BILANCIO SEMESTRALE 2020 - Unicoop Tirreno

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UNICOOP TIRRENO s.c.

Unicoop Tirreno
Società Cooperativa
57025 Piombino (LI) frazione Vignale Riotorto
Registro delle Imprese di – C.C.I.A.A. della Maremma e del Tirreno
Codice fiscale 00103530499
Albo delle società cooperative a mutualità prevalente C.C.I.A.A. della Maremma e del Tirreno n. A100037

BILANCIO SEMESTRALE 2020

RELAZIONE INTERMEDIA SULLA GESTIONE
1. INTRODUZIONE: COMMENTO ALL’ANDAMENTO DELLA GESTIONE

La relazione finanziaria semestrale al 30/06/2020 si è chiusa con un risultato economico consolidato
di Gruppo negativo per 3 milioni e 336 mila euro a fronte del risultato economico negativo del
primo semestre 2019 di 6 milioni e 506 mila euro.

Al fine di fornire una rappresentazione del conto economico consolidato che evidenzi le risultanze
delle varie aree gestionali, viene proposto il conto economico riclassificato a valore aggiunto dal
quale emergono i seguenti risultati.
Continua il miglioramento della marginalità della gestione caratteristica che già a livello del primo
margine fa registrare un incremento di circa 5 milioni di euro (+1,38% sul venduto netto) rispetto
allo stesso periodo del precedente semestre. Il miglioramento rispetto al primo semestre 2019 si
conferma, sia a valore che in percentuale, anche a livello di valore aggiunto (+5,3 milioni di euro,
pari al +1,43%) e di margine operativo lordo (+8,9 milioni di euro, pari al +2,22%).

Il margine operativo lordo è un indicatore importante della redditività di un’impresa, esprimendola
capacità che questa ha di generare reddito tramite la gestione caratteristica, ovvero senza tenere
in considerazione le operazioni accessorie di tipo finanziario, così come le tasse, le svalutazioni e
gli ammortamenti. Tale grandezza nel primo semestre 2020 risulta positiva per 11,4 milioni di euro
a fronte dei 2,5 milioni di euro dell’anno precedente.
Tale incremento deriva dalle molteplici azioni realizzate o potenziate nel corso degli ultimi mesi:
dalla già citata razionalizzazione della rete di vendita rispetto ai negozi meno performanti alla
revisione del mix assortimentale, volta a diminuire il peso di alcune categorie merceologiche a
scarsa marginalità (in primis il multimedia) a favore di quelle più redditizie (tra cui i freschissimi).
A ciò si è accompagnata un’oculata gestione dei costi di funzionamento e di personale che ha
consentito di recuperare efficienza, contribuendo in maniera importante al miglioramento dei risul-
tati.
Il miglioramento rispetto al primo semestre 2020 prosegue anche a livello di reddito operativo
che include ammortamenti per 11,7 milioni di euro ed è pari ad un -0,08 % sul fatturato netto
contro il -2,46% dello stesso periodo 2019.

Il risultato finanziario si attesta a -1 mln contro i +7,7 mln del primo semestre 2019. Pesa sul
risultato finanziario il mancato incasso di dividendi UGF e IGD Siiq per circa 8 mln di euro. Come
ricorderete, la Banca Centrale europea ha bloccato la distribuzione di dividendi da parte degli istituti
finanziari vigilati, allo scopo di indirizzare tutta la potenza di fuoco del sistema del credito verso
l’economia reale, messa in ginocchio dall’epidemia di coronavirus, e proteggere liquidità e capitale
degli istituti. Analogamente l'Ivass è scesa in campo per chiedere alle compagnie di assicurazione
di adottare una politica di massima prudenza nella distribuzione dei dividendi agli azionisti. Il
consiglio di amministrazione di Unipol ha deciso quindi di attenersi strettamente alle richieste
dell’IVASS, sospendendo la proposta di distribuzione del dividendo 2020 (precedentemente definito
a 0,28 euro). IGD Siiq ha invece erogato un dividendo parziale.
Per quanto riguarda UGF, si segnala che il Consiglio di amministrazione di Unipol si è comunque
riservato – non appena ricorreranno le condizioni, passata l’attuale situazione di emergenza in cui
si trova l’intero Paese – di convocare un’assemblea dei soci per dare esecuzione alla distribuzione
di riserve di utili entro l’esercizio 2020.

Tornando al CE riclassificato, il risultato ordinario consolidato di gruppo si attesta a -1,3 milioni di
euro, a fronte di -2,2 milioni di euro della scorsa semestrale. Il risultato finale del primo semestre
2020 è sensibilmente penalizzato dalle componenti straordinarie derivanti dalla epidemia Covid 19
che pesano sulle poste straordinarie per circa 2,7 mln di euro e che portano dunque il risultato di
esercizio ad un valore di -3,3 mln di euro rispetto ai -6,5 mln della scorsa semestrale.

Infine, a titolo informativo si riporta in questa sede anche l’analisi del raggiungimento dei covenants
semestrali. In particolare: l’obiettivo di Margine operativo e quello dei Costi centrali e indiretti, cioè
quelli più significativi del potenziamento economico/gestionale e della discontinuità con le gestioni
passate, sono rientrati pienamente all’interno del range di oscillazione – quello relativo alla entità
massima del prestito soci e quello del rapporto minimo Patrimonio netto/Prestito sociale non sono
stati rispettati. Nell’occasione, è necessario tuttavia evidenziare che il mancato conseguimento di
quest’ultimo è derivato da una sottostima dei rilevanti oneri straordinari subiti negli anni 2016,
2017, 2018 e 2019 che hanno prodotto nel periodo le conseguenti maggiori perdite.

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Si fa presente che la società Il Ponte, nel corso dell’anno 2019, prendendo atto del contenuto del
nuovo Piano Industriale 2019-2021, ha approvato la modifica dell’Allegato “A” di cui all’art 7.1 lettera
f) con un nuovo Allegato “Parametri” coerente con il nuovo Piano Industriale 2019-2021. Nel nuovo
Allegato, il mancato conseguimento degli obiettivi semestrali non costituirà Evento rilevante ai sensi
dell'art. 7.1 Lett. f per i semestri 2019 e 2020, e darà luogo soltanto alla comunicazione al Ponte.

Nel mese di maggio 2020 sono stati avviati importanti lavori di ristrutturazione presso il supermer-
cato di Castiglione della Pescaia con l’obiettivo di presentare ai soci, ai clienti e ai turisti estivi una
migliore offerta complessiva del punto vendita. Il supermercato, aperto nel 1996, ha sempre mo-
strato ottimi risultati di vendite, soprattutto nel periodo estivo, malgrado l’apertura di concorrenti
nelle sue prossimità. Grazie al recupero dei locali adiacenti la galleria è stata ampliata l’area di
vendita da 590 mq a 650 mq ed ottimizzato gli spazi delle lavorazioni e riserve.

Nel mese di agosto il supermercato rinnovato ha registrato un incremento nelle vendite pari al
+5,9%, rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente e malgrado le problematiche legate
al periodo post Covid.
Oggi l’ingresso avviene direttamente nella piazza del fresco, dove troviamo la zona frutta e verdura
ed a seguire gastronomia e la forneria potenziata nell’offerta. E’stata completamente rinnovata l’area
di accoglienza (punto d’ascolto e sportello prestito sociale), mentre la comunicazione a punto ven-
dita è stata completamente rivista secondo le linee del nuovo format nazionale.
Altra novità è la rivisitazione della zona dei pagamenti elettronici con un ampliamento e un riposi-
zionamento delle casse self check out e la razionalizzazione degli spazi dedicati alle casse ordinarie.
Da un punto di vista tecnico i banchi refrigerati e frigoriferi sono stati sostituiti con quelli di nuova
generazione ed è stata installata la nuova illuminazione a led, questi interventi permettono di ridurre
il consumo energetico, sempre nell’ottica del risparmio e del comfort per clienti e dipendenti.
 Il restyling del super store di Castiglione della Pescaia rappresenta un impegno economico impor-
tante che rientra tra gli investimenti mirati – in coerenza con le risorse finanziarie disponibili – il cui
obiettivo è il rinnovo e l’ammodernamento della nostra rete di vendita.

I centri distribuzione della merce. La gestione del servizio logistico non è mutata rispetto all’anno
precedente ed è svolta dalla Cooperativa per i suoi punti vendita diretti ed in franchising attraverso
i centri di distribuzione di Vignale e Anagni per prodotti ortofrutticoli a cui si aggiungono alcune
piattaforme esterne che gestiscono servizi in outsourcing (limitatamente ai prodotti ittici e alle carni
rosse – in Toscana e nel Lazio – e ai prodotti avicunicoli – solo nel Lazio).
Il consolidamento dell’assetto organizzativo in essere ha consentito di continuare a garantire la
fornitura ottimale dei prodotti in vendita nei negozi e la loro freschezza. La buona qualità del
servizio logistico è fondamentale per garantire ai soci/consumatori un livello di prestazione ade-
guato alle loro aspettative e di conseguenza per il mantenimento delle quote di mercato.

La seconda parte del 2019 è stata caratterizzato dalla crisi societaria della maggiore ditta appalta-
trice di Unicoop Tirreno la Alma S.p.A il cambiamento urgente della controparte non ha consentito
il completo contenimento dei costi di movimentazione delle merci. La gara di appalto è stata asse-
gnata al fornitore La Gioia Logistics per la piattaforma di Vignale, in questo caso l’incremento dei
costi di movimentazione delle merci è stato modesto, e T&M Logistica Integrata per Anagni dove
l’incremento del costo di movimentazione è stato significativo. Ad inizio 2020 si è rinnovato l’ap-
palto dei trasporti con un contenimento dei costi in Toscana. In generale sono aumentate per il
2020 le tariffe a collo proposte del consorzio Centrale Adriatica per il Lazio, anche in questo caso
a causa del problema Alma e del rinnovo appalto trasporti.

Per una migliore gestione della filiera delle merci e per offrire un buon livello di servizio ai punti
vendita, vengono continuamente monitorate tutte le attività logistiche e con un continuo processo
di miglioramento dell’organizzazione e delle procedure di lavoro in stretta collaborazione con le
società appaltatrici. In questo ambito, si è consolidata l’attività di centralizzazione presso il magaz-
zino di Vignale della consegna dei prodotti caseari freschissimi precedentemente avviata e svilup-
pata in collaborazione con la direzione acquisti della Cooperativa. Questa operazione, gestita con
la modalità del Transit Point, ha portato un incremento dei colli movimentati annualmente in piat-
taforma: circa 2 milioni e mezzo con un + 20% dei colli movimentati con un conseguente efficien-
tamento delle attività di scarico ed allestimento nel punto vendita.

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In accordo con la Direzione Acquisti e la Direzione Vendite è stata confermata l’estensione della
consegna di Ortofrutta e Salumi/Latticini anche di domenica (per tutti i negozi Toscani dei canali
Super e Iper) limitandola al solo al periodo estivo, seguendo i picchi delle produzioni stagionali in
particolar modo del comparto ortofrutticolo, a supporto dell’importante riposizionamento delle
vendite della Cooperativa sui reparti freschi. Confermati e consolidati gli interventi apportati nel
2019 in Lazio, in sintesi:
Pesce: la consegna diretta dalla Piattaforma pesce di Santa Palomba per 3 ipermercati (Viterbo,
Roma Eur, Roma Casilino) e 4 supermercati (Viterbo, Roma via Franceschini, Roma largo Agosta,
Roma via Laurentina),
Avicunicolo: per 8 negozi (Tarquinia, Giove, Allerona, Caprarola, Acquapendente, Vignanello, So-
riano e Fabro) la consegna diretta dalla Piattaforma di Fiano Romano è stata cancellata ed effettuata
attraverso il nostro magazzino ortofrutta di Anagni in modalità “Transit Point”. Questo intervento
ha consentito su 6 minimercati (Giove, Allerona, Caprarola, Vignanello, Soriano e Fabro) il raddoppio
delle consegne che sono passate da 3 a 6 con importanti benefici in termini di freschezza e continua
disponibilità delle merci per i nostri Soci/Clienti.

Gestione evento COVID-19
In questo primo semestre dell’anno la Cooperativa si è confrontata con l’evento eccezionale del
Covid ed il relativo lockdown. Le difficoltà iniziali a reperire, in pochi giorni, referenze di prima
necessità, (es. farine varie, latte, lieviti ecc.) hanno generato un’impennata di vendite e fenomeni di
accaparramento.
Tale problematica ha riguardato anche tutti quei prodotti del comparto chimica usati per le sanifi-
cazioni di superfici o per l’igiene della persona (es. gel per mani) e ovviamente le mascherine
chirurgiche e fpp2.
In merito a queste ultime, in una prima fase le quantità disponibili sono state distribuite in asse-
gnazione cercando di salvaguardare le richieste in ogni zona e negozio ed evitando il più possibile
lo stock out.

La riorganizzazione aziendale, la gestione del personale nel 2020
L’emergenza Covid-19, ha comportato un repentino cambio di priorità sulle azioni da mettere in
campo.
Agli inizi dell’anno la priorità era il rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale, la cui discussione
con le OO.SS. è cominciata negli ultimi mesi del 2019. A questo proposito la Cooperativa a fine
gennaio ha formulato un’importante proposta alle OO.SS., al fine di trovare l’intesa. L’esplosione
della pandemia a fine febbraio ha temporaneamente sospeso la trattativa, che è comunque ripartita
a maggio con l’obiettivo di poter trovare un accordo con le OO.SS. e poter avere un contratto
integrativo moderno ed in linea con gli obiettivi della Cooperativa. Se entro fine settembre non si
raggiungerà un accordo, troverà applicazione la disdetta del contratto, già formulata dalla Coope-
rativa, e si andrà all’applicazione di un regolamento interno emanato da Unicoop Tirreno.
Con l’esplosione dell’emergenza Covid 19, ovviamente, sono state sospese tutte le attività di for-
mazione in aula, i trasferimenti e le trasferte del personale. La Cooperativa si è concentrata nel
mettere in campo tutto il necessario per la protezione dei nostri lavoratori, anche oltre quanto
definito dalle norme. Tra le varie azioni, spicca il ricorso massiccio allo Smart Working, che ci ha
consentito di fare valutazioni più attente rispetto a questa modalità di lavoro, oltre a contenere in
modo sensibile i costi dovuti a spostamenti.
Anche se sono state temporaneamente sospese le attività operative legate alla realizzazione delle
politiche del personale (formazione d’aula, prove di gruppo per la valutazione del potenziale, ecc.),
non si sono tralasciate le attività più strategiche volte a supportare l’evoluzione in corso, con l’obiet-
tivo di far crescere la rete vendita nella gestione degli elementi di costo del personale e consentire
recuperi economici. A tal proposito, in collaborazione con i sistemi, è stato stipulato il contratto con
Zucchetti, che sarà il nuovo fornitore del software per la gestione efficiente delle presenze e della
programmazione dei turni di lavoro.

La gestione finanziaria della liquidità
Nei primi sei mesi del 2020 le politiche di investimento finanziario della liquidità sono state carat-
terizzate dalla pandemia da COVID-19 che ha determinato una forte contrazione a livello globale
per tutte le economie. Il Pil degli Stati Uniti è sceso del 9.1% rispetto allo stesso periodo dello
scorso anno mentre quello europeo, dove l’impatto della pandemia è stato più accentuato è crollato
del 14,7%.

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Soltanto un atteggiamento molto accomodante da parte delle principali banche centrali da un lato
e politiche fiscali fortemente espansive messe in capo dai vari governi, hanno permesso un recupero
dai minimi di fine marzo sulle principali asset class dei mercati finanziari.
I mercati obbligazionari sono stati senza dubbio quelli che hanno maggiormente beneficiato dell’in-
tervento delle autorità dato che alla fine del periodo hanno riportato risultati addirittura positivi
rispetto alla chiusura del 2019. I titoli di Stato italiani si sono accodati a questa risalita riuscendo a
mettere a segno una performance di tutto rispetto pari a circa 1,7%.
Diverso invece è stato il destino delle principali borse mondiali che invece hanno riportato perdite,
a volte anche di dimensioni consistenti; se il mercato americano attraverso l’indice Dow Jones è
riuscito a contenere le perdite sotto la doppia cifra cedendo il 9,31% dai valori di fine 2019, peggio
è andata alle piazze europee che hanno visto scendere l’indice Euro Stoxx di circa il 13,4%. Piazza
Affari non ha fatto eccezione lasciando sul terreno un decremento pari al 17,6% rispetto ai valori
di fine 2019.
In tale contesto il portafoglio della Cooperativa si conferma ancora come molto prudenziale, es-
sendo investito principalmente in obbligazioni (circa il 72% dell’intero portafoglio) tra le quali il 43%
a tasso fisso che assicura un flusso cedolare costante mentre la parte restante a tasso variabile
assicura rendimenti allineati agli andamenti dei mercati.
L’esposizione sui mercati azionari è rimasta sempre piuttosto contenuta e risulta pari a poco meno
del 10%. La quota investita in fondi comuni, pari a circa il 17% dell’intero portafoglio è costituita
interamente da fondi immobiliari.
Nonostante la contenuta rischiosità, anche il portafoglio della cooperativa ha subito gli effetti ne-
gativi dovuti alla pandemia mettendo a segno una performance finanziaria pari a meno 5,6% così
suddivisa nei vari comparti: comparto obbligazionario -0,23%, comparto azionario -48,25% e fondi
-3,48%.
Vale la pena soffermarci sulla contenuta performance del comparto azionario del nostro portafoglio,
spiegata in gran parte da un lato per il mancato pagamento del dividendo sulle azioni Unipol
richiesto dall’ IVASS e dall’altra dal dimezzamento del valore del dividendo unitario sulle azioni IGD
entrambi come effetto diretto della pandemia sui mercati finanziari.

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2. LO SCENARIO ECONOMICO-SOCIALE E DELLA DISTRIBUZIONE ORGANIZZATA

In attesa che il Recovery Fund si concretizzi e benché confortati dagli ammortizzatori sociali già
messi in campo dal Governo, gli Italiani si rivelano essere ancora oggi i più pessimisti d’Europa e in
effetti insieme agli spagnoli registrano il più ampio peggioramento delle proprie condizioni di vita
rispetto al 2019 (e non sembra andare meglio se le ultime previsioni confermano un recupero nel
2021 solo della metà dei posti di lavoro che perderemo nel 2020). Nonostante l’arretramento del
Pil pro-capite ritornato ai livelli di metà anni ’90 e la spesa in viaggi trascinata indietro di 45 anni
ai livelli del 1975 o i consumi fuori casa arretrati di tre decenni, l’Italia mostra la sua modernità con
il ricorso allo smartworking (+770% rispetto a un anno fa), con l’e-grocery (+132%), e con una forte
spinta alla digitalizzazione finalmente anche nelle attività professionali (lavoro appunto ma anche
didattica, servizi, sanità). Dall’altro lato, matrimoni, trasferimenti, acquisti di case e aperture di nuove
attività figurano tra i progetti rinviati o cancellati e queste scelte di vita mancate hanno coinvolto
in totale l’84% di italiani.

Come ci segnala il Rapporto Coop 2020, il 41% degli italiani prevede di ridurre la spesa del prossimo
anno alla voce ristoranti, il 44% la spesa per intrattenimenti, e per sentirsi meno soli ben 3,5 milioni
di italiani durante il lockdown o subito dopo hanno acquistato un animale da compagnia.

 Alla spesa alimentare, pur nell’emergenza e in una evidente contrazione generalizzata degli acquisti,
gli italiani non rinunciano e solo il 18% dice di voler acquistare prodotti più economici. Guardando
dentro al carrello si nota una straordinaria inversione di tendenza: gli italiani si sono rimessi ai
fornelli e la conferma ci arriva dalla forte crescita nelle vendite degli ingredienti base (+28.5% in
GDO su base annua) a fronte della contrazione dei piatti pronti (-2,2%). Supportati o meno da aiuti
tecnologici (la vendita dei robot da cucina ha fatto registrare a giugno +111% rispetto all’anno
prima), il 30% dedicherà ancora più tempo alla preparazione del cibo e il 33% sperimenterà di più.
1 su 3 lo farà per “mangiare cose salutari”, ma c’è anche un 16% che lo ritiene un modo per mettersi
al riparo da possibili occasioni di contagio. La preparazione domestica dei cibi è probabilmente
anche la nuova strategia degli italiani per non rinunciare alla qualità e contemporaneamente alleg-
gerire il proprio budget familiare.
A fianco dell’ecommerce appare il click&collect che passa dal 7.2% delle vendite on line del 2019
al 15,6% nella fase successiva alla pandemia.
Il tema della sostenibilità resta molto caro agli italiani. Il 27% acquista prodotti sostenibili di più
rispetto a prima del Covid (i francesi e gli spagnoli seguono distanziati con un 18% in percentuale);
il 21% ha aumentato gli acquisti in punti vendita che promuovono prodotti sostenibili (contro un
17% degli americani e un 15% dei tedeschi) e il 20% acquista di più da aziende che operano nel
rispetto dei lavoratori.
Il marchio Coop di prodotti biologici Vivi Verde è il primo brand bio venduto nella grande distri-
buzione in Italia con oltre 150 milioni di fatturato nel 2019 e non ha cessato di crescere durante e
dopo il lockdown con un trend a valore del +9%.
Siamo in una fase in cui si riducono i consumi per le difficoltà economiche di tante famiglie, ma
anche per la preoccupazione sul futuro, tanto è vero che registriamo una forte crescita del risparmio.
L’alimentare è al centro dell’attenzione delle famiglie, ma anche nel nostro settore c’è la propen-
sione ad avere un carrello più leggero.
La nostra Cooperativa conferma la sua strategia di puntare su prodotti buoni e sostenibili accessibili
a tutti, non solo alle fasce che stanno meglio; la pandemia ha cambiato le nostre vite e creato
incertezza sul nostro futuro. A maggior ragione continueremo a difendere il potere d’acquisto di
soci e clienti andando incontro alle crescenti difficoltà delle famiglie italiane.

2.1 L’emergenza per la pandemia COVID-19
Con l’esplosione della pandemia COVID e la conseguente emergenza sanitaria ed economica, il
Governo è intervenuto normativamente sui bilanci delle società con le seguenti norme:
Articolo 6 decreto “Liquidità” rubricato "Disposizioni temporanee in materia di riduzione del capi-
tale", stabilisce: «A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino alla data
del 31 dicembre 2020 per le fattispecie verificatesi nel corso degli esercizi chiusi entro la predetta
data non si applicano gli articoli 2446, commi secondo e terzo, 2447, 2482-bis, commi quarto,
quinto e sesto, e 2482-ter del codice civile. Per lo stesso periodo non opera la causa di scioglimento
della società per riduzione o perdita del capitale sociale di cui agli articoli 2484, primo comma,
numero 4), e 2545-duodecies del codice civile».

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Come precisato nella relazione illustrativa del decreto, la straordinarietà ed eccezionalità, anche a
livello dimensionale, dell'attuale stato di emergenza sanitaria causato dall'epidemia COVID-19 «sta
determinando una situazione anomala che coinvolge anche imprese che, prima dell'epidemia, si
trovavano in condizioni economiche anche ottimali, traducendosi in una patologica perdita di ca-
pitale che non riflette le effettive capacità e potenzialità delle imprese coinvolte».

In considerazione di ciò, nonché della prospettica «notevole difficoltà nel reperire i mezzi per un
adeguato rifinanziamento delle imprese», il Governo «mira a evitare che la perdita del capitale,
dovuta alla crisi da COVID-19 e verificatasi nel corso degli esercizi chiusi al 31 dicembre 2020,
ponga gli amministratori di un numero elevatissimo di imprese nell'alternativa - palesemente ab-
norme - tra l'immediata messa in liquidazione, con perdita della prospettiva di continuità per im-
prese anche performanti, ed il rischio di esporsi alla responsabilità per gestione non conservativa ai
sensi dell'articolo 2486 del codice civile».

Il Governo ha, quindi, temporaneamente sospeso gli obblighi previsti dal codice civile in tema di
perdita del capitale sociale e, nel contempo, ha tenuto conto della «necessità di fronteggiare le
difficoltà dell'emergenza COVID-19 con una chiara rappresentazione della realtà, non deformata da
una situazione contingente ed eccezionale».

L'articolo 7 del Decreto Liquidità, rubricato "Disposizioni temporanee sui principi di redazione
del bilancio", stabilisce:
«1. Nella redazione del bilancio di esercizio in corso al 31 dicembre 2020, la valutazione delle voci
nella prospettiva della continuazione dell'attività di cui all'articolo 2432-bis, comma primo, n. 1), del
codice civile può comunque essere operata se risulta sussistente nell'ultimo bilancio di esercizio
chiuso in data anteriore al 23 febbraio 2020, fatta salva la previsione di cui all'articolo 106 del
decreto legge 17 marzo 2020, n. 18. Il criterio di valutazione è specificamente illustrato nella nota
informativa anche mediante il richiamo delle risultanze del bilancio precedente.
2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche ai bilanci chiusi entro il 23 febbraio 2020 e
non ancora approvati».

Come precisato nella relazione illustrativa del decreto, la disposizione tiene conto «degli effetti
dirompenti ed abnormi dell'epidemia di COVID-19, ed in particolare delle ricadute, profonde ma
temporanee, che essa può determinare sulle prospettive di continuità»: l'attuale situazione, nella
sua eccezionalità e anormalità, «comporterebbe (ove si applicassero regole elaborate con riferi-
mento ad un panorama fisiologico e non patologico) l'obbligo per una notevolissima quantità di
imprese di redigere i bilanci dell'esercizio in corso nel 2020 secondo criteri deformati, ed in parti-
colare senza la possibilità di adottare l'ottica della continuità aziendale, con grave ricaduta sulla
valutazione di tutte le voci del bilancio medesimo».

In considerazione di ciò il Governo ha ritenuto «necessario neutralizzare gli effetti devianti dell'at-
tuale crisi economica conservando ai bilanci una concreta e corretta valenza informativa anche nei
confronti dei terzi, consentendo alle imprese che prima della crisi presentavano una regolare pro-
spettiva di continuità di conservare tale prospettiva nella redazione dei bilanci degli esercizi in corso
nel 2020, ed escludendo, quindi, le imprese che, indipendentemente dalla crisi COVID-19, si trova-
vano autonomamente in stato di perdita di continuità».

Alle imprese è, conseguentemente, consentito «di affrontare le difficoltà dell'emergenza COVID-19
con una chiara rappresentazione della realtà, operando una riclassificazione con riferimento alla
situazione fisiologica precedente all'insorgere dell'emergenza medesima»: il dato temporale di rife-
rimento è stato collegato alla situazione esistente al 23 febbraio 2020, «cioè alla data di entrata in
vigore delle prime misure collegate all'emergenza (decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, convertito,
con modificazioni, dalla legge 5 marzo 2020, n. 13) ed al conseguente maturarsi degli effetti di crisi
economica».

Se la sospensione nel 2018 e 2019 della svalutazione dei titoli del circolante ha trovato giustifica-
zione nella turbolenza dei mercati, la sospensione 2020 può trovare applicazione in forza degli
articoli 6 e 7 del decreto “Liquidità” che investono più ampiamente tutte le voci del bilancio, al fine
di scongiurare un’ecatombe di imprese, precedentemente sane.

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3. I RISULTATI DEL GRUPPO

3.1 Lo stato patrimoniale consolidato riclassificato.

Al fine di fornire una rappresentazione della situazione patrimoniale che evidenzi rapporti di omo-
geneità, in termini finanziari, tra le fonti e gli impieghi, nella Relazione sulla gestione è proposto lo
stato patrimoniale riclassificato secondo i criteri finanziari.
A fronte dei debiti per prestiti sociali versati dai nostri soci, inseriti interamente tra i debiti a breve
insieme ai finanziamenti bancari e simili a breve termine, iscriviamo in questa versione della situa-
zione patrimoniale l’intero portafoglio finanziario tra le attività finanziarie a breve ad esclusione di
quelle attività finanziarie che non sono prontamente liquidabili.
E’ stata iscritta in questa versione tra i crediti finanziari a breve anche la quota parte non versata,
pari a 92,5 milioni di euro, dalla società veicolo il Ponte spa sottoscrittrice degli strumenti finanziari
di partecipazione mentre la parte versata, pari a 42,5 milioni attualmente giacenti su appositi conti
correnti bancari, è iscritta tra le liquidità (cassa e banca).
Tali importi, secondo l’articolo 2.1 dell’apposito Regolamento, sono utilizzabili esclusivamente per
la liquidità necessaria a far fronte ai rimborsi del prestito sociale dopo l’utilizzo della liquidità deri-
vante dalla gestione ovvero dalla cessione degli assets mobiliari e immobiliari individuati nel Piano
industriale. Gli stessi incrementano complessivamente di 135 milioni di euro il patrimonio netto
della Cooperativa e consolidato e riducono di pari importo anche le relative posizioni finanziarie
nette.
Il patrimonio netto consolidato al 30 giugno 2020 risulta pari ad euro 260 milioni e 887 mila euro
(valore del p.n. al 31/12/2019 meno la perdita semestrale 2020 e la variazione del capitale sociale
e delle riserve).
Occorre ricordare che l’apporto degli Strumenti Finanziari Partecipativi ha comportato a partire dal
bilancio 2016 un evidente miglioramento anche del rapporto tra indebitamento finanziario netto e
patrimonio netto consolidato oltre che del rapporto tra prestito sociale e patrimonio netto conso-
lidato. Quest’ultimo parametro, al 30/6/2020 è pari a 2,27 e quindi, ampiamente sotto il limite di
legge che prevede un limite massimo della raccolta pari al triplo del patrimonio netto consolidato
dell’ultimo bilancio approvato.
La pandemia da COVID-19 ha caratterizzato il primo semestre incidendo in modo significativo sulla
vita quotidiana delle persone che inevitabilmente si è riflessa sui risultati economici delle aziende,
nella maggior parte dei casi peggiorandoli. Soltanto grazie a cedole ancora di importi abbastanza
rilevanti presenti all’interno del nostro portafoglio titoli si è potuto limitare l’effetto negativo deri-
vante dalla forte riduzione di distribuzione di utili.
Nei primi sei mesi dell’anno il prestito sociale è passato da 601,5 milioni di inizio anno a 599,9
milioni del 30/6/2020 con una flessione di 1,6 mln di euro, al netto degli interessi maturati nell’anno.
La Cooperativa ha fatto fronte alla riduzione del prestito sociale esclusivamente con la propria
liquidità e disponibilità finanziaria in titoli senza utilizzare, nemmeno parzialmente, la liquidità deri-
vante dagli Strumenti Finanziari Partecipativi.
Anche nel primo semestre del 2020 sottolinea la fiducia dei nostri soci nelle scelte nella Cooperativa
e la piena condivisione del cammino di risanamento che Unicoop Tirreno ha intrapreso.

A fronte dei debiti per prestiti sociali versati dai nostri soci, inseriti interamente tra i debiti a breve
insieme ai finanziamenti bancari e simili a breve termine, iscriviamo in questa versione della situa-
zione patrimoniale l’intero portafoglio finanziario tra le attività finanziarie a breve ad esclusione di
quelle attività finanziarie che non sono prontamente liquidabili.

                                                    8
STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO RICLASSIFICATO AL 30/06/2020
ATTIVO                                                                                         30/06/2020         31/12/2019
ATTIVITA' A BREVE
CASSA, BANCHE ED ALTRE LIQUIDITA'                                                                     56.138              64.411
CREDITI PER STRUMENTI FINANZIARI PARTECIPATIVI                                                        92.500              92.500
TITOLI E OBBLIGAZIONI (*)                                                                            168.852             155.739
CREDITI COMMERCIALI AL NETTO RISCHI SU CREDITI                                                        61.278              65.119
GIACENZE DI MAGAZZINO                                                                                 43.999              44.507
CREDITI VERSO ERARIO                                                                                  13.253              15.463
CREDITI CORRENTI VS SOCIETA DEL GRUPPO                                                                    518                   0
ALTRI CREDITI AL NETTO RISCHI SU CREDITI                                                              14.244              12.253
RATEI E RISCONTI ATTIVI PER INTERESSI                                                                   1.278                998
ALTRI RATEI E RISCONTI ATTIVI                                                                           1.612                650
TOTALE ATTIVITA A BREVE                                                                              453.672             451.640

IMMOBILIZZAZIONI FINANZIARIE
PARTECIPAZIONI DI CONTROLLO E INFLUENZA SIGNIFICATIVA                                                107.850             107.850
ALTRE PARTECIPAZIONI                                                                                 176.131             176.118
DEPOSITI CAUZIONALI                                                                                       644                601
QUOTE DI CREDITI V/CLIENTI CON INCASSO OLTRE L'ANNO                                                       104                224
CREDITI VERSO SOCIETA' DEL GRUPPO E COLLEGATE CON INCASSO OLTRE L'ANNO                                12.232              12.128
QUOTE DI CREDITI V/ERARIO CON INCASSO OLTRE L'ANNO                                                    50.746              50.784
QUOTE DI ALTRI CREDITI CON INCASSO PREVISTO OLTRE L'ANNO                                                8.125              7.463
ALTRE IMMOBILIZZAZIONI FINANZIARIE                                                                    31.084              32.593
TOTALE IMMOBILIZZAZIONI FINANZIARIE                                                                  386.916             387.761

IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI
AVVIAMENTO                                                                                                507                570
ALTRE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI                                                                      3.504              3.830
ACCONTI SU IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI                                                                   498                498
TOTALE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI                                                                     4.509              4.898

IMMOBILIZZAZIONI TECNICHE
IMMOBILI                                                                                             441.089             446.188
ALTRE IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI                                                                      32.661              35.530
IMMOBILIZZAZIONI TECNICHE IN CORSO ED ACCONTI                                                           4.837              4.836
TOTALE IMMOBILIZZAZIONI TECNICHE                                                                     478.587             486.554
TOTALE IMMOBILIZZAZIONI                                                                              870.320             879.213
TOTALE ATTIVO                                                                                      1.323.684           1.330.853

(*) Comprendono tutti i titoli di Stato, obbligazioni ed azioni iscritti nelle voci B) III 3) a), b) e C) III 6) di cui allo stato patrimoniale
ex art.2424 C.C ad eccezione di 31,1 milioni di euro, costituiti per il primo semestre 2020 da quote di fondi immobiliari, da titoli
oggetto di operazioni di finanziamento p.t. a medio termine e dal valore di bilancio delle azioni di M.P.S emesse in sostituzione
delle preesistenti obbligazioni subordinate. Questi titoli sono inseriti in questo prospetto tra le altre immobilizzazioni finanziarie.

                                                                      9
STATO PATRIMONIALE CONSOLIDATO RICLASSIFICATO AL 30/06/2020
PASSIV O E PATRIM ONIO NET TO                                 30/06/2020       31/12/2019
PASSIV ITA' A BREV E
DEBITI V ERSO FORNITORI MERCI                                      114.475          132.800
DEBITI CORRENTI V ERSO BA NCHE                                     210.475          186.700
DEBITI V S ERA RIO                                                   2.673            3.498
DEBITI V S ENTI PREV IDENZIA LI                                      4.709            4.812
DEBITI V ERSO DIPENDENTI                                            12.864           11.697
DEBITI CORRENTI V S LE SOCIETA ' DEL GRUPPO                                0                0
PRESTITO SOCIA LE (**)                                             599.910          601.568
INTERESSI SU PRESTITO SOCIA LE                                       1.953            3.935
A LTRI DEBITI DIV ERSI                                              53.395           49.184
RA TEI E RISCONTI PA SSIV I                                                0          1.303
T OT ALE PASSIV IT A' A BREV E                                   1.000.454          995.497

PASSIV ITA' IM M OBIL IZ ZAT E
MUTUI PA SSIV I A L NETTO DELLE QUOTE A BREV E                      12.285           15.760
DEBITI PER T.F.R.                                                   27.137           27.964
FONDI RISCHI ED A LTRE PA SSIV ITA '                                22.921           26.818
T OT ALE PASSIV IT A' IM M OBILIZZATE                               62.343           70.542
T OT ALE PASSIV IT A'                                            1.062.797        1.066.039

PAT RIM ONIO NET TO
CA PITA LE SOCIA LE                                                  8.437            9.038
RISERV E DA RIV A LUTA ZIONE MONETA RIA                             35.189           35.189
RISERV A DA STRUMENTI FINA NZIA RI PA RTECIPA TIV I                135.000          135.000
RISERV A DI CONSOLIDA MENTO                                        (11.567)         (14.849)
A LTRE RISERV E GENERA TE DA UTILI NON DISTRIBUITI                  97.165          105.281
RISULTA TO NETTO D'ESERCIZIO                                        (3.337)          (4.845)
T OT ALE PATRIM ONIO NETTO                                         260.887          264.814
T OT ALE PASSIV O E PAT RIM ONIO NETTO                           1.323.684        1.330.853

                                                      10
Questa rappresentazione consente di evidenziare la posizione finanziaria netta a breve, a medio
lungo termine e complessiva del Gruppo e le variazioni rispetto al 31/12/2019:

INDEBITAMENTO FINANZIARIO NETTO DEL GRUPPO                                                       (migliaia di euro)

                                                                      30/06/2020    31/12/2019       V ar iazione
BA NCA C/C DA STRUMENTI FINA NZIA RI PA RTECIPA TIV I                     42.500        42.500                   0
A LTRE DISPONIBILITÀ LIQUIDE                                              13.638        21.911             (8.273)
TITOLI NELLE A TTIV ITÀ A BREV E TERMINE (*)                            170.100        156.737             13.363
CREDITI PER STRUMENTI FINA NZ IA RI PA RTECIPA TIV I                      92.500        92.500                   0
TOTALE ATTIV IT À FINANZIARIE A BREV E TERM INE                         318.738        313.648              5.090
PRESTITO SOCIA LE COMPRESO INTERESSI                                    601.863        605.503             (3.640)
FINA NZIA MENTI BA NCA RI A B.T.                                        210.475        186.700             23.775
TOTALE DEBITI FINANZ IARI A BREV E TERM INE                             812.338        792.203             20.135
POSIZIONE FINANZIARIA NET TA A BREV E TERM INE                         (493.600)     (478.555)           (15.045)
TITOLI IMMOBILIZ ZA TI (A LTRE IMM. FINA NZIA RIE)                        31.084        32.593             (1.509)
MUTUI PA SSIV I A L NETTO DELLE QUOTE A BREV E                            12.285        15.760             (3.475)
POSIZIONE FINANZIARIA NET TA A M EDIO LUNGO TERM INE                      18.799        16.833              1.966

POSIZIONE FINANZIARIA NET TA TOTALE                                    (474.801)     (461.722)           (13.079)

(*) compresi ratei e risconti attivi per interessi

Come già ampiamente detto nei paragrafi precedenti, la diffusione della pandemia Covid-19 ha
generato una crisi sanitaria i cui effetti si sono riflessi sull’attività produttiva e sulla domanda aggre-
gata di tutte le economie del mondo con un impatto molto forte in termini di riduzione del com-
mercio internazionale.
Il peggioramento delle prospettive di crescita si è immediatamente tradotto in una decisa caduta di
tutte le principali asset class di investimento e in un brusco innalzamento della volatilità e dell’av-
versione al rischio. Solo grazie al pronto intervento delle autorità monetarie e fiscali dei principali
paesi nel corso secondo trimestre di quest’anno, attraverso forti misure espansive a sostegno dei
redditi delle famiglie e delle imprese del credito all’economia e della liquidità immessa sui mercati
si è evitato che la situazione degenerasse.
Durante questo il periodo di marzo-aprile, apice della crisi pandemica sui mercati, si è provveduto
ad incrementare per circa 12 mln il controvalore del nostro portafoglio attraverso l’acquisto di circa
10 mln obbligazioni e 2 mln di azioni che hanno ben performato determinando plusvalenze implicite
alla data del 30 giugno di circa mezzo milione di euro. Tali acquisti sono stati finanziati per la quasi
totalità, circa 10 mln ricompresi peraltro all’interno della voce “finanziamenti bancari a Breve termine”
, attraverso operazioni di “pronti contro termine di finanziamento” che hanno beneficiato e benefi-
ciano a tutt’oggi di tassi negativi.
Analizzando le altre voci della posizione finanziaria netta dei primi sei mesi del 2020 rispetto a quella
dei sei mesi precedenti si può notare come la riduzione della altre disponibilità liquide per circa 8
mln e l’incremento della parte residuale dei finanziamenti bancari a breve termine per circa 14 mln
sono andati per circa 3,6 mln a finanziare la discesa del prestito sociale, per circa 6 mln a rimborso
di mutui andati a finanziare i relativi interessi ed i rimanenti per coprire il fabbisogno della gestione
aziendale.
Tutto ciò ha determinato una variazione negativa di circa 13 mln della nostra posizione finanziaria
netta.
Nonostante la contenuta rischiosità, anche il portafoglio della cooperativa ha subito gli effetti nega-
tivi dovuti alla pandemia mettendo a segno una performance finanziaria pari a meno 5,6% così
suddivisa nei vari comparti: comparto obbligazionario -0,23%, comparto azionario -48,25% e fondi
-3,48%.
Vale la pena soffermarci sulla performance molto negativa del comparto azionario del nostro por-
tafoglio, spiegata in gran parte da un lato per il mancato pagamento del dividendo sulle azioni
Unipol richiesto dall’ IVASS e dall’altra dal dimezzamento del valore del dividendo unitario sulle
azioni IGD entrambi come effetto diretto della Pandemia sui mercati finanziari.

                                                        11
INDEBITAMENTO FINANZIARIO NETTO E PATRIMONIO NETTO DEL GRUPPO                                (migliaia di euro)

                                                                   30/06/2020   31/12/2019       V ar iaz io ne
INDEBITA MENTO FINA NZ IA RIO TOTA LE DEL GRUPPO                     474.801       461.722             13.079
PA TRIMONIO NETTO DEL GRUPPO                                         260.888       264.814             (3.926)
RAPPORT O TRA INDEBIT AM ENT O FINANZ IARIO T OT AL E E P.N.             1,82         1,74                0,08

Nella tabella successiva, come previsto nelle norme di riferimento, la raccolta del prestito sociale è
rapportata al patrimonio netto dell’ultimo bilancio approvato (e non al patrimonio netto al
30/06/2020):

PRESTITO SOCIALE E PATRIMONIO NETTO CONSOLIDATO                                              (migliaia di euro)

                                                                   30/06/2020   31/12/2019       V ar iaz io ne
PRESTITO SOCIA LE                                                    601.863       605.503             (3.640)
PA TRIMONIO NETTO CONSOLIDA TO (ultimo bilancio approv ato)          264.814       300.094           (35.280)
RAPPORTO TRA P.S TOTALE E P.N. CONSOL IDAT O                             2,27         2,02                0,26

                                                         12
3.3 Il conto economico consolidato riclassificato

Al fine di fornire una rappresentazione del conto economico consolidato che evidenzi le risultanze
delle varie aree gestionali, esponiamo di seguito il conto economico riclassificato a valore aggiunto.

CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO RICLASSIFICATO
                                                                            30/06/2020         %    30/06/2019         %
VENDITE:
VENDITE LORDE AL DETTAGLIO                                                     407.621                  417.024
- IVA su vendite al dettaglio                                                  (38.946)                (40.794)
VENDITE NETTE AL DETTAGLIO                                                     368.675                  376.230
Ricavi per vendite all'ingrosso                                                  33.380                  28.208
TOTALE RICAVI DELLE VENDITE NETTE                                              402.055    100,00%      404.438    100,00%
COSTO DEL VENDUTO:
Rimanenze iniziali                                                              44.380    11,04%        46.619    11,53%
Acquisto merci                                                                 307.358    76,45%       312.321    77,22%
Rimanenze finali                                                                43.999    10,94%        43.819    10,83%
TOTALE COSTO DEL VENDUTO                                                       307.739    76,54%       315.121    77,92%
PRIMO MARGINE                                                                   94.316    23,46%        89.317    22,08%
Altri ricavi e proventi diversi                                                  1.569     0,39%         1.612     0,40%
Ricavi per prestazioni e altri                                                  23.663     5,89%        24.096     5,96%
ALTRI RICAVI E PROVENTI                                                         25.232     6,28%        25.708     6,36%
ALTRI COSTI COMMERCIALI                                                          3.075     0,76%         2.131     0,53%
MARGINE LORDO GLOBALE                                                          116.473    28,97%       112.894    27,91%
Fitti attivi e passivi                                                           5.296     1,32%         6.382     1,58%
Costi per servizi                                                               34.725     8,64%        35.191     8,70%
Godimento beni di terzi                                                            887     0,22%           536     0,13%
Altri costi diversi di gestione                                                  5.653     1,41%         6.035     1,49%
Addebito costi a gestione finanziaria                                            (822)     -0,20%        (620)     -0,15%
VALORE AGGIUNTO                                                                 70.734    17,59%        65.370    16,16%
Costi per il personale                                                          59.819    14,88%        63.858    15,79%
Addebito costi a gestione finanziaria                                            (507)     -0,13%       (1.001)    -0,25%
MARGINE OPERATIVO LORDO                                                         11.422     2,84%         2.513     0,62%
d) Sval. cred. att. circ.-disp. liq.                                                 0     0,00%             0     0,00%
Ammortamenti e svalutazioni                                                     11.725     2,92%        12.465     3,08%
REDDITO OPERATIVO                                                                (303)     -0,08%       (9.952)    -2,46%
Proventi finanziari                                                              2.926     0,73%        12.930     3,20%
Oneri finanziari                                                                 2.639     0,66%         3.580     0,89%
Oneri di gestione                                                                1.329     0,33%         1.621     0,40%
RISULTATO FINANZIARIO                                                           (1.042)    -0,26%        7.729     1,91%
RISULTATO ORDINARIO                                                             (1.345)    -0,33%       (2.223)    -0,55%
Proventi straordinari                                                            1.151     0,29%           237     0,06%
Costi Emergenza Covid-19                                                         2.716     0,68%             0     0,00%
Minusvalenze, svalutaz. di immobilizzazioni, crediti e merci, altri oneri          189     0,05%         1.177     0,29%
Oneri e rischi ristrutturazione aziendale                                            0     0,00%         3.206     0,79%
Svalutazione immobilizzazioni finanziarie                                            0     0,00%             0     0,00%
Svalutazione partecipazioni                                                          0     0,00%             0     0,00%
TOTALE PROVENTI ED ONERI STRAORDINARI                                           (1.754)    -0,44%       (4.146)    -1,03%
RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE                                                   (3.099)    -0,77%       (6.369)    -1,57%
a) Imposte esercizio corrente                                                       27     0,01%            11     0,00%
b) Imposte differite (anticipate)                                                  211     0,05%           126     0,03%
TOTALE IMPOSTE SUL REDDITO DELL'ESERCIZIO                                          238     0,06%           137     0,03%
UTILE (PERDITA) DELL'ESERCIZIO                                                  (3.337)    -0,83%       (6.506)    -1,61%

                                                                      13
Come precedentemente illustrato, il conto economico semestrale consolidato di Gruppo evidenzia
un risultato negativo di 3,3 milioni di euro a fronte del risultato economico negativo dell’anno
precedente di 6,5 milioni di euro.
Ci preme sottolineare il continuo miglioramento della marginalità della gestione caratteristica che
già a livello del primo margine fa registrare un incremento di circa 5 milioni di euro (+1,38% sul
venduto netto) rispetto al semestre precedente. Tale miglioramento si conferma, sia a valore che in
percentuale, anche a livello di valore aggiunto (+5,3 milioni di euro, pari al +1,43%) e di margine
operativo lordo (+8,9 milioni di euro, pari al +2,22%).

Il margine operativo lordo risulta positivo per 11,4 milioni di euro a fronte dei 2,5 milioni di euro
dell’anno precedente. Il miglioramento rispetto al primo semestre 2020 prosegue anche a livello di
reddito operativo che include ammortamenti per 11,7 milioni di euro ed è quasi in pareggio atte-
standosi ad un -0,08 % sul fatturato netto contro il -2,46% dello stesso periodo 2019.

Il risultato finanziario si attesta a -1 mln contro i +7,7 mln del primo semestre 2019. Pesa sul
risultato finanziario il mancato incasso di dividendi UGF e IGD Siiq per circa 8 mln di euro.
Si segnala infine che la società ha dovuto sopportare costi legati all’emergenza Covid 19 per circa
2,7 mln di euro.

Di seguito viene evidenziato l’andamento delle vendite della Cooperativa al 30 giugno 2020 e il
confronto con la stessa data del Budget 20.

                                                                                                                                     dati in migliaia di euro
      UNICOP TIRRENO GRUPPO                            CONS. 2020 BUDGET 2020 Delta (AC vs BDG)                         CONS. 2019   Delta (AC vs AP)
             ASSOLUTO                                   Importo     Importo   Importo       %                            Importo     Importo      %
TOSCANA                                                  255,1       257,8      -2,7     -1,05%                           255,4        -0,3    -0,12%
LAZIO-UMBRIA                                             152,2       146,7       5,5      3,75%                           153,0        -0,8    -0,52%
VENDITE TOTALI                                           407,3       404,5       2,8      0,69%                           408,4        -1,1    -0,27%

      UNICOP TIRRENO GRUPPO                            CONS. 2020 BUDGET 2020 Delta (AC vs BDG)                         CONS. 2019   Delta (AC vs AP)
            OMOGENEO                                    Importo     Importo   Importo       %                            Importo     Importo      %
VENDITE TOTALI                                           406,9       403,5       3,4      0,84%                           400,6        6,3      1,57%
TOSCANA omo *                                            255,1       257,8      -2,7     -1,05%                           255,4        -0,3    -0,12%
LAZIO-UMBRIA omo **                                      151,8       145,7       6,1      4,19%                           145,2        6,6      4,55%
* Escluso 562 (Temporary Shop San Vincenzo).
** Escluso 76 (Velletri), 78 (Aprilia), 79 (Frosinone), 201 (Pomezia v. Cavour), 246 (Tuscanai), 560 Temporay Shop Viterbo.

Si propone in questa sede anche un confronto tra i dati economici preconsuntivi 2020 e la previ-
sione contenuta nel Piano Pluriennale 2020-2022, riferito al primo anno di piano.
Le vendite totali lorde al semestre 2020 sono pari a 407,3 milioni di euro contro 404,5 milioni di
euro previsti. Rispetto alla media delle Grandi Cooperative, che mostra un valore a rete omogenea
pari a +2,6% rispetto all'anno precedente (fonte dati Coop Italia) la Toscana evidenzia un anda-
mento più debole pari al -0,2% (prevalentemente a causa della partenza ritardata della stagione
turistica dovuta alle restrizioni imposte per il Covid19) mentre il Lazio si pone decisamente al di
sopra della media di sistema riportando un +4,5%.

Per quanto riguarda il primo margine registriamo in entrambi i territori una buona performance
rispetto all'anno precedente (+0,91%). Si quota inoltre un sensibile recupero sulle rotture ed avarie
nella gestione della merce nei due territori rispetto all'anno precedente.
Il margine netto vendita è migliore per circa 2,1 milioni rispetto al Piano Pluriennale: l'effetto volume
legato alle maggiori vendite incide per +0,6 mln; il restante +1,5 mln deriva dal miglioramento della
performance commerciale.

                                                                               14
In percentuale tale margine si attesta al 24,5% in rapporto alle vendite totali, in vantaggio rispetto
al piano (stimato a 24,1%) e in sensibile miglioramento rispetto all’anno precedente, che riportava
23,7%.
Complessivamente il costo del lavoro risulta inferiore al previsto per 0,3 milioni; tale risparmio è
quasi interamente concentrato sul personale di rete. Considerando la rete omogenea, sui negozi si
rileva un minor numero di ore lavorate rispetto all’anno precedente che, collegato al buon anda-
mento delle vendite, determina in entrambi i territori un incremento della produttività.

6. INFORMATIVA IN MERITO ALL’ART. 2428, PRIMO E TERZO COMMA, PUNTO 6-bis, DEL CODICE
CIVILE

Ai sensi dell’art. 2428, comma 1 e 3 al punto 6-bis, del Codice civile oltre a richiamare le informazioni
contenute nel paragrafo successivo relativo a “Le risorse finanziarie e l’evoluzione della normativa
sul prestito sociale”, si informa di seguito sull’esposizione e le politiche di gestione dei rischi di
tasso di interesse, di cambio, di credito e di liquidità.

Vi informiamo pertanto che l'esposizione del portafoglio titoli di Unicoop Tirreno al rischio di cam-
bio (ossia il rischio che il valore degli strumenti finanziari posseduti risenta delle fluttuazioni di
mercato dei tassi di cambio) risulta alquanto marginale, infatti soltanto lo 0,07% circa del portafoglio
è soggetto al rischio valutario. In merito al rischio di tasso lo stesso risulta contenuto in considera-
zione della duration non elevata del comparto dei titoli a tasso fisso. Unicoop Tirreno, peraltro, ha
implementato da anni uno strutturato controllo dei rischi finanziari che offre garanzie di natura
finanziaria, procedurale, organizzativa con un ufficio aziendale dedicato specificatamente a tale
scopo.

Riguardo alla gestione dei rischi di credito, è noto che uno degli effetti principali della crisi è rappre-
sentato dalla scarsa circolazione della liquidità nel sistema economico. I ritardi nei pagamenti co-
stituiscono sempre più spesso il sintomo di vere e proprie crisi di liquidità e qualche volta anche di
insolvenza per tanti soggetti imprenditoriali.

La Cooperativa, per le molteplici attività svolte di carattere commerciale ed immobiliare e per alcune
attività accessorie alle medesime, è titolare di numerose partite di credito la cui gestione è risultata
piuttosto complessa.

Le posizioni creditorie sono oggetto di un periodico monitoraggio del rispetto delle condizioni di
pagamento e le azioni di sollecito dello scaduto sono condotte anche facendo ricorso ad aziende
specializzate nel settore. Nel caso in cui, invece, a seguito di un’analisi puntuale della singola fatti-
specie, si rilevi un’oggettiva condizione di inesigibilità parziale o totale del credito, l’ammontare
della svalutazione tiene conto di una stima dei flussi recuperabili. La metodologia di gestione del
credito non è tale per cui sia ritenuto rilevante suddividere l’esposizione della clientela in classi di
rischio differenti. Si segnala inoltre che il Gruppo ha in essere, per i crediti derivanti dall’attività di
franchising, polizze di assicurazione del credito con primarie società del settore al fine di mitigare
il rischio connesso alla solvibilità della clientela.

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Il MODELLO ORGANIZZATIVO DI CUI AL D. LGS. 231/2001
Il Decreto Legislativo 231/2001 sulla "Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone
giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica" riguarda il regime
di responsabilità amministrativa a carico delle aziende per alcuni tipi di reato commessi nell'interesse
o a vantaggio dell'ente da parte di loro amministratori e dipendenti.
Con l'adozione del Modello di Organizzazione Gestione e Controllo ex D.Lgs. 231/01, Unicoop
Tirreno, con le società controllate, ha introdotto regole e procedure di verifica idonee alla preven-
zione di comportamenti potenzialmente a rischio, tradotte in uno specifico Codice di Condotta e in
appositi Protocolli Generali e Procedure Direzionali. È stato altresì istituito da anni un Organismo di
Vigilanza (ODV), deputato al controllo del funzionamento, dell'efficacia e dell'osservanza del mo-
dello organizzativo.
I membri dell'Organismo di Vigilanza, nominati dal Consiglio di Amministrazione in data 8 agosto
2018, risulta ancora composto dal Dr. Giuseppe Tabani, Presidente (esterno, membro del CdA), dalla
Dott.ssa Francesca Mencuccini, (membro interno, Dirigente Responsabile settore legale, conformità
e societario di Unicoop Tirreno) e dal Dr. Juri Scardigli (esterno, membro del Collegio Sindacale).
Il 9 marzo 2020, il Consiglio di Amministrazione ha approvato il nuovo Modello di Organizzazione,
Gestione e Controllo (MOG 3.0) con un nuovo restailing di tutta la documentazione a supporto.

Nel corso di questo anno l’ODV è stato coinvolto ed ha partecipato a diverse attività inerenti:
   – il controllo sull’aggiornamento, osservanza del modello ed adeguatezza dei materiali utili al
       funzionamento dell’ODV stesso;
   – la vigilanza e l’approfondimento di situazioni specifiche attraverso audit sia a campione sia
       su segnalazioni ad hoc;
   – azioni di formazione ed informazione rivolte ai dipendenti;
   – l’esame delle linee di reporting, già attivate nel corso dell’anno 2019, anche in conseguenza
       delle intervenute riorganizzazioni aziendali, ed alla successiva elaborazione di raccomanda-
       zioni e richieste di approfondimento su ambiti di funzionamento organizzativo particolar-
       mente articolati;
   – incontri con altri organismi di controllo esistenti in azienda al fine di operare nell’ambito
       dell’applicazione del D. Lgs. 231/2001 con il massimo delle sinergie possibili.
   – Partecipazione ad incontri con il Gruppo 231, istituito alla fine del 2019, con competenze
       trasversali, al fine di monitorare l’implementazione di Protocolli Generali e Procedure Dire-
       zionali, conformi alle Linee Guida ANCC (tra cui fatturazione attiva e passiva).

L’Organismo di Vigilanza si è riunito 3 (tre) volte, oltre ad aver monitorato costantemente, assieme
al RSPP, tutti gli aspetti legati all’emergenza sanitaria COVID19 in materia di sicurezza luoghi di
lavoro.
L’emergenza Covid19 ha completamente assorbito le attività di vigilanza dell’OdV, operando una
supervisione documentale delle procedure, ordini di servizi emessi senza poter svolgere concreta-
mente attività in loco presso la rete, la sede ed I CEDI.
Le linee di reporting che, dopo un primo momento di sospensione, sono riprese verso la fine del
semestre, hanno comunque dato atto di un corretto presidio aziendale sui temi di conformità che
non hanno, pertanto, dimostrato cedimenti.
L’Organismo di Vigilanza ha continuato a monitorare ed aggiornare il RISK Assesment anche in
considerazione dell’introduzione di nuovi reati presupposto 231, seguendo e partecipando ai tavoli
nazionali di aggiornamento delle Linee Guida ANCC, soprattutto a seguito dell’entrata in vigore dei
reati fiscali tra il novero dei reati 231.
Sono stati completati gli audit in materia commerciale (esame dei flussi documentali a presidio
della selezione fornitori di merce), nonché l’audit in materia di appalti, i quali verranno socializzati
all’azienda nel secondo semestre.
Si è proseguito con il monitoraggio della tenuta organizzativa, anche in considerazione di importanti
cambi organizzativi, tra cui l’inserimento di un nuovo Direttore Vendite.

IL MODELLO ORGANIZZATIVO DI CUI AL REG. UE 2016/679 (G.D.P.R. GENERAL DATA PROTECTION
REGULATION)
La disciplina della privacy è stata fatta oggetto nell’Europa comunitaria di una nuova normativa,
pienamente efficace dal maggio 2018. Trattasi di un Regolamento europeo, il 2016/679, applicabile
direttamente negli ordinamenti giuridici degli Stati membri.

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Si tratta di una innovazione dall’enorme portata, sia per la natura transnazionale della norma sia
per i contenuti normativi stessi. L’Europa supera la dimensione nazionale e disciplina una materia
così complessa mediante un’unica normativa rendendo più diretto e trasparente al suo interno lo
scambio e il trattamento dei dati. Il contenuto stesso della normativa appare fortemente innovativo
superando una dimensione formalista e approcciandosi in un’ottica di modello organizzativo ai
grandi temi della riservatezza, sicurezza e protezione dei dati.
Anche le aziende pertanto devono approcciarsi alla materia in questa nuova ottica, predisponendo
modelli organizzativi adeguati, allo scopo di garantire un corretto e conforme trattamento dei dati
personali. Pertanto, sono proseguite anche in Unicoop Tirreno le attività, tutte concertate con il
DPO esterno nominato ai sensi dell’art. 37 del GDPR, la Colin&Partners Srl, volte a costruire e
manutenere un modello organizzativo necessario e opportuno per tale compito. La nuova normativa
del resto espressamente chiede che tenendo conto della natura, dell’ambito di applicazione e delle
finalità del trattamento nonché dei rischi aventi probabilità e gravità diverse per i diritti e le libertà
delle persone fisiche, dello stato dell'arte e dei costi di attuazione, si proceda a mettere in atto
misure tecniche ed organizzative adeguate per garantire ed essere in grado di dimostrare che i
trattamenti dei dati vengano effettuati in conformità a norma. In tal senso particolare attenzione è
stata destinata all’aggiornamento delle procedure organizzative interne impattanti sul trattamento
dei dati, mentre sono state revisionate le politiche sui cookies dei siti di pertinenza aziendale ga-
rantendo una costante possibilità agli utenti di poter decidere sul loro utilizzo, questo nell’ottica di
consentire agli utenti la massima consapevolezza sui trattamenti effettuati. Si sta inoltre procedendo
all’aggiornamento del Registro dei Trattamenti previa coinvolgimento di tutte le Direzioni aziendali
al fine di disporre di un costante monitoraggio delle attività rilevanti sui dati personali.

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