Accordo di Partenariato 2014-2020 - Preliminare di Strategia Area Interna: "Gran Sasso -Valle Subequana"

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Accordo di Partenariato 2014-2020 - Preliminare di Strategia Area Interna: "Gran Sasso -Valle Subequana"
Accordo di Partenariato 2014-2020
Strategia nazionale per le Aree interne

                          Regione Abruzzo
               Strategia Regionale per le Aree Interne

             Preliminare di Strategia
                  Area Interna:
          “Gran Sasso -Valle Subequana”

                            maggio 2019
Accordo di Partenariato 2014-2020 - Preliminare di Strategia Area Interna: "Gran Sasso -Valle Subequana"
INDICE
1.     IL TERRITORIO, I LUOGHI, LE RELAZIONI, L’IDEA GUIDA      pag. 03
1.1   Il territorio, i luoghi, le relazioni                     pag. 03
1.2   La descrizione dell’Idea Guida                            pag. 04

2.    L’ASSOCIAZIONISMO DEI COMUNI                              pag. 06

2.1   Le attuali sperimentazioni associative                    pag. 06

2.2   Le modalità di condivisione di funzioni e servizi         pag. 07

3.    I SERVIZI DI CITTADINANZA                                 pag. 08

3.1   Il sistema dell’Istruzione                                pag. 08

3.2   Il sistema Sanitario e Sociale                            pag. 11

3.3   Il sistema della Mobilità                                 pag. 13

4.    LO SVILUPPO LOCALE                                        pag. 16

4.1   L’Agricoltura e le Foreste                                pag. 16

4.2   Il Turismo, la Cultura, l’Ambiente                        pag. 18

5.    DESCRIZIONE DELL’ANIMAZIONE TERRITORIALE E DEGLI ATTORI   pag. 21
      RILEVANTI
5.1   L’animazione territoriale                                 pag. 21

5.2   Gli attori rilevanti                                      pag. 22

      RISULTATI ATTESI                                          pag. 23

      Associazionismo                                           pag. 23

      Istruzione                                                pag. 23

      Salute                                                    pag. 25

      Mobilità                                                  pag. 27

      Agricoltura                                               pag. 27

      Cultura, Turismo, Ambiente,                               pag. 29

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1. IL TERRITORIO, I LUOGHI, LE RELAZIONI, L’IDEA GUIDA
1.1 Il territorio, i luoghi, le relazioni

L’area si estende tra due imponenti massici montuosi e comprende la parte sud-est del Gran Sasso e
la parte nord-est del Sirente. La zona del Gran Sasso si caratterizza per un assetto insediativo
costituito a monte da nuclei urbani ubicati al di sopra dei mille metri di altitudine, mentre lungo la
Piana di Navelli i centri urbani, arroccati attorno all’antico castello medioevale, si sviluppano
orientativamente tra i 750 ed i 900 metri. Nella zona alle pendici est del Sirente, il medio Aterno è la
Valle Subequana, gli insediamenti, escluso Secinaro, sono ubicati a quote molto più basse, tra i 500
ed i 700 metri. Sia la Piana di Navelli che la Valle Subequana hanno storicamente costituito snodo di
collegamento tra zone diverse. La Piana di Navelli, da sempre luogo di passaggio della transumanza,
è l’asse di collegamento tra l’aquilano ed il pescarese, mentre la Valle Subequana è la naturale
cerniera tra i territori aquilano, peligno e marsicano. La parte più a est dei Piani di Navelli è
traversata dal breve ma copioso fiume Tirino, mentre la valle dell’Aterno è interamente solcata dal
fiume omonimo che ne ha condizionato gli insediamenti. L’intenso rapporto tra l’uomo e il fiume è
testimoniato dai numerosi mulini che si incontrano ancora oggi lungo il corso del fiume. I centri
urbani dell’intera area interna, tutti molti piccoli sotto il profilo demografico, si caratterizzano per una
logica insediativa medievale con carattere difensivo e di fortificazioni. Molte sono le frazioni e le
piccole località. Tale situazione produce dispersione di abitanti sul territorio, difficoltà nei
collegamenti, con conseguente isolamento sociale e fisico. Non a caso la densità demografica di 24
abitanti per chilometro quadrato è molto minore rispetto a quella provinciale e regionale. Il territorio,
ricompreso all’interno di un Parco Nazionale, il “Gran Sasso-Laga” e un Parco regionale, il “Sirente-
Velino”, è ricco di storia, cultura, tradizioni e emergenze archeologico-monumentali e naturali che lo
caratterizzano come unico per le sue peculiarità. Tra i beni culturali prevalgono le chiese, seguite da
torri e castelli. L’area comprende 24 comuni (Acciano, Calascio, Capestrano, Caporciano, Carapelle
Calvisio, Castel del Monte, Castel di Ieri, Castelvecchio Calvisio, Castelvecchio Subequo, Collepietro,
Fagnano Alto, Fontecchio, Gagliano Aterno, Goriano Sicoli, Molina Aterno, Navelli, Ofena, Prata
d'Ansidonia, San Benedetto in Perillis, San Pio delle Camere, Santo Stefano di Sessanio, Secinaro,
Tione degli Abruzzi, Villa Santa Lucia degli Abruzzi), e si articola in due ambiti:

     -   il Gran-Sasso, costituito da 14
         comuni, addensati sotto la parte
         est del massiccio del Gran Sasso

     -   la Valle dell’Aterno e la Conca
         Subequana, costituito da 10
         comuni collocati nei pressi del
         medio corso dell’Aterno.

Le due zone, pur manifestando problematiche sotto l’aspetto dell’integrazione, hanno però in
comune un coordinamento delle associazioni, appartengono a due GAL i comuni della zona
Subequana fanno parte delle stesso un contratto di fiume. Ciascuna sub-area fa riferimento a un
sistema turistico locale, ognuno animato da una DMC. I comuni, tutti sotto i 1.000 abitanti – la
popolazione complessiva è pari a 8.780 abitanti - si caratterizzano per la numerosa presenza di
popolazione anziana, il 32% del totale, attestata da alti indici di vecchiaia. Il territorio ha subito un
profondo processo di spopolamento solo parzialmente arginato dalla presenza di immigrati, piuttosto
numerosi nella zona del Gran Sasso, dove la percentuale è pari a 14,4%, mentre nell’Area Interna
nel suo complesso è pari a 10,4%. Tutto il territorio, ben 19 comuni, ad esclusione dei comuni di
Molina Aterno, Secinaro, Collepietro, Calascio e San Benedetto in Perillis è stato inserito nel cratere
sismico determinato dal sisma dell’aprile 2009.L’economia, piuttosto fragile, è alimentata da
piccole aziende dedite all’agricoltura, all’allevamento a cui si affiancano piccole attività di servizi.
Mancano insediamenti industriali di rilievo; l’occupazione prevalente deriva dall’edilizia e dal
commercio. In entrambi i settori sono impegnati circa il 25% degli occupati dell’area. A fronte delle
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grandi potenzialità, la ricettività turistica alberghiera è piuttosto ridotta. L’offerta turistica risulta
piuttosto bassa: complessivamente operano nell’area 59 strutture ricettive, di cui 45 nella zona del
Gran Sasso. Anche la domanda turistica è piuttosto debole. Le presenze nel 2017 sono state
complessivamente pari a 9.316, quasi tutte concentrate nella zona del Gran Sasso, oltre il 91%. Le
presenze estere costituiscono poco più del 28% del totale. Nonostante ciò il turismo manifesta
segnali di crescita, in particolar modo nell’area del Gran Sasso, dove il 7,2% degli occupati si dedica
all’attività sportiva, in gran parte legata allo sport di montagna. Il settore agricolo pur in declino,
attestato dalla diminuzione della SAU, manifesta segnali di vivacità soprattutto per quanto riguarda
le potenzialità delle produzione di qualità ed una certa capacità di tenuta: la diminuzione dei
conduttori con attività lavorativa parzialmente svolta in azienda tra il 2000 e il 2010 è minore della
media delle aree interne. La pastorizia, in particolare nell’area del Gran Sasso, ha una buona
rilevanza e grandi potenzialità. Il digital divide rete fissa e mobile (% di popolazione non raggiunta
da banda larga) è molto più alto della media Aree Interne Abruzzesi e nazionale e costituisce una
rilevante criticità.
Infine, per quanto attiene, ai processi di gravitazione, l’Area ha due centri gravitazionali,
L’Aquila e Sulmona. Al capoluogo regionale fanno riferimento per i servizi di rango maggiore tutti i
comuni dell’area del Gran Sasso e i comuni più a nord della Valle dell’Aterno, Fagnano Alto,
Fontecchio, Acciano, Tione. Mentre i comuni a sud, Secinaro, Molina Aterno Castelvecchio Subequo,
Gagliano Aterno, Goriano Sicoli, Caste di Ieri, gravitano storicamente su Sulmona. Pertanto l’area
strategica di riferimento comprende i poli urbani di L’Aquila e Sulmona erogatori di tutti i principali
servizi e luoghi di studio e di lavoro per la maggior parte dei residenti dell’Area Interna. All’interno
dell’area sono due i centri che forniscono servizi di rango intermedio (scuole, distretti sanitari,
supermercato, banche ecc.): San Pio delle Camere e Castelvecchio Subequo, a cui si aggiunge S.
Demetrio né Vestini, comune contiguo all’area. L’Aquila si caratterizza per la presenza di realtà
industriali particolarmente avanzate, addensate nel settore farmaceutico (Menarini, Dompè, Sanofi)
ed elettronico, a cui si affiancano importanti strutture di ricerca: l’università dell’Aquila, il Gran Sasso
Science Institute - istituzione di grande prestigio che, fra l’altro ha un dipartimento di scienze sociali
che si occupa di aree interne-. Il tessuto industriale di Sulmona in questi ultimi anni si è
progressivamente impoverito. Tra le grandi imprese si annoverano in primis la Magneti Marelli,
azienda di automotive. A ovest dell’area target, a ridosso della parte più a nord della Subequana,
nell’altipiano delle Rocche – comuni di Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo, Ovindoli - si è sviluppato un
piccolo distretto turistico della neve che fa perno sugli impianti di risalita di Ovindoli e Campo
Felice. Nel disegnare l’area di gravitazione funzionale prossima all’area target si è fatto riferimento ai
rapporti in essere, inerenti il lavoro, i servizi, in particolar modo istruzione e salute, le collaborazioni
istituzionali e amministrative, tra l’Area Interna ed i poli gravitazionali di L’Aquila e Sulmona.

1.2 La descrizione dell’Idea Guida
L’area interna si connota come un originale mosaico rurale in cui convivono ambienti di alta
montagna, con cime che sfiorano i tremila metri, e dolci colline, dove l’acqua insieme al bosco, in
particolare nella Valle Subequana, ha avuto un significativo rilievo per l’economia locale. La
straordinaria varietà di paesaggi dà vita ad un ecosistema territoriale suggellato dalla presenza di
due parchi, articolato e multiforme, caratterizzato dalla pluralità di micro-filiere produttive, da un
insieme sovrapposto di culture rurali e da un originale sistema insediativo, costituito da borghi, torri,
castelli, chiese rurali, che custodiscono emergenze italiche, romane, medioevali, rinascimentali.
L’area ha visto convivere storicamente due sistemi: quello mobile della transumanza, ramificato in
una rete “tratturale”, e quello degli insediamenti agricoli stanziali. Entrambi sono stati
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progressivamente marginalizzati con il venir meno della centralità della pastorizia e per la decadenza
dell’agricoltura di montagna, con il crollo delle attività tradizionali ed un conseguente progressivo
impoverimento demografico dei 24 comuni, accompagnato da una rarefazione dei servizi essenziali.
La rivitalizzazione dell’area deve partire da questo esteso e variegato patrimonio, costituito non solo
di distintivi beni culturali e ambientali ma di saperi, know-how, reti, che vanno riscoperti e
attualizzati, rimettendo in moto filiere che da sempre hanno contribuito ad alimentare l’economia
dell’area, in primis della zootecnia,che continua ad avere un peso rilevante.
L’idea Guida si fonda sulla “ri-costruzione”, nell’ottica della sostenibilità, dell’economia
rurale, rafforzando la competitività delle micro-filiere agricole e zootecniche e intrecciandole con il
turismo e le originali e distintive emergenze culturali e ambientali.
Nuova ruralità e turismo sono gli assi portanti della strategia d’area e le azioni ipotizzate nel
Piano sono finalizzate, da un lato, a rafforzare ed integrare i due assi, dall’altro, a favorire una
migliore vivibilità dell’area, migliorando l’offerta dei servizi primari: scuola, sanità, mobilità.
La sfida è di attivare dinamiche volte alla gemmazione di un peculiare “Distretto Turistico Rurale”
in grado di favorire uno sviluppo di qualità dell’area, facendo leva sulle capacità e potenzialità
dell’agricoltura e del turismo di generare sviluppo economico e sociale, di attivare a monte e a valle
altri settori produttivi e di contribuire a migliorare la qualità della vita delle popolazioni rurali.
La “ri-costruzione” della ruralità implica, in primis, un aumento della superficie coltivabile
destinata alle produzioni di qualità, accompagnata dalla nascita di nuove piccole aziende
agroalimentari, dal rafforzamento di quelle esistenti e dalla valorizzazione della zootecnia, attorno
alla quale si addensa un “pezzo” rilevante dell’identità territoriale. Occorre valorizzare le nuove
modalità di articolazione delle relazioni funzionali dell’agricoltura con gli altri settori economici, in
particolare il turismo nelle sue varie forme.
Il turismo si dovrà coniugare non solo con l’agricoltura di qualità, ma anche con
l’artigianato locale e l’edilizia, settori che hanno avuto un rilevante peso per l’economica locale.
L’area oggi si caratterizza per una diffusa presenza di risorse turistiche, materiali e immateriali, di
grande pregio che, però, stentano a trasformarsi in prodotti turistici. I luoghi della cultura, tranne i
più importanti, per lo più oggetto di un pellegrinaggio estivo “mordi e fuggi”, sono ancora poco
valorizzati e visitati. Sono variegate le forme di turismo che possono essere sviluppate nell’area, da
quello ambientale ed escursionistico a quello storico e culturale – si pensi alle potenzialità del
turismo medioevale - al turismo gastronomico. Quindi, una vasta gamma di opportunità per diverse
“tribù” di turisti. Il turismo deve contribuire ad affermare la multifunzionalità e l’eco-
compatibilità dell’azienda agricola e a diffondere e promuovere i diversificati prodotti tipici
locali che la varietà di ambienti e di altitudine tra le diverse zone consente di offrire. I prodotti
tipici insieme ai castelli, alle torri, alle chiese rurali, alle foreste, all’acqua devono assurgere ad
ambasciatori del territorio. È attorno ai suddetti asset che va costruito il “brand” territoriale. È
questa particolare alchimia, marchio distintivo dell’area, che il turismo deve veicolare all’esterno
attraverso intelligenti campagne di marketing.
La strategia sarà orientata allo sviluppo di progetti in grado di attivare processi di integrazione tra le
attività economiche, favorendo il consolidamento di logiche di rete. Il “fare rete” è la quintessenza
del cambiamento, lo strumento più importante per promuovere innovative strategie di coesione,
sviluppando logiche collaborative tra tutti gli attori della filiera cognitiva. Saranno attuati, pertanto,
progetti in grado di favorire la “ri-cucitura” territoriale. Sotto tale aspetto diventa dirimente unire
in logiche di rete i tanti e suggestivi borghi dell’area, dotandoli di nuovi servizi di base e inserendoli
in un sistema sentieristico d’area. Il binomio borghi + sentieri si presta ad interessanti azioni di
valorizzazione turistica. L’ingente patrimonio abitativo – tra cui molte abitazione di proprietà dei
comuni - sarà valorizzato attraverso “pacchetti casa e bottega”, finalizzati ad attirare nuovi insediati,
i cosiddetti “neo-rural”, ed a promuovere iniziative di ospitalità agevolata per gli insegnanti e i
medici. La sentieristica può contribuire, non solo a promuovere i numerosi giacimenti culturali e
ambientali, ma anche a far conoscere la storia, la cultura, la religiosità dell’area che si addensa
attorno ai cammini: la transumanza, riscoprendo antichi tratturi, i cammini religiosi, sulle orme delle
attrattive figure di San Francesco, San Tommaso e Celestino V. La riscoperta dei sentieri si coniuga
con un uso turistico della suggestiva ferrovia L'Aquila – Sulmona, che può dare grande impulso al
turismo.
In analoghe logiche di rete va rivitalizzato l’ingente patrimonio ambientale, attraverso un
“Progetto Ambiente” che includa la valorizzazione delle foreste - intervento dagli importanti
risvolti turistici -, il potenziamento degli alvei fluviali e la promozione dell'uso naturalistico e sportivo
della piana di Campo Imperatore e del Gran Sasso.
Rilevanza centrale assume, per il positivo dispiegamento della strategia d’area, la formazione, che
va orientata verso i settori a vocazione territoriale e utilizzata come leva per promuovere sviluppo e
impresa, estendendo il tradizionale rapporto “formazione-occupazione” al più complesso rapporto
“formazione-sviluppo locale”. La formazione, quindi, deve essere concepita come uno strumento atto
a sostenere i processi di sviluppo endogeno, puntando sulla stretta integrazione tra politiche di
sviluppo e politiche del lavoro e a diffondere la cultura d’impresa. Nell’area il tasso di
imprenditorialità non è poi così basso ed è a questa voglia di fare, spesso trascurata, che bisogna
agganciarsi per creare nuove attività imprenditoriali, accompagnando la voglia di impresa dei
numerosi immigrati presenti nell’area – il 10,4% della popolazione -: quasi il 10% delle imprese del
territorio è diretta da immigrati.

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Tutte le azioni previste nella strategia devono essere finalizzate al miglioramento delle condizioni
             economiche e della qualità della vita, agendo sui servizi essenziali, ed a creare nuove opportunità
             di lavoro. Ciò al fine di trattenere sul territorio i residenti, frenando l’esodo demografico, e nel
             contempo di attrarre nuovi residenti e far tornare i discendenti degli emigrati sparsi nel mondo,
             portandoli a vivere esperienze nel loro territorio d'origine.
             La ripresa demografica presuppone la capacità di favorire la permanenza o il rientro della
             popolazione giovane presso le comunità locali, contrastando, da un lato, l’emigrazione dei giovani,
             dall’altro, la disoccupazione giovanile. Solo la presenza dei giovani può attivare fenomeni di ri-
             generazione dei comuni dell’area, soprattutto di quelli più piccoli, e riattivare positive dinamiche
             sociali e culturali. L’universo giovanile assume significativa rilevanza nell’attuazione dei diversi
             interventi, la presenza dei giovani nell’area risulta irrinunciabile. Essa va incentivata puntando sulla
             stretta integrazione tra politiche di sviluppo e politiche del lavoro a favore dei giovani, migliorando la
             qualità della vita e rafforzando il valore dell’appartenenza, il legame tra giovani e territorio. I giovani
             devono assumere una funzione centrale per la rinascita, con connotatati moderni ed innovativi,
             dell’economia e della poliedrica cultura locale.
             Il successo della strategia dell’area “Gran-Sasso Subequana” presuppone innovative forme di
             governance capaci di superare logiche amministrative ormai superate. La sfida è di arrivare a nuove
             forme di collaborazione tra i 24 comuni dell’area, in grado di migliorare l’offerta di servizi e di
             valorizzare il patrimonio pubblico locale, facendo leva sulle nuove tecnologie che assumono una
             significativa rilevanza per favorire processi di integrazione funzionale.

             2. L’ASSOCIAZIONISMO DEI COMUNI
             2.1 Le attuali sperimentazioni associative
             L’area in questi anni ha sperimentato, a diversi livelli, numerose forme di associazionismo, alcune
             particolarmente originali. Sicuramente la forma di unione più strutturata, che ha sedimentato
             l’attitudine a lavorare insieme è stata l’esperienza delle Comunità Montane. L’area era ricompresa in
             due C.M, ancora attive – la C.M. “Piana di Navelli e Campo Imperatore“, ora inglobata nella C.M.
             “Montagna dell'Aquila” che include anche l’ex C.M “Amiternina”, e la “Sirentina” - anche se la loro
             attività oggi è confinata ad alcuni specifici servizi. Un’ulteriore forma di associazionismo è in atto
             attraverso il GAL “Gran Sasso Velino” (comuni: Acciano, Calascio, Castel del Monte, Caporciano,
             Carapelle Calvisio, Castelvecchio Calvisio, Capestrano, Navelli, Fagnano Alto, Fontecchio, Ofena, San
             benedetto in Perillis, Collepietro, Prata d’Ansidonia, San Pio Delle Camere, Tione Degli Abruzzi e Villa
             Santa Lucia Degli Abruzzi) e il GAL “Gran Sasso Velino” (comuni: Castel di Ieri, Castelvecchio
             Subequo, Gagliano Aterno, Goriano Sicoli, Molina Aterno e Secinaro). Le due D.M.C. (Destination
             Management Company ex L.R. 226/2012) che operano nell’area, il “Distretto Turistico Montano Gran
             Sasso d’Italia” e “AQ Abruzzo Qualità”, hanno recentemente proposto ai comuni dell’area ipotesi di
             sviluppo turistico integrato. L’area è ricompresa in due parchi, il Parco Nazionale del “Gran Sasso-
             Monti della Laga” e il Parco Regionale del “Velino-Sirente”, pertanto manifesta una buona
             propensione a mettere a sistema le politiche ambientali. Sotto tale aspetto da citare altre due
             interessanti iniziative: la convenzione attivata da alcuni comuni della zona Subequana, insieme con il
             Parco Sirente Velino, e la Riserva Gole di San Venanzio, per il “Contratto del Fiume Aterno” che
             include anche la prevenzione del dissesto idrogeologico; l’adesione di 15 comuni dell’Area al progetto
             “La Foresta Modello”. Per quanto riguarda la pianificazione urbanistica, attraverso il S.I.T. (Sistema
             Informativo Territorale), la C.M. “Sirentina” mette a disposizione dei cittadini uno strumento per la
             distribuzione su internet della cartografia catastale e urbanistica, che consente un collegamento
             anche con altre banche dati. Tali sistema può essere valorizzato per una futura aggregazione di
             funzioni degli uffici tecnici. Particolarmente consolidata è la collaborazione nell’ambito dei servizi
             sociali e l’erogazione delle relative prestazioni, gestita attraverso ECAD “Montagne Aquilane”. Il
             servizio intercomunale di auto compostaggio domestico e raccolta differenziata è gestito per la
             totalità dei comuni, escluso S. Pio delle Camere, da Ecogest. Di seguito, in maniera sintetica, per
             ciascuno dei comuni dell’area interna, sono riportate (riferimento DL 95/2012) le principali forme di
             associazionismo presenti, le tipologie di servizi gestite ed i comuni coinvolti, anche esterni all’area
             Emerge una grande eterogeneità nella gestione dei principali uffici comunali e nella gestione del
             servizio di trasporto per gli studenti. Non si registrano, invece, processi aggregativi per le “funzioni
             non fondamentali” (DL 95/2012).
                                  Area Interna “Gran Sasso – Valle Subequana”, Gestione in comune dei servizi
                                                                                                                   i) polizia municipale    i) tenuta registri
                                                                                               b) … servizi di
                   a) organizzazione generale dell'amministrazione, gestione finanziaria                                  e polizia           Stato Civile e
                                                                                            trasporto pubblico
                                         e contabile e controllo                                                       amministrativa          Popolazione
                                                                                                 comunale
                                                                                                                            locale
Acciano *          Segr. Com.: in convenzione con Molina A. e Goriano S.; Uff.             Insieme          con    Dipendente
                   Tec.:    in convenzione con Castelvecchio S.; Uff. Rag.: in             Fontecchio,   Tione,
                   convenzione con Pizzoli                                                 Fagnano A.

Calascio           Segr. Com.: in convenzione con Ofena ; Uff. Tec.: dipendente            Insieme          con    In     convenzione      in convenzione con
                   interno; Uff. Rag.: in convenzione con Bussi sul Tirino (PE)            Castelvecchio C.        con S.Benedetto P.      Capestrano
Capestrano         Segr. Com.: in convenzione con Collepietro e Navelli; Uff. Tec.:        Direttamente      dal   In     convenzione      In     convenzione
                   dipendente interno; da soli; Uff. Rag.: dipendete                       comune                  Villa Santa lucia       con Ofena

Caporciano         Segr. Com.: non hanno il segretario, lo richiedono ad agenzia           Dipendente interno      Non hanno
                   interinale; Uff. Tec.: dipendente; Uff. Rag.: un esterno                                        nessuno

                                                                               6
dipendente

Carapelle            Segr. Com.:        a scavalco; Uff. Tec.: il sindaco funge da        Il comune dà un          nessuno                 un       dipendente
Calvisio             responsabile del servizio; Uff. Rag.: a scavalco 8 ore a settimana   contributo ai genitori   dipendente              diviso          con
                                                                                                                                           Castelvecchio
                                                                                                                                           Calvisio
Castel       del     Segr. Com.:      a scavalco; Uff. Tec: 110, per 18 ore; Uff. Rag.:   Scuolabus comunale       Due     dipendenti      in convenzione con
Monte                il responsabile dell’Uff. è il sindaco                                                        interno                 San Pio delle C.

Castel di Ieri *     Segr. Com.: a scavalco; Uff. Tec, 110; Uff. Rag. in convenzione      Scuolabus ed autista     In     convenzione      Dipendente
                     con il comune di Corfinio (AQ)                                       di Castevecchio C.       con       Secinaro      interno
                                                                                                                   Gagliano, Tione
Castelvecchio        Segr. Com.: in convenzione con Fontecchio, Fagnano; Uff. Tec:                                 Dipendente
Calvisio             dipendente del comune di Rocca di Mezzo; Uff. Rag.: dipendente       lo gestisce il comune    interno
                     interno                                                              di Calascio

Castelvecchio        Segr. Com.:     a richiesta in caso di necessità; Uff. Tec.:         insieme con Molina,      Dipendente
Subequo *            dipendente del comune di Acciano; Uff. Rag.: Esterno                 Secinaro,    Goriano,    interno
                                                                                          Castel    di     Ieri,
                                                                                          Gagliano
Collepietro *        Segr. Com.: in convenzione con Navelli e Capestrano; Uff. Tec.:      Scuolabus comunale       A scavalco da San       A scavalco da San
                     in convenzione con Ofena; Uff. Rag.: 110                                                      Pio delle C.            Pio delle C.
Fagnano Alto *       Segr. Com.: in convenzione con Fontecchio e Castelvecchio C.;        dipendente interno       Fagnano      e  S,      dipendente interno
                     Uff. Tec.: Ocre e Fagnano; Uff. Rag.; dipendente interno                                      Benedetto in P.
Fontecchio *         Segr. Com.: in convenzione con Castelvecchio C., Fagnano A;                                   nessuno addetto
                     Uff. Tec: in convenzione con San Demetrio n. Vestini; Uff. Rag.:     insieme con Acciano,
                     dipendente interno                                                   Fagnano e Tione

Gagliano             Segr. Com.: in convenzione con Goriano Sicoli; Uff. Tec.: un         Società di Trasporti     da   Secinaro      a    Dipendente
Aterno *             dipendente di Castelvecchio ed un Co.co.co; Uff. Rag.: da Riano      esterna                  scavalco                interno
                     (AQ) a scavalco
Goriano Sic. *       Segr. Com.: in convenzione con Goriano S., Molina A., Acciano;       il comune paga l’        a scavalco              a scavalco
                     Uff. Tec.: in convenzione con Goriano S., Molina A e San             abbonamento degli
                     Demetrio n. V.; Uff. Rag.: a scavalco                                studenti alla TUA
Molina Aterno*       Segr. Com.: in convenzione con Acciano e Goriano Sicoli; Uff.                                 nessun addetto          Dipendente
                     Tec.:   in convenzione con Goriano e S. Demetrio; Uff. Rag.:                                                          interno
                     dipendente interno

Navelli                                                                                   dipendente interno       in     convenzione,     esterno   a   tempo
                     Segr. Com.: in convenzione con Capestrano e Collepietro; Uff.                                 però     viene    a     pieno
                     Tec.: 110 per 24 ore ; Uff. Rag.: esterno a tempo pieno                                       chiamata da San
                                                                                                                   Pio delle C.
Ofena                Segr. Com.: in convenzione con Villa S. Lucia e Calascio; Uff.       dipendente interno       Villa Santa Lucia       dipendente       di
                     Tec.: dipendente interno; Uff. Rag.: Miglianico (CH)                                                                  Capestrano

Prata d’Ansid.       Segr. Com.: in convenzione con Tornimparte; Uff. Tec, Co.co.co       Dipendente interno       Nessun addetto          A   scavalco     da
                     dell’UTR , mentre il responsabile è stato assunto con il 110; Uff.                                                    Fossa
                     Rag.: dipendente interno ( tra poco, però, va in pensione e
                     quindi a breve l’ufficio sarà scoperto)

S.Benedetto in       Segr. Com.:     a scavalco da    Pratola e Raiano; Uff. Tec.:        il comune rimborsa       Nessun addetto          Dipendente
Perillis             dipendente interno; Uff. Rag.: il responsabile dell’ufficio è il     un   genitore    che                             interno
                     Sindaco, supportato da un esterno                                    accompagna gli unici
                                                                                          2 bambini a scuola
San Pio     delle    Segr. Com.: a scavalco; Uff. Tec.: a scavalco; Rag.: a scavalco      con   lo   scuolabus     Dipendente              Dipendente
Camere                                                                                    comunale                 interno                 interno

S.Stefano       di   Segr. Com.: in convenzione con Tornimparte e Prata d’Ansidonia;      Non hanno nessun         Fuori     orario di     Dipendente
Sessanio             Uff. Tec.: per una parte di orario in convenzione con Pizzoli per    servizio; il comune      lavoro dal comune       interno
                     l’altra come un esterno; Uff. Rag.: dipendente dal comune di         in            passato    di l’Aquila
                     Miglianico (CH)                                                      prevedeva          un
                                                                                          rimborso delle spese
                                                                                          di trasporto a chi lo
                                                                                          richiedeva
Secinaro *           Segr. Com.: a chiamata; Uff. Tec.: 2 gg a settimana; Uff. Rag.:      con    lo   scuolabus                            2      volte     a
                                                                                                                   il vigile di Secinaro
                     il sindaco, responsabile del servizio, è supportato ogni tanto da    comunale                                         settimana       da
                                                                                                                   va a Gagliano A.
                     un esterno                                                                                                            Gagliano Aterno

Tione     degli      Segr. Com.:      a scavalco; Uff. Tec.: a scavalco; Rag: in          Insieme Fontecchio,      a   scavalco      da    Dipendente
Abruzzi *            convenzione con Pizzoli                                              Acciano   e    San       Secinaro                interno
                                                                                          Demetrio
Villa   S.Lucia      Segr. Com.: in convenzione con Ofena e Calascio; Uff. Tec.: in       lo gestisce il comune    in convenzione con      Dipendente
degli Abruzzi        convenzione, 1 gg a settimana, con il comune di AQ; Uff. Rag.:       di Capestrano            Ofena            e      interno
                     dal comune di Santo Stefano di Sessanio                                                       Capestrano.

* Per i comuni della sub zona della Subequana, il servizio e) ... Protezione Civile viene svolto dall’ex Comunità Montana “Sirentina”
Fonte: i dati, raccolti attraverso interviste telefoniche con gli uffici comunali, verranno ulteriormente approfonditi nella fase di elaborazione del
Documento Strategico.

             2.2 Le modalità di condivisione di funzioni e servizi
             La grande estensione dell’area, la presenza di comuni tutti molti piccoli, l’articolazione dell’area in
             due contesti territoriali impone, per facilitare l’attuazione della strategia di coesione ipotizzata,
             l’attivazione di un sistema associativo dell’intera area che parta dalla gestione comune delle attività
             previste nel progetto. Tenendo conto, da un lato, delle differenze tra le due macro-zone che
                                                                              7
compongono l’area, dall’altro, dell’evoluzione normativa in fieri in materia di associazione di funzioni,
si può ipotizzare un processo di aggregazione a due livelli temporali:
     -   nella prima fase verranno attivate Convenzioni (ex art. 30 del TUEL) tra i comuni dell’area
         interna;
     -   nella seconda fase si passerà all’Unione dei Comuni, o attraverso le Comunità Montane, se
         ad essa verranno ridate funzioni e prerogative, o seguendo le indicazioni dell’art. 32 del TUEL
         (e s.m.i, art. 19, comma 3, legge n. 135 del 2012 e legge n. 56 del 2014).
Le due Comunità Montane, progressivamente, attiveranno forme di collaborazione integrata al fine di
superare l’attuale polarizzazione dell'area sui due contesti territoriali.
Un valido riferimento per definire le forme e gli ambiti di associazione di funzioni/servizi è la L.
158/2017 sui piccoli comuni.
Ai fini della Strategia Aree Interne - l’area deve possedere il pre-requisito della gestione associata di
almeno due funzioni/servizi prima della sottoscrizione dell’Accordo di Programma – sono stati
individuati i seguenti servizi da gestire in modo coordinato tra i 24 comuni:
     -   la Protezione Civile
     -   i Sistemi Informativi e Tecnologici.

Sulla Protezione Civile già in passato ci sono stati tentativi di una gestione comune. Oggi, anche alla
luce dei continui eventi sismici, di più frequenti e disastrosi eventi metereologici, l’esigenza è ancora
più avvertita.
La gestione comune dei Sistemi Informativi e Tecnologici è finalizzata a innovare processi, procedure
e tecnologie, al fine di favorire la digitalizzazione dei processi amministrativi e la diffusione dei servizi
digitali interoperabili della PA offerti a cittadini e imprese, nonché scambi di esperienze con altri
ambiti territoriali abruzzesi ed italiani. Ciò comporterà un ridisegno delle procedure e una
riprogettazione dei flussi informativi e degli output. Tale azione ha delle forti ricadute sull’erogazione
dei servizi scolastici, socio-sanitari e di trasporto e sulla gestione delle risorse naturali.
Inoltre, per favorire l’efficace dispiegamento della strategia di coesione e per un approccio organico
allo sviluppo locale in un contesto territoriale esteso e diversificato come quello dell’Area “Gran
Sasso-Subequana”, si prevede la gestione in comune, attraverso specifiche convenzioni, di alcune
importanti funzioni che hanno significativi riverberi sui processi di sviluppo messi in atto con la SNAI.
Tali funzioni, definite Non Fondamentali dal DL 95/2012, attengono a:
- le risorse forestali e la senti eristica,
- i rifugi, le ex scuole dismesse, le strutture turistiche comunali e delle C.M., ecc.,
- lo sviluppo economico locale,
- la promozione dei prodotti provenienti da filiera corta o a chilometro utile/cibo di prossimità,
- le gestioni agro-pastorali, i prati, i pascoli, l'agricoltura e la zootecnia montana.
L’obiettivo dei suddetti processi di aggregazione è di dar vita ad una programmazione e gestione, in
raccordo con gli altri livelli di programmazione regionali, statali e comunitari, di servizi strategici che
hanno un rilevante impatto sullo Sviluppo Rurale e più in generale sulla promozione e la tutela della
montagna (art. 44, II comma della Costituzione).
L’attivazione di forme di organica collaborazione presuppone la costituzione di un’unità funzionale, -
strumento di governante- in grado di supportarla efficacemente i processi aggregativi. Si propone
l’attivazione di un “Ufficio di Governance” a cui è affidato il compito di favorire la realizzazione
delle politiche di coesione definite nella strategia, favorendo il dialogo tra i diversi enti e
l’interoperabilità dei diversi sistemi informativi.
Il modello di riferimento per l’attivazione dell’Ufficio di Governance è quello delineato nel progetto
“SUST – Strategia Unitaria di Sviluppo Territoriale”, elaborato da alcuni comuni dell’area e finanziato
dalla Regione Abruzzo nell’ambito delle iniziative di “Empowerment delle istituzioni locali”. A breve la
Comunità Montana “Sirentina” pubblicherà il bando per reclutare le risorse. La finalità del progetto
Empowerment è di integrare gli uffici tecnici, migliorandone gli standard di efficacia ed efficienza,
favorendo specializzazioni e nuovi ambiti progettuali e la gestione informatizzata del territorio
(dotazione di banche dati cartografiche digitalizzate e georeferenziate). Le modalità operative
dell’ufficio, che svolgerà anche funzioni di monitoraggio della strategia di coesione, prevedono il
coinvolgimento attivo nelle attività di tutti i portatori di interesse dell’area coinvolti nella SNAI.

3. I SERVIZI DI CITTADINANZA

3.1 Il Sistema dell’Istruzione

Nell’Area insistono tre Istituti comprensivi: Navelli, Raiano e San Demetrio-Rocca di Mezzo che
interessano a loro volta 15 dei 24 comuni presenti nell’AI. L’IC di Navelli (plessi di Barisciano,
Capestrano, Navelli, Poggio Picenze e San Pio delle Camere), l’IC di Raiano (plessi di Castelvecchio
S., Corfinio, Goriano Sicoli, Prezza e Vittorito -escluso Raiano-); ’IC di S. Demetrio-Rocca di Mezzo
(plessi di Fontecchio, Fossa, San Demetrio né V., Ocre, Ovindoli e Rocca di Mezzo). Sono presenti
solo scuole del I Ciclo di istruzione: infanzia, primaria e secondaria - primo grado; non sono
contemplate nei comuni interessati scuole secondarie di secondo grado e ciò comporta la necessità di

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pendolarismo verso L’Aquila e Sulmona. Dei 989 studenti iscritti nell’a.s. 2018-2019 presso i tre IC,
in media il 16,3% è composto da studenti stranieri con una punta del 37.9% nel plesso di
Capestrano e con un tasso più alto nell’IC di Navelli (30%) rispetto a S.Demetrio-Rocca di Mezzo
(13%) e Raiano (6%). Gli studenti con BES ricoprono in media l’8% con una maggiore incidenza
nell’IC di Navelli. Gli indicatori inerenti al sistema dell’istruzione, nel confronto con le altre aree
interne abruzzesi e italiane, rivelano una particolare fragilità̀ dell’area dal punto di vista
dell’offerta scolastica. Nella scuola primaria il numero medio di alunni è molto esiguo, le classi sono
di piccole dimensioni (80,0% ha meno di 15 alunni) e nella maggioranza pluriclassi (40% delle
classi), percentuale molto più alta della media delle A.I. abruzzesi e italiane. Anche la percentuale di
alunni residenti nello stesso comune della scuola è piuttosto bassa, di gran lunga inferiore alla media
regionale e nazionale A.I. Una criticità simile emerge per le dotazioni multimediali. Mentre è ottima
la connessione a internet (100% delle scuole), la percentuale di classi con dispositivi di proiezione
interattivi è superiore alla media A.I. abruzzesi e inferiore a quella italiana; la % di aule in rete
wireless è molto inferiore alla media A.I. abruzzesi e italiana, idem per quanto attiene al numero di
computer per alunno. Il tasso di mobilità dei docenti, sia per la scuola primaria sia secondaria, è
molto superiore alla media A.I. regionale e nazionale. Nella scuola primaria, guardando ai Test
INVALSI, la preparazione è buona sia in italiano sia in matematica. Il pendolarismo degli studenti
già in giovanissima età è avvertito dall’A.I. come una delle principali criticità del sistema
dell’istruzione; sono 989 studenti coinvolti quotidianamente negli spostamenti: 335 per la scuola
dell’infanzia, 405 per la primaria e 249 per la secondaria di primo grado. L’elevato pendolarismo
impone un rafforzamento del sistema dei trasporti attraverso il potenziamento del servizio di
trasporto integrato tra Comuni, esplicitato nel par. dedicato alla Mobilità. L’organizzazione in
pluriclassi secondo molti residenti consente di mantenere la presenza della scuola nei piccoli
comuni garantendone la vitalità e rappresentando una soluzione con un alto valore sociale. La
tendenza centrifuga a gravitare su L’Aquila o su Sulmona per il lavoro, la scuola, i servizi principali e
il tempo libero hanno indebolito progressivamente l’identità dell’area e ne ha attenuato la
riconoscibilità culturale. Per contrastare tale tendenza la scuola deve assurgere ad agente
aggregante per favorire la creazione di un’identità territoriale in chiave culturale, produttiva e
artigianale e per accrescere il senso di cittadinanza e sensibilizzare al valore del patrimonio culturale
materiale, immateriale e ambientale. Per favorire la rinascita dell’A.I., le scuole devono sempre più
configurarsi come agenzie culturali del territorio e come luoghi di formazione permanente, aperte,
fruibili e sicure per tutti. È fondamentale che la scuola diventi luogo di educazione, inclusione e
benessere sociale dove docenti, studenti e famiglie possano trovare motivazione e stimoli costanti
per l’arricchimento personale e professionale anche oltre l’orario delle attività curriculari. Bisogna
creare un ambiente sicuro e di riconoscimento identitario, favorire l’accesso al percorso scolastico dei
bambini del ciclo primario, supportare le decisioni localizzative delle loro famiglie e, non ultimo,
agevolare la strutturazione del percorso curricolare dei giovani nel ciclo secondario superiore, critico
per le loro attese di realizzazione personale e sociale attenuando l’abbandono scolastico. L’obiettivo,
pertanto, è di configurare la scuola come polo culturale di riferimento e leva dello sviluppo e della
crescita del territorio, strutturando percorsi di polifunzionalità degli istituti scolastici aprendoli ad
attività extracurriculari. La scuola deve diventare un polo di sperimentazione didattico-culturale,
favorire processi di inclusione, anche alla luce della rilevante presenza di popolazione immigrata, e
accompagnare virtuosamente i processi di valorizzazione delle vocazioni e delle potenzialità locali
attraverso un’adeguata offerta formativa. Inoltre, la scuola deve aiutare a sviluppare il senso civico
delle nuove generazioni e ricostruire il capitale sociale territoriale favorendone l’inclusione.
Un’attenzione specifica va assegnata alle nuove tecnologie che facilitano lo scambio di conoscenze e
competenze e favoriscono la formazione a distanza. Tecnologia e potenziamento delle conoscenze
linguistiche possono costituire lo strumento per valorizzare in maniera innovativa il know-how
territoriale, le tradizioni tipiche e le produzioni locali. La strategia si basa sullo sviluppo delle
seguenti azioni operative:

La scuola come agenzia culturale del territorio La scuola deve diventare un centro di
promozione culturale, incontro e aggregazione, luogo fisico e spazio simbolico ove organizzare
attività culturali, convegni, mostre, rappresentazioni teatrali e musicali, percorsi d’istruzione e
formazione, di lifelong-learning, coinvolgendo anche le organizzazioni del terzo settore, gli
imprenditori e gli operatori economici del territorio, le associazioni di categoria e tutti gli attori
coerenti per sviluppare una proposta formativa integrata. Si pone la necessità di incentivare i
percorsi formativi mirati allo sviluppo di competenze spendibili nel settore agricolo, turistico e
artigianale; lavorare sul potenziamento della conoscenza della lingua inglese con insegnante
madrelingua fin dalla scuola dell’infanzia e favorire anche lo studio del tedesco (i turisti tedeschi e
austriaci rappresentano la quota maggiore dell’utenza turistica estera). L’obiettivo è il rafforzamento
delle competenze linguistiche per la relazione comunicativa, l’espressione del sé e dei propri saperi e
                                                   9
l’esercizio della cittadinanza, valorizzando il protocollo con INDIRE per lo sviluppo dell’E-Twinning
sistema che sviluppa scambi e opportunità per lo studio della lingua, e potenziando le progettualità
ERASMUS + per la mobilità di docenti e studenti.
Sarebbe auspicabile sfruttare gli spazi della scuola per attività extracurricolari pomeridiane che
riguardino sia gli studenti (con laboratori musicali, ambientali, artistici, ecc.) che la formazione degli
adulti (con corsi formativi su turismo, agricoltura, artigianato) in collaborazione con i CPIA, anche nel
periodo estivo assicurando la copertura delle spese inerenti agli edifici scolastici e le infrastrutture
collegate. L’utilizzo innovativo e il potenziamento delle strutture sportive esistenti nelle scuole
potrebbero offrire a studenti e adulti un’offerta diversificata e specialistica di sport. A tal fine è
fondamentale potenziare il trasporto degli studenti per favorire le attività extrascolastiche e/o
sportive. L’elevato ricambio del corpo docenti può essere attenuato dando incentivi economici ai
docenti (oltre che su trasporti, vitto e alloggio) che scaturiranno dall’ampliamento dell’offerta
formativa.

La scuola come promotore di inclusione sociale e culturale La scuola può rappresentare un
elemento fondamentale per attrarre nuove compagini demografiche e trattenere in modo efficace le
comunità residenti. Considerando il tasso di presenza di comunità straniere nell’A.I. si pone la
necessità di definire una serie d’interventi che mirino alla creazione di una società multiculturale in
cui tutti possano avere accesso alla cultura e alle possibilità di crescita personale e professionale. In
primis si pone l’esigenza di favorire processi d’inclusione sociale e culturale per gli alunni e le loro
famiglie favorendo la frequenza a corsi gratuiti di italiano per stranieri soprattutto per le donne.
Saranno attivati moduli di lingua e cultura delle diverse realtà internazionali residenti nell’A.I. tenuti
dagli alunni stranieri per favorire la partecipazione e la comprensione di realtà lontane. Il
coinvolgimento dei genitori degli studenti stranieri nell’organizzazione di attività scolastiche favorirà il
miglioramento della capacità d’inclusione e la formazione dei genitori stranieri con laboratori
pomeridiani legati alle diverse tradizioni. Rilevante è la formazione e l’aggiornamento dei docenti sui
temi e le problematiche, relative all’inclusione e all’intercultura e alla valutazione degli alunni.

La scuola centro di diffusione delle nuove tecnologie L’approccio non settoriale alla conoscenza
proposto nella prima azione può essere favorito attraverso un uso innovativo delle nuove tecnologie,
valorizzando le infrastrutture di rete, tecnologiche e sociali. Ciò impone di colmare il divario di
connettività che penalizza sensibilmente il territorio dell’A.I. “GSVS”. La scuola deve trasmettere sul
territorio una nuova e consapevole cultura tecnologica e favorire un uso intelligente e innovativo
delle nuove tecnologie. È fondamentale rafforzare e migliorare la strumentazione tecnologica e la
didattica laboratoriale per favorire sperimentazioni calibrate su una realtà territoriale caratterizzata
dalla presenza di pluriclassi, da un elevato numero di alunni stranieri e da un elevato pendolarismo
degli studenti. La tecnologia può contribuire ad attenuare le criticità derivanti dalla distanza e
dall’accessibilità favorendo un uso alternato di didattica frontale e a distanza, anche per ovviare
all’interruzione delle attività scolastiche in caso di condizioni metereologiche avverse o di
impossibilità a raggiungere i plessi da parte degli studenti attraverso metodologie didattiche basate
sul tutoring, sulla cooperazione, sull’apprendimento a distanza. Sarà implementata un’innovativa
piattaforma di e-learning, in collaborazione con l’Università e il GSSI, calibrata alle esigenze
dell’area, e sarà realizzato, in ciascuna delle due sub-zone, un laboratorio didattico innovativo
(FABLAB) dove si sperimenteranno forme di artigianato digitale collegato alle vocazioni territoriali.
Tale intervento si raccorderà con le indicazioni del protocollo siglato dall’Ufficio Scolastico Regionale
con INDIRE. Attraverso tale protocollo, che prevede formazione e piattaforma e-learning, è stato
attivato da alcuni anni un percorso per la didattica a distanza.

La scuola come centro di formazione permanente Per supportare il processo di crescita
complessiva del territorio la scuola deve configurarsi anche come luogo di formazione degli adulti, in
collaborazione con il CPIA e altre strutture formative che operano nell’area strategica, per favorire lo
sviluppo di nuove attività occupazionali/d’impresa, attraverso la valorizzazione delle risorse locali, e il
rafforzamento delle competenze di coloro che si affacciano per la prima volta sul mercato del lavoro
o che hanno necessità di trovare una nuova occupazione. L’obiettivo è il rafforzamento della
preparazione culturale e dell’educazione alla cittadinanza attiva e responsabile. Si pone, in primo
luogo, l’esigenza di sviluppare un’azione formativa (corsi di avviamento, formazione di base e
specialistica, aggiornamento professionale e culturale) in grado di accompagnare le persone durante
l’arco della vita formativa e professionale. La sfida è di fornire un’educazione di qualità, equa e
inclusiva e opportunità di apprendimento a tutti i residenti (ob. 4, Agenda 2030). La scuola deve
favorire un dialogo costante con il mondo del lavoro e offrire una panoramica di tutte le
possibilità lavorative del territorio. Il collegamento tra formazione scolastica e il mondo del lavoro
può essere agevolato aprendo gli studenti alle realtà imprenditoriali locali, avvicinando i programmi
scolastici alle vocazioni territoriali e favorendo il consolidamento di una reale “comunità di

                                                    10
apprendimento”. Per accompagnare i processi d’innovazione e coesione territoriale e per rafforzare le
capacità di lettura del territorio, nell'ambito dell'azione formativa sarà promosso un intervento,
orientativamente di durata annuale, finalizzato a formare "Esperti di sviluppo delle aree interne” in
grado di colmare il vuoto di conoscenza oggi esistente inerente questo tipo di professionalità.
Attraverso le risorse del FSE, la scuola, in collaborazione con atenei ed enti di ricerca, può realizzare
corsi di formazione professionalizzanti, organizzare tirocini o stage brevi presso imprese di successo
per disoccupati e persone in cerca di prima occupazione. I suddetti fondi possono anche essere
utilizzati per la fornitura di voucher, per l’acquisizione di servizi di cura e di assistenza per agevolare
la frequenza di percorsi di formazione e inserimento al lavoro per destinatari con persone a carico.
Sempre valorizzando le risorse del FSE, la scuola può diventare luogo ed erogatore di formazione,
orientamento, assistenza e tutoraggio per le aziende in modo da accrescere le capacità manageriali
degli imprenditori dell’area e diffondere cultura d’impresa. L’assistenza per le PMI dovrebbe anche
interessare il punto di vista fiscale e normativo per l’accesso ai bandi, la predisposizione di business
plan e la possibilità di incrementare la produzione e la redditività a vantaggio dell’economia
complessiva dell’area.

3.2 Il sistema Sanitario e Sociale
L’Area, inserita nell’Ambito Distrettuale Sociale n. 5 “Montagne Aquilane”, fa riferimento a due
distretti sanitari che hanno sede a L’Aquila e Sulmona, mentre al suo interno sono presenti due
Poliambulatori Distrettuali a S. Demetrio ne’ Vestini e a Castelvecchio Subequo e il Sub-Distretto di
Capestrano. Un punto di Pronto Soccorso è ubicato nel Comune di Navelli dove opera anche un
Centro di Riabilitazione privato. Nel territorio è ubicata, nel comune di Fontecchio, una RSA gestita
dal Policlinico Gemelli di Roma che ospita circa 80 pazienti. La presenza di numerosi anziani - l’area
si caratterizza per alti indici di vecchiaia -, paesi polvere, con pochissimi abitanti e con insediamenti
dispersi, dove spesso il medico va solo una volta a settimana, la rilevante distanza dai centri
ospedalieri, la carenza del servizio di trasporto, il limitato numero di servizi offerti dai presidi ubicati
nell’area, costituiscono le problematiche più rilevanti. L’area si presenta estremamente fragile sotto
il profilo sanitario. Il tasso di ospedalizzazione evitabile è molto più alto del valore medio delle
aree interne; gli anziani assistiti a domicilio sono molto inferiori rispetto al parametro nazionale
delle aree interne; l’indicatore di allarme-target, che quantifica l’efficienza del servizio di
emergenza territoriale, è molto più alto rispetto al valore medio nazionale. Inoltre, i servizi sociali,
ADI e Assistenza Domiciliare, non hanno risorse economiche adeguate per ridurre i ricoveri impropri
e il ricorso a ospizi e centri per anziani. Un’ulteriore problema costituisce la presa in carico
territoriale, in particolare per gli aspetti riabilitativi complessi (plurimi e globali ex art. 26 della L.
833) di minori e disabili dopo la diagnosi e/o la fase acuta. Le criticità evidenziate rivelano
l’inadeguatezza dei servizi offerti dai presidi sanitari dell’area organizzati in maniera non adeguata,
sia per quanto riguarda la presa in carico degli anziani fragili, sia della cura delle patologie che
potrebbero essere trattate a livello extra-ospedaliero. I due Poliambulatori Distrettuali di S. Demetrio
ne' Vestini e Castelvecchio Subequo e il sub-distretto di Capestrano offrono un numero troppo
limitato di servizi di base. Ciò determina una migrazione di pazienti dall'area verso i centri
ospedalieri limitrofi. La tardiva risposta alle esigenze di pronto intervento è causato, oltre che
dalla carenza di servizi sanitari offerti nell'area, soprattutto da un servizio di trasporto non in
sintonia con le esigenze sanitarie dei residenti che rende difficoltoso il trasferimento tempestivo dei
pazienti nei limitrofi poli ospedalieri. La successiva tabella riepiloga le chiamate al 118 nell’area.
              Sub Aree           Chiamate 118             % popolazione         Chiamata/persona
             Gran Sasso                   153                    3.30                   0,03
             Subequana                    225                    5,48                   0,05
             ASL N.1                                             3,16                   0,03
Inoltre, si registra una carenza di mezzi di trasporto adeguati per i disabili che si recano nei centri
riabilitativi. La farraginosità dei collegamenti e la presenza di comuni troppo piccoli scoraggiano i
medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta a stabilirsi nell’area Sotto l’aspetto
epidemiologico tra i ricoveri prevalgono le seguenti MDC:
             Raggruppamenti diagnostici maggiori                       Gran Sasso             Valle
                                                                                          Subequana
MDC 5 MALATTIE E DISTURBI DEL L'APPARATO                                   13%
CARDIOCIRCOLATORIO
MDC 8 - MALATTIE E DISTURBI DEL SISTEMA MUSCOLO-                           10%                 10%
SCHELETRICO E DEL TESSUTO CONNETTIVO
MDC 1 - MALATTIE E DISTURBI DEL SISTEMA NERVOSO                             9%                 13%
MDC 6 - MALATTIE E DISTURBI DELL'APPARATO DIGERENTE                                            12%

Mentre la successiva tabella “fotografa “ la situazione sanitaria dei residenti inerente le esenzioni per
patologia e le esenzioni per invalidità (una persona può avere più esenzioni):

                                                    11
Sub-Area        Esenzioni      Malattie       Diabete    Malattie    Malattie    Neoplasie       % di
                              cardiovasc.                sistema     tiroide                   Esenzioni
                                                         nervoso
Gran              1.149           9,39          1,22       1,56         3,48         1,13         24,76
Sasso
Subequana         1.300           6,51          1,30        1,30        2,31         1,30         31,68

È da evidenziare, inoltre che anche nel territorio si rileva (come denunciato nel Piano Sociale)
l’aumento di patologie correlate a stili di vita inadeguati per eccesso di peso, fumo, alcool, che a
livello regionale risultano tutte al di sopra della media nazionale.
Alla luce delle criticità evidenziate, si pone, prioritariamente l’esigenza di aumentare la qualità dei
servizi sanitari offerti nell'area - diminuendo i ricoveri impropri, riducendo l’emigrazione dei
residenti, erogando direttamente alcune servizi nei distretti sanitari dell’area - e di migliorare i
servizi di emergenza e urgenza. Sotto tale aspetto assume notevole rilevanza la riduzione dei
tempi di trasporto per gli ospedali, che riconduca e mantenga stabilmente l'intera area nei parametri
regionali e nazionali di emergenza e pronto soccorso (in totale 1.929, anno 2018). Significativa
attenzione va rivolta al rafforzamento dei livelli di prevenzione sanitaria e sociale, al fine di
diminuire ulteriormente i livelli di clinicizzazione e ospedalizzazione ottimizzando la presa in carico
delle persone, sviluppando un modello di presa in carico proattivo, raccordato con il Piano Sanitario
Regionale, coinvolgendo attivamente i MMG, gli infermieri e le strutture intermedie - Distretti - che
ruotano attorno al paziente fragile. Sulla base delle indicazioni del Piano Regionale, in relazione alle
specifiche condizioni dell’area, il tema cruciale è la riorganizzazione delle cure primarie,
enfatizzando il rilievo della medicina territoriale nell’azione di promozione e tutela della salute. La
sfida che ci si pone è sviluppare interventi in grado di rispondere alla crescente domanda di servizi
espressa da una popolazione che invecchia, in un territorio frammentato formato da piccoli centri
distanti tra loro e dai grandi poli urbani. Il miglioramento della medicina territoriale impone un
adeguato sostegno alla domiciliarità delle prestazioni; un rafforzamento delle strutture polifunzionali
garantendo un’offerta integrata di servizi sanitari (medicina di base e specialistica, assistenza
infermieristica, ecc.); il rafforzamento dell’assistenza ambulatoriale a pazienti cronici (cardiopatici,
diabetici e malattie renali). Una condizione essenziale per il successo di questo approccio territoriale
è il significativo miglioramento delle condizioni di connessione telematica dell’area nel suo
complesso. La riorganizzazione delle cure primarie presuppone nuove modalità organizzative.
Verranno attuate forme associative dei Medici di Medicina Generale (MMG) e degli Specialisti
Ambulatoriali convenzionati in Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) e in Unità di Cure Primarie,
con continuità assistenziale H24 (UCCP), collegati in rete per la condivisione dei pazienti e delle
relative schede informatiche personalizzate. Le attività verranno svolte nei presidi sanitari dell’area.
Saranno riorganizzati, in maniera più funzionale alle esigenze sanitarie dell’area, orari, luoghi e
modalità di lavoro. La residenzialità dei medici potrà essere facilitata con contratti di locazione
agevolati e rimborsi chilometrici.
La strategia di AZIONE si focalizza sulle principali problematiche dell’area emerse dall’analisi e
dallo scouting: esigenze socio-sanitarie della popolazione anziana, gestione delle emergenze,
mobilità delle persone fragili. Tale strategia è fortemente raccordata con la programmazione socio-
sanitaria regionale e locale. Si farà riferimento, in particolar modo, a due macrotematiche del nuovo
modello del servizio sanitario regionale: a. “Gestire i pazienti cronici il più possibile a domicilio”,
promuovendo un nuovo modello di assistenza domiciliare, garantendo servizi coerenti con i bisogni
socio-assistenziali e potenziando le funzioni dei MMG; b. “Accelerare investimenti in infrastrutture e
tecnologie”, garantendo strutture sicure, moderne, dotate di tecnologie all’avanguardia. Mentre per
quanto concerne l’aspetto sociale due sono gli assi di riferimento del Piano Sociale Regionale: AT2
Interventi e servizi per la non autosufficienza; AT62 Strategie per l’invecchiamento attivo.
La strategia d’azione prevede, in primis, l’attivazione di una “Rete interistituzionale d’area dei
servizi sanitari socio-sanitari e assistenziali” finalizzata, attraverso processi di integrazione
funzionale, al rafforzamento dei servizi offerti e alla concentrazione degli interventi sulla popolazione
fragile costituita in particolar modo da anziani. Sarà prevista una forte integrazione tra dimensione
sanitaria e dimensione sociale e si favorirà la presa in carico delle cosiddette “fragilità”, integrando
l’azione del Medico di Medicina Generale con quella assistenziale svolta dagli infermieri. Queste due
figure professionali hanno una significativa rilevanza nello sviluppo operativo dell’azione.
In raccordo con il Piano Sanitario Regionale, il rafforzamento dell’offerta e l’attenzione alle fragilità
comporta un rafforzamento dei presidi sanitari, anche sotto l’aspetto delle dotazioni, con il
conseguente potenziamento dei servizi offerti dagli ambulatori distrettuali e dai distretti socio-
sanitari dell'Area al fine di ridurre il pendolarismo dei pazienti, integrandoli con un servizio di
telemedicina che assume una significativa rilevanza alla luce             delle caratteristiche insediative
dell’area e dell’alto indice di vecchiaia. Il programmi di tele-salute e di tele-assistenza, che include un
servizio di diagnostica mobile, verrà realizzato in raccordo con il Piano Sanitario Regionale. La
Regione Abruzzo ha predisposto un piano attuativo omogeneo per le 4 ASL di Assistenza Domiciliare
Tele Assistita a supporto del Servizio di Assistenza Domiciliare Integrata. Il nuovo modello di AD
Tele Assistita regionale impone che siano chiari i meccanismi di “arruolamento” dei pazienti, la
corretta esplicitazione delle patologie da trattare e dell’impegno assistenziale necessario. Le azioni

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