Il controllo del processo biologico mediante tecniche di monitoraggio in situ: le esperienze LESSWATT e i-SWAT

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Il controllo del processo biologico mediante tecniche di monitoraggio in situ: le esperienze LESSWATT e i-SWAT
AUTOMAZIONE DI PROCESSO PER IMPIANTI DI TRATTAMENTO DELLE ACQUE DI RIFIUTO

    Il controllo del processo biologico
 mediante tecniche di monitoraggio in
 situ: le esperienze LESSWATT e i-SWAT
                            Francesco Spennati,
                     francesco.spennati@cuoiodepur.it

                                         Webinar gratuito
                                         3 dicembre 2020
Il controllo del processo biologico mediante tecniche di monitoraggio in situ: le esperienze LESSWATT e i-SWAT
L’impianto e il distretto conciario

                        Aquarno
                                                              Fucecchio

                                    S. Croce
          Depuratore di C.          sull’Arno                      S. Donato
              di Sotto

                   Castelfranco                    CuoiodepurFerrovia
Canale               di Sotto
Usciana
                                                       Ponte a
                        S. Romano
                                                        Egola
    Arno                 S.G.C. FI-PI-LI
                                    Prima visita di monitoraggio         2 Km

                                    Firenze, 19 Aprile 2018
Il controllo del processo biologico mediante tecniche di monitoraggio in situ: le esperienze LESSWATT e i-SWAT
Portate e
                             carichi
                 Aree Urbane di                                           Area Industriale di Ponte a Egola
       San Miniato San Romano San Donato
1.400.000 m3/anno

   Parametro        Media           Impianto
       pH            7,5           Cuoiodepur
 CODtq (mg L-1)     143
  SST (mg L-1)       52                                                                    1.400.000 m3/anno
N-NH4+ (mg L-1)      24
N-totale (mg L-1)    33                                                                     Parametro          Media
P-totale (mg L-1)   3,1                                                                         pH               7,8
 Solfati (mg L-1)    68                                                                   CODtq (mg L-1)       12.668
Cloruri ((mg L-1)   287                                                                    SST (mg L-1)         4.889
                                                                                         N-NH4+ (mg L-1)         350
                                   Parametro         Media                               N-totale (mg L-1)       793
                                       pH             7,1                                P-totale (mg L-1)       25,4
                                  COD (mg L-1)       145                                  Solfuri (mg L-1)       280
 Effluente scarico                SST (mg L-1)        1,1                                 Solfati (mg L-1)      2.581
                                 N-NH4 (mg
                                       +      L-1)    2,3                                Cloruri (mg L-1)       6.145
                                 N-NO3- (mg L-1)      9,1
                                 N totale (mg L-1)   21,7
                                                                                Lo
                                                       Prima visita di monitoraggio  Scarico rispetta tutti i limiti
                                 P totale (mg L-1)    0,2
                                 Cloruri (mg L-1)      Firenze, 19 Aprile 2018 Autorizzativi
                                                     3.184
                                                                                                 previsti    ai    sensi
        3.100.000 m3/anno                                                      dell’Allegato V del DLgs. 152/2006 e smi
                                 Solfati (mg L-1)    1.502
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TRATTAMENTI PRIMARI
  REFLUI
INDUSTRIALI

                  Grigliatura     Dissabbiatore             Equalizzazione                   Sedimentazione
                     fine                                 Ossidazione Solfuri                   Primaria

                                       TRATTAMENTI BIOLOGICI

        Sedimentazione           Ossidazione Biologica                        Denitrificazione
           Biologica                 Nitrificazione

                                                                                        REFLUI
     TRATTAMENTI TERZIARI
                                                                                        CIVILI

          Coagulazione          Sedimentazione             Neutralizzazione
          Flocculazione            Terziaria
                                                                                       CORPO IDRICO
                                                                                        RECETTORE
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Il comparto biologico
               Denitrificazione                     Sedimentazione secondaria
                  11.000 m3

                              Reflui Civili

   Reflui
 industriali
   (post
trattamenti
  primari)
                                                                                         Post denitro

                                  Ossidazione nitrificazione
                                              26.250 m3

                                                          Prima visita di monitoraggio
                                                          Firenze, 19 Aprile 2018
Il controllo del processo biologico mediante tecniche di monitoraggio in situ: le esperienze LESSWATT e i-SWAT
Sistema di aereazione

Nelle vasche di ossidazione-
nitrificazione         dell’impianto
Cuoiodepur         le     condizioni
aerobiche necessarie per il
corretto sviluppo dei processi
biologici sono mantenute tramite
insufflazione di aria, immessa e
distribuita          uniformemente
all’interno del liquame attraverso
un sistema di aerazione a
diffusione sommerso, che crea un
“tappeto di aerazione” sul fondo
delle vasche costituito da
diffusori a membrana a disco
Italprogetti DM con superficie di
0,07 m2 e diametro della
membrana 300 mm.
Il controllo del processo biologico mediante tecniche di monitoraggio in situ: le esperienze LESSWATT e i-SWAT
Sistema di aereazione
Nonostante l’elevata capacità autopulente
presentata da tale tipologia di diffusori, è
necessaria una periodica sostituzione delle
membrane per evitare un eccessivo
intasamento dei micropori che ridurrebbe la
capacità di trasferimento.

Le membrane vengono sostituite in ciascuna
vasca al massimo ogni 4 anni.

La portata d’aria necessaria è fornita da cinque
compressori HV Turbo con potenza nominale
massima da 350 KW. Nelle normali condizioni
di esercizio solo 1 o 2 compressori risultano in
funzione (75% potenza);
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Il metodo off-gas - cenni
•   L’analizzatore è in grado di misurare il contenuto di ossigeno del flusso di gas, in termini di frazione molare
    rispetto agli inerti, attraverso una reazione di tipo catalitico che avviene all’interno di una cella a combustibile in
    funzione della pressione parziale dell’ossigeno.
•   Per stimare l’efficienza di trasferimento dell’ossigeno in
    condizioni operative (OTE) è utilizzato il metodo off-gas, che si
    basa su un bilancio di massa in fase gassosa.
•   Si misura la differenza tra la concentrazione di ossigeno
    nell’aria ambiente e quella nell’off-gas in modo da poter
    ricavare l’efficienza del processo; maggiore è il valore di tale
    differenza maggiore è la quantità di ossigeno che è trasferita
    dall’aria all’acqua nella vasca.
•   Il bilancio dell’ossigeno nel volume liquido può essere espresso
    come:
       ossigeno privato al gas = ossigeno trasferito al refluo
•   La grandezza di riferimento per il confronto delle prestazioni
    dei diffusori è αSOTE, ovvero l’efficienza di trasferimento
    dell’ossigeno in condizioni standard (T=20 °C, DO=0 mg/l, P
    barometrica=1 atm, U relativa aria=100%) in acqua di
    processo.
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Il LESSDRONE
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Inquadramento e obiettivi
•   Il progetto prevedeva l’esecuzione 6 di test di misura degli off-gas e delle emissioni di gas- serra presso l’impianto
    Cuoiodepur per la messa a punto e validazione del drone.
•   Gli impianti di depurazione possono rappresentare una significativa fonte di gas serra. Le emissioni di questi gas
    avvengono attraverso due principali sorgenti: emissioni dirette ed indirette.
•   Le emissioni dirette derivano dai processi biologici che hanno luogo nei reattori biologici; in particolare, la CO2
    viene prodotta come catabolita della respirazione, il protossido di azoto (N2O) nel corso dei processi di
    nitrificazione e/o denitrificazione e il metano (CH4) durante la digestione anaerobica. Le emissioni indirette sono
    legate al consumo di energia elettrica o termica all’interno dell’impianto, alla movimentazione di mezzi di
    trasporto e alla produzione di agenti chimici utilizzati.
•   L'obiettivo è identificare una connessione tra le emissioni di gas serra, gli influenti trattati dall’impianto e la
    fornitura d’aria alle vasche aerobiche, che determinano il consumo di energia e influenzano l’efficienza di
    trasferimento dell’ossigeno.
Grandezze misurate direttamente dal LESSDRONE
-   Portata d’aria nelle vasche aerate
-   Ossigeno disciolto (DO) nel liquame
-   Efficienza di trasferimento dell’ossigeno nelle vasche aerate (αSOTE, OTE, OTR)
-   Emissioni di gas ad effetto serra (CO2, N2O, CH4)

Ulteriori parametri indagati sul campo
-   Concentrazioni dei principali parametri inquinanti (COD e frazioni di N) in ingresso e uscita dalle vasche
    aerate (tramite campionamenti manuali e automatici)
-   Portate di refluo (civile e industriale) trattate dalle vasche biologiche (tramite misuratori dell’impianto)
-   Portate d’aria insufflate alle singole linee (tramite misuratori dell’impianto)
-   Concentrazioni di DO nelle singole vasche (tramite sensori dell’impianto)
-   Concentrazioni dei solidi sospesi totali e volatili (SST e SSV) nelle vasche biologiche
-   Concentrazioni dei composti organici volatili (VOC)
Tipologie di prove
Per ogni campagna di misura, dovranno essere svolte le seguenti tipologie di
prove:
• Misure su più punti della vasca (minimo 2% della superficie complessiva
  della vasca) dell’efficienza di trasferimento dell’ossigeno e la concentrazione
  dei gas serra (CO2, N2O e CH4) e 2 determinazioni di VOCs.
• Misura dell’efficienza di trasferimento dell’ossigeno e dei gas serra su un
  punto fisso della vasca per almeno 48 ore consecutive.
• Campionamento e analisi del refluo in ingresso e in uscita dalle vasche,
  durante le campagne di misura.

Analisi di laboratorio
Le misure in laboratorio sono state e saranno effettuate seguendo le
procedure ufficialmente riconosciute (e impiegate anche dagli enti di
controllo). Per gli off-gas Cuoiodepur si è rivolta ad un consulente esterno.
Prove effettuate:
• Prove in più punti (a portata d’aria in regime manuale) e prove stazionarie in un punto fisso (a portata d’aria in
 regime ordinario) nelle vasche biologiche n.5 e n.6

                                                                 • Note:
                                                                    •   Nelle vasche di ossidazione dell’impianto sono
                                                                     • presenti diffusori in maniera non uniforme:
                                                                            zona 1: 3.4 ND/m2;
                                                                            zona 2: 2.7 ND/m2;
                                                                            zona 3: 1.0 ND/m2.

                                                                    •   Le due vasche si differenziano per età dei
                                                                        diffusori e, pertanto, per capacità di
                                                                        trasferimento dell’ossigeno, a causa del grado
                                                                        di intasamento dei pori. La vasca 5 è
                                                                        caratterizzata da diffusori 2 anni (agosto
                                                                        2018), mentre la vasca 6 da diffusori meno
                                                                        recenti, 3 anni (settembre 2017).
Prove effettuate:
Prove in più punti (a portata d’aria in regime manuale) in 9 differenti posizioni della vasca 5 e 6

                                                                                                      Misure di off-gas ed
                                                                                                      efficienza di
                                                                                                      trasferimento
                                                                                                      dell’ossigeno con
                                                                                                      differenti condizioni
                                                                                                      operative quali:
                                                                                                      -Portata d’aria;
                                                                                                      -Età dei diffusori;
                                                                                                      -Età del fango.
                                                                                                      -Concentrazione
                                                                                                      dell’ossigeno
Risultati prove a punti
      Concentrazione di DO nelle vasche

La concentrazione di ossigeno disciolto (DO) è piuttosto variabile da punto a punto, in vasca 5 si
osservano valori superiori nei punti 5-6-7, mentre in vasca 6 nei punti 6-7-8-9. In entrambe le vasche
i valori inferiori di DO (< 1 mg/l) si registrano nei punti iniziali (punti 1-2-3) a causa della maggiore
disponibilità di substrato prontamente biodegradabile e, pertanto, della maggiore richiesta di
ossigeno in questa zona.
Risultati prove a punti
      Efficienza di trasferimento dell’ossigeno

L’efficienza di trasferimento dell’ossigeno in condizioni standard e in acqua di processo (αSOTE) è
risultata rispettivamente pari a 30.3% e 28.7% in vasca 5 e in vasca 6. Questo risultato conferma lo
stato attuale dei diffusori, più recenti in vasca 5 rispetto alla vasca 6. Entrambi i valori risultano
comunque piuttosto elevati se confrontati con altre realtà impiantistiche (Rosso et al., 2005).
Risultati prove a punti
         Efficienza di trasferimento dell’ossigeno

                                                          L’αSOTE/m si attesta tra 5-6 %/m, valore confermato
                                        MD (Cuoiodepur)
                                                          dalla letteratura noto il regime di portata d’aria cui
                                                          lavora l’impianto e le caratteristiche geometriche
                                                          delle vasche.
    αSOTE (%/m)

                                                    CDi: dischi ceramici
                                                    CDo: domi ceramici
                                                    MD: dischi a membrana
                                                    Tu: diffusori a candela
                                                    MP: pannelli a membrana

                       Qair (m3/m2 diff /s)

     (Rosso et al., 2005, Water Environment Research, 77(3))
Risultati prove a punti
      Rateo di trasferimento dell’ossigeno

Il rateo di trasferimento dell’ossigeno, OTR, ossia la quantità di ossigeno trasferita nell’unità di
tempo, è pari a 0.26 kgO2/h/m2 in entrambe le vasche. Il suo andamento segue prevalentemente
quello della portata d’aria. Considerando tutte la superficie delle sette vasche di ossidazione presenti
sull’impianto si ricava una quantità di ossigeno trasferito pari a 25700 kgO2/d. Il rateo di
trasferimento dell’ossigeno, OTR, è stato confrontato con la Richiesta di ossigeno, RO2, del comparto
di ossidazione
Risultati prove a punti
      Emissioni dirette di gas-serra

Le emissioni dirette di CO2, molto simili in entrambe le vasche, sono pari rispettivamente a 175 e
173 gCO2/h/m2 per la vasca 5 e 6. L’andamento segue quello della portata d’aria dal momento che le
concentrazioni risultano pressoché uniformi.
Risultati prove a punti
      Emissioni dirette di gas-serra

Le emissioni dirette di N2O, sono pari rispettivamente a 0.03 e 0.006 gN2O/h/m2 per la vasca 5 e 6.
In entrambe le vasche le emissioni sono molto basse e, a partire dalla terza campagna di misura, le
emissioni si sono notevolmente ridotte rispetto alle prime due.
Risultati prove a punti
      Emissioni dirette di gas-serra

Le emissioni dirette di CH4, sono pari rispettivamente a 0.07 e 0.09 gCH4/h/m2 per la vasca 5 e 6. In
entrambe le vasche si osserva un andamento decrescente lungo il profilo longitudinale (soprattutto
in vasca 5). Da ciò emerge che il CH4 disciolto in arrivo con l’influente e quello prodotto in denitro, è
rilasciato in atmosfera prevalentemente nella zona iniziale.
Risultati prove a punti
       Emissioni dirette di gas-serra

•   Considerando il Global Warming Potential (GWP) di N2O (298
    gCO2,eq/gN2O) e CH4 (25 gCO2,eq/gCH4) su un orizzonte di 100 anni,
    le emissioni di CO2 equivalente dalle vasche di ossidazione
    risultano pari a ≈ 20000 kgCO2,eq/d di cui il 96% deriva dalla CO2 e
    solo il 4% da N2O e CH4.

•   Considerando il COD ossidato nelle vasche di ossidazione, M(COD)ox ≈ 19600 kg/d, ricavato a partire dal bilancio
    di massa attorno al comparto biologico dell’impianto, si ricava un fattore di emissione per unità di COD ossidato,
    EFCOD, pari a 1.0 kgCO2/kgCODox.

•   Il Fattore di Emissione di N2O, EFNH4, ossia quantità di protossido di azoto prodotta per unità di azoto
    ammoniacale rimosso in nitrificazione, risulta pari a 0.0014 kgN2O/kgN-NH4. Tale valore è piuttosto basso se
    confrontato con i valori di letteratura secondo cui fino al 7% dell’azoto ammoniacale influente può essere emesso
    sotto forma di N2O nelle vasche di ossidazione (Foley et al., 2010; Kampschreur et al., 2008).
Risultati prove a punti
       Emissioni indirette di gas-serra

Le emissioni indirette di gas serra del comparto di ossidazione derivano dai consumi energetici delle soffianti per la
insufflazione di aria nelle vasche aerate.

Nel 2019, il consumo energetico giornaliero delle soffianti risulta 9430 kWh. Considerando un fattore di emissione di
CO2 per kWh consumati di 0.446 kgCO2/kWh, le emissioni indirette di CO2 risultano pari a 4206 kgCO2/d, ossia circa
1/5 delle emissioni dirette (20000 kgCO2,eq/d).

                                                        DIRECT EMISSION    INDIRECT
                                                             aerobic       EMISSION
                                                           respiration      aeration
                                Value      t CO2,eq/d        20.0             4.2
In sintesi
• L’impianto Cuoiodepur lavora a basse portate d’aria per unità di superficie il
  che consente di raggiungere elevate efficienze di trasferimento dell’ossigeno
  (αSOTE 28-30%)
• Le emissioni dirette prevalgono su quelle indirette (rapporto 5:1)
• La CO2 è il gas serra predominante (96% delle emissioni di CO2 equivalente)
  nell’off-gas delle vasche di ossidazione
• Differenze sia nelle emissioni che dell’efficienza di trasferimento dell’ossigeno
  sono state riscontrate nelle prove stazionarie in giorni feriali e festivi
POR FESR 2014-2020 (Regione Toscana)

Sviluppo gli strumenti tecnologici necessari a superare
il gap che separa oggi gli impianti di depurazione dai
moderni approcci di controllo di processo,
introducendo in tal modo le fondamenta per
sviluppare i paradigmi dell’Industria 4.0 nel settore del
trattamento dei reflui, in particolare l’automazione.
Problematica:
La nitrificazione (ossidazione dell’ammoniaca a nitrati) è il processo biologico critico
del comparto biologico, è soggetta ad inibizioni che possono pregiudicare la qualità
del processo, inoltre la richiesta di ossigeno della sezione è dosata principalmente
per far funzionare correttamente a questo processo (limitante).

Il progetto:
Il progetto i-SWAT ha avuto l’obiettivo di installare un titrimetro differenziale
ovvero un innovativo sensore in grado di misurare in modo automatico il rateo di
ossidazione dell’ammonio, fornendo una nuova tipologia di informazione che indics
l’effettivo stato di avanzamento del processo depurativo. Tale sonda è integrata
all’attuale sistema di supervisione dell’impianto.

Obiettivi:
• Misura dell’inibizione dei nitrificanti in tempo reale (e quindi poter intervenire in
  caso di problemi);
• Controllo del setpoint di ossigeno in vasca (e quindi importante risparmio
  energetico);
SISTEMA DI POMPAGGIO
Grazie per
    l’attenzione
https://www.lesswattproject.eu/it/

http://www.cuoiodepur.it/progetti/
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