SIl potere del sacro - c3dem

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                                                                        studio del mese

                                                                        La teologia
                                                                        di fronte alle
                                                                        violenze sessuali

                                          Il potere
                                          del sacro

                                          Perché la questione degli abusi e delle violenze
                                          (in primis su minori) nella Chiesa costituisce una
                                          sfida per la teologia? Perché, soprattutto in ambito
                                          tedesco, si parla di esse come di un «complesso
                                          sistemico»? Che relazione c’è tra la crisi innescata
                                          dalla pedofilia e la liturgia? Gli studi che sono
                                          stati effettuati prima negli USA e soprattutto
                                          in Germania hanno messo in luce il fatto che la
                                          pedofilia nella Chiesa è resa possibile grazie a
                                          un complesso insieme di fattori – «il modo di
                                          gestire il potere, la maniera di comprendere la
                                          sessualità, le forme di vita sacerdotale» – agiti dai
                                          singoli soggetti colpevoli. Per questo fine è stato
                                          avviato il Cammino sinodale tedesco e per questo
                                          motivo lo studio che qui presentiamo analizza «le
                                          dinamiche specifiche del potere sacralizzato». E
                                          lo fa puntando all’ambito liturgico, perché qui si
                                          rende particolarmente visibile il «potere» vissuto
                                          nella Chiesa, i suoi codici, le sue pratiche, le sue
                                          logiche, la sua estetica. Il rischio maggiore, quello
                                          dell’«autoreferenzialità», è quello di diventare
                                          come un corpo con «una grande testa» ma quasi
                                          privo di membra, cioè una liturgia clericale priva
                                          della teologia battesimale che dà forma alla
                                          comunità che celebra.

Il Regno -   at t ua l i t à   14/2021   461
A p. 461: © Josh Applegate
tudio del mese

                 D
                                      a dieci anni la Chiesa cattolica in              tedeschi (fondato nel 1848) è l’associazione dei rap-
                                      Germania è scossa dallo scandalo                 presentanti dei consigli diocesani e delle associazioni
                                      degli abusi e delle violenze sessuali.           cattoliche, nonché delle istituzioni di rappresentanza
                                      Esso è stato innescato da una lette-             dei laici e di altre personalità della Chiesa e della so-
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                                      ra con cui il gesuita Klaus Mertes,              cietà in Germania.
                                      in qualità di rettore del collegio Ca-               La relazione tra la ricerca delle cause degli abusi e
                                      nisius di Berlino, si rivolgeva agli ex          delle violenze e il programma cattolico di riforme ri-
                 alunni per informarli sugli abusi e le violenze sessuali              sulta da quel punto di contatto costituito dalla preva-
                 avvenuti nella sua scuola e per chiedere perdono alle                 lenza di preti – coperti dalle gerarchie – tra i colpevoli.
                 vittime. All’epoca Mertes parlava di «aggressioni siste-              Le dinamiche specifiche del potere sacralizzato s’in-
                 matiche».                                                             tensificano nelle forme di vita in cui questo potere
                     Con il cosiddetto Studio MHG del 2018, su Violen-                 comprende i soggetti coinvolti (non da ultimo attraver-
                 za sessuale su minori da parte di sacerdoti cattolici,                so lo stile di vita celibatario) e ha accesso alla vita delle
                 diaconi e religiosi maschi appartenenti agli ordini reli-             persone nel segno della cura pastorale e della guida
                 giosi nell’area della Conferenza episcopale tedesca, ab-              parrocchiale.
                 biamo ora cifre affidabili sull’estensione e sulla porta-
                 ta della violenza sessuale, soprattutto da parte dei                      In persona Christi.
                 preti.1 Questo permette di determinare le modalità di                     Con quali conseguenze?
                 funzionamento e i motivi di un complesso sistemico                        Questo potere è riferito a Gesù Cristo. Quindi al-
                 di abusi e di violenze.                                               meno teoricamente risulta relativizzato, ma proprio
                     Ciò quindi costituisce una sfida per la teologia cat-             perché è legato all’autorità della sostituzione vicaria,
                 tolica, dal momento che le forme di pensiero teologico                in esso è inscritta una tendenza pratica all’uso illimita-
                 e i modelli d’azione ecclesiali sono portatori di un siste-           to dei poteri. L’ufficio ministeriale nella Chiesa è cristo-
                 ma che ha permesso l’abuso sessuale, soprattutto su                   logicamente vincolato e apostolicamente autonomo.
                 minori, ma anche su religiose. La violenza sessuale e                 Questo rende assai precario sia distinguere i confini tra
                 l’abuso spirituale devono essere distinti, ma nella for-              autorità e abuso di potere nel singolo evento, sia poterli
                 ma istituzionale in cui si verificano formano un’unica                valutare in un processo – soprattutto quando il potere
                 cosa che si realizza grazie alla sacralizzazione di quel              di controllo è esercitato da chi detiene anche il potere
                 potere che consente di agire su soggetti protetti o su                legislativo.
                 persone affidate in custodia alla Chiesa.                                 Qui s’intrecciano motivazioni dogmatiche e norme
                     Lo shock causato dalla pubblicazione dello Studio                 canoniche. La tutela dei colpevoli è basata su argo-
                 MHG non è dovuto solo ai dati emersi. Studi simili                    menti persuasivi, che si fondano sugli obblighi di fedel-
                 erano già disponibili, per esempio, negli Stati Uniti.                tà alla santa madre Chiesa. L’obbedienza di fede che la
                 Più chiaramente di prima, però, in Germania da un                     Chiesa cattolica esige dai fedeli (CIC can. 212 § 1) in-
                 lato si è percepita la conferma di un fenomeno mon-                   clude il «rispetto verso i pastori» (§ 3), che agiscono «in
                 diale, ma dall’altro, grazie all’impostazione di metodo               quanto rappresentano Cristo» (§ 1).
                 dello studio, è diventato tangibile il funzionamento si-                  Ufficio e ministri sono così sacralizzati nella mo-
                 stemico del complesso dell’abuso e delle violenze in                  dalità della repraesentatio Christi. Essi comunicano la
                 ambito cattolico.                                                     salvezza che mediano. Quest’aura del sacro si tra-
                     La Conferenza episcopale tedesca (DBK) ha reagi-                  smette ai ministri soprattutto in quegli atti liturgici
                 to allo Studio MHG con una giornata di studio, che ha                 che non potrebbero aver luogo senza i chierici. Ciò
                 identificato questa situazione come una «cesura» e ha                 che agisce psico-socialmente a livello di esperienza
                 affrontato le questioni che emergono in stretta correla-              religiosa viene inculcato come comportamento dal
                 zione con il complesso sistemico dell’abuso: ossia il                 diritto canonico. La portata dell’obbedienza ecclesia-
                 modo di gestire il potere, la maniera di comprendere la               stica abituale appare dimostrata dall’ovvietà con cui il
                 sessualità, le forme di vita sacerdotale.                             legislatore ecclesiastico concede ai fedeli dei diritti,
                     La discussione su questi temi e la ricerca delle con-             che essi possono «difendere legittimamente» (CIC
                 seguenze hanno portato alla decisione nell’assemblea                  can. 221 § 1), ma solo nella misura in cui «l’esercizio
                 primaverile della Conferenza episcopale, nel marzo                    dei diritti» a sua volta sia regolato dall’«autorità eccle-
                 2019 a Lingen, insieme al Comitato centrale dei cat-                  siastica» (CIC can. 223 § 2).
                 tolici tedeschi (ZdK), d’avviare un processo di rifles-                   Se, in questo contesto, i fedeli sono tenuti a prestare
                 sione e di riforma, che ha stabilito il Cammino sinoda-               attenzione al «bene comune della Chiesa» (CIC can.
                 le della Chiesa cattolica in Germania, aperto nel di-                 223 § 1), appare evidente perché il sistema di protezio-
                 cembre 2019, attraverso il lavoro preliminare di alcu-                ne ecclesiastica dei colpevoli abbia potuto prevalere
                 ni forum tematici.2 Il Comitato centrale dei cattolici                così a lungo sui diritti delle vittime. E perché sia rima-

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sto formalmente invisibile ciò che avveniva sotto il                (Amt), che è esso stesso sacramentale. È allo stesso
mantello della sacralità ecclesiastica.                             tempo legato al potere (Macht) gerarchico: include
    Per questo è necessario uno sguardo analitico sullo             formalmente tutte le forme di vita nella Chiesa. La
spazio in cui la sacralizzazione della Chiesa si compie             presidenza della liturgia, in cui Cristo è rappresentato
visibilmente per tutti i soggetti ecclesiali: ovvero sulla          sacerdotalmente come capo del corpo di Cristo, si
liturgia. Qui il potere del sacro diventa visibile ed espe-         collega, anche lungo questa linea, con quella del go-
ribile. Qui il codice di sacralizzazione ecclesiastico si           verno della Chiesa.
afferma, ma allo stesso tempo si ritrae. Parlando sul                   Per la dinamica performativa di questo processo
piano sistematico, questo codice si unisce all’intreccio            semiotico considerato come culto è necessaria un’istitu-
tra visibile e invisibile, specialmente nell’eucaristia. La         zione ecclesiale articolata: (1) attraverso Gesù Cristo,
celebrazione eucaristica comunica ciò che accade nel-               la tradizione della Cena del Signore (2) fondata sul
la fede, ma si sottrae all’osservazione esterna: è contat-          canone della Scrittura esiste e quindi (3) è legittimata
to con il santissimo Sacramento.                                    ecclesialmente come autentica e (4) è riattualizzata
    La Chiesa vive di questa irruzione del trascendente             ogni volta nella liturgia della Chiesa. La comunica-
nello spazio dell’esperienza religiosa – ossia nell’euca-           zione liturgica dell’eucaristia dipende quindi dalla
ristia –. Essa trae così le sue risorse da una sacralizza-          condivisione di segni ecclesiali, che a sua volta, teolo-
zione che la istituisce come comunità e che quindi può              gicamente e nella forma di un’autorità sacramentale,
rivolgere a sé stessa. La centralità liturgica del ministe-         viene stabilita (1) e come tale garantita (2) e sempre di
ro sacerdotale nella celebrazione dell’eucaristia porta             nuovo attuata (3).
alla valorizzazione di tutto ciò.                                       Questa autorità è teologicamente fondata, liturgi-
    Questo contesto richiede una riflessione teologico-             camente celebrata e dotata di competenze giuridiche
fondamentale: l’analisi e la determinazione del reci-               (cf. CIC cann. 840-848). L’attribuzione e la riserva di
proco influsso tra ufficio (Amt) e potere (Macht). Essi             ruoli specifici per il clero e la comunità, i modelli sacra-
hanno luogo nella liturgia come spazio determinante                 mentali d’inclusione ed esclusione, tutto ciò definisce i
per la vita della Chiesa. La liturgia fornisce lo spazio            confini della Chiesa come comunità di fede in cui «la
primario di percezione del potere vissuto nella Chiesa:             vita di Cristo si diffonde nei credenti» (Lumen gentium,
dei suoi codici, delle sue pratiche, delle sue logiche.             n. 7; EV 1/297).
Qui, il potere sacro del cattolicesimo viene messo in                   La Chiesa è santificata da Gesù Cristo, il quale co-
azione – con i suoi alti versanti espressivi così come              me «pontefice assunto di mezzo agli uomini (…) fece
con le sue problematiche messe in scena –.                          del nuovo popolo “un regno e sacerdoti per il Dio e il
                                                                    Padre suo” (Ap 1,6; cf. 5,9s)» (Lumen gentium, n. 10;
    Che cosa comunica la liturgia?                                  EV 1/311). In questo modo la Chiesa sacralizza se stes-
    La celebrazione dell’eucaristia fornisce materiale              sa: nella forma della sua dottrina magisteriale e con la
per comprendere tutto ciò. Da un punto di vista teolo-              sua determinazione ecclesiologica di communio san-
gico l’eucaristia ha un carattere fondativo, perché in              ctorum, come, ad esempio, nel Credo degli apostoli e
essa si costituisce sempre di nuovo il corpo di Cristo.             nel Catechismo (nn. 946-962).
Questo avviene nella forma di un’azione rappresenta-                    Questo a sua volta avviene nel testo e come testo,
tiva, che impone chiaramente una distribuzione di                   cioè performativamente: con il Codice di diritto canoni-
ruoli: con la performance rappresentativa del ministro              co che guida il funzionamento della Chiesa e la sua
ordinato, che agisce nella persona di Gesù Cristo come              struttura istituzionale. Esso costituisce la comunità del-
soggetto effettivo dell’azione, ma che allo stesso tempo            la Chiesa attraverso la partecipazione di tutti al-
valorizza il ministro per il ruolo che esercita.                    l’«ufficio sacerdotale, profetico e regale di Cristo» (Lu-
    Si tratta di un sistema semiotico complesso, che ri-            men gentium, n. 31; EV 1/362). Allo stesso tempo, la
vela il funzionamento di quel potere ecclesiastico che è            differenzia gerarchicamente, attraverso il ruolo asse-
così decisivo per la costituzione della Chiesa cattolica.           gnato ai chierici e ai laici, specialmente nell’eucaristia.
Essa intende sé stessa come sacramento (cf. Lumen
gentium, n. 1), mentre l’«amministrazione» dei sacra-                   Sacra potestas
menti è legata in modo non esclusivo, ma determinan-                    «Il sacerdote ministeriale, con la potestà sacra di
te, ai suoi vescovi, presbiteri e diaconi. Questo potere è          cui è investito, forma e regge il popolo sacerdotale,
reale perché con esso avviene un passaggio articolato:              compie il sacrificio eucaristico nel ruolo di Cristo e lo
dalla «assemblea visibile» alla «comunità spirituale»,              offre a Dio a nome di tutto il popolo; i fedeli, in virtù
dalla «Chiesa terrestre» alla «Chiesa arricchita di beni            del loro regale sacerdozio, concorrono all’offerta
celesti» (Lumen gentium 8; EV 1/304).                               dell’eucaristia, ed esercitano il loro sacerdozio col ri-
    La congiunzione d’immanenza e trascendenza at-                  cevere i sacramenti, con la preghiera e il ringrazia-
traversa la disposizione sacramentale dell’ufficio                  mento, con la testimonianza di una vita santa, con

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tudio del mese

                 C h i e s a – T e o lo g i a ,   liturgia, violenze

                                                         Un libro per chiarire
S
                    I
                        l volume, di cui qui accanto vengono presentati co-             parti, ciascuna composta da 6 saggi corposi, può essere uti-
                        me Studio del mese alcuni contenuti fondamentali                le a offrire il quadro complessivo del testo e a chiarire la am-
                        rielaborati da parte dei tre curatori, fin dal titolo illu-     piezza della sua riflessione.
                    stra il quadro delle gravi questioni cui tenta di dare ri-
                    sposta: Amt – Macht – Liturgie. Theologische Zwischenru-                Estetica del potere –
                    fe für eine Kirche auf dem Synodalen Weg, a cura di Gregor              nell’ambito della liturgia
                    Maria Hoff, Julia Knop e Benedikt Kranemann, («QD                       La I parte del volume offre una lettura dello spazio rituale
                    308», Herder Freiburg im Br. 2020). In traduzione italiana          come delicata correlazione tra «ufficio» e «potere». I primi
                    può suonare: Ufficio ministeriale, potere e liturgia. Com-          due saggi studiano in che modo si materializzano i rapporti
                    menti teologici per una Chiesa in cammino sinodale.                 tra ministero e potere nella pratica liturgica: Albert Gerhards
                         Dal titolo, a dire il vero, emerge solo parzialmente il        – «Le Chiese come specchio della autocoscienza ecclesiale.
                    vero motivo del testo, ossia la necessità d’offrire una ri-         Riflessioni sulla messa in scena dello spazio rituale della Chie-
                    sposta urgente al «dramma degli abusi e delle violenze»             sa dal punto di vista del potere clericale» (18-40) – e Benedikt
                    che ha profondamente scosso la coscienza ecclesiale                 Kranemann – «L’abito fa il monaco. Vesti liturgiche, potere e
                    cattolica, non solo tedesca, e che l’ha indotta ad affron-          liturgia comunitaria» (41-56), che si chiude con 4 tesi sui ri-
                    tare il Cammino sinodale, come riflessione profonda sul-            schi e sulle opportunità nello studio di queste relazioni –.
                    la correlazione di tre voci del vocabolario ecclesiale, sul-            Seguono altri 4 studi di taglio diverso: Peter Ebenbauer
                    le cui relazioni interne si soffermano i 18 saggi del libro         e Isabella Bruckner – «“Troni e dominazioni, principati e po-
                    (scritti da 12 teologi e 8 teologhe).                               testà”? La questione della messa in scena estetica dei rap-
                         La Prefazione chiarisce che, senza affrontare sul pia-         porti di potere nella liturgia» (57-70) –; Joerg Mueller e Nico-
                    no della teologia fondamentale, della storia, della dog-            le Schockhoff – «“Ci hai costituito testimoni…” Liturgie lai-
                    matica e della liturgia la relazione tra «ministero», «po-          cali – Elementi essenziali della ecclesiologia conciliare» (71-
                    tere» e «culto rituale», non si potrà mai venire a capo né          86) –; Lea Lerch – «Desiderio di personalizzazione? Laici e
                    del dramma degli abusi e delle violenze, né della riforma           clero nella prospettiva del Movimento liturgico» (87-105) –;
                    della Chiesa.                                                       Stephan Knops – «Il dibattito sulla predica dei laici: provo-
                         Anzi la prospettiva di ricerca che guida il volume –           cazioni teologiche e speranza di nuovi approcci sulla via di
                    della prestigiosa collana Quaestiones disputatae – studia           una liturgia comunitaria» (106-121) –.
                    esattamente questo incrocio: «La relazione tra ufficio                  Com’è evidente dai titoli, approcci liturgici, storici e dog-
                    ecclesiale e potere, nel modo in cui si configura in litur-         matici dissodano con competenza soprattutto la storia re-
                    gia, come determinante spazio di vita ecclesiale» (11). La          cente e gli effetti del Movimento liturgico e della riforma li-
                    struttura del testo divide i contributi in tre campi, che           turgica sugli equilibri tra esercizio del ministero apostolico
                    ruotano intorno al tema del potere: il primo è dedicato             ed esperienza di autorità.
                    all’«Estetica del potere – nell’ambito della liturgia» (17-
                    121); il secondo alla «Pragmatica del potere – ordina-                 Pragmatica del potere –
                    menti liturgici» (123-214); il terzo alla «Logica del potere           ordinamenti liturgici
                    – nell’orizzonte delle disposizioni teologico-ecclesiali»              La II parte del testo riflette invece sulla esigenza di rifor-
                    (215-317). La semplice elencazione dei titoli delle tre             ma ecclesiale, che la forma liturgica allo stesso tempo solle-

                 l’abnegazione e la carità operosa» (Lumen gentium,                         In lui, con lui e attraverso di lui si realizza l’im-
                 n. 10; EV 1/312).                                                      mensa potenza vitale e creativa di Dio. Con la qualità
                     Il «sacerdote ministeriale» ha una «potestà sacra»,                metaforica dell’annuncio del regno di Dio da parte di
                 la sacra potestas (Lumen gentium, n. 10; ivi). Essa di-                Gesù, nelle parabole, nelle azioni di Gesù, fino al suo
                 pende dalla repraesentatio Christi, cioè dal rendere pre-              riferirsi a Dio come Padre, i Vangeli – ognuno di essi
                 sente la persona di Gesù Cristo. Essa accade eucaristi-                con un disegno diverso – presentano Gesù come figu-
                 camente nei segni che Gesù ha posto. In essi si comuni-                ra centrale della rivelazione. In lui il Dio invisibile di-
                 ca la realtà del regno di Dio. La Chiesa realizza ciò che              venta visibile (cf. Gv 1,18). La teologia giovannea
                 rappresenta. In essa si comunica la salvezza, che Gesù                 dell’immagine esprime ciò con coerenza quando at-
                 Cristo rappresenta nella sua vita e nel suo messaggio,                 tribuisce a Gesù l’affermazione che chi vede lui vede
                 nella sua morte e nell’autotestimonianza di Crocifisso                 il Padre (cf. Gv 14,9).
                 risorto.                                                                   Il dispositivo dell’immagine cristologica si fa tra-

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cita e attende. S’inizia con un testo di carattere biblico di          zione di Sacrosantum concilium 7, tra evidenze teologi-
Marlis Gielen – «Liturgia – orientata alla comunità o incen-           che e normative giuridiche.
trata sull’ufficio ministeriale? Una visione neotestamenta-                 Così Gregor Maria Hoff – «La trappola della sacraliz-
ria» (126-136) – cui segue una riflessione fondamentale, di            zazione. Sull’estetica del potere nella Chiesa cattolica»
carattere liturgico, sull’azione del ministro ordinato nella           (267-284) – mette in rilievo i rischi di sacralizzazione dei
celebrazione liturgica di Alexander Zerfass – «Culto divino e          sacramenti, mentre Thomas Schueller – «La liturgia tra
gerarchia. Sull’agire liturgico del prete “in persona Christi ca-      le catene del diritto canonico» (285-296) – rileva le que-
pitis”» (137-150) –.                                                   stioni di comprensione giuridica di un nuovo modello di
    Uno sguardo sistematico studia poi la relazione tra Chie-          liturgia e di Chiesa, e, infine, Thomas Stubenrauch – «Chi
sa, ministero e culto con Julia Knop – «Uno scisma clericale           comanda nel culto divino? Annotazioni giuridiche e ri-
nel culto divino? Una rilettura critica delle prescrizioni ec-         flessioni pratiche sull’autorità interpretativa e normati-
clesiali sull’ufficio ministeriale e la liturgia» (151-168) –;         va in liturgia» (297-317) – studia in conclusione com’è
mentre i rapporti tra liturgia e potere vengono correlati alla         cambiato, con il Vaticano II, il modo di gestire l’autorità
crisi ecclesiale con Birgit Jeggle-Merz – «Liturgia e potere.          in campo liturgico.
Riflessioni di fronte alla crisi ecclesiale» (169-184) –.                   Ciò che desta maggiore interesse, e forse qualche
    Si dedica infine attenzione al linguaggio liturgico sulla          sorpresa – almeno per il lettore italiano – è che tutti que-
presidenza laicale delle celebrazioni con Judith Hahn –                sti saggi, spesso corredati di un apparato iper-scientifico
«Guide, coadiutori/coadiutrici, incaricati/e. La terminologia          di note e di rimandi, sono chiaramente orientati a offrire
della presidenza liturgica da parte di laici/laiche», (185-            materiale prezioso per la riflessione del Cammino sino-
199) – e alla problematica della contraccezione in rapporto            dale in corso nella Chiesa tedesca. Una logica di comu-
a eucaristia e confessione con Regina Heider – «Contracce-             nione che non di rado può essere interpretata esatta-
zione, eucaristia e asimmetrie di potere del clericalismo»             mente al contrario, quasi come una presa di distanza,
(200-214) –.                                                           quando non di separazione.
                                                                            Ristabilire il valore di servizio ecclesiale della più au-
    Logica del potere – nell’orizzonte                                 dace riflessione teologica e il bisogno che la Chiesa loca-
    delle disposizioni teologico-ecclesiali                            le e universale hanno, entrambe, di un tale servizio d’in-
    Nella III parte del volume si affrontano le relazioni tra          telligenza della fede è forse la motivazione più urgente
potere e liturgia anzitutto sul piano storico: in primo luogo          che spinge alla presentazione e alla positiva considera-
Hubertus Lutterbach – «Sante messe, santi altari e santi sa-           zione di questo importante volume.
cerdoti. Ricostruzione storica di una correlazione di grande                Una Chiesa che decida di muoversi con stile sinodale
impatto» (216-236) – indaga sulle trasposizioni che il rituale         – a Nord o a Sud, a Est o a Ovest del mondo tedesco – do-
ha introdotto nella percezione della Chiesa e del potere,              vrà necessariamente affrontare tutti gli snodi e i problemi
mentre Karl Gabriel – «Potere e liturgia nella Chiesa cattoli-         che questo volume affronta con parresia, con grande co-
ca dei chierici. Genesi storica e crisi attuale» (237-252) – stu-      raggio e con notevole lucidità. Quanto più grave viene
dia le origini della comprensione clericale della Chiesa.              percepito il problema – sia quello degli abusi e delle vio-
    Su di un piano più sistematico Michael Seewald – «Rap-             lenze sia quello della riforma della Chiesa, tanto più gran-
presentazione multipolare. Sul potere della liturgia e la pre-         di debbono essere le risorse d’immaginazione e di rifles-
senza di Cristo» (253-266) – indaga la nozione di «presen-             sione che vengono giustamente ritenute irrinunciabili.
za», mettendo in correlazione il sapere antropologico e il
sapere teologico e considerando così la problematica rece-                                                             Andrea Grillo

smissione diretta nella recezione dei testi della Scrittu-             logico-rappresentativa in cui – secondo la definizione di
ra, nell’attuazione liturgica dei segni di Gesù e nella                Calcedonia – la realtà umana e divina di Gesù Cristo
tradizione del Vangelo. Così viene formalmente attua-                  vengono unite, senza separazione e senza confusione (cf.
lizzato. Così la storia della vita di Gesù continua nella              Denz. 302). Nel rendere presente Gesù Cristo attraver-
imitatio Christi, con cui viene resa visibile sul piano                so i segni, si valorizza la dimensione personale della
biografico. La Chiesa è proprio questo: è il processo                  sua azione – negli esseri umani, ossia nel ministro ordi-
che dona a tutti l’immagine di Cristo. Si tratta di un                 nato, che «compie il sacrificio eucaristico nel ruolo di
processo strettamente rappresentativo, che ha luogo                    Cristo» (Lumen gentium, n. 10; EV 1/312).
permanentemente nella produzione ecclesiale di se-                         Su questa base si è sviluppato un complesso pro-
gni. Su questo poggia la comprensione sacramentale                     cesso di rappresentazione, che consiste nella ricombi-
della Chiesa nella tradizione cattolica.                               nazione di segni astratti (segni linguistici della realtà
    Così tale comprensione risulta legata a una forma                  del regno di Dio), il cui significato si rivela nel compi-

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tudio del mese

                 mento delle azioni, e di segni concreti, che diventano             ciò che è sottratto, tra visibile e invisibile, organizza il
                 evidenti nella rappresentazione personale del signifi-             sistema semiotico di quella rappresentazione cristo-
                 cante (nel corpo del ministro ordinato) e del significa-           logica, che si condensa nella liturgia. Infatti sia nella
                 to (Gesù Cristo).                                                  proclamazione della parola di Dio, sia nell’eucari-
S
                      In questa combinazione di segni consiste la forma             stia, la forma della presenza con cui Gesù Cristo co-
                 di rimando sacramentale della Chiesa. Essa reclama il              munica se stesso è legata ai segni, e quindi anche a
                 potere (potestas) rappresentativo della mediazione sa-             coloro che mediano questi segni sul piano della rap-
                 cramentale e in questo modo assume essa stessa una                 presentazione.
                 dimensione sacramentale. Senza la sacra potestas, la                   L’estetica del potere rappresentativo nello spazio ec-
                 significazione ecclesiale diventerebbe priva di riferi-            clesiale si sviluppa a partire da questo contesto semio-
                 mento cristologico. Non avrebbe l’autorità di una rea-             tico di rinvio significativo. La sacra potestas consiste in
                 le, cioè effettiva, repraesentatio Christi.                        una qualità performativa della rappresentazione, cioè
                      Ma questo assunto si rivela ambivalente in termini            nel farsi presente di un evento che si realizza sacra-
                 di teoria dell’immagine. Da un lato, si tratta del potere          mentalmente. La Chiesa determina il contesto che po-
                 di rappresentazione di una produzione vincolata della              ne le immagini in questo processo di rappresentazione,
                 presenza sacra. La Chiesa pone dei segni che non ha a              introducendo il codice che garantisce al processo sa-
                 disposizione, perché si riferiscono a colui nel cui nome           cramentale il rimando alla realtà:
                 agisce e che solo le permette di compierli. Agisce come                – nel senso dell’incarico ai ministri ordinati da par-
                 segno dello Spirito di Gesù Cristo.                                te della Chiesa;
                                                                                        – nella forma della loro iscrizione nella significazio-
                     Tra il già e il non ancora                                     ne sacramentale attraverso la sacramentalizzazione del-
                     D’altra parte, nella sua forma sacramentale di                 la loro funzione (con la ordinazione come codice);
                 rappresentazione, la Chiesa realizza qualcosa che de-                  – nella salvaguardia istituzionale del loro ruolo,
                 ve essere sperimentato e fatto proprio di nuovo                    che protegge dall’accesso non autorizzato (l’ordo co-
                 nell’eucaristia. Si tratta della forma metaforica di una           me stato);
                 scomparsa permanente della presenza reale, del sacro                   – ma garantisce anche la validità della significazio-
                 stesso (Heilige), che a sua volta si rende continuamen-            ne sacramentale (ex opere operato) rispetto all’indegnità
                 te presente nella celebrazione sacramentale ripetuta               dei ministri.
                 dell’eucaristia.                                                       Ciò che assicura la legittimità e la validità della me-
                     Da esso «deriva in noi, come da sorgente, la grazia,           diazione sacramentale della salvezza, stabilendo così
                 e si ottiene con la massima efficacia quella santificazio-         allo stesso tempo istituzionalmente il marchio di au-
                 ne degli uomini nel Cristo e quella glorificazione di              tenticità vigente di una traditio Christi, può essere in-
                 Dio, alla quale tendono, come a loro fine, tutte le altre          terpretato – dal punto di vista interno al sistema segni-
                 attività della Chiesa» (Sacrosantum concilium, n. 10).             co ecclesiale – come autocomunicazione dello Spirito
                 La forma di presenza, che la costituzione sulla liturgia           di Gesù Cristo.
                 del concilio Vaticano II afferma sul piano eucaristico e               Invece – dal punto di vista esterno, secondo
                 teologico, non solo corrisponde alla nota teologica del-           un’interpretazione logico-funzionale – questa codi-
                 la presenza reale, ma la ricollega nell’evento liturgico al        ficazione sacramentale rappresenta un’auto-orga-
                 momento processuale, che non conclude l’agire della                nizzazione sistemica. L’interpretazione secondo la
                 Chiesa in sé stesso, ma lo orienta verso la meta di un ul-         teoria dei sistemi minaccia così l’auto-interpretazio-
                 teriore compimento escatologico.                                   ne ecclesiale nel suo punto più delicato, ossia nella
                     Il dato è ciò che viene sottratto – solo in questa             pretesa di derivare da una istituzione da parte di
                 forma d’indisponibilità può, ma anche deve, essere                 Gesù Cristo stesso. Si tratta allora di una semplice
                 rappresentato –. Questo codice determina l’organiz-                pretesa autoreferenziale con cui la Chiesa attribui-
                 zazione del potere rappresentativo nello spazio della              sce potere a sé stessa?
                 Chiesa. Esso autorizza il ministro ordinato ad agire
                 in persona Christi, non per conto proprio, però, ma                    Il rischio dell’autoreferenzialità clericale
                 nella forma esistenziale del rinvio. Nella celebrazio-                 Per contestare questa obiezione, la Chiesa deve
                 ne dell’eucaristia e su questa linea nelle sue funzioni            rendere comprensibile ciò che afferma: che in tutto ciò
                 ufficiali, il ministro ordinato occupa il posto che, da            che fa è guidata dal Vangelo, cioè che si lascia anche
                 un lato, rimane aperto in vista del Signore che è sot-             relativizzare da esso. Il potere diventa una cosa a sé
                 tratto e deve venire, ma che, dall’altro lato, deve esse-          quando trae sia la validità sia la legittimità dalle risorse
                 re attualizzato nella recezione delle azioni simboli-              che esso stesso controlla. Nella Chiesa cattolica questo
                 che di Gesù Cristo.                                                riguarda la forma delle sue argomentazioni teologiche,
                     Questa complessa relazione tra ciò che è dato e                quando esse perdono la loro connessione con le com-

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petenze scientifiche, ma anche quando trattano con                  ci che ne sono privi? Nelle due edizioni dell’introdu-
sufficienza il sensus fidelium come luogo di contatto               zione ufficiale al Messale romano (Ordinamento gene-
con la vita e con il mondo.                                         rale del Messale romano [OGMR] 1970 e 2002), ven-
    Sul piano della teologia fondamentale ciò significa:            gono normati il significato, la struttura, la distribuzio-
se l’autorità risulta solo dalla valutazione ecclesiastica          ne dei compiti, la progettazione dello spazio della
dei loci theologici proprii, la Chiesa può di per sé di-            Chiesa, così come i singoli elementi e le sequenze
sporre di tutto e tutto legittimare. Al di là dell’attacca-         della celebrazione dell’eucaristia, cioè di quella cele-
mento dei preti all’ambiente clericale, questa è la teo-            brazione che come nessun’altra deve dare forma all’i-
logia di una società chiusa in sé stessa, che tutto può             dentità ecclesiale.
risistemare nella normale coscienza ecclesiale – secon-                  In queste norme liturgiche il ruolo del prete è sot-
do la logica della societas perfecta – ivi compresi coloro          tolineato in modo particolare. Proprio all’inizio, que-
che commettono crimini di abuso e violenza.                         sti testi descrivono «La natura del sacerdozio ministe-
    Questa logica può essere compresa sulla scia del-               riale». «È posta in luce, nella forma stessa del rito, dal
le confessioni rese da Werner Thissen, arcivescovo                  posto eminente del sacerdote e dalla sua funzione» (n.
emerito di Amburgo. Durante il periodo in cui svol-                 4). Particolarmente ricchi di informazioni sulla que-
se la funzione di capo del personale della diocesi di               stione della rappresentazione estetica delle relazioni
Münster, Thissen aveva ripetutamente trasferito ad                  nel culto, e dell’ecclesiologia che in esso si esprime,
altre sedi i preti condannati o accusati di abusi e vio-            sono il capitolo V (OGMR 1970) e il VII (OGMR
lenze.                                                              2002), dove viene presentata la disposizione dello spa-
    «Gli accusati erano, dopo tutto, preti che lui e i suoi         zio della Chiesa e della disposizione simbolica della
colleghi conoscevano bene, ha detto l’arcivescovo                   assemblea.
emerito. “L’effetto della compassione s’impone molto                     Programmaticamente, l’ordine gerarchico della
rapidamente. In una riunione del personale qualcuno                 assemblea riunita è dichiarato come il criterio decisi-
ha chiesto: Il colpevole non deve forse essere punito?              vo della sua azione di culto: «Il popolo di Dio, che si
L’opinione unanime era: Si è già punito abbastanza                  raduna per la messa, ha una struttura organica e ge-
con il suo delitto”. Secondo questa logica, il pubblico             rarchica, che si esprime nei vari compiti (o ministeri) e
ministero non aveva nemmeno bisogno d’essere chia-                  nel diverso comportamento secondo le singole parti
mato in causa».3                                                    della celebrazione. Pertanto è necessario che la dispo-
    Per poter dissolvere il sospetto di autoreferenzialità          sizione generale del luogo sacro sia tale da presentare
sistemica, la Chiesa deve rompere i suoi eccessi di po-             in certo modo l’immagine dell’assemblea riunita,
tere proprio nel culto, se non vuole pervertire la litur-           consentire l’ordinata e organica partecipazione di
gia. Perché nella liturgia la Chiesa non celebra sé stes-           tutti e favorire il regolare svolgimento dei compiti di
sa. Ciò esige che venga ben definito il suo potere sacra-           ciascuno» (OGMR 1970, n. 257; EV 3/2321; cf.
mentale di rappresentazione in quanto tale. La cele-                OGMR 2002, n. 294).
brazione eucaristica riguarda il potere, il potere della                 Secondo questa «partecipazione ordinata» vengo-
vita sulla morte, la riabilitazione di uomini e donne nel           no poi distribuite le singole zone dello spazio di culto.
segno del Crocifisso.                                               Così il clero, sia esso celebrante, concelebrante o sacer-
    Lo scambio semantico di potere e impotenza, rego-               dote presente in abito corale senza funzione liturgica
lato dalla teologia della croce e da una spiritualità del           (OGMR 2002, n. 294; 310), è costantemente enfatizza-
sacrificio, intreccia a sua volta il ruolo del prete con la         to nello spazio in modo simbolico: Il seggio di presi-
sua esistenza. Il suo potere deriva da Gesù Cristo e                denza e la zona dell’altare sono riservati al ministro
s’afferma come vera e propria impotenza. Questa logi-               ordinato (o ai ministri ordinati), che così occupano
ca ha il suo buon fondamento, ma storicamente si è                  «quella parte della Chiesa che manifesta il loro mini-
anche dimostrata incline all’ideologia. L’argomenta-                stero» (OGMR 1970, n. 257; EV 3/2322).
zione teologica che gioca sull’impotenza nasconde con                    «Per gli altri ministri le sedi siano disposte in modo
eccessiva disinvoltura il fatto che dietro di essa si cela          che si distinguano dalle sedi del clero» (OGMR 2002,
un potere reale.                                                    n. 310). La disposizione stabile dei posti a sedere e la
                                                                    visibilità costante (cf. OGMR 1970, nn. 271; 273;
    Chi (e come) occupa                                             OGMR 2002, n. 311) dei sedili e dell’altare (elevato,
    tutto lo spazio liturgico?                                      posto in evidenza e in vista, OGMR 1970, n. 262;
    I rapporti di potere nella Chiesa si riflettono nei             OGMR 2002, n. 295) costringono alla giustapposizio-
concetti e negli atteggiamenti, nella teologia e nella              ne di prete e assemblea.
liturgia. Di particolare interesse qui è la disposizione                 Oltre a queste linee guida della Chiesa universale
dello spazio di culto. Come si collocano nello spazio               per la celebrazione dell’eucaristia, vale la pena dare
liturgico quelli che hanno un ruolo liturgico e i chieri-           un’occhiata a due lettere che sono esplicitamente de-

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tudio del mese

                 dicate al rapporto tra i chierici e i cosiddetti «laici»            confusione di funzioni, di ruoli e di titoli tra laici e chie-
                 nella liturgia.                                                     rici. Occorreva che fosse sempre evitata «l’apparenza
                                                                                     di confusione che può sorgere da comportamenti litur-
                     Non c’era abbastanza differenza                                 gicamente anomali» (Ecclesiae de mysterio, art. 6 § 2; EV
S
                     tra chierici e laici                                            16/722).
                     Nel 1997 fu promulgata l’istruzione su alcune que-                   A tal fine, la celebrazione nel suo insieme doveva
                 stioni circa la collaborazione dei fedeli laici al ministe-         essere chiaramente differenziata quanto a denomina-
                 ro dei sacerdoti (Ecclesiae de mysterio).4 I vescovi tede-          zione, presidenza, percentuale di partecipazione laica-
                 schi due anni dopo pubblicarono la lettera Zum ge-                  le ai ministeri, ambiti riservati ai chierici (sermone, ge-
                 meinsamen Dienst berufen (GDb; Chiamati al servizio                 sti, formule), paramenti dei soggetti, e molto altro an-
                 comune), che applica le linee guida romane alle condi-              cora. L’eccezione, cioè il ruolo liturgico o pastorale dei
                 zioni della Germania.5                                              laici in funzioni ecclesiastiche di responsabilità, non
                     Tuttavia, già di per sé l’istruzione romana era stata           doveva mai diventare la regola, o essere percepita co-
                 scritta in risposta a una pratica che si era sviluppata             me regola dai cattolici più sprovveduti.
                 principalmente nel mondo di lingua tedesca e che,                        L’istruzione romana regolava perciò in modo estre-
                 secondo Roma, aveva troppo attenuato la differenza                  mamente restrittivo il servizio della omelia e della di-
                 tra chierici e laici.6 Il peso e l’autorità della lettera di        stribuzione della comunione, la cura pastorale dei ma-
                 30 pagine, firmata da non meno di 8 dicasteri roma-                 lati e le esequie, funzioni che a quel tempo erano (e so-
                 ni,7 vengono sottolineati in modo particolare nella                 no ancora) regolarmente svolte in molte comunità da
                 Premessa.                                                           parte soggetti non ordinati, a tempo pieno o volontari.
                     Il suo contenuto riguarda l’interrelazione tra mi-              L’amministrazione del battesimo e del matrimonio da
                 nisteri liturgici ordinati e non ordinati. La priorità              parte dei laici, che si sta sviluppando solo gradualmen-
                 più urgente è quella di enfatizzare le azioni liturgiche            te nel mondo di lingua tedesca, risultava limitata nel
                 dei chierici rispetto a quelle dei laici e di distinguere           1997 a titolo precauzionale.10
                 nettamente le une dalle altre. Il Concilio aveva sotto-                  Una concessione ordinaria di questa autorità era
                 lineato che la partecipazione dei fedeli all’apostolato             ritenuta come cosa da evitare (cf. Ecclesiae de mysterio,
                 ministeriale non doveva in alcun modo emarginare                    art. 11). L’impiego dei laici doveva essere inteso in li-
                 «la necessaria facoltà [in virtù del loro battesimo] di             nea di principio solo come un’eccezione e in alcun
                 agire di propria iniziativa» (Apostolicam actuosita-                modo come una «autentica promozione del laicato»
                 tem, n. 24; EV 1/1005) per riempire di vita l’apostola-             (Ecclesiae de mysterio, art. 2 § 4).11
                 to ecclesiale.
                     Nel 1997 a Roma la preoccupazione appare di-                        L’Ecclesiae de mysterio in Germania
                 versa: le azioni liturgiche dei laici devono essere deli-               Un anno e mezzo dopo, i vescovi tedeschi appli-
                 mitate, affinché il primato del ministero non venga ri-             carono queste linee guida romane all’area della Con-
                 dotto. Di conseguenza, il bene da proteggere non è la               ferenza episcopale tedesca. La loro lettera, tuttavia, è
                 partecipazione dei fedeli, ma il protagonismo del cle-              molto più dettagliata. Le diverse forme di culto – e
                 ro.8 Se i laici assumono una responsabilità liturgica, si           questo è «sintomatico dell’attuale stato della discus-
                 tratta sempre di una soluzione d’emergenza per il                   sione» –12 venivano ordinate e regolate secondo il lo-
                 servizio ecclesiastico e in linea di principio è da limi-           ro orientamento: se a presiedere il servizio sono ve-
                 tare nel tempo.                                                     scovi o sacerdoti (GDb 8-10), diaconi (GDb 11-16),
                     Se per consentire un’attività eccezionale dei laici             laici senza (GDb 17-25) o laici con (GDb 26-30) un in-
                 deve esserci «necessità o utilità» (Ecclesia de mysterio, n.        carico esplicito.
                 4; EV 16/695), ossia una esigenza liturgica o pastorale,                I titoli indicano che nel 1999 i vescovi tedeschi han-
                 i chierici (esterni alla comunità) – a patto che possano            no ritenuto necessario un chiarimento soprattutto per
                 provare il loro status sacerdotale – sono «accolti volen-           quanto riguarda la missione e la responsabilità nel pre-
                 tieri nella concelebrazione eucaristica» (OGMR 2002).               siedere le azioni liturgiche. La meticolosa elencazione
                 Di conseguenza, il coinvolgimento clericale nella litur-            delle forme di culto, nella seconda metà del documen-
                 gia è deciso dallo status del singolo soggetto cristiano,           to, indicava che i vescovi tedeschi miravano qui a una
                 non dal bisogno o dall’interesse della comunità di cul-             completezza esaustiva, per regolamentare in modo
                 to. Si afferma inequivocabilmente: «Non è il compito                completo la materia, invece di elencare esemplarmen-
                 a costituire il ministero, bensì l’ordinazione sacramen-            te alcuni principi (GDb 31-59).
                 tale» (Ecclesiae de mysterio, «Principi teologici», n. 2;               I vescovi sentivano anche la necessità di una regola-
                 EV 16/689).9                                                        mentazione dei compiti, dei gesti e delle formule che i
                     Alla fine dello scorso millennio, le autorità di curia          diversi responsabili del culto potevano svolgere o im-
                 hanno voluto escludere in modo incondizionato ogni                  piegare.13 Venivano indicati i differenti posti per le ce-

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lebrazioni liturgiche e distribuite le diverse aree dello                Secondo i documenti appena citati, colui che, come
spazio liturgico. In tutto era sottolineata la natura ec-           chierico o laico, elude o contraddice questa estetica li-
cezionale dei ministeri liturgici laicali. I compiti e le           turgica della differenza, mette a rischio l’ortodossia
responsabilità liturgiche esercitate dai chierici risulta-          della immagine di Chiesa. La struttura gerarchica del-
vano distinte da quelle dei laici a ogni livello.                   la liturgia diventa il criterio della cattolicità.
     Questa prospettiva, condivisa allo stesso tempo dal-                In Sacrosanctum concilium, i padri conciliari aveva-
le autorità romane e dalla Conferenza episcopale tede-              no ancora posto con chiarezza gli accenti in modo di-
sca alla fine degli anni Novanta, guida anche la rece-              verso. La riforma liturgica doveva realizzarsi a condi-
zione delle dichiarazioni conciliari sul ministero e sulla          zione di rivedere i riti in modo tale che il principio del-
liturgia. Il principio formulato nella costituzione sulla           la partecipazione attiva fosse osservato. Non si parlava
liturgia, secondo cui «nelle celebrazioni liturgiche cia-           affatto di ruoli liturgici legati ai gradi, anzi: «Le bene-
scuno, ministro o semplice fedele, svolgendo il proprio             dizioni riservate siano pochissime e solo a favore dei
ufficio si limita a compiere tutto e soltanto ciò che, se-          vescovi o degli ordinari» (Sacrosanctum concilium, n.
condo la natura del rito e le norme liturgiche» (Sacro-             79; EV 1/137).
sanctum concilium, n. 28; EV 1/46), viene interpretato                   Pertanto, qui non si tratta di decidere di riserve di
dai vescovi tedeschi, nel 1999, nel senso che il sacerdo-           status per la presidenza di azioni liturgiche, ma del
te, in virtù della sua ordinazione, è il naturale presiden-         simbolismo ecclesiale dell’ufficio episcopale. «Si prov-
te di tutte le celebrazioni di culto.                               veda che alcuni sacramentali (...) possano essere ammi-
     «Il sacerdote non può affidare questo ufficio di pre-          nistrati da laici dotati delle qualità convenienti» (ivi).
sidenza per tutta la durata o per alcune parti della cele-               Invece di un rafforzamento attivo delle capacità e
brazione a un diacono o a un laico, quando egli è pre-              delle iniziative dei laici – che potrebbero tener conto
sente» (GDb 10). Si deve quindi rinunciare alla guida               delle possibilità e delle competenze che si aprono a li-
liturgica da parte dei laici non appena sia presente una            vello locale, promuovendo i carismi e facendo vivere le
persona ordinata che sia in uno stato di salute tale da             realtà liturgiche – alcuni decenni dopo il Concilio la
poter presiedere la celebrazione, indipendentemente                 vita liturgica locale viene ordinata e subordinata al
dal fatto che sia conosciuta e riconosciuta nella assem-            vecchio codice binario «clero o laici». L’unico corpo di
blea, che ne conosca o meno la cultura e la lingua.                 molte membra (cf. 1Cor 12,12-30), che la Chiesa do-
Questo vale anche per le liturgie non eucaristiche, per             vrebbe rappresentare nella liturgia e nella vita quoti-
la Liturgia delle ore e per le celebrazioni di benedizio-           diana, degenera in una grande testa senza corpo (ma
ne, che «possono di per sé essere eseguite anche da un              «se poi tutto fosse un membro solo, dove sarebbe il
diacono o da un laico incaricato» (GDb 11).                         corpo?» 1Cor 12,19); la liturgia della Chiesa regredi-
     Attraverso questa riserva formale della liturgia ai            sce (di nuovo) a liturgia clericale.14
soggetti ordinati, con frequente esasperazione della
differenza di status, viene alimentata una monocultu-                   Che cosa comunicano
ra clericale, che, a fronte del numero rapidamente de-                  i paramenti liturgici?
crescente di sacerdoti attivi, prosciuga sul piano litur-               Quando si tratta di rapporti di potere, visibili nella
gico gli spazi pastorali sempre più grandi, da coprire              liturgia o strutturati attraverso la liturgia, si tratta di
mediante questo numero sempre più piccolo.                          eventi linguistici, di azioni attraverso segni – per esem-
                                                                    pio, benedizioni che sono riservate solo al clero –, di
    Un corpo sgraziato                                              competenze di presidenza, di disposizioni spaziali, di
    Viene completamente trascurato il fatto che è cosa              differenze di genere. Anche l’abbigliamento liturgico e
molto diversa se i volontari laici di tanto in tanto assu-          le insegne possono giocare un ruolo importante.
mono i servizi liturgici, o se i pastori a tempo pieno                  Già lo scrittore svizzero Gottfried Keller (1819-
svolgono il loro compito per il quale sono stati qualifi-           1890) sapeva che «gli abiti fanno le persone». La sua
cati e assunti. Ciò che conta è solo la differenza mar-             novella mostra come l’abbigliamento può portare a
cata dall’ordinazione; la qualificazione e la compe-                malintesi sui ruoli, può simulare relazioni che non
tenza degli operatori pastorali e parrocchiali non so-              corrispondono alla realtà, può persino danneggiare
no fattori decisivi.                                                chi lo indossa, e quanta fatica sarà necessaria per ri-
    Ecclesiologicamente continuano a essere conside-                portare ruoli e abbigliamento a una relazione ap-
rati come «laici». La rappresentanza ministeriale di                propriata!
Cristo acquista così un significato assoluto, indipen-                  Questo vale anche per i paramenti liturgici, che
dente, staccato dalla struttura, dalla composizione e               non sono semplici tessuti e stoffe, ma narrazioni che
dalla dinamica della celebrazione, anche rispetto alla              comunicano programmi e valori molto differenziati.
fede nella presenza ecclesiale (assemblea), verbale                 Fino al 1962, il Missale romanum prevedeva delle pre-
(proclamazione) e sacramentale (eucaristia) di Cristo.              ghiere che venivano dette mentre il sacerdote si vestiva

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tudio del mese

                 per celebrare la messa. Non solo descrivevano il sacer-             essere collocato in diverse categorie. È un codice tessile
                 dote come un combattente per la causa di Dio, ma                    con qualità di memoria e fa parte del linguaggio del
                 sottolineavano anche la purezza morale con cui dove-                corpo, che è così importante nel culto.16
                 va avvicinarsi all’altare.                                               Identificarsi con ciò che viene espresso col corpo
S
                     Il sacerdote era strettamente ed esclusivamente as-             soprattutto per il culto è cosa di grande importanza.
                 sociato a Gesù Cristo. Veniva così realizzato un chiaro             L’essere umano parla con il corpo: non solo ha un
                 riferimento alla Passione. I paramenti e le preghiere               corpo, ma è corpo. L’abito lo ri-copre e lo tra-veste,
                 erano in grado di produrre un’aura di santità e di pre-             offre protezione e designa i ruoli. Crea uno spazio che
                 destinazione. La figura del sacerdote veniva esaltata               può segnare limiti, ma può anche permettere la co-
                 sul piano sacrale. Si tracciava un confine tra il sacerdo-          municazione. Abito ed espressione corporea sono
                 te e gli altri fedeli. Il sacerdote, differenziato nello spa-       strettamente legati.
                 zio dai suoi paramenti e dall’agire rituale, non aveva                   I paramenti incidono sulla percezione visiva del-
                 bisogno degli altri fedeli per le sue azioni.                       lo spazio. Attraverso ciò che appare e ciò che si vede,
                     I manuali di liturgia del XIX secolo sottolineano               si realizza la comunicazione nella liturgia. Questo
                 che i paramenti liturgici devono marcare la differenza              non è mai disgiunto dalla personalità di chi indossa
                 tra prete e laici. Le vesti mostrano, secondo Valentin              il paramento, né dal testo, né dal rito, né dallo spa-
                 Thalhofer nel suo influente Handbuch der katholischen               zio, né dalla assemblea, in altre parole, da tutta l’a-
                 Liturgik (Manuale di liturgia cattolica, 1883), che il              zione di culto.
                 sacerdote sta al di sopra dei laici (è «innalzato» sopra i               I paramenti appartengono perciò al linguaggio so-
                 laici). L’abito liturgico è inteso qui come un segno di             ciale. Attraverso la differenziazione delle forme tessili
                 distinzione. Vengono tracciate delle opposizioni tra                si riconoscono i diversi soggetti che agiscono in diverse
                 l’ordinato e il non ordinato, tra la sacralità e la profani-        zone dello spazio liturgico. I paramenti possono rende-
                 tà, tra la perfezione e l’imperfezione. Si può notare               re visibili le gerarchie nello spazio, per esempio quan-
                 uno scarto nella liturgia, quando il sacerdote agisce               do soltanto i chierici e il loro entourage indossano abiti
                 come se si fosse allontanato dal mondo. Egli viene in-              liturgici. Le vesti sono un mezzo di distinzione, sia
                 corporato negli eventi oggettivi della liturgia ed è vir-           all’interno del clero, sia tra chi appartiene al clero e chi
                 tualmente assorbito in essi.                                        no. Non da ultimo, segnano le differenze nello spazio
                     La liturgia all’inizio del XXI secolo, secondo la teo-          per quanto riguarda l’autorità nell’agire.
                 logia, segue chiaramente delle leggi diverse da quelle                   A seconda della posizione nello spazio e della di-
                 del XIX secolo. Il movimento liturgico e il concilio                stribuzione dei ruoli, i paramenti possono avere effetti
                 Vaticano II hanno cambiato le caratteristiche cruciali              diversi. Per esempio, se i ministri ordinati e gli altri
                 del culto e hanno apportato cambiamenti decisivi so-                soggetti sono riuniti intorno all’altare, cioè se la as-
                 prattutto nella teologia liturgica. La liturgia è presenta-         semblea può essere percepita come presente e raccol-
                 ta dal Concilio come una celebrazione alla quale par-               ta, i paramenti hanno un effetto diverso rispetto a
                 tecipa tutta la Chiesa.                                             quando il sacerdote sta da solo in abiti liturgici nello
                     Sacrosanctum concilium al n. 7 descrive la liturgia             «spazio dell’altare».
                 come opera di Cristo e della Chiesa, in quanto comu-                     Se il ministro ordinato guida la celebrazione come
                 nità dei battezzati. Tutto ciò deve riflettersi nella litur-        colui che presiede, con altri ruoli legati alla Parola e ai
                 gia: nella partecipazione dei battezzati alla liturgia,             segni distribuiti a persone diverse, la veste significa
                 nella distribuzione dei ruoli, in ciò che accade nell’au-           presidenza e solennità all’interno dell’assemblea. Se
                 la, nella partecipazione dei sessi e anche nel modo in              tutto questo non c’è, la veste liturgica più semplice può
                 cui si fa uso dell’abbigliamento liturgico.                         trasformare il prete nel soggetto principale di un
                     Il teologo berlinese Georg Essen ha recentemente                «evento pubblico clericale» (Reinhard Messner).
                 sottolineato che i processi di formazione e di struttura-                Ecco perché l’abito liturgico provoca periodica-
                 zione dell’identità del ministero ordinato del XIX se-              mente discussioni nella Chiesa e nella teologia. Una
                 colo si ripresentano oggi e contribuiscono agli attuali             tale discussione è necessaria anche oggi, in nuove cir-
                 problemi sistemici della Chiesa.15 Cosa significa que-              costanze. I paramenti liturgici restano ancor oggi tra i
                 sto per la liturgia e per la veste liturgica?                       mezzi di comunicazione della liturgia, anche quando
                                                                                     si tratta di uffici, di ruoli e di potere.
                     Memoria e corpo                                                      Non se ne dovrebbe fare a meno nel culto, perché
                     I paramenti liturgici sono anche oggi parte di un               costituiscono dei mezzi per l’estetica del culto. Sono
                 complesso linguaggio di segni con cui la celebrazione               espressione della complessità dell’azione liturgica e
                 dell’evento della fede può essere vissuta sul piano sensi-          quindi di un rito religioso. Appartengono alla cultura
                 bile. Tra i diversi linguaggi (parola, corpo, suono, og-            materiale di tali rituali, sono oggetti su cui e con cui si
                 getti e relazioni sociali), l’abbigliamento liturgico può           eseguono i rituali. I paramenti sono importanti per la

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liturgia per la loro multidimensionalità e per i loro di-           Piuttosto, i paramenti, nell’interazione tra lo spazio e
versi livelli di significato.                                       il rituale, dirigono lo sguardo interamente sulla figura
    In qualsiasi celebrazione si possano incontrare, il             del ministro ordinato.
loro uso e la loro interpretazione dicono qualcosa sulla                 Così la materialità nella liturgia e il modo di trattar-
comprensione della liturgia e delle persone coinvolte,              la possono promuovere una sacralizzazione del mini-
sulla possibile idealizzazione e sacralizzazione, sulla             stro ordinato. Questo è ulteriormente accentuato
presidenza e il potere nell’azione di culto, e infine an-           quando, come nel XIX secolo, si esagera con l’idea che
che sull’immagine di Dio e dell’umanità che sta sullo               il ministro ordinato agisca in persona Christi. L’abbi-
sfondo. Ciò che è decisivo è se i paramenti hanno un                gliamento agisce quindi come un marchio di distinzio-
effetto esclusivo o inclusivo, se invitano alla celebrazio-         ne a livello tessile. Questo pericolo non è stato superato
ne e all’impegno nella liturgia o meno.                             oggi, come si può vedere quando delle forme antiquate
                                                                    di vesti liturgiche sono spacciate per attuali, e una giu-
    I paramenti e la crisi:                                         stapposizione tra diversi stili può essere letta come
    quale comunicazione?                                            competizione tra diverse immagini di Chiesa o a que-
    I paramenti liturgici sono aperti a sempre nuove                sto scopo viene messa in scena.
interpretazioni e devono essere letti oggi in conformità                 Le vesti, lo spazio, le persone che le indossano e il
con il contesto nuovo della liturgia comunitaria, che il            resto della assemblea devono agire insieme nelle cele-
Concilio ha delineato programmaticamente, ma che                    brazioni liturgiche e devono sempre essere considerati
non è ancora praticata con tutta la coerenza necessa-               nella loro interazione. A un primo e superficiale sguar-
ria. I paramenti liturgici di oggi sono paramenti con               do, i paramenti liturgici possono sembrare secondari
una lunga tradizione storica. Il materiale, in parte il             nella liturgia. Ma hanno un effetto immenso semplice-
taglio, più raramente la decorazione, sono rimasti gli              mente in virtù del loro colore, del loro design e del fatto
stessi per lunghi periodi di tempo.                                 di essere riservati a persone specifiche.
    Ma l’interpretazione continua a svilupparsi. I para-                 Così, quando si considera quanta energia viene
menti vengono reinterpretati continuamente in conte-                spesa per la loro interpretazione, come si esalta la per-
sti liturgici ed ecclesiastici che mutano, assicurando              sona che indossa tali paramenti, e come i paramenti
così la loro pertinenza rispetto alla liturgia, per l’auto-         (possono) influenzare lo spazio così come l’evento nel
comprensione e l’attribuzione del ruolo ecclesiastico al            suo complesso, ci si rende conto che non sono affatto
prete e agli altri soggetti, per la comprensione della li-          un elemento secondario. L’effetto estetico è incompa-
turgia da parte dei fedeli, sempre che non si tratti di             rabilmente maggiore del peso teologico.
puro anacronismo.                                                        Tutto ciò deve essere considerato quando si inter-
    L’ermeneutica scaturisce dalla liturgia (e dalla teo-           preta un rituale religioso come un evento performati-
logia liturgica) di ogni tempo. Il paradigma ermeneuti-             vo. Una classificazione significativa dei paramenti oggi
co del presente è la liturgia vissuta da tutti i battezzati.        può essere fatta solo in relazione al paradigma della
Questo deve essere sottolineato al massimo nell’attuale             «liturgia celebrata da una comunità». Ogni altra inter-
crisi della Chiesa. Questo tratto di teologia battesimale           pretazione contribuisce a perpetuare i problemi siste-
della comunione liturgica deve caratterizzare in modo               mici della Chiesa. Allo stesso tempo, non bisogna sot-
fondamentale e sempre di più ogni azione liturgica.                 tovalutare l’effetto specifico dei rituali.
    È, per così dire, il DNA della liturgia cattolica di                 È proprio un evento rituale come la liturgia, così
oggi! Nulla nella liturgia è mera esteriorità o semplice            ricco di emozioni e per buoni motivi non sempre com-
accessorio. L’estetica della liturgia non è qualcosa di             prensibile fino in fondo, a formare non solo le persone,
secondario. Il modo in cui si celebra rivela che cosa si            ma anche la pratica religiosa e persino le istituzioni.
sta celebrando. E mostra chi sta celebrando e con qua-              «Gli abiti fanno le persone», ma allo stesso tempo pos-
le comprensione di sé. I paramenti liturgici devono                 sono danneggiarle. Per quanto riguarda la veste litur-
quindi essere compresi coerentemente in termini di li-              gica, questa sapienza deve diventare consapevole. Allo
turgia celebrata comunitariamente. In questo modo                   stesso tempo si deve tener conto di questo: le vesti litur-
possono assumere un nuovo significato o almeno una                  giche sono solo un esempio di una complessa estetica
variazione di significato.                                          della liturgia, che deve essere costantemente oggetto di
    In passato la veste serviva soprattutto all’identità            riflessione critica, per valutarne l’impatto sul pensiero
del clero, mentre oggi il suo significato per l‘assem-              teologico.
blea viene considerato ancora troppo poco. Sono po-
chi i documenti ecclesiastici in cui si stabilisce la rela-             Trasformare i rapporti di potere
zione tra i paramenti e la promozione dei fedeli.                       Il Cammino sinodale in Germania è lungi dall’es-
Quando i paramenti vengono messi a tema, la litur-                  sere compiuto. Le discussioni sul potere nella Chiesa si
gia dell’assemblea non viene presa in considerazione.               sviluppano oggi con grande veemenza. Incontrano

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