10 IMPEGNI PER IL FUTURO DELLA NOSTRA CASA COMUNE E TEMPI DI ATTUAZIONE
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10 IMPEGNI PER IL FUTURO DELLA NOSTRA CASA COMUNE
E TEMPI DI ATTUAZIONE
1. TRASPARENZA E PARTECIPAZIONE
(Entro i primi 100 giorni dall’insediamento)
Garantire la partecipazione delle Associazioni ambientaliste e animaliste riconosciute
ai procedimenti amministrativi e legislativi regionali, istituzionalizzando trimestrali
momenti di confronto e dialogo tra la Giunta regionale e le Associazioni, sulla base
di argomenti proposti dalle Associazioni, al fine di assicurare una sinergica e
tempestiva collaborazione a tutela del primario interesse ambientale, nel rispetto di
quanto previsto dalla Convenzione di Aarhus e dalle disposizioni attuative nazionali
e sovranazionali.
2. AGENZIA REGIONALE PER LA PROTEZIONE DELL’AMBIENTE DELLA CALABRIA
(Entro i primi 100 giorni dall’insediamento)
Al fine di rafforzare il ruolo e le funzioni di controllo ambientale di ARPACAL,
aumentare significativamente l’autonomia funzionale, le risorse umane ed
economiche per accrescere le capacità dell’Agenzia di lavorare, d’intesa con la Rete
nazionale delle Arpa e in coordinamento con Ispra, al meglio per il controllo, la
ricerca e il monitoraggio del territorio, aspetti di fondamentale importanza per le
politiche di prevenzione e implementazione in campo ambientale e per salvaguardare
la salute pubblica. Aumento che dovrà trovare riscontro nella crescita annuale del
20% in tutti i settori di competenza dell’ARPACAL.
3 TUTELA SPECIE E HABITAT
(Entro il primo anno dall’insediamento)
a. Proteggere almeno il 35% del territorio e il 35% del mare per tutelare e preservare
l’importante Capitale Naturale presente in Calabria, rafforzando e allargando la Rete
Ecologica Regionale con l’istituzione di nuove aree protette (Parco della Catena
Costiera, Parco del Reventino, Parco Fluviale del Neto e Riserva del Fiume Vergari,
Parco della Costa Viola, Parco fluviale del Petrace, Parco fluviale dell’Amendolea,
Parco fluviale di Butramo e Laverde), dando attuazione all’effettiva gestione e tutela
dei Parchi marini regionali già istituiti (Riviera dei Cedri, Scogli di Isca Baia di
Soverato, Fondali Capocozzo-S.Irene, Costa dei Gelsomini) superando il
commissariamento dell’Ente per i parchi marini regionali e aggiornando il modello di
governance, promuovendo l’istituzione di altre aree protette nelle zone costiere e
marine di pregio della regione (Baia di San Nicola Arcella, Fondali della “Costa degli
dei”, Isola di Dino, Dune di Mirto Crosia e dell’Angitola, Costa di Capo Rizzuto,
Costa delle Tartarughe da Palizzi marina a Capo Bruzzano), salvaguardando e
valorizzando le aree della Rete Natura 2000 litoranee, con particolare riferimento alle
Fiumare Saraceno, Avena, Amendolea e Melito, che fungono da corridoi ecologici tra
costa e montagna.
b. Garantire la piena applicazione delle vigenti linee guida ministeriali per la valutazione
di incidenza ambientale (VINCA) da redigere preventivamente alla realizzazione di
piani, progetti e attività nelle aree della rete Natura 2000 (come previsto dalla
normativa europea) e pubblicare un report annuale dettagliato di tutte le VINCA
adottate.c. Al fine di rafforzare il sistema regionale di sorveglianza e antibracconaggio,
attualmente inesistente, affidato a poche unità volontarie delle associazioni
ambientaliste, istituire, d’intesa con la Città Metropolitana, il Servizio regionale di
Polizia Ambientale per la sorveglianza in campo ambientale attraverso il
coordinamento e il rafforzamento, in termini di uomini e mezzi, del personale dei corpi
di polizia provinciale già presenti in regione.
d. Introdurre lo strumento del DASPO, ovvero del divieto di caccia nei territori della
provincia in cui vengono rilevati reati a danno della fauna, compreso l’illecito
abbattimento di qualsiasi specie in violazione delle disposizioni della L.157/92.
e. Pubblicare le annuali relazioni di cui all’art. 33 L. 157/92 in maniera dettagliata e
approfondita al fine di contribuire a monitorare le attività di vigilanza e di contrasto al
bracconaggio.
f. Al fine di tutelare le spiagge, vietare la pulizia con utilizzo di mezzi meccanici delle
aree dunali in tutte le spiagge, con particolare riguardo ai periodi di nidificazione delle
tartarughe marine (es. Caretta caretta) e degli uccelli (es. Fratino).
g. Approvare e finanziare misure idonee a ridurre il fenomeno della mortalità per
attraversamenti stradali di fauna selvatica (dissuasori, sottopassi, sovrappassi ecc.) in
almeno il 10% della rete stradale regionale, partendo dai tratti a maggiore criticità.
h. Aggiornare il Piano faunistico venatorio regionale, che ha valenza quinquennale ed è
scaduto da oltre 10 anni, ampliando le possibilità per i cittadini di ottenere il divieto
di esercizio dell’attività venatoria nel proprio fondo (art. 15 c. 3 L. 157/92).
i. Pubblicare il calendario venatorio sempre entro il 15 giugno di ogni anno, come
previsto dalla L. 157/92 (art. 18 c. 4) e garantire il pieno rispetto di tutte le indicazioni
fornite dall’obbligatorio parere dell’ISPRA, escludendo dall’elenco delle specie
cacciabili Moriglione (SPEC 1) Pavoncella (SPEC 1), Tortora selvatica (SPEC 1),
Coturnice (SPEC 1), Tordo sassello (SPEC 1) e sospendendo dall’elenco delle specie
cacciabili, fino all’adozione di specifici piani di gestione annualmente rendicontati,
Moretta (SPEC 2), Combattente (SPEC 2), Allodola (SPEC 3), Beccaccino (SPEC 3),
Codone (SPEC 3), Quaglia (SPEC 3), Folaga (SPEC 3), Marzaiola (SPEC 3).
j. Al fine di tutelare le colture agricole e la biodiversità, contrastare l’aumento del
numero di cinghiali e il crescente rischio di diffusione di zoonosi, quali la peste suina
africana, nonché lo spostamento degli stessi verso aree urbane e strade, sulla base di
quanto acclarato a livello scientifico, ovvero che la caccia al cinghiale esercitata con
la tecnica della braccata e/o battuta aumenta la proliferazione e la mobilità della specie,
vietare queste due modalità di caccia al cinghiale.
k. Creare il Sistema integrato di recupero e cura della fauna selvatica in difficoltà e la
rete dei Centri di Recupero degli Animali Selvatici, uno per ogni provincia, mettendo
in bilancio le risorse necessarie al loro corretto funzionamento.
l. Attivare specifiche convenzioni con la Capitaneria di Porto e la Guardia di finanza al
fine di rafforzare i controlli sulle attività di pesca, commerciale e alieutica, al fine di
fermare le frequenti illegalità e aumentare la sostenibilità del settore.
m. Redigere e adottare il Piano regionale per prevenire l’introduzione di specie alloctone
invasive nel territorio regionale, comprese le acque interne, e, nel rispetto delle
normative vigenti e delle indicazioni scientifiche di Ispra, approvare e finanziare
interventi per contenere le specie alloctone invasive più impattanti sulla biodiversità.
4 TUTELA ANIMALI D’AFFEZIONE E PREVENZIONE DEL RANDAGISMO
(Entro il primo anno dall’insediamento)
Approvare modifiche alla legge regionale per la tutela degli animali d’affezione e
la prevenzione del randagismo che prevedano:a. l’istituzione del Garante regionale per i diritti degli animali;
b. il censimento semestrale dei cani vaganti, delle colonie feline, dei cani e dei gatti di
proprietà e l’estensione dell’obbligo di microchippatura a tutti gli animali d’affezione;
c. la redazione annuale di Piani di prevenzione delle nascite dei cani e dei gatti vaganti
a opera di ASP e Comuni, finanziati con apposite risorse, anche tramite convenzioni
con medici veterinari liberi professionisti;
d. la gratuità per la sterilizzazione e identificazione in anagrafe degli animali d’affezione
di cani e gatti delle aziende agro-zootecniche e delle famiglie meno abbienti (su base
ISEE);
e. l’obbligo di realizzare e attivare un canile e gattile sanitario pubblico in ogni Comune
o gruppo di Comuni con popolazione complessiva pari a 150 mila abitanti e il
potenziamento del numero di canili rifugio esistenti prevedendo la capienza massima
di 200 cani per i canili rifugio;
f. l’obbligo per i Comuni di stipulare una convenzione pluriennale con il canile sanitario
e/o ambulatorio sanitario;
g. l’obbligo di prevedere l’accesso giornaliero, e per non meno di quattro ore, alle
associazioni di protezione animale riconosciute ai sensi della Legge del Terzo Settore,
all’interno di tutte le strutture deputate alla custodia di cani e gatti, pubbliche e private,
e la realizzazione di campagne annuali per l’adozione dei cani e dei gatti;
h. la semplificazione delle procedure che consentano l’adozione dentro e fuori regione,
così come per la reimmissione degli animali, dopo la profilassi sanitaria e la
sterilizzazione, sul territorio di provenienza;
i. il numero unico di pronto intervento per animali feriti e vaganti e l’istituzione in ogni
Comune, o per gruppi di Comuni con popolazione pari a 5.000 abitanti, di un pronto
soccorso veterinario, anche in convenzione con i medici veterinari libero
professionisti;
j. l’istituzione di una rete regionale di ambulatori sanitari dove attuare la profilassi
sanitaria a cani vaganti, gatti in libertà e animali di affezione padronali di cittadini
appartenenti alla fascia di popolazione meno abbiente (su base ISEE);
k. l’obbligo per i Comuni privi o con pochi agenti di Polizia locale di stipulare
convenzioni con le Guardie Volontarie Zoofile delle associazioni di protezione
animale regolarmente riconosciute;
l. il divieto di detenere i cani alla catena e indicazioni chiare su obblighi e doveri del
proprietario/detentore di cani e gatti, prevedendo sanzioni amministrative per ciascuna
tipologia di infrazione;
m. l’accesso a cani e gatti, adeguatamente vigilati dai proprietari, in tutti i luoghi pubblici
e aperti al pubblico, comprese le spiagge, compatibilmente con le esigenze sanitarie e
di tutela di habitat e specie protette;
n. la previsione di una la partecipazione diretta delle associazioni di protezione animale,
riconosciute e iscritte nel registro regionale e/o nazionale, nelle fasi precedenti e
successive al recupero e all'adozione di cani e gatti dai canili anche al fine di valutare
l'idoneità dell'adottante a tenere cura dell'animale;
o. la collaborazione con le associazioni di cui sopra per abrogazioni e modifiche DCA
67/2018, così come per la gestione di eventuali situazioni emergenziali in materia di
randagismo.
5 AGRICOLTURA E ZOOTECNIA
(Entro il primo anno dall’insediamento)
a. Al fine di contrastarne l'abbandono delle aree interne e favorire la rinascita dei piccoli
centri abitati rurali, sempre più spopolati, redigere e adottare il Piano regionale per iservizi essenziali, ossia sanità, scuola, trasporti e comunicazioni, da garantire presso
tutti i piccoli e piccolissimi Comuni calabresi.
b. Redigere e adottare il Piano straordinario di finanziamenti e supporto amministrativo
e formativo per consentire la transizione ecologica di almeno il 70% delle aziende
agricole e zootecniche dal metodo convenzionale al metodo biologico.
c. Nell’attribuzione dei finanziamenti regionali porre quale criterio di vantaggio l’uso di
tecniche ed approcci biologici in alternativa ai prodotti chimici di sintesi, nonché la
ristrutturazione delle filiere zootecniche al fine di ridurne l’impatto ambientale,
sanitario e sociale.
d. Riconoscere quale criterio di vantaggio, in termini di assegnazione di finanziamenti e
supporto, il valore aggiunto della superficie destinata ad aree naturali presente
all’interno delle aziende agricole.
e. Favorire l’agricoltura improntata alla tutela degli impollinatori e della biodiversità
nonché sul misurabile risparmio dell’acqua e riduzione di consumo del suolo.
f. Creare un adeguato ed efficace sistema regionale di finanziamento delle misure di
prevenzione dei danni causati alle attività agricole dalla fauna selvatica, nonché di
accertamento e indennizzo del danno, finanziando adeguate attività di formazione,
sensibilizzazione e supporto agli agricoltori e agli allevatori, anche attraverso il
coinvolgimento delle Associazioni di protezione ambientale e delle Istituzioni
scientifiche, per favorire la corretta convivenza con la fauna selvatica.
g. Al fine di dare giusto riconoscimento al settore della produzione primaria, adottare
indirizzi regionali per quello che è definito il “prezzo giusto e trasparente”, che ripaghi
adeguatamente il produttore primario rendendo conto della sostenibilità ambientale e
della tutela dei lavoratori nella produzione.
h. Gestire correttamente la raccolta dei materiali plastici usati in agricoltura e
promuovere politiche finalizzate alla riduzione e sostituzione di almeno il 50% delle
materie plastiche.
i. Promuovere e sostenere l’uso del compost di qualità sui terreni agricoli.
j. Aumentare del 50% i controlli presso le aziende zootecniche per verificare il benessere
degli animali da allevamento.
k. Adottare misure efficaci per disincentivare gli allevamenti di tipo intensivo e
scoraggiare le pratiche cruente di stabulazione degli animali, vincolando a tal fine i
fondi europei e i finanziamenti nazionali.
l. Prevedere che il Piano di Sviluppo Rurale, come previsto dal primo pilastro della PAC,
dia concreta gestione dei siti Natura 2000, strutturando e adottando regolamenti per la
gestione dei siti stringenti e vincolanti per la transizione ecologica delle attività agro-
zootecniche che vi operano.
m. Nella nuova programmazione del PSR (Piano di Sviluppo Rurale) attivare con
adeguate risorse la Misura 12 (Indennità Natura 2000), quale strumento per assicurare
alle aziende agricole con SAU all’interno dei siti Natura 2000 un premio aggiuntivo a
compensazione degli obblighi e divieti introdotti con le misure di conservazione
regolamentari, implementando, al contempo, la vigilanza sul corretto rispetto di tali
obblighi e divieti.
n. Prevedere prioritariamente incentivi economici per la gestione forestale conservativa,
che punti su foreste disetanee, promuovendo la certificazione forestale internazionale
FSC e riconoscendo il valore “economico” prodotto dai servizi ecosistemici
destinando specifiche risorse aggiuntive, come il mantenimento dei servizi essenziali
(sanità, scuola e trasporti), e prevedendo forme di detassazione per le comunità locali
dove sono presenti le foreste ben conservate che li hanno generati.6 RIFIUTI E PLASTICA
(Entro il primo anno dall’insediamento)
a. Elaborare e adottare il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti basato su una
impiantistica di prossimità, a valle della raccolta differenziata, secondo le metodiche
stabilite dalla “Strategia Rifiuti zero” in ossequio alle nuove norme europee in materia
di gestione, riutilizzo e riciclo dei rifiuti urbani, contenute nel pacchetto sull’economia
circolare (nello specifico Dir. 2018/850/UE, Dir. 2018/851/UE – recepite dal decreto
legislativo n. 116 del 03/09/2020).
b. Vietare l’uso di plastica monouso e ridurre l’uso di carta non riciclata in tutte le sedi
istituzionali.
c. Promuovere e detassare l’utilizzo di alternative ecologiche alla plastica monouso
(prodotti compostabili, alternative riutilizzabili), in accordo con la Direttiva UE
2019/904 SUP, in vigore dal 2021.
d. Intensificare la raccolta differenziata “porta a porta” ed estendere il servizio nelle aree
sprovviste.
e. Promuovere la diffusione del compostaggio domestico e condominiale e favorire la
realizzazione di impianti di compostaggio con operatività intercomunale,
correttamente distribuiti in base alla popolazione servita (residente e stagionale).
f. Predisporre in accordo con i Comuni servizi di raccolta dei rifiuti speciali, tossici e
pericolosi (farmaci, oli usati, batterie e vernici) con la realizzazione di idonei impianti
di selezione per il loro recupero e smaltimento
g. Prevedere una corretta filiera di conferimento e recupero dei RAEE (rifiuti di
apparecchiature elettriche ed elettroniche), sensibilizzando la popolazione al loro
corretto e gratuito smaltimento
h. Introdurre su tutto il territorio regionale un sistema di tariffazione puntuale che faccia
pagare le utenze sulla base della produzione effettiva di rifiuti non riciclabili
(meccanismo che premia il comportamento virtuoso dei cittadini e li incoraggia ad
acquisti più consapevoli).
i. Redigere, adottare e realizzare il Piano per la bonifica delle discariche dismesse e delle
tante discariche abusive.
j. Promuovere e aggiornare la mappatura regionale e la bonifica delle aree e delle
strutture in cui è presente amianto.
k. Stabilire finalità ed azioni nel campo della prevenzione, lavorando sulla riduzione alla
fonte, ed aumentare il riciclo da raccolta differenziata, riducendo il volume dei rifiuti
in discarica o a termovalorizzazione per realizzare l’obiettivo di rifiuti zero in discarica
anche attraverso campagne di sensibilizzazione della cittadinanza.
l. Costruire gli impianti della filiera del riciclo, a partire da impianti per il recupero e il
riciclo delle materie plastiche rendendo autosufficienti tutte le province calabresi con
effetti positivi sull’ambiente, sulla salute e sull’occupazione.
m. Proseguire il percorso di bonifica delle aree inquinate da discariche non a norma o da
attività industriali. Intervenire per la messa in sicurezza, caratterizzazione e bonifica
delle numerose discariche comunali, attive negli scorsi decenni su tutto il territorio
regionale. Ad oggi non bonificate e spesso prive di recinzione e accessibili a tutti con
conseguente possibilità di illecito utilizzo. La loro ubicazione, a volte ricadente nelle
immediate vicinanze di pendii o corsi d’acqua, tra l’altro, aggrava il rischio di
dilavamento dei rifiuti con il conseguente trascinamento in mare.
n. Dedicare particolare attenzione all’area SIN di Crotone, la cui bonifica deve essere
parte di un progetto di riqualificazione urbana ambientalmente sostenibile da integrare
nel tessuto urbano. Particolare attenzione dovrà essere posta nella bonifica dellediscariche “fronte mare” per la contiguità ai delicati ecosistemi ricadenti nell’Area
marina protetta di Capo Rizzuto.
o. Mettere a disposizione dei Comuni risorse tecniche ed economiche le per la
realizzazione di un adeguato numero, rispetto alla popolazione servita, di “isole
ecologiche” atte ad accogliere specifiche categorie di rifiuti conferiti da privati e a
disincentivare l’abbandono di rifiuti (principalmente speciali ed ingombranti).
p. Mettere a disposizione dei Comuni risorse economiche per la realizzazione di
programmi e progetti pluriennali di sensibilizzazione e formazione sulle tematiche
della tutela ambientale e del corretto conferimento dei rifiuti, destinati alle scuole di
ogni ordine e grado, ai cittadini, alle attività commerciali, nonché corsi di
aggiornamento per operatori delle imprese aggiudicatarie del servizio di raccolta e
spazzamento dei rifiuti.
q. Predisporre, insieme ai Comuni, piani cadenzati nel tempo di pulizia del territorio atti
ad eliminare l’accumulo dei rifiuti abbandonati nell’ambiente, mettendo a punto
insieme ai Comuni un piano di controllo e vigilanza, anche con l’ausilio della
tecnologia, nei luoghi più soggetti ad abbandono dei rifiuti.
r. Favorire collaborazioni attive con associazioni di protezione ambientale incentivando
la stipula di Protocolli d’Intesa atti a sancire azioni di intervento sul territorio, nonché
regole a cui i Comuni stessi devono ottemperare in materia di riciclo e riutilizzo.
7 DEPURAZIONE E RETI IDRICHE
(Entro il primo anno dall’insediamento)
a. Impegnare le risorse umane ed economiche necessarie al completamento,
ammodernamento ed efficientamento delle reti fognarie e delle reti delle acque grigie,
fornendo supporto tecnico ed economico ai Comuni.
b. Impegnare le risorse umane ed economiche necessarie al completamento,
ammodernamento ed efficientamento dei depuratori, fornendo supporto tecnico ed
economico ai Comuni, a tutela dell’ecosistema marino e del turismo, adeguando quelli
esistenti, monitorando e controllando accuratamente il funzionamento degli impianti
e incentivando nuove strategie di depurazione su piccola e media scala, come la
fitodepurazione.
c. Attivare convenzioni con l’Arma dei Carabinieri per il regolare monitoraggio dei corsi
d’acqua al fine di individuare la presenza di scarichi abusivi provenienti da
centri urbani, abitazioni rurali, attività industriali e zootecniche.
d. Predisporre, d’intesa con i Comuni, periodiche operazioni di pulizia dei corsi d’acqua
da quei rifiuti che, accumulandosi, finiscono inevitabilmente in mare.
e. Realizzare, in collaborazione con i Comuni, un sistema centralizzato di monitoraggio
e sorveglianza della rete idrica, in particolare allo scarico in uscita.
f. Dare attuazione concreta al referendum sull’acqua pubblica.
g. Supportare i Comuni nelle azioni mirate a ridurre gli sprechi e l’abuso di acqua
potabile.
8 DISSESTO IDROGEOLOGICO, EROSIONE COSTIERA, INCENDI BOSCHIVI, CURA DEL VERDE
(Entro il primo anno dall’insediamento)
a. Adottare misure improntate alla corretta gestione dei corsi d’acqua secondo
l’approccio “Nature Based Solutions” che tutelino gli argini e la vegetazione ripariale
ed evitino le attività di sottrazione di inerti e sedimenti dagli alvei dei fiumi.b. Intervenire presso i Consorzi di Bonifica per far rispettare i criteri minimi di gestione naturalistica delle sponde fluviali così come previsto dal Decreto Ministeriale del 10 marzo 2020 (art. 3, sez. E, par. b, n. 1). c. Sostenere una forte azione di contrasto all’abusivismo edilizio e di traslocazione delle strutture civili e industriali attualmente presenti nella aree a maggior rischio. d. Adottare misure idonee a contrastare il consumo di suolo e la sua impermeabilizzazione, stabilendo l’obiettivo di consumo zero e. Predisporre azioni improntate ad una corretta regimentazione delle acque piovane. f. Tutelare gli habitat costieri, in particolare i sistemi dunali e gestire la presenza delle banquettes di Posidonia oceanica, che svolgono un’azione protettiva dei litorali nei confronti dell’erosione, secondo il concetto di “spiaggia ecologica” elaborato da ISPRA e la Circolare Ministero dell’Ambiente (MATTM) n. 8123/2006. g. Adottare interventi su scala di bacino a partire dalle coste e dalle zone maggiormente a rischio, come le province di Crotone e Vibo Valentia, con particolare attenzione ai corsi delle “fiumare”. h. Ottimizzare gli investimenti economici diretti a finanziare il Piano Anti Incendio Boschivo (AIB) incentrandoli sul modello dei contratti di responsabilità che riconosce i costi in virtù della minore superficie bruciata, fornendo al comparto personale, mezzi e attrezzature adeguati. Investire, in particolare, sulla formazione permanente degli operatori del settore, compresi i volontari, dei DOS, dei dirigenti di Calabria Verde, nonché del personale della Sala Operativa Unificata Permanente. Ogni atto dovrà essere concluso e ogni soggetto coinvolto dovrà essere pronto ed operativo entro il mese di maggio di ciascun anno. i. Verificare la corretta attuazione e realizzazione, da parte di Calabria Verde, di tutte le attività di prevenzione degli incendi boschivi, come la pulitura dei viali parafuoco e di manutenzione delle vie di accesso alle aree forestali, entro il mese di maggio di ciascun anno. j. Supportare i Comuni nella realizzazione e nell’annuale aggiornamento dei catasti degli incendi e predisporre strumenti di verifica e sanzione in caso di inerzia. k. Prevedere, nell’ambito del nuovo Piano AIB, l'utilizzo delle nuove tecnologie (droni, geo referenze) per la prevenzione e il contrasto agli incendi. l. Realizzare, in accordo con l'ANCI, una campagna d'informazione e sorveglianza per contrastare l'illecita pratica dell'abbruciamento delle stoppie e in generale di comunicazione diffuse per la tutela della natura dagli incendi. m. Favorire attività di formazione e sensibilizzazione dei cittadini, in particolare di agricoltori, allevatori e abitanti delle aree rurali, circa il comportamento da tenere in caso di incendio boschivo, le modalità di segnalazione alle autorità ma anche le conseguenze, economiche e ambientali provocate dagli incendi boschivi. n. Vigilare, in merito alle opere di riforestazione, affinché le Misure del PSR ad esse destinate non siano distorte per foraggiare vecchie e nuove speculazioni. È parimenti necessario che le eventuali attività di riforestazione sui terreni percorsi dal fuoco vengano effettuate solo nelle ipotesi previste per legge e previa valutazione, ad opera di esperti, di rispetto rigoroso dei requisiti scientifici e naturalistici. o. Istituire una moratoria regionale per la realizzazione di nuove Centrali a biomasse e procedere alla progressiva chiusura di quelle esistenti e palesemente sovradimensionate. p. Approvare una legge per l’ampliamento delle aree verdi urbane ed extra-urbane, anche attraverso l’incentivo della cosiddetta Gestione Condivisa dei Beni Comuni, nonché la corretta gestione del verde vietando l’utilizzo di tecniche dannose come la capitozzatura e i tagli indiscriminati degli alberi, con particolare riguardo ai periodi di nidificazione degli uccelli.
q. Applicare la legge 10/2013 creando sinergie e collaborazioni con i Comuni e i
Carabinieri Forestali, affinché tutti i Comuni sopra i 15.000 abitanti si dotino di un
catasto degli alberi e affinché gli amministratori dei Comuni producano un bilancio
del verde a fine mandato.
r. Farsi carico delle iniziative volte al sostegno dei Comuni per il rispetto delle Linee
guida per la gestione del verde urbano e prime indicazioni per una pianificazione
sostenibile del 2017, formulate dal Comitato per lo Sviluppo del Verde Urbano del
Ministero delle Transizione Ecologica.
s. Completare per ogni provincia, di concerto con il MIPAAF e i Carabinieri Forestali,
l'elenco degli alberi monumentali.
t. Favorire una maggiore capacità d'intervento a la tutela dei patriarchi arborei.
9 CONTRASTO AI CAMBIAMENTI CLIMATICI. CO2 NET-ZERO 2025
(Entro il primo anno dall’insediamento)
a. Introdurre la Carbon Tax, in accordo con la preesistente dichiarazione di "Emergenza
Climatica" della Regione Calabria, al fine di scoraggiare attività altamente inquinanti
e rientrare nell'obiettivo CO2 Net-ZERO 2025.
b. Rendere tutti gli edifici regionali autonomi da un punto di vista energetico.
c. Rinnovare la flotta di trasporto pubblico regionale eliminando mezzi obsoleti e
inquinanti e favorendo trasporto su rotaia (anche attraverso il ripristino delle linee
ferroviarie a scartamento ridotto e di mobilità dolce) e con mezzi a basse emissioni.
d. Promuovere la realizzazione di impianti di energia rinnovabile.
e. Pianificare manifestazioni mirate al coinvolgimento della cittadinanza, con particolare
riferimento alle giovani generazioni, al fine di sensibilizzare sugli effetti dei
cambiamenti climatici e sulle buone pratiche per ridurre le emissioni clima alteranti.
10 TURISMO SOSTENIBILE E CULTURALE
(Entro il primo anno dall’insediamento)
a. Incentivare attività turistiche rispettose della natura e delle specificità del territorio,
nonché delle sue tradizioni culturali, impedendo la realizzazione di attività impattanti
in aree di pregio naturalistico e paesaggistico e prevedendo accessi con sistemi di
prenotazione e numeri predeterminati nei luoghi, nei siti e nei periodi a maggior
rischio per la conservazione del patrimonio naturale e culturale regionale.
b. Sotto il profilo dell’accessibilità regionale puntare sui percorsi di mobilità lenta e sul
potenziamento della rete ferroviaria.
c. Promuovere ed incentivare un turismo sostenibile che metta al centro le aree interne e
i borghi calabresi per sostenerne l’economia ed evitarne lo spopolamento.
d. Valorizzare la costa puntando sulle tradizioni enogastronomiche di qualità, che siano
rispettose di ambiente e animali, sulla cultura del mare e sul grande patrimonio
archeologico, artistico e naturale regionale.
Chiediamo che i candidati a Presidente della Giunta regionale e i candidati alla carica di Consigliere
regionale sottoscrivano l’impegno, sulla base di quanto contenuto in tutti i punti sopra indicati, ad
adottare direttamente le misure di competenza della Regione e di vincolare l’indirizzo politico e
amministrativo, nonché i rapporti con gli Enti locali e nazionali.Le Associazioni e i gruppi: WWF Calabria, ENPA, Italia Nostra, sedi LAV Calabria, LIPU, Legambiente, Ass. Mare Pulito Bruno Giordano, Baticòs, Comitato stop incendi Calabria, Gli amici di Ambra, Onda Calabra Animalista, OIPA Lamezia Terme. Letto e sottoscritto: Nome e Cognome (candidato)
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