PARROCCHIA SANTA MARIA MAGGIORE MONTE SANT'ANGELO FEBBRAIO 2021
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PARROCCHIA
SANTA MARIA MAGGIORE
MONTE SANT’ANGELO
VOCE della COMUNITÁ
MENSILE DI FORMAZIONE E INFORMAZIONE
CULTURALE E RELIGIOSO
ANNO XXXI n. 2
FEBBRAIO 2021Voce di comunità
INDICE
Il Papa: la Quaresima non è una raccolta di fioretti ma un ritorno a Dio. p. 3
Attualità. P. Ronchi: Le Ceneri, per essere semplici e fecondi. p. 6
Proroga per amministrare la Confermazione. p. 9
Da corpo a corpo. Presentazione del percorso formativo Adulti AC.
1 tappa: abbassarsi. p. 10
ACR. Mese della Pace: Parole e gesti di Pace. p. 13
Spiritualità: La Quaresima di don Tonino: Dall’acqua alla cenere,
dal pentimento al servizio. p. 15
“Sine dominico vivere non possumus”:
i Santi Martiri di Abitene, testimoni della domenica p. 17
SS. Quarantore eucaristiche p. 19
L’Eucarestia è una persona viva. p. 21
Cresime in parrocchia p. 24
Avvisi di vita comunitaria p. 22
Direttore responsabile: don Leonardo Petrangelo
Comitato di redazione:
Ernesto Scarabino Antonio Falcone
Rosa di Padova Matteo Armillotta
Guglielmo Ferosi
A questo supplemento hanno collaborato:
Matteo Totaro; Debora Donnini; Antonella Palermo; Tommaso di Padova; Katia
Lauriola.
Foto: vari siti web; archivio fotografico.
Ciclostilato in proprio. Ad uso interno.
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La voce di
Il Papa: la Quaresima non è una
raccolta di fioretti ma un ritorno a Dio
Alla Messa del Mercoledì delle Ceneri celebrata nella Basilica di San Pietro, Francesco
esorta a farsi piccoli intraprendendo un cammino di umiltà che porta alla Pasqua. Il Papa
ricorda che "la salvezza non è una scalata per la gloria, ma un abbassamento per amore"
di Debora Donnini – Città del Vaticano
La Quaresima è un viaggio di ritorno a rivolge nell'omelia della Messa del
Dio, un tempo per "verificare le strade Mercoledì delle Ceneri, all'inizio di
che stiamo percorrendo" e riscoprire "il questo tempo forte di Quaresima che,
legame fondamentale" con il Padre da ricorda, “non è una raccolta di fioretti, è
cui tutto dipende. Non seguire la polvere discernere dove è orientato il cuore”. Il
di “cose che oggi ci sono e domani rischio è che questo cammino venga
svaniscono”, ma orientare il navigatore ostacolato “dai lacci seducenti dei vizi,
della nostra vita verso di Lui. È dalle false sicurezze dei soldi e
l’esortazione che il Papa dell’apparire, dal lamento vittimista che
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paralizza”. Come fu per il popolo uomo, che polvere tu sei e in polvere
d’Israele quando lasciò l’Egitto. “È stato ritornerai” e impone le ceneri ai
più difficile lasciare l’Egitto del cuore del cardinali, dopo averle ricevute dal
popolo di Dio, quell’Egitto che cardinale Comastri. Alcuni frati le
portavano sempre dentro, che lasciare la impongono ai fedeli.
terra d’Egitto”, afferma Francesco. La È quindi il segno stesso dell’abbassare il
Quaresima è dunque un “esodo dalla capo per ricevere le ceneri sul quale il
schiavitù alla libertà”. Ma “nessuno può Papa si sofferma per indicare il senso di
riconciliarsi con Dio con le proprie questo ritorno. “Finita la Quaresima -
forze”, è il Signore che ci precede dice - ci abbasseremo ancora di più per
venendoci incontro: l’inizio del ritorno è lavare i piedi dei fratelli”:
dunque riconoscersi “bisognosi di La Quaresima è una discesa umile dentro
misericordia”. di noi e verso gli altri. È capire che la
Bisogna, quindi, interrogarsi se il nostro salvezza non è una scalata per la gloria,
cuore sia “ballerino”, amando “un po’ il ma un abbassamento per amore. È farci
Signore e un po’ il mondo” oppure saldo piccoli. In questo cammino, per non
in Dio. perdere la rotta, mettiamoci davanti alla
croce di Gesù: è la cattedra silenziosa di
Il segno dell'abbassare il capo Dio. Guardiamo ogni giorno le sue
Risuonano forti le sue parole, stamani, piaghe le piaghe che Lui ha portato in
alla Messa con il Rito della benedizione e Cielo e fa vedere il Padre, tutti i giorni,
imposizione delle Ceneri, segnato nella sua preghiera di intercessione.
anch’esso da una pandemia che continua Guardiamo ogni giorno le sue piaghe. In
a imperversare nel mondo. quei fori riconosciamo il nostro vuoto, le
La Celebrazione Eucaristica si tiene nostre mancanze, le ferite del peccato, i
infatti non come da tradizione nella colpi che ci hanno fatto male. Eppure
Basilica di Santa Sabina all'Aventino, ma proprio lì vediamo che Dio non ci punta
presso l’Altare della Cattedra, nella il dito contro, ma ci spalanca le mani.
Basilica di San Pietro, e con una Il Papa esorta quindi a baciare le piaghe
partecipazione dei fedeli molto ristretta di Gesù: “Nei buchi più dolorosi della
in ottemperanza alle misure sanitarie di vita - sottolinea - Dio ci aspetta con la
protezione. sua misericordia infinita. Perché lì, dove
La Congregazione per il Culto Divino il siamo più vulnerabili, dove ci
mese scorso aveva pubblicato una nota vergogniamo di più, Lui ci è venuto
per precisare le modalità da seguire incontro".
durante la celebrazione che apre la
Quaresima: mascherina e formula Ritornare al Padre, a Gesù e allo Spirito
recitata una volta sola. Santo
Quindi, terminato il rito di Benedizione La riflessione di Francesco parte dalle
delle ceneri, il Papa pronuncia, una sola parole del profeta Gioele: "Ritornate a
volta per tutti, la formula: “Ricordati, me con tutto il cuore". Per procedere in
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questo cammino, si ricordano i viaggi di Spirito Santo, riscopriamo il fuoco della
ritorno che la Parola di Dio racconta: lode, che brucia le ceneri del lamento e
quello del figliol prodigo, che indica della rassegnazione.
come a rimetterci in piedi sia “il perdono
del Padre”, e il primo passo di ritorno, la La conversione del cuore parte dal
Confessione. primato dell'azione di Dio
Il Papa in proposito raccomanda ai Un viaggio di ritorno che però è
confessori di essere come il padre: “non possibile “solo perché c’è stato il suo
con la frusta, con l’abbraccio”. viaggio di andata verso di noi”, perché il
C’è bisogno, poi, di tornare a Gesù come Signore è sceso dentro alla nostra morte
ha fatto il lebbroso risanato che torna a e al nostro peccato. Il Padre è infatti
ringraziarlo: “Colui che esce di casa per venirci a
“Tutti abbiamo delle malattie spirituali, cercare”; “il Signore che ci guarisce è
da soli non possiamo guarirle; tutti Colui che si è lasciato ferire in croce; lo
abbiamo dei vizi radicati, da soli non Spirito che ci fa cambiare vita è Colui
possiamo estirparli; tutti abbiamo delle che soffia con forza e dolcezza sulla
paure che ci paralizzano, da soli non nostra polvere”. Bisogna, quindi, lasciarsi
possiamo sconfiggerle. Abbiamo bisogno riconciliare perché "nessuno può
di imitare quel lebbroso, che tornò da riconciliarsi con Dio con le proprie
Gesù e si buttò ai suoi piedi. Ci serve la forze":
guarigione di Gesù.” La conversione del cuore, con i gesti e le
Bisogna, quindi, mettersi davanti a Lui pratiche che la esprimono, è possibile
mettendogli davanti le nostre ferite e i solo se parte dal primato dell’azione di
peccati. La cenere sul capo ci ricorda che Dio. A farci ritornare a Lui non sono le
siamo polvere e in polvere torneremo, nostre capacità e i nostri meriti da
rileva ancora il Papa ricordando che ostentare, ma la sua grazia da accogliere.
proprio su “questa nostra polvere Dio ha Gesù ce l’ha detto chiaramente nel
soffiato il suo Spirito di vita”: Vangelo: a renderci giusti non è la
Allora non possiamo vivere inseguendo giustizia che pratichiamo davanti agli
la polvere, andando dietro a cose che uomini, ma la relazione sincera con il
oggi ci sono e domani svaniscono. Padre.
Torniamo allo Spirito, Datore di vita, La via del ritorno è quindi “la via
torniamo al Fuoco che fa risorgere le dell’umiltà”. A salvarci, infatti, è la
nostre ceneri, a quel fuoco che ci insegna grazia: la salvezza "è pura gratuità”.
ad amare, saremo sempre polvere ma
come dice l’inno liturgico: “polvere
innamorata”. Ritorniamo a pregare lo
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Attualità
di Antonella Palermo
Padre Ronchi:
le Ceneri, per essere semplici e fecondi
All'inizio del tempo di Quaresima il teologo spiega, nell'intervista a Vatican News, il
senso di questo "simbolo" per l'oggi. Nella vita aggredita e crocifissa dalla pandemia, lo
sguardo deve essere rivolto non tanto alla mortificazione quanto alla vivificazione. Non
fissati sul 'residuo' dell'esistenza ma sulla pienezza che ci attende.
Questa mattina Papa Francesco ha ancora temibile, che ha mietuto quasi
celebrato la Santa Messa con il Rito della due milioni e mezzo di vittime nel
benedizione e imposizione delle Ceneri mondo? Lo abbiamo chiesto al
presso l’Altare della Cattedra, nella teologo Padre Ermes Ronchi, dell'Ordine
Basilica di San Pietro, e non come dei Servi di Maria:
tradizione nella Basilica di Santa Sabina
R. - Penso che le ceneri sul capo delle
all'Aventino. La partecipazione dei fedeli
persone siano come una inclusione
molto ristretta è in ottemperanza alle
battesimale. Le ceneri sono semplici.
misure sanitarie di protezione.
Sono la semplificazione finale delle cose.
Nel ritmo naturale di un tempo, le
Quale significato assume l'imposizione
ceneri del focolare di casa dei contadini
delle Ceneri oggi, dopo un anno
venivano restituite alla natura in
dall'inizio della diffusione di un virus
primavera sparse sui campi, lungo i filari
delle viti, nell'orto, per rendere la
terra più fertile, per darle nuova
energia. Allora, sul capo del
fedele, hanno questo significato
lontano, legato alla verità della
natura, alla verità del senso, alla
verità delle cose. Non tanto:
'ricordati che devi morire' ma
'ricordati che devi essere
semplice e fecondo'. Le ceneri
sono ciò che rimane quando non
rimane più niente, sono il
minimo, il quasi niente. Ma da
qui si può e si deve ripartire. Noi
siamo in una situazione difficile,
ma si può e si deve ripartire.
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“Le ceneri sono ciò che rimane quando R. - Basta aprire gli occhi. Basta
non rimane più niente, sono il minimo, guardarsi attorno. Basta avere questo
il quasi niente. Ma da qui si può e si deve senso che la vita è un percorso che va
ripartire. Noi siamo in una situazione dalle ceneri alla luce, dalla fatica alla
difficile, ma si può e si deve ripartire.” corona. È un tempo di potatura perché
C'è l'economia della piccolezza nella abbiamo fatica, qualcuno ha perso delle
Bibbia, l'economia della povertà. persone care, la nostra vita viene alle
Davanti a Dio non c'è niente di meglio volte aggredita. Però io penso alla
che essere così; diceva Simone Weil: potatura delle piante: i giardinieri
essere niente come l'aria davanti al sole, potano gli alberi non per penitenza, ma
pura trasparenza. Ecco, le ceneri sono perché ritrovino l'energia di primavera,
questo niente per non fermarci, farci li riportano all'essenziale. Ecco, viviamo
ripartire. Con la Quaresima si entra nel un tempo che ci può riportare
cammino della trasformazione, della all'essenziale, riscoprendo ciò che è
evoluzione e il cuore della permanente nelle nostre vite, da ciò che
trasformazione è essere piccoli e fragili è effimero. Quindi è un dono questo
dove Dio entra, lo Spirito entra come tempo per dare più frutto, non per
soffio. Non spaventarsi di questo essere castigare ma per rendere fecondi. Questa
fragili, ma pensare alla Quaresima come per me è la speranza.
trasformazione dalle ceneri alla luce, dal
Nel Messaggio per la Quaresima,
residuo alla pienezza. Io lo vedo un
Francesco ci invita a digiunare anche
tempo non penitenziale, ma vitale, non
dalla saturazione di informazioni, vere o
tempo di mortificazione, ma di
false che siano. Come risuonano in lei
vivificazione. È il tempo del seme dentro
questi suggerimenti?
la terra. La Quaresima inizia sempre in
inverno, che è l'ultima delle stagioni, un R. - È vero che siamo saturati da una
po' la cenere dell'anno, e termina sempre pandemia di messaggini. A me risuonano
in primavera. Questa sapienza della come profondamente veri. Noi siamo lì
natura - il creato è la prima parola di Dio sempre attaccati a questi strumenti, con
– ci fa guardare alla primavera che non si gli occhi e con le orecchie sugli
spaventa di nessun inverno, Dio non si smartphone, su internet. Se noi
spaventa da nessuna cenere in cui io guardassimo negli occhi cinquanta volte
sono seduto o che sono ridotto a al giorno le persone così come
diventare. guardiamo il telefonino, guardandole
con la stessa attenzione e intensità,
Il Papa ha detto che la Quaresima sarà
quante cose cambierebbero? Quante
un tempo favorevole per dare un senso
scoperte faremmo? Il bombardamento è
di fede e di speranza alla crisi che stiamo
così veloce che non abbiamo neanche il
vivendo. Lei come traduce queste
tempo di elaborare una nostra visione
parole?
delle cose. Ci hanno tolto il piacere di
pensare che è uno dei più belli che
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abbiamo in regalo. Sono notizie che ci R. - Un virus non cambia il cuore
portano a vivere fuori di noi stessi, di dell'uomo, non cambia la profondità
riflesso, di eco, di sponda, dentro una delle persone. Penso che noi abbiamo
realtà che non siamo noi, elaborata dagli due strumenti maggiori per avere una
altri. Allora io penso, la verità delle cose Pasqua di fraternità: la carità e il
va vista dentro l'amore, come dice San perdono. La carità è il prenderci cura e la
Paolo. Vuol dire che quando una cosa è cura si nutre di tenerezza verso l'altro; il
senza amore, non è vera, quando è perdono è quello che libera il futuro
intollerante non è vera. Questo delle persone, non tanto libera il passato.
bombardamento ci porta a vivere in una Penso che il perdono da cogliere e da
bolla virtuale anziché dentro l'atmosfera offrire sia qualcosa da chiedere al
dell'amore. Signore. Vuol dire liberazione, nel
I criteri sono l'effetto, l'audience, il Vangelo è usato il verbo della nave che
numero di like... E questo porta fuori, e salva, della carovana che parte al levare
per me è la cosa più pericolosa. del sole, dell'uccello che spicca il volo,
della freccia che scocca. È vero che è una
L'orizzonte della fraternità è ciò che più
Pasqua di fragili, questa, di molti
sta a cuore al Papa. Siamo ancora capaci,
crocifissi, ma quello che a me è chiesto è
secondo lei, di nutrire questa
il segno della carità. Gesù è venuto a
dimensione, oppure il distanziamento
portare questa rivoluzione della
forzato ci ha in qualche modo
tenerezza e la rivoluzione del perdono
incattiviti?
senza misura. Sono queste due cose che
costruiscono la fraternità universale.
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MONS. FRANCO MOSCONE crs
Arcivescovo di Manfredonia - Vieste - San Giovanni Rotondo
Presidente della Fondazione “Casa Sollievo della Sofferenza”
Direttore Generale della Associazione Internazionale dei “Gruppi di Preghiera di
Padre Pio”
Manfredonia, 15 febbraio 2021
Prot. n. 02/2021 RD
Ai Reverendi
Vicario Generale ed Episcopali
Vicari Foranei e Parroci
di questa Arcidiocesi
LORO SEDI (Fg)
Carissimi,
in aiuto al mio ministero episcopale, con i compiti previsti a norma del can. 884 §1 del
C.J.C., si proroga la facoltà, concessa già in data 1° settembre 2020, di amministrare il
Sacramento della Confermazione, in mia rappresentanza e sostituzione.
Il Vicario Generale e i Vicari Episcopali potranno amministrare il Sacramento in tutto il
territorio diocesano; i Vicari Foranei potranno amministrarlo nella propria Vicaria, e i
Parroci ai Fedeli della propria Parrocchia, per il periodo che va dal 21 febbraio 2021,
Prima Domenica di Quaresima, al 23 maggio 2021, Domenica di Pentecoste 2021.
Le date individuate e i Sacerdoti celebranti il Sacramento della Confermazione dovranno
essere comunicati alla Segreteria arcivescovile.
Il Signore, attraverso il Vostro ministero, effonda sui Cresimandi i grandi doni dello
Spirito Santo, la cui azione ci plasma ad immagine di Cristo e ci rende capaci di amare
come Lui.
Con la mia benedizione, che vorrete trasmettere alle Comunità parrocchiali, Vi saluto
cordialmente.
+ Franco Moscone crs
Arcivescovo
Sac. Matteo Tavano
Cancelliere arcivescovile
9 F E B B R A I O 2021Voce di comunità
Attualità - Formazione
a cura di Tommaso di Padova
PRESENTAZIONE PERCORSO
FORMATIVO 2020/2021
SETTORE ADULTI
1a tappa: ABBASSARSI
La competizione è un concetto così senza che qualcuno soccomba per la
profondamente radicato nella nostra gloria di qualcun altro?
cultura che lo abbiamo declinato in ogni È possibile, in un'altra prospettiva,
ambito della vita e accettato abbassarsi: non significa necessariamente
acriticamente come l’unico strumento perdere, ma stare ai piedi, essere
per raggiungere qualsiasi obiettivo. Per sostegno, essere utile alla riuscita di
essere i “vincitori”, i “migliori”, i “più qualcosa, essere umile e non umiliato.
forti”, bisogna essere competitivi. Così lo stare vicini non contempla la
Accettiamo questo approccio come competizione distruttiva, ma una
l’unico possibile, in cui gli eventuali collaborazione che apre alla relazionalità
effetti collaterali sono conseguenze e anche la possibilità di un gareggiare
necessarie ma ineliminabili del sistema che fa emergere attitudini e qualità di
competitivo. Alla narrazione del ciascuno.
vincitore si abbina sempre quella di uno Gesù, fin dall’inizio, si impegna con tutte
o più perdenti. Al racconto del più bravo le sue energie per costruire fraternità e
da esibire si abbina sempre quello di creare comunità. Lui stesso ne ha
qualcun altro da “scartare”. bisogno, non fa nulla senza degli altri,
Ma veramente non esiste un modo resterà solo alla fine della vita, sulla
alternativo? È possibile stare vicini senza croce, ma per tutta la sua esistenza
bisogno di sgomitare per arrivare i primi, coinvolge i discepoli nelle sue parole, nei
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suoi gesti, nei suoi incontri. In più comprendere un punto di vista del tutto
occasioni vorrebbe far sperimentare ai rovesciato, il suo. Alle posizioni di
discepoli che la comunità non è somma privilegio che i due discepoli chiedono,
di individui, ma un tutt’uno, un corpo sedere a destra e a sinistra del re potente
solo, in cui il bene di uno è il bene nella sua gloria, il Maestro contrappone
dell’altro, in cui non c’è spazio per la altre due posizioni, in alto e in basso. In
competizione. Ma in più occasioni i alto è la posizione di chi usa il potere per
discepoli non comprendono, faticano a schiacciare gli altri, per guardarli
restare uniti: invidie, gelosie, dall’alto in basso, per dominarli. In basso
incomprensioni rompono la fraternità, è la posizione del servo, di chi lava i
disgregano quel corpo, tanto che a piedi, di chi non alza gli occhi e si
consegnare il Maestro sarà proprio uno prende cura. Dal basso si ha un punto di
dei suoi. vista particolare, che permette di
Gesù annuncia ai discepoli che a osservare bene tutto il corpo, di vederne
Gerusalemme, luogo verso il quale si i bisogni, di ascoltarne le esigenze.
stanno dirigendo insieme, Lui sarà Quando gli altri discepoli si ribellano a
consegnato, condannato a morte, deriso, questa pretesa dei due, non perché
torturato e ucciso. Giacomo e Giovanni abbiano compreso il punto di vista dal
credono che stare accanto a Lui sia basso del Maestro, ma perché anche loro
prendere il potere, ricevere gloria, così ragionano con invidia e competizione,
come avviene nella corte dei re. I due Gesù spiega come si diventa grandi,
fratelli sembrano aver compreso che a come ci si alza nel regno di Dio: “voi
Gerusalemme Lo aspetta la morte ma, se sapete che coloro i quali sono considerati
dopo verrà il regno di Dio,è lì che i governanti delle nazioni dominano su
chiedono di trovarsi in una posizione di esse e le opprimono. Fra di voi però
privilegiata. Giacomo e Giovanni non è così; ma chi vuole diventare
mostrano così quanto soni distanti dal grande tra voi sarà vostro servitore, e chi
modo di pensare di Gesù. vuole essere il primo tra voi sarà schiavo
Con molta pazienza Gesù prova a far di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti
11 F E B B R A I O 2021Voce di comunità
non è venuto per farsi servire, ma per alla cura nei confronti delle persone e
servire e dare la propria vita in riscatto dell'ambiente?
per molti”. La comunità dei discepoli ha
bisogno di grandi, di responsabili, di chi
PREGHIERA
La sera dell'ultima cena, Maestro,
governa ma,secondo il Maestro, è solo
hai lavato i piedi ai tuoi discepoli,
dal basso che lo si può fare. La croce è un
abbassandoti fino a terra come un servo
modo di governare, l’unico modo che
e ci hai insegnato che proprio da lì, dalla
funziona, perché chi domina e schiaccia
polvere,
gli altri non farà mai crescere la
cominciava il tuo Regno.
comunità come un corpo. Si può far
Il Padre non ha forse fatto nascere
crescere la comunità abbassandosi,
dalla polvere del suolo
servendo, accogliendo i bisogni degli
il figlio suo più bello?
altri.
Tu ami gli umili, Signore,
Giorgio La Pira, Nelson Mandela, Angelo
coloro che come te sono capaci
Vassallo, come Gesù, con la loro vita ci
di abbassarsi fino a terra
mostrano che governare è far crescere
e baciare i piedi degli altri
tutto un popolo.
per chiedere giustizia e perdono.
LA MIA VITA Signore, purifica il mio cuore
Da quali posizioni guardo la mia vita? dal tarlo della gelosia, dall'orgoglio e
Dall'alto, pensando di sapere sempre più dall'ambizione,
degli altri e magari talvolta umiliandoli, dall'arroganza e dalle brame di dominio.
o dal basso, come Gesù, per provare ad Concedimi la grazia, o Maestro buono,
imparare, a collaborare con gli altri? di scegliere l'ultimo posto,
Come essere cittadini, e non ospiti, nel quello del servo,
servire le realtà in cui viviamo e quello scartato dal potere,
spendiamo la nostra vita? Quali perché da lì si compiono
esperienze positive possiamo portare per le tue promesse d'amore
vivere stili di vita improntati alla per gli ultimi e i poveri in spirito.
giustizia, alla solidarietà, alla fraternità,
Saluti fraterni
12 F E B B R A I O 2021Voce di comunità
A.C.R.
di Rosa di Padova e Katia Lauriola
13 F E B B R A I O 2021Voce di comunità
Mese della Pace 2021
SENTIRE LA PACE
In questo periodo, dove tutti siamo impegnati nel
pensare alla pandemia, ai vaccini, alla distanza
sociale, sarebbe bello rivolgere pensieri di
pace.
Ma quale pace? Quella interiore!
I sentimenti di questi tempi sono: paura,
ansia, solitudine, malinconia… Come
possiamo trovarla allora la pace interiore? Con
il confronto con gli altri, anche se non fisicamente,
ma soprattutto con la preghiera, in modo particolare in questo tempo di quaresima;
tempo nel quale l’attesa nella Risurrezione coincida con l’attesa della fine delle paure,
che tutti noi aspettiamo. Cosi troveremo la nostra pace interiore!
Marilina Guerra, Scuola Secondaria di primo grado
LA PACE
La Pace è il cuore di Gesù grande, dolce e puro.
La pace è il silenzio mentre preghiamo.
La Pace è una colomba bianca
con un ramoscello d’ulivo.
La Pace è volersi bene e non litigare con
gli amici.
La Pace è amore verso gli altri.
La Pace è nell’abbraccio dei fratelli.
La Pace è tranquillità e serenità.
A ME PIACE LA PACE!
Ester, Classe 1a Scuola Primaria
14 F E B B R A I O 2021Voce di comunità
Spiritualità
A cura di Antonio Falcone
LA QUARESIMA
DI DON TONINO:
«DALL'ACQUA ALLA
CENERE,
DAL PENTIMENTO AL
SERVIZIO»
Il Vescovo salentino riflette sull’itinerario
quaresimale che comincia il Mercoledì delle
Ceneri e si conclude con la lavanda dei piedi
del Giovedì Santo: «Tra questi due riti si
snoda la strada, lunga e faticosa, della nostra
conversione»
«Carissimi, cenere in testa e acqua sui
piedi. Tra questi due riti, si snoda la
strada della quaresima. Una strada,
apparentemente, poco meno di due
metri. Ma, in verità, molto più lunga e parlano un “linguaggio a lunga
faticosa. Perché si tratta di partire dalla conservazione”.
propria testa per arrivare ai piedi degli
È difficile, per esempio, sottrarsi all’urto
altri.
di quella cenere. Benché leggerissima,
A percorrerla non bastano i quaranta scende sul capo con la violenza della
giorni che vanno dal mercoledì delle grandine. E trasforma in un’ autentica
ceneri al giovedì santo. Occorre tutta martellata quel richiamo all’ unica cosa
una vita, di cui il tempo quaresimale che conta: “Convertiti e credi al
vuole essere la riduzione in scala. Vangelo”. (…) Quello “shampoo alla
Pentimento e servizio. Sono le due cenere”, comunque, rimane impresso per
grandi prediche che la Chiesa affida alla sempre: ben oltre il tempo in cui, tra i
cenere e all’ acqua, più che alle parole. capelli soffici, ti ritrovi detriti terrosi che
Non c’è credente che non venga sedotto il mattino seguente, sparsi sul guanciale,
dal fascino di queste due prediche. Le fanno pensare un attimo alle squame già
altre, quelle fatte dai pulpiti, forse si cadute dalle croste del nostro peccato.
dimenticano subito. Queste, invece, no:
perché espresse con i simboli, che
15 F E B B R A I O 2021Voce di comunità
La cenere ci bruci sul capo. Abbaglio provocato dal sonno, o simbolo
per chi veglia nell’ attesa di Cristo? “Una
Così pure rimane indelebile per sempre
tantum” per la sera dei paradossi, o
quel tintinnare dell’acqua nel catino. È la
prontuario plastico per le nostre scelte
predica più antica che ognuno di noi
quotidiane? Potenza evocatrice dei segni!
ricordi. Da bambini, l’abbiamo “udita
Intraprendiamo, allora, il viaggio
con gli occhi”, pieni di stupore, dopo
quaresimale, sospeso tra cenere e acqua.
aver sgomitato tra cento fianchi, per
passare in prima fila e spiare da vicino le La cenere ci bruci sul capo, come fosse
emozioni della gente. Una predica, appena uscita dal cratere di un vulcano.
quella del giovedì santo, costruita con Per spegnere l’ardore, mettiamoci alla
dodici identiche frasi: ma senza ricerca dell’ acqua da versare sui piedi
monotonia. Ricca di tenerezze, benché degli altri. Pentimento e servizio. Binari
articolata su un prevedibile copione. obbligati su cui deve scivolare il
Priva di retorica, pur nel ripetersi di cammino del nostro ritorno a casa.
passaggi scontati: l’offertorio di un piede, Cenere e acqua. Ingredienti primordiali
il lavarsi di una brocca, il frullare di un del bucato di un tempo. Ma, soprattutto,
asciugatoio, il sigillo di un bacio. Una simboli di una conversione completa,
predica strana. che vuole afferrarci finalmente dalla
testa ai piedi.
Perché a pronunciarla senza parole,
genuflesso davanti a dodici simboli della (Fonte: Dalla testa ai piedi, in Luce e
povertà umana, è un uomo che la mente Vita, Diocesi di Molfetta, 1989, n. 1, p.
ricorda in ginocchio solo davanti alle 15-17)
ostie consacrate. Miraggio o dissolvenza?
16 F E B B R A I O 2021Voce di comunità
«Sine dominico non possumus»
12 febbraio
Santi Saturnino e compagni Martiri di Abitene
† Cartagine, 304 d.C.
Da chi e perché è stata pronunciata bruciati; si dovevano abbattere le
questa frase e quale significato profondo basiliche del Signore; si doveva proibire
è racchiuso nel termine di celebrare i sacri riti e le santissime
latino dominicum, da spingere i martiri riunioni del Signore” (Atti dei Martiri,
ad affrontare la morte piuttosto che I).
rinunciarvi? Sono interrogativi che non Ad Abitene un gruppo di 49 cristiani,
si possono eludere se non si vuole contravvenendo agli ordini
ridurre questa espressione ad un dell’Imperatore, si riunisce
incomprensibile slogan. settimanalmente in casa di uno di loro
Abitene era una città della provincia per celebrare l’Eucaristia domenicale. È
romana detta Africa proconsularis, una piccola, ma variegata comunità
nell’odierna Tunisia, situata, secondo cristiana: vi è un senatore, Dativo, un
un’indicazione di S. Agostino, a sud presbitero, Saturnino, una vergine,
ovest dell’antica Mambressa, oggi Vittoria, un lettore, Emerito…
Medjezel–Bab, sul fiume Medjerda. Sorpresi durante una loro riunione in
Nel 303 d.C. l’imperatore Diocleziano, casa di Ottavio Felice, vengono arrestati
dopo anni di relativa calma, scatena una e condotti a Cartagine davanti al
violenta persecuzione contro i cristiani proconsole Anulino per essere
ordinando che “si dovevano ricercare i interrogati. Al proconsole, che chiede
sacri testi e santi Testamenti del Signore loro se possiedono in casa le Scritture, i
e le divine Scritture, perché fossero Martiri confessano con coraggio che “le
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custodiscono nel cuore”, rivelando così perché? Perché i cristiani, fin dall’inizio,
di non voler distaccare in alcun modo la hanno visto nella domenica e
fede dalla vita. nell’Eucaristia celebrata in questo giorno
Il loro stesso martirio si trasforma in una un elemento costitutivo della loro stessa
liturgia “eucaristica”; tra i tormenti, identità. È quanto emerge con chiarezza
infatti, si possono ascoltare dalle labbra dal commento che il redattore degli Atti
dei Martiri espressioni come queste: « Ti dei martiri fa alla domanda rivolta dal
prego, Cristo, esaudiscimi. Ti rendo proconsole al martire Felice: “Se sei
grazie, o Dio… Ti prego, Cristo, abbi cristiano non farlo sapere. Rispondi
misericordia ». La loro preghiera è piuttosto se hai partecipato alle
accompagnata dall’offerta della propria riunioni”. Ed ecco il commento: «Come
vita e unita alla richiesta di perdono per i se il cristiano potesse esistere senza
loro carnefici. celebrare i misteri del Signore o i misteri
Tra le diverse testimonianze, del Signore si potessero celebrare senza
significativa è quella resa da Emerito. la presenza del cristiano! Non sai
Questi afferma, senza alcun timore, di dunque, satana, che il cristiano vive della
aver ospitato in casa sua i cristiani per la celebrazione dei misteri e la
celebrazione. Il proconsole gli celebrazione dei misteri del Signore si
chiede: “Perché hai accolto nella tua casa deve compiere alla presenza del
i cristiani, contravvenendo così alle cristiano, in modo che non possono
disposizioni imperiali? ”. Ed ecco la sussistere separati l’uno dall’altro?
risposta di Emerito: « Sine dominico non Quando senti il nome di cristiano, sappi
possumus »; non possiamo, cioè, né che si riunisce con i fratelli davanti al
essere né tanto meno vivere da cristiani Signore e, quando senti parlare di
senza riunirci la domenica per celebrare riunioni, riconosci in essa il nome di
l’Eucaristia. cristiano».
Il termine dominicum racchiude in sé un Il proconsole Anulino, al termine della
triplice significato. Esso indica il giorno giornata impiegata per gli interrogatori,
del Signore, ma rinvia anche, nel 12 febbraio 304, e constatato la loro
contempo, a quanto ne costituisce il professione di fede cristiana, li fece
contenuto: alla Sua resurrezione e alla rinchiudere in carcere. Negli Atti non è
Sua presenza nell’evento eucaristico. riportato come morirono, ma sembra che
Questi 49 martiri di Abitene hanno siano stati alcuni giustiziati, altri morti
affrontato coraggiosamente la morte, pur di fame e torture nel carcere, comunque
di non rinnegare la loro fede nel Cristo in tempi diversi.
risorto e non venir meno all’incontro Alla luce della testimonianza dei martiri
con Lui nella celebrazione eucaristica di Abitene acquista maggiore forza
domenicale. Perché? non certamente per quanto scrivono i Vescovi italiani negli
la sola osservanza di un “precetto” – Orientamenti pastorali: «Ci sembra
visto che solo in seguito la Chiesa fondamentale ribadire che la comunità
stabilirà il precetto festivo. Allora, cristiana potrà essere una comunità di
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servi del Signore soltanto se custodirà la custodirà nel contempo la parrocchia
centralità della domenica, “giorno fatto quale luogo – anche fisico – a cui la
dal Signore” (Sal 118,24), “Pasqua comunità stessa fa costante
settimanale”, con al centro la riferimento» (CVMC 47).
celebrazione dell’Eucaristia, e se
SS. QUARANTORE EUCARISTICHE
dall’8 al 10 febbraio in Santa Maria
“Il maestro è qui e ti chiama…”
Ore 8,30: celebrazione eucaristica;
a seguire: esposizione ed adorazione eucaristica
personale.
Ore 17,30: S. Rosario eucaristico;
ore 18: Vespri della SS. Eucarestia con un breve
pensiero omiletico dell’accolito e sem. Matteo
Totaro;
ore 18,30: solenne celebrazione eucaristica.
Assicuriamo sempre la presenza orante e adorante, in una
staffetta d’amore al Signore Risorto presente
nell’Eucarestia,
come è già avvenuto lodevolmente negli anni passati.
Si ringrazia quanti hanno contribuito
all’acquisto dei fiori
19 F E B B R A I O 2021Voce di comunità 20 F E B B R A I O 2021
Voce di comunità
L’EUCARISTIA È UNA PERSONA VIVA
del sem. Matteo Totaro
La comunità parrocchiale nei giorni 8,9 e questa tua parola di verità, nulla è più
10 febbraio ha vissuto le Solenne vero.
Quarantore nella contemplazione di
Quando fosti crocifisso, il divino era
Gesù nel Santissimo Sacramento. In quei
nascosto; ma qui anche l'umano tuo ci
giorni di adorazione e di dialogo
vien sottratto. E proprio qui, l'uno e
amichevole con il Signore, ci siamo fatti
l'altro credendo e proclamando, ti faccio
illuminare dalla fede di San Tommaso
anch'io la preghiera del ladrone in
D’Aquino, dottore della Chiesa e maestro
pentimento.
spirituale. Ha accompagnato la nostra
preghiera l’inno Adoro te devote O memoriale della morte del Signore! O
composto dal santo che riassume la sua pane vivo che all'uomo vai donando vita!
profonda sensibilità eucaristica. Fammi un dono: viva di te l'anima mia, e
sempre abbia gusto per te, come per un
Cosa sono le Quarantore? Le Quarantore
sapore grato.
sono una pratica devozionale consistente
nell'adorazione, per quaranta ore Neppure, come a Tommaso, m'è dato di
continue, del Santissimo Sacramento scrutare le tue piaghe; e, nonostante, ti
solennemente esposto; il nome si rendo confessione: «Sei tu il mio Dio!».
richiama al periodo di tempo trascorso Fa' che a te sempre di più io creda, e in
fra la morte (Venerdì santo) e la te abbia speranza, e che ti ami.
risurrezione (domenica di Pasqua) di
Gesù. La tua tenera e santa dedizione, Gesù
Signore, giunge a donare interamente il
Adoro te devote sangue. Di questo sangue, anche una
goccia piccola è in grado di salvare il
Come uno che l'amore rende pronto, io
mondo intero. Con questo sangue, fai
ti adoro, o Dio che in questi simboli a
nettezza in me! Sono un immondezzaio.
noi vero ti dai, inafferrabile.
Interamente a te si sottomette il cuore: Ti sto guardando, Gesù, che ti sei messo
ché troppo sei grande, e vinci ogni sua un velo. Sono assetato; e ti faccio una
forza di penetrazione. preghiera: fissare quel tuo volto d'uomo
senza più schermi ormai; e, dal veder
Se mi lascio guidare da ciò che vedo, o
direttamente la tua divina gloria, tutto
tocco, o gusto, io cado nell'inganno.
restarne beatificato. Amen.
Posso soltanto udire: ma basta, a dare
sicurezza alla mia fede. Tutto quello che L’inno è costituito da sette quartine.
il Figlio di Dio disse, io lo credo: di Inizia con un atto di adorazione e di
amoroso abbandono in Gesù presente
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nel sacramento dell'Eucaristia (1^ momentaneo. Essere devoti significa
strofa). Prosegue con una confessione di vivere alla presenza di Dio in una
fede viva (2^ strofa), coraggiosa (3^ relazione di amore, sperimentando tale
strofa), generosa (4^ strofa). Poi invoca presenza con tutto noi stessi.
da Gesù un aumento di devozione
Adorare è acconsentire, è lasciare che
eucaristica (5^ strofa). Quindi implora
Dio sia Dio e riconoscersi sue creature,
una misericordiosa purificazione dal
limitate, ma amate da Lui.
peccato (6^ strofa). Chiude con il sospiro
ardente del Cielo (7^ strofa). L’itinerario La preghiera è indirizzata non a una
mistico che l’inno propone si può “cosa”, ma a una Persona viva, a Cristo
riassumere così: la fede viva conduce presente nel segno eucaristico. Nella
all’abbandono sereno e sicuro nel preghiera ci rivolgiamo a Gesù
mistero, senza bisogno di miracoli, chiamandolo per nome, come un amico.
rimanendo a garanzia la parola di Gesù. L’Eucaristia non soltanto comunica la
Ma la fede è un dono di grazia, che va potenza salvifica della Passione di Gesù,
umilmente implorato, insieme alla come avviene negli altri sacramenti, ma
speranza e alla carità. In tal modo rende presente Cristo, nell'interezza
l’anima potrà unirsi intimamente a della sua persona. Tutto Cristo è
Cristo, cibandosi di Lui, nel ricordo della presente nell’Eucaristia.
sua passione e morte, con un desiderio
sempre più grande di purificazione, così Alla base dell’adorazione c'è la fede: una
da poter passare dalla contemplazione di fede viva, capace di vincere ogni ostilità.
Gesù nel Sacramento per mezzo della Lo sguardo che contempla Gesù nel
fede alla sua contemplazione “faccia a segno eucaristico è lo sguardo di un
faccia”, sorgente dell’amore beatifico. credente. L’incredulo guarda ma non
vede nulla. Vedere il corpo di Cristo nel
L'adorazione non è una semplice pane non è un dato fisico materiale, è un
cerimonia esteriore, ma un atto di atto di fede.
devozione, cioè qualcosa che impegna e
coinvolge interamente chi lo compie. Adorare l’Eucaristia significa
Infatti la devozione richiama un rispetto contemplare l’amore di Dio e il suo
pieno di fede, una lode accesa di perdono. L’Eucaristia ripresenta il
passione e soprattutto un'offerta di sé sacrificio della Croce, dove Gesù ha
animata da carità pronta e decisa; manifestato l’amore del Padre per il
suppone la decisione, la piena mondo. In forza dello Spirito Santo,
disponibilità a offrirsi ed è atteggiamento nell’Eucaristia si riattualizza la Pasqua di
che coinvolge la persona in tutte le sue Cristo: nel pane e nel vino consacrati la
dimensioni. presenza del Signore risorto è reale,
personale e sostanziale. L’Eucaristia
Per noi che ci definiamo “devoti” la fede ripresenta Gesù, il Gesù della Pasqua,
non è soltanto questione teorica o puro che chiede di essere accolto. L’Eucaristia
sentimento, né si riduce a un entusiasmo è il pane vivo che dona la vita all'uomo.
22 F E B B R A I O 2021Voce di comunità
Nel vangelo secondo Giovanni Gesù «Questo sacramento ha la forza di
afferma: «Io sono il pane vivo disceso dal rimettere tutti i peccati in virtù della
cielo. Chi mangerà di questo pane vivrà passione di Cristo, che è la fonte e la
in eterno; e il pane che io darò è la mia causa della remissione dei peccati»
carne per la salvezza del mondo» (Gv (TOMMASO D’AQUINO, Summa IIIA, q.79
6,51-52). Gesù non si limita a nutrirci a.3).
con del pane: lui stesso si fa pane per noi
L’Eucaristia è sostegno alla speranza.
donando la vita. Paragonandosi al pane,
Gesù nel Sacramento dell’Eucaristia fa
Gesù avanza la richiesta di essere ciò di
nascere nel nostro cuore l’attesa e il
cui ogni uomo ha bisogno per vivere.
desiderio di qualcosa di più grande.
Credere che egli è il «Pane vivo»
significa riconoscere in lui il senso, il Nell’Eucaristia Dio si rivela velandosi e
fondamento, il sapore della vita. Gesù questo genera il desiderio della piena
nell’Eucaristia è Pane vivo, ma è anche manifestazione, della visione “senza
Pane che dà vita. veli”, faccia a faccia. A chi ama non basta
una presenza nascosta e parziale.
La fede è un rapporto amoroso tra
L’Eucaristia, anziché spegnere la sete
l'uomo e Dio. Davanti agli occhi di Dio
della presenza di Dio, l'accresce.
ciascuno di noi è prezioso, perché ci
stima e ci ama (cfr. Is 43,4). Ha fatto È nel sacramento eucaristico che si
ognuno di noi come un prodigio, una radica l'attesa del ritorno del Signore.
meraviglia stupenda (cfr. Sal 139,14). L’Eucaristia getta un ponte tra la storia e
Questo amore tra me e Dio, non è amore l'eternità, attualizza nel rito tutto ciò che
chiuso, ma è un amore aperto sempre al è stato compiuto per il nostro riscatto e
prossimo. tutto quanto costituirà il nostro premio e
la nostra totale realizzazione.
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Veni Sancte Spiritus!
CRESIME
in parrocchia:
7 febbraio 2021
LAURIOLA MICHELE GUERRA TERESA
RICUCCI MATTEO LAURIOLA GIOVANNI
RINALDI ALESSANDRO RINALDI MARCO
IL 13 FEBBRAIO 2021 HA RICEVUTO IL
SACRAMENTO DELLA CONFERMAZIONE
PRENCIPE CHRISTIAN
A TUTTI LORO L’AUGURIO
DI ‘SPANDERE IL BUON PROFUMO DI CRISTO’
CON UNA VITA FEDELE AL VANGELO!
24 F E B B R A I O 2021Voce di comunità 25 F E B B R A I O 2021
Voce di comunità
2 FEBBRAIO
PRESENTAZIONE AL TEMPIO DEL SIGNORE
Ore 17 e 18,30, in S. Maria: celebrazione
eucaristica e benedizione delle candele.
Mercoledì delle ceneri
17 febbraio
Ore 17 e 18,30, in S. Maria: celebrazione
eucaristica e imposizione delle ceneri
APPUNTAMENTI QUARESIMALI
COMUNITARI
VIA CRUCIS PARROCCHIALE
Ogni Venerdì, dopo la messa.
N.B. in adempimento della normativa anti covid, e se
l’affluenza lo determinerà, si penserà di pregare anche
martedì con la pia pratica. Si presti attenzione agli avvisi.
Ogni lunedì, dopo la celebrazione eucaristica
LECTIO DIVINA PARROCCHIALE
26 F E B B R A I O 2021Puoi anche leggere