L'accordo di libero scambio tra Ue e Canada Il CETA

L'accordo di libero scambio tra Ue e Canada Il CETA
L’accordo di libero
scambio tra Ue e Canada

        Il CETA
L'accordo di libero scambio tra Ue e Canada Il CETA
A partire dal 2010 iniziarono
i negoziati tra l’Ue e il Canada
per la sottoscrizione di un
accordo di libero scambio.
Nel 2016 l’accordo è stato concluso.
Il 15 febbraio 2017 il Parlamento europeo ha votato a
favore dell’Accordo.
La cooperazione tra UE e Canada risale però ad anni
addietro:
• 1997: cooperazione tra dogane dell'UE e del Canada;
• 1999: Accordo veterinario
• 2003: Accordo Wine and Spirits
L'accordo di libero scambio tra Ue e Canada Il CETA
Trattandosi di un accordo misto, il testo deve essere
ratificato da i Parlamenti nazionali degli Stati
membri dell’UE.
In Italia, la discussione è già stata avviata.
La Commissione Affari esteri del Senato (Audizione
Agrinsieme) ha approvato di riferire favorevolmente
in Aula, tuttavia il voto finale in Senato ancora deve
avvenire.
La discussione alla Camera ancora non è
calendarizzata.
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•   Il Canada è un grande mercato del Nord America,
    contraddistinto da alta stabilità politica ed economica.
•   L'economia del Canada è altamente produttiva,
    orientata al commercio e integrata nelle catene globali
    di approvvigionamento e consumo.
•   La popolazione del Canada, in continua crescita
    (immigrazione), è di 36,5 milioni di abitanti nel 2016 è
    distribuita in 10 province e 3 territori, con un'elevata
    concentrazione nel corridoio sudorientale confinante
    con gli Stati Uniti
L'accordo di libero scambio tra Ue e Canada Il CETA
L'accordo di libero scambio tra Ue e Canada Il CETA
•   I consumatori canadesi sono culturalmente diversificati,
    aperti e molto ricettivi verso i prodotti stranieri.
•   Hanno un PIL pro-capite tra i più elevati al mondo, pari a
    poco più di 33.000 EUR. Il potere d’acquisto delle
    famiglie canadesi ha sorpassato quello degli USA nel
    2014
•   L’età media è piuttosto elevata, di circa 40,5 anni, con un
    potere d’acquisto piuttosto elevato. Nella maggior parte
    delle famiglie la spesa per i prodotti agroalimentari
    rappresenta la 3° voce di spesa.
L'accordo di libero scambio tra Ue e Canada Il CETA
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•   L'agricoltura canadese e le industrie di trasformazione
    rappresentano il 6,6 per cento del PIL globale e più del 75
    per cento dei prodotti trasformati e consumati sono
    prodotti a livello nazionale in Canada.
•   Il Canada è il 5° più grande esportatore di prodotti
    agricoli e agroalimentari al mondo, dopo l'UE, Stati Uniti,
    Brasile e Cina.
•   Allo stesso tempo, il Canada è il 6° importatore più
    importante, dopo l'UE, Stati Uniti, Cina, Giappone e
    Russia
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•   La vicinanza agli Stati Uniti è determinante, infatti più del
    60% dei prodotti agroalimentari importati in Canada
    proviene negli Stati Uniti.
•   Gli Stati Uniti sono pertanto il più grande concorrente
    dell'UE per il mercato canadese.
•   Tuttavia, l'UE e gli Stati Uniti competono tipicamente in
    diversi segmenti di mercato
                 Importazioni in Canada


                                  Come influirà la politica di Trump?
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Punti di forza per export UE:
•  Popolazione «ricca»,
   disposta a pagare per prodotti di qualità;
• comunità di expat europei;
• aumento delle quote;
• protezione intellettuale;
• adesione simultanea del NAFTA e del CETA da parte del
  Canada può offrire agli Stati membri dell'UE anche
  l'accesso tariffario libero ai mercati statunitensi
  attraverso le «filiali» canadesi
Possibili difficoltà per export UE:
• Distanze e area geografica vasta con costi elevati per
  accedere alle diverse Province (trasporti e regole);
• Persistenza di talune barriere non tariffarie, in
  particolare per il vino;
• Sensibilità verso l’acquisto di prodotti locali
   (Buy Canadian)
• I requisiti relativi a etichettatura, SPS e diversi requisiti
  provinciali sui prodotti importati
Food and Drugs Act è la legislazione primaria federale che si
applica a tutti gli alimenti venduti in Canada.
La legge è stata adottata per la prima volta nel 1920 e
riveduta nel 1985 e stabilisce alcuni principi fondamentali
relativi:
• alla qualità e la sicurezza degli alimenti (Parte I: Alimenti)
• stabilisce la portata della regolamentazione governativa
    dei prodotti agroalimentari (parte II: Regolamenti)
L'ispezione e la regolamentazione sono stati consolidati
nell'ambito dell'Agenzia canadese per l'ispezione
alimentare (CFIA), accorpando sotto un’ unica regia un
servizio già distribuito in 3 agenzie federali.
Mentre il Food and Drugs Act è la legislazione primaria, vi
sono numerose altre legislazioni specifiche sui prodotti a
livello federale e provinciale.
Per esempio, nel 2012 è stata approvata la legge sulla
sicurezza alimentare per i canadesi - Safe Food for
Canadians Act (SFCA) - che consolida una serie di leggi
relative ai prodotti agricoli, alle ispezione sulle carni, alle
disposizioni relative all'imballaggio e all'etichettatura, etc.
La SFCA ha impatti specifici sull'importazione di prodotti di
F & B, in particolare aumentando i requisiti di licenza e di
registrazione per gli importatori di beni stranieri.
Legislazioni ad hoc sono applicate altresì a livello
provinciale.
IL CETA:
I PRINCIPALI CONTENUTI DELL’ACCORDO
Il comparto lattiero-caseario.
Quali opportunità per le cooperative italiane?
Il settore lattiero caseario è un comparto molto
«sensibile» per i canadesi ed è quindi altamente
protetto.
L’industria ha da sempre beneficiato di misure di
sostegno e di intervento da parte del Governo, che
agisce    tramite    un    sistema   di   gestione
dell'approvvigionamento.
Il programma è gestito dalla Canadian Dairy
Commission (CDC) e dal Canadian Milk Supply
Management Committee (CMSMC) presieduto dal CDC.
La quota totale di produzione di latte, i prezzi di
sostegno e le rettifiche dei prezzi sono calcolate
annualmente sia dal CDC che dal CSMC.




  http://www.cdc-ccl.gc.ca/CDC/index-eng.php
La gestione dei prodotti lattiero-caseari in Canada opera
su 3 pilastri:
1. Stabilità dei prezzi dei produttori, tenendo conto della
produzione nazionale, della domanda e delle condizioni
macroeconomiche;
2. amministrazione del contingente, per garantire
l'approvvigionamento in equilibrio con la domanda al
prezzo desiderato; e
3. controlli all'importazione mediante l'applicazione di
quote tariffarie, gestite dal Ministero federale degli
Affari Globali (http://www.international.gc.ca/controls-
controles/prod/agri/index.aspx?lang=eng)
Quote - TRQS
I prodotti lattiero-caseari sono considerati un prodotto
agricolo «sotto controllo» in Canada e sono pertanto
soggetti ad un regime specifico di importazione.


Ecco perché il Canada limita le importazioni di formaggio
e di altri prodotti lattiero-caseari utilizzando un sistema
di controlli all'importazione noto come «quote
tariffarie» (TRQ). In pratica, è possibile importare solo i
prodotti di formaggio in Canada accedendo a TRQs.
Quote - TRQS


A partire dal 1995, nell'ambito degli impegni assunti in
seno al WTO, il Canada ha istituito un sistema di
quote, con un contingentamento pari a 20.412
tonnellate. Rispetto al totale, ben 13.471 tonnellate,
pari al 66%, sono specificamente destinate all'Unione
Europea (EU Cheese TRQs).

     Impegni assunti WTO          Tonnellate   Percentuale quote
     Quota per formaggi UE         13.471            66%
    Quota di formaggi non UE        6.941            34%
       Quota totale WTO            20.412            100%
Il sistema attuale di
               allocazione - Licenze


Gli accordi del 1995 al WTO, hanno rinnovato il sistema
di allocazione dei contingentamenti, fermi fin dal 1975.
Nel 1995 le TRQs furono dunque assegnate ad una serie
di società canadesi.
Tali detentori «storici» di quote (Historical Quota
Holders) sono oggi gli unici soggetti titolati, ogni anno,
ad usufruire di tali quote. Pertanto, il mercato delle
quote è una cerchia ristretta, riservata, esclusiva e
redditizia.
Il sistema attuale di
               allocazione - Licenze


   Chi sono i detentori attuali?
Il Global Affairs Canada identifica nel 2016, n.93 aziende
titolari di quote storiche (WTO TRQs).
Oggi la maggior parte delle quote, incluse quelle
riservate all’Europa, è riservata a un ristretto numero di
aziende canadesi, che sono peraltro quelle aziende che
controllano la maggior parte dei formaggi importati in
Canada dall'UE e dal resto del mondo.
I maggiori detentori sono infatti essi stessi produttori di
formaggi (Agropur, Parmalat, Arla e Saputo)
Il sistema attuale di
              allocazione - Licenze


  Quali sono i requisiti?
Per mantenere le loro quote, i soggetti eleggibili
devono rilasciare una relazione al Global Affairs
Canada che dimostra di aver utilizzato il 95% delle
proprie quote ogni anno civile.
Tuttavia, il quantitativo delle quote detenute è
riservato.
Il sistema attuale di
               allocazione - Licenze


  Quali effetti?
L’export di prodotti europei deve dunque
necessariamente passare per il tramite dei detentori
storici, sottostando alle loro condizioni e termini di
importazione.
Ciò limita ovviamente la capacità di export e crescita
delle quote di mercato dei formaggi europei,
sebbene esista una domanda sempre maggiore dei
nostri formaggi da parte del consumatore.
Cosa cambia con il Ceta?


Con il CETA, aumenta la quota dei formaggi UE, in
particolare quella destinata ai formaggi di qualità.

 Sistema Quote       Quantitativi dopo
                     6 anni con CETA
                                         Integrazione
                                          quota WTO
                                                        Quota totale   Interessi italiani!
Quota per formaggi                                                     • 40 mln in 2015;
  UE di qualità           16.000             800          16.800
Quota di formaggio        1.700               /            1.700
  UE industriale
   Quota totale           17.700             800          18.500       •   1° esportatore di
  formaggio UE                                                             formaggi in Canada
   (industriale +
      qualità)
Cosa cambia con il Ceta?
Cosa cambia con il Ceta?

Le quote saranno PROGRESSIVAMENTE aumentate nel
corso di 6 anni, fino poi a raggiungere il nuovo massimo
quantitativo a dazio zero. Oltre tale quota, viene ancora
applicato l’attuale dazio, pari al + 245%
              Nr. Anni da   Formaggio UE   Formaggio UE
             entrata CETA     di qualità    industriale


                  1            2.667           283

                  2            5.333           567

                  3            8.000           850

                  4            10.667         1.133

                  5            13.333         1.417

                  6            16.000         1.700
Cosa cambia con il Ceta?

   Ampliamento dei «beneficiari» delle TRQs
Aldilà dei nuovi (incrementati) contingentamenti, il CETA
prevede anche l’ingresso di NUOVI soggetti eleggibili per
l’allocazione di quote.

  I nuovi entranti
Ai new comers dovrà essere destinato almeno il 30% delle
nuove quote durante i sei anni del periodo di
implementazione (il 70% rimane dunque in mano ai
detentori storici)
Export in Canada


Premessa:
Gli attuali requisiti di importazione (Cheese Import Licence
da parte della Canadian Food Inspection Agency CFIA),
rimarranno tali anche dopo l’entrata in vigore del CETA.
L'allegato 5-E, sezione A del CETA specifica che le misure
SPS canadesi e UE forniscano un livello equivalente di
protezione per il latte ei prodotti lattiero-caseari.
Tuttavia, rimane in capo al produttore la responsabilità di
garantire che il proprio prodotto sia conforme agli standard
SPS canadesi.
Export in Canada
Il futuro sistema
                    di licenze (TBD)

Quali saranno i requisiti applicabili ai richiedenti di quote?

•   Per essere ammissibile, un richiedente deve essere stato
    residente in Canada e «attivo» nel settore dei formaggi
    canadesi in maniera regolare durante un anno.
•   Le assegnazioni saranno valide per un anno solare (dal 1
    gennaio al 31 dicembre)
•   Sulla base della loro ripartizione, gli importatori devono
    presentare una richiesta di permesso di importazione
    per ogni spedizione che intendono portare in Canada.
Il futuro sistema di licenze


        Alcune domande sul nuovo sistema di licenze
              (che è ancora da ben definire…)
•   Che cosa significa «attivo nel settore dei formaggi
    canadesi?»
•    Possono fare richiesta anche i produttori/allevatori
    canadesi?
•   Come verrà calcolata la quota ammissibile per ciascun
    nuovo richiedente?
•   Potrebbe un consorzio stabilire (per almeno un anno) un
    proprio «agente» e poi fare domanda di accesso alle
    nuove quote?
Il comparto vitivinicolo.
Quali opportunità per le cooperative italiane?
   Il Canada è il quinto importatore di vino a livello
    mondiale. In generale i canadesi sono grandi
    consumatori di alcool - in media consumano più del
    doppio della media globale.
   Il consumo di vino in Canada cresce tre volte più
    velocemente della media globale.
   La domanda di vino dovrebbe aumentare di 50 milioni di
    litri nei prossimi anni, fino all'11% entro il 2018.
Gli aumenti sono dovuti alla sostituzione di altri alcolici «più
dannosi» con il consumo di vino.
Sono cresciuti molto anche i consumi dei giovani, ovvero i
«millenials».
I consumatori canadesi sono sempre più alla ricerca di
prodotti unici e di alta qualità nel loro consumo di alimenti
e bevande.
I vini europei sono fortemente presenti, in particolare i vini
provenienti da Francia e in Italia, forti rivali degli USA.
La produzione
                    vitivinicola canadese

La vendita di bevande alcoliche, in particolare il vino e gli
alcolici, è fortemente regolata con norme sui vini importati
che possono facilmente imporre ulteriori restrizioni al fine
di proteggere i propri interessi economici.

La produzione nazionale di vini è cresciuta
ed è fortemente «protetta».
Nel 2012 è stato creato un marchio
 per la difesa e promozione dei vini locali.
Le regole e il
                      Monopolio


Le bevande alcoliche sono soggette a vari regolamenti:
 Food and Drugs Act (FDA),
 the Food and Drug Regulations (FDR)
 the Consumer Packaging and Labelling Act (CPLA)
 Consumer Packaging and Labelling Regulations (CPLR)
Le regole e il
                       Monopolio


Inoltre, a seconda del tipo di bevanda alcolica, possono
anche essere applicati altre normative federali non
applicate dall'Agenzia canadese per l'ispezione alimentare
(CFIA).
Infine, le norme provinciali e territoriali possono avere
requisiti di etichettatura per le bevande alcoliche che
devono essere soddisfatte per i prodotti venduti in quella
provincia o territorio.
Le regole e il
                        Monopolio

In Canada, l'autorità per l'importazione e la distribuzione
dell'alcool spetta ai governi provinciali.
La vendita e la distribuzione di bevande alcoliche sono
controllate e disciplinate dalle commissioni territoriali,
chiamate Board of Liquors.
Ciascun Board of liquors provinciale ha proprie regole.
Molte province hanno ancora norme rigorose per quanto
riguarda il trasporto interprovinciale di alcool.
Le regole e il
 Monopolio
I miglioramenti
                         del CETA

Con l’entrata in vigore del CETA si procederà con
l’eliminazione dei dazi all’ingresso.
Tuttavia, alcune tassazioni esistenti che impattavano e
discriminavano i vini importati saranno migliorate.
Le tariffe imposte a livello territoriale, come per esempio
quelle sul valore (e non volume) dei SOLI vini importati
dovrebbero essere eliminate (es. Ontario, applicava una
tassa del 6% sul prezzo del vino importato) e sostituite con
una tassazione in base al volume.
Infine, anche il sistema di vendita vedrà alcuni
miglioramenti rispetto allo status quo.
Si ricorda infatti che attualmente il sistema di vendita
avviene attraverso due canali: da un lato il (quasi)
monopolio dei board of liquors, dall’altro un sistema di
punti vendita privato, in cui sono vendibili bevande
alcoliche di provenienza esclusiva canadese.
Il CETA permetterà di “congelare” il numero dei punti
vendita privati, evitando dunque che vi sia un
peggioramento delle condizioni di concorrenza.
Il CETA includerà e integrerà l’accordo del 2003 Wines &
Spirits;
Le opportunità variano a seconda del canale di vendita
•   Quantità,
•   Prezzo,
•   posizionamento
•   target di consumo,
•   Potenziale di vendita,
•   Budget di marketing,
•   Supporto alle vendite
    al dettaglio


           http://www.doingbusinesswithlcbo.com/
«Oltre» le barriere sanitarie e fitosanitarie?
Il comparto ortofrutticolo
                   e delle carni



Attualmente l’export di prodotti ortofrutticoli e quelli a
base di carni sono disciplinati attraverso una serie di
normative, che rispondo anche a requisiti di carattere
sanitario e fitosanitario.
La regolamentazione
                                                  vigente
          Settore ortofrutticolo                                                         Settore delle carni
Agricultural Products Act                                                  Meat Inspection Act
http://laws-lois.justice.gc.ca/eng/acts/C-0.4/                             http://laws-lois.justice.gc.ca/eng/acts/M-3.2/
Fresh Fruit and Vegetable Regulations                                      Meat Inspection Regulations
http://laws-lois.justice.gc.ca/eng/regulations/C.R.C.,_c._285/             http://laws-lois.justice.gc.ca/eng/regulations/SOR-90-288/

Processed Products Regulations                                             Meat Hygiene Manual of Procedures
http://laws-lois.justice.gc.ca/eng/regulations/C.R.C.,_c._291/index.html   http://www.inspection.gc.ca/food/meat-and-poultry-products/manual-
                                                                           of-procedures/eng/1300125426052/1300125482318
• Food and Drugs Act                                                       Procedures for Use of Official Meat Certificate: Annex C
http://laws-lois.justice.gc.ca/eng/acts/f-27/                              http://www.inspection.gc.ca/food/meat-and-poultry-products/manual-
                                                                           of-procedures/chapter-10/annex-
                                                                           c/eng/1336324305944/1336324402422
• Food and Drug Regulations                                                Official Meat Inspection Certificate Form: Annex C-1
http://laws.justice.gc.ca/eng/regulations/c.r.c.,_c._870/index.html        http://www.inspection.gc.ca/food/meat-and-poultry-products/manual-
                                                                           of-procedures/chapter-10/annex-c-
                                                                           1/eng/1336329243870/1336329423419
Canadian Food Inspection Agency: Industry Labelling Tool                   Food and Drugs Act
http://www.inspection.gc.ca/food/labelling/food-labelling-for-             http://laws-lois.justice.gc.ca/eng/acts/f-27/
industry/eng/1383607266489/1383607344939
Organic Products Regulations 2009                                          Food and Drug Regulations
http://laws-lois.justice.gc.ca/eng/regulations/SOR-2009-176/               http://laws.justice.gc.ca/eng/regulations/c.r.c.,_c._870/index.html
                                                                           Canadian Food Inspection Agency: Industry Labelling Tool
                                                                           http://www.inspection.gc.ca/food/labelling/food-labelling-for-
                                                                           industry/eng/1383607266489/1383607344939
                                                                           Organic Products Regulations 2009
                                                                           http://laws-lois.justice.gc.ca/eng/regulations/SOR-2009-176
Le barriere SPS
                     Nel CETA

Le barriere SPS non sono oggetto specifico del CETA
Con l’accordo si è accettato di riaffermare e sviluppare gli
impegni presi in sede di WTO per le questioni fitosanitarie
e sanitarie (SPS).
Il CETA prevede anche di incorporare e aggiornare
l'accordo veterinario già esistente all’interno del capitolo 5
dedicato alle questioni fitosanitarie.
Inoltre sulla base dell'accordo veterinario, le parti si
impegnano a stabilire un quadro di cooperazione (art.21.4)
per tutti gli ambiti relativi a salute animale, questioni
fitosanitarie e disposizioni di sicurezza alimentare.
Le barriere SPS
                     Nel CETA

Nel caso in cui una delle parti sia particolarmente
preoccupata per questioni relative alla sicurezza
alimentare o all’implementazione di requisiti fitosanitari,
l’altra Parte potrà richiedere una consultazione tecnica.
Sarà istituito un comitato di gestione misto di esperti, che
dovrà anche facilitare le discussioni per risolvere eventuali
problemi che ostacolano il commercio.
La costituzione del comitato dovrà avvenire entro 180
giorni dall’entrata in vigore dell’accordo e si dovrà
confrontare almeno una volta all’anno.
Le barriere SPS
                      nel CETA
Inoltre, l’accordo sigla la volontà di determinare
un sistema di equivalenza reciproca circa i sistemi di
ispezione e certificazione.
Ulteriori informazioni relative alle competenti autorità per
controlli e verifiche, nonché per le condizioni per le
regionalizzazioni delle malattie, per la determinazione di
un sistema di equivalenza, per il riconoscimento di misure
SPS, per l’approvazione di stabilimenti e di certificazioni
sono contenute e/o saranno integrati negli allegati.
E’ importante invece sottolineare come solo in un secondo
momento saranno elencate le misure fitosanitarie oggetto
dell’accordo (at a later stage).
Le barriere SPS



Pertanto, tutto il capitolo relativo alle misure fitosanitarie
diventa quindi un tema cruciale.
Inoltre, non è da sottovalutare come l’entrata in vigore del
Safe Food for Canadians Regulations possa de facto
costituire una possibile barriera all’ingresso.
Il comparto ortofrutticolo
Il comparto ortofrutticolo
Nonostante i consumi in calo di frutta e verdura, il Canada
rimane uno dei consumatori maggiori di frutta e verdura
fresca pro capite nel mondo.
Il Canada rimane uno dei più grandi Importatori a livello
globale.
Anche l’aumento di vegetariani e vegani, anche in virtù di
comunità di immigrati (per es. indiani) sta de facto creando
nuove nicchie di mercato.
Il comparto ortofrutticolo

Ciò premesso, i consumi di F&V fresca dovrebbero
rimanere stabili nei prossimi anni, mentre i prodotti
congelati e in scatola sono in aumento.
Il settore F&V canadese offre una varietà di prodotti ai
consumatori domestici.
Nel complesso, il Canada produce più ortaggi che frutta,
soprattutto dal 2013 (la produzione è in gran parte
incentrata sulle patate).
I principali competitor dell’UE sono USA e Messico
Il comparto ortofrutticolo
Il comparto ortofrutticolo
   Principali importazioni
          in Canada
Il comparto ortofrutticolo –
  Principali esportazioni UE
Il comparto ortofrutticolo –
  Principali esportazioni UE
Il comparto ortofrutticolo


Il Canada esporta oggi nell'Ue con un’imposizione tariffaria
(13,9 per cento).
Le tariffe dell'UE saranno eliminate per: frutta e verdura
fresca e congelata, comprese le ciliegie fresche, mele
fresche (tariffa stagionale UE raggiunge quota 9%), mirtilli
congelati ed altri prodotti, come funghi, patate, piselli,
mirtilli rossi, lamponi e fragole, nonché prodotti
trasformati come marmellate, gelatine e succhi di frutta
Le «concessioni» commerciali in UE per il Canada –
             Il comparto delle carni
Il settore delle carni


Tra le aperture commerciali concesse dall’UE verso il
Canada rientra senz’altro il comparto delle carni.
La liberalizzazione dei prodotti sensibili sarà limitata ai
contingenti esenti da dazi per alcuni prodotti.
Le quote saranno gestite attraverso un sistema di
licenze all’importazione.
Pertanto, oltre tali quote, continueranno ad essere
applicati i trattamenti tariffari vigenti (dazi).
Le carni
 Carni bovine: l’ampliamento progressivo, nel corso di 6
  anni, delle quote in Europa per l’importazione di carne
  bovina e agnello è fissata a 45.000 tonnellate, di cui
  30.840 fresca e 15.000 tonnellate congelata o altre
  tipologie di carne bovina e agnello. Infine i quantitativi
  canadesi già ad oggi importabili in Europa, in virtù della
  quota prevista in ambito WTO relativa a carne fresca di
  alta qualità o congelata saranno resi a dazio zero.

 Carne suina: è previsto un ampliamento progressivo
  delle quote, nel corso di 6 anni, a 75.000 tonnellate
Le «concessioni» commerciali in UE per il Canada –
              Il comparto cerealico
Il settore cerealicolo

Settore cerealicolo: attualmente si importa frumento duro dal
Canada a dazio zero.
Ad ogni modo, qualora la Commissione dovesse decidere di
cambiare, con una revisione della normativa comunitaria, i
dazi all’importazione, oggi già pari a zero, questi sarebbero
progressivamente eliminati nel corso da 1 a 8 anni, in «tappe
uguali», per il frumento duro, la segale, il frumento tenero di
alta qualità.
Inoltre è istituito un regime di quota transitivo (Transitional
tariff rate quota) valido per 7 anni che dà la possibilità di
accesso a dazio zero per 100.000 tonnellate di frumento
(grano) canadese di media e bassa qualità, con le 38.853
tonnellate attualmente già allocate al Canada.
L’Olio d’oliva
Olio d’oliva
Il mercato globale dell'olio di oliva in Canada è cresciuto
costantemente negli ultimi 25 anni.
Nonostante il fatto che l'olio d'oliva non sia un
ingrediente principale della cucina tradizionale canadese,
il suo consumo nella gastronomia canadese e nelle
famiglie private è in aumento (consapevolezza dei
benefici di una dieta mediterranea).
L'olio d'oliva è entrato nella cucina canadese come
un'alternativa più sana ad altri oli da cucina.
Il consumo pro capite di olio d'oliva in Canada è di 1,5 litri
all'anno, certamente inferiore alla media dell'UE28, ma
superiore al tasso medio di consumo statunitense.
Olio d’oliva
L'UE è il principale fornitore dell'olio d'oliva importato dal
Canada.
Italia, Grecia e Spagna sono tra i primi cinque esportatori
di olio d'oliva in Canada.
Il valore delle esportazioni di olio d'oliva di provenienza
UE in Canada rappresenta circa il 78% del valore totale
dell'olio d'oliva importato dal Canada.
Il più grande fornitore dell'olio d'oliva UE per il Canada è
l'Italia, da cui il paese ha importato olio per 96,3 milioni di
euro.
Olio d’oliva
I prodotti di qualità
Quali opportunità per Made in Italy?
LE IG


Le IG la questione sono trattate all’interno del capitolo 20
“proprietà intellettuale”, con rimando all’allegato 20-B,
parte A per l’elenco delle IG europee riconosciute.
Inoltre sarà prevista una Commissione sulle indicazioni
geografiche (art.26.4).
LE IG:
             IL CONCETTO DI ORIGINE

L’articolo 20.19, comma 2 e 3 specifica che, al fine di
evitare una scorretta informazione, per quelle IG che
godranno di piena tutela, non è possibile includere alcun
riferimento che suggerisca che il prodotto in questione
abbia origine da un’area diversa da quella reale,
includendo in questa definizione anche l’impossibilità di
utilizzare espressioni ingannevoli quali ad esempio “tipo”,
“stile”, “imitazione”, “quale”.
LE IG –
               L’ENFORCEMENT


L’art. 20.19, comma 4 e 5, prevede un obbligo in capo alle
parti (UE o Canada) di adottare le misure amministrative
adeguate per prevenire o far cessare l’eventuale uso
illecito del nome, introducendo un cosiddetto
enforcement delle prescrizioni relative alla tutela.
LE IG –
           Il rapporto tra IG e marchi


In caso di richiesta registrazione di un marchio che
contenga o consista in una indicazione geografica tutelata
dall’accordo, le parti sono obbligate a rifiutare o
invalidare il marchio qualora il prodotto non provenga dal
paese d’origine abilitato all’uso dell’indicazione
geografica in questione.
LE IG –
             Le deroghe e eccezioni


Le deroghe, contenute nell’ articolo 20.21 sono applicate
a un numero circoscritto di DOP-IGP e/o possono
concernere termini in inglese e in francese intesi come
“generici” nel mercato canadese. Nello specifico dei casi
italiani:
LE IG –
              Le deroghe e eccezioni


 Asiago*, Fontina*, Gorgonzola*: pur essendo incluse
  nella lista delle Ig protette, tutti gli operatori canadesi
  che hanno fatto un uso commerciale di tali marchi fino
  al 18 ottobre 2013 potranno continuare ad utilizzare
  tali termini. Per i nuovi entranti invece, l’uso delle
  parole Asiago/fontina/gorgonzola dovrà essere
  accompagnato da diciture come “tipo”, “stile”, ecc. ed
  indicare l’origine (ovvero, Made in Canada). Es. Asiago
  DOP vs. Asiago style – Made in Canada
LE IG –
             Le deroghe e eccezioni


 Parmesan: il termine Parmesan rientra, inter alia, tra
  quei termini che potranno continuare ad essere
  utilizzati liberamente per la registrazione di marchi
  contenente la parola Parmesan, come specificato
  all’allegato 20 – parte B, ma non sarà possibile fare uso
  di nessun elemento che possa confondere e ingannare
  il consumatore circa l’origine del prodotto (es.
  Bandiera italiana)
LE IG –
             Le deroghe e eccezioni


 Per quelle DOP-IGP la cui traduzione è uguale a, o
  contiene un termine, che è di uso comune, il loro
  utilizzo dovrà continuare ad essere libero. Ciò vale per
  esempio anche nel caso di una indicazione geografica
  con una combinazione di termini (es. Mortadella di
  Bologna), laddove sarà possibile garantire l’uso libero
  dei termini in maniera separata (es. Mortadella, es.
  bologna)
Alcuni chiarimenti...



 Cooperazione regolamentare:
per quanto riguarda la cooperazione in materia di
regolamentazione, il capitolo del CETA chiarisce che "Le
Parti si impegnano a garantire elevati livelli di
protezione della vita, della salute e dell'ambiente
umano, animale e vegetale, conformemente all'accordo
TBT, all'accordo SPS, al GATT 1994 , Il GATS e il presente
accordo ".
Alcuni chiarimenti...


 Cooperazione regolamentare:

Nel capitolo viene però anche chiarito che il CETA non
limita la facoltà delle parti a disciplinare.
Infine, la cooperazione normativa è volontaria.
La protezione della salute umana, del benessere
animale e della salute delle piante è anche l'obiettivo
primario del capitolo SPS del CETA.
Alcuni chiarimenti...

 Prodotti fitosanitari: i prodotti importati nell’UE
  continueranno a dover essere conformi ai limiti
  massimi di residui previsti nell'UE.
  Il CETA non modifica questo requisito.

 Ormoni: (carne) è vietata l'importazione in UE di carne
  da animali trattati con sostanze ormonali.
  Il CETA non tratta della modifica di tali norme.
Alcuni chiarimenti...


 Equivalenza: L'articolo sulla equivalenza incluso nel
  testo CETA ribadisce una disposizione inclusa nel
  testo del WTO SPS Agreement: per esempio, sarà la
  parte    esportatrice    che     dovrà    dimostrare
  obiettivamente alla parte importatrice che le sue
  misure soddisfano in maniera adeguata il livello di
  protezione previsto nel Paese che importa.
Alcuni chiarimenti...


Pertanto, per i residui fitosanitari, l'equivalenza non può
essere soddisfatta se i limiti di residui nei prodotti canadesi
sono superiori ai limiti dell'UE.
Lo stesso vale per la carne trattata con gli ormoni, che non
può essere considerata equivalente da un punto di vista di
SPS alla carne non trattata.
È importante notare che la decisione che una misura sia
equivalente a un'altra misura è di competenza del paese
importatore.
Alcuni chiarimenti...

Principio di precauzione: le questioni SPS sono trattate nel
capitolo SPS.
Tale capitolo non contiene alcuna disposizione che si
riferisce all'eliminazione del principio di precauzione.
Il capitolo SPS ribadisce, al contrario, i diritti di ciascuna
delle Parti sanciti nel quadro dell'accordo SPS del WTO.
Tra tali diritti rientra anche il diritto di utilizzare il principio
di precauzione (articolo 5.7 dell'accordo SPS WTO).
Pertanto, se il Canada considera vincolante o meno per sé il
principio di precauzione, ciò non implica che non lo sia per
la legislazione europea sulla sicurezza alimentare, il
benessere animale e alla salute delle piante, che non viene
modificata dal CETA.
Alcuni chiarimenti...


Sulle Indicazioni geografiche, infine, il CETA prevede,
all’interno del capitolo sulla proprietà intellettuale, un
enforcement sia amministrativo sia giuridico.
Ciò significa che oltre ad un diritto esercitabile di fronte a
un      tribunale    (giuridico),   grazie    all’enforcement
amministrativo, sarà l’amministrazione pubblica della
controparte (Governo canadese) a dover garantire con atti
amministrativi la tutela delle IG.
La legislazione canadese sulla proprietà intellettuale sarà
applicata in futuro anche per le Indicazioni geografiche.
Ultime riflessioni...

•   Safe Food for Canadians Regulations;
•   SPS;
•   Sistema licenze;
•   Ampliamento IG
per informazioni:
bertoni.m@confcooperative.it
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