La scelta sul TFR e i Fondi pensione

 
 
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La scelta sul TFR e i Fondi pensione

I sistemi previdenziali
Per sistema previdenziale si intende l'insieme delle norme che regolano il diritto alla
prestazione, inteso come l'insieme di regole e requisiti per accedere alla pensione, e la misura
della prestazione, intesa come metodi di calcolo dell'importo pensionistico.
Con la riforma pensionistica introdotta dalla legge n. 335/1995, il sistema previdenziale pubblico
gestito dall'INPS e dalle forme sostitutive e esclusive dell'assicurazione generale obbligatoria,
ha visto affiancare al preesistente sistema retributivo, il nuovo sistema contributivo, entrato in
vigore dal 1.1.1996 per tutti gli assicurati all'INPS dopo quella data.
E' stata offerta la possibilità a coloro che già avevano contributi al 31.12.1995, di scegliere
attraverso un'opzione esplicita, di passare completamente al sistema contributivo, a patto che
al momento dell'opzione questi facciano valere almeno 780 contributi settimanali totali di cui
almeno 260 settimane versate dopo il 1.1.1996.
Per comprendere la situazione assicurativa dell'interessato, occorre quindi capire come sono
collocati i contributi nella sua vita lavorativa alla data di entrata in vigore della legge di riforma,
ovvero al 31.12.1995:
I) Se l'assicurato può far valere a quella data un numero di contributi pari o superiore a 936
settimane (18 anni) versate a qualsiasi titolo, sarà interessato ad un sistema di diritto e calcolo
retributivi puri. Se invece avrà esercitato l'opzione per il sistema contributivo prima del
1.10.2001, avrà il sistema contributivo di diritto e calcolo.
II) Se l'assicurato al 31.12.1995 avrà meno di 736 settimane (18 anni) di contribuzione versata
a qualsiasi titolo, questi potrà in qualsiasi momento esercitare l'opzione per il sistema
contributivo di diritto e calcolo, oppure mantenere il sistema di diritto retributivo e di calcolo
misto (retributivo per le anzianità fino al 31.12.1995 e contributivo per quelle successive al
1.1.1996).
III) Se il lavoratore si assicura dopo il 1.1.1996, sarà automaticamente interessato al sistema di
diritto e calcolo contributivo.



Il diritto alla pensione di vecchiaia nel sistema retributivo

Requisiti generali
L'art. 1 del D. Lgs. n. 503/1992 ha elevato l'età pensionabile di vecchiaia progressivamente da
55 a 60 anni per le donne e da 60 a 65 anni per gli uomini. Lo stesso disposto legislativo ha
sancito l'obbligo di cessazione dell'attività lavorativa dipendente per conseguire la pensione.
La norma ha inoltre salvaguardato dall'innalzamento dell'età anagrafica gli invalidi all'80%
secondo i criteri sanitari INPS. Per costoro quindi si applicano i requisiti di 55 anni di età se
donne e 60 anni se uomini.


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La pensione decorre dal primo giorno del mese successivo a quello in cui sono perfezionati i
requisiti prescritti. Tuttavia, l'interessato può chiedere che la pensione venga liquidata dal primo
giorno del mese successivo alla presentazione della domanda.

Il calcolo della pensione nel sistema retributivo

Il sistema retributivo di calcolo delle pensioni riguarda i lavoratori che, alla data del 31.12.1995,
possano far valere una contribuzione pari o superiore a 936 settimane (18 anni). A tal fine
possono essere considerati i contributi da lavoro, figurativi, volontari e da riscatto, anche
cumulati con la contribuzione da lavoro autonomo e con i contributi esteri in Stati convenzionati
con l'Italia. Sono inoltre interessati, per la parte di calcolo fino al 31.12.1995, i lavoratori che,
alla data del 31.12.1995, hanno meno di 936 settimane (18 anni) di contribuzione. Questi ultimi,
infatti, vedranno liquidata la pensione con il metodo misto, a meno che non esercitino l'opzione
per il sistema contributivo.
L'impostazione del calcolo retributivo tiene conto di due elementi fondamentali:
1) La retribuzione da prendere a base di calcolo della pensione
2) L'anzianità contributiva che determina la percentuale da applicale alla retribuzione base.
La norma si è evoluta e ha cambiato base di calcolo fino alla riforma del 1992, che ha introdotto
la base di calcolo sulle ultime 520 settimane (10 anni).
Le retribuzioni da prendere a base di calcolo vengono ogni anno rivalutate in base agli indici
ISTAT.
In definitiva dal 2002 la pensione retributiva viene suddivisa in due quote, la "quota A" che
applica le anzianità contributive maturate fino al 31.12.1992 ad una base pensionabile costituita
dalla media retributiva delle ultime 260 settimane, e la "quota B" che applica le anzianità
contributive maturate dal 1.1.1993 alla media retributiva delle ultime 520 settimane. A queste
medie si applica per ottenere l'importo della pensione, una percentuale pari al 2,00% per ogni
anno di contribuzione versata. Tale percentuale si riduce in base a scaglioni di reddito.

Il diritto alla pensione di vecchiaia nel sistema contributivo

Il diritto del sistema contributivo è rivolto esclusivamente a coloro che alla data del 31.12.1995:
> non avevano alcun contributo versato presso l'INPS.
> avevano meno di 936 contributi (18 anni) versati presso l'INPS e decidano prima del
pensionamento di esercitare il diritto di opzione per accedere alle regole del sistema
contributivo. Tale opzione è esercitabile in qualsiasi momento a patto che si possa far valere
almeno 15 anni (780 contributi) di contribuzione totali di cui almeno 5 anni (260 settimane)
dopo il 31.12.1995.
> avevano un numero di contributi pari o superiore a 18 anni (936 settimane) entro il
31.12.1995 ed avevano esercitato l'opzione entro il 1.10.2001, per effetto del D.L. n. 355/2001.
I requisiti per il pensionamento. L'accesso alla pensione di vecchiaia contributiva può
avvenire nei seguenti casi:
>Possesso di almeno 57 anni di età per uomini e donne, 5 anni di contribuzione da lavoro
(esclusi i contributi figurativi, volontari, da riscatto) e la maturazione di un importo di pensione
pari almeno a 1,2 l'ammontare dell'assegno sociale
> Possesso di almeno 40 anni di contribuzione (solo da lavoro e figurativi, ad esclusione dei
contributi volontari e da riscatto), a prescindere dall'età.


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> Possesso di almeno 65 anni di età per uomini e donne e 5 anni di contribuzione da lavoro
(esclusi i contributi figurativi, volontari, da riscatto). Qualsiasi sia l'importo maturato, questo
viene messo in pagamento. Non è prevista l'integrazione al trattamento minimo.
In tutti i casi è necessaria la cessazione dell'attività lavorativa dipendente.
La legge 243/2004 ha completamente stravolto l'impianto razionale del sistema contributivo, ed
ha irrigidito, a partire dal 1° gennaio 2008, i requisiti: di fatto la "flessibilità" di uscita verrà
abolita, e sarà necessario per ottenere la pensione, possedere se donna, 60 anni, se uomo, 65
anni. Sull'applicazione di tale novità dovrà intervenire un decreto.

Il calcolo della pensione nel sistema contributivo

Il lavoratore dipendente accantona, anno per anno, il 33% del suo reddito imponibile, che viene
rivalutato in base a un tasso di capitalizzazione legato alla dinamica quinquennale del PIL. Alla
data del pensionamento, all'ammontare complessivo degli accantonamenti (cosiddetto
montante contributivo) si applica un coefficiente di trasformazione che varia col variare dell'età e
determina l'importo annuo lordo della pensione. La retribuzione imponibile non può comunque
eccedere l'importo dei massimali stabiliti dall'art. 2 comma 18 della Legge n. 335/1995.
Esempio di calcolo: Assicurato dal 1.3.1996, nato il 12.12.1946 e vuole al 1.1.2004 conseguire
la pensione contributiva, avendo compiuto l'età minima, 57 anni.
                                       Montante
       Base    Aliquota Accantonamento fine anno                  Tasso      montante montante
Anno imponibile com.        annuo         prec.                   capit.     a. p. riv. fine anno

         €
1996 16.500,00       33,00%         5.445,00             -       1,062054        -       5.445,00
         €
1997 18.500,00       33,00%         6.105,00          5.445,00   1,055871     5.749,22 11.854,22
         €
1998 18.500,00       33,00%         6.105,00       11.854,22     1,053597 12.489,57 18.594,57
         €
1999 19.000,00       33,00%         6.270,00       18.594,57     1,056593 19.646,89 25.916,89
         €
2000 22.000,00       33,00%         7.260,00       25.916,89     1,051781 27.258,89 34.518,89
         €
2001 22.100,00       33,00%         7.293,00       34.518,89     1,047781 36.168,24 43.461,24
         €                                                       1,043698
2002 23.000,00       33,00%         7.590,00       43.461,24              45.360,41 52.950,41
         €                                                       1,041614
2003 22.500,00       33,00%         7.425,00       52.950,41              55.153,89 62.578,89

Montante individuale maturato al 31.12.2003: € 62.578,89

Procedura di calcolo:
1) Nell'anno di riferimento si prende la base imponibile (determinata dalla somma delle
competenze + altre competenze ed eventuali integrazioni figurative come da CUD) e si
moltiplica per l'aliquota di computo, pari al 33%, ottenendo in questo modo l'accantonamento
annuo, che va a sommarsi con gli accantonamenti degli anni successivi.
2) Prima di sommare l'accantonamento dell'anno corrente, occorre rivalutare l'accantonamento
dell'anno precedente per il tasso di capitalizzazione ed ottenere il montante dell'anno

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precedente rivalutato, che aggiunto all'accantonamento annuo, consegna il montante di
fine anno.
3) Concluso il percorso lavorativo, si raggiungerà il montante contributivo totale, che
nell'esempio è di € 62.578,89. Avendo appena 57 anni, dovremo applicare il coefficiente di
trasformazione minimo, pari al 4,720% ed ottenere un importo lordo annuo della pensione pari a
€ 2.953,72 (€ 227,20 mensili), che risulta essere nettamente al di sotto l'1,2 dell'assegno
sociale. Di conseguenza il nostro assicurato potrebbe ottenere la pensione solo qualora si
trattasse di pensione supplementare. Altrimenti dovrebbe continuare a lavorare finché non
matura l'importo maggiore del 20% dell'assegno sociale, oppure attendere il compimento del
65° anno di età e conseguire la pensione a calcolo, di qualsiasi importo essa sia.




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Il trattamento di fine rapporto

Cos'è

Il Tfr (trattamento di fine rapporto), regolamentato dalla legge 297/82 (art. 2120 codice civile), è
la somma che compete al lavoratore dipendente al termine del lavoro in azienda. Tale
trattamento deve essere erogato al lavoratore in ogni caso di cessazione di rapporto di lavoro.
Ai sensi dell’art. 2 della Legge 297/82 nel caso di fallimento o insolvenza dell’azienda, nei
confronti del lavoratore subentra il Fondo di garanzia istituito presso l’INPS.

Come si calcola

Il Tfr si calcola sommando per ciascun anno di lavoro ( o frazione di esso) una quota pari
all’importo della retribuzione annua divisa per 13,5. Per comodità si calcola che la quota
accantonata è pari al 6,91% della retribuzione utile. La retribuzione utile ai fini del Tfr (salvo
previsioni contrattuali) comprende tutte le somme corrisposte in dipendenza del rapporto di
lavoro a titolo non occasionale – con esclusione di quanto è corrisposto a titolo di rimborso
spese. In caso di Cig/s deve essere computato l’equivalente della retribuzione a cui il lavoratore
avrebbe avuto diritto in caso di svolgimento del lavoro. Il Tfr accantonato viene rivalutato al 31
dicembre di ogni anno – con esclusione della quota maturata nell’anno – su base composta –
con l’applicazione dell’1,5% in misura fissa e del 75% dell’aumento indice ISTAT

Come viene tassato

Il Tfr viene tassato con l’aliquota media del lavoratore nell’anno in cui è percepito. In virtù della
legge 47/2000, per gli anni di lavoro decorrenti dal 2001, l’amministrazione finanziaria provvede
a ricalcolare l’imposta, applicando l’aliquota media di tassazione del lavoratore degli ultimi 5
anni.

Il regime delle anticipazioni

La Legge 297/82 regolamenta in generale i criteri per ottenere l'anticipazione sul tfr, rinviando
alla contrattazione collettiva per eventuali previsioni di miglior favore. Tre sono comunque i
presupposti della norma oggi in vigore: le spese sanitarie per terapie e interventi straordinari
riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche, le spese relative all'acquisto della prima casa
per se o per i figli e le spese per congedi parentali e per la formazione.

Il conto di Tesoreria di Gestione del TFR presso l'INPS

La Legge n. 269/2006, Finanziaria 2007, ha determinato il trasferimento del TFR che il
lavoratore sceglie di non destinare ai fondi pensione, ad un conto di Tesoreria di gestione
presso l'INPS, nel caso in cui l'azienda nel 2006 abbia superato mediamente i 50 dipendenti,
per i quali abbia erogato il TFR. Di fatto per i lavoratori non cambia comunque nulla: la richiesta
di liquidazione e di eventuali anticipazioni continuerà ad essere fatta al datore di lavoro, che si
sostituirà comunque all'INPS per quanto concerne l'adempimento degli obblighi nei confronti del
lavoratore salvo poi conguagliare quanto anticipato con i futuri versamenti che è tenuto a
effettuare nei confronti dell'INPS.




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Le tipologie dei fondi e i destinatari della previdenza complementare

I lavoratori interessati

La norma generale rimarca la distinzione tra fondi a prestazione definita e fondi a contribuzione
definita: nel primo caso è certa l’entità della prestazione in relazione al reddito e sono
appannaggio esclusivo dei lavoratori autonomi e liberi professionisti; nei fondi a contribuzione
definita, che riguardano tutti gli altri lavoratori coinvolti dalle novità legislative, è un dato certo
l’ammontare dei contributi da versare al fondo, mentre l’entità della prestazione dipende
dall’ammontare dei contributi versati e dai risultati della gestione finanziaria.
Sono interessati alla previdenza complementare, oltre ai lavoratori dipendenti, compresi quelli
assunti in base alle nuove tipologie contrattuali introdotte dal D. Lgs. n. 276/2003, anche i
lavoratori autonomi e i liberi professionisti, i soci lavoratori di cooperative, i lavoratori
adibiti ai servizi domestici e familiari destinatari del fondo ex “mutualità pensioni” (cosiddetto
fondo “casalinghe”).
Ricordiamo invece che per i dipendenti della pubblica amministrazione, il meccanismo del
“silenzio-assenso” si attiverà dal momento in cui la materia verrà regolamentata, come
espressamente indicato nell’articolo 23 comma 5 del decreto, e quindi successivamente al 1°
gennaio 2007.

Le tipologie di fondi pensione

La normativa suddivide le forme pensionistiche complementari in:
       - forme pensionistiche collettive, che possono essere istituite:
              a) da contratti o accordi collettivi, anche aziendali, ovvero, in mancanza, da
              accordi fra lavoratori promossi da sindacati firmatari dei contratti collettivi nazionali
              di lavoro;
              b) nel caso della categoria dei quadri, da accordi anche interaziendali promossi
              dalle associazioni sindacali nazionali della categoria membri del CNEL
              c) da regolamenti di enti o aziende, nel caso in cui i rapporti di lavoro non siano
              disciplinati dalla contrattazione collettiva, anche aziendale;
              d) nel caso dei soci di cooperative, da accordi tra i soci promossi dalle
              associazioni nazionali di rappresentanza del movimento cooperativo legalmente
              riconosciute;
              e) da accordi tra i soggetti destinatari del fondo “casalinghe”, promossi da
              associazioni di rilievo almeno regionale;
              f) accordi tra lavoratori autonomi o fra liberi professionisti, promossi dalle loro
              associazioni o sindacati di rilievo almeno regionale;
       - forme pensionistiche regionali, tipologia rivolta ai lavoratori che svolgono attività in
       ambito territoriale;
       - forme pensionistiche individuali, ovvero i cosiddetti “fondi aperti”, oppure i contratti di
       assicurazione sulla vita, o i fondi previdenziali assicurativi stipulati con imprese di
       assicurazione, i cui regolamenti vengano approvati dalla COVIP.
       - il fondo “residuale” INPS. La normativa prevede che in caso di silenzio-assenso del
       lavoratore, entro i termini che abbiamo visto, laddove non siano presenti fondi pensione
       contrattati collettivamente, il TFR verrà versato in un fondo istituito presso l’INPS.


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Ricordiamo che solo i fondi che riceveranno l'autorizzazione della COVIP, potranno
ricevere dal 1° luglio 2007 il tfr a titolo di contribuzione.



Il fisco e la previdenza complementare

Lo schema della tassazione

Dalle parti sociali era stato richiesto un sistema di imposizione di “EET”, ovvero basato
sull’Esenzione della contribuzione, l’Esenzione dei rendimenti e Tassazione delle sole
prestazioni. Il decreto ha invece mantenuto lo schema previgente, basato sull’esenzione dei
contributi, la tassazione sia dei rendimenti che delle prestazioni. Al rendimento netto maturato
in ciascun periodo d’imposta, viene applicata una tassazione dell’11%.

La deducibilità fiscale della contribuzione

Dal 1° gennaio 2007 viene confermato come unico limite, un tetto di deducibilità fiscale sui
contributi versati di euro 5.164,57. L’iscritto che dovesse versare un ammontare di contributi
eccedente il tetto di deduzione, può comunicare al fondo pensione entro il 31 dicembre
dell’anno successivo, l’importo dei contributi non dedotti.
Sarà sempre possibile, inoltre, dedurre i contributi versati a favore di familiari a carico, entro
ovviamente il suddetto tetto. Ricordiamo le possibilità, riservate ai lavoratori di prima
occupazione successivamente al 1° gennaio 2008, di dedurre dal reddito complessivo quote
eccedenti i 5.164,57 euro. Tale meccanismo permetterebbe di dedurre nei vent’anni successivi
ai primi cinque anni di contribuzione, un ulteriore importo, comunque non superiore a 2.582,29
euro, risultante dalla differenza tra l’importo di 25.822,85 e i contributi effettivamente versati nei
primi cinque anni a tali forme pensionistiche.
Nella base deducibile rientrano: i contributi versati dal lavoratore; i contributi versati dal datore
di lavoro; i versamenti per i familiari fiscalmente a carico; i contributi volontari.
Vi è un riconoscimento fiscale dei contributi reintegratori della posizione individuale. È previsto
che le somme percepite a titolo di anticipazione possono essere reintegrate, a scelta
dell’aderente, in qualsiasi momento anche mediante contribuzioni annuali eccedenti il limite di
5.164,57.

La tassazione delle prestazioni

Le prestazioni erogate dal fondo sotto forma di capitale, così come quelle erogate sotto forma di
rendita, sono imponibili al netto delle quote già assoggettate a ritenuta (rendimenti) Analogo
criterio viene adottato nella tassazione delle quote eventualmente anticipate.
Sulla parte imponibile delle prestazioni comunque erogate, viene operata una ritenuta a titolo di
imposta pari al 15%. Detta percentuale è ridotta dello 0,30% per ciascun anno di adesione
eccedente il 15° con il limite massimo del 6% [l’aliquota minima non potrà quindi essere
inferiore al 9% con 35 anni di partecipazione (35 – 15 = 20 x 0,3 = 6)]
Solo nella tassazione della anticipazione per la prima casa e per ulteriori esigenze verrà
applicata l’aliquota unica del 23%.
Ricordiamo che il nuovo regime di tassazione delle prestazioni si applica alle prestazioni
derivanti dal montante accumulato dopo il 1° gennaio 2007, quindi ci sarà la tassazione pro-
quota come per il TFR.


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Adesione e contribuzione alla previdenza complementare

Adesione e iscrizione

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L’adesione tacita o esplicita (per le modalità vai al percorso ) al fondo non comporta l’obbligo
della contribuzione a carico del lavoratore e del datore di lavoro, ma il lavoratore può decidere
in modo autonomo di destinare una parte della retribuzione alla forma pensionistica prescelta,
anche in assenza di accordi collettivi. Solo in caso di iscrizione ad un fondo contrattato
collettivamente, è possibile fruire, oltre che della propria, anche della contribuzione a carico
del datore di lavoro.

Lavoratori iscritti alla previdenza obbligatoria dopo il 28 aprile 1993

Sia in caso di conferimento tacito che esplicito del TFR ai fondi, questo riguarda le quote da
maturare e non quelle già maturate. Le modalità di decisione per il conferimento o meno del
TFR al fondo può avvenire, dal 1° gennaio 2007:
   -       in modo esplicito per l’adesione ad un fondo complementare a propria scelta, entro il
       30 giugno 2007 per chi è già assunto alla data del 1° gennaio 2007, oppure entro 6 mesi
       dalla data di prima assunzione se questa avviene dopo il 1° gennaio 2007. La scelta
       viene fatta dal lavoratore per un fondo specifico, di qualsiasi tipo, purché rientri nei
       requisiti descritti ed approvati dalla COVIP;
   -       sempre in modo esplicito, e sempre entro il 30 giugno 2007 per chi è già assunto al
       1° gennaio 2007, oppure entro 6 mesi dalla data di prima assunzione se successiva al
       1° gennaio 2007, è necessario esprimere la volontà di non aderire al fondo
       complementare e mantenere il TFR in azienda con le tradizionali modalità di
       accantonamento e liquidazione. Per questi lavoratori, è sempre possibile revocare la
       scelta di mantenere in azienda il TFR e quindi aderire anche successivamente al fondo
       pensione.
   -        in modo tacito, con il meccanismo del “silenzio-assenso”, qualora il lavoratore già
       assunto alla data del 1° gennaio 2007 non si esprima in alcun senso entro il 30
       giugno 2007, oppure entro sei mesi dalla data di assunzione, se questa avviene
       dopo il 1° gennaio 2007; in questo caso la norma prevede che il datore di lavoro dovrà
       trasferire il TFR maturando alla forma pensionistica complementare collettiva prevista dai
       contratti o accordi collettivi, anche territoriali, salvo sia intervenuto un diverso accordo
       aziendale tra le parti che preveda la destinazione del TFR a una diversa forma
       pensionistica complementare. Tale accordo deve essere comunque notificato al
       lavoratore in modo diretto e personale. In caso di presenza di più forme pensionistiche
       complementari alle quali l’azienda abbia aderito, la norma prevede che il TFR maturando
       venga trasferito a una di esse, in accordo tra le parti; se dovesse mancare l’accordo, il
       TFR verrà trasferito al fondo al quale l’azienda abbia aderito con il maggior numero di
       dipendenti. Nel caso, infine, dovesse mancare un fondo collettivo e un accordo, allora il
       TFR maturando dovrà essere destinato ad un fondo residuale, previsto dall’articolo 9,
       istituito presso l’INPS.

Lavoratori iscritti alla previdenza obbligatoria prima del 29 aprile 1993

Si tratta dei lavoratori che si sono occupati per la prima volta anteriormente al 29 aprile
2003. Per tali lavoratori è prevista dalla previgente norma la possibilità di trasferire
parzialmente il TFR. Qualora alla data del 1° gennaio 2007, tali lavoratori risultino iscritti a
forme pensionistiche complementari, potranno scegliere, sempre entro sei mesi, se mantenere

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il versamento parziale oppure conferire anche il residuo TFR maturando al fondo pensione di
appartenenza. E’ importante sottolineare che anche per tali lavoratori vale la regola del totale
conferimento del TFR qualora non si esprimano entro il 30 giugno 2007.
Qualora invece, non siano iscritti ad alcun fondo, dal 1° gennaio al 30 giugno 2007 potranno
scegliere se mantenere il proprio TFR maturando presso il datore di lavoro oppure trasferirlo
presso un fondo pensione nella misura prevista dalla contrattazione collettiva; qualora non sia
previsto un minimo contrattato, la misura del TFR da devolvere non dovrà essere inferiore al
50%; se invece non esprimeranno alcuna volontà, varrà sempre il principio della totale
devoluzione del TFR al fondo complementare.

Contribuzione volontaria

Per quanto riguarda la facoltà da parte del lavoratore di proseguire volontariamente la
contribuzione, il requisito per poter versare i contributi volontari, è di un anno di contribuzione
al fondo.


* Quando ti sei      occupato per la prima volta?
(Si intende iscritto per la prima volta ad un fondo obbligatorio di previdenza, ad es. INPS,
ENPALS ecc. E' sufficiente che risultino versati contributi, anche in maniera discontinua)

Prima del 29 aprile 1993

Comprende tutti i lavoratori con accredito di contribuzione a un fondo di previdenza obbligatoria
prima del 29 aprile 1993.
Il lavoratore può scegliere la quota da versare a partire da una quota minima che, se non
prevista dagli accordi o contratti collettivi, dovrà essere compresa tra il 50%, e il 100% del
proprio TFR.

Entro il 30 giugno 2007 oppure entro sei mesi dalla tua prima assunzione se posteriore al
1° gennaio 2007

Sei iscritto ad un fondo di previdenza complementare
   •   Decidi di destinare la quota rimanente di TFR al Fondo complementare
                 ƒ   Con questa scelta manifesti esplicitamente l’intenzione di incrementare la
                     quota di tfr destinata al fondo o di versare tutta la quota residuale di TFR al
                     fondo a cui hai già aderito precedentemente (art. 8, comma 7 lettere a e c
                     del Decreto legislativo n. 252/2005).
                     A tale fine dovrai compilare il modello TFR1 alla sezione 2 entro il 30
                     giugno 2007 se sei già assunto alla data del 1° gennaio 2007 e consegnarlo
                     al datore di lavoro.
                     Il versamento al fondo della quota residuale compete dal mese in cui hai
                     presentato formale richiesta.
   •   Decido di non destinare la quota rimanente di TFR al Fondo complementare
                 ƒ   La quota di TFR che hai deciso di non destinare al fondo, dal mese
                     successivo alla data della tua decisione, viene trasferita al nuovo conto di
                     tesoreria gestito dall'INPS. Le regole di gestione, anticipazioni e
                     liquidazioni rimarranno esattamente le stesse e verranno erogate
                     comunque dal datore di lavoro.

                                                 9
A tale fine dovrai compilare il modello TFR1 alla sezione 2 entro il 30
                    giugno 2007 se sei già assunto alla data del 1° gennaio 2007 e consegnarlo
                    al datore di lavoro.
                    Potrai sempre "ripensarci" ed in qualsiasi momento poter destinare anche il
                    residuo tfr al fondo complementare
   •   Non esprimo alcuna decisione (silenzio assenso)
                ƒ   La quota residuale del tuo TFR viene trasferita al fondo negoziale a cui hai
                    già aderito (articolo 8, comma 7, lettera c del Decreto legislativo n.
                    252/2005).
                    Ti ricordiamo che il TFR maturato dal 1° gennaio al 30 giugno 2007,
                    rimarrà in azienda a prescindere dalle sue dimensioni, e a partire dal 1°
                    luglio 2007 scatterà il meccanismo sopra descritto.


Attenzione: non potrai comunque destinare la quota residuale del tuo TFR ad un fondo
individuale.


Non sei iscritto ad un fondo di previdenza complementare
   •   Decido di iscrivermi alla previdenza complementare
                ƒ   Intendi manifestare esplicitamente l’intenzione di aderire alla previdenza
                    complementare e dovrai decidere con quale quota di TFR aderire. La
                    percentuale minima del tfr da devolvere è normalmente stabilità dalla
                    contrattazione collettiva. Se non è prevista, la norma prescrive un minimo
                    del 50% del tfr e la direttiva COVIP del 28 giugno 2006 ha stabilito che è
                    comunque possibile in tale caso devolvere fino al 100% del tfr al fondo
                    prescelto. Iscrivendoti ad un fondo contrattuale, potrai anche versare la
                    contribuzione a tuo carico come stabilito dalla contrattazione collettiva, e
                    soprattutto beneficiare del contributo a carico del datore di lavoro.
                    A tale fine, oltre ad iscriverti al fondo, dovrai compilare il modello TFR1 alla
                    sezione 3 entro il 30 giugno 2007 se sei già assunto alla data del 1°
                    gennaio 2007 e consegnarlo al datore di lavoro;
                    se invece sei stato assunto dopo il 31 dicembre 2006, oltre ad iscriverti al
                    fondo, dovrai compilare il modello TFR2 alla sezione 2 entro sei mesi
                    dall'assunzione, e consegnarlo al datore di lavoro.
                    L’adesione al fondo decorre dal mese in cui hai presentato formale richiesta
                    di iscrizione. Il TFR maturato tra il 1° gennaio 2007 e la data di iscrizione
                    rimane gestito in azienda.


   •   Decido di non iscrivermi ad alcun fondo
                ƒ   Il TFR maturando che hai deciso di non destinare alla previdenza
                    complementare, dal mese successivo alla data della tua decisione, viene
                    trasferito al nuovo conto di tesoreria gestito dall'INPS. Le regole di
                    gestione, anticipazioni e liquidazioni rimarranno esattamente le stesse e
                    verranno erogate comunque dal datore di lavoro.



                                                10
A tale fine dovrai compilare il modello TFR1 alla sezione 3 entro il 30
                 giugno 2007 se sei già assunto alla data del 1° gennaio 2007 e consegnarlo
                 al datore di lavoro;
                 se invece sei stato assunto dopo il 31 dicembre 2006, dovrai compilare il
                 modello TFR2 alla sezione 2 entro sei mesi dall'assunzione, e consegnarlo
                 al datore di lavoro.
                 Potrai sempre "ripensarci" ed in qualsiasi momento poter destinare anche il
                 TFR al fondo complementare.


•   Non esprimo alcuna decisione (silenzio-assenso)
             ƒ   L’intero TFR maturando verrà trasferito al fondo negoziale, salvo che un
                 accordo aziendale non preveda il conferimento del TFR a un fondo aperto
                 ad adesione collettiva, o fondi regionali.
                 In presenza di più forme pensionistiche, salvo diverso accordo aziendale, il
                 TFR maturando verrà trasferito al fondo a cui hanno aderito il maggior
                 numero di lavoratori dell’azienda alla data del 1° gennaio 2007 oppure, se
                 ciò non è possibile, al fondo con il maggior numero di aderenti secondo i
                 dati COVIP (articolo 8, comma 7, lettera b del Decreto legislativo n.
                 252/2005).
                 Qualora non sia possibile procedere nei termini di cui sopra il datore di
                 lavoro sarà tenuto a trasferire il TFR maturando alla forma pensionistica
                 complementare costituita presso l’INPS.
                 Ti ricordiamo che il TFR maturato dal 1° gennaio al 30 giugno 2007,
                 rimarrà in azienda a prescindere dalle dimensioni aziendali. A partire dal 1°
                 luglio 2007 scatterà il meccanismo sopra descritto


Sei iscritto a un fondo privato
•   Decido di versare il TFR nel fondo privato
             ƒ   Attualmente non è ancora chiaro come inquadrare i fondi privati visto che
                 fino all’approvazione della riforma della previdenza complementare non era
                 contemplata la possibilità di aderire con il TFR ai suddetti fondi mentre dal
                 1° gennaio 2007 è possibile.
                 In assenza di alcun chiarimento riteniamo che se il lavoratore ha aderito ad
                 un fondo pensione privato e questo entro il 30 giugno 2007 abbia ottenuto
                 l'autorizzazione da parte della COVIP, su questo potrà trasferire una quota
                 del TFR (dal 50% al 100%). La quota di TFR maturata fino alla data della
                 mia scelta rimarrà in azienda.

                 L’adesione al fondo avverrà dal mese in cui hai presentato formale richiesta
                 di iscrizione.

•   Decido di non iscrivermi ad alcun fondo
             ƒ   Il TFR maturando che hai deciso di non destinare alla previdenza
                 complementare, dal mese successivo alla data della tua decisione, viene
                 trasferito al nuovo conto di tesoreria gestito dall'INPS. Le regole di



                                            11
gestione, anticipazioni e liquidazioni rimarranno esattamente le stesse e
                     verranno erogate comunque dal datore di lavoro.
                     A tale fine dovrai compilare il modello TFR1 alla sezione 3 entro il 30
                     giugno 2007 se sei già assunto alla data del 1° gennaio 2007 e consegnarlo
                     al datore di lavoro;
                     se invece sei stato assunto dopo il 31 dicembre 2006, dovrai compilare il
                     modello TFR2 alla sezione 2 entro sei mesi dall'assunzione, e consegnarlo
                     al datore di lavoro.
                     Potrai sempre "ripensarci" ed in qualsiasi momento poter destinare anche il
                     TFR al fondo complementare.


   •   Non esprimo alcuna decisione (silenzio-assenso)
                 ƒ   Attualmente non è ancora chiaro come inquadrare i fondi privati visto che
                     fino all’approvazione della riforma della previdenza complementare non era
                     contemplata la possibilità di aderire con il TFR ai suddetti fondi mentre dal
                     1° gennaio 2007 è possibile.
                     In assenza di alcun chiarimento riteniamo che se il lavoratore ha aderito ad
                     un fondo pensione privato e questo entro il 30 giugno 2007 abbia ottenuto
                     l'autorizzazione da parte della COVIP, su questo verrà trasferito l'intero
                     TFR maturando.

                     Ti ricordiamo che il TFR maturato dal 1° gennaio al 30 giugno 2007,
                     oppure nei sei mesi successivi alla tua assunzione se dopo il 1° gennaio
                     2007, rimarrà in azienda a prescindere dalle dimensioni della stessa, e a
                     partire dal 1° luglio 2007 scatterà il meccanismo sopra descritto.



Dal 29 aprile 1993 in poi

Comprende tutti i lavoratori con accredito di contribuzione a un fondo di previdenza obbligatoria
successiva al 28 aprile 1993.
Il lavoratore che intende aderire alla previdenza complementare deve obbligatoriamente
versare l’intero TFR.

Sei iscritto ad un fondo di previdenza complementare

Non avrai alcun adempimento. Il fondo che hai già scelto è già destinatario dell'intera quota di
TFR.

Non sei iscritto ad un fondo di previdenza complementare

   •   Decido di iscrivermi alla previdenza complementare
                 ƒ   Decidi di manifestare esplicitamente l’intenzione di aderire alla previdenza
                     complementare verso cui dovrai trasferire l'intera quota di TFR maturando.
                     L’adesione al fondo avviene dal mese in cui hai presentato formale richiesta
                     di iscrizione. Se il fondo al quale avrai aderito è un fondo categoriale
                     contrattato, oltre alla tua contribuzione potrai fruire anche del contributo a
                     carico del datore di lavoro.
                                                12
A tale fine, oltre ad iscriverti al fondo, dovrai compilare il modello TFR1 alla
                    sezione 1 entro il 30 giugno 2007 se sei già assunto alla data del 1°
                    gennaio 2007 e consegnarlo al datore di lavoro;
                    se invece sei stato assunto per la prima volta dopo il 31 dicembre 2006,
                    oltre ad iscriverti al fondo, dovrai compilare il modello TFR2 alla sezione 1
                    entro sei mesi dall'assunzione, e consegnarlo al datore di lavoro.


   •   Decidi di non iscriverti ad alcun fondo
                ƒ   Il TFR che maturerai dalla data della tua scelta in avanti, verrà trasferito al
                    nuovo conto di tesoreria presso l'INPS. Le regole di gestione, anticipazioni
                    e liquidazioni rimarranno esattamente le stesse e verranno erogate
                    comunque dal datore di lavoro.
                    A tale fine dovrai compilare il modello TFR1 alla sezione 1 entro il 30
                    giugno 2007 se sei già assunto alla data del 1° gennaio 2007 e consegnarlo
                    al datore di lavoro;
                    se invece sei stato assunto per la prima volta dopo il 31 dicembre 2006,
                    dovrai compilare il modello TFR2 alla sezione 1 entro sei mesi
                    dall'assunzione, e consegnarlo al datore di lavoro.
                    Potrai sempre "ripensarci" ed in qualsiasi momento poter destinare il tfr al
                    fondo complementare.


   •   Non esprimo alcuna decisione (silenzio-assenso)
                ƒ   L’intero TFR maturando verrà trasferito al fondo negoziale, salvo che un
                    accordo aziendale non preveda il conferimento del TFR a un fondo aperto
                    ad adesione collettiva, o fondi regionali.
                    In presenza di più forme pensionistiche, salvo diverso accordo aziendale, il
                    TFR maturando verrà trasferito al fondo a cui hanno aderito il maggior
                    numero di lavoratori dell’azienda alla data del 1° gennaio 2007 oppure, se
                    ciò non è accertato, al fondo con il maggior numero di aderenti secondo i
                    dati COVIP (articolo 8, comma 7, lettera b del Decreto legislativo n.
                    252/2005).
                    Qualora non sia possibile procedere nei termini di cui sopra il datore di
                    lavoro sarà tenuto a trasferire il TFR maturando alla forma pensionistica
                    complementare costituita presso l’INPS.
                    Ti ricordiamo che il TFR maturato dal 1° gennaio al 30 giugno 2007,
                    oppure nei sei mesi successivi alla tua assunzione se dopo il 1° gennaio
                    2007, rimarrà in azienda a prescindere dalle dimensioni.


Sei iscritto a un fondo privato
   •   Decido di versare il TFR nel fondo privato
                ƒ   Attualmente non è ancora chiaro come inquadrare i fondi privati visto che
                    fino all’approvazione della riforma della previdenza complementare non era
                    contemplata la possibilità di aderire con il TFR ai suddetti fondi mentre ora
                    è possibile.
                    In assenza di alcun chiarimento da parte del Governo riteniamo che se il

                                                13
lavoratore ha aderito ad un fondo pensione privato, dovrà conferire l'intero
                 TFR maturando, una volta che il fondo abbia ottenuto l'autorizzazione da
                 parte della COVIP.
                 L’adesione al fondo avverrà il mese in cui il lavoratore ha presentato
                 formale richiesta di iscrizione.


•   Decido di non iscrivermi ad alcun fondo
             ƒ   Il TFR che maturerai dalla data della tua scelta in avanti verrà trasferito al
                 nuovo conto di tesoreria presso l'INPS. Le regole di gestione, anticipazioni
                 e liquidazioni rimarranno esattamente le stesse e verranno erogate
                 comunque dal datore di lavoro.
                 A tale fine dovrai compilare il modello TFR1 alla sezione 1 entro il 30
                 giugno 2007 se sei già assunto alla data del 1° gennaio 2007 e consegnarlo
                 al datore di lavoro;
                 se invece sei stato assunto per la prima volta dopo il 31 dicembre 2006,
                 dovrai compilare il modello TFR2 alla sezione 1 entro sei mesi
                 dall'assunzione, e consegnarlo al datore di lavoro.
                 Potrai sempre "ripensarci" ed in qualsiasi momento poter destinare il tfr ad
                 un fondo complementare.


•   Non esprimo alcuna decisione (silenzio-assenso)
             ƒ   Attualmente non è ancora chiaro come inquadrare i fondi privati visto che
                 fino all’approvazione della riforma della previdenza complementare non era
                 contemplata la possibilità di aderire con il TFR ai suddetti fondi mentre ora
                 è possibile.
                 In assenza di alcun chiarimento da parte del Governo riteniamo che se il
                 lavoratore ha aderito ad un fondo pensione privato, su questo dovrà
                 conferire l'intero TFR maturando, fermo restando che tale fondo abbia
                 ottenuto l'autorizzazione apposita da parte della COVIP.
                 Ti ricordiamo che per i primi 6 mesi il TFR rimarrà in azienda a prescindere
                 dalle dimensioni.




                                            14
FONDO DI CATEGORIA



Fondo Cometa
Via V. Pisani, 31 – 20124 Milano
Call center 02255361
Internet: www.cometafondo.it
FIOM-CGIL Lombardia, Via Breda, 56 – 20099 Sesto S. Giovanni (Mi)
Tel. 0226222266. fax 022402426
Data di inizio attività: 11 novembre 1998


                                         A chi è rivolto
È il fondo pensione complementare dei metalmeccanici nato dall’accordo tra le organizzazioni
di categoria delle imprese (Federmeccanica e Assistal) e dei lavoratori (Fiom, Fim, Uilm e
Fismic), possono aderire anche i lavoratori dipendenti del settore orafo argentiero.
Lavoratori e aziende associati :
   ·      320.953 lavoratori; di cui 60.973 di prima occupazione successiva al 28/4/1993
   ·      10.881 aziende


                                         Contribuzione
La contribuzione è definita dal Contratto Nazionale di Lavoro
a carico dei lavoratori:
o l’1,2% della retribuzione tabellare, formata da minimo retributivo, EDR (elemento
distinto della retribuzione) elemento retributivo per la 7^ categoria e indennità funzione
quadri (per 13 mensilità)
o l’1,24%, 2, 3 o 4% della retribuzione utile al Tfr
a carico dell’impresa: solo l’1,2% della retribuzione tabellare, formata da minimo
retributivo, EDR (elemento distinto della retribuzione) elemento retributivo per la 7a
categoria e indennità funzione quadri (per 13 mensilità)
Quota TFR
   ·      per i lavoratori assunti dopo il 28/4/93: 6,91% Retribuzione Utile al Tfr
          (100% del TFR)
   ·      per i lavoratori assunti prima il 28/4/93: 2,76% Retribuzione Utile al Tfr
          (40% del TFR)
Versamenti: la trattenuta in busta paga è mensile, il versamento al fondo trimestrale




                                               15
Costi amministrativi:
Quota d’iscrizione:
a carico del lavoratore: 5,16 Euro all’atto dell’iscrizione
a carico dell’azienda: 5,16 Euro all’atto dell’iscrizione
Quota associativa annua: 18,00 Euro all’anno


                                     Chi gestisce le risorse
Service amministrativo: Accenture
Banca: Monte dei Paschi di Siena


                                             Gestori:
dal 1° maggio 2005 è passato al multicomparto.
4 sono i comparti proposti dal Consiglio di Amministrazione, i lavoratori soci possono sceglierne
uno e una volta all’anno possono cambiare pagando 10 euro.
1° comparto monetario plus = 100% obbligazionario
2°     “      sicurezza = 90% obbligazionario e 10% azionario. (garantisce al termine del
              contratto 31/3/2010 il 2,5% di rendimento all’anno)
3°     “      reddito = 70% obbligazionario e 30% azionario
4°     “      crescita = 30% obbligazionario e 60% azionario


                                     Rendimenti netti annui:
1999 : 3,9%
2000 : 3,9%
2001 : 0,24%
2002 : -2,24%
2003 : 4,04%
2004 . 3,96%




                                                 16
Le anticipazioni e i riscatti nella previdenza complementare

Spese sanitarie

A decorrere dal 1° gennaio 2007, è possibile richiedere l’anticipazione della posizione maturata
in capitale in qualsiasi momento, per un importo non superiore al 75% per spese sanitarie in
caso di gravissime situazioni relative all’iscritto o al coniuge e ai figli, con lo stesso tipo di
tassazione indicato per le prestazioni (15% riducibile fino al 9%)

Acquisto prima casa

A decorrere dal 1° gennaio 2007, è possibile richiedere l’anticipazione della posizione maturata
in capitale dopo otto anni di iscrizione al fondo, per quanto riguarda l’acquisto della prima
casa di abitazione per sé o per i figli, oppure in caso di ristrutturazione della prima casa,
fino a un massimo del 75%, con una tassazione al 23%, al netto dei redditi già tassati

"Ulteriori esigenze"

A decorrere dal 1° gennaio 2007, è possibile richiedere l’anticipazione della posizione maturata
in capitale sempre dopo otto anni di iscrizione, fino ad un massimo del 30%, per ulteriori
esigenze degli aderenti, con una tassazione del 23% sulla parte non già assoggettata ad
imposta. Si tratta evidentemente di un’ulteriore possibilità basata su esigenze generiche, che
non è prevista nella norma generale sul TFR.
Per tutte le anticipazioni è possibile concordare un piano di reintegro dei contributi, cosa
non possibile per il TFR.

Riscatti in caso di cessazione dei requisiti di partecipazione

Viene prevista dal 1° gennaio 2007 la possibilità di:
      - riscatto nella misura del 50% della posizione individuale maturata, nei casi di
        cessazione di attività che comporti un’inoccupazione per un periodo non inferiore a 12
        mesi e non superiore a 48 mesi, oppure nei casi di procedure di mobilità, cassa
        integrazione guadagni ordinaria e straordinaria;
      - riscatto totale della posizione in caso di invalidità permanente che comporti la
        riduzione della capacità lavorativa a meno di un terzo.
      - riscatto totale della posizione nel caso di cessazione di attività lavorativa con periodo
        di inoccupazione superiore a 48 mesi.
      - Riscatto totale in caso di perdita dei requisiti di partecipazione le forme pensionistiche
        complementare possono inoltre prevedere la possibilità di riscattare la posizione
        maturata al di fuori dei casi sopra previsti, anche sulla base delle previsioni della
        contrattazione collettiva.
        Alle somme percepite si applica però una ritenuta pari al 23% e non la fiscalità
        applicata normalmente.
      - In caso di morte dell’aderente al fondo, la possibilità di riscatto va agli eredi oppure
         beneficiari diversi da lui designati. In mancanza di tali soggetti, in caso di forme
         pensionistiche individuali la posizione viene devoluta a finalità sociali con modalità che
         saranno stabilite dal decreto del Ministero del Lavoro, mentre nel caso di fondi chiusi e
         aperti, la posizione viene acquisita al fondo pensione.



                                                17
Se il fondo viene sciolto: in caso di scioglimento del fondo pensione di appartenenza,
l’intestazione diretta della copertura assicurativa in essere, per coloro che già fruiscono della
prestazione pensionistica, mentre per gli iscritti è previsto il riscatto come nel caso della
cessazione dei requisiti di partecipazione.

Attenzione: la direttiva COVIP lascia alla contrattazione collettiva la possibilità di derogare alla
norma generale sul periodo minimo di inoccupazione. Molti fondi contrattati possono aver
mantenuto le vecchie regole più favorevoli in merito al riscatto totale in caso di cessazione
dell'attività. Pertanto consigliamo di consultare lo statuto aggiornato del proprio fondo di
riferimento.

Trasferimento della previdenza complementare

A seguito di perdita dei requisiti di partecipazione
E' prevista la possibilità di trasferimento della posizione individuale ad altro fondo pensione
negoziale cui l'aderente accede in relazione alla nuova attività


In costanza dei requisiti di partecipazione
Dopo due anni di permanenza l'aderente può trasferire l'intera posizione maturata presso una
qualsiasi altra Forma di previdenza complementare


Se il trasferimento avviene dal Fondo pensione negoziale ad un'altra forma dì previdenza
complementare il contributo del datore di lavoro diventa esigibile per il lavoratore solo nei limiti e
fecondo le modalità stabilite da contratti e accordi collettivi, anche aziendali



Le prestazioni della previdenza complementare

Il diritto alla prestazione di vecchiaia

Fermo restando il possesso di almeno cinque anni di contribuzione alle forme
pensionistiche complementari, il diritto alla prestazione si ottiene al momento della
maturazione dei requisiti di accesso alle prestazioni, stabiliti nel regime obbligatorio di
appartenenza. E’ possibile richiedere anticipatamente la prestazione complementare, massimo
cinque anni prima, solo in caso di cessazione di attività lavorativa e inoccupazione per almeno
48 mesi, oppure in caso di invalidità permanente che comporti la riduzione della capacità
lavorativa a meno di un terzo.

Modalità di erogazione delle prestazioni

Per quanto riguarda le prestazioni pensionistiche in regime di contribuzione definita e
prestazione definita, è prevista, come nella precedente norma, l’erogazione in capitale,
secondo il valore al momento del requisito, fino ad un massimo del 50% del montante finale
accumulato e l’erogazione in rendita per la parte residua, non inferiore comunque al 50% della
prestazione finale dovuta. Per ciò che concerne la parte della prestazione erogata in capitale,
vengono detratte le somme erogate a titolo di anticipazione per le quali non si sia provveduto al
reintegro.

                                                 18
Prestazioni ai superstiti

Vanno stipulati da parte dell’aderente al fondo complementare, contratti assicurativi collaterali in
modo tale che in caso di morte dell’aderente titolare della prestazione pensionistica, i superstiti
da esso indicati ( i c. d.: “beneficiari”) possano, in base all’accordo: beneficiare del montante
residuo liquidato in capitale, oppure in alternativa,ottenere una rendita calcolata in base al
montante residuale.
In caso di morte prima del diritto a pensione (cd. "premorienza"), la posizione del deceduto
viene riscattata per intero dagli eredi, ovvero dai beneficiari da lui indicati. In mancanza di tali
soggetti, la posizione viene acquisita per finalità sociali secondo modalità che verranno definite
con decreto del Ministero del Lavoro e Politiche sociali.

Possibilità di liquidazione interamente in capitale

Se la rendita derivante dalla conversione di almeno il 70% del montante finale consegna una
rendita inferiore a metà dell’importo dell’assegno sociale, è possibile riscattare completamente
la posizione in capitale. Ai fini del calcolo in questione deve assumersi a riferimento la rendita
vitalizia immediata e senza reversibilità: si deve tener conto, cioè, solo della speranza di vita
dell'aderente (beneficiario diretto).

      Proponiamo un esempio: ipotizzando, nell'anno 2005, il caso di un uomo a 65 anni e i
      coefficienti di trasformazione in vigore dalla Legge n. 335/1995, per poter riscattare
      completamente la posizione in capitale, dovrà essere maturato nel 2005 un montante
      inferiore a € 56.744,28, il cui 70% è meno € 39.721, cifra che consegna una rendita
      minore a € 2.437,30, metà appunto dell’assegno sociale.

La tassazione delle prestazioni

A partire dal montante accumulato dal 1° gennaio 2007, sia la parte in capitale che in rendita
sono imponibili fiscalmente per l’intero ammontare, al netto dei redditi già assoggettati a
imposta, per quanto riguarda il capitale, e dei redditi derivanti dai rendimenti, per quanto
riguarda la rendita. L’imposta sulle prestazioni è del 15%, con riduzione del 0,30% per ogni
anno eccedente il quindicesimo di partecipazione alle forme pensionistiche, fino ad un limite
massimo del 6% di riduzione, e quindi di 9% di imposizione ottenibile dopo 35 anni di
contribuzione. Tale schema di imposizione viene previsto anche per la parte di prestazione
erogata in capitale, quindi molto più favorevole del regime fiscale previsto per il TFR.




                                                19
Glossario sulla previdenza complementare

A

Adesione individuale Forma di adesione al fondo pensione aperto che si perfeziona mediante
un contratto stipulato direttamente tra il singolo aderente e il fondo
Adesione su base contrattuale collettiva Modalità di adesione al fondo pensione aperto che
si perfeziona mediante l’intervento delle fonti istitutive
Aliquota IRPEF È la percentuale che viene applicata al reddito imponibile e che serve a
determinare l'imposta. Il reddito ai fini IRPEF è diviso in scaglioni e ogni scaglione è
assoggettato ad una aliquota diversa.
Aliquote marginali Sono le aliquote crescenti IRPEF che si applicano ai vari scaglioni di
reddito
Assegno sociale L'assegno sociale ha sostituito dal 1° gennaio 1996, la pensione erogata a
favore delle persone con 65 anni e un particolare stato di bisogno. È una prestazione di natura
assistenziale riservata ai cittadini dell'UE che abbiano: 65 anni di età, la residenza in Italia e un
reddito compatibile con i minimi di legge.
L'importo dell'assegno viene stabilito anno per anno ed è esente da imposta.
Asset allocation strategica L’asset allocation strategica definisce la ripartizione delle risorse
finanziarie tra le diverse asset class (azioni, obbligazioni,), individuando la politica di
investimento di lungo periodo del fondo
Asset allocation tattica Qualora siano previsti degli intervalli di variabilità all'interno delle linee
di AAS, la AAT è costituita dalla scelte di scostamento rispetto al portafoglio neutrale definito
dal benchmark

B

Base imponibile È il reddito che verrà effettivamente tassato: dato che si ricava dal reddito
complessivo e sul quale si calcola l'imposta, applicando le relative aliquote.
Base imponibile previdenziale È l'ammontare su cui va calcolata la percentuale di
contribuzione alla previdenza obbligatoria.
Benchmark Parametro oggettivo di riferimento utilizzato dal Fondo per verificare i risultati della
gestione.

C

Capitalizzazione individuale Il lavoratore aderente versa in un conto personale la propria
contribuzione stabilita contrattualmente. Ad essa si aggiungono la contribuzione a carico
dell’azienda, una quota prestabilita di TFR, ed un eventuale contributo volontario. L'ammontare
dei contributi viene investito nei mercati finanziari al fine di ottenere un rendimento positivo che
porti il lavoratore ad accrescere la propria posizione presso il Fondo Pensione. Dato che i
rendimenti che si otterranno dalla gestione finanziaria non sono certi, non è possibile stabilire in
via preventiva quale sarà il valore futuro della posizione individuale.
CCNL Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.
 Commissione di vigilanza sui Fondi pensione E' l’Autorità pubblica ed indipendente
chiamata a vigilare sulla corretta amministrazione e gestione dei fondi pensione



                                                  20
Conto corrente virtuale Anche con il passaggio ad un regime Contributivo, il sistema
pensionistico resta a ripartizione. I contributi versati dalla popolazione attiva in un certo periodo
vengono utilizzati per pagare le prestazioni dei pensionati nello stesso periodo. Per questo
motivo l’accumulazione e la capitalizzazione dei contributi è solo virtuale ed utilizzata ai fini del
calcolo delle pensioni.
Contributo obbligatorio È il contributo minimo previsto dall'Accordo.
Contribuzione definita In un Fondo pensione a contribuzione definita è certa la misura della
contribuzione. L'entità del flusso contributivo, costituito dai contributi del lavoratore, del datore di
lavoro nonché dalle quote di Tfr, è determinata dalle fonti istitutive.

D

Deduzione/Deducibilità Le somme in deduzione/deducibilità riducono, per un valore pari al
loro intero importo, il reddito imponibile. Il risparmio fiscale è quindi pari all'aliquota marginale.
Detrazione/Detraibilità Le somme in detrazione/detraibilità riducono l'imposta dovuta per un
valore pari al loro importo moltiplicato per l'aliquota di detrazione.

E

Esternalizzazione/Outsourcing Affidamento a soggetti esterni di alcune attività del Fondo
Pensione. L'esternalizzazione può essere decisa dal Fondo Pensione (es. attività del Service
amministrativo) o imposta dalla legge (es. gestione finanziaria nei fondi pensione negoziali;
erogazione delle rendite).
ETT È il regime di tassazione introdotto dal legislatore per la previdenza complementare. Le tre
lettere rappresentano i tre momenti di vita fiscale: 1° la contribuzione, 2° il rendimento del
patrimonio investito, 3° le prestazioni.
E = esenzione delle somme versate.
T = tassazione dei rendimenti ottenuti dagli investimenti finanziari.
T = tassazione delle prestazioni (capitale o rendita).

F

Famigliare a carico È fiscalmente considerato a carico il famigliare con un reddito annuo non
superiore a 2.840,51 Euro (lire 5.500.000) e individuato fra coloro che sono legati da vincoli di
parentela tali da comportare, se necessario, l'obbligo degli alimenti, e in particolare: il coniuge, i
figli legittimi o legittimati o naturali, e in mancanza, i discendenti prossimi, anche naturali. I
genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi, anche naturali. Gli adottati, i generi e le
nuore, il suocero e la suocera, i fratelli e le sorelle germani o unilaterali.
Fondi a prestazione definita Si tratta di Fondi in cui è certa l’entità della prestazione finale
mentre è variabile la misura della contribuzione richiesta
Fondi comuni di investimento Sono gli organismi di investimento collettivo del risparmio,
assoggettati alle disposizioni del T.U.I.F (D.Lgs. 58/98).
Fondo pensione aperto Tipologia di Fondo pensione disciplinata dall’art. 9 del D.Lgs. 124/93,
costituito sotto forma di patrimonio autonomo e separato all’interno di una società abilitata alla
gestione ai sensi dell’art. 6 del D.Lgs. 124/93.
Fondo pensione chiuso o negoziale E' il Fondo pensione istituito dalle fonti contrattuali o
regolamentari di cui all’art. 3 del D.Lgs. 124/93 e costituito nelle forme dell’associazione o della
fondazione come previsto dall’art. 4 del D.Lgs. 124/93.


                                                  21
Fondo pensione complementare È una associazione, senza scopo di lucro, istituita per
garantire agli iscritti un trattamento previdenziale aggiuntivo a quello INPS.
Fonti Istitutive Atto attraverso il quale si provvede all’istituzione del Fondo Pensione (contratti
e accordi collettivi, anche aziendali, accordi fra lavoratori autonomi o fra liberi professionisti,
accordi tra soci lavoratori…).
Forme pensionistiche individuali Forme di previdenza da attuarsi mediante l’adesione, su
base individuale al Fondo pensione aperto (art. 9-bis del D.Lgs. 124/93) ovvero mediante
contratti di assicurazione sulla vita (art. 9-bis del D.Lgs. 124/93)

I

Imposta sostitutiva È una imposta che viene applicata ad alcuni redditi in sostituzione
dell'imposta ordinaria a cui quei redditi avrebbero dovuto essere assoggettati.

M

Monocomparto Un fondo monocomparto si caratterizza per il fatto che le posizioni degli
aderenti vengono gestite in modo unitario, attraverso la definizione di un’unica politica di
investimento.
Montante contributivo Ammontare dei contributi versati all’INPS e delle relative rivalutazioni
(legate alla crescita del PIL). Il montante contributivo costituisce la somma che, nel sistema
contributivo, sarà convertita in rendita.
Multicomparto Un fondo multicomparto è strutturato su più comparti, ciascuno dei quali si
caratterizza per una propria politica di investimento. In un fondo così articolato, l’iscritto potrà
pertanto scegliere il comparto al quale aderire in funzione dei propri bisogni, esigenze,
propensione al rischio, etc….

P

Partecipazione paritetica Tutte le categorie di votanti sono rappresentati in un'assemblea con
lo stesso numero di membri. Ad esempio, lavoratori e datori di lavoro hanno la stessa
rappresentatività all’interno dell’Assemblea dei Delegati.
Parti istitutive Soggetti sottoscrittori delle fonti istitutive
Periodo di imposta È il periodo preso a riferimento per la commisurazione dei redditi ai fini
dell'applicazione dell'imposta (quasi sempre corrispondente all'anno solare).
PIL Prodotto Interno Lordo. Valore della produzione totale di beni e servizi dell'economia,
aumentata delle imposte indirette sulle importazioni e al netto dei consumi intermedi.
Rappresenta la misura fondamentale dell'andamento dell'attività economica.
Plafond assoluto È il limite massimo assoluto di deduzione dei contributi alla previdenza
complementare. È pari a 5164,57 Euro (10.000.000 lire).
Posizione individuale/Montante Rappresenta il controvalore delle somme investite dal
lavoratore nel fondo pensione. È costituito per ciascun aderente dall'insieme dei contributi
versati e dai rendimenti prodotti dalla gestione finanziaria del patrimonio del fondo pensione.
Premorienza Decesso del lavoratore antecedente al momento del pensionamento.
Prestazione pensionistica complementare di anzianità È la prestazione che si consegue al
compimento di una età di non più di 10 anni inferiore all'età stabilita dal regime obbligatorio per
la pensione di vecchiaia ed avendo maturato almeno 15 anni di associazione al Fondo.

                                                    22
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