese dei luogo a una forma di riflessione (o ad una
fabliaux, all’epica, che si allontana subito dal pratica della scrittura) su un genere
prototipo alto della Chanson de Roland per proteiforme come il romanzo, o di indagarne il
fare spazio a registri diversi, spesso grado di autoconsapevolezza. Significativa, da
scopertamente anti-eroici, la parodia agisce tale punto di vista, la doppia tradizione che,
su generi ben codificati, scardinandoli grazie già in ambito di teoria linguistico-
all’apporto di suggestioni derivate dalla fenomenologica del romanzo, si può ritrovare
tradizione rustica, folclorica e carnevalesca, e in Bachtin (Rabelais, Cervantes, Sterne, Jean
arriva a fornire di essi, e della letteratura Paul, Dostoevskij) o in Sklovskij e Tynjanov
(Cervantes, Sterne, Pu kin...).Una ulteriore tradizione viene evocata da Il riso dianoetico
Lukács in Teoria del romanzo, che collega
significativamente in un rapporto di chair Flavia Gherardi, Niccolò Scaffai
opposizione/complementarietà Sterne e venerdì h 9
Goethe, nell’esplorazione di una morfologia
storica che è anche una modellizzazione dei Se già in Leopardi “la disperazione aveva
realia attraverso le forme. Se questi sono gli sempre nella bocca un sorriso”, nella
ascendenti plurimi e polimorfi allineati dalla modernità europea è sempre più il riso,
teoria, altrettanto ibridi saranno i discendenti anziché il pianto, a esprimere il dolore. La
nel moderno e nel postmoderno. Tra i seguaci risata “stridula” della Figliastra, nella
del romanzo-saggio o del metaromanzo, tra i riscrittura del 1925 dei Sei personaggi,
vari modelli otto e novecenteschi del scende dal palco e si diffonde nella platea,
romanzo-viaggio (Joyce compreso), non sarà oltrepassando i limiti della finzione teatrale. In
difficile ritrovare una dispersa testimonianza questa risata si avverte l’eco di quella del
di Sterne: basti pensare al modello del Melmoth di Maturin che Baudelaire definisce,
“romanzo della parola” – dal maestro in Dell’essenza del riso, “contraddizione
Manzoni all’allievo Gadda – ed a quello della vivente”, destinata a lacerare e bruciare “le
dispersione narrativa e della citazione labbra del riso umano”; e il suo suono è simile
parodistica seria: tra l’ultimo Calvino, a quello della risata “dianoetica” di Beckett –
ascrivibile a un postmoderno globalizzato (si scaturita da una “scorticazione dell’intelletto”
veda in questo senso la citazione/parodia – che ride “di tutto ciò che è infelice”. Cosa
seria del Tristram Shandy in due opere post- condivide questo ridere con l’estetica
coloniali come Midnight’s Children di Salman ottocentesca del grottesco, in specie con
Rushdie, The Unusual Life of Tristan Smith di Hugo? Come dialoga con Freud? Come
Peter Carey), e Kundera. Senza dimenticare la continua a confrontarsi con la metafisica e coi
filiera dei lunatici e gli estremi approdi, spesso suoi paradigmi ormai disincantati? In che
ludici, della letteratura postmoderna e non. modo ha continuato a risuonare nella
rappresentazione delle tragedie più immani
Maria Laudando, La tradizione/traduzione
equivoca dell’umorismo shandyano – Alberta
della modernità? Infine: che ne è nell’ultimo
Fasano, Sternismo di Giovanni Rajberti – Paolo ’900 e negli anni zero, quando potrebbe
Pepe, Una trasparente oscurità. Echi sterniani sembrare che tutto sia finito?
nell’opera di Dante Gabriel Rossetti – Marco
Castagna, Sterne, Joyce e l’ironia di dire ‘io’. Rossella Armaiuoli, Flaubert come personaggio
Crisi semiotica del Soggetto ed affermazione che fa ridere (1880-1971) – Virginia Di
ermeneutica della Soggettività – Gennaro Martino, Chi ride ultimo? Incontri con Mefistofele
Schiano, “Banalità del quotidiano e romanzesco tra Goethe e Thomas Mann – Silvia Acocella, Se
di maniera”. “El Novelista” di Ramón Gómez de tutto (st)ride: “Humor scisso” e “stridule risate”
la Serna – Pina Paone, Scomporre la folla: la pirandelliane – Alessandro Scarsella, Comicità e
caricatura letteraria da Balzac a Collodi – Paolo riso nella critica del grottesco di Gori,
Bugliani, “A Poet who writes in Prose”: Laurence Bontempelli e William Van O’Connor – Fiorenzo
Sterne, Virginia Woolf e lo sbeffeggiamento di Iuliano, Nazione necrofila: echi faulkneriani in
genere – Leonardo Battisti, La menzogna “Oh Dad, Poor Dad, Mamma’s Hung You in the
irriverente. Appunti sulla ricezione di Sterne Closet and I’m Feelin’ So Sad” di Arthur Kopit –
nella narrativa umoristica del Ventennio fascista Simone Cantino, La stand up comedy americana
– Gaia Marrapodi, Comiche infrazioni all’ordine e il parresiasta – Giorgio Busi-Rizzi, Where is
comune: gli “umoristi particolari” di “54”. the love? Louis C.K. alla prova di DFW.
Proponente: Ugo M. Olivieri. Proponente: Silvia Acocella.Infinite Jest. Umorismi melodramma shakespeariano già parodiato
nel Globe Theatre con molto “relax about the
e parodie sulla scena anachronisms”.
chair Clotilde Bertoni, Daniela Brogi Anna Cesaro, Un guitto lombardo: l’“Ambleto” di
venerdì h 9 Testori – Stefano Casi, Il derubato che sorride.
La tragedia umoristica di Pasolini – Vera
“Bisogna sempre distinguere chiaramente tra Cantoni, Relax about the anachronisms: “The
l’oggetto della parodia (l’originale che viene Storm” di Oswald come autoparodia dello
parodiato) e il bersaglio o la vittima Shakespeare’s Globe Theatre – Elisabetta Fava,
dell’autore (ciò che egli cerca di colpire Parodiare il melodramma: tre casi esemplari –
attraverso la parodia): le due cose possono Annalisa Carbone, Tragedie satiriche: da “Ubu
coincidere – ciò avviene effettivamente nella roi” di Jarry a “Roi Bombance” di Marinetti –
maggior parte dei testi parodici – ma non Gerardo Salvati, “The goofy side of Virginia
coincidono necessariamente”. Questa Woolf”: Freshwater e la dissacrazione degli ideali
riflessione di Carlo Donà ci porta al cuore vittoriani – Dario Russo, La funzione della
della questione che il panel si propone di parodia nelle riscritture di Carmelo Bene – Dario
indagare, ossia le diverse manifestazioni e Migliardi, “La serata a Colono” di Elsa Morante
declinazioni sulla scena contemporanea del per la regia di Mario Martone: appunti per una
parodia tragica – Angela Albanese, Hamlet
genere della parodia: che qui si invita a
Travestie. L’Amleto napoletano di Punta Corsara
ripensare sia come riscrittura comica e – Brigida Di Schiavi, Tra riso e pianto: il clown
controcanto derisorio di un ipotesto sia, in come antieroe moderno – Maddalena
un’accezione più ampia, come scrittura di Giovannelli, E tutto a un tratto... Il Coro!
secondo grado anche al di fuori del regime Proponente: Angela Albanese.
ludico (dominante ma non esclusivo della
parodia), e ancora come drammaturgia in cui
l’autore e il testo parodiati in scena non sono Le chiavi di Bachtin
più diretto bersaglio, ma mero spunto da cui
far scaturire trame inedite e talvolta di alla prova della modernità
spiazzante attualità. Accogliendo qui la
riflessione di Hutcheon, per la quale chair Antonio Bibbò, Giovanni Maffei
l’etimologia stessa del termine parodia (parà venerdì h 9
non solo come “contro” ma anche come
“accanto”) consente di estenderne il regime e Lo scoronamento degli eroi e degli dèi: e dei
il campo teorico, si indagano forme di parodia superuomini di massa; e delle femmine tutte e
teatrale che possono snodarsi anche lungo ciascheduna l’altrieri innalzate, per immagine
traiettorie diverse dal puro attacco o per parola, a Veneri e Madonne, ed oggi per
ridicolizzante nei confronti del testo di tutti i media traslitterate, come fosse a
partenza: dal tributo reverenziale al finalmente libere identità, a deità ulteriori e
controcanto edificante alla denuncia anche inaudite e travalicanti e feroci: comunque
drammatica, attraverso il testo e l’autore insidiose al maschio. – Lo sbugiardamento dei
parodiati, di eventi e situazioni della miti antichi e moderni; e delle fole della
contemporaneità. Integrano questo “sistema” Ragione che, vivendo i nonni, ammannì per
parodico ulteriore campionature e riscritture grossi tomi e per mosse dello Spirito le Sorti
sceniche dell’istanza tragica, con Testori progressive: oggi uguale ai nipoti, per la
Pasolini Bene, o alcune indagini sull’istanza Televisione e per i suoi siparietti. – Le irrisioni
parodica nei casi del melodramma e nel e le parodie della parola sublime e dellaparola autoritaria: e della tecnocratica e della Parodia e satira nella poesia
post-qualcosa e della glob-qualcosa in cui si
travestono oggidì le forze furbe della italiana contemporanea
centralizzazione. – E il Carnevale che
sempiterno protesta con i suoi cicli e con le chair Daniele Balicco, Guido Mazzoni
sue maschere d’idioti e di bricconi, con le giovedì h 9
glorie del basso-corporale, coi capovolgimenti
e le profanazioni, con gli ori e gli orpelli L’indebolimento che, nel secondo Novecento,
trascinati a sberleffo nel fango di un ha caratterizzato l’evoluzione del dispositivo
postribolo, nelle corsie di un ipermercato di testuale della modalità lirica e della sua
periferia. – E altri cozzi e scintille, per le peculiare forma di soggettività non rende più
moderne paideie nella “zona di contatto”: le semplice un’indagine sulle modalità di
umanistiche e le illuministiche, le laiche e le sopravvivenza, articolazione e manifestazione
democratiche, le materialistiche e le della poesia comica – dal momento che
empiristiche: comunque irriverenti, ereticali. frantumi di comicità si diffondono spesso
anche in compagini testuali che non rientrano
Stefania Sini, L’incompiuto divenire. Brevi cenni nel macro-tipo comico; tuttavia è possibile
sulla storia e la teoria del carnevale nel pensiero verificare che, proprio a partire dagli anni
di Michail Bachtin – Bianca Del Villano, Rule and Cinquanta-Sessanta, esperimenti di tipo
Misrule: il tropo dell’inversione in “The Taming comico (ludico, ironico) declinati secondo
of the Shrew” di William Shakespeare – Giacomo modi parodici o satirici hanno trovato una più
Morbiato, Rovesciare il mondo rovesciato. stabile cittadinanza in poesia, dando vita a
Risvolti linguistico-stilistici del carnevale nel una sorta di controcampo letterario.
“Candelaio” di Giordano Bruno – Marco Una definizione di poesia comica andrebbe
Viscardi, Sabotare la Storia. Racconti inversi del condotta attraverso l’individuazione degli
passato e dissacrazione dei monumenti nel spazi discorsivi di articolazione del comico
cuore del secolo borghese – Cheti Traini, La stesso nel territorio allargato, e privato della
satira grottesca nelle tre povesti di Bulgakov: la specificità dei generi, della poesia
tragica carnevalizzazione della Russia degli anni novecentesca: abbiamo in mente in
Venti – Emanuele Canzaniello, “Che mi dici, particolare la parodia, la satira e il nonsense.
vergogna di tutti gli uomini e gli dèi?”. Il Ma mentre l’ambito del nonsense ha
monologo al proprio membro dal “Satyricon” ad conosciuto una frequentazione episodica, la
alcune variazioni moderne – Paolo Lago, Un
satira e la parodia hanno goduto di una
grottesco carnevale sul mare: rivisitazioni
novecentesche della “nave dei folli” (da Conrad maggiore legittimazione, anche attraverso
a Fellini) – Marco Mongelli, Tra satira e tentativi canonizzanti e addirittura forme –
(auto)ironia: l’Homo sovieticus in Dovlatov e problematiche – di teorizzazione esplicita.
Sorokin – Gabriella Assante, The Carnival of In ogni caso, è notevole come questo
Trash Literature – Antonella Di Nobile, Il folle, controcampo, sebbene differenziato al suo
l’androgino e l’ibrido: elementi grotteschi e interno, mostri una certa comunanza di effetti.
carnevaleschi ne “L’Incal” di Jodorowsky e Se la parodia si basa sulla rifunzionalizzazione
Moebius – Lorenzo Mari, Il re è nudo, ma è la di forme nate con finalità in origine ben
regina (d’Inghilterra) che se la ride. Il differenti, e la satira articola un discorso
carnevalesco bachtiniano come “teoria in aggressivo ammantandolo di figure ed
viaggio”. espedienti stilistici che ne rendono accettabile
Proponenti: Giovanni Maffei e Marco Viscardi. la collocazione entro il macrogenere poetico,
entrambe manifestano comunque un carattere
minoritario – l’appartenenza a un altrove o –Puoi anche leggere