Nuovo coronavirus: Direttive cantonali inerenti i servizi dei Centri di attività giovanile (stato e entrata in vigore il 28 maggio 2020)
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Ufficio del sostegno a enti e attività
per le famiglie e i giovani
28.05.2020
Nuovo coronavirus:
Direttive cantonali inerenti i servizi dei Centri di attività giovanile
(stato e entrata in vigore il 28 maggio 2020)
L’Ufficio del sostegno a enti e attività per le famiglie e i giovani (UFaG) verifica che gli enti
riconosciuti garantiscano la continuità dei servizi e dispongano di un proprio “Piano di
protezione contro il COVID-19”. A partire da oggi, i Centri di attività giovanile possono
predisporre l’apertura delle strutture. Questo deve riportare le misure riguardo l’igiene
accresciuta, la distanza sociale, la protezione del personale e dei frequentatori, per
permettere una progressiva riapertura delle strutture in base all’evoluzione della situazione
epidemica. Le presenti Direttive hanno l’obiettivo di proteggere dal contagio dal nuovo
coronavirus il personale e i giovani che frequentano i Centri di attività giovanile riconosciuti ai
sensi della Legge sul sostegno e il coordinamento delle attività giovanili (Legge giovani),
facendo riferimento alle disposizioni dell’Ufficio federale della sanità pubblica (OFSP), al
“Piano di protezione per il graduale avviamento delle attività in favore dei bambini e dei
giovani, rispettivamente dell’animazione socioculturale dell’infanzia e della gioventù” edito dal
DOJ/AFAJ, Associazione mantello svizzera per l’animazione socioculturale dell’infanzia e
della gioventù, tendendo conto dei concetti di protezione sviluppati nell’ambito della scuola e
delle le strutture d’accoglienza extra-familiare, d’intesa con l’Ufficio del medico cantonale
(UMC), nonché degli aggiornamenti presenti sul sito cantonale www.ti.ch/coronavirus, che vi
invitiamo a consultare regolarmente.
Premessa
Le attività per l’infanzia e la gioventù contribuiscono, attraverso attività di educazione non
formale, al benessere dei giovani, al loro sviluppo fisico e psicologico, alle pari opportunità e
alla coesione sociale. Svolgendosi durante il tempo libero, queste attività sono
complementari all’insegnamento scolastico e contribuiscono a riequilibrare le inuguaglianze
sociali e le differenti opportunità dei singoli soggetti, amplificate durante il periodo di
confinamento, al fine di restituire ai giovani il loro diritto alla partecipazione e al tempo libero.
Inoltre, nelle loro funzioni educative, collaboratori/trici favoriscono l’adozione delle necessarie
misure di protezione da parte dei frequentatori delle strutture nella vita quotidiana. Mantenere
e rinforzare le attività per l’infanzia e la gioventù in vista delle vacanze estive è ancor più
importante, in quanto molti giovani non partiranno per le vacanze. Inoltre, la progressiva
riapertura delle strutture è essenziale per i genitori che lavorano e che cercano delle
soluzioni per conciliare i diversi impegni della vita quotidiana.
Le presenti Direttive per i servizi dei Centri di attività giovanile sono state elaborate al fine
d’informare i/le collaboratori/trici delle strutture, gli Enti responsabili e i Comuni sulle
condizioni per lo svolgimento di attività per l’infanzia e la gioventù e mettere in atto un piano
di protezione per ridurre il rischio di contagio sia tra il personale sia tra i destinatari dei servizi
e proteggere nel miglior modo possibile le persone particolarmente a rischio. Per analogia, le
presenti disposizioni, con i necessari adeguamenti, si applicano anche alle attività di
animazione destinate a giovani svolte dai Servizi di prossimità.
È richiesto agli Enti responsabili, a ogni collaboratore/trice e ai volontari di garantire la
riapertura delle strutture adeguando l’organizzazione delle attività in modo da rispettare le
disposizioni dell’UFSP. Gli Enti responsabili sono inoltre chiamati a definire delle misure
complementari da mettere in atto in funzione delle specificità delle strutture e dei loro
destinatari (“Piano di protezione contro il COVID-19”).Ufficio del sostegno a enti e attività
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1. Procedure straordinarie
L’Ente responsabile del Centro di attività giovanile garantisce il coordinamento,
l’implementazione e l’attuazione delle misure di protezione e assicura l’informazione rispetto
al piano di protezione.
L’Ente responsabile designa un “team pandemia”, stabilisce un coordinatore e un sostituto,
che avanza proposte, definisce i compiti organizzativi, assicura l’informazione e definisce una
procedura che indichi come l’Ente intende organizzarsi per proteggere dal contagio dal
nuovo coronavirus il personale e i frequentatori dei Centri d’attività giovanile (vedi capito 12.).
2. Principali vie di trasmissione
Le tre vie di trasmissione principali del nuovo coronavirus sono:
il contatto stretto: distanza inferiore a 2 metri da una persona malata;
le goccioline: se una persona malata tossisce o starnutisce, i virus possono arrivare
direttamente sulle mucose di occhi, naso o bocca di un’altra persona;
le mani: tossendo, starnutendo o toccando le mucose le goccioline giungono sulle
mani, da dove i virus vengono trasmessi alle superfici. Da lì il virus può passare alle
mani di un’altra persona e raggiungerne gli occhi, il naso o la bocca se questa si
tocca il viso.
3. Protezione contro la trasmissione: principi generali
Lo svolgimento delle attività all’interno delle strutture deve essere adeguato, i/le
collaboratori/trici devono essere istruiti/e e i frequentatori devono essere informati sul
comportamento da tenere.
Per prevenire la trasmissione vanno rispettati tre principi fondamentali:
tenersi a distanza, nonché igiene delle mani, pulizia delle superfici e disinfezione;
proteggere le persone particolarmente a rischio;
isolare dalla vita sociale e professionale le persone malate e quelle che sono state a
stretto contatto con esse.
I principi per la prevenzione della trasmissione si basano sulle vie di trasmissione principali
summenzionate. La trasmissione per contatto stretto e tramite goccioline può essere
ostacolata tenendosi a una distanza di almeno 2 metri. Per impedire la trasmissione del
virus attraverso le mani, è importante un’igiene delle mani regolare e scrupolosa da parte di
tutti e la pulizia delle superfici toccate di frequente.
Per maggiori informazioni, vi invitiamo a consultare regolarmente la pagina “Così ci
proteggiamo” dell’UFSP.
La pulizia regolare di superfici e oggetti dopo l’uso deve essere svolta secondo necessità, in
particolare se vengono toccati da più persone. I rifiuti delle pulizie devono essere smaltiti inUfficio del sostegno a enti e attività
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modo sicuro (vedi capito 6.). I panni di pulizia e l’abbigliamento personale devono essere
lavati in lavatrice a 60 °C con comune detersivo.
Pulire regolarmente con un comune detergente le superfici e gli oggetti (p. es.
superfici di lavoro, telefoni, tastiere, giochi, rubinetti e lavabi, ecc.), in particolare se
utilizzati in comune;
Pulire regolarmente maniglie di porte e finestre, pulsanti di ascensori, distributori
d’acqua, interruttori, maniglie dei WC, penne, sedie, giochi, corrimano e altri oggetti
toccati spesso da più persone.
Per garantire una protezione efficace, l’Ente responsabile mette a disposizione del
personale il materiale di protezione e d’igiene e prevendendo delle scorte adeguate.
4. Protezione delle persone particolarmente a rischio e di coloro che vivono con
persone appartenenti a categorie a rischio
A protezione del personale impiegato a titolo professionale o di volontariato (di età < 65
anni), eventuali collaboratori/trici che fanno parte delle categorie definite vulnerabili, esposte
a un rischio maggiore per la propria salute in caso di contagio e di grave decorso della
malattia, non vanno fatte lavorare a contatto con i giovani. Particolarmente a rischio è chi
soffre di una di queste patologie:
ipertensione arteriosa
diabete
malattie cardiovascolari
malattie croniche delle vie respiratorie
malattie e terapie che indeboliscono il sistema immunitario
cancro
Su tale aspetto si rimanda agli artt. 10b e 10c dell’Ordinanza 2 sui provvedimenti per
combattere il coronavirus (COVID—19). Ulteriori informazioni sull’argomento sono
disponibili all’indirizzo www.ufsp-coronavirus.ch.
Anche le persone di più di 65 anni sono considerate e a rischio di decorso grave della
malattia. Per queste persone occorre mettere in atto misure per proteggere dal contagio. Le
persone particolarmente a rischio continuano ad attenersi alle misure di protezione
dell’UFSP e lavorano, per quanto possibile da casa.
Collaboratori/trici che fanno parte delle categorie definite a rischio possono svolgere attività
amministrative o mantenere i contatti con i frequentatori delle strutture privilegiando l’uso
delle tecnologie di comunicazione.
In caso di personale in gravidanza, pur non essendo questo caso inserito nelle categorie a
rischio, s’invita i datori di lavoro a valutare ogni singolo caso con le proprie dipendenti e a
rispettare le normative federali (Ordinanza 1 concernente la legge del lavoro).
Se il/la collaboratore/trice del Centro di attività giovanile vive con una persona vulnerabile
questi deve lavorare con la mascherina e rispettare le distanze indicate al lavoro come a
casa.Ufficio del sostegno a enti e attività
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I giovani che fanno parte delle categorie a rischio che vivono con una persona vulnerabile
possono invece non frequentare la struttura se ne hanno la possibilità, ma non sono esclusi.
Si raccomanda in ogni caso di consultare il medico curante in caso di sintomi compatibili
con il COVID-19. Collaboratori/trice presteranno particolare attenzione alla salute degli
ospiti a rischio e rispetteranno scrupolosamente le misure di protezione. In loro presenza,
collaboratori/trici indosseranno sempre la mascherina.
Chi non si sente bene o presenta dei sintomi simil influenzali (tosse, mal di gola, affanno,
sensazione di febbre, febbre, dolori muscolari, diarrea) o ha perso improvvisamente il senso
dell’olfatto e/o del gusto, lo comunica tempestivamente all’Ente responsabile e resta
obbligatoriamente a casa. Chi è stato a stretto contatto con una persona risultata positiva al
test di laboratorio si mette in auto-quarantena (secondo le direttive dell’UFSP) e aspetta
indicazioni dall’Ufficio cantonale competente (contact tracing).
L’UFSP descrive i sintomi del nuovo coronavirus in un video illustrativo.
5. Procedure d’accoglienza nei Centri di attività giovanile
Dall’entrata in vigore delle presenti Direttive fino al 6 giugno 2020, l’accesso ai Centri di
attività giovanile è riservato unicamente ai giovani fino al compimento dei 16 anni.
All’accoglienza, il/la collaboratore/trice, nel rispetto della protezione dei dati personali, stila
un elenco dei frequentatori con nome, cognome, numero di telefono, data e ora entrata e
uscita. Questo elenco va conservato e messo a disposizione delle autorità sanitarie per
l’eventuale tracciamento in caso di indagini ambientali condotte dalle stesse autorità in
relazione ai contagi rilevati (contact tracing). Gli elenchi vanno conservati 14 giorni prima di
essere eliminati.
Il/la collaboratore/trice chiede ai frequentatori se hanno sintomi simil influenzali e di poter
prende loro la temperatura con un termometro infrarossi a distanza di cui la struttura è
tenuta a dotarsi. Se il termometro è utilizzato da più persone, dovrà essere disinfettato tra
una misurazione e l’altra. Se il frequentatore avesse una temperatura ≥ 37.7 °C e/o altri
sintomi, l’interessato/a non può essere accolto nella struttura. Il/la collaboratore/trice, dopo
essersi lavato/disinfettato le mani consegna una mascherina e l’interessato/a ed è
prontamente invitato/a a rientrare a casa e/o sono contattati i genitori affinché vengano a
prenderlo/a.
6. Misure d’igiene accresciuta
Per proteggere sé stessi e gli altri in modo adeguato, si raccomanda di continuare ad
attenersi alle regole di igiene e di comportamento, nonché di seguire attentamente le
disposizione dell’UFSP in caso di sintomi secondo le indicazioni pubblicate sul portale “Così
ci proteggiamo”.
L’UFSP ha realizzato una serie di filmati che possono essere utilizzati anche a scopo
didattico, che spiegano:
come lavarsi correttamente le mani;Ufficio del sostegno a enti e attività
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l’utilizzo della mascherina;
come tossire o starnutire correttamente
7. Igiene delle mani
Tutte le persone presenti, collaboratori/trici e frequentatori, si lavano accuratamente,
regolarmente e frequentemente le mani con il sapone liquido per almeno 40-60 secondi o,
qualora non fosse possibile il lavaggio con acqua corrente, la loro disinfezione con una
soluzione idro-alcolica (60-80% di alcol). È altresì importante non dimenticare di sfregare il
dorso delle mani, gli interstizi tra le dita, gli spazi sotto le unghie e i polsi, in particolare,
nelle seguenti situazioni:
all’entrata e all’uscita della struttura;
dopo aver utilizzato i WC;
dopo ogni volta che si è entrati in contatto con una persona (in caso di contatto con
mani, viso, sedia);
dopo ogni cambio di attività;
prima e dopo pranzo;
prima e dopo le uscite;
per asciugare le mani vanno utilizzati asciugamani di carta monouso. Il rubinetto va
chiuso con la carta e questa gettata in un cestino a pedale con coperchio;
prima e dopo l’utilizzo della mascherina, di guanti, del cambio di abiti, prima e dopo
ogni attività, lavare le mani con sapone liquido o disinfettante;
per i bambini di età inferiore a 10 anni, occorre evitare l’uso del disinfettante tranne in
situazioni in cui non è possibile accedere all’acqua corrente;
non toccare con le mani i canali di entrata del virus (bocca, occhi, naso).
8. Igiene delle superfici
È indispensabile prestare attenzione all’igiene delle superfici, delle attrezzature, del
materiale e degli alimenti. Si raccomanda in particolare di:
arieggiare i locali la frequenza è in funzione del numero di persone all’interno
dell’ambiente. Si consiglia di arieggiare ogni ora per almeno 10 minuti, ma almeno 4
volte al giorno, in particolare prima e dopo l’utilizzo;
pulire le superfici con un panno umido di detergente comune per le abitazioni, più
volte al giorno; il panno (meglio se di microfibra), se non monouso, sarà da lavare a
60 °C in lavatrice con comune detersivo;
i rifiuti con liquidi biologici (fazzoletti, tovaglioli, stoviglie usa e getta, ecc.) vanno posti
in un sacchetto trasparente che si chiude e si getta nel sacco dei rifiuti RSU. La
pattumiera dei rifiuti deve avere un coperchio a pedale. Per una corretta gestione dei
rifiuti si raccomanda di:
o svuotare regolarmente i cestini dei rifiuti (in particolare, quelli vicino a dove ci si
lava le mani);
o evitare di toccare direttamente i rifiuti;
o utilizzare sempre degli attrezzi (scopa, paletta ecc.) da disinfettare dopo
l’utilizzo;
o indossare guanti per toccare i rifiuti e gettarli subito dopo l’uso;
o non comprimere i sacchi dei rifiuti.Ufficio del sostegno a enti e attività
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9. Distanziamento sociale
Si suppone che l’adozione delle misure di distanza sociale da parte dei giovani rispetto ai
bambini sia più elevata e che la probabilità di contrarre il nuovo coronavirus aumenti con
l’età. Laddove necessario, le norme di distanza sociale possono essere applicate in
maniera adeguata anche da chi frequenta i Centri di attività giovanile.
Le regole di distanza non vanno necessariamente applicate al di sotto dei 16 anni e il
contatto fisico è consentito.
La distanza di 2 metri deve essere rispettata tra giovani e adulti, così come tra i
giovani di più di 16 anni.
I/le collaboratori/trici mantengono, per quanto possibile, la distanza sociale minima
con i frequentatori delle strutture, questa può essere ridotta in base alle attività e ai
bisogni specifici del bambino o del giovane nel qual caso l’adulto indosserà la
mascherina se la distanza non è data e se l’interazione è superiore a 15 minuti.
Evitare il contatto fisico.
Dal 30 maggio 2020, sia all'interno sia all'esterno degli edifici, gli assembramenti
sono consentiti fino ad un massimo di 30 persone.
In struttura, il numero massimo di persone a cui è consentito l’accesso sarà calcolato
sulla base delle superfici disponibili (3 metri quadrati per ogni bambino o giovane e 4
metri quadri per ogni collaboratore/trice).
Fino al 5 giugno 2020 compreso, il numero di giovani deve essere ridotto sulla base
delle superfici disponibili all’interno dei locali o degli spazi esterni delimitati fino ad un
massimo di 16 giovani presenti contemporaneamente.
Nei gruppi di 16 giovani, si raccomanda la presenza di 2 collaboratori/tri (almeno 1
collaboratore ogni 8 giovani).
Il numero massimo di frequentatori può essere ulteriormente ridotto dall’Ente
responsabile, qualora ciò comportasse delle difficoltà di gestione dei ragazzi e di
rispetto delle misure di protezione.
Dal 6 giugno 2020, il numero di giovani presenti in struttura non sarà soggetto a
limitazioni, ma lo svolgimento delle attività condizionato al rispetto delle disposizioni
delle presenti direttive.
10. Dispositivi di protezione personale
Il/la collaboratore/trice indossa abiti puliti all’entrata in servizio. Si consiglia di appenderli a
prendere aria o lavarli dopo ogni giornata lavorativa in lavatrice a 60 °C con comune
detersivo.
Laddove non è possibile rispettare la distanza di 2 metri e in caso di sintomi, il/la
collaboratore/trice utilizza la mascherina, in particolare se la durata del contatto è
prolungata (> 15 minuti).
La visiera sarà utilizzata in tutte quelle situazioni dove si ha un frequente e prevedibile
„togliere/mettere“, questa però non sostituisce la mascherina in funzione del criterio dato
dalla distanza/tempo e rischio residuo basso. Premettendo che la mascherina protegge
principalmente il bambino o il giovane e la visiera principalmente chi la indossa; e
considerando che i bambini non sono in base alle attuali osservazioni scientifiche vettori di
contagio, per i Centri di attività giovanili, non essendoci particolari situazioni diUfficio del sostegno a enti e attività
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ravvicinamento per un tempo prolungato tra adulto e giovani, è possibile utilizzare la visiera.
Disinfettare più volte al giorno la visiera, soprattutto in caso di starnuti o sputacchiamenti
dell’utenza o del/della collaboratore/trice. Qualora ci fossero, si raccomanda l’uso della
mascherina. Qualora il/la collaboratore/trice avesse il raffreddore o sintomi allergici, è
necessario l’utilizzo della mascherina.
Uso della mascherina
In caso di uso della mascherina, in situazioni di distanziamento di almeno 2 metri e per un
tempo duraturo essa può essere temporaneamente scostata dal viso (previo lavaggio delle
mani prima e dopo la manipolazione). Sul corretto utilizzo della mascherina e di altri
eventuali strumenti e pratiche di protezione si rimanda alle indicazioni dell’UFSP per il
personale sanitario.
Per un corretto ed efficace utilizzo della mascherina richiamiamo le seguenti disposizioni:
non utilizzare mascherine artigianali non omologate;
non toccare la mascherina quando la si indossa. Lavare le mani ogni volta che la
mascherina è stata toccata una volta indossata;
la medesima mascherina può essere mantenuta per un intero turno di lavoro;
in caso di utilizzo intermittente, conservare temporaneamente la mascherina
all’asciutto, ma non in un contenitore chiuso, nel locale riservato al personale, e in
modo tale da non contaminare sia la parte interna della mascherina sia altre
superfici. La mascherina può anche essere abbassata sotto al mento e in seguito
riposizionata dopo essersi lavati o disinfetti le mani.
Uso dei guanti
Nelle situazioni in cui vi è un potenziale contatto con liquidi biologici (saliva, feci, urina,
ecc.), p. es. durante lo svolgimento delle pulizie, il/la collaboratore/trice indossa guanti
monouso. Questi saranno gettati dopo averli sfilati in modo da rivoltare la parte esterna
all’interno.
11. Misure di protezione per la progressiva riapertura delle attività
Tutte le persone coinvolte (personale, frequentatori, genitori) devono ricevere le necessarie
istruzioni.
Gli/le infermieri/e dei Servizi di Assistenza e Cure a Domicilio (SACD) del rispettivo
comprensorio sono a disposizione dei/delle collaboratori/trici dei Centri di attività giovanile
per consulenze sanitarie preventive sull’adeguatezza delle specifiche misure non previste
dalle presenti Direttive e per proporre eventuali accorgimenti organizzativi. Tramite il
centralino, gli/le infermieri/e del SACD sono in particolare disponibili per:
dare indicazioni al personale e rispondere alle domande;
determinare le misure igieniche e di protezione più adeguate ai minori vulnerabili e
ai/alle collaboratori/collaboratrici.Ufficio del sostegno a enti e attività
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Per lo svolgimento delle attività nei Centri di attività giovanile si raccomanda di
adottare le seguenti misure:
Distanza sociale e igiene
Affissione dei cartelloni sulle norme igieniche e sulla distanza sociale pubblicate
dall'UFSP.
Le regole per l'igiene, la pulizia, la disinfezione dei locali e degli oggetti sono redatte
secondo specifiche necessità delle singole strutture e appese in posizione ben
visibile nei locali. Le regole sono discusse con l’Ente responsabile e tra
collaboratori/trici. Le regole sono successivamente comunicate ai frequentatori delle
strutture e ai loro genitori. Si suggerisce di far riferimento al video realizzato
dell’UFSP in occasione della riapertura delle scuole.
Servizi igienici appropriati e dispositivi adatti (disinfettanti, asciugamani monouso di
carta, dispenser di sapone liquido, cestini con coperchio a pedale) sono messi a
disposizione dei frequentatori delle strutture e sono tenute scorte sufficienti del
materiale necessario.
Limitazione del numero di persone: far entrare nelle strutture poche persone alla
volta (1 persona ogni 3 metri quadri di superficie); tenere o trasferire all’aperto i
frequentatori in attesa, evitando gli assembramenti di più di 30 persone e
richiamando il rispetto della distanza sociale.
Un numero minimo mascherine (30 per struttura) deve essere disponibile nel caso in
cui una persona presenti sintomi influenzali o non sia possibile rispettare la distanza
sociale. Le mascherine possono essere richieste all’UFaG.
Rinunciare, se possibile, alla distribuzione di materiale informativo cartaceo a ai
giovani o ai loro genitori.
Ulteriori misure d’igiene
In caso di sporco, le superfici vanno prima lavate e in seguito disinfettate.
I giochi vanno disinfettati regolarmente, almeno la sera prima del riordino, ma anche
nel corso della giornata. Non utilizzare giochi che non possono essere puliti in
lavatrice 60° C o che non sopportano il disinfettante.
Se sono previste delle attività a terra, i pavimenti devono essere puliti dopo ogni utilizzo
o, se ciò non fosse possibile, almeno una volta al giorno.
Evitare l’aspirapolvere perché aumenta il rischio di sollevamento delle particelle
sporche, privilegiando le pulizie umide (straccio). Utilizzare l’aspirapolvere a fine
giornata e la mattina seguente pulire il pavimento e le superfici con uno straccio o
panno con detergente ad uso domestico.
I rifiuti con liquidi biologici dei giovani (fazzoletti, tovaglioli, stoviglie usa e getta, ecc.)
vanno posti in un contenitore con coperchio a pedale dotato di un sacchetto
trasparente che si chiude e si getta nel sacco dei rifiuti RSU (vedi capitolo 5.).
Per la disinfezione delle superfici, si invita a consultare la scheda dell’UMC “Prodotti
chimici, biocidi e disinfettanti contro il Coronavirus responsabile del COVID-19 -
Informazioni per la scelta e l’uso”. Per piccole superfici si suggerisce l’utilizzo di
disinfettante con soluzione idro-alcolica (60-80% di alcol), mentre per grandi superfici
e per i servizi igienici si può utilizzare un detergente disinfettante a base di cloro, se
la superficie lo consente (p. es. candeggina diluita allo 0.5%).Ufficio del sostegno a enti e attività
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Spazi e locali
Gli spazi vanno misurati per valutare la loro capienza ricettiva e, se necessario,
vengono applicate delle marcature di distanza e i percorsi di entrata/uscita.
Stabilire zone di transito e di soggiorno. Si tratta p. es. di percorsi di transito a senso
unico, zone per la consulenza, locali riservati al personale. Si suggeriscono alcune
misure: applicazione di segni di riferimento sul pavimento per garantire il
mantenimento della distanza di almeno 2 metri tra le persone presenti e rispettare il
flusso di persone.
L’uso di ventilatori non è indicato e, laddove disponibili, si suggerisce di procedere
regolarmente alla sanificazione e manutenzione degli impianti di aria condizionata
conformemente alle indicazioni del produttore.
I locali non devono essere affittati a terzi.
Non è consentito l'utilizzo dei locali senza accompagnamento da parte dei/delle
collaboratori/trici.
Le aree esterne vanno separate dallo spazio pubblico (marcatura o recinzione).
Negli spazi pubblici adiacenti le strutture vanno prese misure per evitare il
raggruppamento.
Se le attività dovessero svolgersi in locali di terzi (strutture scolastiche o comunali
abitualmente non utilizzate per le attività dei Centri d’attività giovanile), si applicano le
presenti Direttive, a meno che tali spazi non abbiano un proprio Piano di protezione,
nel qual caso vigono ulteriori disposizioni.
Attività
Privilegiare le attività che si svolgono all’aperto.
L’utilizzo di parchi giochi, parchi pubblici e infrastrutture sportive (p. es. piscine e lidi)
deve svolgersi secondo le indicazioni previste per gli spazi in oggetto.
Si evita di cucinare o servire bibite in caraffe e bicchieri. È consentita la distribuzione
di bibite in bottiglia e snack sigillati.
I giovani sono incoraggiati a non condividere cibo o bevande.
Si sconsiglia l’utilizzo di piscine gonfiabili da giardino.
Non vengono organizzate attività che prevedono contatti intergenerazionali.
Particolare attenzione deve essere prestata all'uso di locali utilizzati da un pubblico
misto (bambini/genitori/anziani).
Gli adulti che non sono direttamente coinvolti nelle attività di animazione come
genitori, colleghi attivi in altre strutture o servizi, evitano di frequentare gli spazi dei
Centri di attività giovanile.
Se possibile, i giovani si recano alle attività in bicicletta o a piedi.
Dal 6 giugno 2020 saranno ammesse le manifestazioni pubbliche e private fino a 300
persone (p. es. concerti, le rappresentazioni teatrali e le proiezioni di film), ma a
condizione che tali eventi dispongano di un piano di protezione apposito. In tal
senso, si raccomanda al Centro di attività giovanile di limitare l’organizzazione di
eventi aperti anche a frequentatori non abituali del centro.
Trasferte e escursioni
Dal 30 maggio 2020, le escursioni sono possibili in gruppi di massimo 30 persone,
collaboratori/trici esclusi, e mantenendo la distanza sociale.Ufficio del sostegno a enti e attività
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I trasporti privati sono preferibili ai trasporti pubblici.
Se ritenuto necessario, per i trasporti pubblici, valgono le disposizioni delle aziende
di trasporto. Le raccomandazioni di AutoPostale danno alcune indicazioni in merito.
Si raccomanda di ridurre il numero di persone presenti nel veicolo, facendo più viaggi
o utilizzando più veicoli.
Gli autisti che trasportano persone indossano mascherina e guanti. In caso di presenza
di un altro adulto oltre all’autista, questi siede davanti con la mascherina.
Si suggerisce di tenere i finestrini aperti.
Per i giovani di età inferiore a 16 anni, non è raccomandato l’uso della mascherina.
In auto possono sedere 3 giovani sotto i 16 anni sul sedile posteriore, conformemente
alle norme della circolazione e alla capacità omologata del veicolo.
Al termine del trasporto, l’autista disinfetta con un panno umido tutte le superfici di
contatto (manopole, impugnature, volante, cambio, cruscotto, maniglie, ecc.).
12. Contatti con situazioni potenzialmente a rischio di contagio
Qualora, durante la permanenza in struttura, si riscontrasse che il bambino o il giovane
manifesti sintomi simil influenzali o riconducibili al COVID-19, è tenuto ad indossare la
mascherina se fattibile, è allontanato dagli altri frequentatori ed è prontamente invitato a
rientrare a casa o a contattare i genitori affinché vengano a prenderlo. Occorre disinfettare
prontamente le superfici toccate dal bambino o dal giovane e gli oggetti con cui è entrato in
contatto.
Il/la collaboratore/trice che ha avuto un contatto diretto e non protetto con le secrezioni
potenzialmente infettive (p. es. esposizione a colpi di tosse o starnuti, contatto a mano nuda
di fazzoletti di carta usati, ecc.), si lava immediatamente le mani e le disinfetta, si lava con
sapone liquido il viso se goccioline di tosse hanno raggiunto il volto, continua a lavorare con
una mascherina chirurgica e tiene sotto controllo il proprio stato di salute per le successive
48 ore.
Chi è stato a stretto contatto con una persona risultata positiva al test di laboratorio si mette
in auto-quarantena (secondo le direttive dell’UFSP) e aspetta indicazioni dall’Ufficio
cantonale competente (contact tracing).
Al rientro a domicilio, il/la collaboratore/trice mette all’aria gli abiti in un luogo che non entri
in contatto con i membri della famiglia, separato da quelli da loro utilizzati e li lava in
lavatrice a 60 °C. Si lava le mani con sapone e le disinfetta. Il/la collaboratore/trice fa la
doccia e indossa abiti puliti. In caso di apparizione di sintomi, il/la collaboratore/trice non si
presenta o è allontanato/a dal lavoro. Si raccomanda che il/la collaboratore/trice venga
valutato/a e sottoposto/a al test COVID-19 secondo le istruzioni dell’UFSP riportate qui
sotto.
13. Condotte da adottare in caso di sintomi nel personale: auto-isolamento e auto-
quarantena
I/le collaboratori/trici malati o che presentano dei sintomi possono frequentare la struttura
fino all’esito del test. Se questo fosse positivo, i/le collaboratori/trici malati devono restare aUfficio del sostegno a enti e attività
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casa in auto-isolamento secondo le istruzioni dell’UFSP (se non possono fare a meno di
uscire, devono indossare una mascherina chirurgica). Il/la collaboratore/trice risponde alle
domande del test di autovalutazione online. Al termine riceverà una raccomandazione
pratica. Se il/la collaboratore/trice dovesse sottoporsi al test, tramite il sito, sarà istruito/a su
come procedere o telefonerà al suo medico per discutere della procedura.
Poiché la malattia può essere contagiosa anche prima della comparsa dei sintomi e in caso
di decorso lieve, anche i malati non gravi devono mettersi in auto-isolamento. A protezione
della salute di tutti, l’Ente responsabile deve consentire al dipendente di rimanere a casa.
Se il collaboratore/trice avesse avuto contatti stretti e prolungati con i frequentatori del
Centro di attività giovanile, è raccomandato che venga valutato/a e sottoposto/a al test
COVID-19 se ha sintomi.
Se si vive nella stessa economia domestica o si ha avuto un contatto stretto e prolungato
con una persona affetta da una malattia respiratoria acuta, è necessario rispettare le
istruzioni per l’auto-quarantena secondo le disposizioni dell’UFSP.
14. Condotte da adottare in caso di situazioni sanitarie a rischio o di sintomi tra i
frequentatori dei Centri di attività giovanili
In caso di situazioni sanitarie problematiche o di rilevamento di sintomi riconducibili a
COVID-19 i/le collaboratori/trici del Centro di attività giovanile:
1. garantiscono le misure di protezione del personale e dei frequentatori (vedi punti
precedenti);
2. informano l’Ente responsabile;
3. in accordo con l’Ente responsabile, se l’ospite è di età inferiore a 16 anni, informano i
genitori o il rappresentante legale dell’interessato/a.
L’Ente responsabile della struttura è tenuto:
1. elaborare il “Piano di protezione contro il COVID-19”;
2. garantire le misure e la disponibilità di materiale di protezione del personale e dei
frequentatori (vedi punti precedenti);
3. prendere contatto immediato con il medico del personale o il medico di riferimento
della struttura;
4. secondo le indicazioni del medico del personale, del medico di riferimento o del
contact tracing, l’Ente responsabile mette a disposizione, se richiesto, l’elenco dei
frequentatori all’Ufficio del medico cantonale (UMC);
5. avvisare immediatamente l’ispettore di riferimento dell’UFaG per informarlo e
verificare la linea di condotta adottata;
6. d’intesa con l’ispettore dell’UFaG o l’UMC qualora intervenuto, valutare se il
personale, le famiglie o gli altri frequentatori sono tenuti a rispettare l’auto-isolamento
o l’auto-quarantena;
7. procedere alla chiusura temporanea del Centro di attività giovanile, qualora venga
decretata dal Medico cantonale;Ufficio del sostegno a enti e attività
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8. nei casi conclamati di COVID-19, solo se i contatti sono stretti e prolungati, chiedere
ai collaboratori/tri di comunicare alle famiglie e/o ai frequentatori le indicazioni per
attuare le necessarie misure di protezione.
L’ispettore dell’UFaG è a disposizione per fornire indicazioni agli Enti responsabili e ai/alle
collaboratori/trici dei Centri di attività giovanile e per segnalare all’UMC la necessità di
chiarire con un test situazioni di casi sospetti. L’UMC richiederà l’intervento al check point di
riferimento. Per il personale, si specifica che, ad oggi, se il test risultasse positivo i costi
sono a carico dell’assicurazione infortuni professionali, se negativo invece sono a carico del
datore di lavoro.
In caso di risultato negativo al test COVID-19, il/la collaboratore/trice rientrerà al lavoro
dopo 24 ore dalla cessazione dei sintomi.
In caso di infezione accertata da COVID-19, il/la collaboratori/trice dopo l’isolamento
ritornerà al lavoro 48 ore dalla cessazione dei sintomi e almeno 10 giorni dopo l’inizio degli
stessi. Se asintomatico rientrerà al lavoro 10 giorni dopo dalla data dell’esecuzione del
tampone positivo. Lavorerà al rientro per 4 giorni con la mascherina durante tutta la durata
del turno.
Qualora un/a collaboratore/trice frontaliere dovesse risultare positivo/a al test COVID-19
eseguito in Italia, per semplificare la procedura internazionale e rendere più efficace il
contact tracing, il/la collaboratore/trice deve informare direttamente l’Ufficio del Medico
Cantonale via email, al seguente indirizzo: dss-umc@ti.ch. Se invece il/la collaboratore/trice
frontaliere/a è stato a stretto contatto con una persona malata di COVID-19, sarà messo in
quarantena dall’autorità italiana e terrà sotto controllo il suo stato di salute. Se a seguito di
un controllo il/la collaboratore/trice risultasse positivo/a al test COVID-19, il/la
collaboratore/trice dovrà notificarlo all’indirizzo email sopra riportato. Sarà l’UMC a valutare
l’opportunità di informare il contact tracing conformemente alla situazione del/la dipendente
e in base alla probabilità di contagio verso cittadini domiciliati nel Canton Ticino. Nell’email
il/la collaboratore/trice comunicherà i seguenti dati personali: cognome, nome, data del test
COVID-19, luogo di lavoro (nome della colonia) e recapito telefonico personale. Qualora il/la
dipendente avesse eseguito il test COVID-19 nel Canton Ticino, questi dati saranno già stati
rilevati e, se ritenuto pertinente, il contact tracing già attivato.
In caso di chiusura della struttura, l’Ente responsabile contatta l’ispettore UFaG che,
d’intesa con l’UMC, fornirà le necessarie indicazioni.
15. Riapertura della struttura in caso di chiusura a seguito di auto-isolamento e/o
auto-quarantena
I Centri di attività giovanile possono essere riaperti dopo casi conclamati di COVID-19 solo
dopo pulizia e disinfezione accurata dei locali e delle superfici.
Le strutture riconosciute dall’UFaG che dovessero trovarsi confrontate a qualsiasi tipo di
difficoltà gestionale, sono invitate a prendere tempestivamente contatto con l’Ufficio, prima
di assumere autonomamente qualsivoglia decisione circa la continuità operativa della
struttura.Ufficio del sostegno a enti e attività
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16. Piano di protezione e informazione al personale
A seguito dell’introduzione dell’art. 6a dell’Ordinanza 2 sul COVID-19, le strutture e i servizi
sociali sono tenuti a compilare un proprio Piano di protezione. L’UFaG è tenuto a verificare
che ogni struttura ne disponga. Maggiori informazioni sono disponibili sul portale della
SECO e sull’ordinanza stessa.
Il modello del Piano di protezione per i Centri di attività giovanile sarà elaborato in
collaborazione con Giovanimazione e la Commissione cantonale per la gioventù sulla base
delle presenti Direttive e trasmesso agli Enti responsabili affinché venga declinato secondo
le specificità delle singole strutture. Il Piano di protezione, firmato dall’Ente responsabile, è
in sostanza l’appropriazione da parte della struttura o del servizio delle disposizioni previste.
Le misure previste dal Piano di protezione vanno condivise col personale e l’Ente
responsabile verifica che le stesse siano note e pienamente rispettate all’interno della
struttura.
Le presenti Direttive sono pubblicate sul portale www.ti.ch/coronavirus (a disposizione di
collaboratori frequentatori, genitori e della popolazione).
Sul portale dell’UFSP sono disponibili informazioni per i genitori in diverse lingue.
Le presenti direttive saranno da applicare sino a nuova comunicazione. L’UFaG, in
base alle indicazioni della Confederazione, valuterà eventuali aggiornamenti delle
presenti Direttive.
L’Ufficio ringrazia i/le collaboratori/trici dei Centri d’attività giovanile per l’impegno in
questo delicato momento e rimane a disposizione per ogni precisazione e per
qualsiasi chiarimento in merito all’applicazione delle presenti Direttive.
Ufficio del sostegno a enti e attività per le famiglie e i giovani (UFaG)
Viale Officina 6
6501 Bellinzona
tel. +41 91 814 71 51- dss-ufag@ti.ch
Capo Ufficio: Marco Galli - tel. +41 91 814 71 52 - marco.galli@ti.ch
Ispettore socioeducativo: Guido De Angeli - tel. +41 91 814 71 64 - guido.deangeli@ti.chUfficio del sostegno a enti e attività
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17. Link di riferimento:
Repubblica e Cantone Ticino:
https://www4.ti.ch/dss/dsp/covid19/home/
Ufficio federale della salute pubblica (UFSP) :
https://www.bag.admin.ch/bag/it/home/krankheiten/ausbrueche-epidemien-
pandemien/aktuelle-ausbrueche-epidemien/novel-cov.html
Ordinanza 2 coronavirus:
https://www.admin.ch/opc/it/classified-compilation/20200744/index.html
Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS):
https://www.bsv.admin.ch/bsv/it/home/politica-sociale/familienpolitik/vereinbarkeit/corona-
merkblatt-kinderbetreuung.html
DOJ/AFAJ, Associazione mantello svizzera per l’animazione socioculturale dell’infanzia e
della gioventù:
https://doj.ch/it/lanimazione-socioculturale-dellinfanzia-e-della-gioventu-e-il-corona-virus/
SECO, Piani di protezione per le aziende:
https://backtowork.easygov.swiss/it/
Ordinanza 1 concernente la legge sul lavoro:
https://www.admin.ch/opc/it/classified-compilation/20000832/index.html#a60
Autoisolamento e auto-quarantena UFSP:
https://www.bag.admin.ch/bag/it/home/krankheiten/ausbrueche-epidemien-
pandemien/aktuelle-ausbrueche-epidemien/novel-cov/selbst-isolierung-und-selbst-
quarantaene.html
Nuovo Coronavirus auto-isolamento e auto-quarantena-DSS:
https://www4.ti.ch/fileadmin/DSS/DSP/UMC/malattie_infettive/Coronavirus/Coronavirus_i
solamento_e_quarantena.pdf
Covid-19: Principi di base per la ripresa dell’insegnamento presenziale nelle scuole
dell’obbligo come fondamento per elaborare i piani di protezione nelle scuole incluse le
strutture di custodia e le scuole di musica:
https://www.bag.admin.ch/dam/bag/it/dokumente/mt/k-und-i/aktuelle-ausbrueche-
pandemien/2019-nCoV/covid-19-schutzkonzept-obligatorische-
schulen.pdf.download.pdf/Principi%20di%20base%20per%20i%20piani%20di%20protezi
one%20nelle%20scuole.pdf
Piano pandemico: Manuale per la preparazione aziendale - UFSP:
https://www.bag.admin.ch/bag/it/home/das-
bag/publikationen/broschueren/publikationen-uebertragbare-
krankheiten/pandemiebroschuere.htmlPuoi anche leggere