LE VERIFICHE STRAORDINARIE E LA CASSA VINCOLATA
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SLIDE 2
Le verifiche straordinarie
Articolo 224 TUEL
1. Si provvede a verifica straordinaria di cassa a seguito
del mutamento della persona del sindaco, del presidente
della provincia, del sindaco metropolitano e del
presidente della comunità montana. Alle operazioni di
verifica intervengono gli amministratori che cessano
dalla carica e coloro che la assumono, nonché il
segretario, il responsabile del servizio finanziario e
l'organo di revisione dell'ente.
1-bis. Il regolamento di contabilità dell'ente disciplina le
modalità di svolgimento della verifica straordinaria di
cassa.
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Le verifiche straordinarie
Ad esempio il regolamento di contabilità della città di
Torino così disciplina lo svolgimento della verifica
straordinaria di cassa (art.92)
2. Ad ogni cambiamento del Sindaco, si provvede ad
una verifica straordinaria della cassa a cura del Sindaco
uscente e del Sindaco subentrante, nonché del
Segretario Generale, del Responsabile del Servizio
Finanziario e del Collegio dei revisori.
3. La verifica straordinaria di cassa deve essere
effettuata entro un mese dall'elezione del nuovo Sindaco
e deve far riferimento ai dati di cassa risultanti alla data
delle elezioni comunali.
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Le verifiche straordinarie
4. Di ogni operazione di verifica di cassa, sia ordinaria
che straordinaria deve essere redatto apposito verbale
sottoscritto da tutti gli intervenuti che dia evidenza del
saldo di cassa risultante sia dalla contabilità dell'Ente che
da quella del Tesoriere, con le opportune riconciliazioni.
5. Verifiche di cassa straordinarie e dei valori in
deposito, nonché di tutta la relativa documentazione
contabile possono inoltre essere effettuate in qualsiasi
momento per iniziativa del Responsabile del Servizio
Finanziario o dell'organo di revisione.
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Le verifiche straordinarie
Principi fondamentali della verifica straordinaria in
seguito al cambio di amministrazione
Intervengono:
✓ gli amministratori che cessano e quelli che subentrano
✓ Il segretario dell’Ente
✓ Il responsabile del servizio finanziario
✓ L’organo di revisione
E’ prevista anche in caso di scioglimento dell’Ente ed in
quel caso interviene il commissario nominato dalla
Prefettura.
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Le verifiche straordinarie
Tempistica
Dispone il regolamento, solitamente entro un mese
dall’elezione
Cosa riguarda
I dati di cassa risultanti alla data delle elezioni
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Le verifiche straordinarie
Quali sono i dati di cassa da sottoporre a verifica?
Quelli di un’ordinaria verifica di cassa ma solo per ciò
che riguarda i rapporti con la tesoreria e dunque
- il saldo di cassa della Tesoreria Comunale (conto di
fatto);
- il saldo di cassa risultante dalle scritture contabili
dell'Ente (conto di diritto);
- l'eventuale riconciliazione delle risultanze suddette tra
conto di fatto e conto di diritto;
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Le verifiche straordinarie
- l'importo della cassa vincolata, con evidenza
dell'eventuale importo utilizzato per esigenze correnti ai
sensi dell'articolo 195 del TUEL ed ancora da ricostituire;
- l'importo della anticipazione di tesoreria
eventualmente in essere e non ancora restituita;
- l'elencazione dei conti correnti, bancari e postali,
intestati al comune eventualmente in essere, con
l'indicazione dei relativi saldi;
- l'importo delle somme pignorate presso la Tesoreria
Comunale;
- indicazione di titoli e valori eventualmente dati in
carico al Tesoriere.
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Le verifiche straordinarie
Dunque la verifica è finalizzata al patrimonio finanziario
dell’Ente ed è consigliabile estenderla anche alla gestione
degli agenti contabili.
Il TUEL fa espresso riferimento al mutamento della
persona del sindaco, del presidente della provincia, del
sindaco metropolitano e del presidente della comunità
montana, per cui la verifica straordinaria non è prevista
in caso di rielezione.
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Le verifiche straordinarie
L’organo di revisione può, in ogni caso, eseguire verifiche
di cassa qualora lo ritenga opportuno, in aggiunta a
quelle previste dal TUEL di cui agli artt.223 e 224.
Ma solo se lo prevede il regolamento di contabilità?
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La cassa vincolata
La riforma contabile ha previsto come novità l'obbligo a
decorrere dal 1° gennaio 2015 di contabilizzare nelle
scritture finanziarie i movimenti di utilizzo e di
reintegro delle somme vincolate.
A decorrere dal 1° gennaio 2015 sulle reversali di
incasso e sui mandati di pagamento occorre indicare
l'eventuale presenza di vincolo di destinazione sulla base
degli articoli 180, comma 3,lettera d) e 185, comma 2,
lettera i) del Dlgs 267/2000.
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La cassa vincolata
T.U.E.L. - Articolo 180 Riscossione
3. L'ordinativo d'incasso è sottoscritto dal responsabile del servizio
finanziario o da altro dipendente individuato dal regolamento di
contabilità e contiene almeno: a) l'indicazione del debitore;
b) l'ammontare della somma da riscuotere; c) la causale; d) gli eventuali
vincoli di destinazione delle entrate derivanti da legge, da trasferimenti o
da prestiti*; e) l'indicazione del titolo e della tipologia, distintamente per
residui o competenza; f) la codifica di bilancio; g) il numero progressivo;
h) l'esercizio finanziario e la data di emissione; h-bis) la codifica SIOPE
di cui all'art. 14 della legge 31 dicembre 2009, n. 196; h-ter) i codici della
transazione elementare di cui agli articoli da 5 a 7, del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118
*Lettera così modificata dall’ art. 74, comma 1, n. 26), lett. a), D.Lgs. 23 giugno 2011, n. 118
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La cassa vincolata
T.U.E.L. - Articolo 185 Ordinazione e pagamento
2. Il mandato di pagamento è sottoscritto dal dipendente dell'ente
individuato dal regolamento di contabilità nel rispetto delle leggi vigenti e
contiene almeno i seguenti elementi: a) il numero progressivo del
mandato per esercizio finanziario; b) la data di emissione; c)
l'indicazione della missione, del programma e del titolo di bilancio cui è
riferita la spesa e la relativa disponibilità, distintamente per residui o
competenza e cassa; d) la codifica di bilancio; e) l'indicazione del
creditore e, se si tratta di persona diversa, del soggetto tenuto a rilasciare
quietanza, nonché il relativo codice fiscale o la partita IVA; f)
l'ammontare della somma dovuta e la scadenza, qualora sia prevista dalla
legge o sia stata concordata con il creditore; g) la causale e gli estremi
dell'atto esecutivo che legittima l'erogazione della spesa;
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La cassa vincolata
T.U.E.L. - Articolo 185 Ordinazione e pagamento
h) le eventuali modalità agevolative di pagamento se
richieste dal creditore; i) il rispetto degli eventuali vincoli di
destinazione stabiliti per legge o relativi a trasferimenti o ai
prestiti*; i-bis) la codifica SIOPE di cui all'art. 14 della legge
31 dicembre 2009, n. 196; i-ter) i codici della transazione
elementare di cui agli articoli da 5 a 7, del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118; i-quater) l'identificazione delle spese
non soggette al controllo dei dodicesimi di cui all'art. 163,
comma 5, in caso di esercizio provvisorio
*Lettera così modificata dall’ art. 74, comma 1, n. 26), lett. e), D.Lgs. 23 giugno 2011, n. 118
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La cassa vincolata
T.U.E.L. - Articolo 195 Utilizzo di entrate vincolate
1. Gli enti locali, ad eccezione degli enti in stato di dissesto
finanziario sino all'emanazione del decreto di cui all'articolo
261, comma 3, possono disporre l'utilizzo, in termini di cassa,
delle entrate vincolate di cui all'art. 180, comma 3, lettera d)
per il finanziamento di spese correnti, anche se provenienti
dall'assunzione di mutui con istituti diversi dalla Cassa
depositi e prestiti, per un importo non superiore
all'anticipazione di tesoreria disponibile ai sensi dell'articolo
222. I movimenti di utilizzo e di reintegro delle somme
vincolate di cui all'art. 180, comma 3, sono oggetto di
registrazione contabile secondo le modalità indicate nel
principio applicato della contabilità finanziaria.
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La cassa vincolata
T.U.E.L. - Articolo 195 Utilizzo di entrate vincolate
2. L'utilizzo di entrate vincolate presuppone l'adozione della
deliberazione della giunta relativa all'anticipazione di tesoreria di cui
all'articolo 222, comma 1, e viene deliberato in termini generali all'inizio di
ciascun esercizio ed è attivato dall'ente con l'emissione di appositi
ordinativi di incasso e pagamento di regolazione contabile.
3. Il ricorso all'utilizzo delle entrate vincolate, secondo le modalità di cui
ai commi 1 e 2, vincola una quota corrispondente dell'anticipazione di
tesoreria. Con i primi introiti non soggetti a vincolo di destinazione viene
ricostituita la consistenza delle somme vincolate che sono state utilizzate
per il pagamento di spese correnti. La ricostituzione dei vincoli è
perfezionata con l'emissione di appositi ordinativi di incasso e pagamento
di regolazione contabile.
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La cassa vincolata
T.U.E.L. - Articolo 195 Utilizzo di entrate vincolate
4. Gli enti locali che hanno deliberato alienazioni del patrimonio ai sensi
dell'articolo 193 possono, nelle more del perfezionamento di tali atti,
utilizzare in termini di cassa le entrate vincolate, fatta eccezione per i
trasferimenti di enti del settore pubblico allargato e del ricavato dei mutui
e dei prestiti, con obbligo di reintegrare le somme vincolate con il ricavato
delle alienazioni.
T.U.E.L. Articolo 222 Anticipazioni di tesoreria
1. Il tesoriere, su richiesta dell'ente corredata dalla deliberazione della
giunta, concede allo stesso anticipazioni di tesoreria, entro il limite
massimo dei tre dodicesimi delle entrate accertate nel penultimo anno
precedente, afferenti ai primi tre titoli di entrata del bilancio.
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La cassa vincolata
T.U.E.L. - Articolo 209 Oggetto del servizio di tesoreria
3-bis. Il tesoriere tiene contabilmente distinti gli incassi di cui all'art. 180,
comma 3, lettera d). I prelievi di tali risorse sono consentiti solo con i
mandati di pagamento di cui all'art. 185, comma 2, lettera i). E’ consentito
l'utilizzo di risorse vincolate secondo le modalità e nel rispetto dei limiti
previsti dall'art. 195.
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La cassa vincolata
Il principio contabile, allegato 4/2 al D.Lgs.118/2011, dedica
l’intero paragrafo n.10 alla contabilizzazione dell’utilizzo degli
incassi vincolati degli enti locali.
Paragrafo 10.1 – Quadro normativo (già in vigore ante 118)
Gli enti locali
✓ indicano al tesoriere, attraverso l’ordinativo di incasso,
l’eventuale natura vincolata dei propri incassi: devono essere
segnalate al tesoriere le riscossioni a destinazione vincolata
derivanti da legge, da trasferimenti e da prestiti;
✓ indicano al tesoriere, attraverso l’ordinativo di pagamento,
l’eventuale natura vincolata dei propri pagamenti: devono essere
comunicati al tesoriere i pagamenti con destinazione vincolata
derivanti da legge, da trasferimenti o da prestiti;
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La cassa vincolata
✓ possono continuare a disporre l'utilizzo, in termini di cassa,
delle entrate vincolate di cui all’articolo 180, comma 3,
lettera d) per il finanziamento di spese correnti, per un
importo non superiore all'anticipazione di tesoreria
disponibile ai sensi dell'articolo 222 (salvo gli enti in stato
di dissesto finanziario); con i primi introiti non soggetti a
vincolo di destinazione viene ricostituita la consistenza
delle somme vincolate utilizzate per il pagamento di spese
correnti;
✓ vincolano il ricorso all’anticipazione di tesoreria a seguito
dell'utilizzo di entrate vincolate.
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La cassa vincolata
La novità introdotta dal D.Lgs.118 è l’obbligo di contabilizzare nelle
scritture finanziarie i movimenti di utilizzo e di reintegro delle
somme vincolate e quindi:
all’art. 195, comma 2, del TUEL, è stata inserita una disposizione
che prevede che l'utilizzo di incassi vincolati è attivato dall’ente
con l’emissione di appositi ordinativi di incasso e pagamento di
regolazione contabile;
all’articolo 209 del TUEL è stato inserito il comma 3-bis, il quale
prevede che “il tesoriere tiene contabilmente distinti gli incassi di
cui all’articolo 180, comma 3, lettera d). I prelievi di tali risorse
sono consentiti solo con i mandati di pagamento di cui all’articolo
185, comma 2, lettera i).
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La cassa vincolata
Paragrafo 10.2 – Registrazione dell’utilizzo di incassi vincolati per esigenze
correnti
Nel corso della gestione, in considerazione della natura libera o vincolata
degli incassi e pagamenti, indicata a cura dell’ente, nei titoli di incasso e di
pagamento, il tesoriere distingue la liquidità dell’ente in parte libera e
parte vincolata.
In caso di crisi di insufficienza dei fondi liberi, nel rispetto dei limiti
dell’anticipazione, il tesoriere provvede automaticamente all’utilizzo delle
risorse vincolate per il pagamento di spese correnti disposte dall’ente.
L’utilizzo degli incassi vincolati per il pagamento di spese correnti non
vincolate determina la formazione di “carte contabili” di entrata e di spesa,
che il tesoriere trasmette a SIOPE con i codici provvisori previsti a tal fine.
A seguito dell’utilizzo degli incassi vincolati per il pagamento delle spese
correnti, tutte le disponibilità libere giacenti nel conto intestato all’ente
alla fine di ogni giornata di lavoro devono essere destinate al reintegro
delle risorse vincolate, fino al loro completo reintegro.
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La cassa vincolata
10.7 Spese vincolate pagate prima del correlato incasso.
Nel caso in cui una spesa sia pagata anticipatamente rispetto all’incasso
della correlata entrata vincolata, il mandato di pagamento non riporta
l’indicazione concernente il rispetto degli eventuali vincoli di destinazione
in quanto la spesa non è effettuata a valere di incassi vincolati.
Di conseguenza, l’ordinativo di incasso concernente l’entrata correlata
incassata successivamente al correlato pagamento, non riporta
l’indicazione concernente gli eventuali vincoli di destinazione delle entrate
in quanto, essendo il vincolo già stato rispettato, gli incassi non sono
vincolati alla realizzazione di una specifica spesa.
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La cassa vincolata
RIASSUMENDO
✓ Il fondo di cassa è unico seppure distinto in due componenti.
In quella vincolata affluiscono gli incassi di entrate vincolate al fine di
consentire di pagare le spese con essi finanziate.
✓ Incassi che devono affluire nella cassa vincolata:
• Mutui e prestiti destinati ad investimento
• Entrate vincolate per legge (statale o regionale)
• Entrate vincolate da norme comunitarie
• Contributi per i quali:
- è prevista la rendicontazione
- è stabilito il termine massimo di utilizzo pena la decadenza
- il mancato utilizzo, anche parziale, comporta la restituzione.
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La cassa vincolata
✓ Occorre avere separata contabilizzazione della cassa vincolata con obbligo di
registrare tutti i movimenti di utilizzo e reintegro.
✓ Gli ordinativi di incasso e pagamento dovranno essere comunicati al tesoriere
con indicazione degli eventuali vincoli.
✓ la mancata determinazione della cassa vincolata negli esercizi precedenti si
evidenzia che non sono previste sanzioni specifiche, ma è da aspettarsi un
rilievo da parte della Corte dei conti in sede di esame dei questionari relativi a
bilanci e/o rendiconti.
✓ L’importo della cassa vincolata alla data del 1 gennaio è definito con
determinazione del responsabile finanziario, il quale, oltre al mero confronto
contabilità dell’Ente/Tesoreria, dovrà anche verificare la presenza in contabilità:
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La cassa vincolata
✓ dei residui passivi, se i corrispondenti debiti risultano scaduti entro il
31/12;
✓ degli impegni reimputati, e/o coperti da FPV, a fronte di debiti esigibili
nell'esercizio/i successivo/i;
✓ dell'avanzo vincolato, se la spesa corrispondente all'entrata vincolata
accertata è stata portata in economia;
✓ di eventuali residui attivi che indicherebbero il mancato incasso delle
entrate che hanno finanziato le suddette spese.
la differenza tra il totale delle voci di spesa ed il totale dei residui attivi
rappresenterà l'importo della cassa vincolata al 31/12/2020 qualora sia
positiva, mentre in caso di valore negativo la cassa vincolata risulterà pari a
zero e l'importo della differenza rappresenterà l'importo dei pagamenti
anticipati dall'Ente con fondi propri (cassa libera), per i quali l'Ente stesso
dovrà "rientrare" con la riscossione dei residui attivi fino alla concorrenza
di detto importo anticipato.
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La cassa vincolata
LA CASSA VINCOLATA
LE INDICAZIONI
DELLA CORTE DEI CONTI
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La cassa vincolata
DELIBERA 31/2015 DEL 9 NOVEMBRE 2015
Ha chiarito i criteri per l'individuazione delle somme soggette
ai vincoli di cassa, per le quali trova applicazione la disciplina
contenuta negli articoli 195 e 222 del Tuel e nel punto 10.1 del
principio contabile allegato 4/2 al Dlgs 118/2011.
Esse sono da individuarsi nelle entrate vincolate a
destinazione specifica di cui all’art.180, comma 3, lett.d) del
TUEL, «derivanti da legge, da trasferimenti o da prestiti».
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La cassa vincolata
Si caratterizzano per la presenza di un vincolo (la
specifica destinazione) che rappresenta la condizione
apposta sull'utilizzo delle risorse a garanzia del
raggiungimento della finalità pubblica preordinata,
la cui irreversibilità sottrae definitivamente all'ente la
disponibilità delle risorse, anche sotto il profilo della
cassa. Specificità della destinazione e irreversibilità
della stessa sono dunque le caratteristiche che
contraddistinguono le entrate vincolate sotto il
profilo non solo della competenza ma anche della
cassa.
27 aprile 2022 Marco MainellaSLIDE 30
La cassa vincolata
Il regime vincolistico della gestione di cassa, dunque, è
caratterizzato dall’eccezionalità delle ipotesi, che devono
essere circoscritte a quelle indicate ai richiamati artt.
180, comma 3, lett. d) e dall’art. 185, comma 2, lett. i).
27 aprile 2022 Marco MainellaSLIDE 31
La cassa vincolata
Viceversa le quote destinate a investimenti rappresentano
entrate proprie che la legge finalizza in maniera generica al
novero degli investimenti, senza specificazione alcuna (oneri
di urbanizzazione, alienazioni, concessioni cimiteriali). Esse
non sono soggette a vincolo di cassa sia per ragioni
riconducibili all'economicità della gestione, in quanto evitano
all'ente gli oneri di anticipazioni di tesoreria, sia per la
naturale fungibilità dello strumento monetario. Pertanto il
loro eventuale utilizzo per il pagamento di spese correnti non
costituisce alcuna irregolarità normativa, ma una mera
criticità da monitorare per il perseguimento degli equilibri di
bilancio, in quanto rappresenta un indicatore di presunta
inesigibilità dei crediti dell'ente.
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La cassa vincolata
Altrettanto non sono sottoposte a vincoli di cassa, ma
solamente a vincoli di competenza, stante la reversibilità della
scelta, le entrate proprie a cui l'ente, per propria scelta, ha
impresso uno specifico vincolo di destinazione: trattasi di
risorse derivanti da entrate straordinarie, non aventi natura
ricorrente, «accertate e riscosse cui l'amministrazione ha
formalmente attribuito una specifica destinazione» (articolo
187, comma 3ter del Tuel).
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La cassa vincolata
Per completezza di esposizione si precisa che le quote di
cofinanziamento per specifici interventi derivanti da Unione
Europea e/o Stato rientrano tra i casi individuati dall’art. 180,
comma 3 lett.d), con tutte le ovvie conseguenze, mentre le
risorse proprie dell’ente locale confluiscono nella quota
vincolata del risultato di amministrazione, ma non rilevano ai
fini della disciplina dei vincoli di cassa.
Si richiama anche il punto 10.7 del principio applicato
concernente la contabilità finanziaria, che precisa che, in caso
di interventi finanziati da altri soggetti, qualora l’intervento
sia stato realizzato e pagato con risorse proprie prima
dell’introito del trasferimento, le somme successivamente
acquisite sono da considerarsi entrate libere.
27 aprile 2022 Marco MainellaSLIDE 34
La cassa vincolata
Alla luce di quanto sopra debbono considerarsi entrate caratterizzate da
vincolo specifico di destinazione, e quindi confluire nella cassa vincolata:
- le entrate caratterizzate da un vincolo specifico espressamente previsto da
una norma di legge (tra cui i fondi COVID);
- i contributi ed i trasferimenti finalizzati ad un intervento specifico (sia di
parte corrente che in conto capitale);
- le entrate derivanti da indebitamento;
nonché le seguenti fattispecie, per le quali la magistratura contabile ha
ravvisato la sussistenza di un vincolo specifico:
- quota del 10% dei ricavi da alienazioni patrimoniali (art. 56-bis, comma
11, del D.L. n. 69/2013; Corte dei conti, Sez. Marche, n. 32/2018);
- ricavo da alienazione di alloggi ERP (Corte dei conti, Sez. Puglia, n.
31/2020).
27 aprile 2022 Marco MainellaSLIDE 35
La cassa vincolata
mentre si ritiene che non debbano sottostare a vincoli di cassa le seguenti
entrate, che pur presentano vincoli di competenza:
- proventi dai permessi di costruire e costi di costruzione (vedasi al
riguardo anche la FAQ n. 28 di Arconet);
- proventi delle sanzioni per violazioni al codice della strada (anche se un
diverso orientamento è stato espresso dalla Corte dei conti, sez. Toscana, n.
334/2019, ribadito dalla deliberazione 33/2022);
- ricavi da alienazioni patrimoniali (al netto della quota del 10% più sopra
indicata);
- entrate derivanti dal servizio raccolta rifiuti (Corte dei conti, Sez.
Lombardia, n. 157/2019);
- proventi dalle concessioni cimiteriali.
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La cassa vincolata
Con la delibera 3/2016 del 19 gennaio la sezione
Autonomie della Corte dei Conti ribadisce e rinforza il
principio.
Infatti viene sancito che i vincoli di cassa sono "più
eccezionali" rispetto ai generici vincoli di bilancio e
pertanto mentre nuovi vincoli di bilancio a specifiche
entrate possono essere autonomamente decisi dall'ente,
questo non è possibile per i vincoli di cassa, che sono
quelli tassativamente previsti dall'ordinamento in base a
leggi o regolamenti.
27 aprile 2022 Marco MainellaSLIDE 37
La cassa vincolata
In pratica, si tratta, per lo più, delle somme derivanti da
mutui e prestiti obbligazionari e da trasferimenti
finalizzati di altre Pa. Non rientra dunque nell'autonomia
degli enti individuare altre entrate aventi specifica
destinazione semplicemente per il motivo che alcune
risorse siano state finalizzate a investimenti. Il vincolo
eventualmente apposto dall'ente a entrate proprie da
destinarsi a investimenti si esplica solo a livello di
bilancio di competenza, ma non a livello di cassa. I
relativi introiti, dunque, debbono affluire in tesoreria con
reversale senza vincolo e vanno ad alimentare la cassa
generale impiegata per finanziare l'insieme indistinto dei
pagamenti dell'amministrazione.
27 aprile 2022 Marco MainellaSLIDE 38
La cassa vincolata
Diverso circuito invece seguono le somme vincolate in
senso stretto, che debbono affluire in tesoreria con
reversale vincolata (articolo 180, comma 3, lettera d del
Tuel) ed essere utilizzate, di norma, per il pagamento,
con mandato vincolato, della spesa cui é finalizzato il
vincolo.
27 aprile 2022 Marco MainellaSLIDE 39
La cassa vincolata
Delibera n. 7/2021 SEZIONE CONTROLLO REGIONE LAZIO 26/01/2021
Dall’esame del questionario al conto consuntivo la Corte rilevava quanto
segue:
A fronte di una cassa vincolata pari a zero, «sono stati riscontrati, in base ai
dati a disposizione, i seguenti saldi teorici di cassa vincolata: saldo (residui
passivi titoli 2,3,7, compreso FPV- residui attivi titoli 4,5,6,9) = €
188.674,94, di cui € 148.124,73 dalla gestione delle grandezze in conto
capitale ed € 40.550,21 dalla gestione delle partite di giro, con emersione di
conseguenti vincoli da ricostituire».
In questo caso, richiamando la delibera 31/2015 già citata, la Sezione si
limitava a richiamare il Comune alla corretta determinazione della cassa
vincolata attraverso la predisposizione di un sistema di evidenziazione dei
vincoli alle entrate, nell’ambito di idonee procedure conformi ai nuovi
principi contabili, e alla pronta ricostituzione dei vincoli eventualmente
pretermessi nei precedenti esercizi.
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La cassa vincolata
SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO DELLA TOSCANA -
DELIBERAZIONE N. 33/2022
La mancata considerazione, nella cassa vincolata dell'ente, dei proventi da sanzioni
pecuniarie al codice della strada determina la non corretta e integrale contabilizzazione dei
flussi di cassa relativi alle entrate a specifica destinazione, come invece previsto
rispettivamente dall'articolo 180 del Dlgs 267/2000 per le modalità di riscossione, e
dall'articolo 195 del Dlgs 267/2000 per il loro successivo utilizzo; non permette di definire
l'ammontare complessivo delle entrate vincolate nella destinazione e l'eventuale loro impiego
per il pagamento di spese correnti nel corso dell'esercizio ai sensi dell'articolo 195 del Dlgs
267/2000 e non consente neanche la valutazione del rispetto dell'articolo 222 del Dlgs
267/2000. Questo tipo di irregolarità comporta, inoltre, una non corretta rappresentazione del
fondo di cassa nel conto presentato dal tesoriere dell'ente e allegato al rendiconto della
gestione previsto dall'articolo 226 del Dlgs 267/2000. La non corretta e integrale
contabilizzazione dei flussi di cassa rispetto alle componenti libera e vincolata non solo
determina l'inosservanza dei principi contabili di attendibilità, veridicità e integrità del bilancio
ma è anche suscettibile di incidere sulla corretta gestione dei flussi di cassa e sulla loro
verificabilità. L'assenza, infatti, di una puntuale rappresentazione delle effettive consistenze
della cassa libera e vincolata impedisce che vengano alla luce.
27 aprile 2022 Marco MainellaPuoi anche leggere