ALLA SCOPERTA DI UN MONDO "DIRITTO" - SPETTACOLO DI FINE ANNO DELLA SCUOLA PRIMARIA DON BOSCO DI MONCUCCO A.S. 2012-2013 - ISTITUTO COMPRENSIVO DI ...

 
ALLA SCOPERTA DI UN MONDO "DIRITTO" - SPETTACOLO DI FINE ANNO DELLA SCUOLA PRIMARIA DON BOSCO DI MONCUCCO A.S. 2012-2013 - ISTITUTO COMPRENSIVO DI ...
ALLA SCOPERTA DI UN
 MONDO “DIRITTO”
SPETTACOLO DI FINE ANNO DELLA SCUOLA
   PRIMARIA DON BOSCO DI MONCUCCO
             A.S. 2012-2013
ALLA SCOPERTA DI UN MONDO "DIRITTO" - SPETTACOLO DI FINE ANNO DELLA SCUOLA PRIMARIA DON BOSCO DI MONCUCCO A.S. 2012-2013 - ISTITUTO COMPRENSIVO DI ...
Titolo del Progetto: “ Noi Cittadini Oggi” per una scuola che educa alla
democrazia e all’equità.
Classi coinvolte: tutte le classi del plesso di Moncucco.

Premessa : come sancito dalla nostra Costituzione, la scuola ha il compito di garantire e
promuovere la dignità e l’uguaglianza di tutti gli studenti “senza distinzione di sesso, di
razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”,
impegnandosi a rimuovere gli ostacoli di qualsiasi natura che possano impedire “il pieno
sviluppo della persona umana”. In questa ottica si sviluppa la recita di fine anno che mira a
promuovere, attraverso un lavoro di condivisione e di collaborazione tra insegnanti ed
alunni di tutte le classi, un senso di responsabilità verso se stessi e gli altri, insieme alla
consapevolezza che l’impegno personale può portare cambiamenti positivi nella realtà che
ci circonda.

Finalità:
1     - Conoscere i documenti di riferimento ufficiali che sanciscono i diritti e doveri di ogni
      individuo. (Costituzione Italiana, Dichiarazione dei Diritti del fanciullo).
2     - Favorire il superamento di ogni forma di egocentrismo a favore di valori quali il reciproco
      rispetto, la partecipazione, la collaborazione, l'impegno competente e responsabile, della
      cooperazione e della solidarietà.
3     -Sostenere lo sviluppo della personalità nell’equilibrio tra le diverse dimensioni dell’affettività,
      dell’immagine di sé, in un quadro realistico e nello stesso tempo armonico.
Competenze pregresse (gli alunni sono già capaci di):
1      Mostra disponibilità verso il dialogo ed il confronto
Competenze da sviluppare (gli alunni saranno capaci di):
Competenze -rispetta il proprio turno nelle conversazioni ed ascolta gli interventi altrui;
civiche e          -si prende cura di sé e degli altri;
sociali            -avvia forme di collaborazione e di solidarietà;
                   -riflette sul proprio comportamento ed assume responsabilità.
Competenze -adotta un metodo condiviso di progettazione e di valutazione per competenze;
degli              - mette a disposizione le sue competenze per costruire curricoli verticali;
insegnanti         -utilizza metodologie motivanti ed innovative.
Fasi di lavoro (come si svolgerà il progetto):
Mese di Programmazione di plesso: per definire il percorso didattico da sviluppare nelle varie
aprile       classi; per suddividere i compiti e scegliere le tematiche che forniranno gli spunti di
             lavoro; per scegliere le canzoni rappresentative con il supporto dello specialista di
             musica.
             In classe: conversazioni guidate, letture e recupero dei contenuti del progetto di
             intercultura dei Fratelli Dimenticati per arrivare a definire il concetto di “Diritto”.
Mese di Elaborazione del copione e delle coreografie della recita da parte degli alunni,
maggio attraverso circle time guidati dalle insegnanti di classe.
             Memorizzazione delle parole e dei motivi delle canzoni durante l’ora di musica con lo
             specialista.
Mese di Prove generali dello spettacolo.
giugno
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ATTIVITÁ NEL DETTAGLIO
Prodotto finale: spettacolo di fine anno dal titolo “Alla Scoperta di un Mondo Diritto”
Contenuti:
       Viene elaborato da tutte le classi del plesso uno spettacolo teatrale volto alla scoperta dei
       diritti dei bambini attraverso la lettura, la discussione e la rappresentazione della
       Dichiarazione dei diritti del fanciullo. Ogni classe ha sviluppato una parte di spettacolo
       analizzando in particolare uno dei diritti fondamentali(qui di seguito esplicitati):

1°    Il diritto di avere un nome. Parte recitata e canto “Il mio nome è il più bello che c’è”
2°A   Il diritto al gioco. Poesie recitate, parte recitata, balletto, canti in collaborazione con la
2°B   classe 5 A “Acquarello”, “Am blum blem”, “Per un amico”
3°    Il diritto alla salute, assistenza e cura. Parte recitata e canti “Voglio un mondo diritto”,
      “Grazie mille”
4°A   Il diritto all’istruzione. Parte recitata, balletto “Scuola Rap”, canto “One big playground”
4°B   Il diritto alla libertà. Parte recitata, balletto “Scuola Rap”, canto “One big playground”
5°    Il diritto alla pace. Parte recitata, canto “Sunday bloody Sunday”
TUTTI Canto finale “Quella carezza della sera”

Risorse umane:
1    Docenti di classe
2    Specialista di musica
3    Collaborazione di alcuni genitori per la realizzazione di costumi e scenografie
Risorse materiali:
1    Proiettore o LIM
2    Contributo dell’ Amministrazione Comunale per finanziare il corso di musica.
3    Contributo della Cassa Rurale ed Artigiana di Binasco per l’acquisto di materiale di facile
     consumo
4    Impianto audio
Tempi:
     Mesi di aprile, maggio, giugno
Vincoli importanti:
     Disponibilità delle insegnanti a lavorare oltre l’orario di servizio
     Contribuiti finanziari extrascolastici (Comune e Cassa Rurale)

VERIFICA E VALUTAZIONE DELLE COMPETENZE RAGGIUNTE
CRITERI
    -Partecipazione
    -Contributo personale
    -Ricaduta sul comportamento in classe

STRUMENTI
    Osservazioni dirette
    Registrazione dei comportamenti

TEMPI
   Valutazioni in itinere e finali
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ALLA SCOPERTA DI UN MONDO DIRITTO
Suona la campanella delle 16.20. Bambini e ragazzi escono da scuola.Inizia
  la discussione (tutte le parti vengono recitate da una rappresentanza di
                    bambini di tutte le classi del plesso)

- Oh… finalmente è finita un’altra giornata di duro lavoro
- Beh… duro lavoro forse è un po’ esagerato dopo quello che ho visto oggi.
- E cioè…
- Ma da voi non sono passate Silvia e Rosa, le volontarie dei Fratelli
Dimenticati?
- Tutti insieme: “Si”
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- Roba da non credere ci sono bambini come noi che passano le giornate a
rovistare tra i rifiuti alla ricerca di qualcosa da vendere o da mangiare!
- Si, e poi si lavano le mani con l’acqua sporca!
- A me ha fatto venire i brividi vedere che quando si fanno male, mettendo le
mani nella spazzatura, non hanno la mamma che li accompagna dal dottore.
 - Per forza i loro genitori non hanno tempo di curarli.
 - Devono lavorare magari anche 15 ore al giorno!
- E… avete visto le loro case? Sono baracche fatte con materiali di fortuna.
 - E le scuole?Non hanno banchi e sedie come noi.
- Devono scrivere seduti per terra tenendo il foglio sulle ginocchia.
 - E di certo non hanno un astuccio ben fornito come il mio.
 - E’ proprio il caso di dire che per i bambini di alcuni paesi di questo mondo
non ci sono diritti.
 - Ma che cos’è un diritto?
- Un diritto è qualcosa che ti spetta, qualcosa che tu devi assolutamente
avere.
- Ad esempio tutti i bambini hanno diritto al gioco.
- Oh che bello! Allora io ho diritto ad avere la x-box e magari anche mille
pacchetti di figurine dei Pokemon…
- E io ho il diritto di avere almeno 100 vestiti di ricambio per la mia Barbie.
 - Ma cosa dite! Questi sono capricci!
- Il diritto è qualcosa di importante, che ti serve per poter crescere nel modo
migliore.
- Ad esempio tutti abbiamo il diritto di nutrirci, ma se pesti i piedi perché vuoi
mangiare un chilo di patatine fritte, quello è un capriccio.
 - E poi non dobbiamo dimenticare che un diritto comporta sempre anche dei
doveri.
 - Tutti i bambini hanno diritto ad un’ istruzione, ma hanno anche il dovere di
studiare e di impegnarsi,altrimenti anche la maestra più straordinaria della
terra o il libro più strabiliante dell’universo sarebbero inutili.
 - A me questa storia dei diritti e dei doveri mette una gran confusione in
 testa. Ad esempio quali sono i diritti più importanti per noi?
….e poi siamo così sicuri che i grandi rispettano sempre i diritti di noi
bambini?
- Belle domande, ma non è mica facile rispondere!
- Mi è venuta un’idea. Potremmo dividerci in piccoli gruppi e andare alla
ricerca di ciò che è indispensabile per avere un mondo “più diritto”.
- Sono d’accordo! Dividiamoci e mettiamoci al lavoro!
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TUTTI I BAMBINI HANNO IL DIRITTO DI AVERE UN NOME

                              ( CLASSE PRIMA)

- Guarda! Ho trovato questo bel librone che parla proprio dei diritti dei
bambini!
- Fammi leggere…..Dichiarazione dei diritti dei bambini …Anno 1959
- Vediamo un po’che cosa dice: “Tutti i bambini hanno il diritto di avere un
nome”.
- Che bella scoperta! Tutti abbiamo un nome ! Era necessario scriverlo.
- Boh! Non so, ma se l’hanno scritto ci sarà sicuramente una ragione.
Cerchiamo di capire qual è.

I bambini in cerchio cominciano a giocare a “Come ti chiami?”, finchè
ad un certo punto il pallone arriva ad un bambino che non risponde
perché non ha un nome.

- Ma tu come ti chiami?
- Ma perché non ci dici il tuo nome?
- Io non ho un nome
- Ma stai scherzando? Tutti hanno un nome!
- Io mi chiamo Grace. I miei genitori l’hanno scelto perché era il nome di una
principessa bellissima.
- Io mi chiamo Michela Perché la mia mamma si è accorta che sarei arrivata
proprio il giorno di San Michele.
- Io mi chiamo Giada come una pietra preziosa.
- Io mi chiamo Alessio perché ai miei genitori e a mio fratello piaceva questo
nome.
- Anche tu devi avere per forza un nome!
- Eppure io sono senza nome
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- Ma è impossibile! Come è potuto succedere?
- Quando sono nato nessuno mi ha dato un nome.
- Ma se non hai un nome nessuno ti riconosce!
-E se ti perdi nessuno sa come cercarti!
- Anche la maestra non sa che devi venire a scuola perché non compari
nell’elenco degli alunni
- Insomma se non hai un nome è come se tu non esistessi!
- Senza un nome nessuno sa che ci sei.
- Avete proprio ragione ma purtroppo è così.
- E’ una vera ingiustizia! Dobbiamo rimediare!
- Perché non glielo diamo noi un nome?
- Si, dai, cerchiamogli un nome!
- Potremmo chiamarlo Domenico, come un giorno di festa.
- O Agostino che ti ricorda il mese di agosto, quando si è in vacanza.
- No, a me venuta un’ idea: chiamiamolo Benvenuto.
- Si hai ragione Benvenuto è proprio il nome giusto perche tutti i bambini
devono sentirsi benvenuti in questo mondo.
- Vieni Benvenuto, vieni qui a giocare con noi.

Alessandra: adesso ho capito perché è importante che questo diritto sia stato
scritto.
Luca: Si, e speriamo che tutte le nazioni si impegnino perché venga
rispettato.

            CANTO: IL MIO NOME E’ IL PIU’ BELLO CHE C’E’
                       Se ogni bambino scrivesse
                    in un arcobaleno il proprio nome
               sarebbe l’ arcobaleno più grande e colorato
                  come nessuno l’ha mai immaginato.

                      Pensa quanti nomi potrai scrivere
                    lunghi, o corti anche un po’ particolari
                      eppure ogni bambino pensa che
                       il suo nome è il più bello che c’è.

                         Se ogni bambino scrivesse
                    Per ogni vagone di treno il suo nome
                    Sarebbe il treno più lungo e articolato
                        Come nessuno l’ha ricordato

                      Pensa quanti nomi potrai scrivere
                    lunghi, o corti anche un po’ particolari
                      eppure ogni bambino pensa che
                       il suo nome è il più bello che c’è.
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TUTTI I BAMBINI HANNO DIRITTO AL GIOCO

                             (CLASSI SECONDE)

                 Scena prima( di cosa ha bisogno un bambino )
                              MUSICA DI SOTTOFONDO
(Gli studenti entrano in scena, un po’ annoiati perché dopo la scuola non
sanno cosa fare, tranne l’alunno 2 che entra in scena correndo appena dopo
gli altri e con il libro aperto.)
Scolaro 2:EHI! Guardate cosa ho trovato nel libretto che ci hanno dato a
scuola.
( e legge) “Articolo 31: tutte le bambine e i bambini hanno il diritto a riposarsi,
giocare e divertirsi, fare sport ed esprimere la propria creatività”. Dai facciamo
qualcosa anche noi!
Scolaro 3: Io sto già giocando con il game boy, però non mi diverto più tanto.
Scolaro 1: Io devo andare con la mamma al supermercato … e poi devo
studiare!
Scolaro 4:Io devo andare a casa a guardare la televisione mentre mangio un
pacchettone di patatine.
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(Ad un certo punto lo scolaro1 trova mezzo sepolto nel terreno un antico
giocattolo(es. una trottola) e si ricorda di quello che il nonno gli ha
raccontato, di come giocavano i nonni quando erano piccoli.)
Scolaro1: Guardate, forse ho trovato un indizio per convincervi che abbiamo
diritto a giocare. Guardate, è una vecchia trottola come quella che usava mio
nonno quando aveva la mia età … Come si divertivano un tempo!
(ENTRANO IN SCENA 4 NONNI che recitano la poesia “ Bambini”

                                  BAMBINI

                     Ho visto bambini giocare coi sassi
                           e rincorrersi nell’erba folta
                           raccogliendo fiori e farfalle
                              con gioia meravigliata.
                           E poi bambini intenti a fare
                          diademi di foglie e pratoline
                              e parlare alle formiche
                      e passarsi maggiolini nelle mani
                             piene di sole e curiosità.
                       E ancora bambini, visi di mele
                       rossi e lucidi, costruire pupazzi
                        con coriandoli bianchi di neve
                         bambini con piedi guazzanti
                              nel fango dei temporali
                             preparare flotte di carta
                      e combattersi con armi di legno,
                            con visi spruzzati di more
                        e freschi di succhi d’anguria.
                           E di nuovo bambini volare
                               su altalene di corda
                        e inventare paesi e avventure
                         litigando e ridendo di niente.
                                    U. Spalletta.

Uno dei 4 nonni: Hai ragione! Una volta avevamo tanto tempo per giocare e
con poco ne facevamo di tutti i colori.
Alla fine lo scolaro 1esclama: Ma quel mondo forse non c’è più?

Scena seconda(cosa si può fare per giocare)
(Poi gli scolari vedono una rana (VERSO DELLA RANA)che salta e cercano
di acchiapparla .)
Scolaro 2:Se ci pensiamo bene anche noi possiamo divertirci con poco ….
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( Così comincia ad elencare tutte le azioni che si possono fare per giocare …)
MUSICA (entrano i 2 gruppetti di bambine e recitano a cori alternati).
(le bambine recitano la“Filastrocca dei liberi giochi” di Tognolini)

                    FILASTROCCA DEI LIBERI GIOCHI
                         Io gioco con i giocattoli
                          belli, preziosi e strani

                             se non ci sono quelli
                            gioco con le mie mani

                           gioco con legno e sassi
                           gioco con ombra e sole

                            se non ci sono quelli
                             gioco con le parole

                            gioco con i miei passi
                            gioco con ciò che c’è:

                       nessuno ha più giocattoli di me.

                     B. Tognolini, Rima rimani, Rai Eri)

                              Balletto
                       CANZONE: AM BLUM BLEM

                     Rit.: Am blum blem sicut erem blem
                       am blum blem sicut erem blem
                       am blum blem sicut erem blem
                       am blum blem sicut erem blem

                                   Tutte le voci
                        tutte le voci del verbo giocare
                                   tutte le voci
                         tutte le voci io voglio cantare

                      Saltare lanciare cliccare rotolare
                     nascondersi correre fare raccontare

                                 Tutte le voci
                        Tutte le voci io voglio cantare

                     Rit. Am blum blem sicut erem blem
am blum blem sicut erem blem
                       am blum blem sicut erem blem
                       am blum blem sicut erem blem
                         (ripetere la canzone 2 v.)

 Scena terza (la forza dell’immaginazione)
(Lo scolaro 3 si lamenta che oggi i bambini hanno poco tempo per giocare e
gli vengono in mente le parole che gli adulti dicono durante il giorno e che
rubano il tempo del gioco ai bambini e fa riferimento all’immaginazione che
certi bambini hanno e che gli permette di viaggiare con la fantasia.
Scolaro 3: E’ anche vero che non abbiamo gli spazi adatti al gioco e il tempo
che i grandi ci lasciano per giocare è sempre poco.
Scolaro 4 tira fuori la bussola e dice: Però l’immaginazione e la fantasia non
ce la può rubare nessuno. Vi ricordate Gianni: quante storie sa immaginare.
Gianni: Dai, fate coma me, proviamo tutti insieme : chiudiamo gli occhi e ….
fantastichiamo
Quattro o cinque bambini ascoltano e mimano quello che Gianni racconta
Intanto SI SENTONO SUONI (la giungla … storie di pirati … Musica indiana
… il treno.)
Gianni:Ecco ora siamo tutti esploratori nella giungla….
         Ed ora … Alle vele miei pirati, percorriamo il mare col galeone
incantato!
         Ed ancora … Col nostro tappeto magico facciamo un viaggio
nell’India misteriosa
         Ed ora torniamo a casa con l’orient espress…
Al termine, mentre si sente la base della prossima canzone, i bambini a
turno compongono un disegno immaginario , così in ordine possono disporsi
per il canto.

                  CANZONE: ACQUARELLO (Toquiño)
                          Sopra un foglio di carta
                           lo vedi il sole è giallo
                       ma se piove due segni di biro
                            ti danno un ombrello
                          gli alberi non sono altro
                          che fiaschi di vino girati
                         se ci metti due tipi là sotto
                               saranno ubriachi
                     l’erba è sempre verde e se vedi
                               un punto lontano
                       non si scappa o è il buon Dio
                          o è un gabbiano e va....
                           verso il mare a volare
                            ed il mare è tutto blu
e una nave a navigare
                             ha una vela non di più
                             ma sott’acqua i pesci
                              sanno dove andare
                        dove gli pare non dove vuoi tu
                           ed il cielo sta a guardare
                            ed il cielo è sempre blu
                           c’è un aereo lassù in alto
                              e l’aereo scende giù
                     c’è chi a terra lo saluta con la mano
                        va piano piano fuori da un bar,
                                chissà dove va...

Scena quarta( il bisogno di avere amici e il dovere dell’accoglienza nel
gioco)
(L’esploratore 4 vede un bruco che cammina e che gli altri hanno rischiato di
calpestare. Così ricorda che a volte ci sono bambini di cui noi non ci
accorgiamo, che lasciamo in disparte e che hanno anche loro il diritto di
giocare e ad avere degli amici.)
Esploratore 4:State attenti! Stavate per calpestare questo piccolo bruco
Questo mi fa venire in mente che anche tra di noi ci sono bambini “invisibili",
sono quelli che per tanti motivi stanno sempre soli.
Esploratore 3:Avremmo bisogno di una lente d’ingrandimento anche per
accorgerci di quei bambini che fanno più fatica di noi a giocare con gli amici.
Esploratore 2: Hai ragione perché non è un vero gioco se non riusciamo a
divertirci tutti insieme!
Esploratore 1: Proviamo ad ascoltare cosa hanno da dirci.

                                DIFFERENZE
                     Tu non sei come me, tu sei diverso
                             Ma non sentirti perso
                     Anch’io sono diverso, siamo in due
                         Se metto le mani con le tue
                        Certe cose so fare io, e altre tu
                    E insieme sappiamo fare anche di più
                     Tu non sei come me, son fortunato
                             Davvero ti son grato
                           Perché non siamo uguali
                    Vuol dire che tutt’e due siamo speciali.
                                (B. Tognolini)

                            FORZA FRATELLO
                          Non ti conosco amico mio
                         ma io ti chiamo fratello mio.
                        Non più confini nè più frontiere
                        ma un solo grido: volerci bene.

                         Rit.: Forza fratello, forza dai
                         vieni a giocare insieme a noi
                         senza invidia senza rancore
                          senza differenza di colore.

                           Forza fratello, forza dai
                           vieni a sorridere con noi
                        cambieremo questa nostra vita
                           e sarà una festa infinita.

                    Siam come il sole, siam come il vento
                         senza catene e uniti dentro.
                       alla stessa fonte ci dissetiamo
                      sulla stessa terra noi conviviamo.

                         NON SI PUÒ ESSERE SOLI
                           Non si può essere soli,
                         meglio in due che uno solo.
Se uno cade l’altro lo aiuta.
                          Se due dormono insieme
                             insieme si riscaldano.
                            Non si può essere soli,
                                 meglio in due;
                       se uno è cieco l’altro lo guida.
                        Non sembra nemmeno fatica
                           il duro lavoro di sempre.
                         Se due camminano insieme
                        la strada sembrerà più bella.
                            Non si può essere soli,
                                 meglio in due,
                       se uno chiama l’altro risponde.
                                 ( M. Giombini)
                        CANZONE: PER UN AMICO
                     (Canzone del 45° Zecchino d’oro)
                              Un vero amico chi è?
                        È quello che non lascia mai.
                    Un vero amico ha qualcosa che poi
                          gli manca se tu te ne vai.
                              Un vero amico si sa
                         aiuta e non chiede perché.
                      Ma se per caso si mette nei guai
                         tu lascia tutto e corri da lui.
                       Per un amico metti su il sorriso
                               più grande che hai
                          prova a fare sempre tutto
                                 quello che puoi
                    un amico vero non lo scorderai mai
                            se pensi che sia giusto,
                         non far caso a tutto il resto.
                   Un amico è il bene più prezioso che hai
                      ogni cosa è meno bella senza lui
                      un amico vero non ti lascerà mai
                             non fare caso al resto,
                        per un amico questo e altro.

(I quattro scolari, contenti per aver trovato le tracce del Diritto al gioco, si
avviano verso la scuola per raccontare tutto agli altri .)
Scolaro 1:Bene, abbiamo trovato le prove che ci servivano per fare un mondo
più diritto.
Scolaro 2:Presto,torniamo davanti alla scuola per raccontarlo agli altri …
TUTTI I BAMBINI HANNO DIRITTO ALLA PROTEZIONE E ALLA
                       SALUTE
                   (CLASSE TERZA)

SCOLARI
- Sai che ieri, mentre navigavo su internet ho trovato..la “Carta dei diritti dei
bambini”?
- Che cosa hai scoperto di interessante?
- Che tra i vari articoli, ce ne sono alcuni che riguardano la protezione e la
cura necessari al benessere di ogni bambino!!!!

Alcuni bambini mentre giocano si fanno male (con la corda, con la palla, a
calcio)
Bambino 1: Ahi! Ahi! Che maleee!!! Che doloree!!
Bambino 2: Maestraa, maestraa, corri, corri, si sono fatti male!
Altri bambini: maestra, maestra.....
- Che cosa è successo?
- Ci siamo scontrati!
- Mi fa male la gamba!
- Che cosa facciamo?
- Chiamiamo il 118 e le mamme!!
- Ok!!
- Io chiamo il 118, tu le mamme!!
Un bambino chiama il 118 (rimane vicino ai bambini); Aurora si allontana
dalla scena e chiama le mamme!!)
CHIAMATA AL 118

- 1 ...1...8
- Pronto, centrale operativa del 118, con chi parlo?
- Sono Alice Branduardi, insegnante della scuola elementare della scuola di
Moncucco di Vernate!
- Mi dica, che cosa è successo?
- Due bambini giocando si sono scontrati e si sono fatti male al ginocchio!!
- Non toccateli, non muoveteli!
- ok!
- In che via siete?
- In piazza De Gasperi, nel giardino della scuola elementare!
- Non si preoccupi, arriveranno subito i soccorsi!
- Grazie, arrivederci!
- Arrivederci!
Arrivano il dottore e i suoi assistenti
- Buongiorno dottore, venga ! Ecco qua i due bambini che si sono fatti male!
Dottore - oh! Questi bambini non hanno niente!
Assistente - Ci vuole solo un po’ di ghiaccio!
Assistente - Ha ragione il dottore! E ci hanno fatto venire qua per queste
sciocchezze!
- Ma come dottore, i miei compagni si lamentano dal dolore!
- Ma come! Non li medicate! Noi abbiamo il diritto di essere curati!
- Ma non li portate in ospedale per un controllo?
- Abbiamo altre urgenze! Arrivederci!
Tutti i bambini: ma noi abbiamo il diritto di essere curati!

                  Canzone: Voglio un mondo diritto
                           Voglio un mondo diritto
                              Per tutti i bambini
                              Non dico perfetto
                             ma meno distratto
                         Voglio un mondo d’affetto
                              per tutti i bambini
                               amici e berretti
                            abbracci e sgambetti
                        Rit: Oleleè olalà olelè olalà
                        olelè olalà per tutti i bambini
                         Voglio un mondo benfatto
                              per tutti i bambini
                               pedono protetti
                              e prati e campetti
                          Voglio un mondo salotto
per tutti i bambini
                                consolle e fumetti
                                 cartoni e libretti
                          Rit: Oleleè olalà olelè olalà
                          olelè olalà per tutti i bambini
                            Voglio un mondo di tutto
                                per tutti i bambini
                                 il latte i biscotti
                                 e tre gianduiotti
                             Voglio un mondo diritto
                                per tutti i bambini
                                non dico perfetto
                               ma chiedo rispetto.

Sul finire della canzone si sente il suono dell’ambulanza.
Secondo dottore - Eccomi qua!!!Qualcuno mi ha chiamato??
Tutti si girano verso di loro.
Tutti dicono - Chi sei???
Medico - Sono il dott. Sorriso!!
- é il dottore che aiuta tutti i bambini che hanno bisogno!!
- Vedrete che risolverà il vostro problema!!
Il medico e i suoi assistenti si avvicinano ai bambini feriti e li medicano.
Dottor Sorriso - Sapete, ogni bambino ha il diritto di essere assistito e curato.
Bambino - E’ vero! Ogni bambino deve ricevere le cure necessarie per il
proprio benessere!
- Tutti i bambini hanno il diritto di godere del miglior stato di salute!
Tutti - Grazie, dottore grazie!!
Dottor Sorriso – E’ stato un piacere aiutarvi.

                         CANZONE: GRAZIE MILLE

                              Quando si vedono
                       le montagne che non c'è foschia
                          quando le vacanze iniziano
                        e quando poi torno a casa mia
                     quando mi alzo e sento che ci sono
                     quando sfreghi il naso contro il mio
                           quando mi respiri vicino
                             sento che sento che
                   Per ogni giorno, ogni istante, ogni attimo
                               che sto vivendo
                                 Grazie Mille
Quando si giocano
                           le coppe in tele il mercoledì
                        quando sento un pezzo splendido
                            che mai pensavo bello così
                         quando il cane mi vuol salutare
                           quando vedo i miei sorridere
                          quando ho l'entusiasmo di fare
                               sento che sento che
                     Per ogni giorno, ogni istante, ogni attimo
                                  che sto vivendo
                                    Grazie Mille
                               Quando un microfono
                          non lo vorrei abbandonare mai
                          quando i miei amici prendono
                          un'accoppiata secca alla SNAI
                      quando il mondo mi sembra migliore
                             anche solo per un attimo
                         quando so che ce la posso fare
                               sento che sento che
                     Per ogni giorno, ogni istante, ogni attimo
                                  che sto vivendo
                                    Grazie Mille
                     Per ogni istante, ogni giorno, ogni attimo
                                che mi è stato dato
                                    Grazie Mille
                                    Grazie Mille
                                    Grazie Mille
                                    Grazie Mille
                                    Grazie Mille
                                    Grazie Mille

Frasi   pronunciate durante il finale della canzone:
   •    Grazie mille perchè ricevo, cure, affetto, rispetto e assistenza.
   •    grazie mille perchè c’è la speranza che ohni brutta malattia vada via!
   •    grazie mille perchè quando stiamo male c’è sempre uno ospedale.
   •    grazie mille perchè noi che siamo curati ,siamo i più fortunati.
   •    grazie mille perchè tutti gli ammalati con i farmaci vengono curati.
   •    grazie mille perchè se mi faccio male, un dottore può rimediare.
   •    Grazie mille perchè sono un bambino che vive in un mondo attento e
        sicuro per il benessere del mio futuro.
TUTTI I BAMBINI HANNO DIRITTO ALL’ISTRUZIONE
                            (CLASSE IV A)

GLI SCOLARI ENTRANO IN SCENA E VEDONO DEI BAMBINI CHE
LAVORANO

Muratore 1: - Che Caldo! Quando termineremo questo lavoro?
Muratore 2: -Dobbiamo lavorare più velocemente, perché il padrone vuole
tutto finito per questa sera. Se non sarà così, non ci pagherà.
Contadino 1: Che fatica! Sono distrutto! Devo sistemare tutto questo campo,
poi dovrò anche seminarlo … non finirò mai!
Contadina: Non lamentarti sempre…ti aiuterò io! Costruiremo anche uno
spaventapasseri così gli uccelli non mangeranno i semi che metteremo nel
terreno con tanta fatica. Forza! Continuiamo!
Falegname 1: Vorrei un bicchiere di acqua fresca, tutta questa polvere mi
distrugge. Ogni giorno taglia, incolla; taglia e inchioda. Non si finisce mai.
Falegname 2: Hai ragione, il nostro lavoro è faticoso, ma lo sai…..se non
lavoriamo, come facciamo a portare a casa i soldi per tutti i nostri fratelli?
Bambine: Che fatica! Tutti i giorni dobbiamo andare al pozzo a prendere
l’acqua. Per arrivarci dobbiamo percorrere tanta strada sotto il sole caldo.
Siamo sfinite …….
Bambina: Io invece devo fare i lavori di casa: lavare, stirare, pulire, cucinare.
In più, devo curare i miei fratellini per permettere ai miei genitori di andare al
lavoro lontano da casa. Non ho un momento di pace.
Sarta: Pensa io devo cucire e rammendare i vestiti per quattro soldi. Guarda
le mie mani….
Scolaro 1: Ma… ma siete bambini, perché lavorate?
Scolaro 2: Non andate a scuola?
Bambina 1: Scuola? “Andare a scuola?” Cosa significa “Andare a scuola?”
Bambina 2: Che cos’è la scuola?
Scolaro 1: E’ un posto dove s’impara a leggere, a scrivere …
Bambina 1 : Cosa significa leggere?
Bambina 2: E scrivere?
Entrano quattro scolari:
  - Ve lo spiego io! Scrivere significa usare dei segni che rappresentano le
parole che dici.
- Così puoi mandare i tuoi messaggi a persone lontane.
- Loro potranno capirli perché conoscono i segni usati
- A scuola impari anche a contare; conosci la storia della nostra Italia….
- Impari i nomi dei monti, dei laghi e dei fiumi….
- Ma, soprattutto, impari a stare con gli altri, a rispettare le loro idee…. A
confrontarti con loro…magari anche dopo qualche bella discussione!
Bambina 1: Ma i nostri genitori non hanno i soldi per mandarci a
scuola…Come possiamo fare?
Scolaro 1: Di questo non dovete preoccuparvi.
Scolaro 2: Gli stati hanno garantito il diritto all’istruzione elementare per i
bambini e le bambine di tutto il mondo. L’educazione infatti è un diritto
fondamentale, così come il diritto a nutrirsi.
Scolaro 3: L’istruzione ti da la possibilità di cambiare in meglio; è ciò che
serve per sconfiggere la povertà e garantire un futuro ai bambini.
Scolaro 4: Io so che alcuni documenti importanti dicono che i bambini devono
essere protetti da qualunque tipo di lavoro pericoloso per la loro salute o per il
loro fisico. I bambini devono poter frequentare la scuola e studiare: è previsto
dalla legge che non si possa lavorare prima dei 16 anni.
Scolaro 5: E pensate!…Tutto ciò è gratuito… Navigando in internet ho trovato
alcuni documenti importanti come la nostra Costituzione. L’articolo 34 recita :
“La scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto
anni, è obbligatoria e gratuita.
I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i
gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse
di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze….”
Scolaro 6: Anche l’articolo 13 della Convenzione dei diritti dell’infanzia dice
che hai il diritto di imparare e di esprimerti per mezzo delle parole, della
scrittura, dell'arte e così via, a meno che queste attività non danneggino i
diritti degli altri.
Scolaro 1: Vedi, su questo foglio c’è scritto LI-BER-TA’: è il nome del paese
che abbiamo visitato prima.
Scolaro 2: Si, ci hanno detto che libertà è anche il DIRITTO di ricevere
un’ISTRUZIONE.
Scolaro 3: …….Di andare a scuola tutti i giorni
Falegname: Andare a scuola allora deve essere bello!
Bambino 1: Insomma…..Io non amo molto andare a scuola: devi stare
seduto, scrivere, leggere, studiare a memoria tabelline, verbi, nomi dei fiumi,
dei mari….
Bambino 2: E poi la maestra ti interroga!
Scolaro 1: Anche a me non piace andare a scuola ma ho capito che è
importante essere istruiti.
Scolaro 2: In verità a scuola ci sono momenti divertenti in cui puoi giocare,
fare ginnastica e …
Scolaro 1: Cantare!
Quattro bambini insieme: E poi la scuola può essere divertente! Su venite
tutti qui. Balliamo insieme.

                          CANZONE: SCUOLA RAP

                              Rap…rap…rap…rap…
                    Alla mia maestra piace tanto Jovannotti,
                  viene a scuola tutti i giorni per interrogarci,
                       sì, però, non fa mica come gli altri,
                        che, si sa, danno voti bassi o alti.
                                   Bassi o alti…
                                   Bassi o alti…
             Lei pretende invece che rispondiamo a tempo “yea”
                 e si dica la lezione con bravura e precisione
              con il fare stravagante che distingue quel cantante
              Con quel passo snoccolato e quel ritmo sincopato
                          Che fa Tum-cha tum-tum-cha
                              Tum-cha tum-tum-cha
                                 Rap scuola rap...
                  È proprio tanto bello imparare con il rap…
                                Rap… maestra rap
                  Sei forte, sei un mito, sei il meglio che c'è.
               Se tu rappi geografia, storia, scienze e geometria
               Saprai bene le lezioni, non avrai preoccupazioni!
                                 Rap scuola rap...
Mi piace andare a scuola
                 Se la scuola è così rap!
   Sei per tre diciotto, sei per quattro ventiquattro,
  sei per cinque fanno trenta, sei per sei trentasei,
            sì, però, tu sai dirmi esattamente
        come mai il sole nasce sempre a oriente.
   Con l'armata a Waterloo fu sconfitto Bonaparte,
     il pianeta più vicino alla nostra terra è Marte.
    Se qualcuno chiede a me cosa mai è l'erre tre
   lo collego col pi greco, con la sfera e poi ti dico
              Che fa Tum-cha tum-tum-cha
                  Tum-cha tum-tum-cha
                     Rap scuola rap...
       È proprio tanto bello imparare con il rap…
                    Rap… maestra rap
       Sei forte, sei un mito, sei il meglio che c'è.
  Se tu rappi geografia, storia, scienze e geometria
                  Saprai bene le lezioni,
                non avrai preoccupazioni!
                     Rap scuola rap...
                 Mi piace andare a scuola
                 Se la scuola è così rap!

       Fotosintesi si dice quel processo strano
      con la luce e con le foglie, è il clorofilliano
         E, se vuoi, ti rispondo alla domanda
        guarda che solo in Cina vive il panda.
  Stanno in Africa i leoni, dappertutto gli scimmioni
       per cui Cesare, si sa, non fu per fatalità
che in quel marzo sfortunato cadde a terra pugnalato!
E ora che ti ho dimostrato che col rap ho ben studiato,
              tutti a Tum-cha tum-tum-cha
                  Tum-cha tum-tum-cha
                     Rap scuola rap...
      È proprio tanto belo imparare con il rap…
                    Rap… maestra rap
      Sei forte, sei un mito, sei il meglio che c'è.
  Se tu rappi geografia, storia, scienze e geometria
                  Saprai bene le lezioni,
                non avrai preoccupazioni!

     Scolaro 1: - Ragazzi, raggiungiamo gli altri!-
TUTTI I BAMBINI HANNO DIRITTO ALLA LIBERTA’
                         (CLASSE QUINTA B)

Gli scolari arrivano nel paese di Libertà
Scolaro 1- Che paese strano…non ha un nome….
Scolaro 2- E’ vero, è la prima volta che troviamo un cartello in bianco.
Scolaro 1- Chiediamo a quel bambino!
Scolaro 2- Scusa, come si chiama questo paese?
- Freedom (bambino nigeriano)
Scolaro 1- Non ho capito! Riproviamo a chiedere.
Scolaro 2- Chiediamo a lei. Come si chiama questo paese?
- Hourrya (bambina marocchina)
- Svoboda (bambino bulgaro)
- Libertade (bambina rumena)
- Liri (bambino albanese)
- Libertad (bambino spagnolo)
- Libertè (bambino francese)
- Freedom (bambino inglese)
Scolara 2- Perché in questo paese parlano tutti lingue diverse?
Scolaro 1- C’è qualcuno che parla la nostra lingua?
Bambina italiana – Io! Vi ho ascoltato e ho capito. Vi trovate nel paese della
“Libertà”.
Scolara 1- Che strano nome per un paese!
Arriva il Sindaco di Libertà:- Buongiorno io sono il Sindaco di Libertà. Fino
a poco tempo fa questo paese si chiamava Caos. Ognuno faceva quello che
voleva senza curarsi degli altri. Tutti urlavano, litigavano per ogni cosa, non si
poteva vivere in pace. I bambini andavano a scuola quando volevano.
Insomma non c’era rispetto. Abbiamo fatto un’assemblea, ci siamo
documentati e abbiamo capito che Libertà è…..
(ogni bambino dice un significato)
Esercitare la propria volontà nei limiti della legge
Autonomia
Scelta
Pace
Salute
Liberta di parola
Vivere, cioè avere una casa, un lavoro, i viveri
Cultura
La parità dei sessi
Movimento Idee
Compagnia
Partecipazione
Religione
Istruzione
Uguaglianza
CANZONE: ONE BIG PLAYGROUND

                   The world where we live is one big playground,
                   and all the children of the world are our friends.
                 Yes, the world where we live is one big playground,
                   and all the children of the world are our friends.

                 It doesn’t matter if you’re tall or short, black or white.
                         We all live together, so let’s not fight.
                     We’re all the same. We play the same games.
                            So lets not fight. That isn’t right!

                   The world where we live is one big playground…

RITORNELLO CANZONE LA LIBERTA’ DI GIORGIO GABER

                     La libertà non è star sopra un albero,
                     non è neanche il volo di un moscone,
                       la libertà non è uno spazio libero,
                             libertà è partecipazione.
TUTTI I BAMBINI HANNO DIRITTO ALLA PACE
                              (CLASSE V)

Notizie alla televisione

Alessandro hai visto oggi il TG?

No, non ancora, cos'è successo?

E' scoppiata una tremenda guerra nel mondo!

No! Un'altra volta? E' quei poveri bambini sotto le bombe?

Non riesco a credere alle notizie di oggi, non riesco a chiudere gli occhi e a
dimenticarle, per quanto, per quanto ancora continuerà questa storia, per
quanto! Oggi potremmo essere uniti!

Cocci di bottiglia sotto ai piedi dei bambini, corpi allineati in una strada senza
uscita.
Ma non voglio assecondare il richiamo alla battaglia, mi schiaccia, mi mette
con le spalle al muro. E la battaglia è appena cominciata, ci sono già molti
corpi senza vita. Ma dimmi, chi ha vinto davvero!

Le trincee scavate nei nostri cuori, e i bambini strappati alle madri, ai fratelli e
alle sorelle. Per quanto, per quanto ancora canteremo questa canzone, per
quanto?

Oggi potremmo essere uniti, oggi.

Asciugati le lacrime dagli occhi.

Asciugati le lacrime, asciugati gli occhi pieni di tristezza.

Ed è vero, siamo immuni quando i fatti sono fantasia e la TV realtà! Ed oggi
sono milioni coloro che piangono. Noi mangiamo e beviamo e domani loro
moriranno!

Loro moriranno

                     Canzone “Sunday, Bloody Sunday”

                           I can't believe the news today,
                   I can't close my eyes and make it go away.
                  How long, how long must we sing this song?
                      How long? Tonight we can be as one.
                       Broken bottles under children's feet,
                     Bodies strewn across a dead end street,
                          But I won't heed the battle call,
             It puts my back up, puts my back up against the wall.

                            Sunday, bloody Sunday.
                            Sunday, bloody Sunday.

                        And the battle's just begun,
                There's many lost, but tell me who has won?
                    The trenches dug within our hearts,
              And mothers, children, brothers, sisters torn apart.
Sunday, bloody Sunday.
                           Sunday, bloody Sunday.

                How long, how long must we sing this song?
                  How long, Tonight we can be as one.
                             Tonight, tonight.

                           Sunday, bloody Sunday.
                           Sunday, bloody Sunday.

                       Wipe the tears from your eyes,
                          Wipe your tears away,
                        Wipe your blood shot eyes.

                           Sunday, bloody Sunday.
                           Sunday, bloody Sunday.

                       And it's true we are immune.
                   When fact is fiction and T.V. is reality,
                         And today the millions cry,
                  We eat and drink while tomorrow they die.
                         The real battle just begun.
                      To claim the victory Jesus won,
                       On a Sunday bloody Sunday,
                          Sunday bloody Sunday.

Ogni bambino è un dono prezioso, che va conservato, amato, rispettato.
Lui è il nostro futuro, noi siamo il vostro futuro!

Sono trascurato, stanco, affamato, non posso essere coccolato perché non
ho una famiglia. Mi nascondo tutto il giorno perché fuori sparano! Nel mio
cuore c'è solo tristezza e ombra.

La mia vita è difficile, ma non mi arrendo; so che un giorno ci sarà qualcuno
che con il suo amore mi solleverà!

Entrano in scena i bamnini soldato:- Non vogliamo più combattere!-
Viene letto l’Articolo 11 della Costituzione Italiana

 L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri Stati,
 consente, in condizioni di parità con le altri Nazioni, la pace e la giustizia fra
            esse! Questo è l'Articolo 11 della Costituzione Italiana!

Tutti gli alunni della classe si distribuiscono su due file e rientrano in scena
tenendo in mano dei palloncini che faranno volare sugli spettatori.

                                    FINALE

Suona la campanella e ricomincia un’altra giornata di scuola. I bambini si
ritrovano davanti al portone.
Eccoci qui per cominciare un’altra giornata!
Ditemi, cosa avete scoperto sui diritti.
Beh! Per prima cosa ci siamo accorti di essere fortunati perché i nostri diritti
vengono rispettati.
Si, però abbiamo capito anche che quello che per noi è normale per molti
bambini non lo è.
Ci sono tanti paesi che non riescono a garantire i diritti fondamentali ai propri
bambini.
Per questo dobbiamo ringraziare l’ONU per aver pensato di metterli per
iscritto costringendo tutti a riconoscerli come indispensabili.
…E grazie anche a tutte quelle associazioni che ogni giorno si impegnano
affinchè vengano rispettati.
Insomma abbiamo capito che:
Ho diritto alla vita, al nome,
alla nazionalità,
per sviluppare la mia personalità.
Ho diritto a vivere in società
in pace, quiete e tranquillità.
Ho diritto ad essere amato
e, se ammalato, ad essere curato.
Ho diritto certo, anche a giocare
e qualche giocattolo farmi regalare.
Ho diritto ad avere l'istruzione
e ad esprimere anche la mia opinione.
Ho diritto a conoscere ogni mio diritto,
perchè se lo ignoro sono fritto!

   CANZONE FINALE: QUELLA CAREZZA DELLA SERA

           Quando tornava mio padre sentivo le voci
              Dimenticavo i miei giochi e correvo li'
         Mi nascondevo nell'ombra del grande giardino
               E lo sfidavo a cercarmi: io sono qui
            Poi mi mi mettevano a letto finita la cena
             Lei mi spegneva la luce ed andava via
              Io rimanevo da solo ed avevo paura
          Ma non chiedevo a nessuno: rimani un po'.

                  Non so più il sapore che ha
          Quella speranza che sentivo nascere in me
Non so più se mi manca di più
         Quella carezza della sera
        O quella voglia di avventura
         Voglia di andare via di là.

Quelle giornate d'autunno sembravano eterne
  Quando chiedevo a mia madre dov'eri tu
Io non capivo cos'era quell'ombra negli occhi
    e cominciavo a pensare mi manchi tu

         Non so più il sapore che ha
 Quella speranza che sentivo nascere in me
       Non so più se mi manca di più
          Quella carezza della sera
        O quella voglia di avventura
          Voglia di andare via di là.
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