MM 2606 accompagnante il preventivo del Comune per l'anno 2023 Rapporto di minoranza

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Commissione della gestione

                                                                        Massagno, 10 dicembre 2022

        MM 2606 accompagnante il preventivo del Comune per l’anno 2023
                                    Rapporto di minoranza

Gli scriventi commissari si sono chinati sul preventivo 2023 con la convinzione che questo
rappresenti non un banale scritto di carattere contabile ma un documento politico, in grado – al
contempo – di fare il punto sulle scelte recentemente intraprese dalle attuali maggioranze politiche e,
soprattutto, di indicare quale indirizzo progettuale e quale visione guideranno l’azione delle autorità
municipali per il prossimo anno civile.
È proprio partendo da tali presupposti che – pur ringraziando il responsabile dei servizi finanziari,
sig. R. Rota, e il nuovo segretario comunale, sig. Christian Barelli, che tanto impegno hanno profuso
per fornirci un documento il più possibile chiaro, preciso ed esaustivo – non crediamo di poter aderire
al Messaggio Municipale 2606. Il preventivo 2023 ci pare infatti ispirato a una visione poltitica che
non condividiamo e che più volte abbiamo contestato – nella presente legislatura – dai banchi del
Consiglio comunale.
Massagno, ci viene detto, è un Comune che attua una politica “anticiclica”, investendo a beneficio
dell’intera cittadinanza (quasi cinque milioni e mezzo di investimenti, p.2). Tornando a fare del
Preventivo un documento politico, non possiamo esimerci dal rilevare come – tolte le opere necessarie
(canalizzazioni) e quelle oggettivamente improrogabili (scuola dell’infanzia) – gli altri investimenti,
fors’anche parzialmente condivisibili nei contenuti, sono stati oggetto da parte nostra di alcune
obiezioni e critiche nelle forme in cui sono stati decisi e intrapresi; osservazioni critiche sempre
rintuzzate al mittente, in un vuoto e banale gioco di forza. Per coerenza, riteniamo perciò di dover
respingere un preventivo che è espressione di scelte politiche adottate unilateralmente dall’attuale
maggioranza, che altrettanto coerentemente deve assumersene l’effettiva ed esclusiva responsabilità
(anche finanziaria).
Su due aspetti, in particolare, riteniamo che l’operato dell’Esecutivo avrebbe potuto e possa essere
più incisivo: la gestione del territorio e la questione energetica ed ecologica. Data l’importanza che
essi rivestono ai nostri occhi, proviamo a formulare su entrambi alcuni emendamenti al preventivo
2023, nella convinzione che qualora venissero approvati dal Consiglio comunale essi non potrebbero
che portare beneficio all’azione del Municipio. Nel caso in cui venissero accolti, saluteremmo con
piacere eventuali convergenze e ci riserveremmo la possibilità di cambiare idea sul Messaggio
municipale in oggetto.

a) La gestione del territorio: la cura delle aree di svago esistenti
Un articolo apparso qualche settimana fa sul Corriere del Ticino (21.11.2022) indicava Massagno
come uno dei Comuni con la più scarsa percentuale di spazi verdi del Ticino e dell’intera
Confederazione. In uno studio, commissionato alla società di consulenza IAZI da Banca Migros, e
che intendeva fotografare il rapporto tra spazi verdi e superfice costruita in numerose località
elvetiche, Massagno occupava infatti il 2145esimo posto su 2145 località prese in esame. Intervistato
dal giornalista del Corriere, l’on. sindaco, arch. Giovanni Bruschetti, adduceva a comprensibili
ragioni legate al carattere urbano del territorio comunale, ma evocava poi, a sostegno di un operato a
suo giudizio encomiabile del Municipio, la recente creazione di numerose aree verdi; superfici ad
oggi però inesistenti (Trincea, Nuovo Parco civico) o scarsamente utili e fruibili per la cittadinanza
massagnese (terreno “Swisslife”).
Commissione della gestione

Viceversa, poco o nulla è stato fatto per migliorare le aree di svago attualmente esistenti. Una
ristrutturazione dei parchi giochi o di aree quali il Parco Ippocastano è stata richiesta più volte negli
ultimi dieci anni dai banchi del Consiglio comunale, che aveva anche attivato, in passato, una
Commissione speciale preposta al tema in oggetto, la quale era giunta fino a ipotizzare possibili piani
di intervento, mai concretizzati dall’Esecutivo. La stessa interpellanza del collega Luigi Testino, in
merito ad un ipotetico acquisto dei campetti di via Foletti o ad un eventuale diritto di superfice su tali
sedimi, così come quella della collega Elena Meier sul parco Tre Pini, al di là delle fattispecie in
oggetto testimoniano senz’alcun dubbio di un bisogno diffuso nella cittadinanza, quello di disporre
gratuitamente di aree di svago certo piccole ma quantomeno fruibili, “verdi” e ben concepite e
mantenute. Nello stesso senso vanno infine la mozione dalla collega Maria Gnata, in merito alla
creazione di un dog park, e quella relativa alla creazione di una palestra all’aperto.
In relazione a questi aspetti notiamo purtroppo nuovamente, nel documento in esame, un eccessivo
disinteresse. La prospettata creazione del Nuovo parco civico non costituisce, a nostro avviso, una
risposta sufficiente ai bisogni menzionati in precedenza, né lo possono essere misure poco incisive e
piuttosto problematiche quali la riproposizione della variante di PR sul verde privato, annunciata nel
preventivo ma oggetto, già nella scorsa legislatura, di numerose perplessità da parte del Consiglio
comunale. Posto che una vera soluzione potrebbe a nostro avviso essere individuata soltanto
allargando la riflessione oltre i confini del Comune, attraverso la pianificazione intercomunale di un
sistema di spazi pubblici e verdi su scala più ampia, il Municipio potrebbe a nostro avviso iniziare
con l’investire maggiori risorse nella manutenzione e nella riqualifica delle aree di svago attualmente
esistenti. La maggioranza dei nostri concittadini sa che non si possono certo fare miracoli, date le
caratteristiche del territorio comunale; ma l’autorità politica dovrebbe riconoscere che più sono
ristrette le aree verdi e di svago più la loro importanza, e di riflesso la loro cura, diventano
fondamentali agli occhi dei cittadini.
Durante la riunione commissionale, il capo dicastero competente, l’on. vicesindaco, avv. F. Nicoli, si
è dimostrato ricettivo e propositivo in merito al tema in oggetto. Come primo emendamento,
riteniamo perciò importante stanziare una somma di denaro congrua – 150'000 frs. – per
procedere almeno a una prima riqualifica di alcune aree, che starà al Municipio individuare.
Il Parco Ippocastano, così come il grande parco giochi all’incrocio tra via Nosedo e via Foletti, ci
sembrano i sedimi prioritari su cui intervenire. Non sono certo le idee che mancheranno all’Esecutivo:
si può pensare ad esempio alla sostituzione degli attuali giochi (è sufficiente andare in qualsiasi parco
giochi di “nuova generazione” per rendersi conto della vetustà di quelli attualmente presenti a
Massagno), alla posa di tavoli e panchine per sedersi, chiacchierare o fare un pic-nic (attualmente
presenti, in quantità limitata, soltanto sul sedime Ippocastano), o all’installazione di alcune recinzioni
che potrebbero rendere i nostri parchi più sicuri per l’utenza di più tenera età. Attraverso
l’emendamento, non si intende perciò sostituirsi all’Esecutivo nella gestione e nella progettazione di
tali aree di svago, bensì costringerlo a chinarsi sulla questione sin dal prossimo anno civile e stanziare
un importo che gli consenta di iniziare a farlo.

b) La gestione del territorio: un “centro” a misura di pedone
Sempre nell’ambito di una riqualifica e di una migliore gestione del territorio e degli spazi pubblici,
chiediamo, con un secondo emendamento, di stanziare una somma di 50'000 frs. per un progetto
di massima che si proponga di trasformare la via Motta – vero e proprio “centro” del Comune
– in una zona di incontro, o zona 20. Rammentiamo che le zone d’incontro comprendono tratte di
carreggiata situate in quartieri residenziali o commerciali dove i pedoni hanno la precedenza. La
velocità è fissata a un massimo di 20 km orari.
Grazie alla modifica della legislazione federale, nel 2002, la realizzazione di zone 20 e di zone
d’incontro si è semplificata. Per la procedura di approvazione è sufficiente un breve rapporto
Commissione della gestione

accompagnato dai piani necessari. Si tratta quindi di una procedura non certo complicata e a tale
proposito di segnalano svariati esempi in tutto il Ticino e nel resto della Confederazione.
La proposta si potrebbe considerare come il primo di un’ipotetica serie di progetti da approntare nelle
zone residenziali più sensibili al problema del traffico, e il cui scopo dovrebbe essere quello di
ottenere una “strada a favore delle persone", al fine di migliorare la qualità di vita nei quartieri
residenziali, moderare il volume di traffico, contribuire a una migliore sicurezza per pedoni e ciclisti
e ridurre, infine, emissioni e rumori.

c) La riconversione energetica e la transizione ecologica
Mala tempora currunt. Viviamo tempi difficili: dopo la pandemia di Covid-19, la guerra ha rimesso
tragicamente piede sul continente europeo. Come se non bastasse, tutto ciò avviene sul fondo (o per
causa?) di una gigantesca ed epocale crisi climatica che, incombendo sull’intera umanità, pone sfide
decisive alle diverse collettività pubbliche internazionali, nazionali e locali. Non si tratta di fatti
lontani, ai quali sarà possibile sfuggire: nell’ultimo decennio, la temperatura media in Svizzera è
aumentata di circa 2.4 °C rispetto alla media calcolata sul periodo di riferimento preindustriale 1871-
1900 (fonte: meteosvizzera.admin.ch). Tale mutamento climatico provoca seri ed immediati rischi
per il nostro paese e per i suoi abitanti: dalle prolungate e più frequenti siccità estive, accompagnate
da precipitazioni sì più rare ma ben più estreme, all’aumento delle giornate canicolari. Su scala
globale, i risultati del cambiamento climatico in atto saranno ancor più gravi, e rischieranno di minare
le basi stesse della convivenza umana e civile su questo pianeta (si pensi alle problematiche legate ai
sistemi agricoli o all’approvvigionamento di acqua potabile).
Nonostante questo, la maggior parte delle collettività pubbliche – internazionali, nazionali e locali –
continua ad operare come se il tempo a disposizione fosse molto, con la miope convinzione che sarà
possibile adattarsi ai nuovi scenari senza intraprendere bruschi e decisi cambiamenti di rotta. Nel
tentativo di salvaguardare gli interessi di un sistema economico e sociale largamente responsabile del
disastro, l’attuale classe politica si limita spesso a misure di mero greenwashing, dimostrandosi così
“sonnambula”, per riprendere l’espressione di un celebre scritto di C. Clark, e tristemente incapace
di immaginare nuovi assetti sociali ed economici maggiormente rispettosi dell’essere umano,
dell’ambiente e della società tutta.
Siamo convinti che anche al più basso dei livelli decisionali, quale è quello comunale, queste
questioni non possano essere eluse. Cosciente del carattere urgente della questione, l’ente pubblico
non può limitarsi ad assumere un atteggiamento passivo, qual è quello che si intravede nel preventivo
2023, ma deve attivarsi con urgenza, ponendosi costantemente, a suon di monito, la domanda se tutte
le possibilità a sua disposizione siano state sfruttate. Personalmente non lo crediamo.
Riconosciamo, evidentemente, il fatto che il Comune non è stato immobile negli ultimi anni in
relazione al tema in esame. L’ottenimento del label “Città dell’energia” nel 2021, grazie
all’implementazione di alcune misure (si rimanda, per questi aspetti, al MM 2531, del 31 marzo
2020), è stato certamente un primo passo nella giusta direzione. Nel preventivo in esame si faticano
però a intravvedere ulteriori passi in tale direzione e mal si capisce perché il Municipio non consideri
tale questione con la dovuta urgenza, stanziando le corrispondenti risorse finanziarie. Siamo convinti
che molti altri passi possano essere intrapresi sin dal 2023, non attendendo per forza gli iter legati al
mantenimento del label ma agendo di propria iniziativa nella direzione auspicata. Proponiamo perciò
quattro emendamenti che potrebbero permettere al Comune di avanzare più rapidamente sul piano
degli obiettivi energetici e climatici che si è idealmente posto.
Prima di entrare nel merito degli emendamenti, rammentiamo infine, ricollegandoci al tema degli
spazi pubblici verdi, che quest’ultimi sono necessari, ed efficienti, anche nel contrastare il cosiddetto
fenomeno delle “isole di calore” che si manifesta sempre di più e proprio in centri urbani altamente
densificati come Massagno.
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1) Due studi indispensabili per una gestione più ecologica del parco immobiliare comunale
Con i primi due emendamenti, intendiamo chinarci sull’attività dell’amministrazione e dei servizi
comunali e sugli edifici ad essa immediatamente riconducibili (parco immobiliare comunale). Pur
largamente minoritari, i consumi di elettricità e calore da parte degli edifici comunali rappresentano
quote nient’affatto trascurabili dei consumi totali del Comune (3% del consumo totale di calore; 2.5%
dell’elettricità, esclusa l’illuminazione pubblica).
Con l’eccezione della Scuola elementare e della nuova palestra, il Comune di Massagno presenta un
parco immobiliare inefficiente e inquinante dal profilo energetico. Come si evince dal Piano
energetico comunale, molti edifici pubblici sono ancora riscaldati con caldaie ad olio combustibile
(Palazzo comunale, Cinema Lux, SI Povrò, ecc.) e quasi tutti presentano una classe energetica “G”,
la peggiore possibile. Siamo coscienti che tali problemi, legati alla vetustà degli edifici e agli elevati
costi di un risanamento energetico, non si possono certo risolvere in un colpo solo, ma la questione
merita a nostro avviso di essere posta con una certa urgenza e nel preventivo 2023 non intravvediamo
nessun segnale in questo senso.
Proponiamo perciò due emendamenti a questo proposito.
Con il primo, dal costo di circa 50'000 franchi, si chiede all’Esecutivo di assegnare in tempi
brevi un mandato esterno per uno studio di fattibilità che valuti la possibilità di installare una
centrale a calore pulita in prossimità del Municipio (attualmente alimentato ad olio combustibile)
e che possa poi servire più edifici attraverso adeguate reti di teleriscaldamento (Municipio, Casa
Marugg, Casa Chiattone e Scuola dell’Infanzia – centrale).
Quella in oggetto è in effetti un’area tutto sommato ristretta, che conta numerosi edifici pubblici oggi
vetusti dal profilo energetico, e sulla quale l’Esecutivo ha intenzione di intervenire in modo
importante nei prossimi anni (dal risanamento di Casa Chiattone al progetto di “parco civico” e agli
interventi previsti sull’area esterna). Riteniamo perciò che si possa cogliere l’occasione per sostituire
gli attuali sistemi di riscaldamento: disporre di uno studio come quello proposto offrirebbe
all’Esecutivo informazioni preziose in merito ai costi e alla fattibilità di una tale operazione, e gli
permetterebbe così di meglio ponderare la tematica e i futuri investimenti sull’area in oggetto.

Nello stessa direzione va il secondo emendamento, che chiede di riservare un credito di 30'000
franchi per un secondo studio di fattibilità, sempre nella forma dell’assegnazione di un mandato
esterno, al fine di pianificare l’installazione di pannelli fotovoltaici su tutti gli edifici comunali.
Come si evince del Piano energetico comunale, Massagno beneficia di un soleggiamento ottimale;
ciononostante, il Comune ha per ora realizzato soltanto due impianti fotovoltaici (Scuola Elementare
e Casa anziani girasole) e non si intravede nel preventivo 2023 nessuna concreta volontà di
intensificare, in tempi brevi, lo sfruttamento del potenziale fotovoltaico in relazione agli edifici di
proprietà comunale. Con questo studio si potrebbe effettivamente disporre di maggiori informazioni
in merito alla sostenibilità energetica ed economica di una tale operazione e alle sue fasi e tempistiche
di attuazione.

2) Maggiori incentivi alla popolazione e ai proprietari immobiliari
Il terzo e il quarto emendamento riguardano invece gli incentivi messi a disposizione dal Comune in
materia di efficienza energetica, impiego di energie rinnovabili e mobilità sostenibile.
Allo stato attuale, il Comune di Massagno eroga incentivi per l’acquisto di biciclette elettriche
(regolamentati da un’apposita ordinanza del 2017 e indicati a preventivo per un montante di 20'000
frs.), e per l’acquisto di abbonamenti arcobaleno per alcune categorie di residenti (la base legale è
una risoluzione municipale, e l’importo stanziato a preventivo è di 90'000 frs.). Nessun incentivo
viene invece erogato dal Comune ai proprietari immobiliari in relazione a interventi di risanamento
Commissione della gestione

energetico o in caso di sostituzione di impianti di riscaldamento altamente inquinanti con impianti a
energie rinnovabili, e questo nonostante sul territorio di Massagno vi fossero, nel 2020, circa 130
impianti di riscaldamento a energia fossile con più di 20 anni di età.
Durante la riunione della Commissione della gestione, si è discusso a lungo sul primo importo, quello
destinato all’acquisto di biciclette elettriche. Se condividiamo per molti aspetti le perplessità dei
colleghi commissari (i quali sottolineavano come tali incentivi non fossero molto equi dal profilo
sociale e come essi, più che facilitare la mobilità lenta andassero sovente a finanziare l’acquisto di
biciclette utilizzate poi per usi sportivi), non crediamo che la soluzione migliore sia quella di
sopprimere tale contributo; chiediamo però come la maggioranza dei colleghi della gestione che ne
vengano riviste le modalità di erogazione (la priorità dev’essere data non a coloro che prima hanno
inoltrato domanda, ma ai richiedenti che dispongono di un reddito imponibile più basso).
Condividiamo invece l’idea emersa durante la discussione di potenziare il contributo comunale per
l’acquisto di abbonamenti arcobaleno. Chiediamo perciò che il montante ad esso destinato sia
portato da 90'000 a 110'000 franchi (costo dell’emendamento: 20'000 frs.). In merito all’utilizzo
di questo montante, confidiamo nel fatto che il Municipio possa facilmente individuare nuove
categorie di beneficiari (studenti fino ai 27 anni; domiciliati che possiedono una licenza di condurre
di categoria A-B ma che dimostrano di non possedere veicoli privati; domiciliati con un imponibile
più basso di un certo montante; ecc.) e valutare le migliori forme di erogazione di tali contributi.
Infine, chiediamo che venga stanziato un importo di ulteriori 150'000 frs. al fine di sussidiare e
incentivare quei proprietari immobiliari del comune che desiderassero risanare i propri
immobili dal profilo energetico e implementare sistemi di riscaldamento a energia rinnovabile.
Come si diceva in precedenza, molti proprietari immobiliari del Comune si trovano con edifici vetusti,
alimentati con energie fossili e che saranno oggetto di probabili ristrutturazione nei prossimi anni.
Crediamo che come ente pubblico si debba sfruttare tale opportunità e che anche il Comune (oltre al
Cantone) debba fare la sua parte nel promuovere ristrutturazioni e sistemi di riscaldamento
ecologicamente sostenibili. Sarà competenza dell’Esecutivo – tramite un’ordinanza o un regolamento
apposito – decidere poi in che forme attribuire tali sussidi. Nel montante stanziato, è compresa una
somma da destinare ad un’adeguata informazione ai proprietari immobiliari del Comune.

In sintesi, proponiamo i seguenti emendamenti al preventivo 2023:

   a) Concessione di un credito supplementare di 150'000 frs. per la ristrutturazione e
      il rinnovo delle aree verdi attualmente esistenti. Tale importo può essere ascritto
      al conto 3143.001, “Manutenzione aree e parchi pubblici”.
   b) Concessione di un credito di 50'000 frs. per la realizzazione di un progetto di
      massima che permetta di avviare l’iter necessario per trasformare la via Motta in
      una zona 20, o zona di incontro. Tale importo deve figurare nel capitolo 615 in
      qualità di uscita per investimento (p.145), e per il quale deve essere creata una
      nuova voce denominata, ad esempio, “Pianificazione progetto via Motta zona
      d’incontro”.
   c) Concessione di un credito di 50'000 frs. per l’attribuzione di un mandato esterno
      di studio al fine di meglio ponderare l’installazione di una centrale a calore pulita
      in prossimità del Municipio e che possa poi servire tutti gli edifici pubblici
      presenti nel comparto (SI centrale, Casa Chiattone, Casa Marugg). L’importo deve
      figurare nel capitolo 029 “Immobili amministrativi, non menzionati altrove”, in
      qualità di uscita per investimento (p.136), e per il quale deve essere creata una
      nuova voce denominata, ad esempio, “Pianificazione studio centrale pulita
      Municipio”.
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   d) Concessione di un credito di 30'000 frs. per l’attribuzione di un mandato esterno
      di studio al fine di valutare la possibilità di sfruttare, in un prossimo futuro, l’intero
      potenziale fotovoltaico degli edifici comunali. Anche tale importo dovrebbe
      figurare nel capitolo 029 “Immobili amministrativi, non menzionati altrove”,
      come uscita per investimento (p.136) e anche per esso è necessario creare una
      nuova voce denominata, ad esempio, “Pianificazione studio potenziale
      fotovoltaico edifici comunali”.
   e) Aumento di 20'000 frs. del montante attualmente stanziato per incentivare
      l’acquisto di abbonamenti arcobaleno (la voce “spese” del conto 3637.001
      “Abbonamenti trasporti pubblici (Arcobaleno)” deve essere portata da 90'000 a
      110'000 frs.).
   f) Stanziamento di 150'000 frs. per la creazione di un fondo atto a incentivare i
      proprietari immobiliari nel quadro di un risanamento energetico dei propri
      immobili e dell’implementazione di sistemi di riscaldamento a energia
      rinnovabile. Tale importo dovrà essere ascritto al conto 769, “Altri tipi di lotta
      contro l’inquinamento ambientale e risparmio energetico”, dove dovrà figurare
      perciò una nuova voce di spesa, denominata “Contributo comunale per il
      risanamento energetico di immobili”.

Sono dunque sei proposte, dal costo complessivo di circa 450'000 franchi.
Si tratta di una spesa importante ma che ci pare oggi sostenibile dal profilo finanziario: è vero che il
Preventivo 2023 stima già un disavanzo di circa mezzo milione di franchi, ma com’è stato rilevato da
tutti i colleghi della Commissione della gestione si tratta di stime prudenziali ed è lecito attendersi,
in sede di consuntivo, un passivo meno oneroso del previsto. Proprio il carattere prudenziale del
documento ha portato addirittura un commissario ad evocare la possibilità di un ulteriore
abbassamento del moltiplicatore, ipotesi poi fortunatamente rifiutata dalla maggioranza dei
commissiari presenti.
Riteniamo perciò che l’onere finanziario sia ampiamente sostenibile: esso corrisponde a circa 2 punti
percentuali di moltiplicatore e potrebbe essere assorbito dal capitale proprio. Nel contempo, si
procederebbe a una prima risistemazione delle poche aree verdi attualmente presenti nel Comune
(prima misura) si andrebbe nella direzione di creare una zona di incontro pedonale nel centro di
Massagno (seconda misura), si incentiverebbero maggiormente i cittadini ad attuare scelte e
comportamenti virtuosi in ambito ecologico (quinta e sesta misura) e si disporrebbe, in qualità di ente
pubblico, di precisi piani di intervento sul proprio parco immobiliare in materia energetica, da
concretizzarsi poi nei prossimi anni (terza e quarta misura).
Riteniamo perciò che il gioco valga la candela, a condizione di avere la volontà politica di accenderla.

Per la Commissione della gestione, i commissari

Tobia Bernardi (relatore)

Domenico Lungo
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