MURALES La fantasia al muro - NET

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Anno 17 - 21 giugno 2020 n° 23
Periodico di informazione e attualità per i ragazzi di 8/11 anni

MURALES
La fantasia
 al muro
MURALES La fantasia al muro - NET
I murales, la fantasia al muro

Per riqualificare le periferie e i quartieri degradati, i "murales", esprimono la vo-
glia di rinascita.

I monumenti ed il patrimonio architettonico rappresentano la Storia e il Passato
di una città e meritano non solo cura ed attenzione da parte degli abitanti, ma
anche l’ammirazione dei visitatori forestieri. Tuttavia, all’interno di una grande
metropoli, esistono alcuni quartieri degradati e problematici che non vanno di-
menticati, ed ecco che i murales sui muri dei quartieri più degradati compaiono
sui muri dei quartieri più degradati della città.

I dipinti murali costituiscono una forma di espressione artistica che ebbe origine
nell’America centro-meridionale e si diffuse rapidamente in ogni continente. Al
giorno d’oggi le opere d’Arte realizzate all’aperto, su muri scalcinati o saracine-
sche contorte, hanno perduto l’originaria carica rivoluzionaria o celebrativa e,
anche se, certe volte, qualche autore azzarda sarcastiche denunce sociali, gene-
ralmente i murales hanno assunto un valore unicamente estetico e sono stati to-
talmente accettati.
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A Palermo i murales in spazi pubblici

Al fine di evitare che le pareti vengano imbrattate senza criterio da qualsiasi van-
dalo di passaggio, il Comune di Palermo ha creato un Albo di artisti qualificati
ed autorizzati a produrre i loro lavori in 28 spazi pubblici individuati per acco-
gliere opere temporanee, permanenti o semi-permanenti. Tuttavia non tutti gli
street artist attivi sul territorio sono favorevoli alla forma di regolarizzazione adot-
tata.

Lungo le pareti dei sottopassaggi di Brancaccio, costruiti per superare la ferrovia
che attraversa il quartiere, sono stati realizzati diversi murales per rendere le mo-
derne infrastrutture simili a delle variopinte “gallerie d’arte”.

Nella zona in cui un tempo scorrevano le malsane acque del fiume Papireto, oggi
si snodano le intricate viuzze del rione Danisinni. Le iniziative e i progetti intra-
presi in questo quartiere sembrano affrontare concretamente i disagi derivati
dall’ambiente.

Nonostante molti problemi irrisolti, i quartieri disagiati riescono, con la sempli-
cità dei murales e la naturale cordialità della gente, a sorprendere positivamente
anche i visitatori meno indulgenti.
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Murales a Samugheo e la cabina elettrica
                    di E-distribuzione diventa un'opera d'arte

La cabina elettrica di E-Distribuzione nel quartiere Sa Rughe ‘e linna a Samu-
gheo è stata trasformata in un’opera d’arte da Mauro Patta, un poliedrico artista
del nuorese, diventato uno dei maggiori esponenti dell’antica arte dei murales.

Dalla collaborazione tra un gruppo di cittadini del quartiere, E-Distribuzione e
Mauro Patta è nata una bellissima sintesi artistica della cultura e della tradizione
locale. Ai dettagli dei tessuti e dei ricami dell’abito femminile e maschile tradi-
zionale Samughese, si accostano richiami alle principali espressioni culturali e
artistiche del luogo, quali la tessitura.
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Roma, 130 murales sulle scuole
                 per salvare l'ambiente

Il progetto di David Diavù Vecchiato, una delle firme italiane più importanti
dell’Urban Art, racconterà i danni che stiamo provocando al nostro habitat na-
turale utilizzando il linguaggio dell’arte: grandi murales e altri interventi di
Street art e attività laboratoriali per studenti.

ARIA è un progetto internazionale e multidisciplinare che, in ogni città del
mondo, assume una connotazione specifica e si collega a partner locali in modo
da garantire la dimensione site-specific dei vari interventi. A Roma il progetto
parte in maniera condivisa e partecipata dal quartiere Quadraro, in cui Diavù
10 anni fa iniziò il noto progetto MURo Museo di Urban Art di Roma.

Dopo la tappa romana, ARIA volerà in Portogallo, con una mostra, un murale
e un workshop durante il festival SeteSóis Sete Luas, aprendo così la stagione
internazionale del progetto. I primi interventi urbani di Poster Art di Diavù ri-
salgono al 1992 e dello stesso anno sono le prime pubblicazioni di suoi fumetti
ed illustrazioni.
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A Fano un murales
                          per ricordare l’elefantessa uccisa

Un’elefantessa incinta è morta dopo aver ingerito un ananas imbottito di petardi.
Le strazianti immagini dell’animale in fin di vita che cerca sollievo in un fiume
sono state postate da un ufficiale forestale che ha partecipato ai tentativi di soc-
corso, ed hanno fatto il giro del mondo. “Scusa sorella – ha scritto su Facebook
Mohan Krishnan, l’agente che ha assistito alla morte dell’elefante e scattato le
foto -. Con la bocca e la lingua distrutte dall’esplosione, camminava affamata
senza riuscire a mangiare. Ma forse deve essere stata più preoccupata per la sa-
lute del cucciolo dentro di sé che per la sua fame”.

Il primo cittadino di Fano colpito da questo crudele episodio ha invitato gli ar-
tisti a realizzare un murales che rappresenti l’elefantessa ed il suo piccolo, che
sia di monito e diventi un simbolo della città contro ogni violenza e maltratta-
mento nei confronti degli animali, per una Fano che difende e tutela ogni forma
di vita del pianeta.
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Pepe Gaka, giovane artista italiano
        che ha dipinto il murale più “alto” d’Asia
Ha attraversato il mondo in vespa, partendo da Torino per arrivare a Tokyo.
Lo scorso anno ha dipinto il murales più alto in Asia, a Karachi, in Pakistan:
87,5 metri di altezza.

L’iniziativa, è stata promossa dall’organizzazione non governativa «I’m Kara-
chi», in collaborazione con l’International Public Art Festival della città paki-
stana. Lo scopo dell’opera, che si è materializzato su un edificio del Port Trust,
è «celebrare le coste» della zona e in particolare le piante di mangrovia, minac-
ciate dal crescente degrado ecologico. “In questo murale — dichiara Gaka —
abbiamo raffigurato la costa di Karachi che va fino all’India. Il messaggio ri-
guarda la protezione dell’ambiente”.

Ma chi è Pepe Gaka?

Giuseppe Percivati, in arte Pepe
Gaka, è nato a Torino nel 1985.
Ha scelto Pepe, comune sopran-
nome per Giuseppe, e Gaka
come cognome, che vuol dire pit-
tore in giapponese.

Per amore, nel 2009, è partito da Torino in vespa alla volta di Tokyo. Aveva pro-
messo alla fidanzata giapponese che sarebbe andato in Giappone in Vespa. Ed
ha mantenuto la promessa. La sua vespa è adesso nel museo del Tokyo Vespa
fan club e ha raccontato il viaggio sul suo blog.

Per un po’ di tempo è stato un madonnaro, in Australia, dalla fine del 2011 al
2016. Poi ha iniziato a dedicarsi ai murales.

“Fare il madonnaro e riprodurre i quadri su tela in pubblico, replicando al me-
glio dipinti di grandi maestri del passato quale Caravaggio, Kramskoi, Miche-
langelo, Mucha, Waterhouse, Dicksee, e molti altri, mi ha permesso di imparare
da ognuno di essi qualcosa, che ho poi potuto infondere nei miei murale”.

Vive tra Stati Uniti, Europa e Filippine, ha realizzato murales un po’ in tutto il
mondo (Canada, Germania, Australia, Giappone), con una particolare atten-
zione ai temi di natura sociale.
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Un gigantesco murales ispirato a Van Gogh
          L’arte può portare il suo contributo nella sen-
          sibilizzazione sull’importanza del riciclo.
          L’artista venezuelano Oscar Olivares, ha rea-
          lizzato un murales ecologico utilizzando scarti
          di bottiglie e oltre 200 mila tappi di plastica.

          L’opera e si trova a Caracas, nel quartiere di El
          Hatillo. La realizzazione è stata possibile anche
          grazie al contributo della ONG Okospiri e del
          Movement in Architecture for the Future.

          Un’opera ibrida, che riesce a sintetizzare ele-
          menti prettamente ispirati all’arte e allo stile di
          Van Gogh, a immagini che richiamano la pecu-
          liare cultura del luogo. Il murale raffigura la
          città di Caracas di notte dove nel cielo volteg-
          giano due UFO, raffigurazioni della connes-
          sione tra l’essere umano e lo spazio. Ai girasoli
          che richiamano anch’essi l’artista olandese si
          contrappongono quattro pappagalli ara di di-
          verse dimensioni e un Araguaney, l’albero na-
          zionale     del    Venezuela.     Nella     firma
          “Oko-mural”, anche un piccolo omaggio alla
          ONG OkoSpiri.

          Questo ecomurale è un ottimo esempio di ri-
          qualificazione urbana, è uno dei più grandi del
          Sud America e il primo in Venezuela: ha un’al-
          tezza che varia tra i 3,5 e i 7 metri ed è lungo
          45 metri. Olivares, aiutato da un team di ope-
          rai, ha impiegato 3 mesi per completare la sua
          coloratissima opera.

          La parte più stimolante è stata il dover racco-
          gliere i tappi dei colori necessari, specialmente
          quelli gialli. Il suo scopo è stato quello di stabi-
          lire un contatto umano per sensibilizzare le
          persone alla salvaguardia dell’ambiente, fa-
          cendo riflettere sull’importanza del riciclo.
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I silos delle terre australiane desolate
                    sono ora opere d’arte

La street art diventa rurale. Le storie delle persone del posto sono immortalate
in questi capolavori.

Opere d’arte che si insinuano, meravigliosamente, nella natura e che raccontano
storie di persone, di culture e tradizioni di una parte di un Paese, incredibilmente
bello e complesso come l’Australia rurale.

Imponenti e grandissimi, funzionali ed esteticamente impattanti, sono i silos gi-
ganteschi che dominano il panorama campestre australiano e che sono stati scelti
da alcuni street artist come tele dei loro capolavori. Quelli che sono da sempre
componenti indispensabili delle sterminate coltivazioni di grano dell’Australia
rurale, ora sono opere d’arte, motivo di orgoglio degli abitanti delle piccole città
di campagna circostanti.

E così, da Thallon, città australiana del Queensland, che ha rischiato molte altre
di scomparire nel nulla, a Weethalle, piccola città nella regione centro-occiden-
tale del New South Wales, i silos hanno iniziato a prendere vita con le raffigura-
zioni di uccelli locali e animali da fattoria immortalati al tramonto o quelle
relative alle principali attività agricole dei territori.

E così, quella parte di Australia più nascosta, e apparentemente dimenticata, è
rinata, mostrandosi al mondo nella sua veste più bella.
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Solstizio d’estate: 20 o 21 giugno?

In questo pazzo, pazzo 2020 cadrà il 20…non è un gioco di
numeri!

In genere si dice che il 21 giugno è giorno più lungo del-
l’anno, quando ufficialmente inizia la stagione estiva ed è la
giornata con più luce, oltre 15 ore!

Il solstizio d'estate è il giorno in cui il sole raggiunge il punto
di declinazione massima lungo l'ellittica, cioè il percorso ap-
parente, perché in realtà è la Terra a muoversi, che la stella
compie all'interno della sfera celeste. Il 21 giugno il sole rag-
giunge il punto di altezza massima nel cielo, dando così ori-
gine alla giornata più lunga dell'anno perché al sole serve più
tempo per scendere oltre l'orizzonte. In dicembre, invece, con
il solstizio d’inverno, che avviene il 21 dicembre, il sole è nel
punto più basso, sempre in cielo e sopra l'orizzonte e, di con-
seguenza, si ha la notte più lunga dell’anno perché al sole
serve meno tempo per calare oltre l'orizzonte. Non a caso, la
parola solstizio viene dal latino Solis statio: fermata, arresto
del Sole.

Ma l'estate non comincia sempre il 21 giugno…

Il solstizio ritarda di circa 6 ore ogni anno a causa della co-
siddetta "precessione degli equinozi", ossia lo spostamento
dell’asse attorno al quale la Terra compie la rotazione gior-
naliera. Tutto questo, però, si azzera ogni quattro anni con
l'anno bisestile, quando febbraio è di 29 giorni, come que-
st’anno. Questo è un sistema escogitato a tavolino per evitare
lo slittamento delle stagioni sul calendario. Ciò significa che
il solstizio d'estate rimane sempre il 21 giugno, a parte qual-
che rara eccezione, come in questo pazzo 2020, quando
cadrà il 20.
Solstizio d’estate: 20 o 21 giugno?

Il primo giorno di primavera è invece detto equinozio, dal
latino equus nox, letteralmente: uguale notte. Durante
l’equinozio, infatti, la durata del giorno è uguale a quella
della notte. Questo fenomeno avviene solo due giorni al-
l’anno: il 21 marzo, primo giorno di primavera, e il 21 set-
tembre, primo giorno d’autunno.

Curiosità
Il complesso neolitico di Stonehenge è uno dei posti più mi-
stici del pianeta e, a causa della disposizione dei megaliti
che compongono il sito, durante il solstizio d'estate, un fa-
scio di luce attraversa un portale e colpisce esattamente la
Heel Stone, l'altare di pietra al centro del complesso.

In antichità il solstizio era ritenuto da molte civiltà un mo-
mento di grande connessione con l'elemento divino, poiché
si pensava che la grande quantità di Luce fosse una diretta
manifestazione degli dei.

Il Cristianesimo ha dedicato questo giorno alla natività di
Giovanni Battista, il predicatore che battezzò Gesù.

Si dice che tra il 21 e il 24 giugno sia il periodo migliore
per raccogliere le piante officinali usate a scopi farmaceu-
tici come ad esempio: la melissa detta anche l’erba di San
Giovanni.

Dopo il 21 giugno i minuti di luce per ciascuna giornata co-
minceranno a diminuire poco alla volta, ma il divertimento
aumenta perchè la scuola è finita per tutti e si va in va-
canza!

W l'estate!
Cresce la voglia di andare in vacanza

Buone notizie per il turismo, cresce la voglia di andare in va-
canza degli italiani. Dopo un ovvio stop dei mesi scorsi, le
intenzioni di fare le valigie tra giugno e agosto. Non ci con-
cederemo vacanze di settimane ma i viaggi saranno brevi.
L’orientamento è di stare fuori per tre giorni. Secondo un e
sale l’appeal per la montagna.

Andare in montagna

Il motivo è ovvio: spazi aperti e più sicuri. Purtroppo la paura
del coronavirus è ancora viva in noi. Prende quota la vacanza
nel verde e crolla quella per il mare. Stesso discorso vale per
il turismo culturale: le città d’arte non saranno tra le mete
gettonate. Si cercherà di fare a meno di visitare musei, mo-
numenti e mostre. La propensione è di stare all’aria aperta
ma sempre avendo il giusto distanziamento sociale.

La crisi delle città d’arte

La poca propensione a fare le vacanze nelle città d’arte è una
doccia fredda non solo per le attività turistiche ma anche per
i negozi al dettaglio. Meno turisti nelle città vuol dire anche
meno affari per tutti. Lo shopping è tra gli obiettivi della va-
canza meno citati. Un campanello di allarme per quelle atti-
vità dei servizi e del commercio locali che confidano sui
turisti, ben più che sui residenti, per realizzare i loro obiettivi
di volume d’affari.

Vacanze brevi

Stare massimo tre giorni fuori casa è l’idea prevalente degli
intervistati. Cresce la voglia di andare in vacanza ma non i
giorni per godersi il relax. Allontanarsi da casa non è tra le
priorità e molti resteranno nella propria regione anche per
favorire l’economia territoriale.
Costa, riva e spiaggia…qual è la differenza

  Esistono piccole differenze tra queste parole, che defini-
  scono ambienti naturali con caratteristiche precise. Ecco un
  piccolo "vocabolario" per distinguerle!

  SPIAGGIA. La spiaggia è composta da un accumulo di se-
  dimenti non consolidati (sabbia, ghiaia, ciottoli, ecc.). Si
  estende dalla linea della marea medio-bassa per qualche
  tratto con distinte caratteristiche "fisico-geografiche": ad
  esempio dalla scogliera o dalle dune fino al punto in cui ini-
  zia la vegetazione permanente.

  COSTA. La costa, detta anche litorale, è una striscia di
  terra di lunghezza e larghezza indefinite (possono essere de-
  cine di chilometri). La costa si estende verso l'interno par-
  tendo dalla riva del mare, è la prima parte del terreno e la
  "linea di demarcazione" tra acqua e terra.

  RIVA. La riva è la striscia di terra che delimita qualsiasi
  specchio d'acqua naturale. Può essere coperta dalle maree
  e dalle onde. Una costa di materiali non solidi è di solito
  chiamata spiaggia.
FINIRÀ BENE, ERMAL META
             Finirà bene per te e pure un po’ per me

“Questo non è buio sono solo gallerie … “

Questa è la frase iniziale di una canzone presentata in un
primo momento in una toccante versione acustica, a sor-
presa, tra le mura che contano i nostri respiri da circa due
mesi, sulla sua pagina Instagram da Ermal Meta.

Ben presto ha fatto il giro della rete attraverso persone che
l’hanno sentita propria nonostante non fosse nella versione
definitiva; ma spesso non è importante la faccia di una per-
sona: ci colpisce ciò che quella persona ci trasmette in un’al-
chimia molto vicina alle emozioni che genera la musica.
Una canzone scritta a Gennaio che si appoggia con energica
eleganza in questo momento molto particolare, dove spe-
ranza e sofferenza si passano la mano ogni giorno e dove
come fosse un mantra ci ripetiamo che “Finirà Bene”.

“Finirà bene per te e pure un po’ per me
Finirà bene anche se non ci vuoi credere”

L’affetto riservato a questo brano, ha portato l’autore a defi-
nirlo in tutte le sue parti e a vestirlo con gli abiti di un guer-
riero contemporaneo grazie anche ad un tappeto
sonoro/corale fastoso che strizza l’occhio a sapori balcanici.

“E una rivoluzione pure in due si può iniziare”

Finirà Bene arriva inaspettato e come tutte le belle cose ina-
spettate ce lo godiamo, ripensando alla frase di apertura, ben
sapendo che prima o poi anche la galleria più lunga finisce.

“Finirà che non dura per sempre
Non ti preoccupare … Finirà Bene”
La Giornata Mondiale del Vento
                                     (Global Wind Day)

                      Esiste anche la Giornata Mondiale del Vento e si festeggia
                      in tutto il mondo il 15 giugno, per promuovere l’energia del
                      vento come fonte pulita e inesauribile.

                      Secondo i dati Anev (Associazione Nazionale Energia del
                      Vento) sul territorio nazionale sono installati 6.909 aeroge-
                      neratori di varia taglia per un totale di potenza installata
                      pari a 9.944 MW. La quota di energia prodotta nel 2018 è
                      stata di circa 17,3 TWh, pari al fabbisogno di 17 milioni
                      circa di persone. Un buon dato, ma ancora molto lontano
                      dalla potenza installata in paesi come Spagna (23.494 MW
                      nel 2018) e Germania (59.300 MW). Grazie al vento, sono
                      stati risparmiati circa 21 milioni di barili di petrolio, corri-
                      spondenti a circa 10 milioni di tonnellate di emissioni ri-
                      sparmiate di CO2.

Soc. Ed. Calore srl Fraz. Seude, 84069 Roccadaspide (SA). Redazione Via Magna Graecia, 332 84047 Capaccio(Sa) - ipiccoli@unicosettimanale.it - www.ipiccoli.org
Tel. 0828.1992339 - Fax 0828.1991331
Direttore Responsabile: Bartolo Scandizzo. In redazione: Gina Chiacchiaro - Cell: 329 5425519
Collaboratori: Diodato Buonora, Antonella Chiacchiaro, Nunzia D’Angelo, Veronica Gatta, Chiara Sabia. Grafica: Veronica Gatta
Iscritto al Registro della Stampa Periodica al N. 108 c/o il Tribunale di Vallo della Lucania il 26/06/2003
Il punto di riferimento degli argomenti trattati sul giornale è, soprattutto, Focus Junior. - L’inserto è realizzato grazie al contributo della Bcc di Aquara.
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