MASCOLINITÀ PLURALI - dagli stereotipi alla libertà d'essere
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REALIZZATO DA
I N DI C E
Introduzione 4
IN COLLABORAZIONE CON
Il progetto 6
Sesso, genere, sessualità 8
Per fare un uomo 12
Gli effetti tangibili 18
MASCOLINITÀ PLURALI Prospettive future 20
Dagli stereotipi alla libertà d’essere
AUTORE Per approfondire 21
Giuseppe Burgio, Professore di Pedagogia Generale
e Sociale all’Università di Enna “Kore”
CON LA SUPERVISIONE DI
TOOLKIT EDUCATIVO
Silvio Premoli, Professore di Pedagogia Generale
e Sociale all’Università Cattolica di Milano
Percorso Rosso 26
A CURA DI
Percorso Blu 38
Elena Garbelli, Cesvi Project Manager
PROGETTO GRAFICO
Percorso Verde 48
Asintoto, Giorgio Calandri
Percorso Lilla 58
Fondazione Cesvi Percorso Arancione 68
24128 Bergamo, via Broseta 68/a
tel. +39 035 2058058 – fax +39 035 260958 – cesvi@cesvi.org
www.cesvi.org – www.cesvi.eu
Questa pubblicazione è disponibile al sito www.cesvi.org
Il progetto è supportato da Fondazione Zegna
nell’ambito della campagna #Whatmakesaman.I N T R O DU Z I O N E
In realtà quello che appare
L
essere in crisi è il patriarca to,
patriarcato,
Mascolinità plurali
Introduzione
e questioni di genere sono un confronto che sentivamo scomodo,
diventate oggi centrali nel se non rischioso. La cosa che appa-
dibattito culturale e politico
nella nostra società. Tradizio-
re nuova, saltando immediatamente
agli occhi della consapevolezza colletti- quel sistema che
nalmente declinati al femmini-
le, centrati sulla “condizione delle don-
va, è che un numero crescente di uomi-
ni oggi sembra guardare alla tradizione da migliaia di anni
privilegia noi uomini
ne”, si sono ormai da decenni focalizzati del maschile con uno sguardo rinnovato.
anche sul maschile. In realtà, da sempre Maschile Plurale, Uomini in Cammi-
parlare del femminile ha significato par- no, Il Cerchio degli Uomini, Noi Uomini a
lare anche del maschile, ma quest’ulti- Palermo. Contro la violenza sulle donne
mo è sempre stato guardato dall’ester- sono tutti nomi di gruppi di uomini che
no, indicato (giustamente) come autore hanno deciso di parlare tra di loro e di invece il riconoscimento di tutte le for- femminili, più autonomi e liberi, i ragaz-
di oppressione, dominio e violenza ai confrontarsi con le donne per mettere in me del maschile: non solo Superman e zi crescono invece in un mondo che vie-
danni delle donne. Parlando di uomi- discussione il nesso implicito che esiste Rambo ma anche Gandhi o Capitini. Si è ne descritto come ormai privo di padri,
ni, il pensiero corre infatti immediata- tra maschilità e comportamenti maschi- cominciato a guardare allora alla libertà caratterizzato dalla crisi del maschile,
mente ai femminicidi, agli stupri, alla listi. Contemporaneamente, è nata pure e all’emancipazione femminile non come dal disorientamento... In realtà quello
violenza domestica, alla pornografia e una corrente scientifica – i Masculinity minacce, ma come occasioni di libertà che appare essere in crisi è il patriarca-
alla fruizione della prostituzione, nonché Studies – formata da uomini che studia- anche per gli uomini, un modo per impa- to, quel sistema che da migliaia di anni
al divario di potere (e, quindi, di liber- no il maschile. rare a riflettere sui nostri privilegi, sul privilegia noi uomini (che in realtà sia-
tà e di diritti) rispetto alle donne nella È così iniziata un’elaborazione teori- controllo, sul potere. mo ancora vivi e vegeti, e che ancora
società. Porli sul banco degli imputati, ca sulla formazione della maschilità, una Oltre al maschile come tema, è impor- gestiamo la stragrande parte del potere
tuttavia, ha impedito di ragionare con gli discussione sull’educazione dei ragazzi, tante però guardare anche al maschile sul pianeta). Non di maschi in crisi biso-
uomini su tali questioni, e d’altro can- spesso imperniata sull’omologazione come soggetto. Se le ragazze crescono in gna quindi parlare, piuttosto di un cam-
to noi uomini abbiamo spesso rifuggito agli stereotipi machisti, per valorizzare un mondo rivoluzionato dal protagoni- biamento sociale e culturale che neces-
smo femminile (nel mondo dell’istruzio- sita di un accompagnamento educativo,
un numero crescente di uomini
ne, del lavoro, della cultura, della politi- che ha bisogno di nuovi linguaggi, nuovi
ca...) e nel confronto con nuovi modelli modelli, nuove prospettive.
oggi sembra guardare
alla tradizione del maschile
con uno sguardo rinnovato
4 5IL PROGE T TO progetto, costringendoci a modificare tut-
to l’iter del progetto. Terminata la forma-
tema della maschilità, corredata da una
piccola bibliografia utile a chi deside-
zione iniziale, anche la co-progettazione rasse approfondire tali temi; e la secon-
degli interventi educativi sul territorio si da, costituita dal toolkit educativo che
S
è infatti realizzata online, così come la abbiamo costruito, uno strumento agile
Mascolinità plurali
Il progetto
ulla base di quanto detto, il Società Aperta Servizi a Milano, Fonda- costruzione condivisa di un toolkit forma- – testato e validato negli interventi edu-
progetto Mascolinità Plura- zione Giovanni Paolo II a Bari e Coope- tivo (di cui si dà conto nella seconda parte cativi realizzati all’interno del progetto
li – di cui ho assunto la dire- rativa Il Grillo Parlante a Napoli. della presente pubblicazione) e la super- – che speriamo possa servire da base di
zione scientifica – si è con- Sulla base poi di una macroproget- visione degli interventi che i professioni- partenza per quanti/e volessero speri-
centrato sui ragazzi, su chi tazione costruita da me e da Silvio Pre- sti e le professioniste formati all’interno mentare delle azioni educative da intra-
cresce diventando piano piano un adul- moli (professore di Pedagogia Genera- del progetto hanno poi realizzato all’in- prendere con ragazzi e ragazze, al fine
to, dovendosi confrontare con modelli le e Sociale all’Università Cattolica del terno delle scuole o dei servizi educativi – auspicato – di favorire una trasforma-
di maschilità spesso univoci, normati- Sacro Cuore di Milano, nonché Garante nei quartieri delle varie città coinvolte. zione della società, al fine di co-costrui-
vi ma anacronistici, e si è cosi pensato dei Diritti per l’Infanzia e l’Adolescen- La presente pubblicazione rappresen- re una società di domani in cui i rappor-
alla possibilità di un accompagnamento za del Comune di Milano), si è lavorato ta la conclusione, l’output finale di questo ti tra i sessi siano meno conflittuali, in
pedagogico, una sorta di sponda educa- con le équipe di professionisti e profes- percorso e consiste di due parti: la prima, cui gli stereotipi e i pregiudizi possano
tiva che noi adulti – genitori, docenti, cit- sioniste dei partner di progetto del nord che intende dar conto dei contenuti teo- diventare meno rigidi, più aperti alla plu-
tadini in genere – possiamo fornire per e del sud del Paese, mettendo in cam- rici condivisi nella formazione, fornendo ralità di esistenze che la realtà – sempre
facilitare (o quanto meno non ostacola- po un robusto percorso di formazione. al lettore e alla lettrice una prima, sem- più complessa delle rappresentazioni –
re) il compito di sviluppo, la costruzione Ho avuto io il piacere di tenere questi plice (e si spera chiara) introduzione al ci restituisce quotidianamente.
di sé degli adolescenti maschi. In que- incontri che, pensati in presenza, sono
sta direzione, un grosso lavoro di coor- poi stati realizzati in modalità a distan-
dinamento è stato innanzitutto fatto tra za a causa della pandemia da Covid-19.
una società
tutti i partner del progetto: Cooperativa La situazione sanitaria ha infatti forte-
Generazioni FA a Bergamo, Cooperativa mente impattato con lo svolgimento del
favorire una trasformazione
di domani in
della società, al fine cui i rapporti
di co-costruire tra i sessi siano
meno conflittuali
6 7SE SSO, GE NE R E ,
SE SSUA L ITÀ
genere
è il termine che
Mascolinità plurali
Sesso, genere, sessualità
T
utti noi umani siamo ses- elencati è condizione necessaria e suffi- usiamo per riferirci a
suati, alla nascita è la pri-
ma cosa che viene detta di
ciente a definire l’attribuzione sessuale,
neppure i genitali: continuiamo infatti a questa differenziazione
socioculturale
noi: “è un maschio”, “è una considerare maschio persino un uomo
femmina”. Una percentuale che fosse stato totalmente evirato in un
di bambini – sappiamo – nasce interses- incidente, ad esempio, o nello scoppio
suale, cioè con caratteristiche di sesso di una mina.
(genetico, ormonale e/o anatomico) che Dimorfismo è il termine scientifico
non rientrano nei corpi considerati fem- che indica questo aspetto differenziato
minili o maschili. La maggioranza dei per i due sessi e che noi umani condivi- le norme di corteggiamento (e riguardo nostra società appaiono piuttosto rigide,
neonati viene invece attribuita a un ses- diamo con alcuni animali. Non tutte le l’iniziativa sessuale), l’uso di cosmetici e e se io ad esempio provassi a entrare nel
so e, nella specie umana, i maschi e le specie funzionano infatti così, abbiamo gioielli, gli sport in cui ci impegniamo, bagno delle donne in un ristorante affol-
femmine si differenziano per una serie letto sicuramente almeno qualche post ecc. La differenziazione di genere com- lato verrei redarguito, così come – dai
di caratteristiche anatomiche. Li distin- virale su Facebook sui cavallucci mari- porta anche disuguaglianze: in termini di suoi genitori – se regalassi a un bambi-
guono la foggia dei genitali, la possibilità ni o su quegli organismi che “cambiano carriera lavorativa, di stipendio, di liber- no una Barbie.
di partorire e allattare, la conformazione sesso”, ma tra noi e gli altri mammiferi tà, di educazione, di rischio di diventare Anche nel caso del genere, nonostan-
del bacino, la distribuzione del grasso e la riproduzione si basa sul dimorfismo. vittima di violenze, di carico rispetto ai te questa polarizzazione sociale netta,
dei peli sul corpo, i cromosomi, il tipo di Se tanto io quanto il mio cane siamo lavori domestici e di cura... esiste però un continuum: uomini e don-
ormoni presenti in modo predominan- dotati di un pene, ci differenziamo però È pacifico che tali differenziazioni ne adottano di fatto ruoli sociali variegati,
te, le dimensioni medie dello scheletro e su tanti altri piani. Tra gli umani, la pre- variano dal punto di vista geografico e che li fanno considerare più o meno virili
la forza muscolare, il timbro della voce, senza di un pene o di una vagina viene storico: se è considerato socialmente ina- (o effeminati), più o meno femminili (o
ecc. È ovvio che tale distinzione non è usata come base per una serie di signi- deguato che io indossi una gonna per mascoline). Sappiamo poi che in molte
netta: si tratta di una differenziazione ficazioni sociali, culturali, politiche, eco- andare al lavoro nella mia università, lo culture (su cui abbiamo documentazio-
statistica, ma esiste in realtà un conti- nomiche, ecc. che non appaiono presenti stesso comportamento in Scozia appare ne), e da sempre, esistono quelli che oggi
nuum. Se la maggior parte delle perso- tra gli altri animali non umani. Genere è il invece accettabile; se un uomo a capo di chiamiamo transgender: persone attri-
ne si polarizza in questo modo rispetto termine che usiamo per riferirci a questa uno Stato oggi indossasse una parrucca, buite alla nascita al sesso femminile che
al sesso, esiste infatti un’intersezione e differenziazione socioculturale che riguar- merletti, cipria, un neo finto e scarpe coi transitano verso il maschile o viceversa.
abbiamo donne alte e con la voce barito- da il modo in cui noi umani ci vestiamo, tacchi provocherebbe roventi polemiche E tale complesso continuum in molte cul-
nale, uomini glabri e con i fianchi larghi, i giocattoli che usiamo da bambini, il sui giornali, quando era invece conside- ture è rappresentato/esorcizzato con pra-
e anche dal punto di vista ormonale e modo in cui camminiamo, accavalliamo rato adeguato nel caso di Luigi XIV. Seb- tiche di travestimento cross-gender, in
cromosomico non esiste una cesura net- le gambe, gesticoliamo, i lavori che fac- bene mutevoli dal punto di vista storico alcuni rituali o festività, come può capita-
ta. D’altro canto, nessuno degli elementi ciamo, le regole di cortesia che adottiamo, e geografico, le norme di genere nelle re di vedere anche nel nostro carnevale.
8 9la differenziazione
la differenziazione
Mascolinità plurali
Sesso, genere, sessualità
di una costruzione, di un dialogo costante XY o nel testosterone che caratterizzano
tra il piano corporeo, quello intrapsichico noi uomini, conduce necessariamente al
di genere
di genere comporta
comporta e quello sociale e culturale che – pur non
basandosi assolutamente su una scelta,
machismo, agli stupri, ai femminicidi, agli
omocidi. Piuttosto, si tratta di un sistema –
anche
anche su una forma di volontarismo – conduce
a vite e ad esperienze plurali.
lo abbiamo chiamato patriarcato – all’in-
terno del quale ci si costruisce come uomi-
disuguaglianze
Tornando al nostro tema, allora, il fat- ni e donne con particolari caratteristiche,
to che viviamo in una società maschilista, complementari e messe in una gerarchia
caratterizzata da disuguaglianze e violen- di dominio che concede a noi uomini una
ze, da misoginia e omobitransfobia non serie di privilegi, ma anche una serie di
dipende affatto da una sorta di “codice di limitazioni, di “gabbie di genere” entro le
sviluppo” che, incardinato nei cromosomi quali dobbiamo mantenerci.
Esiste infine il piano dei desideri e del- appartenente a un sesso (ad esempio
le pratiche sessuali. Nella nostra società, come maschio) conseguentemente assu-
gli uomini e le donne – lo sappiamo – pos-
sono desiderare persone dell’altro sesso
merà un genere maschile, identificandosi
come uomo, e si rivolgerà naturalmente
non esiste una
(e vengono definiti eterosessuali) o del
proprio sesso (e vengono definiti omo-
alle donne, adottando un comportamen-
to eterosessuale – la realtà sembra più predisposizione innata,
fondata sulla biologia,
sessuali). Anche in questo caso, abbiamo complessa di così. Sulla medesima con-
però un continuum: incarnato da quelle formazione genetica, ormonale, anatomi-
una sorta di algoritmo
persone che non includono/escludono i ca si fondano infatti percorsi esistenziali,
loro partner sulla base del sesso che pos- modelli di genere e desideri anche molto
che presiede al
siedono ma, amando sia uomini sia don- differenziati tra di loro. Coma mai? Per-
ne, vengono indicati attraverso l’etichetta ché in questo campo non esiste una pre-
“bisessualità”. disposizione innata, fondata sulla biolo-
Questi tre piani non necessariamente
sono corrispondenti tra di loro, nel senso
gia, una sorta di algoritmo che presiede
al percorso biografico di ciascuno/a di percorso biografico
che – sebbene il senso comune ritenga
che chi alla nascita viene riconosciuto
noi, un codice iscritto nella nostra essen-
za che ci predetermina, piuttosto si tratta di ciascuno/a di noi
10 11PE R FAR E UN UOMO
I
Mascolinità plurali
Per fare un uomo
l percorso di formazione al genere infatti dalla nascita ai tre anni. Intorno educativa incontrata dai bambini è ovvia- infatti, i cataloghi commerciali propongo-
che ho disegnato – che può appa- ai tre anni si ha poi la scoperta del pro- mente la famiglia, o meglio le famiglie. no giocattoli differenziati per boy o girl,
rire astratto rispetto all’idea che prio corpo e dei propri genitali. I bambini L’uso del plurale è consigliato non solo ma le logiche del mercato seguono (e,
il sesso produca necessariamen- sviluppano così contemporaneamente il dalla consapevolezza dell’esistenza del- al contempo, alimentano) le convinzio-
te e conseguentemente un genere desiderio di conoscere le questioni ses- le famiglie ricomposte post-separazione, ni degli adulti, più propensi a compra-
corrispondente e un comportamento suali: da dove vengono i bambini? che dei genitori single, delle famiglie pluri- re giocattoli ritenuti conformi al genere.
eterosessuale – è costituito in realtà fanno mamma e papà nella camera da culturali, delle unioni civili omosessua- Appare infatti convinzione diffusa che
da tappe concrete che tutti abbiamo letto? A partire dalla stessa età, i ruoli e i li ecc., ma anche dal fatto che tutte le siano, ad esempio, tipicamente maschi-
sempre avuto sotto gli occhi, ma su cui comportamenti tendono a venire condi- famiglie, indipendentemente dalla loro li i giochi che sviluppano l’intelligenza
– dandole per scontate – non focaliz- zionati dal genere d’appartenenza e ogni forma, stanno oggi costruendo nuovi spaziale (come le costruzioni, i puzzle,
ziamo di solito la nostra attenzione. forma di atipicità viene spesso giudicata modelli genitoriali sempre più svincola- i Lego, le automobili, le motociclette e i
I maschi e le femmine – nell’età dello negativamente. Molti adulti omosessuali, ti da quelli che caratterizzavano le gene- “supereroi”). Al contrario, si presume che
sviluppo soprattutto, ma poi per tutto ad esempio, riconducono all’età di quat- razioni precedenti. le “femminucce” preferiscano bambole,
l’arco della loro vita – sono infatti sot- tro-cinque anni la prima sensazione di All’interno di questo contesto in tra- utensili domestici in miniatura, smalti
toposti a varie forme di costruzione di diversità ed esclusione rispetto ai propri sformazione, e nei modi differenziati per le unghie, ecc. Gli studi, tuttavia, non
genere implicite: a casa, a scuola, tra i coetanei a causa, ad esempio, delle loro che possiamo immaginare, le famiglie affermano che ci sia una predilezione
coetanei, attraverso mass- e social-me- preferenze nei giochi, di aspetti del carat- fanno educazione di genere, imponen- innata. La maggior parte dei bambini
dia, nella società in generale. tere o di comportamenti considerati atipi- do regole e comportamenti “da donna” e osservati nella scuola dell’infanzia e nelle
L’identità di genere – la percezione di ci rispetto al genere d’appartenenza, ecc. “da uomo”, un’educazione che ha inizio ludoteche privilegia infatti giocattoli con-
sé come maschio o femmina – si sviluppa In questo percorso, la prima agenzia fin da prima della nascita – attraverso le siderati neutri, in seconda istanza quelli
aspettative differenziate dei genitori – e considerati coerenti col proprio genere,
i maschi e le femmine
continua per tutti gli anni dell’infanzia, anche se – ad esempio – è attestata una
con stili relazionali ed educativi diversi, certa propensione maschile per i giochi
che tendono a coinvolgere in modo diffe- simbolici a tematica familiare quali la
– nell’età dello sviluppo, rente maschi e femmine nelle varie atti-
vità. Ogni famiglia, infine, produce un’e-
casa o la cucina che solitamente conside-
riamo “femminili”, ma che forse dovrem-
ma poi per tutto l’arco ducazione che tende a normare il proprio
interno ma, anche, a giudicare i modelli
mo imparare a riferire anche al simbolico
della cura e della paternità. Cosa c’è di
della loro vita – sono infatti
delle altre famiglie... più maschile, infatti, della paternità? E
Importanti strumenti di educazione perché dovremmo allora sanzionare un
sottoposti a varie forme
di genere sono poi i giocattoli, attraverso bambino che culli un bambolotto?
cui i bambini e le bambine si socializza- Già alla scuola primaria, tuttavia,
di costruzione di genere
no ai modelli socialmente dominanti del nessun maschio sceglie più giochi “fem-
maschile e del femminile. Com’è noto, minili”, mentre le bambine continuano
12 13l'atipicità dei maschi determinazione. In campo femminile
troviamo invece castelli e casette, stovi-
di modelli tradizionali, i lungometrag-
gi più recenti della Disney, ad esempio,
è meno accettata
glie in miniatura, accessori per l’abbelli- sembrano mostrare la tendenza (La prin-
mento (specchiera, trucchi, braccialetti) cipessa e il ranocchio, 2009; Rapunzel,
rispetto all'atipicità
e, naturalmente, bambole. Dai volti del- 2010; Ribelle-The Brave, 2012; Frozen-Il
Mascolinità plurali
Per fare un uomo
le protagoniste delle pubblicità traspare regno di ghiaccio, 2013) a presentare
nelle femmine
allegria, divertimento, stupore, tenerez- personaggi femminili ormai affrancati
za, tranquillità. Non solo però attraverso dal modello della Bella Addormentata.
la pubblicità i media addestrano ai ruoli Purtroppo però ciò si affianca, ma non si
di genere: l’intera programmazione for- sostituisce, alla pletora di vallette sorri-
a esplorarli entrambi. Ciò appare effet- consigliare di spingere i bambini verso nisce precise indicazioni su quali com- denti e seminude che accompagnano in
to di una pressione sociale alla confor- entrambi i tipi di giocattoli, o verso gio- portamenti è necessario assumere per TV i presentatori in abito scuro e dotati
mità di genere che appare condizionata cattoli “neutri”, piuttosto di permettere diventare donne e uomini in modo con- di parola...
dalle convinzioni degli adulti, più che su loro l’accesso ai giochi che preferiscono, forme alle aspettative sociali. Ancora, l’attività motoria e sportiva
una reale preferenza dei bambini. Tale sostenendoli in ogni caso. L’attenzione Pervasiva è, ad esempio, l’oggettiva- costituisce un dispositivo di costruzione
pressione alla conformazione appare poi sui giocattoli appare infine rafforzata dal- zione/mercificazione dei corpi femmini- e socializzazione del corpo, uno spazio di
più forte sui maschi: le ricerche mostra- le trasformazioni che oggi coinvolgono il li, così come il preoccupante fenomeno apprendimento dei suoi “usi sociali”: sui
no infatti chiaramente che, da parte dei settore. Mentre infatti, negli anni Ottanta dell’adultizzazione precoce dei bambini campi di calcio, sui tatami di judo e negli
genitori e dei pari, l’atipicità dei maschi del secolo scorso, venivano prodotti mol- – in particolare, delle bambine – fin dal- spogliatoi, i bambini imparano a diven-
è meno accettata rispetto all’atipicità nel- ti giocattoli rivolti tanto ai maschi quan- la prima infanzia. L’educazione mediale tare “veri uomini” mentre le bambine si
le femmine. Un bambino che indossi la to alle femmine, dagli anni Novanta è in al genere è però estremamente comples- allenano a “ritualizzare” la femminilità
gonna e giochi con le bambole produce corso un’operazione di marketing deno- sa e comprende anche trasformazioni nei corsi di danza e di ginnastica. Il calcio
maggiore preoccupazione di una bam- minata “rigenderizzazione”, che consiste innovative. Se la rappresentazione del in particolare è considerabile come uno
bina che indossi i pantaloni e giochi al in una rinnovata differenziazione di gio- maschile appare manternersi all’interno sport particolarmente “sessualizzato”
calcio. Risulta inoltre solitamente accet- cattoli secondo il genere del target com-
tabile che una bambina si comporti “da merciale che i fabbricanti si prefiggono.
sui campi di calcio,
maschiaccio” (sia cioè considerata agile, E ciò risulta evidente se guardiamo agli
vivace e aggressiva), mentre viene spesso spot pubblicitari.
sui tatami di judo
considerato inaccettabile che un bambi- Negli spot mandati in onda nella
no si comporti “come una femminuccia” fascia oraria di trasmissioni per l’infan-
(esprimendo le proprie emozioni e la pro- zia e rivolti esclusivamente ai maschi si
pria fragilità, piangendo…). Esiste cioè
un’educazione di genere più stringente
pubblicizzano ad esempio veicoli, piste,
quelle action figure (come ad esempio e negli spogliatoi,
verso chi occuperà il ruolo privilegiato
nella gerarchia sociale di genere, esatta-
Big Jim) che rappresentano guerrieri ed
eroi, nonché videogiochi o robot. Gli spot i bambini imparano
a diventare “veri uomini”
mente come c’è generalmente maggiore sottolineano la velocità, la competizio-
preoccupazione in relazione all’educa- ne, il coraggio, il rischio e l’avventura.
zione dei figli delle élite sociali. Con tale Dalle espressioni dei giovanissimi attori
considerazione, ovviamente, non intendo emergono concentrazione, aggressività,
14 15i bambini
che (ri)produce l’identità maschile. Sono ogni anno allo sport sui canali televisi-
infatti intimamente maschili i linguaggi, vi si occupano di sport maschili e quelli
il modo di pensare, gli atteggiamenti, i più diffusi, in termini di ore – il calcio, il
e i ragazzi
comportamenti ecc.: l’intera cultura del rugby, la pallacanestro, il ciclismo – sono
calcio, professionistico e giovanile. anche quelli considerati più “virili”. In
Mascolinità plurali
Per fare un uomo
Al di là di questo esempio macrosco- sintesi, attraverso lo sport che si esercita
ci ascoltano,
pico, tuttavia, la connotazione di gene- o cui si assiste, i bambini e le bambine
re vale per tutti gli sport: se oggi tutte le (prima ancora che gli adulti) interioriz-
discipline sportive sono potenzialmente zano una formazione sottile e capillare
sempre,
accessibili alle donne, di fatto – tra tutte su cosa significhi essere maschi o essere
le federazioni sportive (olimpiche e non femmine, sulla pensabilità stessa di ciò
olimpiche) esistenti – il calcio, il rugby, il che il loro corpo può essere e può fare.
anche quando
ciclismo, il tiro a segno, la boxe, contano I bambini e le bambine non vivono
meno del 10% di donne, mentre le dan- poi solo a casa e a scuola ma sono inse-
ze, le ginnastiche, gli sport sul ghiaccio riti in vaste reti sociali e attraversano,
non sembra
o ancora l’equitazione sono sempre, e in inoltre, spazi urbani che costituiscono un
maniera crescente, attività “da donne” vero e proprio dispositivo semiotico che,
e la proporzione delle tesserate risulta attraversando il loro sguardo, li forma
superiore al 75%. alle differenze di genere. Per renderse-
Esiste però, notoriamente, lo sport ne conto basta dare uno sguardo ai car-
agito sul campo e quello fruito da una telloni pubblicitari, che veicolano preci- spesso simili ai discorsi che fanno tra di pari: attraverso gli insulti che si usano,
poltrona, attraverso la TV, e l’educazione si modelli di mascolinità, di femminilità loro gli amici dei genitori, i vicini di casa, le frasi che si scrivono sui banchi, i falli
di genere si dispiega anche nelle scelte (con parti del corpo femminile usati per i passeggeri sul bus). che si disegnano sui muri dei gabinetti,
di palinsesto dei canali televisivi: circa pubblicizzare ormai qualsiasi cosa) e di Tutto ciò costruisce nei bimbi e nel- attraverso le barzellette, le varie forme
i due terzi delle migliaia di ore dedicate relazioni tra i generi (purtroppo, troppo le bimbe modelli dei generi e delle rela- di esclusione e bullismo, o attraverso i
zioni pensabili tra di loro. Ma i bambini discorsi che si fanno negli spogliatoi del-
circa i due terzi e i ragazzi ci ascoltano, sempre, anche
quando non sembra. Sono quindi spetta-
la palestra...
Infine, persino la scuola fa implici-
delle migliaia di ore
tori anche di quel politico che sbandiera tamente e quotidianamente educazione
una bambola gonfiabile per screditare di genere, attraverso i contenuti discipli-
dedicate ogni anno
l’avversaria di un altro partito, di chi va nari, che consistono in una Storia rac-
al porto per augurare lo stupro a quella contata come azione di guerrieri che si
allo sport sui canali
“troia” che salva i migranti in mare, di scambiano tra di loro delle donne per
quel premier che sfrutta la prostituzio- creare alleanze dinastiche, in un cano-
ne minorile ecc. ne letterario che comprende solo uomini
televisivi si occupano Non possiamo dimenticare, poi, il
gruppo dei coetanei che – nell’infanzia
(almeno fino alla contemporaneità), in un
manuale di Scienze dove l’unica donna
di sport maschili e, soprattutto, durante l’adolescenza –
produce un’educazione di genere tra
presente vi viene citata col cognome del
marito. E potremmo continuare a lungo...
16 17GL I E F F E T T I TA NGIBIL I
Q
Mascolinità plurali
Gli effetti tangibili
uesta che ho condotto è introiettata da noi uomini, diventando tanto o soltanto l’effettiva conquista ses- Il nostro è infatti un mondo di uomini,
una velocissima rassegna per noi un principio ordinatore che entra suale, quanto piuttosto la messa in sce- costruito per loro, ma – ad uno sguardo
– necessariamente incom- a far parte della nostra identità e rap- na della nostra maschilità in uno spazio attento – non appare costruito sui loro
pleta e impressionistica – presenta il metro stesso di misura della pubblico. Commenti piccanti, apprezza- bisogni profondi: la competizione appa-
di alcuni dei vari tipi di maschilità. Ecco perchè questa conce- menti pornografici sulle passanti, così re infatti l’obbligo cui sono costantemente
formazione al genere (molti altri ne zione della virilità costituisce in fondo come il racconto (più o meno veritiero) costretti. Le frasi che diciamo ai bambini
esistono). Essa però basta a mostra- qualcosa di dannoso anche per noi stessi di conquiste sessuali seriali e di pratiche lo testimoniano chiaramente: “non pian-
re come la società nel suo complesso uomini, che – pure – di questo modello sessuali acrobatiche, diventano così modi gere come una femminuccia”, “non porta-
e in ogni suo ambito faccia educazio- godiamo i benefici. Essa, infatti, non ci attraverso cui gli uomini esprimono in re le legnate a casa”, “non ti far mettere i
ne di genere. E i risultati sono piena- definisce in positivo, ma per negazione. gruppo l’appartenenza al maschile. Sia- piedi in testa”, ecc. I membri del club degli
mente visibili e, per quel che riguarda L’appartenenza al club degli uomini si mo/diventiamo uomini attraverso il rifiu- uomini, alleati contro il “fuori” costituito
il maschile, non appaiono positivi. La costruisce, infatti, innanzitutto sulla deni- to sdegnato di tutto ciò che è associato dalla donne e dalle versioni “perdenti” del-
maschilità contemporanea – prodotto di grazione di quel femminile che, eppure, all’essere donna (e ciò produce misogi- la maschilità, devono – in seconda istanza
questa complessa formazione di genere deve essere desiderato. Il desiderio per nia), ma anche attraverso il disprezzo – competere strenuamente anche tra di
– mostra infatti non pochi limiti. le donne prende così le forme non del- dell’amore omosessuale (che si traduce loro, sul posto di lavoro, nel campo di cal-
La maschilità – e la sua rappresen- la relazione paritaria ma della caccia, in omofobia), delle forme altre, “razzializ- cetto, attraverso i beni che si possiedono
tazione ideologica: la virilità – ci parla della conquista di una preda appetitosa, zate” di maschilità (che si esprime attra- e le amanti che si ostentano, costringendo
oggi ancora di potere: potere degli uomi- del catcalling e, al limite, della molestia, verso la xenofobia) e così via. È questo tutti a un estenuante ma inconsapevole
ni, potere sugli uomini. Quella disugua- mostrandosi come una pratica collettiva il prezzo implicito e inconsapevole da stress. Ma tutto ciò è necessario? È questo
glianza che fonda e giustifica il domi- non soltanto ritualizzata, ma anche per- pagare per entrare a far parte del club il modello di maschile che, come società,
nio degli uomini sulle donne viene infatti petrata come “gioco” la cui posta non è degli uomini e per goderne i privilegi. vogliamo per le future generazioni?
“non piangere come
la maschilità – e la sua una femminuccia”,
rappresentazione ideologica: “non portare
la virilità – ci parla le legnate a casa”,
oggi ancora di potere “non ti far mettere
i piedi in testa”
18 19PROSPE T T IVE F U T UR E PE R A PPROFONDIR E
R
INT RODUZ IONE
Mascolinità plurali
Per approfondire
ispetto al panorama che genere, tanto che è stata persino sentita
ho disegnato esistono la necessità di mettere a sistema questa AL L E T EORIE DI GENERE
solo due strade: accetta- pluralità di esperienze attraverso “Edu-
re acriticamente questo care alle differenze”, un grande appun- L. Laufer, F. Rochefort (a cura di) (2017),
modello di costruzione di tamento annuale di auto-formazione e Che cos’è il genere?, Milano, Franco Angeli.
genere (un modello ancora patriarca- di scambio di buone prassi (http://www. Rigliano P. (a cura di), Sguardi sul genere.
le che continua a produrre violenza di educarealledifferenze.it/). È all’interno di Voci in dialogo, Milano-Udine, Mimesis.
genere e femminicidi e che costringe questo variegato movimento educativo, Ribeiro Corossacz V., Gribaudo A. (a cura di) (2010),
tutti i ragazzi dentro una gabbia di sostenuto peraltro da un’ampia elabora- La produzione del genere. Ricerche etnografiche
genere) oppure provare a modificare zione teorica all’interno della pedagogia sul femminile e sul maschile, Verona, Ombre Corte.
questa pervasiva formazione, intro- accademica italiana, che si pone ideal-
ducendo modelli alternativi che com- mente il lavoro fatto in questo progetto,
plessifichino i riferimenti che destinia- nella convinzione che essere maschi non L E M ASCHIL ITÀ
mo a ragazzi e ragazze. Non propongo è mero effetto dell’anatomia, né solo di Bellassai S. (2011), L’invenzione della virilità. Politica e
ovviamente di sostituire l’attuale model- una costruzione/costrizione sociale, ma immaginario maschile nell’Italia contemporanea, Roma, Carocci.
lo socioeducativo con un altro, magari emerge in modo complesso da pratiche
Burgio G. (2012), Adolescenza e violenza. Il bullismo omofobico
con un maschile più morbido e accu- formative e autoformative che coinvolgo-
come formazione alla maschilità, Milano-Udine, Mimesis.
dente, piuttosto di fornire ai più e alle no le istituzioni, i gruppi sociali, i mass- e
più giovani un variegato “pantone” di i social-media, la psiche e il corpo, il pen- Ciccone S. (2019), Maschi in crisi? Oltre la frustrazione
modelli di riferimento con cui possa- sare e l’agire, l’amare e il competere, il e il rancore, Torino, Rosemberg & Sellier.
no confrontarsi, di dare loro l’occasio- patriarcato e gli uomini che incontriamo Deiana S., Greco M.M. (a cura di), Trasformare il maschile.
ne di riflettere su se stessi, di conoscersi per strada, la pornografia e i messaggi Nella cura, nell’educazione, nelle relazioni, Assisi, Cittadella.
senza giudicarsi, di ascoltarsi piuttosto dei Baci Perugina, il Gentlemen’s Club e Demetrio D. (2010), L’interiorità maschile.
che di colpevolizzarsi perché non ade- lo spogliatoio della palestra, l’educazio- Le solitudini degli uomini, Milano, Cortina.
riscono a quei modelli di genere che, ne dei figli e la fallocrazia, i muscoli e La Cecla F. (2000), Modi bruschi. Antropologia
in realtà, sono irraggiungibili per tutti, le sopracciglia spinzettate dei calciato- del maschio, Milano, Bruno Mondadori.
adulti compresi. ri... Rispetto a tutto ciò, le attività messe
Mantegazza R. (2008), Per fare un uomo, Pisa, ETS.
Ormai da decenni si tengono infatti in campo nel progetto, ed esemplificate
Pacilli M.G. (2020), Uomini duri. Il lato oscuro
nelle scuole e nei servizi educativi attivi- nel toolkit che qui presentiamo, possono
della mascolinità, Bologna, il Mulino.
tà curricolari o progetti – anche in colla- costituire non una risposta ma un’occa-
borazione con professionalità e associa- sione di riflessione, la possibilità di far Ulivieri Stiozzi S. (2008), Pensarsi padri.
zioni esterne – relative all’educazione di emergere nuove domande. Narrazioni nel corso del tempo, Milano, Guerini.
Welzer-Lang D. (2006), Maschi e altri maschi.
Gli uomini e la sessualità, Torino, Einaudi.
20 21EDUC AZ IONE
DI GENERE
Abbatecola E., Stagi L. (2017), Pink is the ST EREOT IPI E GIOC AT TOL I
new black. Stereotipi di genere nella scuola NEL L’INFANZ IA
Mascolinità plurali
Per approfondire
dell’infanzia, Torino, Rosemberg & Sellier.
Abbatecola E., Stagi L. (2017), Pink is the
Batini F. (2011), Comprendere la differenza. Verso una
new black. Stereotipi di genere nella scuola
pedagogia dell’identità sessuale, Roma, Armando.
dell’infanzia, Torino, Rosemberg & Sellier.
Biemmi I. (2017), Educazione sessista. Stereotipi di genere
Contini M., Demozzi S. (2016), Corpi bambini.
nei libri delle elementari, Torino, Rosemberg & Sellier.
Sprechi di infanzie, Milano, Franco Angeli.
Biemmi I., Leonelli S. (2016), Gabbie di genere. Retaggi
Ghigi R. (2019), Fare la differenza. Educazione di genere
sessisti e scelte formative, Torino, Rosemberg & Sellier.
dalla prima infanzia all’età adulta, Bologna, il Mulino.
Gamberi C., Maio M.A., Selmi G. (a cura di) (2010),
Ricchiardi P., Venera A.M. (2005), Giochi da maschi,
Educare al genere. Riflessioni e strumenti per
da femmine e... da tutti e due, Bergamo, Junior.
articolare la complessità, Roma, Carocci.
Ghigi R. (2019), Fare la differenza. Educazione di genere
dalla prima infanzia all’età adulta, Bologna, il Mulino.
BUL L ISMO, OMOFOBIA, LO S V ILUPPO
V IOL ENZ A DEL L’IDENT ITÀ SESSUAL E
Burgio G. (2012), Adolescenza e violenza. Burgio G. (2012), Adolescenza e violenza.
Il bullismo omofobico come formazione Il bullismo omofobico come formazione
alla maschilità, Milano-Udine, Mimesis. alla maschilità, Milano-Udine, Mimesis.
Contini M., Demozzi S. (2016), Corpi bambini. Burgio G. (2021), Fuori binario. Bisessualità
Sprechi di infanzie, Milano, Franco Angeli. maschile e identità virile, Milano-Udine, Mimesis.
Corradi L. (2012), Specchio delle sue brame. Mantegazza R. (2008), Per fare un uomo, Pisa, ETS.
Analisi socio-politica della pubblicità: genere, Quagliata E., Di Ceglie D. (a cura di) (2015),
classe, razza, età ed eterosessismo, Roma, Ediesse. Lo sviluppo dell’identità sessuale e
Fiorucci A. (2018), Omofobia, bullismo e scuola. l’identità di genere, Roma, Astrolabio.
Atteggiamenti degli insegnanti e sviluppo di pratiche
inclusive a sostegno della differenza, Trento, Erickson.
Pacilli M.G. (2020), Uomini duri. Il lato oscuro
della mascolinità, Bologna, il Mulino.
Ulivieri S. (a cura di), Corpi violati. Condizionamenti
educativi e violenze di genere, Milano, Franco Angeli.
22 23AV V E R T E NZA
L
o specifico ambito formativo che tutti/e subiamo, promuovendo la con-
delle attività proposte coinvol- sapevolezza della necessaria mediazio-
TOOLKIT
ge aspetti cognitivi e operativi ne tra i desideri, le visioni del mondo, le
ma anche emotivi, affettivo-re- passioni e le rappresentazioni del singo-
lazionali, nonché il corpo come lo e l’esigenza di rispettare gli/le altri/e.
mediatore di conoscenza e comunicazio- Il presente toolkit prevede vari per-
ne col mondo. Il/la partecipante ha la pos- corsi – individuati da un colore differente
sibilità di coinvolgersi totalmente, attra- – ciascuno dei quali costituisce una “sce-
EDUCATIVO
verso la postura ludica di queste attività, e neggiatura” in 5 tempi, utilizzabile per
– contemporaneamente – di osservarsi in 3 incontri di 2 ore ciascuno. Il lettore e
modo riflessivo: nella fase di debriefing o la lettrice potranno anche non seguire
nei giorni successivi. Gli operatori hanno integralmente un percorso, ma provare
in queste attività il ruolo di animatori, sti- a costruirsene uno proprio, mescolando
molatori, supervisori ma il protagonismo a piacere le attività dei vari percorsi, pur
è lasciato ai/lle partecipanti. Fil rouge del seguendo l’alternanza tra rito iniziale,
percorso è il tentativo di far riflettere sul- attività centrale e rito finale.
le tematiche di genere e, in particolare, Quanto leggete è frutto dell’attività di
sulla maschilità in un delicato equilibrio coprogettazione realizzata con i vari par-
in cui l’individualità non viene assorbita tner locali del progetto “Mascolinità Plu-
ma valorizzata dal gruppo. Le varie atti- rali. Dagli stereotipi alla libertà d’essere”.
vità si dispiegano nei campi della comu- Il progetto è inserito nel più ampio inter-
nicazione verbale, gestuale, scritta, visua- vento supportato da Fondazione Zegna
le e simbolica, al fine di risultare quanto nell’ambito della campagna #Whatmake-
più coinvolgenti possibile per i/le parteci- saman, che ha coinvolto Cesvi con inter-
panti. Le attività proposte non prevedono venti di sensibilizzazione e informazione in
necessariamente una “somministrazione” diversi Paesi del mondo In Italia, Cesvi ha
una tantum né un procedere lineare, ma coinvolto enti del terzo settore nelle città
possono essere ripetute in periodi diver- di Bergamo, Milano, Napoli e Bari. L’attri-
si se il gruppo le ha apprezzate, in un buzione del merito va quindi, nello speci-
processo di approfondimento a spirale. fico, alle operatrici e operatori di Coope-
Finalità delle attività non è conseguire rativa Generazioni FA e Cesvi a Bergamo;
risultati immediati di fronte a situazioni Cooperativa Spazio Aperto Servizi di Mila-
critiche, piuttosto stimolare la riflessione no; Fondazione Giovanni Paolo II a Bari
critica sui condizionamenti socioculturali e Cooperativa Il Grillo Parlante di Napoli.
25PERCORSO P R I M O I N C ON T RO
ROSSO
I’M
Percorso Rosso
RITO DI INIZIO 15 M I N U T I
[UGUALE PER TUTTI E TRE GLI INCONTRI]
Obiettivi
Attività di ice breaking, conoscenza reciproca, presa di
confidenza, creazione del gruppo, promozione di un clima
positivo, di una routine ritualizzata e di un clima rilassato e
“ingaggiante”, partecipazione attiva, presa di dimestichezza
con il setting, creazione della coesione di gruppo.
Materiali
Clessidra per misurare il tempo di parola (potrebbero
servire fogli e penne per chi non volesse parlare;
in caso di attività on line: utilizzo della chat).
Svolgimento
Ci si siede in circolo. Si prende la parola a turno: nel primo
incontro magari partendo dai conduttori, dopo il primo
incontro in modalità libera/spontanea. In caso di attività on
line, il facilitatore chiama ad uno ad uno i/le partecipanti.
Ciascuno dice il proprio nome aggiungendo una qualità/
un oggetto/ un’emozione che lo può rappresentare. La
qualità espressa deve essere differente nei tre incontri.
Operatori Osservazioni
1 uomo + 1 donna Bisogna bilanciare gli interventi, facendo attenzione a
chi è più timido e va sollecitato, moderando chi
Destinatari
prende troppo spazio/tempo, magari assumendo un
Gruppi di circa 15 ragazzi
comportamento di derisione o giudicante. Il tempo
e ragazze del II anno della
dell’attività va gestito con attenzione. Bisogna che il turno
scuola secondaria di I grado.
di parola e i tempi siano rispettati (utilizzo della clessidra).
27C H I T I PI AC E DI PIÙ? IO SONO
ATTIVITÀ CENTRALE RITO FINALE
[PRIMO INCONTRO] 1 ORA [UGUALE PER I PRIMI DUE INCONTRI]
15 M I N U T I
Obiettivi Obiettivi
Mascolinità plurali
Percorso Rosso
Conoscenza reciproca attraverso la rilevazione delle proprie Trasformazione la proiezione del rito iniziale (l’am)
preferenze. Primo approccio al tema degli stereotipi. Conoscenza in una consapevolezza riflessiva (Io sono), dopo
delle varie visioni dell’idea di genere, Rilevazione degli essere entrati nel gruppo (I am) affermare il
stereotipi, Esplicitazione dei modelli valoriali cui gli stereotipi proprio esserci. Riconoscimento di sé nel gruppo
fanno riferimento, Proposta di una visione meno restrittiva e promozione del senso di appartenenza, ritualità
dei canoni di maschilità/femminilità, Ascolto attivo reciproco. finalizzata a rafforzare il riconoscimento reciproco,
segnalazione della chiusura dell’attività a mò di saluto.
Materiali
10 immagini (maschili e femminili) preselezionate. Svolgimento
Bigliettini con 20 aggettivi (vedi allegato). A turno ciascuno si alza e si dice ad alta voce Io sono
Il materiale può essere utilizzato tanto in (pensando ai contenuti affrontati durante la giornata. In
modalità online quanto in presenza. caso di attività on line, ognuno lo pronuncia dallo schermo.
Svolgimento Osservazioni
L’attività si articola in tre fasi. Il facilitatore mostra delle Timidezza di alcuni che potrebbero
immagini selezionate (almeno 10) che rappresentano rifiutarsi di partecipare, Derisione e
personaggi pubblici/famosi (5 uomini e 5 donne). Dopo ogni svalutazione da parte dei compagni.
immagine mostrata, si chiede “a chi piace?” e per alzata
di mano i partecipanti possono esprimere il proprio parere
spiegando anche il perché piace/non piace. A seguire i facilitatori forniranno
mazzette di 20 aggettivi qualificativi da attribuire ad ogni personaggio,
delineandone un profilo per poi dar vita a una discussione guidata, e
magari ironica, sugli stereotipi evidenziati nelle scelte degli/delle studenti.
Osservazioni
Possibile utilizzo di frasi
volgari, sessiste, discriminatorie.
28 29S E C O N D O I N C ON T RO M&F
ATTIVITÀ CENTRALE [TEMPO VARIABILE IN BASE
[SECONDO INCONTRO] AL NUMERO DI PARTECIPANTI] 1,5 ORE
I’M
Obiettivi
15 M I N U T I
Mascolinità plurali
Percorso Rosso
RITO DI INIZIO
[UGUALE PER TUTTI E TRE GLI INCONTRI]
Esplorare il punto di vista dei ragazzi e delle ragazze,
facendo emergere i pregiudizi e gli stereotipi. Stimolazione
di una consapevolezza critica sul tema degli stereotipi.
Obiettivi
Attività di ice breaking, conoscenza reciproca, presa di
confidenza, creazione del gruppo, promozione di un clima Materiali
positivo, di una routine ritualizzata e di un clima rilassato e Contenitore/urna, penna e fogli (sia in presenza
“ingaggiante”, partecipazione attiva, presa di dimestichezza sia online, utilizzandoli a casa propria).
con il setting, creazione della coesione di gruppo.
Svolgimento
Materiali Porre all’interno dell’urna 20 bigliettini nei quali sono
Clessidra per misurare il tempo di parola (potrebbero descritte azioni di vita quotidiana, passioni o mestieri
servire fogli e penne per chi non volesse parlare; tendenzialmente riconducibili ad un uomo o ad una donna
in caso di attività on line: utilizzo della chat). sulla base di rappresentazioni convenzionali. A turno,
verranno tirati fuori dall’ampolla. Se si è in presenza,
comincia il facilitatore e, a seconda della situazione, può
Svolgimento essere utile coinvolgere qualcuno dei ragazzi che sembra meno
Ci si siede in circolo. Si prende la parola a turno: nel primo attivo (per incentivarlo). Da remoto, il facilitatore tira fuori i bigliettini
incontro magari partendo dai conduttori, dopo il primo e li mostra in favore di web-cam. A conclusione dell’estrazione si
incontro in modalità libera/spontanea. In caso di attività on procede con un giro di parola per commentare i contenuti emersi.
line, il facilitatore chiama ad uno ad uno i/le partecipanti.
Ciascuno dice il proprio nome aggiungendi una qualità/
un oggetto/ un’emozione che lo può rappresentare. La Osservazioni
qualità espressa deve essere differente nei tre incontri. Attribuzione di ruolo, attacchi al pensiero
dei compagni, provocazioni, ilarità.
Osservazioni
Bisogna bilanciare gli interventi, facendo attenzione a
chi è più timido e va sollecitato, moderando chi
prende troppo spazio/tempo, magari assumendo un
comportamento di derisione o giudicante. Il tempo
dell’attività va gestito con attenzione. Bisogna che il turno
di parola e i tempi siano rispettati (utilizzo della clessidra).
30 31IO SONO
RITO FINALE
T E R Z O I N C ON T RO
[UGUALE PER I PRIMI DUE INCONTRI] 15 M I N U T I
I’M
Obiettivi
Mascolinità plurali
Percorso Rosso
RITO DI INIZIO 15 M I N U T I
Trasformazione la proiezione del rito iniziale (I am) in una [UGUALE PER TUTTI E TRE GLI INCONTRI]
consapevolezza riflessiva (Io sono), dopo essere entrati nel
gruppo (I’am) affermare il proprio esserci. Riconoscimento
di sé nel gruppo e promozione del senso di appartenenza, Obiettivi
ritualità finalizzata a rafforzare il riconoscimento reciproco, Attività di ice breaking, conoscenza reciproca, presa di
segnalazione della chiusura dell’attività a mò di saluto. confidenza, creazione del gruppo, promozione di un clima
positivo, di una routine ritualizzata e di un clima rilassato e
“ingaggiante”, partecipazione attiva, presa di dimestichezza
Svolgimento con il setting, creazione della coesione di gruppo.
A turno ciascuno si alza e si dice ad alta voce Io sono
(pensando ai contenuti affrontati durante la giornata. In
caso di attività on line, ognuno lo pronuncia dallo schermo. Materiali
Clessidra per misurare il tempo di parola (potrebbero
servire fogli e penne per chi non volesse parlare;
Osservazioni in caso di attività on line: utilizzo della chat).
Timidezza di alcuni che potrebbero
rifiutarsi di partecipare. Derisione e
svalutazione da parte dei compagni. Svolgimento
Ci si siede in circolo. Si prende la parola a turno: nel primo
incontro magari partendo dai conduttori, dopo il primo
incontro in modalità libera/spontanea. In caso di attività on
line, il facilitatore chiama ad uno ad uno i/le partecipanti.
Ciascuno dice il proprio nome aggiungendi una qualità/
un oggetto/ un’emozione che lo può rappresentare. La
qualità espressa deve essere differente nei tre incontri.
Osservazioni
Bisogna bilanciare gli interventi, facendo attenzione a
chi è più timido e va sollecitato, moderando chi
prende troppo spazio/tempo, magari assumendo un
comportamento di derisione o giudicante. Il tempo
dell’attività va gestito con attenzione. Bisogna che il turno
di parola e i tempi siano rispettati (utilizzo della clessidra).
32 33L A PA L L O T T O L A S P U N T A T A COCC ARDIAMOCI
ATTIVITÀ CENTRALE RITO FINALE DELL’INTERO
[TERZO INCONTRO]
50-60 M I N U T I
PERCORSO LABORATORIALE 15 M I N U T I
[SOLO PER L’ULTIMO INCONTRO]
Obiettivi
Obiettivi
Mascolinità plurali
Percorso Rosso
Creare un contesto gioiosa in cui i ragazzi possano dare centralità
alle “parolacce”, esplorare e scoprire senso e significato delle Riconoscimento reciproco; restituzione della partecipazione;
parole offensive. Evidenziare il processo trasformativo che le consegna di un “attestato” di appartenenza al
parole e le azioni subiscono. Proporre modalità comunicative percorso; rappresentazione simbolica di un “pegno”
trasformative. Responsabilizzare sull’utilizzo delle parole. della riflessione esperita nei tre incontri.
Materiali Materiali
Carta e penne, qualora si fosse Cartoncini, carta, colla, pennarelli per realizzare
in remoto: utilizzo di linoit.it. (preventivamente) una coccarda con i simboli del
maschile e del femminile sulla quale scrivere il nome di
ogni partecipante a cui verrà consegnata; un cartellone
Svolgimento e dei post-it colorati. Se l’attività è online, verranno inviati
Si distribuiscono fogli e penne, chiedendo che venga scritto via email o via wattsapp i materiali da poter stampare.
sul foglio uno degli insulti (non generiche parolacce).
Appallottolamento del foglio e lancio fortuito (in una gioiosa
battaglia di palline). Ognuno dei partecipanti, a turno, raccoglie Svolgimento
una “pallottola” che casualmente è arrivata nelle sue vicinanze, I facilitatori a turno chiameranno ciascun partecipante
leggendola ad alta voce. Dovrà poi trasformare l’insulto ricevuto e consegneranno la coccarda a ciascuno di loro, con
in una parola di genere grammaticale contrario poche parole di celebrazione. A seguire, verrà affisso un
(es: “puttana” > “puttano”). Ciascuno/a dovrà infine trascrivere su un foglio cartellone su cui i/le partecipanti potranno lasciare un
una parola gentile, modellandola poi a forma di aeroplano, e lanciarla agli commento, attraverso dei post-it, su “Cosa ti porti a casa?”
altri partecipanti. In questo modo le parole vengono metaforizzate prima come Se online, utilizzo dell’applicazione Linoit/Padlet/Mentee.com.
pallottole poi come aeroplano (anche concretamente, c’è una trasformazione).
Osservazioni
Sarà probabilmente contenere l’ilarità che l’insulto
provoca (rischio di sconfinamento). Limitare la
durata dell’attività qualora ci si prendesse troppo
gusto. Utile osservare e commentare le reazioni
al ricevimento di un insulto/parola gentile.
34 35ST RUM E N T I
AGGETTIVI
BONO/A STUPIDO/A POTENTE
A T T I V I T À C E N T R A L E ( P R I M O I N C O N T R O)
BRUTTO/A SIMPATICA/O AMBIGUO/A
PERSONAGGI
Mascolinità plurali
Percorso Rosso
BELLA/O ANTIPATICO/A INDECISO/A
FEDEZ ELETTRA LAMBORGHINI
INTRAPRENDENTE RIDICOLA/O FORTE
CRISTIANO RONALDO FEDERICA PELLEGRINI TEN’ A CAZZIMMA SERIA/O DEBOLE
SEXY AFFASCINANTE NATURALE
GABRIEL GARKO VANESSA INCONTRADA
INTELLIGENTE INSIGNIFICANTE RIFATTO
AZIONI
ALFONSO SIGNORINI MARIA DE FILIPPI
LAVARE I PIATTI LEGGERE UN LIBRO TRUCCARSI
GUIDARE IL CAMION GOVERNARE PIANGERE
PROF. MOGGI EMMA MARRONE
GIOCARE A CALCIO ACCUDIRE I BAMBINI CONSOLARE
KOBE BRYANT RIHANNA RIPARARE L’AUTO USCIRE CON AMICI COMANDARE
DANZARE ANDARE A LAVORARE GIOCARE
CAN YAMAN ANGELA MERKEL
SERVIRE AI TAVOLI FARE L’ARTISTA OBBEDIRE
CUCINARE ESIBIRSI
36 37PERCORSO P R I M O I N C ON T RO
BLU
SI COM INCIA!
Percorso Blu
RITO DI INIZIO
[PRIMO INCONTRO]
10 M I N U T I
Obiettivi
Creare relazioni, favorire il coinvolgimento del gruppo.
Creare clima sereno, leggero e ludico, di interesse e
partecipazione. Coinvolgimento dei partecipanti.
Materiali
Palla.
Svolgimento
In assetto circolare ci si lancia una palla. Ciascuno si
presenta a turno dicendo il proprio nome e facendo
un gesto che accompagna la propria tradizione
culturale o che sente come appartenente. Si può poi
passare a “recitare” il gesto di chi sta alla propria
destra, e ciò necessita di attanzione reciproca.
Osservazioni
Disinteresse iniziale.
Operatori
1 uomo + 1 donna
Destinatari
Gruppi di una decina di MSNA di 16-17 anni (maschi) presenti in comunità
(attività in presenza). Le attività, prevedendo la possibilità di una scarsa
padronanza dell’Italiano da parte dei MSNA, saranno condotte facendo
il minimo uso possibile della parola o ricorso a mediatori informali.
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