Finanziamento delle PMI e dell'imprenditorialità 2014 - OECD.org
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Finanziamento delle PMI
e dell’imprenditorialità
2014
Scoreboard OCSE
La traduzione per estratto della sintesi e della scheda Paese è stata
curata dalla Sezione linguistica italiana.
Titolo originale: OECD (2014), Financing SMEs and Entrepreneurs 2014,
an OECD Scoreboard, OECD Publishing
doi: http://dx.doi.org/10.1787/fin_sme_ent-2014-enStudi dell’OCSE sulle PMI e sull’imprenditorialità
© OECD 2015
Sintesi
La pubblicazione dell’OCSE «Finanziamento delle PMI e dell’imprenditorialità - edizione
2014» fornisce uno «Scoreboard» sull’andamento dell’accesso ai finanziamenti delle PMI e
degli imprenditori in 31 Paesi nel periodo 2007-2012 attingendo a dati provenienti dalle
banche centrali e dagli istituti di statistica nazionali. Lo studio presenta i principali indica-
tori riguardanti debito, capitale netto e condizioni generali del mercato per il finanziamento
delle PMI e dell’imprenditorialità, corredati da informazioni sulle iniziative pubbliche e pri-
vate a sostegno. Nel loro complesso tali indicatori costituiscono un quadro di riferimento
omnicomprensivo per i decisori e le altre parti interessate a valutare i fabbisogni finanziari
delle PMI e a determinare se è stato possibile rispondervi. Il presente rapporto rappresenta
inoltre un utile strumento atto a supportare la formulazione e la valutazione delle misure
di intervento pubblico nonché a monitorare gli effetti delle riforme finanziarie sull’accesso
al credito e sulle condizioni di finanziamento per le PMI.
Nella presente edizione sono presentate schede Paese dettagliate per Austria, Belgio,
Canada, Cile, Colombia, Corea, Danimarca, Federazione Russa, Finlandia, Francia, Grecia,
Irlanda, Israele, Italia, Messico, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Portogallo, Regno
Unito, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Serbia, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Svezia,
Svizzera, Tailandia, Turchia, Ungheria.
Le principali conclusioni del rapporto sono le seguenti:
Nel 2012 le PMI hanno continuato a far fronte alla duplice sfida di una ripresa non
uniforme e di una riduzione della disponibilità del credito bancario. In un difficile contesto
macroeconomico, caratterizzato dal rallentamento della crescita e della domanda, le PMI
hanno visto gli utili diminuire e ridursi la disponibilità di finanziamenti interni. Allo stesso
tempo, il settore finanziario ha continuato a portare avanti il processo di riduzione del
debito avviato in seguito alla crisi, con i tentativi, da parte delle banche, di conformarsi
ai requisiti introdotti da Basilea III in materia di capitale e di rapporto di indebitamento
facendo ricorso ad una combinazione di diminuzione patrimoniale e aumento di capitale.
In alcuni Paesi la crisi del debito sovrano ha aumentato l’insufficiente adeguatezza del
capitale. Tale situazione ha ridotto la disponibilità di credito da parte dell’intero sistema
bancario, ma con un maggiore impatto sulle PMI rispetto alle grandi imprese. Le PMI e gli
imprenditori hanno dovuto continuare a fronteggiare una maggiore vulnerabilità rispetto
alle condizioni del mercato creditizio, essendo molto dipendenti dal credito bancario.
Nonostante l’allentamento monetario, nel 2012 l’accesso al credito ha rappresentato
un fattore di criticità per le PMI. In questo stesso anno le condizioni del mercato finanziario
sono state caratterizzate da un notevole grado di incertezza, con notevoli inversioni di
tendenza da un trimestre all’altro, e alcuni sviluppi positivi alla fine del 2012 e all’inizio del
2013. Nel 2012 sono state introdotte altre misure di allentamento monetario in risposta alla
crisi finanziaria ed economica e alle turbolenze dei mercati finanziari. Nella maggior parte
1SINTESI
dei Paesi, però, tali misure non hanno incoraggiato le istituzioni finanziarie ad accrescere
i flussi di credito in direzione del settore privato ed in particolare quelli destinati alle PMI.
In seguito alla debole ripresa verificatasi nel 2010-2011, invece, l’importo dei prestiti da
rimborsare è diminuito in alcuni Paesi ed è aumentato a un ritmo più lento in altri, in par-
ticolare nelle economie emergenti dove si era assistito a una notevole crescita del credito
alle imprese nel 2010-2011.
Inoltre, nella seconda metà del 2012, si è registrato un deterioramento della percezione
delle PMI in merito alla disponibilità creditizia, un fattore spesso più importante per queste
ultime rispetto al costo del credito stesso.
Le condizioni di credito sono rimaste più stringenti per le PMI rispetto alle grandi
imprese. Mentre, nel 2012, i tassi di interesse nominali sono calati in 18 Paesi su 31, nella
maggior parte dei casi il differenziale dei tassi di interesse tra piccole e grandi imprese è
aumentato. Sempre nel 2012, inoltre, nella maggior parte dei Paesi che figurano nello Score-
board dell’OCSE, sono aumentati i requisiti di garanzia a causa di una maggiore avversione
al rischio da parte delle banche.
Per la maggioranza dei Paesi presi in considerazione nello Scoreboard, nel 2012 si è
continuato a registrare un aumento dei ritardi nei pagamenti e dei fallimenti. La sud-
detta tendenza è riconducibile a vari fattori: restrizione di flussi monetari, insufficiente
disponibilità di fondi nelle aziende, restrizione di liquidità tra i clienti, imprese in stato di
insolvenza o di cessazione dell’attività. Nei Paesi colpiti dalla crisi del debito sovrano si è
registrato un aumento notevole del numero di imprese insolventi.
Le fonti alternative di finanziamento per le PMI e gli imprenditori sono state limitate e
volatili, sebbene si siano riscontrati segni di ripresa nei livelli di finanziamento delle quote
di capitale d’impresa. I capitali sociali delle imprese sono stati gravemente colpiti dalla
crisi finanziaria, in particolar modo gli investimenti nelle fasi iniziali dell’attività imprendi-
toriale. Nel 2012, tuttavia, in molti Paesi il finanziamento del capitale sociale era risalito ai
livelli precedenti la crisi, in parte grazie a misure programmatiche mirate. Ciò nonostante,
i prestiti bancari rappresentano sempre la fonte di finanziamento esterna più diffusa per
molte PMI e imprenditori, anche per quanto riguarda le imprese innovative e quelle a forte
crescita. Il capitolo tematico del presente rapporto verte sugli strumenti di finanziamento
non generatori di debito, in particolar modo il «finanziamento mezzanino» (mezzanine
finance) che associa debito e quote di capitale sociale. Questo tipo di finanziamento risulta
particolarmente adatto nelle circostanze attuali, poiché consente alle imprese di rafforzare
la struttura del capitale, di essere meno vulnerabili in caso di stress e di ridurre la dipen-
denza rispetto al settore bancario, consentendo alle imprese di passare alla fase successiva
di sviluppo dell’azienda. Questo tipo di finanziamento, tuttavia, non si addice a molte PMI e
la maggior parte delle imprese che scelgono il finanziamento mezzanino dovranno sempre
fare ricorso al finanziamento basato sul debito e sulle quote di capitale.
Molti Governi hanno potenziato le misure di sostegno finanziario alle PMI e adottato
nuovi strumenti. Le garanzie pubbliche per garantire prestiti bancari alle PMI hanno conti-
nuato a rappresentare la misura più utilizzata. Ad alcuni di questi programmi, inoltre, sono
stati aggiunti nuovi elementi, come la semplificazione amministrativa e tempi più rapidi
per la concessione di garanzie (express guarantees); inoltre sono stati creati altri strumenti
che esulano dal contesto tradizionale dei programmi di garanzia. Tra gli altri interventi
pubblici a sostegno del finanziamento delle PMI e dell’imprenditorialità si possono citare:
prestiti diretti; microcrediti; garanzie all’esportazione; sostegno al finanziamento tramite
capitale di rischio (equity), sotto forma di cofinanziamento, agevolazioni fiscali per gli
investitori, promozione del finanziamento partecipativo e finanziamento mezzanino.
2 STUDI DELL’OCSE SULLE PMI E SULL’IMPRENDITORIALITÀ © OECD 2015SINTESI
Nel 2013-14, le condizioni di finanziamento per le PMI e gli imprenditori saranno ancora
difficili nella maggior parte dei Paesi. In linea generale, la domanda debole, la diminuzione
in atto del credito fornito dalle banche e il deterioramento della qualità del capitale potreb-
bero ostacolare maggiormente l’accesso al credito per le PMI, nonostante l’attuale ripresa.
D’altra parte, un certo numero di interventi dedicati alle PMI potrebbero potenzialmente
incoraggiare i prestiti destinati a queste ultime e renderli più utilizzabili. Sarà quindi
essenziale continuare a monitorare gli indicatori utilizzati nel presente rapporto, nonché le
misure di policy e i loro effetti sulla concessione di credito alle PMI.
Se si vuole facilitare l’analisi intertemporale e comparata delle tendenze riguardanti
il finanziamento delle PMI e degli imprenditori sarà necessario migliorare le procedure di
raccolta dei dati. Dati migliori consentono di migliorare la comprensione dei fabbisogni di
finanziamento delle imprese e rappresentano una solida base di discussione per formulare
politiche documentate. Per consentire di effettuare in futuro una raccolta di dati più tem-
pestiva e una migliore analisi comparata tra Paesi, è necessario che questi ultimi facciano
progressi per quanto riguarda l’armonizzazione dei dati e la standardizzazione dei metodi
di raccolta.
I miglioramenti metodologici suggeriti sono i seguenti: distinzione tra le aziende con
dipendenti e senza dipendenti; rendicontazione sia di dati di stock che di flusso in materia
di prestiti; maggiori informazioni sulla composizione dei crediti; armonizzazione delle
definizioni del capitale di rischio rispetto alle diverse fasi di sviluppo dell’impresa.
È necessario continuare a perseguire attivamente gli obiettivi di lungo termine in mate-
ria di tempestività, comparabilità, trasparenza e armonizzazione dei dati. Nello specifico,
si consiglia di richiedere alle istituzioni finanziarie di fornire informazioni tempestive alle
autorità di regolamentazione su: prestiti alle PMI, tassi di interesse, requisiti di garanzia e
prestiti alle PMI sostenuti dal Governo, adottando la definizione nazionale di PMI basata
sulla dimensione dell’impresa. Le autorità internazionali, regionali e nazionali, così come
le associazioni di imprese, dovrebbero collaborare per effettuare e armonizzare indagini
quantitative sulla domanda, con lo scopo di integrare le informazioni sull’offerta oggi
disponibili.
STUDI DELL’OCSE SULLE PMI E SULL’IMPRENDITORIALITÀ © OECD 2015
3SCHEDA PAESE SUL FINANZIAMENTO DELLE PMI E DELL’IMPRENDITORIA 2007-12: ITALIA
Italia
Le PMI nel tessuto economico italiano
Le PMI rappresentano il 99,9% delle imprese italiane e occupano l’80% della forza lavoro
nel settore industriale e dei servizi. Questo settore è caratterizzato da una presenza rela-
tivamente importante di imprese di piccole dimensioni: la percentuale di microimprese è
più elevata rispetto alla media dell’Unione Europea, mentre la quota percentuale di piccole
e medie imprese è inferiore alla media europea (Eurostat, 2011). I dati riguardanti i debiti
sono disponibili soprattutto per la maggior parte delle imprese con meno di 20 dipendenti,
che rappresentano quasi l’intero universo.
Tabella 16.1. Distribuzione delle imprese in Italia, 2010
Classe dimensionale (dipendenti) Numero di imprese %
Totale imprese 3 867 813 100.0
PMI (0-249) 3 864 582 99.9
Microimprese (0-9) 3 660 256 94.6
Piccole imprese (10-49) 184 925 4.8
Medie imprese (50-249) 19 401 0.5
Grandi imprese (250+) 3 231 0.1
Nota: escluse le imprese del settore finanziario e assicurativo. Incluse le imprese senza dipendenti.
Fonte: OECD, Entrepreneurship at a Glance, 2013.
12 http://dx.doi.org/10.1787/888933014099
Domanda di credito delle PMI
In Italia la crisi del 2007-2008 ha avuto un impatto meno grave sul sistema bancario
nazionale grazie a un solido modello di intermediazione che favorisce la concessione
diretta di prestiti rispetto alle transazioni sui mercati dei capitali. Questo sistema ha portato
a una minore esposizione agli asset tossici legati ai CDO (Collateralised Debt Obligation).
Nella seconda metà del 2011 il Paese è stato colpito da una nuova recessione. A causa delle
tensioni relative all’aumento del debito pubblico, aggravatesi nell’estate di quell’anno, le
banche hanno avuto maggiori difficoltà a raccogliere fondi sui mercati. Ciò nonostante, le
istituzioni finanziarie italiane hanno ulteriormente innalzato il proprio patrimonio tramite
importanti aumenti di capitale e, in misura minore, tramite autofinanziamento. Nel 2012
i mercati finanziari erano sempre caratterizzati da una situazione di fragilità, anche se a
volte hanno beneficiato dalla diminuzione degli spread del debito sovrano. Sono state adot-
tate ulteriori misure per aumentare la capitalizzazione del sistema bancario e assicurare
una maggiore resistenza del sistema di fronte al prolungarsi della crisi.
4 STUDI DELL’OCSE SULLE PMI E SULL’IMPRENDITORIALITÀ © OECD 2015SCHEDA PAESE SUL FINANZIAMENTO DELLE PMI E DELL’IMPRENDITORIA 2007-12: ITALIA
Le due recessioni verificatesi nel giro di pochi anni hanno inciso negativamente sull’an-
damento del credito. Il totale dei prestiti alle imprese è diminuito in termini assoluti nel
2009 mentre si è registrato un aumento di breve termine nei due anni seguenti. Tali prestiti
sono diminuiti nettamente nel 2012, quando le dinamiche del credito sono state correlate,
in larga parte, alla rischiosità dei prenditori così come percepita dagli operatori. La precaria
congiuntura economica, protrattasi per anni, è stata all’origine di un netto deterioramento
della redditività delle imprese e ha inciso negativamente sulle loro riserve finanziarie.
Nella seconda metà del 2008 i tassi di crescita dei prestiti alle PMI sono calati netta-
mente, ricominciando poi ad aumentare leggermente fino alla seconda metà del 20111. In
seguito alla nuova recessione che ha colpito il Paese a metà del 2011, il rallentamento del
credito ha pesato maggiormente sulle PMI che non sulle grandi aziende. Alla fine dell’anno
si è quindi registrato un tasso di crescita negativo in materia di prestiti alle PMI per la
prima volta dall’inizio della crisi. A partire dalla seconda metà del 2012 il netto declino dei
prestiti ha riguardato in particolar modo le grandi aziende. Di conseguenza, la percentuale
dei prestiti alle PMI sul totale dei prestiti alle imprese è aumentata leggermente nel 2012
rispetto all’anno precedente. Va sottolineato, però, che le grandi aziende hanno maggiore
accesso a fonti alternative di finanziamento e possono compensare parzialmente la con-
trazione di crediti bancari emettendo titoli di debito. I prestiti a breve termine alle PMI
hanno registrato un rallentamento marcato in seguito all’intensificarsi della crisi finanzia-
ria, all’inasprirsi delle condizioni di credito e alla diminuzione delle richieste di credito da
parte delle imprese. La percentuale di prestiti a breve termine sul totale dei prestiti alle PMI
è calata dal 33,9% nel 2007 al 26,6% nel 2012.
Figura 16.1. Prestiti alle imprese in Italia, 2005-13
Dati mensili, variazione percentuale su 12 mesi
Piccole imprese (meno di 20 dipendenti) Medie e grandi imprese (almeno 20 dipendenti)
20
15
10
5
0
-5
-10
r. 6
r. 5
Lu -05
Ot -05
G e 05
Lu -06
Ot -06
Ap -07
Lu -07
Ot -07
Ge -07
Ap . -08
Lu -08
Ot -08
Ge -08
Ap . -09
Lu -09
Ot -09
G e 09
r. 0
Lu -10
Ot -10
Ge -10
Ap . -11
Lu -11
Ot -11
Ge -11
Ap -12
Lu -12
Ot -12
Ge -12
Ap . -13
3
Ge -06
A p -0
A p . -1
-1
A p . -0
-
-
g
t.
t.
n.
g
t.
n.
r.
g
r.
g
t.
r.
g
t.
g
t.
r.
g
t.
n.
r.
g
t.
r.
n
n
n
n
n
n
Ge
Nota: Le variazioni percentuali sono calcolate tenendo conto degli effetti delle riclassificazioni.
Fonte: Banca d’Italia.
12 http://dx.doi.org/10.1787/888933015980
Incidenza dei prestiti contratti sui prestiti autorizzati per le PMI
La percentuale di prestiti contratti rispetto a quelli autorizzati è aumentata dal 79,7%
nel 2007 all’85,7% nel 2012, e tale aumento conferma l’accresciuto fabbisogno di liquidità.
Da un’analisi più approfondita (disaggregando i dati per tipo di prestito) emerge in realtà
STUDI DELL’OCSE SULLE PMI E SULL’IMPRENDITORIALITÀ © OECD 2015
5SCHEDA PAESE SUL FINANZIAMENTO DELLE PMI E DELL’IMPRENDITORIA 2007-12: ITALIA
che il ricorso al credito per far fronte a scoperti di conto è aumentato in maniera significa-
tiva nel 2012, raggiungendo il 69,1%, quasi sette punti percentuali in più rispetto all’anno
precedente. Da ciò si deduce che le imprese hanno soddisfatto il fabbisogno di liquidità
facendo maggior ricorso a linee di credito a breve termine.
Condizioni di credito
In un contesto caratterizzato da turbolenze dei mercati finanziari registrate a metà
del 2007 e dal fallimento della banca Lehman Brothers nell’autunno del 2008, le banche
italiane partecipanti all’indagine trimestrale sul credito bancario nell’area dell’euro (Bank
Lending Survey - BLS) hanno rilevato un irrigidimento dei criteri di erogazione dei prestiti
e di apertura di linee di credito alle imprese.
Nella seconda metà del 2011, le tensioni sul mercato dei debiti sovrani si sono tradotte
in un progressivo irrigidimento delle condizioni di credito soprattutto a causa delle diffi-
coltà delle banche nel reperire fondi e del peggioramento delle condizioni di liquidità. Le
tensioni si sono allentate nel 2012 in seguito alle operazioni di rifinanziamento a lungo
termine della BCE, sebbene gli effetti della recessione sulla qualità del credito si siano
tradotti nell’inasprimento delle condizioni creditizie per tutto l’anno.
Figura 16.2. Condizioni di accesso al credito per le PMI
e le grandi aziende in Italia, 2005-13
Percentuali nette
PMI Grandi imprese
120
100
80
60
40
20
0
-20
-40
Q1 Q2 Q3 Q4 Q1 Q2 Q3 Q4 Q1 Q2 Q3 Q4 Q1 Q2 Q3 Q4 Q1 Q2 Q3 Q4 Q1 Q2 Q3 Q4 Q1 Q2 Q3 Q4 Q1 Q2 Q3 Q4 Q1 Q2 Q3
2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013
Nota: PMI con un fatturato annuo netto fino a 50 milioni di EUR.
Fonte: Bank Lending Survey, indagine realizzata nell’area dell’euro.
12 http://dx.doi.org/10.1787/888933015999
Nell’autunno del 2008 i clienti degli istituti bancari hanno cominciato a beneficiare
della riduzione dei tassi di interesse ufficiali. I tassi di interesse applicati alle PMI sono
calati dal 6,3% nel 2008 al 3,6% nel 2009. Durante la crisi del debito sovrano l’aumento dei
tassi di interesse è stato maggiore per le PMI che non per le grandi aziende. Alla fine del
2011, il tasso medio applicato alle PMI era del 5% e lo spread con il tasso d’interesse appli-
cato alle grandi aziende era di 1,7 punti percentuale in più. L’andamento è stato lo stesso
nel 2012, quando il tasso d’interesse ha raggiunto il 5,6% e lo spread l’1,8%. L’approccio
basato sulla rischiosità che le banche hanno adottato nel determinare il prezzo dei prestiti
6 STUDI DELL’OCSE SULLE PMI E SULL’IMPRENDITORIALITÀ © OECD 2015SCHEDA PAESE SUL FINANZIAMENTO DELLE PMI E DELL’IMPRENDITORIA 2007-12: ITALIA
alle PMI è evidenziato dall’allargamento del differenziale tra i tassi medi applicati alle PMI
e alle grandi aziende, che ha raggiunto il valore massimo dall’inizio della crisi.
Tra il 2008 e il 2009 si è assistito a una diminuzione delle richieste di garanzia in
seguito all’adozione di un approccio diverso che ha introdotto l’abbassamento della soglia
di segnalazione della Centrale dei Rischi e l’inclusione di prestiti di minor entità e con
minori garanzie. Alla fine del 2010 le richieste di garanzie hanno cominciato ad aumentare.
Il peggioramento delle condizioni di credito concesse alle PMI è stato anche confermato
dall’indagine della BCE sull’accesso al credito delle PMI nell’area dell’euro che segnalava un
aumento delle richieste di garanzie. Nella seconda metà del 2012 le PMI hanno richiesto più
garanzie rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Si è assistito poi a un ulteriore
peggioramento della qualità creditizia. Le nuove sofferenze in rapporto ai prestiti, su base
annua e con correzione delle variazioni stagionali, sono aumentate in maniera marcata.
Per quanto riguarda le PMI, tale indicatore ha raggiunto il livello massimo di questi ultimi
anni, pari al 4,2%, a metà del 2013. Va notato, tuttavia, che le banche italiane calcolano il
tasso di crediti deteriorati (NPL - non performing loans) e il tasso di copertura in base alla
normativa prudenziale definita dalla Banca d’Italia, determinando i crediti deteriorati in
funzione del merito creditizio del prenditore senza tener conto delle garanzie collaterali
o di altri tipi di garanzia. Inoltre, in Italia le procedure giudiziarie di recupero dei crediti
sono particolarmente lunghe, accrescendo il periodo in cui i crediti deteriorati restano
nei bilanci delle banche e facendo aumentare ulteriormente i tassi di crediti deteriorati. A
causa di queste due caratteristiche del sistema italiano, che differisce da quanto avviene
per le principali banche europee, in Italia i tassi di non performing loans sono notevol-
mente più alti e i tassi di copertura molto più bassi rispetto alle banche europee (Banca
d’Italia, 2013b).
Figura 16.3. Nuove sofferenze in rapporto ai prestiti in Italia, 2005-13
Percentuale del flusso trimestrale di sofferenze sullo stock di crediti alla fine del trimestre precedente
Piccole imprese (meno di 20 dipendenti) Medie e grandi imprese (almeno 20 dipendenti)
6
5
4
3
2
1
0
Q1 Q2 Q3 Q4 Q1 Q2 Q3 Q4 Q1 Q2 Q3 Q4 Q1 Q2 Q3 Q4 Q1 Q2 Q3 Q4 Q1 Q2 Q3 Q4 Q1 Q2 Q3 Q4 Q1 Q2 Q3 Q4 Q1 Q2
2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013
Fonte: Banca d’Italia.
12 http://dx.doi.org/10.1787/888933016018
Finanziamento del capitale sociale
Il totale degli investimenti in capitale di rischio ed expansion capital è diminuito
drasticamente tra il 2008 e il 2009, per poi aumentare nel 2010 (ma non per le PMI). Gli inve-
STUDI DELL’OCSE SULLE PMI E SULL’IMPRENDITORIALITÀ © OECD 2015
7SCHEDA PAESE SUL FINANZIAMENTO DELLE PMI E DELL’IMPRENDITORIA 2007-12: ITALIA
stimenti in capitale di rischio ed expansion capital nel settore delle PMI sono aumentati del
65% nel 2011, contro un aumento del 12,5% per quanto riguarda il totale degli investimenti
di questo tipo. La tendenza al rialzo per il comparto delle PMI si è confermata nel 2012,
anche se la maggior parte degli aumenti di questo tipo di investimenti è stata destinata
alle grandi aziende.
Per incoraggiare l’accesso delle PMI a fonti alternative di finanziamenti, nel 2012 sono
state introdotte specifiche agevolazioni fiscali per gli investimenti di avvio e della fase
iniziale dell’attività imprenditoriale nelle imprese innovative.
Le misure introdotte dal Governo comprendevano la creazione di un fondo di
private equity con un capitale di 1,2 miliardi di EUR destinato a migliorare la capitaliz-
zazione e il consolidamento di imprese con un fatturato compreso tra 10 e 250 milioni
di EUR. Promosso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze in collaborazione con le
principali istituzioni finanziarie e industriali italiane, questo fondo è diventato opera-
tivo alla fine del 2010. Fino all’aprile del 2013 il fondo aveva concesso l’approvazione a
operazioni di investimenti diretti per l’acquisizione di quote minoritarie per un totale
di 310 milioni di EUR, mentre l’approvazione in materia di investimenti indiretti in
fondi gestiti da terze parti era stata concessa per un ammontare totale di 350 milioni
di EUR.
Altri indicatori
Il calo delle vendite e l’inasprirsi delle condizioni di credito hanno contribuito al dete-
rioramento dei flussi di cassa delle PMI che in parte si sono anche tradotti nell’aumento
dei ritardi di pagamento. Inoltre, dopo l’inizio della crisi, si è assistito alla richiesta di
pagamenti più rapidi da parte dei fornitori. Per le PMI i ritardi di pagamento sono passati
da 19 giorni nel 2008 a 22 giorni nel 2009. Si è poi registrata una tendenza alla diminuzione
dei ritardi di pagamento nel 2010-2011. La nuova recessione economica manifestatasi a
metà del 2011, però, ha provocato un netto aumento di tale indicatore che è passato a 18
giorni nel 2012.
Tabella 16.2. Investimenti nella fase iniziale dell’attività imprenditoriale
e nell’expansion capital in Italia, 2006-12
Migliaia di EUR
Numero di dipendenti 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012
0-9 36 445 110 472 111 349 98 746 141 424 95 247 155 927
10-19 8 310 39 433 120 667 29 592 23 626 34 585 28 668
20-99 82 048 79 615 243 437 136 044 113 223 181 820 326 372
100-199 49 173 113 513 56 684 65 459 72 644 211 564 62 477
200-249 6 466 17 554 23 602 28 089 1 500 58 674 65 218
Subtotale PMI 182 442 360 587 555 739 357 930 352 417 581 890 638 662
250-499 16 525 52 353 98 015 18 524 26 960 23 879 49 566
500-999 62 260 113 900 65 411 25 787 11 533 48 286 123 179
1 000-4 999 283 488 180 468 27 050 66 419 267 710 99 574 205 162
> 5 000 496 866 0 164 853 0 13 600 2 560 44 262
Totale 1 041 581 707 308 911 068 468 660 672 220 756 189 1 060 831
Fonte: aiFi-pwc.
12 http://dx.doi.org/10.1787/888933014118
8 STUDI DELL’OCSE SULLE PMI E SULL’IMPRENDITORIALITÀ © OECD 2015SCHEDA PAESE SUL FINANZIAMENTO DELLE PMI E DELL’IMPRENDITORIA 2007-12: ITALIA
Il tasso di fallimenti su 10.000 imprese è aumentato, passando da 11,2 nel 2007 a 17,1
nel 2009. A causa della debole ripresa economica del 2010 non si è registrato un significa-
tivo miglioramento delle condizioni finanziarie delle imprese, come testimonia un netto
aumento di tale indicatore (20,3 su 10.000 imprese). L’incidenza delle insolvenze ha conti-
nuato ad aumentare, anche a causa di una nuova recessione, facendo registrare un tasso di
22,0 su 10.000 imprese nel 2012.
Figura 16.4. Ritardi di pagamenti in Italia, 2008-13
Numero di giorni, in media
Totale imprese Grandi imprese PMI
35
30
25
20
15
10
5
0
Q3 Q4 Q1 Q2 Q3 Q4 Q1 Q2 Q3 Q4 Q1 Q2 Q3 Q4 Q1 Q2 Q3 Q4 Q1 Q2
2008 2009 2010 2011 2012 2013
Fonte: Cerved Group, in base ai dati di Payline.
12 http://dx.doi.org/10.1787/888933016037
Misure pubbliche di sostegno
In un contesto caratterizzato dal persistere di una debole congiuntura economica,
negli ultimi anni sono state adottate varie iniziative per facilitare l’accesso al credito da
parte delle PMI e fornire sostegno al loro fabbisogno di liquidità. A fronte di un’incertezza
ancora marcata in merito all’andamento della ripresa economica, le misure di sostegno già
esistenti sono state potenziate e ne sono state introdotte nuove.
Il Fondo Centrale di Garanzia facilita l’accesso al credito delle PMI fornendo garanzie
pubbliche e controgaranzie. La garanzia può essere richiesta da banche o istituzioni
finanziarie iscritte ad un apposito registro. Le controgaranzie e garanzie solidali possono
essere richieste dai Confidi (Consorzio di garanzia collettiva dei fidi) e da altri fondi di
garanzia. Operativo da più di un decennio, il Fondo Centrale di Garanzia è stato, durante
la crisi, lo strumento principale per allentare la stretta creditizia sulle PMI. Tra il 2009 e il
2012 ha concesso oltre 16 miliardi di EUR di garanzie per un ammontare di prestiti pari a
31 miliardi di EUR. L’aumento delle risorse a disposizione di tale Fondo e la concessione
di una garanzia di sostegno pubblica, che riduce o azzera i requisiti patrimoniali delle
banche per i prestiti coperti dal Fondo, hanno contribuito all’espansione delle sue attività.
Tra gli altri interventi adottati per risolvere i problemi di liquidità delle imprese vanno
ricordate le due moratorie sui debiti, firmate nel 2009 e nel 2012, che hanno permesso alle
PMI (senza crediti inesigibili, crediti ristrutturati o pignoramenti in corso) di sospendere
per un anno il rimborso del capitale su alcune forme di prestiti contratti, nonché misure
destinate a ridurre il servizio del debito. Tali misure erano applicabili alle imprese con
STUDI DELL’OCSE SULLE PMI E SULL’IMPRENDITORIALITÀ © OECD 2015
9SCHEDA PAESE SUL FINANZIAMENTO DELLE PMI E DELL’IMPRENDITORIA 2007-12: ITALIA
meno di 250 dipendenti, con un fatturato su base annua non superiore ai 50 milioni di
EUR e/o un bilancio su base annua non superiore ai 43 milioni di EUR. Fino a marzo 2013
sono state accettate oltre 310.000 domande ed è stato differito il pagamento di debiti per
una somma di 19 miliardi di EUR. Dalla valutazione della prima fase della moratoria sui
debiti delle PMI è emerso che tale misura è servita ad aiutare le imprese, limitando i rischi
di forbearance (esposizioni oggetto di concessione in seguito alle difficoltà finanziarie del
debitore). Nel luglio del 2013 è stata sottoscritta una nuova moratoria sui debiti avente le
stesse caratteristiche della precedente. I criteri di eleggibilità per questa nuova moratoria
sono più rigorosi di quelli necessari per beneficiare della prima moratoria del 2009, con
l’effetto di limitare ulteriormente i rischi di forbearance. Va notato, però, che l’inclusione
dei prestiti che hanno beneficiato della prima moratoria - e che sono stati esclusi dalla
seconda - amplia il numero delle potenziali posizioni debitorie per le quali ci si può avva-
lere della misura sottoscritta nel 2013.
Un’altra misura destinata a favorire l’accesso al credito delle PMI è costituita dalla
messa a disposizione del sistema bancario da parte di Cassa Depositi e Prestiti di fondi con
vincolo di destinazione attinti al risparmio postale con tassi di interesse ridotto. Dopo una
prima tranche di 8 miliardi di EUR, di cui hanno beneficiato 53.000 imprese, nel 2012 la CDP
ha messo a disposizione delle PMI ancora 10 miliardi di EUR: di questa seconda tranche,
meno di 2 miliardi di EUR era stata assorbita dal sistema bancario nell’aprile 2013.
Nel 2012 sono state introdotte varie misure destinate a risolvere i problemi di flussi di
cassa risultanti dai ritardi di pagamento della pubblica amministrazione. Le risorse messe
a disposizione delle imprese, tuttavia, si sono rivelate piuttosto modeste. Nell’aprile del
2013 è stata approvata una nuova misura riguardante il pagamento dei debiti arretrati
della pubblica amministrazione, soprattutto debiti commerciali, per un ammontare di
40 miliardi di EUR nel periodo 2013-14.
Per favorire la diversificazione della struttura del capitale delle imprese e limitare la
loro vulnerabilità rispetto a shock avversi in materia di offerta di prestiti bancari, il Governo
ha introdotto misure volte a disciplinare l’emissione di strumenti di debito a breve e medio
termine da parte di società non quotate in borsa, a esclusione di banche e microimprese.
Ad oggi si sono avvalse di tale misura solo poche grandi aziende.
Le iniziative summenzionate, dirette principalmente alle PMI, si prefiggevano di
favorire l’accesso al credito, soddisfare il fabbisogno di liquidità e facilitare l’accesso ai
finanziamenti di mercato. Alcune di queste iniziative hanno avuto un’influenza non trascu-
rabile. Tra il 2009 e il 2012, le risorse finanziarie alle quali le imprese hanno potuto accedere
grazie alle moratorie sul debito, agli interventi del Fondo Centrale di Garanzia e della Cassa
Depositi e Prestiti sono state pari a quasi 60 miliardi di EUR. Per quanto riguarda il ritardo
dei pagamenti della pubblica amministrazione, i miglioramenti in materia dipenderanno
dalla maniera in cui le risorse finanziarie saranno utilizzate dalle imprese, e se queste le
destineranno a piani di investimento o alla tesaurizzazione a scopo precauzionale. Se le
imprese decidessero di rimborsare i debiti nei confronti degli istituti bancari, si avrebbe
un calo dei tassi di insolvenza e, di conseguenza, ciò porterebbe a un migliore accesso al
mercato del credito.
10 STUDI DELL’OCSE SULLE PMI E SULL’IMPRENDITORIALITÀ © OECD 2015SCHEDA PAESE SUL FINANZIAMENTO DELLE PMI E DELL’IMPRENDITORIA 2007-12: ITALIA
Riquadro 16.1. Definizione di PMI nello Scoreboard sul finanziamento
delle PMI e dell’imprenditoria in Italia
Definizione secondo l’ISTAT
In linea con la definizione di Eurostat, secondo l’Istituto Nazionale di Statistica, le piccole
e medie imprese sono aziende con meno di 250 dipendenti. Le microimprese hanno meno di
10 dipendenti e le piccole imprese un numero di dipendenti compreso tra 10 e 49. Le medie
imprese hanno, invece, un organico compreso tra 50 e 249 dipendenti.
Definizione di PMI utilizzata dalle istituzioni finanziarie
La Banca d’Italia classifica i dati sul credito alle imprese in base alle dimensioni dell’a-
zienda: le piccole imprese sono società in accomandita semplice, società in nome collettivo,
società semplici, società di fatto e imprese individuali con meno di 20 dipendenti. La disag-
gregazione di dati effettuata secondo questi criteri è utilizzata per la maggior parte degli
indicatori sul debito.
Fonte: Banca d’Italia.
Tabella 16.3. Finanziamento delle PMI e dell’imprenditoria Scoreboard Italia, 2007-12
Indicatori Unità 2007 2008 2009 2010 2011 2012
Debito
Prestiti alle imprese, PMI Milioni di EUR 186 699 190 628 192 856 205 637 201 682 198 649
Prestiti alle imprese, totale Milioni di EUR 994 469 1 063 053 1 052 639 1 083 758 1 099 721 1 080 562
Prestiti alle imprese, PMI % del totale prestiti 18.8 17.9 18.3 19.0 18.3 18.4
Prestiti a breve termine, PMI Milioni di EUR 59 026 56 335 51 607 49 984 47 532 46 471
Prestiti a lungo termine, PMI Milioni di EUR 114 912 120 437 124 801 136 284 132 867 128 453
Prestiti a breve termine, PMI % del tot. prestiti alle PMI a 33.9 31.9 29.3 26.8 26.3 26.6
breve e lungo termine
Crediti con intervento pubblico di garanzia, Miliardi di EUR, flussi, 2.3 2.3 4.9 9.1 8.4 8.2
Fondo Centrale di Garanzia
Prestiti diretti concessi dal Governo Miliardi di EUR, flussi, 354 373 255 276 272 252
Rapporto prestiti contratti/autorizzati, PMI % 79.7 80.7 80.7 82.8 83.6 85.7
Crediti deteriorati, totale Milioni di EUR 44 546 50 122 65 744 80 238 93 700 110 140
Crediti deteriorati, PMI Milioni di EUR 12 760 13 857 16 449 19 368 21 283 23 725
Crediti deteriorati, grandi imprese Milioni di EUR 31 786 36 265 49 295 60 870 72 417 86 415
Tasso di interesse medio PMI % 6.28 6.34 3.59 3.66 5.00 5.60
Spread del tasso d'interesse (tra il tasso % 0.64 1.36 1.39 1.46 1.70 1.80
medio per PMI e grandi aziende)
Garanzie, PMI % prestiti garantiti 54.4 54.3 51.9 53.0 54.4 54.9
Capitale netto
Capitale di rischio e expansion capital, Milioni di EUR 707 911 469 672 756 1 061
Capitale di rischio ed expansion capital Milioni di EUR 361 556 358 352 582 639
Capitale di rischio e expansion capital, PMI Tasso di crescita su base annua, % 97.6 54.1 -35.6 -1.5 65.3 9.8
Vari
Ritardo dei pagamenti, totale Numero di giorni, in media ·· 23.6 24.6 20.0 18.6 20.2
Ritardo dei pagamenti, PMI Numero di giorni, in media ·· 19.4 22.1 19.0 16.9 17.9
Ritardo dei pagamenti, grandi imprese Numero di giorni, in media ·· 26.2 27.1 22.1 21.0 23.5
Fallimenti, totale Numero di imprese 6 165 7 521 9 429 11 289 12 180 12 535
Incidenza dei fallimenti, totale Su 10.000 imprese 11.2 13.8 17.1 20.3 21.6 22.0
Fonte: vedi tabella 16.4.
12 http://dx.doi.org/10.1787/888933014137
STUDI DELL’OCSE SULLE PMI E SULL’IMPRENDITORIALITÀ © OECD 2015
11SCHEDA PAESE SUL FINANZIAMENTO DELLE PMI E DELL’IMPRENDITORIA 2007-12: ITALIA
Figura 16.5. Andamenti dei finanziamenti alle PMI e agli imprenditori in Italia, 2007-12
A. Prestiti alle PMI e prestiti totali alle imprese, 2007-12 B. Prestiti alle PMI a breve e lungo termine, 2007-12
Prestiti imprese, PMI Prestiti imprese, totale Prestiti a lungo termine, PMI Prestiti a breve termine, PMI
Su base annua, milioni di EUR Su base annua, percentuale dei prestiti alle PMI a breve e lungo termine
1 200 000 100
1083 758 1099 721 1080 562
1063 053 1052 639
994 469
90
1 000 000
80
70
800 000 66.1 68.1 70.7 73.2 73.7 73.4
60
600 000 50
40
400 000
30
186 699 190 628 192 856 205 637 201 682 198 649 20
200 000 33.9 31.9 29.3 26.8 26.3 26.6
10
0 0
2007 2008 2009 2010 2011 2012 2007 2008 2009 2010 2011 2012
C. Tasso d'interesse e spread, 2007-12 D. Crediti deteriorati, 2007-12
Spread del tasso d'interesse Crediti deteriorati, PMI
Tasso d'interesse medio applicato alle PMI Crediti deteriorati, grandi imprese
Su base annua, tasso di interesse per le PMI e spread tra i tassi Su base annua, in milioni di EUR
per le PMI e le grandi imprese 100 000
7 86 415
6.28 6.34 90 000
6 5.60 80 000
72 417
5.00 70 000
5 60 870
60 000
4 3.59 3.66 49 295
50 000
3 40 000 36 265
31 786
1.80 30 000 23 725
2 1.46
1.70
19 368 21 283
1.36 1.39 16 449
20 000 12 760 13 857
1 0.64
10 000
0 0
2007 2008 2009 2010 2011 2012 2007 2008 2009 2010 2011 2012
E. Investimenti in capitale di rischio e expansion capital, 2007-12 F. Totale fallimenti, 2007-12
Capitale di rischio e expansion capital, PMI Fallimenti, totale
Capitale di rischio e expansion capital, totale Tasso di fallimenti
Su base annua, milioni di EUR Su base annua, numero di fallimenti e fallimenti su 10.000 imprese (a destra)
1 200 20 000 25
1 061 21.6 22.0
18 000 20.3
1 000
911 16 000 20
17.1
756 14 000
800 12 170 12 535
707 13.8
672 12 000 11 289 15
639
556 582 11.2 9 429
600 10 000
469 7 521
8 000 10
400 361 358 352 6 165
6 000
4 000 5
200
2 000
0 0 0
2007 2008 2009 2010 2011 2012 2007 2008 2009 2010 2011 2012
Fonte: grafici A, B, c e D: Banca d’Italia. Grafico E: AIFI – Associazione Italiana del Private Equity e Venture capital. Grafico F:
Cerved Group.
12 http://dx.doi.org/10.1787/888933016056
12 STUDI DELL’OCSE SULLE PMI E SULL’IMPRENDITORIALITÀ © OECD 2015SCHEDA PAESE SUL FINANZIAMENTO DELLE PMI E DELL’IMPRENDITORIA 2007-12: ITALIA
Tabella 16.4. Definizioni e fonti per gli indicatori dello Scoreboard Italia
Indicatori Definizione Fonte
Debito
Prestiti alle imprese, PMI Consistenza (stock) dei crediti in bonis e deteriorati (crediti inesigibili) Banca d’Italia, Segnalazioni di vigilanza (per i
concessi da banche e altre istituzioni finanziarie. Per i prestiti bancari: crediti prestiti bancari) e Centrale dei Rischi (per i prestiti
in bonis (compresi i REPO) e escluso il factoring; i crediti inesigibili non da intermediari finanziari non bancari; in base alla
comprendono il factoring solo a partire dal quarto trimestre 2008. Per i prestiti soglia di segnalazione: dal gennaio 2009 la soglia di
concessi da intermediari finanziari non bancari: crediti in bonis (compresi i segnalazione per prestiti e garanzie, precedentemente
REPO) e escluso il factoring; crediti inesigibili comprendenti il factoring. fissata a 75.000 EUR, è stata abbassata a 30.000 EUR;
non esiste nessuna soglia di segnalazione per i crediti
A partire dal giugno 2012, i prestiti comprendono i crediti cartolarizzati
inesigibili); serie di dati riguardanti l’offerta di credito.
o ceduti che non si qualificano per la derecognition, in base allo IAS 39
(International Accounting Standard).
Prestiti alle imprese, totale Consistenza (stock) dei crediti in bonis e deteriorati (crediti inesigibili) Banca d’Italia, Segnalazioni di vigilanza (per i prestiti
concessi da banche e altre istituzioni finanziarie. Per i prestiti bancari: crediti bancari) e Centrale dei Rischi (per i prestiti da
in bonis (compresi i REPO) e escluso il factoring; i crediti inesigibili non intermediari finanziari non bancari; in base alla soglia
comprendono il factoring solo a partire dal quarto trimestre 2008. Per i prestiti di segnalazione).
concessi da intermediari finanziari non bancari: crediti in bonis (compresi i
REPO) e escluso il factoring; crediti inesigibili comprendenti il factoring.
A partire dal giugno 2012, i prestiti comprendono i crediti cartolarizzati
o ceduti che non si qualificano per la derecognition, in base allo IAS 39
(International Accounting Standard).
Prestiti a breve termine, Crediti in bonis (compresi i REPO) e escluso il factoring; durata fino a 12 mesi Banca d’Italia, Segnalazioni di vigilanza (per i prestiti
PMI (fino a 18 mesi per i dati provenienti dalle segnalazioni di vigilanza fino al terzo bancari) e Centrale dei Rischi (per i prestiti da
trimestre del 2008 e fino al primo trimestre del 2009 per i dati provenienti intermediari finanziari non bancari; in base alla soglia
dalla Centrale dei Rischi) di segnalazione).
Prestiti a lungo termine, Crediti in bonis (compresi i REPO) e escluso il factoring; durata fino a 12 mesi Banca d’Italia, Segnalazioni di vigilanza (per i prestiti
PMI (oltre 18 mesi per i dati provenienti dalle segnalazioni di vigilanza fino al terzo bancari) e Centrale dei Rischi (per i prestiti da
trimestre del 2008 e fino al primo trimestre del 2009 per i dati provenienti intermediari finanziari non bancari; in base alla soglia
dalla Centrale dei Rischi) di segnalazione
Crediti con intervento Crediti alle PMI (imprese con meno di 250 dipendenti) con intervento pubblico Fondo Centrale di Garanzia– MedioCredito Centrale
pubblico di garanzia, FCG di garanzia da parte del Fondo Centrale di Garanzia. (MCC)
Prestiti diretti concessi dal Ammontare dei prestiti diretti concessi alle PMI (imprese con meno di 250 Ministero dello Sviluppo Economico
governo alle PMI dipendenti) dal governo italiano.
Prestiti autorizzati, PMI Ammontare delle linee di credito concesse ai prenditori da tutti gli intermediari Banca d’Italia, Centrale dei Rischi (in base alla soglia
che inviano segnalazioni alla Centrale dei Rischi di segnalazione)
Prestiti contratti, PMI Ammontare delle linee di credito effettivamente erogate ai prenditori da tutti Banca d’Italia, Centrale dei Rischi (in base alla soglia
gli intermediari che inviano segnalazioni alla Centrale dei Rischi. di segnalazione)
Crediti deteriorati, totale Crediti inesigibili di banche e altri intermediari. Per i crediti inesigibili delle Banca d’Italia, Segnalazioni di vigilanza (per i crediti
banche: è compreso il factoring fino al terzo trimestre del 2008; escluso il inesigibili delle banche) e Centrale dei Rischi (per i
factoring a partire dal quarto trimestre del 2008. Per gli altri intermediari crediti inesigibili degli altri intermediari finanziari).
finanziari, i crediti inesigibili comprendono il factoring.
I crediti inesigibili si definiscono come il totale dei crediti in corso concessi a
prenditori che sono stati dichiarati insolventi o che si trovano in una situazione
sostanzialmente equiparabile.
Crediti deteriorati, PMI Crediti inesigibili di banche e altri intermediari. Per i crediti inesigibili delle Banca d’Italia, Segnalazioni di vigilanza (per i crediti
banche: è compreso il factoring fino al terzo trimestre del 2008; escluso il inesigibili delle banche) e Centrale dei Rischi (per i
factoring a partire dal quarto trimestre del 2008. Per gli altri intermediari crediti inesigibili degli altri intermediari finanziari).
finanziari, i crediti inesigibili comprendono il factoring.
Crediti deteriorati, grandi Crediti deteriorati di banche e altri intermediari. Per i crediti deteriorati delle Banca d’Italia, Segnalazioni di vigilanza (per i crediti
imprese banche: è compreso il factoring fino al terzo trimestre del 2008; escluso il inesigibili delle banche) e Centrale dei Rischi (per i
factoring a partire dal quarto trimestre del 2008. Per gli altri intermediari crediti inesigibili degli altri intermediari finanziari).
finanziari, i crediti deteriorati comprendono il factoring.
Tasso d’interesse medio Tasso annuo effettivo globale (comprese spese e commissioni) dei nuovi Banca d’Italia, rilevazione sui tassi d’interesse. La
concesso alle PMI prestiti a termine. rilevazione si riferisce ai tassi applicati a clienti di
intermediari non bancari per le seguenti transazioni:
crediti concessi, crediti a termine, crediti revocabili,
purché il totale delle summenzionate forme di
finanziamenti concesse o contratte e segnalate alla
Centrale dei Rischi sia pari o superiore a 75.000 EUR
Spread del tasso di Spread tra il tasso d’interesse medio applicato alle PMI e alle grandi aziende. Banca d’Italia, rilevazione sui tassi d’interesse
interesse (tra il tasso medio Cifre annue desunte dal quarto trimestre dell’anno rispettivo.
per PMI e grandi aziende)
STUDI DELL’OCSE SULLE PMI E SULL’IMPRENDITORIALITÀ © OECD 2015
13SCHEDA PAESE SUL FINANZIAMENTO DELLE PMI E DELL’IMPRENDITORIA 2007-12: ITALIA
Tabella 16.4. Definizioni e fonti per gli indicatori dello Scoreboard Italia (continua)
Indicatori Definizione Fonte
Garanzie, PMI Percentuale dei prestiti bancari e non bancari concessi alle PMI con garanzie Centrale dei Rischi, in base alla soglia di segnalazione
reali.
Capitale netto
Capitale di rischio e Investimenti riguardanti tutte le imprese. I dati comprendono il finanziamento AIFI – Associazione Italiana del Private Equity e
expansion capital, totale della fase iniziale dell’attività imprenditoriale e il finanziamento all’espansione Venture Capital (indagine sull’offerta di credito)
(expansion), ma non il turnaround, il buy out o il replacement.
Capitale di rischio e Ammontare degli investimenti nelle PMI (imprese con meno di 250 AIFI – Associazione Italiana del Private Equity e
expansion capital, PMI dipendenti). I dati comprendono il finanziamento della fase iniziale dell’attività Venture Capital (indagine sull’offerta di credito)
imprenditoriale e il finanziamento all’espansione (expansion), ma non il
turnaround, il buy out o il replacement.
Vari
Ritardi nei pagamenti, Ritardo di pagamenti medio, espresso in giorni, per le relazioni commerciali Cerved Group, in base ai dati di Payline
senza distinzione tra imprese, senza distinzione d’impresa
d’impresa
Ritardi nei pagamenti, PMI Ritardo di pagamenti medio, espresso in giorni, per le relazioni commerciali Cerved Group, in base ai dati di Payline
tra imprese, riguardanti le PMI (imprese con un fatturato non superiore ai 50
milioni di EUR)
Ritardi nei pagamenti, Ritardo di pagamenti medio, espresso in giorni, per le relazioni commerciali Cerved Group, in base ai dati di Payline
grandi imprese tra imprese, riguardanti le grandi aziende (imprese con un fatturato superiore
ai 50 milioni di EUR).
Fallimenti, totale Procedura giudiziaria attraverso la quale il patrimonio di un imprenditore Cerved Group
insolvente viene sottratto alla sua disponibilità e liquidato per soddisfare i
creditori. La chiusura del fallimento viene dichiarata con decreto motivato
del tribunale su istanza del curatore o del creditore ovvero d’ufficio. Contro il
decreto di chiusura è ammesso reclamo da parte di ogni creditore dichiarato
presso la Corte d’Appello entro 15 giorni. Dati riguardanti tutte le imprese.
Nota
1. Si veda riquadro 16.1. per la definizione di PMI utilizzata nel rapporto.
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