NOTIZIARIO OMCEO BARI SETTEMBRE 2018

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Settembre 2018 | Notiziario | 3 E D I T O R I A L E VERSO GLI STATI GENERALI DELLA PROFESSIONE MEDICA di Filippo Anelli, Presidente dell’OMCeO della Provincia di Bari Il 24 marzo scorso, su mia proposta, il Consiglio Nazionale della FNOMCeO ha deciso di convocare nel 2019 gli Sta- ti Generali della Professione Medica. Come anticipato in quell’occasione, l’intenzione è di lavorare tutti insieme per provare a con- dividere una proposta operativa che ricostru- isca le condizioni per l’esercizio della pratica professionale, secondo i dettami della nostra deontologia. Sostanzialmente, l’obiettivo è sfidare tutti i portatori di interesse al cambia- mento, attraverso un grande evento politico in cui i medici, con il contributo di tutte le componenti della società, decidano il futuro della professione. Per organizzare gli Stati Generali abbiamo però la necessità di pre- disporre una piattaforma di base e costruire, tappa dopo tappa, la nostra proposta. Per questo come FNOMCeO abbiamo istitui- to una commissione che ne curi i contenuti e che coordini il percorso di avvicinamento all’evento, stimolando il dibattito pubblico sui temi che sono al centro della cosiddetta “questione medica” e che investono il modo stesso in cui la nostra società concepisce la medicina e il ruolo del medico. Gli Stati Generali avranno successo solo se saranno il punto di arrivo di un processo capace di avviare un confronto ampio che coinvolga il mondo accademico, gli enti di ricerca, le altre professioni sanitarie, i dirigenti delle pubbli- che amministrazioni, l’universo dell’associa- zionismo. Il dibattito deve partire dalla base, dall’interno di ogni Ordine provinciale, dove deve germogliare un nuovo modo di essere medico: un medico aperto verso le istanze di salute della società moderna in cui opera, ma orgoglioso della propria specificità, del pro- prio essere professionista e non impresa. La nostra è una nobile professione, che pre- suppone una totale dedizione al proprio la- voro con la relativa assunzione di responsa- bilità. Una professione capace di coniugare sapere scientifico e approccio umanistico e che invece qualcuno vorrebbe ridurre a me- stiere o a mera operatività tecnica. Nono- stante la spinta alla specializzazione dei sape- ri che caratterizza la nostra epoca, grazie alla sua specificità la medicina ha continuato ad offrire un apporto essenziale allo sviluppo so- ciale e culturale del nostro paese, interagen- do con tutti gli altri settori della conoscenza scientifica ed umanistica. I medici hanno con- tribuito e continuano a contribuire in

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4 | Notiziario | Settembre 2018 modo determinante al progresso scientifico, culturale e democratico della nostra socie- tà. Un contributo che viene garantito grazie all’autonomia e all’indipendenza dal potere costituito di cui la medicina, come altre pro- fessioni, può godere e solo grazie al quale può tutelare diritti fondamentali dei cittadini riconosciuti dalla Carta Costituzionale. Cosa distingue allora l’attività professionale - e la nostra in particolare - da un’impresa? Innan- zitutto, la vocazione: alla radice dell’essere medico c’è sempre la libera scelta della pro- fessione. Nell’Antichità la medicina era consi- derata un’arte meccanica, meno nobile delle arti liberali. Bisogna aspettare il Rinascimento perché acquisisca prestigio come branca del sapere. Ma la nostra invece è una professione liberale, proprio perché scelta liberamente e perché portata avanti da uomini liberi e in- dipendenti. Una professione, quella medica, che ha avuto sempre il merito di intervenire sull’uomo nella sua interezza, rispettandone la dignità e tenendo conto delle sue sensi- bilità, delle sue inclinazioni, del suo modo di essere senza distinzione di sesso, razza, credo religioso o censo. Un altro elemento che distingue le professioni è il percorso di formazione: le specifiche competenze pro- fessionali del medico sono frutto di un lungo percorso di studi, accompagnato dall’impe- gno costante all’aggiornamento che carat- terizza l’intera sua vita professionale. In terza battuta la professione si distingue per la re- sponsabilità: il professionista è responsabile dei servizi offerti e prestati ai cittadini. Una responsabilità che ha una duplice valenza: quella nei confronti del cittadino verso cui è stata effettuata la prestazione e nei con- fronti della società in ragione della qualità della prestazione erogata nell’ambito di un sistema di servizi organizzati ed accessibili a tutti. Servizi che hanno una valenza pubblica in quanto organizzati nell’interesse dei citta- dini. Quindi la professione si distingue anche per il ruolo pubblico: al medico viene impli- citamente riconosciuto dalla Costituzione un Nell’Antichità la medicina era considerata un’arte meccanica, meno nobile delle arti liberali. Bisogna aspettare il Rinascimento perché acquisisca prestigio come branca del sapere. Ma la nostra invece è una professione liberale, proprio perché scelta liberamente e perché portata avanti da uomini liberi e indipendenti.

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Settembre 2018 | Notiziario | 5 ruolo di tutela di un diritto universale, quello alla salute dell’individuo e della collettività. Ha quindi una funzione pubblica e sociale, garantita dalla sua libertà e autonomia, che lo porta ad agire nell’interesse esclusivo del cittadino, garantendone servizi essenziali, secondo i principi di dignità, uguaglianza ed equità, in un sistema che consente a tutti i cittadini di usufruire dei servizi a costi conte- nuti. Infine, la professione si distingue per il contributo alla stabilità del sistema democra- tico: la capacità di garantire grazie alla pro- pria autonomia quei servizi definiti essenziali per la nostra società conferisce ai professio- nisti, corpi intermedi della nostra organizza- zione sociale, un ruolo politico in virtù delle proprie capacità organizzative e gestionali capaci di soddisfare i bisogni della società. Il medico diventa protagonista, autonomo e responsabile, di un servizio pubblico capace di interloquire con la pubblica amministra- zione nell’attuazione di principi costituzio- nalmente previsti. La minaccia all’autonomia del professionista è una minaccia alla demo- crazia e la standardizzazione delle procedure professio- nali, gli algoritmi, i pro- tocolli professionali statalizzati sono le modalità per at- tuarla. Se la po- litica si riduce all’amministrazione, la democrazia viene ne- gata perché viene a mancare quella legit- timazione che guida e indirizza la gestione della cosa pubblica. Allo stesso modo se si priva il medico dell’autonomia, si priva il sistema della libertà democratica contro il regime degli statalismi, capaci di ridurre ser- vizi e diritti a meri atti burocratici finalizzati a rispondere non ai bisogni dei cittadini ma agli interessi di uno Stato come entità supe- riore all’individuo. Lo Stato deve riconoscere all’autonomia dei professionisti una funzione democratica ineludibile per consentire l’ero- gazione di quei servizi fondamentali che solo i professionisti, gli specialisti del sapere, pos- sono garantire nel rispetto della libertà del cittadino. Solo attraverso il recupero della libertà, dell’autonomia, dell’indipendenza e della dignità che in questi ultimi anni la no- stra professione ha perso potremo efficace- mente contrastare due fenomeni di grande attualità come le fake news in Sanità e la violenza contro gli operatori sanitari. Si tratta infatti di due fenomeni ap- parentemente lonta- ni, che hanno però le m e -

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6 | Notiziario | Settembre 2018 de- sime r a d i c i culturali, quel- le di un mondo in cui il sapere è illusoriamente alla portata di tutti, in cui un accesso a Google vale più di 10 anni di stu- dio e in cui il medico non è più punto di ri- ferimento in materia di salute, ma un tecnico o un burocrate passacarte su cui scaricare le frustrazioni per i malfunzionamenti del servi- zio sanitario. Non è un caso che medici e in- segnanti siano accomunati nel triste primato delle aggressioni: all’interno di due sistemi in profonda crisi come la scuola e la sanità sono due professioni svilite che diventano facile capro espiatorio di cittadini arrabbiati. La FNOMCeO si sta impegnando in prima linea in quella che, al di là delle cause orga- nizzative e strutturali contingenti, è una bat- taglia culturale. Dobbiamo pretendere che vengano messe in sicurezza tutte le sedi di continuità assistenziale, a tutela dei medici e degli stessi cittadini. Dobbiamo esigere che vengano rispettate le normative sulla sicu- rezza. Ma quei medici che vengono lasciati soli in sedi fatiscenti sono il simbolo di una condizione generale che accomuna tutta la nostra categoria. Quei medici della notte siamo noi. E finché continueremo ad esse- re sviliti, colpiti nella nostra dignità, vessati da carichi burocratici che ci impediscono di fare il nostro lavoro, costretti a svolgerlo in strutture spesso indecorose, mal organizzate e con croniche carenze di personale. Ecco, finché continuerà questa situazione conti- nueremo ad essere soli, ad essere esposti alle aggressioni. Sul fronte delle aggressio- ni, come FNOMCeO abbiamo chiesto al Ministro di chiudere le sedi non adeguate e abbiamo istituito un Tavolo permanente con i sindacati, per condividere proposte opera- tive concrete da portare all’attenzione della politica. Tra le idee avanzate, la revisione del- le raccomandazioni ministeriali sulla sicurezza degli operatori sanitari, che risalgono ormai al 2007 e che non sono mai state pienamente applicate, l’emanazione di disposizioni sulle buone pratiche per i Direttori Generali del- le aziende e degli enti del servizio Sanitario Nazionale, l’istituzione di una Commissione parlamentare sulla violenza contro gli opera- tori sanitari, da cui scaturisca una proposta di Legge per equiparare il reato, in tutti i casi, a quello di violenza a pubblico ufficiale, rendendolo sempre perseguibile d’ufficio e non su querela di parte. Infine, una comuni- cazione efficace verso la popolazione, tra- mite spot della Pubblicità Progresso, per far comprendere che ‘chi aggredisce un medico aggredisce se stesso’. Sono inoltre partico- larmente soddisfatto del fatto che l’appello lanciato dalla FNOMCeO sia stato accolto anche a livello locale e siano molti gli Ordini che si sono attivati con iniziative di vario ge- Quei medici che vengono lasciati soli in sedi fatiscenti sono il simbolo di una condizione generale che accomuna tutta la nostra categoria. Quei medici della notte siamo noi.

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Settembre 2018 | Notiziario | 7 nere per contrastare il fenomeno della vio- lenza o per sensibilizzare l’opinione pubblica. Sono convinto che il motore del cambiamen- to debbano essere i territori e che gli Ordini provinciali debbano governarlo. Sul fronte delle fake news, conoscete sicuramente tutti la campagna di comunicazione shock “Una bufala vi seppellirà” che FNOMCeO ha lan- ciato e che ha conquistato l’attenzione della stampa e dell’opinione pubblica. Una cam- pagna che è stata condivisa da molti Ordini provinciali e che intende ridare centralità e prestigio al ruolo del medico, a cui rivolgersi per qualsiasi dubbio o chiarimento, affidan- dosi non ai ciarlatani e al passaparola in rete, ma ai professionisti della salute e alla scienza per avere risposte sui bisogni di salute. Ac- canto alla campagna prosegue l’attività del portale “Dottoremaèveroche” che proprio in rete intende offrire ai cittadini informazio- ni in materia di salute affidabili, ribadendo quindi di nuovo il ruolo della professione e dei suoi rappresentanti come referente privi- legiato. Tornando alla “questione medica”, rispetto alla quale gli Stati Generali dovreb- bero indicare la via di uscita e individuare le controparti con le quali cercare e concordare delle soluzioni, non possiamo nasconderci le difficoltà. Parlare di cambiamento a parole è facile, ma ripensare una professione come la nostra non è una passeggiata e meno che mai possiamo cavarcela con una operazione di semplice restyling. Dietro all’espressione “questione medica” si nasconde la realtà di una crisi profonda della professione, ma an- che una grande occasione di crescita, rispet- to alla quale noi per primi siamo chiamati a trovare soluzioni.

Le difficoltà sono accresciute dal fatto che non è logicamente possibile dissociare le vi- cende della professione da quelle che riguar- dano la medicina e perfino dal suo modo di essere. I problemi dei medici sono anche quelli della medicina e della sanità. Sappia- mo che non è possibile riformare la sanità senza parimenti ripensare la medicina e di conseguenza il medico. Oggi non cambia la sanità se non cambia il modo di fare la me- dicina. Oggi non cambia il modo di essere del medico se il nuovo modo di essere non è prefigurato nella formazione del medico, nel- la concezione della medicina, nella deonto- logia della professione, nella organizzazione dei servizi. È poco credibile tentare di IL DIBATTITO DEVE PARTIRE DALLA BASE, DALL’INTERNO DI OGNI ORDINE PROVINCIALE, DOVE DEVE GERMOGLIARE UN NUOVO MODO DI ESSERE MEDICO: UN MEDICO APERTO VERSO LE ISTANZE DI SALUTE DELLA SOCIETÀ MODERNA IN CUI OPERA, MA ORGOGLIOSO DELLA PROPRIA SPECIFICITÀ, DEL PROPRIO ESSERE PROFESSIONISTA E NON IMPRESA. I MEDICI HANNO CONTRIBUITO E CONTINUANO A CONTRIBUIRE IN MODO DETERMINANTE AL PROGRESSO SCIENTIFICO, CULTURALE E DEMOCRATICO DELLA NOSTRA SOCIETÀ.

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8 | Notiziario | Settembre 2018 risolvere la nostra crisi lasciando la struttura della medicina, i suoi modelli, i suoi parame- tri tradizionali, per quelli che sono. C’è un punto tuttavia che vorrei sottolineare e che riguarda come intendere la crisi della professione. Vi sono due modi possibili: • O intendiamo la crisi in chiave negativa, come un problema da risolvere, per cui si tratta di rivendicare autonomia, decisionalità, retribuzioni, rispetto sociale, quindi di ripren- derci un ruolo perduto.

• Oppure intendiamo la crisi come un ele- mento positivo, una possibilità di crescita, per cui si tratta di tirare fuori un progetto di medico e di medicina all’altezza dei tempi e adeguato alla risoluzione della crisi. D’impulso tenderemmo a preferire la prima soluzione perché così ci sembrerà di ripristi- nare lo status del passato. Ma ho paura che questa strada sia poco efficace. La ricostru- zione del ruolo del medico oggi è una im- presa molto complessa che chiama in causa, come ho affermato in precedenza, il coinvol- gimento attivo dell’intera società, della poli- tica, delle istituzioni in un rapporto dialettico che per certi versi non ha precedenti. Oggi chi ci deve riconoscere nel ruolo che ci spetta sono davvero in tanti a partire dai cittadini, per continuare con le altre professioni, con chi gestisce il sistema, con chi decide a livello politico le regole del sistema, con chi ci for- ma nelle università. Per tutte queste ragioni personalmente propendo per interpretare la nostra crisi professionale come un’occasione e un’opportunità, anche se so bene che è la strada più difficile e faticosa.Guardare alla crisi come ad un’opportunità giustifica l’or- ganizzazione degli Stati Generali come mo- mento che serve a produrre cambiamento. Trasformiamola in una occasione per la pro- fessione per riposizionarsi, con i suoi valori, in una società in continuo cambiamento, rin- novandosi.

Sono sei le macro-aree problematiche decise dalla commissione da cui partire per avviare il dibattito sul nostro ruolo professionale. 1. I cambiamenti e le crisi 2. Il medico e la società 3. Il medico e l’economia 4. Il medico e la scienza. Clinica e cultura Dovrà sempre guidarci in questo percorso il principio irrinunciabile che la tutela della salute non è un qualunque bene di consumo, ma un diritto fondamentale dell’individuo e un bene comune della collettività.

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Settembre 2018 | Notiziario | 9 5. Il medico e il lavoro 6. La medicina, il medico e il futuro. Una nuova defi- nizione di medicina Il primo punto - quello de- dicato ai cambiamenti - ha a che fare con questioni sovrastrutturali, con la me- dicina amministrata, cioè il tentativo di su- perare il medico ippocratico e sostituirlo con un medico burocratizzato, proceduralizzato, un esecutore di procedure. Ma ha a che fare anche con questioni strutturali, dalle quali dipendono la maggior parte dei nostri pro- blemi di legittimazione sociale, compresi i fenomeni del contenzioso legale e della crescente sfiducia nei confronti della nostra professione da molti considerata poco ade- guata alle complessità di un cittadino che da paziente è diventato una persona che riven- dica i suoi diritti. Penso che il nostro dibattito e quindi gli Stati Generali debbano riuscire a collegare le questioni sovrastrutturali a quel- le strutturali e produrre proposte di adegua- mento senza per questo mettere in liquida- zione nulla.

La storia della medicina è fatta di continui ripensamenti di ruolo per adattare l’essere medico alle aspettative della società. Sul se- condo punto (il medico e la società) i processi sociali che ci coinvolgono sono sotto i nostri occhi. In sostanza è accaduto che in ragione di molti fattori politici, culturali, sociali quello che era un gioco ad un solo giocatore oggi è diventato un gioco a più giocatori. Scienza e coscienza implicavano un medico che decideva nella più ampia autonomia cosa andava fat- to. Oggi non è più così. Sono tanti che mettono bocca su cosa deve fare il medico e come lo deve fare. Primo fra tutti il cittadino. Oggi la medicina non è più confinata alla sfera tecnico-scientifica ma investe aspetti sociali, politici, culturali. Il passaggio irre- versibile che è avvenuto in questi anni dalla malattia al malato ci deve quindi indurre a ripensare il medico e la medicina dentro una relazione non solo individuale ma anche di tipo sociale.

Oggi anche dal punto di vista deontologico bisogna ridefinire il medico nella logica di questa complessità. Sul terzo punto, i rap- porti con l’economia, è inutile girare intorno al problema. La natura della spesa sanitaria è di tipo incrementale: più andremo avanti e più i sistemi di tutela pubblica costeranno di più, creando problemi con la spesa pubblica. Con la scusa della sostenibilità ci hanno con- dizionato nel nostro essere medico e limitato la nostra autonomia decisionale, alterando la nostra stessa natura ippocratica. Con la scusa della sostenibilità in tanti so- gnano di ridurci a dei burattini nelle mani di amministratori sparagnini.

Faccio mio uno slogan secondo me molto significativo: la sostenibilità non contro il medico ma attraverso il medico! Nel senso di affidare al medico anche la responsabilità dell’impiego qualificato delle risorse. DEFINIRE UNA MEDICINA E UN MEDICO POST MODERNO SIGNIFICA RIPENSARE QUELLO CHE C’ERA PRIMA PRENDENDOCI LA RESPONSABILITÀ DI DISTINGUERE QUELLO CHE NELLA TRADIZIONE VA AMMESSO AL FUTURO E QUELLO CHE INVECE VA ABBANDONATO PERCHÉ NON PIÙ ADEGUATO.

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10 | Notiziario | Settembre 2018 È finito il tempo dell’aziendalizzazione ove la compatibilità del bilancio e quindi gli obietti- vi economici diventavano la prima, e spesso l’unica, finalità del sistema sanitario nazionale. È possibile una nuova idea di gestione del- la sanità ove gli obiettivi di salute siano resi possibili dalla disponibilità delle risorse, co- niugando così il nostro essere medico, con la complessità dell’approccio ippocratico, con il raggiungimento di quegli obiettivi di salu- te che per noi sono la vera ricchezza sociale e che fanno del nostro sistema la più grande opera pubblica della storia. Per raggiungere questo risultato dobbiamo rivedere il nostro ruolo nel sistema e introdurre meccanismi che consentano ai medici e agli altri operatori sa- nitari di gestire le risorse, modulando il loro impegno in ragione degli obiettivi di salute prefissati.

Questo significa riconoscere alla professio- ne maggiore autonomia non solo clinica, ma anche organizzativa e gestionale. Continuo a credere che nella scala dei valori la deon- tologia venga prima dell’economia, ma che niente esclude che la deontologia debba ga- rantire una economicità compatibile con la gestione clinica dei problemi. Il quarto punto, quello che riguarda il nostro rapporto con la scienza e la cultura, sembrerebbe il più sem- plice e scontato, invece appare probabilmen- te quello più ostico e rispetto al quale siamo oggettivamente più impreparati. Interi settori della società hanno una idea di malattia, di malato, di salute, spesso diversa dalla nostra, cioè da quella scientificamente accreditata. La questione dei vaccini è paradigmatica. Spesso le evidenze scientifiche non sono l’u- nico strumento per affrontare la complessità del malato o comprendere la sua singolarità. Il giudizio di qualità di una prestazione, oltre a basarsi sulle caratteristiche scientifiche e tecnologiche, include anche elementi “sog- gettivi”, a cominciare dalle percezioni positi- ve sperimentate dal paziente che accede ai OGGI LA SCIENZA È CHIAMATA AD AGGIORNARSI ANCHE PROFONDAMENTE NEI CONFRONTI DI CRESCENTI COMPLESSITÀ. LA VISIONE DELLA MEDICINA È SEMPRE PIÙ UNA VISIONE ECO-BIO-SOCIALE IN CUI NELLA CAUSALITÀ DELLE MALATTIE SI CONSIDERANO I FATTORI DI RISCHIO BIOLOGICO, GLI STILI DI VITA INDIVIDUALI, L ’AMBIENTE, I FATTORI SOCIOECONOMICI E PSICOSOCIALI CHE AGISCONO NON IN MANIERA LINEARE

Settembre 2018 | Notiziario | 11 servizi sanitari. Il passaggio malattia/malato segna una crescita di complessità rispetto alla quale l’università non ci ha preparati. Oggi la scienza è chiamata ad aggiornarsi anche profondamente nei confronti di cre- scenti complessità. La visione della medicina è sempre più una visione eco-bio-sociale in cui nella causalità delle malattie si conside- rano i fattori di rischio biologico, gli stili di vita individuali, l’ambiente, i fattori socioe- conomici e psicosociali che agiscono non in maniera lineare. Mi pare di capire che la discussione sulla matrice positivista della me- dicina non porti ad un abbandono del posi- tivismo ma ad una sua evoluzione tenendo conto della complessità dei rapporti e di una sua ricontestualizzazione che conduca a solu- zioni fortemente pragmatiche. Nonostante il mutato rapporto, il medico è l’unico e indi- spensabile mediatore tra i bisogni di salute del paziente e l’accesso ai servizi di diagnosi e cura, perché in un contesto così complesso il ragionamento clinico non può appiattirsi sull’applicazione di una linea guida quasi fos- se un algoritmo implementato da un compu- ter. Il quinto punto, il lavoro è una questione centrale. Non si cambia niente in sanità se non cambia il lavoro, e se il lavoro non cam- bia anche la sanità non cambia nonostante le sue numerose riforme. Per questo il lavoro diventa uno snodo cruciale.

Ripensare il lavoro significa tante cose, tutte difficili, perché vanno a collidere con i tan- ti interessi che insistono nella sanità. Signi- fica ripensare il ruolo giuridico del medico e tentare una ridefinizione che vada oltre il sistema duale del medico dipendente e del medico convenzionato. Significa ripensare il ruolo delle organizzazioni del lavoro. Signifi- ca ripensare i modi di agire e di fare. Significa ripensare i rapporti tra professione e retribu- zione. Sull’ultimo punto, il sesto, “la medicina, il medico e il futuro. Una nuova definizione di medicina”, mi limito a constatare che le definizioni sinora utilizzate anche nei vocabo- lari della lingua italiana sono, in ragione dei cambiamenti che noi abbiamo in mente di avviare, sicuramente arretrate. In futuro per- sonalmente vedo un grande sforzo da parte nostra di ridefinire, come ha scritto qualcuno, le definizioni. Quelle principali che ci riguar- dano sono diverse: la medicina, il medico, il malato, la malattia, la salute, la cura,

12 | Notiziario | Settembre 2018 ecc. Oggi tutte queste nozioni sono tutt’altro che scontate. Prima di chiudere vorrei recupe- rare una riflessione sulla post modernità come fase in cui una società ripensa se stessa senza distruggere quella che c’era prima. Definire una medicina e un medico post mo- derno significa ripensare quello che c’era prima prendendoci la responsabilità di distin- guere quello che nella tradizione va ammesso al futuro e quello che invece va abbandona- to perché non più adeguato. Quando penso agli Stati Generali penso ad un bilancio sulle nostre esperienze, sui nostri problemi ma an- che sulle nostre possibilità. Se vogliamo sal- vare il medico ippocratico dobbiamo avere il coraggio intellettuale di distinguere quello che va da quello che non va. Se ammettiamo al futuro ciò che non va, abbiamo perso la no- stra battaglia e la professione diventerà quella che noi non vogliamo e che al malato e a questa società non serve. Infine, permettetemi di ringraziare Mar- co Ioppi ed il suo gruppo per il gran lavoro svol- to dal suo Ordine su una nuova idea di deontologia. L’esperien- za di Trento dimostra che questo dibattito è fecondo, specie se “sollecitato” da un grande provocatore come il prof Cavicchi. Trento ha accettato di confrontarsi con le sue tesi, con le sue idee di riforma, mettendo in piedi un gruppo di lavoro di straordinaria levatura, con lo scopo di ridefinire la deontologia. Il presupposto di partenza era semplice: se esi- ste una questione medica e se il medico sta perdendo la sua identità ippocratica, la strada maestra per la risoluzione della questione me- dica e per ricostruire l’identità è senz’altro la deontologia. Noi come FNOMCeO abbiamo sostenuto questo lavoro di ricerca perché ci sembrava davvero congeniale ai nostri Stati Generali. Troverete il risultato nel testo pub- blicato dall’Ordine dei Medici di Trento. Ter- mino rivolgendo a tutti voi l’invito a sostenere con iniziative locali la discussione che si por- terà agli Stati Generali. Una discussione che vede i Presidenti e i Consigli Direttivi degli Ordini protagonisti del cambiamento. Presto renderemo disponibile materiali, con- tributi che saranno utili a “provocare” la di- scussione. Ogni Ordine provinciale organizze- rà, nei modi che riterrà opportuno, gli incontri coinvolgendo i colleghi e la società civile. Ci aspettiamo, come risultato di questi eventi e su ogni tema proposto un contributo con- creto che possa in qualche modo essere la base per elaborare quel documento finale, che sarà presentato durante gli Stati Generali. Da quell’evento dovrà uscire un documento storico, la Magna Carta della professione, scritta in maniera collaborativa dai medici insieme a tutta la società civile, come rifon- dazione della medicina e della professione medica nei loro fondamenti identitari. Dovrà sempre guidarci in questo percorso il princi- pio irrinunciabile che la tutela della salute non è un qualunque bene di consumo, ma un di- ritto fondamentale dell’individuo e un bene comune della collettività.* *Il testo è la trascrizione integrale della relazione che il Presidente Fnomceo Filippo Anelli ha tenuto a Roma il 6 luglio scorso in occasione del Consiglio nazionale Fnomceo

Settembre 2018 | Notiziario | 13 di FRANCO LAVALLE Franco Lavalle Vice-Presidente OMCeO di Bari lavalle54@gmail.com D ove sta andando la sanità pugliese? Forse da nessuna parte. Le criticità che emergono ogni giorno sono così tante che noi, pove- ri medici, ci interroghiamo quotidianamente se i nostri sforzi per far funzionare il sistema portino realmente a una reale capitalizzazione in termini di benefici sul sistema stesso. È vero che recentemente l’indagine del Sant’Anna di Pisa ci ha gratificato come Regione, ponendoci tra quelle più efficienti, ma una cosa è l’individuazione di alcuni parametri in miglio- ramento, una cosa è l’analisi del benessere dell’apparato. Le criticità, per noi, sono rimaste tutte e immutate. Nulla è cambiato dall’i- nizio dell’anno, momento che già scontava una situazione altrettanto dif- ficile nell’anno precedente in relazioni a problematiche irrisolte. La PR OFES S ION E BENVENUTI NEL 2018, QUANDO LA SANITÀ PUBBLICA GALLEGGIA IN UN MARE DI PROBLEMI I giovani medici vanno all’estero, la sicurezza sul lavoro non è garantita e la professione vive un momento di grande difficoltà. La politica che dovrebbe agire, appare miope. Nonostante tutte le criticità, i professionisti continuano faticosamente a svolgere il loro sacro compito.

14 | Notiziario | Settembre 2018 violenza continua a manifestarsi in maniera immotivata nei confronti di medici e perso- nale sanitario. Sembra che sia diventata or- mai una moda. Una maniera per dimostrare che la spavalderia, l’arroganza, l’ineducazio- ne vincono sulle regole a cui invece deve attenersi scrupolosamente un medico per non incorrere in sanzioni. Il mondo si è or- mai abbrutito. Non c’è più rispetto dei ruoli e delle persone. In sanità, nella scuola, da sempre pilastri di ogni società civile. È di qualche giorno fa l’aggressione ad un me- dico ospedaliero barese colpito con un pu- gno in faccia da un losco figuro il quale si è poi raccomandato con il povero malcapitato di evitare di sporgere denuncia, minaccian- do altrimenti danni molto più gravi alla sua persona. Sempre nello stesso periodo, una collega di una guardia medica della provincia di Bari ha visto brandire un coltello da un malato psichiatrico che, per fortuna, non ha commesso gesti in- sani grazie al sangue freddo della collega ed alla sua esperienza in comunicazione. I soccorsi, invece, sebbene allertati immedia- tamente, sono giunti a tempo ormai scaduto dimostrando ancora una volta che solo una presenza fisica di supporto sul posto può evitare il peggio. Abbiamo anche suggerito la presenza di associazioni di volontariato che possono farsi carico di ciò con un basso contributo economico. Sorvoliamo poi sugli altri episodi e constatiamo come quelli mi- nori (aggressioni verbali, minacce, danni ad auto, etc.) ormai non scalfiscono più né l’o- pinione pubblica né, tantomeno, l’interesse del decisore politico. Non vediamo alcun miglioramento in proposito, nonostante in- contri, manifestazioni, sollecitazioni scritte. Non abbiamo osservato né la chiusura delle guardie mediche insicure, né una maggiore tutela dei medici ospedalieri e del personale tutto. Ormai, ogni santo giorno, la speranza è quella che non ci scappi il morto. Vogliamo, poi, parlare delle tante agognate assunzioni, necessarie per dare un po’ di os- sigeno a reparti agonizzanti dove un perso- nale medico stanco ed invecchiato fa i salti

Settembre 2018 | Notiziario | 15 La professione più bella del mondo è attualmente svolta da professionisti sempre più demotivati e sempre più alla mercé di persone che non dimostrato neanche un briciolo di gratitudine per l’abnegazione del lavoro medico. mortali, tutti i giorni, per mantenere standard qualitativi più che sufficienti e tali da garan- tire la dovuta assistenza alle persone? Cosa portiamo a casa da questo nostro impegno? Il riscontro amaro che in alcune UU.OO., gra- zie ad una politica di prevaricazione rispetto all’utenza, il medico ha perso la propria au- torevolezza ed è spesso trattato dai pazien- ti quasi come un domestico. E tutto con la scarsa sensibilità di chi dirige la “baracca” e che manda sotto commissione di disciplina un medico solo per lo scritto, comunque da provare, di un degente “incazzato” con tutto il sistema. Un medico attualmente non solo è sommerso dal lavoro clinico, ma deve svol- gere un lavoro su pratiche amministrative via via crescenti, che lo inducono ad un continuo riorganizzare il proprio lavoro, in costanza di organici sempre più ridotti e con tempi lavo- rativi allungati e non remunerati. Tutto questo malessere porta davvero a decisioni dettate dalla sfiducia e dall’incertezza del domani. Qualcuno si interroga del perché i medici, specie negli ospedali, aspettano con ansia di poter andare in pensione? Questa cosa succedeva mai in passato? È un fenomeno che si è sviluppato in questi ultimi anni grazie ai tagli lineari in Sanità, ad un contratto non rinnovato da oltre otto anni, ad una scarsa o nulla meritocrazia, alla litigiosità dell’uten- za, agli atteggiamenti arroganti e vessatori di alcune amministrazioni; tutti fattori che demotivano sempre più chi vuole attivarsi per far bene il proprio lavoro. La professione più bella del mondo è attualmente svolta da professionisti sempre più demotivati e sem- pre più alla mercé di persone che non dimo- strano neanche un briciolo di gratitudine per l’abnegazione del lavoro medico. E, ancora, vogliamo parlare delle “liste di attesa”? Di una proposta di legge regionale che blocca l’Alpi in presenza delle liste come se la colpa di tutto ciò fosse del medico e non, piutto- sto, del mancato sviluppo della medicina del territorio, dell’assenza di un piano concreto per la presa in carico delle cronicità, dell’im- poverimento delle piante organiche mediche e degli altri professionisti che non con-

16 | Notiziario | Settembre 2018 sentono di tenere aperti un numero sufficien- te di ambulatori per la carenza degli operato- ri? La virtuosa Regione Toscana ha preso atto delle liste di attesa e, in proprio, assumendo- sene i costi ha deciso di acquistare prestazioni aggiuntive per assolvere alla funzione di ridur- re questo fenomeno. In Puglia cosa si fa? Si colpevolizza il medico stoppandolo nella sua attività libero professionale o, ulteriore propo- sta, facendogli pagare i costi delle eventuali prestazioni aggiuntive come se, per organiz- zare un sistema di prestazioni extra deve esse- re lo stesso medico che deve finanziarlo. Cioè la vittima finanzia a proprie spese, o almeno in parte, quel sistema fallace del quale è solo vittima. Ma si può? Tuttavia, nell’uno o nell’al- tro caso, una politica miope non ha previsto che il medico che svolge un volume di visite importanti aspetterà novembre per passare in extramoenia. Il professionista che svolge poca attività non ne svolgerà più. Tutto questo con buona pace dei pazienti che mentre allo stato attuale possono contare su un professionista di chiara fama che può visitarlo anche con la prescrizione mutualistica, con il suo passaggio in extramoenia potrà solo richiederlo in attivi- tà libero professionale esterna. Credo che la Regione stia facendosi un bellissimo autogoal o, come dicono molti, un “gollonzo”. Questa scarsa attenzione al medico da parte della po- litica è solo la conseguenza di una mancata sensibilità nella salvaguardia del bene comu- ne. Penalizzando i medici si penalizza il Welfa- re, il Sistema sanitario nazionale e regionale, si penalizza la gente. I giovani medici vanno all’estero. Regaliamo professionisti formati al costo di 150mila euro pro capite. Le nazio- ni attente acquisiscono a costo zero i nostri giovani medici offrendogli danaro e comfort alberghiero ed invogliandoli a rimanere sem- pre da loro. Tutto questo, mentre chi resta in Italia deve barcamenarsi tra borse di studio, avvisi pubblici, mancate stabilizzazioni. Aver studiato tanto per sopravvivere fa veramente mettere in dubbio le proprie scelte. Cari gio- vani è un momento difficile dove economia e finanza la fanno da padrone e, sembra, che la sanità pubblica sia diventata solo una spesa e non una risorsa. Ora alla Salute abbiamo un nuovo ministro. È un medico. Cambierà qual- cosa? Staremo a vedere.

REGALIAMO PROFESSIONISTI FORMATI AL COSTO DI 150MILA EURO PRO CAPITE. LE NAZIONI ATTENTE ACQUISISCONO A COSTO ZERO I NOSTRI GIOVANI MEDICI. TUTTO QUESTO, MENTRE CHI RESTA IN ITALIA DEVE BARCAMENARSI TRA BORSE DI STUDIO, AVVISI PUBBLICI, MANCATE STABILIZZAZIONI.

Settembre 2018 | Notiziario | 17 ANNA MORANDI: L’ELEGANZA TRA LE SCULTURE ANATOMICHE Anna Morandi, scultrice e anatomista di fama internazionale nacque a Bologna nel 1714. Scoprì ben presto la sua vena artistica, studiò disegno e scultura presso pittori come Fran- cesco Monti e Giuseppe Pedretti. In questo ambito conobbe e sposò nel 1740 Giovanni Manzolini, che aveva iniziato a lavorare alla bottega di Ercole Lelli, artista dal ruolo centrale nella città di Bologna in quegli anni. Insieme avevano creato una scuola di modelli ceroplastici per l’ana- tomia. In questo periodo Manzolini crea statue e ceramiche di parti o corpi uma- ni. Ben presto Anna inizia ad affian- carlo nella dissezione dei cadaveri e nella scultura delle cere, tanto che il marito decide di inter- rompere il sodalizio con Lelli e continua a lavorare insieme alla moglie. Gli anni di lavo- ro accanto al marito e la sua innata capacità artistica le permettono di diventare un’e- sperta di riproduzioni in cera di parti anatomiche umane, sino a quel momento poco e mal conosciute. In particolare si dedica allo studio del funzionamento degli organi di senso e di quelli riproduttivi maschili. Per lungo tempo Anna Mo- randi fu considerata ‘braccio destro’ del marito ed è ancora poco chiaro quante delle opere imputate a lui siano state poi realmente frutto del suo lavoro o di quello della moglie. Alla morte del marito per tubercolosi nel 1755 Anna Mo- randi continua a lavorare e a mostrare il suo talento. Ormai conosciuta ovunque per la sua abilità, viene nominata per diventare modellatrice di cere presso la cattedra di anato- mia dell’Università di Bologna. La fama sua e delle sue cere anatomiche si sparge in tutta Europa: la Morandi fu chiamata da tutta Europa, a Londra dalla Royal Society, alla corte di Caterina II di Russia ma rifiutò sempre, nonostante le altis- sime offerte economiche. Morì nel 1774 nella sua Bologna e fu sepolta con funerali solenni nella chiesa di San Procolo. Alcune sue bellissime opere sono visibili a Palazzo Poggi, in particolare i manufatti dove ‘spiegava’ con le sue cere il funzionamento degli organi di senso. A lei venne poi attri- buita la scoperta secondo cui il muscolo obliquo inferiore dell’occhio non si arresta all’apofisi nasale, come si riteneva all’epoca, ma termina invece nel sacco lacrimale. ANDREAS VAN WESEL: IL FIAMMINGO CHE FONDÒ LA MODERNA ANATOMIA Nato a Bruxelles il 31 dicembre 1514 da una famiglia con lun- ga tradizione medica già nota presso la corte dell’imperatore Carlo V, in Italia, Andreas van Wesel è più noto come Andrea Vesalio. Studiò filosofia e filologia, imparò latino, greco ed ebraico. Iniziò nel 1530 a studiare medicina presso l’universi- tà di Parigi. Nel tempo in cui fu allievo a Parigi, ebbe modo di notare ed esprimere la sua insoddisfazione sul modo in cui avveniva la dissezione del corpo durante la lezione. A quel tempo a Parigi, gli allievi restavano seduti su panche rialzate rispetto al tavolo settorio su cui un assistente tagliava i cor- pi mentre docenti anatomisti leggevano libri e spiegavano a voce alta. Van Wesel era dell’idea che il corpo umano andas- se studiato da vicino, con precisione, dunque iniziò a procu- rarsi corpi di persone, spesso bambini, che dopo la morte non potevano essere sepolti, finendo in fosse comuni. Sarà però a Padova che van Wesel inizierà la sua carriera. La sua prima lezione pubblica fu un successo, tanto che il Senato di Venezia decise di assegnare al giovane medico la cattedra di anatomia e chirurgia. Durante le le- zioni utilizzava schemi e tavole per accompagnare ogni spiegazione; il De humani corporis fabrica fu la sua più famosa opera, in cui arri- vò a mettere in dubbio le teorie di Galeno sino ad allora mai cri- ticate. Nonostante molte furono le voci a sostegno, altrettante furono le critiche. In particola- re, i suoi oppositori mal giudi- cavano la pratica diretta della dissezione dei corpi umani, ritenendola blasfema. Molti furono i tentativi di scredi- tarlo agli occhi dell’impe- ratore Carlo V, che dovet- te chiedere il parere dei teologi dell’Università di Salamanca sulla tollerabilità delle dissezioni: questi diedero il loro assenso, ritenendo che esse fossero utili e lecite. Conti- nuò a insegnare e a lavorare alla corte anche dopo che l’im- peratore ebbe abdicato. Decise di partire per la Terra Santa per motivazioni mai chiarite, ma si ammalò e non fece mai più ritorno in patria.

LAMEDICINA com’era...

18 | Notiziario | Settembre 2018 Sono purtroppo sempre in crescita i dati delle aggressioni ai medici come dimostrano i dati Anaao - Assomed: più del 65% dei medici ospedalieri ha subito un’aggressione; percentuale che sale all’80% tra i medici del territorio. Di fronte a questi dati, mentre gli Ordini provinciali mettono in campo diverse iniziative di sensibilizzazione e contra- sto, la Fnomceo punta a interventi strutturali, partendo dal decoro degli ambienti, come deterrente alla violenza, e a un cambiamento culturale che ridisegni la figura del me- dico e del suo rapporto con il paziente. L’Omceo di Bari ha chiesto alla Regione Puglia la chiusura immediata delle sedi di guardia medica che non garantiscano condizioni di sicurezza, mentre in Parlamento approda una proposta di legge che equipara l’aggressione al medico alla violenza ai danni di un pubblico ufficiale, prevedendo pertanto pene più severe.

GUERRA IN CORSIA S TORIA DI COPERTIN A NOTIZIARIO | Numero 2/2018 Rivista dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Bari Registrata al Tribunale di Bari n. 50 del 7/8/1976 Anno 2018 - Num. 2 Direttore Responsabile Filippo Anelli Direzione Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Bari 70126 Bari - Via Capruzzi, 184 Tel. 080-5566855 - 080-5575512 080-5426521 - 080-5560212 Fax 080-5427063 info@omceo.bari.it - www.omceo.bari.it Responsabile di Redazione Filippo Anelli Comitato di Redazione Filippo Anelli, Franco Lavalle, Alessandro Nisio, Nicola Achille, Giuseppe D’Auria Consiglio dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Bari Anelli Filippo, Presidente Lavalle Franco, Vice-Presidente D’auria Giuseppe, Segretario Achille Nicola, Tesoriere Amendola Antonio, Consigliere De Fazio Michele, Consigliere Bufano Gaetano, Consigliere Scalera Pietro, Consigliere Russo Roberto, Consigliere Liguori Patrizia, Consigliere Ciracì Giuseppe, Consigliere Iannuzziello Donato Rosario, Consigliere Grasso Giuseppina, Consigliere Schavone Salvatore, Consigliere Stellacci Giandomenico, Consigliere Ladisa Roberta, Consigliere Collegio dei Revisori dei Conti Di Bari Sebastiano, Presidente Guerra Rocco, Revisore Maurogiovanni Giovanni, Revisore Monteduro Mariantonietta, Rev.supplente Commissione Odontoiatri Nisio Alessandro, Presidente Achille Nicola, Componente Cirulli Nunzio, Componente Guerra Belinda, Componente Nuzzolese Emilio, Componente Redazione e pubblicità Kibrit & Calce Progetto grafico ed editoriale Kibrit & Calce Stampa Sedit Srl Spedizione in abbonamento postale 10.000 copie inviate Associato all’USPI Unione Stampa Periodica Italiana Contributi fotografici Rocco De Benedictis, Banca Immagine Hanno collaborato: Filippo Anelli, Franco Lavalle, Maurizio Benato, Roberta Franceschetti, Mariantonietta Monteduro, Caterina Rotunno, Giuseppe D’Auria, Ombretta Silecchia, Alessandro Nisio, Nunzio Cirulli, Nicola Achille, Nicola Esposito, Emilio Nuzzolese, Pietro Schino, Angela Lomoro, Giancarlo Tricarico

Settembre 2018 | Notiziario | 19 Le Province autonome di Trento e Bolzano, seguite da Toscana, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Veneto sono le Regioni italiane dove il Servizio sanitario regionale registra le migliori performance. Sicilia, Molise, Puglia, Basilicata, Campania, Calabria sono nell’area “critica”. In coda la Sardegna. E’ quanto emerge dal rapporto “Una misura di Performance dei Servizi Sanitari Regionali” del Centro Studi Crea Sanità dell’Università di Roma Tor Vergata, presentato a luglio. Resta un forte gap Nord-Sud.

52. Guardia: un medico a cui chiedere tutto di Roberta Franceschetti 54. Le donne vittime di stalking e stereotipi di Roberta Franceschetti SPAZIO ODONTOIATRIA 58. No a violenze, fakenews e prestanomismo. La nuova battaglia dell’odontoiatria di Alessandro Nisio 60. Assistente di studio odontoiatrico: terminato l’iter per il recepimento del profilo professionale di Nunzio Cirulli 62. Odontoiatria legale: si lavora per un albo separato di periti e consulenti tecnici di Nicola Achille 64. A Molfetta l’odontoiatra ha tariffe agevolate per chi è in difficoltà economica di Nicola Esposito 66. Minori maltratti e vittime di violenza: anche l’odontoiatria può fare la sua parte di Emilio Nuzzolese 36. Violenza contro gli operatori sanitari: un questionario per misurarla di Mariantonietta Monteduro 38. Sicurezza: l’Ordine chiede l’immediata chiusura delle sedi non idonee a cura della Redazione 40. Medici della notte: su Facebook il gruppo che combatte le aggressioni contro i camici bianchi di Caterina Rotunno 45. Scene di ordinaria follia: i numeri nel sondaggio Anaao-Assomed di Giuseppe D’Auria 48. Racconti di paura e abbandono, dal“Libro bianco della Continuità assistenziale” di Ombretta Silecchia EDITORIALE 3. Verso gli Stati Generali della Professione medica di Filippo Anelli PROFESSIONE 13. Benvenuti nel 2018, quando la sanità Pubblica galleggia In un mare di problemi di Franco Lavalle 17. LA MEDICINA COM’ERA 20. ULTIME DALL’OMCeO 24. AMARCORD di Matteo Gelardi 28. PROFESSIONE MEDICINA di Maurizio Benato 30. NOTIZIE DALLA FNOMCeO 32. NOTIZIE IN PILLOLE DOSSIER VIOLENZA 33. Stop alle aggressioni a cura della Redazione 68. Notizie dal territorio / Agenda Corsi ETICA & DEONTOLOGIA 69. La Scuola di Etica Pubblica guarda alla salute e alle sue sfida di Franco Lavalle FORMAZIONE 69. Formazione ECM e rivalidazione delle competenze di Franco Lavalle FAKE NEWS 74. Una bufala ci seppellirà? a cura della Redazione FAKE NEWS 80. Il ruolo dei medici nella battaglia contro il fenomeno delle bufale a cura della Redazione FOTORACCONTO 82. Cosa non vorresti mai dimenticare di Pietro Schino MEDICINA IN TV 90. The “Good Doctor”: il medical drama porta in tv l’autismo, contro i pregiudizi di Angela Lomoro 92. ARTE & MEDICINA 94. NOTIZIE DAL MONDO 97. NOTIZIE DALL ’AIFA a cura di Giancarlo Tricarico 98. THERE’S AN APP FOR THAT!

SOMMARIO IN EVIDENZA 48 54

20 | Notiziario | Settembre 2018 EMERGENZA: INUTILE CREARE UN’ALTRA STRUTTURA La creazione di un’agenzia regionale dedicata all’emergenza, con 4mila dipendenti e il relativo personale amministrativo, rischia di appesantire la Sanità pugliese, che invece ha bisogno di strutture snelle e flessibili. La nascita di pesanti strutture di staff potrebbero far crescere i costi proprio in un momento in cui la Sanità pugliese ha bisogno di risorse. Il modello pugliese attuale dei Sistemi 118 provinciali si è dimostrato efficiente ed efficace, sia dal punto di vista clinico che organizzativo, anche a confronto con le altre realtà nazionali: secondo i dati forniti dalle società scientifiche di settore, il tempo medio di arrivo sulla scena per codici rossi e gialli, in area urbana ed extraurbana, è di 16 minuti e 8 secondi, tra i più veloci in Italia; oltre l’80% dei pazienti in codice rosso viene assistito da equipaggi sanitari aventi a bordo medico ed infermiere, ossia in grado di effettuare diagnosi e terapia potenzialmente salvavita, dato di assoluto rilievo qualitativo a livello nazionale ed internazionale; proprio grazie all’elevato indice di medicalizzazione e di infermierizzazione degli equipaggi di soccorso, il 30% di tutti i pazienti viene visitato, trattato e lasciato a domicilio, evitando accessi inappropriati al Pronto Soccorso. Conl’agenziaregionalelagovernance del sistema dell’emergenza passerebbe nuovamente alla politica, implementando quindi un modello di sanità in cui per l’ennesima volta si marginalizzano medici e operatori sanitari, proprio chi può applicare un governo sanitario del sistema e con le proprie competenze e la propria esperienza può garantire al meglio la salute dei cittadini.

“Nella nostra regione il sistema del 118 funziona.” - commenta Filippo Anelli, Presidente dell’Ordine dei medici di Bari, in risposta ad alcune dichiarazioni dei vertici della Sanità regionale - “Definire il 118 pugliese ‘delirante’ è mortificante nei confronti dei colleghi medici che quotidianamente mettono a rischio la propria incolumità su strada per salvare vite umane. A loro va la mia solidarietà e il mio ringraziamento, come Presidente dell’Ordine dei medici, per l’impegno che profondono nel proprio lavoro. Invito il Presidente Emiliano, come Assessore alla Salute, a fare altrettanto, perché mai come in questo momento i medici che si trovano in prima linea hanno bisogno di sostegno”.

CPT: POTENZIARE L’ASSISTENZA PRIMARIA ABBASSA LA MORTALITÀ “Mi auguro che l’ottima notizia dell’apertura del CPT di Casamassima sia l’avvio da parte della Regione di un potenziamento della rete di assistenza primaria” - ha commentato così il 4 luglio scorso Filippo Anelli, Presidente dell’Ordine dei Medici di Bari, l’apertura della nuova Casa della ULTIME DALL’OMCeO

Settembre 2018 | Notiziario | 21 Salute di Casamassima - “Secondo il British Medical Journal il rapporto continuativo con il proprio medico è capace di incidere positivamente sul tasso di mortalità. Si investono milioni di euro in farmaci per ridurre di qualche punto la mortalità. Investire nei professionisti è sicuramente efficace e migliora il gradimento dei cittadini. La presenza dei medici di medicina generale h12 nei CPT del territorio va in questa direzione e permette di migliorare l’offerta per il cittadino perché rinforza il rapporto medico paziente”.

Secondo il Rapporto MEV sono quasi 90 mila i decessi all’anno dovuti alla mancanza di prevenzione primaria, quella, cioè, basata su interventi mirati a evitare a monte l’insorgenza di una malattia, per esempio a partire dall’adozione di corretti stili di vita. Inoltre, i dati diffusi dal MEV sottolineano come l’assistenza sanitaria primaria abbia un ruolo chiave nella riduzione delle disuguaglianze di salute tra nord e sud del paese e nella promozione e la tutela della salute degli individui. “L’assistenza primaria rappresenta il cardine di un’organizzazione che intende garantire elevati livelli di equità” - aggiunge Anelli - “consente, infatti, a tutti i cittadini di accedere gratuitamente ai programmi di prevenzione primaria e relativi all’adozione di corretti stili di vita. Il medico di famiglia deve tornare ad essere referente primario per il cittadino. In questo quadro, la carenza di medici di medicina generale – di cui si prevede una drammatica riduzione nel prossimo futuro – rappresenta la maggiore fonte di preoccupazione per un ulteriore accrescimento delle disuguaglianze nel nostro Paese e per rispondere adeguatamente ai bisogni di salute dei cittadini”. Il Rapporto CREA reso noto ieri fotografa infatti un perdurante e forte gap Nord-Sud a livello di Sanità tra le diverse regioni italiane. Nelle performance sanitarie la Puglia rimane nell’area “critica” insieme a Sicilia, Molise, Basilicata, Campania e Calabria.

ADELFIA: ENNESIMO EPISODIO DI VIOLENZA Ennesima violenza il 24 giugno in una sede di continuità assistenziale. È avvenuta presso la Guardia Medica di Adelfia (Bari) dove un paziente psichiatrico si è presentato in ambulatorio brandendo un coltello e dando in escandescenze. La sede non ha vie di fuga ed era stata già segnalata come non sicura a dicembre 2017. In questa contesto drammatico, c’è però un ulteriore aspetto allarmante. Il medico era riuscito ad attivare il pulsante collegato alla vigilanza - uno dei sistemi che dovrebbero tutelare la sicurezza del personale nei presidi di continuità assistenziale - che è arrivata sul posto ben 30 minuti dopo la chiamata, quando ormai la crisi si era risolta.

L’episodio presenta inquietanti punti di contatto con quello che portò alla morte la psichiatra Paola Labriola: un medico di guardia da solo, una sede già denunciata come insicura, un paziente che riesce ad entrare in ambulatorio con un’arma da taglio. In questo caso, fortunatamente, non si è arrivati al dramma perché il paziente ha rivolto l’arma contro se stesso e perché la dottoressa è riuscita a tranquillizzarlo, limitando le ferite che si è auto inflitto. Ma quanto accaduto ad Adelfia ribadisce, se mai ce ne fosse stato bisogno, che le sedi di continuità assistenziale della provincia di Bari sono insicure sia per i medici che per i cittadini. Questa volta la vittima è stato infatti un paziente. Il fatto che le lesioni siano state auto inflitte e che la dottoressa se la sia cavata con uno shock non rendono l’episodio meno grave. Di fronte al ripetersi di aggressioni e alla situazione di totale abbandono di alcuni presidi, l’Ordine dei medici aveva chiesto la chiusura delle sedi di guardia medica non a norma. Ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna risposta. “Dopo il caso di Adelfia, chiediamo alle autorità competenti di individuare eventuali responsabilità di questo ennesimo episodio di violenza. Lo facciamo in quanto enti sussidiari

22 | Notiziario | Settembre 2018 dello Stato cui la legge affida la tutela della professione e quella della salute pubblica.” - dice Filippo Anelli, Presidente dell’Ordine dei medici di Bari - “Chiediamo inoltre al Prefetto di convocare il Comitato per l’ordine e la sicurezza per effettuare una verifica dei sistemi di sicurezza e dei modelli organizzativi della continuità assistenziale. Oggi per un puro caso fortuito quanto accaduto ad Adelfia non è sfociato in una tragedia. I vertici regionali devono rendersi conto che non c’è più tempo da perdere e che bisogna adottare soluzioni per evitare che i medici si trovino di guardia da soli in sedi non messe in sicurezza. I medici della notte non possono sfidare la sorte ogni volta che vanno al lavoro”. LISTE DI ATTESA: LA SOLUZIONE NEL MODELLO CARE PUGLIA 3.0 Il problema delle liste di attesa ha un’origine di sistema, legata all’invec- chiamento della popolazione e alla maggiore incidenza delle malattie croniche, che non può essere risolta con soluzioni rabberciate. Occorre un ripensamento complessivo del si- stema sanitario dal punto di vista or- ganizzativo e di approccio al pazien- te che riesca da un lato a prevenire l’incidenza delle malattie, dall’altra a garantire a tutti la presa in carico e l’accesso ai percorsi terapeutici. A queste esigenze risponde il pro- getto Care Puglia 3.0, un modello assistenziale di gestione dei percorsi diagnostici e di presa in carico di per- sone con patologie croniche nell’am- bito delle cure primarie, basato sulla centralità del paziente, secondo il Chronic Care Model.

Sta infatti nella cronicità il nodo da sciogliere per risolvere non solo le liste di attesa ma anche una serie di problematiche che affliggono il siste- ma: appropriatezza, sicurezza, pre- venzione e sostenibilità. Il modello prevede una cooperazio- ne tra distretti e medicina generale e tra aziende ospedaliere e MMG, che permetterebbe continuità nell’a- zione di cura delle malattie croniche attraverso la programmazione del percorso e la presa in carico “proat- tiva”, nonché il superamento della frammentarietà dell’azione di cura, con ricadute positive sull’appropria- tezza, sulla prevenzione, sui risultati in termini di salute e quindi sui costi complessivi. Consentirebbe inoltre di avere anche i medici di guardia e del 118 in un’unica struttura, i CPT – Centri Polifunzionali Territoriali, in un contesto quindi di maggiore sicurez- za per cittadini e operatori. Ora che il modello Care Puglia 3.0 è stato messo a punto, è giunto il momento per il governo regionale di passare all’azione e di mettere in pratica scelte che per la salute dei cittadini pugliesi non sono più dila- zionabili. “Apprezzo il lavoro portato avanti nell’ultimo anno dal Commis- sario dell’Ares Giovanni Gorgoni, sul- la scorta delle precedenti sperimen- tazioni Care Puglia, soprattutto per il tentativo di interpretare il Chronic Care Model privilegiando l’assistenza pubblica rispetto al modello lombar- do, marcato da un orientamento al privato convenzionato.

E’ giunto il momento di implementa- re il progetto Care Puglia 3.0 - propo- ne Filippo Anelli, Presidente dell’Or- dine dei medici di Bari - “Il modello pugliese è la via per il superamento delle liste di attesa e per una riorga- nizzazione del sistema sanitario capa- ce di rispondere meglio da un lato ai nuovi bisogni di salute dei cittadini, dall’altro al diritto dei medici di lavo- rare in sicurezza e in condizioni digni- tose.” SANITA’ SENZA MEDICI: LA CORTE CERTIFICA CHE LA SALUTE VIENE PRIMA DELLE FINANZE L’Ordine dei medici di Bari ha espresso “amara soddisfazione” per le sentenze del Tar di Bari (566, 569, 571, 572 del 2018, Seconda Sezione, presidente Adamo) dell’aprile scorso che hanno bocciato le dotazioni organiche delle Asl approvate dalla giunta Vendola tra 2011 e 2012, e nei fatti tuttora vigenti, perché non garantiscono la presenza del numero minimo di medici necessari a coprire i Livelli essenziali di assistenza. In particolare, condivide il principio della sentenza secondo cui il vincolo finanziario «resta un mezzo, non certo il fine delle scelte politico- amministrative della Regione in materia sanitaria». Ancora durante l’ultimo Consiglio nazionale, la Fnomceo ha ribadito che la tutela del diritto alla salute dei cittadini si garantisce se il sistema sanitario persegue obiettivi di salute e non

Settembre 2018 | Notiziario | 23 obiettivi di bilancio, come purtroppo è accaduto negli ultimi anni a causa di un modello aziendalista di gestione della Sanità. Con i risultati che tutti conosciamo: sempre meno medici, sempre più anziani, sempre più ‘sfruttati’. Sino ad arrivare, a breve, al collasso del sistema, che non sarà più in grado di garantire ai cittadini un’assistenza di qualità. “Sembra ormai che siano rimasti solo i giudici, i medici e i cittadini a cre- dere che il fine ultimo della Sanità sia la salute dei cittadini e che i vin- coli di bilancio siano solo un mezzo e non certo un fine del sistema.” - commenta Filippo Anelli, Presidente Fnomceo e Omceo Bari - “Mi ricordo di altri momenti della nostra storia in cui la magistratura ha dovuto svol- gere funzioni di supplenza rispetto alla politica. Quando questo acca- de, è sempre un brutto segnale: è il segnale di un sistema che non solo non funziona, ma che nemmeno è capace di riformarsi”. “La sentenza non fa altro che certificare una verità che è sotto gli occhi di tutti – con- tinua Anelli -: a livello nazionale c’è una drammatica carenza di personale medico che non riesce più a garantire la salute ai cittadini. E allora si può pensare di spostare il personale da una struttura ad un’altra, ma i numeri sono sempre quelli, indipendente- mente dal modello di Sanità che si scelga di attuare. A meno che il mo- dello cui punta la Regione Puglia, insieme a molte altre Regioni, sia una Sanità senza medici”. “Di fronte a questo scenario – aggiunge - per- dura il conflitto tra Stato e Regioni sulle priorità sulle quali investire i fondi vincolati agli obiettivi di piano: il Governo vorrebbe che i 40 milioni di euro disponibili fossero destinati all’aumento delle borse di studio per la formazione dei medici, per suppli- re alle carenze di medici di medicina generale, ma anche di specialisti che si prospettano nei prossimi anni. Le Regioni vorrebbero invece dirottare i fondi verso altre priorità e chiedo- no allo Stato di stanziare dotazioni finanziarie aggiuntive per le borse di studio. E chi fa le spese di que- sto braccio di ferro? I medici e i cit- tadini”. Per questo, la Fnomceo ha deciso di lanciare una campagna di comunicazione sui social per sensi- bilizzare l’opinione pubblica e solle- citare l’azione del Governo rispetto al problema della carenza di medici. “Centenari” - questo il titolo della campagna - ritrae due medici molto anziani accompagnati dall’headline “Sanità Pubblica senza medici entro 10 anni. I medici vanno in pensione senza essere sostituiti. Chiediamo al Governo di agire subito”. IN RICORDO DI RINO CUZZOLA L’Ordine dei medici di Bari ha espres- so il proprio sostegno alla manife- stazione “Donare è vita” organizza- to a maggio dall’Aido e dal Centro regionale trapianti Puglia, anche per ricordare Rino Cuzzola, medico ne- frologo, coordinatore trapianti della Asl Bari, scomparso prematuramente l’anno scorso. “Rino Cuzzola ha dedi- cato con abnegazione la propria vita a diffondere la cultura della donazio- ne e favorire i trapianti d’organo” - ha dichiarato Filippo Anelli, Presidente dell’Ordine dei medici di Bari - “La sua testimonianza professionale e di vita deve spronare tutti i giovani colleghi ad affrontare la medicina tenendo sempre presenti i profondi valori umanistici che ispirano il nostro lavoro.” L’Ordine ricorda l’impegno del collega anche sul fronte della for- mazione dei futuri medici. Cuzzola è stato infatti docente all’interno della Scuola di Medicina Generale di Bari, un ambito su cui l’Ordine di Bari è impegnato da diversi anni e che rap- presenta una buona prassi a livello nazionale.

24 | Notiziario | Settembre 2018 “L’ idea della fotografia, mi è venuta un giorno per caso” - racconta Matteo Gelardi, che il 24 maggio scorso è riuscito a raccogliere un folto gruppo di medici nella vecchia aula di Anatomia del Policlinico, per una foto-ricordo - “Passavo davanti all’aula e ci sono entrato. Era vuota, ma mi ha portato alla mente diversi ricordi, per cui ho pensato di scattarmi una foto e l’ho condivisa in una chat dei medici del Policlinico”. “Per noi studenti di medicina quell’aula tutta in legno era il Parlamento della Scienza. Erano gli anni Settanta, l’esame di Anatomia umana normale era lo scoglio per tutti gli studenti del Biennio di Medicina” - continua Gelardi - “Non esisteva il numero chiuso e la selezione vera avveniva attraverso quell’esame. Erano i tempi in cui all’Università di Bari approdavano grandi nomi da tutta l’Italia. Alla cattedra di anatomia c’era un professore come Rodolfo Amprino, che era stato nel team di Dulbecco e della Montalcini.” Grazie al passaparola sono stati una novantina i medici - di diverse strutture ospedaliere della città o del territorio - che hanno risposto all’appello lanciato dal dottor Gelardi e Amarcord

Settembre 2018 | Notiziario | 25 si sono presentati nell’aula di Anatomia, ora dedicata proprio al professor Amprino, indossando il camice per la foto ricordo. Alcuni di loro sono rientrati nell’Aula di Anatomia dopo 45 anni. Matteo Gelardi, Otorinolaringoiatra e Citologo nasale è nato a Bari nell’ottobre del 1957. Da numerosi anni svolge ricerche scientifiche in campo rino-allergologico. Attualmente ricopre l’incarico di Dirigente di I Livello, Responsabile del Centro di Rinologia, presso la Clinica Otorinolaringoiatrica dell’Azienda Ospedaliera Policlinico di Bari. Divulgatore scientifico e leader del gruppo musicale “Il Complesso di Golgi” composto da medici, è l’ideatore e regista di “Art&Science”, spettacolo scientifico- culturale che dal 2014 va in scena nei più prestigiosi teatri italiani, format risultato vincitore del “Wiki Science Competition 2017”, assegnato dalla “Scuola Normale Superiore” di Pisa.

Foto di Sergio Nuzzo Facoltà di Medicina e Chirurgia - Aula di Anatomia Umana Normale - Università degli Studi di Bari

26 | Notiziario | Settembre 2018 LA MEDICINA IERI, OGGI E DOMANI: CENTOCINQUANTA ANNI DI TRASFORMAZIONI LA PROFESSIONE MEDICA HA CONOSCIUTO UNA GRANDE TRASFORMAZIONE, ATTRAVERSO DATE, EVENTI E TRE FASI STORICHE MOLTO IMPORTANTI. PROFESSIONE Medicina Una professione liberale è costituita da un gruppo di persone che, monopolizzando l’esercizio di un’attività concernente beni sociali ed economici, assume con questa prerogativa alcuni obblighi, vedendo nel contempo ricono- sciuta una particolare posizione sociale. Anco- ra, si fonda su un campo definito di conoscenze formali che costituiscono una disciplina specifi- ca appresa in scuole dedicate. Parafrasando il sociologo Max Weber, le caratteristiche della professione sono pertanto il curriculum formati- vo, la formazione permanente del professioni- sta, l’adesione a un corpus di regole deontolo- giche interne, il privilegio cioè il riconoscimento sociale, l’autorità sul cliente e sulla società, la respon- sabilità gra- duata e correlata alla difficoltà dei compiti. La figura del medico, pur essendo una presenza stabile sin dagli albori in tutte le culture, in quanto responsabile della conservazione della salute e della vita , si è definitivamente laicizzata e ha man mano consolidato il suo status sociale solo a partire dal XIX secolo. L’Ottocento è il se- colo formidabile di questa professionalizzazio- ne. Nella seconda metà di questo secolo, gra- zie ad una crescita straordinaria quantitativa e qualitativa delle conoscenze scientifiche, si con- solida infatti una evoluzione complessa delle forme di divisione del lavoro sanitario in cui possiamo di- stinguere in tre grandi fasi. In una prima fase, all’incirca fino alla prima guerra mondiale, la profes- sione medica sbaraglia la concorrenza dei “ciarlatani” e ac-

Settembre 2018 | Notiziario | 27 a cura di MAURIZIO BENATO Componente Centro studi FNOMCeO benatodr.maurizio@virgilio.it quisisce il controllo della produzione delle atti- vità di cura, provvedendo a fissare i confini nei confronti di due sole professioni “concorrenti”, entrambe provenienti dal passato: i farmacisti, ai quali viene riservata la produzione e la distri- buzione dei farmaci, e le levatrici, nei confronti delle quali il confine viene fissato, formalmente, in base alla distinzione tra parto “fisiologi- co” e parto “patologico”. In questa prima fase si può già cogliere quel- la che è una delle caratteristiche ti- piche delle professioni: l’attività di fissazione dei confini, ossia l’indivi- duazione di una propria “giurisdi- zione” sulla quale rivendicare il mo- nopolio delle competenze. È in questo periodo storico che la leg- ge Crispi - Pagliani del 1888 riserva l’esercizio dell’attività di cura ai lau- reati della Facoltà di Medicina e Chirurgia, processo di riconosci- mento che sarà completato nel 1910 con la Legge istitutiva degli ordini professionali che istituzionalizza la pro- fessione medica. È opinione diffusa che la cre- scita delle conoscenze scientifiche sia stato l’u- nico motore di questo processo, ma se andiamo a esaminare da vicino come si sia formata la giurisdizione della nostra occupazione, emerge con chiarezza che la crescita delle conoscenze scientifiche è stata soltanto una pre-condizione che, unita ad una strategia professionale vin- cente di controllo di tutto il processo produtti- vo, ha permesso ai medici di decidere se, quan- do, come e a chi delegare alcune fasi o alcuni compiti del ciclo produttivo sanita- rio. Con una unica professione al vertice che i sociologi definiscono stato di “dominanza medica“ e le altre professioni in posizione di for- te subordinazione , i medici con- centrano il proprio monopolio sulle fasi della diagnosi e della scelta della terapia. Ne sortisce che an- che per il riconoscimento della effi- cacia delle cure mediche da parte della società, si impone il modello, per così dire, “tradizionale” della figura del medico in grado di eser- citare un potere manifesto sul pa- ziente, modello privo di giustifica- zioni e di sensi di colpa. Sintetizzando il predominio della professione si struttura e si diversi- fica in tre ben distinti ambiti: una supremazia di tipo scientifico, attuata attraverso la difesa del potere di indicare le competenze e le sfere di azione della medicina ed anche delle altre pro- fessioni sanitarie; una dominanza di tipo gerar- chico consolidata dalla impostazione piramida- le della suddivisione del lavoro per la LA LEGGE “CRISPI - PAGLIANI”, 1888, “LEGGE PER LA TUTELA DELLA IGIENE E DELLA SANITÀ PUBBLICA” ISTITUÌ LE FONDAMENTA DEL SISTEMA SANITARIO PUBBLICO E INTRODUSSE LA FIGURA DELL’UFFICIALE SANITARIO.

LA LEGGE 455 DEL 1910, ISTITUISCE L’ORDINE DEI MEDICI E FISSA LE NORME PER GLI ORDINI DEI SANITARI.

28 | Notiziario | Settembre 2018 necessita intrinseca all’esercizio della medicina clinica; ma soprattutto un’egemonia di tipo fun- zionale, basata sulla responsabilità esclusiva del medico nella decisione della diagnosi e della conseguente cura da adottare. Questo potere di dominanza influenza i rapporti non solo con il paziente, ma è la norma anche nei rapporti con le amministrazioni e le forze politiche; i medici forti della loro posizione si arrogano tutte le de- cisioni su quanto fosse necessario ottenere in campo farmacologico, tecnologico ed organiz- zativo per poter svolgere al meglio la loro pro- fessione. La professione medica può così creare un mercato consistente dei servizi professionali mantenendone l’assoluto controllo. Nello stesso tempo si sperimenta un processo di mobilità sociale ascendente attraverso il quale il medico può collocarsi in una posizione di privilegio nella stratificazione sociale. Con la fine della Grande Guerra si conclude questo processo straordina- rio . Nel 1921 i medici italiani ammontano a 29.327; ogni 100mila abitanti si contano 82 me- dici, compresi i dentisti. Quando il Fascismo si consolida come “una forza regolatrice e mode- ratrice del movimento politico sociale del Pae- se”, in difesa del ceto medio e delle professioni liberali in alternativa al massimalismo socialista che proclamava la necessità di “proletarizzarli”, i medici italiani cercano una protezione politica che sarà da subito accordata. Mussolini, in un famoso discorso in Campidoglio, esalta l ’impor- tanza insostituibile dei medici per sostenere la politica igienico-sani- taria del Fascismo na- scente sfruttando il prestigio di cui i sani- tari godono presso la popolazione. Tra gli anni ‘20 e ‘60 del Novecento (seconda fase) la professione provvede a controlla- re gli sviluppi del settore sanitario, in particolare lo sviluppo del mercato (le mutue di derivazione del ventennio) e della divisione del lavoro sani- tario raggiungendo il culmine della parabola occupazionale. Il periodo successivo (terza fase), oggi agli epiloghi, è caratterizzato da una serie di importanti trasformazioni nei rapporti di forza tra i vari attori della filiera della cura e la società in generale, per cui si assiste ad un declino sempre più veloce di immagine e ad un profon- do malessere della professione medica. Una vera e propria questione medica si sta oggi im- ponendo all’opinione pubblica. Citando sem- pre Max Weber, letto in chiave marxiana, quan- do una categoria occupazionale è privata del controllo su determinate prerogative relative alla organizzazione, al contenuto e ai fondamen- ti della propria attività lavorativa, il processo at- tuato è definito burocratizzazione, che in que- sto specifico caso è lo stadio finale verso cui i La storia professionale oggi registra una sudditanza (stewardship) che influenza non solo i rapporti con il paziente, ma anche i rapporti con le amministrazioni e le forze politiche. I sistemi sanitari (in Italia 21), fino a qualche decennio fa dominati dalla logica professionale, sono oggi investiti dalla diffusione di due logiche nuove ed estranee: la logica manageriale, che introduce nei meccanismi decisionali, ai vari livelli, criteri di efficienza economica e la logica consumerista, che tende a rafforzare il potere decisionale del paziente/cliente/consumatore.

Settembre 2018 | Notiziario | 29 medici si stanno movendo. Le con- seguenze di questo processo di burocratizzazione sono del tutto evi- denti: l’unicità della persona e ogni ele- mento di personalizzazione è rimosso nella rela- zione medico paziente a favore di una oggettivazione del paziente per consentire una standardizzazione delle procedure e di conse- guenza un aumento della produttività (medici- na amministrata); la burocratizzazione dei servizi sanitari esercita una pressione crescente a favo- re della produttività del medico che viene misu- rato in maniera spuria come numero di pazienti che il singolo medico è in grado di processare in un dato periodo di tempo. Inoltre, la medici- na acquisisce solo efficienza a scapito dell’ef- ficacia , un rendimento di tipo produttivo che consente di realizzare un profitto per l’organiz- zazione sanitaria. La dequalificazione di una parte del lavoro del medico assegnato a costi minori a professioni sanitarie (task shifting ) un tempo chiamate ancillari in quanto subordinate al medico e oggi in grado di rivendicare una propria specifica autonomia. Infine, la crescen- te impossibilità di svolgere la professione in forma singola a causa di una mole di lavoro bu- rocratico incombente, dei costi delle nuove tecnologie sanitarie e dei rischi di malpractice. La storia professionale oggi registra una suddi- tanza (stewardship ) che influenza non solo i rap- porti con il paziente, ma anche i rapporti con le amministrazioni e le forze politiche. I sistemi sanitari (in Italia 21), fino a qualche decennio fa dominati dalla logica professionale, sono oggi investiti dalla diffusione di due logiche nuove ed estra- nee: la logi- ca manageriale, che introduce nei mec- canismi decisionali, ai vari li- velli, criteri di efficienza economica e la logica consumerista, che tende a rafforzare il potere decisionale del paziente/cliente/con- sumatore. Ad essere scalfito, dunque, non è il potere della professione medica che ripetiamo è solo un ricordo del passato, ma il concetto stesso tradizionale di autonomia del da sem- pre abituato ad auto-regolarsi e ad auto-valu- tarsi attraverso i codici deontologici e il control- lo dei pari, dove i valori della professione rischiano di essere vanificati da un vero e pro- prio attacco alla logica professionale . PROFESSIONE Medicina

30 | Notiziario | Settembre 2018 di cura, si fanno interpreti e portatori delle istanze di salute. Da qui il ruolo politico e sociale di collanti della democrazia”. Così il presidente Fnomceo, Filippo Anelli, ha affermato al termine dell’incontro, avvenuto a il 9 luglio a Bari, con An- tonio Decaro, sindaco della città e presidente di Anci, l’as- sociazione dei Comuni italiani. “I medici hanno contribuito e continuano a contribuire in modo determinante al progresso scientifico, culturale e democratico della nostra società – ha continuato Anelli -. Un contributo che viene garantito grazie all’autonomia e all’indipendenza dal potere costituito di cui la medicina, come altre professioni, può godere e solo grazie al quale può tutelare diritti fondamentali dei cittadini ricono- sciuti dalla Carta Costituzionale.

Al medico viene implicitamente riconosciuto dalla Costituzio- ne un ruolo di tutela di un diritto universale, quello alla salute dell’individuo e della collettività. La professione si distingue per il contributo alla stabilità del sistema democratico: la capacità di garantire grazie alla pro- pria autonomia quei servizi definiti essenziali per la nostra so- cietà conferisce ai professionisti, corpi intermedi della nostra organizzazione sociale, un ruolo politico in virtù delle proprie capacità organizzative e gestionali capaci di soddisfare i biso- gni della società. Il medico diventa protagonista, autonomo e responsabile, di un servizio pubblico capace di interloqui- re con la pubblica amministrazione nell’attuazione di principi costituzionalmente previsti”. Per avviare e proseguire questo dialogo, anche Anci entra, insieme a Fnomceo, nel percorso CABINA DI REGIA PER L’ODONTOIATRIA Sinergia, concordia, condivisione: queste le parole d’ordine dell’incontro che il 12 luglio scorso, a Roma presso la sede della Fnomceo, ha visto l’insediamento della Cabina di Regia dell’Odontoiatria. Per la prima volta nella storia si sono infat- ti riuniti la Commissione Albo Odontoiatri nazionale al gran completo, i coordinatori delle quattro Aree Tematiche dell’O- dontoiatria (‘Cultura’, ‘Politica’, ‘Relazioni esterne’ e ‘Deon- tologia, Comunicazione, organizzazione’), e gli interi Consigli direttivi di Andi (Associazione nazionale dentisti italiani) ed Aio (Associazione italiana odontoiatri), le due principali sigle sindacali della professione. In rappresentanza dell’Enpam, la cassa di previdenza, era presente il vicepresidente vicario Giampiero Malagnino. “L’incontro si è svolto in clima di cor- dialità e di fattiva collaborazione – afferma Raffaele Iandolo, presidente della Commissione Albo Odontoiatri nazionale – e ha delineato le linee programmatiche della Professione per i prossimi anni, ciascuno nell’ambito del proprio ruolo e delle proprie prerogative”. Molti e importanti, infatti, i punti all’Or- dine del giorno: dalla politica estera alla pubblicità sanitaria, dall’elaborazio- ne di progetti di legge alla dire- zione sanitaria degli ambulatori, dall’esercizio in for- ma societaria alle problematiche fiscali, sino ad arrivare al profilo e formazio- ne della nuova figura dell’Aso, l’as- sistente alla poltrona odontoiatrica. ANCHE I COMUNI VERSO GLI STATI GENERALI DELLA PROFESSIONE MEDICA I Comuni sono le istituzioni più prossime ai cittadini, quel- le che la stessa Costituzione riconosce come le più idonee a interpretarne le necessità e le esigenze, a comprenderne le istanze sociali e a definire le risposte più adeguate. I medici, e in generale i professionisti della sanità, sono il terminale del Servizio sanitario nazionale. Sono gli attori che, nella relazione FNOMCeO Notizie dalla

Settembre 2018 | Notiziario | 31 a cura di UFFICIO STAMPA FNOMCEO legge nella lettera - che appare urgente la completa rimodu- lazione della vigente disciplina che regolamenta il rapporto dei medici fiscali, attraverso la ridefinizione, secondo criteri che ne garantiscano la stabilità, della natura giuridica del rap- porto di collaborazione in essere dei medici iscritti nelle liste speciali costituite dall’INPS e specificatamente l’instaurazione di un rapporto di lavoro di tipo convenzionale con stabilità di incarico tra INPS ed i medici iscritti nelle liste speciali e con tutele pari a quelle presenti in tutte le convenzioni del SSN”. Ancora più drammatica è la situazione dei Medici Conven- zionati esterni, che collaborano cioè con l’Inps, nel contesto dei Centri medico legali, svolgendo una delicata funzione di accertamento del welfare sociale. A loro sono deputate tutte le delicate funzioni istituzionali medico legali INPS, come ad esempio gli accertamenti e la validazione dei verbali delle commissioni Asl per le pensioni di invalidità e il contenzioso giudiziario in ambito sanitario. Un esercito di circa 900 medi- ci, assunti da circa dieci anni, con contratti libero profes- sionali, nell’ambito di rapporti di sostanziale collaborazione coordinata e continuativa con evidenti profili di subordina- zione, per un plafond di 25 ore settimanali, con stipendi mo- desti (circa 17 euro all’ora netti) e con strettissimi vincoli di incompatibilità e di esclusiva. Non hanno ferie, malattia, ma- ternità, nessuna garanzia per il futuro. Ma, analogamente ai medici della dipendenza, lavorano nei locali e nelle strutture dell’ente, sono sottoposti a marcatempo e a turni di servizio predefinito.

che condurrà agli Stati Generali: Antonio Decaro ha accettato l’invito a partecipare all’evento che, a novembre, celebrerà i 40 anni del Servizio Sanitario Nazionale e agli incontri prepa- ratori degli Stati Generali veri e propri. Tra i punti da perse- guire in maniera sinergica, il contrasto alla violenza dilagante verso gli operatori della Sanità, la sicurezza delle strutture sa- nitarie, l’abbattimento delle disuguaglianze tra Nord e Sud, tra Centro e Periferia. In veste di Sindaco di Bari, Decaro si è impegnato a mettere a disposizione le Sale del Comune in occasione della Giornata contro la violenza, dedicata a Paola Labriola, che si svolgerà il 13 settembre e alla quale quest’an- no è stata invitata il Ministro della Salute Giulia Grillo. INPS, LA FNOMCEO SCRIVE AI MINISTRI: “STABILIZZARE I MEDICI FISCALI E I MEDICI CONVENZIONATI ESTERNI Stipulare in tempi brevi l’Accordo Collettivo nazionale per disciplinare il rapporto di lavoro tra l’INPS e i medici fiscali, e stabilizzare i medici convenzionati esterni che collaborano con l’Istituto, svolgendo tutti gli adempimenti medico lega- li in ambito assistenziale e previdenziale di competenza dei Centri medico legali. Sono i due appelli che la Fnomceo ha presentato con una lettera al Vicepresidente del Consiglio e Ministro dello sviluppo economico e del lavoro e delle politi- che sociali Luigi Di Maio, al Ministro della Salute Giulia Grillo e a quello della Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno. La questione dei medici fiscali è aperta da tempo. Dal 1° set- tembre 2017 ha preso il via il Polo unico per le Visite Mediche di Controllo, che attribuisce all’INPS la competenza esclusiva ad effettuare visite fiscali, sia su richiesta dei datori di lavoro (pubblici e privati), sia d’ufficio. Questa innovazione avreb- be dovuto portare con sé, secondo quanto previsto anche dall’atto d’indirizzo del 2 agosto 2017, una completa rimodu- lazione della disciplina che regolamenta il rapporto tra l’Inps e i medici fiscali, tramite la stipula, che ad oggi non è avvenuta, di un Accordo Collettivo nazionale.

Si perpetra così la situazione ingiusta che vede i 1200 medici fiscali Inps, dopo oltre 25 anni di attività, ancora privi di una stabilità d’incarico e di quelle tutele presenti in tutte le con- venzioni del Servizio sanitario nazionale. Da qui la richiesta della Fnomceo: “La FNOMCeO rileva – si

32 | Notiziario | Settembre 2018 TROVATA CURA PER TRE MALATTIE AUTOINFIAMMATORIE Un nuovo farmaco efficace per 3 ma- lattie autoinfiammatorie, un gruppo di malattie rare recentemente sco- perte e caratterizzate da episodi ricorrenti di febbre e di infiamma- zione è stato individuato. La sua ef- ficacia è stata valutata all’interno di una sperimentazione clinica a livello mondiale coordinata dai medici del- la Reumatologia dell’Ospedale Pe- diatrico Bambino Gesù di Roma. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica The New England Journal of Medicine. Le malattie sono la feb- bre mediterranea familiare (FMF) più diffusa e conosciuta nella zona del Mediterraneo, il deficit di mevalona- to chinasi (MKD) e la sindrome pe- riodica associata al recettore 1 del fattore di necrosi tumorale (TRAPS). Dopo la scoperta del ruolo centrale della molecola dell’infiammazione interleuchina 1 è stato avviato il trial per la sperimentazione sulle malat- tie. Con un anticorpo specifico, che agisce bloccando l’attività biologica dell’interleuchina 1, i risultati sono stati efficaci sulle tre malattie. Nel dettaglio con FMF sono passati da una media di 20/25 episodi febbri- li all’anno a 1 e mezzo, quelli con MKD da 15 a 1, i pazienti con TRAPS da 10 a 1.

LASER DI ULTIMA GENERAZIONE PER L’OSPEDALE DELLA MURGIA Con l’acquisto da parte di ASL Bari di un laser di ultima generazione, è stato possibile iniziare ad esegui- re interventi di massima precisione su orecchio, naso, laringe e lingua. Questo permette di effettuare inter- venti chirurgici sempre meno inva- sivi e con risultati eccezionali; con il LaserCO2, e il Laser a diodi, si può intervenire con grande precisione su alcune patologie dell’orecchio e asportare in sicurezza neoplasie a carico del laringe. E’ possibile uti- lizzarlo anche nella chirurgia nasale, linguale e faringea ad esempio in caso di ostruzioni nasali, broncopa- tia e sleep-apnea.

VACCINI NEI BAMBINI: IL SISTEMA IMMUNITARIO NON SUBISCE DANNI La somministrazione di vaccini mul- tipli nei primi 23 mesi del bambino può indebolire il sistema immunita- rio e, dunque, aumentare il rischio di malattie infettive non coperte dalle vaccinazioni? Falso! La risposta arri- va da uno studio statunitense con- dotto dal network Vaccine Safety Datalink. I ricercatori hanno esami- nato 500mila bambini, identifican- done 50mila ricoverati per malattie infettive non coperte dalle vaccina- zioni (in particolare respiratorie e ga- strointestinali) e dimostrando che il rischio di ammalarsi nei primi anni di vita è identico tra bambini vaccinati e non vaccinati.

NOTIZIE IN PILL LE

Settembre 2018 | Notiziario | 33 S ono purtroppo sempre in crescita i dati delle aggressioni ai medici: alcune inda- gini, ancora in corso, messe in atto dall’Anaao - Assomed (Associazione medici e dirigenti del Servizio Sanitario Nazionale) e dalle Sigle sindacali della Medicina del Territorio (Fimmg, Smi e Snami), hanno dimostrato che più del 65% dei medici ospe- dalieri ha subito un’aggressione, fisica (33%) o verbale; percentuale che sale all’80% tra i medici del territorio, in particolare le guardie mediche. Di fronte a questi dati, mentre gli Ordini provinciali mettono in campo diverse iniziative di sensibilizzazione e con- trasto, la Fnomceo punta a interventi strutturali, partendo dal decoro degli ambienti, come deterrente alla violenza, e a un cambiamento culturale che ridisegni la figura del medico e del suo rapporto con il paziente. Federsanità ANCI somministrerà a tutte le Aziende sanitarie e ospedaliere associate un questionario che intende monitorare, a dieci anni dall’emanazione, l’attuazione della raccomandazione del Ministero della Salute n° 8 del novembre 2007, sulla prevenzione degli atti di violenza a danno degli operatori sanitari. Ma anche raccogliere e condividere tutti quegli accorgimenti inno- vativi adottati che possano costituire preziosi suggerimenti per altre Aziende sanitarie al fine di creare un Vademecum agile ed efficace per le direzioni strategiche. Intanto, l’Omceo di Bari ha chiesto alla Regione Puglia la chiusura immediata delle sedi di guardia medica che non garantiscano condizioni di sicurezza, mentre in Parlamento approda una proposta di legge che equipara l’aggressione al medico alla violenza ai danni di un pubblico ufficiale, prevedendo pertanto pene più severe. STOP ALLE AGGRESSIONI DOSSIER VIOLEN ZA

34 | Notiziario | Settembre 2018 Il progetto “Un alpino per ami- co”, che presto verrà esteso su scala nazionale, prevede che gli alpini scortino le guardie mediche per non lasciarle mai sole. Si è insediata una commissio- ne paritetica che vede impegnati professionisti della sicurezza del lavoro, della prevenzione, dell’Azienda sa- nitaria e dell’Or- dine. L’Ordine ha deli- berato a maggio di dotare i medi- ci di continuità assistenziale di localizzatore satellitare e tasto SOS collegato al 118.

L’Ordine dei medici e l’asso- ciazione onlus Fiori d’Acciaio hanno siglato un protocollo d’intesa per rea- lizzare iniziative di contrasto a tutte le violenze subite da medici e professionisti della sanità negli ospedali e nei luoghi emergen- ziali. Un questionario somministrato dalla Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri a tutti i medici italiani, siano essi medici di fa- miglia, ospedalieri, specialisti ambu- latoriali, della continuità assistenziale, per monitorare e avere una visione di insieme del fenomeno della violen- za. Ad annunciarne la messa on line è stato a luglio il presidente della stessa Fnomceo Filippo Anelli, intervenendo, presso la sala Stampa della Camera dei Deputati, a conclusione della conferenza stam- pa di presentazione della proposta di legge che vede come prima firmataria l’on Michela Rostan – oltre alle sottoscrizioni dei parlamentari Federico Conte, Giuseppina Occhionero, Rossel- la Muroni, Paolo Siani, Federico Fornaro e Roberto Speranza – e che mira a equiparare i professio- nisti sanitari, nell’esercizio delle loro funzioni, sempre a pubblici ufficiali. L’obiettivo del provvedi- mento è quello di rendere il reato di aggressione procedibile in ogni caso d’ufficio e non, come è oggi in molte situazioni, su querela di parte.

UN QUESTIONARIO ANONIMO PER MONITORARE IL FENOMENO SICUREZZA: LE INIZIATIVE A LIVELLO LOCALE In attesa di provvedimenti strutturali, sono molte le iniziative che a livello locale cercano di fronteggiare il problema della violenza o di sensibilizzare l’opinione pubblica in merito. PORDENONE SIENA MACERATA PALERMO

Settembre 2018 | Notiziario | 35 LE PROPOSTE PER FERMARE LA VIOLENZA L’Ordine, il primo a istituire un Osservatorio sulla Sicurezza, ha richiesto alla Regione Puglia di chiudere tutte le sedi che non rispettino le nor- mative in mate- ria di sicurezza. È il primo Ordine dei medici a organizzare un corso Ecm per prevenire aggressioni e violenze sul posto di lavoro, dopo che zl’Agenas ha in- serito l’argomen- to tra le temati- che di interesse nazionale. Il sindacato Sna- mi, in risposta agli episodi di violenza ai danni dei colleghi in servizio in varie province del Veneto, ha orga- nizzato un corso di krav maga – un sistema di combattimento ravvicinato e autodifesa di ori- gine israeliana. Alla USL 4 di San Donà di Piave a maggio si è avviata una sperimentazione che prevede che medici e infer- mieri portino al collo un fischietto, utile a scorag- giare eventuali pazienti aggressivi. A LEZIONE DI SICUREZZA, CONTRO LE AGGRESSIONI La gestione delle situazioni che generano violenza nei confronti degli operatori sanitari è stata inclusa tra le tematiche di interesse naziona- le del sistema Ecm. Si potranno organizzare corsi accreditati sulla gestione del rischio, a tutti i livelli, dall’epidemiologia del fenomeno, alla prevenzione del rischio secondo i sistemi di risk ma- nagement, alle tecniche psicologiche per disinnescare l’aggressività e mettersi in salvo.

La FNOMCeO e i sindacati medici hanno portato all’attenzione dell’Osservatorio sulla sicurezza istituito presso il Ministero della Salute una serie di proposte sul tema della violenza contro gli operatori sanitari: • L’emanazione di disposizioni sulle buone pratiche per i Direttori Generali delle aziende e degli enti del servizio Sanitario Nazionale: non lasciare i medici da soli nei presidi di Guardia medica, prevedere accompagnatori nelle visite a domicilio, formare gli operatori a prevedere e disinnescare un’escalation di violenza.

• La revisione delle raccomandazioni ministeriali sulla sicurezza degli operatori sanitari, che risalgono ormai al 2007 e che non sono mai state pienamente applicate. • Lo sfruttamento delle previsioni legislative della Legge Gelli sul risk management per fare in modo che raccomandazioni e disposizioni siano uniformemente applicate. • L’istituzione di una Commissione parlamentare sulla violenza contro gli operatori sanitari, da cui scaturisca una proposta di Legge per equiparare il reato, in tutti i casi, a quello di violenza a pubblico ufficiale, rendendolo sempre perseguibile d’ufficio e non su querela di parte.

• Una comunicazione efficace verso la popolazione, tramite spot della Pubblicità Progresso, per far comprendere che ‘chi aggredisce un medico aggredisce se stesso’. BARI UDINE BELLUNO SAN DONÀ DI PIAVE

36 | Notiziario | Settembre 2018 VIOLENZA CONTRO GLI OPERATORI SANITARI: UN QUESTIONARIO PER MISURARLA Fnomceo vuole schedare e calcolare le aggressioni subite da medici e infermieri attraverso un questionario, elaborato con Alberto Firenze, Presidente dell’Associazione scientifica Hospital & Clinical Risk Managers. Sarà inviato per email e gli interessati potranno compilarlo in forma anonima. DOSSIER VIOLENZA G li operatori sanitari sono tra le cate- gorie più esposte al fenomeno ag- gressioni sui luoghi di lavoro, vengo- no in contatto giornalmente con persone che vivono forte stress e tensione a causa della malattia propria o di un familiare. In particolare sono a rischio coloro che lavo- rano presso servizi di emergenza-urgenza, le strutture psichiatriche ospedaliere e terri- toriali, i servizi di geriatria e di continuità as- sistenziale. La violenza subita può avere ri- percussioni sul benessere fisico e psicologico degli operatori sanitari stessi e influire negati- vamente sulle loro prestazioni e dunque sulla qualità dell’assistenza. La violenza subita può essere di tipo fisico, definita dall’OMS come uso intenzionale della forza fisica o del potere, con conseguenti lesioni, morte, danni psico- logici e di tipo psicologico ove si fa general- mente rifermento all’abuso verbale, al bulli- smo, alle molestie sessuali ed a quelle razziali. Gli atti di violenza a danno degli operatori sanitari sono considerati eventi sentinella per situazioni a rischio e richiedono l’adozione di opportune misure di prevenzione e protezio- ne dei lavoratori, previste dalla raccomanda- zione n. 8 del 2007 del Ministero della Salute. In Italia, come previsto dall’art. 28 del D.Lgs 81/08, ciascuna struttura sanitaria dovrebbe elaborare ed implementare un programma di prevenzione della violenza con particolare riguardo all’analisi dei luoghi di lavoro per in- dividuare i fattori di rischio, all’attuazione di soluzioni di tipo logistico-organizzative o tec- nologiche e l’addestramento e la formazione del personale. Per poter mettere in atto que- ste azioni occorre avere un quadro epidemio- logico preciso del fenomeno violenza, in con- tinua crescita. A tal fine lo strumento utilizzato sarà un Questionario, analogo a quello realiz- zato dal WHO, il “Workplace Violence in the health sector country case studies research instruments survey questionnaire” (WVHS). La versione italiana del questionario è stata di MARIANTONIETTA MONTEDURO Mariantonietta Monteduro Dirigente Medico radiologo presso la U.O. di Radiodiagnostica Universitaria del Policlinico di Bari ma.monteduro@gmail.com

Settembre 2018 | Notiziario | 37 va- lidata (La Torre et al., Clin Ter 2017) e ha lo scopo di identificare e valutare l’incidenza dei livelli di violenza tra il personale sanitario, sulla base delle re- lazioni intersoggettive e delle vessazioni in- dividuali, oltre a stimare, attraverso quesiti mirati espressamente ad opinioni persona- li, la costrittività dei modelli organizzativi. Il Questionario ha principalmente tre propositi: identificazione dei livelli di violenza, i fattori esacerbanti e adozioni di strategie di conteni- mento basate su opinioni personali degli esa- minandi. La modalità di somministrazione del questionario utilizzata è l’autocompilazione digitalizzata, con lo scopo di coinvolgere l’in- tervistato in un rapporto meno confidenziale e più discrezionale, poiché i quesiti proposti affrontano anche temi riservati e delicati, quali “le molestie sessuali”. Il questionario, elaborato insie- me al Presidente dell’Associazione scientifi- ca Hospital & Clinical Risk Managers, Alberto Firenze, sarà anonimo e potrà essere compi- lato online; verrà inviato tramite mail a tutti gli iscritti dei vari Ordini dei Medici e agli iscritti degli Ordini delle altre professioni sanitarie che ne condividano l’utilità. L’iniziativa, avvia- ta a luglio, è stata condivisa dal Tavolo Per- manente tra Fnomceo e i Sindacati medici. Le azioni di miglioramento nella comunicazione e nel coinvolgimento dei processi decisionali degli operatori sanitari da parte della leader- ship potrebbero essere un buon inizio per l’attuazione di iniziative mirate alla prevenzio- ne del fenomeno violenza e al miglioramen- to della sicurezza nei luoghi di lavoro. L’OMS ha calcolato che circa il 50% del personale sanitario in un anno ha subito almeno un attacco fisico o verbale. Solo il 20-30% di questi episodi viene denunciato. La mancata denuncia è dovuta all’assenza di successivi adeguati provvedimenti ed in parte alla paura di perdere il posto di lavoro.

38 | Notiziario | Settembre 2018 DOSSIER VIOLENZA SICUREZZA: L ’ORDINE CHIEDE L’IMMEDIATA CHIUSURA DELLE SEDI NON IDONEE Di fronte al moltiplicarsi degli episodi di violenza ai danni degli operatori sanitari e al perdurare di diffuse condizioni di insicurezza nei luoghi di lavoro, l’Ordine chiede la chiusura immediata delle sedi di continuità assistenziale non idonee e la riorganizzazione del servizio. I mmediata chiusura delle sedi di guardia medica e di continuità assistenziale che ri- sultino non idonee a tutelare la sicurezza di medici e cittadini. È la richiesta formalizzata il 21 maggio scorso dal Consiglio Direttivo dell’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odon- toiatri di Bari, in seguito al susseguirsi di ag- gressioni ai danni degli operatori sanitari e alle dichiarazioni dei direttori generali delle ASL di Bari e Taranto sulla mancata adozione delle idonee misure di sicurezza nelle sedi di continuità assistenziale. È dal 2013, dalla tra- gica uccisione di Paola Labriola, che l’Ordine denuncia le diffuse condizioni di insicurezza in cui i medici sono costretti ad operare. A settembre dello scorso anno i Presidenti de- gli Ordini pugliesi avevano incontrato il Presi- dente Emiliano per discutere di possibili so- luzioni alle drammatiche condizioni di scarsa sicurezza. Il 10 novembre scorso l’intero mon- do sanitario, guidato dagli Ordini e dai sinda- cati, era sceso in piazza a Bari per protestare contro le inaccettabili condizioni di rischio in cui i medici sono costretti a svolgere il proprio servizio.

Su proposta del Presidente Anelli si è costi- tuito a livello nazionale l’Osservatorio perma- nente per la garanzia della sicurezza e per la prevenzione degli episodi di violenza, la cui costituzione è stata annunciata dal Ministro Lorenzin proprio a Bari lo scorso febbraio. Eppure, nulla finora è cambiato nelle sedi in cui operano quotidianamente i medici. “È inaccettabile che strutture pubbliche da anni non ottemperino gli obblighi di legge per garantire la sicurezza di cittadini e operatori - dichiara Filippo Anelli, Presidente dell’Ordine di Bari - “Le Asl si giustificano dicendo di non di REDAZIONE

Settembre 2018 | Notiziario | 39 avere i soldi ed espongono quotidianamente i colleghi al rischio di aggressioni. Ma possia- mo mai accampare motivazioni economico-fi- nanziarie quando si parla di sicurezza? Quan- to vale la vita di un essere umano?”. A questo proposito, a seguito delle dichia- razione del Dg dell’Asl Bari alla trasmissione “Non è l’Arena”, l’Ordine ha inviato una let- tera al Direttore Generale della Asl, Vito Mo- natanaro e ha chiesto al comandante dei Nas di poter accedere al verbale delle ispezioni svolte presso le sedi Asl.

È improrogabile che sia garantita la massima sicurezza ai cittadini ed ai medici con l’imme- diata chiusura delle sedi non idonee e la rior- ganizzazione del servizio stesso con modalità che non espongano i colleghi a condizioni di rischio, senza alcun pregiudizio economico e occupazionale per il personale medico. La mappa visualizza l’interminabile serie di aggressioni avvenute ai danni dei medici dal 1984 al settembre 2017 nelle diverse regioni ita- liane. Gli episodi sono stati censiti dalla Fimmg e pubblicate nel Dos- sier Violenza “Storie di ordinaria follia” a cura dell’esecutivo nazionale Fimmg - Settore Continuità Assistenziale. La mappa evidenzia una par- ticolare incidenza degli episodi di violenza al Sud. Nella pubblicazione si legge: “La storia del Servizio di Continuità Assistenziale è dramma- ticamente costellata da un numero impressionante di atti violenti, tra cui 3 omicidi, commessi da utenti nei confronti dei medici cui si erano rivolti per ricevere assistenza. Il continuo ripetersi di aggressioni e violenze di ogni genere contro i medici di Continuità Assistenziale ha determinato la necessità di studiare in maniera sistematica il problema della sicurezza nell’obiettivo di individuare soluzioni utili a garantire la sicurezza degli operatori. Le ricerche condotte su questo argomen- to dimostrano che le condizioni di rischio non sono tanto determinate dalla gestione di pazienti in stato di alterazione quanto da atti volontari perpetrati da persone “normali” che, grazie alla mancata conoscenza da parte del medico di Continuità Assistenziale dei loro dati personali, si sentono protette dall’anonimato.” LA MAPPA DELLE AGGRESSIONI

40 | Notiziario | Settembre 2018 #IOSTOCONIMED Il gruppo Facebook “Medici della notte” nasce all’indomani della manifestazione contro la violenza e per l’autonomia dei medici, tenutasi a Bari il 10 novembre 2017, e come fratello della chat whats app “Donne di continuità assistenziale”. Nasce dall’esigen- za di fare rete e confrontarsi tra medici del- la notte, in particolare i medici di continuità assistenziale. Iniziato come una realtà locale, in pochi giorni e a macchia d’olio ha raccolto adesioni in tutta Italia.

Il simbolo è un gufo/civetta dottore, lo stesso che ho fatto orgogliosamente sfilare durante il corteo della manifestazione. Come questo vigile e solitario animale della notte, anche i medici della notte nella maggior parte dei casi svolgono la loro attività in completa so- litudine, costretti a guardarsi anche le spalle da soli, vegliano di notte sulla salute dei citta- dini. Il gufo, nelle fiabe e nei cartoni animati, di cui mi fregio di essere cultrice ed esperta, rappresenta il dottore; inoltre, nell’accezio- ne popolare, è considerato un portafortuna. Proprio alla fortuna si affidano i medici della notte per rientrare incolumi a casa dopo un turno di lavoro. Infatti, il tema che sta più a cuore ai medici della notte, oltre alla mancan- za di tutele contrattuali (non è prevista malat- tia, ferie e gravidanza), è proprio quello della sicurezza.

Dalle testimonianze dei colleghi è emerso che da nord a sud, tranne per rarissime eccezioni, le sedi e la tipologia stessa del lavoro non ci fa sentire tutelati mentre svolgiamo il nostro servizio pubblico e prestiamo la nostra opera in luoghi al limite del decoro umano.Ci fregia- MEDICI DELLA NOTTE: SU FACEBOOK IL GRUPPO CHE COMBATTE LE AGGRESSIONI CONTRO I CAMICI BIANCHI Prima una chat su whatsapp, poi il tam tam sui social. I professionisti della Continuità assistenziale richiamano l’attenzione dei media sulle condizioni di pericolo cui sono sottoposti durante le ore di lavoro. La campagna ha un simbolo, un gufo per gli uomini e una civetta per le donne, e un hashtag #iostocoimedicidellanotte. Solidarietà ai colleghi da diversi Ordini. DOSSIER VIOLENZA di CATERINA ROTUNNO Medico di Medicina Generale, Servizio di Continuità Assistenziale chiccarotunno@gmail.com

Settembre 2018 | Notiziario | 41 DICIDELLANOTTE mo, da 40 anni, di essere sistema sanitario na- zionale (SSN), ma questo servizio è organizzato in modo del tutto differente anche nelle modali- tà di accesso ed erogazione, da regione a regio- ne, addirittura da provincia a provincia. Si passa da città come Bari, dove in molte sedi non vi è neanche l’identificativo di chiamata e il medico è completamente solo, sia in ambulatorio che al do- micilio del paziente dove si reca col proprio mezzo, a città come Milano ove esiste il filtro di un doppio cen- tralino ed il medico è sempre in compagnia di volontari che lo scortano anche con un mezzo pubblico in casa del paziente. Nonostante tali paradigmatici esempi, emerge nel gruppo che non si tratta solo di una dicotomia nord/sud, come dimostra il fatto che anche in molte province lombarde la situa- zione non è idilliaca. Tutte queste criticità sono emerse dal confronto nel gruppo dato che svolgendo perlopiù il nostro lavoro in solitudine, non avevamo grandi occasioni di confronto. La presenza in rete ha

42 | Notiziario | Settembre 2018 acceso dei riflet- tori su noi medici della notte e sulle nostre condizioni lavorative. In qualità di amministratrice del gruppo sono stata contattata da varie testate giornalistiche e tv locali e nazionali per rac- contare e condividere le esperienze che noi medici viviamo e le criticità che affrontiamo. A questo si aggiungano l’escalation di episo- di di aggressione e violenza contro i medici, ampiamente documentata dalla presenza continua di notizie sui media, e le vicende in cui io stessa sono stata coinvolta (il riferi- mento è alla storia dello stalker seriale del- le dottoresse di continuità assistenziale del- la provincia di Bari). Inoltre, ha contribuito alla nostra visibilità la mia iniziativa social di sensibilizzazione con cui sono state diffuse in rete foto di medici e cittadini accompagnate da immagini di gufi/civette e dall’hashtag #io- stocoimedicidellanotte. La nostra esposizione mediatica ha permesso in primo luogo di far conoscere ai cittadini, nostri uten- ti, le condizioni in cui siamo costretti a lavora- re, l’essere due facce di una stessa medaglia, uno stesso disagio, vittime di un sistema che non permette a noi operatori di lavorare in serenità e a loro cittadini di fruire di un buon servizio.

Rendere consapevoli i cittadini del fatto che non esista solo la malasanità, ma un eserci- to di professionisti che opera alacremente in condizioni critiche, a rischio della propria inco- lumità e ai limiti della dignità umana, per offri- re un servizio pubblico. Ultimamente osservo uno sguardo più comprensivo e ascolto paro- IN QUESTI ANNI LA CONTINUITÀ ASSISTENZIALE HA FATTO DA PONTE, DA COLLANTE E HA TAMPONATO TUTTE LE FALLE DEL SISTEMA, CONFIGURANDOSI COME L’ULTIMO BALUARDO DEL PEREGRINARE DEI PAZIENTI, A VOLTE COMPRENSIBILMENTE IRRITATI PERCHÉ I LORO PROBLEMI NON ERANO STATI RISOLTI ALTROVE.

#IOSTOCONIMED

Settembre 2018 | Notiziario | 43 le di conforto da parte degli utenti della guar- dia. I riflettori accesi ci hanno permesso anche di essere più visibili nell’ambito della nostra stessa categoria: molti presidenti degli Ordini dei medici si sono pubblicamente esposti in nostra difesa, tra questi, il nostro presidente, dottor Anelli, il dottor Nume dell’Omceo di Taranto, il dottor Scotti, dell’Omceo Napoli, il dottor Leoni, dell’Omceo Venezia. Anche i colleghi ospedalieri, territoriali e del pronto soccorso, che condividono con noi le stesse criticità hanno iniziato a comprendere il nostro precipuo ruolo. Sinora la continuità assisten- ziale è stata vista come una sorta di “Cene- rentola” della medicina; gli stessi professioni- sti del settore le attribuiscono un mero ruolo marginale, confinato solo al disbrigo di prati- che burocratiche, ad esempio la trascrizione di prescrizioni che tra l’altro non rientra proprio nei nostri ruoli, come da ACN.

In questi anni, invece, la continuità assisten- ziale ha fatto da ponte, da collante e ha tam- ponato tutte le falle del sistema, configuran- dosi come l’ultimo baluardo del peregrinare dei pazienti, a volte comprensibilmente irritati perché i loro problemi non erano stati risolti altrove. Anche dal punto di vista del Ministero della Salute sta prendendo piede una nuova consapevolezza, grazie alla nascita dell’Osser- vatorio Nazionale della Violenza contro i me- dici, fortemente voluto dal presidente della Fnomceo e dell’Omceo di Bari, dott. Filippo Anelli. Ancora fallace è, invece, l’intervento di Regioni e Aziende Sanitarie, nonostante siano gli enti preposti alla tutela del nostro lavoro. Confido nel fatto che i nostri gufetti porteran- no fortuna.

Con l’attenzione mediatica rispetto alle ina- dempienze dei dirigenti sanitari e delle Re- gioni, piccoli segnali iniziano a vedersi. Porto l’esempio emblematico della mia ASL. Dopo cinque anni dalla loro installazione, all’indomani dell’omicidio della collega psi- chiatra Labriola, son stati resi attivi i sistemi di telesoccorso nelle sedi di continuità assisten- ziale ed hanno iniziato a girare figure di inge- gneri per verificare le condizioni delle sedi. È un granellino di senape, ma mi auguro che sia l’inizio di una rivoluzione e soprattutto di una rivalutazione del nostro ruolo professionale. L’auspicio è che ci venga restituita quella di- gnità professionale che meritiamo; da parte nostra bisogna fare in modo che i riflettori non si spengano, e dobbiamo essere noi medici della notte per primi a volerlo, a non accon- tentarci, a portare fieri il nostro camice, forti ed orgogliosi di quei “grazie dottore, per for- tuna ci siete voi!” che ci vengono sussurrati di notte dai pazienti.

Noi gufetti e civette dobbiamo continuare a vegliare e a svolazzare silenziosamente, ma efficacemente come abbiamo sempre fatto. COME IL GUFO, VIGILE E SOLITARIO ANIMALE DELLA NOTTE, ANCHE I MEDICI DELLA NOTTE NELLA MAGGIOR PARTE DEI CASI SVOLGONO LA LORO ATTIVITÀ IN COMPLETA SOLITUDINE, COSTRETTI A GUARDARSI ANCHE LE SPALLE DA SOLI, VEGLIANO DI NOTTE SULLA SALUTE DEI CITTADINI. DICIDELLANOTTE

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Settembre 2018 | Notiziario | 45 SCENE DI ORDINARIA FOLLIA: I NUMERI NEL SONDAGGIO ANAAO-ASSOMED DOSSIER VIOLEN ZA L’Associazione Medici e Dirigenti del Servizio Sanitario Nazionale ha intervistato i medici di tutte le specialità per quantificare il fenomeno delle aggressioni contro il personale sanitario. Donne particolarmente sensibili e picchi al Sud e nelle isole. di GIUSEPPE D’AURIA S ulla scorta di numerose segnalazioni di episodi di vio- lenza di varia natura, denunciati da medici operanti in diverse strutture di differenti regioni, l’Anaao-Assomed (Associazione Medici e Dirigenti del Servizio Sanitario Nazio- nale) ha condotto da Aprile a Maggio 2018 un sondaggio re- lativo a situazioni realmente vissute o direttamente conosciute dagli intervistati. Il campione preso in considerazione è costi- tuito da medici di tutte le specialità iscritti all’associazione. L’analisi è stata condotta su 1280 soggetti con un tasso di risposte crescente all’aumentare all’età, il 6,67% di età com- presa tra 25 e 35 anni, il 21,63% tra 35 e 45 anni, il 27,83% tra i 35 e i 55 anni e il 43,88% tra i 55 e i 65 anni. Le don-

46 | Notiziario | Settembre 2018 Il sondaggio che l’Anaao Assomed ha condotto da aprile a maggio 2018 su un campione di medicidituttelespecialitàiscrittiall’Associazione,èunveroepropriobollettino diguerra che mostra un quadro estremamente preoccupante. Smarrimento, rabbia, frustrazione e spesso solitudine sono i sentimenti più diffusi in chi è vittima di violenza fisica o verbale sul posto di lavoro, senza trovare risposte adeguate nelle Direzioni aziendali. (Dati Anaao Assomed 2018) 65% 66,19% AGGRESSIONI VERBALI 33,81% AGGRESSIONI FISICHE { HA RISPOSTO DI ESSERE STATO VITTIMA DI AGGRESSIONI LE CAUSE DELLE AGGRESSIONI PER I MEDICI COINVOLTI NELL’INDAGINE 37,2% 23,4% 20% 8,5% FATTORI SOCIO-CULTURALI DEFINANZIAMENTO DEL SSN CARENZE ORGANIZZATIVE CARENZE COMUNICAZIONE PSICHIATRIA 34,12% PS /118 20,26% MEDIC INTERNA 7,46% CHIRURGIA GENERALE 4,26% GINECOLOGIA 2,84% MED.LEGALE 2,84% DIREZIONE SANITARIA 2,48% PEDIATRIA 2,48% PNEUMOLOGIA 2,13% MALATTIE INFETTIVE 2,13 % ANESTESIA E RIANIMAZIONE 1,77% AGGRESSIONI FISICHE

Settembre 2018 | Notiziario | 47 Una ulteriore analisi regionale evidenzia che la percentuale di aggressioni sia fisiche che verbali aumenta fino a coinvolgere il 72,1% degli intervistati, nel Sud e nelle Isole. ne hanno mostrato maggiore partecipazione dimostrano maggiore sensibilità al problema: 53,95%. Il 65% circa dei partecipanti alla survey ha ri- sposto di essere stato vittima di aggressioni, di questi il 66,19% riferisce aggressioni verba- li mentre il 33,81 aggressioni fisiche. Una ulteriore analisi regionale evidenzia che la percentuale di aggressioni sia fisiche che verbali aumenta fino a coinvolgere il 72,1% degli intervistati, nel Sud e nelle Isole. Dato ancora più allarmante per i medici che lavorano in Pronto Soccorso e 118 dove le stesse percentuali salgono all’80,2%. Rispetto alle aggressioni fisiche, particolar- mente colpiti sono i medici dei reparti di Psi- chiatria/Sert (il 34,12% di tutte le aggressioni fisiche) e i medici di Pronto Soccorso/118 ( il 20,26% di tutte le aggressioni fisiche). Il 23,35 % degli intervistati ha risposto di essere a co- noscenza di casi di aggressione da cui è sca- turita invalidità permanente o decesso. Il 70% del campione riferisce di essere stato testimone di aggressioni verso il personale sanitario, il che fa supporre che il fenomeno sia di fatto sottostimato rispetto a quanto emerso a domanda diretta nel sondaggio. Le cause delle aggressioni per i medici coin- volti nell’indagine sono da riferire a fattori socioculturali per il 37,2%; definanziamento del SSN per il 23,4%; carenze organiche per il 20%; carenze di comunicazione per l’8,5%. I risultati di questa indagine generano mol- teplici riflessioni. Esiste sicuramente un vuoto normativo in quanto la Legge sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, la n. 81 del 2008 non pre- vede esplicitamente i termini di “aggressione e violenza” ai danni degli operatori sanitari, pertanto il dato delle Aziende Sanitarie che valutano il rischio di aggressione nel Docu- mento di Valutazione del Rischio (DVR) an- drebbe aggiornato al passo con una realtà lavorativa che assume connotati sempre più preoccupanti. I Direttori Generali sono i primi che debbono farsi garanti della sicurezza dei loro dipendenti, in primis applicando norma- tive e raccomandazioni già esistenti (vedi rac- comandazione n. 8 del 2007), adoperandosi oltre che con l’implementazione dei sistemi di vigilanza, anche con l’adozione di misure idonee ad arginare il sovraffollamento che ri- sulta sicuramente correlato ad un incremento degli episodi di violenza; il tema del sovraf- follamento, inoltre, è strettamente legato al Pronto Soccorso e al taglio dei posti letto. In definitiva è necessaria maggiore consape- volezza del rischio da parte del management aziendale che spesso lo sottostima o, peggio, lo ignora volutamente per non impegnare ri- sorse.

GIUSEPPE D’AURIA Segretario OMCeO Bari dauriagiuseppe55@gmail.com

48 | Notiziario | Settembre 2018 Dal 2017 il volume raccoglie le esperienze di chi lavora a contatto con aggressioni fisiche e stalking, tra paura e senso di abbandono. Il documento, che riporta un vero e proprio “bollettino di guerra”, è stato inviato alle istituzioni, al Prefetto e ai Procuratori generali della Repubblica. Al momento, però, le risposte appaiono inadatte o insufficienti. DOSSIER VIOLENZA RACCONTI DI PAURA E ABBANDONO, DAL“LIBRO BIANCO DELLA CONTINUITÀ ASSISTENZIALE”

Settembre 2018 | Notiziario | 49 di OMBRETTA SILECCHIA Medico di medicina generale - Continuità Assistenziale ombrettasilecchia@gmail.com E ra l’8 marzo 2017 quando il Presiden- te Filippo Anelli, nell’imminenza di un incontro con i vertici regionali sul tema della sicurezza degli operatori sanitari, mi suggerì l’idea di raccogliere le testimonian- ze dei colleghi della Continuità assistenziale. Erano trascorsi solo due giorni dalla conferen- za stampa indetta dalla Fede- r a - z i o n e R e g i o n a l e degli Ordini dei Medici delle Province Pugliesi per discu- tere della drammatica situazione legata all’alto rischio di aggressione sui luoghi di lavoro. La settimana precedente, durante lo svolgimento di un turno presso la sede di Statte (TA), avevo subito una minaccia a mano armata da parte di un pregiudicato agli arresti domiciliari, che già mi aveva fatto oggetto di stalking, e che, da anni abitual- mente, si rivolgeva al servizio per la prescri- zione di analgesici di cui abusava. Solo un mese prima, ad Ascoli Satriano (FG) un altro collega era stato vittima di una brutale ag- gressione fisica durante il servizio. Si trattava semplicemente degli ultimi epi- sodi in ordine cronologico del “bollettino di guerra” della Continuità assistenziale puglie- se, la cui storia era già costellata di un nume- ro drammaticamente alto di atti di violenza, tra cui il tragico omicidio della dottoressa Maria Monteduro avvenuto il 25 aprile 1999 a Gagliano del Capo (LE). Gli episodi denunciati, o di cui comunque si era avuta notizia, erano solo la punta dell’icer- berg del fenomeno, come confermato dalle numerose testimonianze di chi, dopo la mia vicenda, mi aveva espresso solidarietà e vi- cinanza. Dopo l’invito del Presidente Filippo Anelli, in meno di due settimane, grazie al passaparola in diverse chat e gruppi social di medici di Continuità assistenziale, ricevetti decine e decine di racconti. Storie di violen- ze fisiche e verbali, minacce, molestie. «La violenza anche solo psicologica, quel sentirsi abusati anche se non in maniera esplicita è una macchia che non riesci a pulire, è una sensazione che ti porta ad essere sulle spi- ne ogni qual volta tu debba aprire la porta dell’ambulatorio ad un uomo estraneo, sola, di notte», scriveva F. C. a proposito del suo incontro con colui che si scoprirà poi essere il molestatore seriale delle guardie me-

50 | Notiziario | Settembre 2018 «La violenza anche solo psicologica, quel sentirsi abusati anche se non in maniera esplicita è una macchia che non riesci a pulire, è una sen- sazione che ti porta ad essere sulle spine ogni qual volta tu debba apri- re la porta dell’ambulatorio ad un uomo estraneo, sola, di notte. (F.C.) «Ero arrivata all’esaspera- zione, tanto da portarmi sempre dietro un bistu- ri che non so neanche io come avrei utilizzato». (G.R.) «Verso le 20 si è presen- tata in ambulatorio una persona che mi ha rivol- to queste testuali parole: “Dottore stavo a casa e vo- levo uccidere mia madre, ora che sono qui voglio uccidere pure te!”. Questo paziente mi ha messo in un angolo, pronto a sca- ricare la sua violenza nei miei confronti con un pu- gno». (P. Z.) «Per un anno ho avuto problemi con un tossicodipendente che sistemati- camente richiedeva siringhe e con un paziente psichiatrico che più volte si è presentato in ambulatorio o mi ha contattato al telefono, riferendo anche strane voglie sessuali». (F. D. M.) «Rispondo al telefono: “Dottoressa il bambino sta malissimo, ha 2 anni, ha la febbre altissima, e respira male. Ven- ga subito.Via...n 105”. Io questa via la conosco, ma non ricordo un civico così alto. Salgo in macchina, ecco qua il 99 è l’ultimo civico di questa via, lo dicevo io, ma è tutto buio, tutto spento. Par- cheggio qui di fronte. Sento dei passi indistinti. Sbuca un ragazzino, in un lampo mi ha strappato la borsa, sono a terra, che dolore. Resta solo un gran dolore, un omero fratturato, ma fa più male dentro.» (Anonimo) Il “Libro Bianco della Continuità assistenziale” raccoglie le testimonianze dei medici che lavorano nella Continuità assistenziale, da soli, di notte e in sedi isolate e non protette. Le varie esperienze raccolte e raccontate nel Libro riferiscono un quadro di terrore, angoscia e senso di abbandono. Il “Libro bianco” è stato inviato dagli Ordini ai Prefetti, ai Procuratori Generali della Repubblica, ai Direttori delle ASL e al Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.

Settembre 2018 | Notiziario | 51 diche della provincia di Bari. Storie di solitudine e di paura, mai racconta- te per timore di ritorsioni o semplicemente per rassegnazione. Testimonianze drammati- che delle condizioni difficili in cui da sempre si era costretti a lavorare, in completa solitu- dine, in sedi spesso isolate e prive dei requi- siti minimi di sicurezza. «Ero arrivata all’esa- sperazione, tanto da portarmi sempre dietro un bisturi che non so neanche io come avrei utilizzato», raccontava G.R. della sua espe- rienza ad Orta Nova (FG). Da questo quadro di terrore, angoscia e senso d’abbandono emergeva come i soggetti più a rischio fossero le donne. Alcune erano costrette a farsi accompagnare al lavo- ro da un familiare, un amico o a pagare di tasca propria qualcuno che le protegges- se. Altre avevano addirit- tura abbandonato il lavoro in Continuità assistenziale perché troppo rischioso, come P.C. che commenta- va: «questa non è vita». Il 22 marzo 2017, durante l’incontro con i rappresen- tanti della Regione Puglia sul tema della sicurezza de- gli operatori sanitari, i Presidenti degli Ordini dei Medici delle Province Pugliesi consegna- rono il Libro Bianco della Continuità assisten- zia- le al D o t t o r Giancarlo Ru- scitti. Il documento di denuncia fu poi in- viato anche ai Prefetti, ai Pro- curatori Generali della Repubblica, ai Direttori Generali delle ASL e al Presidente Michele Emiliano, affinché tutte le istituzio- ni responsabili, a diverso titolo, della nostra sicurezza po- tessero, attraverso questi racconti, aprire gli occhi sul- la drammatica realtà lavora- tiva dei medici di Continuità assistenziale. Eravamo solo all’inizio della nostra batta- glia. È trascorso più di un anno e solo adesso da par- te delle Aziende Sanitarie giungono le prime risposte, parziali se non addirittura inadeguate. Nel frattempo ci sono stati altri episodi di violenza ai danni di noi me- dici della Continuità assi- stenziale: sino a quando saremo lasciati soli, il Libro Bianco continuerà inesorabilmente ad arricchirsi di nuove pagine.

Arriva un vero e proprio “bollettino di guerra” dalla Continuità assistenziale pugliese, la cui storia è già costellata di un numero drammaticamente alto di atti di violenza, tra cui il tragico omicidio della dottoressa Maria Monteduro avvenuto il 25 aprile 1999 a Gagliano del Capo (LE).

52 | Notiziario | Settembre 2018 DOSSIER VIOLENZA GUARDIA: UN MEDICO A CUI CHIEDERE TUTTO Aggressioni alle guardie mediche: un problema di strutture, ma anche culturale. Il servizio di continuità assistenziale si è evoluto. Ma gli utenti non sono stati adeguatamente informati. Ce lo racconta Pietro Drago di Fimmg CA P er comprendere meglio dove affondi le radici l’incremento degli episodi di vio- lenza ai danni degli operatori sanitari, soprattutto all’interno dei presidi di guardia medica, abbiamo chiesto a Pie- tro Drago, Segretario provinciale Fimmg Continuità Assistenziale Bari, di darci un quadro della si- tuazione attuale in Puglia. Dott. Drago, quali sono le cause della crescita della violenza con- tro i medici? E’ un problema di organizzazione o anche culturale? È sicuramente anche un proble- ma culturale, legato alla scarsa co- noscenza del servizio. La vecchia guardia medica si è evoluta in due direzioni: l’emergenza-urgenza che viene ge- stita dal 118 e la continuità assistenziale (quel- la che ancora viene chiamata guardia medica) che si deve svolgere entro il turno del medico di CA e che non gestisce le emergenze ma i casi non differibili, da espletare entro il turno di lavoro, per i quali non si può aspettare fino all’apertura dell’ambulatorio del proprio me- dico curante o pediatra di libera scelta. Pur- troppo, non c’è stata da parte della Regione una adeguata informazione agli utenti circa l’evoluzione del servizio. Le persone continuano a pensare che la guardia medica non abbia orari, che ci sia accesso libero, che debba intervenire subito, e che debba intervenire anche sulle emergenze.

E quando le loro richieste non ri- cevono la risposta attesa minac- ciano di chiamare i Carabinieri o peggio. Qual è la situazione attuale delle sedi di guardia medica in Puglia? Buona parte delle sedi di continui- tà assistenziale sono in strutture isolate e pri- ve dei presidi di sicurezza. Nella ASL Bari non c’è una sola sede che sia a norma. Nel 2009 come Fimmg ci siamo attivati per censire lo stato delle sedi di continuità assi- stenziale, insieme ad ASL Bari, in base a una serie di parametri: dotazione farmacologica, condizioni igienico-sanitarie, condizioni strut- di ROBERTA FRANCESCHETTI PIETRO DRAGO Segretario provinciale Fimmg Continuità Assistenziale

Settembre 2018 | Notiziario | 53 Servizio di attesa operante ogni notte e durante tutto il weekend ed i giorni festivi: • 1100 medici di Continuità Assistenziale • 5 milioni accessi al servizio dal 2007 al 2013 • più di 700.000 accessi all’anno Il tasso Nazionale di ricoveri ospedalieri prescritti dalla Continuità Assistenziale è del 3%. Il tasso Pugliese di ricoveri ospedalieri prescritti dalla Continuità Assistenziale è del 1,8%. L’attività di Guardia Medica in Puglia si esplica in 1.797.701 ore totali, 220 ricoveri prescritti ogni 100.000 abitanti.

18.328 visite effettuate ogni 100.000 abitanti. Nei periodi stagionali di epidemia le prestazioni richieste al sistema aumentano per il servizio di Continuità Assistenziale del 100%. (Fonte: Ministero della Salute) turali. È emerso che non esisteva una sola sede a norma. Da allora, i lavori di messa a norma sono stati fatto solo a macchia di leo- pardo, per cui nel dicembre 2017 Fimmg ha portato avanti un nuovo monitoraggio. Anche in questo caso non abbiamo trovato sedi a norma. Non solo. Il 67% delle 48 sedi non raggiunge il punteggio minimo di suffi- cienza. Il risultato di questa indagine è stato consegnato alla dirigenza della ASL e stiamo ancora attendendo una risposta. In molte sedi della ASL Bari è stata predispo- sto il pulsante di telesoccorso. E’ efficace? Quando è stato attivato dai colleghi non si è dimostrato efficace: in un caso la vigilanza è arrivata a un’ora dalla chiamata; in un altro addirittura dopo un’ora e mezza.

REGIONE PUGLIA: I NUMERI DELLA CA STRUTTURE, CONDIZIONI IGIENICHE, SICUREZZA: IL 67% DELLE SEDI DI CA NON RAGGIUNGE I REQUISITI MINIMI Le maglie nere: Bitetto 9,5/41 punti Altamura 9,5/41 punti Triggiano 10/41 punti Bari Carbonara 10/41 punti Dati Fimmg Bari: Analisi sulle condizioni strutturali, igienico-sanitarie e di sicurezza delle sedi di continuità assistenziale della ASL Bari A dicembre 2017, 48 sedi di continuità assistenziale nella ASL Bari sono state monitorate da Fimmg in base alla condizione dei locali, sicurezza, condizioni igienico strutturali, risk management.

Nessuna sede è a norma. Il 67% non raggiunge un punteggio minimo di accettabilità.

54 | Notiziario | Settembre 2018 DOSSIER VIOLENZA LE DONNE VITTIME DI STALKING E STEREOTIPI La discriminazione di genere esiste anche in corsia, dove le professioniste subiscono non solo aggressioni fisiche e verbali, ma anche pregiudizi. È quanto racconta Caterina Ermio, presidente dell’Associazione Italiana Donne Medico.

Settembre 2018 | Notiziario | 55 di ROBERTA FRANCESCHETTI Le aggressioni ai danni degli operatori sani- tari hanno purtroppo raggiunto rilevanza tale da conquistare l’attenzione dei media. Come presidente dell’Associazione Italiana Don- ne Medico lei ha un punto di osservazione privilegiato sull’impatto di questo fenomeno sulle sue colleghe. È una violenza che non fa distinzione di genere o c’è una “dimensione femminile” del fenomeno? Il grido di denuncia all´indomani dell’ennesi- mo caso di violenza in guardia medica è giun- to all’attenzione mediatica, facendo ripartire il dibattito nelle sedi politiche e informando, in certo qual modo, l’opinione pubblica di quanto sempre più spesso accade nei presi- di sanitari, laddove le condizioni di sicurezza sono ridotte al minimo e quando le statistiche ci parlano di 1200 atti di aggressione ai dan- ni dei lavoratori della sanità, pari al 30% dei 4mila casi totali di violenza e di questi, con una media di tre episodi di violenza al giorno (dati Inail 2018). E nel 70% dei casi le vittime delle aggressioni sono donne, soprattutto guardie mediche.

L’Associazione Italiana Donne Medico conta 60 sedi sparse nel territorio nazionale con circa 2500 dottoresse che, per la loro specia- lizzazione e multidisciplinarietà, mi consento- no di avere quello che lei definisce punto di osservazione privilegiato sul problema e sui rischi di aggressioni, violenze o molestie sul luogo di lavoro, che non definirei di genere per non correre il rischio di inquadrare un re- ato in maniera esclusivamente unidirezionale, perché così non è, ma che è certamente dif- ferente sul “piano di attacco”, nonché nella conseguenza sull’impatto emotivo e profes- sionale.

Oltre ai problemi organizzativi e struttura- li, crede che esista un problema culturale nell’aggressione di molti medici e in partico- lare di molte dottoresse? La donna viene attaccata con più facilità e frequenza e questo è un dato e non solo nei presidi sanitari. Se volessimo anche qui fare una riflessione e tracciare una differenza, po- tremmo coglierla nelle dinamiche di aggres- sioni delle quali si è vittime. I medici L’ASSOCIAZIONE ITALIANA DONNE MEDICO L’Associazione Italiana Donne Medico (A.I.D.M.) è un’associazione apartitica e aconfessionale e senza fini di lucro. Fondata il 14 ottobre 1921 a Salsomaggiore Terme e riconosciuta nel 1922 a Ginevra, dal Bureau Internazionale, è membro della “Medical Women’s International Association” (M.W.I.A.) e adotta come emblema la figura di Igèa, figlia di Esculapio e Dea della Salute, che tiene nella mano una coppa nella quale si abbevera il serpente, con il motto “Matris animo curant”. Scopo dell’Associazione è valorizzare il lavoro della donna medico in campo sanitario, promuovere la collaborazione tra le donne medico, collaborare con le altre associazioni sia italiane che internazionali per lo studio delle problematiche sanitarie e socio- sanitarie che coinvolgono la collettività, e in particolare le donne, promuovere la formazione scientifico-culturale in campo sanitario collaborando con organismi ed istituzioni pubbliche, elaborare trial di studio e linee guida. Con questa mission l’attenzione dell’AIDM si è rivolta negli ultimi anni ai temi del bilanciamento tra attività lavorativa e famiglia, alle difficoltà di carriera, alla violenza sulle donne e i minori, all’avvento di nuove tecnologie e stili di vita, all’emergere o riemergere di patologie con largo impatto sulla popolazione. L’Associazione conta, attualmente, circa 2500 socie distribuite nelle 60 sezioni diffuse su tutto il territorio nazionale.

56 | Notiziario | Settembre 2018 subiscono di più gli attacchi in corsia o nei pronto soccorso, laddove comunque esiste un presidio strutturato e dove l’aggressività sfocia per insoddisfazione delle prestazioni sanitarie o per la mancanza di risposte imme- diate (spesso impossibili o dettate da tempi di attesa lunghi, e qui apriremmo un altro file!); le donne medico sono vittime due vol- te perché troppo spesso non si tiene conto che i presidi di guardia medica sono troppo isolati e non adeguatamente sicuri e perché ricorre ancora, come dicevo inizialmente, una visione stereotipata di fragilità e - ahinoi- di inferiorità.

In alcune ASL, a seguito di episodi sentinella di violenza, si è deciso di affiancare alle dot- toresse di turno in guardia medica un opera- tore del 118 di sesso maschile. Crede che sia una buona soluzione? È necessaria almeno un’altra presenza, que- sto è certo, ma potrebbe non bastare. Inoltre, a prescindere dal fatto che ad affiancare la dottoressa o il dottore di turno sia un opera- tore o un’operatrice, credo si debba prende- re in considerazione l’urgenza di misure che rendano gli ambienti di lavoro sicuri. Cosa pensa che si debba fare per mettere in sicurezza i medici, soprattutto nelle sedi di guardia medica e durante le visite a domici- lio?

Come dicevo, è necessario quantomeno l’af- fiancamento di personale paramedico, sia in sede che nelle visite a domicilio. È altresì necessario ripensare, in maniera concertata e istituzionalmente condivisa, soluzioni struttu- rali. Presidi meno isolati e laddove questo sia reso difficile da condizioni territoriali a rischio, valutare l’opportunità di assicurare il pronto intervento creando un presidio minimo affian- cato dalle forze dell’ordine. La medicina è sempre più al femminile. Negli under 50 il numero di donne medico ha su- perato quello dei colleghi maschi. Crede che se ai vertici delle ASL ci fossero state delle donne, i casi di violenza sarebbero stati gesti- ti diversamente?

I vertici rimangono ancora declinati al maschi- le, nonostante le donne medico siano nume- ricamente maggiori. Questo mette in primo piano l’incidenza della visione, del punto di vista sia organizzativo che in termini di espe- rienza e sensibilità, e qui mi tocca dirlo, dove il genere fa la differenza. I vertici rimangono ancora declinati al maschile, nonostante le donne medico siano numericamente maggiori.

Settembre 2018 | Notiziario | 57 SPAZIO ODONTOIATRIA a cura della CAO Bari

58 | Notiziario | Settembre 2018 Tra i principali obiettivi per il futuro: rilanciare la professione, smascherare le disuguaglianze nella sanità pubblica, tutelando la salute dei pazienti e promuovendo le iniziative di prevenzione. ONTOIATRIA S PA ZIO O DO NTOIATRIA SPAZ IO OD ONTOIATRIA S L’ Odontoiatria cambia faccia e punta a rendere il ruo- lo del medico odontoiatra responsabile e solidale: a fianco dei medici contro le fake news con la campa- gna cartellonistica nazionale, per sensibilizzare la cittadinanza a diffidare delle promesse miracolistiche di falsi e seducenti medici e odontoiatri, nell’istituire apposite commissioni sui maltrattamento dei minori, nel realizzare protocolli di solida- rietà per l’assistenza odontoiatrica nelle fasce d’età vulnerabili e che non riescono ad accedere alle prestazioni soprattutto per limitata disponibilità economica. Questi sono alcuni dei temi che abbiamo scelto di affrontare nella nostra Rubrica, nonché questioni centrali per la Com- missione Albo Odontoiatri, che continua il suo lavoro contro l’abusivismo e nel controllo delle forme di prestanomismo che LA NUOVA BATTAGLIA DELL’ODONTOIATRIA E PRESTANOMISMO: NO A VIOLENZE, FAKENEWS di ALESSANDRO NISIO Presidente CAO - OMCEO bari alessandro.nisio@studionisio.it

Settembre 2018 | Notiziario | 59 S PAZIO ODONTO IATR IA S PAZIO OD ONTOIATRIA SPAZIO ODONT ancora sono presenti nel nostro territorio. In queste pagine racconteremo del risultato ot- tenuto nel mondo dell’Odontoiatria forense (pur non esistendo ancora una specialità uni- versitaria) con la firma del protocollo d’intesa tra CSM-CNF e FNOMCeO, che vede per la prima volta riconosciuto un apposito Albo dei Periti in Odontoiatria presso i Tribunali. Vogliamo, inoltre, raccontare la prima edi- zione dell’accoglienza ai giovani neo-iscritti all’Albo degli Odontoiatri di Bari. Una occasione che abbiamo voluto celebrare nel mese di luglio, con un evento in cui abbia- mo parlato delle norme per aprire uno studio odontoiatrico e dei consigli per affrontare il mondo del lavoro.

Ma il nostro vero obiettivo per il futuro è ri- lanciare la nostra professione e tutelare la salute orale della popolazione, puntando sulla prevenzione sia delle malattie del cavo orale che di quelle correlate, come i disturbi cardio-vascolari, il diabete, le patologie gra- vidiche e neurologiche; insomma rilanciando il ruolo primario dell’Odontoiatria all’interno della Medicina Generale e nel Sistema Sani- tario Nazionale, che quest’anno festeggia i suoi 40 anni. “ LA FIRMA DEL PROTOCOLLO D’INTESA TRA CSM-CNF E FNOMCEO RICONOSCE, PER LA PRIMA VOLTA, UN APPOSITO ALBO DEI PERITI IN ODONTOIATRIA PRESSO I TRIBUNALI.

60 | Notiziario | Settembre 2018 ONTOIATRIA S PA ZIO O DO NTOIATRIA SPAZ IO OD ONTOIATRIA S C on la firma del Presidente del Consiglio a Marzo 2018 e la seguente pubblicazione del 6 Aprile 2018, si è completato l’iter per il recepimento del profilo profes- sionale dell’assistente di studio odontoiatrico (accordo Confe- renza Stato - Regioni del 23 novembre 2017). Viene individuato l’operatore di interesse sanitario di cui all’art. 1 comma 2 della legge n. 43/2006 denominato “Assi- stente di studio Odontoiatrico” (ASO), ma l’applicazione della Legge nazionale diventerà un obbligo quando le singole Re- gioni avranno recepito quanto definito dalla Conferenza Stato - Regioni. Infatti i titoli ritenuti validi ai fini formativi sono e saranno esclusivamente quelli riconosciuti e validati dalle Re- gioni; quelli privi di tali requisiti potranno essere presi in consi- derazione ai fini della valutazione delle competenze acquisite dal lavoratore.

Le Regioni, nel rispetto delle disposizioni dell’accordo, stanno procedendo alla stesura delle Linee guida per l’attuazione dei percorsi formativi. In data 14 Giugno 2018 si è svolta la pri- di NUNZIO CIRULLI Componente CAO OMCEO bari dottore@studiocirulli.it L’accordo Conferenza Stato - Regioni del 23 novembre 2017 ha determinato un passo avanti per l’applicazione regionale dell’Assistente di Studio odontiatrico ASSISTENTE DI STUDIO ODONTOIATRICO: TERMINATO L’ITER PER IL RECEPIMENTO DEL PROFILO PROFESSIONALE

Settembre 2018 | Notiziario | 61 S PAZIO ODONTO IATR IA S PAZIO OD ONTOIATRIA SPAZIO ODONT ma riunione regionale su invito del Dirigente Regionale della Sezione Formazione Profes- sionale. Al gruppo di lavoro sono stati invitati i rappresentanti delle Università, delle Asso- ciazioni dei datori di lavoro della Provincia di Bari, delle Associazioni dei lavoratori e l’Or- dine dei Medici della Provincia di Bari. Si è fatto presente che, con una interrogazione al Ministero della Salute, il Presidente Nazionale delle Commissioni Albo Odontoiatri ha chie- sto chiarimenti riguardo al Comma 2 dell’Art. 1 che prevede “assoluto divieto all’assistente di studio odontoiatrico di intervenire diretta- mente sul paziente anche in presenza dell’o- dontoiatra o dei professionisti sanitari del set- tore”, evidenziando un limite pratico che non si concilia con la nostra quotidianità, favoren- do interpretazioni ambigue (esercizio abusivo della professione odontoiatrica o favoreggia- mento della stessa da parte dell’odontoiatra). Si auspica una rapida ed esauriente risposta da parte del Ministero di modo che possa es- sere recepito da parte della Regione Puglia. È stato proposto che il Tutor del Corso do- vrà essere un odontoiatra o una assistente dentale e non un odontotecnico, come pro- posto dalla Regione. In data 16 Giugno 2018 si è riunito il Coordinamento regionale delle Commissioni Albo Odontoiatri pugliesi che ha auspicato che per l’esame finale del corso formativo sia presente un odontoiatra desi- gnato dalla CAO competente per territorio, a garanzia dei datori di lavoro e dei lavoratori e svolgendo così un ruolo di garanzia anche sui progetti di formazione per il profilo ASO in futuro.

VIENE INDIVIDUATO L’OPERATORE DI INTERESSE SANITARIO DI CUI ALL’ART. 1 COMMA 2 DELLA LEGGE N. 43/2006 DENOMINATO “ASSISTENTE DI STUDIO ODONTOIATRICO” (ASO), MA L’APPLICAZIONE DELLA LEGGE NAZIONALE DIVENTERÀ UN OBBLIGO QUANDO LE SINGOLE REGIONI AVRANNO RECEPITO QUANTO DEFINITO DALLA CONFERENZA STATO - REGIONI. INFATTI I TITOLI RITENUTI VALIDI AI FINI FORMATIVI SONO E SARANNO ESCLUSIVAMENTE QUELLI RICONOSCIUTI E VALIDATI DALLE REGIONI. “

62 | Notiziario | Settembre 2018 ODONTOIATRIA LEGALE: SI LAVORA PER UN DI PERITI E CONSULENTI TECNICI Il Consiglio Superiore della Magistratura, il Consiglio Nazionale Forense e la Federazione Nazionale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri hanno firmato un protocollo d’intesa, grazie al quale i giudici potranno fare affidamento su CTU competenti per la professione odontoiatrica. G rande soddisfazione per la firma del protocollo d’in- tesa tra Consiglio Superiore della Magistratura, Con- siglio Nazionale Forense e Federazione Nazionale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, che ha l’obiettivo di stabilire i nuovi criteri e le procedure per la formazione degli albi dei periti e dei consulenti tecnici di ufficio (CTU). Per la prima volta saranno create due sezioni, una riguardante la professione medico-odontoiantrica con le proprie specializ- zazioni e una per la professione medico-odontoiatra con le re- lative specializzazioni. Finalmente si è compresa l’importanza di avere un albo separato per le problematiche odontoiatriche affidato a specialisti del settore che hanno competenze in am- bito giuridico.

Tutto ciò consentirà ai giudici di avere a disposizione dei CTU competenti per la professione odontoiatrica, ovviamente a beneficio sia del paziente che del dentista. Il protocollo d’intesa ha l’obiettivo di riformare i criteri e le modalità con cui si realizzeranno i nuovi albi, ai quali potranno ALBO SEPARATO ONTOIATRIA S PA ZIO O DO NTOIATRIA SPAZ IO OD ONTOIATRIA S di NICOLA ACHILLE Componente CAO OMCEO Bari nachille@libero.it

Settembre 2018 | Notiziario | 63 iscriversi medici e odontoiatri con competen- ze altamente specialistiche. I periti e i CTU dovranno avere una “speciale competenza” che non si esaurisce nel mero possesso del titolo di specializzazione, ma deve prevedere una conoscenza tecnica e pratica della disciplina, che sia evidente nel curriculum formativo e scientifico e nell’espe- rienza professionale. Ogni iscritto avrà un suo fascicolo dove sono indicati: • la professione svolta (titolo e abilitazione) • le specializzazioni • i corsi di perfezionamento, master • i corsi ECM • le docenze con attività di ricerca e pubbli- cazioni • le strutture dove si è prestato servizio con l’attività praticata anche in campo chirurgico • l’iscrizione a società scientifiche • le competenze nella conciliazione Sarà ovviamente necessaria una revisione pe- riodica triennale degli albi, con possibilità di modifiche annuali da parte di ogni iscritto per un aggiornamento dei propri titoli. È doveroso ringraziare per l’impegno profuso e la professionalità dimostrata il presidente della FNOMCeO, Filippo Anelli, il presidente CAO nazionale Raffaele Iandolo, il consigliere CAO nazionale, Diego Paschina, odontologo forense, i quali hanno dato un contributo fondamentale per la realizzazione di questo protocollo d’intesa con il CSM e il consiglio forense, avendo sempre come obiettivo la tutela della salute del cittadino prima ancora dell’interesse dei propri iscritti. S PAZIO ODONTO IATR IA S PAZIO OD ONTOIATRIA SPAZIO ODONT “ GRAZIE AL PROTOCOLLO D’INTESA TRA CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA, CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE E FEDERAZIONE NAZIONALE DEI MEDICI CHIRURGHI E DEGLI ODONTOIATRI, I GIUDICI AVRANNO A DISPOSIZIONE DEI CTU COMPETENTI PER LA PROFESSIONE ODONTOIATRICA, OVVIAMENTE A BENEFICIO SIA DEL PAZIENTE CHE DEL DENTISTA.

64 | Notiziario | Settembre 2018 Il Comune di Molfetta e l’OMCeO della Provincia di Bari il 18 maggio 2018 hanno sottoscritto un protocollo d’inte- sa per promuovere l’intervento di sostegno per minori e adulti in situazione di difficoltà e fragilità economica, assistiti a diverso titolo dal Comune di Molfetta, tramite i propri servizi sociali, per la fruizione di cure odontoiatriche. Per la prima volta in Italia, un’istituzione pubblica si attiva nel reclutamento di dentisti della provincia di Bari, affinché effet- tuino prestazioni odontoiatriche a tariffe concordate. L’Ordine dei Medici di Bari e la Commissione Albo Odonto- iatri hanno accolto favorevolmente la proposta del 17 marzo 2017 con cui il Commissario Straordinario del Comune di Mol- fetta richiedeva al Presidente dell’Ordine dei Medici Chirur- L’Ordine dei Medici di Bari e i servizi sociali del Comune di Molfetta hanno siglato un accordo per favorire l’accesso di minori e adulti in fragilità economica alle cure odontoiatriche.

ONTOIATRIA S PA ZIO O DO NTOIATRIA SPAZ IO OD ONTOIATRIA S A MOLFETTA L’ODONTOIATRA HA TARIFFE AGEVOLATE PER CHI È IN DIFFICOLTÀ ECONOMICA di NICOLA ESPOSITO Past-President CAO OMCeO Bari nimigiro@tin.it

Settembre 2018 | Notiziario | 65 S PAZIO ODONTO IATR IA S PAZIO OD ONTOIATRIA SPAZIO ODONT ghi ed Odontoiatri della Provincia di Bari di valutare la proposta del Comune di Molfetta per la disciplina dell’accesso alle cure odon- toiatriche di persone in stato di fragilità socia- le; la Commissione, in particolare, si è subito attivata perché l’iniziativa avesse luogo. Il protocollo d’intesa prevede che gli iscrit- ti all’albo degli odontoiatri dell’Omceo di Bari ricevano da parte dell’Ordine di Bari la richiesta di adesione al progetto e l’accetta- zione delle tariffe concordate; l’elenco degli aderenti sarà a disposizione dell’assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Molfetta che farà scegliere al cittadino, beneficiario del servizio, l’odontoiatra che quindi eseguirà la visita. Inoltre sarà disposto un piano di cure che verrà inviato ai referenti dell’assessorato che daranno l’autorizzazione ad effettuare, solo ove previste, le seguenti prestazioni: visita odontoiatrica, ablazione del tartaro e insegnamento igiene orale, sigillatura molari e premolari, estrazione dei denti parodontal- mente compromessi, protesi parziale in resi- na con ganci a filo, protesi totale in resina, otturazioni per lesioni cariose e cure canalari di mono e pluriradicolari.

IN PUGLIA SOLO IL 10% DEI MINORI PRESI IN CARICO DAI SERVIZI SOCIALI PER MALTRATTAMENTO ACCEDE A PRESTAZIONI DI CARATTERE SANITARIO, DA CUI L’ELEVATO RISCHIO DI “TRASCURATEZZA DENTALE”. “

66 | Notiziario | Settembre 2018 I minori presi in carico dai servizi sociali dei Comuni pugliesi rappresentano il 4,7% del totale dei minori (in età compre- sa tra 0-17 anni) residenti in Puglia. Su 24.085 minori presi in carico, sono 5.676 i minori in carico per maltrattamento con un’incidenza pari al 23,6%. I dati epidemiologici, rilevano che la metà dei bambini e ado- lescenti maltrattati sono vittime di forme di trascuratezza ma- teriale, affettiva o inadeguatezza delle cure. Inoltre, le lesioni riscontrabili alla testa e al collo nei casi di maltrattamento fisi- co sono in media il 50-70%, ecco perché gli odontoiatri rap- presentano una risorsa anche nel contrasto al maltrattamento dei minori. Nell’ottica di perseguire questo ruolo “sociale” dell’Odontoiatria, a tutela dei minori, è molto proficuo il coin- volgimento dell’Ordine dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri che il 28 luglio 2017 ha costituito il Gruppo di Lavoro plu- MINORI MALTRATTATI E VITTIME DI VIOLENZA: ANCHE L’ODONTOIATRIA ONTOIATRIA S PA ZIO O DO NTOIATRIA SPAZ IO OD ONTOIATRIA S Il numero dei bambini e degli adolescenti presi in carico dai servizi sociali è molto alto. Collaborando con i pediatri, gli odontoiatri hanno un ruolo fondamentale per il riconoscimento di violenze e per la tutela dei più piccoli. PUÒ FARE LA SUA PARTE di EMILIO NUZZOLESE Componente CAO OMCEO Bari emilionu@tin.it

Settembre 2018 | Notiziario | 67 rispecialistico di odontoiatri e pediatri chia- mato “Linee Guida al Maltrattamento ed alla Trascuratezza dei Minori”. L’elevato numero di studi odontoiatrici e di pazienti minorenni visitati da noi odontoiatri pone, infatti, la nostra figura medica in una posizione di possibile intercettazione e ri- conoscimento, con l’obbligo di contrastare tutte le fake news sul fenomeno. Per rag- giungere questo obiettivo è fondamentale aumentare la consapevolezza e l’attenzione verso questo fenomeno anche attraverso nuove e innovative sinergie tra pediatri e odontoiatri. Attualmente una delle criticità da superare è proprio l’integrazione del ruolo in- tercettivo degli odontoiatri, anche attraverso interventi assistenziali mirati nell’ambito della “trascuratezza dentale”. In Puglia solo il 10% dei minori presi in carico dai servizi sociali per maltrattamento accede a prestazioni di carat- tere sanitario, da cui l’elevato rischio di “tra- scuratezza dentale”. L’attuale presa in carico di bambine, bambini e di adolescenti vittime di maltrattamento richiederà una progressi- va integrazione e raccordo degli odontoiatri con i diversi attori - operatori sociali, sanitari, educatori, forze dell’ordine e magistratura - attraverso iniziative di sensibilizzazione coniu- gate con strumenti operativi di rilevamento, mappatura e odontoiatria di comunità, nella prospettiva di una più ampia protezione e tu- tela dei minori.

S PAZIO ODONTO IATR IA S PAZIO OD ONTOIATRIA SPAZIO ODONT LA CONVENZIONE SUI DIRITTI DELL’INFANZIA La Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (Convention on the Rigths of the Child) è stata approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, è composta da 54 articoli e da tre protocolli opzionali. I quattro principi fondamentali cui si ispira sono: a) Non discriminazione (art. 2): i diritti sanciti dalla Convenzione devono essere garantiti a tutti i minori, senza distinzione di razza, sesso, lingua, religione, opinione del bambino/ adolescente o dei genitori.

b) Superiore interesse (art. 3): in ogni legge, provvedimento, iniziativa pubblica o privata e in ogni situazione problematica, l’interesse del bambino/adolescente deve avere la priorità. c) Diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo del bambino (art. 6): gli Stati devono impegnare il massimo delle risorse disponibili per tutelare la vita e il sano sviluppo dei bambini, anche tramite la cooperazione tra Stati. d) Ascolto delle opinioni del minore (art. 12): prevede il diritto dei bambini a essere ascoltati in tutti i processi decisionali che li riguardano, e il corrispondente dovere, per gli adulti, di tenerne in adeguata considerazione le opinioni. L’Italia ha ratificato la Convenzione con Legge n. 176 del 27 maggio 1991.

68 | Notiziario | Settembre 2018 ACCOGLIENZA AI NEOISCRITTI IN ODONTOIATRIA di Belinda Guerra Con grande entusiasmo dei componenti CAO dell’Ordine dei Medici di Bari si è svolta la giornata dedicata all’accoglienza dei neo iscritti all’Albo degli Odontoiatri degli ultimi 2 anni. Tale evento rientra nei progetti proposti dal Presidente Alessandro Nisio ed è stato accolto favorevolmente dagli altri componenti CAO , i quali si sono adoperati , con notevoli competenze, nella preparazione e nella esposizione di interessantissime relazioni , davvero utili per coloro che si affacciano nel mondo del lavoro odontoiatrico. I temi trattati vertevano su argomenti fondamentali: Il dottor Alessandro Nisio ha parlato in maniera esaustiva degli aspetti del codice deontologico, il dottor Nicola Achille ha relazionato sulle regole della pubblicità sanitaria, il dottor Nunzio Cirulli sull’elenco di tutti i requisiti di uno studio odontoiatrico, la dottoressa Belinda Guerra sulla corretta comunicazione medico- paziente e il dottor Emilio Nuzzolese sugli aspetti medico-legali in campo odontoiatrico. Il riscontro della platea, seppur esigua a causa del periodo estivo, è stato eccellente e grande l’attenzione. Al termine dei lavori, un ricco ed elegante buffet preparato nella sala consiliare, ha permesso di creare un atmosfera gradevole per stabilire positivi rapporti umani con i neolaureati per poi congedarli con la promessa di essere un loro punto di riferimento per qualsiasi dubbio. L’evento verrà rinnovato periodicamente.

DISCIPLINA Convegno Reg.SIOCMF Protesi Congresso SIOCMF-ANTECH Implantoprotesi Endodonzia:IV ENDODAY Ortodonzia Implantologia X Simposio AIO Odontoiatria legale Implantologia Radioprotezione Endodonzia:scuola Federiciana Implantologia Conservativa Congresso SIMEO/AIO/POIESIS Patologia Orale/Prevenzione Protesi Radiologia Endodonzia (Dentsply) La sedazione in Odontoiatria Chirurgia:Scuola Federiciana CONGRESSO REGIONALE SUSO XXIV DENTALEVANTE Convegno NEXT Implantologia Endodonzia Chirurgia:Scuola Federiciana RELATORE VARI Stefano Granata VARI Giuseppe Traverso VARI Guido Ranieri M. Billi VARI Mirenghi-Esposito Alessandro Leonida - Galentino-Lepidi-Morgese Alfonso Coscarella Camillo D’Arcangelo VARI VARI Vincenzo Picciariello R. Stefanelli Vari VARI VARI VARI VARI Vari Ziv Mazor Vari VARI ORGANIZZAZIONE SIOCMF AIO Bari-BAT Università di Bari An.in Ord.

Andi Bari-Bat AIO Bari-BAT Andi Bari-Bat AIO Bari Andi Bari-Bat An.in Ord. An.in Ord. Andi Bari-Bat AIO Bari-BAT OmceoBAT SIMEO Andi Bari-Bat An.in Ord. Andi Bari-Bat Andi Bari-Bat AIO Bari-BAT Andi Bari-Bat SUSO Andi Bari-Bat An.in Ord. Università di Bari RADIOENDO Andi Bari-Bat DATA 14-15 sett 22-set 28-29 sett 29-set 29-set 06-ott 06-ott 12-13 ott 13-ott 13-ott 20-ott 20-ott 20-ott 27-ott 10-nov 10-nov 10-nov 10-nov 16-nov 17-nov 24-nov 24-nov 30 nov-1 dic 01-dic 01-dic 15-dic 15-dic SEDE Matera Hotel Majesty Aula Magna Victoria Park Sede ANDI Hotel Majesty Sede ANDI Nicolaus Sede ANDI Victoria Park Victoria Park Sede ANDI Hotel Majesty - - Palace Hotel Victoria Park Sede ANDI - Hotel Majesty Sede ANDI - Nicolaus Ordine dei Medici Aula Magna Conversano Sede ANDI TIPOLOGIA Teorico Teorico Teorico Teorico Teorico Teorico Teorico Teorico Teorico Teorico Teorico Teorico Teorico Teorico Teorico Teorico Teorico Teorico Teorico Teorico Teorico Teorico Teorico Teorico Teorico Teorico Teorico CREDITI 8 8 8 8 8 INFORMAZIONI www.fasiweb.com www.aiobari.it www.fasiweb.com info@andiamoinordine.it www.andi.it www.aiobari.it www.andi.it www.aiobari.it www.andi.it info@andiamoinordine.it info@andiamoinordine.it www.andi.it www.aiobari.it www.andi.it - www.andi.it info@andiamoinordine.it www.andi.it www.andi.it www.aiobari.it www.andi.it www.andi.it info@andiamoinordine.it - - www.andi.it CORSI Agenda Congressi regionali

Settembre 2018 | Notiziario | 69 ETICA E DEONTOLOGIA LA SCUOLA DI ETICA PUBBLICA GUARDA ALLA SALUTE E ALLE SUE SFIDE L’iniziativa dell’Omceo di Bari giunge al sesto anno e tocca, per questa edizione, alcuni temi centrali e attuali, tra cui medicina di genere e potenziativa, diritto della cura del malato e del sano, partendo da una domanda fondamentale: ”Curare i malati o potenziare i sani?” Q uest’anno si è concluso il sesto anno della Scuola di Etica pubblica dell’Omceo di Bari, tenutosi presso la sede dell’Ordine. L’edizione 2017 - 2018 della Scuola Etica ha ospitato molti colleghi, toccando questioni centrali e attuali e spa- ziando in vari ambiti.

Il tema portante è stato: “Curare i malati o potenziare i sani? Le sfide alla salute oggi.” Per rispondere alla domanda che ha dato il titolo all’edizione ed esplorare le sfide che la salute incontra al giorno d’oggi, sono stati or- ganizzati sei incontri, dedicati ciascuno a un aspetto specifico. 1. Curare i malati o potenziare i sani? Una scelta etica? A cura di Ivan Cavicchi (Roma); 2. La medicina potenziativa: il futuro della medicina? A cura di Maurizio Benato (Pado- va); 3. La cura del sano come sfida etica. A cura di Roberto Massaro (Bari); 4. La persona tra potenzialità e realtà: sogni o progetti? Annalisa Caputo (Bari); 5. Tavola Rotonda su medicina e progettuali- tà oggi. A cura di Rocco D’Ambrosio (Roma), Giancarlo Ruscitti (Bari), Loreto Gesualdo (Bari), Silvestro Scotti (Napoli), Costantino Troise (Genova); 6. Il diritto tra cura del malato e cura del sano. A cura di Vincenzo Antonelli (Roma). Come evento conclusivo, è stato organizzato un Convegno Nazionale che si è svolto il 16 giugno, dal titolo “Curare i malati o potenzia- re i sani? Le sfide alla salute oggi ponendo attenzione al Genere”. Un’occasione impor- tante per evidenziare che tra medicina poten- di FRANCO LAVALLE Franco Lavalle Vice-Presidente OMCeO di Bari lavalle54@gmail.com

70 | Notiziario | Settembre 2018 ziativa e medicina di genere esiste un connu- bio molto forte e interessante da esplorare. In un periodo storico nel quale la medicina di genere è ancora sconosciuta ai più, parlarne a questi livelli ha significato un notevole arric- chimento del bagaglio culturale di quanti si sono già avvicinati a questo cambio di cultura inerente il sapere medico. Parlare poi degli effetti differenti che la me- dicina potenziativa esercita sull’uomo e sulla donna nella prevenzione di alcune manifesta- zioni patologiche ha portato a evidenze sor- prendenti, anche perché non risulta in lettera- tura alcuna pubblicazione nella quale è stata esplorata la medicina di genere secondo tali parametri. È noto a tutti l’impatto che alcuni fattori quali genere, ambiente, stili di vita e condizioni socio-economiche esercitano sulla salute dell’individuo.

Tali fattori oggi, oltre ad essere considerati dei significativi determinanti di salute, sono in grado di condizionare i percorsi diagnostici ed intervenire sugli outcome delle terapie. Attualmente, sia a livello nazionale che inter- nazionale, a fronte di evidenze consolidate di differenze di genere in medicina, non si rileva una opportuna attenzione al problema nella pratica clinica e nei corsi di formazione sani- taria. L’Ordine dei Medici, nella sua sussidia- rietà, ha l’obbligo morale di garantire ai citta- dini un medico formato e preparato in modo innovativo. Il convegno ha visto la presenza di CURARE I MALATI O POTENZIARE I SANI? LE SFIDE ALLA SALUTE OGGI, PONENDO ATTENZIONE AL GENERE Convegno Nazionale ECM Auditorium “Bonomo” OMCeO Bari, 16 giugno 2018 Moderatori: F. Anelli, F. Lavalle 09.00 Introduzione: La Medicina di Genere per l’OMCeO Bari F. Lavalle 09.20 Azioni della FNOMCeO per una nuova cultura sulla Medicina di Genere e nel contrasto alla violenza di genere in ambito sanitario F. Anelli 09.40 La Medicina di Genere nei programmi del Ministero della Salute. Ruolo dell’I.S.S. W. Malorni 10.00 L’attenzione al Genere nella sanità della Regione Puglia A. Caroli 10.20 Pari opportunità e Medicina di Genere: affinità e differenze G. De Silvio 10.40 Discussant E. Ortona 10.50 Discussione 11.20 È possibile attuare le medicina potenziativa in Medicina di Genere?

Importanza del Genere nel determinismo di una diversa incidenza delle patologie in: - Pneumologia A.M. Moretti - Neurologia M. Trojano - Ortopedia B. Moretti - Endocrinologia A. Ciampolillo - Cure primarie M. Zamparella 13.00 Discussione 13.20 Conclusioni 13.30 Compilazione dei questionari di gradimento e di verifica dell’apprendimento Responsabile scientifico: F. Lavalle SEGRETERIA ORGANIZZATIVA E PROVIDER: Via C. Rosalba, 41/a BARI tel. 0805093954 - fax 080 5093974 info@eventiagora.it - www.eventiagora.it SEDE OMCeO - Auditorium Bonomo Via Giuseppe Capruzzi, 184 BARI ECM Sono stati riconosciuti n. 5 crediti formativi e la partecipazione è limitata a n. 100 partecipanti. L’evento è stato accreditato per le tutte le figure professionali. Alla fine dei lavori, sarà consegnato un attestato di partecipazione, mentre il certificato riportante i crediti ECM, sarà inviato successivamente. I relatori hanno diritto a n. 1 credito per ogni mezz’ora di docenza.

ISCRIZIONE L’iscrizione all’evento è gratuita e dà diritto: alla partecipazione ai lavori scientifici, al materiale congressuale, al coffee break ed all’attestato di partecipazione. Per effettuare la domanda di iscrizione è necessario inviare una mail ad AGORÀ (info@eventiagora.it), oppure registrarsi sul sito OMCeO (http://albi.omceo.bari.it/apex/f?p=305:1:::::P1_CORSO:30), entro il 6 giugno 2018.

Settembre 2018 | Notiziario | 71 eccellenze nel settore della Medicina di Ge- nere. Partendo dall’impegno dell’Omceo Bari in tale ambito (relatore F. Lavalle), si è esa- minato il ruolo della Fnomceo nel facilitare la diffusione di tale cultura nel medico, sen- za perdere di vista il contrasto alla violenza di genere in Sanità (relatore F. Anelli). Inoltre, sono stati esposti i programmi del Ministero della Salute in proposito ed il ruolo dell’ISS, nell’intervento del relatore W. Malorni. La discussione ha poi riguardato anche il ruo- lo della Regione Puglia, discusso dalla relatri- ce A. Caroli. La Puglia è stata la prima regione italiana a porre l’attenzione oltre 10 anni fa alla Medicina di Genere, grazie all’impegno di A. M. Moretti. Di Pari Opportunità versus Medicina di Genere ha parlato G. De Silvio, mentre E. Ortona ha parlato dell’impegno attuale dell’ISS. Si è poi passati alla parte pre- valentemente clinica, durante la quale sono state esaminate le patologie in alcune specia- listiche secondo quanto è stato già riportato all’inizio. Sono intervenuti con relazioni molto dettagliate: A.M. Moretti per la pneumolo- gia; M. Trojano per la neurologia; B. Moretti per l’Ortopedia; A. Ciampolillo per l’Endocri- nologia; M. Zamparella per le cure primarie. L’appuntamento per tutti è ora al settimo anno.

ATTUALMENTE, SIA A LIVELLO NAZIONALE CHE INTERNAZIONALE, A FRONTE DI EVIDENZE CONSOLIDATE DI DIFFERENZE DI GENERE IN MEDICINA, NON SI RILEVA UNA OPPORTUNA ATTENZIONE AL PROBLEMA NELLA PRATICA CLINICA E NEI CORSI DI FORMAZIONE SANITARIA. #epolisbarinonsolocarta non mi basta. un “mi piace”

72 | Notiziario | Settembre 2018 A Bari il 14 e il 15 settembre, presso l’Auditorium “Bonomo” dell’OMCeO, tornano per il quarto anno consecutivo le Giornate di approfondimento sulla formazione del medico. A nche quest’anno Bari si conferma la capitale italiana per quanto riguar- da la Formazione del Medico post- laurea. Eminenti colleghi si confronteranno sul tema della Formazione con lo scopo di individuare il modo più appropriato per apportare una continua evoluzione del sistema valutativo professionale.

All’uopo, verranno esposte le novità predi- sposte dalla Commissione ECM e l’operato dell’Osservatorio Nazionale ECM per la cre- scita della Qualità nella Formazione. Verrà esposto l’importante ruolo del Co.Ge.A.P.S. Verrà proposto un Sistema di validazione del- le competenze mediche predisposto dal la- voro congiunto di Centro Studi e Area della Formazione della Fnomceo. Si parlerà di Laurea Abilitante e di proposte per innovare la formazione dello studente in Medicina.

Quindi si esamineranno le ricadute della for- mazione medica sul sistema lavoro in Sanità e l’importanza di una adeguata formazione alla luce della Legge Gelli/Bianco. Due tavole rotonde di particolare interesse e con importanti Relatori concluderanno l’e- vento scientifico. Come ogni anno, molti saranno i Presiden- ti di Ordini e Colleghi, provenienti da ogni dove, che parteciperanno all’evento perché, l’innovazione nella formazione, come quella presente nel convegno di Bari, rappresenta- no un utile bagaglio culturale nella vita pro- fessionale di tutti.

Bari apre le sue porte a quanti ritengono che l’attenzione alla Formazione Medica postlau- rea sia un valore di crescita professionale e del nostro Sistema Sanitario Nazionale. di FRANCO LAVALLE Franco Lavalle Vice-Presidente OMCeO di Bari lavalle54@gmail.com FORMAZIONE FORMAZIONE ECM E RIVALIDAZIONE DELLE COMPETENZE

Settembre 2018 | Notiziario | 73 14 SETTEMBRE 14.00 - Registrazione Partecipanti 14.30 - Presentazione del Convegno Saluti Istituzionali SESSIONE POMERIDIANA Moderatori: Franco Lavalle - Rossana Ugenti 15.00 - La Commissione ECM un sistema in continua evoluzione - Marco Maccari 15.30 - L’Osservatorio ECM per il controllo della Qualità della Formazione - Corrado Ruozi 16.00 - Il Cogeaps è soltanto un banca dati? Sergio Bovenga 16.30 - La Laurea Abilitante - Antonio Moschetta 17.00 - Discussione 17.15 - Pausa 17.30 - Proposte per innovare la formazione dello studente in medicina Silvio Brusaferro 18.00 - Rivalidazione delle competenze del medico. La proposta della Fnomceo - Franco Lavalle 18.30 - Ricadute sul sistema salute di un medico rivalidato - Rossana Ugenti 19.00 - Aggiornamento scientifico e responsabilità professionale del medico alla luce della legge Gelli/Bianco - Guido Carpani 19.30 - Discussione 20.00 - Chiusura giornata Dr. Franco Lavalle Vicepresidente OMCeO Bari E-mail: lavalle54@gmail.com Segreteria Organizzativa Presidente: Filippo Anelli - Responsabile Scientifico: Franco Lavalle 15 SETTEMBRE SESSIONE MATTUTINA 8.30/11.00 - Tavola Rotonda Lo sviluppo a livello regionale ed aziendale della formazione continua nel settore salute alla luce del nuovo Accordo Stato-Regioni del 2 febbraio 2017 Moderatori: Filippo Anelli, Marco Maccari Intervengono: Giovanni Leoni, Antonio Magi, Cosimo Nume, Carlo Palermo, Federica Pediconi, Felice Ungaro 11.00 - Discussione 11.15 - Premiazione migliore tesi Corso Medicina Generale - Anno 2018 - Pietro Scalera 11.30 - Tavola Rotonda È possibile la modifica dell’attuale modello di formazione professionale anche alla luce della proposta Fnomceo per rivalidare le competenze del medico?

Moderatori: Franco Lavalle, Roberto Monaco Intervengono: Silvio Brusaferro, Guido Carpani, Alessandro Nisio, Giancarlo Ruscitti, Roberto Stella, Rossana Ugenti 13.30 - Discussione 13.45 - Questionari ECM Chiusura Lavori P R O G R A M M A FNOMCeO - Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri Provider ECM Segreteria Scientifica Evento n. 2603 - 237288 Crediti ECM: 10

74 | Notiziario | Settembre 2018 FAKE NEWS UNA BUFALA CI SEPPELLIRÀ? Fnomceo lancia una campagna shock sulle false notizie in materia di salute. Oltre 30 gli Ordini provinciali che hanno già aderito. Mentre i dati raccontano di un paese che sempre più spesso si informa su patologie e terapie in rete.

Settembre 2018 | Notiziario | 75 N on mi hanno vaccinato per paura dell’autismo”, “Avevo acquistato sul web un farmaco miracoloso”, “Ho curato il cancro con il bicarbonato di sodio”. Sono alcuni degli epitaffi che, sovrastati da una croce, campeggiano su altrettante lapidi nella campagna shock ‘Una bufala ci seppel- lirà?’ lanciata dalla Fnomceo per combattere le bufale in tema di salute, soprattutto quelle che si diffondono tramite la rete. “Diffidate delle bufale sul web. Chiedete sempre al medico” è l’invito che campeggia sui poster 6 metri x3 e sugli annunci stampa che la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici ha ideato e messo a disposizione degli Ordini provinciali per la pianificazione in affis- sione sul territorio e sulla stampa locale. Sono già più di trenta gli Ordini che hanno aderito. La campagna - presentata il 10 maggio a Roma - intende sensibilizzare l’opinione pub- blica e combattere il fenomeno della diffusio- ne delle fake news sulla salute tramite la rete. Un fenomeno preoccupante e in crescita, che mette a repentaglio la salute dei cittadini. “Una Spoon River delle occasioni perse in tema di salute, una campagna che in modo secco ed efficace, potremmo dire ‘lapidario’, mette in guardia dai pericoli delle false cure pubblicizzate in maniera allettante anche sul web – commenta il responsabile dell’Area Strategica della Comunicazione Fnomceo, Cosimo Nume.

Secondo la Ricerca Censis Assosalute 2017 sono infatti 15 milioni gli italiani che, in 1. Ancona 2. Arezzo 3. Avellino 4. Bari 5. Benevento 6. Bologna 7. Bolzano 8. Cagliari 9. Caserta 10. Cosenza 11. Cremona 12. Foggia 13. Forlì Cesena 14. Genova 15. Lecco 16. Lucca 17. Milano 18. Napoli 19. Novara 20. Palermo 21. Pavia 22. Ragusa 23. Ravenna 24. Roma 25. Rovigo 26. Salerno 27. Savona 28. Siena 29. Torino 30. Trieste 31. Venezia TUTTI GLI ORDINI CHE HANNO ADERITO ALLA CAMPAGNA PROMOSSA DA FNOMCEO:

76 | Notiziario | Settembre 2018 I QUATTRO SOGGETTI DEI MANIFESTI 6X3 DELLA CAMPAGNA “UNA BUFALA CI SEPPELLIRÀ?” DEDICATA ALLE FAKE NEWS E LANCIATA DA FNOMCEO A MAGGIO.

Settembre 2018 | Notiziario | 77 Una Spoon River delle occasioni perse in tema di salute, una campagna che in modo secco ed efficace, potremmo dire ‘lapidario’, mette in guardia dai pericoli delle false cure” MIMMO NUME Abbiamo scelto una campagna shock perché vogliamo far comprendere i pericoli spesso sottovalutati cui il cittadino va incontro nel momento in cui si affida a fonti non autorevoli per decidere della propria salute.” FILIPPO ANELLI Alcune immagini della conferenza stampa di presentazione della campagna “Una bufala ci seppellirà?” che si è tenuta a Roma il 10 maggio scorso. Erano presenti, tra gli altri, il Presidente della Fnomceo Filippo Anelli, il Responsabile dell’Area Comunicazione Fnomceo Mimmo Nume, il Direttore Generale del Censis Massimiliano Valeri. caso di piccoli disturbi, cercano informazioni sul web. Un atteggiamento pericoloso che è sempre più diffuso tra i giovani: il 36,9% dei millennials usa autonomamente il web per trovare informazioni su come curare i piccoli disturbi. Nel nostro paese ammontano a 8,8 milioni ogni anno le vittime di fake news in materia di salute, mentre sono 3,5 milioni i genitori che si sono imbattuti in indicazio- ni mediche sbagliate in rete. Anche perché le fonti di informazione sul web non sempre sono autorevoli: nel 17% dei casi si tratta di siti web generici sulla salute, nel 2,4% di so- cial network e solo nel 6% si tratta di siti isti- tuzionali.

I canali web pesano sempre di più come pun- to di riferimento per l’informazione in materia di salute: il medico di medicina generale è la fonte nel 53,5% dei casi, il farmacista nel 32,2%. Seguono a breve distanza i canali web (28,4%). I dati rilevano un bisogno reale: il 69% de- gli italiani vorrebbe trovare sui siti web e sui social network informazioni certificate sulle piccole patologie e sui farmaci. Anche per questo motivo da tre mesi è attivo il porta- le Fnomceo Dottoremeveroche, che intende essere un punto di riferimento per i cittadini, offrendo informazioni certificate da un ampio comitato scientifico e smontando così le fake news che girano in rete.

La campagna appena lanciata dalla Fnomceo si inserisce in questo ambito di attività, pun- tando a ridare un ruolo centrale al me-

78 | Notiziario | Settembre 2018 L’ECO SUI SOCIAL La campagna dedicata alle fake news, focalizzata su alcuni temi sensibili come i vaccini, ha avuto una grande eco mediatica ed è stata ampiamente ripresa anche sui social network.

Settembre 2018 | Notiziario | 79 dico nella relazione con il paziente in tema di salute. A causa dei tagli alla Sanità, il rapporto di fiducia medico paziente si è infatti venuto ad incrinare negli ultimi anni, perché il pro- fessionista è sempre più visto come chi nega la prestazione piuttosto che come un alleato nella relazione di cura. “Abbiamo scelto una campagna shock perché vogliamo far com- prendere i pericoli spesso sottovalutati cui il cittadino va incontro nel momento in cui si affida a fonti non autorevoli per decidere del- la propria salute. Gli Ordini dei medici sono garanti della Salute pubblica come bene per tutta la società ed hanno quindi il dovere di intervenire per informare e sensibilizzare i cittadini rispetto ad atteggiamenti che ne minano il benessere. - spiega Filippo Anelli, Presidente Fnomceo - Il medico deve tornare al centro della relazione che il paziente ha con la propria salute. Occorre ricostruire quel rap- porto di fiducia medico-paziente che è stato fortemente indebolito dall’aziendalizzazione della Sanità”. Le conseguenze di questa cri- si hanno radici anche in un profondo muta- mento culturale, che si riflette sulla figura del medico e sulla sua autorevolezza. L’accesso sempre più facile all’informazione ha creato l’illusione di un sapere alla portata di tutti e ha indotto un pregiudizio verso le professioni intellettuali, che vengono sempre più perce- pite come superflue: a cosa serve un medico se posso trovare la terapia per una patologia digitandone il nome su Google?

Questo lascia spazio ad atteggiamenti scet- tici nei confronti della scienza e delle terapie convenzionali e apre il campo a una medici- na fai da te quando non a imbonitori e truf- fatori. “Le crescenti aggressioni ai danni dei medici sono una delle ultime conseguenze di questa complessa somma di fattori: medi- ci visti come meri erogatori di servizi in una sanità-azienda, facile accesso all’informazione e scetticismo nei confronti del sapere cer- tificato dagli esperti, svalutazione del ruolo sociale e dell’autorevolezza delle professioni intellettuali.” - sottolinea Anelli - “Serve una sterzata decisa per riportare il diritto alla salu- te dei cittadini nelle mani di chi può tutelarlo al meglio, nelle mani dei medici”.

80 | Notiziario | Settembre 2018 IL RUOLO DEI MEDICI NELLA BATTAGLIA CONTRO IL FENOMENO DELLE “BUFALE” I social network e il Web in genere contribuiscono a diffondere notizie false, inventate o incomplete, a forte discapito della salute dei cittadini. Come possono reagire, allora, i professionisti della sanità? L ’intervista a Mimmo Nume, responsabile della comunicazione di Fnomceo. Presidente, quanto è grave il fenomeno delle fake news in sanità e quali sono i pericoli? «Gravissimo, da vero e proprio allarme so- ciale. Il web, e i social network in particola- re, sono uno strumento di comunicazione partecipativa insostituibile, ma nascondono purtroppo non poche insidie. Tra queste, il propagarsi di notizie del tutto inventate, o ri- portate in modo assolutamente equivoco in tema di salute. Questo genere di notizie può avere una pericolosità sociale altissima. Basti pensare alle “campagne” contro le vaccina- zioni, che si basano su presupposti del tutto inventati come la correlazione con l’autismo o la presenza di sostanze tossiche nei vaccini; o, ancora, alle decine di cure “miracolose” proposte per il cancro (molto spesso per fini di lucro) che speculano indegnamente sulla sofferenza di tante persone in condizioni di estrema fragilità.» In che misura le fake news hanno contribuito ad indebolire il rapporto di fiducia medico- paziente?

«Credo che sul rapporto fiduciario, più del web, abbiano influito l’eccessivo carico burocratico e la fatiscenza delle strutture sa- nitarie. Il rapporto fra il paziente e il “suo” medico, sia pure giustamente ridisegnato alla luce della evoluzione dei costumi e dei ruoli che ogni epoca porta con sé, tiene, e tiene bene. Ai miei colleghi suggerirei di non deri- dere o respingere con fastidio le osservazioni dei pazienti ricavate dalle loro peregrinazioni su Internet, perché anche quelle fanno par- te della loro “narrazione” della malattia o del proprio disagio, e dunque a buon diritto possono essere assunte nella anamnesi, che come ogni buon clinico sa è momento fonda- di REDAZIONE FAKE NEWS

Settembre 2018 | Notiziario | 81 mentale del percorso diagnostico.» In che modo e con quali strumenti la FNOMCeO sta reagendo a questo fenome- no? «Da alcuni mesi è on-line il sito www.dottore- maeveroche.it, dove sono riportate domande frequenti e risposte autorevoli, e soprattutto documentate orientate a confutare e smonta- re analiticamente le più comuni “bufale” che circolano sul web. Stiamo costruendo con l’a- iuto di un gruppo di esperti e di comunicatori un vero e proprio “deposito” di notizie vere e comportamenti virtuosi, da cui attingere per rispondere ai propri dubbi in tema di salu- te. Ma la vera “mission” del sito è nel titolo: “Dottore, ma è vero che?”. Questa domanda vuole essere proprio un invito per il cittadi- no a cercare le risposte ai propri problemi di salute nel confronto con il proprio “dottore”, sfuggendo alle trappole del web, e dunque a ricostruire quel rapporto di fiducia a cui prima accennavamo, che è presupposto fondamen- tale di ogni percorso di cura.

Sul web sono state pubblicate alcune imma- gini molto forti per contrastare le informa- zioni sanitarie infondate: diverse lapidi e su ciascuna inciso il pensiero di chi aveva credu- to ad una delle tante “bufale”. Era proprio necessario questo “pugno nello stomaco”? «Sì, ci rendiamo conto che quelle immagini sono un vero proprio pugno nello stomaco. Ma abbiamo ritenuto che, in un momento in cui chi diffonde fake news si mostra par- ticolarmente aggressivo, fosse necessario un messaggio forte e chiaramente leggibile. In fondo, è meglio guardare in foto una lapide, che finirci sotto per aver creduto alle scioc- chezze di qualche irresponsabile.» Ai miei colleghi suggerirei di non deridere o respingere con fastidio le osservazioni dei pazienti ricavate dalle loro peregrinazioni su Internet, perché anche quelle fanno parte della loro “narrazione” della malattia o del loro disagio,

82 | Notiziario | Settembre 2018 COSA NON VORRESTI MAI DIMENTICARE N el 1905 Alois Alzheimer ed il nostro Gaetano Perusini de- scrissero un caso di una malattia degenerativa che prese poi il nome appunto di Malattia di Alzheimer, ben inconsa- pevoli che a 100 anni dalla loro scoperta questa patologia doveva essere definita “ una delle epidemie del XXI secolo” con un nuovo caso diagnosticato ogni 4 secondi. I numeri pertanto sono drammatici nella loro enormità: 126 milioni nel mondo, 1milione e 250 in Italia, oltre 70.000 nella nostra Puglia ed oltre 8.000 nell’area metropolitana di Bari. La Associazione Alzheimer Bari Onlus, fondata nel febbraio del 2002, svolge la sua mission sul territorio della provincia di Bari , del- la BAT e sul Tarantino, con una rete di Sportelli sul territorio, FOTORACCONTO Difficoltà di diagnosi precoce, mancanza di un reale interesse da parte delle Istituzioni, mancanza di una terapia medica risolutiva: sono le criticità che dal 2002 affronta l’Associazione Alzheimer Bari, portando avanti un approccio multidisciplinare all’avanguardia per sostenere i pazienti e le loro famiglie. di PIETRO SCHINO Presidente Associazione Alzheimer Bari presid.alzheimerbari@libero.it

Settembre 2018 | Notiziario | 83 LE UNICHE TERAPIE VALIDE DIVENTANO LE TERAPIE NON FARMACOLOGICHE CHE HANNO LO SCOPO DI RALLENTARE LA PROGRESSIONE DELLA PATOLOGIA E DI RIDURRE IN PARTE I DISTURBI COMPORTAMENTALI, SPESSO CAUSA DELLE ISTITUZIONALIZZAZIONE DEI PAZIENTI CON ALZHEIMER.

84 | Notiziario | Settembre 2018 centri di Ascolto e con la sede operativa“ Casa Alzheimer Don Tonino Bello “ a Bari in via Papa Benedetto XIII n° 21. Nella sede operativa dell’Associazione dispone di molti ambienti da adibire allo scopo funzio- nale che si è prefissato e che a tutt’oggi rappre- senta una assoluta novità nel variegato palco- scenico offerto da altre realtà, tutte comunque attinenti alla patologia in questione, un nutrito, qualificato e preparatissimo gruppo di neurop- sicologi ed educatori svolge una serie di attivi- tà tra esse interconnesse e plasmabili, in grado di offrire un sostegno di prim’ordine agli ospiti affetti da un deterioramento cognitivo di entità lieve o lieve-moderata.

A questo si aggiunge un’implementazione dell’offerta dei servizi con l’assistenza erogata in favore dei familiari dei pazienti, anch’essi distin- tamente seguiti da neuropsicologi ed educatori durante le sedute dedicate ai propri cari. Negli anni le proposte assistenziali e terapeuti- che non farmacologiche si sono ampliante ed offrono un ampio ventaglio di opportunità per il paziente e la sua famiglia ( i cui componenti sono chiaramente i principali care-givers ). Il Servizio di Neuropsicologia per la Diagnosi e la Cura dei Deficit Cognitivi offre un servizio integrato che, da un iniziale colloquio conosciti- vo ed una valutazione psicodiagnostica rivolti a pazienti con deficit cognitivi, giunge ad un inter- vento mirato di riabilitazione cognitiva, le tappe del percorso psico-diagnostico sono:

Settembre 2018 | Notiziario | 85 • Colloquio psicologico-clinico con il paziente ed il caregiver: è il momento conoscitivo iniziale per entrare in relazione con il paziente ed il suo caregiver e per raccogliere le necessarie infor- mazioni. • Valutazione psicodiagnostica: prevede la som- ministrazione di test neuropsicologici specifici per lesione in età adulta e batterie di test per la valutazione dei deficit cognitivi del bambino. • Colloquio di restituzione: è il momento conclu- sivo in cui si restituisce al paziente la diagnosi. • Riabilitazione cognitiva: riguarda lo studio delle possibilità riorganizzative del cervello che abbia subito lesioni; scopo della riabilitazione è quello di recuperare o stimolare abilità di base per mi- gliorare l’adattamento funzionale del paziente. • Follow-up: controllo a medio o lungo termine in base al deficit specifico riscontrato. Il servizio vuole essere un accompagnamento ed una risposta alle esigenze che emergono lungo le diverse fasi delle malattie. Per questi motivi propone una serie di prestazioni integrate, di ini- ziative e di strumenti che tengano conto anche degli aspetti emotivi che la malattia comporta, soprattutto per la famiglia. Vengono pertanto forniti ai familiari modelli efficaci affinché la Per- sona, con particolari problematiche cognitive, possa raggiungere una qualità di vita adeguata alle proprie esigenze e possa seguire un percor- so di stimolazione – riabilitazione durante le at- tività della vita quotidiana. Inoltre viene sommi- nistrato il supporto necessario alla famiglia

86 | Notiziario | Settembre 2018

Settembre 2018 | Notiziario | 87 per affrontare e fronteggiare al meglio le complesse occasioni legate alla gestione della situazione. Nella programmazione delle attività, quelle assi- stenziali assumono un ruolo estremamente impor- tante poiché esse sono concepite come veri e pro- pri momenti terapeutici, tese a stimolare l’esercizio delle autonomie; occasioni in cui l’anziano, con l’a- iuto sapiente dell’operatore, realizza il “prendersi cura di se stesso”, recuperando frammenti di stima di sé.

ELENCO DELLE ATTIVITÀ: • ROT FORMALE ED INFORMALE • MEMORY TRAINING • TERAPIA DI REMINISCENZA • STIMOLAZIONE MEMORIA PROCEDURALE • TERAPIA DI RIMOTIVAZIONE • TERAPIA OCCUPAZIONALE • TERAPIA DI VALIDAZIONE • RIATTIVAZIONE MOTORIA • TERAPIA CONVERSAZIONALE • ORTICOLTURA • MUSICOTERAPIA • ASCOLTO MUSICALE E BALLO. • PET THERAPY • STIMOLAZIONE MAGNETICA TRANSCRANICA • ATTIVITÀ SPIRITUALE • DOLL THERAPY • TERAPIA DEL VIAGGIO • COGS CLUB MODALITÀ DI APPLICAZIONE Le attività vengono erogate osservando compiuta- mente il METODO GENTLECARE; pertanto hanno la caratteristica di essere: Brevi. Durare non più di 15-20 minuti Compiute. Giungere a compimento, poiché ciò aiuta a coglierne il significato Divertenti. Stimolare possibilmente interesse ed allegria Familiari. Basarsi su precedenti abilità o capacità del paziente Non stressanti. Consentire alla persona di svolger- le con successo Personali. Richiamare qualcosa che il paziente rico- nosce o identifica Realistiche. Avere un senso percepibile Semplici. Attuare azioni singole e non sequenza. Non devono richiedere apprendimento Utili. Percepire l’utilità di ciò che si fa per dare valo- re al proprio operato Le attività sono divise a seconda del grado di de- terioramento del paziente e sono realizzate sia indi- vidualmente che in gruppo (le pri- me cinque per pa- zienti di grado lie- ve mentre tutte le altre per pazienti di grado modera- to-grave). Il programma delle attività è concepito non come un modo per tenere impegnato l’anziano, ma come l’essenza della vita stessa dell’anziano, ben sapendo che le attività han- no maggiore efficacia se sono parti integranti di un regime di vita normale. L’obiettivo è la creazione di una protesi individuale che tenga conto del più alto livello di motivazione in cui il soggetto si asse- sta e che si adatti esattamente al tipo ed al grado di disabilità presenti. La persona non deve venire né “sottaiutata” (non si soddisferebbero così i suoi bisogni), né “sovraiutata” (la persona perderebbe abilità in misura dell’eccessivo aiuto ricevuto). Sin dal 2010 l’Associazione ha sviluppato una tipolo- gia di intervento riabilitativo che deve configurarsi come un approccio multidimensionale che coinvol- ge più figure professionali, indirizzato a migliorare la qualità di vita dell’anziano affetto da demenza. L’obiettivo consiste nel rallentamento della progres- sione della malattia e nel contenimento dei diversi disturbi, per tale motivo si è creato l’Amaryllis cafè ( Caffè Alzheimer ) , con incontri che si tengono tre volte la settimana della durata di circa 120 minuti ciascuno, che costituisce uno spazio/tempo dedica- to alle persone affette da deterioramento cognitivo ed ai loro familiari; tale inscindibile connubio nasce dalla volontà di aprire e mantenere in essere una comunicazione con queste persone, al di fuori di qualsivoglia contesto sanitario e/o istituzionale, af- finché possa favorirsi la loro socializzazione col resti- tuirgli la propria identità ed il loro senso di autoeffi- cacia. Gli ospiti, in diverse stanze, svolgono attività cognitive ovvero manuali, artistiche e laboratoriali; questa diversa opportunità offre il vantaggio di po- ter soddisfare al meglio le specifiche necessità dei soggetti interessati nonché le loro attitudini. Dal 2015 viene praticata la Stimolazione Ma- L’ASSOCIAZIONE ALZHEIMER BARI ONLUS, FONDATA NEL 2002, SVOLGE LA SUA MISSION SUL TERRITORIO DELLA PROVINCIA DI BARI, DELLA BAT E SUL TARANTINO, CON SEDE OPERATIVA “CASA ALZHEIMER DON TONINO BELLO” A BARI IN VIA PAPA BENEDETTO XIII N° 21.

88 | Notiziario | Settembre 2018 gne- tica Transcranica con la quale per mezzo di uno strumento chiamato “sti- molatore”, si fornisce energia elettrica ad un mani- polo (detto “ansa” o “coil”) che genera un campo magnetico per un breve periodo di tempo presta- bilito. Ormai numerosissimi studi hanno dimostrato che trattamenti effettuati con stimolazioni magne- tiche transcraniche ripetitive, sono risultate efficaci in varie patologie quali : depressione, esiti di ictus cerebrali, malattia di Parkinson, disturbi ossessivi compulsivi ed anche Malattia di Alzheimer. Sempre nel 2015, avendo visto come anche i pa- zienti più compromessi recuperavano, anche se per pochi momenti, una certa abilità motoria e di linguaggio quando ascoltavano preghiere o ceri- monie religiose abbiamo realizzato a Casa Alzhei- mer una stanza adibita a piccola chiesa con tanto di banchi, piccolo altare, via crucis ed immagini sacre che stimolano i pazienti a ripetere gesti e parole di quando andavano in Chiesa.

Motivo di grande orgoglio di Casa Alzheimer Don Tonino Bello è stata la realizzazione nel 2017 del Treno della Memoria e Terapia del Viaggio. In una stanza della struttura è stato riprodotto uno spac- cato di una odierna stazione ferroviaria; durante l’attività terapeutica vengono riprodotti i suoni ed i rumori reali che si percepiscono nel corso di un viaggio. Gli ospiti vengono invitati a compiere tutti gli atti che attengono ad un viaggio a cominciare dall’acquisto e dalla timbratura del biglietto per poi accomodarsi nei posti assegnati all’interno dello scompartimento in attesa della partenza vera e pro- pria del il viaggio-terapia.

In precedenza, in seguito all’acquisizione di speci- fiche informazioni biografiche e di vita vissuta da parte del paziente, l’equipe multidisciplinare pre- posta avrà strutturato un itinerario personalizzato che potrà aiutarlo a recuperare ricordi ed esperien- ze della propria storia a lui cari. Il viaggio, quindi, diventa un momento di riappropriazione del pas- sato e del presente. Questa terapia rientra tra gli interventi appunto non farmacologici che, insieme a tutte le altre, si prefiggono il benessere degli ospiti andando a stimolare ricordi, attenuando i disturbi del comportamento (ansia, agitazione, aggressi- vità, affaccendamento, wandering, irritabilità) che accompagnano i disturbi cognitivi nella malattia di Alzheimer, dando nel contempo sensazioni piace- voli e gratificanti.

In alcuni casi può anche favorire il dialogo e la re- lazione fra persone; in questo percorso la persona deve essere accompagnata. La Terapia del Viaggio, dunque, si inserisce a pieno titolo tra le novità del panorama di attività a sostegno dei pazienti e, per la prima volta nel centro / sud d’Italia, viene erogata nella nostra sede. Altra terapia non farmacologica recentissima ed innovativa è la Terapia della Bam- bola ( Doll Therapy ) terapia ideata e strutturata dal dr.Ivo Cilesi. La doll è il bambino da accudire, da guardare, da curare, da accarezzare, da strin- gere e baciare, da dondolare e cullare: stimolando emozioni arcaiche si riducono i disturbi comporta- mentali, facilita il rilassamento e diminuisce gli stati di agitazione.

Infine ultimo ed importante fiore all’occhiello della Associazione (2018) è la creazione del il primo, ed unico, “COGS Club” presente in tutto il territorio del Centro / Sud Italia. Esso si configura come as- soluta avanguardia nella erogazione di terapie non farmacologiche. In esso viene rappresentata una forma multidisciplinare di terapia che integra omo- geneamente Stimolazione Cognitiva (CST), Terapia Occupazionale, Attività Motoria, Reminiscenza e Socializzazione da erogarsi a soggetti con demenza lieve o lieve-moderata, mirando a rendere maggior- mente efficienti “gli ingranaggi senili ed arruggini- ti” del cervello.

Questo progetto, ormai pienamente avviato, vuole insomma sviluppare una nuova tipologia di servizio, cosiddetta “a bassa soglia”, che possa intercettare quelle situazioni, ormai diffusissime ed in crescita, che rappresentano una prima soluzione alle incom- benti necessità di accudire il proprio caro che impat- ta con la demenza e sostenere i suoi caregivers. NEL 1905 ALOIS ALZHEIMER ED IL NOSTRO GAETANO PERUSINI DESCRISSERO UN CASO DI UNA MALATTIA DEGENERATIVA CHE PRESE POI IL NOME APPUNTO DI MALATTIA DI ALZHEIMER INCONSAPEVOLI CHE A 100 ANNI DALLA LORO SCOPERTA QUESTA PATOLOGIA DOVEVA ESSERE DEFINITA “ UNA DELLE EPIDEMIE DEL XXI SECOLO” CON UN NUOVO CASO DIAGNOSTICATO OGNI 4 SECONDI

90 | Notiziario | Settembre 2018 I n corsia per curare i malati e combattere i pregiudizi. È la missione di Shaun Murphy, il protagonista di “The Good Doctor”, il medical drama remake dell’omonima serie sudcoreana del 2013, trasmesso in estate dalla Rai. Murphy (interpretato dall’attore Freddie Hi- ghmore) è un giovane chirurgo proveniente da una cittadina nel Wyoming, Casper, dove ha vissuto un’infanzia travagliata. È un medi- co davvero particolare: affetto da autismo, si dedica ai malati con passione e professio- nalità, mettendo al servizio delle cure e del- le diagnosi il suo personale ed eccezionale genio. Nonostante i ritardi cognitivi, infatti, il dottor Murphy ha un talento straordinario nel settore della medicina; appartiene, cioè, a quella categoria di persone affette dalla sindrome dell’idiot savant (l’idiota sapiente, nella traduzione dal francese). Tra le sue doti ci sono una memoria fotografica infallibile e delle competenze di gran lunga superio- ri a quelle degli altri colleghi. Oltre questi “doni”, Murphy è mosso dal grande sogno di aiutare le persone, di curarle per impedire che soffrano e muoiano. Tragica sorte tocca- ta, invece, a suo fratello.

“The Good Doctor”, che già in America nel di ANGELA LOMORO MEDICINA IN TV THE “GOOD DOCTOR”: IL MEDICAL DRAMA PORTA IN TV L ’AUTISMO, CONTRO I PREGIUDIZI Grande successo e boom di ascolti per la serie, in onda su Rai 1. Al grande pubblico piace molto la storia del giovane medico, affetto dalla sindrome del Savant, che cura malati in modo geniale e combatte lo scetticismo.

Settembre 2018 | Notiziario | 91 2017 aveva incassato un buon successo, ha letteralmente conquistato il pubblico italia- no, registrando numeri davvero positivi per casa Rai. La prima puntata è stata vista da oltre 5 milioni di spettatori, nonostante la messa in onda nel periodo estivo. Certo, che il pubblico italiano amasse i medi- cal drama, si sapeva. Basti ricordare il succes- so di serie come Dr. House o Grey’s Anatomy. Ma “The Good Doctor” ha qualcosa in più: qualcosa che va oltre la medicina, il rapporto con i pazienti, le relazioni personali dei me- dici che si intrecciano con le vite private. In “The Good Doctor” c’è un medico geniale che deve sempre combattere con i pregiu- dizi e con lo scetticismo che colleghi più an- ziani ed esperti di lui gli riservano, a causa della sua malattia. Ad aiutare Shaun Murphy interviene un altro medico: il dottor Aaron Glassman (interpretato da Richard Schiff), il primario del reparto in cui lavora il giovane chirurgo Shaun. Glassman lo esalta e lo inco- raggia a non fermarsi mai davanti alle prime difficoltà. Nell’unità di chirurgia pediatrica di un prestigioso ospedale di San Jose, il dottor Murphy, genio sensibile ma introverso, tocca insieme i suoi pazienti e le corde emotive dei telespettatori.

LA SINDROME DEL SAVANT La sindrome del Savant (dal francese “idiot savant”, idiota sapiente) è una condizione molto rara che coinvolge persone affette da ritardi mentali e cognitivi, autismo e schizofrenia, ma capaci di abilità eccezionali in alcuni singoli settori, spesso associati alla musica, alle arti o ai numeri. L’espressione fu introdotta nel 1887 dal medico londinese John Langdon Down per riferirsi ai bambini deboli di mente che presentavano “facoltà” speciali e a volte eccezionali. Fra queste vi erano straordinarie capacità di calcolo e disegno, attitudini meccaniche e soprattutto memoria e abilità di suonare e comporre musica. Non è la prima volta che questa sindrome appareintv.Neèaffettoancheilprotagonistadelfilm“RainMan”,Raymond Babbitt, per la cui interpretazione Dustin Hoffman vinse l’Oscar. DA BAMBINO SOGNATORE A MEDICO GENIALE Il protagonista di “The Good Doctor”, il dottor Shaun Murphy, è interpretato dall’attore britannico Freddie Highmore. Classe 1992, Highmore è diventato noto al grande pubblico, per aver ricoperto, nel 2005, il ruolo di Charlie, il bambino sensibile e generoso che vincerà la possibilità di visitare la fabbrica misteriosa di Willy Wonka, nella fortunatissima pellicola “La fabbrica di cioccolato”. Per la sua interpretazione in “The Good Doctor”, Highmore è stato candidato a un Golden Globe.

92 | Notiziario | Settembre 2018

Settembre 2018 | Notiziario | 93 ARTE e medicina SARAH MALONEY Brain, 1999 35.6 x 35.6 x 152.4 cm, cotone, armatura di acciaio, Beaverbrook Art Gallery Sarah Maloney è un’artista canadese contemporanea, che lavora ricreando parti del corpo umano usando varie tecniche tessili: dall’uncinetto al ricamo, dal lavoro a maglia al quilt. Ogni punto compone la complessità di un oggetto, così come ogni cellula fa parte di un insieme più grande, formando un organo. Le opere della Maloney rimandano inoltre al ruolo di accudimento cui tradizionalmente sono state relegate le donne all’interno della famiglia.

94 | Notiziario | Settembre 2018 SCIENCE DAILY 24 APRILE 2018 I BENEFICI DEL CIOCCOLATO FONDENTE Due nuovi studi mostrano come il consumo di cioccolato fondente possa ridurre stress e infiammazioni, aumentare la memoria, migliorare le difese del corpo e l’umore. Gli studi presentati all’annuale Experimental Biology 2018 di San Diego mostrano come il consumo di questo alimento con alta concentrazione di cacao (minimo 70% cacao, 30% zucchero di canna bio) ha effetti rinvigorenti e riduce il livello di stress, rende più percettivi e attivi e migliora le per- cezioni sensoriali. Il cioccolato è una delle maggiori fonti di flavonoidi, ma questa è la prima volta che gli effetti delle sostanze vengono studiati su soggetti umani per vedere come questi possano realmente essere d’aiuto alla salute cardiovascolare, endocrina e cognitiva.

LE MONDE 24 MAGGIO 2018 STATI UNITI: LE DONNE PIÙ DEGLI UOMINI SVILUPPANO CANCRO AI POLMONI Lo studio pubblicato il 23 maggio 2018 sul New England Journal of Medicine, si è interessato in par- ticolare all’incidenza tra cancro ai polmoni e tabacco. L’analisi è stata affrontata su tutte le diagnosi di cancro effettuate dal 1995 sul totale della popolazione e i dati relativi al numero di fumatori dal 1970. Il numero complessivo di diagnosi di tumore ai polmoni negli ultimi anni si è abbassato in particolare per gli uomini, nonostante i dati statunitensi rivelino che il numero di fumatori uomini è superiore a quello femmi- nile. Gli studiosi hanno fatto varie ipotesi: si ritiene che tra le cause di questa disparità ci potrebbe essere la diminuzione dell’esposizione degli uomini a sostanze come l’amianto, in passato presente in quasi ogni luogo di lavoro.

Un’altra ipotesi mai confermata scientificamente ritiene che, con esposizioni nocive identiche, le don- ne siano più soggette a sviluppare un cancro. Per i ricercatori è invece certo che il tabagismo passivo sia nocivo in egual misura, e quindi alta- mente sconsigliato, per gli uomini e per le donne. LE MONDE 21 MAGGIO 2018 FRANCIA: IMPIANTATE CON SUCCESSO TRACHEE ARTIFICIALI Successo nel trapianto dell’organo artificiale su dodici pazienti che riportavano gravi lesioni tumorali. Presentata il 20 maggio al congresso dell’American Thoracic Society di San Diego (USA) questa avanzata tecnica di impianto ha permesso di guarire pazienti con una tracheoto- mia. «Gli organi artificiali possono davvero rivoluzionare la medicina», ha detto il professor Emmanuel Martinod, dell’ospedale di Parigi, Avicenne. Si è scelto di trasformare l’ingegneria tessutale delle aorte in trachee; queste aorte erano state prelevate da donatori deceduti, quindi criogenizzate e conservate a temperature di – 80 °C. Il tessuto è stato trapiantato con un ‘tutore’ vascolare, al posto della trachea NOTIZIE DAL M NDO

Settembre 2018 | Notiziario | 95 precedentemente rimossa. C’è stata rigenerazione dell’epitelio, sino ad assumere le funzioni respiratorie di una trachea. SCIENCE DIRECT 5 GIUGNO 2018 INTEGRATORI E MULTIVITAMINICI: NESSUN BENEFICIO Uno studio dell’Università di Toronto e del St. Michael’s Hospital, pub- blicato dal Journal of the American College of Cardiology, ha svelato che non ci sarebbe alcun effetto benefico nell’uso di integratori e multivitaminici. La ricerca, condotta su 179 casi, ha rilevato che gli effetti positivi de- scritti sulle etichette sono quasi del tutto assenti. Figura come eccezione l’acido folico che sarebbe d’aiuto, specie con la vitamina B, per diminu- ire i rischi di ictus e disturbi cardio- vascolari. Tra le più negative invece troviamo niacina e antiossidanti vari, che sembra possano avere piccoli ma significativi effetti, in particolare aumentando paradossalmente la mortalità.

THE NY TIMES 7 GIUGNO 2018 USA: BAMBINI PREMATURI, UN NUOVO TEST IN PROVA Sviluppato negli Stati Uniti un test del sangue poco costoso per predire la data del parto e identificare rischi di nascite premature. La ricerca è portata avanti da Stephen Quake dell’Università di Stanford su un piccolo gruppo di donne. Il test nota i cambiamenti nella circolazione di RNA nel sangue della donna, riuscendo a definire con precisione le settimane della nascita. In più è meno costoso dei metodi attualmente usati. Utilizzando un’a- nalisi dell’RNA di otto donne che avevano partorito prematuramente, i ricercatori hanno definito corret- tamente sei delle loro gravidanze come premature.

Le nascite premature sono ancora oggi la causa maggiore di bambini nati morti negli U.S.A. Nel mondo, in media 15 milioni di bambini l’an- no nascono prematuramente.

96 | Notiziario | Settembre 2018 REUTERS HEALTH MELANOMA E IMMUNOTERAPIA: IDENTIFICATI BIOMARKER L’espressione delle proteine di classe I e II del complesso maggiore di istocompatibilità (MHC) potrebbe aiutare a predire la risposta del pa- zienti all’immunoterapia nel tratta- mento del melanoma. A evidenziarlo è una ricerca pubblicata da Science Translation Medicine e guidata da Scott Rodig, del Brigham and Wo- men’s Hospital di Boston. I ricercatori americani hanno esa- minato l’espressione delle proteine MHC in campioni bioptici prelevati prima dell’inizio del trattamento in pazienti arruolati in trial clinici. Dai risultati è emerso prima di tutto che una perdita parziale o comple- ta delle proteine di classe I MHC, osservata nel 43% dei pazienti non trattati, sarebbe stata associata a progressione della malattia e a resi- stenza a ipilimumab in monoterapia e ipilimumab somministrato prima di nivolumab, ma non ai due farmaci somministrati insieme.Al contrario, la carenza di proteine di classe I del complesso MHC non sarebbe asso- ciata a resistenza a nivolumab, un meccanismo che, a detta degli autori, sarebbe dovuto al fatto che l’inibizione di PD-1 è associa- ta a una pre-esistente attivazione immunitaria mediata dall’interferone gamma.

REUTERS HEALTH SONO 325 MILIONI I CASI DI EPATITE B E C AL MONDO Nel mondo sono 325 milioni le persone con Epatite B e C per 1,3 milioni di morti l’anno. Meno del 20% delle persone colpite ha acces- so ai test diagnostici e ai trattamenti. Se non si aumenterà l’accesso a test e cure, sarà difficile eradicare la malattia. A dirlo è l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) in occa- sione del World Hepatitis Day del 28 luglio. Nel 2016 la World Health Assembly ha accolto l’obiettivo di eliminazio- ne proposto dall’Oms, definito come una riduzione del 90% dell’incidenza nel mondo e del 65% della mortalità entro il 2030. “La bassa copertura di test e trattamenti – afferma il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom – è il gap più importante che bisogna colmare per raggiunge- re gli obiettivi di eliminazione”. LA REPUBBLICA IN LABORATORIO IL PRIMO MINI CERVELLO Un team di ricercatori della Case Western Reserve University (USA) ha riprodotto in laboratorio il primo mini cervello umano completo: è un organoide, ossia un organo in miniatura, e contiene tutti i tipi di cellule che appartengono alla sua parte più evoluta, la corteccia. Il mini cervello è ora un vero e proprio laboratorio naturale, che consentirà di studiare il comportamento del più complesso dei nostri organi.

Settembre 2018 | Notiziario | 97 NOTIZIE DALL’AIFA a cura di GIANCARLO TRICARICO COMUNICAZIONE EMA SUI MEDICINALI A BASE DI LISATI BATTERICI Avviata una revisione in base ad una richiesta AIFA sulla reale efficacia di questi prodotti. L’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) ha avviato una revisione sui medicinali a base di lisati batterici, su richiesta dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) a seguito della pub- blicazione di recenti studi che hanno sollevato dubbi sull’efficacia dei lisati batterici nella riduzione del numero e della gravità delle infezioni respira- torie negli adulti e nei bambini che soffrono di infezioni ripetute. Inoltre, in casi molto rari, è noto che questi medicinali causano gravi effetti col- laterali legati al sistema immunitario (le difese naturali del corpo). L’ EMA revisionerà ora tutte le infor- mazioni disponibili e raccomanderà se mantenere, variare o sospendere l’autorizzazione al commercio di questi medicinali in tutta l’UE. In allegato la comunicazione EMA http://www.aifa.gov.it/sites/default/ files/Comunicazione_EMA_Bacte- rial_lysates_IT.pdf AIFA: NOTA INFORMATIVA IMPORTANTE SU AZITROMICINA Aumento tasso di recidive emato- logiche nei soggetti sottoposti a trapianto di cellule staminali Nuove e importanti informazioni riguardo l’aumento del tasso di reci- dive delle neoplasie ematopoietiche e della mortalità nei pazienti sotto- posti a trapianto di cellule staminali ematopoietiche (HSCT) che assumo- no azitromicina.

Sintesi: Lo studio clinico ALLOZITHRO, che ha esaminato l’azitromicina a lungo termine per prevenire la sindrome da bronchiolite obliterante in pazien- ti sottoposti a trapianto di cellule staminali ematopoietiche allogeni- che (HSCT) per neoplasia ematologi- ca è stato interrotto prematuramente in seguito all’aumento del rischio di recidive nei pazienti trattati con azi- tromicina rispetto al gruppo trattato con placebo. Sebbene non sia chiaro in che modo l’azitromicina possa aver contribuito all’aumento del tasso osservato di recidive ematologiche, nello studio si conclude che l’esposizione ad azi- tromicina a lungo termine in seguito a HSCT potrebbe comportare rischi che superano i benefici previsti. L’azitromicina non è autorizzata per la profilassi della sindrome da bronchiolite obliterante (BOS) in pa- zienti sottoposti a trapianto di cellule staminali emopoietiche.

GIANCARLO TRICARICO Medico Chirurgo, Specialista in Reumatologia ed Ematologia Generale giantric@gmail.com

98 | Notiziario | Settembre 2018 There’sanappforthat! Una selezione delle migliori App per il settore Science/Medicina. Per non perdersi nel mare magnum degli store online FARMABANK 2018 L’app mette a disposizione l’elenco dei Principi Attivi farmacologici. Per ognuno si trovano indicazioni, controindicazioni, posologie ed interazioni. E’ disponibile l’elenco dei farmaci in commercio in Italia, con relativa classe, prezzo e confezione. Presenta una sezione con le note AIFA vigenti. L’accesso è possibile tramite password rilasciata dal sito Opendoctor Dispositivi: Android, Windows Phone Prezzo: Gratis INTERCHECK INTERCheck è stato realizzato con l’obiettivo di migliorare l’appropriatezza prescrittiva nel paziente anziano attraverso la va- lutazione di interazioni tra farmaci (database delle interazioni rea- lizzato ed aggiornato dall’IRCCS - Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri), carico anticoliner- gico, GerontoNet ADR Risk Score, algoritmo Naranjo, algoritmo DIPS. Dispositivi: iOS e Android Prezzo: Gratis BANCA DATI FARMACI App con banca dati dei farmaci autorizzata dall’AIFA. Si possono consultare le caratteristiche dei prodotti (RCP) e i Fogli Illustrativi (FI), sempre aggiornati in Italia. È pos- sibile stampare copie di documenti presenti nella Banca Dati.

Dispositivi: iOS, Android. Prezzo: Gratis PUGLIA SALUTE L’app del servizio sanitario pugliese che permette localizzazione e informazioni di tutte le strutture sanitarie del territorio. È possibile pagare i ticket, disdire prenotazioni, prenotare prestazioni con ricetta bianca, conoscere in tempo reale il numero di pazienti in attesa nelle strutture di pronto soccorso. Dispositivi: Android, iOS, Windows Phone Prezzo: Gratis SE PARTO PER… Il Ministero della Salute ha svilup- pato questa app di consultazione sull’assistenza sanitaria all’estero, grazie alla quale, si possono reperire informazioni sull’assistenza sanitaria durante un soggiorno o la residenza all’estero, consultare la Directory pubblica contenente tutte le istitu- zioni europee coinvolte nell’erogazione dei servizi di sicurezza sociale, consultare direttamente la normativa comunitaria e italiana attualmente vigente. Dispositivi: iOS, Android, Windows Phone Prezzo: Gratis AIC MOBILE App che permette di trovare locali adatti ai celiaci, attraverso gps. Si può consultare l’elenco di prodotti senza glutine presenti sul mercato e la ricerca può essere effettuata sia inserendo marchi o aziende produttrici che attraverso parole chiave generiche. Il database può essere consultato anche offline. Dispositivi: iOS, Android Prezzo: Gratis FREE FREE FREE FREE FREE

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