IL PROCESSO PROGETTUALE NEL SETTORE MODA - LA MODA_UNA BREVE INTRODUZIONE - Titolo presentazione - Università degli studi ...
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11/05/2018
IL PROCESSO PROGETTUALE NEL
SETTORE MODA
Titolo presentazione
Marina Carulli, Ph.D
sottotitolo
Milano, XX mese 20XX
marina.carulli@polimi.it
Monica Bordegoni
LA MODA_UNA BREVE
INTRODUZIONE
Monica Bordegoni
111/05/2018
Definizione di moda
Con il termine moda si definisce l’espressione del gusto predominante della
società in una determinata epoca, in relazione ad un particolare modo di
vestire, ad uno stile di vita, o una corrente di pensiero o agli sviluppi
dell’arte.
In senso stretto, con il termine moda si intende il mutare delle fogge
dell’abbigliamento che trae origine dal bisogno dell’uomo di adornarsi
e affermarsi, e gli offre la possibilità di mettere in evidenza il proprio
stile personale o la propria posizione nella società, oppure di
affermare la sua appartenenza ad un gruppo sociale ben definito.
Monica Carulli
Marina Bordegoni
Sviluppo e significato della moda
In passato, il potere e la ricchezza, le differenze sociali e
l’appartenenza ad una determinata classe erano facilmente
individuabili dal modo in cui vestiva la persona. Spesso avveniva che,
nel determinare la foggia dell’abito, fossero più importanti gli usi e costumi
e le convenzioni morali piuttosto che la sua praticità.
Fino alla metà del XIX secolo furono l’aristocrazia, le corti o l’alta
borghesia a dettare legge in fatto di abbigliamento (moda feudale).
Monica Carulli
Marina Bordegoni
211/05/2018
Sviluppo e significato della moda
Successivamente fu la haute couture ad assumere il ruolo
predominante: gli stilisti e i saloni di moda creavano modelli esclusivi
per una classe sociale altolocata (moda elitaria).
Parigi era il centro più importante della moda femminile, mentre per
l’abbigliamento maschile si era affermato prevalentemente lo stile inglese.
Monica Carulli
Marina Bordegoni
Sviluppo e significato della moda
L’emergere delle confezioni in serie, insieme agli sviluppi delle fibre
sintetiche, consentirono a poco a poco a tutte le classi sociali di
venire a contatto con il mondo della moda.
Fino agli anni ’50 del XX secolo vigevano ancora i principi imposti dalla
haute couture, a cui si rifacevano anche le sartorie artigianali e l’industria
delle confezioni. Oltre a Parigi si svilupparono altri centri della moda, tra cui
Roma e Milano.
Monica Carulli
Marina Bordegoni
311/05/2018
Sviluppo e significato della moda
Quando, negli anni ’60, si impose uno stile meno convenzionale e
l’abbigliamento cominciò a non essere più considerato uno status
symbol, quanto piuttosto un mezzo per esprimere la propria
personalità, anche l’industria della moda iniziò ad adattarsi ai nuovi tempi.
La moda delle confezioni, o prêt-à-porter, assumeva una sempre maggiore
rilevanza e teneva conto dei desideri dei consumatori (moda di consumo).
Monica Carulli
Marina Bordegoni
I cambiamenti della moda
Oggi il mutare della moda si fonda sul desiderio di cambiamenti,
variazioni o imitazioni, ed è influenzato dalla struttura sociale, dagli
sviluppi tecnici e culturali, e da eventi politici ed economici.
I creatori di moda si ispirano e riprendono le tendenze in atto e
presentano le loro proposte in vista della futura stagione. Di solito, ciò
avviene attraverso sfilate, che si tengono per la stagione primavera-estate
e autunno-inverno (sei mesi prima).
Altra tendenza fondamentale è che non esistono più dettami “precisi”,
e l’individuo si sente libero di trovare per proprio conto lo stile che più
gli si addice.
Monica Carulli
Marina Bordegoni
411/05/2018
I cambiamenti della moda
Per il settore dell’abbigliamento ogni novità è sempre associata al
rischio, in quanto il nuovo deve affermarsi a scapito di quanto è di
moda in quel momento.
La corretta valutazione delle tendenze della moda è, quindi, di notevole
importanza.
I trendsetter hanno funzioni di guida, in quanto “assorbono”
rapidamente le idee nuove fuori dagli schemi comuni.
È dal loro abbigliamento che si possono trarre delle valutazioni su come
saranno gli sviluppi futuri della moda.
Monica Carulli
Marina Bordegoni
IL PROCESSO PRODUTTIVO NEL
SETTORE MODA
Monica Bordegoni
511/05/2018
Il processo produttivo e la filiera della moda
Il sistema moda è costituito da una rete orizzontale e verticale di relazioni
tra l’impresa e i suoi fornitori, una vera e propria “impresa estesa” su cui si
fonda il concetto di filiera della moda.
Il sistema moda è peculiari per la rete di relazioni che ogni impresa, anche
la più integrata, intrattiene con l’esterno.
Si possono distinguere le fasi a monte del ciclo produttivo, che
producono semilavorati per gli stadi successivi, e le fasi a valle, che
producono e distribuiscono i beni di consumo finale.
Monica Carulli
Marina Bordegoni
Il processo produttivo e la filiera della moda
All’interno del Sistema Moda esistono due macrofiliere: quella del
tessile-abbigliamento e quella della pelle-calzature-accessori.
In riferimento alla prima, trasversalmente alla filiera operano anche il
meccano-tessile la distribuzione e i servizi di supporto. Al suo interno si
possono distinguere:
• settore delle fibre;
• settore tessile (con i comparti: laniero, cotoniero e liniero, serico,
nobilitazione, tessili vari e prodotti tecnici);
• settore abbigliamento (con i comparti: abbigliamento in tessuto,
abbigliamento in maglia e calzetteria).
Monica Carulli
Marina Bordegoni
611/05/2018
Il processo produttivo e la filiera della moda
Monica Carulli
Marina Bordegoni
Il processo produttivo e la filiera della moda
Il settore delle fibre è l’anello più a monte della filiera tessile e classifica le
fibre in naturali o chimiche, artificiali e sintetiche.
È l’ambito in cui si realizzano le più importanti innovazioni in termini di ricerca
di nuove funzionalità e materiali, e per questo sono necessari elevati investimenti
in ricerca, tecnologia e macchinari.
L’Italia detiene la leadership internazionale nel comparto tessile laniero, ma
circa il 95% delle materie prime naturali proviene da mercati esteri.
In Italia si realizzano le fasi di filatura, tessitura e confezione. Il comparto è
costituito da molte imprese di piccola e media dimensione e poche grandi imprese
(come, ad esempio, il gruppo Marzotto).
Monica Carulli
Marina Bordegoni
711/05/2018
Il processo produttivo e la filiera della moda
Nella catena che porta dal concepimento del prodotto alla sua collocazione
sul mercato, anello finale è la distribuzione.
Questa sta assumendo un ruolo sempre più importante: il punto vendita
non è più solamente il canale distributivo, ma anche il luogo in cui si
concretizza la strategia commerciale dell’intero sistema a partire dalla
fibra, si fa comunicazione, si offrono prodotti, si propongono servizi e,
soprattutto, si costruisce e si rafforza il rapporto di fidelizzazione con
la clientela che ha forti ripercussioni nella definizione delle caratteristiche
dell’offerta.
Monica Carulli
Marina Bordegoni
Il processo produttivo e la filiera della moda
Il punto vendita si è evoluto verso il concept store, cioè è diventato il
mezzo di trasmissione più diretto e immediato dell’identità del
marchio; per questo, il ruolo della distribuzione multimarca, eccezion fatta
per quella estremamente qualificata, si è ridimensionato a vantaggio di
quella monomarca.
I grandi marchi hanno gradualmente iniziato ad abbandonare la prima, in
parallelo all’apertura di negozi monomarca localizzati nelle principali
città del mondo.
Monica Carulli
Marina Bordegoni
811/05/2018
Il processo produttivo e la filiera della moda
Infine, negli ultimi anni si è assistito al fenomeno crescente delle
marche-retail, di proprietà di aziende focalizzate sulla fase distributiva
nelle fasce di mercato di massa, e nuovi concorrenti delle marche
industriali e delle griffe nel contendersi la fedeltà del consumatore
finale.
È l’esempio di Gap e Banana Republic in America, di Zara, Mango e H&M
in Europa, retailer che hanno innovato il mercato distributivo e messo in
difficoltà una parte rilevante della filiera nazionale della moda.
Monica Carulli
Marina Bordegoni
Il processo produttivo e la filiera della moda
“Fast fashion” è il termine coniato per definire il fenomeno delle
nuove collezioni di prêt-à-porter in continuo ricambio sugli scaffali
dei negozi. A causa di questo trend è diventato fondamentale essere
al passo con i tempi di produzione e di vendita delle collezioni,
sempre più veloci e frequenti.
Mentre prima la formula “Primavera/Estate” ed Autunno/Inverno era
ampiamente diffusa, ora la scena è cambiata e la richiesta di novità da
parte del pubblico ha costretto le aziende a collezioni frequenti e a tempi di
lavorazione molto più contenuti.
Il metodo di lavoro è rimasto, però, immutato rispetto al passato.
Monica Carulli
Marina Bordegoni
911/05/2018
IL PROCESSO PROGETTUALE NEL
SETTORE MODA
Monica Bordegoni
Il processo di sviluppo prodotto
Le fasi del processo di sviluppo del prodotto nel
settore moda sono:
• Scelta il tessuto ed i colori della collezione
• Design
• Modellistica
• Realizzazione prototipo
• Sdifettamento prototipo
• Sviluppo taglie e piazzamento cartamodelli
• Realizzazione in serie
• Rilascio sul mercato
Monica Carulli
Marina Bordegoni
1011/05/2018
Il processo di sviluppo prodotto
Monica Carulli
Marina Bordegoni
Creazione delle collezioni
Con il termine collezione si intende una raccolta di modelli destinata a
soddisfare le aspettative del mercato.
Nel produrre una collezione occorre tener presente:
• le tendenze della moda
• il comportamento del consumatore
• i gruppi target
• l’investimento economico.
La somma delle attività aziendali nei settori dell’analisi di mercato,
ricerca di mercato e indagini sulle vendite è raggruppata sotto la
denominazione di marketing.
Monica Carulli
Marina Bordegoni
1111/05/2018
Creazione delle collezioni
Alla base della creazione di una collezione vi è un’ampia raccolta di
informazioni e idee.
L’alta sartoria, il prêt-à-porter e la produzione tessile forniscono le
informazioni sulle tendenze in fatto di colori, linee e materiali.
Si trae inoltre ispirazione dall’attualità, da eventi storici e da riviste
specializzate.
Nella scelta delle idee costituiscono un elemento decisivo i desideri della
clientela fissa e dei gruppi di destinatari del prodotto.
Monica Carulli
Marina Bordegoni
Creazione delle collezioni
La scelta dei tessuti per una collezione,
compiuta dai buyer o dai textile designer
dell’azienda, viene sottoposta al designer, il cui
compito è utilizzarla per sviluppare una nuova
collezione.
Il pacchetto Adobe Creative è una delle
principali suite usate negli uffici creativi per
questa fase.
Questo perché si è intuito il potenziale creativo
ed il risparmio di tempo che questo tipo di
software permette di ottenere
Monica Carulli
Marina Bordegoni
1211/05/2018
Creazione delle collezioni
Monica Carulli
Marina Bordegoni
Creazione delle collezioni
Monica Carulli
Marina Bordegoni
1311/05/2018
Processo di sviluppo di una nuova collezione
A questo punto il modellista, in stretta collaborazione con il designer,
sviluppa il cartamodello del capo in taglia standard, di solito sulle
misure della modella dell’azienda. Il capo viene, quindi, realizzato, in
più varianti (molte delle quali verranno scartate) e, quindi, sdifettato.
Il cartamodello finale viene rielaborato nelle varianti di taglie previste
dall’azienda e, quindi, realizzato in serie. Solo allora il prodotto è pronto
per il mercato.
Nello specifico, le fasi principali del ciclo produttivo dell’abito sono:
progettazione, industrializzazione, taglio, assemblaggio e finitura.
Monica Carulli
Marina Bordegoni
Creazione dei modelli e del cartamodello
Nella produzione dell’abbigliamento la fase di “design” consiste
nell’impostazione della forma e quindi del taglio di vestiario.
Seguendo il metodo classico, si abbozza su carta un figurino del
modello da realizzare, oppure si modella il vestito direttamente sul
manichino (alta sartoria).
La progettazione di un cartamodello è la rappresentazione grafica
della struttura di un capo di vestiario, e costituisce la base per la
successiva fase di confezionamento dell’indumento.
Monica Carulli
Marina Bordegoni
1411/05/2018
Creazione dei modelli e del cartamodello
La progettazione del cartamodello può essere fatta seguendo diverse metodologie di
calcolo.
Come dati base si considerano le seguenti misure:
• Misure sul corpo, che vengono rilevate sul corpo (sartoria)
• Misure proporzionali, che vengono dedotte con l’ausilio di formule matematiche
strutturali delle misure corporee
• Tabelle di misure, che sono misure usate in particolar modo dalle aziende, che fanno
riferimento agli standard di serie determinati da diverse categorie di utilizzatori
• Misure di capi, ovvero le misure finite dell’indumento
Nella prassi aziendale, per la creazione delle collezioni, vengono
utilizzati e trasformati prevalentemente cartamodelli provenienti
dall’archivio.
Monica Carulli
Marina Bordegoni
Creazione dei modelli e del cartamodello
Per quanto concerne la modellistica, sono presenti sul mercato dei
sistemi CAD per il disegno e la modifica dei modelli.
Con questi sistemi è possibile creare nuovi modelli o modificare modelli
precedentemente inseriti mediante un digitalizzatore, dispositivo di input
che permette di digitalizzare modelli semplici o più complessi (come ad
esempio quelli con lo sviluppo taglie già realizzato) attraverso l’acquisizione
dei punti base del modello (perimetro, interno e direzione).
Durante questa fase viene, quindi, definita la geometria dei pannelli 2D che
compongono il capo d’abbigliamento.
Monica Carulli
Marina Bordegoni
1511/05/2018
Creazione dei modelli e del cartamodello
Monica Carulli
Marina Bordegoni
Creazione dei modelli e del cartamodello
Monica Carulli
Marina Bordegoni
1611/05/2018
Creazione dei modelli e del cartamodello
Monica Carulli
Marina Bordegoni
Industrializzazione
L’industrializzazione riguarda tutte quelle operazioni antecedenti alla
confezione del capo d’abbigliamento quali lo sviluppo taglie e il
piazzamento.
Lo sviluppo taglie consiste nel riprodurre il prototipo in ognuna delle
taglie in cui deve essere realizzato,
mentre nel piazzamento è possibile disporre, in modo interattivo o
automatico, i cartamodelli delle varie taglie al fine di ridurre al minimo
lo scarto di tessuto durante la successiva fase di taglio.
Monica Carulli
Marina Bordegoni
1711/05/2018
Lo sviluppo taglie e il piazzamento
Sviluppo taglie sta a significare che, partendo da una taglia detta
“taglia base”, si possono desumere gradatamente taglie più
grandi o inferiori a questa.
La taglia di partenza è in genere una taglia media. Lo sviluppo taglie
prevede la trasformazione delle proporzioni delle misure, non
mutando però l’immagine originale del modello. Dalle differenze delle
singole taglie risulta lo scarto fra una taglia e la successiva.
Monica Carulli
Marina Bordegoni
Lo sviluppo taglie e il piazzamento
In azienda questa fase è caratterizzata da una notevole diffusione di
tecnologie CAD/CAM ormai consolidate, poiché il computer permette lo
sviluppo automatico delle taglie a partire dalla taglia base e dei valori di
incremento fra le taglie.
Lo sviluppo taglie manuale avviene servendosi di una sagoma (sagoma
campione) attraverso cui ciascuna taglia viene progressivamente
sviluppata.
Monica Carulli
Marina Bordegoni
1811/05/2018
Lo sviluppo taglie e il piazzamento
Monica Carulli
Marina Bordegoni
Lo sviluppo taglie e il piazzamento
Per quanto riguarda l’esecuzione del grafico di piazzamento, le sagome del modello
in carta, che rappresentano un capo di vestiario, vengono accostate l’una altra
all’interno di un’area che corrisponde all’altezza del tessuto.
Ogni singolo pezzo viene incastrato con cura cercando di utilizzare al meglio gli
spazi disponibili: il grafico di piazzamento deve essere realizzato ottimizzando il rapporto
tra area utile (sagome dei modelli) e sfrido di produzione.
Nel disporre le sagome occorre prestare attenzione alle caratteristiche del disegno
del tessuto, determinate, per esempio, dal tipo di intreccio, dalla direzione del pelo
del tessuto (velluti), e alla corretta combinazione dei motivi decorativi (ad esempio
quadri, righe e disegni ornamentali).
Monica Carulli
Marina Bordegoni
1911/05/2018
Lo sviluppo taglie e il piazzamento
La struttura del tessuto e il motivo sono, quindi, gli elementi che
determinano la corretta direzione in cui vengono disposte le sagome.
La disposizione delle sagome può avvenire secondo le seguenti modalità:
• Tessuti in cui le sagome possono essere posate in una direzione
qualsiasi, ad esempio per un non-tessuto composto da fibre a disposizione
casuale
• Tessuti in cui le sagome possono essere posate solo in due direzioni, per
esempio per stoffe per fodere e tessuti laminati
• Tessuti in cui le sagome possono essere posate in un’unica direzione,
come per esempio tessuti con motivi decorativi, tessuti con il pelo o tessuti a
maglia.
Monica Carulli
Marina Bordegoni
Lo sviluppo taglie e il piazzamento
La qualità di un prodotto dipende anche dalla precisione con cui vengono abbinati i
motivi del tessuto nella confezione del capo. Una confezione dall’apparenza perfetta, in
particolar modo con motivi a quadri o a righe, richiede sempre un elevato consumo di
tessuto e molto tempo.
Durante la stesura del tessuto occorre orientare e far combaciare i motivi in ogni
strato.
Le caratteristiche di un buon abbinamento dei motivi del tessuto sono:
• Simmetria dei motivi;
• Motivi longitudinali correttamente abbinati:
• Motivi trasversali correttamente abbinati;
• Concordanza nel rapporto.
Monica Carulli
Marina Bordegoni
2011/05/2018
Lo sviluppo taglie e il piazzamento
L’esecuzione del grafico di piazzamento può essere fatta con metodi tradizionali
(disposizione manuale o metodo con sagome ridotte) oppure utilizzando strumenti
di grafica computerizzata.
I software consentono di eseguire, dopo lo sviluppo delle taglie, la
progettazione e la creazione automatizzata del grafico di piazzamento.
Questi sistemi dispongono e incastrano automaticamente i pezzi tagliati in
modo ottimale, secondo determinati criteri preventivamente impostati. Con
questi sistemi di ottimizzazione della disposizione dei pezzi viene calcolato
automaticamente quale piano di disposizione presenta il più elevato grado di
utilizzo del materiale.
Monica Carulli
Marina Bordegoni
Lo sviluppo taglie e il piazzamento
I possibili tipi di grafici di piazzamento sono:
Grafico di piazzamento di una taglia singola. Il grafico per singola taglia
riporta tutti i pezzi di un modello di una sola taglia. Il piano mono-taglia presenta
dei vantaggi per la pianificazione degli ordini e la realizzazione del grafico di
piazzamento, ma risulta svantaggioso rispetto ai grafici di piazzamento composti
da più taglie in quanto comporta maggior consumo di materiale.
Grafico di piazzamento composto da più taglie. Possono essere di tre
tipologie: Grafico di piazzamento sezionale, Grafico di piazzamento sezionale ad
incastro e Grafico di piazzamento multitaglia misto.
Monica Carulli
Marina Bordegoni
2111/05/2018
Lo sviluppo taglie e il piazzamento
Monica Carulli
Marina Bordegoni
Lo sviluppo taglie e il piazzamento
Le “segnate”
possono essere poi
stampate con un
plotter oppure inviate
alla macchina da
taglio automatica:
questi sistemi, infatti,
sono oggi integrati con
quelli di taglio
automatico e di cut
planning e pattern
design.
Monica Carulli
Marina Bordegoni
2211/05/2018
Riassumendo…
Monica Carulli
Marina Bordegoni
A cosa serve il prototipo?
Monica Carulli
Marina Bordegoni
2311/05/2018
A cosa serve il prototipo?
Qui di seguito si elencano azioni principali che si possono effettuare attraverso l’utilizzo in
un prototipo di capo d’abbigliamento cucito sartorialmente:
• Osservare la resa reale di un tessuto in un determinato capo e verificarne la resa
estetica;
• Controllare la vestibilità del capo sulle misure della modella standard;
• Valutare i difetti visibili e suggerire al modellista gli sdifettamenti da fare al
cartamodello
• Valutare l’effetto delle applicazioni sul capo (cerniere, bottoni, colletti, tasche etc.)
• Osservare gli spessori che si vanno a creare con le cuciture, le pieghe e le
applicazioni
• Controllare che l’effetto desiderato sia realmente possibile con il tessuto scelto
• Valutare l’effetto degli strati di tessuto creati sul capo finale
• Valutare il tatto del tessuto sulla pelle, la capacità di trattenere calore, la
traspirabilità, il comfort etc (la cosiddetta “mano”).
Monica Carulli
Marina Bordegoni
L’INNOVAZIONE DEL PROCESSO
PROGETTUALE
Monica Bordegoni
2411/05/2018
L’innovazione del processo progettuale
Come abbiamo visto, oggi le tecnologie ICT sono già ampiamente utilizzate
nel settore moda, soprattutto nelle aree della gestione prodotti, logistica,
sicurezza e certificazione e per il marketing e le vendite online.
Al contrario, nell’area della progettazione del prodotto moda queste
tecnologie hanno avuto un impatto limitato, che si è concretizzato
soprattutto nella “traduzione” in digitale di alcune fasi che prima
venivano eseguite utilizzando gli strumenti fisici (come la modellistica
e il piazzamento).
Monica Carulli
Marina Bordegoni
L’innovazione del processo progettuale
Oggi, però, l’evoluzione del mercato globale richiede alle aziende il lancio
di nuovi prodotti in tempi sempre più ridotti e con maggiore frequenza,
utilizzando strumenti di comunicazione sempre più immediati e,
quando possibile,
dando la possibilità al consumatore di procedere all’acquisto
direttamente online, in una prospettiva di “guardo – desidero –
acquisto”.
Monica Carulli
Marina Bordegoni
2511/05/2018
L’innovazione del processo progettuale
Ciò è particolarmente vero per le fasce di mercato medio-basse con
diffusione su ampia scala, in cui l’acquisto non rappresenta per il
cliente un investimento elevato.
Infatti, per questo tipo di prodotti il consumatore è disposto ad
acquistare senza la necessità di “toccare” e “provare” dal vivo il
prodotto moda.
In questo caso un ruolo fondamentale viene giocato dalla
visualizzazione del prodotto, che deve avvenire attraverso una
rappresentazione realistica di "come sarà" il prodotto.
Monica Carulli
Marina Bordegoni
L’innovazione del processo progettuale
La sfida, quindi, è
utilizzare le tecnologie ICT a supporto del processo di progettazione
del prodotto moda, in modo da renderlo più efficace, integrato,
flessibile, e ridurne tempi e costi.
Per fare ciò, è necessario che il
prototipo virtuale diventi il fulcro del processo, utilizzabile dalla fase
di concept a quelle di marketing e vendita online.
Monica Carulli
Marina Bordegoni
2611/05/2018
L’innovazione del processo progettuale
Vantaggio di questo processo innovativo è la possibilità di
sfruttare le potenzialità del prototipo virtuale 3D e delle informazioni
che possono essere in esso integrate.
Per il progettista, questo significa la possibilità di ottenere una
rappresentazione del proprio concept completa,
e di comunicarla agli altri senza possibili errori di interpretazione.
Monica Carulli
Marina Bordegoni
L’innovazione del processo progettuale
Nel settore del design, questa evoluzione si é concretizzata nel
passaggio da un designer che collaborava con un modellista,
per ottenere modelli prima fisici e poi digitali…
Monica Carulli
Marina Bordegoni
2711/05/2018
L’innovazione del processo progettuale
Monica Carulli
Marina Bordegoni
L’innovazione del processo progettuale
…a un designer egli stesso esperto di
strumenti per la modellazione 3D.
Monica Carulli
Marina Bordegoni
2811/05/2018
L’innovazione del processo progettuale
Monica Carulli
Marina Bordegoni
L’innovazione del processo progettuale
Monica Carulli
Marina Bordegoni
2911/05/2018
L’innovazione del processo progettuale
L’innovazione del processo di progettazione del prodotto moda
può essere realizzata attraverso
nuove figure professionali che siano in grado utilizzare gli
strumenti ICT
come mezzi per esprimere il proprio pensiero creativo e
concretizzarlo in un prototipo virtuale realistico
Monica Carulli
Marina Bordegoni
Alcuni strumenti a supporto dell’innovazione del processo
progettuale
Come molti software in questo settore, VStitcher,
fa parte di un pacchetto di lavoro per l’industria
moda. I software offerti nel pacchetto sono Lotta -
Virtual Fashion Designer e Stylezone - 3D fashion
showcase.
Il primo permette la fase di progettazione del
modello ex novo. Il modello può essere, infatti,
sviluppato sia a partire da un modello 2D, sia a
partire da manichini tridimensionali, sui quali poter
tracciare direttamente i punti.
Monica Carulli
Marina Bordegoni
3011/05/2018
Alcuni strumenti a supporto dell’innovazione del processo
progettuale
La posizione dei capi sul manichino è regolabile,
è possibile arrotolare le maniche, inserire capi a
più livelli, e mostrare l’abbottonatura sia a capo
chiuso sia a capo aperto. E’, inoltre, compatibile
con l’intero pacchetto Adobe, ma questa è una
caratteristica facilmente colmabile anche per gli
altri software. Il Render in questa fase di
progettazione risulta piuttosto limitato.
Monica Carulli
Marina Bordegoni
Alcuni strumenti a supporto dell’innovazione del processo
progettuale
Lectra Modaris è uno dei software di progettazione e rendering specializzato
nei tessuti tra i più diffusi sul mercato.
Caratteristica peculiare di
questo programma è che la
parte di sviluppo modellistico
è molto funzionale e ben
progettata, ed il
cartamodello è
completamente regolabile
sia in fase di progettazione
sia di sviluppo.
Monica Carulli
Marina Bordegoni
3111/05/2018
Alcuni strumenti a supporto dell’innovazione del processo
progettuale
Sebbene forte nella progettazione,
la fase di render in tempo reale
resta più trascurata. Bisogna,
infatti, utilizzare il software
MODARIS 3Dfit per poter
assemblare il capo, ma non è
possibile definire un dettagliato
piazzamento delle cuciture.
Accessori esterni sono facilmente
inseribili nel modello 3D, ma la
visualizzazione ottenuta non risulta
convincente.
Monica Carulli
Marina Bordegoni
Alcuni strumenti a supporto dell’innovazione del processo
progettuale
Optitex è tra i software con un maggior
numero di clienti nel settore della
prototipazione virtuale per le aziende moda.
Essendo uno dei primi sviluppati, è
importante evidenziare che presenta
elementi tecnici e di processo
d’avanguardia.
L’integrazione con l’utilizzo di altri software,
tra cui lo stesso Cad per la modellistica, lo
rende uno dei programmi più maneggevoli
sul mercato.
Monica Carulli
Marina Bordegoni
3211/05/2018
Alcuni strumenti a supporto dell’innovazione del processo
progettuale
Oltre alle cuciture, le cerniere ed i bottoni, c’è una vasta gamma di lavorazioni tra cui
scegliere.
Monica Carulli
Marina Bordegoni
Alcuni strumenti a supporto dell’innovazione del processo
progettuale
Il pacchetto che propone Optitex
contiene
1. 3D creator;
2. 3D flattener;
3. 3D digitizer.
Interessante notare come Optitex, a
differenza degli altri software del
genere, offre un adattamento taglie
migliore e permette al capo di
adattarsi alle forme del corpo, senza
dover per questo cambiare il modello
di base. E’, inoltre, possibile realizzare
oggetti con la stessa precisione degli
abiti.
Monica Carulli
Marina Bordegoni
3311/05/2018
Alcuni strumenti a supporto dell’innovazione del processo
progettuale
Clo3D è un software per la
prototipazione virtuale del capo con la
possibilità di simulazione in tempo
reale del capo. Obiettivo del software
è migliorare il sistema di
prototipazione nel mondo della moda
attuale, ottimizzando il processo e
permettendo di ottenere un forte
risparmio in termini di tempi e
materiali.
Monica Carulli
Marina Bordegoni
Alcuni strumenti a supporto dell’innovazione del processo
progettuale
Monica Carulli
Marina Bordegoni
3411/05/2018
Alcuni strumenti a supporto dell’innovazione del processo
progettuale
Parallelamente all’uso del
software Clo3D si può utilizzare
il software Marvellous Designer,
della stessa azienda produttrice
di Clo3D.
La differenza tra i due software è
che Clo3D ha una simulazione dei
tessuti più realistica, mentre
Marvellous è spesso utilizzato a
livello meno professionale. E’
possibile scambiare i file tra i due
software senza problemi.
Monica Carulli
Marina Bordegoni
Alcuni strumenti a supporto dell’innovazione del processo
progettuale
Clo3D è di facile apprendimento per quanto
riguarda le sue caratteristiche fondamentali, ma
normalmente è previsto un corso si 48 ore tenuto
da tecnici professionisti per sfruttarne a pieno le
potenzialità.
Progettare direttamente con CLO3D non solo è
possibile, ma è anche coerente con diverse
tecniche di modellazione “diretta”. Per poter
ottenere buoni risultati è, però, necessaria una
buona conoscenza della modellistica sartoriale
e delle sue applicazioni dirette rispetto al corpo
virtuale proposto dal software.
Monica Carulli
Marina Bordegoni
3511/05/2018
CASI STUDIO
Monica Bordegoni
Monica Bordegoni
3611/05/2018
Monica Bordegoni
Monica Bordegoni
3711/05/2018
Monica Bordegoni
Monica Bordegoni
3811/05/2018
Monica Bordegoni
Monica Bordegoni
3911/05/2018
Monica Bordegoni
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