La gestione integrata della lepre - Antonio LAVAZZA Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia ed Emilia Romagna

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La gestione integrata della lepre - Antonio LAVAZZA Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia ed Emilia Romagna
La gestione integrata della lepre

                        Antonio
                        LAVAZZA

 Istituto Zooprofilattico Sperimentale
 della Lombardia ed Emilia Romagna
La gestione integrata della lepre - Antonio LAVAZZA Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia ed Emilia Romagna
Punto di partenza:
                      una gestione “integrata” della specie

Gestione faunistico                       Gestione
    venatoria                            ambientale

                      Gestione
                      sanitaria

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La lepre in Italia

 Selvatico oggetto di interesse venatorio
 Forte pressione venatoria

      attuazione di pratiche gestionali
              (ripopolamenti)

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Declino della lepre in Italia

Le popolazioni di lepri in Italia (ma in
generale in tutta Europa) sono in riduzione a
causa di:
  Riduzione e modifica degli habitat
  Inquinamenti ambientali
  Aumento dei predatori (alterato ecosistema?)
  Inadeguata gestione faunistico venatoria
  Malattie (es. EBHS)

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Il ripopolamento

Le lepri possono essere:
  Catturate in aree naturali dove è vietata la
   caccia (cd “aree di cattura”)
  Importate dall’estero (Paesi dell’Est Europa e
   Sud America )
  Allevate in gabbia e rilasciate dopo opportuno
   ambientamento a terra in recinti chiusi.

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Qualche numero…importate e allevate

 Lepri importate:           1984             120.000
                             1995              40.000

 Lepri allevate             1981             13.500
                             1998           ~100.000

           Dati tratti da: S. Toso & V. Trocchi
           Seminario UNAVI Bologna 11-12 settembre 1998

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Ripopolamento: considerazioni/1

 Riuscita variabile in funzione di:
    Origine, tipo e “qualità” degli animali dei capi
     (es. benessere e integrità delle importate,
     ambientamento delle allevate in gabbia,
     condizioni di salute etc. )
    Periodo e stagione di rilascio
    Disponibilità trofiche nelle zone di rilascio

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Qualche numero……indici di ripresa

Lepri importate:
  ripresa attraverso la caccia: dal 11,1 al 22,4%
  mediante radiotracking: dal 0 al 50% (dati naz.) e
   da 3,9 a 19,1% (dati ONC francese)
Lepri di cattura:
  ripresa attraverso la caccia: dal 10 al 37%
  mediante radiotracking: dal 21,4 al 50%
Lepri allevate (in gabbia + ambientamento):
  ripresa attraverso la caccia (primo anno): dal 6,4 al
   60,4% (ma vicino allo 0% se liberate in inverno)
  mediante radiotracking: dal 8,3 al 63,2%

              Dati tratti da: S. Toso & V. Trocchi
              Seminario UNAVI Bologna 11-12 settembre 1998
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Ripopolamento: considerazioni/2

Mortalità è elevata = 40-50%
(ma è alta anche nella popolazione naturale) per:
  predazione (facilitata da stress da ambientamento)
  investimenti da automezzi e macchine agricole
  malattie (soprattutto EBHS e pseudotubercolosi)
  conseguenze delle manipolazioni subite (fratture e
   ferite della testa, spina dorsale e gambe)

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Ripopolamento: problematiche

Spesso è “artificiale” e molto spinto e pertanto:
  E’ molto costoso
  Non è efficace nel modificare il trend negativo della
   specie
  Ha ritardato l’adozione di corrette misure gestionali
Diversi insuccessi dovuti a:
  mancata rimozione delle cause di riduzione
   (ambiente non idoneo, malattie, prelievi eccessivi)
  mancata pianificazione del prelievo venatorio
  eccesso di fiducia sulle potenzialità dell’intervento

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Ripopolamento: le soluzioni

 Attuare una procedura gestionale che fornisca i
  migliori risultati, anche sotto il profilo sanitario.
 Permettere alla popolazione di seguire una
  dinamica evolutiva più "naturale” attraverso:
    - un intervento umano rivolto a verificarne l'andamento
      (censimenti, indici d'incremento annuo, mortalità nelle
      varie fasi etc.)
    - il non modificare in maniera radicale e repentina la
      consistenza numerica e qualitativa della popolazione
    - il non operare manipolazioni ed introduzioni di animali
      da ambienti e habitat talora differenti in modo
      sostanziale (anche dal punto di vista sanitario)

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Ripopolamento: quale lepre ?

                                        In Italia centromeridionale è confermata
                                         l’esistenza di una specie distinta: la lepre Italica
                                         (Lepus corsicanus)
                                        Non sono mai stati osservati esemplari ibridi con
                                              Lepus europaeus

                                        Ripopolamenti con lepre europea non
Fonte INFS

                                         hanno mai dato effetti sperati
                                        Ambienti di tipo mediterraneo più
                                         favorevoli alla presenza di lepre italica
             sx) Areale storico
             dx) Presenza attuale accertata

                                              E’ consigliabile utilizzare la lepre
                                                  italica per i ripopolamenti
                                                                                    IZSLER
GESTIONE SANITARIA

   DELLE LEPRE
Gestione sanitaria

 Finalizzata a minimizzare il rischio di
  comparsa di malattie nella popolazione a
  vita libera.
 Considerata parte integrante del "nuovo"
  sistema gestionale, che privilegia il tipo di
  ripopolamento che fa leva sulla produzione
  ottenibile in loco, nelle aree di rispetto, nei
  recinti e negli allevamenti.

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Malattie endemiche in Italia od
                 oggetto di sorveglianza sanitaria
    EBHS                    Borreliosi*
    Brucellosi*             Leptospirosi*
    Tularemia*              Stafilococcosi
    Pseudotubercolosi       Listeriosi
    Pasteurellosi           Fibromatosi nodulare
    Toxoplasmosi                         * zoonosi

Malattie della lepre non segnalate in Italia
         ma degne di attenzione
 Spirochetosi                 Disautonomia
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Sindrome della Lepre Bruna Europea
                            (EBHS)

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Cenni storici
 1981 Prima segnalazione in Svezia
 1984-86 Segnalata in Germania, Austria, Francia e Belgio.
 Ipotesi eziologiche:
         - 1) intossicazione da rape tipo 00
         - 2) ingestione di methiocarb
         - 3) tossinfezione da Cl. sordellii
 1988 Definizione della EBHS come malattia a eziologia
  virale
 1989 Conferma dell’eziologia da calicivirus antigenicamente
  correlato all’agente della RHD del coniglio.
 1989-1994 Segnalazione della malattia in Danimarca,
  Svizzera, Gran Bretagna, Grecia, Malta, Croazia, Repubblica
  Ceca, Polonia
 Indagine retrospettiva su sieri di lepri prelevati in Svezia sin
  dal 1971 e conferma della presenza di titoli anticorpali
  specifici.

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In Italia

 1983-1986 Segnalazione di casi di
  mortalità tra le lepri, attribuiti ad
  avvelenamenti, sia tra lepri selvatiche che
  di allevamento.
 1988 Identificazione al ME di particelle
  virali e definizione dell’eziologia della
  malattia.
 1989-91 Caratterizzazione del virus,
  allestimento di test diagnostici specifici.

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Malattie emorragiche dei lagomorfi
     RHD/MEV                              EBHS
Rabbit Haemorrhagic                European Brown Hare
      Disease                           Syndrome
coniglio                                           lepre bruna
domestico e selvatico                      selvatica e allevata
(Oryctolagus cuniculus)                  (Lepus europaeus P.)

   CALICIVIRUS                            CALICIVIRUS

            antigenicamente correlati ma distinti
                     no cross-infezione
                                                     IZSLER
RHD                                      EBHS
 Diffusione mondiale, Descritta in       EBHS è attualmente endemica in
  più di 40 Paesi                          solo in Europa
 RHD è attualmente endemica in           Si infettano lepri di tutte le età ma
  Asia, Europa, America Centrale           la malattia clinica e la morte si ha
  (Cuba), Oceania (Australia, Nuova        solo in quei soggetti >2-3 mesi di
  Zelanda). 3 focolai sono stati           età
  descritti anche in USA in 2000-
                                          Il decorso clinico della malattia è
  2001.
                                           più lungo
 Si infettano conigli di tutte le età
                                          Morbilità 90-100%
  ma la malattia clinica e la morte si
  ha solo in quei soggetti >40 giorni     Mortalità 30-50%
  di età
 Morbilità 90-100%
 Mortalità 40-90%

                                                                     IZSLER
Epidemiologia EBHS
Specie recettiva:
  Lepus europaeus +++ Lepus timidus +
  Oryctolagus cuniculus - Sylvilagus floridanus + (?)
Modalità d’infezione:      via oro-nasale
Modalità di trasmissione:
x via diretta:
 - contatto animale malato-sano,
 - animale convalescente vettore passivo (no portatore)
x via indiretta (più frequente):
 -   contatto con alimenti od oggetti ed attrezzature contaminate,
 -   trasporto passivo da parte di animali (incluso uomo),
 -   possibile ruolo di animali predatori
 -   conseguenza di abitudini igieniche e sociali
 -   via aerogena (?)

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MEV /EBHS - Decorso dell’infezione
% Mortalità               RHD               EBHSV
       60               ACUTA                   "CRONICA"

       40
                                   Picco di mortalità a 36-48 ore

       20

        0
              12   24   36   48   60   72   4    5     6      7   8      9
                         ORE                         GIORNI           SOPRAVVISUTI

              RHD       60-80 %                      5-15 %               5-35 %
              EBHS      10-60 %                      10-50 %             20-70 %

                                                                             IZSLER
Sintomatologia EBHS
Non sempre osservabile (morte improvvisa)
Nelle lepri selvatiche:
  alterazioni comportamentali quali disorientamento,
   difficoltà di movimento, alterato riflesso di fuga, tendenza
   ad avvicinarsi a centri abitati
Nelle lepri allevate:
  apatia, disoressia, fasi di eccitazione con emissione di
   grida, difficoltà respiratorie, decubito laterale, fuoriuscita
   liquido siero-emorragico dalle narici
Evoluzione:
  acuta: morte in 65-96 ore
  subacuta/cronica: morte dopo 96 ore con comparsa di
   ittero, più spesso, sopravvivenza e guarigione

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Impatto della EBHS e Dinamica di diffusione

Impatto molto variabile e condizionato dagli aspetti
demo-grafici della specie ospite
  Resistenza naturale giovanile: soggetti di tutte le età si
   infettano ma ammalano e muoiono solo i sub-adulti (>2-3
   mesi) e gli adulti. I soggetti di età inferiore si infettano,
   non ammalano e si immunizzano
  La sopravvivenza di EBHSV nell’ambiente è molto elevata.
   Il virus resiste in forma infettante fino a 4 mesi
   nell’ambiente (in condizioni di T°C e umidità favorevoli)
  La densità della popolazione ospite condiziona il livello di
   trasmissione e la sua strutturazione per età determina la
   dimensione della popolazione suscettibile (adulti e
   subadulti) e refrattaria (giovani), che varia anche di molto
   durante l’anno.

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Mortalita da EBHS e Densità di polazione
 rapida trasmissione,              lenta trasmissione,
 esposizione dei giovani in età    esposizione dei giovani in età
  non sensibile (≤ 2-3 mesi)         sensibile (≥2-3 mesi)

   Densità alta (>15 kmq)             Densità bassa (
Controllo e profilassi - lepri allevate in cattività

     misure igienico sanitarie
         disinfezioni periodiche di gabbie e attrezzature
         derattizzazioni
         quarantena degli animali di nuova
          introduzione
         limitazione alla visita di estranei (acquirenti,
          fornitori di mangime etc)
     profilassi indiretta
         utilizzo di vaccino stabulogeno
         doppio intervento di base
         rivaccinazione annuale dei riproduttori
         vaccinazione dei giovani prima della vendita

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Controllo e profilassi - lepri a vita libera
Il controllo della EBHS risulta molto difficile poiché:
  Non applicabili le misure igienico-sanitarie e di profilassi
   indiretta indicate per le lepri allevate
L’unico metodo di controllo è una corretta gestione
“integrata” della lepre sul territorio. Tuttavia….
  la gestione faunistico venatoria è spesso intesa solo come
   garanzia di presenza quantitativamente elevata di “prede”,
   e la gestione sanitaria viene ignorata
  esiste un imitato numero di aree “protette” veramente tali.
  l’intervento umano (importazione, spostamenti, immissione
   di animali di allevamento) è costante e decisivo nel
   modificare la “dinamica naturale” della popolazione
  il modello deterministico di evoluzione della malattia in
   funzione della dinamica di popolazione non è ancora di
   dominio comune.

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Controllo e profilassi - lepri di importazione/1

  Applicazione delle norme previste dal DM14/9/93, e
 successive modificazioni (ultimo D. MinSan 7/12/2000)
                          Art. 2
  da Paesi dell’Est
     Certificato sanitario:
       • visita OK
       • da aree dove non si sono registrati casi di tularemia da un anno,
         rabbia da 6 mesi e EBHS da tre mesi
       • quarantena 15gg separati per partite, e controllo sierologico per
         EBHS con ELISA su 10%
       • controllo sierologico negativo per Brucellosi in animali di età > 8
         mesi
       • mortalità in quarantena
Controllo e profilassi - lepri di importazione/ 2

             Art. 3. Ispezione e visita alla frontiera

  Nessuna anomalia       Mortalità 5%

  Inoltro a destino      Invio a destino         Invio in vincolo a
                       Invio dei materiali e          destino
                        carcasse a IIZZSS       Invio dei materiali e
                                                 carcasse a IIZZSS

                                                              IZSLER
Controllo e profilassi - lepri di importazione/ 3
                    Art. 4. Aziende di destinazione
                     Periodo di osservazione 24h

  Nessuna anomalia        Sintomi sospetti EBHS o altro, mortalità >5%

     Possibilità di                        Sequestro
   effettuare esami          Invio dei materiali e carcasse a IIZZSS
  sierologici EBHS e
  brucellosi su
Controllo e profilassi - lepri di importazione/ 4

            Art. 5 - Sorveglianza dopo l’immissione

 Immissione per gruppi omogenei (partite)
 Invio a IIZZSS di lepri rinvenute morte dopo il rilascio
 Vigilanza veterinaria
                                                              ?
   Art. 6 - Requisiti strutturali delle aziende di importazione
                     Art. 7 - Costi e Sanzioni

    E’ attualmente conveniente, da un punto di
  vista sanitario, continuare ad importare lepri ?

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Pseudotubercolosi
                                 Yersinia pseudotubercolosis

 Agente potenzialmente zoonosico
 La comparsa di focolai è favorita da:

   - alte concentrazioni di animali       Tipica situazione
                                          che si ha in fase
   - climi freddi ed umidi                di ripopolamento
                                          invernale  sono
   - disponibilità trofiche limitate      causa di stress

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Tularemia - Brucellosi

 Malattie tipiche della lepre, notoriamente
  presenti nelle aree centro europee
 Sono causa d'importanti zoonosi
 Sono state recentemente segnalate, in forma
  sporadica, anche in Italia

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Pasteurellosi (P. multocida)

 Molto diffusa, causa di solito decessi
  sporadici.
 In concomitanza di fattori stressanti
  (freddo, umidità, mancanza di cibo,
  massive infestazioni parassitarie) può
  assumere un carattere epizootico e
  causare gravi perdite.
 La malattia in questa forma causa un >
  della virulenza del germe cosicché anche
  animali più forti sono contagiati

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Fibromatosi nodulare
Storia: conosciuta fin dal 1909, segnalata in Italia nel 1959.
    Apparentemente scomparsa dal 1964
Eziologia: Leporipoxvirus Hare Fibroma virus (HFv) virus correlato
   più al fibroma di Shope che non al virus della mixomatosi
Recettività di specie:
  Lepus europaeus infezione naturale
  Lepus californicus infezione sperimentale
  Oryctolagus cuniculi infezione sperimentale
Trasmissione:
  mediante artropodi
  contatto diretto
Fattori predisponenti:
  microlesioni o traumi cutanei
Morbilità: di solito elevata
Mortalità: bassa
Guarigione: in 1-3 mesi

                                         100 nm
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Fibromatosi nodulare
Ricomparsa della malattia in
Italia:                                              ) e ulcerati (
                                      Noduli solidi (              )
 – 1° caso: in un allevamento
   di lepri (Gen/Feb e Sett/Ott
   2001)
 – Altri casi: in una lepre
   importata dall’Ungheria
   (fine 2001)
                                                    
Sintomi: tumori protrudenti
singoli o multipli, di 1-3 cm                              
di diametro, a livello
soprattutto di testa
(orecchie incluse) e zampe                     

          Lesioni descritte da
          Leinati et al. (1959)                              IZSLER
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Coccidiosi

 Eziologia: 8 specie di coccidi Eimeria,
  intestinali
 Recettività: Strettamente specie specifiche
  (no cross-infezione con coniglio)
 Trasmissione: Ciclo oro-fecale. Oocisti
  sporulate restano infettanti nel terreno per
  mesi.
 Diffusione: elevata, problema soprattutto dei
  recinti

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Tipi di allevamento

 in gabbia senza d'adattamento
 in gabbia con recinti d'adattamento
 a terra in recinti

consoni ed idonei programmi di
adattamento a terra, permettono
alle lepri di acquisire rapidamente
quelle caratteristiche di rusticità e
selvaticità richieste dei cacciatori, e
garantiscono livelli di sopravvivenza
e indici di ripresa soddisfacenti.

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"nuovo" sistema gestionale…
 che privilegi quel tipo di
  ripopolamento che fa leva sulla
  produzione ottenibile in loco nelle
  aree di rispetto
 che sia finalizzato a minimizzare il
  rischio di comparsa di malattie nella
  popolazione a vita libera.
 che miri, attraverso un
  consolidamento negli anni, a
  consentire addirittura il
  ripopolamento per "irradiamento".
Obiettivi primari

 Realizzare un maggior numero di aree
  adatte (per vegetazione e disponibilità
  alimentare) ad un elevato numero di lepri.
 Stabilire dei requisiti sanitari minimi
   - per gli animali destinati ad essere immessi
     nelle aree di ripopolamento → strutture
     "accreditate".
   - per gli animali da immettere direttamente
     nelle zone di caccia a scopo di ripopolamento
     (in deroga e fino all'autosufficienza con il
     prelievo dalle zone di ripopolamento).

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Componenti coinvolte/1
Amministrazione Provinciale - Servizio
Caccia e Pesca: organizzazione,
coordinamento, finanziamento,
informazione e pubblicizzazione
dell’esecuzione del Piano             1

                               ATC e CA: procedure di censimento,
                               cattura etc. operate sul territorio di    2
                               competenza. Cooperazione attiva alla
                               esecuzione, divulgazione e
                               pubblicizzazione del piano a livello locale

        Cacciatori, Guardie, Agenti Corpo
        Forestale ecc: intervento durante le
        catture e prelievo dei sieri;
        recupero e consegna delle carcasse
                                                 3
        delle lepri abbattute e trovate morte.

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Componenti coinvolte/2
Servizi Veterinari delle ASL: controllo delle
procedure di cattura e prelievo sieri;
consulenza sanitaria; recapito per la    4
consegna di organi e/o carcasse di lepri
rinvenute morte sul territorio.

                                 IIZZSS: esami di laboratorio sulle
                                 carcasse di lepri morte e visceri delle   5
                                 abbattute, esami sierologici sui sieri
                                 degli animali abbattuti e di cattura;
                                 elaborazione dei risultati.

        Centro Epidemiologico Regionale:
        valutazione epidemiologica del piano,    6
        analisi quantitativa dei dati di popolazione.
        INFS: consultazione, indirizzo e convalida
        del piano

                                                                 IZSLER
Finalità ed utilità del piano/1

Ripetuto ogni anno….
 porterebbe    all’acquisizione        di    dati
  fondamentali:
    per una corretta gestione sanitaria di una
     specie selvatica d'interesse venatorio
    ma anche in termini di salute pubblica, legato
     alla verifica di presenza di zoonosi.
 fornirebbe una previsione sulla comparsa
  di focolai di EBHS

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Finalità ed utilità del piano/2
  Conoscere le patologie dominanti in ciascun'area
   e dello stato sierologico degli animali permette

una corretta                                            misure di
movimentazione              l’adozione di               profilassi
degli animali,               misure                    specifica negli
rispettando cioè                                  allevamenti, quali
l’uguaglianza di          restrittive per                 interventi di
condizioni                     limitare la          vaccinazione dei
dell’ambiente                diffusione di           riproduttori o la
ricevente rispetto al    malattie infettive e   sieroterapia in caso
donatore                    diffusive quali:           di comparsa di
                                                  focolai di malattia
                             blocco delle
                           catture, messa a
                         riposo di certe aree
                          per uno o più anni

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Documenti prodotti
Controllo sanitario delle lepri regolarmente
cacciate

Accertamenti diagnostici su cause di mortalità
naturale delle lepri a vita libera

Monitoraggio delle lepri di cattura provenienti
da zone di ripopolamento

Requisiti di idoneità “biologica” degli
allevamenti e norme igienico-sanitarie

                                                  IZSLER
Controllo sanitario delle lepri regolarmente cacciate
   Vengono elencati norme e requisiti relativi a:
     raccolta dei visceri e del sangue
     distribuzione ai cacciatori di contenitori e siringhe per la
      raccolta dei materiali
     identificazione degli animali
     recapito per la consegna
     modalità di conservazione

                                         Aiuta ad impedire la
    Permette di
                                          disseminazione sul
    acquisire maggiori
                                                   territorio di
    informazioni circa
                                          eventuali materiali
    lo stato sanitario
                                        infetti e la diffusione
    delle lepri presenti
                                          ad opera di vettori
    nelle zone di caccia
                                                        passivi.

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Accertamenti diagnostici su cause di mortalità
                   naturale delle lepri a vita libera
Vengono elencati norme e requisiti relativi a:
 -   raccolta e conservazione degli animali
 -   modalità di consegna
 -   recapito
 -   identificazione degli animali
 -   luogo e modalità di ritrovamento
Le carcasse di lepri trovate morte sono sottoposte:

                            Esame necroscopico
                              e parassitologico

       Es. virologico da                           E’ valutata l’età
      fegato e milza per                          (< o > a 1 anno)
             EBHS
                            Es. batteriologico
                      da visceri (sp. per tularemia,
                    pseudotubercolosi, pasteurellosi)

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Monitoraggio delle lepri di cattura provenienti da zone
                                       di ripopolamento

     Vengono elencati norme e requisiti relativi a:
      Identificazione delle aree da controllare
      Rilievo dei dati di popolazione (censimenti)
      Determinazione dell’età
      Consistenza numerica dei soggetti da controllare
      Modalità di contenimento e prelievo di sangue per
       esame sierologico
         -   EBHSV                  - borreliosi,
         -   tularemia              - toxoplasmosi
         -   brucellosi             - leptospirosi,

                                                      IZSLER
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Requisiti di idoneità “biologica” degli allevamenti e
                            norme igienico-sanitarie
 Censimento e anagrafica degli allevamenti sul territorio
 Geo-posizionamento tramite rilevamento GPS ?
 Vengono elencati norme e requisiti relativi a:
   - Luogo dell’allevamento e Posizione dei recinti
   - Tipologia della recinzione e Protezione dai predatori
   - Tipologia delle gabbie
   - Sistema di abbeverata e Alimentazione
   - Pulizia e Misure di profilassi diretta
   - Svezzamento e messa a terra
   - Controllo sanitario, vigilanza sanitaria, accertamenti diagnostici
     (sierologici per EBHS, tularemia, brucellosi, leptospirosi,
     toxoplasmosi; esame necroscopico e accertamenti di
     laboratorio sui soggetti deceduti spontaneamente) e norme
     specifici di profilassi diretta e indiretta
   - Gestione dei recinti

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Costi
Riguarderanno      l’esecuzione    delle    analisi
virologiche e sierologiche e gli eventuali
sopralluoghi in loco del personale dell’IZS.
  circa € 17/siero per      €7,75/lepre per l’esame
l’esame sierologico (6       anatomo-patologico e
determinazioni: EBHS,          ulteriori esami di
  Brucella Tularemia,             laboratorio.
Lepto, Toxo, Borrelia)

      L’esecuzione dell’intero piano, sulla base
        di un possibile campionamento di 250
      sieri (tot € 4250) e 200 lepri e visceri (€
      1550) dovrebbe comportare una spesa di
                  circa € 5800/anno.
                                              IZSLER
Valutazione critica: CONTRO
 Necessità di un potere forte di coordinamento
  (Amm. Provinciale)
 Novità rispetto alla tradizione  ma scelta
  pressoché obbligata in futuro
 Difficoltà a convincere i cacciatori  azione di
  formazione capillare
 Complessità del piano
 Disponibilità di risorse sul territorio (veterinari
  l.p., ASL, recapiti, congelatori etc)
 Riscontri economici non immediati per gli
  allevatori
 Sostenibilità a livello territoriale (allevamenti,
  recinti, Z.R.C.)
                                                 IZSLER
Valutazione critica: PRO

 Modulabilità del Piano
 Costi relativamente limitati per le analisi
 Migliore utilizzo delle risorse economiche
  degli ATC
 Ritorno d’immagine presso opinione
  pubblica
 Positive o incoraggianti esperienze di
  alcune Amministrazioni (MO, PC, SI, CR,
  PR, AL, MN, etc.)

                                          IZSLER
Conclusioni/1

  L’applicazione sistematica di un
  piano di monitoraggio, fondato
     anche e soprattutto sulla
collaborazione prestata da tutti gli
 operatori del settore, può aiutare
 a creare una maggiore sensibilità
    verso i problemi sanitari, la
risoluzione dei quali porterebbe a
  benefici tangibili soprattutto in
 termini numerici di sviluppo delle
      popolazioni di selvatici.

                                               IZSLER
Conclusioni/2
Gli “Ingredienti” che consentono di attuare
una gestione della lepre con maggiore
serenità, sicurezza ed efficacia sono:
 1.razionalizzazione delle procedure di
   ripopolamento
 2.limitazioni all’importazione e trasferimento di
   animali
 3.coordinamento e organizzazione delle diverse
   componenti interessate alla gestione
 4.educazione sanitaria, monitoraggio sanitario
   continuo, strutture diagnostiche di supporto

                                                     IZSLER
Grazie per
l’attenzione
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