Piano di Azione Comunale - COMUNE DI LIVORNO - Regione Toscana
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COMUNE DI LIVORNO Piano di Azione Comunale per la QUALITA’ dell’ARIA GIUGNO 2016 Ai sensi della L.R. n° 9 dell’11/2/2010 “Norme per la tutela della qualità dell’aria ambiente” e della Delibera della Giunta Regionale n° 1182 del 9/12/2015 Gruppo di lavoro (Det. Direttore Generale nn. 3761 e 4468-2016) Coord. Dirigente Settore Ambiente e Mobilità Sostenibile: G. Belli Settore Ambiente e Mobilità Sostenibile: G. Canessa, S. Borgogni Uff. Progettazione Tecnica, Infrastrutture per la Mobilità: C. Vallini Settore Sviluppo del Territorio. F. Rossi Settore Polizia Municipale: M. Pedini Settore Edilizia Pubblica: M. Lessi Settore Impianti e Manutenzioni:V. Toraldo Settore Educazione e Sport: A. Specos
PIANO DI AZIONE COMUNALE 2016 – 2020
INDICE
PREMESSA p. 2
1 ANALISI DELLA SITUAZIONE p. 4
1.1 Contesto territoriale p. 4
1.2 Quadro conoscitivo p. 4
1.2.1 La situazione nella Regione Toscana p. 4
1.2.2 L’influenza della meteorologia p. 5
1.2.3 Area superamento città di Livorno p. 7
1.2.4 Numero auto e altri veicoli p. 8
1.2.5 Dati qualità dell’aria p. 8
1.2.6 Emissioni inquinanti p. 10
1.2.7 Focus su riscaldamento domestico e traffico locale p. 13
1.3 Il PAC approvato nel 2011 p. 15
1.4 Azioni per il miglioramento della qualità dell'aria p. 16
2 INTERVENTI STRUTTURALI NEL SETTORE DELLA MOBILITA’ p. 18
2.1 Riferimento PAC 2011. Stato di attuazione p. 18
3 INTERVENTI STRUTTURALI NEL SETTORE EDILIZIA ED
p. 25
ENERGIA
3.1 Riferimento PAC 2011. Stato di attuazione p. 26
4 MISURE DI INFORMAZIONE ED EDUCAZIONE AMBIENTALE p. 28
4.1 Riferimento PAC 2011. Stato di attuazione p. 28
5 SCHEDE DELLE AZIONI p. 29PIANO DI AZIONE COMUNALE 2016 – 2020
PREMESSA
Il quadro conoscitivo dello stato della qualità dell’aria nella Regione Toscana si basa sulle
misurazioni ottenute dalle stazioni della rete regionale di rilevamento. L’archivio dei dati
validati è gestito dal Sistema Informativo Regionale Ambientale (SIRA) di ARPAT che, per
ciascun indicatore previsto dalla normativa, elabora i dati registrati.
I valori limite sono fissati dalla Direttiva Europea 2008/50/CE e recepiti in Italia con il D.Lgs.
155/2010 e s.m.i. che definisce le “aree di superamento” come le aree ricadenti all’interno di
una zona o di un agglomerato nella quale è stato valutato il superamento di un valore limite o
di un valore obiettivo.
Al fine di dare alla materia un quadro normativo regionale organico e coerente con le norme
europee e nazionali intervenute, la Regione Toscana ha approvato la L.R. 9/2010 “Norme per
la tutela della qualità dell’aria ambiente”. Tale disposizione normativa, al fine di perseguire
l’obiettivo prioritario della riduzione dei rischi sanitari derivanti dalle esposizioni agli
inquinanti atmosferici, ha delineato indirizzi per la gestione della qualità dell’aria ambiente a
livello regionale e per la lotta ai cambiamenti climatici, individuando l’assetto delle
competenze degli enti territoriali e curando altresì l’integrazione con le altre politiche
regionali di settore.
Sulla base della valutazione della qualità dell’aria e della classificazione delle zone, la Giunta
Regionale individua i Comuni tenuti all’approvazione del Piano di Azione Comunale (PAC),
in relazione alle varie tipologie di inquinanti.
Nella recente Delibera G.R.T. n. 1182/2015 “Nuova identificazione delle aree di superamento,
dei Comuni soggetti all’elaborazione ed approvazione di PAC e delle situazioni a rischio di
superamento, ai sensi della L.R. 9/2010 [...]” che revoca le precedenti Delibere n. 1025/2010
e 22/2011, vengono individuate le “aree di superamento” e conseguentemente i Comuni
toscani tenuti alla elaborazione di un Piano di Azione Comunale (PAC) per contrastare
l’inquinamento atmosferico.
Il Comune di Livorno, ai sensi dell’art. 12 c. 2 lett. a) della L.R. 9/2010 e della Delibera citata,
è tenuto a predisporre il PAC in cui vengono individuati interventi strutturali, in quanto negli
ultimi cinque anni il parametro Biossido di azoto (NO 2 ) rilevato nella stazione di rilevamento
urbana – traffico posta sul Viale Carducci ha mostrato il superamento della media annuale
consentita (40 mg/m3). Nel 2014 il valore misurato è risultato pari a 41 mg/m3 e nel 2015 è
sceso a 40 mg/m3, rientrando nei limiti di legge. Gli interventi di tipo strutturale previsti nel
PAC interessano l’intero territorio comunale.
Il Comune di Livorno nel 2011, secondo quanto previsto dalla Delibera G.R.T. n. 1025/2010,
si era già dotato del PAC che prevedeva sia interventi strutturali che interventi contingibili, da
porre in essere nelle situazioni a rischio di superamento dei valori limite. La suddetta Delibera
individuava il territorio comunale a rischio per il superamento dei limiti previsti per il PM 10 e
per l’NO 2 .
Nel periodo 2010-2014 i dati mostrano che appaiono risolte le problematiche legate alle
emissioni di PM 10 anche in zone con intenso traffico.
Il presente Piano è predisposto in conformità con le linee guida approvate dalla Regione
Toscana con Delibera n° 959 del 7/11/2011, anche al fine di renderlo omogeneo, nella suaPIANO DI AZIONE COMUNALE 2016 – 2020 struttura, con il Piano predisposto dalle altre Amministrazioni Comunali tenute all’elaborazione del PAC. Le misure inserite sono coerenti con quanto previsto nel Piano Urbano del Traffico vigente e con le indicazioni del Piano di Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Livorno (PAES) approvato con Deliberazione C.C. n. 166 del 7.11.2014. Il presente Piano va ad aggiornare e integrare il PAC approvato nel 2011: oltre a fare il punto della situazione sugli interventi attuati, individua ulteriori progetti ed azioni di carattere strutturale che possano apportare una riduzione delle emissioni di NO 2 e determinare effetti positivi sulla qualità dell’aria livornese.
PIANO DI AZIONE COMUNALE 2016 – 2020
1. ANALISI DELLA SITUAZIONE
In questo capitolo si riportano in modo sintetico gli elementi conoscitivi funzionali
all’individuazione del contesto territoriale, delle condizioni meteoclimatiche prevalenti e dei
dati della qualità dell’aria, in maniera da esplicitare le valutazioni sulla base delle quali
l’Amministrazione effettuerà la scelta delle azioni da adottare.
1.1 Contesto Territoriale
Livorno
Superficie Densità Altitudine* Popolazione Provincia
Comune
km² abitanti/km² m s.l.m. residenti
1. Livorno 104,50 1.526,71 3 159.542 LI
* Misura espressa in metri sopra il livello del mare del punto in cui è situata la Casa Comunale
Il territorio del Comune di Livorno, che comprende anche l’isola di Gorgona, si estende su
una superficie di circa 104 km2 e confina ad ovest con il mare, ad est con la cordigliera dei
Monti Pisani, a sud con i territori del comune di Rosignano ed a nord con i territori del
comune di Collesalvetti.
Una sezione perpendicolare alla linea di costa vede una morfologia planare fino alla periferia
del centro abitato ed un progressivo rialzamento dalla periferia verso l’entroterra fino a quote
non superiori ai 500 metri sul livello del mare.
Di fatto la struttura del territorio comunale è divisa longitudinalmente in due dalla presenza di
infrastrutture stradali e ferroviarie: la parte ad occidente comprende l’agglomerato urbano con
il centro storico ed i borghi di Ardenza e di Antignano e la frazione di Quercianella ed a nord
un polo industriale-portuale di rilevanza; la parte orientale, più estesa, comprende le frazioni
di Montenero, Castellaccio, Valle Benedetta e la parte pedicollinare e collinare dei Monti
Livornesi.
1.2 Quadro conoscitivo (con dati forniti da Regione Toscana ed ARPAT)
1.2.1 La Situazione della Regione Toscana
Il quadro conoscitivo di riferimento si basa fondamentalmente sullo stato della qualità
dell’aria ambiente nel periodo 2010-2015 valutato sulla base delle misurazioni ottenute dalla
rete regionale di rilevamento della qualità dell'aria, in riferimento agli indicatori di qualità
fissati dalla normativa per le varie sostanze inquinanti, e sul quadro emissivo che determina i
livelli di inquinamento misurati.PIANO DI AZIONE COMUNALE 2016 – 2020
Le informazioni relative allo stato di qualità dell’aria sono state desunte dal “Rapporto
annuale sulla qualità dell'aria nella Regione Toscana – Anno 2014” redatto da ARPAT e dai
dati delle centraline di qualità dell’aria relativi all’anno 2015, in via di pubblicazione, mentre
quelle relative alle emissioni in atmosfera sono ottenute mediante i dati desunti dall'Inventario
Regionale delle Sorgenti di Emissione in aria ambiente (IRSE) aggiornato al 2010.
1.2.2. L'influenza della meteorologia
La meteorologia gioca un ruolo molto importante sui livelli di concentrazione degli
inquinanti in aria ambiente. In molti casi, a fronte di una quantità costante di sostanze
inquinanti emesse, le variazioni della capacità dispersiva dell'atmosfera sono quelle che
determinano il verificarsi o meno dei superamenti degli standard, in particolare per quelli
relativi a tempi di mediazione su breve termine (medie orarie o giornaliere).
In generale le concentrazioni delle sostanze inquinanti in aria hanno un andamento nel
tempo e nello spazio che dipende dalle quantità di inquinanti immesse, dalla distanza dalle
sorgenti, dalle condizioni fisiche del mezzo in cui sono disperse e dalle loro caratteristiche di
emissione/formazione. Ogni inquinante assume in media andamenti temporali tipici perché i
fenomeni e le caratteristiche dell’ambiente che ne influenzano le concentrazioni avvengono o
si ripetono (giornalmente, annualmente) in base ad una certa ciclicità o stagionalità.
I valori mediati su tempi brevi (medie orarie o giornaliere) risentono fortemente della
variabilità prodotta da tutti questi fattori, e quindi possono dipendere significativamente dagli
eventi particolari ed eccezionali (come avviene ad esempio per i superamenti della media
giornaliera del PM10), mentre le medie relative a lunghi intervalli di tempo (e sull’intero
ciclo di ripetizione dei fenomeni, ad esempio annuali) non risentono che minimamente delle
fluttuazioni cicliche di questi fattori e delle loro particolari deviazioni su tempi brevi. Affinché
siano osservabili variazioni sulle medie (o mediane) annuali si richiedono forti e prolungate
variazioni o anomalie dei fattori da cui dipendono le concentrazioni. Tra questi fattori
assumono una notevole rilevanza le condizioni meteorologiche, ossia le condizioni fisiche
del mezzo nel quale le sostanze inquinanti vengono immesse. L’intervento di tali condizioni
influenza le concentrazioni di sostanze inquinanti in modo complesso, in quanto concorre
a definire le concentrazioni, modulando e caratterizzando i fenomeni di diffusione e
dispersione in aria, ed incide anche nella quantità di determinate sostanze secondarie che si
possono formare.
I più importanti fattori meteorologici che interessano i fenomeni di inquinamento
atmosferico sono:
• il vento orizzontale (velocità e direzione), generato dalla componente geostrofica e
modificato dal contributo delle forze d’attrito del terreno e da effetti meteorologici
locali, come brezze marine, di monte e di valle, circolazioni urbano-rurali, ecc.;
• la stabilità atmosferica, che è un indicatore della turbolenza atmosferica alla quale si
devono i rimescolamenti dell’aria e quindi il processo di diluizione degli inquinanti;
• la quota sul livello del mare;
• le inversioni termiche che determinano l’altezza dello Strato Limite Planetario (PBL);
• i movimenti atmosferici verticali dovuti a sistemi baroclini od orografici.
In particolare, l'atmosfera nella quale vengono direttamente immessi gli inquinanti di
origine naturale ed antropica e quindi dove avviene la quasi totalità dei fenomeni di
inquinamento atmosferico è quella porzione di Troposfera a diretto contatto con la superficie
terrestre denominata Strato Limite Planetario, o Planetary Boundary Layer (PBL). Il PBL
comprende la parte di troposfera nella quale la struttura del campo anemologico risentePIANO DI AZIONE COMUNALE 2016 – 2020
dell’influenza della superficie terrestre e si estende fino a oltre 1 km di altezza. Normalmente,
l’estensione verticale del PBL presenta una notevole variabilità temporale ed un pronunciato
ciclo diurno. La ridotta altezza del PBL durante la notte e nei periodi freddi, come l'inverno,
causa la concentrazione degli inquinanti negli strati più vicini al suolo, diminuendo il volume
dello strato di rimescolamento.
Vari studi sull’altezza del PBL hanno misurato come varia questa altezza durante l'arco
della giornata e nelle varie stagioni dell'anno e correlato questi dati con i valori di
concentrazione dei vari inquinanti.
In particolare, per l'area fiorentina, uno studio curato dal Dipartimento di Chimica
dell’Università di Firenze ha monitorato il radon, gas naturale radioattivo emesso dal
sottosuolo, la cui concentrazione in atmosfera può essere ritenuta costante, a scala spaziale di
qualche km e per periodi di diversi giorni, e quindi, in assenza di processi atmosferici che ne
alterino la concentrazione nel PBL, direttamente correlata alla sua altezza.
Osservando il comportamento delle variazioni di radon rispetto alla concentrazione
atmosferica di PM 10 , si nota una stretta correlazione tra i valori più elevati del PM 10 e alte
concentrazioni di radon. Questo significa che le condizioni meteorologiche che sono alla base
dell’arricchimento di radon nello strato di rimescolamento sono anche il motivo dell’aumento
delle concentrazioni di PM 10 , anche in assenza di un aumento delle sue emissioni delle
potenziali sorgenti.
Ne consegue che una diminuzione dell’altezza del
PBL, dimostrata da alti valori di radon anche durante le ore
diurne, è uno dei motivi dominanti dell’innalzamento delle
concentrazioni atmosferiche del PM 10 , che a fronte dei
livelli emissivi esistenti possono portare a superamenti del
limite di 50 μg/m3. Una stima dell’effetto quantitativo
della diminuzione del volume dello strato di
rimescolamento sull’incremento delle concentrazioni di
PM 10 è stata ottenuta calcolando le variazioni dei valori
medi giornalieri (24h) delle concentrazioni del radon,
supponendo che la sua fonte emissiva rimanga costante nel
giro di pochi giorni.
Come può essere osservato da alcuni casi tipici
riportati nelle figure a fianco, l’incremento delle
concentrazioni di radon e di PM 10 è molto simile, se non
del tutto analogo. Questo significa che la formazione di
per gentile concessione di UNIFI – D.to di Chimica
strati di inversione termica al suolo (fenomeni in cui
l'altezza del PBL è minima) può spiegare la maggior parte
delle notevoli variazioni della concentrazione giornaliera di PM 10 registrate nel periodo
invernale nella piana fiorentina, con eventuali superamenti del limite di 50 μg/m3, anche in
assenza di incrementi emissivi delle sorgenti (traffico, riscaldamento, ecc.).
Quanto spiegato per il PM 10 può essere esteso ai livelli delle concentrazioni degli altri
inquinanti, come ad esempio l'NO 2 e indica chiaramente che per una corretta pianificazione in
materia di qualità dell'aria, il contenimento delle emissioni inquinanti da perseguire deve
essere tale da consentire il rispetto dei valori limite di qualità dell'aria anche in condizioni
meteorologiche avverse ove, a causa delle limitate capacità dispersive degli inquinanti da parte
dell'atmosfera, possono verificarsi elevati livelli di concentrazione degli inquinanti.PIANO DI AZIONE COMUNALE 2016 – 2020
1.2.3 Area superamento Città di Livorno (NO 2 )
In Toscana a partire dal 2010, per quanto riguarda il biossido di azoto (NO 2 ), si sta
assistendo di anno in anno ad una riduzione dei valori misurati. Persistono tuttavia situazioni
di parziale criticità dovute al superamento del valore limite della media annuale in alcune
stazioni di tipo urbana traffico, di alcuni capoluoghi di provincia, ubicate lungo arterie stradali
particolarmente caratterizzate da intenso traffico veicolare.
Considerata la limitata rappresentatività spaziale delle stazioni traffico, i dati evidenziano che
per questo inquinante le criticità possono ritenersi limitate alle città ove sono stati rilevati i
superamenti e circoscritte alle principali arterie stradali. Al riguardo si deve osservare che
detto fenomeno si può riscontrare in quasi tutte le aree altamente urbanizzate del territorio
italiano ed europeo.
Per quanto sopra esposto, quindi, l’area urbana città di Livorno è considerata area di
superamento per l’inquinante NO2.
Area di superamento definite sulla
rappresentatività spaziale e sui dati Comune Area superamento NO2
del quinquennio 2010-2014
si prende per sup UT LI-
Area urbana città di Livorno Livorno
Carducci per NO2
Il biossido di azoto si forma in generale in atmosfera a partire dal monossido di azoto (NO).
Deve essere ricordato che la formazione di monossido di azoto, e più in generale degli ossidi
di azoto NOx, è tipica di qualsiasi processo di combustione, indipendentemente dalla tipologia
di materiale combusto (metano, gasolio, legna, ecc..).
Deve però essere messo in evidenza che la contemporanea generale assenza negli ultimi anni
del superamento del valore limite annuale nelle stazioni di fondo, che per la loro ubicazione
misurano il contributo di più sorgenti emissive, indica chiaramente che lungo le arterie stradali
ad alto traffico i valori più elevati della media annua misurati dalle stazioni traffico siano da
attribuire al contributo delle emissioni del parco veicolare. Recenti studi hanno infatti
evidenziato l'incidenza delle nuove tecnologie di abbattimento delle polveri sottili per i veicoli
diesel che, a fronte di questa performance ambientale sul PM 10 , e a parità di emissioni
complessive di ossidi di azoto (NO + NO 2 ), presentano minori emissioni di NO, ma maggiori
livelli di emissione di NO 2 . La stima della
quota di biossido di azoto direttamente emessa
dalle nuove motorizzazioni è
significativamente aumentata per le
motorizzazioni da Euro 3 a Euro 5 inclusa,
persino se confrontata con le vetture Euro 0.
Nel grafico a lato sono riportate le emissioni di
NO e NO 2 per le varie tipologie di vetture
diesel ed i rapporti NO/NO 2 . A partire dalle
omologazioni Euro 6 la U.E. si è impegnata ad
adottare valori di emissione più stringenti per le
emissioni degli NOx.PIANO DI AZIONE COMUNALE 2016 – 2020
1.2.4 Numero auto ed altri veicoli nel Comune di Livorno
Auto, moto e altri veicoli
Trasporti Veicoli Trattori e Auto per mille
Anno Auto Motocicli Autobus Totale
Merci Speciali Altri abitanti
2004 86.224 29.696 326 9.301 3.366 697 129.610 553
2005 86.451 32.629 352 9.190 3.419 694 132.735 539
2006 86.276 35.071 357 9.405 3.517 717 135.343 538
2007 86.637 36.604 365 9.586 3.583 690 137.465 538
2008 86.833 38.198 370 9.614 3.593 682 139.290 539
2009 86.883 39.724 357 9.373 2.464 653 139.454 541
2010 86.722 40.757 357 9.248 2.405 647 140.136 538
2011 86.881 41.010 336 9.201 2.488 635 140.551 554
2012 85.957 41.052 98 9.026 2.525 636 139.294 548
2013 85.139 40.763 61 8.710 2.514 615 137.802 530
2014 85.066 40.748 60 8.477 2.484 605 137.440 533
1.2.5 Dati Qualità dell’aria
Con la recente Delibera G.R.T. n. 964/2015 “Nuova zonizzazione e classificazione del
territorio regionale, nuova struttura delle rete regionale di rilevamento della qualità dell’aria
e adozione del programma di valutazione ai sensi della L.R. 9/2010 e del D.Lgs. 155/2010”
viene ridisegnata la rete regionale di monitoraggio della qualità dell’aria: nella nuova rete le
stazioni di misura a livello regionale salgono a 37 rispetto alle 32 definite nella precedente
Delibera del 2010.
A Livorno, che risulta inserita nella Zona costiera, le stazioni di rilevamento rimangono 3:
RETE DI RILEVAMENTO
Stazione Tipo coordinate Comune Provincia
(Gauss Boaga Fuso Est)
LI-CAPPIELLO
N:4819312 -
URBANA - FONDO LIVORNO LIVORNO
E:1606771
LI-CARDUCCI
N:4823183 -
URBANA - TRAFFICO LIVORNO LIVORNO
E:1607354
URBANA - FONDO N:4824675 -
LI-LA PIRA LIVORNO LIVORNO
E:1607540
Per quanto attiene l’indicatore PM 10 è confermato il miglioramento già evidenziato negli
ultimi anni in quanto nel 2014 non è mai stata superata la media giornaliera di 50 μg/m3
(valore limite fino n. 35 superamenti/anno) e la media annuale, pari a 23 μg/m3 (limite 40
μg/m3) si attesta sui valori del 2013, in diminuzione rispetto agli anni precedenti.PIANO DI AZIONE COMUNALE 2016 – 2020
Nelle tabelle che seguono sono riportati i valori di PM 10 registrati dal 2008 al 2014 nella
centralina di Viale Carducci, collocata in una zona in cui l’inquinamento è influenzato
prevalentemente da emissioni da traffico provenienti da strade urbane ad essa limitrofe con
intensità di traffico medio/alta:
PM 10 n. superamenti valore media giornaliera 50 µg/m3
ANNO Valore limite
2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 n.
40 20 11 7 4 1 0 35
PM 10 concentrazione media annuale (µg/m3)
ANNO Valore limite
2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 µg/m3
35 32 27 28 27 23 23 40
La criticità rimane sulle concentrazioni di NO 2 nella sola stazione di Viale Carducci, per
quanto riguarda la media annuale (Valore limite annuale per la Protezione della salute umana: 40
µg/m3), in quanto fino al 2014 si supera il valore limite pari a 40 µg/m3, anche se di poco
(valore misurato 41 µg/m3), confermando l’andamento in diminuzione che si è avviato dal
2012.
NO 2 concentrazioni medie annuali V.L. = 40 µg/m3
STAZIONE 2010 2011 2012 2013 2014 2015
LI-CAPPIELLO - 21* 26 29 19 19
LI-CARDUCCI 44 48 60 50 41 40
27 23
LI-LAPIRA
La concentrazione media oraria di 200 µg/m3 (da non superare più di 18 volte/anno) altro
parametro di normativa, non è stata raggiunta in alcuna stazione nel 2014.
Indagine con il mezzo mobile anni 2013/2014 in via Grande
da relazione ARPAT anno 2014 “Campagna di Rilevamento con Mezzo Mobile presso Via Grande Livorno
Al monitoraggio effettuato tramite la rete di rilevamento regionale descritta, si è aggiunta nel
periodo giugno 2013 – maggio 2014 una ulteriore indagine, realizzata dal Comune di Livorno
ed ARPAT grazie all’utilizzo del Laboratorio Mobile di proprietà della Provincia di Livorno.
Il mezzo mobile è stato posizionato in via Grande, strada che unisce la zona portuale a Piazza
della Repubblica. Il sito scelto si trova in prossimità di Piazza Guerrazzi e la posizione di
rilevamento è stata esposta alle emissioni di traffico urbano del centro, oltre che alle emissioni
diffuse prodotte dalle fonti principali presenti nella zona.
I dati di qualità dell’aria raccolti in questa indagine sono rappresentativi ai sensi del D.
Lgs.155/10, infatti la campagna si è articolata in 4 intervalli temporali di quindici giorni,
distribuiti nella quattro stagioni ed ha i requisiti per essere assimilabile ad una “misurazionePIANO DI AZIONE COMUNALE 2016 – 2020
indicativa”. I dati sono stati aggregati in indicatori confrontabili con i parametri di normativa e
possono essere utilizzati come contributo per descrivere la qualità dell’aria della zona.
Il valore medio di NO 2 registrato presso Via Grande nel periodo di indagine è risultato pari a
28 µg/m3 , pari al 70% del limite normativo.
Per quanto riguarda il PM 10 , sono state misurate concentrazioni piuttosto contenute, simili a
quelle misurate nel sito di traffico di Viale Carducci, dove i limiti imposti dalla normativa
sono rispettati ampiamente e sistematicamente da anni.
Le concentrazioni registrate durante i quattro periodi quindicinali sono risultate mediamente
superiori ai valori registrati presso le stazioni urbane di fondo ed inferiori a quelle della
stazione urbana di traffico (LI Carducci), ad indicare una situazione di inquinamento da
traffico più contenuta.
Dai risultati della campagna si può concludere che i valori di qualità dell’aria della zona
centrale, rappresentata dalla postazione scelta, rispettano pienamente i limiti imposti dalla
normativa per ogni parametro rilevato, compreso il valore di NO 2 che si è mantenuto
ampiamente sotto i limiti imposti dal D. Lgs. 155/10.
1.2.6 Emissioni inquinanti
L'Inventario Regionale delle Sorgenti di Emissione in aria ambiente IRSE
A livello regionale, relativamente alle sorgenti di emissione, le informazioni sono
contenute nell’Inventario Regionale delle Sorgenti di Emissione in aria ambiente (IRSE),
aggiornato all’anno 2010 (conformemente a quanto disposto dall'art.22 del D.Lgs. 155/2010,
che disciplina la frequenza di aggiornamento dell'inventario). L'IRSE in Toscana è stato
adottato per la prima volta con la DGR n.1193/00. Esso fornisce le informazioni sulle sorgenti
di emissione, le quantità di sostanze inquinanti emesse e la loro distribuzione territoriale.
Un inventario delle emissioni è una raccolta coerente di dati sulla quantità di emissioni
di sostanze inquinanti, immesse in atmosfera da attività antropiche e naturali, raggruppate per:
attività economica,
intervallo temporale (anno, mese, giorno, ecc.),
unità territoriale (provincia, comune, maglie quadrate di 1 km2, ecc.),
combustibile (per i soli processi di combustione).
Le quantità di inquinanti emesse dalle diverse sorgenti della zona in esame si possono ottenere:
tramite misure dirette e continue,
tramite stima.
La misura diretta delle emissioni può essere effettuata, ove è possibile, solo per alcuni
impianti industriali, di solito schematizzati come sorgenti puntuali.
Per tutte le altre sorgenti, denominate sorgenti diffuse (piccole industrie, impianti di
riscaldamento, sorgenti mobili, ecc.) e per le sorgenti lineari (autostrade, porti, aeroporti, ecc.),
si deve ricorrere a stime. Le emissioni sono stimate a partire da dati quantitativi sull'attività
presa in considerazione e da opportuni fattori di emissione. In particolare, i valori relativi ai
dati sulle attività per le sorgenti diffuse e lineari, sono ricavati da una pletora di fonti
statistiche (Bilancio energetico nazionale, Bollettino petrolifero, Parco veicolare circolante,
ecc...) la cui disponibilità, in relazione all'anno di aggiornamento, risulta dopo circa 6-12 mesi.PIANO DI AZIONE COMUNALE 2016 – 2020
Attraverso l'IRSE è possibile individuare le tipologie di sorgenti emissive presenti sul
territorio toscano, i principali inquinanti emessi, le loro quantità insieme alla loro distribuzione
spaziale. In tal modo si possono determinare a livello regionale, provinciale e comunale, quali
sono le sorgenti maggiormente responsabili dell’inquinamento e quindi, tra l’altro, mirare con
criteri oggettivi alla riduzione delle emissioni delle varie sostanze inquinanti.
L’inventario, inoltre, è uno strumento basilare per valutare e confrontare, in termini di
efficacia e di costi, scenari emissivi utili alla predisposizione delle misure da adottarsi per il
risanamento.
Deve essere preliminarmente evidenziato che la lettura e l’interpretazione dei dati di
emissione non è semplice. Infatti anche il valore assoluto elevato di una emissione di una
sostanza inquinante (fattore di pressione) non determina necessariamente, non esistendo una
correlazione lineare, una situazione di livelli di inquinamento critici (fattore di stato). Per
valutare approssimativamente l’effetto di una emissione, si devono considerare anche le
dimensioni spaziali/ territoriali in cui si verifica, le condizioni/modalità di emissione, la natura
della/e sostanze inquinanti in questione, l’orografia del territorio e le condizioni meteo-
climatiche prevalenti.
Alcune semplici considerazioni possono permettere di acquisire elementi interpretativi
che aiutano nella comprensione dei fenomeni.
In genere le emissioni di tipo puntiforme isolate (attività produttive e/o di produzione
di energia con camini di una certa altezza), anche se con valori assoluti molto elevati, non
determinano condizioni al suolo particolarmente critiche per periodi di tempo prolungati
(eventuali esposizioni di medio – lungo termine) perché la diffusione e il trasporto degli
inquinanti operano in modo da disperdere questi su ampie zone/territori, riducendo
notevolmente la possibilità del verificarsi di episodi acuti di inquinamento.
Invece, molte emissioni di piccola entità distribuite diffusamente su di un territorio (ad
esempio, generate da impianti di riscaldamento domestici o da una densa rete viaria urbana),
con altezze di rilascio modeste o quasi nulle (si pensi all’altezza dal suolo delle emissioni dei
veicoli) possono determinare, anche in concomitanza di condizioni meteo-climatiche
sfavorevoli, livelli di concentrazione al suolo molto elevati.
Di seguito sono riportati gli andamenti relativi alle sostanze inquinanti principali:
monossido di carbonio (CO), composti organici volatili non metanici (COVNM), ossidi di
azoto (NO X ), ossidi di zolfo (SO X ), materiale particolato fine primario PM 10 e PM 2,5 e
ammoniaca (NH 3 ) 1.
Per facilità di lettura è utile raggruppare i macrosettori in quattro gruppi come di seguito
descritto:
1) Industria che comprende i macrosettori "Combustione nell'industria dell'energia e
trasformazione fonti energetiche", "Impianti di combustione industriale e processi con
combustione", "Processi Produttivi" e che, quindi, raggruppa tutte le emissioni derivanti da
attività industriali.
2) Riscaldamento che comprende i macrosettori “Impianti di combustione non industriali”.
3) Mobilità che comprende i macrosettori "Trasporti stradali","Altre Sorgenti Mobili"
4) Altro che comprende i macrosettori "Estrazione, distribuzione combustibili fossili ed
1
le emissioni della raffineria Eni di Livorno non sono contabilizzate in quanto la sede dell’impianto è nel confinante
Comune di Collesalvetti.PIANO DI AZIONE COMUNALE 2016 – 2020
energia geotermica", "Uso di solventi", “Trattamento e Smaltimento Rifiuti”,
"Agricoltura", "Natura".
CO COVNM
30.000 8.000
6.000
20.000
4.000
10.000 2.000
0
0 1995 2000 2003 2005 2007 2010
1995 2000 2003 2005 2007 2010
Altro 2.325 2.249 2.331 2.313 2.386 2.213
Altro 13 12 29 1 9 2
Mobilità 3.832 3.068 2.752 1.895 1.259 1.064
Mobilità 19.381 13.399 10.586 7.252 5.660 4.352
Riscaldamento 59 56 61 70 62 67
Riscaldamento 454 432 474 528 472 518
Industria 539 854 833 757 581 565
Industria 393 363 248 261 258 155
NH3 NOx
200 10.000
150
100 5.000
50
0 0
1995 2000 2003 2005 2007 2010 1995 2000 2003 2005 2007 2010
Altro 59 56 53 38 65 68
Altro 49 54 53 40 35 36
Mobilità 5.656 3.559 4.691 4.024 4.456 4.166
Mobilità 19 41 36 28 22 15
Riscaldamento 128 120 126 96 87 124
Riscaldamento 8 7 8 9 8 8
Industria 3.485 3.100 1.726 1.664 870 264
Industria 47 41 28 27 20 3
PM10 PM2,5
1.000 800
600
500 400
200
15137,28
0
0 1995 2000 2003 2005 2007 2010
1995 2000 2003 2005 2007 2010
Altro 52 52 5 1 2 8
Altro 80 79 7 3 5 11
Mobilità 301 221 278 257 270 156
Mobilità 318 238 297 275 289 174
Riscaldamento 74 70 76 88 79 83
Riscaldamento 79 74 78 91 81 86
Industria 303 381 64 54 35 10
Industria 432 508 155 147 116 20
SOx
20.000
15.000
10.000
5.000
0
1995 2000 2003 2005 2007 2010
Altro 1 2 2 1 1 0
Mobilità 2.080 972 1.722 1.414 1.731 321
Riscaldamento 110 80 32 30 23 9
Industria 15.137 13.498 4.222 4.364 2.980 114
valori espressi in tonnellate
I grafici mostrano come per tutte le sostanze inquinanti si è avuta una riduzione rispetto ai
valori stimati per l'anno 1995.
Relativamente al monossido di carbonio (CO), il grafico mostra un trend decrescente. Le
stime indicano nel 1995 un valore complessivo di 20.241 tonnellate e di 5.027 tonnellate nel
2010, pari ad un decremento del 75%, rispetto ai valori del 1995.
Anche le emissioni di composti organici volatili non metanici (COVNM) hanno visto una
significativa diminuzione dal 1995 al 2010, passando rispettivamente da 6.755 a 3.909
tonnellate, pari ad un decremento del 42%. Analizzando i dati in dettaglio, si nota tuttavia che
la quasi totalità del decremento è da ascriversi al settore della mobilità.
Per quanto riguarda le emissioni di ammoniaca (NH 3 ), il grafico mostra un andamento con un
decremento dal 1995 al 2010 pari al 50%.
Anche le emissioni di ossidi di azoto (NO X ) presentano una grafico decrescente con valori dal
1995 al 2010, rispettivamente di 9.328 e 4.622 tonnellate, pari ad una riduzione complessivaPIANO DI AZIONE COMUNALE 2016 – 2020
del 50%. Tale riduzione è da ascriversi totalmente ai settori della mobilità e dell'industria, che
hanno visto entrambi ridurre le loro emissioni dal 1995 al 2010 rispettivamente di 1.490 e
3.220 tonnellate.
Per quanto riguarda il materiale particolato fine primario PM 10 e PM 2,5 , i grafici mostrano un
decremento del 68%. Va evidenziato che il settore che contribuisce alle emissioni di
particolato PM 10 e PM 2,5 è il riscaldamento, che ha visto aumentate le proprie emissioni dal
1995 al 2010, rispettivamente di 153 t e 169 t. Viceversa, i settori legati alla mobilità ed
all'industria, hanno avuto un calo delle emissioni al 2010 rispetto al 1995.
Le emissioni di ossidi di zolfo (SO X ) sono quelle che tra il 1995 ed il 2010 hanno avuto il
maggior decremento pari ad una riduzione complessiva del 97%.
1.2.7 Focus su riscaldamento domestico e traffico locale
Emissioni NOx, PM 10, PM 2,5 anno 2010
In considerazione che i PAC dei Comuni si rivolgono verso il settore del riscaldamento
domestico e del traffico locale, è opportuno, per questi due settori, analizzare con maggior
dettaglio le tipologie di attività con i relativi contributi relativamente alle emissioni di ossidi di
azoto, materiale particolato fine primario PM 10 e PM 2,5 .
In considerazione che per il territorio comunale livornese il PAC si riferisce al solo NO 2 , per
non appesantire la tabella non sono riportate in dettaglio le emissioni derivanti dall’usura
freni, usura gomma e abrasione della strada a cui sono associate solo emissioni di particolato.
Emissioni da riscaldamento
NO X PM 10 PM 2,5
02010400 Terziario Caldaie < 20 MWth 21,15 0,78 0,62
02020300 Domestico Caldaie < 20 MWth 98,21 12,68 12,43
02020620 Domestico Caminetti 2,99 50,25 49,06
02020630 Domestico Stufe tradizionali 1,42 21,60 21,03
02020632 Domestico Stufe a pellets 0,12 0,04 0,04
Totale 123,89 85,35 83,18PIANO DI AZIONE COMUNALE 2016 – 2020
Emissioni da traffico veicolare locale
Attività: 07010200 Automobili Strade Extraurbane
NOX (Mg ) PM10 (Mg ) PM2,5 (Mg )
205 Diesel (Gasolio motori) 33,07 1,95 1,95
208 Benzina 16,79 0,19 0,19
303 G. P. L. 2,57 0,00 0,00
Totale 52,43 2,14 2,14
Attività: 07010300 Automobili Strade Urbane
NOX (Mg ) PM10 (Mg ) PM2,5 (Mg )
205 Diesel (Gasolio motori) 203,38 13,32 13,32
208 Benzina 48,11 0,84 0,84
303 G. P. L. 6,82 0,00 0,00
Totale 258,31 14,16 14,16
Veicoli leggeri < 3.5 t Strade
Attività: 07020200
Extraurbane
NOX (Mg ) PM10 (Mg ) PM2,5 (Mg )
205 Diesel (Gasolio motori) 7,21 1,78 1,78
208 Benzina 1,40 0,02 0,02
Totale 8,61 1,80 1,80
Veicoli leggeri < 3.5 t Strade
Attività: 07020300
Urbane
NOX (Mg ) PM10 (Mg ) PM2,5 (Mg )
205 Diesel (Gasolio motori) 248,06 15,72 15,72
208 Benzina 3,37 0,05 0,05
Totale 251,43 15,77 15,77
Veicoli pesanti > 3.5 t e autobus
Attività: 07030200
Strade Extraurbane
NOX (Mg ) PM10 (Mg ) PM2,5 (Mg )
205 Diesel (Gasolio motori) 83,49 3,24 3,24
208 Benzina 0,01 0,01 0,01
Totale 83,50 3,25 3,25
Veicoli pesanti > 3.5 t e autobus
Attività: 07030300
Strade Urbane
NOX (Mg ) PM10 (Mg ) PM2,5 (Mg )
205 Diesel (Gasolio motori) 393,87 16,42 16,42
208 Benzina 0,03 0,03 0,03
Totale 393,89 16,44 16,44
Attività: 07040000 Motocicli cc < 50 cm3
NOX (Mg ) PM10 (Mg ) PM2,5 (Mg )
208 Benzina 1,86 12,76 12,76
Totale 1,86 12,76 12,76
Motocicli cc > 50 cm3 Strade
Attività: 07050200
Extraurbane
NOX (Mg ) PM10 (Mg ) PM2,5 (Mg )
208 Benzina 4,98 0,21 0,21
Totale 4,98 0,21 0,21
Motocicli cc > 50 cm3 Strade
Attività: 07050300
Urbane
NOX (Mg ) PM10 (Mg ) PM2,5 (Mg )
208 Benzina 7,37 0,61 0,61
Totale 7,37 0,61 0,61PIANO DI AZIONE COMUNALE 2016 – 2020
Per quanto sopra indicato è utile stimare le emissioni dirette di NO 2 rispetto a quelle di NOx
per il traffico. Nella tabella seguente sono riportate le stime basate sulla composizione del
parco veicolare al 2015, così come fornito dai dati ACI. Le stime si riferiscono alle sole
automobili. Si ipotizza per semplicità un percorso per ciascuna autovettura di 10.000 Km/anno
realizzati nel territorio comunale. (1)
autovetture 2015 LIVORNO
85.298 t NO 2 t NOx
Benzina Diesel Gpl metano Benzina Diesel Gpl metano
Euro 0 2,7 0,6 0,4 0,0 66,8 4,3 8,4 0,0
Euro 1 0,1 0,2 0,0 0,0 7,7 1,7 0,4 0,0
Euro 2 0,7 1,4 0,0 0,0 16,5 11,1 0,5 0,0
Euro 3 0,2 6,1 0,0 0,0 6,8 22,6 0,2 0,0
2
Euro 3 con dpf 0,0 11,5 0,0 0,0 0,0 22,6 0,0 0,0
Euro 4 0,3 31,6 0,1 0,0 8,4 68,7 1,2 0,6
Euro 5 0,1 27,4 0,0 0,0 4,2 83,1 0,8 0,7
Euro 6 0,0 0,8 0,0 0,0 0,8 2,7 0,2 0,2
Totale 4,0 79,7 0,6 0,0 111,3 216,7 11,7 1,4
Come si può notare, la quasi totalità del biossido di azoto (NO 2 ) emesso dalle autovetture
riguarda i veicoli diesel Euro 3, Euro 4 ed Euro 5.
Deve essere sottolineato che rispetto all’emissione della molecola di NO 2 direttamente dallo
scappamento dei veicoli diesel sopra indicati, rilevabile direttamente dalle centraline di
traffico, l’emissione della molecola di NO richiede, per la sua trasformazione in NO 2 , tempi
tali da consentirne la sua dispersione su una vasta area e quindi contribuisce solo
marginalmente al superamento del valore limite registrato nelle centraline di traffico.
Le azioni da inserire nei PAC dovranno quindi riguardare sia la riduzione delle
combustioni in genere, ad esempio promuovendo il risparmio energetico e la produzione di
energia da fonti rinnovabili senza emissioni in atmosfera, quali il solare termico e
fotovoltaico, sia limitazioni alla circolazione dei veicoli che impattano maggiormente per
l’NO 2 .
1.3 Il PAC approvato nel 2011
Il Comune di Livorno con Deliberazione di Giunta Comunale n. 450 del 5.12.2011 ha
approvato il Piano di Azione Comunale per la qualità dell’aria (PAC) che prevedeva interventi
per la risoluzione della problematica relativa agli inquinanti PM 10 e NO 2 :
• Interventi strutturali nel Settore della Mobilità;
• Interventi strutturali nel Settore del Riscaldamento e del Risparmio energetico;
• Interventi per l’educazione ambientale e miglioramento dell’informazione al pubblico;
• Intergenti contingibili da porre in essere nelle situazioni a rischio di superamento dei
valori limite.
1
Si precisa che le emissioni indicate devono essere prese solo per un riferimento relativo e non come valori assoluti. I dati di
emissione da traffico per l’anno 2015 infatti saranno forniti dall’aggiornamento a tale anno dell’inventario IRSE tenendo
conto di una reale stima di percorrenza diversificata per tipologia di veicolo;
2
Poiché i dati di composizione del parco non permettono di distinguere per le autovetture euro 3 diesel quelle dotate di filtro
antiparticolato da quelle sprovviste, si è assunto per semplicità che tale ripartizione sia al 50%.PIANO DI AZIONE COMUNALE 2016 – 2020 Come evidenziato nel Paragrafo 1.2.5, la problematica relativa al PM10 è stata risolta. Permane solo la criticità legata all’NO2 nella stazione da traffico di Viale Carducci. 1.4 Azioni per il miglioramento della qualità dell’aria In linea con quanto previsto nelle linee guida regionali, l’Amministrazione prevede di attuare azioni nel settore della mobilità, nel settore del condizionamento degli edifici e del risparmio energetico ed interventi per l’educazione ambientale ed il miglioramento dell’informazione al pubblico. Le misure sono volte alla riduzione delle emissioni delle varie sostanze inquinanti ed in particolare dell’NO 2 , coinvolgono vaste aree della città e gran parte della popolazione. Per alcuni casi si tratta di ripetere interventi positivi già sperimentati (rotatorie) oppure le misure previste sono state già attuate ma possono avere bisogno di un affinamento ed essere estese a zone più ampie (es. zone pedonali, piste ciclabili). Partendo dallo stato di attuazione del precedente PAC e dallo stato di attuazione e connessioni con il PAES approvato nel 2014, vengono individuati progetti ed interventi di carattere strutturale per ridurre le emissioni e le azioni necessarie per determinare effetti positivi sulla qualità dell’aria livornese. A seguire vengono allegate le schede sintetiche delle singole azioni, che descrivono ogni singola attività o progetto, a tutela della qualità dell’aria, con tempi e costi tecnici stimati puramente indicativi, non costituenti vincolo al bilancio comunale. Come indicato nel dettaglio delle schede, alcuni interventi sono già in corso di realizzazione, altri sono già finanziati. Per gli altri interventi l’Amministrazione valuterà quali azioni potranno essere concretamente attuate, prevedendo nel proprio bilancio le somme necessarie o partecipando a bandi per l’ottenimento di finanziamenti esterni e, nel caso, adeguando gli strumenti di programmazione finanziaria. Di seguito si riporta l’indice delle schede suddivise per Macrosettori:
PIANO DI AZIONE COMUNALE 2016 – 2020
MACROSETTORE Scheda Denominazione dell’azione
M - MOBILITA’
Settore mobilita’ locale
M1 Revisione perimetro e disciplina ZTL, ZSC e ZPRU
M2 Sorveglianza divieti di sosta e fermata vicino alle scuole
M3 Razionalizzazione logistica urbana e flussi di traffico -LEZ
(Low Emission Zone)
Promozione trasporto pubblico
M4 Riorganizzazione TPL. Servizi di trasporto pubblico gratuito e
servizi trasporto a chiamata
M5 Realizzazione di bus-vie per il trasporto pubblico locale
M6 Promozione di servizi di pedi-bus per spostamenti casa-scuola
M7 Controllo dei percorsi pedi-bus
Razionalizzazione logistica urbana e flussi di traffico
M8 Fluidificazione traffico veicolare – intersezioni a rotatorie
M9 Fluidificazione traffico veicolare - onda verde impianti
semaforici
M10 Controllo infrazioni commesse dai conducenti dei veicoli nelle
corsie bus
Promozione mobilità pedonale e ciclabile
M11 Realizzazione/adeguamento piste ciclabili
M12 Realizzazione/adeguamento di parcheggi per biciclette
M13 Promozione rinuncia autoveicolo per andare al lavoro
M14 Servizio con pattuglie ciclomontate per controllo piste
ciclabili
M15 Bike sharing
Promozione della mobilità elettrica
M16 Car sharing elettrico
M17 Progetto Ecotravel – Motori fuoribordo elettrici marini
M18 Rete di ricarica pubblica veicoli elettrici
E - SETTORE EDILIZIA E ENERGIA
E1 Efficientamento energetico degli immobili pubblici –
Sostituzione
E2 Efficientamento energetico degli immobili pubblici -
Riqualificazione
E3 Modifica regolamento edilizio per il contenimento delle
emissioni in atmosfera
E4 Controlli alle caldaie
I - MISURE DI INFORMAZIONE ED EDUCAZIONE AMBIENTALE
I1 Domeniche ecologiche
I2 Progetti partecipativi con scuole e cittadinanza
I3 Progetti partecipativi con scuole
I4 Documentazione divulgativa inquinamento atmosferico
I5 Settimana Europea della Mobilità e altre iniziative di
sensibilizzazione sulla mobilità sostenibilePIANO DI AZIONE COMUNALE 2016 – 2020
2. INTERVENTI STRUTTURALI NEL SETTORE DELLA MOBILITA’ (M)
Gli interventi previsti nel presente Piano perseguono specifiche strategie mirate a soddisfare il
fabbisogno di mobilità della popolazione e a consentire una facile accessibilità alle aree più
critiche (solitamente rappresentate dal centro città) garantendo:
• la riduzione dei fenomeni di congestione nelle aree urbane caratterizzate da un’elevata
densità di traffico,
• l’incremento della capacità di trasporto pubblico e la riduzione dell’uso individuale
dell’auto privata,
• la riduzione dei consumi di carburante,
• l’utilizzo di mezzi di trasporto a “emissioni zero” e/o “ridotte emissioni”.
Le azioni, descritte nelle schede sintetiche nel paragrafo 5, sono raggruppate nelle seguenti
tipologie: Settore Mobilità Locale, Promozione trasporto pubblico, Razionalizzazione logistica
urbana e flussi di traffico, Promozione mobilità pedonale e ciclabile, Promozione della
mobilità elettrica.
2.1 Riferimento PAC 2011. Stato di attuazione
Azioni per la limitazione alla circolazione dei veicoli privati maggiormente inquinanti.
E’ vigente l’ordinanza sindacale n° 87776/2009, in vigore dal giorno 2 novembre 2009, che
prevede limitazioni alla circolazione dei veicoli maggiormente inquinanti. Le limitazioni
previste da tale ordinanza sono coerenti con quanto stabilito negli Accordi sottoscritti
volontariamente dalle Amministrazioni Locali e la Regione Toscana negli anni 2003-2010.
Nella tabella riportata alla pagina seguente sono riepilogate le limitazioni oggetto della citata
ordinanza concordate con le altre Amministrazioni Locali e la Regione Toscana in sede di
Tavolo Tecnico convocato ai sensi dell’Accordo 2007-2010 per il miglioramento ed il
mantenimento della qualità dell’aria.PIANO DI AZIONE COMUNALE 2016 – 2020
VEICOLI OGGETTO DI LIMITAZIONI ALLA CIRCOLAZIONE
Autovetture Limitazione
Autovetture M1 non catalitiche a benzina e
Autovetture Euro 0 diesel non omologate secondo la Dir. Dal Lunedì alla
91/441/CEE e successive Domenica
Autovetture M1 diesel non omologate orario: 0 – 24
Autovetture Diesel Euro 1
secondo la Dir. 94/12/CE e successive
Motoveicoli Limitazione
Ciclomotori non omologati ai sensi della
Ciclomotori Euro 0
direttiva 97/24/CE stage 2 e successive
Dal Lunedì alla
Ciclomotori Euro 1 a 2 Ciclomotori 2 tempi non omologati ai sensi
Domenica
tempi della direttiva 97/24/CE stage 2 e successive
orario: 0 – 24
Motocicli a 2 tempi non omologati ai sensi
Motocicli Euro 0 a 2 tempi
della direttiva 97/24/CE e successive
Veicoli Merci Limitazione
Veicoli per il trasporto merci N1 identificati
dal Codice della Strada all’art. 54, comma 1
Veicoli merci
lettere c,d con portata fino a 35 q.li non
Euro 0 < 3,5 t
omologati secondo la Dir. 91/441/CEE o
Dal Lunedì alla
93/59/CEE e successive
Domenica
Veicoli per il trasporto merci N2 e N3
orario: 0 – 24
identificati dal Codice della Strada all’art. 54,
Veicoli merci
comma 1 lettere d, e, h, i con portata
Euro 0 > 3,5 t
superiore a 35 q.li non omologati secondo la
Dir. 91/542/CEE fase I e successive
Veicoli per Uso Speciale Limitazione
Veicoli per il trasporto merci N1 identificati
dal Codice della Strada all’art. 54, comma 1
Veicoli per uso speciale lettera g con portata fino a 35 q.li non
Euro 0 < 3,5 t omologati secondo la Dir. 91/441/CEE o
Dal Lunedì alla
93/59/CEE e successive
Domenica
Veicoli per il trasporto merci N2 e N3
orario: 0 – 24
identificati dal Codice della Strada all’art. 54,
Veicoli per uso speciale
comma 1 lettera g con portata superiore a 35
Euro 0 > 3,5 t
q.li non omologati secondo la Dir.
91/542/CEE fase I e successive
Autobus Limitazione
Dal Lunedì alla
Autobus Euro 0 in servizio Autobus M2 e M3 non omologati secondo la
Domenica
di TPL Urbano Dir. 91/542/CEE e successive
orario: 0 – 24 (1)
Autobus Euro 0 in servizio Autobus M2 e M3 non omologati secondo la
La Domenica
turistico Dir. 91/542/CEE e successive
(1) A tale proposito, se evidenzia che l’ordinanza 87776/2009 non è stata aggiornata con le disposizioni in vigore dal 1/9/2010 in
quanto l’Azienda titolare del contratto di TPL non possiede autobus ricadenti nella tipologia in questione (cf. DGRT 183 del
23/2/2010). Relativamente alle limitazioni sopra indicate, l’Amministrazione Comunale ha individuato alcune deroghe, sempre in
coerenza con quanto indicato dal Tavolo Tecnico di cui sopra (rif. Delibera di Giunta Comunale n.375 del 02.10.2014).PIANO DI AZIONE COMUNALE 2016 – 2020 Aree assoggettate alle limitazioni della circolazione e modalità di attuazione L’area nella quale è vigente la richiamata ordinanza n° 87776/2009 è quella del centro città allargato, come sotto rappresentata. Aree soggette a limitazione della circolazione – Veicoli superiori a 3,5 t Attualmente vige anche il divieto di transito in alcune strade del centro per i veicoli di massa superiore alle 3,5 tonnellate. La zonizzazione attuale non è sufficientemente supportata da elementi valutativi coerenti con le limitazioni relative alla qualità dell’aria e, pertanto se ne prevede una revisione (si rimanda alla scheda progetto per il dettaglio). Aree soggette a limitazione della circolazione – ZTL, ZSC e ZPRU Alcune aree del centro urbano sono ricompresse nelle Zone a Traffico Limitato (ZTL “B”, “C”, “D” “E”, “K barrata” e “M barrata”) e attualmente corrispondono, all’incirca, all’area del Pentagono del Buontalenti (intorno alle Mura medicee). Altre aree, a corona del centro e a sud della città sono Zone a Sosta Controllata (ZSC “A”, “B”, “C”, “D” “E”, “F”, “J”, “K”, “M”, “R”, “S”) o Zone di Particolare Rilevanza Urbanistica (ZPRU come la zona Stadio). Attualmente l’Amministrazione Comunale, valutata la necessità di ridurre il congestionamento del centro dovuto al transito dei mezzi autorizzati in ZTL e la ‘dequalificazione’ e congestionamento degli spazi pubblici destinati alla sosta dei veicoli nelle ZTL e ZSC, ha in corso una revisione della disciplina di rilascio dei contrassegni in deroga, al fine di razionalizzare gli accessi e ridurre la sosta abusiva dei mezzi non autorizzati nelle ZSC (si rimanda alla scheda progetto per il dettaglio). L’Amministrazione Comunale ha, infine, recentemente realizzato una Zona a Traffico Limitato notturna nel quartiere “La Venezia” ubicato nel centro cittadino; tale intervento ha permesso di limitare l’accesso degli autoveicoli al quartiere, permettendo così di regolarizzare la sosta ed evitare congestionamenti in un’area particolarmente sensibile dove sono concentrate le attività di ristorazione e intrattenimento notturno.
PIANO DI AZIONE COMUNALE 2016 – 2020 Interventi per l’incentivazione di veicoli a minor impatto ambientale. Al fine di agevolare i veicoli a minor impatto ambientale, la disciplina vigente (approvata con Delibera della Giunta Comunale n. 375 del 02/10/2014) per l’accesso, il transito e la sosta in ZTL e per la sosta in ZSC e ZPRU, prevede che i veicoli con trazione esclusivamente elettrica, immatricolati per il trasporto di persone, possono liberamente accedere, transitare e sostare in ZTL senza limiti orari e senza contrassegno, previa comunicazione della targa. Per la sosta negli spazi dei residenti occorre anche l’esposizione di copia del libretto di circolazione per l’identificazione della modalità di alimentazione del veicolo. L’Amministrazione Comunale intende sostenere la mobilità elettrica sia incentivando ulteriormente la mobilità dei mezzi elettrici, estendendo queste facilitazioni anche agli autocarri e veicoli per il trasporto promiscuo completamente elettrici, sia implementando una rete di ricarica pubblica diffusa su tutto il territorio comunale. Attualmente è presente nel centro città una sola stazione di ricarica dei veicoli elettrici posta in Piazza del Municipio; al fine di potenziare tale servizio l’Amministrazione Comunale di Livorno ha partecipato recentemente ad una manifestazione di interesse, promossa da Regione Toscana, al fine di poter accedere al bando per la realizzazione di postazioni di ricarica elettriche. Nel dettaglio si prevede di installare n. 15 colonnine di ricarica distribuite sul territorio comunale (si rimanda alla scheda progetto per il dettaglio). Promozione della mobilità sostenibile. In riferimento alla promozione della mobilità sostenibile si fa presente che l’Amministrazione Comunale di Livorno, sulla base delle Linee di mandato approvate con delibera C.C. n. 108 del 9 settembre 2014 e del Documento Unico di Programmazione (DUP) 2016-2018 approvato con delibera C.C. n. 104 del 14 aprile 2016, ha assunto questo obiettivo come uno degli elementi più ambiziosi e qualificanti dell’azione pubblica. Lo sviluppo di una mobilità sostenibile passa da strategie ed azioni sia di breve che di medio/lungo termine, prima tra tutti l’elaborazione di un Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) e l’aggiornamento del Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU) con un percorso partecipato. Su questa base potranno essere ulteriormente promossi gli altri obiettivi specifici individuati nel DUP: il trasporto pubblico locale, la co-modalità, i percorsi ciclabili, la sicurezza stradale, il potenziamento delle infrastrutture e degli interventi di riduzione e moderazione del traffico privato (zone ‘30’, Ztl e aree pedonali ecc.) a favore degli utenti deboli della strada; la promozione e incentivazione all’uso dei mezzi elettrici e lo sviluppo di infrastrutture per la ricarica elettrica (Piano della mobilità elettrica), lo sviluppo di servizi e infrastrutture per una mobilità alternativa come il car sharing elettrico e il bike sharing (si rimanda alle schede progetto per il dettaglio). Sulla base di quanto riportato nel PAC 2011, l’Amministrazione Comunale ha realizzato nell’anno in corso un nuovo sistema di bike sharing, inaugurato il 09.06.2016, che conta n.7 stazioni dislocate sul territorio comunale per un totale di n. 54 cicloposteggi ed un numero massimo di biciclette pari a n. 30. In merito alle piste ciclabili, di seguito, si elencano le opere realizzate nel corso di questi anni: 2013 - Pista ciclabile Viale Boccaccio (850 ml); 2014 - Pista ciclabile bidirezionale Viale Nazario Sauro (750 ml);
PIANO DI AZIONE COMUNALE 2016 – 2020 2016 - Pista ciclabile monodirezionale Via Roma (150 ml); 2016 - Pista ciclabile bidirezionale Via De Larderel (250 ml) – in corso; 2016 – Pista ciclabile monodirezionale Via delle Sorgenti (200 ml) – in corso; 2016 – Pista ciclabile bidirezionale Piazza Micheli/Piazza Mazzini (600 ml) – in corso. A corredo delle piste ciclabili sono stati installati una serie di ciclo posteggi per ampliare la dotazione di stalli bicicletta sul territorio comunale: 2014 – Via Pieroni n. 30 cicloposteggi; 2014 – Vari cicloposteggi sul territorio comunale n. 94. Per quanto riguarda gli interventi infrastrutturali tesi alla fluidificazione del traffico veicolare e all’abbattimento dei livelli di inquinanti, l’Amministrazione Comunale sta realizzando nell’ambito del progetto - Seconda rimodulazione Patto Territoriale di Livorno – Progetto “Patto Territoriale – Interventi sulla viabilità tra Porta a Mare ed il Pentagono del Buontalenti” – n. 3 intersezioni a rotatoria in Piazza del Pamiglione, Piazza Micheli e Piazza Giovine Italia. Di seguito si riportano ulteriori interventi realizzati nel corso di questi anni: 2013 - Intersezione a rotatoria in Via N.Sauro/Via dei Pensieri; 2013 - Intersezione a rotatoria in Via N.Sauro/Via da Verrazzano; 2014 - Intersezione a rotatoria Piazza del Municipio; 2014 - Intersezione a rotatoria in Via delle Sorgenti/Via della Livornina. Relativamente all’incentivazione dell’uso del mezzo pubblico, recentemente l’Amministrazione Comunale ha deciso di rendere gratuite alcune linee del servizio di trasporto pubblico effettuate in orario notturno, oltre ad attivare in via sperimentale, su alcuni percorsi urbani, un servizio a chiamata sostitutivo del mezzo pubblico effettuato mediante taxi a percorso fisso. Questo servizio è gratuito per gli abbonati del TP, mentre per tutti gli altri utenti è effettuato al prezzo del biglietto urbano -1,20 €- (rif. scheda di dettaglio). Relativamente all’ampliamento delle aree pedonali si indicano di seguito gli interventi attuati in questi anni: 2014 - Progetto Modì Livorno – riqualificazione Piazza Grande e relativa pedonalizzazione; 2016 - Progetto - Seconda rimodulazione Patto Territoriale di Livorno – Progetto “Patto Territoriale – Interventi sulla viabilità tra Porta a Mare ed il Pentagono del Buontalenti” – riqualificazione Piazza del Municipio e relativa pedonalizzazione. Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile –PAES- approvato con D.C.C. n. 166 del 7 novembre 2014 e ss.mm.ii. - Stato di attuazione e connessioni con il PAC. Il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile del Comune di Livorno individua la mobilità sostenibile come uno degli Assi di intervento principali per ridurre le emissioni di CO 2 entro il 2020. Per questo Asse di intervento, il PAES descrive puntualmente sia i progetti già realizzati dall’Amministrazione nel periodo precedente – cui si rinvia per approfondimenti - sia le Azioni programmate, di breve e di medio-lungo termine, da realizzare in futuro. Queste azioni sono sintetizzate nella tabella seguente evidenziando lo stato di attuazione e l’eventuale connessione con una o più schede del presente PAC:
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