NASTRI d'ARGENTO70 Gran Finale
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NASTRI d’ARGENTO70 Gran Finale a TAORMINA Paolo Virzì regista dell’anno per La pazza gioia GLI ATTORI Stefano Accorsi Valeria Bruni Tedeschi Micaela Ramazzotti Luca Marinelli Greta Scarano Alba Rohrwacher Anna Foglietta Kasia Smutniak Giuseppe Battiston Edoardo Leo Marco Giallini Valerio Mastandrea Leo Gullotta Giuseppe Fiorello Migliore commedia Massimo Popolizio PERFETTI SCONOSCIUTI Sabrina Ferilli Marco D’Amore Miglior esordio Juliette Binoche LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT
l’editoriale C ome nel vino anche nel cinema. Ecco un’annata che rischia di farci dare tutti alla pazza gioia, per giocare con il titolo outsider dei Nastri 2016. Già perchè proprio ‘La pazza gioia’ di paolo Virzì è il film che porta a casa, in una spartizione (quasi ecumenica) di premi, la fetta più golosa, visto che i Nastri arrivano buoni ultimi nel calendario a confermare il successo di ‘Perfetti sconosciuti’, qui commedia dell’anno dopo due David e di ‘Lo chiamavano Jeeg Robot’, inevitabilmente in vetta anche ai Nastri ai voti per le opere prime. Successi annunciati, premi confermati. Con grande attenzione ai nuovi talenti, agli attori, alle donne, ai temi forti dell’attualità. E’ successo con titoli come ‘Suburra’, la Roma di mafia capitale,‘Io e lei’ ,i diritti civili delle coppie omosessuali, ‘Un posto sicuro’ sulla vicenda dell’Eternit, ma l’attenzione alla società è in qualche modo anche al centro della commedia (‘Gli ultimi saranno ultimi’, lo stesso ‘Perfetti sconosciuti’), genere che più di sempre ha messo l’Italia di oggi allo specchio (anche comico, con Luca Medici e Gennaro Nunziante e una bravissima Sonia Bergamasco). C’è stato scontro, e qualcuno è finito in ‘ballottaggio’. Come i sindaci italiani….C’è stato chi ha vinto per un voto, alla fine, e chi per due. Buon segno, comunque. Un segno di vitalità che conferma , nel verdetto dei 100 giornalisti che hanno votato le candidature, l’apprezzamento per le scelte quest’anno in cinquina. Scelte di rinnovamento, per un Premio che vuole ringiovanire, naturalmente, a dispetto dell’età…
NASTRI d’ARGENTO70 Gran Finale a TAORMINA SNGCI- sindacato nazionale giornalisti cinematografici italiani n° 1/6 anno 2016 regista dell’anno Paolo Virzì per La pazza gioia Poste Italiane spa sped in a.p. 45% mensile DL 353/03 (conv in legge 27/2/2004 n. 46) art. 1 comma 1 cns/ac/Roma GLI ATTORI Stefano Accorsi Valeria Bruni Tedeschi Micaela Ramazzotti 1 32 Luca Marinelli Greta Scarano Alba Rohrwacher Anna Foglietta Kasia Smutniak Giuseppe Battiston Edoardo Leo Marco Giallini Valerio Mastandrea L’EDITORIALE SOGGETTO, Leo Gullotta Giuseppe Fiorello Migliore commedia Massimo Popolizio Sabrina Ferilli PERFETTI SCONOSCIUTI Miglior esordio SCENEGGIATURA Marco D’Amore Juliette Binoche LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT in copertina: Valeria Bruni Tedeschi Tra grandi firme e novità e Micaela Ramazzotti La pazza gioia NASTRI D'ARGENTO di Pierpaolo La Rosa 4 34 ©Paolo Ciriello courtesy uff.stampa LucheriniPignatelli LA REGIA A VIRZÌ LA COMMEDIA La pazza gioia Perfetti sconosciuti del cinema italiano batte anche Zalone Una stagione da ricordare di Stefania Ulivi Tutti i vincitori 2016 di Laura Delli Colli 36 10 GLI ATTORI Bruni Tedeschi & Ramazzotti CINQUINE AL MAXXI Accorsi, Marinelli, Scarano Per le candidature dell’anno Un anno memorabile Periodico di Informazione Cinematografica Una gran serata anni 70 di Maurizio di Rienzo 18 42 del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani Direzione, redazione PREMIO BONACCHI PREMIO MANFREDI e amministrazione Via Giulia n. 4 per Alessandro Borghi Verdone&Albanese 21 00186 Roma Una nuova coppia Red is the tel 06 682 10 523 cinegiornalisti@libero.it www.cinemagazineweb.it Direttore responsabile Laura Delli Colli (presidente SNGCI) NON ESSERE CATTIVO è il Nastro dell’anno Valsecchi miglior produttore di Fabio Falzone 47 I NASTRI 70 first color Condirettore Romano Milani (segretario generale SNGCI) Comitato editoriale Progetto Grafico Pizzetti&Partners In questo numero fotografie di Pietro Coccia di Francesca Palmieri 24 I REGISTI Marco D’Amore, Sabrina Ferilli, Leo Gullotta di Susanna Rotunno Fiorello&Popolizio 55 Leonardo Puccini (Direttivo SNGCI) Laura Delli Colli Matteo Mignani Il cinema ha cambiato rotta In principio era il rosso. Fulvia Caprara Maurizio di Rienzo Selezioni Composit di Fulvia Caprara NASTRO 26 Nei colori della terra, Paolo Sommaruga INTERNAZIONALE nel cuore che batte. Fabio Falzone Oscar Cosulich Stampa Selegrafica 80 LA RAGAZZA DEI NASTRI Rosso è audacia, un colore che si conquista. Susanna Rotunno Pier Paolo La Rosa Registrazione LE OPERE PRIME Intervista a Matilde Gioli Mainetti, miglior esordiente 72 Stefania Ulivi Tribunale di Roma Una regola fondamentale. n. 14474 del 31/3/1972 29 Segretario Generale Rosso è vita. Romano Milani L’ALBUM DI CANNES Rouge Rouge , Membri di diritto Mario Di Francesco HAMILTON Loach la Palma rossa BEHIND THE CAMERA 76 Carlo Muscatello FNSI una nuova collezione di 16 rossi. Collegio dei sindaci Lo chiamavano Jeeg Robot Scegli il tuo. Franco Mariotti (presidente) Anna Maria Piacentini Com’è nato l’eroe di ‘Tor Bella’ DAVID CIAK E GLOBI Teresa Marchesi di Oscar Cosulich I premi dell'anno
Era scritto, in qualche modo, fin dagli applausi e dall’emo- film che si afferma, semmai ne avesse ancora bisogno è zione sincera di quella prima proiezione alla Quinzaine di Lo chiamavano Jeeg Robot: Gabriele Mainetti si conferma Cannes che Paolo Virzì avrebbe potuto essere l’outsider il miglior esordiente dell’anno, se mai ne avessimo avuto di Laura Delli Colli tra i Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese e Lo chiamava- il dubbio e qui Luca Marinelli non protagonista surclassa no Jeeg Robot di Gabriele Mainetti. Claudio Santamaria. A fare il sorpasso sull’attore protago- VINCE LA PAZZA GIOIA Era scritto che il Nastro per la migliore attrice 2016 nista è del resto Stefano Accorsi, Veloce come il vento, che quest’anno sarebbe andato a loro, a quelle due ‘matte’ di porta con sé nel mondo delle corse ma non solo anche la Beatrice e Donatella ‘piccola’ Matilda De Angelis, Premio Biraghi siciliano dopo con PERFETTI SCONOSCIUTI Era scritto ed è andata proprio così: pur in una spartizione gli applausi per i ragazzi del Bacio di Cotroneo (e Moisè numericamente equilibrata , con quattro Nastri, più quello Curia ) premiati a Roma. Ancora: non è affatto trascurabile VELOCE COME IL VENTO per costumi già consegnato a Roma Virzì ha conquistato l’affermazione di Io e lei premiato per il soggetto, l’idea di il Premio per il miglior regista, il Nastro per le attrici prota- un film che è stato una leva importante di opinione nel mo- ALLA RICERCA goniste, i costumi, la sceneggiatura scritta a quattro mani mento in cui ha spinto sull’acceleratore sul tema dei diritti con Francesca Archibugi e anche la musica creata da suo civili con la legge Cirinnà in arrivo. Cinquine con Nastri a fratello Carlo. La pazza gioia, storia di due ragazze in fuga sorpresa infine per la prima volta a Roma dove sono stati dalla casa dei matti alla scoperta di un mondo che diver- applauditi, aspettando Taormina, i primi vincitori: Maurizio te e fa riflettere sulla solitudine dei diversi ma anche sulla Calvesi (Non essere cattivo, Le confessioni), Paki Meduri DELLA FELICITÀ loro capacità di trovare in quella solitudine la strada per non (Alaska, Suburra),Catia Dottori (La pazza gioia), Veronica sentire troppo forte il disagio della solitudine nell’altalena Fragola (Suburra) e Mary Montalto (Lo chiamavano Jeeg della follia. E’ andata bene, anzi benissimo, anche alla com- Robot). Gianni Vezzosi (Veloce come il vento), Angelo Bo- media: se il successo di Perfetti sconosciuti era prevedibi- nanni (Non essere cattivo). Come sempre e più di sempre le, ai nastri il film, premiatissimo anche dal pubblico e nel una festa per il buon cinema. E dispiace che in molti, tra ‘i in una stagione da ricordare mondo, di Paolo Genovese conquista anche la canzone e meglio’ dell’annata non siano arrivati al traguardo, ma an- fa l’en plein col cast: i magnifici 7, fuori candidatura, per un che se non sempre l’importante è solo partecipare, i prota- successo clamoroso di pubblico ma anche di critica. Terzo gonisti di quest’annata speciale hanno già vinto. 6 cinemagazine cinemagazine 7
NASTRI D’ARGENTO Per ripercorrere la storia delle candidature di quest’anno La pazza gioia di Paolo Virzì, con 10 nomination, è stato anche qualche film di qualità meno fortunato al botteghi- no - sono prevalenti anche nella categoria del ‘soggetto’. 2016 COSTUMI il film più candidato lo hanno inseguito, candidato nelle Gli attori: il cinema italiano ha avuto, e le nomination di Catia Dottori opere prime, Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mai- quest’anno lo dimostrano in pieno, un cast straordinario La pazza gioia netti (9), Suburra di Stefano Sollima (7), Per amor vostro quest’anno e non è stato facile selezionare le ‘cinquine’ MONTAGGIO di Giuseppe Gaudino (6) e con 5 candidature ciascuno che hanno comunque unito tradizione e novità, nomi di Gianni Vezzosi Alaska di Claudio Cupellini e Perfetti sconosciuti di Pao- eccellenza e talenti nuovi, freschi, che hanno trovato qual- Veloce come il vento SOGGETTO lo Genovese (tra le migliori commedie, che già aggiunge che conferma nel palmarès finale, confermando che i 100 Ivan Cotroneo, SONORO IN PRESA DIRETTA però alle nomination i 7 Nastri e il Premio Casting Director che hanno votato hanno apprezzato la voglia di rendere Francesca Marciano, Angelo Bonanni 2016, Barbara Giordani, già annunciati per il cast). omaggio al talento di molte attrici e attori che non hanno I VINCITORI Maria Sole Tognazzi Non essere cattivo Io e lei Quattro sono state le candidature per Io e lei di Maria Sole certamente bisogno di un premio in più, lanciando però COLONNA SONORA Tognazzi, Quo vado? di Gennaro Nunziante e anche per qualche novità che, ne siamo certi, farà parlare ancora il IL “NASTRO DELL’ANNO” SCENEGGIATURA Carlo Virzì Non essere cattivo il ‘film dell’anno’ dei giornalisti, al quale mondo dei premi e la stampa in generale. Non essere cattivo Paolo Virzì La pazza gioia di Claudio Caligari Francesca Archibugi va comunque il Nastro già assegnato a Valerio Mastan- Non era facile vincere in nessuna delle categorie ma so- Valerio Mastandrea La pazza gioia CANZONE ORIGINALE drea e ai due attori protagonisti, Luca Marinelli e Alessan- prattutto tra gli attori a parte qualche exploit annunciato.E Luca Marinelli Fiorella Mannoia dro Borghi, con una menzione collettiva alla produzione, ai voti c’è stata battaglia, non solo tra le categorie più squi- Alessandro Borghi ATTORE PROTAGONISTA Bungaro, Cesare Chiodo Stefano Accorsi Perfetti sconosciuti alla sceneggiatura, alle attrici in rappresentanza di un set sitamente artistiche ma per esempio tra i produttori dove REGISTA DEL MIGLIOR FILM Veloce come il vento speciale anche per la capacità di sostenere intorno a Ma- il testa a testa è stato fino all’ultimo e – rivelando un par- Paolo Virzì CAST standrea il progetto del film sopravvissuto al suo autore, ticolare che di solito non sveliamo – l’ex aequo è andato La pazza gioia ATTRICE PROTAGONISTA Perfetti sconosciuti Valeria Bruni Tedeschi Anna Foglietta, Claudio Caligari al quale il Sngci ha riservato un ricordo e a favore per un solo voto sulla produzione e per un paio MIGLIOR REGISTA Micaela Ramazzotti Alba Rohrwacher un festeggiamento con l’applauso di tutto il cinema roma- sulla musica. ESORDIENTE La pazza gioia Kasia Smutniak no all’appuntamento del MAXXI. Ma è il gioco dei Nastri, con un voto trasparente e certifi- Gabriele Mainetti Giuseppe Battiston Lo chiamavano Jeeg Robot ATTORE NON PROTAGONISTA Edoardo Leo Resta il bilancio della stagione tutto nella lunga lista di cato che ha tutti i pregi e i limiti della democrazia. Resta Luca Marinelli Marco Giallini queste candidature nelle quali il Sngci sottolinea l’impor- oltre il verdetto la certezza che , un po’ come accade nel COMMEDIA Lo chiamavano Jeeg Robot Valerio Mastandrea tanza degli attori e degli esordi. Gli esordi: per la loro quali- vino, questa sia davvero un’annata da ricordare. Perfetti sconosciuti (Casting director Paolo Genovese ATTRICE NON PROTAGONISTA Barbara Giordani) tà e per l’originalità, proprio le opere prime – e comunque Perfetta per ripartire da qui, dopo i 70… Greta Scarano PRODUTTORE Suburra NASTRO D’ORO Pietro Valsecchi Stefania Sandrelli Quo vado? FOTOGRAFIA Chiamatemi Francesco Maurizio Calvesi NASTRO EUROPEO Non essere cattivo Non essere cattivo Juliette Binoche in associazione con Kimerafilm Le confessioni L'attesa con Rai Cinema e in collaborazione con SCENOGRAFIA NASTRO Leone Film Group, BNL e Paki Meduri INTERNAZIONALE MiBACT Alaska, Suburra Kevin Costner NASTRI PREMIO NASTRI D’ARGENTO SPECIALI DEI 70 ANNI GUGLIELMO BIRAGHI HAMILTON Behind the camera Rimau Grillo Ritzberger Gabriele Mainetti Leo Gullotta Valentina Romani Lo chiamavano Jeeg Robot Leonardo Pazzagli Giuseppe Fiorello Alessandro Sperduti NASTRI D’ARGENTO - PERSOL Massimo Popolizio Un bacio Personaggi dell’anno Era d’estate Alessandro Borghi Matilda De Angelis Luca Marinelli e per l’impegno Veloce come il vento Non essere cattivo sui temidella società e in collaborazione con NASTRI D’ARGENTO Sabrina Ferilli Nuovo Imaie Moisè Curia PORSCHE 718 BOXSTER Io e lei Abbraccialo per me Tradizione e Innovazione Marco D’Amore La nostra quarantena Maria Sole Tognazzi Un posto sicuro PREMIO GRAZIELLA SHISEIDO NASTRI D’ARGENTO BONACCHI per lo stile PREMIO NINO MANFREDI Alessandro Borghi Valeria Bruni Tedeschi Carlo Verdone La pazza gioia e Antonio Albanese L’abbiamo fatta grossa WELLA NASTRI D’ARGENTO per l’immagine Micaela Ramazzotti 8 cinemagazine cinemagazine 9
I NASTRI 2016 A decidere i vincitori del 2016 è stato il voto dei giornalisti cinematografici iscritti al SNGCI che hanno organizzato, come sempre, i Nastri con il sostegno istituzionale di MiBACT-Direzione Generale per il Cinema, in occasione delle “cinquine” a Roma, con il patrocinio della Regione Lazio questa 70.ma edizione dei Nastri – main sponsor BNL Gruppo BNP Paribas - i premi assegnati fin dal 1946 al meglio del cinema italiano e che concluderanno ancora una volta la loro stagione a Taormina, al Teatro Antico con il sostegno della Regione Siciliana, Assessorato al Turismo, Sport e Spettacolo, Sicilia Film Commission, nell'ambito del progetto "Sensi Contemporanei". La serata siciliana dei Nastri, sabato 2 Luglio al Teatro Antico di Taormina, è stata anticipata a Roma dalla consegna dei cinque premi ‘tecnici’ votati, annunciati e festeggiati quest’anno straordinariamente a sorpresa a Roma - tra i 35 film candidati, sui 119 usciti nel periodo 1 giugno 2015 – 22 maggio 2016. Sono state in tutto 48, tra questi , le opere UN PREMIO SPECIALE tra i Nastri a prime e 42 le commedie in selezione e, a titolo di curiosità, 13 commedie sono state firmate nella stagione 2015-’16 da registi FIORE di Claudio esordienti). Le “cinquine” dei candidati, anche su segnalazione degli iscritti al SNGCI, sono state scelte quest’anno, come i premi speciali, Giovannesi dal Direttivo Nazionale presieduto da Laura Delli Colli e composto da: Fulvia Caprara (vicepresidente), Romano Milani (Segretario film rivelazione di Cannes generale), Oscar Cosulich, Maurizio di Rienzo, Fabio Falzone, Pier Paolo La Rosa, Stefania Ulivi, Susanna Rotunno, Paolo Sommaruga. Al Direttivo eletto si aggiungono l’ex presidente Mario Di Francesco e Carlo Muscatello in rappresentanza della FNSI. E con il Collegio dei Sindaci revisori composto Premio speciale dai Nastri al ‘film sorpresa’ dell’ultimo re negato dalle regole di un carcere, che aiuta però i due da Franco Mariotti (Presidente), Teresa Festival di Cannes per la qualità ma anche per un debut- protagonisti, per la prima volta sullo schermo, a rompere Marchesi e Annamaria Piacentini. to internazionale di grande successo: è andato a Fiore di il muro delle difficoltà. I NASTRI d’ARGENTO 2016 Claudio Giovannesi, accolto con grande successo alla Fiore potrà concorrere nelle categorie del Premio il pros- Premio di interesse culturale nazionale, i NASTRI Quinzaine des Réalizateurs e poi uscito a Roma e Milano simo anno. Ma i Giornalisti Cinematografici hanno voluto d’ARGENTO, quest’anno alla 70.ma edizione, sono una produzione del SNGCI - Sindacato Nazionale in sala, oltre la scadenza prevista dal Sngci per la selezio- comunque segnalarne il successo a Cannes dov’è stato Giornalisti Cinematografici Italiani - realizzata con ne dei Nastri 2016. accolto tra l’altro con molto affetto per i ragazzi prota- il sostegno del MiBACT, Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Turismo Direzione generale I giornalisti segnalano così la sua freschezza, la capacità gonisti. Daphne e Josch rinchiusi in un carcere minorile per il cinema, main sponsor BNL - Gruppo BNP di costruire, innanzitutto sui due ragazzi autenticamente dovranno superare le difficoltà di un sentimento nato die- Paribas di alcuni partner istituzionali: la Regione Lazio con il patrocinio e il supporto della Roma Lazio protagonisti della storia, un racconto che emoziona, con- tro le sbarre, fatto di messaggi clandestini e nella realtà Film Commission a Roma, la Regione Siciliana, fermando il talento del regista di Alì ha gli occhi azzurri e anche l’impatto emotivo con il set, ma, come dice la pro- Assessorato al Turismo, Sport e Spettacolo, Sicilia Film Commission, nell'ambito del progetto "Sensi Wolf nel raccontare le difficoltà, il disagio, la solitudine tagonista del film, 21anni, già applaudita come una rivela- Contemporanei". ma anche la capacità unica degli adolescenti di seguire a zione: "A Claudio piace raccontare la verità della vita". Lo Sponsor privati 2016: PORSCHE, HAMILTON, PERSOL, SHISEIDO, WELLA, NASTRO AZZURRO. volte solo i propri impulsi e di voler vivere senza la costru- ha fatto come e più di sempre nel segno di una carriera Con la collaborazione di PARISI e LA BARONESSA e zione di un progetto. Lo dimostra la storia di quest’amo- ancora breve ma già matura. VIDEOBANK (a Taormina). 10 cinemagazine cinemagazine 11
Le candidature 2016 REGISTA DEL MIGLIOR FILM Production) con Rai Cinema Alaska Matteo Cocco Per amor vostro, Roberto Andò Le confessioni con ‘La piccola società’, Rai Cinema, in Pericle il Nero Claudio Cupellini Alaska collaborazione con Sky Cinema Daniele Ciprì Sangue del mio sangue Giuseppe Gaudino Per amor vostro e con il sostegno di Torino Piemonte Michele D’Attanasio Lo chiamavano Stefano Sollima Suburra Film Commission Un posto sicuro J. Robot, Veloce come il vento Paolo Virzì La pazza gioia Nicola Giuliano, Francesca Cima Fabio Zamarion La corrispondenza, e Carlotta Calori (Indigo Film) con La macchinazione, Assolo MIGLIOR REGISTA ESORDIENTE Andrea Occhipinti (Lucky Red) Ferdinando Cito Filomarino e Rai Cinema Io e lei SCENOGRAFIA Antonia. con Guido Lombardo (Titanus), Rai Marco Dentici L’attesa Carlo Lavagna Arianna Cinema e Friuli Venezia Giulia Film Paki Meduri Alaska, Suburra Gabriele Mainetti Lo chiamavano Comm. Un bacio Maurizio Sabatini La corrispondenza Jeeg Robot Gabriele Mainetti (Goon Films) con Massimiliano Sturiale Lo Piero Messina L’attesa Rai Cinema Lo chiamavano Jeeg Robot chiamavano Jeeg Robot Giulio Ricciarelli Il labirinto Pietro Valsecchi (TaoDue Film) Tonino Zera La pazza gioia ROMAMAXXI del silenzio Quo vado? in associazione con BNL- Gruppo BNP COSTUMI COMMEDIA Paribas e con Torino Piemonte Film Daria Calvelli Sangue del mio sangue Dobbiamo parlare Sergio Rubini Commission Chiamatemi Francesco Sandra Cardini Milionari CINEMAPER Io e lei Maria Sole Tognazzi in associazione con Kimerafilm con Rai Catia Dottori La pazza gioia Natale col boss Volfango De Biasi Cinemae in collaborazione con Leone Veronica Fragola Suburra Perfetti sconosciuti Paolo Film Group, BNL e MiBACT Non essere Mary Montalto Lo chiamavano Genovese cattivo Jeeg Robot LE CINQUINE Quo vado? Gennaro Nunziante ATTORE PROTAGONISTA MONTAGGIO SOGGETTO Stefano Accorsi Veloce come il vento Consuelo Catucci Perfetti Francesco Calogero Pierfrancesco Favino Suburra sconosciuti Seconda primavera Elio Germano Alaska Giogiò Franchini Per amor vostro Alberto Caviglia Claudio Santamaria Lo chiamavano Patrizio Marone Suburra Pecore in erba Jeeg Robot Gianni Vezzosi Veloce come il vento Ivan Cotroneo Riccardo Scamarcio La prima luce, Cecilia Zanuso La pazza gioia Francesca Marciano Pericle il nero foto di Pietro Coccia, Leonardo Puccini e Matteo Mignani Maria Sole Tognazzi SONORO IN PRESA DIRETTA Io e lei ATTRICE PROTAGONISTA Alessandro Bianchi La pazza gioia Maxi-festa per l'annuncio delle candidature 2016 in un’occasione Francesco Ghiaccio, Valeria Bruni Tedeschi, Angelo Bonanni Non essere cattivo due volte speciale: i primi 70 anni della loro storia. “Settanta Marco D’Amore Micaela Ramazzotti La pazza gioia Fulgenzio Ceccon Le confessioni come la Repubblica, il grande cinema della ricostruzione, Un posto sicuro Paola Cortellesi Gli ultimi saranno Carlo Missidenti In fondo al bosco Adriano Valerio, Ezio Abbate ultimi Alessandro Rolla L’attesa quello di Roma città aperta del ’46” ha ricordato Laura Delli Banat- Il viaggio Sabrina Ferilli Io e lei Colli, Presidente del Sngci “e come l’anniversario del voto alle Valeria Golino Per amor vostro COLONNA SONORA donne, e di un cambiamento di Storia e di costume radicale per SCENEGGIATURA Monica Guerritore La bella gente Michele Braga, Gabriele Mainetti l’Italia uscita dalla guerra, che scopriva un po’ di leggerezza”. Sergio Rubini, Carla Cavalluzzi, Lo chiamavano Jeeg Robot Un compleanno condiviso, con un Nastro d’Oro assegnato Diego De Silva Dobbiamo parlare ATTORE NON PROTAGONISTA Pasquale Catalano Alaska solo altre quattro volte nella storia del premio, a Stefania Paolo Virzì, Francesca Archibugi Claudio Amendola Suburra Carlo Crivelli Sangue del mio sangue La pazza gioia Fabrizio Bentivoglio Gli ultimi Epsilon Indi Per amor vostro Sandrelli, splendida testimonial di quest’edizione memorabile Nicola Guaglianone, Menotti saranno ultimi, Forever Young, Carlo Virzì La pazza gioia e festeggiando 70 anni dopo il bambino di ieri in Roma città Lo chiamavano Jeeg Robot Dobbiamo parlare aperta Vito Annicchiarico. Ma soprattutto, con il sostegno dei Filippo Bologna, Paolo Costella, Peppino Di Capri Natale col boss CANZONE ORIGINALE Mibact-Direzione Generale per il Cinema, il patrocinio della Paolo Genovese, Paola Mammini, Adriano Giannini, A cuor leggero Regione Lazio, il supporto di Roma Lazio film commission Rolando Ravello Massimiliano Gallo Per amor vostro di Riccardo Sinigallia (anche interprete) (la cena e la musica organizzata come gli allestimenti da GE, Perfetti sconosciuti Luca Marinelli Lo chiamavano Jeeg Non essere cattivo Francesca Marciano, Robot Gruppo eventi, e perfino le macchine d’epoca –anni 70- di E tu dimane Stefano Mordini, Valia Santella ATTRICE NON PROTAGONISTA di Alessandro Siani, interpretata da Porsche) è stata una serata di cinema, con un tifo da stadio Pericle il nero Sonia Bergamasco Quo vado? Antonio Rocco Troppo napoletano per i candidati e momenti di autentica commozione quando, Valentina Carnelutti La pazza gioia, La prima Repubblica per esempio, Adelina Ponti, la mamma di Claudio Caligari, ha MIGLIOR PRODUTTORE Arianna di Luca Medici Quo vado? affiancato Valerio Mastandrea e tutto il cast del film ricevendo i Marco Belardi - Lotus Film (Leone Piera Degli Esposti Assolo Perfetti sconosciuti premi per il film dell’anno, Non essere cattivo, che ai Nastri ha Film Group) con Rai Cinema Greta Scarano Suburra di Fiorella Mannoia, Bungaro, Cesare avuto forse il suo momento di affettuoso riscatto dall’oblìo di La pazza gioia Milena Vukotic La macchinazione Chiodo interpretata da Fiorella Mannoia e per Medusa Film e Lotus Film (Leone Perfetti sconosciuti altri premi. Sì, non sono mancate emozioni e anche qualche Film Group) Perfetti sconosciuti FOTOGRAFIA Torta di noi sorpresa- come ieri ha ricordato l’Assessore al Turismo, sport Fabrizio Donvito, Benedetto Maurizio Calvesi Non essere cattivo, di Niccolò Contessa (anche interprete) e spettacolo della Regione Anthony Barbagallo- ad accogliere Habib e Marco Cohen (Indiana Le confessioni La felicità è un sistema complesso ancora una volta un premio che ha scritto la storia del cinema da 12 cinemagazine cinemagazine 13
settant’anni ad oggi (grazie alla Sicilia Film Commission e nell’ambito del Progetto Sensi Contemporanei). Un filo fra il passato e il futuro è il film di Antonello Sarno, Nastri 70 – Argento vivo, proprio come il titolo che il Sngci ha dato alla serata (ne parliamo in queste pagine) una carrellata attraverso cinegiornali e immagini televisive, fra vincitori e partecipanti ai Nastri straordinari, italiani ma anche internazionali: da Fellini a De Sica, da Pasolini ad Antonioni, da Sordi a Totò, ma a Monica Vitti a Virna Lisi, ma anche Mirna Loy, King Vidor, Akira Kurosawa, Pedro Almodovar, Tom Cruise, John Woo. Un piccolo film realizzato con pazienza e con grande passione ricco di curiosità, come il debutto nel mondo dei premi cinematografici di un comico per la prima volta alle prese col cinema: Beppe Grillo, nel 1982 Nastro come miglior attore esordiente per Cercasi Gesù, che vivacizzava la serata dei Nastri con uno sketch. Ma la storia dei Nastri -che hanno ormai da anni come main sponsor BNL – Gruppo Bnp Paribas e che sono quest’anni organizzati tra i privati con la sponsorship di Porsche, Hamilton, Persol, Shiseido, Wella, Nastro Azzurro e con ControlCine, Demba e a Taormina Videobank e Parisi- non si ferma. Ieri tra le novità c’è stata al MAXXI a sorpresa la consegna dei Nastri tecnici, già votati dal direttivo e da una giuria ‘speciale’ di trenta giornalisti: svelati tra gli applausi di tutti sono andati a Maurizio Calvesi per la fotografia di Non essere cattivo e Le confessioni, Paki Meduri per la scenografia di Alaska e Suburra; Catia Dottori per i costumi di La pazza gioia; Gianni Vezzosi per il montaggio di Veloce come il vento e Angelo Bonanni per il sonoro in presa diretta di Non essere cattivo. ”I Nastri sono il nostro premio più importante, sono stati i primi riconoscimenti destinati al cinema italiano, per tutti noi come un faro” ha detto Stefania Sandrelli. Rubando a Picasso una celebre battuta sull’età, splendida la sua sottolineatura autoironica sui 70 che anche lei sta per compiere tra pochi giorni ”Anche la Repubblica ha 70 anni… Siamo giovani, perché ci vuole molto tempo per diventarlo”. Francesca Pierleoni 14 cinemagazine cinemagazine 15
UNA LUNGA SERATA ‘70 STYLE dalle auto d’epoca alla musica Fra i protagonisti arrivati nel museo ideato da Zaha Hadid, c’erano fra gli altri Paolo Virzì con Micaela Ra- mazzotti (La pazza gioia è stato il film più nominato di quest’anno, con 10 candidature), Valeria Golino, Cop- pa Volpi all’ultima Mostra di Venezia, con Per Amor vostro Giuseppe Gaudino che l'ha accompagnata al MAXXI, Gabriele Mainetti e Claudio Santamaria, Piera degli Esposti, Valentina Carnelutti, Adriano Giannini e Monica Guerritore e ancora Greta Scarano Alessandro Siani, Fiorella Mannoia, Pierfrancesco Favino, Claudio Amendola, Massimiliano Gallo e poi,oltre le candidatu- re, Vittoria Puccini, Massimo Popolizio, Sabrina Impac- ciatore e la grande famiglia degli attori TNA che hanno promosso la prima edizione del Premio intitolato a Gra- ziella Bonacchi, Assegnati anche i ‘Premi Biraghi’, ai ragazzi lanciati da Un bacio di Ivan Cotroneo: Leonardo Pazzagli, Rimau Grillo Ritzberger, Valentina Romani e Alessandro Sperduti, cui si aggiunge per la prima volta il ‘Biraghi’ condiviso con Nuovo Imaie andato a Moisè Curia (Abbraccialo per me,ma anche La nostra qua- rantena). In queste pagine tutti i candidati che hanno ricevuto la targa con la loro nomination, la felicità di Ste- fania Sandrelli premiata con il Nastro d’Oro, e tanti arrivi sul red carpet anche a bordo delle macchine d’epoca che hanno reso ancora più ‘70 style la serata chiusa da un dj set in tema. 16 cinemagazine cinemagazine 17
Portfolio d’autore al MAXXI con Stefano Guindani Un porfolio d’autore de- dicato alle ‘cinquine’ dei Nastri d’Argento: lo ha scattato al MAXXI Stefano Guindani, uno dei foto- grafi di celebrity e moda internazionale, più auotato nel mondo ma anche un occhio particolarmente at- tento ai reportage dedicati a raccontare la società. .Stefano che ha comincia- to scattando foto di danza e foto di scena in teatro, ha fondato nel 1998 la sua agenzia, la SGP che lavora con moda e lusso. E’ il fotografo ufficiale dei principali stilisti italiani anche se negli ultimi anni ha approfondito il suo interesse per il reportage, prima in Cina, poi, ancor prima del tragico terremoto, ad Haiti. dov’è tornato più volte per documentare le condizioni di vita di oggi. Pro- prio il materiale scattato durante i suoi numerosi viaggi ad Haiti è stato messo a disposizione per la raccolta di fondi destinati alle attività della Fondazione Francesca Rava N.P.H Italia Onlus Negli ultimi anni Guindani è sta- to anche a Santo Domingo e in Honduras, Guatemala, Nicaragua, Messico, El Salvador, Perù e Bolivia per un reportage in occasione dei 60 anni dell'organizzazione internazionale N.P.H. - Nuestros Pequenos Hermanos; (realizzando “Do you know?” edito da SKIRA con- segnato in udienza a a Papa Francesco). Dopo Ricette e ritratti d’attore, con Rai Eri è appena uscito anche Sguardi d’attore sempre prodotto da Rai Cinema con Rai Eri che raccoglie i ritratti di oltre 350 attori del cinema italiano. 18 cinemagazine cinemagazine 19
Per ricordare un’agente, talent scout di un’intera generazione che sta rinnovando il cinema italiano Debutta ai Nastri Per l’edizione 2016 il Premio Graziella Bonacchi Un riconoscimento dedicato Alessandro Borghi all’attrice o all’attore rivelazione dell’anno Molti attori e registi della nuova gene- sciuta tutti- ha sempre saputo coglie- tra Non Essere Cattivo razione non avrebbero trovato la loro re e coltivare con la professionalità e strada senza di lei, ecco perchè nel l’intuito che caratterizzavano non solo e Suburra nome di Graziella Bonacchi, agente il suo lavoro di agente ma il suo modo apprezzata sì ma soprattutto ricca di di essere che in molti abbiamo cono- curiosità e di intuito nella ricerca dei sciuto da vicino. nuovi talenti, nasce per iniziativa dei ‘suoi’ attori e della sua agenzia, la TNA, con il supporto dei Nastri d’Ar- È nato da noi, come si dice il suo 'rappresentati' e soprattutto amici, in- sieme alla TNA, un Premio che vuole una vera scoperta gento un Premio che vuol essere so- ricordare Graziella, la nostra agente, prattutto la testimonianza di un’intui- che ci ha seguito con dedizione e E' stato un anno fortunato, il 2015, per Alessandro Borghi, zione che continua. amore nel nostro percorso di lavoro attore rivelazione della stagione, Premio Graziella Bonacchi, Grande amica e supporter di un cine- e con un’amicizia così intensa che il primo di una serie di talenti che cresceranno, ma che negli ultimi anni ha cambiato solo la sua prematura scomparsa ha under 35, dopo un esordio fulminante in due film che sono entrati lo star system italiano, Graziella se potuto interrompere. Ringraziamo il prepotentemente nelle candidature dei Nastri. Sì, a tempo n’è andata troppo presto, quasi un Sindacato per aver accolto l'iniziativa di record Alessandro ha già saputo imporsi sulla scena grazie in questi ultimi anni: da L’Ultimo Ba- a due interpretazioni "forti" che hanno lasciato subito un segno: anno fa, dopo aver affrontato con cio di Gabriele Muccino a Roman- che lanciamo stasera e si inaugura coraggio una malattia inesorabile. quest'anno a Taormina". Il Comitato in Suburra di Stefano Sollima si è mosso senza scrupoli tra zo Criminale di Michele Placido, da le trame oscure di una Roma "feroce" nel ruolo di Numero 8, Aveva iniziato la sua carriera accanto Viaggio Sola di Maria Sole Tognazzi, del Premio Graziella Bonacchi è co- a Moira Mazzantini, sotto la sigla della stituito da Stefano Accorsi, Alessan- un protagonista del film esploso insieme allo scandalo Mafia al premiatissimo Anime Nere di Fran- capitale, mentre in Non essere cattivo di Claudio Caligari ha TNA dov’era cresciuta subito in una cesco Munzi e Senza nessuna pietà di dro Angelini, Mia Benedetta,Valentina squadra preziosa alla quale dava pro- Cervi, Pierfrancesco Favino, Isabella interpretato Vittorio, che dal marcio della capitale vuole fuggire, Michele Alhaique per non citare il ci- ripulendosi non solo dalla droga, inseguendo un sogno e un fessionalità e amicizia ricambiate da nema di Ferzan Ozpetek, Stefano Ac- Ferrari, Anna Ferzetti, Giuseppe, Fio- una stima e una fiducia che l’avevano rello, Marco Giallini, Claudio Gioè, futuro migliore. corsi , Pierfrancesco Favino, Sabrina Due modi diversi di vivere la periferia e di mordere la vita, portata, prestissimo, a coltivare e ac- Impacciatore, Vittoria Puccini e tanti Sabrina Impacciatore, Luigi Lo Ca- compagnare professionalmente, con scio, Carlotta Natoli, FerzanOzpetek, ma un unico volto che è arrivato al pubblico con la sua intensità altri. Proprio Vittoria a nome di tutti e ha regalato al cinema un nuovo - e promettente - talento. Moira ma anche autonomamente, la al MAXXI, ‘battesimo’ del Premio ha Giorgio Pasotti, Lucio Pellegrini, Vitto- carriera non solo di tanti attori e regi- parlato per tutti di quest’autentica no- ria Puccini, Alessandro Roja, Riccar- sti ma anche di nuovi talenti della sce- do Romani, Fabrizia Sacchi, Claudio Già segnalato a Venezia (dal Sngci e da Imaie per il film di vità dei Nastri, presentando un bellis- Caligari) Alessandro Borghi, romano di Garbatella, in realtà ha neggiatura. Anche al suo impegno e simo ulivo, opera dell’artista Simone Santamaria, Maria Sole Tognazzi, alla sua passione si devono scoperte Thomas Trabacchi. Con Sandra Bo- cominciato dalla tv, guarda un po’, dalle serie poliziesche, Sterpetti (che lo ha realizzato proprio poi il cinema, sempre nel ruolo del criminale di borgata, tra le attrici e gli attori oggi più affer- dal blocco di un ulivo della terra che nacchi e Diego Zuccari, Federica Da- mati. E molti dei film che il pubblico miani, Eleonora Pratelli, Lucia Proietti con 5 di Francesco Dominedò e Roma criminale di Gianluca Graziella amava). Ha detto Vittoria: Petrazzi, ma c’è voluto Claudio Caligari a dargli la notorietà anche la stampa hanno più amato “Graziella Bonacchi - l'abbiamo cono- e Caterina Anzà e con la TNA tutta. vera con Non essere cattivo dov’è protagonista assieme a Luca Marinelli, e un produttore come Valerio Mastandrea che lo ha portato insieme al film fino a Los Angeles visto che è stato candidato per rappresentare l’Italia agli Oscar. Orgoglioso, vive questo nuovo premio con un’emozione speciale per quello che rappresenta nel mondo degli attori che oggi esprimono così il loro affetto per una persona che aveva un fiuto speciale. “Sono anche molto felice di arruvare a questo successo con due film che parlano di Roma, esplorando dinamiche che non è facile trattare e in due chiavi completamente diverse”. 20 cinemagazine cinemagazine 21
Nastro 2016 NON ESSERE CATTIVO È un Nastro dell'anno speciale e molto condiviso quel- la serata romana del MAXXI. Senza dimenticare, inoltre, la lo che il SNGCI ha consegnato a Non essere cattivo di candidatura di Riccardo Sinigallia con A cuor leggero per Claudio Caligari: è infatti un premio collettivo al film che la migliore canzone originale. va quest’anno, certo, al regista che l'ha diretto prima della Insomma, il film - che era stato scelto per rappresentare sua scomparsa - e che l’estabilishment del cinema non ha l'Italia nella corsa agli Oscar e ha avuto il suo debutto ame- mai celebrato finchè era in vita - e a chi ha lottato per finirlo ricano a Los Angeles - ha fatto centro. Spostandosi però e portarlo in sala, al pubblico che lo ha apprezzato tanto dal centro e andando nelle strade di Ostia solcate mezzo quanto la critica, ossia Valerio Mastandrea. secolo prima da Pasolini, in cui si muovono giovani prota- Ma ovviamente anche al cast, composto da Alessandro gonisti che ricordano i suoi ragazzi di borgata, ma hanno Borghi, Luca Marinelli (che alla Mostra di Venezia, dove la perso il candore di Accattone e forse, in parte, anche la pellicola debuttò fuori concorso, vinse il Premio Pasinetti), (vera) speranza di un futuro migliore. Silvia D'Amico e Roberta Mattei, agli sceneggiatori Fran- Attraverso una storia d'amicizia e "fratellanza" raccontata cesca Serafini e Giordano Meacci, che hanno affiancato con intensità e senza sconti, Caligari ha chiuso idealmente Caligari, e a chi l'ha sostenuto economicamente: Kime- la sua trilogia dopo Amore tossico e L'odore della notte (in rafilm, Rai Cinema, Andrea Leone Films e la Taodue (con cui ebbe accanto sempre Mastandrea), fotografando uno Pietro Valsecchi candidato nella cinquina dei produttori). scorcio generazional/periferico che, pur essendo ambien- E non è finita qui: i giornalisti cinematografici lo hanno an- tato nel 1995, arriva sullo schermo attuale, emotivamente che premiato, nelle categorie tecniche, per la fotografia di autentico e dritto. Maurizio Calvesi , che ha vinto il Nastro, e per il sonoro in Come un pugno nello stomaco. Cattivo, certo. Ma reale. presa diretta di Angelo Bonanni, anche lui vincitore fin dal- Francesca Palmieri 22 cinemagazine cinemagazine 23
In cinquina con Belardi, Indigo & Lucky Red, Indiana e la Goon di Mainetti PRODUTTORI: videobank SFIDA ALL’ULTIMO VOTO e alla fine il NASTRO è per PIETRO VALSECCHI di Francesca Palmieri Film di genere e per ragazzi, "caldi" e attuali per questa fiducia a giovani autori e so- stagione, affidandosi al stegno a quelli già affermati, feeling di una coppia cine- con uno sguardo sia al bot- matografica ben assortita, teghino, sia alla novità: ecco formata da Sabrina Ferilli e le strade prese dai produt- Margherita Buy e guidata da tori candidati quest'anno Maria Sole Tognazzi in Io e lei in cinquina - Marco Belar- - prodotto con Lucky Red - e di, il trio Fabrizio Donvito, ai volti di tre giovanissimi che Benedetto Habib e Marco hanno parlato, attraverso la Cohen, l'altro trio Nicola macchina da presa di Ivan Giuliano, Francesca Cima Cotroneo, a tanti coetanei e Carlotta Calori, Gabriele trasmettendo un messaggio Mainetti e Pietro Valsecchi importante con Un bacio, - che hanno scelto direzioni prodotto con Guido Lom- diverse tra loro e non si sono adagiati più soltanto sugli allori bardo (Titanus), Rai Cinema e la Friuli Venezia Giulia FC. della commedia, (ri)mescolando le carte. Più film li ha finanziati anche Pietro Valsecchi, che con la Anche chi come Marco Belardi (Lotus Film/Leone Film TaoDue ha solcato territori eterogenei: al fianco del fido Group) ha creduto in due commedie, lo ha fatto sposando Zalone, ha portato a casa i migliori incassi di sempre con due punti di vista vincenti: quello di Paolo Virzì, che con La Quo vado? di Gennaro Nunziante, facendo divertire tutta pazza gioia - prodotto con Rai Cinema - ha unito sorriso, Italia, mentre con Chiamatemi Francesco - prodotto in as- commozione ed empatia raccontando un'intensa storia sociazione con BNL- Gruppo BNP Paribas e con la Torino al femminile, e quello di Paolo Genovese, che con Perfetti Piemonte FC - ha fatto arrivare in sala il Papa della gente, sconosciuti - prodotto con Medusa - ha svelato la vita se- tra cronaca e ritratto umano disegnato da Daniele Luchetti. greta nascosta dentro i cellulari con il graffio e la schiettezza E ancora, con Kimerafilm, Rai Cinema e in collaborazione del riso amaro di una volta. con Leone Film Group, BNL e MiBACT, è stato di suppor- Fabrizio Donvito, Benedetto Habib e Marco Cohen, con la to a Claudio Caligari e Valerio Mastrandrea per Non essere loro Indiana Production, invece, hanno puntato tutte le fi- cattivo. ches sul cinema drammatico: hanno finanziato - con Rai Ci- Infine c'è lui, Gabriele Mainetti, il vero outsider del 2016, che nema - Alaska di Claudio Cupellini, melò duro e violento dal grazie a Lo chiamavano Jeeg Robot può essere considera- respiro francese, e poi - con La piccola società, Rai Cinema, to una sorta di "self-made man": il suo primo lungometrag- Sky la Torino Piemonte FC - Un posto sicuro di Francesco gio l'ha diretto e anche prodotto con la sua Goon Films (e Ghiaccio, che ricorda le (tante) morti avvenute in Piemonte l'aiuto di Rai Cinema), regalando al pubblico un supereroe per colpa dell'amianto. metropolitano dotato di una forza sovrumana. Ma anche di Amori senza pregiudizi e bullismo: Nicola Giuliano, France- un altro potere: conquistare tanti, tanti premi. sca Cima e Carlotta Calori (Indigo Film) hanno scelto temi 24 cinemagazine cinemagazine 25
I REGISTI basta con le autoanalisi di disagi personali che non riesco- Nell’affascinante ballata di passione e morte riecheggiano no a diventare universali, basta con le storie che tendono le suggestioni del ventre di Napoli analizzato nelle ricerche pericolosamente a somigliarsi. teatrali di Roberto De Simone e nelle canzoni della sua del miglior film La cinquina dei film in corsa per i Nastri offre un ventaglio variegato di luoghi, situazioni, riflessioni e denunce. Tutto quello che si può chiedere al grande schermo. Nelle Con- «Gatta Cenerentola». Gaudino inventa un nuovo, fascino- so, linguaggio cinematografico e gli attori lo interpretano al meglio delle loro possibilità. in "cinquina" fessioni, con Toni Servillo nei panni del monaco-pensatore L’ombra del ricatto e della sopraffazione, la legge della con Andò, Cupellini, Salus invitato al tavolo dei potenti, in un G8 di Ministri in- ternazionali pronti a varare una manovra che metterà in giungla che domina gli equilibri malavitosi sono anche al centro di Suburra, regia di Stefano Sollima, altro ritratto Gaudino, Sollima, ginocchio diversi Paesi, Roberto Andò mette a nudo le di metropoli al nero, stavolta Roma, la capitale inquina- Paolo Virzì contraddizioni di un ordine mondiale teso a garantire la ta dal malaffare, descritta nel romanzo di Carlo Bonini e ricchezza dei ricchi e la povertà, sempre più oscura, dei Giancarlo De Cataldo da cui il film è tratto: «Descriviamo la vince per la regia poveri: «Il mio personaggio - ha spiegato Servillo - è quello decadenza di Roma, quell’intreccio di poteri che divora la di un uomo di fede, e Dio sa quanto abbiamo bisogno di città dalle fondamenta». Ambientato nei 7 giorni che pre- simili figure, un uomo attento alla regola del silenzio che cedono le dimissioni da Presidente del Consiglio di Silvio in un cinema oppone a un mondo fatto di pubbliche dichiarazioni, un Berlusconi (il 2 novembre 2011), il film, protagonista un atteggiamento di dignitosa renitenza». poker d’assi della recitazione italiana, Pierfrancesco Favi- che cambia rotta La potenza della passione, raccontata anche nella sua de- no, Elio Germano, Claudio Amendola, Alessandro Borghi, riva autolesionista, è il cuore di Alaska, regia di Claudio Cu- svela quei legami tra potere e criminalità organizzata che pellini, protagonisti Elio Germano (Fausto) e Astrid Bergès minacciano, ogni giorno di più, la grande bellezza della di Fulvia Caprara Frisbey (Nadine): «La storia che racconto è universale - ha capitale d’Italia. spiegato l’autore - anche se sta al passo con le ossessioni La luce della speranza brilla, al contrario, negli sguardi te- del nostro tempo...Fausto e Nadine troveranno la felicità neri e complici delle mattatrici de La pazza gioia di Paolo proprio dove non immaginavano, non nell’acquisizione Virzì - il film che trionfa a quest’edizione dei Nastri d’Ar- del successo o nel raggiungimento di una posizione eco- gento - Valeria Bruni Tedeschi e Micaela Ramazzotti, due nomica, ma nella capacità di sacrificare la propria vita per ‘splendide matte’ protagoniste della ‘commedia avventu- Se il cinema italiano vive una stagione di fiorente ri- amore». rosa’ in cui il regista livornese ha voluto raccontare l’in- nascita e meritati successi lo si deve senza dubbio Questo stesso sentimento guida l’azione, e soprattutto contro di due sofferenze che, messe insieme, riescono ad all’ampiezza dello sguardo dei registi, alla varietà la liberazione, di Anna (Valeria Golino) protagonista di Per attenuarsi: «Pensavo a una storia che non avesse paura dei temi affrontati, alla capacità di immergersi nella amor vostro di Beppe Gaudino, premiata all’ultima Mostra di tingersi dei colori della fiaba, oppure di un trip psiche- realtà contemporanea, spaziando in ambiti diffe- di Venezia con la Coppa Volpi: «La città di Napoli, che ac- delico, ma che raccontasse anche l’ingiustizia, la sopraf- renti, superando confini e soprattutto abbando- coglie la storia di Anna -, dice il regista -, è una metropoli fazione, il martirio di persone fragili, donne stigmatizzate, nando, finalmente, quell’ottica di ripiegamento su che si sviluppa su due livelli, quello sotterraneo, pieno di condannate, recluse». Obiettivo perfettamente centrato, se stesso, quel genere di «cinema ombelicale» cui catacombe e cimiteri ipogei, e quello esterno, agitato da in un film che, a differenza di quello che da tempo acca- erano state attribuite, anni fa, le colpe di una crisi una rara vitalità. La sua forza viene da queste viscere mi- deva nel nostro cinema, mette insieme critica e pubblico, che rischiava di diventare cronica. Le opere che steriose». Quella di Anna sboccia, invece, all’ombra di un uomini e donne, gente che vede sempre film e gente che hanno segnato l’ultima stagione cinematografica amore inatteso, per un attore imbroglione (Adriano Gianni- invece non ne vede mai. Un vero miracolo, conferma scin- sono la conferma inequivocabile di un cambio di ni) che tradirà la sua innocente dedizione, ma le farà anche tillante della ritrovata vitalità di un cinema che non smette direzione. Basta con i film «due camere e cucina», intravedere la via di fuga dal marito violento e camorrista. di affascinare e sorprendere. 26 cinemagazine cinemagazine 27
persone falliscono ancor prima di iniziare perché hanno A Venezia, ma nel concorso principale, aveva debuttato troppa paura - ha detto il regista - Jeeg per me è di tutti. anche L'attesa di Piero Messina, con protagonista un'in- Per chi ha una brutta malattia e non vuole mollare, per chi tensa Juliette Binoche. E' la cronaca di un lutto e della vive in una condizione di vita penosa e vuole trovare la for- speranza in un ritorno impossibile. ''Scrivere una storia, za di tirarsene fuori''. Ferdinando Cito Filomarino regista di per me, nasce dal desiderio di coniugare cose apparente- Antonia ripercorre gli ultimi dieci anni di vita della poetes- mente lontane ha detto Messina, che è stato anche aiuto sa Antonia Pozzi (morta suicida a 26 anni) sotto il regime regista di Paolo Sorrentino. Il mio film è sull'elaborazione fascista. Con il suo film, prodotto da Luca Guadagnino e di lutto, di un'attesa, ma soprattutto di una condivisione''. premiato con una menzione speciale al Festival di Karlovy Infine Giulio Ricciarelli, milanese di nascita e tedesco d'a- Vary, ha voluto guardare ad alcuni momenti dell'esisten- dozione è in cinquina con Il labirinto del silenzio racconta za della poetessa ''e cercare di capire perché lei avesse le difficoltà a fine anni '50 in una Germania che voleva solo bisogno di scrivere e di scattare fotografie, di spiegare le dimenticare , nell'arrivare ad istruire il processo sui crimini ragioni delle sue scelte, compresa l'ultima ''. commessi ad Auschwitz. Il regista ha voluto raccontare Arianna di Carlo Lavagna (due premi alla Giornate degli ''quant'è difficile per un popolo affrontare il proprio passa- Autori di Venezia dove la protagonista Ondina Quadri ha to - ha spiegato Ricciarelli presetandolo. avuto anche il premio scgci/sncci con Nuovo Imaie, poi re- Nel miracolo economico in Germania tutti guardavano plicato ai Globi d'oro) è il percorso di scoperta e compren- avanti, tutti negavano, non ne volevano parlare. Inoltre vo- sione di se' da parte di una 19enne intersessuale. ''Arianna levamo sottolineare la forza dell'individuo, rappresentata è un film che ci riguarda” ha spiegato Lavagna “perché, dai giovani procuratori che hanno detto: 'Basta, noi non mettendo in scena il tema dell'ermafroditismo, mostra il possiamo non affrontare, dobbiamo farlo per essere una limite che il potere esercita, sempre e comunque, nei con- democrazia stabile'' fronti di chi, consapevolmente o meno, lo minacci''. (fr.pierl.) OPERE PRIME esordi d’autore e di genere per Messina | Ferdinando Cito Filomarino | Lavagna | Ricciarelli e, ovviamente, il superfavorito Gabriele Mainetti VINCE IL SUPEREROE DI TORBELLAMONACA Era forse scontato e alla fine ha sbaragliato gli avversari traumatici della memoria collettiva, il nazismo e lo stermi- il superhero movie all'italiana, autentica rivelazione della nio degli ebrei. Già protagonista in molti dei premi della stagione, ovviamente Lo chiamavano Jeeg Robot, Nastro stagione, dopo il successo di critica e di pubblico, il film d’Argento per il miglior regista esordiente dell’anno, Ga- di Gabriele Mainetti è partito subito come grande favorito: briele Mainetti. ben nove le nomination, è stato secondo quest'anno solo A sfidarlo sono stati ai Nastri titoli molto lontani tra loro, alle 10 candidature di La pazza gioia. ''Il mio film parla di un come, ad esempio, due drammi intimi, il ritratto della po- riscatto sociale, di persone che si sentono ostaggio di una etessa Antonia Pozzi, e lo sguardo a uno dei capitoli più borgata dove il destino sembra essere già deciso. Queste 28 cinemagazine cinemagazine 29
ANCHE L’ HAMILTON BEHIND THE CAMERA CON IL NASTRO A MAINETTI LO CHIAMAVANO JEEGROBOT di Oscar Cosulich «Il primo amore? Le iene di Tarantino, Robot e nonostante avesse dimostra- Il cinema è saturo di film legati diret- poi mi sono laureato in Storia e Critica to già il suo talento registico con gli ot- tamente, o indirettamente, al cartoo- del Cinema con la tesi “Rebranding timi corti Basette e Tiger Boy (entrato ning, sono blockbuster realizzati con the Dead”, analisi delle mutazioni nel- dopo aver cinto il Nastro d’Argento budget astronomici e destinati a fare la rappresentazione dei morti viventi anche nella shortlist delle nomination incassi da far invidia al Pil di molte dopo l’11 settembre. agli Oscar 2012), abbia lottato per anni nazioni. Eppure, o forse proprio per Oggi considero Spielberg il modello contro il sistema produttivo nostrano, questo, girare un film di supereroi nella più grande di approccio al cinema e prima di decidere di farlo da solo il suo periferia romana di Tor Bella Monaca alle sceneggiature», così Gabriele Mai- film d’esordio che vince ora, oltre al sembrava una scommessa persa in netti, trentanove anni, attore, regista, Nastro per il miglior regista esordiente partenza. Mainetti, decidendo di pro- compositore e produttore cinemato- anche l’Hamilton behind the camera dursi da solo con un budget di 1,5 mi- grafico, racconta il suo background condiviso dai Nastri nelle ultime edi- lioni di euro, ha dimostrato coraggio e formativo, decisamente anomalo per il zioni con segnalazioni sempre interes- lungimiranza. Anche così però, prima nostro cinema. Nulla di strano che, pri- santi: l’esordio alla regia di Alessandro di ottenere il più che meritato succes- ma di condurre in porto il sorprenden- Gassmann, poi di Pif e la prima volta so, ha dovuto superare altre incom- te film d’esordio Lo chiamavano Jeeg da produttore di Luca Zingaretti. prensibili ostilità. 30 cinemagazine cinemagazine 31
Il fatto che Lo chiamavano Jeeg Robot, prima della trionfale lato, così sono dovuto diventare fermo e pesante. Ma non anteprima alla Festa del Cinema di Roma, sia stato sde- è stato solo un cambiamento fisico: abbiamo lavorato an- gnosamente rifiutato da tutte le sezioni della Mostra d’Arte che sul suo modo di parlare e di percepire se stesso e il Cinematografica di Venezia, getta un’ombra inquietante mondo. Enzo si considera una nullità, sopravvive di piccoli sull’effettiva capacità di quel folto gruppo di selezionatori furti aspettando il suo turno per morire, in casa guarda solo nel percepire il valore effettivo delle opere sottoposte al film porno e si nutre esclusivamente di budini, praticamente loro giudizio, quando queste non corrispondono ai canoni vive di zucchero». di un’accademia che inizia a odorare pericolosamente di «Dietro la sua corazza però c’è un’umanità molto forte – muffa. Come è ormai noto il film narra le disavventure del conclude l’attore – che traspare dalla gioia che porta il per- ladruncolo Enzo Ceccotti (Claudio Santamaria) che, scap- sonaggio femminile». pando dalla polizia, acquisisce forza sovrumana cadendo Marinelli, dal canto suo, che nel film è anche interprete di nel Tevere in un bidone di liquami radioattivi. I poteri ne una versione demenziale di «Non sono una signora» di Lo- cambiano le scelte etiche: difende infatti una ragazza fuori di testa, maniaca di cartoon giapponesi (l’e- sordiente Ilenia Pastorelli) e fronteggia la minaccia dello Zingaro (Luca Mari- nelli, cattivo da antologia). Ma qual è il segreto per girare un film di supereroi in Italia? «Non potendo competere coi mezzi del cinefumetto americano, abbiamo creato perso- naggi credibili che, anche in un contesto assurdo, restano plausibili – dice Mainetti - nei film di genere la divisione tra “buoni” e “cattivi” è netta. Qui abbia- mo un “cattivo” che diven- ta eroe, mentre il vero cattivo fa trasparire molte fragilità e redana Bertè, rivela che il suo modello è stato « il serial killer ha l’ansia di apparire». Un progetto del genere, ovviamente, Bufalo Bill del Silenzio degli innocenti, un film che ho visto a aldilà della bontà della sceneggiatura di Nicola Guagliano- sette anni e mi ha segnato per sempre. ne e Menotti (che, per inciso, negli anni ’80 ha cominciato la Qui ho cercato il male attraverso il divertimento, per inter- sua attività proprio come fumettista), deve molto alla voglia pretare un clown nero». Ad aiutare il lavoro degli attori c’è la dei protagonisti di mettersi in gioco, credendo fino in fondo fantasia visiva di un film che è un’apoteosi di trovate e gioca in quello che il regista proponeva loro. con il cinema superomistico, il noir e il pulp tarantiniano, fino «Io mi sono sempre domandato cosa sarebbe successo se ad arrivare a un esplosivo finale girato allo Stadio Olimpico, Spider-Man fosse stato morso da un ragno nella periferia durante il derby Roma-Lazio («ovviamente noi abbiamo gi- romana. Come avrebbe potuto lanciare le sue ragnatele, rato nello stadio vuoto, i tifosi sono stati aggiunti in postpro- che si sarebbero impigliate nei cavi dei tram?», racconta duzione», racconta il regista). Santamaria, «questo film mi ha permesso di rispondere Visto il successo del film, che ha incassato quasi cinque alla domanda, anche se, visto che per acquisire i superpo- milioni di euro ai nostri botteghini, è facile prevedere che teri devo cadere nel Tevere, più che l’Uomo Ragno potrei per il prossimo progetto («in realtà i progetti sono due, devo essere l’Uomo Rogna», continua sardonico l’attore che, ancora decidere quale girare per primo – ci rivela Mainetti per entrare nel ruolo, ha affrontato un mutamento fisico: – ma questa volta il budget sarà il doppio di quello usato «sono ingrassato 20 chili perché Gabriele voleva che Enzo per Jeeg»), il regista troverà a bussare alla sua porta tutti Ceccotti fosse un uomo “piazzato”, che assomigliasse a quei produttori che in precedenza lo avevano rifiutato. Noi un orso - spiega Santamaria – io di natura sono dinocco- attendiamo fiduciosi. 32 cinemagazine cinemagazine 33
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