ANATOMIA UMANA CDL IN TECNICHE DI RADIOLOGIA MEDICA, PER IMMAGINI E RADIOTERAPIA. A.A. 2017/2018 - DOCVADIS

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ANATOMIA UMANA CDL IN TECNICHE DI RADIOLOGIA MEDICA, PER IMMAGINI E RADIOTERAPIA. A.A. 2017/2018 - DOCVADIS
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CdL in Tecniche di radiologia medica, per
   immagini e radioterapia. A.A. 2017/2018
                                Corso di
      Anatomia umana e radiologica
                     Anatomia umana
            Docente: Leonardo Di Ascenzo, MD, PhD
                               Recapiti del docente:
                       leonardo.diascenzo@unipd.it

                                       Lezione 7
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Anatomia topografica
    dell’addome
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    Programma di lezione

1. Fegato e ritorni venosi dell’addome
                 2. Milza
         3. Apparato urinario
                4. Surreni
        5. Pelvi vera e perineo
          6. Utero ed annessi

        CdL in Tecniche di radiologia medica, per immagini e radioterapia. Anatomia umana – A.A. 2017/2018
                                                                    Docente: Leonardo Di Ascenzo, MD, PhD
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         1. Fegato e
ritorni venosi dell’addome
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Il fegato - Generalità                                                  5
È il II organo più grande dell’organismo (~ 1,4 Kg).
È situato sotto al diaframma, riempiendo l’ipocondrio destro e attraversando
l’epigastrio fino all’ipocondrio sinistro, specularmente allo stomaco.
Una piega del peritoneo viscerale, legamento coronarico, collega la faccia superiore
del fegato al diaframma.
E’ considerato un organo parzialmente intraperitoneale.
Si estende dal V spazio intercostale fino al margine inferiore delle coste. E’ di colore
bruno rossastro e ben irrorato.
E’ ricoperto da una capsula fibrosa connettivale: la glissoniana

                                                              Anatomia e istologia – A.A. 2017/2018
                                                            Docente: Leonardo Di Ascenzo, Md, PhD
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Tavola                              6
Topografia del fegato

  Anatomia e istologia – A.A. 2017/2018
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Il fegato - Struttura                                               7
                   Un legamento falciforme, piega
                   del peritoneo viscerale, separa il
                   fegato in lobo destro e lobo
                   sinistro e lega anteriormente il
                   fegato alla parete addominale.
                   Sulla faccia inferiore o viscerale si
                   riconoscono altri due lobi minori:
                   lobo quadrato accanto alla
                   colecisti e il lobo caudato in
                   prossimità della vena cava .
                   L’ ilo epatico è l’area dove i 4 lobi
                   si incontrano ed entrano o escono
                   i vasi sanguigni e i dotti biliari.

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Tavola              8
Segmenti e lobuli del fegato:
   distribuzione dei vasi
       e dei condotti

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Struttura del fegato – Lobulo epatico                                         9

              Triade portale                           L’unità
                                                       funzionale del
                                                       fegato    è     il
                                                       lobulo
                                                       composto       da
                                                       cellule epiteliali
                                                       specializzate
                                                       dette epatociti,
                                                       disposte
                                                       attorno ad una
                                                       vene centrale

               Il sangue proveniente dal tubo digerente,
               attraverso la vena porta epatica, trasporta ai
               sinusoidi epatici le sostanze nutritive assorbite;
               allo stesso tempo, sangue ossigenato dell’a.
               epatica si mescola liberamente con il sangue
               della porta nei sinusoidi. Il sangue viene infine
               riassorbito nella vena centrolobulare che poi
               confluiscono nelle vene sovraepatiche e quindi
               nella v. epatica.
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Tavola          10
 Sistemi vascolari
          e
condotti intraepatici

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La cistifellea                                                     11

                 E’ un sacco a forma di pera
                 posizionato in una depressione
                 del fegato nella fossa cistica ed è
                 collegata al dotto cistico che, a
                 sua volta, confluisce nel dotto
                 epatico comune.
                 Capacità: 30-50 ml.
                 Rivestita di cellule colonnari
                 epiteliali ed è dotata di una
                 robusta tonaca muscolare.
                 Il dotto biliare o coledoco è
                 formato dall’unione del dotto
                 cistico con il dotto epatico comune.
                 Lo         sfintere         muscolare
                 epatopancreatico dell’Oddi ne
                 controlla la secrezione nel
                 duodeno.

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I ritorni venosi dei visceri addominali                                            12
Le vene trasportano il sangue direttamente agli
atri cardiaci con l’eccezione delle vene che             I vasi tributari della vena porta
drenano i visceri addominali. Queste si originano        epatica sono:
nei reticoli capillari di stomaco, intestino, pancreas   - le vene gastriche destra e sinistra,
e milza e conducono sangue alla Vena porta, che             provenienti dallo stomaco;
entra nel fegato.
                                                         - la vena mesenterica superiore,
                                                           proveniente       dall’intestino
                                                           tenue, dal colon ascendente e
                                                           dal colon trasverso;
                                                         - la vena splenica, proveniente
                                                           dalla confluenza di alcune
                                                           vene che drenano la milza, il
                                                           pancreas, e una porzione
                                                           gastrica; come pure la sua
                                                           vena tributaria maggiore, la
                                                           vena     mesenterica   inferiore,
                                                           proveniente       dal     colon
                                                           discendente,       dal    colon
                                                           sigmoideo e dal retto.

                                                                 Anatomia e istologia – A.A. 2017/2018
                                                               Docente: Leonardo Di Ascenzo, Md, PhD
Il sistema portale e quello cavale                                        13
Il sangue che                                                          Altre         vene
entra nel fegato                                                       sboccano
viene      infine                                                      direttamente
drenato dalla                                                          nella vena cava
vene                                                                   inferiore nella
centrolobulari                                                         sua        risalita
che                                                                    lungo
confluiscono                                                           l’addome, tra
nelle        vene                                                      cui     le    vene
epatiche, che a                                                        lombari,
loro        volta                                                      gonadiche,
sfociano nella                                                         renali, surrenali,
vena         cava                                                      freniche.
inferiore.
                                                                       Queste      vene
                                                                       drenano        le
                                                                       regioni irrorate
                                                                       dalle arterie che
                                                                       portano        lo
                                                                       stesso nome.

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Tavola        14
    Vene dello stomaco,
       del duodeno
      e del pancreas

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15
         Tavola
Vene dell’intestino tenue

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Tavola         16
Vene dell’intestino tenue
            e
  dell’intestino crasso

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Tavola        17
    Vene tributarie
   della vena porta:
anastomosi porto-cavali

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18

2. Milza
Milza                         19

E’         un           organo
parenchimatoso (come il
fegato e i polmoni), linfatico
di maggiori dimensioni. Si
trova          nell’ipocondrio
sinistro.
Assomiglia ad un grnade
linfonodo con una capsula
connettivale        che      si
approfonda nel parenchima
a dividerlo in lobuli.
Possiede un ilo da cui
entrano vasi arteriosi e nervi
e da cui escono vene.
Il parenchima è attraversato
da seni venosi ripieni di
sangue anziché di linfa come
nei linfonodi.
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Milza: struttura parenchimale                                                20

             I tessuti nei lobuli della milza sono di 2 tipi:
             Polpa bianca, distribuita in tuto l’organo in
             piccole isole; è composta da follicoli splenici,
             simili ai follicoli dei linfonodi, pieni di
             linfociti;
             Polpa rossa, occupa il restante spazio dei
             lobuli, include i seni venosi e lo spazio
             intorno ai seni; contiene abbondanti eritrociti
             che le conferiscono il colore, oltre a molti
             linfociti e macrofagi.
             Funzionamento: I seni della polpa rossa sono
             molto permeabili consentendo ai globuli rossi di
             attraversare gli stretti pori delle pareti dei seni e di
             passare nello spazio circostante. L’eventuale
             rottura dei globuli rossi e di altre cellule, nel
             passaggio, fa smaltire i residui cellulari dai
             macrofagi residenti.
             Analogo meccanismo per i batteri, che vengono
             inghiottiti dai macrofagi con l’aiuto dei linfociti.

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3. Apparato urinario
Apparato urinario – Visione generale                                      22

                                             Include:

                                                 Reni

                                               Ureteri

                                               Vescica

                                               Uretra

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Reni in situ    23
   Visti anteriormente

Il rene è un organo di colore
marrone-rossiccio, a forma
di fagiolo e con una
superficie liscia.
I reni sono organi retro-
peritoneali come i grandi
vasi addominali, giacciono
di    lato     alla   colonna
vertebrale         in     una
depressione (loggia renale)
della parte alta.
Si collocano tra l 2° vertebra
toracica e la 3° vertebra
lombare.
Il rene sinistro è solitamente
1,5-2 cm più alto del destro

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Reni in situ     24
 Visti posteriormente

I reni sono posti contro i
muscoli      profondi   della
regione lombare e sono
immersi in un tessuto
adiposo (grasso perirenale),
che        contribuisce     a
mantenerli in situ (N.B.
esiste la ptosi renale)

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Forma esterna               25
           dei reni
Sono circondati da un tessuto
connettivo denso (la capsula).
La superficie laterale è convessa
mentre il lato mediale è
profondamente concavo e la
depressione mediale conduce in
una cavità detta seno renale, la
cui entrata è l’ ilo renale, che dà
accesso/uscita a: a. renale, v.
renale, uretere, nervi, vasi linfatici.
L’estremità             superiore
dell’uretere si espande in un
sacco a forma di imbuto detto
pelvi renale, situato per lo più
all’interno del seno renale,
all’altezza di L1.
La pelvi è formata dalla
confluenza di più calici maggiori,
a loro volta formati dalla
confluenza di un n. variabile di
calici minori.
I reni                                26
 INTERNAMENTE SONO DISTINGUIBILI 2 diverse regioni:
1. la CORTECCIA PIÙ ESTERNA, ha una struttura granulare, forma una capsula
attorno alla midollare, inserendosi in questa fra una piramide renale e l’altra a
formare le colonne renali.
2. La MIDOLLARE, PIÙ INTERNA,
formata da masse coniche di tessuto
chiamate piramidi renali con le basi verso
la corteccia e gli apici a formare le papille
renali che sfociano nei calici minori.
Il tessuto della midollare
appare striato poiché
consiste     di      tubuli
microscopici      che    si
dirigono dalla corteccia
verso le papille renali.

Lobo     renale:     una
piramide      midollare
con la sua corticale.
La circolazione renale 1                                               27
L’a. renale entra nel rene attraverso l’ilo e da qui si dirama in numerosi rami,
chiamati aa. Interlobari, che decorrono tra le piramidi renali. Al limitare tra
midollare e corticale le aa. interlobari si ramificano a formare una serie di archi
incompleti, aa. arcuate, che avvolgono la base di ciascuna piramide renale.

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La circolazione renale 1                                                28
Al limitare tra midollare e corticale le aa. interlobari si ramificano a formare una
serie di archi incompleti, aa. arcuate, che avvolgono la base di ciascuna piramide
renale.

                                                           Anatomia e istologia – A.A. 2017/2018
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Circolazione renale 3                                                    29

                                                                                Le         arterie
                                                                                arcuate, a loro
                                                                                volta,     danno
                                                                                luogo alle aa.
                                                                                interlobulari, i
                                                                                cui          rami
                                                                                terminali sono
                                                                                le        arterie
                                                                                afferenti, che si
                                                                                dirigono        ai
                                                                                glomeruli renali
                                                                                dei nefroni, le
                                                                                unità funzionali
                                                                                renali.

Ritorno venoso: Il sangue venoso ritorna passando
attraverso una serie di vasi che ripercorrono lo schema
circolatorio delle arterie: ovvero, il sangue venoso passa
attraverso le vene interlobulari, le vene arcuate, le vene
interlobari e infine le vene renali.                           Anatomia e istologia – A.A. 2017/2018
La vena renale drena direttamente nella v. cava inferiore.   Docente: Leonardo Di Ascenzo, MD, PhD
Il tubulo renale ed ureteri                                             30
                  IL        TUBULO      RENALE,
                  ATTRAVERSO CUI PASSA IL
                  FILTRATO      GLOMERULARE, si
                  suddivide in:
                  1.    TUBULO                    CONVOLUTO
                  PROSSIMALE
                  2. ANSA DI HENLE
                  3. TUBULO CONVOLUTO DISTALE.

                  I tubuli convoluti distali di più
                  nefroni riversano il loro contenuto in
                  un dotto collettore comune; più di
                  questi dotti, attraverso le aperture
                  delle papille renali, drenano nei calici
                  minori e quindi in quelli maggiori, i
                  quali confluiscono nella pelvi o
                  bacinetto renale da cui si diparte,
                  verso il basso l’ uretere che raggiunge
                  la vescica.

                                Anatomia e istologia – A.A. 2017/2018
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Ureteri                       31

Organi tubulari pari, lunghi ~ 25
cm, retroperitoneali, decorrono
parallelamente      alla    colonna
vertebrale verso il basso. Giunti
nella pelvi, passando al davanti
delle aa. Iliache comuni, si
anteriorizzano e medializzano
per unirsi alla vescica urinaria
entrando dal basso nelle sue pareti
laterali a livello del meato
ureterale (è una piega della mucosa
vescicale, che funge da valvola).
Il calibro dell’uretere non è
uniforma ma presenta almeno 3
restringimenti:
- a livello pelvico,
- a livello della flessura marginale
   quando l’uretere oltrepassa le
   ali iliache per penetrare nello
   spazio pelvico,
- prima di entrare nella vescica.
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Vasi                        32

L’irrorazione arteriosa degli
ureteri dx e sin ha origini
diverse.
Sinistra: dall’aorta direttamente
Destra:      rami      delle     aa.
Ovarica/spermatica        e   iliaca
comune.

NB ritorno venoso spermatico
Sinistra : più lungo su fino alla
vena renale sinistra
Destra : Direttamente nella vena
cava
Ciò       comporta        maggior
probabilità di varicocele sinistro.

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Tavola                             33
   Vescica urinaria

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Vescica urinaria                                                     34

È un organo muscolare cavo, elastico, a forma di sacco, localizzato sul pavimento
della cavità pelvica dietro la sinfisi pubica e inferiormente al peritoneo, nel punto più
declive di quest’ultimo detto Cavo del Douglas.

♂ poggia posteriormente contro l’intestino retto e inferiormente sulla ghiandola
prostatica
♀ è in rapporto postero-superiore con le pareti anteriori dell’utero e del canale
vaginale.
La sua forma è variabile a seconda del riempimento.
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Tavola         35
      Diversità
della vescica urinaria
       tra ♀ e ♂

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Vescica urinaria nel sesso maschile                                        36

                          Il pavimento interno della vescica
                          comprende un’area triangolare
                          chiamata      trigono     vescicale,
                          delimitato dall’apertura dei 2
                          ureteri (base del trigono) e dal
                          meato uretrale (apice del trigono).
                          In genere, il trigono vescicale
                          mantiene sempre la stessa
                          posizione sia che la vescica sia
                          distesa si che si contragga.
                          La parete vescicale si compone di
                          un epitelio di transizione, di una
                          tonaca sottomucosa di t. connettivo
                          ricco di fibre elastiche e di tre
                          strati di muscolatura liscia che
                          insieme formano il muscolo
                          detrusore, le cui fibre, a livello
                          del collo della vescica, formano
                          lo sfintere uretrale interno.

                                   Anatomia e istologia – A.A. 2017/2018
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Uretra femminile                                                37

               L’uretra è un condotto che
               convoglia l’urina dalla vescica
               all’esterno.

               Lunga circa 4 cm, scorrendo sotto
               la sinfisi pubica, si apre con
               l’orifizio   uretrale      esterno
               anteriormente          all’orifizio
               vaginale,     circa    2,5      cm
               posteriormente      al   clitoride,
               organo erettile dell’apparato
               genitale femminile.

                        Anatomia e istologia – A.A. 2017/2018
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Uretre maschile e femminile a confronto                                      38
                                        Nel maschio l’uretra funge sia da canale
                                        urinario che come via di passaggio dello
                                        sperma.
                                        Può suddividersi in 3 sezioni:
                                        - u. prostatica, lunga ~ 2,5 cm, decorre
                                           dalla vescica attraverso la prostata. Il
                                           condotto escretore proveniente dalle
                                           vescichette     seminali     si unisce
                                           all’uretra a questo livello.
                                        - u. membranosa, lunga ~ 2 cm, origina
                                          dalla parte distale della prostata,
                                          passa     attraverso    il diaframma
                                          urogenitale del perineo ed è
                                          circondata dalle fibre del muscolo
                                          sfintere uretrale esterno.
                                        - u. spongiosa (peniena), lunga ~ 15 cm
                                          passa attraverso il corpo spongioso
                                          del pene all’interno del tessuto
                                          erettile. Termina con l’orifizio uretrale
                                          esterno all’apice del pene.
Vista posteriore
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39

4. Surreni
Surreni                     40

Sono ghiandole endocrine,
che sormontano i reni come
un cappuccio, immerso
nella massa di tessuto
adiposo che racchiude i
reni.
Hanno forma piramidale e
constano di:
-     midollare,      possiede
cellule cromaffini, che sono
dei        veri        neuroni
postgangliari         connesse
attraverso cellule nervose
pregangliari direttamente
al sit. Nervoso centrale,
- corteccia, costituita di
cellule epiteliali disposte su
3 strati zona glomerulare, z.
fascicolata, z. reticolata.
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Secrezioni surrenaliche                                                 41
Midollare: secerne adrenalina e noradrenalina.
Corteccia: secerne aldosterone, cortisolo, androgeni surrenalici una parte dei quali è
convertita in estrogeni dai tessuti cutaneo, epatico e adiposo.

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42

5. Pelvi vera e perineo
Perineo                                      43
    E’ quella regione anatomica costituita dai tessuti
    molli che chiudono il bacino nel suo distretto
    inferiore; se ne distingue una porzione anteriore
    (o regione urogenitale) e una porzione posteriore (o
    regione anale).
    Il p. è costituito da:
    - cute ricca di ghiandole sebacee e sudoripare,
♂       rivestita di peli;
    - tessuto connettivo sottocutaneo;
    - muscoli e aponeurosi.
    Dei muscoli, tra i principali sono:
    - lo sfintere esterno dell’uretra,
    - lo sfintere dell’ano,
    - l’elevatore dell’ano,
    - l’ischiococcigeo.
    Le aponeurosi, in numero di 3, avvolgono i
    muscoli, contribuendo alla chiusura dello stretto
♀   inferiore del bacino.

                            Anatomia e istologia – A.A. 2017/2018
                          Docente: Leonardo Di Ascenzo, MD, PhD
Tavola      44
    Diaframma pelvico
     nella femmina 1

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  Anatomia e istologia – A.A. 2017/2018
Docente: Leonardo Di Ascenzo, MD, PhD
Tavola      45
    Diaframma pelvico
     nella femmina 2

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  Anatomia e istologia – A.A. 2017/2018
Docente: Leonardo Di Ascenzo, MD, PhD
Tavola      46
    Diaframma pelvico
      nel maschio 1

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  Anatomia e istologia – A.A. 2017/2018
Docente: Leonardo Di Ascenzo, MD, PhD
Tavola      47
    Diaframma pelvico
      nel maschio 2

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Docente: Leonardo Di Ascenzo, MD, PhD
Tavola       48
       Visceri pelvici
    e perineo femminile

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Tavola       49
       Visceri pelvici
     e perineo maschile

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50

6. Utero ed annessi
Apparato genitale femminile                                               51
 Gli organi che lo compongono sono specializzati per produrre e conservare le cellule
 sessuali femminili, le cellule uovo (ovociti), per trasportare queste al sito di
 fecondazione, per creare un contesto favorevole per lo sviluppo della prole, per
 portare la prole all’esterno del corpo materno e per produrre ormoni sessuali
 femminili.

Si compone
pertanto di:
1. OVAIE
2. TUBE UTERINE
3. UTERO
4. VAGINA
5. GENITALI
   ESTERNI        o
   VULVA.

                                                           Anatomia e istologia – A.A. 2017/2018
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Le ovaie                                                      52
Le due ovaie sono strutture ovoidali di consistenza dura, di circa 3,5 cm di lunghezza,
2 cm di larghezza e 1 cm di spessore.
Sono situate in depressioni poco profonde (fossette ovariche) presenti su ciascun lato
della parete laterale della cavità pelvica.

    2                                        Mezzi di fissità
                                             Diversi legamenti contribuiscono a
                                             tenere in posizione ciascun ovaio.
                                             Il più grande, formato da una piega del
                                             peritoneo, è il (1) legamento largo, che è
                                             collegato alle tube uterine e all’utero.
                                             Una piccola piega del peritoneo,
                                             chiamata (2) legamento sospensorio,
                                             fissa l’ovaio alla sua estremità superiore.
                                             Questo legamento contiene anche i vasi
                                             sanguigni e i nervi ovarici.
         3                                   Alla sua estremità inferiore, l’ovaio è
                                    1        collegato all’utero da un cordone
                                             rotondo derivato da un inspessimento
                                             del legamento largo chiamato (3)
                                             legamento ovarico.
                                                              Anatomia e istologia – A.A. 2017/2018
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Ovogenesi                                                          53
LE OVAIE PRODUCONO OVOCITI SECONDARI E ORMONI (PROGESTERONE, ESTROGENI, INIBINA
E RELAXINA).
SONO RICOPERTE DALL’EPITELIO GERMINATIVO AL DI SOTTO DEL QUALE SI TROVA LA
CORTICALE, UNA REGIONE DI TESSUTO CONNETTIVO DENSO CONTENENTE I FOLLICOLI
OVARICI: ciascuno composto da un OVOCITA e da un numero variabile di CELLULE FOLLICOLARI che
lo nutrono durante lo sviluppo.

                                                                Anatomia e istologia – A.A. 2017/2018
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Tube ed Utero                                                             54
AI LATI DELL’UTERO SI TROVANO DUE TUBE UTERINE (O TROMBE DI FALLOPPIO, lunghezza 10
cm, diametro 0,7 cm), CHE SERVONO PER GLI OVOCITI SECONDARI COME VIE DI TRANSITO
DALLE OVAIE ALL’UTERO.

L’ESTREMITÀ IMBUTIFORME DI CIASCUNA TUBA (INFUNDIBOLO), SI APRE PRESSO LE OVAIE
NELLA CAVITÀ PELVICA E TERMINA IN PROIEZIONI DIGITIFORMI CHIAMATE FIMBRIE, una sola
delle quali, la fimbria ovarica, si collega direttamente all’ovaio. Esternamente sono ricoperte di peritoneo.

                                                                            Anatomia e istologia – A.A. 2017/2018
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Utero                      55
È L’ORGANO cavo e muscolare sede
DI IMPIANTO DI UN OVULO
FECONDATO ED È LA FONTE DEL
FLUSSO MESTRUALE SE NON È
AVVENUTA LA FECONDAZIONE.
Il legamento largo, che si attacca alle
ovaie e alle tube uterine, si estende
dalle pareti laterali dell’u. alle pareti
e al pavimento della pelvi, creando
una specie di drappo.
Un cordone appiattito di tessuto
presente all’interno del legamento
largo, e chiamato legamento rotondo,
collega       l’estremità      superiore
dell’utero alla regione anteriore della
parete pelvica.
HA LA FORMA DI UNA PERA
ROVESCIATA E CONSTA DI TRE
PARTI:
FONDO - LA PORZIONE
SUPERIORE A FORMA DI
CUPOLA;
CORPO - LA PORZIONE
CENTRALE PIÙ AFFUSOLATA;
CERVICE (O COLLO) - UNA
PORZIONE TERMINALE PIÙ
RISTRETTA CHE SBOCCA NELLA
VAGINA.
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Vagina                      56
La VAGINA È UN CANALE
MUSCOLARE ELASTICO, lungo
circa 9 cm, CHE SI ESTENDE
DALL’ESTERNO DEL CORPO
FEMMINILE     FINO    ALLA
CERVICE UTERINA.

HA     IL    COMPITO      DI
ACCOGLIERE IL PENE DURANTE
I    RAPPORTI      SESSUALI,
COSTITUISCE LA VIA DI USCITA
DEL FLUSSO MESTRUALE ED È
IL CONDOTTO ATTRAVERSO
CUI TRANSITA IL BAMBINO
DURANTE IL PARTO.

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Organi genitali esterni femminili                                       57

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Appendici iconografiche
Tavola            59
Legamenti della pelvi 1

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Tavola           60
       Ossa e
legamenti della pelvi 2

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Tavola                           61
Differenze della pelvi
   legate al sesso

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