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Eccoci puntuali al secondo appuntamento. Abbiamo approfittato ancora una volta del lockdown dovuto all’em erg e nza Co vi d-19 p er inve ntare racco nt i fantastici in cui il protagonista principale è proprio lui: “il piccolo e temuto mostriciattolo”.
Era l'anno 2020 quando la pandemia Covid-19 si diffuse in tutto il mondo. La quotidianità di tutti venne sconvolta e ci si ritrovò a vivere in un mondo diverso, speciale. Fantasia e creatività però non conoscevano il lockdown, raggiunsero alcuni bambini della scuola primaria di Miglionico, un piccolo e ridente paesino della Basilicata e li invitarono a giocare con loro. I bimbi accettarono l'invito e, grazie a loro, i n i z i ar o n o a i m p i eg ar e i l lo r o t e m p o s t r a n o p e r … Improvvisamente le pagine bianche dei loro quaderni si animarono e su quella iniziale c'era scritto: Un re invisibile e inatteso tra realtà e… fantasia
Il titolo del primo racconto è…
Coronavirus C’era una volta, in un regno piccolissimo situato sulle All’inizio queste regole non furono seguite da tutti e nuvole, un re molto dispettoso e brutto che viveva da solo e il re Coronavirus continuò a diffondersi tra la ogni giorno che passava si annoiava sempre di più. Lui era gente. Man mano che la situazione si faceva sempre molto goffo, aveva la forma di una palla con in testa più grave e la paura cresceva sempre di più, le tantissime corone e per questo si chiamava Coronavirus. Un persone iniziarono a capire che l’unico modo che si giorno ebbe una “bellissima” idea: decise di partire per aveva per sconfiggere il re Coronavirus era quello di esplorare nuovi regni. Preparò la sua valigia e partì. rispettare le regole. Fu così che i paesi diventarono Arrivò in Cina e portò tanta tristezza: appena entrava in vuoti e tristi e il re Coronavirus, svolazzava felice contatto con una persona, la avvelenava e la faceva nell’aria. Un giorno arrivò una fatina, nemica del re addirittura morire. Il suo viaggio proseguì e arrivò in Italia Coronavirus, con un lungo vestito dai co lori e anche lì portò tristezza perché iniziò ad intossicare ogni dell’arcobaleno, che con la sua bacchetta magica, persona con cui veniva a contatto e la faceva soffrire tanto. fece una bellissima magia: fece scomparire per Il re si nascondeva dappertutto e nessuno riusciva a sempre il re Coronavirus e permise a tutti di trovarlo. Ogni giorno contagiava sempre più persone e in ritornare a vivere con gioia e felicità. poco tempo infettò tutti. I governanti per evitare tutto ciò, Tutte le persone scesero in strada e fecero una stabilirono alcune regole: tutti dovevano stare in casa, grande festa: “La festa degli abbracci”: da quel uscire solo se era necessario, lavarsi spesso le mani, evitare giorno vissero tutti felici e contenti. di toccare con le mani bocca, naso e occhi, rispettare il metro di distanza con le altre persone, evitare di scambiarsi Margherita baci e abbracci ecc.
Il paese felice C’era una volta, tanto tempo fa un paese che sorgeva sopra una montagna. Qui le persone erano felici, tutti andavano a lavorare, i bambini andavano a scuola e nel tempo libero si divertivano a giocare nei parchi, a passeggiare, e spesso si incontravano con gli amici per chiacchierare. In una casetta, nascosta nel bosco, viveva però una strega cattiva, vecchia e sola. Lei era infelice perché nessuno andava a trovarla e le dava fastidio che gli abitanti di quel paese erano felici. Un giorno decise di fare un brutto scherzo a tutti gli abitanti. Preparò una pozione magica e dentro ci mise un virus. Prese la pozione e la buttò nelle tubature dell’acqua potabile. Alcune persone bevvero l’acqua e si ammalarono. Quando queste parlavano con altre persone, le infettavano perché dalla loro bocca uscivano goccioline di acqua che contenevano il virus. In poco tempo tutti gli abitanti del paese si ammalarono e non uscivano più. La strega era felicissima. Fortunatamente, però, in un paese vicino viveva una fata buona che appena venne a sapere del disastro che aveva provocato la strega cattiva, si recò da lei e con un incantesimo la fece sparire per sempre. Tutti gli abitanti guarirono e tornarono di nuovo a essere felici. Mattia
Il regno dei virus C’ era una volta, in un tempo molto lontano, un regno chiamato “Regno dei virus”. A governarlo c’era un grande virus di colore rosso fuoco che aveva l’aspetto di una corona e perciò era chiamato Coronavirus. Era stato nominato re perché aveva fatto un lungo viaggio e si era divertito a infettare tutte le persone che incontrava, ma soprattutto tanti anziani. Nel mondo si parlava sempre di lui, tutti lo temevano e avevano paura di incontrarlo perché provocava la morte. A causa sua le scuole e le fabbriche furono chiuse e tutte le persone restarono chiuse in casa. Tutti erano tristi perché non potevano più incontrarsi, abbracciarsi, uscire con gli amici, divertirsi.. Le strade erano deserte e le giornate erano noiose. Arrivò l’estate e il Coronavirus non riusciva a stare al sole, non lo sopportava e dopo un po’ di tempo Coronavirus morì. Tutti gli abitanti uscirono e si abbracciarono. La vita ritornò come prima e nessuno parlò più di lui. Carmen
Pipistrello, Pangolino e Coronavirus C’era una volta un pipistrello che viveva in Cina e che fece Arrivò molto lontano, giunse in Europa, in America, amicizia con un pangolino e con Coronavirus. Un giorno i insomma in tutto il mondo e, senza volerlo, infettava tre amici partirono per visitare nuovi luoghi. Appena arrivati t a nt e perso ne e p r o v o cava d a n n i. A n c h e qui in una città, Coronavirus fu sorpreso nel vedere tante all’improvviso tutto si intristiva e la gente era macchine, sentire rumori assordanti, tanta gente e chiese ai terrorizzata. Coronavirus voleva ritornare nel suo due amici di lasciarlo un po’ da solo perché voleva paese ma non sapeva come fare, si disperava e ammirare e conoscere nuove cose. Pipistrello e Pangolino piangeva. Pipistrello e pangolino sentirono il suo esaudirono il suo desiderio e gli promisero che sarebbero pianto e arrivarono in suo soccorso. Coronavirus ritornati a riprenderlo dopo alcuni giorni. Coronavirus si raccontò tutto l’accaduto e Pipistrello se lo caricò avvicinò alle persone perché voleva fare amicizia, ma immediatamente sulle ali e tutti e tre tornarono a appena lui si avvicinava, notava che queste si ammalavano, casa. Coronavirus decise di nascondersi per sempre e stavano molto male, avevano tosse, febbre e dovevano di non farsi vedere mai più. La gente di tutto il andare in ospedale per curarsi, ma molti non riuscivano a mondo allora uscì nuovamente, fece una grandissima guarire e addirittura morivano. I dottori iniziarono a festa e iniziò ad abbracciarsi e a vivere felici come raccomandare a tutta la gente di non uscire più dalle loro prima. case per passeggiare, parlare, abbracciarsi e vietarono ai Ivan bambini di andare a scuola. Le strade erano deserte, le macchine non circolavano più. Era tutto triste e silenzioso. Coronavirus era molto preoccupato perché lui non voleva provocare guai agli uomini e voleva ritornare a casa, ma non ci riusciva.
Un virus molto cattivo C’era una volta un virus molto cattivo che si divertiva a infettare e far ammalare tutte le persone che incontrava. Appena lui si avvicinava, queste iniziavano a tossire, ad avere febbre alta e a non respirare bene. Tanta gente andava in ospedale e molti morivano. I dottori consigliavano alle persone di non uscire di casa, di lavarsi spesso le mani, di starnutire nel gomito, di usare la mascherina per proteggersi bocca e naso, di non toccarsi gli occhi per evitare di essere infettati. Gli scienziati chiusero le fabbriche, le scuole e i negozi. Le strade erano deserte e silenziose. Tutti avevano paura di essere contagiati dal virus e se ne stavano chiusi in casa. La gente era triste e angosciata. Passarono tanti giorni, passarono le festività pasquali, ma la gente ancora non poteva uscire di casa, non poteva incontrarsi con gli amici, salutarsi, abbracciarsi. Un giorno d’estate finalmente uno studioso riuscì a catturare il virus e a farlo sparire per sempre. Tutte le persone uscirono dalle loro case e fecero una grande festa. Rashmit
Covid-19: il virus giocherellone Tanto tempo fa sulla luna viveva un virus chiamato Covid-19 che era molto giocherellone e burlone e si divertiva a giocare con i colori dell’arcobaleno. Un giorno decise di partire per andare sulla Terra perché voleva fare amicizia con gli umani. Ma era troppo piccolo e non sapeva che lui non poteva avere contatti con gli umani. Appena si avvicinò a loro provocò tanto male, le persone si ammalarono e furono costretti a non uscire più per non contagiarsi. Fu chiusa anche la scuola e i bambini svolgevano i compiti a casa. Covid-19 era molto dispiaciuto e non sapeva cosa fare. Un giorno arrivò un mago che gli consigliò di sparire. Lui accettò il consiglio del mago e ritornò sula luna. Le persone fecero una grande festa, ritornarono a lavorare e i bambini a giocare. Mario
Il re Coronavirus C’era una volta un un re di nome Coronavirus. Viveva in I me d ici obbligarono a tutte le persone di un cas tello che si tro vava in un pae se di no m e indossare mascherine e guanti, di lavarsi spesso le Viruslandia. Lui era piccolo, basso, rotondo come una mani , starnutire nel gomito e raccomandarono a palla e dal suo corpo spuntavano tante antenne. Era furbo, tutti di non uscire di casa per non contagiarsi. viziato e aveva un grande dono: poteva diventare invisibile Furono chiuse le scuole, le fabbriche, i negozi. Il quando lo desiderava. Un giorno, stanco di vivere nel suo virus, stanco di non poter contagiare più nessuno, piccolo regno, decise di rendersi invisibile per visitare il ordinò al suo esercito di ritornare nel suo regno. mondo degli umani. Il primo paese che visitò fu la Cina e Gli abitanti del mondo esultarono per la vittoria, iniziò a seminare terrore tra gli uomini. Si divertì così uscirono in strada per festeggiare, per abbracciarsi tanto che si diresse in tutti i Paesi del mondo per e ringraziarono i medici e gli scienziati perché, terrorizzare tutti gli uomini. Per poterlo fare in breve grazie ai loro consigli, erano stati capaci di tempo, riuscì a moltiplicarsi , creò un esercito di virus s co n f i g g e re C o ro n av i r u s e il suo e s e r c i to. come lui, tutti invisibili, per arrivare ovunque e combattere Coronavirus si chiuse nel suo castello e non si fece contro gli umani. In pochissimo tempo i virus riuscirono vedere mai più. ad aggredire moltissime persone. Queste stavano male e se si scambiavano abbracci e baci si contagiavano. Soffrivano Angela così tanto che erano costretti a ricoverarsi negli ospedali per curarsi e non era facile guarire. Intervennero gli scienziati e i medici di tutto il mondo per combatterli, ma siccome erano invisibili, era difficile abbatterli.
Il virus Covid-19 C’era una volta, in un tempo lontano, un virus di nome “Covid-19” che era molto giovane e viveva con tutti i suoi amici virus su un piccolo e sconosciuto pianeta. La sua vita trascorreva felice, si divertiva a giocare e a scherzare dalla mattina alla sera. Un giorno un virus molto più grande di lui gli spiegò che i virus avevano l’incarico di provocare malattie agli umani. Ora era arrivato il suo turno e doveva partire per assolvere al suo impegno: doveva andare sulla Terra per infettare tantissime persone, doveva accertarsi che stavano veramente male e doveva ritornare sul suo pianeta solo dopo essere riuscito a far ammalare più gente possibile. Gli disse però che doveva stare attento alla medicina “restaacasaplus” una pillola così potente da sconfiggere tutti i virus. Covid partì e, arrivato sulla Terra, cercò di infettare la prima persona che incontrò, ma non riuscì. I giorni seguenti riprovò nuovamente, ma vedeva che era impossibile. Allora Covid pensò che le persone avessero preso la pillola (restaacasaplus). Covid, sconfitto, se ne ritornò sul suo pianeta dove si nascose e non si fece più trovare dai suoi amici. Angelo
Coronavirus C’era una volta un virus chiamato Coronavirus che viveva da solo in un bosco, era invisibile ed era molto cattivo. Si divertiva a infettare le persone. Un giorno incontrò un bambino di nome Luca che giocava per strada, lo contagiò e Luca andò in ospedale. La gente che aveva saputo, si chiuse in casa e non uscì più per paura di incontrare il virus. I bambini non andavano a scuola per non incontrarlo, non giocavano per strada, non andavano in villa. Per le strade non c’era più nessuno e Coronavirus non poteva trovare gente da contaminare. Coronavirus, stanco della situazione, pensò che l’unica soluzione era quella di ritornare nel suo bosco e di non farsi vedere mai più. Tutti si abbracciarono felici e la vita ritornò come prima. Anthony
Coronavirus C’era una volta uno stregone che odiava tutti gli uomini e i bambini ed un giorno decise di preparare una pozione magica. Approfittò di una giornata di pioggia per prendere le goccioline di acqua e trasformarle in tanti virus che avevano un aspetto simile ad una corona e li chiamò Coronavirus. Lui si divertiva a lanciare i Coronavirus su tutte le persone che incontrava e queste si infettavano. Ci fu un caos totale, molti stavano molto male, tossivano, non riuscivano a respirare ed erano costretti ad andare in ospedale e molti morivano. La gente allora decise di chiudersi in casa, di non andare più a lavorare, anche i bimbi non uscivano più per paura di essere infettati. Per fortuna intervenne un mago che affrontò lo stregone e lo sconfisse. Successivamente la gente poté uscire di nuovo liberamente e tutto tornò alla normalità. Antonio
Mino e il mostriciattolo C’era una volta un bambino di nome Mino che dormiva tranquillamente nella sua stanzetta. Una notte Mino sentì aprirsi la finestra e vide entrare un mostriciattolo verde con gli occhi rossi e i denti insanguinati che si presentò dicendo di chiamarsi Coronavirus. Gli disse che era in pericolo: la gente voleva catturarlo perché aveva fatto ammalare tante persone e cercava un posto per nascondersi. Mino non gli credeva, ebbe paura e andò nel letto dei suoi genitori ma non raccontò nulla e dopo un pò si riaddormentò. Quando Mino si svegliò, lo rivide in fondo alla stanza e si spaventò moltissimo. Accese la tv e sentì al telegiornale che parlavano proprio del virus terribile che era arrivato sulla Terra e aveva infettato molte persone. Mino divenne tutto rosso dalla rabbia, gli uscì il fumo dalle orecchie e decise di raccontare tutto alla sua mamma. Insieme si accorsero che le strade erano deserte perché le persone si erano chiuse in casa. Allora pensò che Coronavirus gli aveva detto la verità. Mino si recò dal virus, gli promise che non avrebbe parlato di lui a nessuno e lo supplicò di andarsene da dove era venuto. Il virus lo ascoltò e andò via. Tutti potettero uscire nuovamente e popolare di nuovo le strade. Pietro
Viruslandia C’era una volta un paese di nome Viruslandia: lì nascevano Egli, sconfitto, ritornò a Viruslandia, bruciò la sua i piccoli virus che al momento giusto si divertivano ad corona e da quel giorno non si fece più vedere. La infettare la gente. Una volta mamma virus partorì tanti gente cominciò ad uscire di casa, a passeggiare, a cuccioli. Tra di loro ce n’era uno bellissimo, aveva in testa salutare, ad abbracciare tutte le persone care. Per strada una corona mo lto bella e per ques to fu chiamato non c’era più silenzio, si sentivano voci, suoni, rumori Coronavirus. I suoi fratelli lo esclusero e non gli e allegre risate. Coronavirus fu dimenticato da tutti, sia permisero mai una volta di giocare con loro perché erano dagli abitanti di Viruslandia che da tutto il mondo e invidiosi di lui. Il virus era buono, ma la tristezza e la nessuno osò più nominarlo. solitudine lo avevano reso cattivissimo. Alcuni dei suoi fratelli partivano per diffondere il raffreddore, altri la Paolo tosse e altri la febbre. Lui voleva essere ancora più cattivo e riuscì a infettare tutte le persone che toccava provocando la polmonite, una malattia molto pericolosa che faceva morire tante persone. Tanta gente si chiuse in casa per non farsi infettare, i bambini non andavano più a scuola, non si potevano scambiare abbracci. Tutti erano disperati e nessuno riusciva a trovare un rimedio per sconfiggerlo. Dopo tanto tempo però i dottor i inventaro no una m e d icina e riuscirono a distruggerlo.
Coronavirus e lo scienziato C’era una volta un virus molto piccino di nome Coronavirus che viveva sul pianeta Covid-19. Lui era sempre solo ed aveva un sogno: conquistare il mondo. Un giorno con la sua navicella raggiunse la Cina, la Francia, la Germania e anche l’Italia. Il virus si posava sulle mani, sulle ciglia, sulla bocca di tutte le persone che incontrava, grandi e piccini, le infettava e queste si ammalavano gravemente ed erano costrette a ricoverarsi in ospedale. Le persone sane non uscivano più dalle loro case e le città erano vuote, i negozi chiusi e le scuole abbandonate. Coronavirus era molto contento perché tutti i giorni si parlava di lui alla TV. Era conosciuto da tutti e in tanti lo temevano. Un giorno uno scienziato lo vide al microscopio e si accorse che lui era allergico al sapone. Lo scienziato comunicò a tutto il mondo che, per sconfiggere il virus, bisognava lavarsi spesso le mani, proteggersi la bocca con una mascherina e utilizzare guanti. Coronavirus venne a sapere della brutta notizia, iniziò a preoccuparsi e per un po’ si nascose. Sperava che le persone non seguissero le regole dello scienziato, ma tutti ascoltarono il bravo studioso e nei giorni seguenti continuarono a seguire i suoi consigli. Il virus allora ritornò sul suo pianeta e visse per sempre solo e triste. Finalmente un giorno arrivò la notizia tanto attesa: “L’abbiamo sconfitto”. La gente uscì di nuovo per strada e tutto ritornò come prima. Nicolò
Coronavirus In un tempo molto lontano nacque in Cina un Molti di loro non avevano voglia di fare i compiti perché cattivissimo virus chiamato Coronavirus. Era chiamato così pensavano di stare in vacanza. Intanto al telegiornale i perché era rotondo ed aveva una corona formata da giornalisti non facevano altro che parlare del virus e lui, piccoli aghetti di colori differenti. Pur essendo piccolo si sentendo il suo nome, si sentiva sempre più importante ed divertiva a infettare e far ammalare tutti gli abitanti era sempre più contento. Gli scienziati però un giorno della Cina. All’inizio il virus decise di rimanere lì per un prepararono un miscuglio appiccicoso e profumato per po’ e poi, durante le feste natalizie, partì per l’ Italia. La catturalo. Quando Coronavirus si posò su di esso e non prima regione in cui pensò di fermarsi fu la Lombardia, potè più fuggire. Gli studiosi lo misero in un contenitore contagiò quasi tutti gli abitanti e poi si diresse anche trasparente per osservarlo attentamente e si accorsero che nelle regioni vicine per infettare più gente possibile. Per il virus non sopportava il calore. Allora consigliarono a colpa sua, l’inverno e la primavera passarono nel modo tutte le persone di rimanere a casa fino all’estate. Tutti peggiore perché le persone stavano malissimo, tanti seguirono il consiglio degli esperti e quando arrivò il andavano in ospedale e molti morivano. La gente, per non forte caldo il virus morì. Da quel momento al telegiornale incontrarlo, si chiudeva in casa e non usciva più e se d ie dero so lo buo n e notizie e bambin i e g e n i to r i qualcuno usciva, usava mascherine e guanti. Soltanto i ritornarono alla vita di sempre. A settembre le scuole dottori e gli infermieri uscivano per andare in ospedale, r iapr iro no e i bimbi furo no felici d i r ive dersi e loro dovevano curare ed accudire i malati. I bambini abbracciarsi nuovamente. non andavano a scuola e trascorrevano le loro giornate in casa a giocare, a guardare la tv, a svolgere i compiti Virginia che venivano assegnati online e a incontrarsi con gli amici attraverso le videolezioni.
Il pianeta “Surivanoroc” C’era una volta un virus chiamato Coronavirus che viveva su un pianeta chiamato “Surivanoroc”. Un giorno decise di andare sulla Terra per fare scherzetti e lasciare piccoli germi che infettavano tante persone. Si era fermato prima in Cina e si era divertito a infettare e far morire tante persone, poi si era diretto in Italia e successivamente in tutti i Paesi del Mondo provocando tanti morti.Tutti i dottori cercavano di curare tanti pazienti, gli scienziati volevano trovare un vaccino, un’arma per sconfiggerlo, ma nessuno riusciva a inventarlo. Le persone erano terrorizzate, non uscivano più, le strade erano deserte, i bimbi avevano paura ed erano costretti a stare chiusi in casa, non potevano neanche andare nei cortili a giocare; trascorrevano la maggior parte del loro tempo a non fare niente, solo videochiamate, ma si annoiavano tantissimo. Finalmente arrivò la Pasqua e i bambini appresero una notizia fantastica: i dottori avevano trovato un rimedio per sconfiggere il virus. Tutti furono felicissimi e ritornarono a giocare con gli amici e nessuno nominò più il virus. Greta
Coronavirus e la polverina magica C’erano una volta due bambini di nome Marco e Andrea, erano fratelli e frequentavano la scuola primaria. Un giorno successe una cosa molto strana nel loro paese, arrivò un essere malefico, molto cattivo che si credeva onnipotente, diceva di essere un re e di chiamarsi “Coronavirus”. Era tutto verde con una corona gialla. Era molto cattivo e pericoloso, tanto che tutte le persone, per non incontrarlo, si chiusero in casa. Furono chiuse le scuole, i negozi, le fabbriche. Nessuno poteva abbracciarsi e i due bambini non potevano più uscire neanche per andare dai loro nonni e neppure per giocare con i loro amici. Il virus era molto contento di tutto questo, ma i due bambini, stanchi di stare chiusi in casa, decisero di costruire delle maschere per proteggersi, ma non riuscirono a sconfiggerlo. I due fratelli volevano eliminare a tutti i costi questo malefico virus, che nel frattempo se ne andava in giro e diventava sempre più potente infettando più persone possibili. Passò del tempo e i due bambini riuscirono ad inventare e produrre una polverina magica che regalarono a tutti gli abitanti del paese. Questi se la spargevano sul corpo e il virus non si avvicinava perché l’odore era sgradevole. La polverina aveva anche il poter di far rimpicciolire il virus malefico. Lui si rimpicciolì sempre più e piano piano scomparve del tutto. I due bambini, contenti, uscirono e organizzarono una grande festa con tutti gli amici del loro paese. Fulvio
Maghi cattivi C’erano una volta, nella lontana Cina, due maghi cattivi che volevano conquistare la Terra. Ogni giorno provavano a fare nuove pozioni, ma nessuna provocava l’effetto desiderato. Dopo tanti tentativi crearono un piccolo virus invisibile e lo chiamarono Coronavirus perché aveva una bellissima corona. Grazie al suo aspetto regale conquistò il mondo e se ne impossessò. Aggredì tante persone e provocò tanta sofferenza, tutti erano tristi e impauriti. Gli uomini pensarono che l’unico modo per sconfiggerlo era quello di chiudersi in casa. Nessuno usciva più e lui era infelice perché non poteva più attaccare nessuno. Si rifugiò in un angolo del paese in attesa che gli uomini uscissero per poterli attaccare.Un giorno però piovve tantissimo, il virus si sciolse e non lo trovarono più. In cielo uscì un bellissimo arcobaleno e gli uomini uscirono di casa e festeggiarono per un anno e i maghi sparirono per sempre . Agostino
I n ve ntare r acco nt i s u l C o ro n av i r u s c i h a permesso di scacciare la malinconia e la paura, di sognare e fantasticare…
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