Sustainability - 11EURO 4,00 Numero - About Energy
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Oil tabloid n. 11/2010 - Spedizione postatarget magazine
EURO 4,00
Numero
SETTEMBRE 2010
11
sustainabilitytabloid
l concetto si è im-
Interrogativi gas-serra, mentre Jermyn
I
posto negli ultimi Brooks, della ONG Traspa-
anni negli am- rency International, e Nor-
bienti politici, fi- man Tjombe, Presidente del-
Trimestrale Eni - Anno 3
N. 11 Settembre 2010
Autorizzazione del Tribunale di Roma
nanziari e indu-
striali e nel dibat-
tito sugli scenari
ineludibili l’Anti-Corruption Trust, ri-
cordano le iniziative contro
il fenomeno della corruzione
n. 19/2008 del 21/01/2008 futuri del mondo. Sostenibilità. Di fronte ai e come questo pesi sulla crescita dei Paesi emergenti
guasti ambientali sempre più inquietanti, al rischio di in generale e dell’Africa in particolare. Un male che può
Direttore responsabile:
Gianni Di Giovanni scarsità di risorse, agli squilibri destabilizzanti fra Nord essere contrastato soprattutto puntando sulla forma-
e Sud, come programmare uno sviluppo che sia so- zione delle classi dirigenti africane, sottolinea Abimbola
Direttore editoriale:
stenibile dal punto di vista ecologico, sociale e del ri- Ajayi, Vice Direttore dell’African Leadership Forum.
Stefano Lucchini
spetto dei diritti della persona umana? Gli interventi tenuti al Global Compact Leaders Sum-
Comitato editoriale: Interrogativi fino ad oggi troppo spesso trascurati da un mit di New York dal segretario dell’ONU, Ban Ki-Moon,
Coordinatore Occidente proteso verso l’obiettivo della massima cre- e dal Direttore Esecutivo dello stesso Global Compact,
Lucia Annunziata scita e del massimo profitto, a tutti i costi. Ma che ap- George Kell, evidenziano invece l’importanza del ruo-
Geminello Alvi, Bernardo Bortolotti, paiono attualissimi soprattutto in un momento come que- lo che può svolgere il mondo delle imprese. Il Segre-
Carlo Carraro, Valerio Castronovo, Alberto Clò, sto, quando la ricerca di una via di uscita duratura dal- tario delle Nazioni Unite, in particolare, lancia un ap-
Marta Dassù, Antonio Galdo, Guido Gentili, la crisi economica globale rende necessario un profondo pello all’industria perché investa di più nei Paesi emer-
Gary Hart, James F. Hoge, Harold W. Kroto, ripensamento del concetto stesso dello sviluppo e del- genti, assumendo la guida dei processi di cambiamento.
Raffaella Leone, Leonardo Maugeri, le relazioni fra economie, industrie, nazioni. Interrogativi Invito di cui Eni non ha davvero bisogno. Nelle pagi-
Molly Moore, Edward Morse, Moises Naim, cui non può sfuggire l’industria petrolifera, impegnata ne che seguono, Paolo Scaroni, Ad di Eni, in un con-
Joaquin Navarro Valls, Paolo Nicolini,
in un comparto particolarmente esposto per quanto ri- fronto con Jeffrey Sachs della Columbia University, ri-
Daniel G. Nocera, Mario Pirani,
Federico Rampini, Marco Ravaglioli, guarda la salvaguardia dell’ambiente naturale e operante corda come l’azienda abbia nel DNA questo tipo di im-
Carlo Rossella, Giulio Sapelli, Giuseppe Turani, spesso in contesti a rischio sul fronte dei diritti umani, pegno: a partire dall’approccio rivoluzionario del suo
Daniela Viglione, Enzo Viscusi degli equilibri sociali, della lotta alla corruzione. fondatore, Enrico Mattei, nei rapporti con i Paesi emer-
Non sorprenderà, dunque, che al tema della sosteni- genti, per giungere alle recenti scelte contro il degra-
In redazione: bilità Oil abbia dedicato, in questo suo undicesimo nu- do ambientale e per lo sviluppo sociale ed economico.
Coordinatore
Clara Sanna mero, un’attenzione speciale. Invitando a una rifles- Testimonianze dell’impegno di altri grandi gruppi in-
sione alcuni dei massimi esperti dell’argomento. dustriali vengono poi da Paolo Ferrero, Vice Presidente
Lelio Alfonso, Charlotte Bolask, Di un grande protagonista della politica americana come senior di Chrysler Powertrain e da Paul Polman, Am-
Francesca De Giglio, James Hansen, Rita Kirby,
Simona Manna, Alessandra Mina, Daniel G. Rhea, Gary Hart, l’editoriale di apertura, mentre è un guru ministratore Delegato della Unilever.
Serena Sabino, Daniela Scamuzzi della finanza mondiale come Mohamed El-Erian a de- In conclusione un’ulteriore riflessione sulla vicenda del
Autori: lineare il complesso scenario economico nel quale il tema Golfo del Messico, tutt’altro che estranea al tema del-
Daniel Athzori, Trisha Curtis, dello sviluppo sostenibile va inquadrato, sottolinean- la sostenibilità. Tre esperti come Lucian Pugliaresi, Ben
Marco De Martino, Danielle Dern, George Kell, do la necessità di riforme legate al sociale, al lavoro, Montalbano e Trisha Curtis, di fronte alla proposta di
Dan Montalbano, Lucian Pugliaresi, alla ricerca più che alla macroeconomia. Parla anche moratoria delle trivellazioni in alto mare mettono in
Andrea Romano, Serena Van Dyne, un eccezionale non-esperto: Dan Rather, uno dei più guardia dai danni che un provvedimento del genere,
Simon Tompkins informati e acuti osservatori della realtà internazionale. a loro dire, comporterebbe. Un elemento di dibattito
Foto: Il Commissario europeo per il Clima, Connie Hedegaard, che affidiamo alla riflessione dei nostri lettori.
Contrasto, Corbis, Getty Images, Infophoto, ribadisce l’impegno dell’Europa per la riduzione dei GIANNI DI GIOVANNI
Marka, Masterfile, Redux, Reuters, Siephoto,
Sime, Tips Images, Pablo Flores, Archivio Eni
Redazione e produzione:
Agi, via Ostiense, 72 - 00154 Roma
tel. +39 06 51996254 -385 3 OPINIONI 34 Le Chrysler a metano alla conquista degli USA
L’editoriale di Rita Kirby
fax + 39 06 51996286
e-mail: editorialstaff@oilonline.it Responsabilità generazionale 36 La vera sfida è in mano ai consumatori
www.oilonline.it di Gary Hart di Rita Kirby
Progetto grafico: Colloquio con Mohammed A. El-Erian
Cynthia Sgarallino 39 Le imprese vanno verso “una nuova era”
4 L’economia mondiale e la “nuova normalità” di Serena Van Dyne
Collaborazione al progetto: nei mercati energetici
Sabrina Mossetto
di Moises Naim
42 Un concetto difficile da quantificare
Impaginazione: a cura della Fondazione Eni Enrico Mattei
Il mito del giornalismo americano, Dan Rather
ImPRINTing • www.imprintingweb.com 45 Trivellazioni off-shore, perché vanno difese
Stampa:
8 Petrolio, il nostro futuro di Lucian Pugliaresi, Ben Montalbano e Trisha Curtis
In Italia: ILTE SpA, V. F. Postiglione 14, di Marco De Martino
10024 Moncalieri (To) Il piano d’azione di Connie Hedegaard, Commissario UE
In Usa: Schumann Printers, Inc - Fall River, WI 10 I più sensibili del globo sulle questioni
Traduzioni: TransPerfect Translations - Milano
www.transperfect.com
climatiche 48 STRUMENTI DI LAVORO
di Danielle Dern Dialoghi
Chiuso in redazione il 30 luglio 2010
No a sprechi e ineguaglianze. Lo dice
Carta Selena Burgo - carta naturale senza legno,
il Corano
riciclata al 100%, sbiancata senza cloro, acid free. di Daniel Athzori
Società
Editore eni spa
14 PUNTI DI VISTA
49 Una storia lunga venticinque anni,
Prendete il timone del cambiamento tra speranze e sconfitte
Presidente: Roberto Poli
di Ban Ki-Moon di Antonio Galdo
Amministratore delegato: Paolo Scaroni
Consiglio di amministrazione:
16 È un nostro problema Com’eravamo
Alberto Clò, Paolo A. Colombo, di George Kell 50 La sostenibilità ante litteram di Eni in Africa
Paolo Marchioni, Marco Reboa, Mario Resca, 18 Noi ci impegniamo di Valerio Castronovo
Pierluigi Scibetta, Francesco Taranto di Molly Moore Euroenergia
Piazzale Enrico Mattei, 1
22 Energia per lo sviluppo. La filosofia Eni 51 La svolta ecologista: da ideologia “anti”
00144 Roma – www.eni.com a motore riformista
26 Rivoluzione culturale di Andrea Romano
11
di Serena Van Dyne
Data
29 Svegliati Africa! 52 Un equilibrio precario
di Charlotte Bolask
a cura della Direzione Studi e Ricerche Eni
31 Governare lo sviluppo
54 Appuntamenti
N. di Daniel G. Rheal’editoriale
Responsabilità
generazionale
aria, l’acqua e la terra non sono beni gratuiti. Ora comprendiamo
L’
questo dato elementare, ma non è stato così per gran parte
dell’era industriale. Di conseguenza abbiamo inquinato oceani,
abbiamo avvelenato l’aria che respiriamo e abbiamo usato
il suolo come comoda discarica per la peggior specie di rifiuti
chimici e nucleari. E la popolazione di aree urbane o vicine
alle industrie pesanti o di paesi meno sviluppati ne ha pagato il
prezzo con contaminazioni, malattie e molto spesso con la morte.
La nascita dell’era ambientale, che di solito negli Stati Uniti si
GARY fa risalire alla pubblicazione di “The Silent Spring” di Rachael
HART
Carson nel 1962, ha risvegliato la consapevolezza che l’aria,
l’acqua e la terra hanno bisogno di rispetto e protezione,
non solo per la generazione attuale, ma anche per quelle future.
Nonostante l’opposizione costante da parte di industrie abituate a un
comportamento disinvolto nei confronti dell’inquinamento, i paesi
industrializzati hanno approvato leggi che richiedono un civismo collettivo
ecoconsapevole. Un altro fattore ugualmente importante è che le nuove
generazioni di leader accettino la responsabilità ambientale delle loro azioni,
non solo nei rispettivi paesi, ma anche in ambienti che operano in ambito
internazionale. La centrale elettrica nigeriana Eni di Kwale-
Okpai rappresenta, tra numerosi altri, un esempio di
management illuminato che ha saputo riconoscere che civismo
È nostro dovere lasciare ambientale significa anche buoni affari.
un mondo migliore Invece di resistere ai cambiamenti che coinvolgono la protezione
di quello che abbiamo ambientale, le nuove generazioni di leader aziendali e politici
ereditato. Si tratta sono sempre più esposti all’attenzione dell’opinione pubblica.
Sono arrivati a riconoscere due importanti realtà: la tutela
di una questione morale, ambientale non è nemica dei profitti; l’aumento della
non politica. La tutela popolazione e della domanda dei consumatori deve essere
ambientale non è nemica affrontato nei limiti permessi dall’aria, dall’acqua e dalla terra
dei profitti; l’aumento del nostro pianeta. Questa realtà ora la chiamiamo sostenibilità.
Far fronte ai bisogni energetici di popolazioni in aumento nei
della popolazione e limiti della sostenibilità ambientale non solo richiede una nuova
dei consumi deve essere consapevolezza politica, ma esige anche innovazione
affrontato nei limiti tecnologica. Dobbiamo entrare in un’era post-carbonio.
permessi dal nostro pianeta Ci manca solo di trovare un consenso su come e quando
questo avverrà. Al momento, le risorse di energia rinnovabile
rappresentano una percentuale relativamente piccola del
consumo totale di energia. Praticamente tutti gli esperti
concordano che questa percentuale deve aumentare considerevolmente nei
prossimi due o tre decenni. Servono urgentemente nuove invenzioni e tecnologie
per ridurre i costi di produzione di energia rinnovabile.
Questa è la sfida della nostra era. C’è in gioco la qualità del pianeta che
lasceremo alle generazioni future. Si tratta di una questione morale, non politica.
Qual è il dovere di una generazione verso le generazioni future? Lasciare un
ambiente migliore di quello che ha ereditato
3Colloquio con MOHAMED A. EL-ERIAN , guru della finanza globale
L’economia mondiale
e la “nuova normalità”
nei mercati energetici
Nei prossimi cinque anni, secondo l’Ad di PIMCO, la crescita sarà inferiore
a quella degli ultimi dieci e la disoccupazione nei paesi industrializzati
aumenterà. Alla leva finanziaria si sostituirà la re-regulation
lcune persone possono muovere i mercati sione: strategie di investimento per un’era di trasformazioni
A
economici mondiali con le proprie idee. Al- economiche globali), un libro che ha vinto il premio Financial
tri con le proprie decisioni. Mohamed El- Times\Goldman Sachs come miglior libro dell’anno, ed è
Erian può fare entrambe le cose. È un uomo stato selezionato come uno dei migliori libri di finanza del-
di pensiero e di azione; un intellettuale pub- l’anno dall’Economist. Investitori e policy maker leggono at-
blico di spicco, i cui libri ed articoli influen- tentamente i suoi interventi, e ministri delle finanze, capi di
zano la nostra visione dei mercati econo- stato e leader commerciali di tutto il mondo cercano i suoi
mici, ed un professionista le cui decisioni in consigli. È certamente uno degli intellettuali pubblici migliori
qualità di amministratore delegato del più al mondo. E poi c’è PIMCO, la società della quale è ammini-
grande fondo comune d’investimento mon- stratore delegato e Co-Chief Investment Officer. Ciò significa
diale hanno ripercussioni importanti e di- che su di lui ricade la responsabilità ultima delle prestazioni
MOISES rette sui mercati. di più di 1.000 miliardi di dollari gestiti dalla società. Signi-
NAIM Nel 2008 El-Erian ha scritto “When Markets fica anche che ha la possibilità di tradurre le proprie idee in
Collide: Investment Strategies for the Age of azioni mediante i suoi consigli ai responsabili delle decisioni
Global Economic Change” (Mercati in colli- e influenzando l’opinione pubblica grazie ai suoi articoli e alle
numero
undici
4l’esclusiva
sue frequenti apparizioni mediatiche, ma anche, cosa altret-
tanto importante, grazie alle sue decisioni a PIMCO.
El-Erian è il primo a sottolineare di non essere un esperto del
mercato petrolifero ed energetico. Ma conosce molto bene il
sistema finanziario mondiale e il suo funzionamento interno,
i cambiamenti attuali, le fragilità strutturali nonché le possi-
bilità e le tendenze a lungo termine. E questo è il contesto fi-
nanziario che influenza il mercato petrolifero, del gas e gli al-
tri mercati energetici. Ecco quindi perché ci siamo rivolti a lui
e con lui abbiamo sostenuto una conversazione aperta sul-
È importante
l’economia mondiale e sui mercati energetici. ricordare
È suo il concetto di “nuova normalità” per l’economia che questo è
mondiale. Si tratta di un nuovo equilibrio piuttosto
precario, ma che comprende anche alcune e continuerà
caratteristiche che sembrano più durature. Che cos’è
la “nuova normalità”? ad essere
È un mondo in cui nei prossimi 3 o 5 anni la crescita econo-
mica totale sarà inferiore rispetto agli ultimi dieci anni o giù
un mondo
di lì, la disoccupazione nei paesi industrializzati aumenterà, a diverse
e l’era della leva finanziaria e diritto al credito verrà sostituita
da quella della re-regulation e di un sistema bancario privo velocità, che
di rischi. Assisteremo inoltre a un’accelerata migrazione di di-
namiche di crescita e benessere dai paesi industrializzati combina regioni
alle economie emergenti. Nei prossimi anni, la velocità sto-
rica di crescita della potenziale produzione nei paesi indu-
dalla crescita
strializzati dovrà affrontare numerose forze contrarie, sia
strutturali che cicliche. Una regolamentazione più severa,
debole, come
l’aumento delle tasse e interventi diffusi da parte dei governi,
oltre a un tasso strutturalmente alto di disoccupazione, fre-
l’Europa, con
neranno la crescita economica mondiale. Ma è importante ri- altre come
cordare che questo è e continuerà ad essere un mondo a di-
verse velocità, che combina regioni dalla crescita debole, l’Asia in cui
come l’Europa, con altre, come l’Asia, in cui continueranno
ad esserci solidi tassi di crescita. continueranno
Lei ha fatto riferimento non solo alle tendenze ad esserci solidi
macroeconomiche mondiali, ma anche a profondi
cambiamenti strutturali che contraddistinguono la
tassi di crescita
“nuova normalità”.
Sì. Si tratta di un mondo con un settore pubblico più grande,
che si espande come debitore, regolatore, investitore e for-
nitore di beni che in passato erano forniti prevalentemente dal
settore privato. La nuova normalità significa anche che ban-
che centrali e tesorerie che trovano difficile disfarsi tran-
quillamente di alcune delle misure di emergenza che sono
state costrette ad adottare, e sistemi bancari con dimensioni molo fiscale e monetario adottato dagli Stati Uniti intaccherà
ridotte rispetto a prima che saranno regolati in maniera la fiducia nel dollaro come valuta di riserva a livello mondiale?
molto più rigida, ponendo un freno ai rischi che potranno La zona Euro sarà in grado di tenere uniti paesi con posizioni
prendere. In tal senso, il sistema bancario sarà privato di ri- e culture fiscali così diverse? I paesi come la Cina avranno fi-
schi e di possibilità di indebitamento, e la banca media as- ducia a sufficienza da accelerare lo spostamento dell’enfasi
somiglierà di più a un servizio rispetto a ciò a cui ha asso- delle loro politiche sul consumo domestico? Tutti questi temi
migliato nei primi 7 anni di questo secolo. Nel frattempo si ripercuotono in un dibattito sempre più caldo, e aggiungerei
aumenteranno la concentrazione e il consolidamento nel set- incompleto, fra il partito che chiede “crescita subito” e il
tore finanziario. partito che chiede “austerità subito”.
In che modo questo futuro economico mondiale che lei Ma lei da quale parte sta?
dipinge verrà influenzato dall’altissimo indebitamento Da entrambe le parti, perché ritengo che sia un dibattito in-
del settore pubblico in molti paesi europei e, in modo completo. Invece di presentare le questioni come alternative,
particolare, negli Stati Uniti? dobbiamo trovare un modo per riconciliarle a medio termine.
Questa è una questione fondamentale; per la verità è vitale. Infatti, è fondamentale che il dibattito divenga più inclusivo.
Le finanze pubbliche dei paesi industrializzati sono esplose, Inoltre, anche se c’è la tentazione, si dovrebbe evitare di ge-
in termini di debiti e deficit, quando i governi e le banche cen- neralizzare. Alcuni paesi come Grecia e Portogallo non pos-
trali sono entrati in gioco per evitare una depressione nel sono permettersi il lusso di non agire in maniera drastica e
2008-2009. Ora il mondo deve fare i conti con i danni colla- immediata per porre freno alla spesa pubblica e agli enormi
terali e con le conseguenze indesiderate. deficit. Devono riconquistare subito la fiducia degli investitori.
Ci sono molte domande in sospeso. L’enorme quantità di sti- Ma per farlo, devono anche offrire la prospettiva di una cre-
Mohamed master e un dottorato University. Ha trascorso City di Londra e quindi finora ferrea che dà
A. El-Erian in economia a Oxford. gli anni della sua a PIMCO in California. agli Stati Uniti la
Per circa 2 anni, prima formazione presso Nel 2004 è emerso prerogativa sulla
Amministratore di tornare da PIMCO il Fondo Monetario come un forte nomina unilaterale
Delegato di PIMCO, è nel 2008, El-Erian ha Internazionale, del candidato alla del Presidente della
nato a New York e si è diretto la Harvard quale è diventato Vice posizione di Direttore Banca Mondiale,
formato in Egitto, USA, Management Company, Direttore nel 1997. Generale del Fondo riservando il ruolo
Francia e Regno Unito. l’ente incaricato della Dopo 15 anni ha deciso Monetario di Direttore Generale
Ha studiato alla gestione dell’enorme di lasciare il Fondo Internazionale (FMI). del FMI ad un cittadino
Cambridge University fondo di donazioni ed è entrato nel settore Sfortunatamente, la europeo, gli ha tolto
ed ha ottenuto un della Harvard privato, prima nella regola non scritta ma questa possibilità.
5scita e una competitività rinnovate. Altri paesi come il Giap-
pone, la Germania o gli Stati Uniti, hanno possibilità molto
maggiori per diluire il ridimensionamento della spesa pub-
blica. Eppure devono ancora intraprendere riforme struttu-
rali che garantiscano che il potenziale di crescita delle loro
economie non venga ridotto, perché questo renderebbe più
difficile mantenere la sostenibilità delle finanze pubbliche per
molti anni.
Assisteremo a La stabilità sarà recuperata solo una volta che saranno state
dissipate le paure combinate di una recessione double-dip e
uno spostamento di rischio di perturbazione del credito sovrano. Queste paure
trattengono le società dagli investimenti e dalle assunzioni, e
ancora più i consumatori dalle spese.
radicale dei In che modo i governi possono conciliare politiche
di risanamento dei conti pubblici con la crescita?
consumi I governi devono concentrarsi velocemente e mettere in atto
energetici da quelle che nei primi anni ’90, e nel contesto dei cambiamenti
delle politiche che avvenivano nei mercati emergenti, veni-
Ovest ad Est vano chiamate “riforme strutturali di seconda generazione”,
un termine che credo sia stato coniato originariamente da lei.
e da Nord a Sud. Come sa, queste riforme cercano di sostenere la produttività
a lungo termine, garantendo che i settori più vulnerabili
Le economie della popolazione (donne indigenti, bambini, anziani e di-
soccupati) ottengano un aiuto immediato ed efficace - quelle
asiatiche sono che chiamiamo reti di protezione sociale.
grandi e in Ciò significa, fondamentalmente, investire in capitale umano,
compresa la riqualificazione dei lavoratori, le cui abilità sono
rapida crescita; diventate meno preziose a causa delle nuove tecnologie o della
concorrenza internazionale, aumentando allo stesso tempo la
lo stesso vale mobilità e la flessibilità lavorative. Ovviamente sono anche ne-
cessari investimenti sostanziali nelle infrastrutture e nella tec-
per alcuni paesi nologia, dando la priorità in particolare alle innovazioni che
hanno il potenziale per stimolare la produttività. Infine, cosa
arabi e molto importante, tutti i paesi devono guardare in maniera
dell’America più onesta agli attriti sociali che si troveranno ad affrontare
nei prossimi anni. Attriti e conflitti emergeranno inevitabil-
Latina mente fra le necessità e le aspettative di generazioni diverse,
fra diversi settori dell’attività economica, fra diversi settori
dell’industria e diverse regioni. Nel caso degli Stati Uniti, ciò
richiederà una profonda e rapida espansione e rafforza-
mento delle reti di protezione sociale per coloro che sono ri-
masti indietro. Ma ripeto: la mia conclusione principale è che
il dibattito non dovrebbe solo riguardare l’austerità o lo sti-
molo, ma anche le politiche che garantiranno una crescita sta-
bile e non legata all’inflazione, che possa essere mantenuta
nel lungo periodo.
L’esperienza ci insegna che le riforme esperienza storica dell’inflazione e dal tentativo di mantenere
macroeconomiche sono difficili da attuare in vita il progetto di integrazione proteggendo al tempo stesso
politicamente, ma molto più semplici rispetto alle l’integrità dell’Unione Europea.
riforme di seconda generazione, che richiedono
impegni a lungo termine e modifiche istituzionali E per l’Asia?
complesse. Le cose andranno molto meglio che in Europa, con l’eccezione
Sono completamente d’accordo. Le riforme di seconda ge- degna di nota del Giappone, che continuerà a far fronte a
nerazione sono difficili da progettare, e addirittura più diffi- forze contrarie alla crescita, dovute ai suoi problemi di bi-
cili da mettere in atto da un punto di vista politico. Spesso lancio e demografici.
comportano rinunce concrete a breve termine, in cambio
della promessa di guadagni a lungo termine potenziali ma E i paesi emergenti?
non garantiti. Questa è una proposta politica orribile, ed è il Si divideranno più chiaramente in due gruppi. Quelli che sono
motivo per cui i politici tentano di evitare queste riforme - fin- stati indeboliti più profondamente dalla crisi economica glo-
ché non si rendono conto che si tratta dell’unica via verso una bale ritorneranno all’interno del vecchio schema dei mercati
crescita e una prosperità stabili. Al contrario, se i paesi in- emergenti, in cui un paese è impantanato in un ciclo di cre-
dustrializzati non riescono ad approvare queste riforme si tro- scite brevi e intense, che porta all’instabilità finanziaria e ad
veranno presto in una posizione sfavorevole all’interno di un un inevitabile crollo seguito da un periodo di dolorosa au-
mondo che va sempre più a velocità diverse. sterità. Questi sono i paesi ad espansione e contrazione, che
alternano periodi di crescita rapida insostenibile, a crolli fi-
Quindi, considerando tutto ciò di cui abbiamo discusso nanziari che ne fermano il percorso per molti anni. L’altro
finora, quali sono le sue aspettative per l’economia gruppo di paesi emergenti – che fortunatamente comprende
mondiale? quelli importanti a livello sistemico come Brasile, Cina e In-
Mi aspetto che la riabilitazione finanziaria degli Stati Uniti av- dia – hanno affrontato bene questa grande recessione e
venga in un contesto di crescita bassa e di propensione al- hanno fondamenta più solide. Probabilmente riusciranno a
l’inflazione a medio termine, dopo un periodo di disinflazione sostenere la loro fase di interruzione dello sviluppo.
a breve termine. Anche il Regno Unito registrerà una crescita
bassa e sarà più vulnerabile agli sbalzi finanziari sia interni In questo contesto, cosa prevede per i mercati
che esterni, e all’instabilità. energetici?
Abbiamo assistito a modifiche strutturali importanti sia per
E per il resto dell’Europa? quanto riguarda l’offerta che la domanda del mercato. Le mo-
Anche le maggiori economie europee entreranno in una tra- difiche tecnologiche e politiche si sono incanalate in modo da
iettoria di bassa crescita, un percorso che, nel caso della Ger- portare nuovi fornitori sul mercato. Le aree geografiche nelle
mania, sarà rafforzato dalle politiche influenzate dall’orribile quali gli investimenti e le tecnologie stranieri erano limitati si
numero
undici
6l’esclusiva
sono aperte da un po’ di tempo e sono emersi nuovi fornitori diversificato. Questa domanda di titoli petroliferi è un im- ANGRA DOS REIS, BRASILE
e nuovi attori importanti. Il Brasile è un esempio di come portante fattore determinante della differenza fra il prezzo Lavoratori di Petrobras nel
nuove tecnologie di esplorazione e produzione abbiano dato effettivo del petrolio in qualsiasi momento ed il prezzo che cantiere per la costruzione
vita a un nuovo protagonista del mercato energetico. L’offerta sarebbe giustificato esclusivamente dal livello di attività eco- della piattaforma off-shore
è stata stimolata anche da nuove società che possono ora ac- nomica mondiale. P-51, 180 km a sud di Rio
cedere ai mercati finanziari internazionali in maniera signi- de Janeiro. Grazie alle
ficativa per finanziare la propria crescita. Allo stesso tempo Lei parla della nascita di un gran numero di nuovi nuove tecnologie il Brasile
stiamo anche assistendo a una rinascita del nazionalismo protagonisti che stanno influenzando i mercati è diventato un nuovo
delle risorse, e all’espansione di compagnie petrolifere statali energetici. Mi faccia alcuni esempi. protagonista del mercato
ovunque. In alcuni casi, ad esempio in Venezuela, questo na- Me ne vengono in mente tre. Innanzitutto i fondi sovrani. In energetico.
zionalismo delle risorse sta limitando la capacità di operare molti casi esistono grazie alle entrate di petrolio e gas dei pro-
a pieno potenziale. Non c’è attrazione dei capitali e delle tec- pri azionisti nazionali, ma sono anche diventati attori ed in-
nologie necessarie al sostentamento delle attività di esplora- vestitori importanti nell’industria. Un secondo esempio sono
zione e dei livelli di produzione che portino a un aumento dei i nuovi grandi attori come Petrobras, Qatar Oil o Gazprom,
volumi, e questo limita ovviamente il potenziale di offerta per che stanno entrando direttamente nei mercati finanziari con
il mercato mondiale. volumi, strumenti e modalità che non hanno precedenti. Le
sette sorelle raramente hanno preso parte ai mercati finan-
E per quanto riguarda la domanda? ziari nella misura o nel modo in cui questi nuovi grandi at-
Credo che assisteremo a uno spostamento ancora più radi- tori lo stanno facendo. Un terzo esempio comprende i fondi
cale dei consumi energetici da Ovest a Est e da Nord a Sud. chiusi di private equity. Anch’essi stanno entrando ed in-
Le economie asiatiche sono grandi, in rapida crescita e non fluenzando i mercati energetici come mai prima d’ora.
ancora efficienti nel modo di utilizzare l’energia; lo stesso
vale per alcuni paesi dell’America Latina e arabi. Un altro Questa panoramica offre certamente una
nuovo fattore importante nella domanda, in particolare di pe- prospettiva molto diversa del modo in cui il
trolio, è la nascita, e ora l’accettazione comune, di una sistema finanziario mondiale sta reinvestendo
nuova classe di beni nei portafogli di investimento: i titoli ba- le “entrate petrolifere”.
sati su petrolio o gas. Ricordo che, dieci anni fa, soltanto i Certamente. Abbiamo fatto molta strada dai tempi in cui i
manager d’investimento più temerari dei maggiori fondi grandi esportatori di petrolio depositavano i propri guadagni
pensione, fondi universitari o altri investitori istituzionali in alcune banche dei centri finanziari di Manhattan, della City
avrebbero preso in considerazione l’idea di investire parte di Londra o di Tokyo. Questi nuovi schemi ed istituzioni di
dei portafogli da loro gestiti in quella classe di beni. Ora è reinvestimento delle entrate sono destinati a durare. An-
considerato normale ed anche prevedibile avere azioni pe- ch’essi fanno parte della “nuova normalità”.
trolifere e altri titoli simili in qualsiasi portafoglio grande e
7Il mito del giornalismo americano, DAN RATHER
Petrolio, il nostro futuro
Bisogna gestire questa realtà nel modo migliore e investire in una
ricerca scientifica che riduca i rischi e le domande senza risposta.
Parola di un grande inviato. E, a sorpresa, di un ex lavoratore petrolifero
ull’appendiabiti del suo ufficio a pochi passi
S
da Times square, a New York, sono appese
la sahariana che indossava durante la
guerra del Vietnam e la tunica che ha usato
in Afghanistan ai tempi dell’occupazione
sovietica. Di solito Dan Rather tornava da
quei viaggi con almeno qualche risposta
agli interrogativi dei milioni di telespettatori
che per 25 anni si sono dati appuntamento
È di moda ogni sera alle 18,30 per seguire le sue news
sulla CBS. Ma stavolta l’anchorman più fa-
parlare di MARCO moso e leggendario della televisione ameri-
DE MARTINO
indipendenza Corrispondente di
cana è rientrato dal Golfo del Messico, dove
è andato per parlare con gli scienziati im-
energetica dagli Panorama da New York
pegnati nella lotta contro la perdita di pe-
trolio causata dall’esplosione della piatta-
idrocarburi, forma Deepwater Horizon, con ancora più domande di quelle
che si era appuntate sul suo taccuino.
ma la realtà
Conseguenze reali e difficili da prevedere. “La verità è che ci
è che molto sono troppe cose che non sappiamo” dice Rather nel corso di
difficilmente una conversazione con Oil. “Non solo abbiamo dimostrato di
non avere idea di come porre fine velocemente a un disastro
questa del genere: non ne capiamo neppure le conseguenze. Nel
Golfo si è consumato un enorme esperimento in diretta, per
transizione stessa ammissione degli scienziati che candidamente dicono
che ci sono molte più informazioni sulla superficie della Luna
avverrà a breve che non sul fondo dell’oceano. E l’unica vera lezione che si
può trarre da questa vicenda ha a che fare con l’umiltà: bi-
termine. sogna ancora compiere moltissimi studi e ricerche legate
alle esplorazioni petrolifere, ed è bene che investiamo il più
Certamente possibile le nostre energie in questo settore, perché non sarà
non la vedranno certo il disastro al largo delle coste della Louisiana a mettere
fine alla nostra sete di energia”.
neppure i nostri Rather sa di cosa parla meglio di molti altri perché nell’in-
dustria petrolifera lui ci ha lavorato. Le biografie ufficiali ri-
figli ed è cordano solo le tappe fondamentali della sua carriera gior-
nalistica, dagli esordi come direttore del giornale
possibile che universitario The Houstonian al suo annuncio in diretta
della morte di JFK. Ma ad Oil il grande inviato di guerra
sia di difficile svela di avere cominciato giovanissimo a lavorare negli oil
realizzazione field vicini alla sua casa natale: “È una questione di famiglia:
sia mio padre che mio nonno hanno lavorato nei pozzi pe-
anche dopo troliferi del Texas. Io ho cominciato quando avevo 14 anni:
era un’epoca diversa, ed era normale cercare un impiego da
giovanissimi. Ho iniziato scavando canali e poi quando sono
diventato più grande sono stato brevemente promosso al
ruolo di roughneck, un operatore sulle piattaforme, prima
sulla costa del Texas e poi nel bacino Permiano vicino a Mi-
dland e Odessa”.
“Più tardi ho anche cercato di lavorare sulle piattaforme off-
shore, ma era troppo pesante” confessa Rather. “Era l’epoca
prima dell’avvento degli elicotteri e sulle piccole barche usate
per raggiungere le installazioni nell’oceano tutti avevano il
mal di mare, compreso me. Era un lavoro durissimo”. In tutto
la carriera petrolifera di Rather è durata sette anni, a cavallo
tra gli anni Quaranta e Cinquanta: “Si ha la tendenza a pen-
sare che le cose siano cambiate moltissimo con l’avanzare
delle nuove tecnologie, e che sia possibile risolvere qualsiasi
problema, ma la realtà dimostra che si tratta di una falsità.
È importante ripeterlo: ci sono veramente troppe cose che
non sappiamo”.
numero
undici
8l’intervento
TOWANDA, PENNSYLVANIA
Un impianto di perforazione
nel giacimento di shale gas
di Marcellus, che, secondo le
stime della Penn State
University, dovrebbe
contenere oltre 489.000
piedi cubi di gas.
Una grande sconfitta nel corso della carriera. I reportage di
Dan Rather ora vanno in onda negli Stati Uniti su HDNet, il
network via cavo in cui il grande inviato ha trovato una
nuova casa, dopo essere stato cacciato dalla CBS nel 2004. Per
l’anchorman si trattò della sconfitta più grave della sua car-
riera: dopo avere annunciato in diretta di avere le prove del
trattamento di favore ricevuto da George W. Bush ai tempi del
suo servizio militare, il giornalista dovette ammettere di non
potere documentare in modo incontrovertibile le sue affer-
mazioni. In realtà lui è ancora convinto di avere ragione, an-
che dopo avere perso la battaglia legale con cui chiedeva un
risarcimento da 70 milioni di dollari a CBS. Ma a 78 anni il
grande inviato è felice di potere andare in onda col suo Dan
Rather report: “Sono molto libero, più di quando lavoravo alla
CBS: l’unico vincolo è quello della mia obiettività”.
L’energia è uno dei temi ricorrenti delle sue trasmissioni: di
recente Rather si è occupato anche dell’estrazione di gas na-
turale con la tecnica del fracking, ovvero della frantumazio-
ne idraulica della roccia: “Come nel caso della perforazione
sottomarina a grandi profondità, si tratta di una tecnologia mol-
to efficace ma anche molto dibattuta: in stati come New York
e la Pennsylvania, dove si trovano enormi riserve di gas na-
turale, alcuni hanno anche chiesto di imporre una moratoria
per paura della conseguenze di questa tecnologia sull’ambiente
e in particolare sulla falda acquifera. Ma se è vero che ci sono
tante incertezze, di una cosa almeno io sono certo: l’estrazione
di gas col fracking e del petrolio con gli impianti offshore con-
tinuerà certamente. Il mondo ha bisogno di energia a basso
prezzo, e la sete di sviluppo di nuove potenze come Cina e In-
dia non fermerà certo questa tendenza”.
L’indipendenza energetica è ancora molto lontana. Secondo Ra-
ther il dibattito sulla sostenibilità si basa su un enorme frain-
tendimento: “È di moda parlare di indipendenza energetica
dagli idrocarburi, ma la realtà è che molto difficilmente que-
sta transizione avverrà a breve termine: certamente non la ve-
dranno neppure i nostri figli ed è anche possibile che sia di
difficile realizzazione anche dopo” spiega il giornalista. “Gli
Stati Uniti e gli altri grandi paesi industrializzati rimarranno
dipendenti da gas e petrolio per lungo tempo, e le implicazioni
di questa realtà su scala globale sono enormi: la verità è che
non ci sono soluzioni facili al problema energetico”.
Rather è a favore di una transizione a nuove forme ener-
getiche: “La grande conversione è già iniziata e così è giu-
sto che sia: per un paese come gli Stati Uniti i costi non solo
ambientali ma anche politici, legati cioè alla sicurezza na-
zionale, sono troppo alti perché non si contempli la possi-
bilità di emanciparsi il più possibile dagli idrocarburi. Ma
poiché si tratta di un obiettivo di realizzazione molto diffi-
cile bisognerebbe concentrarci soprattutto su come gestire
al meglio la per ora incontrovertibile realtà della dipendenza
dal petrolio, e investire massicciamente in una ricerca scien-
tifica che riduca i rischi e le domande a cui non sappiamo
dare risposta”.
Per Rather il problema è anche politico: “Ci sono molti che ve-
dono un legame tra quello che è successo nel Golfo e il crack
di Wall Street dove l'assoluta anarchia nel settore dei derivati
ha portato alla grande recessione: in entrambi i casi non c’era-
no abbastanza controlli. I watchdog dormivano, o erano trop- Dan Rather via cavo HDNet. Ha di quel periodo,
po compiacenti con i poteri che dovevano regolamentare. Cer- iniziato la sua carriera dall’assassinio di JFK alle
to, anche avere troppe regole può essere un problema, ma que- È un giornalista americano giornalistica nel 1950 interviste a Nixon durante
sto non significa che sia giusto avere completamente via libera: di grande notorietà. come reporter lo scandalo Watergate e a
bisogna che il governo dia incentivi, ma anche sanzioni quan- Anchorman del prestigioso dell’Associated Press in Saddam Hussein nel 2003,
do le aziende si dimostrano inadempenti come è chiaramente notiziario della CBS Texas, e dal 1964 è stato durante l’invasione
accaduto nel Golfo”. Per Rather cambiare è possibile, ma solo Evening News per 24 corrispondente della CBS americana. Per la sua
con un’azione congiunta: “Le aziende petrolifere devono tor- anni, dal 1981 al 2005, News. Negli anni ’60 e ’70 attività giornalistica ha
nare a fare pieno affidamento sulla scienza, il governo deve attualmente è divenne una delle figure ricevuto numerosi Emmy
svolgere la sua azione di controllo: entrambi devono tornare caporedattore e conduttore più note dei media Awards, alcuni Peabody
a fare al meglio il loro lavoro”. della trasmissione Dan statunitensi, seguendo Awards e varie lauree
Rather Reports, sul canale le storie più importanti honoris causa.
9Il piano d’azione di CONNIE HEDEGAARD , Commissario dell’Unione Europea
I più sensibili del globo
sulle questioni climatiche
L’Europa punta ad essere capofila di un’economia mondiale a basso
consumo di carbonio. Ma è essenziale che il Vecchio Continente
rimanga leader nello sviluppo delle soluzioni tecnologiche
na decarbonizzazione su larga scala del-
U
l’economia che suggelli il fatto che l’Unione
Europea è “la regione più sensibile al
mondo alle questioni climatiche”. Connie
Hedegaard, Commissario per il Clima, con-
fida fermamente che questo obiettivo possa
realizzarsi entro il 2050. Il processo, che fa
parte dell’iniziativa “Resource Efficient Eu-
rope”, sarà il fiore all’occhiello della stra-
tegia “Europa 2020”. L’obiettivo che si pone
la politica danese, già presidente della Con-
DANIELLE ferenza sul cambiamento climatico di Co-
DERN penhagen nel 2009, è una transizione verso
un’economia mondiale a basso consumo
di carbonio. “Non si tratta – sostiene – solo
di un’enorme sfida, ma anche di un’enorme
opportunità commerciale”. E aggiunge: “Investendo in un
clima favorevole e in tecnologie energetiche efficienti, ci
sarà un guadagno economico. Le ricompense maggiori an-
dranno a chi si muoverà più velocemente”. Per questo è es-
senziale, dice, che “l’Europa rimanga leader nello sviluppo
e nel mainstreaming delle soluzioni tecnologiche”. A livello
mondiale sono buone, anche se non eccessivamente ottimi-
stiche, le speranze che il Commissario ripone nella prose-
cuzione delle negoziazioni dell’ONU contro il cambiamento
climatico, auspicando la completa integrazione nei nuovi do-
cumenti del contenuto dell’Accordo raggiunto a Copenhagen.
Commissario, lei ha affermato che il vertice di
Copenhagen ha rappresentato un’opportunità unica
per il mondo che non è stata completamente sfruttata.
Cosa ne pensa oggi del testo adottato al vertice?
E che ruolo sosterrà l’Europa adesso?
L’accordo di Copenhagen offre una guida politica utile alle ne-
goziazioni dell’ONU, e l’Unione Europea e tutti gli Stati mem-
bri hanno espresso il loro supporto in materia. Ciò che ci
aspettiamo ora è di assistere alla completa integrazione del
contenuto dell’accordo di Copenhagen nei testi dell’ONU
che formeranno la base per il futuro accordo mondiale.
Connie È stata Ministro danese parte del partito
Hedegaard per il Clima e l’Energia Conservative People’s Che cosa si aspetta dalla Conferenza dell’ONU sul
dal 23 novembre 2007, Party (DKF), ed è stata Clima che si terrà quest’anno a Cancun, in Messico?
Politico e intellettuale come membro dei membro del parlamento Ci sono ancora molte differenze fra i paesi, pensa
danese che dal 10 gabinetti di Anders (Folketing) dal 10 che sia possibile firmare un accordo mondiale
febbraio 2010 riveste la Fogh Rasmussen III e di gennaio 1984 fino al 3 che sia legalmente vincolante?
carica di Commissario Lars Løkke Rasmussen, ottobre 1990. È stata L’Unione Europea sarebbe pronta a firmare un accordo le-
europeo per l’Azione e dal 2 agosto 2004 eletta membro del galmente vincolante a Cancun ma molti altri paesi non lo
per il Clima alla al 23 novembre 2007 Folketing anche alle sono, quindi non credo che un accordo completo e legal-
Commissione Europea. ha rivestito la carica elezioni parlamentari mente vincolante verrà raggiunto in Messico. Ma Cancun
In qualità di di Ministro per danesi del 2005. Prima deve mantenere l’impeto creato nella fase preparatoria di Co-
rappresentante della l’Ambiente, come di rivestire la carica di penhagen e per riuscirci dovrà presentare una serie di de-
Danimarca, ha ospitato membro del gabinetto Ministro, ha lavorato cisioni che aprano la strada all’azione immediata in alcune
la Conferenza ONU sul di Anders Fogh come giornalista aree come l’adattamento, la silvicoltura, la collaborazione
Cambiamento Climatico Rasmussen I e II. alla DR, l’emittente tecnologica e il capacity building nei paesi in via di svi-
a Copenhagen nel 2009. In Danimarca, ha fatto nazionale danese. luppo, e che approvino un processo per l’istituzione di un si-
numero
undici
10l’intervista
stema internazionale per il periodo post 2012. Questo pac- la nostra economia possa trarre il massimo vantaggio dalla ANTARTIDE. Iceberg a
chetto di decisioni dovrà trovare il giusto equilibrio tra le crescita e dai lavori che esse comporteranno. L’aumento mezzanotte. La Penisola
priorità e gli interessi di tutte le parti. dell’efficienza energetica e della quantità di energia ricavata Antartica, grazie anche alle
da fonti rinnovabili rafforzerà anche la nostra sicurezza numerose basi permanenti,
Che cosa ne pensa del disegno di legge americano energetica in quanto ridurrà la nostra dipendenza dalle im- è tra le aree più studiate in
di Obama sul cambiamento climatico? portazioni di energia. Questa è anche la visione impostata relazione ai cambiamenti
E delle promesse della Cina? nella nostra strategia “Europa 2020”. climatici intervenuti negli
L’amministrazione Obama sta lavorando duramente per L’Europa si è presa un vantaggio iniziale verso la creazione ultimi decenni. Secondo
convincere il Congresso ad approvare leggi sul cambiamento di un’economia a basso consumo di carbonio nel 2007 con alcuni studi il riscaldamento
climatico e questo è un fattore molto positivo. Gli Stati Uniti gli obiettivi 20-20-20, ma da allora la concorrenza mondiale globale potrebbe causare
devono agire con urgenza sia perché emettono la maggior per la crescita e l’impiego in ambito ecologico è diventata lo scioglimento delle
quantità di CO2 tra i paesi industrializzati, sia perché alcuni molto più feroce e il nostro vantaggio non è più garantito. Le calotte polari.
paesi saranno riluttanti a firmare un accordo internazionale maggiori economie come la Cina e gli Stati Uniti hanno ri-
a meno che gli Stati Uniti non dimostrino il loro impegno. No- conosciuto l’opportunità e stanno cercando di sfruttarla al
nostante gli sforzi dell’Amministrazione, far passare le leggi massimo. Per mantenere il vantaggio dobbiamo introdurre
è un processo ancora molto difficile. Ci auguriamo viva- innovazioni e ciò significa tra l’altro continuare ad esaminare
mente che il Senato approvi la proposta di legge Kerry-Lie- i nostri obiettivi di riduzione di emissioni e ad essere ambi-
berman o qualcosa di simile quest’anno, ma c’è ancora ziosi. Stabilire degli obiettivi è un fattore di stimolo efficace
tanta incertezza. per introdurre innovazioni.
Per quanto riguarda la Cina, nell’accordo di Copenhagen si
impegna a ridurre entro il 2020 la propria carbon intensity State elaborando nuove strategie d’azione in aggiunta
del 40-45 percento rispetto ai livelli del 2005. È difficile va- agli obiettivi 20-20-20 per ridurre le emissioni
lutare quanto sia ambizioso questo obiettivo e che cosa si- dei gas serra e migliorare l’efficienza energetica?
gnifichi realmente in termini di emissioni, senza conoscere Quali sono le previsioni per i prossimi anni?
i presupposti che sono alla base, specialmente il tasso di cre- La nostra concentrazione al momento è giustamente rivolta
scita economica previsto dalla Cina durante questo periodo. verso la conquista dei nostri obiettivi per il 2020, ma dob-
Abbiamo bisogno di maggiore trasparenza. Questo è un ar- biamo anche guardare oltre. Per mantenere il riscaldamento
gomento di cui dobbiamo ancora discutere con la Cina. globale sotto i 2°C – un obbligo essenziale se vogliamo evi-
tare le conseguenze più gravi del cambiamento climatico –
Lei ha affermato che la sua ambizione in qualità di ci vorrà una riduzione di almeno il 50 percento delle emis-
Commissario è di rendere l’Unione Europea la regione sioni mondiali rispetto ai livelli del 1990 entro il 2050. I paesi
più sensibile al mondo alle questioni climatiche. industrializzati dovranno assumere l’impegno maggiore se
Quali sarebbero le conseguenze economiche vogliono lasciare lo spazio necessario ai paesi in via di svi-
se si raggiungesse questo obiettivo? luppo per continuare a uscire dalla povertà. L’Unione Euro-
La vittoria nella lotta contro il cambiamento climatico ri- pea si è già posta l’obiettivo di raggiungere una riduzione di
chiede la transizione verso un’economia mondiale a basso emissioni dell’80-95 percento rispetto ai livelli del 1990 en-
consumo di carbonio. Non si tratta solo di un’enorme sfida tro il 2050. È chiaro che ci vorrà una decarbonizzazione su
ma anche di un’enorme opportunità commerciale. Le ri- larga scala dell’economia dell’Ue, e l’avviamento di questo
compense maggiori andranno a chi si muoverà più veloce- processo farà parte dell’iniziativa “Resource Efficient Eu-
mente. Voglio che l’Europa rimanga il leader nello sviluppo rope”, il fiore all’occhiello della strategia “Europa 2020”. Al
e nel mainstreaming delle soluzioni tecnologiche in modo che momento ci stiamo occupando dei preparativi e dell’analisi
11COPENHAGEN. Installazione
nel centro della capitale
danese, in occasione
della XV Conferenza delle
Nazioni Unite sul clima.
Verso Cancun economica necessaria per stabilire un tragitto chiaro nel pro-
cesso di transizione dell’Ue verso un’economia a basso con-
sumo di carbonio entro il 2050. Verranno analizzati gli
obiettivi essenziali che dovranno essere raggiunti durante il
periodo che va da ora alla metà del secolo, tra cui i pro-
Dopo i risultati poco rilevanti della Conferenza di Copenhagen, i grandi della Terra cercheranno grammi per il livello ambito da ottenere nel 2030. È chiaro
di trovare un accordo sul clima riunendosi dal 29 novembre al 10 dicembre 2010 a Cancun, in che più emissioni riduciamo entro il 2020, minori e meno
Messico, per la sedicesima conferenza ONU sul cambiamento climatico. Queste le principali tappe cari saranno i tagli di emissione dopo il 2020.
precedenti del difficile percorso:
Quali strumenti ritiene che possano aiutare i paesi
1979 Si tiene la prima Conferenza sul clima, nella quale l’UNEP (United Nations Environment membri più poveri a raggiungere gli obiettivi comuni
Programme) denuncia la presenza di alterazioni climatiche (innalzamento delle temperature, di lotta contro il cambiamento climatico e
scioglimento dei ghiacciai). un’economia con una bassa impronta di carbonio?
Esistono ancora grandi possibilità in termini di efficienza
1992 La Conferenza ONU di Rio de Janerio, in Brasile, si conclude con la stesura della Convezione energetica, energia rinnovabile, migliori reti elettriche, in-
quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC). Obiettivo del trattato è quello cenerimento dei rifiuti e altro. La politica regionale dell’Ue
di ridurre le emissioni di gas serra nell’atmosfera, sulla base della teoria del riscaldamento globale.
1995 Viene pubblicato il secondo rapporto dell’Intergovernmental Panel on Climate Change
LE EMISSIONI DI CO2 DEI PAESI PIÙ INDUSTRIALIZZATI
(IPCC). Gli scienziati per la prima volta si dicono convinti che esiste un innegabile nesso tra attività
umane e cambiamenti climatici.
1997 Gli Stati membri dell’UNFCCC approvano il Protocollo di Kyoto. Il trattato prevede l’obbligo
in capo ai Paesi industrializzati di operare una riduzione delle emissioni inquinanti nel periodo
2008-2012, in misura non inferiore al 5 percento rispetto alle emissioni registrate nel 1990.
USA
Quota delle emissioni
UE
Quota delle emissioni
mondiali di CO2: 20% mondiali di CO2: 14%
2005 Il 16 febbraio entra in vigore il Protocollo di Kyoto.
Emissioni di CO2 Emissioni di CO2
procapite (ton): 18,7 procapite (ton): 7,8
2009 A dicembre si tiene a Copenhagen la Conferenza delle Nazioni Unite sul clima. L’intesa
raggiunta non può essere definita un Accordo ONU in quanto alcuni Paesi non hanno Domanda di energia Domanda di energia
sottoscritto il documento. Non sono stati definiti dei vincoli. I paesi che hanno sottoscritto l’intesa procapite (toe): 7,6 procapite (toe): 3,5
si impegnano a evitare che la temperatura media del pianeta, nei prossimi decenni, salga sopra Quota di prodotto interno Quota di prodotto interno
i 2° centigradi. lordo mondiale: 21% lordo mondiale: 22%
numero
undici
12l’intervista
Questo sistema ha avuto molto successo, ad esempio, nel
caso dell’energia rinnovabile. Grazie a una combinazione di
politiche Ue e nazionali, insieme ai prezzi energetici alti, le
fonti di energia rinnovabile sono diventate l’obiettivo domi-
nante dell’investimento nell’industria elettrica. L’anno scorso
le fonti di energia rinnovabile hanno rappresentato quasi due
terzi della nuova capacità di generazione di elettricità sta-
bilita nell’Ue. Ma per assicurarsi investimenti in alcune aree,
potrebbe essere necessaria un’assistenza finanziaria diretta.
L’Ue può fornire questa assistenza tramite strumenti come
I finanziamenti
i Fondi Strutturali o la Politica Agricola Comune. La Banca necessari per
Europea per gli investimenti gioca anch’essa un ruolo im-
portante. L’anno scorso ha concesso prestiti del valore di più affrontare
di 16 miliardi di euro per iniziative per la lotta al cambia-
mento climatico all’interno dell’Unione. il cambiamento
Per quanto riguarda i finanziamenti per aiutare i paesi in via
di sviluppo, penso che l’Accordo di Copenhagen rappre-
climatico devono
senti un grande passo in avanti. I paesi industrializzati
hanno impegnato quasi 10 miliardi di dollari l’anno du-
provenire
rante il periodo 2010-2012 per aiutare i paesi in via di svi- principalmente
luppo a una partenza lanciata nella lotta al cambiamento cli-
matico. Ed entro il 2020 il valore dei finanziamenti dal settore
disponibili salirà a 100 miliardi di dollari l’anno. Questo im-
pegno è un grande risultato se consideriamo che siamo nel privato, perciò
pieno di una crisi economica.
i policy maker
Che cosa pensa della proposta di introdurre nell’Ue
una tassa sul carbonio per i prodotti importati da
devono creare
paesi che non riducono le loro emissioni di gas serra?
Chiaramente non vogliamo che le aziende che operano nel
gli incentivi
settore energy intensive trasferiscano la loro produzione e gli giusti utilizzando
impieghi al di fuori dell’Ue, verso paesi più permissivi per
quanto riguarda le emissioni. Il modo migliore per mini- politiche come
mizzare il rischio di carbon leakage è ottenere un solido ac-
cordo mondiale sul clima che faccia in modo che ogni paese le Emissions
operi ad armi pari nel contesto internazionale. E conti-
nuiamo a insistere per ottenerlo.
Trading System,
Abbiamo già preso provvedimenti per evitare il carbon lea-
kage all’interno delle industrie in questione accordando loro
le tasse e
il permesso di continuare a produrre emissioni nel contesto gli standard
dell’EU Emissions Trading System e di utilizzare crediti in-
ternazionali per compensare le emissioni. di efficienza
La crisi economica ha comunque ridotto il rischio di carbon
leakage con l’abbassamento del prezzo del carbonio e con-
sentendo l’accumulo di permessi di emissione avanzati che
possono essere utilizzati in futuro. Anche l’impegno contro le
emissioni deciso nell’Accordo di Copenhagen da parte dei
paesi industrializzati e dalle principali economie emergenti
e la Banca europea per gli investimenti stanno fornendo so- migliora la posizione concorrenziale di industrie energy in-
stanziali risorse finanziarie agli Stati membri per combattere tensive europee facendo in modo che operino alla pari. Tut-
il cambiamento climatico. Questa lotta dovrà essere piena- tavia dobbiamo ovviamente continuare a monitorare il rischio
mente presa in considerazione nel ciclo di rendicontazione di carbon leakage, sia che il nostro obiettivo di riduzione sia
dell’Ue per il periodo 2014-2021, in preparazione al mo- del 20 o del 30 percento. La tassa sul carbonio per le impor-
mento. Si tratta di uno strumento molto efficace. tazioni che ha menzionato, che in pratica richiederebbe l’in-
clusione delle importazioni nell’Emissions Trading System, è
Pensa che l’attuale importo dei finanziamenti uno dei possibili strumenti a nostra disposizione per preve-
disponibili per l’investimento in progetti sul clima nire il carbon leakage. Tuttavia, questa soluzione comporte-
sia sufficiente? Che cifra si dovrebbe raggiungere? rebbe alcune difficoltà pratiche, legali e amministrative, tra
I finanziamenti necessari per affrontare il cambiamento cli- cui la minaccia di ritorsione da parte dei nostri partner com-
matico devono provenire principalmente dal settore pri- merciali e i fardelli amministrativi che verrebbero imposti. La
vato, perciò i policy maker devono creare gli incentivi giusti gente deve capire che non si tratta neanche lontanamente di
che generino il finanziamento. A seconda del settore, questi una bacchetta magica. È uno strumento che per ora dovrà es-
incentivi possono essere creati tramite politiche come l’Emis- sere messo da parte.
sions Trading System, le tasse e gli standard di efficienza.
Fonte: IEA
GIAPPONE RUSSIA
Quota delle emissioni Quota delle emissioni
CINA
Quota delle emissioni
INDIA
Quota delle emissioni
mondiali di CO2: 4% mondiali di CO2: 6% mondiali di CO2: 21% mondiali di CO2: 5%
Emissioni di CO2 Emissioni di CO2 Emissioni di CO2 Emissioni di CO2
procapite (ton): 9,6 procapite (ton): 11,1 procapite (ton): 4,6 procapite (ton): 1,2
Domanda di energia Domanda di energia Domanda di energia Domanda di energia
procapite (toe): 4,0 procapite (toe): 4,7 procapite (toe): 1,5 procapite (toe): 0,5
Quota di prodotto interno Quota di prodotto interno Quota di prodotto interno Quota di prodotto interno
lordo mondiale: 7% lordo mondiale: 3% lordo mondiale: 11% lordo mondiale: 5%
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