"Anziani non indispensabili", è bufera su Toti. Lo sdegno della politica e dei social: "Dimissioni"

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"Anziani non indispensabili", è bufera su Toti. Lo sdegno della politica e dei social: "Dimissioni"
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     “Anziani non indispensabili”, è bufera su Toti. Lo sdegno
     della politica e dei social: “Dimissioni”
     di Redazione
     01 Novembre 2020 – 14:29

     Genova. Il tweet Giovanni Toti in cui è comparsa la frase sugli anziani “non
     indispensabili“, riferita ai decessi relativi al covid, ha creato una vera e propria tempesta
     politica che rischia di travolgere il presidente di Regione Liguria e il suo staff. Già dopo
     pochi secondi dalla pubblicazione, il cinguettio è diventato un urlo, rimbalzato in
     decine e poi centinaia di bacheche e profili dei social network di tutta la Liguria, e non
     solo, accompagnato da sdegno, proteste e condanne.

     Non si sono fatte attendere anche le reazioni del mondo politico, istituzionale e sociale,
     con decine di comunicati stampa, post su facebook e commenti. “Toti chieda umilmente
     perdono: ha offeso il concetto stesso della nostra società e noi tutti che facciamo tesoro dei
     nostri anziani. Rifiutiamo l’immagine di un Governatore che dovrebbe avere a cuore tutti i

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     cittadini e invece, evidentemente vittima dei deliri di onnipotenza, ha dato voce a un
     concetto così deplorevole”, dichiara il capogruppo regionale del M5s Fabio Tosi
     commentando il post di Toti, accompagnato da un comunicato stampa di tutto il
     movimento che descrive le parole del tweet come “gravissime”.

     “Una delle frasi più agghiaccianti sentite da molti anni a questa parte, con toni che
     pensavamo consegnati alla storia – scrive il partito democratico – E invece per Toti le
     persone si distinguono fra utili e inutili a secondo del loro valore produttivo. Una frase
     indegna, soprattutto di un rappresentante istituzionale, che ha tenuto per sè peraltro
     anche la delega alla Sanità. Toti chieda immediatamente scusa e si vergogni. E se non è
     in grado di garantire la salute dei cittadini liguri, tutti, si dimetta“.

     “È anche difficile trovare le parole giuste per commentare il tweet di Giovanni Toti. Si è
     espresso in maniera orrenda, non degno di un presidente di una Regione come la Liguria.
     L’espressione ‘non indispensabile’ mi ha fatto venire un brivido lungo la schiena e ho
     subito pensato ai ‘lavoratori necessari’ del film Schindler’s List – dichiara il deputato
     genovese, Luca Pastorino, segretario di presidenza alla Camera per Leu – “La
     rettifica successiva – aggiunge Pastorino – è una toppa rabberciata, non serve affatto a
     sminuire la gravità del suo ragionamento. Le persone più fragili vanno tutelate, vero.
     Bisogna evitare che il virus torni a seminare morte tra le fasce d’età più martoriate. E chi
     resta vittima del Covid non può essere liquidato come un incidente di percorso, legato alla
     produttività. Toti è stato eletto per governare la Regione, non per abbandonarsi a discorsi
     di raro disprezzo per la vita umana”.

     Compatti anche i sindacati. “Le esternazioni del Presidente Toti via social sono
     agghiaccianti. Nonostante il presidente abbia cercato di fare marcia indietro, resta
     l’amarezza per tanta crudele superficialità che purtroppo non si limita ad un twitt ma ad
     una idea di fondo, ossia che gli anziani possano essere sacrificati. È di questi giorni la
     notizia che la Regione vuole inserire i covid positivi nelle rsa. È la prova della
     considerazione che il Presidente ha delle persone anziane“, scrive la Cgil, mentre la
     Cisl parla di “allucinanti affermazioni sugli anziani pubblicate sui social. Chi lo ha detto
     che gli anziani non siano produttivi? Lo vada dire alle famiglie e ai nostri giovani, molti dei
     quali vivono solo grazie all’apporto dei nonni e che ora sono in difficoltà perché non
     possono affidar loro i figli quando sono al lavoro”.

     “Le parole del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti sono ignobili e miserabili.
     Una vergogna per le Istituzioni del nostro Paese – scrive su Facebook e Twitter il
     portavoce nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni – Dovrebbe solo rassegnare le
     dimissioni – conclude l’esponente di Leu – e sparire il più velocemente possibile dalla
     scena pubblica”.

     “Se De Luca se la prende con una bambina che vuole andare a scuola il pasciuto ligure ci
     comunica che i nostri genitori possono anche morire – scrive Maurizio Acerbo, segretario
     di Rifondazione Comunista – I “governatori” ormai sono un caso clinico. Showmen
     incapaci gonfi di consenso che deriva dal bipolarismo forzato imposto da leggi elettorali
     vergognose sono in preda a deliri narcisistici.

     Ma a invocare le dimissioni anche Codacons: “Affermazioni gravi che dovrebbero
     portare alle immediate dimissioni di Toti, considerato che al contrario gli anziani sono
     soggetti indispensabili per il tessuto sociale italiano, e andrebbero tutelati sotto ogni
     aspetto”. E sulle dimissioni è comparsa immediatamente una petizione on line che chiede
     le dimissioni del governatore e che in pochi minuti a già ricevuto centinaia di adesioni.

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     Ma la polemica oramai è a livello nazionale: commenti al tweet arrivano da tutte le parti e
     da moltissimi protagonisti della vita politica e sociale nazionale.

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