Tutti gli uomini del ministero - Gli strani intrecci tra l'Eni e la Farnesina - La Nuova Savona

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Tutti gli uomini del ministero - Gli strani intrecci tra l'Eni e la Farnesina - La Nuova Savona
Tutti gli uomini
             del ministero
              Gli strani intrecci
              tra l’Eni e la Farnesina

1 | TUTTI GLI UOMINI DEL MINISTERO
Tutti gli uomini del ministero - Gli strani intrecci tra l'Eni e la Farnesina - La Nuova Savona
Testi di Alessandro Runci

Prodotto da Re:Common
www.recommon.org | info@recommon.org

testi chiusi a febbraio 2021

In copertina: La Farnesina, sede del Ministero degli Esteri;
nell’omonimo piazzale antistante è collocata l’opera di Arnaldo Pomodoro, “Sfera grande”.
Foto Gianni o O, CC BY-SA 4.0, attraverso Wikimedia Commons.
Tutti gli uomini del ministero - Gli strani intrecci tra l'Eni e la Farnesina - La Nuova Savona
Introduzione

Petrolio e gas hanno spesso
contribuito a definire lo spazio
d’azione della politica estera
italiana.
Dalla Libia all’Iraq, passando per la Russia e l’Egitto,
l’aspetto diplomatico e talvolta militare si sono
sovrapposti a quello energetico e del controllo delle
risorse.
In veste di principale compagnia energetica italiana,
Eni gode di un peso rilevante sulla politica estera del              Palazzo della Farnesina, State Department photo/ Public Domain
nostro paese. La protezione degli asset petroliferi del
Cane a sei zampe ha motivato persino alcune delle
missioni militari in cui è tutt’ora impegnato l’esercito             Benché le alte sfere politiche riconoscano il peso
italiano1.                                                           di Eni sull’azione diplomatica italiana, nulla si dice
                                                                     rispetto ai meccanismi attraverso cui tale influenza
Presente in oltre 60 paesi, con un fatturato di 70 mi-
                                                                     viene esercitata. Un vuoto informativo che limita lo
liardi, ed interi dipartimenti preposti esclusivamente
                                                                     spazio di confronto su una materia di vitale importan-
ai rapporti con le istituzioni, la struttura diplomatica
                                                                     za per la vita democratica del paese, che racchiude
di Eni è tale da far impallidire la stessa Farnesina. In
                                                                     temi come sicurezza, immigrazione, diritti umani,
alcuni frangenti, è sembrato che gli apparati politi-
                                                                     energia e clima.
co-diplomatici della società di San Donato si sosti-
tuissero a quelli dello Stato, o che venissero meno i                Con questa inchiesta, proviamo a far luce su uno
confini tra gli uni e gli altri.                                     dei dispositivi che ha permesso ad Eni di insediarsi
                                                                     saldamente all’interno del Ministero degli affari esteri
Recentemente, il presidente della Commissione Affari
                                                                     (MAE), e non in senso simbolico ma del tutto letterale.
Esteri Piero Fassino ha ammesso “il ruolo centrale che
l’ENI esercita […] sulla stessa politica estera italiana”2.          Un Protocollo d’Intesa stipulato tra la Farnesina
La commistione tra lo Stato e la più potente compa-                  ed il colosso petrolifero nel lontano 2008 e mai
gnia fossile del paese non sembra imbarazzare più di                 reso noto da allora. L’accordo concede ad Eni di
tanto i politici italiani, specialmente quando questa                stanziare i propri uomini presso il Ministero per un
avviene in ambiti che non godono di grande attenzio-                 periodo illimitato di tempo, così da permettere un
ne mediatica.                                                        “raccordo” tra l’azione diplomatica di stato e gli
                                                                     interessi dell’azienda.

1 https://www.geopolitica.info/missioni-militari-italiane-il-medi-   In un’ottica di scambio reciproco, il Protocollo pre-
terraneo-come-priorita-strategica-e-unanalisi-del-dibattito-in-se-   vede anche che la Farnesina distacchi un membro
nato/                                                                del corpo diplomatico italiano presso Eni, dove potrà
2 http://documenti.camera.it/leg18/resoconti/commissioni/ste-        svolgere funzioni di natura istituzionale per conto
nografici/html/03/indag/c03_commercio/2020/10/29/indice_ste-         della società.
nografico.0007.html#

                                                                                     GLI STRANI INTRECCI TRA L’ENI E LA FARNESINA | 1
Tutti gli uomini del ministero - Gli strani intrecci tra l'Eni e la Farnesina - La Nuova Savona
Un patto di collaborazione sistematico che mira a                     questioni che trascendevano l’aspetto industriale.
rafforzare “la capacità di proiezione all’estero del Si-              Eni diventava infatti il principale cliente di Gazprom al
stema-Paese” in campo energetico, ma non solo. Me-                    mondo.
diante il protocollo, Eni ed il MAE si impegnano anche
                                                                      Visto il lungo radicamento della società in Russia e gli
a scambiarsi informazioni “sulla realtà economica,
                                                                      ottimi rapporti di cui gode con il Cremlino, Berlusconi
istituzionale, e sociale dei paesi oggetto di interesse”.
                                                                      vede in Eni un asset formidabile per la sua politica
In altre parole, intelligence.
                                                                      estera, tanto da permettere alla compagnia petroli-
Per comprendere meglio il significato di questo                       fera di insediare i propri funzionari all’interno della
accordo e la sua rilevanza è necessario considerare                   Farnesina.
il momento storico in cui viene prodotto. Berlusconi
si è appena insediato a Palazzo Chigi, mostrando sin
da subito di voler dare uno scossone allo scacchiere                  Alcuni estratti dal protocollo d’Intesa tra Eni e
delle relazioni diplomatiche italiane.                                Ministero degli Affari Esteri:
In una delle sue prime uscite istituzionali, il Cavaliere
si reca nella Libia di Gheddafi con cui sottoscrive il
Trattato di “amicizia e cooperazione”, che sostanzial-
mente prevede soldi e investimenti all’ex colonia in
cambio di una stretta sull’immigrazione - poi tradot-
tasi nei tristemente noti lager del deserto - e maggio-
re apertura per le imprese italiane intenzionate ad
operare in Libia. In quell’accordo, Eni figurava in qua-
lità di pagatore, anche se dopo la caduta di Gheddafi
la società riuscì a svincolarsi da ogni obbligo3 .
Le vere ambizioni politiche, diplomatiche e soprat-
tutto economiche di Berlusconi guardano però alla
Russia dell’amico Putin, con cui il Cavaliere coltiva
rapporti sempre più stretti, nonostante i malumori di
Washington e della stessa Farnesina.
Oltre che sull’affinità personale tra i due leader, i rap-
porti tra Italia e Russia si sviluppano lungo la direttri-
ce del gas e degli affari tra Eni e Gazprom, il gigante
energetico controllato dal Cremlino.
Eni aveva iniziato ad acquistare gas dalla Russia fin
dagli anni sessanta, ma la svolta arriva trent’anni
dopo con la stipula dell’accordo tra la società mila-
nese e la Gazprom per le realizzazione del gasdotto
Blue Stream4, tassello fondamentale per la politica
energetica di Mosca che ambiva a tagliare fuori i pae-
si dell’area caspica. Il giro d’affari tra Eni e la contro-
parte russa continuò a crescere notevolmente negli
anni successivi, fino ad arrivare al fatidico accordo
del 2006, con il quale Eni si impegna ad acquistare
gas da Gazprom fino al 2035, e concede a quest’ulti-
ma di entrare nel mercato della vendita in Italia. Un
accordo che si rivelò un disastro da un punto di vista
prettamente commerciale5, ma sul quale pendevano

3 “Lo Stato Parallelo” A. Greco, G. Oddo, Chiarelettere (2016)
4 https://www.gazprom.com/projects/blue-stream/
5 https://quifinanza.it/finanza/descalzi-eni-attacca-i-contratti-a-
lungo-termine-sul-gas-sono-un-cappio-al-collo/46668/

2 | TUTTI GLI UOMINI DEL MINISTERO
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I tre manager Eni
  distaccati alla Farnesina
Il primo manager di Eni ad essere                                   L’anno prima, Eni era riuscita a sbloccare l’impasse
                                                                    sul mega giacimento di Zubair in Iraq, dopo un in-
inviato alla Farnesina è Giuseppe                                   tensissimo lavoro diplomatico. Fu lo stesso Scaroni a
Ceccarini, il cui distacco ha inizio                                sottolineare il ruolo fondamentale svolto dalla Farne-
                                                                    sina in quella circostanza, esprimendo soddisfazione
nel giugno del 2009.                                                sulla collaborazione con la diplomazia di stato7:

Con alle spalle una carriera di trent’anni nella com-
pagnia petrolifera, dal 1999 Ceccarini era responsabi-
le delle relazioni istituzionali di Eni con la Russia. Un
ruolo che potrebbe aver influito sulla sua scelta per il
MAE, visti i delicati rapporti che si stavano delinean-
do sull’asse Roma-Mosca.

Ceccarini sarebbe dovuto rimanere in distacco al
Ministero per un solo anno, ma il suo incarico sarà
prolungato per ben sei volte, fino al 2017. Incardi-
nato presso l’allora Direzione Generale per la Coope-               “Dal punto di vista operativo ultimamente abbiamo
razione Economica, Ceccarini svolge - ci dicono dal                 fatto qualcosa di veramente innovativo. Ogni mese ci
Ministero - la funzione di raccordo tra Eni ed il MAE               riuniamo con la Farnesina, noi a un lato del tavolo e i
per quanto concerne la posizione italiana sui dossier               diplomatici dall’altra parte, con l’obiettivo di mettere
energetici e nell’ambito dei summit internazionali.                 assieme le energie nei paesi dove noi lavoriamo.”

Una descrizione molto vaga, che non rivela alcun                    Nel 2014, Matteo Renzi diventa Presidente del con-
dettaglio rispetto all’attività di Ceccarini nel corso              siglio nominando, qualche mese più tardi, Claudio
della sua lunga permanenza al Ministero, durante la                 Descalzi alla guida dell’Eni. “L’Eni è oggi un pezzo
quale politiche energetiche e politica estera si sono               fondamentale della nostra politica energetica, della
spesso fuse tra loro, come nel caso della crisi libica,             nostra politica estera, della nostra politica di intelli-
dei rapporti con l’Iraq, l’Iran e quelli con la Russia.             gence. Cosa vuol dire intelligence? I servizi, i servizi
                                                                    segreti.”8 A poche settimane dalla sua nomina a Pre-
Nel 2011, mentre i combattimenti tra gli insorti e le               mier, Renzi chiarisce subito la sua visione di Eni come
truppe di Gheddafi erano ancora in corso, l’ammini-                 vera e propria articolazione dello Stato, scatenando
stratore delegato di Eni, Scaroni, si reca in Libia per             un putiferio politico e mediatico.
tre volte negoziando e sottoscrivendo accordi con il
Consiglio nazionale di transizione e con la NOC, la
compagnia petrolifera di stato6.                                    7 https://st.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20
                                                                    Mercati/2010/03/eni-scaroni-forum-intervista_PRN.shtml
                                                                    8 https://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/04/eni-renzi-a-ot-
6 https://st.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-04-05/litalia-rico-   to-e-mezzo-pezzo-fondamentale-della-nostra-intelligence-bru-
nosce-ribelli-libici-063829_PRN.shtml                               netta-gaffe-inqualificabile/939651/

                                                                                     GLI STRANI INTRECCI TRA L’ENI E LA FARNESINA | 3
Tutti gli uomini del ministero - Gli strani intrecci tra l'Eni e la Farnesina - La Nuova Savona
La portata delle scoperte e la sua posizione geo-strate-
                                                               gica fanno del Mozambico la nuova possibile frontiera
                                                               mondiale del gas, ma le complessità non mancano, a
                                                               partire dalla gravissima crisi economica che affligge il
                                                               paese africano in quel periodo.

                                                               Un investimento estremamente rischioso dunque, che
                                                               nessun finanziatore o compagnia privata può permet-
                                                               tersi di sostenere senza un paracadute pubblico. E così
                                                               interviene lo stato italiano, tramite l’agenzia di credito
                                                               Sace, che a giugno 2017 approva una garanzia da 700
                                                               milioni di dollari a copertura dei rischi di Eni9. Molto
                                                               probabilmente, il Ministero degli affari esteri ha dato il
                                                               suo benestare all’operazione.
Palazzo della Farnesina, Roma, Ministero degli Esteri.
Foto © Luca Di Ciaccio, licenza BY-NC-SA 2.0, Flickr
                                                               Il Codice etico del Cane a sei zampe contiene delle
                                                               norme atte a prevenire situazioni di conflitto di inte-
Da quel momento, Renzi si reca in missione ufficiale           resse, che si applicano anche al personale in distacco
ovunque Eni sigli un contratto petrolifero: Kazakhi-           presso i ministeri. Tuttavia, in una lettera di Gaiani in-
stan, Angola, Congo e Mozambico in un solo anno.               dirizzata ad Eni, l’ambasciatore assicura che Tombolini
Ancora una volta, gli affari di Eni e la politica estera       potrà interagire con tutte le articolazioni del Ministero
italiana si plasmano a vicenda.                                in cui vengono trattati temi di interesse per la società
                                                               petrolifera.
A fine 2016, Ceccarini lascia la Farnesina. In una lettera
indirizzata all’Amministratore delegato, Paolo Scaroni,
l’ex ambasciatore Giandomenico Magliano preme af-
finché l’Eni possa attribuire “il giusto apprezzamento”
al suo dirigente per l’ottimo lavoro svolto al Ministero.
Lo stesso Magliano ha poi intrapreso una carriera nel
settore energetico, ed è attualmente Amministratore
di Italgas.

Per rimpiazzare Ceccarini, l’Eni invia alla Farnesina Al-
fredo Tombolini. Dopo aver accumulato un’esperienza
trentennale in progetti petroliferi, lavorando in paesi
come Libia, Algeria e Sudan, Tombolini viene assunto
dall’Eni a dicembre 2016, per poi essere immediata-
mente distaccato al Ministero, dove prende servizio a
marzo del 2017.                                                Oggi Tombolini fa il consulente freelance, dopo quasi
                                                               tre anni passati negli uffici della Farnesina. Al suo
Tombolini si insedia presso la Direzione Generale per          posto al Ministero c’è Sandro Furlan, che lavora all’Eni
la Mondializzazione e le Questioni Globali (DGMO),             dal 2001. Ufficialmente il suo distacco terminava lo
alla cui guida c’è Massimo Gaiani, oggi ambasciatore           scorso dicembre, sarà prolungato anche questo come
italiano in Turchia.                                           da consuetudine?

Tra le funzioni di Tombolini c’è quella di promuovere
investimenti italiani all’estero nel settore energetico,
ovvero indirizzare i finanziamenti pubblici del paese.
Tombolini arriva alla Farnesina in un momento chiave
per l’Eni; il governo italiano si appresta infatti a decide-
re in merito ad un grosso investimento in Mozambico,
                                                               9 https://www.lastampa.it/tuttogreen/2020/08/01/news/
dove Eni è capofila in due mega progetti di gas.               gas-in-mozambico-un-investimento-conveniente-per-l-ita-
                                                               lia-1.39140678

4 | TUTTI GLI UOMINI DEL MINISTERO
Cabine di regia
Il peso del Ministero degli affari
esteri sulle politiche energetiche
italiane trova conferma nelle
due Cabine di regia presenti
all’interno della Farnesina al fine
di indirizzare l’azione dell’Italia in
materia di energia, ed assicurarne
il coordinamento con la politica
estera nazionale.
                                                              Palazzo della Farnesina, Roma, Ministero degli Esteri.
La Cabina di regia Energia si riunisce per la prima vol-      Foto © Luca Di Ciaccio, licenza BY-NC-SA 2.0, Flickr
ta a giugno del 2019, presieduta dal capo della DGMO,
proprio quella dove sono incardinati gli uomini di Eni.       gia di Dicembre 2019, mentre il suo successore Furlan
                                                              partecipa sia a quella Ambiente e Clima di Febbraio
Nel giro di qualche settimana, l’Italia avrebbe parte-
                                                              2020, che a quella Energia della scorsa estate.
cipato al Tavolo ministeriale sull’energia del G20 di
Tokyo, dove si sarebbe affrontato un tema cruciale            È importante sottolineare che i due non partecipano
per Eni: l’idrogeno. Nel corso di quel vertice, sotto la      come rappresentati del Cane a sei zampe, bensì nelle
spinta delle lobby industriali e diversi stati membri         vesti di funzionari del Ministero. Chi può dire se gli in-
tra cui l’Italia, si va consolidando il consenso globale      viati degli altri ministeri (tra cui quello per lo Sviluppo
sull’idrogeno come tecnologia della transizione10.            economico, Infrastrutture, Difesa, etc.) siano consa-
                                                              pevoli di star trattando in realtà con dipendenti della
Non sappiamo di cosa si sia discusso durante la
                                                              compagnia petrolifera.
riunione della Cabina sull’energia, poiché il MAE si è
opposto alla divulgazione dei verbali, che a suo dire         La presenza delle imprese fossili nelle Cabine è
pregiudicherebbero la relazione dell’Italia con gli altri     notevole: a quella di Dicembre 2019 partecipano tre
paesi.                                                        rappresentanti di Eni (oltre a Tombolini), tra cui Lapo
                                                              Pistelli – ex vice della Farnesina poi passato ad Eni – e
La seconda Cabina di regia istituita dal MAE è quel-
                                                              Francesco Ciaccia. Quest’ultimo, come recentemen-
la Ambiente e Clima, il cui obiettivo principale è il
                                                              te rivelato dal quotidiano Domani, è stato scelto da
coordinamento della posizione italiana nell’ambito
                                                              Palazzo Chigi come referente del tavolo ambiente e
dei summit internazionali sul clima. La prima riunione
                                                              energia per il prossimo G2011.
della Cabina viene convocata ad Ottobre 2019, poco
prima della COP 25 di Madrid, conclusasi in un colos-         Sono ben otto i delegati di compagnie fossili, tra cui
sale fallimento.                                              Eni, Enel, Snam e Saipem, che partecipano poi alla ri-
                                                              unione di febbraio 2020. Altri nove presenziano quella
Alle riunioni delle due Cabine di regia partecipano
                                                              di giugno, dove però spicca anche la presenza di due
anche gli uomini di Eni incardinati presso la DGMO.
                                                              rappresentanti di Confindustria Energia.
Tombolini è presente a quella della Cabina sull’ener-

10 https://hydrogencouncil.com/en/g20-in-japan-hydrogen-ta-   11 https://www.editorialedomani.it/fatti/il-governo-ha-affida-
kes-centre-stage/                                             to-i-negoziati-del-g20-a-eni-e-confindustria-unmhxz4q

                                                                               GLI STRANI INTRECCI TRA L’ENI E LA FARNESINA | 5
Riunione Cabina di Regia          Partecipanti industria fossile

                                     Eni
   ENERGIA                           Marco Piredda
   GIUGNO 2020                       Francesco Ciaccia

                                     Enel
                                     Marco Alberti - Capo relazioni esterne

                                     Snam
                                     Ruggero Corrias – Capo relazioni internazionali
                                     Carlotta Demofonti
                                     Valentina Bertoli

                                     Saipem
                                     Giovanni Castino – Public affairs manager
                                     Davina Mamprim

                                     Confindustria Energia
                                     Roberto Potì – Vice Presidente
                                     Gioia Tosti

                                     Eni
   AMBIENTE & CLIMA                  Renato De Filippo
   FEBBRAIO 2020                     Marco Piredda
                                     Francesco Ciaccia

                                     Enel
                                     Marco Alberti - Capo relazioni esterne

                                     Snam
                                     Ruggero Corrias – Capo relazioni internazionali
                                     Carlotta Demofonti

                                     Saipem
                                     Giovanni Castino – Public affairs manager
                                     Vincenzo Maselli

                                     Eni
   ENERGIA                           Lapo Pistelli
   DICEMBRE 2019                     Marco Piredda
                                     Francesco Ciaccia

                                     Enel
                                     Marco Alberti – Capo relazioni esterne
                                     Fabrizio Iaccarino

                                     Snam
                                     Ruggero Corrias - Capo relazioni internazionali

6 | TUTTI GLI UOMINI DEL MINISTERO
Conclusioni
Sono passati tredici anni dalla
firma di quel Protocollo di Intesa
che ha permesso ad Eni di
piazzare i propri uomini all’interno
del Ministero degli affari esteri,
e nessuno degli otto ministri che
si sono succeduti alla guida della
Farnesina in quest’arco di tempo
ha mai sollevato perplessità a
riguardo, almeno pubblicamente.                              Palazzo dell’Eni, Roma, marzo 2017.

Di fronte al colosso petrolifero,
                                                             Foto © Carlo Dojmi di Delupis/Re:Common

i colori dei partiti politici
                                                             Di fronte ad una serie di governi incapaci di esprimere
sbiadiscono in fretta.                                       una politica estera coerente, è verosimile ritenere che
                                                             sia meglio affidare questo compito ad una potenza
Nel corso della sua storia settantennale, Eni ha spesso      globale come Eni. Un pensiero che spesso fa il paio
agito come il vero Ministero degli affari esteri italiano,   con la tesi che il commercio sia, in fondo, il più effica-
talvolta piegando lo Stato ai propri interessi, altre        ce tra gli strumenti diplomatici.
volte facendosi esecutrice delle ambizioni del leader
politico di turno. Di certo, vi è sempre stata una pro-      “È terribile ciò che è successo a Giulio Regeni. Abbiamo
miscuità tra l’azienda e lo Stato, che ora ha raggiunto      detto chiaramente che noi siamo per i diritti umani, per
livelli tali da non renderne più visibili i confini.         questo pretendiamo chiarezza assoluta. La vogliamo
                                                             come italiani e come Eni ”12. Così si esprimeva cinque
L’assenza di un vero dibattito sul rapporto Stato-Eni        anni fa l’Amministratore delegato, Claudio Descalzi,
non ne rende meno profonde le implicazioni. Anzi,            eppure da allora la sua azienda ha continuato a fare
proprio una disattenzione generale sul tema, unita           affari con il dittatore Al-Sisi, nonostante di chiarezza
alla scarsa trasparenza che lo circonda, aumentano           assoluta non vi sia alcuna traccia.
il rischio che questa relazione vada fuori controllo e
possa assumere connotati anti-democratici.                   A chi oggi gli chiede di passare dalle parole ai fatti,
                                                             Descalzi replica che se non fosse Eni a sfruttare quei
La politica estera di uno Stato dovrebbe rappresen-          giacimenti, lo farebbe qualcun altro13, per di più un
tare lo spazio in cui le esigenze politiche, strategiche,    competitor. Il cinismo tipico degli investitori, perché
di sicurezza, umanitarie, energetiche, ambientali ed         in fondo è a loro che la società risponde.
economiche vengono soppesate ed armonizzate.
È qui che si stabilisce a quali interessi dare priorità
nell’ambito delle relazioni con gli altri paesi. Lasciare    12 https://www.agi.it/politica/regeni_descalzi_e_interesse_go-
che una multinazionale occupi questo spazio rischia          verno_egitto_fare_chiarezza-585413/news/2016-03-06/
di far pendere l’ago della bilancia sempre dalla stessa      13 https://www.iltempo.it/adnkronos/2020/10/29/news/ca-
parte.                                                       so-regeni-descalzi-parlato-costantemente-con-le-autorita-egizia-
                                                             ne--25048218/

                                                                             GLI STRANI INTRECCI TRA L’ENI E LA FARNESINA | 7
Palazzo della Farnesina, Roma, Ministero degli Esteri. Foto © Luca Di Ciaccio, licenza BY-NC-SA 2.0, Flickr

“Si pensa alla pace come slegata dalla situazione eco-                           in petrolio e gas15, decisione che mette il governo
nomica e dalle capacità politiche. La storia del Mozam-                          italiano con le spalle al muro.
bico spiega invece che un percorso di pace si può fare
                                                                                 Viene da chiedersi però quali siano le possibilità con-
se c’è la possibilità di creare occupazione e sviluppo”14,
                                                                                 crete che l’esecutivo smetta di finanziare i devastanti
affermava Renzi in visita ufficiale nel piccolo stato
                                                                                 progetti di Eni, fintanto che la compagnia godrà di
africano, dove Eni aveva appena scoperto un mega
                                                                                 una posizione privilegiata all’interno della stessa
giacimento di gas. Di lì a poco, il Mozambico sarebbe
                                                                                 Cabina di regia incaricata di coordinare la posizione
sprofondato in una spirale di violenza che finora ha
                                                                                 dell’Italia nell’ambito di questi negoziati.
causato oltre 2 mila morti e 355 mila sfollati.
                                                                                 Inseguire il profitto ad ogni costo è nella natura stes-
Questo non ha però impedito al governo italiano di
                                                                                 sa di una società di capitali come Eni, e di questo deve
approvare due finanziamenti, attraverso la Sace, a fa-
                                                                                 tener conto ogni velleità di riformare quest’azienda.
vore dei progetti di Eni e della sua controllata Saipem
                                                                                 Al netto di qualche ritocco comunicativo e persino
nel paese. Ancora una volta, le logiche economiche
                                                                                 tecnologico, le logiche di fondo che muovono Eni
sovrastano tutte le altre, incluse quelle umanitarie e
                                                                                 resteranno immutate ed incompatibili con qualsiasi
di tutela del clima.
                                                                                 istanza di giustizia sociale e climatica.
Quello in corso sarà un anno fondamentale per la
politica energetica italiana. Il nostro paese avrà la                            Cambiare Eni è, secondo noi,
co-presidenza della prossima COP 26 e quella del G20.
Un tema centrale sarà proprio quello dei finanzia-
                                                                                 impossibile. Fare da argine al suo
menti pubblici in nuovi progetti fossili. L’esecutivo                            potere, indispensabile.
inglese ha appena annunciato che non investirà più

14 https://www.ilmessaggero.it/primopiano/politica/renzi_mo-
zambico_eni_investimento_50_miliardi_descalzi_assicura_non_                      15 https://www.ft.com/content/920aee-
andremo_via_gela-505965.html                                                     fa-9779-485d-b478-9fce0bd40020

8 | TUTTI GLI UOMINI DEL MINISTERO
Tutti gli uomini del ministero
Gli strani intrecci tra l’Eni e la Farnesina

“Tutti gli uomini del ministero” rivela l’esistenza di un protocollo tra l’Eni e il ministero degli Affari Esteri che permette
al gigante petrolifero italiano di stanziare i propri uomini presso il dicastero per un periodo illimitato di tempo. Il tutto
per facilitare un “raccordo” tra l’azione diplomatica italiana e gli interessi dell’azienda.

Il documento, di cui Re:Common è entrata in possesso, risale addirittura al 2008. Il fatto che non sia mai stato reso
pubblico ribadisce da un lato il peso rilevante sulla politica estera del nostro Paese di cui gode Eni, tanto che la pro-
tezione dei suoi asset petroliferi ha motivato persino alcune delle missioni militari tutt’ora in corso, dall’altro come i
meccanismi attraverso cui la società esercita questa influenza sugli apparati diplomatici italiani siano molto opachi. Un
vuoto informativo che limita lo spazio di confronto su una materia di vitale importanza per la vita democratica dell’Ita-
lia, che racchiude temi come sicurezza, immigrazione, diritti umani, energia e clima.

   Re:Common
   www.recommon.org | info@recommon.org
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