A Vetralla e Viterbo un focus sul termalismo e l'olio d'oliva - New Media Press

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A Vetralla e Viterbo un focus sul termalismo e l'olio d'oliva - New Media Press
A Vetralla e Viterbo un focus
sul   termalismo   e   l’olio
d’oliva
                             Le reti d’Impresa di Marta e
                             Capodimonte per l’incremento del
                             turismo in Tuscia

Si è da poco conclusa la X edizione di VisiTuscia, la Borsa
del Turismo e dell’Agroalimentare della provincia di Viterbo
promossa dal Centro Assistenza Tecnica Sviluppo Imprese di
Viterbo in partenariato con la Provincia di Viterbo e la
locale Camera di Commercio.
Nel corso della manifestazione si è svolto un Workshop
itinerante per favorire l’incontro di circa 30 buyers
nazionali ed esteri con le aziende impegnate nel turismo e
nell’agroalimentare.
Per Vincenzo Peparello, Presidente del Cat-Confeesercenti
Viterbo: «La manifestazione si sta confermando sempre più il
veicolo di promozione turistica più efficace del territorio.
Non è un caso se in dieci anni, tanti quanti ne conta
l’evento, il turismo nella provincia di Viterbo sia aumentato
del 30%. E non è un caso se produzioni di qualità, come l’Olio
extra vergine di oliva, sia nella DOP “Canino” che in quella
“Tuscia”, abbiano acquistato una popolarità sui mercati
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nazionali ed esteri sconosciuta fino a non molti anni fa, come
dimostra la presenza alla manifestazione, oltre che di buyer
italiani, di rappresentanti del mercato cinese, inglese,
romeno e albanese».
Nell’ambito        dell’evento
“Sì..V’Olio – Festa dell’Olio”,
ideato dalla Pro Loco e dal
Comune di Vetralla, è stato
possibile fare un salto indietro
nella storia giungendo nel
medioevo di Vetralla grazie a
ricostruzioni storiche teatralizzate, narrazioni, racconti,
canti e musiche medievali e tradizionali.
L’olio d’oliva locale è stato il protagonista delle tre
giornate di festa, insieme ai vini della Via Francigena ed ai
prodotti tipici.
Grande soddisfazione è stata espressa da Carlo Postiglioni,
Assessore all’Agricoltura del Comune di Vetralla, secondo il
quale: «la cittadinanza ha cominciato a prendere coscienza del
valore dell’Olio Extravergine di Oliva nella cultura di
Vetralla. L’economia locale non può prescindere da questo
prodotto che deve essere presente in ogni nostro agire».
Il Sindaco di Vetralla, Francesco Coppari, ha sottolineato
come: «la mostra-mercato fra gli operatori, è una costante
della nostra manifestazione “Sì…V’olio” che, malgrado sia
soltanto alla terza edizione, grazie alla collaborazione con
VisiTuscia si è già affermata a livello regionale, nazionale
e, oserei dire, perfino internazionale per la costante
presenza di operatori che vengono anche dall’estero. Noi
abbiamo bisogno di questi contatti per proiettare la nostra
                             città nell’orbita di quelle che
                             “contano”   nella   produzione
                             agroalimentare di qualità».
                             Pietro Carloni, presidente di
                             una delle due Cooperative
                             Vetrallesi ha riferito che:
                             «complessivamente nei cinque
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frantoi presenti sul territorio
comunale, vengono conferiti oltre 75 mila quintali di frutto,
prevalentemente nella qualità “canino”, che generano un
prodotto di bassa acidità (4%), di piacevolissimo gusto e
molto apprezzato soprattutto sui mercati dell’Italia nord-
orientale dove abbiamo i nostri maggiori estimatori». Nel
corso dell’incontro di Vetralla, sono state gettate anche le
basi per un prossimo gemellaggio della città con una località
romena. Ad annunciarlo il Sindaco, Francesco Coppari e
l’Addetto Culturale dell’Ambasciata di Romania a Roma,
Octavian Haragos.
Vincenzo Peparello, ha chiarito gli obiettivi che si pone
l’evento: «ogni anno VisiTuscia punta le proprie attenzioni su
un aspetto particolare del turismo e dell’agroalimentare
viterbese. Quest’anno, anche per sensibilizzare politici ed
imprenditori su un tema di grande interesse per l’economia
locale, abbiamo puntato sul termalismo».
Le Terme della Tuscia erano già
note agli Etruschi e poi ai
Romani, che sfruttarono le
numerose sorgenti di acqua calda
per edificare ben quattordici
terme. Durante il medioevo il
complesso termale viterbese
attirò numerosi pontefici: Papa
Gregorio IX, Papa Niccolò V e Papa Bonifacio IX. I centri
termali aperti al pubblico sono oggi quelli del Parco del
Bullicame, del Bagnaccio e le Piscine Carletti a cui si
aggiungono i due stabilimenti delle “Terme dei Papi” e del
“Pianeta Benessere”.
In un sistema termale come quello viterbese, che può contare
oggi solo su due strutture alberghiere sia pure di ottime
qualità, come l’Hotel Salus e le Terme dei Papi, classificate
entrambe con 4 stelle, ma dalle disponibilità limitate (un
centinaio di camere la prima e solo 23 la seconda), si auspica
che possano riaprire le Terme ex Inps che insistono su una
superficie di ben sette ettari.
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Nel corso del convegno “Il rilancio del sistema termale
viterbese” il Senatore Umberto Fusco, Responsabile Nazionale
per il Termalismo della Lega, ha detto: «in un momento topico
per il turismo termale a Viterbo, l’apertura di nuove
strutture ricettive non può che far bene al settore oltre ché
all’intero territorio e all’imprenditoria privata che va
aiutata e supportata. Viterbo, deve investire nel termalismo
perché le sue potenzialità non sono seconde a nessuna altra
località nazionale soprattutto se si considera il contesto
territoriale». E nell’augurarsi che possa presto essere
attuato un piano regolatore delle acque termali, il senatore
Fusco ha annunciato che da gennaio il Parlamento inizierà a
lavorare per cambiare la legge che regola il settore del
termalismo in Italia.
Secondo il sindaco di Viterbo, Giovanni Arena, «Ci stiamo
muovendo per ripristinare la struttura ex Inps da affiancare
alle Terme dei Papi e alle Terme Salus. Ma ci stiamo occupando
anche della   struttura   sulla   Cassia   Nord   e   sull’intero
sistema”.
Gli fa da contraltare l’Assessore al Termalismo, Claudia
Nunzi, la quale ha annunciato che in soli cinque mesi sono
state già attuate la sorveglianza del Bullicame e la
riqualificazione del sito del Galletti ed ha aggiunto: «in
collaborazione con l’Assessore ai Servizi Sociali, Antonella
Sberna, e l’Università della Tuscia, stiamo portando avanti un
progetto che a breve trasformerà il sito del Galletti, in una
struttura accessibile anche ai disabili che ci porterà ad
acquisire non solo la bandiera lilla, ma soprattutto a
segnalarci nel panorama del sistema termale nazionale come una
destinazione all’avanguardia. I nostri progetti tuttavia non
si fermeranno qui perché particolare attenzione è stata
riposta, come ha detto il Sindaco, anche al progetto di
riqualificazione delle Terme ex Inps e delle strutture situate
sia a sud che a nord della Cassia».
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Oltre   alla   componente   politica,   ha   portato   il   proprio
contributo al dibattito il Prof. Stefano Landi, presidente di
SL&A e già componente della Consulta Regionale per il Turismo
Termale, secondo cui «allo storico termalismo terapeutico del
dopoguerra, praticato con cicli di cura di 14-21 giorni, si
sono sostituite forme più moderne che hanno portato anche ad
una radicale trasformazione degli impianti. Il futuro va verso
impatti meno traumatici e alle cure vecchia maniera debbono
sostituirsi prestazioni wellness a più ampio respiro. Sono
queste che oggi debbono prevalere per una economia turistica
integrata. Per avere il massimo risultato occorrono però
strutture adeguate in grado di offrire non solo la prestazione
ma anche il soggiorno: basti solo pensare che se una persona
passa la giornata in un territorio, spende mediamente 6 euro,
se vi trascorre anche la notte la spesa sale a 88 euro».
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Susanna Cherchi e Francesca Ferri, rispettivamente presidente
di “Visit Marta” e vice presidente di “Naturalmente
Capodimonte”, nel corso di una visita alle cittadine
rivierasche del lago di Bolsena, hanno illustrato i progetti
delle quattro “Reti d’Impresa su Strada” coordinate da
VisiTuscia, vincitrici del bando della Regione Lazio.

                                              Harry di Prisco

Un Natale d’Amore per i
piccoli    ricoverati,   con
#InsiemeperilTerritorio a La
Baita del Re
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Manca una manciata di giorni al
                              prossimo evento solidale nella
                              rassegna itinerante d’eccellenza
                              “Salute,     Alimentazione     e
                              Bellezza: tutto quello che molti
                              non sanno”, firmata dalla
                              giornalista Teresa Lucianelli:
dal titolo “#InsiemeperilTerritorio: Natale d’Amore”, dedicato
al Natale dei bambini ricoverati nel reparto di Oncologia del
Pausilipon e di Pediatria del Policlinico Nuovo.
Momento clou della prestigiosa manifestazione benefica, sarà
l’atteso cenone/spettacolo stellatissimo prenatalizio a cura
della Squadra di #InsiemeperilTerritorio, all’opera giovedì 20
dicembre, nel suggestivo e panoramicissimo contesto della
Baita del Re Resort, del patron Nunzio Illuminato,
coorganizzatore con Teresa Lucianelli dell’evento, unitamente
allo chef Luca Grande – che coordina la grande Brigata
solidale – con il supporto fondamentale degli animatori
specializzati della Onlus “Diamo una mano” di Ottaviano.
Sarà un mega evento d’Eccellenza con show cooking bisellato e
aperitivo (ore 19), gala con cenone stellatissimo (ore 20).
Inoltre, dalle ore 15, mercatini solidali con le primarie e
secondarie di Ottaviano e Castellammare di Stabia (IC 2
Panzini) che saranno presenti con i loro manufatti realizzati
con la guida degli insegnanti; ancora, produttori con le
specialità locali e artigiani del fertile territorio e con i
loro manufatti in vendita solidale.
In calendario incontri (a partire dalle ore 17,30) su sana
alimentazione e l’importanza dell’acqua, elemento vitale
eppure fin troppo spesso trascurato, a cura di Biofonte,
esperti e specialisti universitari e ospedalieri: prof
Maurizio Fraticelli cattedratici e consulente di vari Atenei
europei e Centri altamente specializzati in Alimentazione
quali Camerino e Atene; dott. Giuseppe Vitiello, dirigente
medico UOS Microbiologia ASL NAPOLI 3 Sud; con la supervisione
della dott. Rosalia Ciorciaro, nutrizionista, esperta in
Scienze erboristiche e Idrologia alimentare.
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Appuntamento dunque giovedì 20 dicembre a La Baita del Re
Resort.
Ore 19 aperitivo con showcooking del bistellato chef Francesco
Sposito, (Taverna Estia, Brusciano), e a seguire (ore 20) gran
gala con cenone/spettacolo prenatalizio (servito a tavola) con
chef stellati e d’Eccellenza, maestri pizzaioli, panificatori
e pasticcieri, guidati dallo chef stellato Pasquale Palamaro,
(Indaco, Regina Isabella Ischia) uniti per donare un Natale
gioioso ai piccoli pazienti dei reparti di Oncologia del
Pausilipon e di Pediatria del Nuovo Policlinico di Napoli con
gli animatori specializzati in ambito ospedaliero della Onlus
“Diamo una mano”.
Parteciperanno tanti noti ed apprezzato artisti solidali: Ilva
Primavera, Maria S. Movchan, Gennaro De Crescenzo, Armando
Celentano, Zakì Kairoli, Enzo Savarese, ecc.
Saranno presenti giornalisti, fotoreporter, teleoperatori,
blogger e influenzer; inoltre, produttori e artigiani del
territorio; scuole della Campania e porteranno i lavoretti dei
loro alunni che saranno in vendita nei mercatini solidali
allestiti all’interno, in assoluto comfort per i visitatori:
si potranno acquistare per qualche euro e utilizzare come
graziosissimi regalini da mettere sotto l’albero.
Poi, ci saranno i pittori protagonisti della collettiva in
esposizione (Paola Fiorentino, Luca Carnevale, Giuseppina
Passerotti ecc), gli specialisti medici ed esperti
dell’Alimentazione e del Benessere, impegnati negli incontri
che si terranno dalle ore 17,30, sempre alla Baita del Re
Resort, una delle più belle tenute della Campania dalla quale
si gode un panorama di incomparabile bellezza. Per l’occasione
ancora più bella, grazie alle spettacolari Luci d’Artista
della Lucifesta di Antonio Criscuolo, azienda accreditata e
certificata, di livello superiore.

La grande Brigata solidale: Nunzio Spagnuolo (Cieddi,
Portici), Paola Fiorentino (Villa Fiorentino e Villa dei
Fisici, Positano) con Vincenzo Ferro (Country house l’antica
fraconia), il personal chef Marco Di Martino, Michele Cuomo
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(Cerasé, Vico Equense), campione mondiale Pizza in Pala e
presidente Associazione Pizza a Vico, Ciro Scarpato
(Pasticceria Angela, San Sebastiano al Vesuvio), presidente
Associazione Pasticcieri Napoletani, Gennaro Langellotti, chef
pâtissier plurivincitore di concorsi nazionali di settore
(Nola), Aniello e Nicola Falanga (Haccademia, Terzigno),
Francesco Lastra e Gennaro Peluso (Equipe Eccellenze
Italiane), Pasquale Pesce (Antica Pasticceria Pesce, Avella),
Antonio Battipaglia (Ruah, Nola); Carmela Iorio (Pizzeria
Carmine Iorio, Melito) vice campionessa mondiale Pizza Fritta,
Gennaro Galeotafiore (Sapori di Napoli, Cimitile), Vincenzo
Toppi, (Amor Mio, Brusciano), Maddalena Tessitore (Dogana
Golosa, San Leucio), ecc ecc ecc
Alla fine, grande e soprattutto ricca Pesca benefica a cura
dei supporter solidali. In palio un gioiello in oro, argento,
perle e corallo; un viaggio; quadri; cofanetti di cura corpo e
viso, trattamenti estetici, make up; accessori, ecc

Sostenitori: AIS, Associazione Italiana Sommelier Campania –
Delegazione Comuni Vesuviani, responsabile Ernesto Lamatta;
Azienda Altavigna di Gaetano Sepe, Cantine Taurasi Avellino;
Azienda Agricola Diana, Caserta; Fattoria Alpega, Sarno;
Fratelli Merolla; Gelati Vesuvio, Somma Vesuviana; Oleificio
F.Lli Punzo, Pollena Trocchia; Antica Maccheroneria; Soleo,
Terzigno – Peppe Imperatore; Il Fornaio, Pane ai Grani Antichi
e Panini, Somma Vesuviana; Eurograf, Palma Campania
Prodotti per Pasticceria; Prelibatezze di Nonno Luigi, di
PierFrancesco Ammirati; Spizzé Di Adele Lentano, Centro
Commerciale La Cartiera, Pompei
Braceria L’Antico Portone, Qualiano, di Francesco Palma;
Lucifesta istallazioni artistiche luminose, di Antonio
Criscuolo, Luci d’Artista; Goeldlin, Cis Nola (is 2)
IC 2 Panzini, Castellammare di Stabia dir. Donatella Ambrosio;
Ileana Mandile Estetica e Benessere, via Pio XII, Casoria, di
Ileana Mandile; Luca Carnevale, pittore, Napoli; Icaro Le
Gioie, Castellammare di Stabia, di Irma Carosella; Paola
Fiorentino, chef pittrice, Positano; Biofonte, sez. Campania
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dott. Rosalia Ciorciaro; Accademia Aseo, Napoli, di Rosa
Bennio; Helen Passerotti, Positano, di Giuseppina Passerotti;
Happy Holiday Onlus, Napoli; Therapoint, Grafica e Stampa
della manifestazione; Rino D’Antonio, Fotografia dell’evento.

Baita del re Resort, Ottaviano,
via Valle delle Delizie, 13.
Prenotazioni e info: 081 8270793 (Segreteria: resp. Roberta
Alinei)

                                            Teresa Lucianelli

Il Sebeto: Il mito                              di      un
fiume scomparso
La   fontana    del
Sebeto, che intende
simboleggiare
l’antico     corso
d’acqua che bagnava
Napoli

Tra i misteri della città di Napoli mai risolti, c’è quello
del Fiume Sebeto, un lungo corso d’acqua che divideva in due
la città nuova Neapolis dalla città vecchia Palepolis e del
quale oggi resta solo il ricordo. Le acque del Sebeto un tempo
erano abbondanti e alimentavano i mulini e le fertilissime
paludi napoletane della zona orientale di Napoli dove
broccoli, friarielli, insalate, basilico e prezzemolo, rucola
e cicoria erano prodotte in gran quantità insieme a una
varietà di ortaggi e frutta. Fino a quaranta anni fa nelle
acque del Sebeto si pescava e si poteva bere; trattorie e
“pagliarelle” offrivano ristoro e specialità locali ai
carrettieri e agli abitanti di Napoli e dei comuni vicini che,
senza doversi spostare di molto, trovavano insieme al cibo
anche frescura ed allegria a buon mercato. Oggi il paesaggio
della zona orientale di Napoli e dei suoi comuni limitrofi è
uno dei più devastati dalle selvagge trasformazioni dell’uomo.
Azioni che hanno reso il territorio irriconoscibile si sono
susseguite nel tempo. Progressivamente si è assistito ad un
impoverimento e all’avvelenamento delle acque, quindi alla
conseguente riduzione dell’agricoltura e alla scomparsa dei
mulini. Oggi il territorio porta ancora le ferite di scelte
avventate e sconsiderate partorite dall’insano desiderio di
speculatori e di affaristi che hanno reso ormai sterile una
terra generosa e opulenta. Ora rischia di sparire per sempre,
anche la memoria di questi luoghi e all’uopo si parla di un
Parco del Sebeto che dovrebbe salvaguardare almeno la memoria
e le ultime testimonianze di un fiume la cui storia è avvolta
nell’aura del mito. Infatti, la leggenda lo voleva sposo della
sirena Partenope, dalla loro unione nacque la ninfa Sebetide
che andò in sposa al re di Capri: Telone. Proseguendo nella
genealogi,a dai due nacque Ebalo, primo re di Partenope. A
largo Sermoneta a Mergellina, c’è una bella fontana, opera di
Cosimo Fanzago, raffigurante un uomo barbuto tra due tritoni
con vari riferimenti acquatici: è la fontana del Sebeto e si
racconta che quando due innamorati dichiarano il loro amore
davanti alla fontana la loro unione rimarrà salda per sempre
come lo fu quella tra il Dio Sebeto e la Sirena Partenope. La
fama del fiume resta forte anche grazie alla citazione di
autori come Virgilio, Polibio, Tito Livio, Strabone, Papinio
Stazio, Petrarca e Boccaccio. Il nome Sebeto, risalente
all’età umanistica, si deve proprio a Boccaccio (ma anche a
Pontano e a Sannazzaro) fino ad allora, infatti, il fiume era
chiamato Rubeolo. Da alcuni documenti emerge che nelle sue
acque fu bagnato anche Masaniello, ormai cadavere che “quivi
lo rizzarono, e lavato che l’ebbero al Sebeto, lo portarono a
Port’Alba“. Per quanto riguarda le fonti del fiume, è
possibile immaginare che esse fossero sul Monte Somma poi
attraverso Tavernanova di Casalnuovo e Volla, il corso d’acqua
seguitava verso Ponticelli ed entrava in città all’altezza
dell’incontro fra Poggioreale e Via Traccia, infine
s’inoltrava verso il Ponte della Maddalena e di lì verso
Piazza Borsa, dove fin dai tempi greco – romani, si trovava
l’Aquarium, cioè l’acquedotto che ha dissetato Napoli per
tanti secoli. È triste sapere che laddove un tempo scorreva il
Sebeto c’è solo una massa di rifiuti e detriti, anche se
l’acqua è tornata a scorrere la sera del terremoto del 1980;
analizzata è risultata essere di buone qualità organolettiche,
solo leggermente ferrosa. Oggi, in questa zona una famiglia di
contadini coltiva amorevolmente un orto alimentato dalla
piccola sorgente del Sebeto, così in piena zona industriale
esiste un pezzo di paesaggio agreste con galline, broccoli e
acqua sorgente.

                                         Maria Palma Gramaglia

Gioco d’azzardo: tra boom
della raccolta e stop alla
pubblicità,         l’esempio
positivo dell’offerta online
Con un raccolta complessiva giunta a 101,8 miliardi di euro
nel 2017 ed una spesa degli italiani – al netto di quanto
restituito con le vincite – giunta a ben 20,5 miliardi di
euro, l’industria dell’azzardo si conferma uno dei settori
dell’economia nazionale caratterizzati dalla crescita più
significativa negli ultimi anni.
I numeri dell’industria del gioco
Le imprese italiane coinvolte a vario titolo nel settore del
gioco ammontano a circa 6.600, con un impatto a livello
occupazionale che, a seconda delle stime, oscilla tra i
100mila e i 300mila posti. A questi dati va aggiunto quello
forse più significativo: sempre nel 2017, l’Erario incassava
ben 10,3 miliardi di euro di tasse sul gioco.

Insomma, i numeri sembrano descrivere un comparto economico in
piena salute, fonte di occupazione e di un congruo gettito
fiscale. Tuttavia, come noto, al mondo dell’azzardo si
accompagna anche lo stigma di attività ludiche da sempre
oggetto di polemiche e, oggi, fulcro della crescente
diffusione di forme di dipendenza in alcuni casi molto gravi.

Lo stop alla pubblicità e le novità per
slot e VLT
In estate, dopo aver dato adito ad un acceso dibattito, il
Decreto Dignità varato dal Governo giallo-verde ha sancito lo
stop alla pubblicità sull’azzardo di qualunque forma e
tipologia, ponendo come limite temporale massimo il 1° gennaio
2019 (fatta eccezione per i contratti già in essere al momento
dell’approvazione della legge). A questa iniziativa, salutata
con entusiasmo da molte associazioni che si battono contro
l’azzardo e le dipendenze dal gioco (e con molte critiche da
parte dei player del settore), si aggiunge poi quella relativa
all’obbligo di introduzione di slot machine dotate di lettore
di tessera sanitaria, in sostituzione di quelle tradizionali,
a partire dal 1° gennaio 2020. L’operazione, in questo caso,
si pone come obiettivo quello di rendere impossibile l’accesso
al gioco per gli under 18.

Le criticità del mondo dell’azzardo
Anche se le nuove norme introdotte dal Governo si muovono
nella direzione di un più diretto contrasto alle ludopatie,
occorre sottolineare che gli strumenti adottati rischiano di
rivelarsi efficaci solo parzialmente nel prevenire eccessi da
parte dei giocatori a rischio.

Come più volte sottolineato dai gestori legali italiani, le
azioni del Governo dovrebbero concentrarsi anche su una più
attiva repressione del gioco clandestino e sull’adozione di
sistemi di tutela delle persone che già oggi vivono un
rapporto poco equilibrato con il gioco o che, in ogni caso,
rischiano di svilupparlo anche senza essere esposti alla
pubblicità.

La  diffusione   della  passione   per
scommesse e casinò game nel Bel Paese
Lo studio pubblicato dal Cnr di Pisa lo scorso maggio indicava
che nel 2017 ben 17 milioni di italiani avevano scelto, almeno
in un’occasione, di tentare la fortuna con un Gratta&Vinci,
una giocata al Lotto o al Superenalotto, una scommessa
sportiva o, ancora, dilettandosi con un gioco da casinò. Il
numero dei giocatori negli ultimi anni è cresciuto
sensibilmente: basta considerare che solo 7 anni fa la stima
era di “appena” 10 milioni di giocatori presenti sul suolo
nazionale.

Attualmente, la spesa media dei giocatori italiani si attesta
attorno ai 10 euro. In più, la passione per l’azzardo risulta
essere maggiormente diffusa tra gli uomini (gioca 1 su 2
contro il 34,4% delle donne) e più radicata nelle regioni del
sud Italia.

Se da un lato va sottolineato che, fortunatamente, il numero
dei giocatori minorenni risulta in calo (nel 2010 erano 1,4
milioni mentre oggi un milione circa), la dipendenza da gioco
risulta in netta crescita, con un passaggio dai 100mila casi
del 2007 ai quasi 400mila stimati attualmente.
Come il comparto online fa fronte alla
dipendenza dal gioco
La notizia più interessante sta nel fatto che il settore nel
quale vigilanza e normative stringenti sembrerebbero aver
prodotto i risultati migliori per quanto riguarda la
dipendenza dal gioco è anche quello frequentemente tacciato di
aver reso troppo agevole l’accesso all’azzardo: il comparto
dell’online.

Nell’annuale report sull’azzardo sul web dell’Osservatorio
Gioco Online del Politecnico di Milano emerge che gli italiani
che giocano online lo scorso anno raggiungevano quota 2,2
milioni. Naturalmente, anche la raccolta registrata nel 2017
(pari a 1,38 miliardi di euro) risulta in crescita rispetto ai
12 mesi precedenti (per l’esattezza del 34%).

Le caratteristiche dell’offerta di casinò
e sale scommessa virtuali
Il boom dell’online è dovuto senza dubbio alla repentina
crescita dell’offerta. I portali dedicati al betting sportivo
coprono ormai decine di eventi ogni giorno, offrendo quote e
possibilità di puntata sui più disparati tornei e campionati
italiani, stranieri ed internazionali. Altrettanto vasta è poi
l’offerta dei cosiddetti casinò game, ovvero di tutti quei
giochi ispirati ai grandi classici del casinò (roulette,
poker, baccarat e, naturalmente, slot machine): i giochi
attualmente proposti sulle maggiori piattaforme di gambling
online si distinguono per una sempre più curata qualità
grafica ed esperienza utente, ma anche per l’innumerevole
quantità di declinazioni dal punto di vista del tema.

L’espansione del gioco via app
Notevole anche l’impatto del comparto mobile: nel 2017 le
applicazioni per smartphone e tablet dedicate al gioco
registravano una crescita del giro di affari superiore al 50%,
anche grazie al successo crescente della proposta in formula
live, ovvero delle scommesse realizzate durante lo svolgimento
degli eventi e dei giochi da casinò con video dirette
streaming da vere sale da gioco (con tanto di croupier in
carne ed ossa).

L’incremento della raccolta si spiega anche tenendo conto
dell’incessante lavoro dell’ADM e delle Forze dell’Ordine,
costantemente attivi nella repressione dell’offerta irregolare
presente sul web. A ciò, si somma poi il costante ingresso di
nuovi player internazionali nel mercato del gioco italiano.

Sicurezza, tutela del giocatore                             e
promozione del gioco responsabile
Come accennato, le piattaforme di gioco online autorizzate
dall’ADM rappresentano un ottimo esempio di come azzardo e
tutela della salute del giocatore possano tranquillamente
svilupparsi di pari passo.

In primis, il rilascio dell’autorizzazione da parte
dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli risulta subordinata a
tutta una serie di complessi requisiti, relativi a sicurezza
dei sistemi informatici, garanzia di equità degli
intrattenimenti proposti, chiarezza e trasparenza delle
informazioni di gioco e attenta promozione di un approccio
sano ed equilibrato all’azzardo da parte degli utenti.

In particolare, molti gestori online offrono la possibilità di
divertirsi con i giochi da casinò proposti in versione
gratuita, cioè senza spendere denaro reale. Tuttavia, per
accedere al gioco con veri premi in denaro occorre
obbligatoriamente sottoscrivere un conto gioco. L’apertura di
questo speciale conto online (al massimo uno per gestore)
passa attraverso una scrupolosa procedura di verifica
dell’identità dell’utente (e della sua maggiore età).
Oltre che ad inviare una copia di un proprio documento
personale, il nuovo utente è tenuto ad indicare un limite di
spesa settimanale, ovvero un cifra raggiunta la quale
l’accesso alle giocate viene inibito. Questo meccanismo, detto
di autolimitazione, nasce come strumento di prevenzione per i
giocatori patologici, che non rischiano di dilapidare somme
ingenti di denaro presi dalla foga del momento.

Infine, è interessante ricordare che quando il rapporto con il
gioco risulta compromesso, l’utente (o un suo tutore) può
attivare l’autoesclusione del conto gioco inoltrandone
richiesta al gestore. In automatico, grazie all’Anagrafe
Centralizzata dei Conti Gioco e al Registro Unico delle
Autoesclusioni, qualunque conto gioco attivo intestato a quel
giocatore viene bloccato. Allo stesso modo, l’utente non avrà
più la possibilità di aprirne di nuovi, se non una volta
scaduto l’intervallo temporale stabilito.

“Natale            in      casa         Pesce”           si
dedica a Telethon
                             Avella.   Dolcezze   solidali
                             domenica 9 dicembre dalle ore
                             20,30 alla pasticceria Pesce di
                             Avella con “Natale in casa
                             Pesce”.

Il consueto appuntamento con i dolci della tradizione
natalizia realizzati dal maestro pasticciere Pasquale Pesce
stavolta è dedicato alla raccolta fondi per Telethon.

Quarta generazione di una famiglia che tramanda l’arte
dolciaria da oltre 120 anni, Pasquale rappresenta uno dei
massimi esponenti della tradizione dolciaria campana ed erede
dell’arte pasticciera avellana.

Dopo il successo della prima edizione della manifestazione
golosa, questa seconda è dunque mirata alla solidarietà.

La famiglia Pesce ha infatti voluto abbinare la degustazione a
una finalità benefica: il ticket per la degustazione è di 5
euro e l’intero incasso verrà donato alla Fondazione Telethon
per la ricerca sulle malattie genetiche, grazie alla
collaborazione con l’Associazione socioculturale Glocal Trunk.

Tante le specialità che i visitatori potranno provare durante
la serata: oltre alla caratteristica cassata avellana,
squisita golosità della pasticceria Pesce, diverse tipologie
di panettoni, in primis l’ultimo arrivato: il Panettone Oro
realizzato con cioccolato e pasta di mandorle di Avola e col
rinomato zafferano irpino dell’azienda Agripiantel di
Lacedonia che dona un bel colore dorato all’impasto,
rendendolo ancora più prezioso alla vista.

Più, le altre specialità dolciarie tipiche delle imminenti
festività natalizie come mustacciuoli, roccocò e l’altra
novità 2018 rappresentata dalla pasta di mandorle di Avola,
non pelate e con confettura di fichi per un sapore a tutto
tondo.

Ci sarà pure uno spazio dedicato al salato, curato dallo chef
Francesco Fusco del ristorante-orto Il: nel menu della stata
che una deliziosa vellutata di zucca e fonduta di parmigiano e
trofie al pesto di nocciole e tartufo. In abbinamento, vini
irpini e liquori della Distilleria Amato.

Smau   Napoli   2018                             torna
quest’anno    alla                              Mostra
d’Oltremare
NAPOLI – Smau Napoli 2018 torna quest’anno alla Mostra
d’Oltremare sarà una due giorni interamente dedicata
all’innovazione, al networking e alla creazione di nuove
occasioni di business tra ecosistema dell’innovazione e
sistema imprenditoriale. Per la sua edizione partenopea,
allestito presso la Mostra d’Oltremare, l’appuntamento è
fissato per il 13 e 14 dicembre 2018. Protagonisti della due
giorni saranno il mondo dell’innovazione, i migliori Partner
del mondo digital ma anche PMI e amministrazioni locali che
  potranno incontrarsi e confrontarsi sulle principali
tematiche , Commercio e Turismo, Smart Communities,
Fatturazione elettronica, Internazionalizzazione e Agrifood.
Il calendario di Napoli è quindi volto a massimizzare le
opportunità a beneficio di imprese ed enti locali con
l’obiettivo di supportarle nella crescita e nella
competitività. Imprenditori, manager, professionisti e
dirigenti sono e saranno sempre di più        i protagonisti
chiamati ad affrontare questa sfida e Smau vuole essere vicino
a loro per aiutarli a raggiungere gli obiettivie valorizzare
il fare impresa italiano.

Smau Napoli 2018 dal 13 al 14 dicembre 2018 dalle 9.30 alle
18: per info, www.smau.it.

                                                 Luigi Borrone
Ecco il nuovo dispositivo
salvavita “anti-colpo  di
sonno”
                    Il colpo di sonno è causa ogni anno, nel
                    Mondo, di “6 milioni di incidenti
                    stradali con 11 milioni di feriti e 350
                    mila morti”ed è responsabile di un
                    incidente stradale su cinque, spesso
                    fatale.

Si calcola che superano i mille miliardi di euro, i costi
sociali per il colpo di sonno derivanti da questi incidenti
stradali che causano decessi; invalidità permanenti e
temporanee; sofferenze fisiche ed affettive derivanti dagli
incidenti; perdita di produttività delle persone coinvolte;
danni agli autoveicoli ed alle infrastrutture; costi
giudiziari ed amministrativi; costi per le Forze dell’Ordine,
per i servizi di emergenza che devono intervenire.
Molti sistemi “sentinella” sono stati realizzati negli ultimi
anni per combattere il colpo di sonno, a partire da quelli che
rilevano il battito delle palpebre; i segnalatori di
stanchezza che si basano su dei software; i rilevatori della
pressione delle mani sul volante; ancora, il cappello che
segnala la sonnolenza dai movimenti della testa; le telecamere
che controllano il movimenti degli occhi; i sistemi che con
sofisticati algoritmi analizzano la qualità di guida; gli
occhiali che percepiscono la chiusura delle palpebre e le
oscillazioni della testa; gli suricolari che allertano con
forti suoni quando si inclina la testa di oltre 30 gradi; i
sensori che monitorano i cambiamenti della frequenza cardiaca
e della respirazione; poi c’è il collare che quando ci si
abbassa di oltre 30 gradi emette forti suoni acustici; c’è
pure un sistema che rileva la stanchezza e rilascia una
fragranza dall’immediati effetto energizzante in grado di
stimolare il risveglio.

E non finisce qui: c’è l’anello da infilare su due dita che
misura l’attività elettrica della pelle; i bracciali che
individuano la stanchezza dalla frequenza cardiaca e dal
calore della pelle; le videocamere che allertano se l’occhio
rimane chiuso per qualche secondo; poi, il dispositivo da
inserire nell’accendisigari che ogni tre minuti emette forti
segnali sonori.

Vanno però considerati i limiti di tali sistemi. A detta degli
esperti, “i sensori che trillano, le applicazioni per
smartphone e altri sistemi integrati o meno a bordo degli
automezzi, sono sostanzialmente inefficaci in quanto avvertono
con forti segnali rumorosi soltanto inclinando la testa in
avanti oltre i 30 gradi; inquietano l’utente e le persone a
lui prossime; sono costruiti con sensori di equilibrio al
mercurio (sostanza dannosa per la salute, vietata dalla
legge); tutti indistintamente allertano il conducente in
ritardo con stressanti falsi allarmi, senza considerare il
reale stato di stanchezza e dei rischi ad esso associati”.
È quanto risulta da un approfondito e realistico studio
condotto dsll’Istituto VIAS, pubblicato in data 8 gennaio
2018.

Da ulteriori studi, è stato inventato il dispositivo
elettromeccanico NesDor, ultimo nato di questa lunga serie di
sistemi “salvavita”, con l’intento di sopperire a questa
inefficacia e per aiutare a salvare tante vite umane,
combattendo in maniera efficace il temutissimo colpo di sonno
che continua a mietere vittime.

A differenza dei vari sistemi in commercio, può essere usato
da tutti in qualsiasi situazione di tempo e luogo senza
infastidire nessuno (conducenti, marinai, aviatori,
parlamentari, congressisti, giudici, giurati, insegnanti,
studenti, telespettatori, radioascoltatori, operatori di mezzi
agricoli, edili, ecc.);

È in grado di fornire un aiuto pure per combattere il
tabagismo, grazie all’energia magnetica generata dai due
magneti (1-3-G) in un punto specifico dell’orecchio (1-F);

Combatte innanzitutto il colpo di sonno, con una vibrazione
calibrata, che immediatamente allerta l’utente non appena
inclina il capo (meno di 10 gradi) in avanti o indietro, a
sinistra o a destra;

Una volta applicato, muovendo o meno la testa, la forza di
attrazione dei due magneti (1-3-G) genera un’appropriata
compressione progressiva in un punto dell’orecchio (1-F) che
può indurre il conducente a fermarsi e fare un sonnellino
prima di ripartire.

Indipendentemente da qualsivoglia       considerazione,      il
dispositivo eletromecanico NesDor

combatte il colpo di sonno e può veramente contribuire a
salvare tante vite umane.
Il dispositivo è composto da (A):

1) magnete sferico esterno mobile; 2) magnete cilindrico
interno; 3) magnete sferico interno; 4) generatore di
vibrazioni; 5) interruttore On/Off; 6) sistema di equilibrio;
7) corpo anallergico 8) batterie a bottone; 9) molla per
contatto batterie.

Queste le indicazioni. In primo luogo, va applicato
all’orecchio (B); deve essere rimosso il magnete (1-C);
quindi, va seguita la sequenza (D-E); bisogna

posizionare il magnete (1-F) in corrispondenza dell’altro
magnete (3-G); attivare l’interruttore da “Off” a “On” (G).

Prodotto con componenti meccanici, elettrici, magnetici e con
materiale anallergico; esso risulta facilmente posizionabile e
si blocca altrettanto semplicemente all’orecchio tramite
l’attrazione dei due magneti (1-3-G);

Sarebbe auspicabile che, per diverse ragioni socioeconomiche,
per la propria e altrui incolumità, i Ministeri della Salute,
delle Infrastrutture e dei Trasporti, le Compagnie
assicurative, collaborassero con i produttori di dispositivi
efficaci e sicuri, affinché ogni cittadino che possiede la
patente di guida possa disporre gratuitamente di un efficace
sistema per combattere il colpo di sonno e quindi anche per
tutelare la propria salute e la propria vita è quelle altrui,
con le potenzialità almeno pari a quelle del NesDor, che – tra
l’altro – costa poche decine di euro, detraibili dai costi di
esercizio.

                                      Armando Giuseppe Mandile
Al     Sannazaro      brilla
L’Arcobaleno napoletano
                             Splendida serata nel teatro di
                             via Chiaia: musica, cultura,
                             tradizione, sport, istituzioni
                             ed   imprenditoria    per   le
                             eccellenze della Campania

Napoli. Al Teatro Sannazaro, mercoledì 5 dicembre, alle ore
20: “L’Arcobaleno napoletano”, settima edizione dell’ormai
famoso premio ideato dall’attrice e cantante Anna Capasso e
diretto artisticamente da Diego Paura, coppia affiatata
nell’impegno sociale quanto nella vita.

Una serata dedicata alla memoria di Ileana Bagnaro, scomparsa
a 54 anni per un male incurabile: musica, cultura, tradizione,
sport, istituzioni ed imprenditoria per le eccellenze della
Campania.

L’evento viene organizzata, come ormai consueto dagli esordi,
in collaborazione con la Fondazione Melanoma onlus diretta dal
prof. Paolo Ascierto, oncologo e medico ricercatore
dell’Istituto dei Tumori Pascale di Napoli; patrocinio morale
del Comune di Napoli.

Nel corso della manifestazione verranno consegnati
riconoscimenti a personaggi del mondo della cultura, dello
spettacolo, dello sport, della società civile e
dell’imprenditoria che si sono maggiormente distinti per il
loro impegno anche fuori dai confini regionali.

A condurre, Fatima Trotta, con le divertenti incursioni di
Enzo Calabrese, per la regia di Maurizio Palumbo.

Grande   partecipazione    di   giornalisti,   fotoreporter,
teleoperatori, blogger e influenzer alla presentazione della
manifestazione con conferenza stampa che si è svolta nella
Sala Giunta di Palazzo San Giacomo; tra gli intervenuti,
l’assessore Alessandra Clemente.

                                      Armando Giuseppe Mandile
Un Panettone da Re!
Re Panettone® Napoli 2018, seconda giornata degustativa del
grande lievitato del Nord reinterpretati con enorme successo
al Sud dai pasticcieri rinomati.

Dopo il successo di, anche oggi fino alle ore 19, assaggi
gratuiti di tanti panettoni di qualità nei lussuosi ed
accoglienti saloni del Grand Hotel Parker’s di Napoli (Corso
Vittorio Emanuele 135) .

Ingresso   libero   con   possibilità   di    acquistare   squisiti
panettoni a prezzo facilitato.

Manifestazione invitante per chi ama provare, conoscere e
acquistare tra una vasta scelta dei migliori panettoni
artigianali d’Italia e della Campania quelli che più gradisce.

Il prezzo concordato è    di 25 euro al kg.

Re Panettone® Napoli 2018 oltre alla grande esposizione negli
ampi e lussuosi saloni del Grand Hotel Parker’s, promuove
approfondimento, show cooking e incontri con i pasticcieri a
disposizione dei visitatori per fornire ogni spiegazione.

È collegato alla grande manifestazione Re Panettone in
programma a Milano da un’idea di Stanislao Porzio, dal 2008.
Per questa edizione, partecipano al Parker’s venti maestri
pasticcieri prevalentemente campani ma non soltanto: sono
infatti giunti a Napoli e da varie parti d’Italia.

Spicca tra i panettoni maggiormente graditi al pubblico
campano dei golosi e degli intenditori, quelli le proposte
dolciarie tradizionali e innovative della storica Pasticceria
Pesce di Avella, con una serie di deliziose versioni al banco
assaggi, in svariate combinazioni.

Tante proposte per ogni palato, alcune particolarmente
interessanti dal Molise, da Salerno, da Marano, dal Nord: le
tradizionali d’impronta milanese, le frittate meridionali con
profumatissimi limoni della Costiera sorrentino-amalfitana ed
anche con con squisite rape rosse candite.

Il Wine bar dell’evento è a cura di Wine&Thecity e
Associazione Italiana Sommelier, in particolare della dinamica
Delegazione di Napoli sempre presente in tutti gli eventi di
qualità: in abbinamento ai panettoni, una selezione di vini
dolci, passiti e di bollicine.

C’è poi il Premio Re Panettone® Napoli che verrà assegnato ai
migliori panettoni innovativi. Oltre al classico, tante le
proposte creative, sia dolci che salate, così come ormai di
tradizione ogni anno.

Oggi, domenica 2 Dicembre, fino alle ore 19, al Grand Hotel
Parker’s, Corso Vittorio Emanuele 135, seconda ed ultima
giornata.

Ingresso gratuito.

                                             Teresa Lucianelli
Campania Terra Felix: seconda
edizione a Pozzuoli
Pozzuoli. Sabato 1 dicembre, alle ore 10, nei saloni di
Palazzo Migliaresi, il via alla seconda edizione del Premio
Giornalistico Internazionale “Campania Terra Felix”.

Lo splendido panorama che si gode dal Rione Terra farà da
spettacolare cornice alla consegna dei riconoscimenti.

Frutto dell’impegno costante e determinato dell’Associazione
Stampa Campana “Giornalisti Flegrei” e patrocinato dal
Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, il
riconoscimento è specificamente indirizzato ai giornalisti
stranieri e italiani iscritti all’albo dei professionisti, dei
pubblicisti e dei praticanti, che cn la loro attività
promuovono il turismo, la cultura, l’ambiente, la storia,
l’archeologia, i beni culturali, l’enogastronomia, il sociale,
lo sport, la legalità, la scienza e il lavoro svolti nei Campi
Flegrei, attraverso servizi video-giornalistici, radiofonici,
su carta stampata, articoli pubblicati su testate
giornalistiche regolarmente registrate o la pubblicazione di
libri; ancora, i giornalisti che operano esclusivamente
attraverso internet con il premio speciale “Campania Terra
Felix – Web”; inoltre gli studenti degli istituti dell’Area
flegrea con il premio riservato alle scuole di ogni ordine e
grado; infine, con i premi speciali, quali tributi alle
personalità che si sono distinte sul territorio a vario
titolo.

I giornalisti partecipanti premiati quest’anno saranno: Paola
Mauro (video); Gennaro Del Giudice (carta stampata); Angela
Fabozzi (ufficio stampa), Patrizia Capuano (carta stampata),
Antonio Cangiano (foto), Marco Perillo (libro), Giuseppe
Petrarca (libro), Umberto Milazzo (tv), Gildo De Stefano
(carta stampata); ad Eleonora Iasevoli il “Campania Terra
Felix – Web”.

I premi alla carriera giornalistica verranno assegnati a
colleghi che si sono distinti in maniera continuativa
nell’esercizio della professione: Tony Capuozzo, Paolo Graldi,
Procolo Mirabella, Pino Taormina, Gennaro Guida e Vito Scisci.

Premi speciali: per la Sanità a Gerardo Botti, direttore
scientifico Istituto Nazionale Tumori Fondazione IRCCS
“Fondazione G. Pascale”; per la Giustizia Nicola Ciccarelli,
sostituto procuratore del Tribunale per i Minorenni di Napoli,
Maria Luisa Iavarone, presidente associazione “Artù”; Luigi
Cuomo, presidente associazione Antiracket, categoria Legalità.
Premiati per le Forze dell’Ordine: Maria Antonietta Ferrara
vicequestore Polizia di Stato, luogotenente C.S. Antonio
Galletta, luogotenente C.S. Carmine Napolitano, luogotenente
Antonio Flore, maresciallo maggiore Antonio d’Oca, maresciallo
maggiore Carmelo Susino, maresciallo maggiore Rocco di Marco,
maresciallo maggiore Angelo Mazzagatti, maresciallo capo
Antonio Spiridone, maresciallo capo Letterio Amedeo
Bonaccorso, vicebrigadiere Pasquale di Vaio, appuntato scelto
Q.S. Antonio Vitolo, appuntato scelto Nicola Basile; Bruno
Capuano, vicecomandante della Polizia Municipale di Napoli.
Per la Religione, Don Ciro Sarnataro, vicario dei Padri
Vocazionisti di Don Giustino Russolillo. Per il Teatro, la
compagnia “Gli artisti Innamorati”. Per lo Spettacolo,
l’attore Francesco Maccarinelli. Per la Musica, il maestro
Gianfranco Caliendo. Per l’Enogastronomia, lo chef Luca Pipolo
della Onlus “Monelli tra i fornelli”.
Per quanto riguarda le scuole che hanno aderito numerose,
saranno premiate: l’“Andrea Doria” e l’istituto “Saverio
Nitti” di Fuorigrotta; il “Paolo di Tarso” di Bacoli;
l’“Amerigo Vespucci” di Monte di Procida; il “I Circolo
Didattico” e “Di Giacomo – Santa Chiara”, di Qualiano; il “78
Cariteo Italico” di Napoli; il “Giovanni Falcone” di Pozzuoli;
gli Istituti “Padula”, “Palasciano”, “Giovanni Falcone” e
“Russo”, nonché “Il Cigno”, “Le Villette” e la “Scuola Madre
Russolillo” di Pianura; e il “Rita Levi Montalcini” di Quarto
Flegreo.

Conclusa la cerimonia di premiazione, verranno presentati al
pubblico i soci fondatori del Centro Studi “Franco Mancusi”.

L’organizzazione    del   Premio   fa    parte   dell’attività
istituzionale dell’Associazione Stampa Campana “Giornalisti
Flegrei”: svolgere iniziative per la promozione della cultura
giornalistica e attività di sensibilizzazione e informazione
del pubblico in collaborazione con i vari organi
istituzionali. Il Premio ha ricevuto per tali motivi il
patrocinio del Ministero dell’Istruzione, sezione Campania,
del Lions Club Napoli Host; i patrocini del Comune di Napoli e
delle Municipalità 9 e 10, dei Comuni di Bacoli, Capri,
Giugliano, Ischia, Monte di Procida, Pozzuoli, Procida,
Qualiano, Quarto Flegreo e Villaricca.

Il valore morale e professionale della seconda edizione del
Premio è valso alla candidatura all’Alto patrocinio della
Presidenza del Consiglio dei Ministri.

                                        Valerio Giuseppe Mandile
Cenando   sotto   un                              Cielo
Diverso on the road
                             Torna con l’edizione invernale
                             “Cenando   sotto    un  Cielo
                             diverso”, con i suoi padrini
                             Michele De Leo, Danilo Di Vuolo
                             e  Francesco    Albanese,    in
                             un’unione solidale       Food   &
                             Spettacolo.

L’appuntamento è per domenica 2 dicembre alle ore 19,30 al
“Tiberius” di Pompei.

Successivamente, venerdì 7 dicembre, secondo evento a Capua
nella Tenuta San Domenico. Saranno coinvolti ai fornelli 100
addetti al settore, capitanati appunto dallo chef stellato
Michele De Leo con Danilo di Vuolo, che proporranno
degustazioni deliziose su presenti.

Per il 7 dicembre è in programma un gala con diversi chef noti
ex apprezzati, anche stellati.

Entrambi gli appuntamenti sono organizzati a sostegno dei
bambini ricoverati nell’ospedale Santobono di Napoli
dall’Associazione “Tra cielo e mare” di Alfonsina Longobardi –
psicologa    Impegnata nel campo del food & beverage – che si
occupa di    soggetti con disagi, soprattutto psichici, e per
avvicinare   le persone cosiddette “normali” a coloro che vivono
situazioni   di disagio.

Inoltre, l’Associazione intende valorizzare il territorio
campano, con le sue bellezze e il suo potenziale umano.

Spiegano gli organizzatori: “l’evento ha una triplice
finalità: beneficenza, valorizzazione del territorio e dei
suoi prodotti”.

Sono coinvolti cuochi, pasticceri, produttori prevalentemente
del territorio campano, aziende, personaggi del mondo dello
spettacolo sensibili alla solidarietà così come il pubblico
ormai abituale.

L’evento che viene ripresentato con cadenza annuale, rientra
in quelli promossi in Campania nell’ambito della beneficenza e
dell’enogastronomia, prevalentemente in formula stretto food
di ampie dimensioni.

Stavolta ai fornelli ci saranno: Nunzio Spagnuolo – Ristorante
Cieddi (Portici); Gianmarco Carli – ristorante Il Principe
(Pompei); Vincenzo Toppi – ristorante Amor Mio (Brusciano);
Franca Di Mauro – Il Cellaio di Don Gennaro (Vico Equense);
Francesco Vorraro – ristorante Mamma Elena (San Giuseppe
Vesuviano); Luigi Russo e Consiglia Caliendo – La Lanterna
(Somma Vesuviana); Marco Del Sorbo – Terrazza Fiorella – Massa
Lubrense; Paolo Iovieno – ristorante La Terra (Positano);
Gustavo Milione – Via Porto cunina e shop (Salerno); Luigi Di
Martino – Villa Magia (Positano); Valentino Buonincontri –
Bertie’s Bistrot (Nola); Nando Melileo – Emozionando
(Salerno); Roberto Lepre – Blu Stone (C.Mare di Stabia);
Vincenzo Piacente – Hotel Parco dei Principi (Sorrento);
Giuseppe Fasulo – ristorante Eccellenze Nolane (Nola);
Maurizio De Riggi – ristorante Markus (San Paolo Belsito);
Antonino Esposito e Ciro Leone – I Dottori del Fritto in
Eccellenze Campane (Napoli); Francesco Maiorano e Pamela
Vigiano – Trattoria San Fransisco (Tramonti); Vincenzo
Noviello – Le Lune Bistrot (Pompei); Andrea Amodio – Dr. Slim
e Mr. Fat (C.Mare Stabia); Alessio Galati – Dueggi
(Pollenatrocchia); Antonio Borrelli – Salotto Comfort-Food
(Nocera Inf); Vincenzo Ferro – Country House L’antica
Franconia (Taurano); Antonio Tecchia – San Cristoforo
(Ercolano); Davide Mea – La Taverna del Mozzo (Marina di
Camerota); Fabio Ometo – Villa Trabucco (Torre del Greco);
Francesco Piscopo – Leone ristobracepizza (Casandrino);
Francesco Restivo – Area Varlese (Napoli); Gennaro Rotella –
Le lampare (C.mare Stabia); Giorgio Vitiello – Acqua & Sale
(Scafati); Giuseppe Zaccaria – Il Pescatore (Vietri Sul Mare);
Lorenzo Principe – Osteria Famiglia Principe 1968 (Nocera
Superiore); Alberto Fortunato – La bettola del Gusto (Pompei);
Nunzio Annunziata – ristorante Marea/Hotel Delfino
(Massalubrense); Pietro Cuomo – Hostaria di Bacco (Furore);
Roberto Verducci – Strairs Diner (Napoli); Michele Perrotta –
Villa Perrotta (Roccarainola); Domenico D’Aniello e Luigi
Longobardi – C’è posto per te (Cmare Stabia); Salvatore
Scognamiglio – Ristorante Putea (Cava dei Tirreni); Antiony Di
Lieto – Tavernetta 58 (Meta di Sorrento); Lombardo Vincenzo –
Tiberius (Pompei); Rosario Consalvo e Gianluca Centomani –
Villa Imperiale (Posillipo); Alberto Vaccaro – Il casale del
mirto (Vico Equense); Antonio Morinelli – Sustettibile
Food.Rooms.Art (Pioppi); Yuri Buono – Vincanto (Pompei); Dario
De Gaetano – La Fescina (Quarto); Vincenzo Vaccaro – Cucina 82
(Gragnano); Iovine Fioravante Garum (Pompei); Antonio Mauro –
Massè Pizza e Fritti (Torre Annunziata); Vincenzo Cimbali,
Gabriele Martinelli, Enrico Ruggiero – personal chef

Pizzaioli: Aniello Falanga – Haccademia (Terzigno); Massimo
Gargiulo – Pizza e Buoi (S. Maria Carità); Claudio De Siena –
Magma Piscine Sakura (Torre del Greco); Isabella De Cham –
Pizza Frittà (Napoli)

Pasticceri: Carlo Cuofano – Svizzera (Salerno); Graziano
Notarnicola – Madamoiselle Charlotte (Cava Dei Tirreni);
Gennaro Peluso – La Goccia (Pompei); Raffaele Caldarelli –
Caldarelli (Nola); Francesco Palladino – Palladino (C.Mare
Stabia); Salvatore Tortora Tortora; Antonella D’Amora – La
fata delle Torte (C.Mare di Stabia); Teresa Ruocco – cake
design; Carmine D’Amora – Di Nocera (C.Mare di Stabia).

Panificatori: Carmelo Esposito – panificio Esposito (Pompei);
Filippo Cascone – Cascone (Lettere); Gianluigi Caccioppoli –
Il Buongustaio (Sant’Antonio Abate); Massimiliano Malafronte –
Malafronte (Gragnano); Domenico Fioretti – Fioretti (Carinaro
– Caserta); Luigi D’Auria – L’università del pane (S.Antonio
Abate)

Latterie: Caseificio Aurora; Gargiulo

Frantoi: De Ruosi

Bartender: Francesco Varnelli – Varnelli (Pompei); Giacomo
Prisco – f.lli Prisco (Boscotrecase)

Pastifici: dei Campi, Liguori, Arte e Pasta, D’Aniello

Produttori: Agrolegumi

Vini: Tenuta delle Ginestre, Poggio delle Baccanti, Poggio
Ridente, Casa Rocca, Barone, I due principati, I Lauranti,
Abbazia, Capri Moonlight, Fattoria Pagano, Orneta, Fiore
Romano

Birrifici: I Monaci Vesuviani; Valsugana

Distillati: Terre pompeiane, Amaro del Rosso

Enoteca: Masseria delle grazie, Grappolo Blu,Caffe Caruso

Sigaro Toscano

Partnership: Slow Food Alleanza cuochi, Condotta Vesuvio,
Condotta Monti Lattari
Sponsor: Agrolegumi Goeldline Collection; Atelier MerSì di
Maria Longobardi

Info: 3333455623 alfonsinalongobardi

                                             Teresa Lucianelli

Boscoreale propone Il Mercato
della Terra
Boscoreale. Il Mercato della Terra, iniziativa Slow Food
Vesuvio, su terrà domenica 2 dicembre in piazza Vargas.
Riunisce i piccoli agricoltori impegnati nel sostenere
l’agricoltura storica del territorio, custodi delle varietà
orticole e frutticole che vanno tutelate in quanto rischiano
di scomparire a causa del sopravvento del sistema di
agricoltura globale ormai particolarmente diffuso

Questo mercato precede il Natale.

Alle ore 12 ci sarà il Laboratorio del Gusto dedicato al
pomodorino del piennolo del Vesuvio, particolarmente tutelato
da Slow Food, secondo i principi dell’associazione della
chiocciola; a condurlo saranno Cristina Leardi, presidente del
Consorzio di Tutela del Pomodorino del Vesuvio, e Patrizia
Spigno, agronoma e referente dei presidi Slow Food Campania.
Nell’occasione, si parlerà pure del fagiolo cannellino dente
di morto di Acerra presidio Slow Food.

Nel mercato saranno in vendita tanti tipi di verdure e di
ortaggi stagionali, tradizionali protagonisti dei piatti della
caratteristici di questi periodi da secoli, in ossequio alla
tipica gastronomia natalizia napoletana, come la celebre ed
antica minestra maritata, antica ricetta partenopea, nella
quale le verdure si “maritano” con la carne. In essa troviamo
come protagoniste le squisite torzelle sostenute nei campi
vesuviani da Slow Food Vesuvio. A Boscoreale si potranno
acquistare dai contadini che saranno presenti, ai quali si
potranno chiedere informazioni e curiosità sulla loro
coltivazione. I contadini del Mercato della Terra seguono i
principi dell’agricoltura sostenibile, nella tutela
dell’ambiente, così come quelli contro lo spreco dell’acqua e
del cibo.

Potranno    essere   acquistati   broccoli,   papaccelle,   legumi
storici dei territori campani, pani da grani            antichi,
formaggi, salumi, confetture, miele ecc.

Il Mercato della Terra è particolarmente indirizzato a coloro
che preferiscono prodotti autentici nell’ottica di un consumo
consapevole, nel rispetto dell’ambiente e nella scelta di
seguire una dieta sana che tuteli benessere e gusto.

Il Mercato della Terra Vesuvio si svolgerà ogni prima domenica
del mese fino a luglio, con ripresa poi ad ottobre.

Info sulla pagina FB Slow Food Vesuvio.

                                                Teresa Lucianelli
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