Lo schema EU-ETS ed i crediti forestali: analisi di possibili scenari per il periodo 2013-2020 - SISEF.ORG

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Lo schema EU-ETS ed i crediti forestali: analisi di possibili scenari per il periodo 2013-2020 - SISEF.ORG
Copyright 2009 © by the Italian Society of Silviculture and Forest Ecology.
doi: 10.3832/efor0601-006

Lo schema EU-ETS ed i crediti forestali: analisi di possibili scenari per il
periodo 2013-2020

Bonomi A* (1), Droghei G (2), Lumicisi A (3)

(1) Ingegnere libero professionista, Trento (Italy); (2) Dipartimento di Economia, Università degli Studi di Trento,
Trento (Italy); (3) Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, v. C. Colombo, 44, I-00147 Roma
(Italy) - *Corresponding Author: Alberto Bonomi (alberto.bonomi@email.it).

Abstract: The EU-ETS scheme and the forest credits: analysis of possible scenarios for the period 2013-2020. Accor­
ding to art. 3.3 and 3.4 of the Kyoto Protocol it is possible to achieve the emissions reductions goals through
removals by sinks resulting mostly from afforestation, reforestation and forest management activities. At the
moment the EU-ETS scheme does not allow the trade of LULUCF credits, though the member states can use
the RMUs or develop CDM projects on afforestation and reforestation (tCER/lCER) to achieve the emissions
reductions goals. This paper will focus on the impact on the EU-ETS allowance price of the trade of LULUCF
credits and will analyze the key-role that the rewarding of avoided deforestation credits (REDD credits)
could play against the deforestation of Amazon Rainforest.

Keywords: LULUCF, Forest Management, Amazon, Avoided Deforestation Credits, EU-ETS, Post-Kyoto, 20-
20-20

Received: July 03, 2009; Accepted: Oct 05, 2009

Citation: Bonomi A, Droghei G, Lumicisi A, 2009. Lo schema EU-ETS ed i crediti forestali: analisi di possibili scenari per
il periodo 2013-2020. Forest@ 6: 349-356 [online: 2009-11-23] - doi: 10.3832/efor0601-006.

Introduzione                                                  to da foreste (FAO 2007) e si stima che la quantità
  Lo schema EU-ETS, il più grande mercato di per­             globale di carbonio potenzialmente fissabile dalle at­
messi di emissione (crediti) attualmente attivo a li­         tività forestali varia da 60 a 87 miliardi di tonnellate
vello mondiale, esclude, al momento, i crediti deri­          nei prossimi 50 anni (pari al 12-25% delle emissioni
vanti da attività LULUCF (Land Use Land use Change            globali previste per lo stesso periodo secondo uno
and Forestry). La Commissione Europea motiva tale             scenario business as usual - IPCC 2001). L’elevato tas­
posizione con la difficoltà nella contabilizzazione di        so di deforestazione di questi ultimi decenni ha cau­
crediti non permanenti (come è il caso dei                    sato un flusso annuo di emissione di C in atmosfera
tCER/lCER da progetti AR CDM), e quindi a poten­              di 1.6 ± 0.8 miliardi di tonnellate (FAO 2007), 2.2 ±
ziale rischio di rilascio di CO2 in atmosfera (Streck         0.8 miliardi di tonnellate di C secondo Houghton
2008), nonché per il timore che la loro immissione            (2003). Le foreste e la deforestazione giocano quindi
sul mercato (e questo vale in generale per tutti i cre­       un ruolo centrale nelle azioni atte a contrastare il
diti forestali, inclusi quelli da progetti nazionali,         cambiamento climatico, e non possono rimanere ai
RMU) possa abbattere il prezzo dei permessi di                margini delle politiche tese alla riduzione delle emis­
emissione, rendendo così più conveniente per le im­           sioni di gas serra (mitigazione), ma, al contrario, de­
prese investire in progetti forestali piuttosto che in        vono svolgere un ruolo da protagonista, come già
tecnologie a bassa emissione, considerate strategica­         sancito dal Protocollo di Kyoto (art. 3.3, 3.4, 6, 12).
mente più importanti in quanto ritenute fondamen­             Ruolo che dovrà concretizzarsi alla prossima Confe­
tali per il raggiungimento della sicurezza energetica         renza di Copenhagen (COP15) nel dicembre di que­
dell’Europa. Attualmente il 30% della superficie del­         st’anno. Il presente articolo cerca di stimare quale
le terre emerse, pari a 3.9 miliardi di ettari, è occupa­     potrebbe essere l’effettivo impatto dei crediti da atti­

Forest@ 6: 349-356 (2009)                                                                                             349
Lo schema EU-ETS ed i crediti forestali: analisi di possibili scenari per il periodo 2013-2020 - SISEF.ORG
Bonomi A et al. - Forest@ 6: 349-356

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                                                                                           paesi A e B (fonte: Cri­
                                                                                           qui & Kitous 2003).

vità LULUCF sullo schema EU-ETS nell’ipotesi che           carbon-free (energia rinnovabile, energia nucleare). Le
possano essere scambiati sul mercato nel periodo           curve che descrivono l’andamento del costo margi­
2013-2020, e le opportunità offerte nella lotta alla de­   nale di abbattimento, le cosiddette MAC (Marginal
forestazione.                                              Abatment Cost) presentano un andamento quadratico
                                                           e possono, pertanto, essere descritte nella seguente
Individuazione di una metodologia per la                   forma analitica (eqn. 1):
stima del prezzo dei Permessi di Emissione                                             2
nello Schema EU-ETS                                                            P=aQ bQ
  Per un singolo paese il costo di abbattimento mar­       dove Q è la quantità di abbattimento in milioni di
ginale delle emissioni di CO2 rappresenta il costo ne­     tonnellate di carbonio (Mt C), P è il costo marginale
cessario per abbattere l’emissione dell’ultima tonnel­     o prezzo ombra ed a e b i coefficienti.
lata di CO2 al fine di adempiere agli obblighi di ridu­      In assenza di un mercato, i costi globali CG, per
zione imposti, ovvero il costo di riduzione di una         adempiere agli obblighi imposti, sono dati dalla
tonnellata di CO2 da parte dell’impianto marginale         somma dei costi totali di ciascun paese.
(ovvero l’impianto che deve sostenere i costi maggio­        Supponiamo di avere due paesi: A e B. In presenza
ri per la riduzione delle emissioni). I costi marginali    di un mercato gli obiettivi di riduzione e le curve
di abbattimento sono specifici per ogni paese e di­        MAC vengono aggregate ottenendo la curva MACA+B
pendono principalmente da 3 fattori (Criqui & Ki­          che considera il raggiungimento dell’obbiettivo glo­
tous 2003): 1) il livello iniziale dei prezzi dell’ener­   bale QA+B.
gia: un equivalente prezzo del credito avrà un impat­        I costi per adempiere agli obblighi globali dati dal­
to percentuale maggiore nei paesi dove le tasse e i        l’area 0QA+Bz sono necessariamente più bassi rispetto
prezzi dell’energia sono più bassi per i consumatori;      alla sommatoria dei singoli costi totali in assenza di
2) la struttura dell’offerta di energia: un paese che      flessibilità (0QAx + 0QBy).
utilizza fonti per la produzione di energia elettrica        Dalla Fig. 1 emerge che il paese A ridurrà meno del
con alto contenuto di C, come il carbone, può ridurre      dovuto, acquistando in permessi la quota rimanente:
le emissioni a costi marginali più bassi, (ad esempio      QA-Q’A; il paese B invece venderà i permessi per una
attraverso una conversione degli impianti a gas natu­      quantità pari a Q’B-QB. La domanda e l’offerta di per­
rale); 3) il potenziale di sviluppo di fonti di energia    messi si eguagliano quando il prezzo eguaglia il co­

Fig. 2 - Commercio dei
diritti di emissione tra il
paese A e il paese B (fonte:
Criqui & Kitous 2003).

350                                                                                          Forest@ 6: 349-356 (2009)
Lo schema EU-ETS ed i crediti forestali

                                                                                Fig. 3 - Confronto tra le curve
                                                                                MAC dei diversi modelli (fonte:
                                                                                Viguir et al. 2003).

sto marginale e più precisamente, al prezzo                 ETS 2008-2012;
P=MACA+B (Criqui & Kitous 2003 - Fig. 2).                 3. la stima del prezzo dei permessi nello schema
  Nella Fig. 3 si riportano le curve MAC di tre mo­         EUETS 2013-2020;
delli: PRIMES, EPPA e POLES per l’Unione Europea,         4. l’inserimento dei crediti RMU nello schema EU-
Stati Uniti e Giappone (PRIMES riguarda solo l’Eu­          ETS 2013-2020;
ropa). Le curve di costo marginale di abbattimento        5. l’inserimento dei crediti da “REDD” nello schema
dei paesi Annex B (EU 15, Bulgaria, Repubblica Ceca,        EU-ETS 2013-2020;
Estonia, Lituania, Lettonia, Monaco, Romania, Slo­        6. l’inserimento dei crediti da “REDD” e RMU nello
vacchia, Slovenia, Svizzera, USA, Canada, Ungheria,         schema EU-ETS 2013-2020.
Giappone, Polonia, Croazia, Nuova Zelanda, Russia,
Ucraina, Norvegia, Australia, Islanda), calcolate con i   La stima del prezzo dei permessi nello schema EU-
3 modelli, appaiono diverse e ciò dipende essenzial­      ETS 2008-2010
mente dalle variazioni nelle proiezioni delle emissio­      Dalla differenza tra le quantità di CO2 emesse nel
ni e dalla metodologia usata nella stima delle curve      corso dell’anno dagli impianti regolati dalla direttiva
MAC. Le curve MAC per l’UE sono molto vicine per          ed il numero di permessi allocati annualmente nello
i modelli POLES e PRIMES, sebbene dal primo risul­        stesso periodo (somma dei PNA II) otteniamo la dif­
ti un prezzo superiore rispetto al secondo modello.       ferenza Q di quote che devono essere reperite sul
La curva ottenuta con il modello EPPA, invece, è più      mercato (Tab. 1).
bassa che negli altri modelli, ma le emissioni sono
                                                             Q=emissioni EU −ETS MtonCO 2 /anno­
maggiori nello scenario di riferimento.
  Attraverso un accurato lavoro di sintesi operato nel        permessi di emissione MtonCO 2 /anno
corso del Dottorato della Dr. Giordana Droghei
                                                                       Q=2543.50−2080.93=
(Droghei 2007) e basato sul lavoro di Criqui & Kitous
(2003) si sono analizzate le curve MAC dei singoli
                                                                       =462.47 MtonCO 2 /anno
Paesi utilizzate per il modello POLES, e si è ricavata      La curva MAC utilizzata esprime il prezzo in US$
la curva aggregata MAC dell’EU allargata (vedi eqn.       (riferiti al 2003); al fine di ottenere il prezzo equiva­
1), parametrizzata come segue: a = 9.81·10-17 e           lente espresso in euro, è necessario considerare il
b = 2.19·10-08.                                           Consumer Price Index rapportato all’anno 2008 e quin­

Scenari di analisi                                        Tab. 1 - Le emissioni previste ed i PNA proposti ed
  Di seguito verranno analizzati possibili scenari di     approvati (fonte: European Commission 2009).
inserimento dei crediti da attività LULUCF all’inter­
no dello schema EU-ETS ed in particolare:                  Emissioni EU ETS
                                                                                     PNA II              Q
1. la stima del prezzo dei permessi nello schema EU-          2008-2012
  ETS 2008-2012;                                                                    (MtonCO2)        (Mton CO2)
                                                             (MtonCO2)
2. l’inserimento dei crediti RMU nello schema EU-               2543.50               2080.93           462.47

Forest@ 6: 349-356 (2009)                                                                                        351
Bonomi A et al. - Forest@ 6: 349-356

Tab. 2 - Tabella riassuntiva delle quote di riduzione e del prezzo dei permessi nei vari scenari.

                                                                             QTOT                    cmg = P
      Scenari
                                                                          Mton CO2/anno              (€ 2008)
  1   2008 - 2012                                                            462.47                   24.28
  2   2008 - 2012 con RMU (art. 3.4)                                         417.52                   20.67
  3   2008 - 2012 con RMU (art. 3.3 + 3.4)                                   399.07                   19.24
  4   2013 - 2020                                                            837.00                   68.56
  5   2013 - 2002 con RMU (art. 3.3 + 3.4)                                   773.60                   59.58
  6   2013 - 2020 con crediti da REDD                                        577.00                   35.67
  7   2013 - 2020 con crediti da REDD e RMU (art. 3.3 e 3.4)                 513.60                   29.24

di applicare il tasso di cambio medio €/$ per il 2008.      da attività di afforestazione e riforestazione (A/R, art.
Considerando che il CPI tra il 2003 ed il 2008 è pari a     3.3) l’ammontare totale riferito all’anno 2008 è pari a
1.15 (U.S. Bureau of Labour Statistics) mentre il tasso     63.4 MtonCO2 (Progress towards achieving the Kyoto
medio di cambio €/$ nel corso del 2008 è stato 1.4708       Objectives - 2008).
(BCE) si ottiene quanto mostrato in Tab. 2.
                                                               Q=462.47−63.40=399.07 MtonCO 2 /anno
   Dall’analisi del prezzo dei permessi nel corso del
2008 emerge che il prezzo medio è stato pari a 22.72           A tale quota corrisponde un prezzo pari a 19.24 €
€.                                                          (Tab. 2).
   Tale valore pare discostarsi poco da quanto stimato         Secondo uno studio condotto dalla Vattenfall, una
attraverso il metodo individuato, ma se si limita l’a­      energy company svedese, il costo medio per l’abbatti­
nalisi dell’andamento del prezzo ai primi nove mesi         mento di una ton CO2 nei settori energetici e indu­
dell’anno si ottiene un valore medio pari a 23.90 €,        striali attraverso l’adozione di tecnologie innovative
ancora più vicino al prezzo stimato di 24.28 €. Il mo­      e risparmi energetici è rispettivamente di 21 €/ton
tivo per cui vi è questo scostamento va probabilmen­        CO2 e 23€/ton CO2.
te riferito alla crisi finanziaria globale che ha colpito      In “Analysis of the 2008 EU Policy Package on Climate
l’economia mondiale: la riduzione dei consumi com­          change and renewables” (Capros et al. 2008) viene inol­
porta una riduzione delle emissioni, e quindi una           tre individuato un intervallo di prezzo ottimale per
conseguente riduzione della domanda e deprezza­             lo sviluppo delle energie rinnovabili e della riduzio­
mento del valore dei permessi. Il procedimento adot­        ne di emissioni compreso da 35 e 50 €/ton CO2.
tato per la stima del prezzo risulta in ogni caso con­         Risulta evidente quindi che attualmente, la posizio­
vincente ed utile per le successive analisi di seguito      ne della Commissione Europea di escludere i crediti
riportate.                                                  LULUCF dallo schema EU-ETS è condivisibile in
                                                            quanto l’inclusione, seppur parziale degli stessi,
Inserimento dei crediti RMU nello schema EU-ETS             avrebbe comportato un prezzo dei permessi di emis­
2008 - 2012                                                 sione eccessivamente ridotto per incentivare le im­
  Analizzando i valori massimi di crediti forestali ot­     prese ad adottare tecnologie basso emissive piuttosto
tenibili dall’attività di Gestione Forestale (art. 3.4)     che acquisire permessi di emissione sul mercato. Al
per i paesi membri dell’UE, si ottiene che il volume        tempo stesso, tale prezzo risulta eccessivamente bas­
di crediti che potrebbero ipoteticamente essere scam­       so anche per favorire interventi di afforestazione. Il
biati all’interno del sistema EU-ETS, è pari a 44.95        progetto “Piemonte Kyoto 2007” (PTK 2006) ha infat­
MtonCO2.                                                    ti stimato il prezzo minimo dei permessi di emissio­
  Considerando che l’immissione sul mercato di tali         ne che renda remunerativa la piantumazione di nuo­
crediti comporta un aumento dei permessi in com­            ve aree in assenza di incentivi statali pari a 40 €.
mercio, la quota di permessi di emissione da acqui­
stare sul mercato è pari a:                                 La stima del prezzo dei permessi nello schema EU-
                                                            ETS 2013-2020
  Q=462.47−44.95=417.52 MtonCO 2 / anno
                                                              L’obiettivo 20-20-20 prevede una riduzione annua
  A tale quota corrisponde un prezzo pari a 20.67 €         dell’1.74% dei permessi di emissione allocati nel­
(Tab. 2).                                                   l’EUETS arrivando nel 2020, a 1.720 Mton CO2 (ri­
  Nell’ipotesi di considerare anche i crediti derivanti     spetto al valore medio annuo di 2.080 Mton CO2 del

352                                                                                         Forest@ 6: 349-356 (2009)
Lo schema EU-ETS ed i crediti forestali

periodo 2008-2012). I principali modelli economici di      nel mondo è di 7317000, ed utilizzando il valore me­
analisi (POLES, PRIMES, EPPA), al contrario, preve­        dio di CO2 eq ha-1 sopra calcolato, si arriva a circa
dono per il periodo 2010-2020 una crescita costante        3727 Mton CO2 rilasciate in atmosfera.
delle emissioni di CO2 in una situazione business as          Si pongono quindi due ipotesi:
usual, arrivando nel 2020 a 2.557 Mton CO2 per quan­       • si incentivi la ridotta deforestazione dando ai pae­
to riguarda i settori EU-ETS e di 2.940 Mton CO2 per          si, un numero di crediti corrispondenti alla quanti­
i settori non EU-ETS. La quota di riduzione finale            tà di CO2 non immessa in atmosfera (crediti
per il 2020 sarà quindi pari a 2.557 Mton CO2 - 1.720         REDD);
Mton CO2 = 837 Mton CO2. Considerando che la               • tali crediti possano entrare a far parte dei CDM (o
MAC per l’UE allargata sia valida anche per il perio­         di qualsiasi altro meccanismo verrà adottato nel
do 2012-2020 (business as usual), senza interventi ag­        post- 2012) senza limiti e quindi essere scambiati
giuntivi, il prezzo potrebbe salire a 68.56 € (Tab. 2).       nello schema EU-ETS.
                                                              In questo scenario se si considerasse di includere
L’inserimento dei crediti RMU nello schema EU-             nel mercato tutti i crediti da REDD, questi sarebbero
ETS 2013-2020                                              superiori alla quota domandata dal mercato (837
  Nell’ipotesi che la quantità di crediti derivanti da     Mton CO2 senza considerare i crediti RMU), e com­
A/R (art. 3.3) e gestione forestale (art. 3.4) non subi­   porterebbe una forte distorsione dello schema EU-
scano variazioni rispetto al periodo 2008-2012 (busi­      ETS.
ness as usual), si può considerare l’immissione sul           Poiché i Paesi membri dell’UE rappresentano però
mercato di 63.40 Mton CO2 aggiuntivi (vedi par. 2).        il 40% delle emissioni totali dei Paesi aderenti al Pro­
La quota di riduzione finale scenderebbe a:                tocollo di Kyoto, e nel 2007 sono stati responsabili di
     Q=837−63.40=773.60 MtonCO 2 /anno                     circa il 14% delle emissioni totali mondiali di GHG,
                                                           risulta più corretto considerare che solo una parte
  A tale quota corrisponde un prezzo pari a 59.58 €        dei crediti da REDD possano essere scambiati all’in­
(Tab. 2).                                                  terno dello schema EUETS.
  Ad un prezzo così elevato dei permessi di emissio­          Poiché la quota di emissioni dell’EU-27 considera
ne, non parrebbe giustificata l’esclusione dei crediti     sia i settori EU-ETS che non EU-ETS, si può ridurre
forestali, poiché tale prezzo è sufficientemente eleva­    ulteriormente, la quota di crediti da REDD, nell’ipo­
to da spingere le imprese ad adottare tecnologie bas­      tesi di considerare l’apporto di tali crediti proporzio­
so emissive ed al contempo rende remunerabile un           nale alla quota mondiale delle emissioni di CO2 dei
eventuale intervento nel settore forestale, inclusa        settori EUETS (circa il 7%) sino a 260 Mton CO2.
l’afforestazione.                                             La quota di emissioni da ridurre risulterebbe quin­
                                                           di pari a:
L’inserimento dei crediti da REDD nello schema
                                                                 837−260 MtonCO 2=577 MtonCO2
EU-ETS 2013-2020
  Secondo la FAO, la deforestazione nelle aree tropi­      e la stima del prezzo dei permessi di emissione 35.67
cali (tropical deforestation, TD) nel periodo 1990-2005    € (Tab. 2).
ha interessato, in media, circa 7.3 milioni di ha l’an­      Tale prezzo risulterebbe sufficientemente elevato
no, più del 40% dei quali si concentra in Brasile ed       da incentivare le imprese ad adottare tecnologie bas­
Indonesia. Si stima che in Amazzonia (3.3 milioni di       so emissive, piuttosto che acquistare sul mercato i
km2) siano immobilizzati 47±9 miliardi di tonnellate       permessi di emissione.
di C (GtC), escluso quello contenuto nei suoli fore­
stali (WHRC 2007).                                         L’inserimento dei crediti da REDD e RMU nello
  Rapportando questo dato alla superficie totale si        schema EU-ETS 2013-2020
ottengono dei dati medi di contenuto di carbonio per         Considerando l’immissione sul mercato di 63.40
ettaro pari a 142 ton C, ovvero 522 ton CO2 eq.            Mton CO2 (il totale dei crediti forestali RMU a dispo­
  Questo valore è superiore al valore medio stimato        sizione dei Paesi membri dell’UE (FM e A/R) e dei
per le foreste a livello mondiale (FAO 2005), e risulta    crediti da REDD precedentemente considerati (7%
quindi conservativo utilizzarlo, poiché comporta una       del totale) si ottiene:
sovrastima dell’impatto dei crediti da REDD sulla
                                                            Q=837−63.40−260 MtonCO 2=513.6 MtonCO 2
stima del prezzo dei permessi di emissione.
  L’ammontare totale di ettari deforestati in un anno      e la stima del prezzo dei permessi di emissione 29.24

Forest@ 6: 349-356 (2009)                                                                                      353
Bonomi A et al. - Forest@ 6: 349-356

Fig. 4 - Costo di opportunità per la
riduzione della deforestazione nel­
la foresta amazzonica (fonte:
WHRC 2007).

€ (Tab. 2).                                                €/ton, ne risulta che il prezzo di un permesso di
  Tale livello di prezzo sarebbe sufficiente per incen­    emissione copre il costo di opportunità di circa 13.6
tivare l’adozione di tecnologie basso emissive. Se­        ton CO2.
condo i risultati del “Progetto Piemonte Kyoto” tale         Lo schema EU-ETS sarebbe quindi in grado di fi­
prezzo non è però sufficiente a rendere le nuove           nanziare oltre 1/6 delle attività proposte dallo studio
piantumazioni indipendenti (almeno in Italia) dai fi­      REDD ovvero 3 536 Mton CO2/anno, e considerando
nanziamenti pubblici, ma è però in grado di incenti­       una durata di otto anni del terzo periodo, si ottiene
vare la piantumazione di aree marginali od abbando­        un totale di 28 280 Mton CO2, ovvero 7 714 Mton C.
nate. Sarebbe infatti necessario un prezzo compreso          Se inoltre la terza fase avesse una durata temporale
tra 35 e 50 € per incentivare le energie rinnovabili       di 30 anni (pari all’arco temporale di durata del mec­
(Capros et al. 2008).                                      canismo REED), si arriverebbero a finanziare la non
                                                           emissione di oltre 28 000 Mton C, oltre il 60% dell’in­
L’impatto dell’inclusione dei crediti da REDD              tero meccanismo REED.
sulla deforestazione in Amazzonia
  Lo studio REDD (Reducing Emissions from Deforesta­       Conclusioni
tion and Forest Degradation), condotto dal Woods Hole         L’Unione Europea si è posta in prima linea per rag­
Research Center (WHRC 2007) e presentato alla COP          giungere gli obiettivi del Protocollo di Kyoto e supe­
13 di Bali, ha esaminato il costo di opportunità per la    rarli, nella fase post-2012, con l’obiettivo 20-20-20. Il
preservazione della foresta primaria dell’Amazzonia        presente articolo ha cercato di analizzare l’impatto
nell’ipotesi di ridurre a zero le emissioni nel corso di   che avrebbe l’inclusione di crediti di tipo forestale al­
10 anni, mantenendo un arco temporale di validità di       l’interno dello schema EU-ETS, stimando la variazio­
30 anni.                                                   ne di prezzo dei permessi di emissione in diversi
  L’analisi costi benefici così condotta ha concluso       scenari. Dall’analisi condotta emerge che nella secon­
che per il 94% dell’estensione dell’attuale foresta il     da fase 2008-2012, attualmente in essere, l’introdu­
costo di opportunità è inferiore a 10$ ton C (corri­       zione dei crediti forestali di tipo RMU all’interno
spondenti 4.28 €/ton CO2) e per il 90% è minore di         dello schema EU-ETS, comporterebbe una riduzione
5$/ton C (corrispondenti a 2.14 €/ton CO2 - Fig. 4).       di prezzo dei permessi di emissione da 20.67 € (sce­
  La deforestazione annua dell’Amazzonia è di              nario 1) ed a 19.24 € (scenario 2). Tale prezzo non ri­
3 103 900 ha (FAO 2007), corrispondente ad un’emis­        sulta sufficiente a coprire i costi per nuove piantu­
sione di 1.621 Mton CO2.                                   mazioni (perlomeno in Italia), che sono rese econo­
  Considerando che nei due scenari di inserimento          micamente vantaggiose solamente dall’esistenza di
dei crediti da REDD all’interno dello schema EU-ETS        sussidi pubblici. Inoltre risulta molto inferiore al li­
precedentemente analizzati, si configurerebbe un           vello di prezzi (tra 35 e 50 €) che incentiva le imprese
prezzo per i crediti da REDD compreso tra 35.67 € e        all’adozione di tecnologie basso emissive. L’inseri­
29.24 €/ton CO2.                                           mento di crediti RMU nella fase attuale risulta quin­
  Considerando il costo opportunità pari a 2.14            di non auspicabile. La stima del prezzo dei permessi

354                                                                                        Forest@ 6: 349-356 (2009)
Lo schema EU-ETS ed i crediti forestali

di emissione per la terza fase (2013-2020), business as      lotta al cambiamento climatico e della preservazione
usual, ha evidenziato una notevole crescita, arrivan­        dell’ambiente naturale: l’inclusione di tali crediti
do a 68.56 € (scenario 3). L’inclusione dei crediti fo­      porterebbe infatti a minori costi per le imprese degli
restali di tipo RMU, (scenario 4) comporterebbe una          Stati aderenti allo schema EU-ETS, salvaguardando
riduzione del prezzo, mantenendolo comunque mol­             però la spinta ad adottare tecnologie produttive più
to alto, pari a 59.58 €. A tali livelli di prezzo, potreb­   pulite, ma, soprattutto, incentiverebbe la conserva­
be risultare economicamente vantaggioso trasforma­           zione delle foreste e uno sviluppo mondiale più so­
re estensioni coltivate, in nuove piantumazioni, che         stenibile e compatibile con l’ambiente. Il lavoro svol­
l’adozione di norme restrittive in merito alla trasfor­      to ha cercato di mettere in luce tali aspetti al fine di
mazione di aree agricole in foreste potrebbe indiriz­        dare un contributo al dibattito attualmente in essere,
zare le nuove piantumazioni verso i terreni margina­         e potrà meglio focalizzarsi sui singoli scenari qui
li e/o abbandonati creando notevoli vantaggi econo­          presentati con successivi aggiornamenti.
mici ed ambientali. Quest’operazione comporterebbe
infatti l’ulteriore vantaggio di creare una protezione       Bibliografia
naturale contro la formazione di dissesti idrogeologi­       Capros P, Mantzos L, Papandreou V, Tasios N (2008). Mo­
ci, quali i calanchi dell’Italia centrale, che si formano     del-based analysis of the 2008 EU policy package on cli­
principalmente su terreni spogli, abbandonati dall’a­         mate change and renewables. Report to DG ENV. [online]
gricoltura. Si potrebbe quindi raggiungere il duplice         URL: http://ec.europa.eu/environment/climat/pdf/climat_
scopo di produrre crediti di tipo forestale mitigando         action/analysis.pdf
il rischio idrogeologico, e preservando quindi il ter­       Criqui P, Kitous A (2003). Kyoto protocol implementation
ritorio. L’inclusione dei cosiddetti crediti da REDD          technical report: impacts of linking JI and CDM credits to
(scenario 5 e 6), legati alla mancata deforestazione ha       the european emission allowance trading scheme (KPI-
evidenziato diverse possibilità. Nell’ipotesi di consi­       ETS). KPI - Service Contract N° B4-3040/2001/330760/
derare l’apporto di crediti da REDD proporzionale             MAR/E1, DG ENV, EU. [online] URL: http://ec.europa.eu/
alla quota mondiale delle emissioni di CO2 dei setto­         environment/climat/pdf/ kyotoprotocolimplementation.p­
ri EU-ETS (circa il 7 %), il prezzo stimato dei permes­       df
si di emissione scenderebbe a 35.67 € (scenario 5). In­      Droghei G (2007). I meccanismi flessibili del Protocollo di
cludendo anche i crediti RMU prodotti dai Paesi               Kyoto, lo schema europeo di emission trading e analisi dei
membri dell’Unione Europea il prezzo sarebbe pari a           prezzi dei diritti di emissione nella seconda fase di appli­
29.24 € (scenario 6). Il prezzo stimato in entrambi gli       cazione. Tesi di Dottorato in Economia per la Montagna,
scenari sarebbe di molto superiore al costo opportu­          Università degli Studi di Trento, A.A. 2006-2007.
nità di ridurre la deforestazione sul 90% del territo­       European Commission (2009). National allocation plan
rio amazzonico (WHRC 2007), pari a 2.14 €/ton CO2,            2008-2012. EC Environment, Brussels, Belgium. [online]
e permetterebbe di finanziare oltre 1/6 dell’intero           URL: http://ec.europa.eu/environment/climat/emission/
meccanismo, ma se si considerasse un arco tempora­            citl_en.htm
le di 30 anni, si riuscirebbe a finanziare oltre il 60%      FAO (2005). Global Forest Resources Assessment. FAO,
dell’intero meccanismo. In entrambi gli scenari il            Rome. [online] URL: http://www.greenfacts.org/en/fo­
prezzo dei permessi di emissione rimarrebbe suffi­            rests/
cientemente elevato da incentivare l’adozione di tec­        FAO (2007). State of the world’s forests 2007. FAO, Rome,
nologie basso emissive da parte delle imprese, ma             Italy. [online] URL: http://www.fao.org/docrep/009/
considerando l’inclusione dei crediti RMU, il prezzo          a0773e/a0773e00. HTM
non sarebbe sufficientemente elevato da rendere le           Houghton RA (2003). Revised estimates of the annual net
nuove piantumazioni indipendenti dai finanziamenti            flux of carbon to the atmosphere from changes in land
pubblici, e sarebbe inferiore al prezzo minimo otti­          use and land management 1850-2000. Tellus 55B: 378-390
male per incentivare le energie rinnovabili (35 €). La        [online]    URL:      http://www.owlnet.rice.edu/~esci555/
riduzione della quantità di permessi allocati per il          HoughtonTellus03.pdf
periodo 2013-2020 potrebbe incrementare il loro              IPCC (2001). Climate change 2001. The scientific basis.
prezzo e renderebbe ancora più sostenibile lo scam­           Contribution of working group I to the third assessment
bio di crediti LULUCF all’interno dello schema EU-            report (Houghton JT, Ding Y, Griggs DJ, Noguer M, van
ETS garantendo contemporaneamente un livello otti­            der Linden PJ, Dai X, Maskell K, Johnson CA eds). [onli­
male di prezzo. L’esclusione dei crediti forestali dal­       ne] URL: http://www.ipcc.ch/ipccreports/tar/wg1/index.­
lo schema EU-ETS appare svantaggiosa ai fini della            php?idp=0

Forest@ 6: 349-356 (2009)                                                                                             355
Bonomi A et al. - Forest@ 6: 349-356

PTK (2006). Progetto Piemonte-Kyoto: valorizzazione e in­        logna, dall’omonimo titolo: “Il protocollo di Kyoto, lo sche­
 tegrazione di conoscenze regionali per l’attuazione degli       ma EU-ETS ed i crediti forestali: analisi dei possibili scena­
 obiettivi del Protocollo di Kyoto in Piemonte. Fondazione       ri per il periodo 2013- 2020”, A.A. 2008- 2009; e-mail: al­
 per l’ambiente Teobaldo Fenoglio ONLUS, Torino. [onli­          berto.bonomi@email.it. Giordana Droghei, Ph.D., ha svi­
 ne] URL: http://www.fondazioneambiente.org/index.­              luppato nel corso del dottorato in “Economia dell’ambien­
 php?option=com_content&task=view&id=28&Itemid=42                te e della montagna”, presso l’Università degli Studi di
Streck C (2008). Inclusion of forestry into the EU ETS - ar­     Trento, la tesi dal titolo: “I meccanismi flessibili del Proto­
 gument and responses. ClimateFocus, Brussels (Belgium)          collo di Kyoto, lo schema europeo di Emissions Trading e
 25 June 2008. [online] URL: http://www.eustafor.eu/user­        analisi dei prezzi dei diritti di emissione nella seconda fase
 files/File/7%20 Charlotte%20Streck.ppt                          di applicazione 2008-2012”, A.A. 2006-2007. È stata colla­
Viguir L, Babiker MH, Reilly JM (2003). The costs of the         boratrice per la FIPER (Federazione italiana produttori
 Kyoto protocol in the european union. Energy Policy 31:         energie rinnovabili) ed ha collaborato alla realizzazione
 459-481. - doi: 10.1016/S0301-4215(02)00075-7                   del progetto “Piemonte Kyoto”; e-mail: giordanadroghei@­
WHRC (2007). Reducing emissions from deforestation and           hotmail.com. Antonio Lumicisi è esperto in politiche per la
 forest degradation. REDD, COP 13, Bali (Indonesia) 2007.        mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici nel
 [online] URL: http://unfccc.int/meetings/cop_13/items/          settore forestale presso il Ministero dell’Ambiente e della
 4049.php                                                        Tutela del Territorio e del Mare. Si occupa in particolare
                                                                 dei negoziati LULUCF in sede europea ed ONU e insegna
Authors’ Box                                                     "Foreste e Sviluppo Sostenibile" presso l’Università della
Alberto Bonomi, ingegnere, ha sviluppato l’argomento in          Tuscia di Viterbo; e-mail: lumicisi.antonio@minambien­
oggetto all’interno del lavoro di tesi in “Scienze internazio­   te.it.
nali e diplomatiche”, presso l'Università degli Studi di Bo­

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