Per chi ha voglia di leggere e non solo ascoltare

Pagina creata da Gaia Piccolo
 
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Per chi ha voglia di leggere e non solo ascoltare
Per chi ha voglia di leggere e… non solo ascoltare
Eccoci puntuali al secondo appuntamento. Abbiamo
approfittato ancora una volta del lockdown dovuto
all’em erg e nza Co vi d-19 p er inve ntare racco nt i
fantastici    in cui il protagonista principale è proprio
lui: “il piccolo e temuto mostriciattolo”.
Era l'anno 2020 quando la pandemia Covid-19 si diffuse in
tutto il mondo. La quotidianità di tutti venne sconvolta e ci si
ritrovò a vivere in un mondo diverso, speciale. Fantasia e
creatività però non conoscevano il lockdown, raggiunsero
alcuni bambini della scuola primaria di Miglionico, un piccolo
e ridente paesino della Basilicata e li invitarono a giocare
con loro. I bimbi accettarono l'invito e, grazie a loro,
i n i z i ar o n o a i m p i eg ar e i l lo r o t e m p o s t r a n o p e r …
Improvvisamente le pagine bianche dei loro quaderni si
animarono e su quella iniziale c'era scritto:

         Un re invisibile e inatteso tra realtà e… fantasia
Il titolo del primo racconto è…
Coronavirus

C’era una volta, in un regno piccolissimo situato sulle                    All’inizio queste regole non furono seguite da tutti e
nuvole, un re molto dispettoso e brutto che viveva da solo e               il re Coronavirus continuò a diffondersi                 tra la
ogni giorno che passava si annoiava sempre di più. Lui era                 gente. Man mano che la situazione si faceva sempre
molto goffo, aveva la forma di una palla con in testa                      più grave e la paura cresceva sempre di più, le
tantissime corone e per questo si chiamava Coronavirus. Un                 persone iniziarono a capire che l’unico modo che si
giorno ebbe una “bellissima” idea: decise di partire per                   aveva per sconfiggere il re Coronavirus era quello di
esplorare nuovi regni. Preparò la sua valigia e partì.                     rispettare le regole. Fu così che i paesi diventarono
Arrivò in Cina e portò tanta tristezza: appena entrava in                  vuoti e tristi e il re Coronavirus, svolazzava felice
contatto       con   una   persona,   la   avvelenava   e   la   faceva    nell’aria. Un giorno arrivò una fatina, nemica del re
addirittura morire. Il suo viaggio proseguì e arrivò in Italia             Coronavirus,       con   un   lungo      vestito   dai   co lori
e anche lì portò tristezza perché iniziò ad intossicare ogni               dell’arcobaleno, che con la sua bacchetta magica,
persona con cui veniva a contatto e la faceva soffrire tanto.              fece   una    bellissima   magia:       fece   scomparire      per
Il   re   si   nascondeva    dappertutto     e   nessuno    riusciva   a   sempre   il   re   Coronavirus      e    permise   a   tutti   di
trovarlo. Ogni giorno contagiava sempre più persone e in                   ritornare a vivere con gioia e felicità.
poco tempo infettò tutti. I governanti per evitare tutto ciò,              Tutte le persone scesero in strada e fecero una
stabilirono alcune regole: tutti dovevano stare in casa,                   grande festa: “La festa degli abbracci”: da quel
uscire solo se era necessario, lavarsi spesso le mani, evitare             giorno vissero tutti felici e contenti.
di toccare con le mani bocca, naso e occhi, rispettare il
metro di distanza con le altre persone, evitare di scambiarsi                                                                  Margherita
baci e abbracci ecc.
Il paese felice

C’era una volta, tanto tempo fa un paese   che sorgeva sopra una montagna. Qui le persone     erano
felici, tutti andavano a lavorare, i bambini andavano a scuola e nel tempo libero     si divertivano
a giocare nei parchi, a passeggiare, e spesso si incontravano con gli amici per chiacchierare. In
una casetta, nascosta nel bosco, viveva però una strega cattiva, vecchia e sola. Lei era infelice
perché nessuno andava a trovarla e le dava fastidio che gli abitanti di quel paese erano felici.
Un giorno    decise di fare un brutto scherzo a tutti gli abitanti. Preparò una pozione magica e
dentro ci mise un virus.   Prese la pozione e la buttò nelle tubature dell’acqua potabile. Alcune
persone     bevvero l’acqua e si ammalarono. Quando queste parlavano con altre persone, le
infettavano perché dalla loro bocca uscivano goccioline di acqua che contenevano il virus. In
poco tempo tutti gli abitanti del paese si ammalarono e non uscivano più. La strega era
felicissima. Fortunatamente, però, in un paese vicino viveva una fata buona che appena venne a
sapere del disastro che aveva provocato la strega cattiva, si recò da lei e con un incantesimo la
fece sparire per sempre. Tutti gli abitanti guarirono e tornarono di nuovo a essere felici.

                                                                                              Mattia
Il regno dei virus

C’ era una volta, in un tempo molto lontano, un regno chiamato “Regno dei virus”. A
governarlo c’era un grande virus di colore rosso fuoco che       aveva   l’aspetto di una
corona e perciò era chiamato Coronavirus. Era stato nominato re perché aveva fatto
un lungo viaggio e si era divertito a infettare tutte le persone che incontrava, ma
soprattutto tanti anziani. Nel mondo si parlava sempre di lui, tutti lo temevano e
avevano paura di incontrarlo perché provocava la morte.       A causa sua le scuole e le
fabbriche furono chiuse e tutte le persone restarono chiuse in casa. Tutti erano tristi
perché   non potevano più incontrarsi, abbracciarsi, uscire con gli amici, divertirsi.. Le
strade erano deserte e le giornate erano noiose. Arrivò l’estate e il Coronavirus non
riusciva a stare al sole, non lo sopportava e dopo un po’ di tempo Coronavirus morì.
Tutti gli abitanti uscirono e si abbracciarono. La vita ritornò come prima e nessuno
parlò più di lui.

                                                                                  Carmen
Pipistrello, Pangolino e Coronavirus
C’era una volta un pipistrello che viveva in Cina e che fece                   Arrivò molto lontano, giunse in Europa, in America,
amicizia con un pangolino e con Coronavirus. Un giorno i                       insomma in tutto il mondo e, senza volerlo, infettava
tre amici partirono per visitare nuovi luoghi. Appena arrivati                 t a nt e   perso ne     e   p r o v o cava    d a n n i. A n c h e      qui
in una città, Coronavirus fu sorpreso nel vedere tante                         all’improvviso         tutto   si   intristiva       e    la   gente     era
macchine, sentire rumori assordanti, tanta gente e chiese ai                   terrorizzata. Coronavirus             voleva     ritornare       nel     suo
due   amici      di   lasciarlo   un   po’ da       solo     perché   voleva   paese      ma    non   sapeva       come     fare,       si   disperava    e
ammirare e conoscere nuove cose. Pipistrello e Pangolino                       piangeva. Pipistrello          e    pangolino     sentirono        il    suo
esaudirono il suo desiderio e gli promisero che sarebbero                      pianto     e    arrivarono     in    suo   soccorso. Coronavirus
ritornati a riprenderlo dopo alcuni giorni. Coronavirus si                     raccontò tutto l’accaduto e Pipistrello se lo caricò
avvicinò       alle   persone    perché   voleva     fare    amicizia,   ma    immediatamente sulle ali e tutti e tre tornarono a
appena lui si avvicinava, notava che queste                 si ammalavano,     casa. Coronavirus decise di nascondersi per sempre e
stavano    molto       male,    avevano   tosse,    febbre     e   dovevano    di non farsi vedere mai più. La gente di tutto il
andare in ospedale per curarsi, ma molti non riuscivano a                      mondo allora uscì nuovamente, fece una grandissima
guarire    e    addirittura     morivano. I        dottori    iniziarono   a   festa e iniziò ad abbracciarsi e a vivere felici come
raccomandare a tutta la gente di non uscire più dalle loro                     prima.
case per passeggiare, parlare, abbracciarsi e vietarono ai                                                                                             Ivan
bambini di andare a scuola. Le strade erano deserte, le
macchine non circolavano più. Era tutto triste e silenzioso.
Coronavirus era molto preoccupato perché lui non voleva
provocare guai agli uomini e voleva ritornare a casa, ma
non ci riusciva.
Un virus molto cattivo

C’era una volta un virus molto cattivo che si divertiva a infettare e far ammalare tutte le persone
che incontrava. Appena lui si avvicinava, queste iniziavano a tossire, ad avere   febbre alta e a non
respirare bene. Tanta gente andava in ospedale e molti morivano. I dottori consigliavano alle
persone di non uscire di casa, di lavarsi spesso le mani, di starnutire nel gomito, di usare la
mascherina per proteggersi bocca e naso, di non toccarsi gli occhi per evitare di essere infettati.
Gli scienziati chiusero le fabbriche, le scuole e i negozi. Le strade erano deserte e silenziose. Tutti
avevano paura di essere contagiati dal virus e se ne stavano chiusi in casa. La gente era triste e
angosciata. Passarono tanti giorni, passarono le festività pasquali, ma la gente ancora non poteva
uscire di casa, non poteva incontrarsi con gli amici, salutarsi, abbracciarsi. Un giorno d’estate
finalmente uno studioso riuscì a catturare il virus e a farlo sparire per sempre. Tutte le persone
uscirono dalle loro case e fecero una grande festa.

                                                                                              Rashmit
Covid-19: il virus giocherellone

Tanto tempo fa sulla luna viveva un virus chiamato Covid-19 che era molto giocherellone e burlone e
si divertiva a giocare con i colori dell’arcobaleno. Un giorno decise di partire per andare sulla Terra
perché voleva fare amicizia con gli umani. Ma era troppo piccolo e     non sapeva che lui non poteva
avere contatti con gli umani. Appena si avvicinò a loro provocò tanto male, le persone si ammalarono
e furono costretti a non uscire più per non contagiarsi. Fu chiusa anche la scuola e i bambini
svolgevano i compiti a casa. Covid-19   era molto dispiaciuto e non sapeva cosa fare. Un giorno arrivò
un mago che     gli consigliò di sparire. Lui accettò il consiglio del mago e ritornò sula luna. Le
persone fecero una grande festa, ritornarono a lavorare e i bambini a giocare.

                                                                                                 Mario
Il re Coronavirus

C’era una volta un un re di nome Coronavirus. Viveva in                        I   me d ici    obbligarono          a      tutte     le   persone       di
un   cas tello     che   si   tro vava     in    un     pae se   di   no m e   indossare mascherine e guanti, di lavarsi spesso le
Viruslandia. Lui era piccolo, basso, rotondo come una                          mani , starnutire nel gomito e                   raccomandarono a
palla e dal suo corpo spuntavano tante antenne. Era furbo,                     tutti di non uscire di casa per non contagiarsi.
viziato e aveva un grande dono: poteva diventare invisibile                    Furono chiuse le scuole, le fabbriche, i negozi. Il
quando lo desiderava. Un giorno, stanco di vivere nel suo                      virus, stanco di non poter contagiare più nessuno,
piccolo regno, decise di rendersi invisibile per visitare il                   ordinò al suo esercito di ritornare nel suo regno.
mondo degli umani. Il primo paese che visitò fu la Cina e                      Gli abitanti del mondo esultarono per la vittoria,
iniziò a seminare        terrore tra gli uomini. Si divertì così               uscirono in strada per festeggiare, per abbracciarsi
tanto   che   si   diresse    in   tutti   i    Paesi   del   mondo     per    e ringraziarono i medici e gli scienziati perché,
terrorizzare tutti gli uomini. Per poterlo fare in breve                       grazie     ai   loro     consigli,       erano        stati   capaci     di
tempo, riuscì a moltiplicarsi , creò un esercito di virus                      s co n f i g g e re   C o ro n av i r u s    e   il    suo    e s e r c i to.
come lui, tutti invisibili, per arrivare ovunque e combattere                  Coronavirus si chiuse nel suo castello e non si fece
contro gli umani. In pochissimo tempo i virus riuscirono                       vedere mai più.
ad aggredire moltissime persone. Queste stavano male e se
si scambiavano abbracci e baci si contagiavano. Soffrivano                                                                                       Angela
così tanto che erano costretti a ricoverarsi negli ospedali
per curarsi e non era facile guarire. Intervennero gli
scienziati e i medici di tutto il mondo per combatterli, ma
siccome erano invisibili, era difficile abbatterli.
Il virus Covid-19

C’era una volta, in un tempo lontano, un virus di nome “Covid-19” che era        molto giovane e viveva
con   tutti i suoi amici virus su un piccolo e sconosciuto pianeta. La sua vita trascorreva felice, si
divertiva a giocare e a scherzare dalla mattina alla sera. Un giorno      un virus molto più grande di
lui gli spiegò che i virus avevano l’incarico di   provocare malattie agli umani. Ora era arrivato il suo
turno e doveva partire per assolvere al suo impegno: doveva andare sulla Terra per infettare
tantissime persone, doveva accertarsi che stavano veramente male e doveva ritornare sul suo pianeta
solo dopo essere riuscito a far ammalare più gente possibile. Gli disse però che doveva stare attento
alla medicina “restaacasaplus” una pillola così potente da sconfiggere tutti i virus. Covid partì e,
arrivato sulla Terra, cercò di infettare la prima persona che incontrò, ma non riuscì. I giorni
seguenti riprovò nuovamente, ma vedeva che era impossibile. Allora Covid pensò che le persone
avessero preso la pillola (restaacasaplus). Covid, sconfitto, se ne ritornò sul suo pianeta dove si
nascose e non si fece più trovare dai suoi amici.

                                                                                                  Angelo
Coronavirus

C’era una volta un virus chiamato Coronavirus che viveva da solo in un bosco, era
invisibile ed era molto cattivo. Si divertiva a infettare le persone. Un giorno
incontrò un bambino di nome Luca che giocava per strada, lo contagiò e Luca andò
in ospedale. La gente che aveva saputo, si chiuse in casa e non uscì più per paura di
incontrare il virus. I bambini non andavano a scuola per non incontrarlo, non
giocavano per strada, non andavano in villa. Per le strade non c’era più nessuno e
Coronavirus non poteva trovare gente da contaminare. Coronavirus, stanco della
situazione, pensò che l’unica soluzione era quella di ritornare nel suo bosco e di
non farsi vedere mai più. Tutti si abbracciarono felici e la vita ritornò come prima.

                                                                             Anthony
Coronavirus

C’era una volta uno stregone che odiava tutti gli uomini e i bambini ed un giorno decise di
preparare una pozione magica. Approfittò di una giornata di pioggia per prendere le goccioline di
acqua e trasformarle    in tanti virus che avevano un aspetto simile ad una corona e li chiamò
Coronavirus. Lui si divertiva a lanciare i Coronavirus su tutte le persone che incontrava e queste si
infettavano. Ci fu un caos totale,   molti stavano molto male, tossivano, non riuscivano a respirare
ed erano costretti ad andare in ospedale e molti morivano. La gente allora decise di chiudersi in
casa, di non andare più a lavorare, anche i bimbi non uscivano più per paura di essere infettati.
Per fortuna intervenne un mago che affrontò lo stregone e lo sconfisse. Successivamente la gente
poté uscire di nuovo liberamente e tutto tornò alla normalità.

                                                                                             Antonio
Mino e il mostriciattolo

C’era una volta un bambino di nome Mino che dormiva tranquillamente nella sua stanzetta. Una notte Mino
sentì aprirsi la finestra e vide entrare un mostriciattolo verde con gli occhi rossi e i denti insanguinati
che si presentò dicendo di chiamarsi Coronavirus. Gli disse che era in pericolo: la gente   voleva catturarlo
perché aveva fatto ammalare tante persone e cercava un posto per nascondersi. Mino non gli credeva, ebbe
paura e andò nel letto dei suoi genitori ma non raccontò nulla e dopo un pò si riaddormentò. Quando
Mino si svegliò, lo rivide in fondo alla stanza e si spaventò moltissimo. Accese la tv e sentì al telegiornale
che parlavano proprio del virus terribile che era arrivato sulla Terra e aveva infettato molte persone. Mino
divenne tutto rosso dalla rabbia, gli uscì il fumo dalle orecchie e decise di raccontare tutto alla sua
mamma. Insieme si accorsero che le strade erano deserte perché le persone si erano chiuse in casa. Allora
pensò che Coronavirus gli aveva detto la verità. Mino si recò dal virus, gli promise che non avrebbe parlato
di lui a nessuno e lo supplicò di andarsene da dove era venuto. Il virus lo ascoltò e andò via. Tutti
potettero uscire nuovamente e popolare di nuovo le strade.

                                                                                                        Pietro
Viruslandia

C’era una volta un paese di nome Viruslandia: lì nascevano                Egli, sconfitto, ritornò a Viruslandia, bruciò la sua
i piccoli virus che al momento giusto si divertivano ad                   corona e da quel giorno non si fece più vedere. La
infettare la gente. Una volta         mamma virus partorì tanti           gente cominciò ad uscire di casa, a passeggiare, a
cuccioli. Tra di loro ce n’era uno bellissimo, aveva in testa             salutare, ad abbracciare tutte le persone care. Per strada
una   corona   mo lto     bella   e   per   ques to   fu     chiamato     non c’era più silenzio, si sentivano voci, suoni, rumori
Coronavirus. I     suoi   fratelli    lo    esclusero    e   non   gli    e allegre risate. Coronavirus fu dimenticato da tutti, sia
permisero mai una volta di giocare con loro perché erano                  dagli abitanti di Viruslandia che da tutto il mondo e
invidiosi di lui. Il virus era buono, ma la tristezza e la                nessuno osò più nominarlo.
solitudine lo avevano reso cattivissimo. Alcuni dei suoi
fratelli partivano per diffondere il raffreddore, altri la
                                                                                                                              Paolo
tosse e altri la febbre. Lui voleva essere ancora più cattivo
e riuscì a infettare tutte le persone che toccava provocando
la polmonite, una malattia molto            pericolosa che faceva
morire tante persone. Tanta gente si chiuse in casa per non
farsi infettare, i bambini non andavano più a scuola, non si
potevano scambiare abbracci. Tutti erano disperati e nessuno
riusciva a trovare un rimedio per sconfiggerlo. Dopo tanto
tempo   però   i   dottor i   inventaro no     una      m e d icina   e
riuscirono a distruggerlo.
Coronavirus e lo scienziato

C’era una volta un virus molto piccino di nome Coronavirus che viveva sul pianeta Covid-19. Lui           era
sempre solo ed aveva un sogno: conquistare il mondo. Un giorno con la sua navicella raggiunse la Cina,
la Francia, la Germania e anche l’Italia. Il virus si posava sulle mani, sulle ciglia, sulla bocca di tutte le
persone che incontrava, grandi e piccini, le infettava e queste si ammalavano gravemente ed erano
costrette a ricoverarsi    in ospedale. Le persone sane non uscivano più dalle loro case e le città erano
vuote, i negozi   chiusi e le scuole abbandonate. Coronavirus era molto contento perché tutti      i giorni si
parlava di lui alla TV. Era    conosciuto da tutti e in tanti lo temevano. Un giorno uno scienziato lo vide al
microscopio e si accorse      che   lui era allergico al sapone. Lo scienziato comunicò a tutto il mondo che,
per sconfiggere il virus, bisognava      lavarsi spesso le mani, proteggersi la bocca con una mascherina e
utilizzare guanti. Coronavirus venne a sapere della brutta notizia, iniziò a preoccuparsi e per un po’ si
nascose. Sperava che le persone non seguissero le regole dello scienziato, ma tutti ascoltarono il bravo
studioso e nei giorni seguenti continuarono a seguire i suoi consigli. Il virus allora ritornò sul suo
pianeta e visse per sempre solo e triste. Finalmente un giorno arrivò la notizia tanto attesa: “L’abbiamo
sconfitto”. La gente uscì di nuovo per strada e tutto ritornò come prima.

                                                                                                       Nicolò
Coronavirus

   In un tempo molto lontano nacque in Cina un                    Molti di loro non avevano voglia di fare i compiti perché
cattivissimo virus chiamato Coronavirus. Era chiamato così       pensavano di stare in vacanza. Intanto al telegiornale i
perché era rotondo ed aveva una corona formata da                giornalisti non facevano altro che parlare del virus e lui,
piccoli aghetti di colori differenti. Pur essendo piccolo si     sentendo il suo nome, si sentiva sempre più importante ed
divertiva a infettare e far ammalare tutti gli abitanti          era sempre più contento. Gli scienziati però un giorno
della Cina. All’inizio il virus decise di rimanere lì per un     prepararono un miscuglio appiccicoso e profumato per
po’ e poi, durante le feste natalizie, partì per l’ Italia. La   catturalo. Quando Coronavirus si posò su di esso e non
prima regione in cui pensò di fermarsi fu la Lombardia,          potè più fuggire. Gli studiosi lo misero in un contenitore
contagiò quasi tutti gli abitanti e poi si diresse      anche    trasparente per osservarlo attentamente e si accorsero che
nelle regioni vicine per infettare più gente possibile. Per      il virus non sopportava il calore. Allora consigliarono a
colpa sua, l’inverno e la primavera passarono nel modo           tutte le persone di rimanere a casa fino all’estate. Tutti
peggiore perché le persone stavano malissimo, tanti              seguirono il consiglio degli esperti e quando arrivò il
andavano in ospedale e molti morivano. La gente, per non         forte caldo il virus morì. Da quel momento al telegiornale
incontrarlo, si chiudeva in casa e non usciva più e se           d ie dero so lo buo n e notizie e bambin i e g e n i to r i
qualcuno usciva, usava mascherine e guanti. Soltanto i           ritornarono alla vita di sempre. A settembre le scuole
dottori e gli infermieri uscivano per andare in ospedale,        r iapr iro no e i bimbi furo no felici d i r ive dersi e
loro dovevano       curare ed accudire i malati. I bambini       abbracciarsi nuovamente.
non andavano a scuola e trascorrevano le loro giornate
in casa a giocare, a guardare la tv, a svolgere i compiti
                                                                                                                      Virginia
che venivano assegnati online e a incontrarsi con gli
amici attraverso le videolezioni.
Il pianeta “Surivanoroc”

C’era    una   volta   un    virus   chiamato   Coronavirus   che   viveva   su   un   pianeta   chiamato
“Surivanoroc”. Un giorno decise di andare sulla Terra per fare scherzetti e lasciare piccoli
germi che infettavano tante persone. Si era fermato prima in Cina e si era divertito a
infettare e far morire tante persone, poi si era diretto in Italia e successivamente in tutti i
Paesi del Mondo provocando tanti morti.Tutti i dottori cercavano di           curare tanti pazienti, gli
scienziati volevano         trovare un vaccino, un’arma per sconfiggerlo, ma nessuno riusciva a
inventarlo. Le persone erano terrorizzate, non uscivano più, le strade erano deserte, i bimbi
avevano paura ed       erano costretti a stare chiusi in casa,      non potevano neanche andare nei
cortili a giocare;     trascorrevano la maggior parte del loro tempo a non fare niente, solo
videochiamate, ma si annoiavano tantissimo. Finalmente arrivò la Pasqua e i bambini
appresero una notizia fantastica: i dottori avevano trovato un rimedio per sconfiggere il
virus. Tutti furono felicissimi e ritornarono a giocare con gli amici e nessuno nominò più il
virus.

                                                                                                   Greta
Coronavirus e la polverina magica

C’erano una volta due bambini di nome Marco e Andrea, erano fratelli e frequentavano la scuola
primaria. Un giorno successe una cosa molto strana nel loro paese, arrivò un essere malefico, molto
cattivo che si credeva onnipotente, diceva   di essere un re e di chiamarsi   “Coronavirus”. Era tutto
verde con una corona gialla. Era molto cattivo e pericoloso, tanto che tutte le persone, per non
incontrarlo, si chiusero in casa. Furono chiuse le scuole, i negozi, le fabbriche. Nessuno poteva
abbracciarsi e i due bambini non potevano più uscire neanche per andare dai loro nonni e neppure
per giocare con i loro amici. Il virus era molto contento di tutto questo, ma i due bambini, stanchi
di stare chiusi in casa, decisero di costruire delle maschere per proteggersi, ma non riuscirono a
sconfiggerlo. I due fratelli volevano eliminare a tutti i costi     questo malefico virus, che nel
frattempo se ne andava in giro e diventava sempre più potente infettando più persone possibili.
Passò del   tempo e i due bambini riuscirono ad inventare e produrre una polverina magica che
regalarono a tutti gli abitanti del paese. Questi se la spargevano sul corpo e il virus non si
avvicinava perché l’odore era sgradevole. La polverina aveva anche il poter di far rimpicciolire il
virus malefico. Lui si rimpicciolì sempre più e piano piano scomparve del tutto. I due bambini,
contenti, uscirono e organizzarono una grande festa con tutti gli amici del loro paese.

                                                                                               Fulvio
Maghi cattivi

C’erano una volta, nella lontana Cina, due maghi cattivi che volevano conquistare la Terra. Ogni
giorno provavano a fare nuove pozioni, ma nessuna provocava l’effetto desiderato. Dopo tanti
tentativi crearono un piccolo virus invisibile e lo chiamarono Coronavirus perché aveva una
bellissima corona. Grazie al suo aspetto regale conquistò il mondo e se ne impossessò. Aggredì
tante persone e   provocò tanta sofferenza, tutti erano tristi e impauriti. Gli uomini pensarono che
l’unico modo per sconfiggerlo era quello di chiudersi in casa. Nessuno usciva più e lui era infelice
perché non poteva più attaccare nessuno. Si rifugiò in un angolo del paese in attesa che gli uomini
uscissero per poterli attaccare.Un giorno però piovve tantissimo, il virus si sciolse e non lo
trovarono più. In cielo uscì un bellissimo arcobaleno e gli uomini uscirono di casa e festeggiarono
per un anno e i maghi sparirono per sempre .

                                                                                           Agostino
I n ve ntare r acco nt i s u l C o ro n av i r u s c i h a
permesso di scacciare la malinconia e la paura,
di sognare e fantasticare…
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